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Document 52005DC0458

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo - Cooperazione Ue-Palestina oltre il disimpegno - verso una soluzione a due Stati

/* COM/2005/0458 def. */

52005DC0458

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Cooperazione Ue-Palestina oltre il disimpegno - verso una soluzione a due Stati /* COM/2005/0458 def. */


[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 5.10.2005

COM(2005) 458 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

Cooperazione Ue-Palestina oltre il disimpegno - verso una soluzione a due Stati

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

Cooperazione Ue-Palestina oltre il disimpegno - verso una soluzione a due Stati

INTRODUZIONE

Dopo quasi cinque anni di terrorismo, violenze, distruzione di infrastrutture e declino economico in Cisgiordania e a Gaza, nel 2005 vi è stato uno sforzo concertato per portare avanti il processo di pace, nel quale gli israeliani e i palestinesi sono stati sostenuti dalla comunità internazionale.

Il disimpegno di Israele dalla Striscia di Gaza e da alcune parti della Cisgiordania settentrionale è un passo significativo, che rappresenta la più grande possibilità degli ultimi anni di mantenere la pace. L'inviato speciale del Quartetto, James Wolfensohn, sta lavorando alacremente per sbloccare l’ impasse politica in cui si trovano i palestinesi e gli israeliani dall'inizio della seconda intifada. Se i suoi sforzi avranno esito positivo si presenterà una grande opportunità per risolvere il conflitto. La roadmap del Quartetto, condizione necessaria per la creazione di uno Stato palestinese, resta il punto di riferimento delle attività dell'Ue e il suo riavvio è al centro della politica Ue.

Questa visione ottimistica dipende però dalla possibilità che il disimpegno offra benefici reali sia ai palestinesi che agli israeliani e dalla possibilità di sfruttare la dinamica creata dal ritiro per attuare ulteriormente la roadmap . Ciò prevede fra l'altro maggiore sicurezza per Israele, migliori condizioni economiche e sociali a Gaza e in Cisgiordania e progressi per la nascita di uno Stato palestinese in grado di assumersi le responsabilità e di esercitare le funzioni di una moderna democrazia.

L'Ue, che è il principale donatore di assistenza ai palestinesi, fornisce circa 500 milioni di € l'anno; oltre la metà proviene dal bilancio comunitario e il resto dal finanziamento bilaterale degli Stati membri. L'Ue è anche un membro chiave del Quartetto e come tale può fornire un notevole contributo alla futura creazione di uno Stato palestinese pacificato con Israele. A tal fine deve definire una strategia globale di medio termine per sostenere i progressi verso la soluzione a due Stati prevista dalla roadmap e per le sue relazioni con il futuro Stato palestinese.

La presente comunicazione contiene gli elementi per una strategia globale e coerente nei confronti dell'Autorità palestinese (AP) e dei palestinesi della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Intende definire le priorità dell'impegno Ue in seguito al disimpegno israeliano dalla Striscia di Gaza e da alcune zone della Cisgiordania settentrionale, fra l'altro a sostegno degli sforzi dell'Autorità palestinese in materia di riforma e potenziamento istituzionale. Indica inoltre alcuni criteri chiave, ma non esaustivi, che la Commissione ritiene necessari per un coinvolgimento riuscito in seguito al disimpegno. La Commissione propone di elaborare un documento di strategia nazionale per la Cisgiordania e la Striscia di Gaza sulla base degli elementi contenuti nella presente comunicazione e conformemente al piano d'azione della Politica europea di prossimità concordato con l'Autorità palestinese.

La presente comunicazione non esamina le questioni rientranti nel contesto più ampio del processo di pace in Medio Oriente. I servizi della Commissione stanno lavorando con il rappresentante speciale Ue per il processo di pace in Medio Oriente per definire posizioni dell'Ue sulle questioni chiave al fine di promuovere un approccio che guardi al futuro per il Medio Oriente in seguito al disimpegno.

1. L’INVIATO SPECIALE DEL QUARTETTO PER IL DISIMPEGNO

Con la nomina da parte del Quartetto di James Wolfensohn quale inviato speciale per il disimpegno, cambia il contesto in cui opera la comunità internazionale a breve termine. La Commissione europea ha fornito personale alla squadra dell'inviato speciale, si coordina strettamente con altri donatori e ha messo a disposizione 60 milioni di € per progetti da avviare in tempi brevi.

L'inviato speciale ha presentato sei punti o questioni comuni che israeliani e palestinesi devono affrontare al fine di creare le condizioni per garantire il successo del piano di disimpegno e il futuro impegno dei donatori internazionali. Si tratta di questioni riguardanti il passaggio delle frontiere, il collegamento Cisgiordania/Gaza, gli aeroporti e i porti marittimi, gli alloggi e le serre negli insediamenti.

Nel contesto degli accordi tra Israele e l'Autorità palestinese su questi punti, la Commissione mette a disposizione sostegno per le operazioni doganali di frontiera ed ha fornito risorse per le infrastrutture che potrebbero essere usate per porti o aeroporti.

Guardando oltre al periodo del disimpegno, l'inviato del Quartetto ha inoltre presentato tre priorità su cui dovrebbe concentrarsi l'Autorità palestinese: la stabilizzazione fiscale, un piano di sviluppo di medio termine e la creazione di posti di lavoro. La Commissione affronta queste priorità contribuendo al fondo fiduciario della Banca mondiale per la gestione delle finanze pubbliche, dato che questo canale multilaterale è risultato il sistema più efficiente nelle attuali circostanze, e mette a disposizione risorse per progetti da avviare in tempi brevi.

Visti i progressi ottenuti sui sei punti, l'inviato del Quartetto ha proposto di raddoppiare le risorse della comunità internazionale per portarle a 3 miliardi di € l'anno nei prossimi tre anni. La proposta è stata avallata dal G8.

