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Document 52008DC0118

Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo - Regione amministrativa speciale (RAS) di Hong Kong: relazione annuale 2007

/* COM/2008/0118 def. */

52008DC0118

Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo - Regione amministrativa speciale (RAS) di Hong Kong: relazione annuale 2007 /* COM/2008/0118 def. */


[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 3.3.2008

COM(2008) 118 def.

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

Regione amministrativa speciale (RAS) di Hong Kong: Relazione annuale 2007

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

Regione amministrativa speciale (RAS) di Hong Kong: Relazione annuale 2007

Sintesi

Dieci anni dopo il passaggio di Hong Kong alla Cina, resta soddisfacente l’applicazione del principio “un paese, due sistemi”, che permette di preservare lo stile di vita del territorio, lo Stato di diritto e le libertà fondamentali. La cooperazione con l’Unione europea, favorita da un’impostazione pragmatica reciproca, prosegue bene e si è intensificata nel 2007. Dopo una flessione verso la fine degli anni ‘90, l’economia di Hong Kong ha registrato una ripresa, grazie soprattutto al rilancio del turismo locale da parte della Cina e alla concessione di un accesso privilegiato al mercato continentale. Malgrado l’espansione economica, il lento avanzamento verso l’instaurazione del suffragio universale nelle istituzioni del governo di Hong Kong continua a destare preoccupazione. Il territorio deve inoltre far fronte a una serie di difficoltà a lungo termine, specialmente in campo ambientale.

Introduzione

Nel 2007 ricorreva il decimo anniversario del passaggio di Hong Kong alla Cina, in seguito al quale il territorio è divenuto regione amministrativa speciale della Repubblica popolare cinese. La riunificazione di Hong Kong con la Cina continentale poggia sul principio “un paese, due sistemi” sancito dalla dichiarazione comune sino-britannica del 1984 e dalla legge fondamentale (Basic Law) di Hong Kong adottata nel 1990 dal Congresso nazionale del popolo della Repubblica popolare cinese. La legge fondamentale, entrata in vigore il 1º luglio 1997, garantisce che il sistema capitalista e lo stile di vita precedenti di Hong Kong restino immutati per 50 anni. Il mantenimento del contesto imprenditoriale e dello Stato di diritto nel territorio era l’obiettivo del sostegno dell’UE al principio cinese “un paese, due sistemi”, il cui rispetto è stato generalmente assicurato.

I. La cooperazione tra l’Unione europea e Hong Kong nel 2007

Come nel 1997, Hong Kong si conferma la prima città dell’Asia per quanto riguarda il numero di cittadini dell’Unione europea che vi risiedono e lavorano (oltre 37 000 nel 2007) e il numero di imprese e società europee stabilite nel territorio. Tale presenza contribuisce a motivare l’impegno dell’Unione nei confronti di Hong Kong.

L’Unione europea è infatti sempre più presente ad Hong Kong in un’ampia gamma di settori, segnatamente i servizi finanziari e i servizi alle imprese, il commercio, i trasporti e l’edilizia (95%).

Secondo un sondaggio ufficiale pubblicato dalle autorità di Hong Kong nel settembre 2007, il numero di società straniere stabilite sul territorio è aumentato di oltre il 50% dopo il passaggio alla Cina nel 1997. Nel giugno 2007 si registravano ad Hong Kong 1 246 sedi regionali, 2 644 uffici regionali e 2 550 uffici locali rappresentanti le rispettive società madri situate al di fuori del territorio.

Le società dell’Unione europea contano complessivamente 405 sedi regionali ad Hong Kong, seguite da Stati Uniti (298) e Giappone (232).

Hong Kong contribuisce in modo determinante ad agevolare gli scambi tra la Cina continentale e l’Europa. Gli scambi sino-europei attraverso Hong Kong sono aumentati in maniera esponenziale. Secondo le statistiche commerciali di Hong Kong, il valore degli scambi tra l’UE e la Cina attraverso Hong Kong ammontava a 37 miliardi di euro nel 2006; di questi, le riesportazioni nell’UE di merci di origine cinese raggiungevano 29,6 miliardi di euro e le riesportazioni in Cina di merci originarie dell’UE erano pari a 7,5 miliardi di euro. Secondo le statistiche cinesi, le spedizioni via Hong Kong rappresentano il 17% del totale degli scambi tra la Cina e l’Unione europea.

