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Document 52003DC0692
Report from the Commission to the Council on the preparedness of Bosnia and Herzegovina to negotiate a Stabilisation and Association Agreement with the European Union
Relazione della Commissione al Consiglio sul grado di preparazione della Bosnia ed Erzegovina a negoziare un accordo di stabilizzazione e di associazione con l'Unione europe
Relazione della Commissione al Consiglio sul grado di preparazione della Bosnia ed Erzegovina a negoziare un accordo di stabilizzazione e di associazione con l'Unione europe
/* COM/2003/0692 def. */
Relazione della Commissione al Consiglio sul grado di preparazione della Bosnia ed Erzegovina a negoziare un accordo di stabilizzazione e di associazione con l'Unione europe /* COM/2003/0692 def. */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO sul grado di preparazione della Bosnia ed Erzegovina a negoziare un accordo di stabilizzazione e di associazione con l'Unione europe INDICE A. Introduzione 1. Obiettivo della relazione 2. Antecedenti: Relazioni fra l'Unione europea e la Bosnia ed Erzegovina B. Questioni essenziali nella preparazione di negoziati per un accordo di stabilizzazione e di associazione 1. Criteri politici 1.1 Democrazia e Stato di diritto 1.1.1 Presidenza 1.1.2. Legislatura 1.1.3 Esecutivo 1.1.4 Pubblica amministrazione 1.1.5 Relazioni con la comunità internazionale 1.2 Diritti umani 1.2.1 Diritti civili, politici, sociali ed economici 1.2.2 Diritti delle minoranze e profughi 1.3. Valutazione generale 2. Criteri economici 2.1 Situazione economica e sostenibilità fiscale 2.2 Liberalizzazione dei prezzi e degli scambi 2.3 Processo di privatizzazione 2.4 Riforma del settore finanziario 2.5 Valutazione generale 3. Capacità di rispettare gli obblighi derivanti da un ASA 3.1 Dialogo politico 3.2 Cooperazione regionale 3.3 Libera circolazione delle merci 3.3.1 Commercio di beni industriali 3.3.2 Commercio di prodotti agricoli 3.4 Circolazione dei lavoratori, stabilimento, servizi, capitali 3.4.1 Circolazione dei lavoratori 3.4.2 Stabilimento 3.4.3 Commercio di servizi 3.4.4 Pagamenti correnti e circolazione dei capitali 3.5 Ravvicinamento, messa in atto e applicazione della legislazione 3.5.1 Concorrenza 3.5.2 Proprietà intellettuale, industriale e commerciale 3.5.3 Appalti pubblici 3.5.4 Normalizzazione e valutazione della conformità 3.5.5 Protezione dei consumatori 3.6 Giustizia e affari interni 3.6.1 Potenziamento delle istituzioni e Stato di diritto 3.6.1.1 Polizia 3.6.1.2 Magistratura 3.6.1.3 Sistema carcerario 3.6.2 Visti, controlli di frontiera, asilo e migrazione 3.6.3 Lotta contro il riciclaggio di denaro 3.6.4 Prevenzione e lotta contro il crimine, lotta contro i traffici illegali e le droghe illecite 3.7 Politiche di cooperazione 3.7.1 Cooperazione economica, monetaria e statistica 3.7.2 Promozione e protezione degli investimenti, cooperazione industriale, piccole e medie imprese, turismo 3.7.3 Agricoltura e settore agroindustriale 3.7.4 Dogane e imposizione 3.7.4.1 Dogane 3.7.4.2 Tassazione 3.7.5. Occupazione, politica sociale, istruzione e formazione, ricerca e sviluppo tecnologico (RST) 3.7.5.1 Occupazione e politica sociale 3.7.5.2 Istruzione e formazione, RST 3.7.6 Cultura, audiovisivo, servizi di telecomunicazione e postali, società dell'informazione 3.7.6.1 Cultura e audiovisivo 3.7.6.2 Telecomunicazioni, società dell'informazione e servizi postali 3.7.7 Trasporti 3.7.8 Energia 3.7.9 Ambiente 3.8 Cooperazione finanziaria 3.9 Valutazione generale C. Conclusione Elenco delle sigle A. Introduzione 1. Obiettivo della relazione La presente relazione è stata stilata per valutare i progressi ottenuti dalla Bosnia ed Erzegovina (BiH) nell'ambito del processo di stabilizzazione e associazione (SAP). Nel 2000, un "tracciato" (Road Map) dell'UE ha identificato 18 "Azioni iniziali che deve adottare la Bosnia ed Erzegovina per prepararsi per uno studio di fattibilità sull'avvio di negoziati su un accordo di stabilizzazione e di associazione". Le azioni del tracciato sono state "sostanzialmente completate" nel settembre 2002. Pertanto, la Commissione europea presenta ora il proprio studio, il quale esamina l'attuale situazione della BiH, identifica le necessità di un Accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) e giudica se la BiH ha ottenuto sufficienti progressi per poter negoziare validamente e in seguito attuare con successo l'accordo. 2. Antecedenti: Relazioni fra l'Unione europea e la Bosnia ed Erzegovina La BiH è uno dei cinque paesi dell'Europa sud-orientale partecipanti al SAP. Questo processo sostiene la stabilizzazione nazionale e regionale integrando progressivamente ognuno dei cinque paesi partecipanti nelle strutture europee e offrendo loro la prospettiva dell'adesione all'UE. Dato che i progressi in materia di integrazione dipendono dai meriti dei singoli paesi, questo studio di fattibilità si riferisce soltanto alla BiH. Le relazioni fra la BiH e l'UE si sono molto sviluppate negli ultimi anni. Dal 1996 la BiH ha beneficiato dell'assistenza dei programmi PHARE e OBNOVA. Nel 1997 l'UE ha fissato un approccio regionale e il Consiglio dei ministri ha stabilito le condizioni politiche ed economiche per lo sviluppo di relazioni bilaterali. Nel 1998 una dichiarazione UE sulle "Relazioni speciali tra l'UE e la BiH" ha portato all'istituzione della Task Force consultiva UE-BiH (CTF) per contribuire alla preparazione di relazioni contrattuali. Nel 1999 il SAP ha offerto la prospettiva dell'integrazione nelle strutture UE e nel 2000 il tracciato UE ha identificato le prime tappe concrete di tale percorso, inizialmente pensate come attività di breve periodo, ma il cui "completamento sostanziale" è avvenuto soltanto nel settembre 2002. Nel frattempo, nel 2000 le misure commerciali autonome (MCA) della Comunità hanno esteso l'accesso in esenzione doganale al mercato UE per gran parte delle merci della BiH, mentre il regolamento CARDS ha previsto sostegno finanziario adattato alle priorità del SAP. Il Consiglio europeo di Feira del 2000 ha affermato che la BiH, come i suoi vicini, è un potenziale candidato all'adesione, messaggio rafforzato nei successivi vertici di Zagabria (novembre 2000) e Salonicco (giugno 2003). A dire il vero, Salonicco ha messo in pratica questa prospettiva sviluppando alcuni strumenti, da usare nei Balcani occidentali, che si erano rivelati efficaci nei paesi candidati dell'Europa centrale e meridionale. La relazione della BiH con l'UE è stata breve ma intensa. Dopo un inizio in sordina, si è rapidamente intensificata, al punto che ora i contatti sono di routine a livello sia politico che di lavoro. L'obiettivo deve essere creare velocemente le fondamenta per relazioni contrattuali mediante un ASA. B. Questioni essenziali nella preparazione di negoziati per un accordo di stabilizzazione e di associazione 1. Criteri politici Il rispetto dei principi democratici e dei diritti umani proclamato da importanti documenti internazionali, quali la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, e il rispetto dei principi del diritto internazionale e dello Stato di diritto in generale devono essere alla base delle politiche interne ed esterne delle parti di un ASA. Il consolidamento della pace e della stabilità a livello internazionale e regionale e lo sviluppo di relazioni di buon vicinato sarebbero l'obiettivo congiunto sia dell'UE che della BiH nel contesto di un ASA. 1.1 Democrazia e Stato di diritto La costituzione della BiH specifica (art. I.2) che la BiH è un paese democratico basato sullo Stato di diritto, con elezioni libere e democratiche, e include la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. In BiH hanno iniziato a funzionare sistemi democratici, che testimoniano i progressi fatti dopo la guerra degli anni 1992-1995, che ha provocato migliaia di vittime, fatto sfollare metà della popolazione, rovinato le infrastrutture pubbliche e private e avvelenato le relazioni fra comunità. Lo Stato di diritto è stato gradualmente ripristinato: in generale nel paese regna la pace e vige la libertà di espressione e di riunione pacifica. La libertà di movimento è garantita e il diritto alla proprietà in gran parte dei casi viene fatto rispettare. Data la storia recente, questi e altri diritti rappresentano un grande risultato. La base costituzionale per la nascita della democrazia e dello Stato di diritto è l'allegato 4 dell'Accordo quadro generale di pace (GFAP) raggiunto a Dayton nel dicembre 1995. Tale allegato, che rappresenta la costituzione della BiH, ha creato uno Stato fortemente decentrato per tener conto delle diverse esigenze di popoli diventati estranei. In pratica, ciò significa la creazione di numerosi governi e relative amministrazioni. La costituzione prevede inoltre un sistema di controlli ed equilibri, i quali bilanciano il potere legislativo ed esecutivo e garantiscono i diritti di ogni gruppo etnico. Le costituzioni dello Stato e delle Entità prevedono meccanismi di blocco per proteggere gli "interessi vitali" dei popoli che costituiscono la BiH. Il meccanismo di blocco può garantire i diritti di ciascun popolo ma può anche rendere difficili i progressi legislativi e portare a un punto morto. Per quanto riguarda l'integrazione europea, è però importante che i paesi partner possano funzionare adeguatamente; le loro istituzioni devono produrre i risultati previsti da un moderno paese democratico. La complessità dell'ordine nato a Dayton potrebbe ostacolare il funzionamento della BiH. Il sistema creato a Dayton è stato spesso messo in questione sia all'interno che all'esterno della BiH. Certamente, dal punto di vista dell'integrazione europea è difficile affermare che l'attuale ordine costituzionale sia ottimale. Indipendentemente dalle argomentazioni pro o contro, l'articolo X della costituzione prevede la possibilità di emendamenti. Infatti, alcuni affermano che la BiH ha già iniziato ad affrontare tali questioni attraverso il caso "dei popoli costituenti" e la riforma dell'imposizione indiretta e della difesa, ecc. Da ciò si evince che le riforme progressive e specifiche possono consentire di ottenere progressi. In ogni caso, la costituzione non è un ostacolo insuperabile per la riforma o per l'integrazione europea. 1.1.1 Presidenza La BiH ha una Presidenza tripartita eletta direttamente, fra i cui compiti vi sono la politica estera, proporre i bilanci annuali e rappresentare il paese presso organizzazioni internazionali ed europee. Anche nelle Entità esistono presidenze che, dopo i cambiamenti costituzionali delle Entità del 2002, sono completate da vicepresidenti (che in alcuni casi hanno dovuto lottare per identificare e ottenere ruoli significativi). La Presidenza della BiH ha avuto un ruolo influente rispetto ad altre istituzioni a livello statale, in particolare nei primi anni dopo la guerra. Tuttavia, con l'aumento dell'autorità del Consiglio dei ministri, la Presidenza si è concentrata maggiormente sulle funzioni definite dalla costituzione. Pur essendo stato generalmente buono, l'operato della Presidenza è stato inevitabilmente influenzato dai compiti impegnativi e dalle difficoltà del paese. Contrariamente al Consiglio dei ministri, guidato sempre dalla stessa persona, la Presidenza è soggetta a una rotazione ogni otto mesi. Diversi membri della Presidenza in passato hanno dato le dimissioni a causa di attività ritenute incompatibili con l'accordo di Dayton e le relazioni all'interno della Presidenza a volte sono state tese a causa di pareri divergenti sull'ordine costituzionale e sul futuro della BiH. Il persistere della categorizzazione etnica risulta dal fatto che in passato la Presidenza ha auspicato la reintroduzione di segretariati separati (vale a dire divisi su base etnica), attività contraria alle raccomandazioni del tracciato. Inoltre, la nomina degli ambasciatori da parte della Presidenza riflette ancora criteri di equilibrio etnico. Infine, va rilevato che, nonostante la progressiva integrazione, le elezioni presidenziali in BiH sono ancora basate (come prevede la costituzione) su principi etnici/territoriali, vale a dire che i membri bosniaci e croati sono eletti "dal territorio della Federazione" e un serbo "dal territorio della Republika Srpska" (costituzione, art. V). Questa procedura è stata tacciata di anacronismo e incompatibilità col principio dell'identità "costituente" di ciascun popolo. 1.1.2. Legislatura La BiH è una democrazia parlamentare. I poteri e le procedure del Parlamento statale sono descritti dall'art. IV della costituzione. Vi sono parlamenti anche nelle Entità, nel distretto di Brcko e nei cantoni. Nel corso degli anni il funzionamento del Parlamento a livello statale è migliorato. Rispetto alle legislature 1996-1998 e 1998-2000, nel periodo 2000-2002 è stato adottato il triplo di leggi proposte dal Consiglio dei ministri. Nonostante la carenza di risorse tecniche e personale qualificato, il Parlamento statale è gradualmente diventato competente dal punto di vista tecnico. Sono state formate numerose commissioni tecniche specializzate incaricate di esaminare la legislazione. Di particolare rilevanza è la creazione di una commissione per l'integrazione europea, la prima commissione congiunta delle due Camere del Parlamento a livello statale. Giova anche il graduale emergere di una cultura di compromesso in seno al Parlamento, già rilevato da alcuni osservatori. Se confermato, il declino della "politica a somma zero" che ha caratterizzato il periodo immediatamente successivo alla guerra avvantaggerebbe tutti i popoli della BiH e rappresenterebbe un passo positivo verso una più normale prassi parlamentare europea. Naturalmente vi sono ancora debolezze. Spesso il Parlamento della BiH si riunisce meno di due giorni al mese e nei dieci mesi precedenti il settembre 2003 ha adottato soltanto 19 leggi o emendamenti di legge. Il ritmo e la qualità della produzione legislativa sono condizionati dalla lentezza dei lavori del Consiglio dei ministri e dalla mancanza di un'amministrazione parlamentare adeguatamente qualificata e organizzata. Si sviluppa, ma non ovunque, la volontà di giungere a compromessi di principio. I membri del Parlamento statale spesso votano ancora in base all'appartenenza etnica o sono fedeli alla loro Entità, portando a volte al blocco. Questa difficoltà è ampliata dalla presenza di alcuni centri di autorità legislativa concorrenti a livello di Entità e cantoni. Soltanto di recente i parlamentari statali e delle Entità hanno deciso in linea di principio di istituire una commissione interparlamentare permanente, la quale in futuro dovrà garantire un miglior coordinamento dei programmi legislativi fra tutti i livelli di autorità. Dopo la guerra in BiH vi sono state numerose elezioni. Le ultime elezioni politiche si sono svolte nell'ottobre 2002 in base a una legge elettorale adottata soltanto nell'agosto 2001 dopo notevoli pressioni internazionali. Nell'ambito dell'integrazione europea, è significativo che, da quanto risulta, tutte le principali parti contendenti nelle elezioni hanno accettato la BiH quale Stato comune, hanno sostenuto la "riforma" e hanno identificato il loro grande obiettivo politico: l'adesione all'Unione europea. Per la prima volta dopo la guerra, le elezioni del 2002 sono state organizzate e gestite non dall'OSCE ma dalla stessa BiH. Sono state gestite in modo efficiente, condotte pacificamente e non guastate da un eccessivo nazionalismo. Il successo del trasferimento alla BiH della responsabilità per l'organizzazione delle elezioni dimostra le capacità latenti della BiH e può costituire un modello per il trasferimento di ulteriori responsabilità. Un aspetto negativo è stato il basso afflusso alle urne: 54% (ma è comprensibile la noia degli elettori, dato che si trattava delle seste grandi elezioni in sei anni). La BiH non è stata in grado di sostenere da sola i costi delle elezioni 2002 e ha dovuto dipendere dagli aiuti internazionali per circa il 70% del totale. Anche il finanziamento di elezioni future, fra cui le comunali dell'autunno 2004, rimane incerto. La sostenibilità della democrazia in BiH può essere messa in questione se le basi finanziarie restano così deboli. 1.1.3 Esecutivo Indipendentemente dalla composizione politica del governo, la BiH ha bisogno di un esecutivo in grado di introdurre riforme e attuare le politiche riformiste proclamate nelle campagne elettorali. Dopo un umile inizio, il paese ha ottenuto progressi. Le prime amministrazioni statali del dopoguerra erano caratterizzate da divisioni etniche e in generale erano inefficaci in materia di riforme. La situazione è migliorata, ma permangono numerose grandi carenze strutturali. In un paese di circa 4 milioni di abitanti vi sono 14 governi: il governo statale coesiste (e in alcuni casi compete) con due governi di Entità, un governo distrettuale a Brcko e dieci governi cantonali nella FBiH. Nonostante gli sforzi di un Consiglio di coordinamento ad alto livello per lo sviluppo economico e l'integrazione UE e di numerose commissioni settoriali ad hoc, il coordinamento fra tali organi è lungi dall'essere ottimale. La sovrapposizione di funzioni, la duplicazione degli sforzi e il mancato coordinamento delle iniziative costituiscono ancora problemi. Il governo statale non è molto efficiente per quanto riguarda l'adozione e il passaggio in Parlamento delle leggi. Ciò a volte riflette una mancanza di volontà politica e interessi nazionali divergenti, ma anche debolezze strutturali come insufficienti capacità di redigere la legislazione e strutture di sostegno non ancora pienamente funzionali. Il Consiglio dei ministri non è mai riuscito a presentare un programma di lavoro annuale entro l'inizio dell'anno civile come richiesto. I nuovi ministeri creati dalla legge sul Consiglio dei ministri non sono ancora sufficientemente sviluppati. Per rimediare a questi e altri problemi, saranno decisivi almeno due fattori: una capacità istituzionale migliorata e la volontà politica. La legge sul Consiglio dei ministri del 2002 ha introdotto importanti innovazioni istituzionali. La carica di Presidente del Consiglio dei ministri non è più soggetta a una rotazione ogni otto mesi ma può durare per l'intera legislatura. Il Presidente può quindi sviluppare autorità, diventando effettivamente un primo ministro. Ciò dovrebbe incoraggiare la pianificazione a lungo termine e agevolare la coerenza delle politiche. La legge ha creato inoltre una serie di organi ausiliari come un Segretariato generale, un Ufficio legislativo, un Comitato economico e un Comitato politico interno che dovrebbero aiutare a gestire più efficacemente gli affari governativi, ma che non sono ancora pienamente operativi. Sono stati creati nuovi ministeri statali, fra cui quelli della Giustizia e della Sicurezza (importanti in futuri ASA). Di particolare rilevanza è stata la sostituzione del ministero per l'Integrazione europea con una Direzione per l'integrazione europea (DEI) sotto l'autorità del Presidente del Consiglio. Sembrano esserci miglioramenti anche dal punto di vista della volontà politica, sebbene il sostegno alle riforme non sia condiviso da tutti. Il Consiglio dei ministri si è però adoperato per promuovere il consenso. I governi a livello statale e di Entità hanno partecipato alle riunioni del Comitato direttivo del Consiglio per l'attuazione della pace (PIC) e hanno adottato documenti di politica strategici ("agende di riforma") su questioni come la riforma giudiziaria ed economica, la pubblica amministrazione, l'istruzione e la difesa. I governi hanno recentemente tradotto tali impegni e i requisiti per la riforma del SAP in un piano d'azione per l'attuazione delle riforme prioritarie dall'agosto 2003 al marzo 2004. Questo può effettivamente costituire un piano di lavoro del governo e come tale darebbe indicazioni per sei mesi, ma sono ancora necessari una pianificazione di medio termine e strumenti di sorveglianza. La BiH dovrebbe continuare a migliorare le capacità esecutive per attuare con successo un ASA. 1.1.4 Pubblica amministrazione La capacità amministrativa necessaria per un ASA è inferiore a quella richiesta a uno Stato membro dell'UE o a un paese che negozia l'adesione. Tuttavia, per ottenere progressi verso un ASA, la BiH deve avere una