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Document 52006DC0214
Communication from the Commission - Monitoring report on the state of preparedness for EU membership of Bulgaria and Romania {SEC(2006) 595} {SEC(2006) 596} {SEC(2006) 598}
Comunicazione della Commissione - Relazione di verifica del grado di preparazione della Bulgaria e della Romania in vista dell'adesione all'Unione europea {SEC(2006) 595} {SEC(2006) 596} {SEC(2006) 598}
Comunicazione della Commissione - Relazione di verifica del grado di preparazione della Bulgaria e della Romania in vista dell'adesione all'Unione europea {SEC(2006) 595} {SEC(2006) 596} {SEC(2006) 598}
/* COM/2006/0214 def. */
[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE | Bruxelles, 16.5.2006 COM(2006) 214 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE Relazione di verifica del grado di preparazione della Bulgaria e della Romania in vista dell'adesione all'Unione europea {SEC(2006) 595} {SEC(2006) 596} {SEC(2006) 598} COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE Relazione di verifica del grado di preparazione della Bulgaria e della Romania in vista dell'adesione all'Unione europea 1. INTRODUZIONE L’adesione della Bulgaria e della Romania completerà il quinto allargamento dell’UE, iniziato nel maggio 2004 con l’adesione di dieci nuovi Stati membri appartenenti prevalentemente all’Europa centrale. L’attuale fase di allargamento ha contribuito alla pace, alla prosperità e alla stabilità in tutta l’Europa. Le condizioni per l’adesione della Bulgaria e della Romania sono state concordate in un trattato di adesione firmato nell’aprile 2005 dai 25 Stati membri e dai due paesi, il quale è già stato ratificato dalla Bulgaria, dalla Romania e da 14 Stati membri. Il trattato prevede che la Bulgaria e la Romania aderiscano il 1° gennaio 2007, tranne nel caso in cui il Consiglio decida, sulla base di una raccomandazione della Commissione, di rinviare l’adesione di uno dei due paesi, o di entrambi, al 2008. La Commissione è fermamente decisa a garantire che entrambi i paesi completino con successo gli ultimi preparativi per l’adesione e, a tal fine, ha seguito da vicino i progressi compiuti dalla Bulgaria e dalla Romania, fornendo un sostegno mirato per assisterli nel processo di riforma. Entrambi i paesi vanno elogiati per aver saputo trasformare con successo i loro sistemi politici ed economici in democrazie funzionanti e in economie di mercato. Oltre a confermare che la Bulgaria e la Romania soddisfano i criteri politici per l’adesione, la relazione della Commissione dell’ottobre 2005 ha sottolineato che entrambi i paesi hanno compiuto ulteriori progressi verso il pieno adempimento dei criteri economici e dell’ acquis . La relazione ha individuato, tuttavia, un certo numero di settori che dovevano essere ulteriormente migliorati. La Commissione continuerà a fornire sostegno ai preparativi per l’adesione della Bulgaria e della Romania. Tuttavia, se dovessero sussistere delle lacune al momento dell’adesione, la Commissione, in quanto custode dei trattati, adotterà le azioni del caso. Nel mercato interno, compreso in materia di sicurezza alimentare, nel settore della giustizia, della libertà e della sicurezza, nonché in materia di gestione dei fondi dell’UE, potrebbero essere applicate misure di salvaguardia o altre misure. La presente relazione fa seguito alle conclusioni della relazione dell’ottobre 2005 e si fonda sulla valutazione dettagliata contenuta nelle relazioni di verifica elaborate per ogni paese. Nella relazione, la Commissione: - valuta, alla fine dell’aprile 2006, gli sviluppi e il grado di preparazione dei due paesi nei settori in cui era stata precedentemente individuata la necessità di ulteriori miglioramenti; - esamina le misure necessarie per colmare le eventuali lacune ancora presenti al momento dell’adesione; - trae conclusioni sul grado di preparazione della Bulgaria e della Romania in vista dell'adesione all'UE. 2. SINTESI DEI RISULTATI DEL MONITORAGGIO 2.1. Bulgaria Criteri politici La Bulgaria soddisfa i criteri politici per l’adesione all’UE. Dalla relazione dell’ottobre 2005, sono stati compiuti progressi in