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Document 52004DC0362

Relazione della Commissione - Relazione annuale del CCR - 2003

/* COM/2004/0362 def. */

52004DC0362

Relazione della Commissione - Relazione annuale del CCR - 2003 /* COM/2004/0362 def. */


RELAZIONE DELLA COMMISSIONE - Relazione annuale del CCR - 2003

INDICE

1. Premessa del commissario europeo della Ricerca

2. Progetto di osservazioni del consiglio di amministrazione

3. Messaggio del direttore generale

4. Sostegno diretto alle politiche comunitarie

4.1. Sicurezza delle sostanze chimiche

4.2. Sicurezza alimentare

4.3. Reazione rapida nelle situazioni di emergenza

4.3.1. Incendi boschivi

4.3.2. Previsione degli effetti della siccità sulle colture dell'UE

4.4. Sicurezza dell'idrogeno come carburante per autotrazione

4.5. Sicurezza dei reattori nucleari dei paesi d'Europa orientale

4.6. Ricerca esplorativa

5. Premi d'eccellenza del CCR

5.1. Dolores Ibarreta, giovane ricercatrice dell'anno del CCR

5.2. Nicole Erdmann, vincitrice del premio "giovani ricercatori per

l'innovazione scientifica" del CCR

5.3. Hubert Chassaigne, vincitore del premio del CCR "Giovani ricercatori

per un contributo scientifico importante alla ricerca sui prodotti alimentari"

5.4. Yannis Drossinos, vincitore del premio del CCR per le pubblicazioni

scientifiche

5.5. Heinz Stutz e Joachim Küst, vincitori del primo del CCR per

l'assistenza tecnica

6. Principali attività degli istituti del CCR nel 2003

6.1. Struttura del programma di lavoro pluriennale

6.2. Istituto dei materiali e misure di riferimento

6.3. Istituto dei transuranici

6.4. Istituto dell'energia

6.5. Istituto per la protezione e la sicurezza dei cittadini

6.6. Istituto dell'ambiente e della sostenibilità

6.7. Istituto per la salute e la protezione dei consumatori

6.8. Istituto di prospettiva tecnologica

7. Sostegno all'allargamento

8. Contribuire allo Spazio europeo della ricerca

9. Gestione delle strutture nucleari

10. Il CCR in cifre

10.1. Personale in organico

10.2. Personale in visita

10.3. Bilancio istituzionale

10.4. Attività concorrenziali

10.5. Pubblicazioni nel 2003

11. Appendici

11.1. Consiglio di amministrazione (in funzione a dicembre 2003)

11.2. Direttori del CCR

Il Centro comune di ricerca - Compiti e struttura

Compiti del CCR

Il Centro comune di ricerca ha il compito di fornire un supporto tecnico-scientifico personalizzato all'elaborazione, all'attuazione e al controllo delle politiche dell'Unione europea. Al servizio della Commissione europea, il CCR costituisce un centro di riferimento scientifico e tecnologico per l'Unione. Vicino agli ambienti in cui vengono formulate le politiche, il CCR agisce nell'interesse comune degli Stati membri, senza essere legato ad interessi particolari, privati o nazionali.

1. Premessa del commissario europeo della Ricerca

Il Centro comune di ricerca (CCR) ha reso importanti contributi alle politiche dell'UE nel 2003, il primo anno del Sesto programma quadro (6º PQ). La normativa comunitaria si basa sempre più su elementi scientifici e richiede quindi un valido sostegno scientifico. Uno degli esempi descritti in questa relazione è il sostegno fornito alla nuova politica sulle sostanze chimiche, in particolare per quanto attiene la registrazione, valutazione e autorizzazione di prodotti chimici e le relative restrizioni.

La designazione del CCR come laboratorio comunitario di riferimento per il sostegno alla legislazione sugli alimenti e sui mangimi contenenti OGM rappresenta un esempio concreto del contributo che il CCR ha apportato allo sviluppo di sistemi scientifici e di riferimento destinati ai responsabili politici. Questo aspetto è uno dei due elementi fondamentali dello Spazio europeo della ricerca e un elemento chiave del piano di azione del CCR per lo Spazio europeo della ricerca. Il sostegno è fornito non solo dal CCR, ma anche dalla rete europea dei laboratori di riferimento per gli OGM coordinata dal CCR stesso.

Altri elementi chiave del piano di azione del CCR per lo Spazio europeo della ricerca includono il collegamento in rete, l'allargamento, la formazione e la mobilità, il rafforzamento dell'accesso alle strutture specializzate. Esprimo compiacimento per la firma di un accordo di collaborazione tra la DG Ricerca e l'Istituto di prospettiva tecnologica (IPTS) del CCR e la creazione di un'unità per lo Spazio europeo della ricerca che rappresenta un progresso auspicato e evidenzia l'importanza che attribuisco allo Spazio europeo della ricerca.

Il successo dell'allargamento costituisce la principale sfida per il 2004 e per gli anni successivi. Una delle questioni che i nuovi Stati membri dovranno risolvere è la necessità di rispettare il corpus normativo della legislazione comunitaria, il cosiddetto "acquis comunitario". Grazie a un programma completo comprendente l'accoglienza dei ricercatori, l'organizzazione di seminari scientifici e di corsi di formazione e la partecipazione attiva dei laboratori nazionali dei nuovi Stati membri al programma di lavoro del CCR, quest'ultimo ha continuato a contribuire significativamente ad accelerare la messa in conformità con gli aspetti scientifici e tecnici dell'acquis.

Sono sicuro che nel 2004 il CCR continuerà a svolgere un ruolo unico e prezioso in qualità di organismo interno di sostegno alle politiche basate sulla ricerca.

Philippe Busquin

Commissario europeo della Ricerca

2. Progetto di osservazioni del consiglio di amministrazione

Nel 2003 il nuovo programma di lavoro del CCR ha posto l'accento sul sostegno scientifico e tecnico ai principali settori della politica comunitaria: sostanze chimiche, sicurezza alimentare, salute, ambiente, sicurezza nucleare e allargamento. Il consiglio di amministrazione ha potuto constatare l'utilità del lavoro del CCR per l'elaborazione delle politiche grazie ai contatti stabiliti nel corso dell'anno con il gruppo di utilizzatori di alto livello del CCR.

I membri del consiglio di amministrazione hanno rilevato che il CCR ha rispettato i requisiti imposti dalla riforma amministrativa della Commissione; con il ciclo di pianificazione strategica e programmazione (SPP) e il sistema di gestione basato sulle attività (ABM). Questi sistemi sono stati istituiti per aumentare la trasparenza, la responsabilizzazione e l'efficienza migliorando la pianificazione, l'attuazione e la verifica degli obiettivi e fissando indicatori di misura ad ogni livello dell'organizzazione.

Nell'autunno del 2003 il consiglio di amministrazione ha approvato la ristrutturazione delle direzioni del CCR. Questa riorganizzazione ha il vantaggio di riunire in un'unica direzione la gestione delle risorse e il programma di lavoro. È stata istituita una direzione separata responsabile in particolare delle relazioni scientifiche e istituzionali. Tutti gli aspetti connessi alla gestione e alla logistica del sito di Ispra sono stati assegnati a un'apposita direzione ai fini del miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia di queste operazioni.

Principali questioni affrontate nel 2003

Il consiglio di amministrazione ha seguito i programmi specifici attuati dal CCR in virtù degli obblighi derivanti dal programma quadro di ricerca dell'UE. Uno dei requisiti era la valutazione quinquennale dell'attività del CCR, valutazione esterna condotta da esperti e relativa al periodo 1999-2003. Il consiglio di amministrazione ha partecipato attivamente alla definizione e all'approvazione del mandato e alla selezione del gruppo di esperti. Durante la fase finale delle visite del gruppo di esperti, il presidente del gruppo ha fatto una presentazione che ha permesso al consiglio di amministrazione di raccogliere direttamente informazioni sulle prime conclusioni della valutazione.

Il consiglio di amministrazione segue da vicino il contributo del CCR alla realizzazione degli obiettivi dello Spazio europeo della ricerca e degli obiettivi definiti nel relativo piano di attuazione.

I membri del consiglio di amministrazione e i partecipanti hanno espresso il loro positivo apprezzamento sull'azione condotta dal CCR nel quadro dell'allargamento. Si sono complimentati in particolare per il sostegno tecnico apportato ai paesi in via di adesione nei loro sforzi per conformarsi alla normativa comunitaria, per istituire partenariati per i progetti di ricerca del programma quadro, per realizzare azioni di formazione e l'apertura di reti di competenze coordinate dal CCR, e per organizzare giornate di informazione del CCR, seminari specialistici, la rete di punti di contatto del CCR e i progetti specifici mirati.

Il consiglio di amministrazione ha tenuto in considerazione i contributi del CCR nel corso di diverse crisi, in particolare la previsione degli incendi boschivi e la valutazione degli effetti della siccità sulle previsioni dei raccolti. Ha inoltre accolto favorevolmente l'attuazione, nell'ambito del CCR, di un meccanismo di risposta alle situazioni di crisi destinato a permettere al CCR di rispondere in modo coordinato e professionale qualora sia richiesto il suo intervento.

Il consiglio di amministrazione ha apprezzato la valutazione dei giovani ricercatori del CCR e l'assegnazione di premi di eccellenza, e l'introduzione, quest'anno, di un premio nel settore dell'assistenza tecnica.

Il consiglio di amministrazione ha approvato la strategia elaborata dal CCR per la gestione e lo sfruttamento del portafoglio comunitario nel settore della proprietà intellettuale e continua a seguire i progressi e i risultati ottenuti in questo settore. Il consiglio di amministrazione ha sottolineato l'esigenza di una comunicazione efficace per le attività scientifiche e i suoi risultati e per rispondere questa domanda è stata stabilita una nuova strategia del CCR in materia di pubbliche relazioni.

Il consiglio di amministrazione ha seguito da vicino le attività del CCR per la disattivazione degli impianti nucleari e ha approvato il trasferimento della licenza per la gestione del reattore ad alto flusso al Nuclear Research and Consultancy Group dei Paesi Bassi.

3. Messaggio del direttore generale

Nel 2003 il CCR ha consolidato la sua reputazione di organismo di aiuto alle politiche basate sulla ricerca, capace di sostenere tutta una serie di politiche della Commissione mantenendo allo stesso tempo una solida base scientifica. Il nuovo programma pluriennale di lavoro del CCR per il 6º PQ, adottato nel marzo 2003, riflette questo orientamento, ma permette anche lo sviluppo di nuove competenze scientifiche in funzione dei bisogni emergenti.

La presente relazione contiene numerosi esempi del sostegno prestato dal CCR, ma vorrei evidenziare in particolare il suo contributo al miglioramento della nuova politica in materia di sostanze chimiche elaborata congiuntamente dalle direzioni generali Ambiente e Imprese della Commissione. La designazione del CCR come laboratorio comunitario di riferimento per gli OGM dimostra che sono stati riconosciuti i nostri sforzi, per molti anni, per istituire e coordinare la Rete europea dei laboratori OGM (European Network of GMO Laboratories - ENGL). Il CCR ha svolto il ruolo di catalizzatore nello sviluppo di un nuovo progetto di collaborazione su larga scala nel settore della genomica ambientale, destinato allo studio delle relazioni tra gli effetti ambientali e la sensibilità individuale nell'asma infantile.

Gli esempi sopra menzionati illustrano la natura durevole del sostegno del CCR. Tuttavia, il CCR ha anche dimostrato la sua capacità di rispondere rapidamente e in modo professionale a diverse situazioni di crisi, come nel caso dell'aiuto fornito a Francia e Portogallo durante gli incendi boschivi nell'estate 2003.

La maggior parte del lavoro svolto dal CCR è destinato in ultima analisi agli Stati membri, al Consiglio e al Parlamento europeo ed è svolto in stretta collaborazione con circa 2 000 partner scientifici di tutta Europa e del mondo. Pertanto, alla fine del 2003 è stata creata una nuova direzione generale che si occupa dei collaboratori esterni del CCR.

È importante valutare la pertinenza del lavoro del CCR per i suoi utenti e per questo motivo il CCR ha effettuato nel 2003 un primo sondaggio sul grado di soddisfazione dei suoi utenti, sia in qualità di utilizzatori interni (Commissione) che esterni (ministeri, autorità nazionali ecc.) e i risultati hanno dimostrato un elevato grado di soddisfazione nei confronti dei servizi del CCR. È stata anche effettuata una valutazione formale dei risultati scientifici e tecnici del CCR, la valutazione quinquennale (1999-2003), da parte di un gruppo di esperti esterni i cui risultati saranno disponibili nel 2004.

Nell'esecuzione del suo programma di lavoro, il CCR ha continuato a contribuire alla realizzazione dello Spazio europeo della ricerca, la principale iniziativa intrapresa nel settore della ricerca in questi ultimi anni. Un accordo di collaborazione tra la DG Ricerca e l'Istituto di prospettiva tecnologica del CCR è stato firmato per tener conto della necessità di sostenere ulteriormente questa politica.

Il CCR è il luogo ideale per le attività di ricerca, in quanto permette agli scienziati di constatare l'importanza dei loro lavori e la loro integrazione nella normativa dell'UE. Il CCR attribuisce grande importanza alla formazione mediante la ricerca e un numero rilevante dei nostri scienziati è ancora agli inizi della carriera. Un capitolo della presente relazione è quindi dedicato ai premi assegnati ai giovani ricercatori ed è stato anche introdotto un sistema di riconoscimento dei progressi tecnici realizzati.