pubblica amministrazione stabile basata su un quadro giuridico chiaro e caratterizzata da efficienza, professionalità e indipendenza. A questo proposito, la BiH affronta una grande sfida. Nell'agenda del marzo 2003 sulla riforma della pubblica amministrazione i governi della BiH hanno riconosciuto che la pubblica amministrazione non è ancora all'altezza delle aspettative di tutti i cittadini. È lenta e imprevedibile e assorbe troppo denaro pubblico. Consiste di più strati, con burocrazie (a volte in concorrenza fra loro) a livello di Stato, Entità, cantoni e comuni. Occorre chiarire e standardizzare il suo sistema di remunerazione. Il personale è poco formato e mal equipaggiato per affrontare le nuove sfide di un ASA. Nell'amministrazione, come nel governo, le capacità di pianificazione strategica e coordinamento sono limitate. A queste debolezze si aggiunge la tradizione dei governi di considerare la pubblica amministrazione un mezzo per concedere favoritismi. La nozione di funzione pubblica professionale e apolitica, con assunzione e promozioni basate sull'esperienza e sul merito, ha avuto difficoltà a nascere. Attualmente sono ancora inadeguate le difese contro l'interferenza politica nella pubblica amministrazione. Inoltre, l'indipendenza deve essere equilibrata dalla responsabilità. Sebbene vi sia una legge sui conflitti d'interesse che fornisce una prima base, manca ancora un quadro giuridico chiaro che delinei i compiti e stabilisca sistemi di responsabilità per la funzione pubblica. La BiH si sta rendendo conto maggiormente della necessità di sviluppare la capacità amministrativa. Un grande passo in questa direzione è stato fatto con l'adozione di leggi sulla funzione pubblica a livello statale e di Entità, che hanno creato un quadro giuridico per la pubblica amministrazione. Inoltre, sono state create a livello statale e nella RS agenzie della funzione pubblica responsabili di assunzione, formazione, disciplina, ecc.; nella FBiH l'agenzia non è stata ancora pienamente istituita. È iniziata una valutazione dei funzionari statali. È importante rilevare che nel marzo 2003 i governi della BiH hanno avallato cinque impegni di riforma della pubblica amministrazione al PIC. Il programma risultante ha sottolineato la necessità di riforme strutturali per creare un'amministrazione efficiente, non discriminatoria e a costi contenuti. Inoltre, il programma ha riconosciuto la necessità di sfruttare i risultati ottenuti e l'esame delle funzioni al fine di produrre un piano d'azione globale, di cui siano stimati i costi, per la riforma della pubblica amministrazione entro l'autunno 2004 - calendario che dovrebbe essere mantenuto. In seguito è stata creata una Task Force intergovernativa a livello statale e di Entità., che si è riunita in numerose occasioni, ma i cui risultati pratici sono stati limitati. Per quanto riguarda l'integrazione europea, vi sono particolari necessità. In generale, è scarsa la comprensione del processo d'integrazione e dei requisiti dell'ASA in particolare. Un ASA richiederebbe il coordinamento di numerosi ministeri. Il ruolo di guida è stato assunto dalla nuova Direzione per l'integrazione europea che, pur essendo poco sviluppata, ha agito lodevolmente nel coordinare le risposte della BiH al questionario dello studio di fattibilità. Il codice della Direzione è stato approvato soltanto nel settembre 2003. Ciò dovrebbe consentirle di riassegnare personale e di assumerne di nuovo, al fine di svolgere meglio i propri compiti in materia di analisi strategica, armonizzazione giuridica e coordinamento degli aiuti. La DEI deve formulare rapidamente una politica globale sull'integrazione, comunicare una strategia ad altri ministeri e garantire un approccio nazionale coerente mediante l'adozione di una strategia d'integrazione europea. La piena capacità di funzionamento della Direzione è un requisito estremamente urgente. 1.1.5 Relazioni con la comunità internazionale In base al mandato di Dayton, la comunità internazionale è stata attivamente impegnata in BiH dopo la guerra. Una Forza di implementazione (IFOR) guidata dalla NATO e in seguito una Forza di stabilizzazione (SFOR) hanno promosso la stabilizzazione militare. L'OSCE ha sorvegliato l'introduzione di misure miranti a rafforzare la fiducia e la sicurezza ed ha messo a punto un programma elettorale. Le agenzie dell'ONU si sono concentrate fra l'altro sul ritorno dei profughi e sulla riforma della polizia. Le istituzioni finanziarie internazionali hanno sostenuto la stabilizzazione macroeconomica e lo sviluppo. A otto anni dalla guerra, alcuni organi internazionali hanno terminato il loro mandato e si sono ritirati, mentre quelli rimanenti si sono adattati alle mutevoli circostanze, in generale in fase di miglioramento. Nella maggior parte dei casi, il contributo della BiH è stato positivo ed ha portato a un miglioramento generale. Naturalmente alcune questioni devono essere trattate ulteriormente. Prosegue il lavoro del Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia (ICTY), ma la collaborazione della BiH non è stata soddisfacente. Nella FBiH vi sono gravi inadeguatezze da parte dei croati bosniaci. Nella RS vi è stato un certo accesso, ma ancora inadeguato, ai documenti e alle persone. Finora, la RS non ha ancora localizzato o arrestato alcun indiziato contumace. Karadzic e altri sono ancora in libertà e secondo alcune fonti dispongono di vasti sistemi di sostegno ben organizzati. La riforma della polizia ha ottenuto buoni progressi nell'ambito della Task Force internazionale di polizia (IPTF) guidata dall'ONU e ora grazie alla valida collaborazione della BiH viene consolidata mediante l'operato di una Missione di polizia dell'UE (EUPM) triennale. Muovendosi verso un ASA, la BiH deve dimostrare che il ruolo della comunità internazionale all'interno dei suoi confini si sta allineando a quello esercitato in altri paesi in via di transizione. Questo requisito è più pertinente nel caso dell'Ufficio dell'Alto rappresentante (OHR), il cui capo, con il doppio incarico di Alto rappresentante e Rappresentante speciale dell'UE, svolge un ruolo particolare in BiH. Oltre alle responsabilità conferitegli da Dayton (allegato X), nel dicembre 1997 l'Alto rappresentante ha ricevuto dal PIC l'autorità di imporre decisioni giuridicamente vincolanti in BiH. Nella pratica tale autorità è stata esercitata in tre modi per: i) emanare leggi, ii) destituire funzionari e iii) imporre altre decisioni vincolanti. Le decisioni prese nel contesto dei "poteri di Bonn" hanno contribuito alle riforme che altrimenti avrebbero potuto essere ritardate o mai messe in pratica. Il numero e la natura di tali decisioni riflettono la persistente mancanza di volontà o l'incapacità della BiH di ottenere progressi con le sole procedure nazionali e fanno nascere domande legittime sulla sua capacità di sostenere un ASA. Ciononostante, mentre i "poteri di Bonn" sono certamente anomali fra gli Stati partner dell'UE, la loro esistenza in BiH non deve automaticamente precludere al paese il cammino verso i negoziati per un ASA. A tal fine la BiH deve provare che tali poteri in generale diventano meno pertinenti e che vengono usati sempre meno in materie essenziali per l'ASA. Dal 1997 alla fine dell'estate 2003 vi sono state quasi 500 decisioni dell'Alto rappresentante. Nel solo 2002 ne sono state prese 153. (NB: il numero assoluto di decisioni non è necessariamente indicativo, in quanto per esempio una decisione politica spesso ha richiesto più decisioni di attuazione a diversi livelli di governanza.) È interessante notare che, mentre dal giugno 2002 al gennaio 2003 vi sono state 101 decisioni, negli otto mesi seguenti (febbraio-settembre 2003) ce ne sono state soltanto 68 - senza che ciò rallentasse il ritmo delle riforme. Ciò rappresenta un notevole calo rispetto agli otto mesi precedenti. È ancora più importante rilevare che sembra che la BiH collabori sempre più con l'Alto rappresentante, invece di accettare semplicemente le sue imposizioni. Ciò è dimostrato fra l'altro dagli incontri settimanali tra il Presidente del Consiglio dei ministri e l'Alto rappresentante, dagli incontri di coordinamento quotidiani tra i due uffici e anche dagli incontri multilaterali dei leader politici interessati con l'Alto rappresentante su questioni specifiche (per es. la riforma del Consiglio dei ministri). Questa cooperazione ha portato gradualmente ad adottare decisioni "soft", vale a dire decisioni che non fanno altro che seguire politiche concordante in precedenza. Inoltre, recentemente si è visto che la BiH può usare le decisioni dell'OHR per agevolare la risoluzione di problemi nazionali. Per esempio, la decisione dell'Alto rappresentante di creare commissioni in materia di imposte indirette, difesa e intelligence ha consentito ai partiti della BiH di elaborare progetti di legge con la fiducia di tutte le parti. La tempestiva adozione della legislazione da parte del Parlamento sarebbe un'importante indicazione che sta iniziando a nascere una cultura di ricerca del consenso politico. Inoltre, un ASA richiede chiaramente competenza globale in materia decisionale, ma è particolarmente importante che nei settori essenziali dell'ASA come commercio, mercato unico e giustizia e affari interni (GAI) predominino le decisioni prese a livello nazionale. È significativo che il livello d'imposizione è basso per quanto riguarda le riforme economiche. Sembra che le riforme siano state motivate almeno in parte dal crescente apprezzamento in BiH della necessità di riforme economiche e dalle pressioni dell'UE, delle istituzioni finanziarie internazionali e di altri. A questo proposito la BiH non è molto diversa da molti altri paesi in (pre)transizione. In effetti, secondo l'OHR nei primi nove mesi del 2003, a parte le decisioni che hanno bloccato i conti bancari di persone sospettate di aver aiutato criminali di guerra incriminati, in materia di politica economica sono state imposte soltanto tre decisioni. Per quanto riguarda lo Stato di diritto, il tasso di imposizione è basso, con 21 decisioni prese tra gennaio e l'inizio di ottobre 2003, sebbene circa la metà riguardassero la nomina di giudici e/o pubblici ministeri internazionali. A questo proposito va rilevato che la riforma sta creando un quadro politicamente indipendente che in molti casi deciderà su questioni pertinenti per un ASA. Con il consolidamento di questa struttura, i politici, gli uomini d'affari e i cittadini dovrebbero attenersi sempre più alle procedure regolari e allo Stato di diritto. Dovrebbe pertanto diminuire anche la necessità d'intervento dell'OHR, per es. nello smantellamento di reti criminali. Per essere un partner competente in materia di ASA, la BiH dovrà dimostrare che i poteri di Bonn stanno rapidamente diventando superflui, consentendo all'Alto rappresentante di diventare tutt'al più un agevolatore e mediatore. Attualmente sembra che ciò stia accadendo e che la "spinta" dei poteri di Bonn sia gradualmente sostituita dal "traino" delle istituzioni europee (ed euro-atlantiche). La BiH ora deve garantire che l'eventuale imposizione sia "soft" e che il numero di decisioni dell'OHR continui a diminuire. 1.2 Diritti umani Formalmente i cittadini della BiH godono di tutti i diritti umani e di tutte le libertà di cui alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e ai suoi protocolli, che in base alla costituzione (art. II.2) si applicano direttamente nel paese e hanno la priorità su tutte le altre leggi. La parità di trattamento per uomini e donne è garantita dalla legge. La BiH ha inoltre ratificato alcune convenzioni internazionali sui diritti umani (sebbene le relazioni agli organi di controllo internazionali siano scarse). Nel 2002 la BiH ha aderito al Consiglio d'Europa. Questo dimostra i progressi in materia di democrazia e di garanzia dello Stato di diritto, ma l'adesione era condizionata da requisiti post-adesione sui quali la BiH sta ancora lavorando. Preoccupa il fatto che, in violazione degli impegni della BiH, la costituzione della RS (art. 11), consente la pena di morte per i delitti capitali. Ciò non è compatibile con la politica dell'UE. 1.2.1 Diritti civili, politici, sociali ed economici Durante la guerra in BiH vi sono state massicce violazioni dei diritti umani. A otto anni dalla guerra, per migliaia di violazioni dei diritti umani, fra cui sparizioni di persone, non vi sono ancora state inchieste e punizioni adeguate. Gradualmente però, il ritorno dei profughi e la messa in atto di una normativa sulla proprietà hanno rimediato ad alcune ingiustizie belliche. Con una decisione storica, nell'estate 2000 la Corte costituzionale aveva stabilito che era necessario modificare le costituzioni delle Entità per proteggere i diritti dei popoli costituenti della BiH. In seguito sono stati introdotti nelle Entità meccanismi costituzionali per uniformare e proteggere i diritti di ciascun popolo costituente. Ora ognuno dovrebbe godere di uguaglianza e di rappresentanza proporzionale nelle istituzioni politiche, amministrative e giudiziarie. Infatti, sebbene la legislazione che ha imposto tali mutamenti sia stata introdotta dall'Alto rappresentante nel 2002, nessuna delle due Entità ha ancora emanato tutti i necessari emendamenti; le disposizioni che specificano la rappresentanza proporzionale negli enti pubblici spesso sono state ignorate. Questo può essere interpretato come un impegno inadeguato da parte del governo regionale nei confronti di diritti civili e politici definiti costituzionalmente. Anche l'accordo di Dayton ha introdotto una disposizione istituzionale per la protezione dei diritti: un ombudsman internazionale, una Camera per i diritti umani (HRC) e una Commissione per i diritti immobiliari (CRPC). Secondo le relazioni dell'ombudsman, le violazioni più frequenti dei diritti umani riguardano l'uguaglianza di fronte alla legge, i diritti di proprietà e il diritto al lavoro. Il rispetto delle decisioni delle istituzioni competenti in materia di diritti umani varia: la migliore è la FBiH, mentre le autorità statali e della RS non applicano ancora le decisioni in modo soddisfacente. Per un lungo periodo, gli organi per i diritti umani hanno avuto problemi per garantire il finanziamento nazionale. I mandati dell'HRC e della CRPC scadono alla fine del 2003. La base dati della seconda passerà al ministero statale per i Diritti umani e i profughi, mentre delle denunce ancora in sospeso si occuperanno organi nazionali. Per quanto riguarda la prima, le responsabilità saranno trasferite alla Corte costituzionale (che, va ricordato, avrà bisogno di ulteriori fondi per esercitare tali responsabilità). Anche l'ombudsman internazionale dovrebbe essere sostituito nel 2004 da un'istituzione con tre cittadini della BiH e finanziata dal bilancio della BiH. Si prevede che la carica di ombudsman delle Entità sarà fusa con quella di ombudsman statale. I diritti sociali ed economici dei cittadini della BiH continuano ad essere limitati a causa della persistente debolezza economica. Ufficialmente, quasi il 40% della popolazione è disoccupata. Circa il 20% vive sotto la soglia di povertà e un ulteriore 30% è vicino ad essa. Questo riflette in parte l'incapacità dei sistemi di sicurezza sociale (effettivamente rudimentali) di tener conto delle necessità della popolazione economicamente più povera. Il diritto di appartenere a sindacati indipendenti è rispettato, ma i sindacati sono stati indeboliti dalla guerra, dalle divisioni etniche e dall'elevata disoccupazione. Sono stati organizzati numerosi scioperi, in particolare a causa di lamentele riguardo a stipendi o pensioni non pagati. In entrambe le Entità il settore sanitario continua ad essere debole, senza adeguati finanziamenti. Numerosissime persone non dispongono di un'assicurazione malattia, e anche per coloro che ce l'hanno, la copertura è poco affidabile. In molte zone rurali manca un'effettiva presenza di medici. Nella FBiH esistono ancora sistemi sanitari paralleli. Nella BiH vige una legge sulla libertà di informazione che obbliga i governi a rendere note le informazioni al pubblico. Nonostante alcuni incidenti isolati, l'indipendenza dei media e la libertà di espressione sono ampiamente rispettate. I media elettronici sono sorvegliati da un'Autorità di regolamentazione delle comunicazioni indipendente (che però è minacciata da carenze di fondi e di personale). Nel caso della stampa, molto divisa etnicamente, vige un'autoregolamentazione. Il traffico d'influenza politica è limitato ma può essere esercitato mediante donazioni di fondi a imprese amiche o ricorsi in giustizia contro quelle non amiche. L'abuso a fini politici delle leggi sulla diffamazione nei confronti di giornalisti scomodi è stato limitato soltanto mediante nuove leggi civili in materia di diffamazione. La guerra e la debolezza economica del dopoguerra hanno interrotto lo sviluppo della società civile. In seguito alla guerra, il settore si è sviluppato principalmente su base regionale, a fini locali più che a livello della BiH. Le organizzazioni non governative (ONG), sono numerose ma di solito attive soltanto a livello locale e spesso dipendenti da finanziamenti internazionali. Le loro debolezze in materia di capacità di patrocinio ne limitano l'efficacia e pertanto anche l'influenza sul governo. D'altro canto, numerose ONG illiberali di dubbia provenienza sono state accusate di sostenere l'attività terroristica. La prova del miglioramento della cooperazione fra ONG è venuta dalla partecipazione alle consultazioni per il Documento di strategia per la riduzione della povertà. Il ruolo e l'influenza dei centri studi rimangono limitati. 1.2.2 Diritti delle minoranze e profughi Una caratteristica particolare della società della BiH è il fatto che nessuno dei suoi popoli costituenti (bosniaci, serbi, croati o altri) rappresenta più del 50% della popolazione. Per proteggere gli "interessi vitali" di bosniaci, serbi e croati, sono state introdotte complesse disposizioni costituzionali; non esistono però disposizioni per gli "altri". Fra gli "altri" della BiH, predominano i Roma e gli ebrei. I più numerosi sono i Roma, che per lungo tempo hanno dovuto affrontare sofferenze ed esclusione, ma la legge del 2002 sui diritti delle minoranze nazionali e la creazione di forum consuntivi dovrebbero salvaguardarne i diritti, agevolarne la partecipazione politica e proteggere le lingue minoritarie. Va inoltre rilevato che la BiH ha garantito ai profughi e agli sfollati il diritto di chiedere la restituzione e/o tornare alle loro proprietà dopo la guerra. Sebbene in alcune zone vi sia una certa ostilità verso i rimpatriati, la BiH ha ottenuto alcuni dei maggiori successi per quanto riguarda il ritorno dei profughi nella regione. Il 14% della popolazione è ancora sfollata e gli effetti della "pulizia etnica" persistono in alcune zone, ma circa un milione di profughi e sfollati sono tornati nelle case in cui vivevano prima della guerra. Quasi la metà di essi appartengono a minoranze. Creare condizioni economiche e sociali sostenibili per i rimpatriati rappresenta una sfida continua. Oltre il 90% di tutte le rivendicazioni di proprietà sono state risolte (la RS recupera sulla FBiH). Di conseguenza, tutte le rivendicazioni di proprietà potrebbero essere esaminate entro la fine del 2003. Nel gennaio 2003 la BiH ha presentato al PIC una "strategia dell'allegato VII (GFAP)" che descrive il trasferimento di responsabilità per il ritorno dei profughi alle istituzioni nazionali. La realizzazione della strategia e la sostenibilità del processo di ritorno dipenderanno dalla volontà politica e dalla disponibilità di fondi. Preoccupa il fatto che diversi tempi legislativi siano stati allungati, con ripercussioni, per esempio, sulla creazione di un Fondo per il ritorno in BiH. Un'altra causa è una dinamica regionale: i profughi sono ancora sparpagliati nell'intera regione e in alcuni casi il ritorno di sfollati alle loro case in BiH è ostacolato dalla presenza di profughi di altri paesi. È essenziale che la BiH porti a termine con successo il processo di ritorno, sia per motivi morali che per ragioni d'interesse personale. L'eventuale incapacità di completare il processo manderebbe un segnale negativo sulla capacità e sulla volontà del paese di proteggere la proprietà e gli investimenti. 