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Document 52003PC0742

Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce orientamenti per le reti transeuropee nel settore dell'energia e abroga le decisioni 96/391/CE e 1229/2003/CE [ SEC (2003) 1369 ]

/* COM/2003/0742 def. - COD 2003/0297 */

52003PC0742

Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce orientamenti per le reti transeuropee nel settore dell'energia e abroga le decisioni 96/391/CE e 1229/2003/CE [ SEC (2003) 1369 ] /* COM/2003/0742 def. - COD 2003/0297 */


Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che stabilisce orientamenti per le reti transeuropee nel settore dell'energia e abroga le decisioni 96/391/CE e 1229/2003/CE [ SEC (2003) 1369 ]

(presentata dalla Commissione)

RELAZIONE

1. INTRODUZIONE E SINTESI

Con l'adesione di dieci nuovi Stati membri è necessario adattare gli orientamenti sulla rete transeuropea (TEN), in particolare trattare la posizione dei paesi in via di adesione e consentire finanziamenti per progetti di interesse comune per l'Unione ampliata. Questa revisione degli orientamenti TEN comprende i progetti necessari per collegare i paesi in via di adesione in modo che essi facciano parte del mercato interno dell'elettricità e del gas.

Molti progetti che collegano la Comunità con i paesi in via di adesione sono già ammissibili per i finanziamenti della rete transeuropea, ma considerata la rapidità con cui si sta concretizzando il vasto mercato europeo dell'elettricità e del gas, occorre finalizzare l'elenco dei progetti idonei.

Oltre a questa revisione, effettuata per includere i progetti di interesse comune per i paesi in via di adesione, occorre anche un approccio simile per i paesi confinanti. La comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sullo sviluppo della politica energetica per l'Unione europea ampliata con i paesi vicini e partner [1] tratta questa necessità e propone l'inserimento di azioni e progetti negli orientamenti TEN. La progressiva creazione di un effettivo mercato europeo dell'elettricità e del gas, che potrebbe comprendere più di 35 paesi con una popolazione superiore a 600 milioni di abitanti, dovrebbe essere un preciso obiettivo a medio termine dell'Unione europea. Questo mercato dovrebbe essere creato sulla base di norme comuni in materia di apertura di mercato, protezione ambientale e sicurezza.

[1] COM(2003) 262 del 13.5.2003.

Nel 2001 la Commissione ha adottato la comunicazione "Infrastruttura europea dell'energia" [2]. Per un buon funzionamento del grande mercato europeo dell'elettricità e del gas non basta applicare regole e norme comuni; bisogna anche predisporre adeguate infrastrutture che colleghino gli Stati membri. Nella comunicazione del 2001 sono state proposte varie misure, tra cui un obiettivo di interconnessione del 10% per l'elettricità e la priorità, nei finanziamenti per la rete transeuropea, assegnata a determinati progetti individuati come progetti prioritari di interesse europeo.

[2] COM(2001) 775 del 20.12.2001.

Tale comunicazione è stata accolta positivamente dal Consiglio di Barcellona, che ne ha approvato l'obiettivo del 10%. La Commissione ha anche proposto di elevare il massimale esistente del 10% sul contributo alla fase di sviluppo di un progetto al 20% per i progetti prioritari. La comunicazione è in discussione al Consiglio.

Ai fini di un buon finanziamento del mercato europeo ampliato e per garantire il futuro approvvigionamento di gas dell'UE, bisogna costruire nuove infrastrutture. Ciò presuppone una stretta collaborazione tra la Comunità e i paesi fornitori nonché con quelli di transito. L'impegno, in termini finanziari e politici dell'UE di sviluppare, rafforzare e diversificare le forniture comunitarie di gas è al riguardo essenziale.

Il gas è spesso trasportato verso l'Europa su lunghe distanze. I gasdotti rientreranno sempre di più in due diverse categorie: gasdotti di approvvigionamento per il trasporto di gas verso l'UE e gasdotti interni per trasportare il gas di importazione all'interno dell'UE. Data la crescente domanda di gas bisogna costruire costantemente nuovi gasdotti di approvvigionamento. Finora il coordinamento e l'ottimizzazione dell'uso di queste reti interne sono stati scarsi. Con l'adesione e la piena realizzazione del mercato interno del gas, il reticolo di reti di gas nell'UE può essere usato in maniera più flessibile. Gli investimenti nei gasdotti interni nell'UE rimangono quindi necessari.

Il controllo delle infrastrutture critiche dell'energia é a sua volta, fortemente dipendente dalla sicurezza e dall'affidabilità delle infrastrutture ICT di sorveglianza e controllo.

Per i progetti prioritari, si considera opportuno dare alla Commissione la possibilità di designare un coordinatore per un asse prioritario o un progetto prioritario e attribuire una dichiarazione di interesse europeo ai progetti prioritari transfrontalieri. Questi nuovi strumenti sono necessari per accelerare la preparazione dei progetti e facilitare il loro iter durante le lunghe procedure di autorizzazione.

Si considera altresì opportuno integrare nella decisione 96/391/CE un contesto più favorevole allo sviluppo delle reti transeuropee dell'energia, in quanto entrambe le decisioni definiscono orientamenti per le stesse reti.

2. STATI IN FASE D'ADESIONE / PAESI CANDIDATI

A. Europa centrale e orientale

Elettricità

Le interconnessioni elettriche tra l'UE e i paesi dell'Europa centrale e orientale hanno una lunga storia. Negli anni '80 sono state realizzate connessioni con il sistema dell'Europa orientale mediante convertitori back to back. Nel 1995 la frontiera del collegamento sincrono del sistema UCTE [3] è stata spostata alla frontiera orientale di Polonia e Slovacchia integrando anche la Repubblica ceca, l'Ungheria e la Slovenia.

[3] UCTE = Union pour la Coordination du Transport de l'Electricité (Unione dei coordinatori delle reti di trasmissione elettrica).

Il mercato dell'elettricità nei paesi dell'Europa centrale e orientale (Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria e Slovenia) è in rapido sviluppo. Il consumo di elettricità è diminuito dopo i mutamenti nell'Europa orientale negli anni '90, ma dovrebbe aumentare in futuro. Per un certo tempo la Polonia e la Repubblica ceca hanno già esportato elettricità verso la Germania e l'Italia (attraverso la Slovenia) dopo la sincronizzazione delle reti UCTE e CENTREL [4] nel 1995. Gli interconnettori verso la Germania e l'Italia sono attualmente saturi. Ciò significa che la completa integrazione dei paesi dell'Europa centrale e orientale nel mercato interno dell'elettricità può aumentare solo marginalmente i flussi a questi interconnettori, senza aumenti di capacità.

[4] CENTREL = Gruppo regionale dei gestori di rete composto da Repubblica ceca, Polonia, Slovacchia e Ungheria.

L'aumento di capacità o la disponibilità di nuovi interconnettori tra Germania e Polonia/Repubblica ceca incide anche notevolmente sulla rete interna tedesca. Nella Germania settentrionale si deve inviare un quantitativo maggiore di capacità eolica verso sud, in parte usando le stesse linee adibite alle importazioni dalla Polonia e dalla Repubblica ceca.

L'Austria ha una capacità di trasmissione relativamente limitata, a causa delle condizioni alpine e della forte resistenza locale alla costruzione di nuove linee di trasmissione. Ciò ha anche impedito la costruzione di nuovi interconnettori con paesi vicini. Di conseguenza, la rete interna diventerà sovraccarica.

Gas

I principali gasdotti di fornitura dalla Russia all'Europa passano attraverso i paesi in via di adesione (specialmente Polonia, Slovacchia e Repubblica ceca). La rete europea a maglie di gas raggiunge questi paesi di transito e, quando essi diventeranno parte integrante del mercato interno del gas, potrà operare con maggiore efficienza. La necessità di potenziamenti nella parte a maglie della rete richiede un'attenta analisi che tenga conto della nuova situazione di mercato.

B. Stati baltici

Elettricità

Gli Stati baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) sono connessi elettricamente con la Russia e non esistono per il momento connessioni con gli Stati membri attuali dell'UE o i paesi in via di adesione. Gli Stati baltici hanno convenuto di creare un mercato comune baltico dell'elettricità (Common Baltic Electricity Market - CBEM). Sono state effettuate con successo prove tecniche per separare il sistema di elettricità dal sistema russo e consentire un funzionamento indipendente. Per il momento questa soluzione non è però economicamente fattibile in quanto richiederebbe molti controlli e considerevoli quantità di potenza di riserva e di back-up che sono attualmente fornite dal sistema russo.

Qualsiasi futura decisione sulla possibile interconnessione dei sistemi elettrici di Russia ed UE dovra tenere pienamente in considerazione gli interessi dell'Unione allargata, in particolare quelli degli Stati baltici. Gli Stati baltici si stanno preparando per l'integrazione nel mercato interno dell'elettricità.Due progetti sono particolarmente avanzati: il cavo sottomarino Estonia-Finlandia (Estlink) e il collegamento Lituania-Polonia (alle condizioni evidenziate da un recente studio di fattibilità della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS)).

Gas

Attualmente gli Stati baltici sono riforniti in pratica soltanto dalla Russia. Per disporre di un approvvigionamento alternativo di gas sul mercato baltico è stata studiata la possibilità di trasportare gas dal Mare del Nord mediante un gasdotto dalla Danimarca attraverso la Polonia.

La Lettonia possiede grandi risorse di stoccaggio di gas che potrebbero essere sfruttate da tutti gli Stati baltici e che hanno quindi un'importanza strategica per l'approvvigionamento di gas nell'intera zona. La Lituania ha previsto di aumentare la sua capacità di stoccaggio del gas per garantire l'approvvigionamento nazionale. Un'alternativa potrebbe essere quella di utilizzare, mediante contratti, la capacità degli impianti di stoccaggio della Lettonia.

I principali gasdotti dalla Russia verso l'Europa centrale non attraversano gli Stati baltici. Nuovi progetti di gasdotti possono influenzare la situazione dell'approvvigionamento nella zona baltica. Il progetto di gasdotto "North Transgas" da San Pietroburgo alla Germania prevede eventuali diramazioni verso gli Stati baltici. Questo gasdotto potrebbe costituire una seconda fonte di approvvigionamento in senso inverso, una volta collegato alle risorse di gas nell'Europa nordoccidentale. Si potrebbe anche prevedere una sinergia tra volumi maggiori di gas in transito attraverso gli Stati baltici e il potenziamento del gasdotto Yamal.

C. Isole: Cipro - Malta

Le reti elettriche di Cipro e Malta non sono connesse ai sistemi continentali.

A Cipro e a Malta il gas naturale non è disponibile. Esistono però dei piani per introdurre il gas naturale in questi due paesi in via di adesione.