Apprezzo gli sforzi compiuti da tutto il personale del CCR che, con il sostegno del consiglio di amministrazione e del commissario Busquin, ha contribuito in modo considerevole ai successi registrati nel 2003, e sono certo che sapremo affrontare con successo le sfide del 2004.

Barry Mc Sweeney

4. Sostegno diretto alle politiche comunitarie

Esempi di sostegno alla normativa dell'UE

Nel quadro dei regolamenti (CE) n. 1829/2003 e (CE) n. 1830/2003 il CCR è stato nominato "laboratorio comunitario di riferimento" (LCR), per la legislazione in materia di alimenti e mangimi con l'incarico di valutare l'efficacia dei metodi utilizzati per controllare l'applicazione della normativa.

La raccomandazione C2003/556/CE della Commissione sugli orientamenti per garantire la coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche si è ampiamente basata sul lavoro del CCR.

In sostegno alla decisione 2000/766/CE del Consiglio e al regolamento (CE) n. 1774/2002 che istituiscono un divieto assoluto di utilizzare farina di carne o di ossa come ingredienti nei mangimi, il CCR ha coordinato uno studio comparativo con circa 50 laboratori.

Nella prospettiva della revisione del regolamento (CEE) n. 3508/92 e per sostenere il nuovo regolamento per l'identificazione e la registrazione di ovini e caprini (pecore e capre) il CCR ha coordinato uno studio su vasta scala.

Nella formulazione della proposta COM(2003)644 def. della Commissione (concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche - REACH), il CCR ha svolto un ruolo fondamentale; maggiori dettagli alle pagine 6 e 30.

A supporto della direttiva 93/67/CEE della Commissione sulla valutazione dei rischi delle nuove sostanze notificate, del regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione sulla valutazione dei rischi delle sostanze esistenti e la direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'immissione sul mercato dei biocidi, il CCR ha completato e pubblicato il "documento tecnico di orientamento sulla valutazione dei rischi".

Le revisioni della direttiva 96/82/CE (Seveso II) sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose si sono basate ampiamente sui risultati dei seminari di esperti organizzati dal CCR.

Il CCR ha apportato il proprio sostegno alla direttiva 2003/42/CE relativa al Centro europeo di coordinamento dei sistemi di segnalazione di incidenti nella navigazione aerea. Essa è stata adottata formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 13 giugno 2003.

Nell'ambito del sostegno alla decisione della Commissione 1999/847/CE (programma d'azione comunitario a favore della protezione civile), il Sistema europeo di allarme inondazioni ha tempestivamente annunciato inondazioni dell'Ebro (Spagna), dell'Iskar (Bulgaria), gli alti bacini dell'Oder e della Vistola (Polonia e Repubblica ceca), del Siret (Romania) e in Sicilia.

Nell'ambito della proposta COM(2002)404 def. della Commissione di un nuovo regolamento concernente il monitoraggio delle foreste e delle interazioni ambientali nella Comunità (Forest Focus), il CCR è stato designato "Organismo di coordinamento scientifico".

La comunicazione COM(2003)354 def. intitolata "Sulla via della produzione sostenibile - Progressi nell'attuazione della direttiva 96/61/CE del Consiglio sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento" descrive i lavori del CCR come " fattore chiave per il miglioramento delle prestazioni ambientali".

Per preparare la comunicazione COM(2003)250 della Commissione, il CCR ha fornito i dati alla DG Ambiente nel settore del recupero di energia dei rifiuti, in vista di una possibile reevisione della direttiva quadro sui rifiuti (75/442/CEE).

Nell'ambito della direttiva quadro sulle acque (COM(1997)49), il CCR ha codiretto il gruppo di lavoro per la strategia comune di attuazione sullo "stato ecologico e l'intercalibrazione".

Nel firmare la carta internazionale promossa dagli Stati Uniti C(2003)1911/1 sul "Carbon Sequestration Leadership Forum - CSLF" (Forum direttivo sul sequestro del carbonio), il CCR ha contribuito alla definizione della posizione della Commissione.

Il CCR ha apportato il suo sostegno nell'ambito delle comunicazioni COM(2002)179 e COM(2002)539 della Commissione sulle strategie tematiche per la protezione del suolo e per la protezione e la conservazione dell'ambiente marino partecipando ai rispettivi gruppi di lavoro.

Il CCR ha apportato il suo sostegno nell'ambito della comunicazione della Commissione COM(2003)17 sulla politica spaziale europea, sulla base dei suoi contributi all'iniziativa "Global Monitoring for Environment and Security (GMES)" (sorveglianza mondiale dell'ambiente e della sicurezza).

Nell'ambito della comunicazione COM(2001)245 della Commissione intitolata "Aria pulita per l'Europa", il CCR ha organizzato e attuato uno studio comparativo tipo e ha fornito previsioni sulla concentrazione d'ozono e delle particelle per il 2010 in diverse città europee.

Nell'ambito della proposta di direttiva COM(2003) 453 relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia e recante modifica della direttiva 92/42/CEE del Consiglio, il CCR ha fornito dati per la valutazione del risparmio di energia e di carbonio che potrebbe derivare dall'attuazione dei requisiti di rendimento energetico nei diversi tipi di dispositivi destinati all'utilizzatore.

Nell'ambito della proposta di direttiva COM(2003)739 concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici, il CCR ha analizzato il mercato attuale e la situazione politica delle imprese di servizi energetici e ha apportato un contributo ad altre misure proposte nella direttiva, come i certificati di efficienza energetica, la risposta alla domanda, i contatori "intelligenti" e le fatture informative.

Nell'ambito della comunicazione della Commissione COM(2002)263 sul piano d'azione eEurope 2005, il CCR ha presentato il progetto di esercizio pilota relativo all'"indicatore composito dello stato di preparazione al commercio elettronico" durante una riunione tra Eurostat e le DG Imprese e Società dell'informazione.

La comunicazione COM(2003)265 def. della Commissione è stata la prima relazione sull'applicazione della direttiva n. 95/46/CE sulla tutela dei dati e fa riferimento alla relazione del CCR sulle "future strozzature nella società dell'informazione".

La comunicazione COM(2003)301 della Commissione, intitolata "Verso una strategia tematica di prevenzione e riciclo dei rifiuti", si riferisce espressamente al progetto del CCR "Pay as you throw" (Paga quanto butti).

Nel quadro dell'attuazione della direttiva 96/61/CE sulla "prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento", il CCR ha fornito dati relativi all'incenerimento dei rifiuti e ha esaminato il progetto di direttiva. La definizione delle migliori tecniche disponibili (MTD), è garantita dal CCR che redige i documenti di riferimento corrispondenti ("BAT Reference Documents (BREFs)".

4.1. Sicurezza delle sostanze chimiche

Nell'ottobre 2003 la Commissione europea ha proposto nuove disposizioni normative per la registrazione, valutazione, autorizzazione delle sostanze chimiche (REACH - Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals) per potenziare la protezione della salute e dell'ambiente, promuovendo allo stesso tempo l'innovazione e la competitività dell'industria chimica europea. Il CCR ha coordinato il programma di notificazione e di valutazione dei rischi per nuove sostanze, e grazie al suo know-how nella rilevazione di dati, la definizione delle priorità e la valutazione dei rischi contribuirà all'elaborazione di documenti di orientamento, strumenti informatici e di infrastrutture necessarie all'attuazione del sistema REACH.

L'Ufficio europeo delle sostanze chimiche (European Chemicals Bureau, ECB) del CCR è il punto focale per la rilevazione di informazioni sulle sostanze chimiche nuove o esistenti. Nel 2003 sono state classificate 350 nuove sostanze, e sono state svolte 30 relazioni sulla valutazione dei rischi delle sostanze esistenti e sono stati sviluppati 5 metodi di prova. L'Ufficio europeo delle sostanze chimiche ha istituito anche il sistema europeo di informazione sulle sostanze chimiche che costituisce uno strumento di ricerca unico sulle sostanze chimiche e sulla relativa legislazione.

Secondo il REACH circa 20 000 sostanze saranno testate. Se l'ottenimento di dati sulle sostanze chimiche dipendesse solo dai metodi tradizionali di valutazione dei rischi ciò comporterebbe esperimenti di laboratorio su diversi milioni di cavie. Il Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi (ECVAM) del CCR convalida i metodi destinati a ridurre la sperimentazione animale, pur migliorando la produttività dei test e i costi relativi. Parimenti, l'attuazione della 7a modifica alla direttiva sui cosmetici richiede la convalida di metodi alternativi alla sperimentazione animale per gli ingredienti dei cosmetici. Per rispondere a queste esigenze, l'ECVAM ha focalizzato i suoi studi su settori chiave, individuando gli esperimenti sugli animali che devono essere sostituiti. Una relazione del CCR del 2003 stima che i costi diretti delle prove di laboratorio derivanti dall'attuazione del REACH possono essere ridotti di oltre 900 milioni di euro se vengono impiegate relazioni quantitative struttura-attività (Quantitative Structure-Activity Relationships ((Q)SARS). Si tratta di modelli teorici in grado di dedurre le proprietà fisico-chimiche e biologiche (ad es. tossicologiche) delle molecole conoscendone la loro struttura chimica. Alla luce di ciò l'ECVAM, in collaborazione con l'OCSE, ha iniziato a convalidare tra circa 3 000 modelli e programmi informatici quelli che sembravano i più promettenti.

I dati sull'esposizione umana, essenziali per l'attuazione del REACH sono raramente disponibili al momento. Per valutare l'esposizione umana complessiva alle sostanze emesse da prodotti e articoli, il CCR ha condotto una serie di esperimenti utilizzando il suo impianto "Indoortron", unico nel suo genere. Gli esperimenti sono stati eseguiti per identificare gli additivi e i pesticidi nei prodotti derivati dal tabacco e studi ulteriori hanno indicato che i cambiamenti nel tasso di ventilazione durante il fumo del tabacco non influenzano in modo significativo i livelli di concentrazione dei vari componenti del fumo, come il CO, i NOx e i composti aromatici.

4.2. Sicurezza alimentare

Il CCR fornisce un supporto tecnico e scientifico per l'elaborazione e l'attuazione della normativa europea in materia di prodotti alimentari e di mangimi animali. A tal fine contribuisce allo sviluppo, l'armonizzazione e la convalida di metodi analitici per il controllo di diversi parametri chimici, fisici e biologici. Queste attività includono la produzione e la certificazione di materiali di riferimento certificati e di materiali di prova avanzati a sostegno della legislazione europea in materia di prodotti alimentari e mangimi animali: ad esempio livelli massimi di contaminanti, ritiro delle autorizzazioni per taluni additivi, etichettatura degli alimenti (proprietà nutritive) e misure antifrode (controllo dell'autenticità degli alimenti). Qui di seguito sono riportati i principali temi trattati nel 2003.

Acrilammide

La presenza di acrilammide, sostanza derivante dal riscaldamento ad alta temperatura di alimenti ricchi di carboidrati (ad esempio patate fritte) e classificata nella categoria delle sostanze potenzialmente cancerogene per l'uomo, ha dato luogo ad una sorveglianza mondiale di questo composto in diversi prodotti alimentari. Per promuovere la standardizzazione delle misurazioni dell'acrilammide, il CCR convalida metodi, produce materiali di riferimento certificati e gestisce una banca dati sul "controllo dell'acrilammide". Un primo test interlaboratorio per determinare le concentrazioni di acrilammide nel pane croccante e nei biscotti al burro è stato organizzato nel 2003 al fine di controllare le prestazioni dei laboratori e identificare i problemi potenziali associati ai metodi applicati.

Il laboratorio di riferimento comunitario per gli additivi nei mangimi

Il nuovo regolamento ((CE) n. 1831/2003) sugli additivi destinati all'alimentazione animale prevede che tutti tali additivi siano autorizzati secondo una nuova procedura. Questa procedura è di competenza dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare, ma dal novembre 2004 il CCR, in qualità di laboratorio comunitario di riferimento, assumerà la responsabilità per lo stoccaggio dei campioni di riferimento e dei metodi di analisi proposti dai richiedenti.

Encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE)

Nel 2003 il CCR ha continuato attivamente i suoi lavori concernenti la valutazione dei nuovi test post mortem sulle TSE e la garanzia della qualità dei test rapidi per le TSE e i test di rendimento al fine di sostenere la direzione generale "Salute e tutela dei consumatori" nell'attuazione della normativa comunitaria in materia di encefalopatie spongiformi trasmissibili. Considerata l'importanza del divieto di impiego di farine di carne e di ossa nei prodotti alimentari animali/mangimi, il CCR ha condotto una verifica dell'idoneità che ha rivelato che solo la microscopia può garantire il rispetto di questo divieto, in quanto tutti gli altri metodi sono risultati molto scarsi. Questo studio del CCR ha anche evidenziato la necessità di ricorrere a metodi che consentano la detenzione specifica di animali per perfezionare ulteriormente il divieto di impiego di farine di carne e di ossa.

Presenza di mercurio nel tonno

È stato prodotto un materiale di riferimento isotopico a base di metilmercurio (CH3-Hg) specifico della specie (IRMM-670; arricchimento isotopico pari a circa il 98% in 202Hg). È stato sviluppato un procedimento per la misurazione e sono state condotte prove perfezionate di stabilità e la nuova sostanza è stata impiegata per certificare il contenuto di metilmercurio in un campione di tonno.

