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Document 52004DC0431
Communication from the Commission to the Council and the European Parliament - Financing Natura 2000 {SEC(2004)770} {SEC(2004)771}
Comunicazione della Commissione al Consiglio E al Parlamento Europeo - Finanziamento di Natura 2000 {SEC(2004)771} {SEC(2004)770}
Comunicazione della Commissione al Consiglio E al Parlamento Europeo - Finanziamento di Natura 2000 {SEC(2004)771} {SEC(2004)770}
/* COM/2004/0431 def. */
Comunicazione della Commissione al Consiglio E al Parlamento Europeo - Finanziamento di Natura 2000 {SEC(2004)771} {SEC(2004)770} /* COM/2004/0431 def. */
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO Finanziamento di Natura 2000 {SEC(2004)771} {SEC(2004)770} 1. Introduzione Nel corso del Consiglio europeo di Göteborg del giugno 2001 [1] i capi di Stato e di governo si sono impegnati ad arrestare la perdita di biodiversità nell'Unione europea entro il 2010. La rete Natura 2000 delle aree protette, costituita da siti designati nell'ambito delle direttive sugli uccelli selvatici e sugli habitat, è un pilastro dell'azione comunitaria per la conservazione della biodiversità ed è fondamentale per realizzare l'impegno assunto a Göteborg. [1] Conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Göteborg, 15-16 giugno 2001. Nonostante l'importanza della biodiversità per la società e la validità delle motivazioni economiche che giustificano gli interventi di conservazione, i provvedimenti adottati dall'UE e dagli Stati membri sono ancora insufficienti. La situazione generale della biodiversità europea è insoddisfacente e in generale [2] si registra un continuo declino. La terza valutazione ambientale dell'Agenzia europea dell'ambiente [3] del 2003 indicava che importanti ecosistemi continuano ad essere a rischio e che, mentre "le tendenze delle popolazioni delle specie sono miste [...] sta iniziando il recupero di alcune specie in passato molto minacciate, mentre altre proseguono sulla via del declino a tassi allarmanti" e lo stesso fenomeno comincia ora a notarsi in specie precedentemente comuni. La Comunità ha riconosciuto che la tutela della biodiversità non è una semplice possibilità, ma una componente cruciale dello sviluppo sostenibile. L'impegno assunto dai capi di Stato e di governo a Göteborg di arrestare la perdita di biodiversità nell'Unione europea entro il 2010 è uno degli elementi più importanti della strategia dell'UE per lo sviluppo sostenibile [4] ed è sviluppato in maniera più articolata nel Sesto programma comunitario d'azione in materia di ambiente (2002-2012) [5], che annovera la natura e la biodiversità tra le quattro priorità di azione previste. Tra le azioni principali messe in luce nel Sesto programma d'azione per l'ambiente figura l'attuazione della strategia comunitaria per la diversità biologica [6] e dei piani d'azione in materia [7], compresa la completa attuazione delle direttive sulla natura [8] e soprattutto l'istituzione di una rete di siti protetti, la rete Natura 2000 [9]. Tutto questo comporta ancora di più un intervento comunitario in termini di sostegno finanziario per promuovere l'utilizzo sostenibile dei siti e la relativa gestione. [2] L'ambiente in Europa, La valutazione di Dobris, 1999. Agenzia europea dell'ambiente, capitolo 29. [3] L'ambiente in Europa: la terza valutazione (sintesi), Environmental Assessment Report no.10, Agenzia europea dell'ambiente, 2003, capitolo 11. [4] Comunicazione della Commissione - Sviluppo sostenibile in Europa per un mondo migliore: strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile, COM(2001) 264 def. [5] Decisione n. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 luglio 2002, che istituisce il Sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente, GU L 242 del 10.9.2002, pag. 1. [6] COM(1998) 42 def. [7] COM(2001)162 def., volumi I-V. [8] Direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 103 del 25.4.1979, pag. 1) e direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7), modificata dalla direttiva 97/62/CE del Consiglio, del 27 ottobre 1997, recante adeguamento al progresso tecnico e scientifico della direttiva 92/43/CEE (GU L 305 dell'8.11.1997, pag. 42). [9] "creare la rete «Natura 2000» e attuare gli strumenti e le misure necessari sul piano tecnico e finanziario (...) per la sua piena attuazione, nonché per la protezione, al di fuori delle zone parte di Natura 2000, delle specie protette ai sensi delle direttive sulla conservazione degli habitat naturali e sulla protezione degli uccelli selvatici [e] promuovere l'ampliamento della rete "Natura 2000" nei paesi candidati", articolo 6, paragrafo 2, lettera a) della decisione n. 1600/2002/CE che istituisce il Sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente. La direttiva "Habitat" (92/43/CEE) tratta anche l'aspetto del cofinanziamento comunitario per la rete Natura 2000. Un considerando riconosce che "l'adozione di misure intese a favorire la conservazione di habitat naturali prioritari e specie prioritarie di interesse comunitario è responsabilità comune di tutti gli Stati membri" ma può "tuttavia costituire un onere finanziario eccessivo per taluni Stati membri poiché, da un lato, tali habitat e specie non sono distribuiti uniformemente nella Comunità e dall'altro, nel caso specifico della conservazione della natura, il principio «chi inquina paga» è di applicazione limitata". "...Pertanto si è convenuto che in questo caso eccezionale debba essere previsto un contributo mediante cofinanziamento comunitario entro i limiti delle risorse disponibili in base alle decisioni della Comunità;...". L'articolo 8 della direttiva prevede il cofinanziamento comunitario della rete (cfr. allegato 2). Sia il Consiglio che il Parlamento hanno presentato risoluzioni sulla questione di quale sia il sostegno finanziario più appropriato a livello comunitario per realizzare la rete Natura 2000. La Commissione ha preparato la sua risposta su questo punto in collaborazione con un gruppo di esperti composto da rappresentanti degli Stati membri e da vari soggetti interessati. Nel suo rapporto del dicembre 2002 [10], il Gruppo quantifica il fabbisogno finanziario della rete Natura 2000 e passa in rassegna l'esperienza acquisita con i finanziamenti comunitari fino a quel momento; inoltre individua ed esamina le possibili soluzioni di cofinanziamento comunitario della rete per i prossimi anni. La Commissione ha dato seguito al rapporto con un questionario inviato agli Stati membri dell'UE a 15 e ai nuovi Stati membri, per avere un'idea più precisa dei costi possibili. [10] Il rapporto è disponibile in linea al seguente indirizzo: http://europa.eu.int/comm/environment/ nature/natura_articles.htm 2. Natura 2000 2.1. La rete Natura 2000 - La situazione attuale e la via per il futuro Natura 2000 è la rete ecologica europea di siti naturali istituita dalla direttiva "Habitat". L'istituzione della rete Natura 2000 ha fatto registrare sensibili progressi, grazie alla designazione di oltre 18 000 siti da parte degli Stati membri. Oggi la rete copre una superficie di 63,7 milioni di ettari, compresa un'area marina di 7,7 milioni di ettari, mentre la superficie sulla terraferma (pari a circa 56 milioni di ettari) rappresenta approssimativamente il 17,5% della superficie emersa dell'UE a 15. Ora che la rete sta per essere ultimata è necessario incentrare l'attenzione sulla gestione attiva dei siti per garantirne la conservazione sul lungo termine e per conseguire gli obiettivi socioeconomici della rete. In questo contesto occorre trovare i finanziamenti sufficienti a tutti i livelli per far sì che Natura 2000 diventi una componente dinamica della strategia UE per la biodiversità. Gli