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Document 52006DC0443
Report from the Commission to the Council, the European Parliament, the European Economic and Cocial Committee and the Committee of the Regions on the implementation of the guidelines for trans-european energy networks in the period 2002-2004 Pursuant to Article 11 of Decision 1229/2003/EC {SEC(2006) 1059}
Relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull’attuazione degli orientamenti per le reti transeuropee dell’energia nel periodo 2002-2004 in conformità dell’articolo 11 della decisione n. 1229/2003/CE {SEC (2006) 1059}
Relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull’attuazione degli orientamenti per le reti transeuropee dell’energia nel periodo 2002-2004 in conformità dell’articolo 11 della decisione n. 1229/2003/CE {SEC (2006) 1059}
/* COM/2006/0443 def. */
Relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull’attuazione degli orientamenti per le reti transeuropee dell’energia nel periodo 2002-2004 in conformità dell’articolo 11 della decisione n. 1229/2003/CE {SEC (2006) 1059} /* COM/2006/0443 def. */
[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE | Bruxelles, 7.8.2006 COM(2006) 443 definitivo RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI SULL’ATTUAZIONE DEGLI ORIENTAMENTI PER LE RETI TRANSEUROPEE DELL’ENERGIA NEL PERIODO 2002 –2004 in conformità dell’articolo 11 della decisione n. 1229/2003/CE {SEC (2006) 1059} La presente relazione è redatta in conformità dell’articolo 11 della decisione n. 1229/2003/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2003, che stabilisce un insieme di orientamenti relativi alle reti transeuropee nel settore dell'energia e che abroga la decisione n. 1254/96/CE[1]. Essa presenta in forma sintetica il quadro normativo su cui è fondata la politica delle reti transeuropee dell’energia (TEN-E), il campo di applicazione e gli obiettivi degli orientamenti e riassume i progressi compiuti nell’attuazione fra il 2002 e il 2004. Si basa sulle informazioni ricevute dagli operatori dei sistemi di trasmissione e dagli esperti degli Stati membri. L’allegato alla presente relazione illustra i dettagli riguardanti l’attuazione delle connessioni del gas e dell’elettricità fra il 2002 e il 2004. 1. Quadro della politica in materia di TEN-E La sicurezza dell’approvvigionamento energetico e il funzionamento del mercato interno dell’energia sono obiettivi fondamentali di questa politica settoriale, come si evidenzia negli orientamenti sulle reti transeuropee dell’energia (TEN-E), intesi a promuovere la creazione di una rete del gas e dell’elettricità dal carattere veramente europeo, attraverso un migliore collegamento delle diverse reti nazionali. La politica dell’Unione europea relativa alla reti transeuropee si fonda su tre pilastri: la base giuridica per le TEN, e cioè gli articoli da 154 a 156 del trattato CE, introdotta dal trattato sull’Unione europea, il regolamento sul sostegno finanziario alle TEN[2] e la decisione sugli orientamenti relativi alle TEN dell’energia, che individua una serie di assi lungo i quali saranno realizzati progetti prioritari e progetti di interesse comune. L’obiettivo dell’azione comunitaria, stabilito dal trattato, è favorire l’interconnessione e l’interoperabilità delle reti nazionali così come l’accesso a queste reti nel contesto di mercati dell’energia liberalizzati e competitivi. Gli orientamenti illustrano le finalità, il campo di applicazione e gli obiettivi dell’azione comunitaria, mentre negli allegati presentano elenchi di progetti. Inoltre specificano i criteri di ammissibilità in base ai quali i progetti possono ottenere un contributo finanziario. Il regolamento finanziario consente quindi di sostenere diversi progetti di interesse comune chiaramente definiti. 