4.3. Reazione rapida nelle situazioni di emergenza

4.3.1. Incendi boschivi

L'estate 2003 è stata una delle estati più calde in Europa. Le elevate temperature (superiori a 40 gradi) hanno contribuito ai più gravi incendi boschivi mai registrati sino ad ora. In Portogallo, dove gli incendi hanno provocato una ventina di vittime e devastato vaste aree boschive, il governo ha dichiarato lo stato di calamità naturale.

Secondo le cifre fornite dal CCR in base alle rilevazioni satellitari, sono stati distrutti dagli incendi circa 355 976 ettari di terreno in Portogallo alla data del 20 agosto 2003. Al 15 settembre 2003 la cifra raggiungeva 379 038 ettari. I dati numerici dimostrano che circa il 6% delle foreste portoghesi sono state danneggiate, percentuale che equivale al totale delle aree bruciate negli ultimi anni nei cinque paesi mediterranei dell'UE.

Fino a poco tempo fa, la valutazione dei rischi di incendio veniva fatta a livello locale, ma ora, grazie al Sistema di informazione europeo sugli incendi boschivi (EFFIS) istituito dalla DG Ambiente e dal CCR esiste in Europa un sistema coerente di informazioni sugli incendi boschivi. Tutte le mappe di previsione dei rischi di incendio elaborate dall'EFFIS sono distribuite ogni mattina via Internet ai servizi nazionali di protezione civile e di lotta contro gli incendi boschivi negli Stati membri e ai servizi della DG Ambiente incaricati della protezione civile.

Il CCR continua a fornire il suo sostegno alla DG Ambiente, agli esperti degli Stati membri e alle autorità nazionali, per sviluppare e applicare strumenti terrestri e satellitari adeguati per la rilevazione di dati e la visualizzazione e i sistemi di modellazione per la prevenzione, la valutazione dei danni e l'analisi a posteriori.

4.3.2. Previsione degli effetti della siccità sulle colture dell'UE

Oltre alle temperature record, il 2003 ha registrato anche la peggiore siccità degli ultimi 25 anni. Il CCR ha utilizzato il suo sistema avanzato di previsione dei raccolti per prevedere gli effetti della grave siccità sui raccolti di quest'anno nell'UE , una procedura utile per la pianificazione e i processi decisionali. Il sistema di previsione dei raccolti del CCR combina modelli agrometeorologici e dati satellitari per rispondere alle esigenze della DG Agricoltura in termini di informazioni dettagliate sulle superfici coltivate, le rese e i volumi di produzione in Europa.

Il CCR fornisce previsioni quantitative, che permettono di valutare per tempo le rese in modo obiettivo e accurato. Le rese sono calcolate bimestralmente e per i principali cereali (grano, orzo e mais) e semi oleosi (colza e girasole) la barbabietola da zucchero e le patate sono pubblicati per l'intero continente europeo, il Nord Africa e la Turchia.

Il calo previsto per i principali raccolti dell'UE variava dal 6% circa per le patate fino al 25% per i girasoli. La produzione di frumento ha registrato una diminuzione di circa 10 milioni di tonnellate rispetto alla precedente campagna (era previsto che il raccolto di frumento del Regno Unito diminuisse del 10%) e una diminuzione di circa 4 milioni di tonnellate per il granoturco.

4.4. Sicurezza dell'idrogeno come carburante per autotrazione

Nell'ambito delle attività intraprese per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e per rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, i carburanti alternativi per autotrazione suscitano grande interesse nell'UE. L'ultima iniziativa della Commissione per promuovere l'idrogeno in qualità di vettore energetico per il futuro è la piattaforma europea sulla tecnologia dell'idrogeno ("European Hydrogen Technology Platform") il cui obiettivo è accelerare lo sviluppo e l'utilizzo delle tecnologie dell'idrogeno e delle celle combustibili in Europa. Sebbene l'idrogeno sia uno dei carburanti alternativi più promettenti, occorrono ancora numerose ricerche e sviluppi prima che esso possa essere impiegato allo stesso modo della benzina, del gasolio o del gas di idrocarburi. Il suo utilizzo potrà generalizzarsi solo quando si conosceranno più precisamente le sue prestazioni, l'efficienza negli usi finali e il suo livello di sicurezza. Il CCR partecipa a questa iniziativa e una parte delle sue attività sull'idrogeno concernono la sicurezza, la valutazione dei rischi e delle prestazioni dei sistemi di stoccaggio e di trasporto dell'idrogeno.

Nel 2003 il CCR ha pubblicato una relazione dettagliata sulle tecnologie sicure per lo stoccaggio dell'idrogeno e ha organizzato un seminario, destinato ai paesi in via di adesione, sulla "sicurezza, efficienza e prestazioni delle tecnologie innovative per lo stoccaggio dell'idrogeno per autotrazione". Attualmente si stanno installando strutture specifiche di prova per lo stoccaggio dell'idrogeno, che comprendono un banco di prova in dimensioni reali per i serbatoi dei veicoli al fine di valutare l'oscillazione e la permeazione dell'idrogeno ad alta pressione (per studi sullo stoccaggio dei gas) e una serie di impianti di prova complementari per determinare l'efficienza dello stoccaggio degli idruri e dei composti a base di carbonio (per lo studio sullo stoccaggio allo stato solido). In questo settore, il CCR collabora alle reti "Safety of Hydrogen as an Energy Carrier" and "Hydrogen Systems for Automotive Applications" ed è partner dell'Agenzia internazionale per l'energia (AIE).

Il CCR concentra i suoi sforzi sull'armonizzazione dei metodi di prova e sul sostegno tecnico e scientifico per l'elaborazione di norme di sicurezza e l'elaborazione di linee guida per le migliori pratiche nell'ottica di una normalizzazione su grande scala nel settore industriale. Le attività sperimentali sono integrate da tecniche di simulazione per studiare le conseguenze delle esplosioni di idrogeno che possono prodursi a seguito di un indicente grave e per definire efficaci contromisure. Secondo la comunicazione della Commissione sui carburanti alternativi del novembre 2001, l'idrogeno raggiungerà una quota di mercato del 2% del trasporto stradale nel 2015 e del 5% nel 2020. I lavori del CCR contribuiscono all'attuazione di questi obiettivi strategici.

4.5. Sicurezza dei reattori nucleari dei paesi d'Europa orientale

Nella Comunità di Stati indipendenti (CSI) e nei paesi dell'Europa centrale e orientale (PECO) sono attualmente in funzione 61 reattori nucleari di progettazione sovietica aventi una potenza di 47 gigawatt. Tuttavia, entro il 2007 il 75% degli impianti nucleari di progettazione sovietica attualmente in servizio avrà più di 20 anni. È quindi fondamentale fornire a questi paesi il sostegno necessario per garantire le attività di monitoraggio, di sorveglianza e ricerca per il rispetto delle norme di sicurezza.

Con un'esperienza ultraquarantennale nel settore, il CCR svolge studi di gestione sugli impianti nucleari in via di obsolescenza e cerca di migliorare i metodi di valutazione della sicurezza dei meccanismi in caso di danni gravi. Gli argomenti trattati si applicano sia ai reattori dei paesi dell'Est sia a quelli di progettazione occidentale. Grazie alle reti del CCR, gestite nell'ambito di un progetto del CCR denominato SAFELIFE, sono studiate tematiche che vanno dalla valutazione dei recipienti a pressione del reattore, agli studi avanzati sull'irradiazione e l'ottimizzazione dei processi di manutenzione, passando per lo studio della tensione residua sulle saldature, le procedure di ispezione integranti i fattori di rischio e la fatica termica.

Nel 2003 è continuata l'analisi esaustiva di tutti i dati disponibili concernenti la sorveglianza del recipiente del reattore ad acqua pressurizzata ed è stata eseguita una ricerca sulla fornitura dei nuovi materiali (per esempio acciai tipo). Il CCR in collaborazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha effettuato la caratterizzazione di un metallo di base di riferimento e ha avviato studi sulla corrosione delle parti interne irradiate del nocciolo del reattore e il comitato direttivo della rete Safety of Eastern European Nuclear Facilities ("Sicurezza degli impianti nucleari dell'Europa orientale") ha consentito la conclusione di un accordo di collaborazione con nove organizzazioni, sette delle quali provengono dai PECO e dalla CSI. Il CCR ha inoltre lanciato una nuovo progetto "TACIS" (Assistenza tecnica alla Comunità di Stati indipendenti), finalizzato a fornire ai gestori russi e ucraini di centrali nucleari conclusioni sui margini di sicurezza accertati e la stima di vita residua degli impianti interessati. Il CCR analizza il comportamento termico e meccanico delle barre di combustibile del reattore ad acqua pressurizzata di progettazione sovietica. Nell'ambito della sua azione a favore dell'allargamento, il CCR ha organizzato seminari formativi sull'infragilimento neutronico e sulla sicurezza nucleare.

Il CCR offre competenze tecniche e scientifiche in tutti i settori dei programmi per la sicurezza nucleare PHARE e TACIS destinati al rafforzamento della sicurezza degli impianti nucleari nei PECO e nella CSI. Questo lavoro contribuisce ad uno dei maggiori obiettivi dell'Europa allargata, cioè un approvvigionamento energetico accessibile, sufficiente e sicuro per i cittadini europei.

4.6. Ricerca esplorativa

La ricerca esplorativa svolta al CCR contribuisce a prevedere le esigenze S&T o a tracciare nuove vie per intraprendere progetti che aiuteranno ad affrontare i futuri e complessi problemi strategici. Circa il 6% del bilancio del CCR è dedicato alla ricerca esplorativa e l'esempio riportato qui di seguito riguarda le nanobiotecnologie.

Nanobiotecnologie

Le nanobiotecnologie sono un settore emergente che offre opportunità scientifiche e tecnologiche ed integra la nano/microfabbricazione e i biosistemi. Le loro principali applicazioni nel settore della salute sono i biosensori, i cosiddetti "chip proteici", i chip bionici (cellule inserite in un microcircuito elettronico) e il controllo in vivo. Ad esempio, dispositivi medici come gli stimolatori cardiaci, le articolazioni artificiali, i supporti (scaffold) per l'ingegneria dei tessuti e gli "stent" usati per dilatare i vasi sanguigni ostruiti possono causare diversi effetti biologici come irritazione, infiammazione, coagulazione del sangue e incapsulamento. Il CCR sta lavorando per attenuare questi problemi sviluppando superfici funzionali su scala micrometrica e nanometrica scala che interagiscono con i sistemi biologici e permettono di migliorare la cicatrizzazione, il benessere e la sicurezza dei pazienti.

Il CCR sta sviluppando attualmente interfacce tra i sistemi biologici e non biologici, la cui attività specifica permette di ottenere risposte biologiche controllate. La concezione e la fabbricazione di superfici con caratteristiche così precise possono avvenire solo su scala nanometrica o su scala molecolare.

Queste ricerche dovrebbero condurre allo sviluppo di una nuova generazione di biosensori e biochip che saranno utilizzati, ad esempio, nel settore delle cure sanitarie, della sorveglianza ambientale, dell'analisi dei prodotti alimentari e/o negli studi tossicologici. I ricercatori lavorano attualmente alla produzione di superfici polimerizzate aventi un livello controllato di gruppi chimici funzionali (ad esempio ammina, carbossile, tiolo ecc.) e con pattern su scala micrometrica e nanometrica per studiare l'effetto dei pattern morfologici e chimici sull'assorbimento delle proteine e sulle loro attività. Allo stesso tempo, il CCR studia l'assorbimento delle proteine, per esempio su anticorpi, enzimi o peptidi in combinazione con ricerche orientate alla rilevazione ottica ed elettrica degli "end point", per applicare questi sviluppi ai biosensori.

Le attività di rete costituiscono parte integrante dei lavori di ricerca del CCR e sebbene le nanobiotecnologie siano ancora in fase iniziale di sviluppo, il CCR collabora con oltre 80 partner dell'UE e dei paesi in via di adesione, restando quindi al passo con gli attuali sviluppi, l'evoluzione tecnologica e le prospettive future in questo settore.

5. Premi d'eccellenza del CCR

I premi d'eccellenza del CCR, istituiti nel 2002, mirano a riconoscere i risultati e i contribuiti del personale del CCR, e in particolare dei giovani ricercatori. Oltre ai premi assegnati ai tre giovani ricercatori descritti nelle pagine seguenti, altri premi hanno ricompensato per la migliore pubblicazione scientifica e per l'assistenza tecnica.

5.1. Dolores Ibarreta, giovane ricercatrice dell'anno del CCR

I testi genetici sono utilizzati per identificare le alterazioni nella sequenza del DNA correlate con malattie o con rischi di malattie. Essi consentono pertanto di prevedere la futura comparsa di (gravi) patologie, non solo per il paziente, ma anche per i suoi parenti. Dato che le informazioni che si ricavano dai test genetici, in particolare la sequenza del DNA, restano costanti, i risultati dei test genetici possono avere ripercussioni considerevoli sulla vita di un individuo. Le considerazioni che precedono bastano a dimostrare la necessità di accordare grandissima importanza alla garanzia di qualità dei servizi di test genetici.