1.3. Valutazione generale Le debolezze politiche della BiH sono numerose e facili da elencare. Le divisioni venute alla luce così chiaramente e tragicamente durante la guerra 1992-1995 non sono state ancora sanate. È importante affrontare le divisioni e garantire il funzionamento dello Stato nel contesto di un ASA, dato che soltanto Stati coerenti e funzionanti possono negoziare con successo un accordo con l'UE. Per negoziare un ASA, la BiH dovrebbe mediare le proprie opzioni e preferenze interne al fine di presentare una posizione nazionale unica e coerente alle controparti UE. Questo requisito sottolinea la necessità per la BiH di giungere al consenso interno e proseguire con urgenza e determinazione la riforma del governo e dell'amministrazione. In passato le riforme sono state lente, a causa della mancanza di volontà politica e di "partecipazione" alle riforme. Sebbene non sia chiaro se il problema è stato definitivamente risolto, risulta che potrebbe essere in atto la nascita di una nuova dinamica all'interno del mondo politico della BiH. Il contributo del paese alla preparazione di questo studio di fattibilità ha dimostrato un'unità di intenti e una volontà che in precedenza sembravano mancare. Inoltre, il lavoro delle commissioni di riforma sulle imposte indirette e altre questioni può essere la prova, se avrà successo e sarà coronato dall'approvazione legislativa, dell'emergere di una cultura di consenso politico. Questa è la condizione indispensabile per riforme autosostenibili e guidate dalla BiH. 2. Criteri economici Il rispetto dei principi dell'economia di mercato deve costituire la base delle politiche nazionali ed esterne delle parti di un ASA. Ciò richiede un ambiente macroeconomico stabile sostenuto da istituzioni macroeconomiche valide, la liberalizzazione globale dei prezzi e degli scambi e la nascita di un settore privato forte, basato su un quadro giuridico e regolamentare stabile. 2.1 Situazione economica e sostenibilità fiscale Dopo la guerra, che ha riportato il PNL della BiH a circa il 20% del livello prebellico, è iniziata una notevole ripresa economica. Tra il 1996 e il 1999 la crescita del PNL, spinta da aiuti esterni per la ricostruzione di circa 5 miliardi di EUR, è stata del 30% circa. Tuttavia, la BiH non è stata in grado di mobilitare adeguatamente fonti nazionali di crescita, in particolare l'attività del settore privato, e a partire dal 2000 la crescita annua è rallentata a circa il 5%. Per il 2003 è stimata al 3,5%, con il PNL ancora al 60% circa del livello prebellico. Anche ipotizzando una crescita media continua del 6%, il livello del PNL prebellico sarebbe raggiunto soltanto nel 2011. I dati economici della BiH dovrebbero però essere interpretati con cautela, dato che le statistiche non sono affidabili e il quadro viene falsato da un'estesa economia informale. Per quanto riguarda il settore esterno, la BiH è stata caratterizzata da grandi squilibri dopo la guerra. I deficit commerciali sono stati in media del 50% del PNL dal 1996 al 1999 e del 34% dal 2000 al 2002. Durante la ricostruzione i deficit possono essere giustificati dalle importazioni legate agli aiuti per la ricostruzione. Tuttavia, i continui grandi squilibri possono indicare un problema strutturale, per esempio un'inadeguata capacità produttiva e di esportazione. Vi sono ancora deficit dei conti correnti: in media superiore al 25% del PNL nel periodo 1996-1999 e pari al 16% del PNL negli anni 2000-2002, nonostante ingenti rimesse dall'estero (pari a circa il 10% del PNL l'anno). Per il 2003, grazie a un certo inasprimento della politica monetaria concordato con il Fondo monetario internazionale (FMI), il deficit dei conti correnti dovrebbe essere di circa il 17,5% del PNL. In passato, la BiH non ha attratto grandi flussi di investimenti stranieri diretti (ISD - soltanto circa 100 milioni di EUR l'anno fino al 2001); però, recenti sforzi per migliorare il clima per gli investimenti aumentando la trasparenza e riducendo gli ostacoli amministrativi nel 2002 hanno portato a un raddoppio degli ISD (passati a circa 200 milioni di EUR), tendenza che dovrebbe continuare nel 2003. Come previsto dall'accordo di Dayton, nel 1997 è stata adottata un'intesa per un currency board (ente delle valute). Questo fatto ha ridotto le pressioni inflazionistiche e ha portato all'accettazione generale della valuta comune, il Marco convertibile (KM), il cui valore è legato all'euro. L'inflazione in BiH è stimata a circa zero nel 2003. La differenza del tasso di inflazione tra le Entità, in precedenza notevole, è diminuita: nella FBiH l'inflazione è stata inferiore al 2% negli ultimi tre anni, mentre nella RS è rallentata costantemente grazie all'integrazione economica maggiore fra le Entità. Conformemente all'attuale programma dell'FMI l'ente delle valute continuerà ad esistere. La politica fiscale ha avuto un andamento positivo. Dopo aver registrato deficit statali elevati, bassi redditi, forti spese non previste dal bilancio, arretrati di pagamento e ingenti spese militari, la BiH (essenzialmente le Entità) ha ottenuto un notevole consolidamento in campo fiscale. Il deficit fiscale consolidato (incluse le sovvenzioni) è sceso dal 7,8% del PNL nel 1998 al 2,2% nel 2002 e dovrebbe essere quasi equilibrato nel 2003. Il finanziamento estero del bilancio, principalmente mediante aiuti non rimborsabili o prestiti agevolati, è così sceso dal 17 al 9% del PNL nello stesso periodo (ma resta comunque il più alto dei Balcani occidentali). La spesa pubblica in percentuale del PNL è rimasta molto elevata, pari al 51% nel 2002, ma sta scendendo. La base del gettito fiscale delle Entità è ridotta e deriva principalmente dalle imposte indirette (vendite e dogane). L'onere fiscale è tra i più alti d'Europa. Non avendo risorse proprie, il bilancio statale è dipeso in gran parte dai trasferimenti delle Entità per poter rispettare il proprio compito principale, il servizio del debito estero. Per quanto riguarda le finanze pubbliche, la riforma delle amministrazioni fiscale e doganale con l'assistenza dell'Ufficio di assistenza doganale e fiscale (CAFAO) ha migliorato la riscossione e ha portato all'armonizzazione delle aliquote delle imposte indirette. Sono stati fatti sforzi per lottare contro la corruzione, ma ancora molto resta da fare. È migliorata la gestione della spesa pubblica. Nel 1999 è stato introdotto un quadro di spesa di medio termine (che ha però messo in luce capacità di programmazione insufficienti). La chiusura degli uffici di pagamento nel 2001 ha spianato la strada per la graduale introduzione di un sistema del Tesoro, attualmente messo in atto ed esteso alle amministrazioni delle sub-Entità, mentre le Istituzioni superiori di controllo (ISC) create nel 2000 a tutti i livelli hanno gradualmente aumentato la trasparenza delle operazioni delle istituzioni di bilancio. Ciononostante, la situazione fiscale resta fragile e richiede ancora attenzione. Continuano ad esistere risorse fiscali e spese non di bilancio, in particolare nei cantoni e nei comuni. Capitano ancora arretrati di pagamento e la struttura amministrativa estremamente decentrata è lenta e costosa. Le relazioni delle ISC recentemente hanno messo in luce debolezze per quanto riguarda alcune funzioni di controllo interno del processo di bilancio, che occorre rettificare. Occorre rafforzare la capacità istituzionale in materia di pianificazione di bilancio a medio termine (pluriennale). 2.2 Liberalizzazione dei prezzi e degli scambi La liberalizzazione dei prezzi, di responsabilità delle Entità, è migliorata. Sono stati liberalizzati la maggior parte dei prezzi, compresi i tassi d'interesse ma esclusi alcuni servizi pubblici e determinati prodotti di base (come il grano e le medicine). Oltre il 95% dei prezzi di beni e servizi sembrano essere determinati dal mercato. La piena convertibilità dei tassi di cambio è stata ottenuta nel 1998 con la creazione dell'ente delle valute (Currency Board). La liberalizzazione degli scambi è migliorata. Nel maggio 1999 la BiH ha chiesto di aderire all'OMC e la procedura è in corso. Ha inoltre concluso accordi di libero scambio (FTA) bilaterali con tutti i paesi dei Balcani occidentali e con Slovenia, Romania, Bulgaria e Moldavia (mentre vengono presi in considerazione colloqui con la missione ONU in Kosovo). L'UE è il principale partner commerciale, con oltre il 50% del commercio estero della BiH. 2.3 Processo di privatizzazione Il quadro istituzionale e legislativo per la privatizzazione, gestito a livello di Entità, era stato completato già nel maggio 1998. Il ritmo delle privatizzazioni e però aumentato soltanto nel 2000 e gran parte dei progressi erano limitati alle piccole imprese. Nel 2002, erano state vendute il 70% delle imprese della FBiH e il 47% di quelle della RS. Per quanto riguarda il metodo, la privatizzazione tramite buoni è terminata. La privatizzazione delle grandi imprese (con oltre 50 dipendenti o circa 260.000 EUR) è stata più lenta: alla fine del 2002 soltanto il 24% nella FBiH e il 42% nella RS. La maggiore difficoltà si è avuta con le grandi imprese strategiche (miniere, raffinerie, lavorazione del tabacco, parti di automobili). Nonostante il sostegno internazionale, alla fine del 2002 soltanto 17 imprese strategiche su 56 erano state vendute nella FBiH e 4 su 52 (80 se si contano le società finanziarie) nella RS. I potenziali investitori stranieri (attratti maggiormente dalla potenziale privatizzazione in Croazia e in Serbia e Montenegro) sono stati scoraggiati dalla mancanza di volontà politica, da preoccupazioni sociali, dai grandi debiti delle imprese, dai problemi di gestione aziendale e dalla corruzione. Di conseguenza, nel 2001 soltanto il 40% del PNL era in mano ai privati, rispetto a una media del 53% nei Balcani occidentali. Questo fatto contribuisce a spiegare la mancanza di crescita generata dall'interno in BiH. 2.4 Riforma del settore finanziario Inizialmente la riforma del settore bancario è stata lenta, ma recentemente si è accelerata. La normativa sulla privatizzazione e la liquidazione delle banche insolventi esiste dal 1998 ma, a causa principalmente di resistenze politiche e limitato interesse degli investitori stranieri, l'obiettivo di privatizzare tutte le 63 banche entro l'agosto 2000 non è stato raggiunto (ed esteso a fine 2002 e successivamente all'agosto 2003). Gli uffici di pagamento sono stati aboliti nel gennaio 2001. La privatizzazione delle banche è stata ultimata nella RS, mentre le sei restanti banche statali nella FBiH attualmente si trovano in procedura di soluzione dei contenziosi. A causa del consolidamento e dell'aumento della concorrenza, il settore bancario ora comprende 37 banche (27 nella FBiH e 10 nella RS). Vi è una grande presenza straniera (circa due terzi del capitale totale privato nella FBiH), in particolare austriaca, croata e slovena. A partire dal 2001, grazie al graduale aumento dei requisiti patrimoniali minimi per garantire la sostenibilità e in seguito con la creazione di un'Agenzia di assicurazione dei depositi statali operativa dall'agosto 2002, il quadro giuridico, regolamentare e di sorveglianza del settore bancario è migliorato. Nonostante i risultati incoraggianti, i prestiti di lungo termine al settore privato sono ancora molto bassi, in parte a causa della natura di breve termine dei depositi. Le banche pertanto hanno ancora un ruolo di intermediazione insufficiente, ma il loro potenziale è notevole. Inoltre, nonostante il calo, i tassi d'interesse restano elevati per gli standard europei e lo scarto tra i tassi di deposito e di prestito è elevato (circa quadruplo rispetto ai dati UE e doppio a quello dei paesi candidati). Le elevate commissioni bancarie riflettono una percezione di forti rischi e indicano che l'efficienza del settore bancario può migliorare. All'inizio del 2002 in entrambe le Entità sono state aperte delle Borse ma la capitalizzazione del mercato rimane insignificante. 2.5 Valutazione generale In generale, la BiH ha sviluppato sane politiche macroeconomiche e ha ottenuto progressi in materia di riforma strutturale. Tuttavia, esistono ancora rischi per la stabilità macroeconomica. Nel quadro del calo dell'assistenza estera, gli elevati deficit dei conti correnti e la mancanza di una crescita nazionale autosostenuta (ostacolata da una debole gestione aziendale e dalla rigidità del mercato del lavoro) potrebbero mettere in pericolo la stabilità valutaria, con potenziali effetti sull'inflazione e sulla sostenibilità del servizio del debito. Sul fronte fiscale, la spesa pubblica si concentra ancora sulle spese correnti più che sugli investimenti. Inoltre, il debito pubblico esterno è in calo, ma il debito pubblico nazionale, che comprende gli arretrati, i danni di guerra e i depositi valutari bloccati, non è stato ancora pienamente quantificato. A otto anni dalla fine della guerra la BiH non è ancora tornata al livello di PNL precedente la guerra. Con circa 1.300 EUR pro capite, il PNL è ancora uno dei più bassi della regione dopo il Kosovo. La grande sfida dei prossimi anni sarà ottenere uno sviluppo economico autosostenuto basato su una forte crescita del settore privato, su un aumento delle esportazioni e su un ulteriore consolidamento fiscale, in particolare dato che l'assistenza estera si riduce. La crescita economica e la riduzione di spese superflue fornirebbero le risorse per la riforma istituzionale di cui la BiH ha bisogno. Pur non essendo ancora un'economia di mercato pienamente funzionale, la BiH ha avviato importanti iniziative di riforma economica e si è sforzata per rispettare le condizioni necessarie per l'avvio dei negoziati per un ASA. 3. Capacità di rispettare gli obblighi derivanti da un ASA Il SAP è operativo in BiH dal 1999. La risposta iniziale della BiH a questo processo è stata lenta e limitata. Il paese aveva difficoltà anche per completare il tracciato (Road Map), relativamente semplice. In alcuni casi, la legislazione è stata adottata ma non messa in atto adeguatamente. Attualmente, sembra nascere una nuova determinazione. La BiH sembra avere preso sul serio le relazioni SAP annuali e le loro raccomandazioni riguardo ai settori prioritari a cui prestare attenzione. Sono migliorate le risposte date alle raccomandazioni. 3.1 Dialogo politico Il dialogo politico nel contesto di un ASA si prefiggerebbe di aumentare la convergenza tra la politica estera dell'UE e della BiH e promuovere visioni comuni in materia di sicurezza e stabilità in Europa. In molti settori di politica estera le posizioni dell'UE e della BiH sono già paragonabili e compatibili. Su alcune grandi questioni contemporanee come la sicurezza e lo sviluppo regionali, l'antiterrorismo, ecc., le posizioni della BiH e dell'UE convergono. Un'ulteriore convergenza sembra probabile dati i contatti parlamentari in corso, la decisione presa a Salonicco nel giugno 2003 di creare un forum Balcani occidentali-UE ad alto livello e l'invito alla BiH e ad altri di allinearsi con le iniziative, le dichiarazioni e le posizioni comuni UE. Nel settembre 2003, in seguito alle proposte di Salonicco, è stata adottata anche una dichiarazione congiunta sul dialogo politico tra l'UE e la BiH. La sua messa in atto intensificherà le relazioni politiche e dovrebbe aumentare la convergenza delle posizioni. Vi saranno numerose questioni sostanziali da discutere. Recentemente, sono sorte differenze riguardo alla politica nei confronti della Corte penale internazionale (CPI). La BiH è Parte dell'accordo sulla Corte, ma nel giugno 2003 ha contratto un accordo bilaterale con gli Stati Uniti che garantisce a tutti i cittadini statunitensi e a tutto il personale militare statunitense in BiH in servizio o non più in servizio (compresi i cittadini non statunitensi) l'immunità dall'estradizione alla CPI. L'accordo non ha rispettato i termini della pertinente posizione comune UE del settembre 2002. Una serie di scelte politiche come queste che non seguono posizioni UE determinate sarebbe difficile da conciliare con la posizione privilegiata derivante da un ASA. In futuro il dialogo comprenderà anche altri sviluppi. Nel 2002 si è scoperto che i militari della RS sorvegliavano illegalmente la SFOR; si sospetta che i servizi di intelligence della FBiH svolgano attività simili. Nel corso del 2002 e del 2003 è risultato che la RS, contravvenendo all'embargo sulle armi dell'ONU, aveva contatti commerciali con il regime ba'athista iracheno. Queste azioni contravvenivano agli impegni esistenti ed erano incompatibili in generale con le attività politiche e diplomatiche della BiH. Suggeriscono che l'indubbia volontà ufficiale della BiH di convergere con le posizioni UE deve ancora essere potenziata mediante un adeguamento strutturale e sistemico. Sarà la convergenza di singole posizioni più che le semplici dichiarazioni ad indicare il grado di impegno della BiH in materia di allineamento con la PESC dell'UE. 3.2 Cooperazione regionale Nell'ambito dell'ASA la Bosnia ed Erzegovina si impegnerebbe a promuovere attivamente la cooperazione regionale. Entro due anni dalla firma sarebbe necessario concludere con tutti gli altri firmatari dell'ASA convenzioni bilaterali contenenti disposizioni in materia di libero scambio, dialogo politico, concessioni reciproche sulla circolazione dei lavoratori e la fornitura di servizi, cooperazione sulla giustizia e gli affari interni, ecc. Essendo un piccolo Stato circondato da vicini che in passato hanno avuto pretese territoriali e con i quali condivide popolazioni etnicamente identiche, la BiH ha una politica nazionale estremamente sensibile agli atteggiamenti e agli sviluppi regionali. Si può affermare che la BiH gode di un ambiente regionale favorevole e soffre di una situazione negativa più di altri Stati. Certamente, la fine dei regimi di Milosevic e Tudjman ha fatto nascere in BiH un macroambiente più favorevole. Non sorprende che lo "... sviluppo attivo e costruttivo ... delle relazioni con i paesi vicini", con particolare attenzione alla Serbia e Montenegro e alla Croazia, sia una delle priorità di politica estera della BiH. In questo contesto, la BiH può giustificatamente vantare progressi: vi è una chiara tendenza alla normalizzazione. Nel luglio 2002 si è svolto a Sarajevo il primo vertice dei capi di Stato di BiH, Croazia e Repubblica federale Iugoslavia. L'incontro ha portato a una dichiarazione congiunta che ha riaffermato l'inalterabilità delle frontiere e ha dato vita a ulteriori sforzi per sviluppare la cooperazione regionale. Il cambio di regime in Serbia e Montenegro ha agevolato il miglioramento delle relazioni con Belgrado. I due paesi ora si incontrano regolarmente in un Consiglio di cooperazione interstatale. Si sono accordati su questioni come la cooperazione economica, le infrastrutture, la protezione dei diritti dei cittadini e la doppia cittadinanza. È in vigore un accordo di libero scambio, che consolida la posizione della Serbia e Montenegro quale principale partner commerciale. Non deve sorprendere il fatto che esistano ancora tensioni: presso la Corte internazionale di giustizia si dibatte un caso contro la Repubblica federale di Iugoslavia (ora Serbia e Montenegro) per presunto genocidio, mentre alcuni leader politici serbi hanno a volte messo in questione (nonostante il vertice di Sarajevo del 2002) l'integrità territoriale della BiH. Prosegue una "speciale relazione parallela" tra la RS e la Serbia, che non sembra ostacolare le relazioni interstatali. In seguito all'assassinio del primo ministro serbo Djindjic nel 2003, è salita la tensione fra Belgrado e Banja Luka riguardo alle procedure d'inchiesta. Ciò ha contribuito a far capire sempre più che gli interessi di Belgrado e di Banja Luka non sono identici. Le relazioni con la Croazia non sono meno importanti. I collegamenti, l'interdipendenza e la dinamica regionale sono indicati dal fatto che in BiH risiedono ancora circa 21.000 serbi di Croazia con status di profughi, che occupano proprietà nella RS. Il ritorno di tali profughi in Croazia agevolerebbe la risoluzione dei problemi dei restanti sfollati interni in BiH. In generale, le relazioni con la Croazia si sono stabilizzate e sono gradualmente migliorate. La Croazia ha rinunciato a tutte le pretese territoriali nei confronti della BiH (comprese eventuali "speciali relazioni parallele") ed ha scoraggiato il separatismo croato della BiH. Ha sostenuto attivamente il perseguimento della corruzione (vedi Hercegovacka Banka). Un FTA con la Croazia responsabile del 25% delle esportazioni della BiH è entrato in vigore nel gennaio 2001. Una questione ancora in sospeso riguarda il porto di Ploce e il transito attraverso Neum. Miglioramenti simili sono stati rilevati nelle relazioni con altri paesi dell'ex Iugoslavia. La BiH ha rispettato l'impegno del patto di stabilità di negoziare accordi di libero scambio con tutti i suoi vicini dei Balcani occidentali entro il dicembre 2002 - rispettando già i requisiti di un futuro ASA (anche se incapacità tecniche potrebbero causare difficoltà - vedi sezione 3.3). Altri requisiti dell'ASA riguardanti le convenzioni bilaterali, in particolare il requisito di cooperazione regionale, non dovrebbero porre grandi difficoltà, dato che la BiH ha assiduamente promosso la cooperazione all'interno della regione. Nel 2003 la BiH ha assunto la presidenza del Processo di cooperazione nell'Europa sud-orientale (SEEPC) ed ha prestato particolare attenzione alle questioni della giustizia e dello Stato di diritto. Inoltre partecipa all'Iniziativa di cooperazione nell'Europa sud-orientale (SECI), all'Iniziativa centroeuropea (ICE) e ad altre iniziative regionali. 