Per l'approvvigionamento di gas a Cipro, saranno necessari nuovi investimenti nel terminale ricevente di gas naturale liquefatto (GNL) oppure occorrerà una connessione con il gasdotto arabo.

Nel caso di Malta, sono stati per ora esaminati due progetti: un gasdotto apposito dalla Sicilia oppure una connessione con il gasdotto Libia - Italia.

3. EUROPA SUD-ORIENTALE

Nella comunicazione sulla politica energetica per l'Unione europea ampliata con i paesi vicini, i seguenti progetti sono stati individuati come i più importanti e meritevoli di un sostegno politico, ed eventualmente finanziario, da parte della Comunità nei prossimi anni per realizzare l'obiettivo di creare un mercato regionale dell'elettricità e garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas:

Progetti concernenti l'elettricità per integrare l'Europa sud-orientale nel mercato interno europeo:

* linea adriatica attraverso la sottostazione di Mostar (Bosnia-Erzegovina) e attraverso Elbasan (Albania);

* seconda linea attraverso la sottostazione di Ernestinovo (Croazia);

Progetti concernenti il gas per migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento europeo di gas:

* gasdotto Turchia-Grecia-Italia: interconnessione attraverso l'Europa sud-orientale per portare il gas dal Mar Caspio e dall'Iran ai mercati dell'UE ampliata e ai paesi balcanici. Inoltre il flusso inverso dall'Italia alla Grecia consente di inoltrare gas dal Maghreb verso i paesi balcanici;

* gasdotto Turchia - Bulgaria - Romania - Ungheria - Austria

4. PAESI DEL MEDITERRANEO

Nella comunicazione sulla politica energetica per l'Unione europea ampliata con i paesi vicini, i seguenti progetti sono stati individuati come i più importanti e meritevoli di un sostegno politico ed eventualmente finanziario da parte della Comunità nei prossimi anni per realizzare l'obiettivo di creare un mercato regionale dell'elettricità e garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas:

Progetti concernenti l'elettricità per integrare i paesi del Mediterraneo nel mercato interno europeo:

* rafforzamento di capacità tra Marocco e Spagna;

* interconnessione tra Grecia e Turchia;

* interconnessione tra Algeria e Spagna;

* interconnessione tra Italia e Tunisia;

* interconnessione tra Italia e Libia.

Progetti concernenti il gas per migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento europeo di gas:

* approvvigionamento di Spagna e Francia dall'Algeria (gasdotto Medgaz);

* gasdotto dall'Algeria attraverso la Sardegna ed eventualmente la Corsica per fornire gas all'Italia e alla Francia;

* circuito di gas del Mediterraneo orientale, comprendente 6 sezioni: Egitto-Libia, Egitto-Giordania, Siria, Libano, Cipro, Turchia;

* terminale export GNL in Egitto per rifornire l'UE ampliata.

5. RUSSIA

Nella comunicazione sulla politica energetica per l'Unione europea ampliata con i paesi vicini, i seguenti progetti sono stati individuati come i più importanti e meritevoli di un sostegno politico ed eventualmente finanziario da parte della Comunità nei prossimi anni per realizzare l'obiettivo di creare un mercato regionale dell'elettricità e garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas:

Progetti concernenti l'elettricità per integrare la Russia e altri paesi della Comunità di Stati indipendenti (CSI) dell'Europa al mercato interno europeo:

* Per l'interconnessione dei sistemi elettrici di UE e Russia, esistono due opzioni: connessioni sincrone e asincrone. Una connessione asincrona - che permette di controllare meglio i flussi - consente un graduale aumento di capacità, senza bisogno di grandi modifiche dei sistemi di controllo delle due reti. L'apparecchiatura di interconnessione è però costosa. La connessione sincrona presenta maggiori difficoltà in termini di armonizzazione di norme operative e di sicurezza di quella asincrona. La connessione sincrona consente però di creare una capacità di interconnessione nettamente maggiore. Un preciso requisito preliminare per la piena interconnessione tra le reti elettriche dell'UE e quelle dei paesi vicini è che ciò sia vincolato all'osservanza dei requisiti ambientali e di sicurezza nucleare e non comprometta in alcun modo la sicurezza e l'affidabilità delle reti e dei sistemi di elettricità [5]. Nel 2003 si è svolta a Mosca una conferenza dei regolatori dell'elettricità ed Eurelectric e il gestore della rete russa hanno creato un gruppo di lavoro per studiare ulteriormente come interconnettere i sistemi.

[5] Si potrebbe anche prendere in considerazione una connessione ibrida tra i sistemi dell'UE e della Russia, iniziando con un numero limitato ma crescente di connessioni non sincrone (convertitori back-to-back AC/DC/AC e, con l'aumento della distanza di trasporto, linee DC) e aggiungere connessioni sincrone una volta soddisfatti i parametri operativi e di sicurezza.

Progetti concernenti il gas per migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento europeo di gas:

* Il progetto di gasdotto transeuropeo settentrionale, lungo circa 1 295 chilometri, per trasportare gas russo dalla costa russa a nord di San Pietroburgo sotto il Mar Baltico alla Germania settentrionale e da qui attraverso i Paesi Bassi fino al Regno Unito. La fonte di gas più remota per questo gasdotto sarà, una volta sviluppato, il nuovo giacimento di Shtokman.

* Un secondo gasdotto Yamal-Europa attraverso Bielorussia e Polonia lungo un tracciato parallelo a quello esistente.

6. UCRAINA E BIELORUSSIA

Il sistema russo di elettricità è connesso in modo sincrono con quello degli altri paesi della CSI. Di conseguenza, un'effettiva connessione con la Russia e l'accordo sugli aspetti commerciali, ambientali e di sicurezza sopra menzionato, costituirebbe una buona base per impostare un approccio simile con altri paesi della CSI, in particolare Ucraina e Bielorussia, nel rispetto, da parte di questi paesi, dei requisiti ambientali e di sicurezza nucleare.

Gas: si deve prevedere un aumento delle prestazioni globali e della sicurezza della rete di transito del gas in Ucraina, anche sotto il profilo della sicurezza dell'approvvigionamento dell'UE e tale intervento dovrebbe essere considerato ammissibile per finanziamenti nell'ambito della rete transeuropea.

7. FINANZIAMENTO

La costruzione di nuovi gasdotti per coprire il futuro fabbisogno della Comunità concernerà zone di origine o di transito dove occorrono garanzie politiche a copertura dei rischi per attirare i finanziamenti. Tali garanzie possono essere molto costose. La partecipazione della Comunità a tali costi, per progetti di preciso interesse UE, può fungere da catalizzatore e incentivo allo sviluppo di queste reti. Bisogna quindi aggiornare gli orientamenti per la TEN-Energia in modo da rendere ammissibili tutti i progetti correlati. Per questi progetti, la partecipazione ai costi di tali garanzie dovrebbe essere possibile nell'ambito del regolamento finanziario della Comunità per i progetti TEN ((CE) n. 2236/95) che va quindi sfruttato al massimo.

8. ULTERIORE PROMOZIONE DEI PROGETTI PRIORITARI

Relativamente ai meccanismi previsti dagli orientamenti TEN-Energia per stimolare la preparazione e l'attuazione di progetti prioritari, sono suggeriti due approcci, ossia la possibilità per la Commissione di:

(i) attribuire la massima priorità attraverso una dichiarazione di interesse europeo ai progetti prioritari transfrontalieri aventi un impatto significativo sull'integrazione delle reti in causa;

(ii) designare un coordinatore per un dato asse prioritario o per un singolo progetto prioritario.

Questi approcci sono proposti per risolvere le difficoltà in materia di tempistica, priorità e metodi nell'analisi dei progetti transfrontalieri.

9. DICHIARAZIONE DI INTERESSE EUROPEO

L'attuale mancanza di progressi in numerosi progetti prioritari concernenti l'infrastruttura energetica è legata agli ostacoli nelle procedure di autorizzazione attinenti al tracciato e alle conseguenze ambientali dei progetti. La crescente resistenza dei cittadini alla costruzione di linee aeree di trasmissione ad alta tensione e sottostazioni ritarda considerevolmente la costruzione di infrastrutture di trasmissione altamente necessarie nel settore elettrico. La tempistica della procedura di autorizzazione (valutazione di impatto ambientale - VIA, ricorsi e concessione di licenze) oscilla tra 5 e 10 anni. Questo periodo tende addirittura ad aumentare con l'interesse più accentuato, da parte del pubblico e dei politici per i progetti.

Si osservano notevoli differenze e complessità correlate nelle pratiche specifiche delle procedure di autorizzazione nei vari paesi, ad esempio studi di impatto ambientale, riunioni di consultazione del pubblico, indennizzi ai proprietari dei terreni, diritti di passaggio, soluzioni speciali, come progettazione compatta ecc. Le azioni da compiere e il relativo iter possono essere rappresentate soltanto in complessi diagrammi di tipo logistico della procedura di autorizzazione.

Bisogna quindi razionalizzare le procedure di autorizzazione per i progetti prioritari transfrontalieri di grande interesse europeo che concernono più Stati membri. La presente decisione prevede a tal fine una dichiarazione di interesse europeo.

Bisogna anche garantire che la Comunità realizzi le priorità selezionate avvalendosi dei suoi strumenti finanziari. L'aiuto concesso alle reti transeuropee, attraverso i Fondi strutturali e gli strumenti di preadesione deve conferire una priorità a questi progetti, nel rispetto delle regole e dei criteri specifici di ciascuno strumento. La proposta parallela di modifica del regolamento TEN ((CE) n. 2236/95) per la concessione di un contributo finanziario della Comunità offre la possibilità per i progetti prioritari, comprese le loro sezioni transfrontaliere, di un cofinanziamento comunitario fino a concorrenza del 20% del costo dei progetti.

Considerati infine gli effetti negativi dei ritardi o dell'abbandono di determinati tracciati sulla redditività dei lavori svolti in altri Stati membri sullo stesso asse e sugli interessi finanziari della Comunità, si dovrebbe introdurre un meccanismo per incentivare il rispetto delle date convenute. La presente decisione introduce quindi la possibilità che la Commissione possa decidere di ritirare la dichiarazione come progetto di interesse europeo in caso di lunghi ritardi e assenza di prospettive di realizzazione del progetto, dopo aver consultato gli Stati membri interessati sui motivi dei ritardi.

10. COORDINATORE EUROPEO PER PROGETTI SPECIFICI

Nel caso di alcuni progetti, o gruppi di progetti, dichiarati di interesse europeo, situati su un asse prioritario, onde migliorarne la preparazione e l'attuazione, si dovrebbe creare un gruppo di coordinamento, cui parteciperebbe la Comunità, per tutta la loro durata. Tale approccio, da decidere caso per caso, presuppone la cooperazione degli Stati membri interessati.