investimenti, che incentivano l'utilizzo sostenibile dei siti e l'accesso ai visitatori, rivestono particolare importanza per realizzare le potenzialità della rete di contribuire allo sviluppo economico locale. La creazione della rete Natura 2000 è un successo importante. È determinante che, con l'ormai prossima conclusione del processo di designazione istituito dalla direttiva "Habitat", l'attenzione sia ora rivolta alla gestione dei siti. La maggior parte degli Stati membri ha già iniziato la preparazione dei piani di gestione, che dovrebbero essere ultimati nel giro di due o tre anni ed è evidente che la loro realizzazione solleva la questione della disponibilità di risorse finanziarie e di altro genere che servano allo scopo. 2.2. Gestire Natura 2000 - Costi e benefici 2.2.1. Fabbisogno finanziario La direttiva "Habitat" stabilisce chiaramente che gli Stati membri sono incaricati della gestione dei siti Natura 2000. In pratica, molti Stati membri delegano questo compito agli enti nazionali o regionali di conservazione della natura o, negli Stati federali, alle autorità regionali. La rete Natura 2000 richiede finanziamenti per un ampio ventaglio di misure necessarie per un'efficace gestione della conservazione dei siti designati; sono inoltre necessarie azioni per promuovere un uso e un accesso ai siti da parte del pubblico che siano compatibili con gli obiettivi di conservazione. Le azioni citate possono riguardare investimenti "una tantum", come l'acquisto di terreno o il ripristino di habitat o di caratteristiche danneggiati, oppure possono riguardare iniziative che si estendono su lunghi periodi, come la gestione attiva e periodica della vegetazione e di altre caratteristiche del terreno e il monitoraggio dei siti e delle specie. Può trattarsi anche di azioni dirette sul campo o di più vaste attività di gestione dei siti, di educazione e formazione e di sensibilizzazione, volte a garantire la protezione dei siti e delle loro caratteristiche specifiche da vari tipi di impatti a livello locale o più strategici. All'allegato 3 figura un elenco dettagliato delle misure e delle attività necessarie per l'istituzione e la gestione della rete Natura 2000. Come si può notare, le attività rientrano in quattro categorie principali; questa classificazione sarà utile quando si tratterà di discutere i costi e l'ammissibilità dei finanziamenti. 2.2.2. Stima dei costi della rete Natura 2000 La creazione della rete Natura 2000 ha comportato costi per vari gruppi. Se vengono limitati i diritti di sfruttamento il prezzo del terreno può scendere (anche se aumenta nelle zone circostanti ai siti). Natura 2000 può imporre restrizioni alle pratiche agricole e allo sforzo di pesca e può porre problemi ai settori dei trasporti e dell'edilizia. Anche le attività estrattive e silvicole condotte sui siti Natura 2000 subiscono ripercussioni, o perché vengono limitate o perché la loro esecuzione richiede modalità diverse e tale cambiamento comporta costi più elevati; lo Stato può dover rilevare i diritti di estrazione, mentre i proprietari dei boschi o delle foreste possono aver diritto ad un indennizzo per mancato guadagno. Vista l'estensione della rete, che riguarda un territorio di circa 60 milioni di ettari, pari a quasi il 17,5% del territorio dell'UE a 15, è comprensibile che i costi previsti siano ingenti. L'analisi riportata all'allegato 8 non tiene conto di questi costi aggiuntivi, se non quando rientrano nei costi di gestione della rete Natura 2000. La Commissione ha preparato la stima dei costi presentata di seguito sulla base del rapporto del Gruppo di lavoro di esperti e di un questionario inviato agli Stati membri. In base alle risposte ottenute i costi ammontano a 3,4 miliardi di euro l'anno per UE a 15. Da questa cifra si è proceduto ad un'estrapolazione per calcolare i costi complessivi per i 10 