3.3 Libera circolazione delle merci Garantire la libera circolazione delle merci è uno dei principali obiettivi dell'accordo di associazione con l'UE. Nel quadro di un futuro ASA, la BiH dovrebbe istituire gradualmente una zona di libero scambio con la Comunità entro un periodo di transizione da determinare nel corso dei negoziati. La zona di libero scambio dovrebbe essere conforme a quanto stabilito dalle disposizioni pertinenti dell'OMC. In particolare, la BiH dovrebbe abolire le eventuali restrizioni quantitative o le misure aventi effetto equivalente e smantellare progressivamente le tariffe doganali su tutti gli scambi con l'UE. Le dogane della BiH dovrebbero essere in grado di sorvegliare e salvaguardare il regime commerciale. La BiH rinuncerebbe a introdurre nuovi dazi, restrizioni o misure con effetto equivalente negli scambi con la Comunità. Nell'ambito delle preferenze commerciali autonome della CE attualmente concesse alla BiH, quest'ultima è già soggetta a un obbligo di arresto (standstill) sui dazi all'importazione e sulle misure aventi effetto equivalente. La BiH sarebbe inoltre tenuta ad abolire eventuali misure o pratiche nazionali in materia di tassazione che discriminano direttamente o indirettamente i prodotti dell'UE. Inoltre, le intese commerciali della BiH con terzi non dovrebbero avere un effetto discriminante nei confronti dell'UE. La libera circolazione delle merci ha almeno due dimensioni per la BiH - una interna e una esterna. È significativo notare che molti leader politici della BiH sono favorevoli all'accesso al mercato dell'UE ma alcuni sono stati meno entusiasti per quanto riguarda l'avanzamento dell'integrazione del mercato interno della BiH. "L'eliminazione di tutte le barriere commerciali tra le Entità" era un requisito del tracciato, ma un mercato della BiH integrato si è sviluppato lentamente. Le barriere fisiche più grandi per gli scambi sono state eliminate, ma sono necessari altri sforzi per affrontare difficoltà come i regimi doganali multipli, le differenze fra requisiti tecnici, la necessità di doppia registrazione e la differenza fra specifiche tecniche. Le relazioni commerciali con l'UE attualmente sono definite dalle misure commerciali autonome della Comunità del settembre 2000 (MCA - regolamento (CE) n. 2007/2000 del Consiglio), le quali consentono a oltre il 95% delle importazioni (compresi i prodotti agricoli) originarie della BiH di entrare nell'UE senza pagare dazi o rispettare contingenti. In un certo senso, la BiH si trova in una buona posizione per stringere un FTA con l'UE: dal 1999 applica una tariffa doganale unificata; sono state eliminate la maggior parte delle restrizioni quantitative e la nomenclatura delle merci della BiH è pienamente armonizzata con quella dell'UE. La struttura tariffaria prevede quattro categorie (dallo 0 al 15%) con una media del 6,4%. Visti gli FTA che la BiH ha già concluso e il fatto che un ASA sarebbe concluso con l'UE allargata, il 90% del commercio della BiH sarebbe in effetti libero alla fine del periodo di transizione dell'ASA. (Le entrate doganali sarebbero pertanto notevolmente ridotte, a meno che non venissero prese misure per differenziare le fonti di reddito.) Nonostante quanto sopra, i dati disponibili suggeriscono che gli scambi con l'UE nel 2001-2002 sono rimasti abbastanza statici: le esportazioni della BiH nell'UE erano pari a circa 0,6 miliardi di EUR, mentre le esportazioni UE in BiH erano di circa 1,3 miliardi di EUR. In altre parole, in quegli anni la BiH non è stata in grado di sfruttare pienamente il regime commerciale liberalizzato dell'UE per aumentare le esportazioni. Il problema è dovuto in parte alle capacità tecniche. La BiH non può ancora certificare adeguatamente che le potenziali esportazioni rispettino le norme minime comunitarie. Anche nel caso degli FTA che ha già firmato, la BiH potrebbe avere difficoltà. In alcuni casi questi accordi specificano standard OMC e capacità di certificazione statali di cui la BiH non dispone ancora. Sono necessari altri adeguamenti tecnici: la BiH deve completare la riforma doganale (vedi la sezione 3.7.4.1) ed aumentare la capacità di garantire l'autenticità dei certificati d'origine. Deve attuare l'accordo TIR che ha firmato nella metà degli anni '90. Inoltre, devono essere affrontate le incongruenze nella formulazione e nel funzionamento della legislazione: occorre uniformare le disposizioni a volte reciprocamente contraddittorie delle leggi sulla politica del commercio estero, sulla politica doganale e sulle zone franche. La BiH deve garantire che le zone franche non forniscano più la possibilità di ingresso non disciplinato sul suo mercato, minando potenzialmente eventuali accessi preferenziali concessi alla Comunità. Più in generale, la BiH ha ancora bisogno di una politica commerciale chiara e globale. Mancano analisi adeguate a causa dell'assenza di dati affidabili in materia di produzione nazionale, necessità di rifornimenti, ecc. Sembra inoltre che ci sia una scarsa comprensione delle implicazioni dell'adesione all'OMC. Il ministero del Commercio e delle Relazioni economiche estere (MOFTER) non dispone di risorse umane e materiali sufficienti. Il coordinamento della politica commerciale fra le Entità è inadeguato. La BiH dovrebbe ottenere ulteriori significativi progressi per rispettare gli esigenti standard che comporta un ASA. 3.3.1 Commercio di beni industriali La BiH registra un deficit commerciale con l'UE. Il declino della produzione manifatturiera ha ridotto le capacità di esportazione anche in settori tradizionali quali l'abbigliamento, i tessili, le pelli e i prodotti del legno. Dato che le sue esportazioni tendono ad avere un basso valore aggiunto e si concentrano principalmente sulle materie prime, la BiH è esposta ai cambiamenti globali dei prezzi dei prodotti di base sui quali ha poco o nessun controllo. Per contro, il deficit commerciale è aggravato dai limiti e dalla scarsa qualità della produzione nazionale che, insieme a una forte domanda interna, ha fatto aumentare le importazioni. Il fatto che anche con le MCA asimmetriche la BiH non sia in grado di approfittare pienamente della liberalizzazione degli scambi con l'UE indica l'entità della sfida che il paese si trova di fronte. Oltre a rimediare alle debolezze tecniche di cui sopra, la BiH deve aumentare la competitività industriale mediante una migliore gestione aziendale, un miglior accesso ai finanziamenti e il miglioramento della capacità. Ha bisogno di un'infrastruttura che fornisca informazioni e servizi di sostegno ai potenziali esportatori. Inoltre, come altri paesi in via di transizione, deve mettere in atto un cambiamento strutturale verso un'economia con più alto valore aggiunto per i beni di esportazione e i servizi, specialmente negli scambi con aziende dell'UE. 3.3.2 Commercio di prodotti agricoli L'agricoltura è un'importante componente dell'economia del paese e rappresenta circa il 12% del PNL. Con condizioni climatiche favorevoli e suoli fertili, la BiH dovrebbe essere in grado di sviluppare un notevole potenziale di esportazione. Purtroppo però, le infrastrutture agricole sono scarse, la qualità di molti prodotti è bassa e le capacità di commercializzazione sono limitate. Fino a poco tempo fa a queste difficoltà si aggiungeva l'assenza di un ufficio veterinario statale, che ora esiste ma che non è ancora pienamente operativo. Il quadro e il sistema per applicare le norme sanitarie e fitosanitarie sono deboli. Dato che la BiH non è stata in grado di rispettare le raccomandazioni dell'Ufficio alimentare e veterinario della CE, non ha potuto esportare animali o prodotti animali nell'UE. Per affrontare le sfide di un ASA nel settore agricolo, la BiH ha bisogno di un programma di adeguamento strutturale basato su una politica agraria coerente che identifichi le riforme e ne definisca le priorità. Per realizzare il proprio potenziale di esportazione e sfruttare il mercato aperto dell'UE, la BiH deve allineare rapidamente la propria legislazione veterinaria e fitosanitaria con quella dell'UE. Ha bisogno di laboratori e organi di certificazione in grado di certificare la conformità dei prodotti agricoli con l'acquis comunitario nel settore. Inoltre, dati i preparativi in corso per l'adesione all'OMC, la BiH deve garantire di poter sopravvivere con livelli di dazi minimi sulle importazioni agricole sensibili conformemente alle norme OMC, sviluppando nel contempo il settore agrario. 3.4 Circolazione dei lavoratori, stabilimento, servizi, capitali 3.4.1 Circolazione dei lavoratori Un ASA prevederebbe che sia l'UE sia la BiH garantissero la non discriminazione per quanto riguarda le condizioni di lavoro, la remunerazione e il licenziamento dei lavoratori legalmente stabiliti nei rispettivi territori. I coniugi e i figli dei lavoratori legalmente occupati nell'UE o in BiH avrebbero accesso al mercato del lavoro durante il periodo del soggiorno autorizzato dei lavoratori. Inoltre, l'UE sarebbe tenuta ad applicare regole di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale ai cittadini della BiH legalmente occupati nell'UE e ai membri delle loro famiglie legalmente residenti con essi. Per alcune regole, la BiH dovrebbe inoltre concedere un trattamento simile ai cittadini UE legalmente occupati in BiH e ai membri delle loro famiglie residenti con essi. Ai sensi di leggi delle Entità distinte, i cittadini stranieri che risiedono in BiH possono avere accesso all'occupazione. Ciononostante, l'accesso può essere soggetto alla concessione di un permesso di lavoro e nella maggior parte dei casi viene data la preferenza ai cittadini nazionali. Pertanto, la BiH non garantisce ancora la completa non discriminazione dei lavoratori dell'UE che risiedono legalmente nel paese. Inoltre, la necessità di applicare regole coordinate alla sicurezza sociale e per i lavoratori UE potrebbe rappresentare un problema, in quanto il sistema di sicurezza sociale è ancora rudimentale e frammentato. 3.4.2 Stabilimento Nell'ambito di un ASA la BiH sarebbe tenuta a concedere alle aziende UE il diritto di stabilimento, che sarebbe reciproco. Alle aziende UE stabilite in BiH sarebbe concesso il trattamento nazionale o il trattamento NPF, fra i due il più favorevole. Dopo un periodo di transizione, sarebbe esaminata la questione dell'estensione di tali diritti ai cittadini dell'UE o della BiH che desiderano stabilirsi in qualità di lavoratori indipendenti. Nonostante le disposizioni che disciplinano la libera circolazione dei lavoratori ai sensi dell'accordo, potrebbero essere introdotte disposizioni speciali di stabilimento per il "personale essenziale". Formalmente, in BiH il regime di stabilimento è generoso. Le aziende dell'UE possono già stabilirsi e operare sulla base del trattamento nazionale. Hanno il diritto di acquisire terre e proprietà come i cittadini della BiH. Il fatto che le aziende dell'UE che si sono stabilite non siano più numerose riflette il permanere di preoccupazioni in materia di stabilità, la percezione della mancanza di opportunità commerciali e il fatto che la registrazione delle aziende sia complicata - per tutti. Nell'ambito del programma di riforma "Occupazione e giustizia", la BiH si è impegnata a ridurre a 15 giorni la registrazione delle aziende creando un unico sistema di registro aziendale. Questa riforma deve essere completata da ulteriori riforme come l'introduzione di sistemi di catasto armonizzati che farebbero aumentare la fiducia nella proprietà. Un ASA potrebbe comprendere disposizioni che consentano a un futuro Consiglio di stabilizzazione e di associazione di fissare modalità che estendono il diritto di stabilimento ai cittadini di entrambe le parti, compreso l'avvio di attività economiche in qualità di lavoratori indipendenti. Il futuro negoziato di questo diritto dovrebbe tener conto delle pressioni migratorie. 3.4.3 Commercio di servizi Un futuro ASA prevederebbe la liberalizzazione progressiva e reciproca nel commercio dei servizi, conformemente alle pertinenti disposizioni OMC, in particolare all'articolo V del GATS. Le aziende non stabilite sul territorio dell'altra parte acquisirebbero gradualmente il diritto di fornire servizi, ai sensi delle disposizioni del GATS e tenendo conto, in particolare, dei progressi nel ravvicinamento giuridico nei vari campi. La messa in atto della liberalizzazione sarebbe sorvegliata nell'ambito dell'accordo, in particolare per quanto riguarda i servizi finanziari. La legge sulla politica commerciale estera della BiH specifica il trattamento nazionale per i fornitori di servizi esteri sul mercato nazionale, sebbene ciò possa essere soggetto alla necessità di stabilire una persona giuridica nel paese. I fornitori di servizi esteri stabiliti sono così soggetti allo stesso regolamento e allo stesso regime impositivo dei cittadini nazionali. L'unico altro ostacolo formale agli investimenti stranieri nei servizi riguarda i media (in cui la proprietà straniera è limitata al 49%). L'approccio relativamente liberale della BiH alla fornitura di servizi è dimostrato dalla forte presenza di banche estere e dalla presenza di aziende straniere nei settori dei servizi di trasporto e di corriere. Pur essendo in teoria liberalizzata, in pratica la fornitura di servizi è stata complicata da un'economia ancora divisa, in alcuni settori, in base alle due Entità. Per esempio, esistono un organismo bancario di sorveglianza a livello statale e un'Agenzia di assicurazione dei depositi indipendenti in BiH, ma non esiste un mercato dei capitali unificato. Inoltre, il mercato delle assicurazioni è frammentato: la FBiH ha un ufficio di assicurazione indipendente con funzioni di sorveglianza, mentre nella RS la supervisione è effettuata dal ministero delle Finanze. La BiH dovrà tener conto di questi limiti per rendere pienamente operativo un ASA. 3.4.4 Pagamenti correnti e circolazione dei capitali Nel quadro di un ASA, la BiH si impegnerebbe a liberalizzare progressivamente la circolazione dei capitali sia in entrata che in uscita, in particolare per gli investimenti diretti. Dovrebbe essere prevista anche la protezione degli investitori per quanto riguarda la liquidazione e il rimpatrio di investimenti e profitti. Dopo un periodo di transizione, il Consiglio di stabilizzazione e di associazione potrebbe determinare le modalità per la piena applicazione delle norme comunitarie al movimento di capitali. In BiH gli investimenti stranieri sono disciplinati da una legge sulla politica per gli investimenti stranieri diretti, la quale elimina le barriere per la maggior parte degli investimenti in BiH ad eccezione di un limite del 49% del capitale azionario per gli investimenti stranieri nelle aziende del settore bellico e del settore dei media. Queste ultime restrizioni non costituirebbero un problema nel contesto di un ASA (il primo è un'eccezione legittima a tale libertà all'interno dell'UE). Inoltre, in BiH gli investimenti stranieri sono disciplinati da una "clausola di stabilità" che consente agli investitori di scegliere il regime giuridico che sarà applicato in caso di emendamenti alle leggi o ai regolamenti sugli investimenti stranieri. Questo garantisce che i diritti degli investitori non possano essere aboliti ma soltanto aumentati. In BiH il sistema di compensazione è diventato paragonabile a quello di un sistema bancario internazionale moderno. Le operazioni di pagamento nazionali all'interno della BiH vengono effettuate attraverso banche commerciali, mentre la Banca centrale funge da agente liquidatore. Le operazioni sull'estero vengono effettuate attraverso le banche commerciali. Vi sono alcuni limiti alle operazioni sull'estero da parte di singoli e non residenti, ma le persone giuridiche possono effettuare trasferimenti all'estero e trasferire fondi in seguito alla liquidazione parziale o completa degli investimenti in BiH - dopo aver presentato la "necessaria documentazione". Inoltre, sembra incoerente che la politica dei tassi di cambio sia determinata dalla Banca centrale, mentre l'autorizzazione del controllo dei cambi avviene a livello delle Entità. Nei negoziati per un ASA questo fatto complicherebbe il compito di identificare quali operazioni sono libere e quali no. 3.5 Ravvicinamento, messa in atto e applicazione della legislazione Un ASA comprenderebbe disposizioni sul graduale ravvicinamento della legislazione in vigore e futura a quella comunitaria. La BiH dovrebbe garantire che dalla data della firma dell'ASA il ravvicinamento inizi ad estendersi a tutti gli elementi dell'acquis comunitario di cui all'accordo. Questo avverrebbe in particolare in settori importanti della legislazione sul mercato interno e del commercio. La BiH dovrebbe così stabilire termini vincolanti per l'armonizzazione in settori quali: concorrenza, proprietà intellettuale, industriale e commerciale, appalti pubblici, norme e certificazione e protezione dei consumatori. Sebbene la BiH abbia già espresso la volontà di avvicinare, attuare ed applicare la legislazione UE, la sua capacità di farlo è ridotta dalla divisione dei poteri tra lo Stato, le Entità e i cantoni. Per attuare adeguatamente un ASA, il paese dovrebbe garantire un meccanismo adeguato per la cooperazione e il coordinamento fra le Entità in settori di responsabilità non spettanti legalmente allo Stato. In ogni caso sarebbe necessario avere una posizione unificata nei confronti dell'UE. Per quanto riguarda la messa in atto e l'applicazione, ciò dovrebbe essere sia efficace che coerente sull'intero territorio della BiH. 3.5.1 Concorrenza Nell'ambito di un ASA, la BiH si asterrebbe dall'adottare misure che condizionano negativamente la libera concorrenza. In particolare, proibirebbe: i) tutti gli accordi fra imprese e le pratiche concertate che impediscono, limitano o distorcono la concorrenza; ii) l'abuso da parte di una o più imprese di una posizione dominante; iii) eventuali aiuti pubblici che distorcono o minacciano di distorcere la concorrenza favorendo imprese o prodotti determinati. La BiH si impegnerebbe a garantire la trasparenza in materia di aiuti di Stato (vale a dire pubblici), fra l'altro creando un inventario globale di regimi di aiuto e riferendo ogni anno sull'importo totale e sulla distribuzione degli aiuti concessi. Fornirebbe inoltre, su richiesta, informazioni su casi specifici. L'applicazione della normativa sulla concorrenza è stata nel programma della BiH almeno fin dal 2000, quando il tracciato sosteneva l'adozione di una legge sulla concorrenza. La legge, ora compatibile con i modelli comunitari, è stata promulgata nel dicembre 2001, ma non è stata ancora applicata dato che non sono stati ancora creati un Consiglio della concorrenza e le relative unità a livello delle Entità. Per quanto riguarda gli aiuti di Stato (pubblici), la BiH non rispetta assolutamente i requisiti di un futuro ASA. La legge sulla concorrenza in vigore non contiene disposizioni sugli aiuti di Stato ed effettivamente non vengono concessi aiuti di Stato. Ciononostante, le Entità forniscono assistenza pubblica alle imprese o ai settori (per esempio quello minerario nella FBiH e in agricoltura nella RS). Per il momento non esistono un'autorità che sorvegli tale assistenza, un inventario degli aiuti e un sistema sistematico di rapporti. Nell'ambito di un ASA questo fatto dovrebbe essere rettificato. 