Ai termini dell'articolo 155 del trattato CE, la Commissione può prendere qualsiasi iniziativa utile per promuovere il coordinamento tra Stati membri. Essa potrebbe quindi, nell'ambito del suo mandato, designare una personalità, di concerto con gli Stati membri interessati, responsabile del coordinamento.

Questo coordinatore europeo, designato per un progetto o gruppo di progetti, avrebbe il compito di incoraggiare la cooperazione con l'utenza e gli operatori, promuovere i progetti tra gli investitori privati e le istituzioni finanziarie, tra cui la Comunità, e garantire i controlli necessari per mantenere informata la Comunità sui progressi in modo da poter prendere, se del caso, misure per risolvere eventuali problemi. I coordinatori europei agiranno in nome e per conto della Commissione.

I coordinatori europei saranno designati mediante decisioni adottate dalla Commissione, previa consultazione degli Stati membri interessati. In queste singole decisioni saranno specificate le modalità di intervento del coordinatore. Queste disposizioni saranno decise caso per caso e saranno quindi diverse, in funzione delle circostanze. La designazione di un coordinatore rimane soltanto una possibilità e sarà riservata unicamente ad alcuni progetti o gruppi di progetti, in funzione dei problemi di coordinamento registrati.

11. SEMPLIFICAZIONE LEGISLATIVA

Dalla loro adozione nel 1996, gli orientamenti sulla TEN-Energia sono stati suddivisi in due decisioni, una presa dal Consiglio e dal Parlamento europeo (decisione n. 1254/96/CE ora sostituita dalla decisione n. 1229/2003/CE) e un'altra dal Consiglio (decisione n. 96/391/CE). I motivi per tale suddivisione non sussistono più in quanto tutto il settore TEN è ora disciplinato mediante codecisione, anche se inizialmente questa formula era prevista soltanto per l'individuazione dei progetti di interesse comune.

Bisogna ora avere un'unica decisione sugli orientamenti che integri la decisione n. 96/391/CE del Consiglio, del 28 marzo 1996, relativa ad un insieme di azioni volte a creare un contesto più favorevole allo sviluppo delle reti transeuropee nel settore dell'energia.

12. PANORAMICA DELLA VALUTAZIONE DI IMPATTO

L'importo stimato degli investimenti necessari nel periodo 2007-2013 per la costruzione dei progetti prioritari di reti elettriche e del gas è di circa 28 miliardi di EUR (20 miliardi di EUR nell'UE e 8 miliardi di EUR nei paesi terzi). Un importo supplementare sarà necessario per completare gli altri progetti di interesse comune. Questi importi saranno principalmente forniti dai gestori delle reti dell'energia e integrati con altri finanziamenti, ove opportuno, da parte della Comunità europea (meccanismi di aiuto e di prestiti).

In base ad un esame iniziale dei progetti prioritari e di altri progetti di interesse comune inclusi nella presente proposta, vi saranno vantaggi socioeconomici in termini di continuità e sicurezza dell'approvvigionamento energetico, costi inferiori (grazie a un aumento della concorrenza), sviluppo regionale, integrazione dei paesi in via di adesione e di altri paesi vicini (coesione per un'Europa più ampia), protezione dell'ambiente (grazie a un maggiore ricorso al gas naturale come combustibile primario). Considerati i tempi lunghi degli investimenti nella rete dell'energia (da 20 a 40 anni), questi vantaggi continueranno per molti anni ad apportare benefici all'economia e alla società europea.

La Commissione ha pubblicato un'ampia documentazione sulla prevista revisione degli orientamenti TEN-Energia e ha invitato le parti interessate a esprimere le loro osservazioni.

Oltre al parere espresso dal gruppo di lavoro del forum "Energia e trasporti" l'8 settembre 2003 (a favore dell'integrazione dei paesi in via di adesione negli orientamenti per la TEN-Energia) e alla richiesta della CEFIC (Federazione europea dell'industria chimica) di tener conto nelle politiche TEN della necessità di costruire reti di oleodotti per il trasporto di olefine (prodotti derivati dal petrolio), la Commissione ha ricevuto 17 contributi da gestori del sistema di trasmissione dell'elettricità, organizzazioni europee (trasmissione di elettricità; compagnie petrolifere e del gas), imprese dell'energia, autorità regionali e locali e gruppi ambientali.

In conclusione, i contributi mostrano una forte adesione agli elementi seguenti:

* grande importanza della sicurezza dell'approvvigionamento, donde la necessità di conferire la massima importanza ai progetti che contribuiscono a questo obiettivo;

* massima priorità da conferire a livello nazionale anche ai progetti dichiarati di "comune interesse europeo". Maggiori controlli e sostegno all'effettiva realizzazione di questi progetti;

* necessità di accelerare le procedure di autorizzazione dei progetti transfrontalieri e di avviare un'unica procedura di autorizzazione per i progetti TEN-E di interesse europeo;

* necessità di un quadro giuridico stabile e trasparente nonché di fornire il giusto ambiente di regolamentazione, con criteri indiscutibili, onde minimizzare i rischi per gli investitori.

I contributi ricevuti dalle autorità regionali e locali e da gruppi ambientalistici hanno espresso forti obiezioni all'attuazione di un singolo progetto prioritario di interconnessione elettrica, adducendo diverse priorità energetiche a livello regionale e rischi per la salute e altre attività nella zona.

2003/0297 (COD)

Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che stabilisce orientamenti per le reti transeuropee nel settore dell'energia e abroga le decisioni 96/391/CE e 1229/2003/CE

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 156,

vista la proposta della Commissione [6],

[6] GU C [...] del [...], pag. [...].

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo [7],

[7] GU C [...] del [...], pag. [...].

visto il parere del Comitato delle regioni [8],

[8] GU C [...] del [...], pag. [...].

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [9],

[9] GU C [...] del [...], pag. [...].

considerando quanto segue:

(1) Dopo l'adozione della decisione n. 1229/2003/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2003, che stabilisce un insieme di orientamenti relativi alle reti transeuropee nel settore dell'energia e che abroga la decisione n. 1254/96/CE [10], è emersa la necessità di integrare pienamente gli Stati di adesione in tali orientamenti e di adattarli ulteriormente, ove necessario, alla nuova politica di prossimità dell'Unione europea.

[10] GU L 176 del 15.7.2003 pag. 11.

(2) Le priorità derivano dalla creazione di un mercato interno dell'energia più aperto e concorrenziale, in seguito all'attuazione della direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2003, concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica e che abroga la direttiva 96/32/CE [11] e della direttiva 2003/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2003, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale e che abroga la direttiva 98/30/CE [12]. Queste priorità sono in linea con le conclusioni del Consiglio europeo di Stoccolma, del marzo 2001, in merito allo sviluppo delle infrastrutture necessarie al funzionamento del mercato dell'energia. Si deve compiere uno sforzo particolare per conseguire l'obiettivo di aumentare l'uso delle fonti energetiche rinnovabili e contribuire all'attuazione di una politica di sviluppo sostenibile. Ciò va comunque conseguito senza provocare perturbazioni sproporzionate al normale equilibrio di mercato.

[11] GU L 176 del 15.7.2003, pag. 37.

[12] GU L 176 del 15.7.2003, pag. 57.

(3) Di norma la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture del settore energetico dovrebbero essere soggette a principi di mercato. Ciò è anche in linea con le proposte della Commissione in materia di completamento del mercato interno nel settore dell'energia e con le norme comuni sul diritto della concorrenza che mirano alla creazione di un mercato interno dell'energia più aperto e competitivo. Il contributo finanziario della Comunità per la realizzazione e la manutenzione dovrebbe pertanto restare assolutamente eccezionali. Tali eccezioni dovrebbero essere debitamente motivate.

(4) Le infrastrutture del settore energetico devono essere costruite e mantenute in modo tale da consentire il buon funzionamento del mercato interno dell'energia, tenendo conto al contempo di considerazioni strategiche e, eventualmente, di servizio universale.

(5) Le priorità per le reti dell'energia transeuropee derivano anche dalla crescente importanza delle reti dell'energia transeuropee per garantire e diversificare le forniture energetiche della Comunità, incorporando le reti dell'energia dei paesi in via di adesione e garantendo il funzionamento coordinato delle reti dell'energia nella Comunità e nei paesi vicini. I paesi vicini all'Unione europea hanno infatti un ruolo molto importante nella politica energetica dell'Unione. Essi forniscono la maggior parte del fabbisogno di gas naturale dell'UE, sono partner fondamentali per il transito dell'energia primaria destinata all'UE e diventeranno ancora più importanti sui mercati interni del gas e dell'elettricità della Comunità.

(6) Tra i progetti relativi alle reti transeuropee dell'energia, vanno evidenziati i progetti prioritari che rivestono grande importanza per il funzionamento del mercato interno dell'energia o la sicurezza dell'approvvigionamento di energia. Si deve inoltre prevedere una dichiarazione di interesse europeo per i progetti aventi la massima priorità nonché un maggiore coordinamento, ove opportuno.

(7) La procedura di individuazione dei progetti relativi alle reti transeuropee dell'energia deve garantire un'applicazione armoniosa del regolamento (CE) n. 2236/95 del Consiglio, del 18 settembre 1995, che stabilisce i principi generali per la concessione di un contributo finanziario della Comunità nel settore delle reti transeuropee [13]. Tale procedura deve prevedere due livelli: il primo relativo a un numero ristretto di criteri di individuazione e il secondo concernente la descrizione dettagliata dei progetti, con riferimento alle specifiche.

[13] GU L 228 del 23.9.1995, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1655/1999 (GU L 197 del 29.7.1999, pag. 1).

(8) Le specifiche dei progetti sono passibili di modifica e sono quindi fornite a titolo indicativo; la Commissione dovrebbe mantenere la possibilità di aggiornarle. Poiché i progetti possono avere rilevanti implicazioni politiche ed economiche, è importante trovare un adeguato equilibrio tra controllo legislativo e flessibilità nel determinare quali progetti meritino eventualmente un sostegno comunitario.

(9) Per alcuni progetti prioritari o sezioni di progetti prioritari o gruppi di progetti prioritari deve essere possibile migliorare la preparazione e attuazione grazie alla creazione di un gruppo di coordinamento, cui parteciperebbe la Commissione, per la durata dei progetti prioritari di cui si tratta. La Commissione deve pertanto essere abilitata a designare un coordinatore europeo per tali progetti, onde incoraggiare la cooperazione con gli utilizzatori e gli operatori e garantire lo svolgimento del monitoraggio necessario per tenere informata la Comunità sui progressi.