Tuttavia, dato che le imprese europee trattano sempre più direttamente con la Cina, l’importanza relativa degli scambi attraverso Hong Kong tende a diminuire. Gli scambi commerciali tra l’UE e la Cina attraverso Hong Kong, espressi in percentuale del totale degli scambi tra le due parti, sono scesi da oltre un terzo nel 2002 a meno del 15% nei primi mesi del 2007, nonostante l’aumento del volume complessivo degli scambi. Naturalmente, il volume totale degli scambi tra l’UE e la Cina continentale continua a crescere più rapidamente delle riesportazioni via Hong Kong.

Dal 1997 le relazioni tra l’UE e Hong Kong continuano ad intensificarsi sulla base di una visione condivisa dei reciproci interessi. Tali relazioni, essenzialmente pragmatiche e imperniate sugli scambi e sugli investimenti, si estendono però anche al settore dell’istruzione e agli aspetti sociali, culturali e normativi.

Dopo il passaggio alla Cina, Hong Kong ha dovuto far fronte a una serie di difficoltà impreviste (comprese la crisi finanziaria asiatica, l’epidemia di influenza aviaria e la pandemia di SARS), che hanno inciso negativamente sulla sua economia. La Cina è accorsa in suo aiuto favorendo il turismo attraverso l’allentamento delle restrizioni imposte ai cittadini cinesi che desideravano visitare Hong Kong e concedendo ad Hong Kong un accesso privilegiato al mercato grazie all’accordo di partenariato economico rafforzato (Closer Economic Partnership Agreement – CEPA) concluso nel 2003. Il CEPA è stato integrato da ulteriori accordi negli anni successivi. Tali misure si sono dimostrate estremamente efficaci e l’economia di Hong Kong è ora in piena espansione sulla scia delle eccezionali prestazioni economiche del continente. Questo successo si concretizza altresì in un consolidamento delle relazioni tra le amministrazioni delle due parti e offre maggiori opportunità di scambi e consultazioni.

È ormai chiaro che il futuro economico di Hong Kong dipende dall’intensificarsi delle sue relazioni economiche con la Cina continentale. Trattandosi di un’economia basata sui servizi, la sua crescita futura dipenderà in larga misura da un efficace sfruttamento dell’immenso mercato cinese, una tendenza rafforzata dall’evoluzione del settore finanziario. Nel maggio 2007 la China Banking Regulatory Commission, l’organo di controllo del settore bancario cinese, ha annunciato che il campo d’applicazione degli investimenti realizzati nell’ambito del programma investitori istituzionali nazionali qualificati (QDII – Qualified Domestic Institutional Investors scheme), un sistema che consente agli investitori istituzionali della Cina continentale di realizzare investimenti finanziari esteri, sarebbe stato esteso alle azioni di Hong Kong. In agosto, l’annuncio del cosiddetto progetto “through-train”, che avrebbe permesso a singoli investitori della Cina continentale di investire direttamente in azioni della borsa di Hong Kong, ha innescato l’allarme di uno “tsunami” finanziario con la minaccia di una notevole volatilità della borsa di Hong Kong. L’introduzione di tale meccanismo è stata rinviata.

In seguito all’approvazione da parte del Consiglio, il 12 dicembre 2006, delle proposte della Commissione sulle prospettive di cooperazione con Hong Kong per il periodo 2007-2013, quest’ultima ha intensificato la cooperazione in settori diversi dal commercio, quali le dogane, le finanze, gli scambi interpersonali e universitari, lo sport, l’ambiente, la sanità e la sicurezza alimentare.

Il 30 novembre 2007 si è svolta ad Hong Kong la prima riunione del dialogo strutturato tra Hong Kong e l’Unione europea, in seguito a un accordo concluso nel 2006 tra il capo dell’esecutivo della RAS di Hong Kong e il presidente della Commissione europea, volto ad instaurare tale meccanismo quale piattaforma annuale per ampliare e approfondire la cooperazione tra le due parti in settori di interesse comune.

Nel corso di questa prima riunione si sono tratte conclusioni positive in merito alla cooperazione in atto in campo commerciale e doganale e in materia di immigrazione, e si è constatato l’efficace funzionamento dei rispettivi accordi doganali, di riammissione e di esenzione dall’obbligo del visto per l’accesso ai territori delle parti. Hong Kong viene incontro ad alcune preoccupazioni dell’Unione europea, soprattutto per quanto riguarda il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (merci contraffatte, violazione delle norme sui marchi da parte di società “parassite” registrate a Hong Kong) e intende inoltre organizzare un’ampia consultazione su un progetto di legge nel settore della concorrenza da presentare al Consiglio legislativo dopo le elezioni del settembre 2008.