nuovi Stati membri, che variano tra 0,63 miliardi e 1,06 miliardi di euro l'anno, per un costo totale previsto di 4,0-4,4 miliardi di euro l'anno per l'UE allargata. La stima dei costi per i nuovi Stati membri può tuttavia essere criticata per le ipotesi sulle quali si basa. Visti i problemi di affidabilità e comparabilità delle stime, nel giugno 2003 è stato inviato un nuovo questionario agli Stati membri e ai paesi aderenti, nel quale dovevano motivare con maggiore precisione le previsioni fatte. Dopo l'analisi dei risultati ottenuti con gli ultimi dati, la stima è passata a 6,1 miliardi di euro l'anno per l'UE a 25 (cfr. allegato 8, tabella 3). Per il momento la cifra di 6,1 miliardi di euro è ritenuta la più affidabile ai fini della presente comunicazione. Questa cifra, tuttavia, può e deve essere ancora precisata. Gli Stati membri saranno dunque invitati a riesaminare i dati inviati sulla base di metodi di stima dei costi accettati su vasta scala. I progressi previsti per la formulazione dei piani di gestione dei prossimi anni dovrebbero rappresentare una base solida per migliorare queste stime dei costi. 2.2.3. Benefici La tutela della biodiversità garantita dalla rete Natura 2000 può presentare rilevanti benefici dal punto di vista economico e sociale. I benefici economici possono essere imputati ai servizi connessi agli ecosistemi (come la depurazione e l'approvvigionamento dell'acqua, la protezione del suolo contro l'erosione), all'approvvigionamento di cibo e di prodotti del legno, e alle attività svolte sul sito e/o ad esso connesse come il turismo [11], la formazione e l'istruzione, senza contare la vendita diretta di prodotti originari dei siti Natura 2000. Tutte queste attività possono contribuire a creare un notevole reddito a livello locale, a creare occupazione e possono apportare benefici più ampi in termini di sviluppo regionale (cfr. allegato 4). Tra i benefici di ordine sociale si possono citare maggiori opportunità di lavoro e una diversificazione delle attività per le popolazioni locali, che a loro volta garantiscono maggiore stabilità economica e migliori condizioni di vita, la salvaguardia del patrimonio culturale (e naturale) e l'opportunità di svolgere attività di educazione ambientale e ricreative, per la salute e il tempo libero. [11] Commissione europea (2003), Using natural and cultural heritage to develop sustainable tourism in non-traditional tourism destinations. Pur non essendoci valutazioni esaurienti dei benefici descritti a livello di UE, alcuni lavori di portata più ampia sui benefici connessi alla salvaguardia del patrimonio naturale hanno messo in evidenza la loro potenziale importanza. Con uno studio più ampio di tutti i benefici, le problematiche e i compromessi in gioco sarà possibile dimostrare come un sito Natura 2000 possa diventare l'elemento motore dello sviluppo sostenibile nell'ambito dell'economia locale, contribuendo al sostentamento delle comunità rurali locali. Per garantire la costituzione ottimale della rete Natura 2000 e integrarla nell'ambito socioeconomico più ampio di un'Europa in ampliamento, sarà necessario prendere attivamente in considerazione queste tematiche nel dialogo con tutti gli interessati. 3. Verso un quadro per il cofinanziamento comunitario Il cofinanziamento di NATURA 2000 a livello dell'UE è giustificabile per una serie di motivi. Da un lato, una biodiversità più ricca giova all'insieme dell'Unione, mentre i costi sono unicamente a carico degli Stati membri che presentano la biodiversità più varia e ricca e quindi possiedono i siti maggiormente protetti, come viene riconosciuto nei considerandi della direttiva "Habitat". Dall'altro lato, l'integrazione delle considerazioni ambientali nelle politiche regionale, agricola e di sviluppo rurale dovrebbe altresì giustificare la partecipazione di tali politiche al finanziamento