2. Orientamenti per le TEN-E Gli orientamenti della Comunità europea per le TEN-E, adottati nel 1996, comprendevano un elenco di progetti di interesse comune che è stato aggiornato due volte, nel 1997 e nel 1999. La recente revisione degli orientamenti è entrata in vigore nel giugno 2003 e identifica determinati assi per progetti prioritari e progetti di intesse comune, la cui attuazione costituisce l’oggetto della presente relazione. Gli orientamenti per lo sviluppo delle reti transeuropee dell’energia intendono garantire l’efficace funzionamento del mercato interno dell’energia, rafforzando la coesione nell’Unione, migliorando la sicurezza dell’approvvigionamento e proteggendo l’ambiente. Connettere le reti nazionali e costruire interconnessioni supplementari fra gli Stati membri è parte di un processo di integrazione che costituisce il necessario presupposto per la creazione di una rete europea per la trasmissione dell’energia. È di capitale importanza completare una serie di progetti lungo gli assi prioritari che presentano un carattere transfrontaliero o che hanno un impatto significativo sulla capacità di trasporto transfrontaliero. Gli assi per i progetti prioritari tengono conto delle connessioni necessarie per il corretto funzionamento del mercato interno e per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico. I problemi relativi alle reti del gas e dell’elettricità sono diversi: i) le attuali capacità di interconnessione elettrica sono ampiamente insufficienti per sostenere un ulteriore aumento degli scambi e del commercio. Di conseguenza, al Consiglio europeo di Barcellona del marzo 2002 i capi di Stato e di governo hanno concordato di fissare un obiettivo per gli Stati membri secondo il quale entro il 2005 il livello delle interconnessioni elettriche dovrebbe essere equivalente almeno al 10% della loro capacità di produzione installata. ii) Quanto al gas naturale, nei prossimi 20-30 anni si registrerà un forte aumento della dipendenza dalle importazioni di gas. Nell’ambito della politica in materia di TEN-E, un obiettivo realistico era quello di definire una capacità aggiuntiva di importazione di gas di 70 miliardi di metri cubi di qui al 2013, da fonti ubicate in Russia, Africa settentrionale, nella regione del mar Caspio e nel Medio oriente. Attualmente i principali fornitori di gas naturale sono la Norvegia, la Russia e l’Africa settentrionale. In futuro, la regione del mar Caspio, il Medio oriente e la regione del Golfo diventeranno altri importanti fornitori. Queste fonti determinano le rotte naturali di transito. Gli assi per i progetti prioritari scelti in funzione di queste esigenze sono descritti nella sezione 1 dell’allegato. 2.1 Identificazione dei progetti prioritari nel settore delle TEN-E e definizione delle priorità L’azione comunitaria per lo sviluppo delle reti dell’energia riguarda le principali reti di trasporto/trasmissione dell’elettricità e del gas naturale, escluse le reti di distribuzione. Un progetto può essere di interesse comune se corrisponde agli obiettivi e alle priorità specificate negli orientamenti e se presentano prospettive di potenziale validità economica. L’inclusione di un progetto nell’elenco dei progetti di interesse comune non influisce sulla valutazione dell’impatto ambientale. All’origine i progetti considerati necessari erano dieci, i cosiddetti “progetti di Essen”, adottati dal Consiglio europeo di Essen nel dicembre 1994, ma poi l’elenco si è rapidamente allungato grazie ad un approccio dal basso verso l’alto (“bottom-up”), fino a comprendere nel 1999 circa 200 progetti di interesse comune. Nella revisione adottata nel 2003 sono stati approvati oltre 220 progetti. Nell’ultima revisione i progetti sono stati classificati per ordine di importanza. Oltre a migliorare in generale le connessioni, è necessario costruire collegamenti specifici a cui deve essere data grande priorità. Questa constatazione ha portato ad adottare una nuova strategia dall’alto verso il basso (“ top-down ”) per affrontare le maggiori priorità. Di conseguenza, la decisione relativa agli orientamenti per l’energia, adottata nel giugno 2003, individua, oltre ai progetti di interesse comune, gli assi dei progetti prioritari. In questo modo, il programma TEN-E risponde al problema dell’aumentata