Nell'ambito del suo ruolo futuro, il CCR ha sottolineato, già dal 1999, che i test genetici rientravano tra i servizi che richiedono una garanzia della qualità. Dolores Ibarreta e i suoi colleghi hanno allora iniziato a lavorare sul problema e hanno svolto, in collaborazione con la DG Ricerca, uno studio prospettico sui servizi di test genetici in Europa. Questo studio del CCR, volto a promuovere l'istituzione di norme di qualità, di sicurezza e di efficacia coerenti a livello europeo per i test genetici relativi a patologie comuni e rare, è terminato nel 2003.

Esso ha dimostrato che le procedure di valutazione della qualità nell'UE sono inadeguati, nonostante la rinomata competenza di cui l'Europa dispone in questo settore. Lo studio identifica le lacune e propone misure per garantire la più alta qualità di tali servizi, fornendo quindi una buona base di lavoro per iniziare ulteriori approfondimenti. In effetti il CCR ha coordinato nel giugno 2002 un "invito a manifestare interesse", che ha riunito i principali interessati del settore. Oltre alle reazioni positive suscitate, il tema è stato anche ripreso in una linea di azione prioritaria concernente un sistema di riferimento per i test genetici, in vista del secondo invito pubblicato ai sensi del 6º PQ. La proposta, coordinata attualmente da uno dei principali centri di promozione della qualità dei test genetici in Europa, è stata presentata nel novembre 2003 in presenza di grandi esperti scientifici dell'UE.

Lo studio condotto da Dolores Ibarreta è anche servito da base di lavoro durante un colloquio congiunto CE/OCSE, cui hanno partecipato anche diversi organismi internazionali (OMS, Consiglio d'Europa ecc.), il cui obiettivo era istituire una piattaforma di scambi internazionali al fine di creare un quadro comune di riferimento per garantire la qualità dei servizi di diagnostica genetica, di uso sempre più comune. Questo studio è disponibile con il seguente riferimento: "Towards quality assurance and harmonisation of genetic testing services in EU", Ibarreta D., Bock A.K., Rodriguez-Cerezo E., ESTO Report, Joint Research Centre, European Commission, EUR 20977 EN, 2003".

Dolores Ibarreta ha studiato biologia all'università del Maryland; prima della sua tesi di dottorato ha effettuato ricerche presso il National Cancer Institute (NCI-NIH) negli Stati Uniti. Ha ottenuto il dottorato di ricerca in genetica all'università complutense di Madrid, in Spagna e ha condotto lavori di ricerca sperimentale presso il Centro de Investigaciones Biológicas (CIB-CSIC) a Madrid. L'attività postdottorato si è svolta presso il Georgetown University Medical Center negli USA, dove i suoi lavori hanno riguardato in particolare la patologia molecolare della malattia di Alzheimer. Nel 1999 ha abbandonato la ricerca di laboratorio a favore della ricerca compilativa e i suoi lavori al CCR si basano sostanzialmente sull'analisi degli impatti delle nuove biotecnologie sulla salute umana.

5.2. Nicole Erdmann, vincitrice del premio "giovani ricercatori per l'innovazione scientifica" del CCR

Gli organismi pubblici internazionali per il controllo del materiale nucleare hanno realizzato programmi di controllo di sicurezza nuovi e più rigorosi per rafforzare e migliorare i controlli di conformità degli impianti nucleari e i controlli destinati ad individuare le attività nucleari non dichiarate.

Il rilascio di materiale radioattivo comporta spesso la formazione di piccole particelle composte da una matrice di ossido di uranio contenente tracce di plutonio e di americio. L'analisi di queste particelle può permettere di risalire all'origine, all'età e alla storia della materia nucleare. Tuttavia, la tecnica abitualmente impiegata per analizzare queste particelle, cioè la spettrometria di massa di ioni secondari (SIMS) risente delle interferenze isobariche (238U/238Pu, 241Am/241Pu). Per esempio le misure del 238Pu sono influenzate dalla presenza dell'238U e viceversa. In ragione di ciò, per risolvere il problema si è pensato di associare la spettroscopia di massa per ionizzazione di risonanza (RIMS) con il bombardamento di ioni.

Uno studio di fattibilità della RIMS, svolto in collaborazione con le università di Münster, Magonza (Germania) e Lovanio (Belgio), ha permesso di constatare [1] un aumento di due ordini di grandezza dell'efficienza di individuazione delle particelle di uranio, nonché un aumento di selettività e di sensibilità. Attualmente è in programma (in collaborazione con il CCR) la realizzazione di un impianto RIMS all'università di Magonza, in Germania.

[1] * N. Erdmann, M. Betti, F. Kollmer, A. Benninghoven, C. Grüning, V. Philipsen, P. Lievens, R.E. Silverans, E. Vandeweert. "Resonant and non-resonant laser ionization of sputtered uranium atoms from thin films and single micro-particles: Evaluation of a combined system for trace and particle analysis". Anal. Chem. 75 (13), 3175-3181 (2003).

Nicole Erdmann si è laureata nel 1994 in fisica all'università di Magonza (Germania), successivamente ha effettuato un dottorato di ricerca presso l'Istituto di chimica nucleare dell'università di Magonza nel 1998. Ha lavorato al CCR come borsista e come ricercatrice fino al 2003, prima di ritornare a lavorare come ricercatrice all'università di Magonza.

5.3. Hubert Chassaigne, vincitore del premio del CCR "Giovani ricercatori per un contributo scientifico importante alla ricerca sui prodotti alimentari"

Anche se tossico, il selenio è un elemento essenziale per l'uomo che deve assumerne in media da 50 a 200 microgrammi al giorno. Questo ristretto intervallo di concentrazione richiede un'approfondita comprensione della speciazione di questo elemento.

Il lievito al selenio è utilizzato come integratore alimentare per contribuire a regolare l'assunzione di selenio e l'approvvigionamento del mercato europeo è garantito da diversi produttori. Tuttavia, sono fornite pochissime o nessuna informazione per quanto attiene le forme chimiche dei minerali che potrebbero essere presenti in tali integratori.

Pertanto il CCR sta sviluppando un approccio metodologico per eseguire uno studio di fattibilità sulla speciazione di selenio nei lieviti. Nel 2003 è stato elaborato un procedimento di estrazione sequenziale per valutare la solubilità del selenio alimentare nei lieviti. È stato scelto un approccio analitico per le specie di selenio a basso peso molecolare e proposto un approccio integrato per l'analisi innovativa delle proteine intatte che prevede tre componenti: 1) elettroforesi bidimensionale su gel per separare le proteine, 2) tecnica basata sull'ablazione laser per l'individuazione del selenio, e 3) caratterizzazione di proteine mediante spettrometria di massa.

Questi risultati [2] contribuiranno a spianare la strada verso la speciazione di selenio e delle proteine contenenti selenio in un potenziale materiale di riferimento a base di lieviti.

[2] H. Chassaigne, C.C. Chery, G. Bordin, A.R. Rodriguez. "2-Dimensional gel electrophoresis technique for yeast selenium-containing proteins - Sample preparation and MS approaches for processing 2-D gel protein spots". Journal of Analytical Atomic Spectrometry, 2004, 19(1), 85-95.

Hubert Chassaigne si è laureato in chimica analitica all'università di Bordeaux (Francia) nel 1996, ha concluso il dottorato di ricerca nel 1999 e ha lavorato al CCR in qualità di ricercatore post-dottorato dal 2001 al 2003; dal settembre 2003 lavora come ricercatore al CCR.

5.4. Yannis Drossinos, vincitore del premio del CCR per le pubblicazioni scientifiche

L'interesse suscitato recentemente dalle particelle di aerosol dipende in parte dalla scoperta dei loro effetti dannosi sulla salute dell'uomo e dalla loro influenza sul clima terrestre. Secondo un processo chiamato nucleazione omogenea, nelle emissioni dei veicoli a motore si formano delle nanoparticelle che contribuiscono alla concentrazione elevata di particelle ultrafini emesse dai motori di nuova concezione e a massa ridotta. Ad esempio, la nucleazione del ghiaccio nelle goccioline sopraffuse è il meccanismo che governa la formazione di alte nuvole nella fascia superiore della troposfera.

La teoria classica della nucleazione è la teoria più frequentemente utilizzata per calcolare i tassi di nucleazione. Essa è tuttavia limitata dal presupposto implicito di una gocciolina in nucleazione stazionaria, che conduce al cosiddetto paradosso della "traslazione-rotazione". La pubblicazione esamina questa incoerenza e propone di risolvere il paradosso apportando una correzione coerente alla teoria classica. Essa mostra che la correzione è una conseguenza dell'invarianza traslazionale della gocciolina in nucleazione e l'approccio adottato si basa sull'applicazione di considerazioni di meccanica quantistica sviluppate negli studi sulla condensazione di Bose-Einstein.

La teoria della nucleazione classica modificata, così ottenuta, può essere applicata alla modellazione delle emissioni di nanoparticelle dai moderni motori delle automobili, un settore che suscita considerevoli preoccupazioni per i possibili impatti sull'ambiente e la salute e per la modellazione della qualità dell'aria urbana. Nel settore ambientale questa teoria può essere utilizzata per descrivere la formazione dei nuclei di condensazione nelle nuvole dell'atmosfera, fattore essenziale nella valutazione dell'effetto indiretto degli aerosol sul clima.

Yannis Drossinos si è laureato all'università di Yale e successivamente ha conseguito un master degree in matematica alla Columbia University. Ha effettuato il dottorato in fisica chimica all'università di Harvard e dal 1990 lavora al CCR.

5.5. Heinz Stutz e Joachim Küst, vincitori del primo del CCR per l'assistenza tecnica

Nel quadro dei lavori sulla sicurezza del combustibile nucleare, il CCR effettua ricerca a livello microstrutturale sulle interazioni meccaniche e chimiche del combustibile nelle diverse fasi. Occorre per questo caratterizzare i combustibili irradiati, ragione per la quale è stato avviato un nuovo programma che permette di caratterizzare le variazioni della struttura reticolare del combustibile a un livello di combustione elevato.

Lo strumento più adatto per queste analisi è un fascio ristretto di raggi X e fino ad oggi il concentratore di fasci di raggi X utilizzava un capillare di vetro al piombo. Il premio del CCR per l'assistenza tecnica per il 2003 è stato assegnato a Heinz Stutz e Joachim Küst per il loro contributo allo sviluppo di un nuovo tipo di concentratore di raggi X, chiamato "metallic iris capillary". Il nuovo dispositivo, che è stato concepito, fabbricato e collaudato al CCR, presenta considerevoli vantaggi rispetto al capillare convenzionale di vetro/piombo. Può essere utilizzato per tecniche a raggi X ad elevata risoluzione come la microdiffrazione, la spettroscopia, la diffrazione di raggi X a basso angolo ecc.

Il metallic iris capillary, attualmente in corso di brevettazione, potrà essere utilizzato nel settore della litografia, della radiazione di sincrotrone, della purificazione dei metalli e persino nei procedimenti medici. Sono già stati progettati due prototipi destinati al Centro nucleare belga e questo sistema innovativo permetterà anche la caratterizzazione strutturale di diversi materiali sottili di interfaccia nucleare e non nucleare.

Heinz Stutz lavora al CCR dal 1974. Ha una grande esperienza nello sviluppo di attrezzature e scatole a guanti (glove boxes) per laboratori e celle ad alta temperatura e dirige uno dei laboratori tecnici del CCR.

Joachim Küst ha una formazione che va dall'artigianato alle costruzioni meccaniche e dal febbraio 2002 lavora al CCR con la qualifica di vicecapo dello stesso laboratorio di Heinz Stutz.

6. Principali attività degli istituti del CCR nel 2003

Il programma pluriennale di lavoro del CCR (2003-2006) adottato il 20 marzo 2003 (decisione della Commissione C(2003)819) comprende quattro settori fondamentali, precisamente:

1) prodotti alimentari, prodotti chimici e salute;

2) ambiente e sviluppo sostenibile;

3) sicurezza nucleare e controlli di sicurezza nucleari;

4) attività orizzontali: prospettive tecnologiche, materiali e misure di riferimento e sicurezza pubblica e lotta antifrode.

Le attività svolte in questi settori fondamentali, selezionate per conciliare nel miglior modo possibile le esigenze strategiche e le competenze del CCR sono classificate secondo aree scientifiche integrate (Integrated Scientific Areas, ISA). La pagina seguente indica la suddivisione delle aree scientifiche integrate tra i diversi istituti. La ripartizione delle aree scientifiche integrate è stata realizzata nell'ambito del 6º PQ in modo che le attività siano suddivise in modo equo tra gli istituti ai fini di una migliore coesione e un orientamento più chiaro del CCR.

Il presente capitolo della relazione traccia un quadro sintetico delle attività svolte nel 2003 in ognuno dei 7 istituti del CCR. Ad esempio, si potranno constatare i progressi tecnologici realizzati che spaziano dalla determinazione di tossine naturali (patulina) fino alla trasmutazione dello iodio radioattivo (129I). La relazione fa anche il punto sul rilevamento delle navi da pesca e sulle misure di sostegno alla sicurezza dei reattori nucleari. Le pagine seguenti offrono anche un quadro del ruolo del CCR nei settori che vanno dalle emissioni dei veicoli agli studi di prospettiva tecnologica, passando per gli organismi geneticamente modificati.