diversi settori, tra cui la riforma del sistema giudiziario. Nel settore della giustizia, sono entrati in vigore il nuovo codice di procedura penale e il quadro giuridico per il patrocinio legale. Modifiche costituzionali hanno assegnato alla procura la competenza della conduzione delle indagini e sono state adottate modifiche della legge sul potere giudiziario. La Bulgaria ha adottato una serie di misure per combattere la corruzione. Per il settore esecutivo è stato adottato un codice deontologico. E’ stata inoltre varata una strategia anticorruzione per il 2006-2008. Attraverso modifiche costituzionali è stata ridimensionata l’immunità parlamentare. La procura generale ha presentato richieste di revoca dell’immunità per dieci parlamentari. Cinque di essi hanno rinunciato spontaneamente all’immunità, mentre per un sesto parlamentare l’immunità è stata revocata con una votazione in Parlamento. Gli altri casi sono ancora al vaglio. Ciò ha consentito di avviare indagini in merito a casi di corruzione ad alto livello. La Bulgaria ha compiuto progressi nel settore della pubblica amministrazione, in particolare con l’adozione di modifiche delle leggi sull’amministrazione e sui funzionari statali nonché tramite un nuovo codice di procedura amministrativa. Per quanto riguarda i maltrattamenti durante la detenzione preventiva, il numero di incidenti è relativamente diminuito e le condizioni in alcuni centri di detenzione sono migliorate. Per quanto riguarda i disabili e le strutture di assistenza psichiatrica, sono state adottate iniziative politiche e il sostegno sociale ai disabili si è rafforzato. Tuttavia, occorre ancora affrontare numerosi problemi. E’ necessario rafforzare la responsabilità, la trasparenza e l’efficienza del sistema giudiziario e adoperarsi perché si diffonda ulteriormente la procedura di assegnazione aleatoria delle cause in tutto il paese. Per valutare la qualità dell’operato dei magistrati occorrono meccanismi più obiettivi e trasparenti ed è fondamentale eliminare qualsiasi ambiguità riguardo all’indipendenza del sistema giudiziario. I rallentamenti riscontrati nella fase preprocessuale sono stati provocati dalle norme procedurali e dalla carenza di inquirenti. Sono stati compiuti scarsi risultati tangibili nella lotta alla criminalità organizzata. Perché possano svolgere efficacemente la loro funzione, le strutture preposte al coordinamento e all’attuazione della politica anticorruzione devono essere potenziate. Sono ancora rari i casi di incriminazioni, azioni penali, processi, condanne e sentenze dissuasive contro la corruzione ad alto livello. La Bulgaria deve presentare prove inconfutabili dei risultati ottenuti nella lotta contro questo fenomeno. La strategia di decentramento dell’amministrazione non è ancora stata adottata. La Bulgaria rimane un paese di transito e, in misura minore, un paese di origine e di destinazione per la tratta degli esseri umani. Si rilevano ancora casi di maltrattamenti dei detenuti. Occorre attuare iniziative politiche per migliorare le condizioni negli istituti che accolgono i bambini e nelle strutture di assistenza psichiatrica e prevedere l’introduzione di sistemi alternativi di assistenza. Occorre impegnarsi maggiormente per promuovere l'inclusione sociale della minoranza Rom e per combattere più attivamente tutte le forme di intolleranza, in particolare attraverso la piena applicazione della legislazione vigente sulle trasmissioni radiotelevisive e su altre attività volta a combattere tutte le forme di razzismo, di discriminazione e di xenofobia. Criteri economici La Bulgaria è un'economia di mercato funzionante. Se procederà sulla via delle riforme, il paese dovrebbe potere far fronte in breve tempo alle pressioni concorrenziali e alle forze di mercato all’interno dell’Unione. Nel complesso, la stabilità macroeconomica della Bulgaria è stata mantenuta e le riforme strutturali sono progredite. Dopo la relazione dell’ottobre 2005 la situazione è migliorata ulteriormente. Sono state adottate misure efficaci per contenere il disavanzo esterno. Il processo di privatizzazione e la liberalizzazione e la ristrutturazione delle imprese di pubblica utilità