(10) Si deve creare un contesto più favorevole allo sviluppo delle reti transeuropee dell'energia, soprattutto incoraggiando la cooperazione tecnica tra le entità responsabili delle reti, facilitando l'espletamento delle procedure di autorizzazione applicate ai progetti della rete negli Stati membri onde ridurre i ritardi e mobilitare ove opportuno i fondi, gli strumenti e i programmi finanziari della Comunità disponibili per i progetti della rete.

(11) L'individuazione dei progetti d'interesse comune, la definizione delle loro specifiche e l'individuazione dei progetti prioritari vanno effettuate fatti salvi i risultati della valutazione dell'impatto ambientale dei progetti e dei piani o programmi.

(12) Le misure necessarie per l'applicazione della presente decisione devono essere adottate in conformità della decisione n. 1999/468/CE, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [14].

[14] GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.

(13) La Commissione deve riferire periodicamente sull'attuazione della presente decisione.

(14) Poiché la decisione ha lo stesso contenuto e campo di applicazione della decisione 96/391/CE del Consiglio, del 28 marzo 1996, relativa ad un insieme di azioni volte a creare un contesto più favorevole allo sviluppo delle reti transeuropee nel settore dell'energia e della decisione 1229/2003/CE, queste due decisioni devono essere abrogate,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Contenuto

La presente decisione definisce la natura e la portata dell'azione comunitaria di orientamento in materia di reti transeuropee dell'energia. Essa stabilisce un insieme di orientamenti concernenti gli obiettivi, le priorità e le principali linee di azione della Comunità nel settore delle reti transeuropee dell'energia. Tali orientamenti individuano progetti di interesse comune nelle reti transeuropee di elettricità e gas, compresi i progetti prioritari.

Articolo 2

Campo di applicazione

La presente decisione si applica:

1) nelle reti di elettricità:

a) a tutte le linee ad alta tensione, escluse quelle delle reti di distribuzione, e ai collegamenti sottomarini nella misura in cui queste opere assicurano trasporti o connessioni interregionali o internazionali;

b) a qualsiasi apparecchiatura o impianto indispensabile per il buon funzionamento del sistema considerato, compresi i sistemi di protezione, monitoraggio e controllo;

2) nelle reti di gas (che trasportano gas naturale o gas di olefine):

a) ai gasdotti ad alta pressione, esclusi quelli delle reti di distribuzione, che consentono l'approvvigionamento delle regioni della Comunità a partire da fonti interne o esterne;

b) ai depositi sotterranei collegati ai gasdotti ad alta pressione di cui sopra;

c) ai terminali di arrivo, deposito e rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL), nonché alle metaniere, in funzione delle capacità da alimentare;

d) a qualsiasi apparecchiatura o impianto indispensabile per il buon funzionamento del sistema considerato, compresi i sistemi di protezione, monitoraggio e controllo.

Articolo 3

Obiettivi

La Comunità favorisce l'interconnessione, l'interoperabilità e lo sviluppo delle reti transeuropee dell'energia nonché l'accesso a queste reti, conformemente al diritto comunitario vigente, al fine di:

a) favorire l'effettiva realizzazione del mercato interno in generale e in particolare del mercato interno dell'energia, incoraggiando nel contempo la produzione razionale e proporzionale, la distribuzione e l'uso razionali delle risorse energetiche nonché lo sviluppo e la connessione delle risorse energetiche rinnovabili, al fine di ridurre il costo dell'energia per il consumatore e contribuire alla diversificazione delle fonti energetiche;

b) facilitare lo sviluppo e ridurre l'isolamento delle regioni meno favorite e insulari della Comunità, contribuendo così al rafforzamento della coesione economica e sociale;

c) rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, anche mediante l'approfondimento delle relazioni con i paesi terzi in materia di energia, nell'interesse di tutte le parti interessate, in particolare nel quadro della Carta dell'energia nonché degli accordi di cooperazione conclusi dalla Comunità;

d) contribuire allo sviluppo sostenibile e migliorare la protezione dell'ambiente, in particolare riducendo i rischi ambientali associati al trasporto e alla trasmissione di energia.

Articolo 4

Priorità di azione

Le priorità dell'azione comunitaria in materia di reti transeuropee dell'energia sono compatibili con uno sviluppo sostenibile e sono le seguenti:

1) per le reti di elettricità e di gas:

a) adattamento e sviluppo delle reti dell'energia a sostegno del funzionamento del mercato interno dell'energia e soluzione dei problemi dovuti a strozzature, segnatamente quelle transfrontaliere, congestione e collegamenti mancanti, nonché presa in considerazione delle esigenze legate al funzionamento del mercato interno dell'elettricità e del gas naturale e all'ampliamento dell'Unione europea;

b) creazione di reti dell'energia nelle regioni insulari, isolate, periferiche e ultraperiferiche, favorendo la diversificazione delle fonti energetiche e l'uso di fonti energetiche rinnovabili, unitamente al collegamento con dette reti, se necessario;

2) per le reti di elettricità:

a) adattamento e sviluppo delle reti per facilitare l'integrazione o la connessione della produzione di energie rinnovabili;

b) garanzia dell'interoperabilità delle reti elettriche della Comunità con quelle dei paesi in via di adesione e di altri paesi dell'Europa, dei bacini del Mar Mediterraneo e del Mar Nero;

3) per le reti di gas:

a) sviluppo delle reti di gas naturale per coprire il fabbisogno di gas naturale della Comunità e controllare i suoi sistemi di approvvigionamento di gas naturale;

b) garanzia dell'interoperabilità delle reti di gas naturale della Comunità con quelle di altri paesi in Europa, nei bacini del Mar Mediterraneo, del Mar Nero e del Mar Caspio, nonché in Medio Oriente e nella regione del Golfo e diversificazione delle fonti e dei percorsi di approvvigionamento del gas naturale;

c) sviluppo e integrazione delle reti di gas di olefine per coprire il fabbisogno di gas di olefine delle industrie della Comunità.

Articolo 5

Linee di azione

Le principali linee di azione della Comunità in materia di reti transeuropee dell'energia sono le seguenti:

a) individuazione di progetti di interesse comune, compresi quelli prioritari;

b) creazione di un contesto più favorevole allo sviluppo di queste reti.

Articolo 6

Criteri per i progetti di interesse comune

1. I criteri generali da applicare alle decisioni concernenti l'individuazione, le modifiche, le specifiche o le domande di aggiornamento dei progetti di interesse comune sono i seguenti:

a) i progetti rientrano nel campo di applicazione dell'articolo 2;

b) i progetti sono conformi agli obiettivi e alle priorità stabiliti rispettivamente agli articoli 3 e 4;

c) i progetti presentano prospettive di redditività economica.

La valutazione della redditività economica è effettuata mediante un'analisi costi/benefici che tiene conto di tutti i costi e benefici, tra cui quelli a medio e lungo termine, con riferimento ad aspetti ambientali, sicurezza dell'approvvigionamento e contributo alla coesione economica e sociale. I progetti di interesse comune che riguardano il territorio di uno Stato membro richiedono l'approvazione di quest'ultimo.

2. Criteri supplementari per l'individuazione dei progetti di interesse comune figurano nell'allegato II.

Qualsiasi cambiamento ai criteri supplementari per l'individuazione di progetti di interesse comune di cui all'allegato II è deciso secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato.

3. Solo i progetti elencati nell'allegato III sono ammissibili al contributo comunitario di cui al regolamento (CE) n. 2236/95. Questi progetti soddisfano i criteri di cui al paragrafo 1 e all'allegato II.

4. Le specifiche indicative di progetto, comprendenti la descrizione dettagliata dei progetti e, ove opportuno, i relativi parametri geografici, sono indicati all'allegato III. Queste specifiche sono aggiornate conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2. Gli aggiornamenti sono di natura tecnica e devono limitarsi alle modifiche tecniche dei progetti o a una modifica di una parte del percorso indicato oppure a un adeguamento limitato all'ubicazione del progetto.

5. Gli Stati membri prendono ogni misura ritenuta necessaria per facilitare e accelerare la realizzazione dei progetti di interesse comune e ridurre al minimo i ritardi, nel rispetto della legislazione comunitaria e delle convenzioni internazionali in materia di ambiente. In particolare, le procedure di autorizzazione necessarie sono concluse rapidamente.

6. Allorché parti di progetti di interesse comune sono situate sul territorio di paesi terzi, la Commissione, previa consultazione degli Stati membri interessati, nel caso dei paesi terzi può fare proposte, eventualmente nell'ambito della gestione degli accordi della Comunità con tali paesi terzi e in conformità delle disposizioni del trattato sulla Carta dell'energia, affinché i progetti siano altresì riconosciuti di interesse reciproco dai paesi terzi in questione, al fine di facilitare la realizzazione dei progetti stessi.

Articolo 7

Progetti prioritari

1. I progetti di interesse comune di cui all'allegato I sono considerati prioritari ai fini della concessione del contributo comunitario di cui al regolamento (CE) n. 2236/95.

Le modifiche all'allegato I sono decise conformemente alla procedura di cui all'articolo 251 del trattato.

2. Gli Stati membri interessati e la Commissione provvedono, ciascuno nella sfera delle proprie competenze, ad agevolare l'esecuzione dei progetti prioritari, in particolare i progetti transfrontalieri.

3. I progetti prioritari sono compatibili con lo sviluppo sostenibile e soddisfano i seguenti criteri:

a) hanno un impatto significativo sul funzionamento concorrenziale del mercato interno

e/o

b) rafforzano la sicurezza dell'approvvigionamento della Comunità.

Articolo 8

Progetti di interesse europeo

1. Una selezione dei progetti su assi dei progetti prioritari di cui all'articolo 7 di natura transfrontaliera o che hanno un impatto significativo sulla capacità di trasmissione transfrontaliera sono dichiarati progetti di interesse europeo.

Questi progetti figurano nell'allegato IV.

2. Quando si presentano progetti nell'ambito del fondo di coesione, conformemente all'articolo 10 del regolamento (CE) n. 1164/94 del Consiglio [15], gli Stati membri conferiscono l'opportuna priorità ai progetti dichiarati di interesse europeo.

[15] GU L 130 del 25.5.1994, pag. 1.

3. Quando si presentano progetti nell'ambito del bilancio per le reti traseuropee, conformemente all'articolo 10 del regolamento (CE) n. 2236/95 del Consiglio [16], gli Stati membri conferiscono l'opportuna priorità ai progetti dichiarati di interesse europeo.

[16] GU L 228 del 23.9.1995, pag. 1.