6.1. Struttura del programma di lavoro pluriennale

Struttura del programma di lavoro pluriennale - Aree scientifiche integrate

1. Alimentazione, sostanze chimiche e salute

Sicurezza dell'alimentazione umana ed animale

Catena alimentare: dall'agricoltura alla tutela dei consumatori

Gli OGM nell'alimentazione umana ed animale, le sementi e l'ambiente

Valutazione delle sostanze chimiche ed esposizione

Metodi di sostituzione alla sperimentazione animale

Tecnologie per le applicazioni biomediche

Ambiente e salute: valutare l'esposizione per mezzo del genoma ambientale umano

2. Ambiente e sviluppo sostenibile

Qualità dell'aria e radioattività ambientale

Qualità dell'acque ed ecosistemi acquatici

Gestione del suolo e dei rifiuti

Risorse della terra

Integrazione del concetto di sviluppo sostenibile nelle altre politiche

Cambiamento climatico: il protocollo di Kyoto ed oltre

Sorveglianza e valutazione della sostenibilità degli ecosistemi

Il sistema di riferimento e d'informazione sulle tecnologie energetiche sostenibili

Energie rinnovabili e tecnologie avanzate di conversione dell'energia

3. Sicurezza nucleare e sicurezza degli impianti (programma Euratom)

Gestione del combustibile esaurito e dei residui radioattivi

Sicurezza nucleare (controlli e non proliferazione)

Sicurezza dei reattori e del combustibile nucleare

Controllo delle radiazioni

Ricerca fondamentale sugli attinidi

4. Attività orizzontali

Prospettiva tecnologica per altre priorità del CCR

Prospettiva tecnico-economica transettoriale

Metodi statistici per l'analisi degli indicatori economici

Materiali e metodi di riferimento per altre priorità del CCR

IL BCR ed i materiali di riferimento certificati industriali

Metrologia applicata alla chimica e metrologia dei radionuclidi

Metrologia applicata alla fisica: misure di dati neutronici

Lotta contro la frode e conformità alla regolamentazione dell'UE nel quadro di determinate politiche

Sostegno alla sicurezza informatica

Rischi tecnologici e naturali

Contributo agli obiettivi della Commissione in materia d'aiuto umanitario e d'assistenza

Promozione dell'innovazione, trasferimento tecnologico e gestione dei diritti di proprietà intellettuale.

6.2. Istituto dei materiali e misure di riferimento

Nel corso degli ultimi anni l'istituto dei materiali e delle misure di riferimento (IRMM) del CCR ha attivamente orientato i suoi lavori verso il sostegno alle politiche dell'UE e le ultime priorità stabilite hanno condotto alla definizione di cinque settori di ricerca:

- sicurezza e qualità degli alimenti e dei mangimi;

- materiali di riferimento, con particolare attenzione ai materiali di riferimento della matrice e bioanalisi;

- misure chimiche di riferimento;

- metrologia dei radionuclidi;

- fisica del neutrone.

Nel 2003 l'IRMM è stato designato come Centro del CCR per la ricerca sui prodotti alimentari e i mangimi. Per tenere conto di questa nuova funzione i chimici analitici e gli specialisti dell'alimentazione dell'istituto sono stati raggruppati in una nuova unità. La sinergia è stata rafforzata anche nel settore delle misure di riferimento, con il raggruppamento di tutte le attività metrologiche dell'istituto in una singola unità i cui lavori si concentreranno sulla realizzazione di misure di riferimento di qualità per gli isotopi stabili e radioattivi.

I seguenti esempi forniscono un quadro delle attività dell'IRMM nel 2003:

Determinazione delle tossine naturali

L'IRMM ha organizzato un esperimento in collaborazione per provare che era possibile individuare in modo attendibile la patulina, una tossina rinvenuta spesso nei prodotti a base di mele, nei succhi di mele e nelle puree di frutta a concentrazioni inferiori a 10,0 microgrammi/kg. Grazie a questi risultati, la concentrazione massima per la patulina nei prodotti destinati all'alimentazione per l'infanzia può ormai essere fissata a un valore inferiore rispetto a prima (progetto di regolamento che modifica il regolamento (CE) n. 466/2001).

Materiali di riferimento di terza generazione per gli organismi geneticamente modificati

Per attuare e controllare l'applicazione del regolamento (CE) n. 49/2000 concernente l'etichettatura di alcuni prodotti alimentari derivati da organismi geneticamente modificati, sono stati certificati e messi in circolazione materiali di riferimento per la polvere di mais geneticamente modificata per l'individuazione di mais Bt-11 e Bt-176. Questi materiali sono stati prodotti mediante una nuova tecnica di miscelazione a secco sviluppata presso l'IRMM che permette di evitare la degradazione del DNA durante il processo di produzione.

Dall'Ufficio comunitario di riferimento (BCR) all'iniziativa europea sui materiali di riferimento (ERM®)

L'IRMM è uno dei maggiori produttori mondiali di materiali di riferimento certificati e dal 2003 gestisce la produzione e la distribuzione dei materiali di riferimento del BCR2 e dell'IRMM. Nell'ottobre 2003 l'ERM ha lanciato, in cooperazione con il Bundesanstalt für Materialprüfung (BAM, Germania) e il LGC Limited (Regno Unito) un'iniziativa raggruppante i maggiori produttori di materiali di riferimento europei. Il nuovo marchio di fabbrica ERM® sarà una garanzia di alta qualità e sarà assegnato solo ai materiali di riferimento che abbiano superato una valutazione inter pares e siano stati prodotti secondo i principi descritti nelle guide ISO 34 e 35.

Orientare le applicazioni metrologiche a sostegno delle politiche dell'UE

L'IRMM ha organizzato un programma di valutazione delle misurazioni per i laboratori nazionali di riferimento dell'UE incaricati di misurare le concentrazioni di piombo e mercurio nei pesci (direttiva 2001/22/CE). Questo confronto interlaboratori ha permesso ai laboratori di dimostrare la loro capacità di misurazione, in particolare rispetto alla conformità con la norma ISO/IEC 17025 - relativa ai laboratori di prova e di calibrazione.

Misure del livello di radioattività particolarmente basso

Nel suo laboratorio sotterraneo presso il Centro nucleare belga di Mol, l'IRMM ha misurato l'attività del 60Co in lamiere di acciaio provenienti dai tetti degli edifici esposti direttamente ai neutroni liberati dalla bomba atomica di Hiroshima. Le attuali conoscenze sugli effetti delle radiazioni ionizzanti sugli esseri umani sono basate in larga misura sul follow-up delle vittime di Hiroshima e Nagasaki. Ci sono tuttavia discrepanze tra i modelli di calcolo e le misure dell'attività del 60CO e i dati prodotti dall'IRMM sono i primi che corroborano appieno il modello più recente, il Sistema dosimetrico 2002.

Conoscenze e dati nuovi nella fisica del neutrone

Le misure effettuate nel laboratorio Van de Graaff dell'istituto hanno permesso di comprendere meglio il processo di produzione del 60CO nel nichel contenuto nell'acciaio inossidabile mediante irradiazione con neutroni ad alta energia. Questi dati sono determinanti per i calcoli dei danni prodotti dalle radiazioni ai materiali strutturali dei sistemi azionati da acceleratori, dei reattori a fusione e le sorgenti neutroniche di spallazione.

Inoltre, per la prima volta sono stati misurati dati sperimentali sulle proprietà di decadimento al di sopra dello stato fondamentale isomerico dell'isotopo 239U mediante reazione con l'238U (n, 2). Questi dati sono stati inseriti nella banca dati internazionale di riferimento.

6.3. Istituto dei transuranici

Nell'ottobre 2003 l'ITU ha celebrato il 40º anniversario della sua fondazione invitando numerosi ospiti, compreso il commissario Busquin. Questo evento ha fornito all'ITU l'occasione di fare il punto sugli ultimi 40 anni di sviluppo tecnico nel settore nucleare, che è la specialità dell'ITU. Ciò ha permesso di constatare che nonostante l'ITU resti fedele al suo mandato originale, esso ha diversificato le sue attività nel corso dei suoi 40 anni di lavoro. Alcuni programmi chiave avviati all'epoca della creazione dell'ITU sono stati mantenuti: l'istituto è ancora in grado di fabbricare combustibile nucleare e di esaminare il combustibile irradiato nelle celle calde del laboratorio, una capacità sempre più richiesta dall'industria nucleare.

L'ITU ha registrato notevoli progressi nella caratterizzazione del combustibile esaurito e nella comprensione dei processi complessi che potrebbero comportare il rilascio di nuclidi dai depositi a lungo termine. Allo stesso tempo, per ridurre la radiotossicità a lungo termine del combustibile esaurito, l'ITU lavora sugli scenari possibili di separazione e trasmutazione. In particolare quest'anno sono stati realizzati considerevoli progressi nelle tecnologie di separazione liquido-liquido e in sale fuso.

Misure di sicurezza

Per quanto attiene le attività più recenti, si notano progressi considerevoli nel settore della ricerca e sviluppo in materia di misure di sicurezza. In particolare si mira a mettere a punto tecnologie e metodologie per prevenire l'uso fraudolento o la sottrazione di materiali nucleari. In questo ambito, si rileva inoltre il continuo progresso nel settore relativamente nuovo denominato "criminalistica nucleare" che tende a individuare le origini delle materie nucleari trafugate dagli impianti e il loro possibile impiego. È continuato lo studio della radioattività nell'ambiente, specialmente per quanto riguarda le particelle, l'analisi del loro contenuto e la loro possibile origine. Per la prima volta sono state separate particelle contenenti plutonio in campioni di sedimenti; esse sono state individuate grazie ai loro raggi X caratteristici, utilizzando la fonte di sincrotrone (ANKA) del centro di ricerca di Karlsruhe (FZK).

Ricerca sugli attinidi e trasmutazione dei residui

Nella ricerca di base sono stati fatti rilevanti progressi nella comprensione della superconduttività dell'americio (Am) sotto forma metallica e dei nuovi sistemi ternari come PuCoGa5. Nel giugno 2003 l'ITU ha ospitato il secondo corso, con circa 70 partecipanti, 30 dei quali provenivano dai paesi in via di adesione. Il laboratorio degli utilizzatori degli attinidi ("Actinide User Laboratory") è pienamente operativo da due anni e, oltre ad accogliere numerosi visitatori, ha ospitato quattro seminari su argomenti di interesse per i suoi utilizzatori.

Gli studi sulla trasmutazione con tecnica laser sono continuati quest'anno con la dimostrazione della trasmutazione dello iodio (129I), un prodotto di fissione molto importante, mediante un impulso laser ad alta intensità. Questa dimostrazione si è svolta all'università di Jena (Germania) e presso il Rutherford Appelton Laboratori

(Regno Unito).

Applicazioni mediche

Il programma sull'immunoterapia alfa, fondato sull'utilizzo dell'isotopo 213Bi, costituisce un altro esempio della diversificazione delle attività dell'ITU. In questo settore è stato avviato un nuovo importante lavoro per cercare di capire meglio i processi che regolano la distruzione delle cellule maligne mediante la radiazione, in particolare le particelle alfa. La collaborazione iniziata tra ospedale universitario di Düsseldorf, il Centro di ricerca tedesco sui tumori e l'ITU ha già raggiunto la fase I delle sperimentazioni cliniche per il trattamento dei tumori ematogeni mediante particelle alfa.

Lavori realizzati nella prospettiva dell'allargamento

Nel 2003 un tema importante è stato l'allargamento e la fornitura dei servizi alle organizzazioni scientifiche dei paesi in via di adesione e dei paesi candidati. L'ITU ha accolto questa sfida con entusiasmo e ha organizzato numerosi seminari relativi a questo importante cambiamento. Ad esempio, ha organizzato due seminari sulla "formazione in materia di nuclidi", due sulla "radioattività nell'ambiente" e una riunione degli utilizzatori del codice TRANSURANUS. Il sistema di codice TANSURANUS descrive e combina i fenomeni interattivi, tenendo conto di tutte le proprietà termiche, meccaniche e isotopiche del combustibile nucleare - la maggior parte delle quali subisce delle modificazioni durante il funzionamento del reattore o in caso di stoccaggio a lungo termine. Il codice è supportato da una base di dati esauriente sulla verifica. Infine le numerose missioni del personale dell'ITU nei paesi in via di adesione o dei rappresentanti di detti paesi presso l'ITU hanno confermato la vitalità delle relazioni con questi paesi, che continueranno dopo l'allargamento dell'Unione.

6.4. Istituto dell'energia

Nel 2003 l'Istituto dell'energia (IE) si è impegnato per una maggiore interazione con i servizi utilizzatori della Commissione europea e ha continuato ad istituire partenariati con leader mondiali nel settore dell'energia. Grazie alla sua esperienza nel coordinamento delle reti e nella partecipazione ad esse, l'IE ha dimostrato che le attività di ricerca in campo energetico possono essere fruttuose se vengono sviluppate all'insegna dell'equilibrio tra efficienza industriale e sviluppo sostenibile.

Oltre al progresso segnalato nelle sezioni "Sicurezza dei reattori nucleari dei paesi dell'Est" e "Sicurezza dell'idrogeno come carburante per autotrazione" di seguito sono illustrate altre attività svolte dall'IE.

Invecchiamento dei materiali sotto l'effetto di carico e di rottura da sforzo e corrosione aiutata dall'irraggiamento

La rottura da sforzo e corrosione, rafforzata eventualmente da meccanismi di irradiazione di neutroni, è un fenomeno che riguarda le parti interne del nocciolo dei reattori LWR e che non è stato ancora capito perfettamente, nonostante gli ampi programmi internazionali realizzati, generalmente sulla base di test post irradiazione.