Nel quadro dell’azione dell’Unione europea intesa a potenziare la cooperazione con i paesi industrializzati, la Commissione ha offerto di finanziare la realizzazione ad Hong Kong di un progetto di cooperazione tra imprese volto a divulgare informazioni sull’Unione europea, stimolare il dibattito, migliorare la visibilità e sviluppare attività di sensibilizzazione. La Commissione spera di avviare l’attuazione del progetto nel 2008.

II. Evoluzione politica

La Commissione segue attentamente l’evoluzione delle istituzioni e della società di Hong Kong sulla base di un impegno ufficiale assunto col Parlamento europeo nel 1997. L’Unione europea ha costantemente dichiarato il proprio appoggio a un ulteriore sviluppo democratico di Hong Kong. La legge fondamentale, che poggia sull’eredità istituzionale del periodo coloniale precedente al 1997, stabilisce quale obiettivo finale l’elezione del capo dell’esecutivo e di tutti i membri del Consiglio legislativo a suffragio universale (articoli 45 e 68).

I progetti di riforme progressive elaborati dal governo, che aprirebbero la strada all’instaurazione del suffragio universale in una fase successiva (2012 o 2017), hanno suscitato numerose discussioni nel 2007. Il capo dell’esecutivo Donald Tsang, che ha iniziato un nuovo mandato quinquennale il 1º luglio scorso, ha avviato una consultazione popolare sul Libro verde relativo alla riforma costituzionale.

L’elezione straordinaria del 2 dicembre per l’assegnazione di un seggio del Consiglio legislativo, caratterizzata da un’elevata affluenza alle urne, si è conclusa con la vittoria di Anson Chan (ex segretaria generale), sostenuta dal movimento democratico e da altri movimenti del medesimo orientamento, che ha sconfitto Regina IP (ex ministro della sicurezza), appoggiata dall’Alleanza democratica per il miglioramento di Hong Kong (DAB) e da alcune lobby imprenditoriali. Tale risultato dimostra che i cittadini di Hong Kong vogliono continuare ad avere voce in capitolo nei propri affari e non rinunciano a un governo che risponda delle proprie azioni. Alle precedenti elezioni distrettuali di novembre si era registrato un netto avanzamento del DAB, i cui candidati avevano condotto una campagna imperniata su problemi quotidiani.

Il 12 dicembre, dopo aver chiuso le consultazioni sul Libro verde, il capo dell’esecutivo Donald Tsang ha presentato una relazione al comitato permanente del Congresso nazionale del popolo (NPC). Il 29 dicembre, quest’ultimo si è pronunciato a favore dell’elezione a suffragio universale del capo dell’esecutivo e del Consiglio legislativo dal 2017. In pratica, ciò significa che il capo dell’esecutivo potrà essere eletto direttamente nel 2017 e il Consiglio legislativo nel 2020. Non verranno apportate modifiche sostanziali all’attuale sistema prima del 2017. Per rendere operative le decisioni dell’NPC, dovranno essere presentate al Consiglio legislativo le opportune misure d’applicazione, probabilmente dopo le elezioni del 2012. L’adozione di tale normativa richiederà l’approvazione a maggioranza dei due terzi dei membri del Consiglio legislativo, il parere favorevole del capo dell’esecutivo e l’approvazione dell’NPC.

Pur riconoscendo che dai sondaggi effettuati durante la consultazione risultava che circa la metà della popolazione di Hong Kong era favorevole all’instaurazione del suffragio universale nel 2012, il capo dell’esecutivo ha dichiarato che il rinvio di un siffatto cambiamento al 2017 avrebbe offerto maggiori possibilità che questo venisse accettato “dalla maggior parte della comunità”.

Il Parlamento europeo ha continuato a seguire l’evoluzione della situazione e diversi suoi membri si sono recati a Hong Kong nel 2007. L’appoggio dell’Unione europea alla democrazia è un importante elemento del suo impegno a intensificare le relazioni con Hong Kong. La legittimità, la stabilità e la responsabilità del governo sono considerate fattori essenziali per promuovere un contesto favorevole alle imprese. Esse garantiscono infatti il sostegno allo Stato di diritto e tutelano i diritti e le libertà della popolazione, senza i quali lo spirito imprenditoriale e l’innovazione non potrebbero sopravvivere.