dipendenza dalle importazioni di gas, che richiede un aumento significativo della capacità di trasporto di gas naturale, e alla necessità di una maggiore capacità di interconnessione elettrica tra gli Stati membri, che permetterebbe un funzionamento più affidabile ed efficiente della rete ed eviterebbe le interruzioni di corrente. Le figure 1) e 2) mostrano gli assi dei progetti prioritari. È evidente la necessità di connettere mercati separati nel settore dell’elettricità così come la necessità di individuare altre rotte per l’approvvigionamento del gas. 2.2 Conseguenze degli orientamenti TEN-E La relazione e l’allegato presentano i progressi compiuti nella realizzazione dell’infrastruttura per la trasmissione dell’energia in conformità con gli obiettivi della politica dell’Unione europea in materia di reti transeuropee dell’elettricità (TEN-E). Un punto essenziale è che la nuova versione degli orientamenti adottati dal Consiglio e dal Parlamento europeo nel giugno 2003 ha modificato la tipologia dei progetti. Visti i tempi lunghi per l’autorizzazione e la realizzazione dei progetti (in genere fra 5 e 10 anni), è stato ritenuto necessario includere nell’analisi anche il periodo dal 1996 al 2000, mettendo in relazione la vecchia e la nuova classificazione. La relazione sull’attuazione si basa quindi sulla tipologia introdotta nella decisione sugli orientamenti adottata nel giugno 2003. Inoltre, l’allegato fornisce informazioni utili sui progetti elencati negli orientamenti già in vigore e sui contratti aggiudicati nell’ambito della linea di bilancio TEN-E. I dati contenuti nelle relative tabelle sono stati convalidati dagli esperti degli Stati membri designati dal comitato TEN-E , nel corso del 2005. 3. Progressi nell’attuazione Dal 1996 i settori del gas e dell’elettricità hanno seguito un approccio diverso per l’attuazione dei progetti. Mentre finora la sicurezza dell’approvvigionamento di gas è stata gestita correttamente, l’insufficiente capacità di produzione di elettricità e la cattiva qualità delle interconnessioni hanno comportato gravi problemi di congestione su alcune linee, provocando anche una serie di interruzioni di corrente elettrica nel 2003. I cinque progetti specifici relativi al settore del gas che figurano nell’elenco dei “progetti di Essen” del 1994 sono stati realizzati poco tempo dopo. Si trattava dei gasdotti principali Algeria - Marocco - Spagna e Russia - Bielorussia - Polonia – UE e delle nuove reti del gas in Grecia, Portogallo e nelle regioni meridionali e occidentali della Spagna. Due dei cinque progetti specifici relativi al settore dell’elettricità sono stati portati a termine: la connessione fra il nord del Portogallo e la Spagna e l’interconnessione Italia-Grecia. Per gli altri tre progetti non è stato possibile superare le difficoltà rappresentate dalle autorizzazioni amministrative (per i progetti Francia - Italia e Francia – Spagna) o non è stata presa la decisione di procedere alla costruzione (per la connessione fra le regioni occidentali e orientali della Danimarca). I progetti attuati nel periodo 1996-2001 (18 progetti nel settore del gas e 6 in quello dell’elettricità), hanno seguito la stessa evoluzione. 3.1 Progetti terminati Le figure 3) e 4) mostrano i progetti realizzati dopo il 2001 (informazioni più dettagliate sono fornite nelle tabelle 1 e 2 in allegato): si tratta di 45 progetti nel settore dell’elettricità, di cui un numero rilevante in Spagna, Portogallo e nell’Europa del sud-est, e di 16 progetti nel settore del gas. Quattordici di questi progetti hanno beneficiato di contratti aggiudicati nell’ambito della linea di bilancio TEN-E. I progetti transfrontalieri corrispondenti (e quelli aventi un forte impatto sul trasporto transfrontaliero) considerati progetti prioritari comprendono i progetti di connessioni elettriche sugli assi EL.1, EL.2, EL.3, EL.4, EL.6 e EL.7 e le connessioni per il gas sugli assi NG.2 e NG.4, come si vede nelle figure 3) e 4). 