sono a buon punto. Sono stati compiuti sforzi ulteriori per migliorare il contesto in cui operano le imprese e per ridurre i costi extrasalariali. Ciò nonostante, il disavanzo delle partite correnti si è accentuato, il che giustifica il proseguimento di politiche fiscali e salariali prudenziali. L’approfondimento delle riforme strutturali rende necessario un migliore funzionamento dell’apparato giudiziario e un’ulteriore riduzione dell’onere normativo per le imprese. E’ necessario rendere più flessibile il quadro normativo per il mercato del lavoro. Impegni e requisiti derivanti dai negoziati di adesione La Bulgaria ha raggiunto un notevole grado di allineamento con l’ acquis. La relazione dell’ottobre 2005 concludeva che la Bulgaria sarebbe stata pronta per l’adesione in un gran numero di aspetti, individuando al tempo stesso un certo numero di settori che dovevano essere ulteriormente migliorati e altri 16 fonte di serie preoccupazioni. Da allora sono stati fatti ulteriori progressi. Se procederà allo stesso ritmo, la Bulgaria dovrebbe essere pronta in tempo per l’adesione nei seguenti settori supplementari: appalti pubblici, riconoscimento reciproco delle specifiche dei prodotti industriali; libertà di prestare servizi non finanziari; la maggior parte delle organizzazioni comuni di mercato nel settore dell’agricoltura; aviazione; accise; strutture fiscali; liberalizzazione dei servizi postali; legislazione sulla politica regionale; prodotti chimici e organismi geneticamente modificati, legislazione sull’inquinamento acustico; politica dei visti e preparativi nel settore doganale. La situazione è migliorata anche in altri settori, che non destano più serie preoccupazioni ma richiedono un ulteriore impegno per il completamento dei preparativi: assicurazioni, tutela dei diritti di proprietà intellettuale, organismo pagatore per l’agricoltura, organizzazione comune di mercato per il latte, misure di lotta contro le malattie degli animali, centri d’ispezione veterinaria alle frontiere; benessere degli animali, commercio di animali vivi e sottoprodotti di origine animale, aspetti veterinari della pubblica sanità; strutture istituzionali e di gestione finanziaria per la politica regionale, preparativi per Schengen e gestione delle future frontiere esterne dell’UE. Occorre inoltre un ulteriore impegno nei seguenti settori: riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali; servizi finanziari, servizi propri della società dell’informazione, protezione dei dati personali; legislazione antiriciclaggio del denaro; meccanismi commerciali agricoli; organizzazioni comuni di mercato per il vino, le bevande alcoliche e le carni bovine; legislazione veterinaria e fitosanitaria; quasi tutti gli aspetti della pesca; trasporto marittimo; IVA, norme sull’imposizione diretta; diritto del lavoro, dialogo sociale, inclusione sociale, politica antidiscriminazioni, Fondo sociale europeo, pubblica sanità; liberalizzazione del mercato dell’energia; energia nucleare e sicurezza nucleare, specie per quanto riguarda gli impegni relativi alla rapida chiusura e al successivo smantellamento dei reattori della centrale di Kozloduy; ristrutturazione dell’industria siderurgica; comunicazioni elettroniche; programmazione, monitoraggio e appalti nel campo della politica regionale; legislazione ambientale orizzontale, qualità dell’acqua, prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento, gestione dei rifiuti; tutela dei consumatori; asilo, cooperazione giudiziaria; lotta contro la droga; tutela degli interessi finanziari dell’UE; traduzione dell’ acquis in bulgaro. Sei settori destano ancora serie preoccupazioni e richiedono un intervento urgente: - creazione di un adeguato Sistema integrato di gestione e di controllo (SIGC) nel settore agricolo (capitolo 7 dell’ acquis ); - creazione di impianti di raccolta e di trattamento in linea con l’ acquis sulla TSE e sui sottoprodotti di origine animale (capitolo 7 dell’ acquis ); - prove più chiare dei risultati per quanto riguarda le indagini e le azioni penali contro le reti di criminalità organizzata (capitolo 24 dell’ acquis ); - applicazione più efficace ed efficiente delle leggi volte a combattere le frodi e la corruzione (capitolo 24 dell’ acquis ); - applicazione rafforzata delle disposizioni antiriciclaggio del denaro (capitolo 24 dell’ acquis ); - rafforzamento del controllo finanziario per il futuro uso dei fondi strutturali e di coesione (capitolo 28 dell’ acquis ). 