Le priorità contenute nella presente comunicazione fanno parte della risposta a questo nuovo contesto.

2. RIFORMA DELL'AUTORITÀ PALESTINESE E PREPARAZIONE PER UNO STATO PALESTINESE

La Commissione è stata uno dei pochi donatori che, oltre a fornire cospicui aiuti d'emergenza, non ha interrotto l'assistenza al processo di riforma palestinese durante l'intifada. Ciò è avvenuto sia mediante programmi di potenziamento istituzionale mirati sia condizionando all'introduzione di riforme il sostegno finanziario fornito all'Autorità palestinese.

Sulla scia del disimpegno, l'Autorità palestinese deve però ancora affrontare enormi sfide, una delle quali è rappresentata dall'effettiva e completa assunzione di responsabilità in materia di sicurezza e di fornitura di servizi a Gaza. Nel contempo, è necessario un programma di potenziamento istituzionale più globale e sostenibile in preparazione del futuro Stato palestinese sia a Gaza che in Cisgiordania.

L'Ue deve concentrare maggiormente l'assistenza sulla promozione del potenziamento istituzionale da parte dell'Autorità palestinese (AP). In seguito alla conferenza di Londra sulla riforma palestinese, l'ufficio della Commissione a Gerusalemme ha elaborato una strategia di governance di breve termine che è stata trasmessa all’AP. La strategia identifica le questioni più urgenti in materia di riforma e guida le attività dei donatori internazionali, presentando le priorità di riforma di breve termine e l'eventuale partecipazione dei donatori. Ciò andrebbe fatto congiuntamente agli investimenti necessari per rivitalizzare l'economia palestinese e migliorare le prospettive di crescita.

Queste attività prioritarie devono aggiungersi agli sforzi di breve termine necessari per il successo del disimpegno nonché all'assistenza comunitaria fornita in campo umanitario.

3. PRIORITÀ DEL SOSTEGNO UE

Le principali priorità del potenziamento istituzionale sono già contenute nel piano d'azione Ue-Autorità palestinese della Politica europea di prossimità (ENP). Questo piano si prefigge principalmente di creare una magistratura funzionante, applicare effettivamente le leggi e rafforzare lo Stato di diritto; rafforzare le istituzioni e la capacità amministrativa e sfruttare i progressi già ottenuti nella creazione di un sistema di finanze pubbliche responsabile. Queste priorità concordate costituiscono una guida per il programma di assistenza tecnica della Commissione ai palestinesi.

Una questione essenziale per lo sviluppo dell'Autorità palestinese è la sostenibilità politica ed economica del futuro Stato, con gli aspetti economici e politici correlati e inseparabili. La sostenibilità politica richiede il rafforzamento delle istituzioni democratiche, un adeguato controllo della situazione in materia di sicurezza, la responsabilità, lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali e una società civile prospera. La sostenibilità economica dipende in grande misura dall'accesso a Gaza e alla Cisgiordania, ai movimenti all'interno di quest'ultima, alla contiguità territoriale e all'interazione economica con Israele.

Visto il deficit di bilancio di 400 milioni di € registrato nel 2004, saranno necessarie anche politiche fiscali adeguate e una gestione delle finanze pubbliche affidabile oltre agli sforzi per promuovere la ripresa economica, il commercio e gli investimenti. I parametri relativi al sostegno al bilancio fornito all’AP sono e continueranno ad essere utili per promuovere la stabilizzazione fiscale e per l'ulteriore sviluppo di un sistema trasparente e responsabile di finanze pubbliche.

Sostenibilità politica

Priorità politiche

- Rafforzare la legittimità e la responsabilità

Sostegno al processo elettorale

- Rafforzare lo Stato di diritto

Assistere gli sforzi dei palestinesi per riformare la magistratura; sviluppare una strategia di breve termine per consolidare lo Stato di diritto, compresa la lotta contro la corruzione e il crimine organizzato

- Promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali

Continuare ad affrontare la questione dell'incitamento alla violenza nel dialogo politico con l'AP, sostenere le iniziative della società civile a favore dei diritti umani

- Migliorare la sicurezza

Completare il lavoro del rappresentante speciale Ue per la trasformazione della polizia civile

- Far partecipare la società civile

Promuovere le iniziative della società civile a sostegno del processo di pace in Medio Oriente

- Rendere più efficiente la pubblica amministrazione

Sostenere gli sforzi di riforma della pubblica amministrazione palestinese, compresi i gemellaggi

- Gerusalemme

Mettere a punto una strategia di assistenza per Gerusalemme orientale

- Affrontare la questione dei profughi oltre ai bisogni umanitari immediati

Contribuire alle discussioni sul futuro ruolo dell’UNRWA

Gli sforzi per portare avanti la riforma dell’AP a breve termine devono tener conto dell'obiettivo ultimo di garantire la sostenibilità politica. Ciò va fatto attraverso il dialogo politico, l'assistenza finanziaria condizionata e programmi di sostegno su misura, compresi i gemellaggi, affrontando le questioni seguenti:

- Rafforzare la legittimità e la responsabilità

L'Ue è stata la prima all'interno della comunità internazionale a sostenere le elezioni, copresiedendo il Gruppo di sostegno alla riforma elettorale, fornendo assistenza tecnica per l'amministrazione delle elezioni palestinesi, contribuendo a iniziative a sostegno della società civile e inviando una missione di osservazione elettorale (EUOM) alle elezioni presidenziali del gennaio 2005.

È probabile che la Commissione invii un'altra EUOM alle elezioni del Consiglio legislativo palestinese previste per il gennaio 2006. Al fine di raggiungere l'autosostenibilità della commissione elettorale centrale, il sostegno che l'Ue fornisce attualmente dovrebbe essere gradualmente sostituito da stanziamenti provenienti dal bilancio dell'AP.