3.2 Progetti in costruzione Le figure 3) e 4) mostrano i progetti attualmente in costruzione (informazioni più dettagliate sono fornite nelle tabelle 2 e 3 in allegato). Questo elenco comprende 14 progetti nel settore dell’elettricità, di cui molti in Spagna e Portogallo, e 11 progetti nel settore del gas. Nove di questi progetti hanno beneficiato di contratti aggiudicati nell’ambito della linea di bilancio TEN-E. I progetti transfrontalieri corrispondenti (compreso uno avente un forte impatto sul trasporto transfrontaliero) considerati progetti prioritari comprendono le connessioni elettriche sugli assi EL.3, EL.4, EL.6 e EL.7 e le connessioni per il gas sugli assi NG.3 e NG.4, come si vede nelle figure 3) e 4). 3.2b Impatto delle nuove connessioni transfrontaliere La valutazione dell’impatto delle connessioni transfrontaliere terminate e di quelle in costruzione si basa sull’aumento della capacità indicato nelle tabelle 2 e 4 in allegato. Per le connessioni elettriche, l’aumento è misurato in “capacità netta addizionale”, che si riferisce alla “capacità netta di trasferimento” del paese preso in considerazione. Per il Belgio, l’aumento netto di capacità di 900 MVA apportato dalla linea integrativa Avelin –Avelgem, che collega il paese con la Francia, corrisponde al 16% della capacità netta di trasferimento effettiva. Per l’Italia, l’installazione del trasformatore-variatore a Rondissone e il completamento della connessione con la Svizzera hanno generato un aumento del 22% della capacità netta di trasferimento. Le due linee che collegano l’Italia a Ernestinovo in Croazia corrispondono al 38% della capacità netta di trasferimento. Le due linee addizionali che collegano il Portogallo con la Spagna possono trasportare gran parte del trasferimento netto da e verso la Spagna. Così, in caso di perdita di una linea, la seconda dispone ancora di capacità sufficiente per trasportare la quantità di elettricità indispensabile. La sicurezza dell’approvvigionamento è quindi notevolmente migliorata. Queste linee addizionali aumentano sensibilmente lo scambio di elettricità. In particolare, ora il Portogallo è andato oltre l’obiettivo di una capacità di interconnessione del 10%. Tuttavia, altri paesi, fra cui la Spagna, l’Italia, la Grecia, l’Irlanda e il Regno Unito, sono ancora al di sotto dell’obiettivo fissato, il che evidenzia chiaramente la necessità di rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento nella Comunità affrontando il problema della congestione delle reti elettriche e rispondendo alle reali esigenze di trasporto del mercato. Sono dunque ancora necessarie interconnessioni transfrontaliere addizionali per l’elettricità lungo gli assi prioritari. Quanto alle connessioni per il gas, l’aumento della capacità è misurato in miliardi di metri cubi all’anno (miliardi di m³/a). Le tabelle 2 e 4 mostrano che i nuovi gasdotti che collegano la Libia e l’Italia, l’Algeria e la Spagna e i giacimenti del mare del Nord con il Regno Unito consentono un aumento del volume delle importazioni che può arrivare a 20 miliardi di m³/a. Grazie ai terminal per il gas naturale liquefatto (GNL) in funzione o in costruzione il volume delle importazioni aumenta di oltre 50 miliardi di m³/a. Si tratta di una parte significativa del volume supplementare di oltre 200 miliardi di m³/a di gas da importare nell’UE che sarà necessario a partire dal 2020, ma bisognerà comunque costruire nuovi gasdotti per assicurare e diversificare la capacità addizionale di importazione di gas. 3.3 Fase dell’autorizzazione La fase dell’autorizzazione per l’attuazione dei progetti riguarda molti aspetti diversi e comporta un elenco alquanto lungo di compiti da svolgere prima del suo completamento. L’elenco dei progetti in fase di autorizzazione (i cui dettagli sono illustrati nell’allegato) comprende 80 progetti, 61 per l’elettricità e 19 per il gas. 29 di questi progetti hanno beneficiato del sostegno nell’ambito della linea di bilancio TEN-E. Il numero elevato di progetti evidenzia la necessità di semplificare le procedure di autorizzazione per accelerare la realizzazione dei progetti, in particolare