2.2. Romania Criteri politici La Romania soddisfa i criteri politici per l’adesione all’Unione europea. Dalla relazione dell’ottobre 2005 sono stati compiuti progressi in diversi settori. Notevoli passi avanti sono stati fatti quanto alla riforma del sistema giudiziario: in seguito alla riforma della giustizia del 2005 sono state adottati provvedimenti di attuazione per quanto riguarda le sezioni e i collegi specializzati dei tribunali. La procedura di assegnazione non predeterminata delle cause ai magistrati seguita a funzionare correttamente nei tribunali di tutto il paese e ha contribuito ad aumentare l'imparzialità del sistema giudiziario. È stata soppressa la Direzione generale Protezione e anticorruzione (DGPA), il servizio di sicurezza parzialmente militarizzato del ministero della Giustizia. Sono state potenziate le risorse dell’apparato giudiziario, comprese quelle del Consiglio Superiore della Magistratura, e sono migliorate le condizioni di lavoro dei tribunali. La Romania ha fatto dei passi avanti nella lotta contro la corruzione, con l'istituzione di solide strutture e l'avvio di inchieste su un numero assai elevato di casi di corruzione ad alto livello: a conclusione di queste indagini sono stati rinviati a giudizio quattro personaggi di spicco. Per quel che riguarda la riforma della pubblica amministrazione, è stato riformato lo statuto della funzione pubblica ed è stata adottata la legislazione sul decentramento. Si sono ottenuti alcuni risultati nella lotta contro la tratta di esseri umani nonché nella riforma dei sistemi di assistenza medico-psichiatrica ai disabili e ai malati di mente. Il paese ha realizzato inoltre significativi progressi in materia di tutela dell'infanzia, settore in cui la situazione è notevolmente migliorata, e ha registrato passi avanti sulla questione della restituzione delle proprietà. Permane, tuttavia, una serie di questioni irrisolte. Per quanto riguarda il sistema giudiziario, è necessaria un’ulteriore razionalizzazione dei codici di procedura. Il Consiglio Superiore della Magistratura dovrebbe intensificare le iniziative volte a promuovere un'interpretazione uniforme del diritto e a controllare la qualità delle sentenze. I tribunali e gli uffici dei pubblici ministeri devono utilizzare meglio le risorse di cui dispongono. Nel contrastare la corruzione ad alto livello, la Romania deve proseguire nei suoi sforzi con l'obiettivo di consolidare e rafforzare i risultati fin qui ottenuti nella lotta contro la corruzione. Il movimento di riforma guidato dal ministero della Giustizia e dalla Direzione nazionale anticorruzione (DNA) deve essere accompagnato da iniziative continue e durature di tutte le altre istituzioni pubbliche, in modo tale che non sia più possibile tornare indietro rispetto ai progressi compiuti. Nel settore della pubblica amministrazione, il governo seguita a ricorrere con frequenza al “decreto urgente”, a discapito delle prerogative del Parlamento. La revisione delle tabelle salariali del settore pubblico rimane un’iniziativa di particolare rilievo per la deontologia professionale dei funzionari statali. La Romania continua ad essere un paese di transito e, in misura minore, di origine e di destinazione per la tratta degli esseri umani. Come in passato, è raro che i casi di maltrattamento di detenuti diano luogo a procedimenti o sanzioni, mentre alcune prigioni soffrono di problemi di sovraffollamento e di inadeguate condizioni di detenzione e sanitarie. È necessario migliorare le condizioni di vita dei pazienti negli istituti psichiatrici e dare attuazione alla strategia nazionale a favore delle persone disabili e ad altre iniziative politiche. Si richiedono ancora interventi di rilievo per garantire l'inclusione sociale della minoranza Rom. Occorre seguire con attenzione l’esito del dibattito parlamentare in corso sul disegno di