Nel 2003 l'IE ha acquisito un nuovo impianto di prova che consiste in un'autoclave dotata di un sistema di misura della resistenza alla rottura e un circuito di trattamento chimico dell'acqua. L'autoclave è dotata di un sistema di carico pneumatico per le prove di flessione di campioni di resistenza minima e normali che, grazie alle sue dimensioni ridotte, potrà anche essere utilizzato per ulteriori applicazioni speciali, in quanto può essere inserito in una capsula di irradiazione di un reattore ad alto flusso.

In caso di esito positivo, quest'opzione costituirebbe il solo impianto di prova al mondo che permette di eseguire prove di resistenza alla rottura su campioni di dimensioni ridotte. I risultati che fornirà completeranno quelli ottenuti utilizzando altri impianti progettati per testare la resistenza alla trazione, alla fatica o alla rottura su campioni di dimensioni più ampie.

Sicurezza dei nuovi sistemi di reattori

L'IE, i cui lavori si incentrano sulla sicurezza, sostiene gli sforzi di R&S relativi ai nuovi concetti di reattori e ha intrapreso il montaggio di due impianti di irradiazione di combustibile e della relativa strumentazione nel settore dei reattori ad alta temperatura (HTR). Un'installazione di irradiazione supplementare è stata adattata ai requisiti di un sistema di reattore di quarta generazione. Gli esperimenti inizieranno nel 2004. Gli impianti per le prove sui materiali sono stati preparati e resi operativi, la banca dati sul combustibile del HTR è stata aggiornata, mantenuta e dotata di un'interfaccia utente.

I primi risultati delle ricerche esplorative sul ritrattamento del combustibile HTR sono già disponibili e saranno brevettati. L'IE ha anche partecipato alla definizione di progetti per i nuovi sistemi. È stato analizzato il livello di sicurezza dei sistemi Pb-Bi e dei sistemi azionati da acceleratori refrigerati a gas (ADS) e, grazie alle attività di rete, l'IE ha contribuito ampiamente all'organizzazione di conferenze internazionali.

Azione FCTEST

L'obiettivo principale dell'azione Fuel Cell Testing & Standardisation (FCTEST) è istituire un sistema di riferimento della Commissione nel settore, mediante la creazione di un impianto di prova CCR-IE e la gestione della rete FCTEST. Quest'azione mira a integrare le attività di ricerca europee. Inoltre è stato eseguito il lavoro sulla modellazione matematica delle leggi fisiche relative alle celle a combustibile e sulla fornitura di strumenti di simulazione numerica per facilitare le prossime attività di prova.

Tecnologie energetiche sostenibili

Il Sistema di riferimento e di informazione sulle tecnologie energetiche sostenibili (SETRIS) dell'IE ha fornito uno studio tecnico-economico intitolato "Controlling Carbon Emissions: the option of Carbon Sequestration" (Controllare le emissioni di carbonio: l'opzione del sequestro di carbonio), cui si ispira in larga parte il documento che definisce la posizione comune dell'UE in questo settore. Lo studio è servito da piattaforma tecnico-scientifica alla Commissione per definire la sua posizione in materia nel quadro del partenariato "Carbon Sequestration Leadership Forum", un'iniziativa condotta dagli Stati Uniti.

6.5. Istituto per la protezione e la sicurezza dei cittadini

Oltre ai lavori sulla previsione delle rese e sull'impatto del muro eretto da Israele nei territori palestinesi, l'Istituto per la protezione e la sicurezza dei cittadini (IPSC) nel 2003 ha lavorato con successo in altri settori: utilizzo sempre più esteso dell'Europe Media Monitor (EMM) (Controllo dei media in Europa), contributi alla modifica della direttiva Seveso II, installazione di un sistema di verifica delle informazioni descrittive nell'impianto di ritrattamento di Rokkasho (Giappone) e dimostrazione della localizzazione in tempo quasi reale delle navi da pesca nel Mar Baltico.

Europe Media Monitor (EMM)

L'obiettivo principale dell'EMM è fornire ai servizi della Commissione informazioni mirate provenienti da Internet e da altre fonti elettroniche. La DG Stampa e comunicazione ha basato la sua futura strategia di controllo dei media per l'Unione europea allargata sull'EMM. La DG Salute e tutela dei consumatori ha commissionato un sistema di informazioni mediche improntato sull'EMM. La DG Relazioni esterne e l'Ufficio di aiuto umanitario hanno entrambi richiesto servizi di informazione per ogni paese del mondo. La maggior parte dei servizi ha attuato sistemi di allerta specifici per ogni politica e ricevono messaggi SMS di risposta. L'EMM partecipa alla attività di ricerca del CCR relativa al nuovo trattamento semantico delle pagine web e ai nuovi lavori di analisi delle tendenze statistiche. Il sistema di allarme utilizza un algoritmo parallelo sviluppato dal CCR per l'identificazione di parole chiave in testi multilingue. Esso può, in soli 100 msec., ricercare nel testo integrale di qualsiasi articolo 8 000 parole chiave di 350 argomenti. Nessun altro sistema raggiunge le stesse prestazioni in tempo reale. Durante le prove, l'EMM ottiene risultati superiori di Google, Yahoo e Lexis Nexis, individuando i nuovi articoli fino a tre ore prima degli altri sistemi.

Revisione della direttiva Seveso II

Il 10 settembre 2003 è stato raggiunto un accordo di conciliazione sulla prima revisione della direttiva "Seveso II" 96/82/CE sul controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose. I risultati dei seminari di esperti organizzati dal "Major Accident Hazards Bureau" (MAHB) hanno largamente guidato l'elaborazione della nuova direttiva, relativa alle operazioni di trattamento chimico e termico nell'industria mineraria e contiene disposizioni più severe per gli esplosivi e i prodotti pirotecnici e per il nitrato di ammonio, in seguito agli incidenti di Enschede e Tolosa. Parimenti sono state rafforzate le disposizioni relative alla pianificazione territoriale. Le disposizioni dell'emendamento sulla pianificazione territoriale prevedono un mandato per la Commissione per l'istituzione di una base di dati europea per la valutazione della compatibilità tra gli impianti di Seveso e le aree sensibili. Tale attività è condotta dall'IPSC.

Sistema di verifica delle informazioni di progettazione

Per i lavori relativi alla non proliferazione e alle misure di sicurezza nucleari è stato sviluppato un sistema di verifica delle informazioni (Design Information Verification System) per l'IAEA e installato presso l'impianto di ritrattamento di Rokkasho (Rokkasho Reprocessing Plant, RRP). Il sistema consta di un range scanner al laser dotato di un software sviluppato dal CCR che permette di registrare, elaborare e analizzare i dati tridimensionali. La dimostrazione, la formazione e la sperimentazione sul campo sono state effettuate con risultati positivi, dieci celle calde dell'impianto di ritrattamento (RRP) sono state scansionate prima della loro chiusura e sono stati elaborati modelli di riferimento per un utilizzo futuro.

Comunicazione automatica dei risultati del rilevamento delle navi

Il 16 giugno 2003, nell'ambito del progetto sui sistemi di rilevamento delle navi da pesca (VDS), si è proceduto per la prima volta, sulla base da un algoritmo sviluppato dall'IPSE, alla comunicazione completamente automatica dei risultati del rilevamento delle navi, ottenuto per mezzo di dati SAR (Synthetic Aperture Radar - radar ad apertura sintetica) in tempo (quasi) reale. I risultati sono stati inviati per posta elettronica ai Centri di sorveglianza della pesca, 39 minuti dopo aver acquisito i dati RADARSAT in modalità ScanSar. Una simile efficienza nel trasferimento e trattamento di immagini permette di combinare e coordinare l'osservazione spaziale e gli interventi delle guardie costiere a livello locale, ad esempio per intercettare navi da pesca clandestine.

Tra gli altri risultati conseguiti dall'IPSC quest'anno, occorre menzionare l'approvazione del regolamento del Consiglio sull'etichettatura elettronica di specie caprine e ovine, basata sui lavori svolti dal CCR. Il Laboratorio europeo per la valutazione delle strutture (ELSA) ha proceduto per conto del ministero spagnolo dell'Industria e delle infrastrutture a prove in dimensioni reali di un ponte veicolare a travate fabbricato in materiali compositi avanzati. Altri successi comprendono la conclusione del progetto CTOSE (Cyber Tools for Online Search for Evidence) relativo alla rilevazione e alla registrazione sicura di prove elettroniche affidabili e ammissibili in contesti internazionali. L'IPSC ha anche sostenuto l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA) nel miglioramento delle misure tecniche per individuare e contrastare il traffico illecito di materiali nucleari e di altre materie radioattive. Infine sono stati organizzati seminari con la DG Affari economici e finanziari, la Banca centrale europea e l'OCSE sulle analisi del ciclo congiunturale e sugli strumenti econometrici per analisi a breve periodo.

6.6. Istituto dell'ambiente e della sostenibilità

L'IES offre un'ampia gamma di conoscenze e competenze che va dalle scienze ambientali all'osservazione della Terra. L'istituto è all'avanguardia nel fornire supporto scientifico e tecnologico alle direzioni e ai servizi della Commissione (ad esempio DG Ambiente, Energia e trasporti) che si occupano di problemi legati all'ambiente. Le attività dell'IES associano progetti tecnici a breve termine e ricerca strategica a più lungo termine in un programma di lavoro che è alla base di oltre 30 regolamenti, strategie (comprese le strategie tematiche dell'UE) e comunicazioni nei settori del cambiamento climatico, delle emissioni, della qualità dell'aria e salute, delle acque, delle risorse terrestri e naturali e delle energie rinnovabili.

L'IES fornisce un supporto scientifico mediante il collegamento in rete dei migliori partner in Europa, in particolare quelli dei paesi in via di adesione e dei paesi candidati. L'IES dispone di impianti sperimentali e laboratori rinomati (ad esempio il Laboratorio europeo di riferimento per l'inquinamento atmosferico e l'Impianto europeo di prove per l'energia solare) e produce insiemi di dati di riferimento a livello europeo e mondiale (ad esempio la banca dati sulla copertura vegetale mondiale - Global Land Cover - la base di dati europei sui suoli.

Sostenere la strategia europea sulla tutela dell'ambiente marino

Considerato il ruolo essenziale degli oceani nell'equilibrio ecologico e climatico del nostro pianeta, è importante adottare politiche che permettono di conciliare la protezione dell'ambiente marino con lo sfruttamento delle sue risorse naturali. Il lavoro condotto dal CCR per sostenere detta strategia comprende l'applicazione, in mare e nello spazio, di sistemi integrati di osservazione ambientale. L'IES ha sviluppato tecniche di telerilevamento che forniscono informazioni chiave sui processi biogeochimici marini, come quelli relativi all'eutrofizzazione delle acque costiere.

Le osservazioni spaziali ottiche, debitamente calibrate mediante misurazioni a terra, sono utilizzate per determinare la distribuzione e l'abbondanza della biomassa marina e la produttività primaria nei mari europei e negli oceani del mondo. Queste osservazioni permettono di comprendere meglio le relazioni ecologiche tra le specie presenti negli oceani, l'eutrofizzazione delle acque costiere e dei mari interni e il ruolo degli oceani nell'assorbimento della CO2 atmosferica e quindi nella regolazione del clima terrestre.

Sostegno a favore del protocollo di Kyoto

La Commissione europea è in prima linea nelle attività internazionali per attenuare il cambiamento climatico e mira a migliorare continuamente il monitoraggio e la notifica delle emissioni di gas ad effetto serra in Europa. Nel 2003 si è concluso uno studio pilota condotto in sei Stati membri relativo all'armonizzazione delle metodologie per la valutazione dei bacini di assorbimento di carbonio. Inoltre sono stati realizzati investimenti in nuovi metodi per misurare questi bacini.

Tenuto conto della tendenza al riscaldamento globale, si è scoperto che un bacino di assorbimento del carbonio poteva diventare una fonte indesiderata di carbonio. Sono state sviluppate metodologie a livello europeo per valutare le emissioni di metano sulla base di misure atmosferiche e di statistiche EUROSTAT. Inoltre, grazie all'approfondimento delle conoscenze sull'inquinamento causato dall'ozono e dalle particelle in sospensione a livello mondiale e regionale, l'IES ha rafforzato la sua capacità di valutare le differenti politiche di attenuazione del cambiamento climatico elaborate in seguito all'adozione del protocollo di Kyoto.

Emissioni dei veicoli - EURO V ed EURO III

Il CCR è un centro di riferimento scientifico riconosciuto per lo sviluppo e l'armonizzazione di norme sui veicoli e sulle emissioni dei motori. Nel 2003 sono state effettuate diverse centinaia di prove su vetture e motociclette nei laboratori "Emissioni dei veicoli" (VELA) del CCR. Su iniziativa del coordinatore del programma di misurazione delle particelle (ministero dei Trasporti del Regno Unito), il CCR è stato invitato ad assumere il ruolo di coordinatore scientifico dell'esercizio di comparazione tra laboratori per valutare nuovi metodi di misura delle emissioni di automobili e di veicoli utilitari leggeri (EURO V). L'evento principale del 2003 è stato la Conferenza internazionale sulle esigenze mondiali future in materia di emissioni delle automobili e dei veicoli utilitari leggeri e sul programma EURO V organizzata dal CCR in cooperazione con le DG Ambiente ed Energia e trasporti.