per quelli transfrontalieri di elevato interesse europeo. La connessione via cavo fra l’Estonia e la Finlandia (ESTLINK) costituisce la prima e finora anche l’unica connessione elettrica degli Stati baltici con altri Stati membri dell’Unione europea. La motivazione che ha spinto a completare questo collegamento è stata dunque particolarmente forte. La realizzazione è durata nel complesso 7 anni, di cui 3 sono stati necessari per la fase di autorizzazione e solo 2 per la costruzione. Il piano di sviluppo per la connessione fra l’Italia e la Svizzera (S. Fiorano-Robbia) è stato avviato nel 1992. Nel 2001 sono stati eseguiti gli studi di fattibilità tecnica e ambientale. Una volta effettuato lo studio di fattibilità ed eseguito il progetto preliminare, è iniziata una lunga e complessa procedura di autorizzazione. Vale la pena ricordare che l’approvazione del progetto è stata ottenuta grazie a una serie di misure di compensazione e di attenuazione dell’impatto ambientale, come lo smantellamento delle linee aeree esistenti nell’area interessata dal nuovo progetto. La nuova linea è stata completata al termine del 2004 (dopo 12 anni) ed è entrata in funzione il 20 gennaio 2005. Questi esempi confermano che, per le linee elettriche, la realizzazione di un progetto dura 5 anni, se non esistono ostacoli o particolari opposizioni. Ma nei casi più recenti, anche se non ci sono ostacoli particolari, fra la prima progettazione e l’entrata in funzione di solito intercorrono circa 10 anni. Quando esistono ostacoli concreti e una forte opposizione, i progetti non giungono alla fase di costruzione prima di 12-20 anni (la linea Bescano (ES)-Baixas (FR) ne è un esempio e non si è ancora raggiunto un accordo in merito). In qualche caso non vedono la luce prima di un decennio e più di discussioni, come è avvenuto per la linea Lienz (AT) – Cordignano (IT). Vi sono grosse differenze nel modo in cui l’opinione pubblica percepisce i rischi e gli effetti associati alle linee aeree ad alta tensione rispetto a quelli relativi ai gasdotti, che normalmente subiscono meno ritardi. Di recente sono state sollevate obiezioni a livello locale e regionale contro la costruzione di terminal di GNL. Nel caso del terminal di Rosignano (IT), nonostante l’accordo a livello nazionale si è registrata una forte opposizione al progetto da parte del comune di Rosignano, che chiedeva la costruzione di determinate componenti dell’impianto in un’altra località più interna del proprio territorio. Dopo tre anni di valutazione aggiuntiva di impatto ambientale, sembra che si profili una soluzione e la costruzione potrebbe iniziare presto. 3.4 Progressi compiuti nel periodo 2002-2004 Per quanto riguarda la rete del gas, sono entrati in funzione un importante collegamento tra la Francia e la Spagna e nuovi terminal per il gas naturale liquefatto (GNL) a Carthagena, Bilbao e Barcelona (Spagna). Inoltre, diversi terminal GNL sono in fase di costruzione in Italia, Spagna, Grecia e nel Regno Unito. È entrato in funzione anche un nuovo gasdotto che collega la Libia con l’Italia (Sicilia). Fra i grandi progetti in fase di autorizzazione figurano il gasdotto che collega il mar Caspio con l’Austria attraverso la Turchia, l’interconnettore Grecia – Italia e l’interconnettore Danimarca – Germania – Svezia, nonché molti terminal GNL in Italia e Spagna e un impianto di stoccaggio sotterraneo in Spagna. Per quanto riguarda la rete elettrica, la capacità della connessione esistente tra Francia e Italia è stata potenziata, sono entrate in funzione una connessione mancante fra la Francia e il Belgio e una nuova linea fra l’Italia e la Svizzera e sono state installate connessioni supplementari fra la Spagna e il Portogallo, nell’Europa sud-orientale, fra la Svezia e la Norvegia, la Finlandia e la Russia, in Irlanda e Danimarca. Inoltre, sono in fase di costruzione una connessione sottomarina fra la Finlandia e l’Estonia, una nuova interconnessione fra la Bulgaria e l’ex repubblica iugoslava di Macedonia, diverse linee fra la Spagna e il Portogallo e varie