Criteri per la partecipazione Ue: attuazione delle pertinenti raccomandazioni del rapporto della missione Ue di osservazione delle elezioni presidenziali dell’AP del gennaio 2005.

In seguito alle elezioni, la Comunità deve potenziare le capacità del Consiglio legislativo palestinese per migliorare la qualità della legislazione e l'efficacia delle riforme.

- Rafforzare lo Stato di diritto

Nell'ambito del processo di riforma palestinese, l'Ue deve estendere la sua azione in settori in cui è già attiva e in cui il sostegno può fornire risultati tangibili, in particolare il consolidamento dello Stato di diritto. Sono già stati effettuati sforzi grazie alle condizioni previste dal programma comunitario di sostegno al bilancio, come l'adozione e l'entrata in vigore della legge fondamentale e della legge sull'indipendenza della magistratura. Il programma EUCOPPS (vedi oltre) prevede anche elementi volti a modernizzare il sistema giudiziario. Inoltre, il programma della Commissione per responsabilizzare la magistratura sta contribuendo alla modernizzazione del sistema giuridico palestinese.

È in preparazione una strategia di breve termine per analizzare le ulteriori misure necessarie a consolidare lo Stato di diritto, a lottare contro la corruzione e il crimine organizzato e a promuovere la creazione di una magistratura indipendente, imparziale e pienamente operativa. La Commissione, che guida il gruppo locale di sostegno alle riforme del sistema giudiziario, coordina il lavoro su questa valutazione globale delle necessità, collaborando strettamente con il Comitato direttivo palestinese per la riforma del sistema giudiziario, creato di recente.

Criteri per l'ulteriore partecipazione Ue: impegno dell’AP di riformare la magistratura, conformemente alle priorità concordate nel piano d'azione ENP, e piena attuazione delle pertinenti disposizioni della roadmap .

- Promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali

Occorrerà adottare ulteriori misure a sostegno degli sforzi per proteggere e promuovere i diritti umani, compresa la libertà di associazione e di espressione, e media indipendenti.

In questo processo rientrano le misure per ridurre ed eliminare l'incitamento all'odio e alla violenza. Per eliminare l'incitamento alla violenza saranno necessari una maggiore partecipazione della società civile, un approccio più globale per la riforma del sistema educativo palestinese e un impegno da parte dell'Autorità palestinese ad applicare le disposizioni del piano d'azione ENP e della roadmap . Ciò sarà necessario per sostenere il processo di pace e sviluppare una cultura di tolleranza, moderazione, comprensione e rispetto reciproco.

- Migliorare la sicurezza

Creare un ambiente sicuro per tutti i cittadini palestinesi mediante il rispetto della legge e il mantenimento dell'ordine è essenziale e costituisce una parte integrante del successo dell'intero programma di riforma. Il programma giudiziario della Commissione completa l'operato del programma di sicurezza e polizia (EUCOPPS) del rappresentante speciale Ue nonché gli sforzi del coordinatore per la sicurezza USA. Con EUCOPPS, l’Ue ha contratto un impegno di lungo termine per sostenere la trasformazione della polizia palestinese e contribuirà a creare un servizio di polizia più efficiente e a migliorare il coordinamento delle attività dei donatori in questo campo. Il miglioramento della sicurezza è la preoccupazione principale anche di Israele, che continuerà a valutare i progressi del processo di pace in base al successo degli sforzi dell’AP per eliminare l'incitamento e smantellare le strutture terroristiche.

- Far partecipare la società civile

La sostenibilità politica sarà rafforzata dalla partecipazione attiva della società civile, necessaria al sostegno al processo di pace. Il programma della Commissione Partenariato per la pace ha contribuito a promuovere la cooperazione israelo-palestinese a livello informale e a sostenere il concetto di dialogo in periodi di conflitto intenso. Ciò continuerà in futuro.

- Rendere più efficiente la pubblica amministrazione

Affinché la pubblica amministrazione funzioni adeguatamente, occorre riformare l'intera funzione pubblica palestinese. Servono misure urgenti per mettere in atto il programma di riforma della funzione pubblica e della pubblica amministrazione per migliorare l'operato e l'efficienza in materia di prestazione di servizi. L'Ue deve sostenere questi sforzi mediante assistenza tecnica, in particolare mediante progetti di gemellaggio in cui gli Stati membri condividano con l'Autorità palestinese la loro esperienza in determinati settori.

Criteri per la partecipazione Ue: maggiore responsabilità delle istituzioni pubbliche non ministeriali, progressi nella ristrutturazione dei ministeri

Vi sono altri due importanti aspetti per la legittimità e la sostenibilità politica di un futuro Stato palestinese: le questioni di Gerusalemme e dei profughi.

- Gerusalemme

L'Ue ha fornito sostegno alla popolazione araba di Gerusalemme orientale. A partire dal 2002 la Commissione europea ha adottato numerose iniziative, fra cui il sostegno al settore privato, ai servizi sociali e alle attività culturali ed educative. Nonostante gli sforzi della comunità internazionale e gli impegni della roadmap , le istituzioni palestinesi di Gerusalemme orientale, come per esempio le Camere di commercio, rimangono chiuse. Occorre sostenere ulteriormente un piano di sviluppo integrato per Gerusalemme orientale. Gli sforzi devono portare a una strategia di assistenza per Gerusalemme orientale senza pregiudicare i negoziati sullo status finale.

Nel contempo, l'Ue deve aumentare l'efficacia dei messaggi che condannano il recente aumento di attività di colonizzazione e gli sforzi per creare nuovi "fatti compiuti". La situazione di Gerusalemme nella questione dello status finale diventa di più difficile soluzione con la costruzione del muro di separazione attraverso la città.