di Natura 2000, attraverso l'uso combinato dei relativi strumenti finanziari disponibili nell'ambito dell'UE. Non va dimenticato che Natura 2000 reca un contributo sostanziale non solo alla politica ambientale dell'UE, ma potenzialmente anche alla politica regionale e a quella agricola e di sviluppo rurale. La relazione del Gruppo di esperti esamina tre possibili alternative per il cofinanziamento: * utilizzare gli strumenti di finanziamento comunitari esistenti (sviluppo rurale, Fondi strutturali e Fondo di coesione, LIFE-Natura), * potenziare e perfezionare lo strumento LIFE-Natura per farne il principale meccanismo di finanziamento, * creare un nuovo strumento specificamente destinato al finanziamento di Natura 2000. Molti gruppi di interesse temono che gli strumenti finanziari esistenti abbiano una portata ed una copertura troppo limitate per poter assicurare un adeguato cofinanziamento della rete Natura 2000. L'esperienza maturata finora dimostra che l'uso degli strumenti esistenti è soggetto a limiti. Nel capitolo seguente ci soffermeremo brevemente sull'esperienza acquisita in materia di meccanismi di cofinanziamento, prima di passare a valutare le alternative per il futuro. 3.1. Cofinanziamento comunitario della rete Natura 2000 - Fondamento giuridico La direttiva "Habitat" (cfr. allegato 2) riconosce espressamente la necessità di un sostegno comunitario alla gestione di Natura 2000 in casi eccezionali, tramite cofinanziamento a carico degli strumenti comunitari, nel caso in cui Natura 2000 possa rappresentare un onere finanziario eccessivo per gli Stati membri, in particolare quelli con un'elevata concentrazione di specie e di habitat di interesse comunitario. Come si può osservare nella tabella 1 dell'allegato 1, esistono marcate differenze tra gli Stati membri quanto all'entità dei siti designati. L'articolo 8 prevede dunque il cofinanziamento comunitario, attivato su richiesta di uno Stato membro, di misure necessarie ad assicurare uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat e delle specie nelle zone speciali di conservazione (ZSC) designate. L'articolo 8 non specifica tuttavia esplicitamente i tipi di finanziamenti comunitari cui si potrebbe ricorrere a questo scopo. Gli Stati membri hanno attinto a varie fonti di finanziamento comunitarie per cofinanziare talune voci di spesa inerenti alla gestione dei siti proposti o designati come siti Natura 2000 (cfr. allegato 5). I fondi finora utilizzati a questo scopo provengono essenzialmente dai Fondi strutturali (in particolare il FESR, il FEAOG-Orientamento in certe regioni e le iniziative INTERREG e LEADER), dal Fondo di coesione, dal FEAOG-Garanzia (per il finanziamento di misure di sviluppo rurale, comprese le misure di accompagnamento) e dallo strumento finanziario per l'ambiente LIFE (soprattutto LIFE-Natura). 3.2. Strumenti di finanziamento dell'UE - Stato attuale del cofinanziamento I fondi summenzionati hanno consentito di sopperire alle esigenze di investimento e di gestione della rete Natura 2000 (cfr. allegato 6 sulle possibilità di finanziamento di Natura 2000 in virtù delle disposizioni sullo sviluppo rurale). Nonostante i finanziamenti messi a disposizione dall'UE, l'attuazione di Natura 2000 compete interamente agli Stati membri. Pertanto, nel quadro dei rispettivi piani di finanziamento, gli Stati membri hanno deciso come inserire al meglio Natura 2000 nella loro pianificazione strategica nazionale, nei programmi di sviluppo rurale o strutturale e in altre iniziative di sviluppo quali LEADER e INTERREG, ovvero nel Fondo di coesione. Gli Stati membri hanno utilizzato in vario modo queste possibilità, principalmente per due motivi. In primo luogo, non tutti gli Stati membri hanno accesso alla totalità degli strumenti finanziari (per esempio il Fondo di coesione) e delle risorse (regioni obiettivo 1). In secondo