4. Quando si presentano progetti nell'ambito dei Fondi strutturali, conformemente all'articolo 10 del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio [17], gli Stati membri conferiscono l'opportuna priorità ai progetti dichiarati di interesse europeo.

[17] GU L 161 del 26.6.1999, pag. 1.

5. La Commissione garantisce che i paesi idonei ad avvalersi dello strumento per le politiche strutturali di preadesione diano l'opportuna priorità, quando presentano progetti ai sensi degli articoli 2 e 7 del regolamento (CE) n. 1267/1999 del Consiglio [18], ai progetti dichiarati di interesse europeo.

[18] GU L 161 del 26.6.1999, pag. 73.

6. In caso di ritardi rilevanti, effettivi o previsti, nell'inizio dei lavori di uno dei progetti dichiarati di interesse europeo, la Commissione chiede agli Stati membri interessati di indicare i motivi di tali ritardi entro tre mesi.

Dopo aver ricevuto ed esaminato la risposta degli Stati membri interessati, la Commissione, tenendo conto del principio di proporzionalità, può decidere di ritirare la dichiarazione di progetto di interesse comune.

7. Cinque anni dopo il completamento di un progetto dichiarato di interesse europeo o di una delle sue sezioni, gli Stati membri interessati effettuano una valutazione del suo impatto socioeconomico e del suo impatto sull'ambiente, compreso l'impatto sugli scambi tra Stati membri, sulla coesione territoriale e sullo sviluppo sostenibile.

Gli Stati membri comunicano alla Commissione i risultati di questa valutazione.

8. Se un progetto è dichiarato di interesse europeo, gli Stati membri interessati effettuano, per ciascuna sezione di tale progetto, come opportuno, una valutazione coordinata e procedono a una consultazione del pubblico prima di autorizzare il progetto.

9. Se un progetto dichiarato di interesse europeo comprende una sezione transfrontaliera che è tecnicamente e finanziariamente indivisibile, i due Stati membri interessati effettuano un'indagine transnazionale per valutare la sezione transfrontaliera e consultano il pubblico prima di autorizzare il progetto.

10. Le procedure coordinate o di indagine transnazionale di cui ai paragrafi 8 e 9 si applicano fatti salvi gli obblighi imposti dalla legislazione comunitaria sulla protezione ambientale, in particolare la valutazione di impatto ambientale.

Gli Stati membri interessati informano la Commissione del lancio e dei risultati di tali procedure coordinate o di indagine transnazionale.

Articolo 9

Attuazione di progetti di interesse europeo

1. I progetti di interesse europeo sono realizzati celermente.

Al più tardi sei mesi dopo l'entrata in vigore della presente decisione, gli Stati membri presentano alla Commissione un calendario per il completamento di questi progetti che contiene dettagli sui seguenti elementi:

a) iter previsto del progetto lungo il processo di approvazione;

b) tempi della fase di fattibilità e progettazione;

c) costruzione del progetto;

d) entrata in servizio del progetto.

2. Ogni anno gli Stati membri trasmettono alla Commissione un rapporto sui progressi dei progetti di cui al paragrafo 1.

Se i progressi sono più lenti rispetto al calendario presentato alla Commissione, gli Stati membri devono presentare a quest'ultima un piano riveduto.

3. Gli Stati membri adottano le misure opportune per garantire che la procedura di autorizzazione per i progetti di interesse europeo sia efficiente e non comporti ritardi superflui.

Articolo 10

Coordinatore europeo

1. La Commissione può designare, previa consultazione degli Stati membri interessati, un coordinatore europeo.

Il coordinatore agisce in nome e per conto della Commissione. La missione del coordinatore concerne un progetto prioritario o una sezione di progetto prioritario. Se necessario, la missione del coordinatore europeo può essere estesa ad altri progetti correlati.

2. Il coordinatore europeo è scelto in base alla sua esperienza in materia di istituzioni europee e questioni tecniche, finanziarie, socioeconomiche e ambientali attinenti alla valutazione di grandi progetti.

3. La decisione che designa il coordinatore europeo specifica le modalità di esecuzione dei compiti del coordinatore.

4. Il coordinatore europeo:

a) promuove metodi comuni per la valutazione dei progetti; consiglia i promotori dei progetti sugli aspetti finanziari di essi e può eventualmente esprimere un parere su questioni attinenti al funzionamento delle reti;

b) presenta ogni anno un rapporto alla Commissione sui progressi conseguiti nella realizzazione del progetto o dei progetti per i quali è responsabile, su nuovi sviluppi di regolamentazione o di altro tipo che possono incidere sulle caratteristiche dei progetti e su eventuali difficoltà e ostacoli atti a provocare ritardi significativi;

c) contribuisce al dialogo con gli operatori, l'utenza, le autorità regionali e locali e rappresentanti della società civile per acquisire una piena conoscenza della domanda di servizi di trasmissione, dei vincoli in presenza e dei parametri di servizio necessari per ottimizzare l'uso dell'infrastruttura in causa.

5. Gli Stati membri interessati cooperano con il coordinatore europeo e comunicano al coordinatore le informazioni necessarie per l'espletamento dei compiti di cui al paragrafo 4.

6. La Commissione può richiedere il parere del coordinatore europeo nell'esaminare le domande di finanziamento comunitario di progetti o gruppi di progetti per i quali è responsabile.

Articolo 11

Contesto più favorevole

1. Per contribuire a creare un contesto più favorevole allo sviluppo delle reti transeuropee dell'energia e alla loro interoperabilità, la Comunità conferisce la massima importanza alle misure seguenti e le promuove ove necessario:

a) cooperazione tecnica tra le entità responsabili delle reti transeuropee dell'energia, particolarmente per il buon funzionamento delle connessioni di cui all'allegato II, punti 1, 2 e 7;

b) agevolazione dell'espletamento delle procedure di autorizzazione dei progetti sulle reti transeuropee dell'energia onde ridurre i ritardi;

c) assistenza ai progetti di interesse comune attraverso i suoi Fondi, strumenti e programmi finanziari applicabili a queste reti.

2. La Commissione, in stretta collaborazione con gli Stati membri interessati, prende tutte le iniziative per promuovere il coordinamento delle attività di cui al paragrafo 1.

3. Le misure necessarie per attuare le attività di cui al paragrafo 1, lettere a) e b) sono decise dalla Commissione conformemente alla procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2.

Articolo 12

Conseguenze sulla concorrenza

Nell'esaminare i progetti si deve tenere conto dei loro effetti sulla concorrenza. Sono incoraggiati il finanziamento privato o il finanziamento da parte di operatori economici, nel rispetto della concorrenza e delle altre norme UE. E' evitata quelsiasi distorsione della concorrenza fra operatori di mercato, conformemente alle disposizioni del trattato CE.

Articolo 13

Limitazioni

1. La presente decisione lascia impregiudicati gli impegni finanziari assunti da uno Stato membro o dalla Comunità.

2. La presente decisione lascia impregiudicati i risultati della valutazione dell'impatto ambientale dei progetti e dei piani o programmi che definiscono il futuro quadro di autorizzazione per tali progetti. I risultati della valutazione dell'impatto ambientale, ove tale valutazione sia prescritta conformemente alla pertinente legislazione comunitaria, saranno presi in considerazione prima di procedere effettivamente alla decisione di eseguire i progetti conformemente alla pertinente legislazione comunitaria.

Articolo 14

Comitato

1. La Commissione è assistita da un comitato.

2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa.

Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.

3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.

Articolo 15

Relazione

Ogni due anni la Commissione elabora una relazione sull'attuazione della presente decisione, che presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.

Nella relazione si prendono in considerazione l'attuazione e i progressi compiuti nell'eseguire i progetti prioritari, nonché le modalità del loro finanziamento, segnatamente per quanto attiene al contributo comunitario, che riguardano le connessioni transfrontaliere, come menzionato nell'allegato II, punti 1, 2 e 7.

Articolo 16

Abrogazioni

Le decisioni n. 391/96/CE e n. 1229/2003/CE sono abrogate.

Articolo 17

Entrata in vigore

La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 18

Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il Presidente Il Presidente

ALLEGATO I

RETI TRANSEUROPEE NEL SETTORE DELL'ENERGIA

Progetti prioritari di cui all'articolo 7

RETI DI ELETTRICITÀ

EL.1. Francia - Belgio - Paesi Bassi - Germania:

potenziamento delle reti elettriche necessarie per risolvere la congestione del flusso di elettricità nel Benelux.

EL.2. Frontiere dell'Italia con la Francia, l'Austria, la Slovenia e la Svizzera:

aumento delle capacità di interconnessione elettrica.

EL.3. Francia - Spagna - Portogallo:

aumento delle capacità di interconnessione elettrica tra questi paesi e per la Penisola Iberica e sviluppo della rete nelle regioni insulari.

EL.4. Grecia - paesi balcanici - sistema UCTE:

Sviluppo dell'infrastruttura elettrica per collegare la Grecia al sistema UCTE e potenziare il mercato dell'elettricità dell'Europa sud-orientale.

EL.5. Regno Unito - Europa continentale e settentrionale:

creazione/incremento delle capacità di interconnessione elettrica ed eventuale integrazione dell'energia eolica offshore.

EL.6. Irlanda - Regno Unito:

aumento delle capacità di interconnessione elettrica ed eventuale integrazione dell'energia eolica offshore.

EL.7. Danimarca - Germania - circuito del Baltico (comprendente Norvegia - Svezia - Finlandia - Danimarca - Germania - Polonia - Stati baltici - Russia):

aumento delle capacità di interconnessione elettrica ed eventuale integrazione dell'energia eolica offshore.

EL.8. Germania - Polonia - Repubblica ceca - Slovacchia - Austria - Ungheria - Slovenia:

aumento delle capacità di interconnessione elettrica.

EL.9. Stati membri mediterranei - circuito elettrico del Mediterraneo:

Aumento delle capacità di interconnessione elettrica tra Stati membri mediterranei e Marocco - Algeria - Tunisia - Libia - Egitto - paesi del Vicino Oriente - Turchia.

RETI DEL GAS

NG.1. Regno Unito - Europa continentale settentrionale, compresi Paesi Bassi, Danimarca e Germania - Polonia - Lituania - Lettonia - Estonia - Finlandia - Russia:

gasdotto North Transgas e gasdotto Yamal-Europa, per il trasporto di gas naturale, per collegare alcune delle principali fonti di gas naturale in Europa e migliorare l'interoperabilità delle reti e la sicurezza dell'approvvigionamento.

NG.2. Algeria - Spagna - Italia - Francia - Europa continentale settentrionale:

costruzione di nuovi gasdotti per il trasporto di gas naturale dall'Algeria alla Spagna, alla Francia e all'Italia e aumento della capacità delle reti in Spagna, in Italia e in Francia e tra questi Stati.