legge relativo alle minoranze nazionali. È necessario un ulteriore impegno per contrastare il razzismo, le discriminazioni, la xenofobia e le altre forme di intolleranza. Criteri economici La Romania è un’economia di mercato funzionante. Se continuerà ad attuare speditamente il suo programma di riforma strutturale, il paese dovrebbe in breve tempo poter soddisfare integralmente i criteri economici. Nel complesso, la stabilità macroeconomica della Romania è stata mantenuta e le riforme strutturali sono progredite. Dalla relazione dell’ottobre 2005 sono stati compiuti ulteriori progressi. Sono state adottate politiche fiscali, monetarie e salariali più appropriate. E’ stata potenziata la lotta all’evasione fiscale, si è registrata una più efficace attuazione della disciplina finanziaria aziendale e il quadro normativo relativo alle procedure fallimentari è stato migliorato. La ristrutturazione del settore energetico, minerario e dei trasporti è progredita. Ciò nonostante, occorre compiere maggiori progressi nella riforma della spesa pubblica e consolidare il gettito fiscale. Per l’approfondimento delle riforme strutturali, è necessario portare avanti la ristrutturazione del settore energetico, minerario e dei trasporti e accelerare l’attuazione del programma di privatizzazione. Si stanno ancora accumulando nuovi arretrati e il quadro normativo relativo alle procedure fallimentari continua a presentare lacune. Impegni e requisiti derivanti dai negoziati di adesione La Romania ha raggiunto un notevole grado di allineamento con l’ acquis. La relazione dell’ottobre 2005 aveva concluso che la Romania sarebbe stata pronta alla data di adesione in numerosi settori, mentre una serie di altri settori richiedeva ulteriori interventi e, infine, 14 settori destavano serie preoccupazioni. Dopo la pubblicazione di quella relazione sono stati realizzati nuovi progressi. Se manterrà il ritmo attuale, la Romania dovrebbe essere pronta alla data di adesione nei seguenti altri settori: appalti pubblici; protezione dei dati personali; benessere degli animali; risorse della pesca, flotta, controlli e politica di mercato; legislazione in materia di politica regionale; politica in materia di visti; preparativi nel settore doganale; tutela degli interessi finanziari dell’UE. Sono stati fatti ulteriori passi avanti anche in un certo numero di settori i quali, pur non destando più serie preoccupazioni, richiedono tuttora maggiori interventi per portare a termine i preparativi, e cioè: tutela dei diritti di proprietà intellettuale; centri d'ispezione veterinaria alle frontiere e identificazione e registrazione degli animali; misure di controllo delle malattie degli animali e aspetti veterinari del settore della sanità pubblica; strutture di gestione istituzionale e finanziaria della politica regionale; prevenzione e controllo dell’inquinamento industriale; preparativi per l’ acquis di Schengen e gestione delle future frontiere esterne dell’UE; lotta contro le frodi e la corruzione. Ulteriori interventi si rendono inoltre necessari nei seguenti settori: misure orizzontali e procedurali per i prodotti industriali; requisiti per i prodotti nel quadro della "vecchia strategia", comprese la produzione e la commercializzazione degli OGM; diritti dei cittadini dell’UE; libertà di prestazione di servizi non finanziari; requisiti patrimoniali di banche e fondi di investimento; assicurazione auto; lotta contro il riciclaggio di denaro; controllo degli aiuti di Stato e attuazione dei programmi di ristrutturazione dell’industria siderurgica; la maggior parte delle organizzazioni comuni di mercato nel settore agricolo, politica della qualità, meccanismi del commercio in agricoltura, zootecnia, alimentazione degli animali, commercio di animali vivi e di sottoprodotti di origine animale; azioni strutturali nel settore della pesca; IVA, imposizione diretta; diritto del lavoro, salute e sicurezza sul luogo di lavoro, dialogo sociale; inclusione sociale; pari opportunità; Fondo sociale europeo; sanità pubblica; programma comunitario “GIOVENTÙ”; politica del settore audiovisivo; controllo nel settore della politica regionale; legislazione orizzontale