luogo, gli Stati membri dispongono di un margine di discrezionalità per proporre programmi confacenti ai loro particolari orientamenti strategici e alle loro priorità di sviluppo nell'ambito di ciascuno strumento. Il finanziamento di Natura 2000 non è quindi un obbligo, bensì una scelta. Finora sono soprattutto gli Stati membri con regioni dell'obiettivo 1 che hanno inserito nei propri programmi misure di gestione della rete Natura 2000. In questi paesi il finanziamento è stato giustificato dalla copertura relativamente elevata di Natura 2000, dalla situazione economica della regione e dal contributo previsto che questa spesa poteva dare allo sviluppo regionale. Taluni paesi (come Grecia e Portogallo) hanno seguito un approccio programmatico che ha consentito loro di finanziare la rete sostenendo progetti miranti sia ad investire nell'amministrazione, nella gestione e nell'infrastruttura, sia a diffondere informazioni. Altri (come l'Italia) hanno incontrato difficoltà nel progettare e selezionare misure idonee nell'ambito dei loro programmi operativi regionali. Ciò dimostra quanto sia necessaria una pianificazione strategica accuratamente concepita e caratterizzata da un'impostazione programmatica. Parimenti, pochi sono finora gli Stati membri che hanno utilizzato le risorse destinate allo sviluppo rurale. Alcuni Länder tedeschi e talune regioni dell'Italia e della Spagna hanno fatto ricorso alle disposizioni dell'articolo 16 del regolamento n. 1257/1999 nei loro piani di sviluppo rurale. Altri paesi (Spagna, Regno Unito, Germania, Grecia e Austria) hanno optato per l'attuazione di misure agroambientali mirate specificamente ai siti Natura 2000. Esistono anche altre misure agroambientali a sostegno delle pratiche agricole ecocompatibili nei siti Natura 2000 (agricoltura biologica, promozione dei metodi di difesa antiparassitaria integrata, ecc.), ma scarseggiano le informazioni di fonte nazionale che permettano di valutare in che misura la superficie agricola interessata dai piani agroambientali non specificamente mirati a Natura 2000 sia stata designata come facente parte di Natura 2000. Ciò che è fattibile in alcuni Stati membri grazie allo stanziamento di risorse finanziarie sufficienti, lo è molto meno in altri. Inoltre, ciascuno dei fondi e delle iniziative principali è soggetto a vincoli, per esempio in materia di ammissibilità nei confronti di talune regioni o paesi, come per il Fondo di coesione, o riguardo a determinati interventi, piani e beneficiari, come per il FESR e il FEAOG. Tuttavia, le recenti modifiche della PAC adottate nell'ambito della riforma del 2003 e le recenti proposte della Commissione in merito ad una nuova politica di coesione per l'UE (allegato 7) hanno portato all'incremento delle opportunità di cofinanziamento per la rete nel suo complesso. Resta ora da vedere come gli Stati membri riusciranno ad integrare le possibilità esistenti nei rispettivi piani e programmi per il prossimo periodo finanziario. 4. Conclusioni e prospettive per il futuro La salvaguardia della biodiversità in Europa ha raggiunto una fase cruciale. Il Consiglio europeo di Göteborg ha fissato un obiettivo per arrestare la perdita di biodiversità nell'Unione europea entro il 2010. Il quadro giuridico e politico è stato definito, i siti protetti sono stati designati e insieme formano la rete Natura 2000. La gestione efficace dei siti è dunque cruciale per conseguire tale obiettivo. È giunto il momento di optare decisamente per l'integrazione finanziaria di Natura 2000 in altre politiche comunitarie pertinenti, ovvero per il mantenimento di un fondo a sé stante. Dalla consultazione [12] degli Stati membri e dei soggetti interessati è emersa una netta spaccatura su questo punto. La maggior parte degli Stati membri è a favore di una soluzione integrata, mentre i soggetti interessati preferiscono un fondo