NG.3. Paesi del Mar Caspio - Medio Oriente - Unione europea:

nuove reti di gasdotti, per il trasporto di gas naturale, che colleghino l'Unione europea a nuove fonti, compresi i gasdotti Turchia - Grecia, Grecia - Italia e Turchia - Austria.

NG.4. Terminali GNL in Belgio, Francia, Spagna, Portogallo e Italia:

diversificazione delle fonti di approvvigionamento e dei punti d'ingresso, compresi i connessione di terminali GNL con la rete di trasmissione.

NG.5. Stoccaggi sotterranei di gas naturale in Spagna, Portogallo, Italia, Grecia e nella regione del Mar Baltico:

aumento della capacità in Spagna, in Italia e nella regione del Mar Baltico e costruzione dei primi impianti in Portogallo e in Grecia.

NG.6. Stati membri mediterranei - circuito del gas Mediterraneo orientale:

realizzazione e aumento di capacità di gasdotti per il trasporto del gas naturale tra gli Stati membri mediterranei e Libia - Egitto - Giordania - Siria - Turchia.

ALLEGATO II

RETI TRANSEUROPEE NEL SETTORE DELL'ENERGIA

Criteri supplementari per i progetti di interesse comune

Cfr. articolo 6, paragrafo 2

RETI DI ELETTRICITÀ

1. Sviluppo delle reti elettriche nelle regioni insulari, isolate, periferiche e ultraperiferiche tramite la promozione della diversificazione delle fonti di energia e il maggiore ricorso alle energie rinnovabili e connessione delle reti elettriche di queste regioni, ove opportuno.

* Irlanda - Regno Unito (Galles)

* Grecia (isole)

* Italia (Sardegna) - Francia (Corsica) - Italia (continentale)

* Connessioni nelle regioni insulari, comprese le connessioni con il continente

* Connessioni nelle regioni ultraperiferiche in Francia, Spagna, Portogallo

2. Sviluppo delle interconnessioni tra gli Stati membri necessarie per il funzionamento del mercato interno o per l'affidabilità e la sicurezza di funzionamento delle reti elettriche.

* Francia - Belgio - Paesi Bassi - Germania

* Francia - Germania

* Francia - Italia

* Francia - Spagna

* Portogallo - Spagna

* Finlandia - Svezia

* Finlandia - Estonia - Lettonia - Lituania

* Austria - Italia

* Italia - Slovenia

* Austria - Italia - Slovenia - Ungheria

* Germania - Polonia

* Germania - Polonia - Repubblica ceca - Slovacchia - Ungheria

* Polonia - Lituania

* Irlanda - Regno Unito (Irlanda del Nord)

* Austria - Germania

* Paesi Bassi - Regno Unito

* Germania - Danimarca - Svezia

* Grecia - Italia

3. Sviluppo delle interconnessioni elettriche all'interno degli Stati membri necessarie per uno sfruttamento più efficiente delle interconnessioni tra gli Stati membri, il funzionamento del mercato interno o la connessione delle fonti energetiche rinnovabili.

* Tutti gli Stati membri

4. Sviluppo delle interconnessioni elettriche con i paesi terzi, in particolare con i paesi candidati all'adesione, che migliorano l'interoperabilità, l'affidabilità e la sicurezza di funzionamento delle reti elettriche o l'approvvigionamento di elettricità nella Comunità europea.

* Germania - Norvegia

* Paesi Bassi - Norvegia

* Svezia - Norvegia

* Regno Unito - Norvegia

* Circuito elettrico del Baltico: Germania - Polonia - Bielorussia - Russia - Lituania - Lettonia - Estonia - Finlandia - Svezia - Norvegia - Danimarca

* Norvegia - Svezia - Finlandia - Russia

* Circuito elettrico del Mediterraneo: Francia - Spagna - Marocco - Algeria - Tunisia - Libia - Egitto - paesi del Vicino Oriente - Turchia - Grecia - Italia

* Grecia - Turchia

* Italia - Svizzera

* Grecia - paesi balcanici

* Spagna - Marocco

* UE - paesi balcanici - Bielorussia - Russia - Ucraina

* Circuito del Mar Nero: Russia - Ucraina - Romania - Bulgaria - Turchia - Georgia

5. Azioni volte a migliorare il funzionamento delle reti elettriche interconnesse nel quadro del mercato interno e, in particolare, individuazione delle strozzature e dei collegamenti mancanti, sviluppo di soluzioni per i problemi di congestione e adeguamento dei metodi di previsione e di gestione delle reti elettriche.

* Individuazione delle strozzature e dei collegamenti mancanti, specialmente transfrontalieri, nelle reti elettriche.

* Sviluppo di soluzioni per la gestione del flusso di elettricità onde affrontare i problemi di congestione delle reti elettriche.

* Adeguamento dei metodi di previsione e gestione delle reti elettriche necessarie per il funzionamento del mercato interno e per l'uso di una percentuale elevata di fonti energetiche rinnovabili.

RETI DEL GAS

6. Introduzione del gas naturale in nuove regioni, soprattutto nelle regioni insulari, prive di sbocchi al mare, periferiche e ultraperiferiche, e sviluppo delle reti del gas naturale in tali regioni.

* Regno Unito (Irlanda del Nord)

* Irlanda

* Spagna

* Portogallo

* Grecia

* Svezia

* Danimarca

* Italia (Sardegna)

* Francia (Corsica)

* Cipro

* Malta

* Regioni ultraperiferiche: Francia, Spagna, Portogallo

7. Sviluppo delle connessioni di gas naturale necessarie per il funzionamento del mercato interno o per il rafforzamento della sicurezza di approvvigionamento, compreso il collegamento delle reti del gas naturale separate.

* Irlanda - Regno Unito

* Francia - Spagna

* Francia - Svizzera

* Portogallo - Spagna

* Austria - Germania

* Austria - Ungheria

* Austria - Ungheria - Slovacchia - Polonia

* Austria - Italia

* Grecia - altri paesi balcanici

* Austria - Ungheria - Romania - Bulgaria - Grecia - Turchia

* Francia - Italia

* Grecia - Italia

* Austria - Repubblica ceca

* Germania - Repubblica ceca - Austria - Italia

* Austria - Slovenia - Croazia

* Regno Unito - Paesi Bassi - Germania

* Germania - Polonia

* Danimarca - Regno Unito

* Danimarca - Germania - Svezia

8. Sviluppo delle capacità recettive di gas naturale liquefatto (GNL) e delle capacità di deposito di gas naturale necessarie per soddisfare la domanda e per consentire la regolazione dei sistemi del gas, nonché la diversificazione delle fonti e dei percorsi di approvvigionamento.

* Tutti gli Stati membri

9. Sviluppo delle capacità di trasmissione del naturale (gasdotti di afflusso) necessarie per soddisfare la domanda e per diversificare le fonti interne ed esterne e i percorsi di approvvigionamento.

* Rete nordica del gas: Norvegia - Danimarca - Germania - Svezia - Finlandia - Russia - Stati baltici - Polonia

* Algeria - Spagna - Francia

* Russia - Ucraina - UE

* Russia - Bielorussia - Ucraina - UE

* Russia - Bielorussia - UE

* Russia - Mar Baltico - Germania

* Libia - Italia

* Tunisia - Libia - Italia

* Paesi del Mar Caspio - UE

* Russia - Ucraina - Moldova - Romania - Bulgaria - Grecia - altri paesi balcanici

* Russia - Ucraina - Slovacchia - Ungheria - Slovenia - Italia

* Paesi Bassi - Germania - Svizzera - Italia

* Belgio - Francia - Svizzera - Italia

* Danimarca - (Svezia) - Polonia

* Norvegia - Russia - UE

* Irlanda

* Algeria - Italia - Francia

* Medio Oriente - circuito del gas del Mediterraneo orientale - UE

10. Azioni volte a migliorare il funzionamento delle reti del gas naturale interconnesse nel mercato interno e nei paesi di transito e, in particolare, a individuare le strozzature e i collegamenti mancanti, ad elaborare soluzioni per i problemi di congestione e ad adeguare i metodi di previsione e di gestione delle reti del gas naturale.

* Individuazione delle strozzature e dei collegamenti mancanti, specialmente tra paesi diversi, nelle reti del gas naturale.

* Sviluppo di soluzioni riguardanti la gestione del flusso di gas naturale per risolvere i problemi di congestione delle reti del gas.

* Adeguamento dei metodi di previsione e gestione delle reti del gas naturale necessarie per il funzionamento del mercato interno.

* Aumento delle prestazioni globali e della sicurezza delle reti del gas naturale nei paesi di transito.

11. Sviluppo e integrazione delle capacità di trasporto di gas di olefine per soddisfare la domanda nel mercato interno.

* Tutti gli Stati membri

ALLEGATO III

RETI TRANSEUROPEE NEL SETTORE DELL'ENERGIA

Progetti di interesse comune e loro specifiche attualmente individuati conformemente ai criteri di cui all'allegato II

RETI DI ELETTRICITÀ

1. Sviluppo delle reti elettriche nelle regioni isolate

1.1 Cavo sottomarino Irlanda - Galles

1.2 Rafforzamento del collegamento Ipiros (GR) - Puglia (IT)

1.3 Connessione delle Cicladi meridionali (GR)

1.4 Collegamento mediante cavo sottomarino da 30 kV tra le isole di Faial, Pico e S. Jorge (Azzorre, PT)

1.5 Connessione e ampliamento della rete a Terceira, Faial e S. Miguel (Azzorre, PT)

1.6 Connessione e ampliamento della rete a Madeira (PT)

1.7 Cavo sottomarino Sardegna (IT) - Italia continentale

1.8 Cavo sottomarino Corsica (FR) - Italia

1.9 Connessione Italia continentale - Sicilia (IT)

1.10 Raddoppio della connessione Sorgente (IT) - Rizziconi (IT)

1.11 Nuove connessioni nelle isole Baleari e Canarie (ES)

2. Sviluppo delle interconnessioni elettriche tra gli Stati membri

2.1 Linea Moulaine (F) - Aubange (B)

2.2 Linea Avelin (F) - Avelgem (B)

2.3 Linea Vigy (F) - Marlenheim (F)

2.4 Linea Vigy (F) - Uchtelfangen (D)

2.5 Trasformatore di fase di La Praz (F)

2.6 Ulteriore aumento di capacità dell'interconnessione esistente tra Francia e Italia

2.7 Nuova interconnessione tra Francia e Italia

2.8 Nuova interconnessione attraverso i Pirenei tra Francia e Spagna

2.9 Connessione nei Pirenei orientali tra Francia e Spagna

2.10 Connessioni tra il Portogallo settentrionale e la Spagna nordoccidentale

2.11 Linea Sines (PT) - Alqueva (PT) - Balboa (ES)

2.12 Linea Valdigem (PT) - Douro Internacional (PT) - Aldeadávila (ES) e impianti Douro Internacional

2.13 Nuove connessioni a nord del golfo di Bothnia tra Finlandia e Svezia

2.14 Linea Lienz (AT) - Cordignano (IT)

2.15 Nuova connessione tra Italia e Austria al passo del Brennero

2.16 Connessione tra Irlanda e Irlanda del Nord

2.17 Linea St Peter (AT) - Isar (DE)

2.18 Cavo sottomarino tra l'Inghilterra sudorientale e i Paesi Bassi centrali

2.19 Rafforzamento delle connessioni tra Danimarca e Germania, esempio: linea Kasso-Amburgo

2.20 Rafforzamento delle connessioni tra Danimarca e Svezia

3. Sviluppo delle connessioni elettriche interne degli Stati membri

3.1 Connessioni sull'asse danese est-ovest: e connessione tra le reti occidentale (UCTE) e orientale (NORDEL) della Danimarca