3.5.2 Proprietà intellettuale, industriale e commerciale Prima della fine di un periodo di transizione, la BiH dovrebbe garantire una protezione efficace e l'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale, fra cui la protezione contro la contraffazione e le merci pirata. Dovrebbe inoltre garantire un livello di protezione simile a quello esistente nella Comunità e aderire ad alcune convenzioni multilaterali di cui fanno parte gli Stati membri dell'UE o che sono applicate di fatto nella Comunità. Sebbene la BiH abbia già aderito ad alcune convenzioni internazionali (per esempio l'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale), attualmente non è in grado di rispettare i requisiti di un futuro ASA. Esistono leggi sulla proprietà industriale e sui diritti d'autore e diritti annessi ed è in parte operativo un Istituto per le norme, la metrologia e la proprietà intellettuale. Tuttavia, la contraffazione e la pirateria sono diffuse. La mancanza di collaborazione della popolazione in materia di pirateria, l'imprecisione delle leggi esistenti, la mancanza di personale istituzionale qualificato (attualmente nessuno si occupa di questioni di diritti d'autore), le limitate risorse tecniche, la mancanza di tribunali specializzati e lo scarso coordinamento con le agenzie di applicazione fanno sì che attualmente la BiH non sia in grado di fornire una protezione adeguata nel settore. Questa debolezza contribuisce già alla persistente incapacità del paese di attrarre investimenti stranieri. Alle attuali condizioni, la BiH troverebbe difficile rispettare questo requisito dell'ASA. 3.5.3 Appalti pubblici Nell'ambito di un ASA, la BiH sarebbe tenuta a garantire alle aziende comunitarie la possibilità di candidarsi per i contratti pubblici sulla stessa base delle aziende locali. Il paese dovrebbe allineare progressivamente la normativa in materia di appalti pubblici su quella dell'UE. Dovrebbe inoltre rafforzare le pertinenti istituzioni e la magistratura al fine di applicare adeguatamente le procedure sugli appalti pubblici. In BiH non esiste ancora una legislazione sugli appalti pubblici a livello statale. Attualmente gli appalti si basano su normative diverse dello Stato, delle Entità e del distretto di Brcko. A causa della presenza di strumenti giuridici distinti con statuti giuridici diversi, il quadro degli appalti pubblici non è sufficientemente robusto per fornire un ambiente chiaro e basato su norme compatibili con l'acquis comunitario. È in preparazione una legge sugli appalti pubblici a livello statale compatibile con la legislazione UE, che prevede una nuova Agenzia per gli appalti pubblici e un organo di esame degli appalti. In questo settore la BiH dovrebbe garantire che la legislazione sia completata da adeguate risorse finanziarie e tecniche che possano garantirne l'effettiva applicazione. Sarebbe necessario personale formato sia per l'agenzia che per l'organo di esame. Sarebbe necessaria anche una magistratura adeguatamente formata e specializzata. 3.5.4 Normalizzazione e valutazione della conformità Per rispettare un ASA, la BiH dovrebbe conformare gradualmente la propria normativa con i regolamenti tecnici UE e con le pratiche della normalizzazione, della metrologia, dell'accreditamento e della valutazione della conformità europei. In particolare, sarebbe necessario: i) agevolare lo sviluppo di un'infrastruttura per le norme, la certificazione e la qualità; ii) promuovere l'uso di regolamenti tecnici e di procedure di valutazione della conformità compatibili con le regole e le procedure comunitarie, iii) promuovere la partecipazione della BiH ai lavori di organizzazioni europee e internazionali pertinenti, iv) concludere, se del caso, accordi con la CE e lo Spazio economico europeo (SEE) sulla valutazione della conformità europei e l'accettazione dei prodotti. La BiH ha ereditato la legislazione dall'ex Iugoslavia, ma dopo l'indipendenza le Entità hanno iniziato a sviluppare leggi e regolamenti e hanno creato nuove istituzioni indipendenti. Ora il paese dispone di una legge sulla metrologia basata su modelli europei; è stata introdotta una legge statale sulle unità di misura ed è stata creata una base giuridica per le norme mediante una legge statale sulla normalizzazione. Tali leggi hanno creato un nuovo Istituto della BiH per le norme, la metrologia e la proprietà intellettuale. Pur occupandosi di certificazione e valutazione della conformità, l'istituto non ha la capacità né il potere di effettuare la sorveglianza del mercato e rimane sottosviluppato in materia di organizzazione. Non ha ancora un direttore permanente e in tutti i settori le risorse sono limitate e il personale scarso. Occorre una legge statale sulla valutazione della conformità e sui relativi regolamenti. Da quanto risulta, attualmente soltanto quattro aziende della BiH hanno la capacità di apporre il marchio CE necessario per le esportazioni industriali nell'UE. Altre aziende seguono le direttive UE originali e la valutazione della conformità all'interno degli Stati membri dell'UE. La BiH deve sviluppare capacità tecniche in questo campo. 3.5.5 Protezione dei consumatori Un'efficace protezione dei consumatori è necessaria per garantire che l'economia di mercato funzioni correttamente e che i suoi benefici siano massimizzati per i consumatori. Ciò dipende dallo sviluppo di un'infrastruttura amministrativa in grado di garantire la sorveglianza del mercato e l'applicazione della legge. Per rispettare gli obblighi di un ASA la BiH dovrebbe: i) sviluppare politiche di protezione dei consumatori attiva, conformemente alla normativa comunitaria, ii) armonizzare la legislazione sulla protezione dei consumatori, iii) introdurre strutture amministrative e poteri di applicazione indipendenti ed efficienti per garantire il rispetto dei requisiti essenziali di sanità e sicurezza, iv) garantire la rappresentanza, l'informazione e l'istruzione dei consumatori. In BiH la legislazione sulla protezione dei consumatori a livello statale esiste dal 2002 - si trattava di un requisito del tracciato. Ciononostante, un'efficace protezione dei consumatori resta più un'aspirazione che una realtà dato che la necessaria infrastruttura organizzativa e amministrativa è ancora incompleta. Il Consiglio previsto dalla normativa del 2002 non è stato ancora istituito. Stanno però iniziando a nascere associazioni dei consumatori. 3.6 Giustizia e affari interni Grazie a notevoli contributi e sostegno internazionali, la BiH ha iniziato ad affrontare le debolezze dei vari sistemi di giustizia e affari interni. Per troppo tempo l'etnia, la geografia e i contatti personali erano i principali fattori determinanti della giustizia in un sistema giuridico frammentato. Il crimine, sia opportunistico che organizzato, si era diffuso, mentre la corruzione si era radicata profondamente nel tessuto sociale, economico e politico. La piena applicazione delle riforme giuridiche e giudiziarie in corso determinerà se la BiH potrà introdurre lo Stato di diritto e i diritti della difesa. La garanzia di uno spazio giuridico affidabile e prevedibile è una condizione preliminare per il funzionamento effettivo di un ASA. 3.6.1 Potenziamento delle istituzioni e Stato di diritto Nell'ambito di un ASA le parti contraenti annetterebbero particolare importanza al consolidamento dello Stato di diritto e al potenziamento delle istituzioni ad ogni livello nei settori dell'amministrazione in generale e dell'applicazione della legge e dell'apparato giudiziario in particolare. 3.6.1.1 Polizia In BiH le forze di polizia sono organizzate su numerosi livelli: vi sono 10 forze di polizia cantonali nella FBiH, una forza di polizia nella FBiH, una a Brcko e una nella RS, l'SBS, l'Agenzia statale per le informazioni e la protezione (SIPA), la polizia giudiziaria e la polizia finanziaria. Pertanto, in un paese con meno di 4 milioni di abitanti, le forze di polizia consistono di circa 17.000 persone, per un costo di circa 180 milioni di EUR l'anno. Ovviamente, la complessità delle varie forze di polizia aumenta i costi e complica il coordinamento e l'efficacia. La cooperazione poliziesca è migliorata (per es. la cooperazione della polizia della RS nel deferire un importante caso di traffici illeciti al Tribunale statale è stata buona), ma permangono numerose difficoltà operative: le forze di polizia di un'Entità non hanno diritto agli "inseguimenti oltre frontiera"; non esiste una base dati centrale e forze di Entità diverse usano sistemi informatici differenti. I costi sono elevati a causa di doppioni in materie come la formazione e le attrezzature. La capacità di lottare contro il crimine è limitata da difficoltà finanziarie e tecniche. In entrambe le Entità e nel distretto di Brcko è in corso la riforma della polizia. Dal gennaio 2003 la Missione di polizia dell'UE (EUPM) si è adoperata per introdurre e consolidare dispositivi di polizia sostenibili sotto il controllo della BiH, conformemente alle migliori pratiche europee ed internazionali. La missione guida, controlla ed ispeziona al fine di potenziare le capacità manageriali e operative della polizia. L'esercizio di un adeguato controllo politico sulla polizia viene monitorato. In termini operativi, le priorità della EUPM sono sviluppare un approccio basato sull'intelligence per lottare contro il crimine organizzato e aumentare la sicurezza dei rimpatriati. Di conseguenza, i servizi di polizia della BiH sono migliorati: è aumentata la professionalità, è cresciuta la capacità di gestione e si è sviluppata la cooperazione tra servizi di polizia e altre istituzioni competenti per il rispetto delle leggi (per es. l'SBS e le autorità doganali). La creazione nel 2003 di un nuovo ministero della Sicurezza a livello statale ha ottenuto consensi. Pur essendo nelle prime fasi di sviluppo, il ministero avrà la responsabilità per attività a livello statale quali il controllo delle frontiere e le attività contro il terrorismo (per es. SBS, SIPA e Interpol). Il ministero dovrebbe agevolare la cooperazione tra Entità; deve essere garantita in tempi rapidi la sua piena capacità operativa. Tuttavia, per lottare contro il crimine, sono necessari ulteriori riforme ed il miglioramento delle capacità di applicazione delle leggi a livello statale. Occorre migliorare la capacità di raccogliere intelligence, per esempio rendendo la SIPA pienamente operativa in tempi rapidi. Inoltre, la BiH ora deve prendere in considerazione l'ulteriore ristrutturazione e razionalizzazione dei servizi di polizia al fine di accrescere l'efficienza e migliorare le capacità di lottare contro il crimine. È in corso una riforma che porterà alla creazione di un servizio di intelligence e sicurezza a livello statale. 3.6.1.2 Magistratura In BiH il sistema giudiziario è stato lungo inefficiente. Contrariamente al distretto di Brcko, in cui l'intero sistema giuridico e giudiziario è stato riveduto abbastanza velocemente, i sistemi giuridici e giudiziari della FBiH e della RS sono stati caratterizzati costantemente da incompetenza e corruzione. I giudici e i pubblici ministeri erano soggetti a pressioni sia dei leader politici che dei criminali. L'infrastruttura giudiziaria di base era insufficiente e scarseggiavano attrezzature e archivi adeguati nonché l'accesso alle informazioni e le moderne prassi giuridiche. Inoltre, dato che lo spazio giuridico della BiH era suddiviso tra le Entità e Brcko, la giustizia veniva facilmente evitata; le decisioni giudiziarie prese in una giurisdizione venivano raramente fatte rispettare in un'altra. La riforma è iniziata. Nel febbraio 2002 è stata inaugurata una strategia di riforma giudiziaria globale. Nonostante un'impugnazione costituzionale da parte dell'Assemblea nazionale della RS, sono stati istituiti dei Consigli superiori di giustizia e procura (HJPC) a livello dello Stato e delle Entità, composti di membri sia nazionali che stranieri, aventi il compito di sorvegliare la nomina del personale giudiziario. Contemporaneamente è stata avviata una riforma della struttura dei tribunali e degli uffici dei pubblici ministeri, che ha ridotto il numero di tribunali e giudici. Per dimostrare il pieno controllo sulla riforma, la BiH deve istituire un singolo HJPC e sostenere adeguatamente i centri di formazione di giudici e pubblici ministeri. Un'ulteriore importante riforma è stata la creazione in BiH di un Tribunale statale e di un procuratore di Stato (anch'essa inizialmente impugnata dalla RS). Il Tribunale statale ha divisioni penali, amministrative e di appello e numerosi panel speciali, compresi quelli per il crimine organizzato, il crimine economico e la corruzione. Vi lavorano giudici sia nazionali che internazionali. I primi casi sono già stati trasferiti al tribunale, il quale colmerà una lacuna giuridica trattando di questioni (per es. casi di asilo e immigrazione) di competenza dello Stato. Dovrebbe inoltre creare un ulteriore ponte fra i sistemi giudiziario e giuridico delle Entità. È significativa anche la creazione nel 2003 del ministero statale della Giustizia, responsabile di garantire la cooperazione internazionale e fra le Entità su questioni giuridiche, sebbene non disponga di personale e risorse sufficienti. L'autorità giudiziaria di livello più alto è la Corte costituzionale della BiH. Nonostante le raccomandazioni del tracciato, la Corte costituzionale è stata costantemente a corto di risorse e per più di un anno è stata ridotta all'inattività a causa della mancata nomina di membri serbi da parte della RS. Nonostante tale difficoltà, la Corte gode di autorità ed è diventata un arbitro rispettato. Dato che l'UE è una Comunità retta dallo Stato di diritto, è essenziale che nel contesto di un ASA la BiH sia in grado di garantire il funzionamento e l'efficacia di un sistema giudiziario imparziale. La riforma in corso deve pertanto disporre di risorse adeguate ed essere ultimata rapidamente e con successo. 3.6.1.3 Sistema carcerario Lo Stato di diritto può essere garantito soltanto se la BiH dispone di un sistema affidabile di sanzioni. Attualmente l'unica vera sanzione prevista è la reclusione, ma vengono prese in considerazione alternative come il servizio comunitario. Nonostante l'introduzione di un Tribunale statale che si occupa del crimine a livello statale, a tale livello non esistono intese carcerarie. 3.6.2 Visti, controlli di frontiera, asilo e migrazione A livello sia bilaterale che regionale, la BiH avrebbe bisogno di un quadro di cooperazione in materia di visti, controlli di frontiera, asilo e migrazione (legale e illegale). Un elemento essenziale della cooperazione in materia di prevenzione e controllo dell'immigrazione illegale sarebbe l'inclusione di disposizioni sulla riammissione. Nell'estate 2003 la BiH ha adottato una nuova legge sulla circolazione e il soggiorno degli stranieri e sull'asilo, che ha sostituito una legge poco chiara del 1999 sull'immigrazione e l'asilo. L'effettiva applicazione della normativa richiede la creazione di un'unità o un settore responsabile che si occupi di tali questioni in seno al ministero della Sicurezza. L'attuale sistema dei visti determina i paesi i cui cittadini hanno bisogno di visti d'ingresso. Attualmente i cittadini di 38 paesi possono entrare in BiH semplicemente con passaporti ordinari. Ad altre nazionalità viene concessa temporaneamente l'esenzione dai visti, per esempio per promuovere il turismo nei mesi estivi. In generale, la politica dei visti della BiH è stata gradualmente allineata all'elenco dei visti della Comunità (per es. introduzione dell'obbligo di visto per l'Iran e l'Arabia Saudita), sebbene permangano alcune grandi differenze (per esempio i cittadini di Russia, Qatar, Kuwait e altri paesi possono ancora entrare nel paese senza visto). Inoltre, il funzionamento del sistema dei visti della BiH deve affrontare grandi problemi amministrativi: non è chiaro se l'infrastruttura tecnica per il controllo delle richieste di visto è sicura. Il rispetto di un regime dei visti è impossibile senza un efficace controllo alle frontiere. In questo campo la BiH ha ottenuto progressi, in particolare dopo la creazione dell'SBS. Nel settembre 2002 l'SBS ha assunto il controllo di tutti i posti di frontiera internazionali ufficiali della BiH. Ha cooperato con i ministeri dell'Interno e le amministrazioni di polizia e doganali per migliorare la gestione delle frontiere. Ha affrontato e, in base a quanto riferito, notevolmente ridotto, la tratta di esseri umani e la migrazione illegale attraverso la BiH. La relativa efficacia ed efficienza dell'SBS distingue la BiH favorevolmente da alcuni dei suoi partner regionali. Una nuova sfida per il paese è rappresentata dall'asilo; fino a poco tempo fa, l'attenzione era quasi esclusivamente sul ritorno dei profughi e sul loro reinserimento nella società. Il paese aderisce per successione alla Convenzione del 1951 sullo statuto dei rifugiati e al suo protocollo del 1967. Le questioni di asilo ora sono disciplinate dalla nuova legge sulla circolazione e sul soggiorno degli stranieri e sull'asilo. L'unità che si occupa delle questioni di asilo all'interno del ministero della Sicurezza della BiH prevista dalla legge non è ancora operativa. Pertanto il paese non dispone ancora di un sistema di asilo funzionante. La determinazione dello statuto di profugo spetta all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR), il quale spera di trasferire la responsabilità alla BiH entro la fine del 2004. Nell'ambito di un ASA le parti contraenti concorderebbero di cooperare per prevenire l'immigrazione illegale. A tal fine la BiH dovrebbe acconsentire di riammettere eventuali suoi cittadini illegalmente presenti sul territorio di uno Stato membro dell'UE e concludere un accordo per quanto riguarda i cittadini dei paesi terzi e gli apolidi. Gli stati membri dell'UE accetterebbero obblighi simili. I negoziati sulla riammissione sono stati completati con l'Italia e avviati con Svezia, Danimarca, Slovenia, Romania e Serbia e Montenegro. 3.6.3 Lotta contro il riciclaggio di denaro La BiH dovrebbe creare un quadro per la cooperazione al fine di prevenire l'uso dei suoi sistemi finanziari per riciclare i proventi di attività criminali. La cooperazione in questo settore comprenderebbe assistenza amministrativa e tecnica volta a introdurre norme adeguate per lottare contro il riciclaggio di denaro equivalenti a quelle adottate dalla Comunità e da altri organismi internazionali in questo campo, in particolare la Task Force per l'azione finanziaria (FATF). Il riciclaggio di denaro rappresenta un grave problema, che la BiH sta iniziando ad affrontare. I dati della BiH indicano che ogni anno possono essere riciclati 1,5 miliardi di EUR attraverso aziende fittizie e conti bancari specifici. Il codice penale della BiH definisce il riciclaggio di denaro un reato (ma soltanto recentemente la FBiH ha iniziato a non trattarlo più come una semplice infrazione amministrativa). Attualmente dei problemi di riciclaggio di denaro si occupano diversi organismi: l'SBS, le agenzie bancarie delle Entità, la polizia tributaria, l'amministrazione finanziaria della FBiH e la divisione contro il riciclaggio di denaro del ministero delle Finanze della RS - ma il loro lavoro deve essere meglio coordinato. In entrambe le Entità e nel distretto di Brcko ora la legge obbliga i dipendenti delle banche e delle istituzioni finanziarie a riferire sulle operazioni sospette; ogni operazione superiore a 30.000 KM (circa 15.000 EUR) deve essere comunicata alla polizia tributaria, che ne controlla la legittimità. In passato uno dei metodi preferiti per riciclare il denaro era creare aziende fittizie. Le nuove procedure di registrazione hanno reso questo metodo più difficile da usare e anche la recente identificazione sulla Gazzetta ufficiale di conti non utilizzati ha avuto un effetto scoraggiante sui riciclatori. Sebbene si tratti di sviluppi positivi, anche altre società che forniscono servizi di trasferimento di denaro o valori (per es. case da gioco e casinò, uffici cambi, assicurazioni, proprietà immobiliari, ecc.) dovrebbero plausibilmente essere soggette a licenza, registrazione e monitoraggio. Di queste questioni si occupa un Piano d'azione contro il riciclaggio di denaro che deve essere applicato da tutte le pertinenti agenzie. 