in materia ambientale; protezione della natura; gestione dei rifiuti, qualità dell’acqua; cooperazione di polizia e lotta contro la criminalità organizzata; cooperazione giudiziaria; lotta contro la droga; controllo finanziario pubblico interno, revisione contabile esterna e controllo della spesa per gli interventi strutturali; traduzione in rumeno dell’ acquis . Rimangono quattro settori che destano serie preoccupazioni e che richiedono interventi urgenti: - l’accreditamento di organismi pagatori pienamente operativi per la gestione dei pagamenti diretti agli agricoltori e agli operatori nel quadro della politica agricola comune, consolidando i progressi compiuti (capitolo 7 dell' acquis ); - l’istituzione di un adeguato Sistema integrato di gestione e di controllo (SIGC) nel settore dell’agricoltura, consolidando i progressi compiuti (capitolo 7 dell' acquis ); - lo sviluppo e il potenziamento di impianti di raccolta, trattamento e distruzione delle carcasse conformemente all' acquis sulle encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) e i sottoprodotti di origine animale (capitolo 7 dell' acquis ); - la preparazione dei sistemi informatici dell'amministrazione tributaria rumena in modo da assicurarne l’interoperabilità con quelli degli altri paesi dell’UE, onde consentire un’adeguata e corretta riscossione dell’IVA nell'intero mercato interno dell'Unione (capitolo 10 dell' acquis ). 3. MISURE DI SALVAGUARDIA E ALTRE MISURE Spetta alle autorità dei due paesi adottare tutte le misure del caso per ovviare alle carenze individuate nella presente relazione, in modo da potersi conformare, al momento dell’adesione, agli obblighi previsti dall’ acquis . Ciò riguarda in particolare i settori che destano gravi preoccupazioni, ma anche i settori per i quali la presente relazione ha individuato la necessità di compiere sforzi ulteriori. In caso contrario, la Commissione, in quanto custode dei trattati, adotterebbe tutte le misure preventive o correttive necessarie per salvaguardare il funzionamento delle politiche dell’UE. Nella presente sezione sono indicate le misure di salvaguardia e le altre misure che potrebbero essere applicate qualora non si fosse provveduto a colmare le eventuali carenze al momento dell’adesione. Tali misure sono suddivise, in linea generale, in tre settori: mercato interno, settore giudiziario e lotta alla corruzione, erogazione dei fondi dell’UE. 3.1. Mercato interno Nel caso in cui la Bulgaria o la Romania non rispettino, sin dall’adesione, tutti gli obblighi previsti, il trattato di adesione e lo stesso acquis prevedono l’applicazione di determinate misure di salvaguardia. La misura di salvaguardia prevista dal trattato di adesione può essere applicata fino a tre anni dopo l’adesione e si può ricorrere anche ad altri strumenti, quali la procedura di infrazione e i meccanismi di applicazione delle norme di concorrenza. La presente sezione riguarda, oltre alle quattro libertà, le politiche dell’UE in materia di concorrenza, energia, trasporti, ambiente, telecomunicazioni, fiscalità, agricoltura, tutela dei consumatori e protezione della salute, sempre che abbiano effetti transfrontalieri. Riguardo all’encefalopatia spongiforme trasmissibile, l’ acquis prevede la creazione di impianti di raccolta e di trattamento in grado di assicurare che nessun materiale specifico a rischio rientri nella catena alimentare animale. La Bulgaria e la Romania non si sono ancora dotate di tali impianti di trattamento e, se non avranno ovviato a tale situazione al momento dell’adesione, la Commissione adotterà una decisione sulla base dell’ acquis per evitare che i prodotti connessi di origine animale non ancora trattati rientrino nella catena alimentare. Il quadro dell’UE in materia di IVA e di accise prevede l’interconnessione dei sistemi informatici all’interno dei sistemi di dati comunitari. Occorre accelerare i preparativi della Romania per garantire che i suoi sistemi informatici siano pienamente operativi e pronti per l’interconnessione al momento dell’adesione. Altrimenti, non sarà possibile garantire l’abolizione delle frontiere fiscali sin dall’adesione e la Commissione adotterà