- Affrontare la questione dei profughi oltre ai bisogni umanitari immediati

Il sostegno internazionale (e comunitario) ai profughi palestinesi viene fornito principalmente attraverso l’UNRWA, a cui l'Ue fornisce il maggior contributo. Anche l'Ufficio umanitario della Commissione (ECHO) si occupa attivamente dei bisogni umanitari del popolo palestinese, profughi e non, della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, mediante organizzazioni non governative, pertinenti agenzie dell'Onu e la famiglia della Croce Rossa. Con l'avanzare del processo di pace, la questione dei profughi diventerà sempre più importante, così come il mandato e il ruolo dell’UNRWA.

Senza pregiudicare l'esito dei futuri negoziati, in una Palestina indipendente non vi potranno essere campi profughi. La conversione dei campi profughi in insediamenti permanenti richiederà però grandi investimenti. Questo è soltanto uno dei molti aspetti che dovranno essere considerati per una soluzione equa della questione dei profughi.

Sostenibilità economica

Nonostante la notevole capacità di ripresa dell'economia palestinese, la Cisgiordania e Gaza non sono ancora economicamente indipendenti e dipendono fortemente dal mercato israeliano. Occorre pertanto aumentare gli sforzi per diversificare i mercati. La Commissione propone di consolidare i risultati ottenuti dagli aiuti comunitari ed estendere l'assistenza per porre le basi per la creazione di uno Stato palestinese economicamente sostenibile.

Priorità economiche

- Sviluppare relazioni commerciali bilaterali e regionali

Migliorare l'accesso al mercato dei prodotti palestinesi; fornire assistenza tecnica; agevolare il dialogo per superare ostacoli amministrativi e regolamentari; elaborare quadri di accordi economici con Israele; incoraggiare l'integrazione dell'economia palestinese nella regione.

- Istituire un'amministrazione doganale

Fornire sostegno all'amministrazione doganale; considerare la possibilità di inviare esperti; proporre di fornire la presenza di terzi

- Ricostruire e ripristinare la Cisgiordania e la Striscia di Gaza

Fornire fondi per progetti infrastrutturali da avviare in tempi brevi; promuovere un nuovo flusso di investimenti

- Creare un ambiente propizio per gli investimenti privati

Sostenere gli sforzi palestinesi per rielaborare il quadro giuridico

- Sostenere il settore privato

Collaborare con la Banca europea per gli investimenti (BEI) per combinare prestiti e sovvenzioni per investimenti privati; fornire assistenza e formazione alle PMI per migliorare le capacità di gestione e le prestazioni

- Migliorare la gestione delle finanze pubbliche

Sostenere gli sforzi palestinesi per modernizzare l'amministrazione fiscale; fornire assistenza per l'ulteriore sviluppo dei controlli finanziari

- Sviluppare un'economia basata sulla conoscenza

Esaminare le possibilità di sostenere l'introduzione di applicazioni a banda larga

- Tener conto della dimensione sociale

Contribuire ai programmi di benessere sociale, in particolare il programma della Banca mondiale di riforma della previdenza sociale

- Sviluppare relazioni commerciali bilaterali e regionali

Gli obiettivi dell'Ue sono smantellare le barriere tariffarie e creare una zona di libero scambio tra l'Autorità palestinese e l'Ue per tutte le merci e tutti i servizi nonché promuovere gli scambi intraregionali e gli investimenti.

L'Ue ha già avviato alcune iniziative per approfondire le relazioni commerciali e migliorare l'accesso al mercato dei prodotti palestinesi attraverso l'Accordo di associazione interinale sugli scambi e la cooperazione con l'Autorità palestinese. Nel gennaio 2005 sono state adottate misure per liberalizzare ulteriormente gli scambi dei prodotti agricoli e ora saranno prese in considerazione altre misure per liberalizzare gli scambi.

Nel contesto regionale più ampio, dovranno essere considerati anche i legami commerciali e doganali tra Israele e l'Autorità palestinese nonché la portata dell’eventuale modifica del protocollo economico di Parigi [1] in vista di un futuro Stato palestinese. Alla base della posizione Ue secondo cui per il momento il pacchetto doganale AP/Israele deve essere mantenuto vi è l'obiettivo di promuovere gli scambi e gli investimenti intraregionali. La Commissione ha invitato le autorità israeliane e palestinesi a mantenere il pacchetto doganale a breve termine in attesa di futuri accordi da concludere tra le parti.

L'Ue cercherà di agevolare l'integrazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza negli accordi commerciali e regionali, compreso il cumulo paneuromediterraneo, se del caso. L'Ue incoraggia attivamente la cooperazione israelo-palestinese. A tal fine, la Commissione ha dato vita a un gruppo di lavoro trilaterale sul commercio a cui partecipano autorità palestinesi e israeliane ed esperti della Commissione. Il gruppo di lavoro trilaterale esaminerà anche i modi per superare gli ostacoli agli scambi amministrativi e regolamentari e per agevolare l'attuazione dell'accordo di associazione interinale Ue con l'Autorità palestinese.

L'Ue deve incoraggiare attivamente la cooperazione tra l'Autorità palestinese e i paesi vicini per rafforzare i legami commerciali esistenti e per sviluppare attività economiche di reciproco vantaggio. In questo contesto i paesi vicini devono essere invitati a rivedere e ridurre le barriere tariffarie e regolamentari.

L'Autorità palestinese deve prepararsi alle future responsabilità in materia di dogane e scambi, compresi il rispetto delle norme commerciali internazionali e il rafforzamento della capacità amministrativa. Questi settori saranno ulteriormente sostenuti dall'Ue.

Criteri per la partecipazione Ue: un notevole miglioramento della situazione di sicurezza e di accesso, conformemente alle raccomandazioni del rapporto della Banca mondiale per il comitato di collegamento ad hoc (AHLC) [2] del dicembre 2004, e notevoli progressi sui sei punti delineati dall'inviato speciale del Quartetto.