3.6.4 Prevenzione e lotta contro il crimine, lotta contro i traffici illegali e le droghe illecite La BiH dovrebbe mettere a punto un quadro per la cooperazione volto a lottare contro le attività criminali e illegali, in particolare il crimine organizzato, e a prevenirle. Dovrebbe prestare particolare attenzione a questioni come la tratta di esseri umani, le attività economiche illegali (fra cui la corruzione, le operazioni illegali e il traffico illecito di armi) e il terrorismo. Dovrebbe inoltre essere in grado di affrontare le conseguenze sanitarie e sociali delle varie forme di abuso di droghe, prevenendo l'uso dei precursori chimici e introducendo e/o rafforzando le strutture per lottare contro il traffico di droghe illecite. La BiH ha iniziato ad affrontare i problemi legati al crimine in generale e alla corruzione in particolare. Il Parlamento ha approvato una legge sul conflitto d'interesse nell'ambito delle istituzioni governative; la legge sulla funzione pubblica elenca le attività che potrebbero comportare conflitti d'interesse, mentre il nuovo ministero della Sicurezza ha avviato i lavori per redigere una strategia anti-corruzione. L'Ufficio del procuratore di Stato ha iniziato ad occuparsi di numerosi casi di criminalità ad alto livello, in diversi casi infiggendo condanne. Anche i panel speciali del Tribunale statale stanno per iniziare ad operare, compreso un processo sul più grande caso di tratta di esseri umani che si sia mai verificato nel paese. La lotta contro il crimine sarà però lunga a causa di una relazione simbiotica fra crimine, affari e politica. La corruzione ha condizionato gravemente i risultati economici del paese e ne ha screditato la politica. Fra i recenti esempi vi sono la Hercegovacka Banka nella FBiH, che sembra essersi appropriata indebitamente di milioni, e le aziende elettriche (Elektroprivreda) le cui revisioni dei conti hanno rivelato, in particolare nella RS, malversazioni, conflitti d'interesse e cattiva gestione su grande scala. Il crimine organizzato rappresenta un grave problema. È diffuso il contrabbando di merci a cui si applicano tariffe doganali elevate, come le sigarette, l'alcol e i prodotti del petrolio. Secondo i dati della BiH ogni anno si registrano perdite dovute a frodi doganali e a contrabbando per circa 150-300 milioni di EUR, equivalenti circa al bilancio statale annuo. I trafficanti di droga hanno sfruttato le frontiere permeabili (ora meno) della BiH, le differenze fra competenze giurisdizionali e gli scarsi controlli doganali. Hanno inoltre usato il paese principalmente come luogo di transito verso l'Europa occidentale. Il contrabbando di droga continua. Il contrabbando di migranti attraverso la BiH è diminuito grazie all'opera dell'SBS. Tuttavia, sofisticate reti di tratta di persone, che si occupano anche di donne a fini di sfruttamento sessuale, continuano a spingere le vittime verso e attraverso il paese. A questo proposito, il "Trafficking Persons Report" statunitense del 2003 ha classificato la BiH tra i principali trasgressori. Ciononostante, in seguito la BiH ha evitato sanzioni in quanto, hanno fatto notare gli Stati Uniti, aveva "agito prontamente per affrontare i problemi". Sintomaticamente però, in seguito alla conferenza di Londra sul crimine organizzato del novembre 2002, la BiH ha presentato due rapporti separati e apparentemente non coordinati sul rendimento di due ministeri statali. Il ministero della Sicurezza ha coordinato la messa a punto di un piano d'azione per lottare contro il crimine organizzato, adottato nell'ottobre 2003. All'interno della BiH, il terrorismo ha colpito principalmente i rimpatriati o le minoranze politicamente non desiderate in determinate regioni. Probabilmente gli attacchi contro singoli o famiglie derivano da risentimenti locali più che da azioni coordinate. Inoltre, il numero di attacchi localizzati è diminuito. Per quanto riguarda il "terrorismo internazionale", vi sono le prove del fatto che alcune "associazioni caritative" operanti nel paese hanno avuto collegamenti con organizzazioni terroristiche e che sono state chiuse dopo l'identificazione. Fino ad oggi non si sono registrati attacchi contro interessi internazionali in BiH. In seguito agli eventi dell'11 settembre 2001 era stata istituita una squadra di coordinamento anti-terrorismo, che aveva operato in modo efficiente, ma che non è stata immediatamente ricreata dall'attuale Consiglio dei ministri. Come altri paesi, alla BiH viene chiesto di rispettare i diritti delle persone sospettate di terrorismo. In tutti i campi riguardanti la giustizia e lo Stato di diritto, alla BiH viene chiesto di migliorare il coordinamento e la cooperazione fra le agenzie e le Entità. Nel paese non esiste ancora un sistema informatico comune per la polizia o i sistemi giudiziario e procuratorio. Dato che la SIPA non è ancora operativa non esiste un'agenzia formale a livello statale che possa elaborare le informazioni sulla criminalità; la condivisione dell'intelligence dipende dalla buona volontà delle agenzie interessate. In materia di giustizia e affari interni, come in altri settori, occorre migliorare il coordinamento all'interno del paese per operare efficacemente e dare un senso alla cooperazione nel contesto di un ASA. 3.7 Politiche di cooperazione Un futuro ASA comporterebbe l'avvio di una stretta cooperazione in numerosi settori. La cooperazione sarebbe volta a fornire linee guida e assistenza dell'UE in materia di formulazione delle politiche e a promuovere lo sviluppo economico e sociale all'interno della BiH. Non si limiterebbe alla cooperazione bilaterale UE-BiH, ma avverrebbe anche all'interno di un quadro regionale. Pertanto, sarebbe prestata particolare attenzione alle misure che promuovono la cooperazione tra la BiH e i suoi vicini e la stabilità regionale. 3.7.1 Cooperazione economica, monetaria e statistica La BiH deve promuovere le riforme e l'integrazione economica nelle strutture europee migliorando la formulazione e l'applicazione di politiche economiche basate sul mercato. Deve migliorare la capacità di fornire informazioni sul rendimento e sulle previsioni macroeconomici, di formulare politiche economiche e di sviluppare gli strumenti necessari per applicarle. Deve inoltre tenere debitamente conto nello sviluppo delle politiche dell'unione economica e monetaria dell'UE. Deve sviluppare un sistema statistico, in grado di fornire i dati tempestivi, affidabili, oggettivi e accurati necessari per pianificare e monitorare la transizione e la riforma. Nel contesto dell'obiettivo politico globale di integrazione nelle strutture dell'UE, è necessario che la BiH formuli una strategia economica di medio e lungo termine coerente. In questo campo ha già preso alcune iniziative per identificare le priorità politiche. In collaborazione con la Banca mondiale, un Ente di coordinamento per lo sviluppo economico e l'integrazione con l'UE, composto dal Consiglio dei ministri della BiH e dai rappresentanti delle Entità, ha soprinteso alla formulazione di un Documento di strategia per la riduzione della povertà (PRSP) basato su un'ampia consultazione. Questo sforzo ha però sottolineato la necessità della BiH di sviluppare ulteriormente grandi capacità analitiche sia all'interno che all'esterno del governo; il paese deve migliorare le capacità di analizzare e prevedere le implicazioni delle decisioni politiche a livello settoriale e intersettoriale. In questo campo il governo della BiH potrebbe probabilmente cooperare in modo fruttuoso sia con la comunità accademica che con esperti dell'UE nel contesto di un ASA. L'effettiva cooperazione sarà però ostacolata da numerose difficoltà. Anzitutto, la prevalenza dell'economia grigia rappresenta un fattore perturbante. L'economia grigia ha indubbiamente rappresentato una rete di sicurezza sociale per le persone altrimenti non protette in un'economia mal funzionante. Inoltre, dimostra una vitalità economica nascosta e un potenziale di crescita. Ciononostante, il settore grigio (stimato da alcuni al 40% circa dell'attività economica totale della BiH) rende difficile l'effettiva formulazione delle politiche e distorce la cooperazione regionale e internazionale minando le condizioni di concorrenza uniformi. In secondo luogo, non può essere ignorata la cronica e persistente debolezza delle statistiche della BiH. Nell'ottobre 2002 l'Alto rappresentante ha imposto una legge sulle statistiche, che ha conferito maggiore autorità all'Ufficio statistico statale (BHAS) ed ha obbligato gli istituti statistici delle Entità ad allineare le loro metodologie, norme e prassi con quelle del BHAS. Quest'ultimo dovrà elaborare indicatori statistici a livello statale. Tuttavia, i progressi sono stati inquietantemente lenti. Attualmente le scarse (o inesistenti) statistiche a livello statale rendono impossibili la formulazione di politiche coerenti all'interno della BiH e la corretta effettuazione delle relazioni commerciali. La piena applicazione di questa legge sarebbe essenziale per un ASA. 3.7.2 Promozione e protezione degli investimenti, cooperazione industriale, piccole e medie imprese, turismo La BiH deve cercare di creare un clima favorevole per gli investimenti privati, sia nazionali che stranieri, al fine di promuovere la ripresa economica e industriale. In materia di cooperazione industriale, PMI e turismo, dovrebbe mettere a punto politiche volte a promuovere la modernizzazione e la ristrutturazione dell'industria, il potenziamento del settore delle PMI e lo sviluppo del turismo. Dati i bassi livelli di investimenti nazionali e il calo dell'assistenza estera, il paese ha fortemente bisogno di investimenti stranieri diretti (ISD). In realtà gli impedimenti giuridici sono pochi nei confronti degli ISD. Tuttavia, per migliorare ulteriormente il contesto delle attività economiche e sostenere la cooperazione industriale occorre eliminare i disincentivi e gli impedimenti strutturali: mancanza di impegno nei confronti della privatizzazione, complicate procedure per la registrazione delle società, elevati debiti aziendali, rigidità in materia di lavoro, un quadro fiscale poco chiaro, cattiva gestione aziendale, alto costo dei servizi di utilità generale, ecc. Grandi progressi sono stati fatti grazie alla "Iniziativa Bulldozer" guidata dall'OHR, che ha eliminato le barriere per le imprese mediante un approccio dal basso (bottom-up). L'iniziativa, che prosegue sotto la guida della BiH, dovrebbe trasformarsi in una certo senso in un patrocinio delle aziende. Ovviamente, la modernizzazione dell'economia della BiH si deve concentrare non soltanto sugli ISD e sulla ristrutturazione delle grandi aziende pubbliche, ma anche sullo sfruttamento del potenziale di crescita delle piccole e medie imprese (PMI) locali. La BiH si è impegnata ad applicare la Carta europea per le piccole imprese, ma non dispone ancora di una definizione comune per le PMI e di procedure di registrazione armonizzate al più basso livello possibile. Inoltre, la tassazione delle imprese dovrebbe essere tale da incoraggiare le aziende start-up. Il patrocinio delle aziende deve essere migliorato, dando alle parti interessate delle PMI voce in capitolo sulla legislazione proposta. Nonostante sia molto migliorato, il settore finanziario della BiH deve tener conto maggiormente delle necessità delle aziende sviluppando adeguati strumenti finanziari (per es. sistemi di garanzia). Infine, l'UE ha bisogno di un interlocutore unico con cui discutere la politica sulle PMI e l'eventuale futura integrazione nei pertinenti programmi comunitari. In BiH il turismo ha un certo potenziale di crescita, ma necessiterebbe di investimenti in pubblicità e sviluppo delle infrastrutture. È essenziale eliminare definitivamente tutte le mine terrestri. Nell'ambito di un ASA potrebbero essere sviluppati il trasferimento di conoscenze e lo studio di possibili operazioni congiunte. 3.7.3 Agricoltura e settore agroindustriale La BiH dovrà cercare di modernizzare e ristrutturare l'agricoltura e il settore agroindustriale. In particolare, la cooperazione potrebbe includere: i) lo sviluppo di fattorie private e di canali di distribuzione, metodi di stoccaggio e commercializzazione, ii) la modernizzazione delle infrastrutture rurali (trasporti, rifornimento idrico, telecomunicazioni), iii) l'aumento della produttività e della qualità usando metodi e prodotti adeguati, iv) la formazione e il monitoraggio sull'uso di metodi antinquinamento in collegamento con i mezzi di produzione, v) lo sviluppo e la modernizzazione di aziende di trasformazione e dei loro metodi di commercializzazione, la promozione della cooperazione industriale in agricoltura e lo scambio di know-how, vi) lo sviluppo della cooperazione sulla salute animale e vegetale sotto forma di assistenza per la formazione e l'organizzazione di controlli al fine di una graduale armonizzazione con le norme comunitarie. Come indicato nella sezione 3.3.2, l'agricoltura contribuisce per circa 12% al PNL e dà lavoro a circa il 18% della popolazione. Avendo un regime commerciale liberale, la BiH è un grande importatore di prodotti agricoli e agroindustriali. Questo avviene poiché il settore agricolo è caratterizzato da una struttura antiquata e sconnessa ed è inoltre limitato da incertezze sulla proprietà delle terre. La produttività è molto bassa e i prodotti sono destinati essenzialmente al consumo interno. L'utilizzazione delle capacità è scarsa: la proporzione di terre incolte è elevata (pare il 50% dei terreni arabili nella FBiH e circa il 30% nella RS). Sembra che anche l'allevamento sia in calo. La presenza dei laboratori e gli accordi di certificazione non sono uniformi e sono inferiori agli standard internazionali. Affinché l'agricoltura possa sfruttare il proprio potenziale sono necessarie riforme. Per esempio, è prioritario un sistema di catasto coerente e completo per eliminare i dubbi sulla proprietà e così migliorare il clima per gli investimenti. Purtroppo, il settore agricolo fornisce un esempio dell'effetto pernicioso della scarsa base statistica della BiH: una raccolta di dati inadeguata e non coordinata ostacola l'analisi e pertanto la formulazione di opzioni politiche. Per esempio, non è chiaro se le attuali politiche agrarie delle Entità a favore di sussidi volti a raggiungere l'autosufficienza in agricoltura e produzione di alimenti siano giustificate a lungo termine. Nell'ambito di un ASA, la BiH dovrebbe mantenere un dialogo politico su tali questioni. In particolare, alla luce delle decisioni dell'UE del 2003 di iniziare a slegare i sussidi agricoli dalla produzione, le Entità della BiH dovrebbe presentare posizioni politiche basate su un'analisi più trasparente e su un fondamento economico chiaro. 3.7.4 Dogane e imposizione 3.7.4.1 Dogane È necessario che la BiH abbia un servizio doganale in grado di soddisfare le richieste derivanti dal commercio liberalizzato e preferenziale connesso a un ASA. In particolare, necessiterebbe di un servizio doganale unificato con metodi di gestione e inchiesta efficienti. Dovrebbe creare infrastrutture ai posti di frontiera pertinenti, sviluppare interconnessioni con i sistemi di transito della Comunità, garantire un'adeguata riscossione delle imposte, semplificare le ispezioni e le formalità per quanto riguarda il trasporto di merci e introdurre moderni sistemi informatici per le dogane. La costituzione del paese fa rientrare la politica doganale fra le responsabilità dello Stato (art. III.1.c). Però, dato che l'autorità amministrativa e la riscossione delle imposte spettano alle Entità, la BiH ha sviluppato diversi servizi doganali a volte in competizione fra loro. Con l'aiuto del CAFAO sono stati creati servizi doganali nelle Entità separati ma cooperanti. Sono state introdotte tariffe doganali identiche e sviluppate le capacità di applicazione delle leggi, sono stati introdotti sistemi di comunicazione e informatici compatibili e sono stati migliorati i tassi di individuazione e riscossione. Col tempo tutto questo ha migliorato la riscossione delle imposte, nonostante la graduale introduzione di accordi di libero scambio. Nonostante questi risultati, l'interferenza politica e la mancanza di volontà in materia di rispetto della legge hanno consentito alle frodi e all'evasione doganale di continuare, minando il presunto mercato unico della BiH e l'abilità del paese di controllare efficacemente un regime commerciale preferenziale. In risposta a queste debolezze e alle pressioni internazionali, una Commissione sulla politica fiscale indiretta ha messo a punto un progetto di legge su un sistema di tassazione indiretta riguardante le entrate doganali e l'IVA. Quando sarà applicata, la legge comporterà la riscossione delle imposte indirette a livello statale attraverso un'Autorità per le imposte indirette (ITA). È stato trovato un accordo fra i rappresentanti dello Stato e delle Entità anche su questioni controverse come l'ubicazione della sede dell'ITA (a Banja Luka), la sua struttura regionale, ecc. La legge è stata approvata dal Consiglio dei ministri, ma è in attesa di essere adottata dal Parlamento. L'implicazione della legislazione è innovatrice in quanto le finanze pubbliche della BiH non dipenderebbero più esclusivamente dai trasferimenti delle Entità e il ministero delle Finanze della BiH svolgerebbe uno ruolo nella formulazione delle politiche. La legge costituirebbe quindi un grande passo avanti verso le prassi UE; migliorerebbe la sostenibilità fiscale, contribuirebbe a lottare contro la frode, sosterrebbe il mercato interno della BiH ed aumenterebbe notevolmente la capacità del paese di sostenere un futuro ASA con l'UE. 3.7.4.2 Tassazione La cooperazione con l'UE dovrebbe agevolare la riforma del sistema fiscale della BiH e contribuire a sviluppare l'amministrazione fiscale al fine di garantire un'efficace riscossione delle imposte. La lotta contro la frode fiscale nel paese deve restare prioritaria. Anche la tassazione è stata di competenza delle Entità. Come i dazi doganali, le imposte sono state riscosse in modo variabile e ampiamente evase. Attualmente nell'intero paese la base imponibile è ridotta e pertanto le aliquote sono elevate per chi paga (spesso spingendo le aziende legittime nel settore grigio). I redditi però sono bassi e si basano sul consumo e le importazioni. Viene fatto un uso limitato delle imposte dirette o sulla proprietà. Inoltre, la divisione di responsabilità sull'imposizione tra le Entità ha portato a stabilire imposte diverse ed aliquote diverse (imposta sulle società al 30% nella FBiH e al 10% nella RS; imposta sulle vendite che varia dal 20 all'8% a seconda della località e del tipo di merce o servizio). Le differenze di imposizione possono essere giustificate dalla concorrenza, ma l'esistenza di competenze giurisdizionali nelle Entità ha spesso provocato duplici obblighi di segnalazione e a volte doppia tassazione. Il sistema fiscale presenta pertanto numerose debolezze: ha fornito disincentivi agli investitori, ha agevolato l'evasione e ha minato il mercato unico. Ciò significa inoltre che non vi è una visione d'insieme dell'orientamento di politica fiscale, non vi sono conti governativi consolidati e soltanto una contabilità parziale. Le entrate sono state troppo scarse per garantire il corretto funzionamento dei servizi pubblici o per consentire investimenti in conto capitale. In parte per risolvere tali problemi, è stata proposta l'introduzione di un'imposta sul valore aggiunto (IVA), adottata quale politica del governo. L'IVA sarà introdotta a livello statale per ridurre al minimo l'evasione, massimizzare le entrate e rispettare l'acquis comunitario. Si prevede che gli introiti dell'IVA, come le entrate doganali, siano versati su un conto unico i cui esborsi andranno anzitutto allo Stato e in seguito alle Entità. Questo invertirebbe l'attuale ordine e garantirebbe adeguate entrate per lo Stato. L'obiettivo è introdurre l'IVA nel 2005. Occorre che il Parlamento dia in tempi rapidi l'approvazione definitiva della legge sull'ITA e che la pianificazione prosegua per rispettare il termine del 2005. 