Le decisioni dell’NPC annunciate il 29 dicembre confermano l’impegno della Cina nei confronti dell’elezione a suffragio universale dei leader e dei legislatori di Hong Kong, obiettivo stabilito nella legge fondamentale. La Commissione, che si è costantemente pronunciata a favore di rapidi progressi verso tale obiettivo, prende atto dell’impostazione graduale specifica adottata dall’NPC per l’attuazione di tali decisioni e afferma che continuerà a sostenere progressi non solo graduali ma anche significativi. Sarebbero opportune rapide misure volte a trasformare i collegi di categoria e procedure trasparenti per definire l’elettorato e selezionare i candidati a cariche pubbliche.

La Commissione constata che il sistema giudiziario e gli organi responsabili dell’applicazione della legge a Hong Kong continuano a registrare risultati positivi e che la giurisprudenza dei loro tribunali è conforme alle migliori prassi della common law . L’efficace tutela delle libertà e dei diritti fondamentali da parte di tribunali competenti e indipendenti rappresenta un fondamento essenziale dello stile di vita di Hong Kong. Alcuni processi pendenti riguardanti la libertà d’espressione nel quadro di licenze di radiodiffusione oggetto di contenzioso potrebbero consentire di valutare la qualità della tutela offerta a tali libertà fondamentali.

III. Prospettive

La Commissione riconosce comunque che, in generale, il principio “un paese, due sistemi” viene rispettato e sta funzionando efficacemente per i cittadini di Hong Kong. È importante che il governo della RAS continui a godere di un alto grado di autonomia nella sfera economica, commerciale, fiscale, finanziaria e normativa e che alla popolazione di Hong Kong siano garantiti un sistema giuridico proprio, uno Stato di diritto indipendente, diritti di proprietà individuale, libertà di espressione, nonché un’economia di mercato.

Nel contempo, va sottolineato che la situazione di Hong Kong è mutata dal 1997. Due dei principali cambiamenti avvenuti sulla scena mondiale negli ultimi dieci anni sono i risultati conseguiti dalla Cina in campo economico e la sua conseguente affermazione in ambito internazionale, nonché il riconoscimento globale del cambiamento climatico e delle sue disastrose conseguenze. Di tali questioni, che incidono direttamente su Hong Kong, devono tenere pienamente conto i responsabili politici della RAS, chiamati ad affrontare una serie di difficoltà immediate e a medio termine. Esse vengono ben sintetizzate nella raccomandazione rivolta di recente dal premier cinese Wen Jiabao a Hong Kong affinché privilegi l’innovazione, l’istruzione, lo sviluppo dei talenti e l’ambiente.

Hong Kong deve infatti risolvere una serie di problemi riguardanti la qualità ambientale, in particolare la qualità dell’aria e dell’acqua, la biodiversità, l’efficienza energetica, il trattamento dei rifiuti e il rispetto dei livelli di emissione più bassi da parte di veicoli e centrali elettriche. A questo riguardo, Hong Kong deve ancora elaborare e attuare una strategia coerente a lungo termine. Il know-how europeo, trasferito attraverso la costituzione di reti e le università, potrebbe contribuire a un progetto autentico per Hong Kong per il 2047 e oltre.

L’immagine di Hong Kong quale porta d’accesso alla Cina e polo asiatico nel settore dei servizi finanziari resta d’attualità. Occorre tener conto tuttavia anche della necessità di consolidare i legami e la cooperazione con la Cina continentale, segnatamente con la provincia di Guangdong, le città di Shenzhen e Zhuhai, nonché con Macao. Tale cooperazione è infatti necessaria per far fronte ai flussi commerciali, garantire l’applicazione della legislazione e risolvere le questioni ambientali. La Commissione ritiene che l’Unione europea possa e sia disposta a offrire il suo contributo mettendo a disposizione la propria esperienza e la propria tecnologia. A questo proposito, bisognerebbe altresì tener conto dell’importante contributo che possono fornire le scienze grazie alle opportunità di collaborazione offerte dal Settimo programma quadro di ricerca dell’Unione europea. Tali punti dovrebbero figurare all’ordine del giorno della prossima riunione del dialogo strutturato nel 2008.

Sotto il profilo operativo, la principale conclusione della relazione di quest’anno sulla situazione di Hong Kong riguarda la necessità di continuare a potenziare la cooperazione pragmatica tra l’Unione europea e i suoi Stati membri ed Hong Kong, nonché a promuovere gli scambi interpersonali nei settori che più incidono sulla futura prosperità di Hong Kong.

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