3.2 Connessione sull'asse danese nord-sud

3.3 Nuove connessioni nella Francia settentrionale

3.4 Nuove connessioni nella Francia sudoccidentale

3.5 Linea Trino Vercellese (IT) - Lacchiarelle (IT)

3.6 Linea Turbigo (IT) - Rho - Bovisio (IT)

3.7 Linea Voghera (IT) - La Casella (IT)

3.8 Linea San Fiorano (IT) - Nave (IT)

3.9 Linea Venezia Nord (IT) - Cordignano (IT)

3.10 Linea Redipuglia (IT) - Udine Ovest (IT)

3.11 Nuove connessioni sull'asse (IT) italiano est-ovest

3.12 Linea Tavarnuzze (IT) - Casellina (IT)

3.13 Linea Tavarnuzze (IT) - Santa Barbara (IT)

3.14 Linea Rizziconi (IT) - Feroleto (IT) - Laino (IT)

3.15 Nuove connessioni sull'asse italiano nord-sud

3.16 Modifiche alle reti per facilitare le connessioni alle fonti rinnovabili

3.17 Nuove connessioni eoliche in Italia

3.18 Nuove connessioni sull'asse nord spagnolo

3.19 Nuove connessioni sull'asse mediterraneo spagnolo

3.20 Nuove connessioni sull'asse Galizia (ES) - Centro (ES)

3.21 Nuove connessioni sull'asse Centro (ES) - Aragona (ES)

3.22 Nuove connessioni sull'asse Aragona (ES) - Levante (ES)

3.23 Nuove connessioni in Andalusia (ES)

3.24 Linea Pedralva (PT) - Riba d'Ave (PT) e impianti di Pedralva

3.25 Linea Recarei (PT) - Valdigem (PT)

3.26 Linea Picote (PT) - Pocinho (PT) (potenziamento)

3.27 Modifica dell'attuale linea Pego (PT) - Cedillo(ES)/Falagueira (PT) e impianti di Falagueira

3.28 Linea Pego (PT) - Batalha (PT) e impianti di Batalha

3.29 Linea I Sines (PT) -- Ferreira do Alentejo (PT) (potenziamento)

3.30 Nuone connessioni eoliche in Portogallo

3.31 Linee Pereiros (PT) - Zêzere (PT) - Santarém (PT) e impianti di Zêzere

3.32 Linee I e II Batalha (PT) - Rio Maior (PT) (potenziamento)

3.33 Linea Carrapatelo (PT) - Mourisca (PT) (potenziamneto)

3.34 Linea Valdigem (PT) - Viseu (PT) - Anadia (PT)

3.35 Deviazione dell'attuale linea Rio Maior (PT) - Palmela (PT) a Ribatejo (PT) e impianti di Ribatejo

3.36 Sottostazioni di Salonicco (GR), Lamia (GR) e Patrasso (GR) e linee di connessione

3.37 Connessioni delle regioni di Eubea (GR), Laconia (GR) e Tracia (GR)

3.38 Rafforzamento delle connessioni esistenti delle regioni periferiche nella Grecia continentale

3.39 Linea Tynagh (IE) - Cashla (IE)

3.40 Linea Flagford (IE) - East Sligo (IE)

3.41 Connessioni nel nordest e nell'ovest della Spagna, in particolare per la connessione alla rete delle capacità di produzione di elettricità di origine eolica

3.42 Connessioni nel paese Basco (ES), Aragona (ES) e Navarra (ES)

3.43 Connessioni in Galizia (ES)

3.44 Connessioni nella Svezia centrale

3.45 Connessioni nella Svezia meridionale

3.46 Linea Lubecca/Siems (DE) - Görries (DE)

3.47 Linea Lubecca/Siems (DE) - Krümmel (DE)

3.48 Connessioni nell'Irlanda del Nord, in relazione alle interconnessioni con l'Irlanda

3.49 Connessioni nel nordovest del Regno Unito

3.50 Connessioni in Scozia e Inghilterra, nella prospettiva di un maggior uso delle fonti rinnovabili nella produzione di elettricità

3.51 Nuove connessioni eoliche offshore in Belgio

3.52 Sottostazione di Borssele (NL)

3.53 Attuazione dell'attrezzatura di compensazione dell'energia reattiva (NL)

3.54 Linea St. Peter (AT) - Tauern (AT)

3.55 Linea Südburgenland (AT) - Kainachtal (AT)

4. Sviluppo delle interconnessioni elettriche con i paesi terzi

4.1 Linea Neuenhagen (DE) - Vierraden (DE) - Krajnik (PL)

4.2 Collegamento Brunsbüttel (DE) - Norvegia meridionale

4.3 Linea S. Fiorano (IT) - Robbia (IT)

4.4 Nuova interconnessione Italia - Svizzera

4.5 Linea Philippi (GR) - Maritsa 3 (Bulgaria)

4.6 Linea Amintaio (GR) - Bitola (ex Repubblica jugoslava di Macedonia)

4.7 Linea Kardia (GR) - Elbasan (Albania)

4.8 Linea Elbasan (Albania) - Podgorica (Serbia e Montenegro)

4.9 Sottostazione di Mostar (Bosnia-Erzegovina) e linee di connessione

4.10 Sottostazione di Ernestinovo (Croazia) e linee di connessione

4.11 Nuove connessioni tra Grecia e Albania, Bulgaria e Ex Repubblica jugoslava di Macedonia

4.12 Linea Philippi (GR) - Hamidabad (TR)

4.13 Cavo sottomarino tra l'Inghilterra nordorientale/orientale e la Norvegia meridionale

4.14 Collegamento Eemshaven (NL) - Feda (NO)

4.15 Cavo sottomarino tra la Spagna meridionale e il Marocco (rafforzamento della connessione esistente)

4.16 Circuito del Baltico: Germania - Polonia - Russia - Estonia - Lettonia - Lituania - Svezia - Finlandia - Danimarca - Bielorussia

4.17 Collegamenti Finlandia meridionale - Russia

4.18 Collegamento Germania - Polonia - Lituania - Bielorussia - Russia (collegamento est ovest ad alta capacità)

4.19 Collegamento Polonia - Lituania

4.20 Cavo sottomarino tra Finlandia e Estonia

4.21 Nuove connessioni tra Svezia settentrionale e Norvegia settentrionale

4.22 Nuove connessioni tra Svezia centrale e Norvegia centrale

4.23 Linea Borgvik (S) - Hoesle (NO) - regione di Oslo (NO)

4.24 Nuove connessioni tra i sistemi UCTE e CENTREL

4.25 Nuove connessioni tra il sistema UCTE/CENTREL e i paesi balcanici

4.26 Connessioni e interfaccia tra il sistema UCTE ampliato e Bielorussia, Russia e Ucraina, compresa la ricollocazione delle stazioni di conversione HVDC precedentemente operanti tra Austria e Ungheria, Austria e Repubblica ceca, e Germania e Repubblica ceca

4.27 Connessioni nel circuito del Mar Nero: Russia - Ucraina - Romania - Bulgaria - Turchia - Georgia

4.28 Nuove connessioni nella regione del Mar Nero nell'ottica dell'interoperabilità del sistema UCTE ampliato con le reti dei paesi in questione

4.29 Nuove connessioni nel circuito del Mediterraneo: Francia - Spagna - Marocco - Algeria - Tunisia - Libia - Egitto - Paesi del Vicino Oriente - Turchia - Grecia - Italia

4.30 Cavo sottomarino tra la Spagna meridionale e l'Algeria nordoccidentale

4.31 Cavo sottomarino tra l'Italia e l'Algeria

4.32 Nuove connessioni nella regione/area del Mare di Barents

4.33 Installazione di dispositivi FACS (Flexible Alternative Current Transmission Systems) tra Italia e Slovenia

4.34 Nuova interconnessione Italia - Slovenia

4.35 Cavo sottomarino tra l'Italia e la Croazia

4.36 Rafforzamento delle connessioni tra Danimarca e Norvegia

5. Azioni volte a migliorare il funzionamento delle reti elettriche interconnesse nel quadro del mercato interno

(Le specificazioni non sono state ancora definite.)

