This document is an excerpt from the EUR-Lex website
Document 52003DC0587
Communication from the Commission to the Council - Shaping support for private sector development in the Mediterranean {SEC(2003) 1110}
Comunicazione della Commissione al Consiglio - Dare forma al sostegno allo sviluppo del settore privato nel Mediterraneo {SEC(2003) 1110}
Comunicazione della Commissione al Consiglio - Dare forma al sostegno allo sviluppo del settore privato nel Mediterraneo {SEC(2003) 1110}
/* COM/2003/0587 def. */
Comunicazione della Commissione al Consiglio - Dare forma al sostegno allo sviluppo del settore privato nel Mediterraneo {SEC(2003) 1110} /* COM/2003/0587 def. */
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO - DARE FORMA AL SOSTEGNO ALLO SVILUPPO DEL SETTORE PRIVATO NEL MEDITERRANEO {SEC(2003) 1110} 1. Introduzione Il Consiglio europeo di Laeken del 14-15 dicembre 2001 ha invitato il Consiglio e la Commissione ad esaminare la possibilità di creare una Banca di sviluppo euromediterranea. A seguito di tale richiesta, il 27 febbraio 2002 la Commissione ha adottato una relazione al Consiglio dal titolo "Una nuova Banca euromediterranea" [1]. Dopo aver analizzato diverse opzioni, tale relazione si esprimeva a favore della costituzione di un'affiliata a partecipazione maggioritaria della BEI, la quale doveva incorporare le attività della BEI nel Mediterraneo. [1] SEC(2002), 218 definitivo. La Commissione, gli Stati membri e la BEI sono stati concordi nel ritenere che il mancato sviluppo del settore privato e l'assenza di investimenti nel Mediterraneo costituiscano i principali ostacoli al conseguimento di tassi di crescita più elevati e allo sviluppo economico a lungo termine della regione, e che il sostegno della UE agli investimenti nella regione dovrebbe essere destinato in via prioritaria ai progetti nel settore privato. Nel marzo 2002 il Consiglio Ecofin e il Consiglio europeo di Barcellona hanno deciso di potenziare le esistenti attività della BEI nella regione, tramite la creazione di un apposito strumento nell'ambito della Banca (FEMIP). Essi hanno tuttavia concluso che la decisione di incorporare lo strumento in un'affiliata della BEI avrebbe dovuto essere riesaminata a distanza di un anno. Nelle conclusioni del 14 marzo 2002, il Consiglio Ecofin dichiara: "Alla luce di una valutazione dei risultati dello strumento e tenuto conto dell'esito delle consultazioni con i nostri partner nel processo di Barcellona, si prenderà in considerazione una decisione sull'incorporazione in un'affiliata della BEI, con quest'ultima in posizione di azionista di maggioranza, destinata ai paesi partner del Mediterraneo; tale decisione sarà adottata un anno dopo l'istituzione dello strumento". Il nuovo strumento ha una funzione importante nel contesto generale del partenariato euromediterraneo varato a Barcellona nel novembre 1995. Il pilastro economico e finanziario del processo di Barcellona mira a creare un'area di prosperità condivisa, tramite la progressiva realizzazione di un'area di libero scambio tra la UE e i suoi partner, nonché tra gli stessi partner mediterranei, accompagnata da un consistente sostegno finanziario della UE inteso a facilitare la transizione economica nei paesi partner e far fronte alle conseguenze sociali ed economiche del processo di riforma. Più di recente, nel marzo 2003, nella sua comunicazione al Consiglio [2] dal titolo "Wider Europe", la Commissione ha proposto un nuovo quadro per le relazioni con i vicini orientali e meridionali dell'Unione europea, offrendo loro una partecipazione al Mercato unico in cambio di progressi concreti dimostranti valori comuni e l'attuazione efficace di riforme politiche, economiche ed istituzionali. FEMIP - ovvero, subordinatamente al riesame del Consiglio, una possibile Banca euromediterranea - viene menzionato come uno degli strumenti che dovrebbero contribuire alla prosperità della regione limitrofa. [2] COM(2003) 104 definitivo, dell'11.3.2003. FEMIP, che ha avviato le sue attività il 1° settembre 2002, è stato ufficialmente varato in occasione di una riunione tenutasi a Barcellona il 18 ottobre 2002. Nel corso della riunione è stato altresì istituito il Policy Dialogue and Co-ordination Committee (PDCC - comitato per il dialogo ed il coordinamento economico), organismo consultivo che si riunisce due volte l'anno e funge da forum di dialogo sul contesto degli investimenti del settore privato. Nel PDCC sono rappresentati, oltre agli Stati membri e alla Commissione, anche i partner mediterranei e le istituzioni finanziarie internazionali. La seconda riunione del PDCC si è tenuta il 3 aprile 2003 a Istanbul. Il riesame richiesto dal Consiglio nel marzo 2002 è previsto per l'autunno del 2003, ossia ad un anno dal varo di FEMIP. Per