Sostegno alla strategia dell'UE per la protezione del suolo

Le preoccupazioni sulla qualità dei suoli in Europa e l'esaurimento delle risorse del suolo hanno condotto la Commissione a definire, nel 2003, le prime tappe di una strategia di protezione del suolo in Europa. L'obiettivo consiste nell'accordare alla protezione del suolo la stessa priorità della lotta contro l'inquinamento delle acque e dell'aria. Per sostenere la strategia di protezione del suolo, il CCR ha sviluppato, in collaborazione con la rete degli Uffici europei del suolo (European Soil Bureau Network) e altri partner, una base di conoscenze armonizzate sulle proprietà del suolo. Questa banca dati è stata ampliata (1:1 000 000) per includere i dati dei paesi in via di adesione e dei paesi candidati, della Federazione russa, dell'Ucraina e della Bielorussia allo scopo di sviluppare un sistema di informazione coerente per la notifica sulle condizioni dei suoli europei.

6.7. Istituto per la salute e la protezione dei consumatori

Attuazione della politica dell'UE in materia di OGM

Nel corso del 2003 la Commissione europea ha potenziato il quadro normativo applicabile agli OGM adottando due nuovi regolamenti, il primo in materia di prodotti alimentari e di mangimi geneticamente modificati, il secondo in materia di tracciabilità e di etichettatura.

L'Unità "Biotecnologie e OGM" dell'IHCP, creata nel novembre 2002, ha assunto maggiori responsabilità nell'ambito dei lavori di sostegno all'attuazione della politica comunitaria sugli OGM. Essa è stata designata "Laboratorio comunitario di riferimento" (LCR) per la legislazione in materia di prodotti alimentari e mangimi geneticamente modificati e incaricata di verificare se i metodi impiegati garantiscono la conformità al quadro normativo. La rete europea dei laboratori di riferimento per gli OGM (EGNL) la assisterà nell'esecuzione delle attività richieste. La rete europea dei laboratori di riferimento per gli OGM, gestita e presieduta, dall'IHCP è composta da 46 membri ufficiali dei paesi UE e da osservatori dei paesi in via di adesione. La designazione dell'IHCP come LCR, la prima nell'ambito del CCR, testimonia il suo ruolo fondamentale nel settore delle prove sugli OGM.

L'IHCP è responsabile anche della raccolta di tutte le notifiche sintetiche delle prove intenzionali nel settore sul terreno nel settore delle coltivazioni (SNIF) nell'UE, delle sintesi e dei fascicoli di valutazione dei rischi trasmessi per l'autorizzazione di immissione in commercio. Queste informazioni sono accessibili al pubblico e consentono agli interessati di presentare osservazioni. L'Unità in questione è stata inoltre designata come corrispondente europeo per il Centro di scambio per la prevenzione dei rischi biotecnologici, ("Biosafety Clearing House"), nell'ambito del protocollo di Cartagena che è entrato in vigore nel settembre 2003.

Sostegno alla registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche (REACH)

Il Centro europeo per la convalida di metodi alternativi (ECVAM) ha soddisfatto le esigenze del sistema REACH impegnandosi a sostituire, con altri metodi, gli esperimenti che prevedono l'uso di un numero elevato di animali di laboratorio. L'ECVAM ha convalidato due metodi sui farmaci/prodotti biologici che sono stati introdotti nella farmacopea europea. Nel 2003 inoltre ha completato uno studio di con valida per sei nuovi test sulla ricerca di sostanze pirogene che permetterebbero di evitare in futuro il ricorso agli animali per esperimenti di questo tipo. L'ECVAM ha partecipato inoltre ad una proposta di un progetto integrato sulla tossicologia riproduttiva che è stato selezionato ai fini di un finanziamento. Questo nuovo progetto è realizzato da un consorzio di 35 gruppi di ricerca internazionali e dispone di un bilancio di 12 milioni di euro.

Per valutare precisamente il rischio complessivo per la salute dei cittadini europei, occorre disporre di dati relativi all'esposizione umana, che sono raramente disponibili. Per colmare questa lacuna, l'IHCP sviluppa e studia concetti per convalidare e armonizzare metodi e modelli che permettono di valutare le relazioni potenziali tra l'esposizione cronica a dosi ridotte e l'esposizione a dosi elevate a fattori di stress ambientale (compresi agli agenti chimici e fisici) provenienti da fonti diverse (ingestione, inalazione, contatto epidermico) e gli effetti sulla salute causati da questi fattori di stress. La valutazione dell'esposizione umana comprende strategia basate sulla tossicogenomica.

L'"Indoortron", un impianto per test climatici su grande scala, è stato utilizzato per realizzare una serie di studi destinati ad identificare e quantificare le sostanze chimiche emesse da prodotti e da articoli ed è stata stilata una lista degli inquinanti prioritari in ambienti chiusi. Inoltre sono stati avviati una piattaforma R&S paneuropea e un sistema di informazioni/riferimento sui "rischi connessi alle sostanze chimiche presenti nei prodotti" e sull'"elaborazione /armonizzazione dei metodi di prova".

Le attività condotte nell'ambito del REACH sono descritte nel capitolo della presente relazione dedicato alla "sicurezza delle sostanze chimiche".

Formazione e ricerca SER nel ciclotrone dell'IHCP

L'IHCP è dotato di un ciclotrone utilizzato ai fini dell'incentivazione della ricerca in collaborazione per migliorare l'accesso dei pazienti alla medicina nucleare. Ospita il primo impianto di produzione di radioisotopi che commercializzerà fluorodeossiglucosio (FDG) in Italia e, conformemente agli obblighi imposti, dispone di una rete adeguatamente distribuita di produzione di radiofarmaci che garantirà ai cittadini dell'UE la parità di accesso alla tomografia ad emissione di positroni, una tecnologia di imaging medico, essenziale per la medicina. L'istituto dispone anche di un sito di formazione Marie Curie denominato "Research Training in Biomaterials Testing Using Radiotracers" che mira a fornire una formazione interdisciplinare di punta a livello di dottorato nel settore delle prove relative ai biomateriali mediante l'uso di radiotraccianti.

6.8. Istituto di prospettiva tecnologica

L'IPTS ha continuato a sostenere il processo di elaborazione delle politiche europee nei suoi settori di competenze, anticipando le esigenze, realizzando analisi tecnico-economiche e studi di impatto, e contribuendo direttamente all'attuazione delle politiche. I risultati conseguiti dall'istituto per l'anno 2003 riguardano una vasta gamma di settori, in particolare l'industria, l'agricoltura, la salute, l'ambiente, l'energia, i trasporti e il settore dell'informazione e delle comunicazioni.

Energia e ambiente

L'IPTS ha incentrato le sue attività sul sostegno agli orientamenti della Commissione relativi alla valutazione dell'impatto delle politiche e al Piano di azione per le tecnologie ambientali dell'Unione europea (ETAP). I lavori dell'IPTS relativi ai regolamenti in materia ambientale e il loro impatto sull'innovazione hanno fornito le basi per la in materia di sostanze chimiche.

I lavori condotti nel settore dell'energia e del cambiamento climatico sono stati utilizzati nell'ambito della strategia della Commissione sullo scambio dei diritti di emissione e dei negoziati relativi alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Un accordo di aiuto è stato firmato tra l'IPTS e l'Agenzia europea per l'ambiente (AEA) per la fornitura di scenari a lungo termine sul consumo di energia e sulla produzione di emissioni in vista della prossima relazione dell'Agenzia europea per l'ambiente, la "Relazione sullo stato dell'ambiente". L'IPTS ha anche contribuito alla redazione della relazione "World Energy Technology Outlook (WETO)" presentata dal commissario Busquin in giugno scorso.

L'Ufficio europeo per la prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (European Integrated Pollution Prevention and Control Bureau, EIPPCB) dell'IPTS ha continuato a svolgere un ruolo chiave nell'attuazione della direttiva adottata dall'UE nel 1996 sul controllo dell'inquinamento con l'avvio dell'ultimo dei 32 documenti di riferimento sulle migliori tecniche disponibili (Best Available Techniques Reference Documents - BREF). I due anni di lavoro necessari all'elaborazione di questi documenti di riferimento riconosciuti a livello internazionale consentono agli esperti industriali, ai rappresentanti degli Stati membri e alle organizzazioni non governative del settore ambientale di incontrarsi. In contesi come le raffinerie, i mattatoi, i grandi impianti di combustione e di gestione dei rifiuti, l'IPTS svolge un ruolo di catalizzatore per stabilire contatti tra i servizi della Commissione, ognuno dei quali si occupa di aspetti cruciali della normativa e contribuisce a organizzare la vita quotidiana di molte imprese europee.

Organismi genericamente modificati e test genetici

L'IPTS ha contribuito in modo sostanziale all'elaborazione della politica della Commissione sulla coesistenza di colture convenzionali e geneticamente modificate e al documento di orientamento della Commissione concernente lo sviluppo di strategie nazionali e di migliori pratiche in questo settore. Nel quadro di un impegno a lungo termine sui test genetici, l'IPTS ha organizzato (con la DG Ricerca e con l'OCSE) un importante seminario sulle opzioni strategiche disponibili e sulle sfide da affrontare in questo settore in rapida evoluzione.

Società dell'informazione

L'azione dell'IPTS denominata FISTE (Foresight in Information Society Technologies in Europe) mira a conciliare gli aspetti inerenti la domanda con quelli riguardanti l'offerta. Tra i principali risultati sono compresi studi sullo sviluppo della società dell'informazione nei paesi candidati e il sostegno ai gruppi consultivi ad alto livello della DG Società dell'informazione.

Allargamento

Le attività dell'IPTS dedicate all'allargamento si sono incentrare su scenari di potenziali sviluppi futuri di alcuni indicatori strutturali del processo di Lisbona. Le relazioni sull'argomento sono state presentate durante la conferenza tenutasi in maggio a Ioánnina intitolata "Foresight in the Enlarged European Research and Innovation Area", organizzata dalla DG Ricerca e dalla presidenza greca dell'Unione, e nel corso di una conferenza organizzata in collaborazione con l'Istituto universitario europeo di Firenze in novembre, durante il semestre di presidenza italiana.

Attuazione dello Spazio europeo della ricerca

La DG Ricerca e il CCR hanno firmato in ottobre un importante accordo di cooperazione concernete il sostegno a lungo termine a favore dello Spazio europeo della ricerca. L'obiettivo è fornire servizi di intelligence strategici sulle politiche S&T in vista dell'attuazione del piano di azione che si pone come obiettivo l'aumento dell'investimento nella R&S europea al 3% del PIL entro il 2010 e la creazione di uno Spazio europeo di prospettiva scientifica e tecnologica.

Sostegno al Parlamento europeo

L'IPTS ha continuato a sostenere, su richiesta, il Parlamento europeo. In marzo, il commissario Busquin ha presentato lo studio dell'IPTS sugli impatti dell'innovazione tecnologica sull'occupazione e nel mese di luglio l'istituto ha consegnato alla commissione LIBE del Parlamento europeo una relazione sulla "Security and Privacy for the Citizen in the Post-September 11 Digital Age: A Prospective Overview". Questo studio ha determinato un'intensificazione dei lavori preparatori dell'IPTS sulla sicurezza informatica: un settore che interessa anche un altro istituto del CCR, cioè l'IPSC.

Osservatorio europeo della scienza e della tecnologia (ESTO)

Nell'ambito della rete ESTO, l'IPTS ha coordinato la stretta collaborazione con oltre 40 istituti di ricerca di tutta Europa e nel mese di giugno si è tenuta un'assemblea generale.

Inoltre l'IPTS ha ottenuto ottimi risultati in attività concorrenziali visto che 18 delle 22 proposte che ha presentato nell'ambito del 6º PQ sono state finanziate (tasso di successo dell'84%).

7. Sostegno all'allargamento

Nel 2003 l'azione del CCR a favore dell'allargamento si è incentrata sugli aspetti scientifici e tecnici che sono alla base della legislazione dell'UE nei settori dell'ambiente, salute, prodotti alimentari, energie rinnovabili, sostanze chimiche, agricoltura e sicurezza nucleare. I lavori sono stati svolti per accelerare il recepimento dell'"acquis comunitario" il corpus normativo europeo che deve essere recepito e attuato dai nuovi Stati membri. Una rete di "punti di contatto nazionali" del CCR, attachés scientifici e partecipanti al consiglio di amministrazione del CCR provenienti da 13 paesi in via di adesione e dai paesi candidati forniscono un contributo diretto alla definizione, al monitoraggio e all'attuazione dell'azione del CCR a favore dell'allargamento. Alcuni degli obiettivi principali conseguiti nel 2003 sono descritti qui di seguito.

Circa 1000 esperti provenienti dai paesi candidati hanno partecipato a 72 seminari e corsi di formazione avanzata sugli aspetti S&T delle politiche dell'UE.

Il CCR ha organizzato quindici azioni di informazione in dieci paesi in via di adesione. Circa 2 500 rappresentanti, generalmente di alto livello, provenienti dall'ambiente accademico, industriale e dal settore della pubblica amministrazione hanno partecipato a queste manifestazioni.

Il CCR ha invitato 22 giornalisti provenienti dai paesi in via di adesione a un seminario specialistico a Ispra e sono stati pubblicati 39 articoli di stampa su argomenti di competenza del CCR.