misure in base all’articolo 37 dell’atto di adesione per mantenere i controlli fisici di natura fiscale ai confini interni tra la Romania e il resto dell’UE. 3.2. Giustizia, libertà e sicurezza Sistema giudiziario e lotta alla corruzione Il trattato di adesione prevede l’adozione di misure di salvaguardia entro un periodo massimo di tre anni dalla data di adesione nel caso in cui la Bulgaria o la Romania non siano in grado di ottemperare ai loro obblighi in materia di cooperazione giudiziaria. Se l’attuazione delle riforme nel sistema giudiziario non è sufficientemente progredita in uno dei due paesi, o in entrambi, prima dell’adesione, oppure se la lotta alla corruzione dell’apparato giudiziario non ha portato a risultati tangibili, la Commissione istituirà, in base all’articolo 38 dell’atto di adesione, un meccanismo per un ulteriore controllo del settore in questione. Tale meccanismo, che resterebbe in vigore per un periodo massimo di tre anni, prevede che sia presentata una relazione annuale alla Commissione sui progressi compiuti verso l’attuazione delle riforme del settore giudiziario e degli organismi preposti all’applicazione della legge e sulle relative misure anticorruzione. La decisione che istituisce tale meccanismo conterrebbe parametri di riferimento per le specifiche carenze riscontrate in ogni paese in base ai quali valutare i progressi. La Commissione riferirebbe annualmente sui risultati del meccanismo al Parlamento europeo e al Consiglio. Nel caso in cui uno dei due paesi non sia in grado di porre adeguatamente rimedio alle carenze riscontrate, la Commissione adotterebbe misure di salvaguardia per sospendere l’obbligo degli attuali Stati membri di riconoscere automaticamente le sentenze o di dare esecuzione ai mandati emessi dai tribunali o dalle procure del paese in questione. Diritti fondamentali L’Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e di xenofobia sorveglia la tutela e l’integrazione delle minoranze negli Stati membri. Al momento dell’adesione della Bulgaria e della Romania, il suo mandato o quello dell’agenzia che gli succederà sarà esteso a tali paesi. 3.3. Erogazione dei fondi dell’UE L’erogazione dei fondi dell’UE incide sulla vita dei cittadini e degli operatori economici nei nuovi Stati membri, nonché sull’equilibrio globale dei trasferimenti finanziari tra questi paesi e il bilancio comunitario. Gli Stati membri sono tenuti ad offrire le dovute garanzie circa il corretto uso dei fondi dell’UE nel quadro della gestione concorrente, ad esempio per quanto riguarda la politica agricola comune e i fondi strutturali e di coesione. Ogni eventuale carenza in questo ambito può ritardare l’erogazione dei fondi o comportare la successiva imposizione, da parte della Commissione, di rettifiche finanziarie o di recuperi. Nel settore agricolo, la presenza di organismi pagatori accreditati nonché la creazione di un adeguato Sistema integrato di gestione e di controllo (SIGC) sono necessarie per la gestione dei pagamenti diretti agli agricoltori e agli operatori. In Romania non vi sono ancora organismi pagatori pienamente operativi e accreditati. Né la Romania né la Bulgaria dispongono ancora di un SIGC adeguato. Se non si ovvierà a tale situazione, la Commissione, oltre ad applicare i meccanismi esistenti, potrebbe adottare misure sulla base dell’articolo 37 dell’atto di adesione al fine di bloccare le erogazioni nei confronti della Bulgaria o della Romania. L’attuazione delle azioni strutturali dell’UE richiede strutture di programmazione e di monitoraggio efficaci, nonché sistemi di gestione finanziaria e di controllo, compreso nel settore degli appalti. I preparativi della Bulgaria per il controllo della spesa nel settore dei fondi strutturali necessitano di ulteriori miglioramenti, in assenza dei quali la Commissione sarebbe costretta a ritardare i pagamenti. 