agevolare il riesame la Commissione ha avviato una valutazione estesa d'impatto (Extended Impact Assessment) per FEMIP. Le valutazioni d'impatto vengono utilizzate dalla Commissione come strumento per migliorare il processo di elaborazione delle politiche e vengono effettuate per tutte le iniziative più importanti [3]. La relazione dei servizi della Commissione sulla valutazione estesa d'impatto è stata completata nel settembre 2003. Dopo aver esaminato la situazione attuale di FEMIP, la relazione analizza le due opzioni fondamentali - potenziamento di FEMIP o costituzione di un'affiliata - ed il loro impatto potenziale sulla base di una serie di criteri. Lo scopo della valutazione estesa d'impatto non è quello di trarre delle conclusioni di ordine politico, quanto piuttosto di fornire dati e analisi relativi alle opzioni formulate ed al loro impatto, in modo da evidenziare le conseguenze delle scelte politiche che verranno effettuate. [3] Comunicazione della Commissione in materia di valutazione d'impatto, COM(2002) 276 definitivo, del 5.6.2002. I servizi della Commissione hanno consultato i principali interessati a tale processo, in particolare i partner mediterranei. Nel complesso, mentre alcuni dei rappresentanti dei partner mediterranei hanno chiesto informazioni sulle caratteristiche di ogni opzione e sulla natura della scelta da compiere, quanti hanno espresso il loro parere hanno riconosciuto che la costituzione di un'affiliata accrescerebbe la partecipazione e verrebbe percepita come un impegno politico forte e visibile. Alcuni si sono informati in particolare sul costo dei prodotti che un'affiliata potrebbe offrire e sulle differenze rispetto alle condizioni attualmente praticate nel quadro di FEMIP. Rifacendosi alle conclusioni della valutazione estesa d'impatto, e basandosi sulla limitata esperienza maturata con FEMIP sin dal suo varo, la presente comunicazione intende fornire gli elementi che consentano al Consiglio di adottare la decisione annunciata nel marzo 2002. Tenuto conto dell'esigenza di stimolare lo sviluppo del settore privato nel Mediterraneo, la comunicazione analizza i meriti e i costi delle varie opzioni e formula raccomandazioni sulle possibili strade da seguire. 2. Priorità allo sviluppo del settore privato Nel corso dell'ultimo decennio la crescita economica nei partner mediterranei si è rivelata insufficiente per assorbire l'aumento della forza lavoro. Il mancato sviluppo del settore privato [4] è visto come la causa principale di questa situazione, la quale si è andata ulteriormente deteriorando nel corso degli ultimi due anni. Accrescere il ruolo del settore privato nella regione dovrebbe essere pertanto un obiettivo prioritario nel medio e nel lungo periodo. In particolare occorre fornire alle PMI prodotti finanziari idonei a soddisfare le loro esigenze d'investimento. [4] Nella presente comunicazione per imprese del settore privato si intendono le imprese controllate da azionisti privati. I paesi della regione hanno tardato a spostare l'enfasi dallo Stato al mercato, e in molti paesi (in particolare Siria, Algeria e Egitto) lo Stato è ancora fortemente presente nel settore reale e nel settore finanziario, scoraggiando gli investimenti. In genere si è proceduto lentamente alle privatizzazioni, sebbene questo sia solo uno degli aspetti dello sviluppo del settore privato. Le imprese esistenti, soprattutto le PMI, non sono preparate a far fronte alla crescente concorrenza internazionale e dovranno realizzare ingenti investimenti per accrescere la loro produttività. Nuovi imprenditori hanno difficoltà ad entrare sul mercato e il processo di riforma subisce ritardi o interruzioni. Nella regione del Mediterraneo molto resta ancora da fare per modernizzare il diritto societario, il codice degli investimenti, la normativa doganale e fiscale. Un contesto giuridico inadeguato (in materia di garanzie sul rispetto dei contratti e di diritti di proprietà) crea incertezza e non favorisce gli investimenti. Il livello degli investimenti esteri diretti nel Mediterraneo è rimasto rispetto al resto del mondo, non riuscendo a tenere il passo con la crescita dei flussi internazionali di capitali a livello mondiale. Un confronto tra le attuali esigenze d'investimento e le caratteristiche dell'offerta di capitali nei partner mediterranei evidenzia uno squilibrio tra offerta e domanda di finanziamento, data la difficoltà di reperire finanziamenti a lungo termine a favore degli investimenti. La responsabilità principale dell'attuale situazione del settore privato e dei suoi futuri sviluppi ricade sui partner mediterranei. Essi devono promuovere lo sviluppo del settore privato, creando un contesto propizio alle imprese e snellendo il settore pubblico, spesso pletorico. Il corretto