Centododici ricercatori provenienti da paesi in via di adesione hanno lavorato presso gli istituti del CCR con contratti di lavoro o in qualità di esperti nazionali distaccati, ricercatori in visita o ricercatori borsisti. Sono pervenute 380 domande ammissibili in risposta ad un bando di concorso per ulteriori 70 posti.

Delle 230 proposte trasmesse dal CCR nell'ambito del Sesto programma quadro , il 70% comprendeva uno o più partner dei paesi in via di adesione.

Per promuovere l'attuazione di futuri partenariati è stato introdotto un nuovo sistema di contratti a breve termine per incoraggiare gli scambi tra gli organismi di ricerca dei paesi dell'allargamento e gli istituti del CCR.

Il CCR ha adottato un approccio proattivo per attrarre giovani ricercatori dei paesi in via di adesione a seguire una formazione nei suoi istituti e ha cercato una più intensa collaborazione con le azioni Marie Curie, invitando ad Ispra i rispettivi punti di contatto nazionali Marie-Curie.

8. Contribuire allo Spazio europeo della ricerca

Una strategia globale per lo Spazio europeo della ricerca (SER)

Il piano di azione del CCR per lo Spazio europeo della ricerca, pubblicato nel 2003, stabilisce obiettivi specifici per misurare il contributo del CCR allo Spazio europeo della ricerca. Questo contributo si articola in cinque attività principali: sistemi di riferimento scientifico comune, collegamenti in rete, formazione e mobilità, infrastrutture di ricerca e allargamento. Tali attività sono parte integrante del programma di lavoro del CCR.

Nel 2003 il CCR ha svolto un ruolo più importante nello sviluppo e nella gestione di vari sistemi di riferimento nel settore della metrologia, dell'energia e della sicurezza informatica. I lavori preparatori sono stati eseguiti per i Laboratori comunitari di riferimento sulla legislazione relativa ai prodotti alimentari e ai mangimi geneticamente modificati, sui materiali in contatto con i prodotti alimentari e sugli additivi presenti nei mangimi.

Collaborazioni con i partner

Il programma quadro è uno dei principali strumenti di attuazione dello Spazio europeo della ricerca. Nel primo anno del 6º PQ il CCR, in collaborazione con i suoi partner, ha lavorato, con esito positivo, alla preparazione di una serie di importanti progetti e reti di ricerca. La partecipazione a queste attività permette di creare partenariati importanti e duraturi con i principali operatori europei della ricerca. Comporta anche lavori da svolgere presso gli impianti del CCR e ciò si traduce in un maggior accesso e utilizzo delle infrastrutture e delle banche dati specialistiche e una moltiplicazione delle opportunità formative presso gli istituti del CCR.

I nuovi progetti e le nuove reti del 6º PQ comprendono una vasta gamma di argomenti relativi all'intero programma di lavoro del CCR, quali ad esempio: sicurezza dei prodotti alimentari, nanobiotecnologie, celle fotovoltaiche, idrogeno, società dell'informazione, sicurezza dei veicoli, cambiamenti atmosferici, attinidi, incidenti nucleari e politica della ricerca.

Sistema di monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza (GMES)

L'obiettivo dell'iniziativa del sistema di monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza (GMES) dell'UE e dell'ASE è garantire all'Europa l'accesso a informazioni obiettive e affidabili che consentano ai responsabili politici di gestire meglio il nostro ambiente e la nostra sicurezza, anticipando o attenuando le situazioni di crisi e i problemi correlati.

Il CCR ha partecipato attivamente alla redazione della "Relazione finale relativa al periodo iniziale dell'iniziativa GMES. - Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio". Le competenze interne del CCR nel settore della ricerca e del sostegno all'elaborazione delle politiche hanno giocato un ruolo importante in questo contesto. Tale lavoro, dettagliatamente esposto in un opuscolo, è stato ampiamente distribuito durante il 4º forum GMES e al primo vertice sull'osservazione della Terra cui hanno partecipato 37 paesi e 22 organizzazioni di rilevanza mondiale.

Ciò ha contribuito al consolidamento delle priorità dell'iniziativa GMES e ha riaffermato in modo apprezzabile il profilo internazionale del CCR in questo settore.

9. Gestione delle strutture nucleari

Disattivazione degli impianti nucleari del CCR

La Commissione è responsabile della gestione degli impianti nucleari, costruiti nel quadro del trattato Euratom, fino alla loro disattivazione. Nel 1999 il CCR ha iniziato il programma di disattivazione e gestione dei residui (Decommissioning and Waste Management programme), al fine di disattivare gli impianti nucleari obsoleti e trattare i residui relativi.

Tale programma è gestito, in ogni stabilimento del CCR, da un'equipe specializzata, sotto la supervisione di un gruppo di esperti, composto da esperti esterni nominati dagli Stati membri.

Situazione attuale

Nel 2003 il programma è stato interamente rivisto dal CCR e riesaminato da un consorzio di organizzazioni esterne esperte nel settore per tener conto dei principali cambiamenti tecnici ed economici che si sono prodotti dal 1999, quando il programma è stato presentato per la prima volta al Consiglio e al Parlamento europeo.

Su tale base è stata elaborata una nuova comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo la cui approvazione è prevista nel 2004.

Inoltre il CCR ha istituito un comitato direttivo permanente presieduto dal suo vicedirettore generale per rivedere regolarmente e per dirigere i risultati e gli obiettivi del programma.

Sul sito del CCR a Ispra (il principale sito del CCR che attualmente è oggetto di una vera e propria attività di disattivazione) sono stati effettuati progressi nella fornitura di impianti di gestione dei residui, indispensabili per la disattivazione.

È stato completato e installato con successo l'impianto di trattamento degli effluenti liquidi.

L'impianto per l'eliminazione dei materiali, che permette la declassificazione del materiale non radioattivo derivante dalle attività di disattivazione nucleare, è stato dotato di un sistema di prove non distruttive.

L'ammodernamento dell'impianto di decontaminazione è continuato con l'installazione di una vasca ad ultrasuoni e è stata installata una cabina di lavaggio ad acqua.

Si sono svolte riunioni con le autorità per la sicurezza italiane per definire i criteri per l'accoglimento dei residui compatibili con il futuro sito di stoccaggio definitivo in Italia. Si sono inoltre svolte discussioni sulla localizzazione e la gestione del deposito temporaneo che dovrà essere costruito a Ispra.

Il reattore ad alto flusso (HFR)

Il reattore ad alto flusso (HFR) è uno dei reattori di ricerca più potenti al mondo di questo tipo e costituisce una piattaforma tecnologica chiave per la ricerca di base, innovativa, medica, sulla fusione termonucleare e sulla sicurezza dei reattori.

Successivamente alla valutazione di sicurezza svoltasi nel 2002, nell'estate del 2003 si è tenuta una nuova ispezione in servizio e il piano di valutazione strutturale è stato completato con successo in novembre. Secondo le conclusioni della valutazione, il recipiente del reattore può restare in servizio almeno fino al 2015. Inoltre un piano di azione dell'AIEA sul miglioramento della cultura della sicurezza si è concluso nel febbraio del 2004.

Nel 2001 è stata presentata una nuova domanda di autorizzazione che è stata trasmessa alle autorità olandesi nel dicembre 2003. La nuova autorizzazione sarà rilasciata dalla fondazione Nuclear Research and Consultancy Group (NRG), l'attuale gestore dell'HFR, entro la metà del 2004. Una nuova proposta per un programma supplementare relativo al periodo 2004-2006 è stata adottata dalla Commissione nel dicembre 2003 e dal Consiglio nel febbraio 2004.

10. Il CCR in cifre

10.1. Personale in organico

>SPAZIO PER TABELLA>

Il personale statutario del CCR (M= di sesso maschile, F= di sesso femminile) comprende le seguenti categorie.

Del totale di cui sopra, 1253 unità possono essere considerate personale scientifico. Il numero di scienziati è temporaneamente diminuito nel 2003 a causa del passaggio dal Quinto al Sesto programma quadro di ricerca. Si prevede che la cifra aumenti notevolmente con il Sesto programma quadro e ancora di più in conseguenza dell'allargamento. La politica della Commissione relativa al personale retribuito sul bilancio di ricerca prevede l'"integrazione del personale di ricerca nella politica del personale della Commissione". L'obiettivo minimo fissato era il 65% e il CCR ha raggiunto nel 2003 il 67%. D'altro canto occorre conservare un margine di flessibilità compreso tra il 10 e il 35% dei posti permanenti di ricerca per l'assunzione di personale specializzato per rispondere a necessità strettamente limitate nel tempo.

>SPAZIO PER TABELLA>

10.2. Personale in visita

Oltre agli effettivi dell'organico, il CCR segue una politica attiva per ospitare borsisti, ricercatori in visita, esperti nazionali distaccati, ausiliari e tirocinanti provenienti in massima parte dagli Stati membri, dai paesi in via di adesione e dai paesi candidati. I ricercatori in visita apportano nuove competenze, conoscenze e esperienze che permettono di affrontare le sfide scientifiche attuali e beneficiano al tempo stesso della diversità culturale, delle ricerche multidisciplinari e delle ampie reti di ricerca del CCR.

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Pari opportunità

Il CCR adotta una politica decisamente proattiva in materia di promozione della pari opportunità e, in particolare della parità di genere nel suo ambiente di lavoro. L'ampia rete del CCR "Donne e scienza" creata nel 2000, continua a svolgere le sue funzione di monitoraggio sulla parità di genere nell'organizzazione. Oltre al controllo dei progressi conseguiti in materia di assunzioni, promozioni e posizioni direttive, i membri della rete hanno svolto uno studio comparativo sugli aspetti sociali dell'ambiente di lavoro e ha evidenziato l'adeguata applicazione di un codice di buona pratica sulle sostituzioni del personale in maternità Per quanto attiene i ricercatori in visita, la parità di genere continua ad aumentare con una percentuale di donne pari al 46,7% alla fine del 2003.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DI RESPONSABILITÀ

"Le cifre in questa sezione sono indicative e riflettono la situazione al 30 gennaio 2004. Le cifre finali definitive saranno disponibili solo il 31 marzo".

10.3. Bilancio istituzionale

Gli stanziamenti a disposizione del CCR sono suddivisi in spese di personale, mezzi di esecuzione (manutenzione di edifici e macchinari, elettricità, assicurazione, beni di consumo ecc.) e stanziamenti specifici (acquisizioni scientifiche dirette). Gli stanziamenti provengono dal bilancio istituzionale messo a disposizione del CCR direttamente dal bilancio comunitario per il Sesto programma quadro. Dal bilancio istituzionale sono stati resi disponibili i seguenti importi:

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Oltre a questi stanziamenti, si è reso disponibile un importo totale di 13,0 milioni di euro per finanziare un programma di azione volto a chiudere e disattivare gli impianti nucleari e a gestire le attività concernenti i residui conformemente al trattato EURATOM.

Altri stanziamenti, pari a 14,7 milioni di euro sono stati ottenuti dai contributi dei paesi associati al programma quadro e da attività concorrenziali svolte dal CCR.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DI RESPONSABILITÀ

"Le cifre di questa pagina sono indicative e riflettono la situazione al 30 gennaio 2004. Le cifre finali definitive saranno disponibili solo il 31 marzo".

10.4. Attività concorrenziali

La tabella seguente mostra i valori dei contratti conclusi e iscritti nelle contabilità del 2001, 2002 e 2003.

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Parte degli utili del CCR proviene dalla partecipazione ad azioni indirette del Sesto programma quadro, dallo svolgimento di lavori complementari per i servizi della Commissione e da lavori a contratto per conto terzi (ad esempio, autorità regionali o industrie). Tali attività concorrenziali devono integrarsi con i lavori previsti nel programma di lavoro del CCR e sono considerate uno strumento essenziale per acquisire e trasferire esperienza e know-how.

I primi inviti a presentare proposte del 2003 hanno visto una percentuale di successo di circa il 50% con 77 nuove proposte selezionate. Esse includono la partecipazione a 15 reti di eccellenza e a 22 progetti integrati, entrambi nuovi strumenti del 6º PQ. Esempi dei progetti finanziati:

- introduzione sostenibile degli OGM nell'agricoltura europea;

- rete sulla ricerca sugli attinidi;

- rete sulle nanotecnologie;

- condivisione delle esperienze sulla gestione dei rischi (salute, sicurezza e ambiente) per la preparazione del futuro sistema industriale;

- stoccaccio dell'idrogeno;

- il futuro dell'identità nella società dell'informazione;

Tra le attività concorrenziali al di fuori del programma quadro, il CCR effettua in particolare lavori complementari che sono pagati dai servizi della Commissione e che non rientrano nel programma di lavoro del CCR. Nel 2003 sono stati firmati 29 nuovi contratti, per un importi totale pari a 17,3 (da confermarsi) miliardi di euro.

10.5. Pubblicazioni nel 2003

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11. Appendici

11.1. Consiglio di amministrazione (in funzione a dicembre 2003)

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Segreteria del consiglio di amministrazione del CCR:

Sig.ra. Piedad GARCÍA de la RASILLA

Commissione europea

SDME 10/66 - B-1049 Brussels

Tel.: +32-2-295.86.35

Fax: +32-2-299.23.01

e-mail: piedad.garcia-de-la-rasilla@cec.eu.int

Segretaria: D. Ursulet.

11.2. Direttori del CCR

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