linee in Irlanda. Fra i grandi progetti in fase di autorizzazione figurano le connessioni tra Francia e Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito, nell'Europa sud-orientale, comprese le connessioni fra Grecia e Bulgaria/ex Repubblica iugoslava di Macedonia/Turchia, fra Germania e Polonia, Germania e Austria, Austria e Ungheria e Austria e Repubblica ceca. L’attuazione dei progetti lungo gli assi prioritari nel periodo 2002-2004 è trattata in modo dettagliato nell’allegato. Inoltre, l’attuazione di progetti nelle regioni isolate è stata efficacemente sostenuta da contributi finanziari nell’ambito della linea di bilancio TEN-E (per informazioni più dettagliate si veda l’allegato). 3.5 Finanziamento comunitario Dal 1995 al 2004 l’aiuto complessivo erogato nell’ambito della linea di bilancio TEN-E è stato di 174 milioni di euro. Questi fondi sono stati investiti essenzialmente per cofinanziare gli studi. È utile esaminare l'aiuto erogato considerando gli assi prioritari. Nel periodo 2001-2004, circa il 64 % del bilancio disponibile è stato attribuito ai progetti prioritari. La maggior parte di questi finanziamenti (62,8%) è stata spesa per la rete del gas, mentre il rimanente 37,2% è stato speso per la rete elettrica. Queste cifre sono state confermate nell’invito a presentare proposte del 2004, basato sugli orientamenti adottati nel giugno 2003, in cui i progetti prioritari selezionati per ricevere un finanziamento hanno ottenuto quasi il 64% del bilancio totale. Le reti del gas hanno ricevuto il 65% del bilancio, che è stato investito nei progetti prioritari. Queste cifre indicano che le priorità fissate anteriormente coincidono con gli assi prioritari definiti nella decisione del 2003. Ciò mostra chiaramente che gli assi prioritari selezionati nel 2003 tengono conto delle esigenze di miglioramento dell’infrastruttura energetica a livello europeo e che è possibile concentrare il supporto politico e finanziario essenziale sull’esecuzione dei progetti prioritari. 3.6 Ruolo centrale del bilancio concesso per le TEN-E Il bilancio annuale concesso per le TEN-E è molto modesto rispetto agli investimenti necessari: oscilla fra lo 0,2 e lo 0,5 % circa (cfr. le tabelle 1 e 3 in allegato che indicano la quota dell’aiuto attribuito nell’ambito del bilancio TEN-E rispetto ai costi totali). Nonostante ciò, il contributo per gli studi può essere essenziale per la pianificazione di un progetto in regioni isolate o peninsulari. Gli studi di fattibilità e gli studi tecnici connessi sono fondamentali per l’avvio di questi progetti e possono abbreviare i tempi della decisione relativa alla costruzione. Inoltre, il sostegno alle nuove tecnologie per la trasmissione dell'elettricità, come l’interramento delle linee o l’uso congiunto di gallerie ferroviarie e stradali, rappresenta un forte stimolo per questi progetti. Il sostegno finanziario nella fase dello studio tecnico accelera inoltre il progetto e può facilitare la decisione relativa alla costruzione. I progetti transfrontalieri hanno ricevuto un sostegno consistente nell’ambito della linea di bilancio TEN-E, come è specificato nell’allegato. In pochi casi debitamente giustificati, è stato possibile concedere un aiuto per la fase di costruzione. In questi casi, l’elemento essenziale è la visibilità dell’aiuto erogato nell’ambito del bilancio TEN-E e non l’importo dell’intervento finanziario. Quando le dimensioni della connessione mancante sono ridotte e, di conseguenza, i costi totali del progetto sono contenuti, il contributo TEN-E può raggiungere l’ordine del 10%, altrimenti è inferiore. Supporto specifico TEN-E per le nuove tecnologie: Tecnologia di cablaggio: L’aiuto è stato attribuito a diversi progetti per l’installazione di cavi sottomarini, fra cui l’interconnettore Paesi Bassi/Norvegia, che sarà il cavo sottomarino più lungo in funzione, la connessione via cavo fra Scozia e Inghilterra, realizzata per incrementare il ricorso alla produzione di elettricità da fonti di energia rinnovabili, e diversi cavi sottomarini che permettono di