3.7.5. Occupazione, politica sociale, istruzione e formazione, ricerca e sviluppo tecnologico (RST) 3.7.5.1 Occupazione e politica sociale La cooperazione in questo settore deve prefiggersi di sostenere la BiH nella riforma della politica occupazionale, del diritto del lavoro e della sicurezza sociale. L'attenzione sarebbe sul miglioramento della ricerca di impiego e della consulenza sulle carriere e sulla promozione dello sviluppo locale. Sarebbero fornite misure di supporto per incoraggiare il funzionamento del dialogo sociale a ogni livello. Il diritto del lavoro dovrebbe agevolare la ristrutturazione industriale e migliorare il livello di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori. Per quanto riguarda la sicurezza sociale, il paese dovrebbe adattare i sistemi di sicurezza sociale alla mutevole situazione economica e alle nuove necessità sociali. In base al numero di persone registrate negli uffici di collocamento, in BiH il tasso di disoccupazione si aggira sul 40%. Tuttavia, dai dati di un'inchiesta sul tenore di vita risulta che i livelli di disoccupazione sono molto più bassi e che essa è più alta fra i giovani. La discordanza dei dati è dovuta probabilmente al grande numero di persone attive nel settore "grigio", vale a dire non registrato. Le condizioni di lavoro sono disciplinate dalla normativa a livello delle Entità, ma l'effetto delle norme esistenti è limitato dalla debolezza economica e dal prevalere di attività nel settore informale, non disciplinato. In pratica, gli standard di occupazione della BiH divergono notevolmente da quelli dell'UE. Anche la politica sociale e l'assistenza sociale sono frammentate e in entrambe le Entità ostacolate dalle limitate risorse. La cooperazione UE-BiH in questo settore si prefiggerebbe di migliorare il livello di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, usando come riferimento il livello di protezione esistente nell'UE. Un altro importante strumento di riferimento sarà il Documento di strategia per la riduzione della povertà della BiH. Sono state avviate numerose azioni, ma la futura cooperazione potrebbe concentrarsi sulla creazione di condizioni che incoraggino l'inserimento delle attività attualmente non disciplinate nel settore formale e registrato. La graduale regolarizzazione dell'occupazione consentirebbe la riscossione delle imposte (fornendo fondi ai programmi sociali) e il rispetto delle norme sociali minime. Fornirebbe inoltre un quadro coerente della situazione occupazionale della BiH e consentirebbe ai servizi di ricerca di impiego e di consulenza sulle carriere (ancora rudimentali) di concentrare le limitate risorse sulle questioni più importanti. 3.7.5.2 Istruzione e formazione, RST In materia di istruzione, formazione e RST, la cooperazione potrebbe prefiggersi di aiutare il paese ad elevare il livello di istruzione generale, istruzione superiore e formazione professionale. Si prefiggerebbe di promuovere la cooperazione giovanile e potrebbe anche incoraggiare lo sviluppo di un ambiente propizio per la ricerca, in particolare attraverso attività congiunte di RST e il trasferimento di tecnologia e know-how. Nel 2000/2001 frequentava la scuola elementare il 97% dei bambini in età scolare, ma soltanto il 56% nell'insegnamento secondario. Globalmente la qualità dell'insegnamento è peggiorata con la guerra a causa della distruzione di infrastrutture e del crollo economico. La Banca mondiale stima che le spese per l'istruzione primaria si aggirino sul 2,7% e quelle per l'istruzione secondaria sull'1,4% del PNL. I dati nazionali indicano che quasi il 90% del bilancio dell'istruzione della FBiH è destinato agli stipendi degli insegnanti, non lasciando quasi nulla agli investimenti per le infrastrutture, la formazione, ecc. A causa dei finanziamenti insufficienti gli insegnanti hanno uno status sociale basso e in generale vi è insoddisfazione nel settore dell'istruzione. A ciò si sono aggiunti le divisioni etniche (alcune scuole hanno fornito insegnamento segregato sotto lo stesso tetto), metodi d'insegnamento antiquati e libri di testo contenenti un linguaggio etnicamente offensivo. Anche la formazione professionale è nota per essere inadeguata alle necessità del mercato del lavoro. A causa della guerra e delle debolezze economiche, la capacità di RST è estremamente limitata in BiH. Numerosi ricercatori e professori universitari sono emigrati. Ciononostante, la BiH è stata attiva nel campo della cooperazione scientifica internazionale, compresa la cooperazione con l'UE. Nel 2003 ha presentato numerose proposte nell'ambito del 6° Programma quadro per la RST. La riforma del settore dell'istruzione è stata complicata dall'assenza di un ministero dell'Istruzione che la coordinasse a livello statale. Ciononostante, sono iniziate importanti riforme, fra cui la spoliticizzazione dell'istruzione. Nel novembre 2002 le autorità del settore a livello delle Entità hanno concordato con il PIC cinque impegni sulla "riforma dell'istruzione". Un importante elemento di questo programma è stata l'adozione nel giugno 2003 da parte del Parlamento della BiH di una Legge quadro sull'istruzione primaria e secondaria, la quale crea un unico sistema di certificati e diplomi e consente il trasferimento di alunni nell'intera BiH. Ha stabilito un curriculum di base comune per tutte le scuole e lo ha introdotto per l'anno scolastico 2003-2004. Nel settembre 2003 la BiH ha firmato la dichiarazione di Bologna. Si tratta di un importante sviluppo in quanto per la partecipazione occorrono riforme strutturali di governanza, gestione e finanze universitarie. Il programma TEMPUS assiste il processo di riforma dell'istruzione superiore attraverso la cooperazione con gli istituti di istruzione superiore degli Stati membri dell'UE. 3.7.6 Cultura, audiovisivo, servizi di telecomunicazione e postali, società dell'informazione 3.7.6.1 Cultura e audiovisivo Un ASA potrebbe promuovere la cooperazione culturale, in particolare con gli Stati membri dell'UE e i paesi vicini, con l'obiettivo globale di aumentare la comprensione reciproca. In materia di audiovisivo, la BiH deve adottare iniziative per promuovere l'industria audiovisiva europea ed incoraggiare la coproduzione cinematografica e televisiva. Dovrebbe inoltre allineare gradualmente le proprie politiche e normative su quelle della CE, anche per quanto riguarda le trasmissioni transfrontaliere e l'acquisizione di diritti di proprietà intellettuale per programmi e trasmissioni via satellite o via cavo. La BiH non ha ancora ratificato la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla televisione transfrontaliera ma da quanto risulta ne segue le disposizioni. Ha inoltre accettato la necessità di allinearsi con la direttiva dell'UE sulla televisione senza frontiere. Per quanto riguarda gli enti di regolamentazione, la BiH è relativamente avanzata in quanto ha un'Agenzia di regolamentazione delle comunicazioni (CRA) indipendente, responsabile della concessione di licenze ai media elettronici e del controllo della rispetto di regole e standard di radiodiffusione. La CRA è separata dal punto di vista finanziario e organizzativo dal ministero delle Comunicazioni, ma la BiH dovrà continuare a garantirne l'indipendenza. L'adeguata cooperazione in questo settore dipenderà anche da numerose altre riforme. I diritti intellettuali sono disciplinati da una legge della BiH sui diritti d'autore e i diritti connessi, elaborata conformemente alle prassi europee. Tuttavia, il rispetto è scarso. Il sistema di radiodiffusione pubblico (SRP) rispetta ampiamente le disposizioni della legge, ma ciò non avviene per quanto riguarda tutte le emittenti commerciali. Un'ulteriore preoccupazione riguarda la realizzazione della stessa radiodiffusione pubblica. Sebbene si trattasse di un requisito del tracciato, la sostenibilità dell'SRP è fortemente minacciata dalla debolezza economica e dall'inadeguata base legislativa. Oltre a modificare la normativa, la BiH deve urgentemente ristrutturare il sistema di radiodiffusione pubblico per garantirne la sopravvivenza. 3.7.6.2 Telecomunicazioni, società dell'informazione e servizi postaliLa cooperazione nell'ambito di un ASA potrebbe essere utilizzata per estendere e rafforzare la cooperazione in materia di telecomunicazioni e servizi postali e il graduale allineamento con l'acquis. Ciò comporterebbe, in particolare: i) lo sviluppo di aspetti giuridici e regolamentari delle telecomunicazioni e dei servizi postali, ii) se necessario, la progressiva liberalizzazione del settore, iii) la promozione di un clima favorevole agli investimenti per la modernizzazione della rete di telecomunicazioni e l'integrazione nelle reti europee e mondiali, iv) riforme istituzionali adeguate a un ambiente liberalizzato, v) la promozione di norme europee e di metodi in materia di regolamentazione. La BiH dovrebbe inoltre puntare al progressivo sviluppo della società dell'informazione, compresa la cooperazione nel settore delle infrastrutture di comunicazione elettronica. L'attuale quadro giuridico per le telecomunicazioni è fissato da una legge sulle comunicazioni del settembre 2003, che sarebbe compatibile con le norme europee. Esiste un organo di regolamentazione indipendente e nel 2003 è stato istituito un nuovo ministero statale che si occupa di comunicazioni (e trasporti). Vi sono tre fornitori di servizi di telecomunicazione a livello delle Entità (Telecom RS, Telecom BiH e HPT Mostar) che hanno monopoli di fatto sulla rete fissa del loro territorio. Recenti revisioni dei conti delle tre aziende hanno rivelato livelli allarmanti di cattiva gestione e incompetenza, causa di grandi perdite finanziarie. Nella RS vi sono 20 telefoni fissi e 19 telefoni mobili ogni 100 abitanti. Nella FBiH i dati sono: 26 telefoni fissi e 20 telefoni mobili. Vi è una certa concorrenza nella telefonia mobile (in cui ciascun operatore è tenuto a fornire una copertura a livello statale nel giro di tre anni), che fornisce una certa concorrenza ai monopoli della rete fissa. Sebbene la fissazione dei prezzi spetti ancora ai governi delle Entità, non vi sono restrizioni formali agli investimenti o alla proprietà stranieri. Il processo di liberalizzazione è quindi iniziato, ma il Consiglio dei ministri ha sottolineato la necessità di altre misure che portino a una fornitura di servizi più concorrenziale. L'ulteriore liberalizzazione aiuterebbe la BiH ad accelerare la disponibilità di servizi di comunicazione di buona qualità e l'adozione di tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Un ASA comporterebbe l'allineamento con l'approccio europeo alla regolamentazione del settore e la promozione del suo uso. Il rispetto di questa parte di un ASA non dovrebbe comportare problemi insuperabili ma richiederebbe prontezza per affrontare le debolezze identificate e volontà di partecipare (magari come osservatore) ai meccanismi dell'UE nel settore. L'e-business svolge ancora un ruolo minimo in BiH. Il paese ha urgente bisogno di una legge comune sulla firma elettronica per agevolare tali attività. L'accesso a Internet è aumentato dopo una modesta fase iniziale. Si stima che pochi cittadini abbiano un accesso diretto ma che aumenti il numero di chi ha un accesso indiretto. L'accesso da parte degli enti governativi è ancora basso. Attualmente i servizi postali sono nelle mani di tre operatori, limitati alle rispettive aree geografiche. È stata redatta, ma non ancora approvata, una normativa su un Ufficio postale della BiH. È iniziata la privatizzazione dell'Ufficio postale della RS. 3.7.7 Trasporti La cooperazione dovrebbe contribuire alla ristrutturazione e alla modernizzazione del sistema dei trasporti della BiH e al miglioramento delle relative infrastrutture e della libera circolazione di passeggeri e merci, raggiungendo standard paragonabili a quelli della Comunità, allineando la normativa sui trasporti della BiH a quella della CE e consentendo il progressivo accesso reciproco ai mercati e alle infrastrutture di trasporto dell'UE e della BiH. Gran parte delle infrastrutture di trasporto del paese sono state riparate dopo la guerra. Tuttavia, è ancora necessario un notevole miglioramento affinché la BiH possa giungere a standard operativi paragonabili a quelli dell'UE e sopravvivere in un ambiente sempre più competitivo. Sono necessari miglioramenti strutturali per le strade, le ferrovie, i trasporti fluviali e l'aviazione. Per esempio, a causa di complicazioni amministrative, per attraversare la BiH in treno occorre ancore cambiare le locomotive. Per migliorare la situazione occorrerà coordinare gli operatori attraverso una strategia di trasporto di lungo termine (attualmente assente) ed effettuare investimenti (mentre i fondi dei donatori internazionali stanno diminuendo). La BiH ha iniziato ad affrontare alcune sfide, comprese quelle connesse a un ASA. I prezzi dei servizi di trasporto stradale sono fissati liberamente e vi è concorrenza sul mercato. Per quanto riguarda i trasporti aerei, è stata emanata una legge sull'aviazione civile. La BiH ora fa parte dell'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale (ICAO) e a livello statale esiste una Direzione generale per l'aviazione civile. (Dopo lunghi ritardi, nell'ottobre 2003 è stato nominato un Direttore generale.) Per ridurre al minimo i rischi in materia di sicurezza, sono necessarie strutture amministrative chiare e semplici. Inoltre, la BiH ha iniziato a migliorare le infrastrutture alle frontiere e le strade al fine di promuovere l'accesso alle reti di trasporto europee. L'attenzione all'integrazione dei trasporti è dimostrata anche dall'attuale progetto di costruzione di un'autostrada che colleghi il paese al corridoio Vc (Budapest-Osijek-Sarajevo-Ploce) e ad altre strade strategiche. È essenziale che in questo grande progetto la BiH rifletta già le migliori pratiche europee in termini di appalti pubblici, valutazione dell'impatto ambientale e trasparenza dell'iter decisionale. Inoltre, nell'ottobre 2003 la BiH si è formalmente impegnata a firmare un memorandum d'intesa per lo sviluppo di una rete regionale d'infrastrutture di trasporto essenziali. 3.7.8 Energia La cooperazione tra l'UE e la BiH nel settore energetico dovrebbe tener conto dei principi dell'economia di mercato e della Carta europea dell'energia. La BiH deve sviluppare la politica energetica al fine di integrarla gradualmente con le politiche e le reti dell'UE. La cooperazione potrebbe riguardare essenzialmente la formulazione e la pianificazione di una politica energetica, la modernizzazione delle infrastrutture, il miglioramento e la diversificazione delle forniture, lo sviluppo di risorse energetiche e di energie rinnovabili e la promozione del risparmio energetico e dell'efficienza energetica. La BiH dispone di ingenti riserve energetiche, in particolare di un potenziale idroelettrico. In parte a causa del crollo industriale, la produzione energetica è superiore alla domanda interna e il paese pertanto esporta energia (anche se importa petrolio e gas). Ha ratificato la Carta europea dell'energia e ha firmato il memorandum d'intesa di Atene sui mercati dell'elettricità regionali nell'Europa sud-orientale. Il limitato surplus di elettricità e la capacità di esportazione della BiH non devono però celare la necessità di modernizzare e riformare notevolmente il settore. Recenti revisioni dei conti delle aziende elettriche hanno messo in luce una cattiva gestione e frodi diffuse. I prezzi continuano a essere fissati a livello dell'amministrazione e non vi è un mercato dell'energia interno. Inoltre, attualmente le necessità di medio termine del settore vengono esaminate nel contesto della strategia di sviluppo/del Documento di strategia per la riduzione della povertà della BiH, ma il paese non dispone ancora di una strategia di sviluppo dell'energia coerente che tenga conto di diverse questioni quali l'efficienza energetica, la diversificazione, la sicurezza della fornitura, l'ambiente e gli impegni internazionali. La riforma dell'importante settore elettrico, gestito in modo inefficiente, è iniziata grazie all'assistenza internazionale ma deve lottare contro la forte resistenza di determinati interessi. Il progetto strategico POWER III intende migliorare l'efficienza smantellando i tre monopoli elettrici verticali e creando un sistema energetico unificato nell'intera BiH. La "suddivisione" dei compiti di produzione, trasmissione e distribuzione consentirebbe la creazione di nuove aziende di distribuzione e produzione (che potrebbero essere privatizzate se le condizioni del mercato saranno favorevoli e se vi saranno l'interesse degli investitori e il sostegno politico). I governi di entrambe le Entità hanno deciso piani d'azione in materia di ristrutturazione. È essenziale che la BiH porti avanti con vigore la riforma, non da ultimo perché la cooperazione dell'ASA in questo settore rifletterà i principi dell'economia di mercato e perché questo progetto è essenziale per la cooperazione regionale nel mercato dell'energia (vedi il processo di Atene). Devono essere pienamente rispettati gli impegni presi dalla BiH nel PIC del giugno 2003 ("adottare [.] leggi sulla società di trasmissione e sull'operatore di sistema indipendente, nominare [.] enti di regolamentazione a livello statale e di Entità e adottare [.] un piano d'azione armonizzato per la riforma del settore energetico ..."). La legislazione deve essere conforme all'acquis comunitario. 3.7.9 Ambiente Nel quadro di un ASA, la BiH potrebbe rafforzare la cooperazione con l'UE nella lotta contro il degrado ambientale, in particolare per quanto riguarda la qualità dell'aria e dell'acqua, il monitoraggio dell'inquinamento, la promozione dell'efficienza energetica e della sicurezza degli impianti industriali, la classificazione e la manipolazione sicura dei prodotti chimici, la pianificazione urbana, la gestione dei rifiuti e la protezione di foreste, flora e fauna. In BiH le condizioni ambientali non sono buone, ma (ad eccezione di problemi specifici derivanti dal conflitto, come le munizioni inesplose) probabilmente non sono peggiori che in alcuni altri paesi dell'Europa centrale candidati che hanno un livello simile di sviluppo. Si sta forse creando una divario tra le due Entità, con la FBiH leggermente più avanzata, ma entrambe registrano un notevole degrado ambientale. L'applicazione e il rispetto delle leggi in vigore sono scarsi e la sensibilizzazione del pubblico ai problemi ambientali è bassa. Esiste un certo monitoraggio dei dati ambientali, ma non è chiaro come tali dati vengano usati. Attualmente non esistono meccanismi per garantire che la protezione ambientale sia sempre integrata nella formulazione di altre politiche. Ai fini di un ASA le parti dovrebbero sviluppare una cooperazione nella lotta contro il degrado ambientale. Nel caso della BiH la cooperazione potrebbe dover superare numerosi grandi ostacoli, anche a livello istituzionale. L'assistenza internazionale ha aiutato a sviluppare un quadro di leggi ambientali, che rimane però incompleto. Non esistono una strategia nazionale per l'ambiente o un'agenzia che controlli, applichi o faccia rispettare le politiche. La responsabilità sulle questioni ambientali è fissata a livello delle Entità, ma nonostante l'esistenza di un Comitato di coordinamento ambientale inter-Entità creato nel 1998, il coordinamento tra gli operatori è ancora lungi dall'essere ottimale. La BiH ha aderito a numerose convenzioni e protocolli internazionali, di cui non sono però garantiti a livello di Entità l'applicazione, il monitoraggio e il rispetto. In almeno un caso, un accordo bilaterale che prevede notevole assistenza sembra essere minacciato in quanto l'inadeguatezza delle strutture e la scarsità delle risorse umane e finanziarie ne rendono impossibile l'applicazione adeguata. Un futuro ASA potrebbe occuparsi anzitutto di queste debolezze. 