funzionamento dei servizi finanziari è anche una condizione essenziale per stimolare gli investimenti del settore privato. Tuttavia, le difficoltà che incontrano le imprese private rendono ancora più urgente la necessità di disporre di uno strumento - sul lato dell'offerta di finanziamenti - che consenta di far fronte alle sfide poste da un contesto operativo difficile. Le PMI hanno un accesso limitato ai finanziamenti, in particolare agli strumenti finanziari a lungo termine, una situazione questa cui occorre porre rimedio. Limitarsi semplicemente ad aspettare che si verifichi un cambiamento sul lato della domanda rischia di non consentire di giungere a risultati rapidi. Lo sviluppo del settore privato è un elemento chiave della politica euromediterranea della UE, come sottolineato dalla dichiarazione di Barcellona e dagli accordi bilaterali di associazione. Nell'ambito del quadro economico creato dagli accordi, le misure di liberalizzazione degli scambi consentiranno di stimolare gli investimenti del settore privato, accrescendo in tal modo la competitività e migliorando le prospettive di crescita delle economie del Mediterraneo. La UE e i suoi partner mediterranei hanno bisogno di uno strumento dinamico ed una relazione altrettanto dinamica, in grado di sostenere le operazioni del settore privato tramite l'offerta di consulenza bancaria e finaziamento, nonché capace di sviluppare nel lungo periodo un mercato del credito di lungo termine a livello nazionale. Il contesto spesso non propizio in cui si trova ad operare il settore privato nella regione depone a favore della creazione di uno strumento su misura per lo sviluppo del settore privato. Per questi motivi, la Commissione ritiene che il mandato di FEMIP nel settore privato rappresenti un elemento cruciale. La relazione della Commissione al Consiglio del febbraio 2002 individuava già il sostegno allo sviluppo del settore privato come una delle priorità principali. La BEI e gli Stati membri si sono detti d'accordo con la Commissione, e il Consiglio Ecofin del marzo 2002 [5] ha riconosciuto la necessità di stimolare lo sviluppo del settore privato nei partner mediterranei, al fine di promuovere un più elevato livello di crescita economica, in linea con l'aumento della forza lavoro nella regione. La creazione di FEMIP ha rappresentato un primo passo molto importante, in particolare perché per la prima volta si è deciso di riorientare la cooperazione finanziaria euromediterranea verso il finanziamento del settore privato. [5] Conclusioni della riunione del Consiglio Ecofin del 14 marzo 2002. 3. Opzioni per lo sviluppo della cooperazione finanziaria euromediterranea In occasione del prossimo riesame il Consiglio dovrà decidere quale strumento -FEMIP o un'affiliata - sia lo strumento più idoneo per accompagnare e accelerare il riorientamento degli interventi nel Mediterraneo verso lo sviluppo del settore privato. A questo scopo vengono analizzate due opzioni fondamentali. La prima opzione, il potenziamento di FEMIP, ipotizza pertanto che le operazioni attualmente realizzate tramite FEMIP vengano proseguite e ulteriormente sviluppate. La seconda opzione prevede l'incorporazione in tutto o in parte del portafoglio FEMIP in un'affiliata a partecipazione maggioritaria della BEI. Le due opzioni considerate La prima opzione prevede il potenziamento di FEMIP, cui verrebbe attribuito il mandato di sostenere lo sviluppo del settore privato. Ciò potrebbe eventualmente richiedere adeguamenti delle politiche finanziarie della BEI, in particolare per quanto riguarda le operazioni effettuate dalla Banca nel Mediterraneo. Secondo questa opzione, FEMIP rimarrebbe un dipartimento della Banca, gestita dal personale della BEI, il cui numero potrebbe essere eventualmente aumentato. FEMIP potrebbe così continuare a operare e a sviluppare i suoi prodotti nel quadro generale della BEI, in particolare sulla base dello statuto e delle politiche finanziarie della Banca. FEMIP continuerebbe a funzionare principalmente sotto i mandati di prestito impartiti dal Consiglio, e, per il momento, godrebbe della garanzia del bilancio comunitario, oltre a beneficiare del contributo del bilancio comunitario soprattutto per l'assistenza tecnica a sostegno delle sue operazioni, per le operazioni in capitali di rischio e per gli abbuoni di interesse per progetti ambientali. Le operazioni continuerebbero ad essere gestite centralmente a partire dal Lussemburgo, con l'ausilio di alcuni uffici regionali o nazionali. La seconda opzione prevede la costituzione di un'affiliata a partecipazione maggioritaria della BEI. Secondo questa ipotesi, il portafoglio delle attività della Banca nel Mediterraneo verrebbe trasferito, in parte o in toto, ad un'affiliata. La nuova affiliata avrebbe personale