specifico per Natura 2000. Nonostante i limiti sopra descritti, la Commissione propende per la soluzione dell'integrazione, per i seguenti motivi: [12] Un rapporto sulla consultazione in merito al finanziamento di Natura 2000 è disponibile al sito: http://europa.eu.int/comm/environment/ nature/nature_conservation/natura_2000_network/financing_natura_2000/index_en.htm - la gestione dei siti Natura 2000 verrebbe inglobata nel più vasto contesto della politica di assetto territoriale dell'UE. In questo modo, l'agricoltura praticata nei siti Natura 2000 fruirebbe del sostegno finanziario della PAC, mentre gli interventi strutturali verrebbero presi a carico dalle politiche di sviluppo rurale e regionale. Questa complementarità consentirebbe alla rete Natura 2000 di svolgere il proprio ruolo a difesa della biodiversità europea molto meglio che se i siti rimanessero isolati o avulsi dal più vasto contesto politico; - questa soluzione consentirebbe agli Stati membri di definire le proprie priorità e di elaborare politiche e azioni in funzione delle rispettive peculiarità nazionali e regionali; - si eviterebbero interferenze e sovrapposizioni tra diversi strumenti di finanziamento comunitari, nonché i conseguenti oneri e lungaggini amministrative. La Commissione intende pertanto proporre, nell'ambito del pacchetto di proposte legislative in preparazione sulle prossime prospettive finanziarie, di autorizzare gli Stati membri ad attingere a vari strumenti esistenti per il cofinanziamento di determinate attività nei siti Natura 2000. L'impegno della Commissione a favore di Natura 2000 e l'impostazione prospettata per il prossimo periodo finanziario sono illustrati nella recente comunicazione "Costruire il nostro avvenire comune" [13], nella quale si preannuncia che, dopo il 2006, la futura politica di sviluppo rurale si concentrerà tra l'altro su: [13] Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo "Costruire il nostro avvenire comune - Sfide e mezzi finanziari dell'Unione allargata 2007-2013", COM(2004) 101 def. * come migliorare l'ambiente e le zone rurali mediante un sostegno alla gestione dei suoli, compreso il cofinanziamento di azioni di sviluppo rurale legate ai siti protetti di Natura 2000. Inoltre, tra le importanti attività per il periodo 2007-2012 in relazione alle priorità ambientali figurano: * lo sviluppo e l'attuazione della rete di siti Natura 2000 per proteggere la biodiversità europea nonché l'attuazione dei piani d'azione per la biodiversità. Ciò dovrà concretizzarsi in opportune proposte, nel quadro dell'imminente revisione del regolamento sullo sviluppo rurale, volte a sviluppare le attuali possibilità di promozione e di cofinanziamento di azioni di sviluppo rurale legate a Natura 2000, in modo da includervi la gestione di siti su terreni agricoli e forestali, e incoraggiare gli Stati membri ad avvalersi di tali possibilità. La politica di coesione comunitaria, attuata attraverso i Fondi di coesione e i Fondi strutturali, consente già di sostenere gli investimenti infrastrutturali nei siti Natura 2000 nell'ambito dei programmi nazionali, regionali e transfrontalieri che si inseriscono in progetti e programmi ambientali, nella misura in cui essi contribuiscano allo sviluppo economico generale della regione. Nella sua proposta di revisione dei Fondi strutturali e di coesione la Commissione garantirà questa possibilità [14] e successivamente fornirà orientamenti opportuni sulle modalità più consone per rendere operativi gli impegni assunti a Göteborg. Oltre ai finanziamenti a carico dello sviluppo rurale e dei Fondi strutturali, la rete Natura 2000 potrà ricevere un certo sostegno anche dal proposto Strumento finanziario per l'ambiente. I finanziamenti provenienti da questa fonte andranno prioritariamente a sostegno di azioni di comunicazione, sensibilizzazione del pubblico, messa in rete