- Creazione di un'amministrazione doganale

La Commissione fornisce notevole sostegno all'amministrazione doganale palestinese, collaborando con l’UNCTAD per introdurre un sistema informatizzato di trattamento delle dichiarazioni. In seguito al disimpegno, l'amministrazione doganale palestinese di Gaza dovrà affrontare molte sfide. L'Autorità palestinese ha pertanto chiesto ulteriore assistenza nonché una presenza di terzi alle nuove frontiere doganali.

La Commissione è pronta a fornire ulteriore assistenza, come il finanziamento dell'invio di funzionari doganali, nell'ambito di un mandato ben definito, al fine di accrescere la fiducia e migliorare la capacità delle autorità doganali dell’AP. Esaminerà la questione con gli Stati membri e può sfruttare l'esperienza dell'Ue in materia di miglioramento della gestione delle frontiere in Europa centrale e orientale. L'invio di funzionari potrebbe essere accompagnato da una missione di assistenza della Politica europea di sicurezza e difesa (PESD) per le funzioni di controllo delle frontiere.

Criteri per la partecipazione Ue: accordo delle parti sull'ubicazione e il regime applicato ai valichi di frontiera nonché richiesta delle parti della presenza di terzi. L'Ue deve cercare di estendere le garanzie israeliane sul funzionamento dei valichi terrestri all'aeroporto e al porto marittimo.

- (Ricostruzione e) ripristino della Cisgiordania e della Striscia di Gaza

Il disimpegno da Gaza e dalle zone settentrionali della Cisgiordania ha dato un nuovo slancio ai donatori a riprendere la ricostruzione. La Commissione ha creato un fondo per le infrastrutture da 40 milioni di € nel contesto del programma di assistenza finanziaria 2005 che deve essere coordinato con l'Autorità palestinese e altri donatori. Sono stati identificati numerosi progetti riguardanti le dogane, i trasporti e il rifornimento idrico ed energetico.

Con l'avanzamento del processo di pace, deve essere preso in considerazione un grande programma di ricostruzione e ripristino dell'intero territorio palestinese, comprendente sia Gaza che la Cisgiordania, conformemente al piano triennale dell'inviato speciale del Quartetto. Se vi saranno miglioramenti in materia di regolamentazione e rispetto dello Stato di diritto, gli sforzi di ricostruzione potranno concentrarsi sul breve termine per mettere in moto lo sviluppo economico e promuovere nuovi investimenti.

Un piano globale di ricostruzione dovrebbe contemplare i trasporti in generale, compresa la ricostruzione del porto marittimo e dell'aeroporto di Gaza, l'energia, il rifornimento idrico e il trattamento delle acque reflue, la gestione dei rifiuti solidi, lo sviluppo rurale e il ripristino delle istituzioni, in particolare gli impianti di sicurezza e i tribunali. Ciò potrebbe avvenire soltanto nel contesto di un piano ben sviluppato comprendente tutti i grandi donatori e le istituzioni finanziarie internazionali. Si potrebbe utilizzare la banca dati sulla valutazione dei danni creata dalla Commissione, concentrandosi però sulle necessità future e non soltanto sulla sostituzione di quanto è andato distrutto.

Criteri per la partecipazione Ue: prima di grandi investimenti infrastrutturali, dovranno essere ridotte le restrizioni al movimento e all'accesso di persone e beni, e dovranno essere ottenute da Israele garanzie sul funzionamento del porto e dell'aeroporto. Vi deve essere un coordinamento con gli altri donatori e con il ministero della Pianificazione (anche nel contesto di un piano di sviluppo di medio termine migliorato).

- Creare un clima propizio per gli investimenti privati

Con l'avanzamento del processo di pace, dovrebbero aumentare gli investimenti stranieri e nazionali in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Sono previsti investimenti palestinesi dall'estero e una dimostrazione d’interesse da parte di aziende israeliane, paesi arabi vicini e lontani, per avviare attività in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.

Criteri per la partecipazione Ue: progressi nel miglioramento delle condizioni giuridiche e regolamentari per gli investimenti privati.

Gli investimenti stranieri dipenderanno in particolare dall'esistenza e dall'applicazione di regole trasparenti e prevedibili. La Commissione ha già fornito assistenza al fine di elaborare e/o rivedere la legislazione, per esempio in materia di concorrenza e appalti pubblici. L'applicazione richiederà una riforma profonda dei settori giudiziario e di sicurezza menzionati in precedenza.

- Sostenere il settore privato

Nonostante l'effetto devastante del conflitto sull'economia palestinese, il settore privato ha dimostrato una capacità di ripresa e una adattabilità notevoli. Il settore delle PMI sarà il motore principale della crescita economica e dell'integrazione regionale, contribuendo alla stabilità regionale, alla creazione di posti di lavoro e a una minor dipendenza dall'occupazione nel settore pubblico. Particolari vantaggi potrebbero provenire dalla formazione professionale e dalla fornitura di microcrediti. La Commissione continuerà a sostenere gli sforzi dell'Autorità palestinese per rivitalizzare il settore privato, tenendo conto dei principi della Carta euromediterranea per le imprese.

Criteri per la partecipazione Ue: l’AP dovrà accelerare gli sforzi per creare un clima propizio allo sviluppo del settore privato, mentre Israele dovrà concedere una migliore circolazione di beni e servizi, conformemente ai sei punti proposti dall'inviato speciale del Quartetto.

La Banca europea per gli investimenti sta rivedendo le condizioni per riprendere le attività in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e in Israele. La BEI e la Commissione stanno esaminando i modi per combinare al meglio prestiti e sovvenzioni per sostenere gli investimenti del settore privato e promuovere l'accesso ai finanziamenti per le PMI. A ciò si dovrà aggiungere un sostegno per migliorare la capacità gestionale.