3.8 Cooperazione finanziaria Un ASA con la BiH prevederebbe il proseguimento del sostegno finanziario della CE al fine di aiutare il paese a raggiungere gli obiettivi dell'accordo. La cooperazione finanziaria potrebbe sostenere le riforme democratiche, economiche e istituzionali conformemente al processo di stabilizzazione e associazione. L'assistenza potrebbe incentrarsi su vari settori di ravvicinamento della legislazione e su politiche di cooperazione contemplate dall'ASA. La BiH deve sviluppare la capacità di coordinare globalmente i fondi forniti dall'UE e da altri donatori al fine di garantirne l'impiego ottimale. Nell'ambito di vari programmi CE, la BiH ha beneficiato di assistenza per un totale di oltre 2 miliardi di EUR dal 1991. Attualmente i principali strumenti di aiuto della CE sono CARDS e il sostegno al bilancio attraverso l'assistenza macrofinanziaria. Sono operativi anche altri programmi, come per esempio TEMPUS. Oltre all'assistenza CE, un notevole sostegno bilaterale è stato fornito da paesi partner e dalle istituzioni finanziarie internazionali. Da parte della BiH attualmente sono quattro le istituzioni responsabili della gestione degli aiuti: il Tesoro, il MOFTER, il ministero degli Affari esteri e la DEI. Inoltre, nelle Entità vi sono istituzioni che gestiscono l'assistenza. Preoccupa la mancanza di un meccanismo definito che coordini i vari ministeri e che non tutta l'assistenza sia registrata in un conto nazionale consolidato. Con il proseguimento dell'assistenza CARDS nell'ambito di un ASA, diventerà sempre più evidente la necessità di avere un'adeguata capacità di coordinamento all'interno della DEI. La DEI contribuisce già agli esercizi di programmazione annuali CARDS, ma questo ruolo deve essere notevolmente potenziato. La BiH deve prefiggersi di assumersi progressivamente più responsabilità per la gestione degli aiuti CE. Con l'introduzione del suo codice, la DEI ora deve creare una sezione di coordinamento degli aiuti. La formazione di un Comitato di coordinamento all'interno della DEI incaricato di controllare gli aiuti globali agevolerebbe l'analisi, la determinazione delle priorità e pertanto la messa in atto globale. 3.9 Valutazione generale Sebbene la BiH abbia ripetutamente espresso il desiderio di concludere un ASA e si sia detta convinta di essere in grado di affrontare le sfide connesse, non vi è dubbio che l'applicazione dell'ASA sarebbe molto problematica. Questa sezione, che ha discusso le questioni tecniche connesse con un ASA, ha indicato una serie di progressi intermittenti, frammentati da settori in cui le riforme cruciali non sono state completate, o in alcuni casi neppure avviate. La sezione 1 della presente relazione identifica le sfide politiche cui si trova di fronte la BiH. La sezione 2 si concentra sulle prospettive (macro)economiche, mentre questa terza sezione sottolinea le questioni settoriali. In realtà però, nessuna questione può essere affrontata isolatamente. Per esempio, le debolezze in materia di formulazione e applicazione della politica commerciale hanno bisogno non soltanto di un adeguamento tecnico ma anche di risorse. A sua volta questo richiede una volontà politica per garantire che le risorse non siano sprecate o indebitamente utilizzate altrove. In breve, la preparazione per l'attuazione di un ASA è un'attività olistica che coinvolge tutti gli elementi del corpo politico della BiH. Se il paese darà prova di determinazione politica e coordinerà le risorse in modo efficace, potrà affrontare le sfide settoriali di un ASA entro tempi ragionevoli. C. Conclusione L'obiettivo dell'integrazione nelle strutture dell'UE e della futura adesione all'Unione gode di ampio sostegno in BiH. A tal fine, però, il paese dovrà anzitutto dimostrare di condividere alcuni valori fondamentali dell'UE e di avere la capacità di rispettare gli obblighi di un Accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA). Il presente studio di fattibilità, che è stato preparato tenendo conto delle risposte date dalla BiH a un questionario particolareggiato, valuta se il paese ha ottenuto progressi sufficienti per consentire l'apertura di negoziati per un ASA. Pertanto, le sue conclusioni si concentrano specialmente su priorità essenziali di particolare rilevanza per l'avvio dei negoziati. Come tutti gli studi simili, il presente studio di fattibilità si concentra sui meriti particolari e sulle condizioni specifiche del paese stesso. Il ritmo al quale un paese si avvicina all'UE dipende essenzialmente dal ritmo con cui adotta ed applica le necessarie riforme. Il nuovo partenariato europeo, che la Commissione proporrà nel 2004, presenterà in maggior dettaglio le priorità di breve e medio termine che il paese dovrà rispettare mentre avanza verso una maggiore integrazione con l'UE. Il presente studio conferma che la BiH ha ottenuto notevoli progressi in materia di stabilizzazione dopo il termine dei conflitti degli anni '90. Il paese è membro del Consiglio d'Europa ed ha avviato relazioni normali con i suoi vicini. Inoltre, è un forte sostenitore della cooperazione regionale. Molti profughi sono tornati ed è stata risolta la maggior parte delle rivendicazioni di proprietà. È ripreso il dialogo fra le comunità ed è stata ristabilita una certa fiducia. Si sono svolte elezioni democratiche, la successione politica si è verificata pacificamente e sono state adottate nuove leggi. Sono state prese iniziative per rafforzare l'indipendenza della magistratura. Nel complesso, il Servizio delle frontiere statali funziona bene. Le infrastrutture del paese sono state ampiamente ristrutturate, la valuta è stabile, l'inflazione è bassa ed è stata introdotta una disciplina fiscale. È stata avviata la riforma delle dogane e della tassazione. L'accordo in seno alla Commissione per la politica dell'imposizione indiretta e l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri di progetti di legge connessi dimostrano il crescente consenso sulle politiche chiave. Sono in corso iniziative che promuovono un clima favorevole alle attività economiche e hanno dato luogo di recente a un aumento degli IED. Ciò nonostante, la valutazione deve ricordare che il paese sta ancora creando uno Stato autosostenibile e che devono ancora essere avviate molte riforme fondamentali, tra cui ulteriori progressi verso la creazione di uno spazio economico unico perfettamente funzionante conformemente all'articolo 1.4 della costituzione della BiH e alle raccomandazioni del tracciato. La BiH non ha ancora assunto la piena responsabilità di governo. Deve ancora dimostrare con i propri sforzi che i "poteri di Bonn" dell'Alto rappresentante non sono più necessari, in particolare in settori che dovranno essere contemplati da un ASA. Occorre potenziare i poteri, la funzionalità e la capacità di coordinamento del governo centrale. Deve essere trovato un adeguato equilibrio fra le responsabilità delle Entità e dello Stato. Inoltre, la base amministrativa della BiH rimane debole. Il paese deve ancora sviluppare un nucleo professionale, basato sul merito, di funzionari pubblici politicamente indipendenti. Alcune istituzioni governative nella BiH, in particolare nella Republika Srpska, non hanno ancora dimostrato di cooperare pienamente con l'ICTY. Economia della BiH. Desta preoccupazione la persistente mancanza di una crescita interna autosostenuta, specie se si considerano gli elevati disavanzi delle partite correnti e la diminuzione dell'assistenza straniera. Il paese è ancora dipendente dagli aiuti esteri e, con il 50% della popolazione sulla o vicina alla soglia di povertà, è ancora vulnerabile agli shock sistemici. Nonostante il recente aumento degli IED, c'è ancora molto da fare per garantire un afflusso prevedibile di capitali stranieri. La base finanziaria dello Stato deve ancora essere rafforzata. Il meccanismo di finanziamento fornito dall'Autorità per le imposte indirette deve essere consolidato, mentre per quanto riguarda le spese la BiH non ancora garantito l'impiego ottimale delle limitate risorse. Infine, la capacità tecnica della BiH di applicare un futuro ASA è ancora poco sviluppata. I settori essenziali come il commercio non funzionano ancora adeguatamente. Devono essere affrontati efficacemente i problemi in settori quali le zone franche, la certificazione, la concorrenza, i diritti d'autore e le statistiche. Come rilevato nella relazione del SAP 2003, la sfida principale della BiH continua ad essere costruire uno Stato autosostenibile in grado di integrarsi nelle strutture dell'UE. Occorrerà continuare a lavorare, ancora più alacremente, per affrontare tutti questi problemi. La Commissione europea ha identificato le seguenti priorità di breve termine per le attività nel corso del 2004: - Rispetto delle condizioni esistenti e degli obblighi internazionali - Piena cooperazione con l'ICTY, segnatamente da parte della RS, in particolare assicurando alla giustizia del Tribunale internazionale i criminali di guerra sotto accusa. (Il Consiglio Affari generali dell'UE dell'aprile 1997 ha ritenuto che si trattasse di una condizione specifica per procedere a relazioni contrattuali.) Completare le attività del tracciato ancora in sospeso. Rispettare gli accordi di pace di Dayton e Parigi. Avviare iniziative per mettere in atto i criteri di post-adesione della BiH definiti dal Consiglio d'Europa, in particolare per quanto riguarda la democrazia e i diritti umani. - Governanza più efficace - Applicare la legge sul Consiglio dei ministri e la legge sui ministeri. Organizzare riunioni del Consiglio dei ministri e del Parlamento con sufficiente periodicità per affrontare sollecitamente le questioni di governo. Assicurare che i nuovi ministeri e le nuove istituzioni statali creati dalla legge del 2002 sul Consiglio dei ministri diventino adeguatamente operativi. Applicare pienamente il "piano d'azione per le riforme politiche" 2003-2004 e mettere a punto per il 2004 (e gli anni successivi) un piano di lavoro governativo consolidato a livello statale in cui le risorse di bilancio corrispondano alle priorità politiche. - Pubblica amministrazione più efficiente - Fare altri sforzi per creare una pubblica amministrazione efficiente, compreso lo sviluppo di un piano d'azione globale, di cui siano stimati i costi, per la riforma della pubblica amministrazione con una chiara distribuzione di competenze (ad esempio in materia di polizia e sanità). Finanziare e collaborare con le agenzie della funzione pubblica a livello statale e delle Entità. - Integrazione europea - Garantire l'adeguato e pieno funzionamento della Direzione per l'integrazione europea, comprese le capacità di coordinamento degli aiuti. - Disposizioni efficaci sui diritti umani - Adottare e far entrare in vigore la normativa in sospeso per il ritorno dei profughi. In particolare, introdurre, adottare e applicare la legislazione sul Fondo per il ritorno dei profughi della BiH. Completare il passaggio degli organismi competenti in materia di diritti umani sotto il controllo della BiH. Garantire che i casi irrisolti della Camera per i diritti umani siano trattati e che le competenze della Camera siano trasferite alla Corte costituzionale. Fornire alla Corte adeguati finanziamenti. Assumere la piena responsabilità nazionale per l'ombudsman statale e ottenere progressi per quanto riguarda la fusione fra l'ombudsman statale e quelli delle Entità. - Magistratura efficiente - Adottare una legislazione che istituisca un singolo Consiglio superiore di giustizia e procura per la BiH al fine di consolidare l'autorità che nomina i giudici delle Entità e rafforzare l'indipendenza della magistratura nell'intera BiH. Fornire personale e fondi sufficienti al Tribunale statale. - Lotta contro il crimine, in particolare quello organizzato - Creare una capacità a livello statale di far rispettare le leggi assegnando le risorse e gli strumenti necessari per garantire il pieno funzionamento dell'Agenzia statale per le informazioni e la protezione e del ministero della Sicurezza della BiH. Procedere alla riforma strutturale della polizia al fine di razionalizzare i servizi di polizia. - Gestione dell'asilo e dell'emigrazione - Garantire la creazione e il funzionamento di adeguate strutture che si occupino di asilo e di emigrazione. - Riforma delle dogane e dell'imposizione fiscale - Procedere all'applicazione delle raccomandazioni della Commissione per la politica fiscale indiretta. Garantire l'adozione da parte del Parlamento della legge sull'Autorità per le imposte indirette, compresa l'adozione della relativa legislazione favorevole. Garantire l'applicazione, compresa la nomina di un direttore dell'Autorità per le imposte indirette, e il funzionamento della nuova autorità doganale. Dar prova di progressi nel preparare l'introduzione dell'IVA al fine di rispettare i tempi previsti. - Legislazione sul bilancio - Adottare e avviare l'applicazione di una legge sul bilancio che preveda una pianificazione e una previsione di bilancio pluriennali e iniziare ad elaborare un conto governativo consolidato. - Pratica di bilancio - Prendere misure per registrare tutte le entrate delle autorità pubbliche ai vari livelli del governo, incluse le sovvenzioni e altre forme di assistenza internazionale. - Statistiche affidabili - Applicare la legge sulle statistiche, al fine di creare un sistema statistico funzionante con responsabilità chiare e meccanismi di coordinamento. - Politica commerciale coerente - Mettere a punto una politica commerciale coerente e globale e rivedere l'attuale legislazione per garantire una politica coerente in materia di zone franche. Istituire una certificazione a livello statale e altre procedure per l'esportazione di prodotti animali, nonché un ufficio fitosanitario, compatibili con le norme CE onde promuovere le esportazioni, gli standard e lo spazio economico unico. - Mercato dell'energia integrato - Attuare piani d'azione nelle Entità per ristrutturare il mercato dell'elettricità. - Sviluppare lo spazio economico unico della BiH - Creare un Consiglio della concorrenza. Introdurre disposizioni sul reciproco riconoscimento dei prodotti nell'ordinamento giuridico della BiH e instaurare in tutto il paese un regime coerente ed efficace in materia di commesse pubbliche. Abolire tutti i doppi requisiti in materia di licenze, permessi e autorizzazioni analoghe per consentire ai prestatori di servizi (comprese le istituzioni finanziarie) di operare in tutta la BiH senza dover espletare procedure amministrative inutili. Creare un sistema unico di registrazione delle imprese riconosciuto in tutta la BiH. - Radiodiffusione pubblica - Adottare una normativa conforme agli standard europei e agli accordi di pace di Dayton e Parigi e prendere iniziative per garantire la vitalità a lungo termine di un sistema di radiodiffusione pubblica unico a livello statale, indipendente dal punto di vista finanziario ed editoriale per la Bosnia ed Erzegovina, i cui organismi di radiodiffusione costituenti condividano un'infrastruttura comune. Raccomandazioni La Commissione europea ritiene che la BiH dovrebbe essere in grado di affrontare queste priorità nel corso del 2004, a condizione che vengano fatti altri grandi sforzi. Si pronuncerà in merito ad una raccomandazione di decisione del Consiglio sull'avvio di negoziati per un ASA con la BiH non appena determinerà che sono stati fatti progressi rilevanti per quanto riguarda le priorità di cui sopra. La Commissione si augura che ciò si verifichi nel secondo semestre 2004. Se tuttavia gli sforzi e i progressi della BiH non saranno sufficienti, la Commissione non potrà raccomandare di avviare i negoziati sull'ASA. Il ritmo dei progressi verso un ASA dipende in gran parte dalla BiH e sarà determinato dal suo successo nell'affrontare le priorità identificate nel presente studio, ma la Commissione europea continuerà a sostenere le attività di riforma della BiH. La Commissione propone di intensificare il dialogo politico con la BiH, in particolare mediante incontri potenziati con la Task Force consultiva. Inoltre, vi saranno relazioni annuali, accompagnate dal Partenariato europeo, che indicheranno i progressi e identificheranno le priorità d'azione globali. Saranno utilizzati anche altri nuovi strumenti identificati al Consiglio europeo di Salonicco. Il programma CARDS continuerà a fornire sostegno mirato. Inoltre, la BiH continuerà ad essere presa in considerazione per i finanziamenti nell'ambito di altri strumenti comunitari, come i prestiti della BEI e, in via eccezionale, l'assistenza macrofinanziaria.. La BiH è inoltre impegnata in numerose altre riforme importanti, essenziali per la stabilizzazione della pace nell'ambito degli accordi di Dayton e Parigi. Queste non rientrano nel campo d'applicazione immediato del presente studio e comprendano settori quali la difesa, i servizi di intelligence e la riforma dell'amministrazione cittadina di Mostar. Hanno tutte un'attinenza fondamentale con la capacità del paese di funzionare come un moderno Stato democratico e come potenziale candidato all'adesione all'Unione europea. La Commissione europea sostiene fermamente questi sforzi quale prova della volontà della BiH di adottare le riforme necessarie per integrarsi nelle strutture europee e auspica che le autorità della BiH le attuino secondo i termini previsti nel corso del 2004. Parimenti, in qualità di membro del comitato direttivo del PIC, la Commissione europea sostiene attivamente il programma di riforma portato avanti dall'Alto rappresentante/Rappresentante speciale UE ed auspica che le autorità della BiH cooperino pienamente in questo processo il prossimo anno al fine di fornire ulteriori prove del loro impegno in materia di riforme necessarie affinché il paese possa ottenere progressi sulla via dell'Europa. La Commissione terrà conto di questi aspetti anche nel valutare se sussistano le condizioni necessarie per concludere l'ASA. Elenco delle sigle // ACNUR // Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ASA // Accordo di stabilizzazione e di associazione BHAS // Ufficio statistico della BiH BiH // Bosnia ed Erzegovina CAFAO // Ufficio di assistenza doganale e fiscale CARDS // (Programma di) Assistenza comunitaria alla ricostruzione, allo sviluppo ed alla stabilizzazione CE // Comunità europea CPI // Corte penale internazionale CRA // Autorità di regolamentazione delle comunicazioni CRPC // Commissione per i diritti immobiliari CTF // Task Force consultiva DEI // Direzione per l'integrazione europea EUPM // Missione di polizia dell'Unione europea FATF // Task Force per l'azione finanziaria FBiH // Federazione di Bosnia ed Erzegovina FMI // Fondo monetario internazionale FTA // Accordo di libero scambio GAI // Giustizia e affari interni GATS // Accordo generale sul commercio dei servizi GATT // Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio GFAP // Accordo quadro generale di pace (Accordo di Dayton) HJPC // Consiglio superiore di giustizia e procura HRC // Camera per i diritti umani ICAO // Organizzazione per l'aviazione civile internazionale ICE // Iniziativa centroeuropea ICTY // Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia IFOR // Forza di implementazione IPTF // Task Force internazionale di polizia ISC // Istituzioni superiori di controllo ISD // Investimenti stranieri diretti ITA // Autorità per le imposte indirette IVA // Imposta sul valore aggiunto MCA // Misure commerciali autonome MOFTER // Ministero del Commercio estero e delle Relazioni economiche NATO // Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord NPF // Nazione più favorita OHR // Ufficio dell'Alto rappresentante OMC // Organizzazione mondiale del commercio ONG // Organizzazione non governativa ONU // Organizzazione delle Nazioni Unite OSCE // Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa PESC // Politica estera e di sicurezza comune PIC // Consiglio per l'attuazione della pace PMI // Piccole e medie imprese PRSP // Documento di strategia per la riduzione della povertà RS // Republika Srpska RST // Ricerca e sviluppo tecnologico SAP // Processo di stabilizzazione e associazione SBS // Servizio delle frontiere statali SECI // Iniziativa di cooperazione nell'Europa sud-orientale SEE // Spazio economico europeo SEECP // Processo di cooperazione nell'Europa sud-orientale SFOR // Forza di stabilizzazione SIPA // Agenzia statale per le informazioni e la protezione SRP // Sistema di radiodiffusione pubblico TAIEX // Ufficio per lo scambio di informazioni sull'assistenza tecnica TIR // Trasporto internazionale rapido UE // Unione europea