RETI DEL GAS

6. Introduzione del gas naturale in nuove regioni

6.1 Sviluppo della rete di gas tra Belfast e la regione nordoccidentale dell'Irlanda del Nord (UK) e, se opportuno, la costa occidentale dell'Irlanda

6.2 GNL a Santa Cruz de Tenerife, Isole Canarie (ES)

6.3 GNL a Las Palmas de Gran Canaria (ES)

6.4 GNL a Madeira (PT)

6.5 Sviluppo della rete del gas in Svezia

6.6 Collegamento tra le isole Baleari (ES) e la Spagna continentale

6.7 Diramazione ad alta pressione verso la Tracia (GR)

6.8 Diramazione ad alta pressione verso Corinto (GR)

6.9 Diramazione ad alta pressione verso la Grecia nordoccidentale (GR)

6.10 Connessione delle isole Lolland (DK) e Falster (DK)

7. Sviluppo delle connessioni del gas naturale necessarie per il funzionamento del mercato interno o per il rafforzamento della sicurezza di approvvigionamento, compreso il collegamento delle reti del gas naturale separate

7.1 Gasdotto supplementare di interconnessione tra Irlanda e Scozia

7.2 Interconnessione nord-sud, compreso il gasdotto Dublino-Belfast

7.3 Stazione di compressione sul gasdotto Lacq (FR) - Calahorra (ES)

7.4 Gasdotto Lussagnet (FR) - Bilbao (ES)

7.5 Gasdotto Perpignan (FR) - Barcellona (ES)

7.6 Potenziamento della capacità di trasporto dei gasdotti per l'approvvigionamento del Portogallo attraverso la Spagna meridionale e dei gasdotti per l'approvvigionamento della Galizia e delle Asturie attraverso il Portogallo

7.7 Gasdotto Purchkirchen (AT) - Burghausen (DE)

7.8 Gasdotto Andorf (AT) - Simbach (DE)

7.9 Gasdotto Wiener Neustadt (AT) - Sopron (HU)

7.10 Gasdotto Bad Leonfelden (DE) - Linz (AT)

7.11 Gasdotto Grecia nordoccidentale - Elbasan (AL)

7.12 Gasdotto di interconnessione Grecia - Italia

7.13 Stazione di compressione sul gasdotto principale in Grecia

7.14 Connessione tra le reti dell'Austria e della Repubblica ceca

7.15 Corridoio di trasporto del gas nell'Europa sudorientale attraverso Grecia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Serbia e Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Slovenia e Austria

7.16 Corridoio di trasporto del gas tra l'Austria e la Turchia attraverso Ungheria, Romania e Bulgaria

7.17 Gasdotti di interconnessione tra Regno Unito, Paesi Bassi e Germania per collegare le principali fonti e i principali mercati dell'Europa nordoccidentale

7.18 Connessione tra la Germania nordorientale (zona di Berlino) e la Polonia nordoccidentale (zona di Szczecin) con una diramazione tra Schmölln e Lubmin (DE, zona di Greifswald)

7.19 Connessione tra impianti offshore nel Mare del Nord o dagli impianti offshore danesi agli impianti onshore del Regno Unito

7.20 Rafforzamento della capacità di trasporto tra Francia e Italia

7.21 Interconnettore per il gas del Baltico tra Danimarca - Germania - Svezia

8. Sviluppo delle capacità di ricezione di gas naturale liquefatto (GNL) e delle capacità di stoccaggio di gas naturale

8.1 GNL a Le Verdon-sur-mer (FR, nuovo terminale) e gasdotto verso il deposito di Lussagnet (FR)

8.2 GNL a Fos-sur-mer (FR)

8.3 GNL a Huelva (ES), ampliamento del terminale esistente

8.4 GNL a Cartagena (ES), ampliamento del terminale esistente

8.5 GNL in Galizia (ES), nuovo terminale

8.6 GNL a Bilbao (ES), nuovo terminale

8.7 GNL nella regione di Valencia (ES), nuovo terminale

8.8 GNL a Barcellona (ES), ampliamento del terminale esistente

8.9 GNL a Sines (PT), nuovo terminale

8.10 GNL a Revithoussa (GR), ampliamento del terminale esistente

8.11 GNL sulla costa adriatica settentrionale (IT)

8.12 GNL offshore nel Mare Adriatico settentrionale (IT)

8.13 GNL sulla costa adriatica meridionale (IT)

8.14 GNL sulla costa ionica (IT)

8.15 GNL sulla costa tirrenica (IT)

8.16 GNL sulla costa ligure (IT)

8.17 GNL a Zeebrugge/Dudzele (BE), estensione del terminale esistente

8.18 GNL nell'isola di Grain, Kent (UK)

8.19 Costruzione di un secondo terminale GNL in Grecia

8.20 Sviluppo di impianti di stoccaggio sotterraneo in Irlanda

8.21 Stoccaggio a sud di Kavala (GR, conversione di un giacimento di gas offshore esaurito)

8.22 Stoccaggio a Lussagnet (FR, ampliamento del sito esistente)

8.23 Stoccaggio a Pecorade (FR, conversione di un giacimento petrolifero esaurito)

8.24 Stoccaggio in Alsazia (FR, sviluppo di cavità saline)

8.25 Stoccaggio nella regione del Centro (FR, sviluppo nella superficie freatica)

8.26 Stoccaggi sull'asse nord-sud della Spagna (nuovi siti) in Cantabria, Aragona, Castiglia y León, Castiglia, La Mancha e Andalusia

8.27 Stoccaggio sull'asse mediterraneo della Spagna (nuovi siti) in Catalogna, Valencia e Murcia

8.28 Stoccaggio a Carriço (PT, nuovo sito)

8.29 Stoccaggio a Loenhout (BE, ampliamento del sito esistente).

8.30 Stoccaggio a Stenlille (DK) e Li. Torup (DK, ampliamento del sito esistente).

8.31 Stoccaggio a Toender (DK, nuovo sito).

8.32 Stoccaggio a Purchkirchen (AT, ampliamento del sito esistente), compreso il gasdotto di collegamento con il sistema Penta West vicino ad Andorf (AT).

8.33 Stoccaggio a Baumgarten (AT, nuovo sito).

8.34 Stoccaggio a Haidach (AT, nuovo sito), compreso il gasdotto di connessione con la rete del gas europea.

8.35 Sviluppo di impianti di stoccaggio sotterraneo in Italia.

9. Sviluppo delle capacità di trasporto (mediante gasdotti di rifornimento)

9.1 Creazione e sviluppo di connessione sulla rete del gas nordica: Norvegia - Danimarca - Germania - Svezia - Finlandia - Russia - Stati baltici - Polonia.

9.2 Gasdotto centro-nord: Norvegia, Svezia, Finlandia.

9.3 Gasdotto nordeuropeo: Russia, Mar Baltico, Germania.

9.4 Gasdotto dalla Russia alla Germania attraverso Lettonia, Lituania e Polonia, compreso lo sviluppo di impianti di stoccaggio sotterraneo in Lettonia.

9.5 Gasdotto Finlandia - Estonia.

9.6 Nuovi gasdotti dall'Algeria alla Spagna e alla Francia e aumento della capacità delle reti interne collegate in questi paesi.

9.7 Aumento della capacità di trasporto del gasdotto Algeria - Marocco - Spagna (fino a Córdoba).

9.8 Gasdotto Córdoba (ES) - Ciudad Real (ES).

9.9 Gasdotto Ciudad Real (ES) - Madrid (ES).

9.10 Gasdotto Ciudad Real (ES) - costa mediterranea (ES).

9.11 Diramazioni in Castiglia (ES) - La Mancha (ES).

9.12 Estensione verso la Spagna nordoccidentale.

9.13 Gasdotto sottomarino Algeria - Spagna e gasdotti di connessione con la Francia.

9.14 Aumento della capacità di trasporto dalle risorse russe verso l'Unione europea attraverso Ucraina, Slovacchia e Repubblica ceca.

9.15 Aumento della capacità di trasporto dalle risorse russe verso l'Unione europea attraverso Bielorussia e Polonia.

9.16 Gasdotto Yagal Sud (con il gasdotto STEGAL che collega al triangolo DE, FE, CH).

9.17 Gasdotto SUDAL Est (tra il gasdotto MIDAL vicino a Heppenheim e la connessione di Burghausen con il gasdotto PENTA in Austria).

9.18 Gasdotto dalle risorse libiche verso l'Italia.

9.19 Gasdotto dalle risorse dei paesi del Mar Caspio verso l'Unione europea.

9.20 Gasdotto Grecia - Turchia.

9.21 Aumento della capacità di trasporto dalle risorse russe alla Grecia e ad altri paesi balcanici attraverso Ucraina, Moldavia Romania e Bulgaria.

9.22 Gasdotto St. Zagora (BG) - Ihtiman (BG).

9.23 Gasdotti di connessione tra le reti di Germania, Repubblica ceca, Austria e Italia.

9.24 Gasdotto dalle risorse russe all'Italia attraverso Ucraina, Slovacchia, Ungheria e Slovenia.

9.25 Aumento della capacità di trasporto del gasdotto TENP dai Paesi Bassi all'Italia attraverso la Germania.

9.26 Gasdotto Taisnieres (F) - Oltingue (CH).

9.27 Gasdotto dalla Danimarca alla Polonia, possibilmente attraverso la Svezia.

9.28 Gasdotto Nybro (DK) - Dragor (DK); compreso il gasdotto di connessione con il deposito di Stenlille (DK).

9.29 Rete dalle risorse del Mare di Barents all'Unione europea attraverso la Svezia e la Finlandia.

9.30 Gasdotto dal giacimento (offshore) di Corrib (IE).

9.31 Gasdotto dalle risorse algerine all'Italia attraverso la Sardegna con una diramazione verso la Corsica.

9.32 Rete dalle risorse mediorientali all'Unione europea.

9.33 Gasdotto dalla Norvegia al Regno Unito.

10. Azioni per migliorare il funzionamento delle reti del gas interconnesse nel mercato interno.

(Le specificazioni non sono state ancora definite.)

ALLEGATO IV

RETI TRANSEUROPEE NEL SETTORE DELL'ENERGIA

Progetti di interesse europeo di cui all' articolo 8

RETI DI ELETTRICITÀ

* Linea Moulaine (FR) - Aubange (BE)

* Linea Avelin (FR) - Avelgem (BE)

* Linea Lienz (AT) - Cordignano (IT)

* Installazione di dispositivi FACS (Flexible Alternative Current Transmission Systems) tra Italia e Slovenia

* Linea Udine Ovest (IT) - Okroglo (SI)

* Linea S. Fiorano (IT) - Nave (IT) - Gorlago (IT)

* Linea Venezia Nord (IT) - Cordignano (IT)

* Linea St. Peter (AT) - Tauern (AT)

* Linea Südburgenland (AT) - Kainachtal (AT)

* Linea S. Fiorano (IT) - Robbia (CH)

* Linea Sentmenat (ES) - Bescanü (ES) - Baixas (FR)

* Linea Valdigem (PT) - Douro Internacional (PT) - Aldeadávila (ES)

* Linea Philippi (GR) - Hamidabad (TR)

* Cavo sottomarino Inghilterra (UK) - Paesi Bassi

* Cavo sottomarino Irlanda - Galles (UK)

* Linea Kasso (DK) - Hamburg (DE)

* Collegamento Polonia - Lituania

* Cavo sottomarino Finlandia - Estonia (Estlink)

* Linea Kasso (DK) - Revsing (DK) - Tjele (DK)

* Linea V.Hassing (DK) - Trige (DK)

* Cavo sottomarino Skagerak 4 (DK) - (NO)

* Linea Neuenhagen (DE) - Vierraden (DE) - Krajnik (PL)

* Nuova interconnessione Germania - Polonia

* Linea Dürnrohr (AT) - Slavetice (CZ)

RETI DEL GAS

* Gasdotto North Transgas

* Gasdotto Yamal - Europa

* Gasdotto Medgas Algeria - Spagna - Francia - Europa continentale

* Gasdotto Algeria - Tunisia - Italia

* Gasdotto Libia - Italia

* Gasdotto Turchia - Grecia - Italia

* Gasdotto Turchia - Austria

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