4. CONCLUSIONE La Bulgaria e la Romania hanno continuato a registrare progressi nei loro preparativi per l’adesione. In molti settori, i due paesi rispettano nel complesso i loro impegni o si avviano a soddisfare i requisiti dell’ acquis . Restano da affrontare, tuttavia, alcune questioni irrisolte, che in alcuni casi richiedono un maggiore impegno e in altri un intervento immediato. Il trattato di adesione prevede che la Bulgaria e la Romania aderiscano nel gennaio 2007, tranne nel caso in cui il Consiglio decida, sulla base di una raccomandazione della Commissione, di rinviare l’adesione di uno dei due paesi, o di entrambi, al 2008. Il Consiglio può adottare tale decisione: - a maggioranza qualificata, qualora siano state riscontrate gravi carenze per quanto riguarda il rispetto da parte della Romania di uno o più obblighi o requisiti in materia di giustizia e affari interni e di politica della concorrenza, di cui all’allegato IX dell’atto di adesione, oppure - all’unanimità, se è dimostrato chiaramente che lo stato dei preparativi per l'adozione e l'attuazione dell' acquis in Bulgaria o in Romania è tale da far sorgere il serio rischio che uno di questi Stati sia manifestamente impreparato a soddisfare i requisiti dell'adesione in alcuni importanti settori entro il 1° gennaio 2007. In considerazione dei progressi globali compiuti dalla Bulgaria e dalla Romania, valutati nelle corrispondenti relazioni di verifica e riassunti nella presente comunicazione, la Commissione ritiene che i due paesi dovrebbero essere pronti per l’adesione entro il 1° gennaio 2007, a condizione di aver risolto una serie di questioni in sospeso. È di fondamentale importanza disporre di un sistema giudiziario imparziale, indipendente ed efficace, dotato degli strumenti necessari per combattere la corruzione e la criminalità organizzata, poiché da ciò dipende il buon funzionamento della società e dell’economia nel loro insieme. A questo proposito: - La Bulgaria deve dimostrare chiaramente di aver ottenuto risultati nella lotta contro la corruzione, in particolare quella ad alto livello, soprattutto in termini di indagini e di successivi procedimenti giudiziari. - Consolidando i progressi già ottenuti, la Romania deve portare avanti il suo impegno e ottenere maggiori risultati nella lotta contro la corruzione, soprattutto in termini di ulteriori indagini e di successivi procedimenti giudiziari. - La Bulgaria deve riformare ulteriormente il settore giudiziario, in particolare per rafforzarne la trasparenza, l’efficienza e l’imparzialità, eliminando ogni ambiguità circa la sua indipendenza. - Avvalendosi dei progressi già compiuti, la Romania deve consolidare l’attuazione delle riforme giudiziarie in corso, promuovendo ulteriormente la trasparenza, l’efficienza e l’imparzialità del sistema giudiziario. La Bulgaria deve inoltre: - dimostrare più chiaramente i risultati per quanto riguarda le indagini e le azioni penali contro le reti di criminalità organizzata; applicare in modo più efficace ed efficiente le leggi volte a combattere le frodi e la corruzione; applicare in modo più rigoroso le disposizioni antiriciclaggio del denaro; istituire un adeguato Sistema integrato di gestione e di controllo (SIGC) nel settore agricolo; mettere a punto impianti di raccolta e di trattamento in linea con l’ acquis sulla TSE e sui sottoprodotti di origine animale; rafforzare il controllo finanziario per il futuro uso dei fondi strutturali e di coesione. La Romania deve inoltre: - accreditare gli organismi pagatori per la gestione della spesa per la politica agricola comune; istituire un adeguato sistema integrato di gestione e di controllo nel settore agricolo; mettere a punto impianti di raccolta e di trattamento in linea con l’ acquis sulla TSE e sui sottoprodotti di origine animale; garantire che i sistemi informatici dell'amministrazione tributaria rumena siano pronti per l’interoperabilità con quelli degli altri paesi dell’UE, onde consentire un’adeguata e corretta riscossione dell’IVA nell'intero mercato interno dell’UE. La Commissione riferirà in merito ai progressi compiuti dalla Bulgaria e dalla Romania nel risolvere le questioni in sospeso entro i primi di ottobre, e in base a ciò valuterà se sia possibile mantenere al 1° gennaio 2007 la loro data di adesione all’Unione europea. La relazione indicherà inoltre i settori nei quali si potrebbero rendere necessarie, al momento dell’adesione, misure di salvaguardia o altre misure correttive.