- Migliorare la gestione delle finanze pubbliche

Uno Stato palestinese vitale deve disporre di un sistema moderno e trasparente di gestione finanziaria. Grazie al pacchetto di sostegno al bilancio fornito dalla CE e dagli Stati membri, è notevolmente migliorata la gestione delle finanze pubbliche dell’AP. È però necessario sviluppare e migliorare ulteriormente un sistema trasparente e responsabile di fissazione del bilancio e di controllo della spesa pubblica che goda della piena fiducia della popolazione palestinese e della comunità internazionale.

Criteri per la partecipazione Ue: progressi nell'elaborazione di un piano di stabilizzazione fiscale adeguato da parte dell’AP, progressi nel consolidamento del sistema pensionistico e miglioramento delle capacità di pianificazione.

Nel contempo, l'Autorità palestinese deve migliorare l'efficienza e l'efficacia della riscossione delle imposte. Attualmente la Commissione assiste l’AP nel creare un sistema di riscossione delle imposte moderno che col tempo dovrebbe contribuire ad aumentare le entrate. Tuttavia, con la creazione di uno Stato palestinese avente regole fiscali e doganali autonome, l’AP sarà responsabile anche della riscossione di tutta l'Iva e dei dazi doganali, compito attualmente svolto dalle autorità israeliane in base al protocollo di Parigi. Oltre agli sforzi per migliorare la trasparenza della gestione del protocollo di Parigi e affrontare la questione dell'evasione fiscale, sarà necessario un ulteriore potenziamento delle capacità per aumentare la trasparenza e l'efficienza delle istituzioni palestinesi pertinenti, fra cui un sistema statistico moderno e affidabile.

- Sviluppare un'economia basata sulla conoscenza

È necessario sostegno per sviluppare una società basata sulla conoscenza mediante l'istruzione superiore e la formazione professionale, la ricerca e lo sviluppo al fine di rafforzare e diversificare l'economia palestinese. Il sostegno comunitario conformemente alle raccomandazioni del rapporto sullo sviluppo umano del PSNU sarà valido sia per la Cisgiordania e la Striscia di Gaza che per altri paesi della regione. Occorre prestare particolare attenzione al rafforzamento delle strutture di ricerca e sviluppo palestinesi. Vista la particolare situazione geografica della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, le applicazioni avanzate come le connessioni a banda larga potrebbero consentire ai singoli e alle organizzazioni di superare le distanze e le barriere fisiche. Le connessioni veloci potrebbero consentire sia alle istituzioni governative che alle aziende di comunicare e di accedere ai servizi indipendentemente dal luogo in cui si trovano in Cisgiordania o a Gaza. La banda larga potrebbe inoltre consentire ai palestinesi di accedere a servizi avanzati, come e-health o e-learning . L'uso di Internet attualmente però è estremamente limitato.

- Tener conto della dimensione sociale

Lo sviluppo sociale deve andare di pari passo con lo sviluppo economico. Occorre avviare sforzi per sostenere le fasce della popolazione palestinese più bisognose e per migliorare le condizioni di vita e di lavoro di tutti nonché per controbilanciare gli eventuali effetti negativi di breve termine dovuti ad alcune riforme.

Sono necessari interventi strutturali per affrontare le necessità sociali urgenti che vanno oltre l'assistenza umanitaria di breve termine fornita da ECHO e da altri donatori. Il consolidamento del sistema pensionistico contribuirà a proteggere gli anziani. Occorre inoltre raggiungere un livello minimo di accesso fisico e finanziario all'intera gamma di servizi sanitari ed educativi. Nell'ambito di questo processo, la Commissione contribuisce al programma di previdenza sociale della Banca mondiale.

La promozione di politiche occupazionali attive e di pari opportunità contribuirà allo sviluppo sociale. Per migliorare l'accesso ai beni e ai servizi di base occorre promuovere schemi di riduzione della povertà come il microcredito, sistemi di creazione di posti di lavoro di base o programmi specifici per l'integrazione socioeconomica delle fasce più vulnerabili della popolazione (giovani, donne e disabili).

4. AGEVOLAZIONE DELLA COOPERAZIONE ISRAELO-PALESTINESE

Dialogo politico

La sostenibilità della Cisgiordania e della Striscia di Gaza dipenderà dalla piena e attiva cooperazione con Israele.

La Commissione ha investito notevoli risorse per agevolare la cooperazione e i contatti tra Israele e le autorità palestinesi al fine di promuovere il dialogo e creare un clima di fiducia. Ciò è stato fatto identificando questioni e settori d'interesse reciproco per le parti.

Alcuni sono specificati nei piani d'azione per Israele e per l'Autorità palestinese adottati nell'ambito della Politica europea di prossimità. Sono già stati avviati incontri trilaterali sotto l'egida della Commissione nei settori dell'energia, dei trasporti e del commercio.

La Commissione sta elaborando un programma per la cooperazione energetica al fine di migliorare congiuntamente la garanzia dei rifornimenti energetici. In questo contesto sarà istituito un ufficio per l'energia congiunto e dovrebbe essere raggiunto un accordo commerciale riguardante gli scambi di elettricità tra le parti nel rispetto degli standard internazionali. Sta inoltre per essere creato un ufficio dei trasporti congiunto i cui compiti saranno pianificare le infrastrutture di trasporto e agevolare i trasporti di merci e persone.

La Commissione spera di ottenere progressi simili in campo commerciale. Gli sforzi devono proseguire ed essere estesi per comprendere settori come la cooperazione doganale, l'ambiente, la scienza e la tecnologia e, se del caso, le questioni relative alla giustizia e agli affari interni. Vanno inoltre sfruttate le possibilità di cooperazione regionale nell'ambito della Politica europea di prossimità tra l’AP, Israele e la Giordania.