di buone pratiche, ecc. [14] Una nuova opportunità di cofinanziamento può essere creata mediante la proposta della Commissione su un nuovo strumento finanziario per la cooperazione transfrontaliera alle frontiere esterne della Comunità. Si prevede pertanto che i fondi comunitari, e soprattutto i Fondi strutturali e i fondi per lo sviluppo rurale, contribuiranno con un ingente cofinanziamento all'attuazione della rete Natura 2000. Non è tuttavia possibile fissare un obiettivo per tale finanziamento, perché la spesa finale dipenderà dalla priorità che Natura 2000 si vedrà riservata nell'ambito dei programmi dei singoli Stati membri. I criteri di ammissibilità saranno enunciati nei rispettivi regolamenti e si applicheranno le regole generali di ciascun fondo. Perché i fondi comunitari possano essere utilizzati in modo efficace, occorre ancora affinare il computo estimativo dei costi ed elaborare programmi di attuazione a livello nazionale. Il lavoro in atto a livello di Stati membri intorno ai piani di gestione dei siti Natura 2000 dovrebbe contribuire a perfezionare la stima dei costi. È importante che la scelta di integrare il fabbisogno finanziario della rete Natura 2000 in altri settori politici, cui si è accennato nella presente comunicazione, si traduca nello stanziamento di risorse sufficienti a permettere la realizzazione degli obiettivi della rete. La Commissione intende pertanto incoraggiare gli Stati membri a prendere in debita considerazione le esigenze di Natura 2000 in sede di programmazione dei rispettivi fondi. La Commissione provvederà inoltre a pubblicare orientamenti più precisi sulle possibilità di utilizzo di detti fondi a sostegno della rete Natura 2000. Che tipo di cofinanziamento garantirà in futuro la Comunità a favore di Natura 2000? Non è possibile anticipare indicazioni precise sull'ammontare presumibile della spesa annuale che verrà destinata al cofinanziamento dei siti Natura 2000 dal 2007 in poi, dal momento che spetta a ciascuno Stato membro e regione decidere quale considerazione attribuire ai propri siti in sede di programmazione nazionale e regionale dell'uso dei vari fondi comunitari. Non si propone di accantonare importi fissi nell'ambito di ciascun fondo, poiché la situazione sarà diversa da uno Stato membro all'altro. Per questo motivo, risulta impossibile prevedere sin d'ora in che proporzione il costo di Natura 2000, stimato in questa comunicazione, sarà cofinanziato dal bilancio comunitario. La seguente spiegazione, basata sull'esperienza del periodo 2000-2006, aiuterà a capire come dovrebbe funzionare il sistema proposto. Il tasso di cofinanziamento per investimenti o attività nei casi specifici che rientrano nel finanziamento dell'UE sarà fissato in ciascun regolamento e sarà variabile (attualmente va fino ad un massimo del 50-85%). Tuttavia, per semplificare, se il cofinanziamento fosse ripartito tra la Comunità e gli Stati membri in ragione del 50% ciascuno, la quota a carico della Comunità potrebbe ammontare al massimo alla metà del costo stimato. Anche se l'ammontare esatto delle spese è ancora incerto, si può stimare che ogni anno vengono spesi circa 500 milioni di euro attraverso misure di sviluppo rurale a sostegno della gestione di Natura 2000. Tenuto conto dell'allargamento e del fatto che l'esercizio di designazione dei siti è praticamente concluso si prevede che, in funzione delle scelte che gli Stati membri faranno nell'ambito dei propri piani di sviluppo rurale, questa cifra aumenterà sensibilmente nei prossimi anni. Non sono disponibili dati analoghi per i Fondi strutturali, sicché non è possibile avanzare congetture indicative per il momento. Nondimeno, i progetti a carattere ambientale totalizzano una quota significativa della spesa dei Fondi strutturali e in alcuni Stati membri vengono sborsate ingenti somme per la protezione della natura.