connettere mercati distinti o isole con il sistema sincrono principale. Viene applicato un nuovo metodo che prevede l’utilizzo di linee a isolamento gassoso ( gas insulated lines , GIL) per connettere gli impianti eolici europei in mare. Sinergia fra linee ad alta tensione e gallerie stradali/ferroviarie: È stato attribuito un aiuto per studiare la possibilità di una nuova connessione attraverso la galleria di base del Brennero fra l’Austria e l’Italia e l’integrazione di trasporto di elettricità e trasporto ferroviario nella galleria della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie di cablaggio o di GIL sono analizzate nei dettagli. Studi di rete a livello europeo: In considerazione della sua importanza strategica, è concesso un aiuto pari al 75% dei costi ammissibili allo studio di connessioni e interfacce fra il sistema sincrono occidentale esteso, l’Unione per il coordinamento della trasmissione dell’elettricità (UCTE), e l’area sincrona orientale, compresi il sistema elettrico unificato (UPS) della Russia (inclusa l’area di Kaliningrad), i sistemi elettrici interconnessi (IPS) della Bielorussia e dell’Ucraina, i sistemi elettrici della Moldavia, della Georgia, dell’Azerbaigian, i sistemi elettrici interconnessi degli Stati baltici e altri sistemi connessi. Questo studio di fattibilità fornirà informazioni essenziali per la decisione relativa all’attuazione. Un altro esempio è il progetto che analizza la possibilità di installare nuove connessioni fra l’Unione per il coordinamento della trasmissione dell’elettricità e i sistemi CENTREL dell’Europa orientale. 3.7 Prestiti della BEI e altri contributi della Comunità Come illustrato nell’allegato, le infrastrutture dell'energia ricevono un aiuto considerevole mediante prestiti della BEI o contributi provenienti da altre fonti comunitarie. Tuttavia, una parte rilevante di questo aiuto è spesso destinata alle infrastrutture dell’energia in generale, comprese le reti di distribuzione, e non esclusivamente agli interconnettori. 4. Conclusioni Sulla base della relazione di cui in allegato, la Commissione è giunta alle seguenti conclusioni generali: - l’obiettivo di concentrare il sostegno sui progetti prioritari è in corso di realizzazione. Il fatto che nel periodo 2001-2004 oltre il 60% del sostegno TEN-E sia stato attribuito a progetti prioritari mostra che gli assi prioritari adottati nel 2003 riflettono le esigenze di migliorare l’infrastruttura di trasporto. - Le misure di coordinamento relative all’attuazione dovrebbero figurare fra le prime priorità della politica per le TEN-E. Per accelerare l’attuazione dei progetti occorre monitorare attentamente i progressi compiuti e scambiare regolarmente informazioni sulle connessioni transfrontaliere. La nomina di un coordinatore europeo, come previsto dagli orientamenti per le TEN-T, potrebbe essere una misura adeguata ed è proposta nella revisione degli orientamenti per le TEN-E. - La necessità di un sostegno politico mediante l’"etichetta TEN-E” sta diventando sempre più forte per favorire l’accettazione dei progetti da parte dell’opinione pubblica e accelerare la procedura di autorizzazione. Tuttavia, occorre notare che le procedure di autorizzazione restano un problema grave, visto che di norma trascorrono circa 10 anni fra la prima fase di progettazione e l’entrata in funzione dell’infrastruttura. Le informazioni comunicate dai gestori dei sistemi di trasporto mostrano che l’espressione di un interesse specifico europeo da parte della Comunità è ritenuta altrettanto importante del sostegno finanziario e può contribuire all’avvio tempestivo della fase di costruzione. - Un numero relativamente elevato dei progetti che figurano nel lungo elenco di progetti di interesse comune ha compiuto buoni progressi – apparentemente senza aver beneficiato di particolari aiuti nell’ambito delle TEN-E. Tuttavia, un esame più attento delle connessioni transfrontaliere, soprattutto lungo gli assi prioritari, ha rivelato che in questa sottocategoria l’impatto del programma TEN-E è importante (cfr. le tabelle 2 e 4 di cui allegato). - benché sia relativamente esiguo, il bilancio delle TEN-E ha apportato un contributo significativo per quanto riguarda: - l’avvio di progetti in regioni isolate o insulari, - progetti che valutano le possibilità di utilizzo delle nuove tecnologie o - l’accelerazione della decisione relativa alla costruzione per progetti specifici. - La Banca europea per gli investimenti (BEI) è particolarmente adatta a svolgere un ruolo di rilievo ai fini di una migliore integrazione dei mercati comunitari del gas e dell’elettricità. Il finanziamento dell’infrastruttura per il trasporto del gas e dell’elettricità rientra già fra le attività tradizionalmente svolte dalla BEI e in futuro dovrebbe assumere un’importanza ancora maggiore per quanto riguarda i progetti prioritari. - È ormai evidente che l'aggiornamento degli assi prioritari e degli elenchi dei progetti[3] è una condizione indispensabile per aumentare gli aiuti volti a migliorare le connessioni con i nuovi Stati membri e i paesi in via di adesione. Perché i dieci Stati membri che hanno aderito all’Unione il 1° maggio 2004 possano partecipare a pieno titolo ai progetti prioritari è necessario aggiornare gli assi prioritari. La proposta di revisione degli orientamenti per le TEN-E prevede l’inclusione dei corrispondenti assi supplementari per i progetti prioritari. Le principali conclusioni riguardo alle reti dell’elettricità e del gas sono le seguenti: Reti dell’elettricità: - I progetti prioritari tengono conto dell’importanza degli scambi transfrontalieri per la liberalizzazione del mercato dell’elettricità. Nonostante i progressi realizzati, le interconnessioni sono ancora ampiamente insufficienti rispetto all’obiettivo di Barcellona del 10% . - Le connessioni terminate e quelle in costruzione contribuiscono in misura determinante ad eliminare la congestione lungo i corridoi prioritari. In particolare, i collegamenti transfrontalieri tra la Francia e il Belgio (EL.1), fra l’Italia e la Svizzera e il trasformatore-variatore fra l’Italia e la Francia (EL.2), diverse linee fra il Portogallo e la Spagna (EL.3), le linee transfrontaliere nell’Europa sud-orientale (EL.4), le connessioni che aumentano la capacità di trasmissione fra l’Irlanda e l’Irlanda del nord (EL.6), fra la Danimarca e la Germania, le connessioni fra la Finlandia e l’Estonia, la Finlandia e la Russia e la Svezia e la Norvegia (EL.7) potenziano notevolmente la capacità di trasporto. Reti del gas: - I progetti prioritari tengono conto dell'importanza degli scambi transfrontalieri per la liberalizzazione del mercato del gas. - Le connessioni terminate e quelle in costruzione contribuiscono in misura determinante ad aumentare la capacità di importazione del gas lungo i corridoi prioritari. In particolare, il collegamento transfrontaliero per l’approvvigionamento di gas dall’Algeria attraverso il Marocco (NG.2), dalla Turchia verso la Grecia o l’Austria (NG.3) e una serie di nuovi terminal GNL (NG.4) in Spagna, Italia, Grecia e nel Regno Unito potenziano notevolmente la capacità di trasporto. Didascalie delle figure: Figura 1: assi dei progetti prioritari riguardanti le reti dell’elettricità. Figura 2: assi dei progetti prioritari riguardanti le reti del gas. Figura 3: stato di avanzamento dell’attuazione dei progetti riguardanti le reti dell’elettricità dal 2001. Figura 4: stato di avanzamento dell’attuazione dei progetti riguardanti le reti del gas dal 2001. [1] GU L 176 del 15.7.2003, pag. 11. [2] GU L 228 del 23.9.1995, pag. 1. Regolamento (CE) n. 2236/95 del Consiglio del 18 settembre 1995 che stabilisce i principi generali per la concessione di un contributo finanziario della Comunità nel settore delle reti transeuropee, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1159/05 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 luglio 2005 (GU L 191 del 22.7.2005, pag. 16). [3] Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce orientamenti per le reti transeuropee nel settore dell'energia (COM(2003) 742 def. del 10/12/2003).