Mediazione di terzi nel quadro del processo di pace

Oltre agli sforzi della Comunità, la Commissione riconosce l'importanza di una mediazione o di un'agevolazione da parte di terzi per garantire il dialogo e creare maggiore fiducia tra le parti. L'inviato speciale del Quartetto, regolarmente presente sul campo, ha avuto un impatto positivo nel contesto del ritiro di Israele da Gaza e da alcune parti della Cisgiordania settentrionale. La Commissione ne ha sostenuto gli sforzi finanziariamente ed inviando un esperto. Auspica che il mandato dell'inviato del Quartetto sia rinnovato ed esteso sia nel tempo che nelle competenze.

Attuazione dell'accordo di associazione interinale

Mentre vengono ottenuti progressi sulle questioni relative allo status finale, l'Ue deve essere pronta ad avviare negoziati su un pieno accordo di associazione. Nel frattempo, sono necessarie consultazioni sia con Israele che con l’AP per sviluppare l'accordo di associazione interinale CE con l’OLP (a beneficio dell'Autorità palestinese) e per attuarlo in modo più efficace. Le consultazioni devono riguardare le difficoltà che incontrano i produttori palestinesi e dell'Ue nell'accesso ai rispettivi mercati (in particolare a causa di problemi amministrativi che incontrano gli esportatori alle frontiere doganali israeliane). L'Ue inoltre deve continuare a premere per un pieno riconoscimento dell'accordo di associazione interinale da parte di Israele.

5. MIGLIORAMENTO DELL'EFFICACIA E DELLA VISIBILITÀ DELL'UE

Per rafforzare il messaggio politico e quello di riforma gli sforzi e le attività dell'Ue devono essere più visibili. L'Ue deve aumentare gli sforzi per presentare i messaggi in modo coordinato.

Coordinamento internazionale

Per quanto riguarda l'assistenza, vi è già uno stretto coordinamento con l'inviato speciale Ue e gli Stati membri e con partner internazionali, fra cui gli Stati Uniti, Israele e le istituzioni finanziarie internazionali. La Commissione partecipa attivamente al Quartetto e ad organismi da esso creati come la Task force sulla riforma palestinese e gli enti locali di coordinamento dei donatori, in particolare il Comitato locale di coordinamento degli aiuti (LACC). Per dare seguito alla conferenza di Londra sulla riforma palestinese, la Commissione ha presentato insieme alla Banca mondiale alcune proposte per razionalizzare le strutture di coordinamento dei donatori. Inoltre, collaborerà strettamente con l'inviato speciale del Quartetto e con gli enti locali di coordinamento per garantire un effettivo coordinamento delle attività internazionali.

La Commissione mantiene contatti regolari con i donatori e le istituzioni finanziarie internazionali e partecipa attivamente all’AHLC. Ha collaborato ampiamente con l’FMI, in particolare nel contesto del programma di sostegno al bilancio dell’AP. Insieme alla Banca mondiale, la Commissione ha creato il fondo fiduciario per la gestione delle finanze pubbliche che si avvale del meccanismo introdotto per il precedente sostegno al bilancio che aveva fornito. Inizialmente il fondo fiduciario era stato concepito come misura temporanea per superare il deficit fiscale dell’AP. Ad esso dovrà seguire uno strumento più sostenibile.

Una camera di compensazione per l'assistenza Ue

Gli sforzi per coordinare più strettamente le risorse degli Stati membri e della Comunità a sostegno dei principali obiettivi politici dell'Ue - attraverso una camera di compensazione locale - miglioreranno la visibilità dell'assistenza Ue. Ciò deve comprendere un flusso costante di informazioni sui piani e i progetti comunitari e bilaterali, agevolando la pianificazione e la condivisione dei compiti secondo le capacità degli Stati membri e della Commissione.

In una prima fase la priorità va data all'attuazione delle misure identificate nella strategia di breve termine sulla governance , preparata dall'ufficio della Commissione a Gerusalemme in seguito alla conferenza di Londra. Gli Stati membri devono essere invitati a partecipare al fine di agevolare la coerenza. La gestione dei fondi nazionali resterebbe di competenza degli Stati membri, ma le strategie nazionali di assistenza devono riflettere e seguire la strategia adottata dall'Ue. Per esempio, potrebbe essere creato un comitato politico composto da tutti i contributori per garantire il coordinamento e la determinazione delle priorità di spesa all'interno dell'Ue e con l’AP. Il comitato potrebbe garantire la complementarità e definire i casi in cui l'uso di fondi comuni o di cofinanziamento sarebbe più adeguato. La Commissione deve svolgere un ruolo di guida nell’ambito di questo strumento.

In una seconda fase, se gli Stati membri saranno d'accordo, potremmo pensare di estendere questo meccanismo ad altri settori dell'assistenza, per esempio le infrastrutture. A breve termine potrebbe inoltre proseguire una maggiore "pubblicità" dell'assistenza fornita dall'Ue, insieme a una campagna di sensibilizzazione nella regione.

Oltre al coordinamento delle risorse comunitarie vi deve essere una condivisione delle informazioni tra i donatori per garantire che i fondi siano spesi adeguatamente.

A medio termine, l'Ue potrebbe prendere in considerazione la creazione di uno speciale fondo di ricostruzione o di un'agenzia Ue per la ricostruzione, basandosi sul successo dell'esperienza della ricostruzione successiva al conflitto nei Balcani.

Risorse finanziarie

L'aumento della visibilità è un aspetto necessario della fornitura di eventuali risorse di bilancio aggiuntive in risposta all'avallo da parte del G8 dell'invito di Wolfensohn ad aumentare notevolmente l'assistenza finanziaria. Al vertice del G8 di Gleneagles, Wolfensohn ha presentato un piano di sviluppo che prevede di portare l’assistenza finanziaria alla Cisgiordania e a Gaza a 3 miliardi di € l'anno nei prossimi tre anni. Questo importo è superiore al doppio dei fondi attualmente forniti dalla comunità internazionale. L'aumento sarà possibile soltanto se vi sarà uno sforzo congiunto, con una notevole condivisione dei compiti, in particolare da parte dei paesi arabi.

Dato che la Commissione è il principale donatore di aiuti ai palestinesi, la risposta alla richiesta dell'inviato speciale del Quartetto potrebbe corrispondere a un aumento del sostegno proveniente dal bilancio comunitario di circa 200-300 milioni di € l'anno, insieme a un aumento dell'assistenza bilaterale degli Stati membri.

Le risorse sarebbero destinate alle priorità contenute nel presente documento, ai fini della sostenibilità fiscale, del rafforzamento delle istituzioni e del miglioramento della situazione economica mediante l'aumento degli investimenti.

Tuttavia, affinché queste notevoli risorse aggiuntive abbiano un impatto sulla situazione economica in Cisgiordania e a Gaza, devono essere ottenuti grandi progressi in materia di sicurezza e accesso. Questo fatto è stato sottolineato nel rapporto della Banca mondiale del 2004, avallato dal comitato di collegamento ad hoc (AHLC) nel dicembre 2004.

La Commissione presenterà entro l'inizio del 2006 ulteriori dettagli sulle proposte di risorse aggiuntive nel bilancio 2006, tenendo conto delle risorse finanziarie disponibili, in particolare dello strumento di flessibilità. Terrà conto anche dei progressi ottenuti sui "sei più tre punti" dell'inviato del Quartetto, di piani più particolareggiati presentati dai palestinesi e di ulteriori consultazioni con la comunità internazionale.

6. CONCLUSIONE

Affinché l'Ue possa svolgere efficacemente il proprio ruolo per rilanciare la roadmap (condizione necessaria per la creazione di uno Stato palestinese), gli Stati membri e la Commissione devono concertare le posizioni sulle questioni essenziali al fine di aumentare l'impatto dei messaggi. La concertazione in particolare deve delineare una strategia Ue in caso di mancanza di progressi a causa, per esempio, di un'interruzione della calma o della ripresa del conflitto, della mancanza di progressi sulle sei questioni comuni presentate dell'inviato speciale del Quartetto, della continua espansione degli insediamenti in Cisgiordania o degli effetti del muro di separazione. Sarà inoltre necessario coordinare meglio l'assistenza.

Tenendo presente quanto precede, la Commissione invita il Consiglio a:

- avallare gli obiettivi e le priorità contenuti nella presente comunicazione quale base per l'azione della Comunità europea;

- rilevare l'intenzione della Commissione di preparare, in base alla presente comunicazione, un documento di strategia nazionale per il sostegno comunitario alla Cisgiordania e alla Striscia di Gaza e un programma indicativo nazionale pluriennale per la Cisgiordania e la Striscia di Gaza;

- concordare migliori meccanismi di coordinamento delle azioni Ue, che riflettano la proposta della Commissione di fungere da "camera di compensazione" del coordinamento al fine di aumentare l'impatto dell'assistenza finanziaria Ue;

- confermare l'obiettivo del negoziato di un accordo di associazione con l'Autorità palestinese e fare in modo da garantire la piena attuazione dell'accordo di associazione interinale Ue-AP, anche creando le strutture necessarie per attuare il piano d'azione della Politica europea di prossimità; cercare di ottenere da Israele garanzie sul riconoscimento dell'accordo di associazione interinale.

La Commissione invita l'autorità di bilancio a:

- esaminare la necessità, in base alle proposte della Commissione, di aumentare l'assistenza finanziaria comunitaria ai palestinesi nel periodo 2006-2008 alla luce del piano triennale di sviluppo palestinese annunciato dall'inviato speciale del Quartetto.

[1] Il protocollo di Parigi sulle relazioni economiche[2](*5:<<ILMWXYwxyz{¿Àîð U V ¥ ¦ ­ ² ³ · ÜÞÎáâ

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h?ìh2VÆjh?ì, firmato il 29 aprile 1994, delinea le responsabilità economiche essenziali dell’AP e di Israele.

[3] “ Elevati livelli di assistenza dei donatori non possono sostituire un clima economico positivo. Se, e soltanto se, le parti adottano misure sufficienti per riportare l'economia sulla via di una crescita sostenibile, sarebbe giustificata una conferenza dei donatori.” Stagnation or Revival? Israeli Disengagement and Palestinian Economic Prospects, Banca mondiale, dicembre 2004.

endorse the objectives and priorities set out in this Communication as the basis of

European Community action;

-

note the Commission’s intentio

n to prepare, on the basis of this Communication, a

Country Strategy Paper for Community support to the West Bank and Gaza Strip and a

Multi Annual National Indicative Programme for the West Bank and Gaza Strip;

-

examine the need, on the basis of proposals

from the Commission (i) to increase

Community financial assistance to the Palestinians over the period 2006 to 2008 in light

of the three year Palestinian development plan announced by Quartet Special Envoy and

(ii) to agree better mechanisms for coordina

tion of EU actions, reflecting the Commission

proposal to act as a ‘clearing house’ for coordination in order to increase the impact of EU

financial assistance;

-

confirm the objective of th

e

negotiation of an Association Agreement with the Palestinian

Auth

ority and work to ensure the full implementation of the EC

-

PLO Interim Association

Agreement, including establishing the structures necessary to implement the European

Neighbourhood Policy Action Plan; and seek assurances from Israel on recognition of the

Interim Association Agreement;

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