e statuto propri, praticherebbe politiche finanziarie autonome e riceverebbe, al pari di FEMIP, il mandato di sostenere lo sviluppo del settore privato. Il personale verrebbe considerevolmente potenziato, in modo da permettere lo sviluppo, ad alta intensità di risorse, delle sue operazioni nel settore privato. La nuova affiliata offrirebbe un'ampia gamma di prodotti finanziari. Avrebbe un profilo analogo a quello delle banche di sviluppo multilaterali, in particolare una posizione finanziaria e una base di capitale tali da garantirle lo status di miglior creditore e il rating tripla A. Le operazioni verrebbero gestite centralmente a partire dalla sede centrale, e un ruolo importante verrebbe attribuito agli uffici nazionali. L'opzione prevede che la BEI mantenga la posizione di azionista di maggioranza ma che la partecipazione al capitale dell'affiliata venga estesa agli Stati membri, alla Comunità europea e ai partner mediterranei. Il governo societario rifletterebbe questa struttura azionaria aperta. Per l'analisi delle due opzioni fondamentali è stato necessario formulare una serie di ipotesi in merito alle loro varie caratteristiche. Ciò non significa tuttavia che l'opzione che alla fine verrà scelta dal Consiglio debba presentare le caratteristiche analizzate, ad esempio, perché tra le due opzioni possono esservi sovrapposizioni, perché determinati elementi potrebbero evolvere nel tempo, ovvero perché detti elementi dipendono da considerazioni politiche, istituzionali o di bilancio. 3.1 Prima opzione: preservare e potenziare FEMIP La creazione di FEMIP La BEI ha una lunga esperienza nel Mediterraneo, in cui gestisce un portafoglio di progetti approvati di un valore pari a circa 10 miliardi di EUR e in cui ha creato una rete commerciale che ne fa una delle principali istituzioni finanziarie internazionali operanti nella regione. La creazione di FEMIP come strumento della BEI, decisa nel 2002, ha consentito alla Banca di assicurare la continuità delle sue operazioni nel Mediterraneo e ha dato ai partner mediterranei la possibilità di beneficiare delle capacità operative e delle condizioni di prestito favorevoli della BEI. La Banca concede prestiti a beneficiari nei partner mediterranei su mandato del Consiglio. Il vigente mandato, che prevede una dotazione dei prestiti con garanzia del bilancio comunitario fino a 6,4 miliardi di EUR per il periodo 2000-2007, è attualmente oggetto di una verifica intermedia. In base al mandato generale per i prestiti esterni, la Banca concede prestiti anche alla Turchia a titolo di un programma speciale di azione (fino a 450 milioni di EUR) e del programma TERRA (fino a 600 milioni di EUR). Nel 2000, dopo il Consiglio europeo di Nizza, oltre al predetto mandato generale, è stata istituita presso la BEI una dotazione specifica pari a 1 miliardo di EUR, priva di garanzia comunitaria, destinata a finanziare nella regione importanti progetti transregionali nei settori dei trasporti, dell'energia e dell'ambiente. Tradizionalmente il grosso delle operazioni si è concentrato nel settore pubblico. Ad una serie di progetti non coperti da garanzia sovrana la Banca applica il meccanismo della ripartizione dei rischi, in base al quale la Banca copre il rischio commerciale rivolgendosi ad un garante commerciale, mentre il rischio politico è coperto dal bilancio comunitario. Attualmente il 15% (circa il 4% senza la Turchia) delle operazioni di prestito della Banca nella regione, realizzate nel quadro di un mandato o di basi assimilate, è coperto dal meccanismo della ripartizione del rischio, da compararsi con l'obiettivo del 30% fissato dal Consiglio per le operazioni nel quadro del mandato esterno globale in ogni regione. I progetti finanziati con "prestiti globali" tramite intermediari finanziari contribuiscono anch'essi allo sviluppo del settore privato, in quanto, sebbene la maggior parte degli intermediari finanziari siano banche pubbliche, i principali beneficiari finali sono le PMI. Nel complesso, negli ultimi tre anni le attività combinate della Banca a favore dello sviluppo del settore privato (ivi compresi i prestiti alle imprese, i prestiti globali su risorse proprie, i capitali di rischio su risorse del bilancio comunitario) sono ammontate a circa il 30% delle attività della Banca nel Mediterraneo. Per potenziare FEMIP, la Banca ha creato la direzione di FEMIP come centro di costo e ne ha aumentato il personale. A metà del 2003 i dipendenti addetti esclusivamente a FEMIP erano 25 (più all'incirca altri 25 dipendenti a tempo pieno della Banca, con compiti di assistenza). La Banca ha in programma di assumere altre 12-18 persone e di portare a circa 40 il numero dei dipendenti addetti esclusivamente a FEMIP entro la fine del 2003. È attualmente in corso un riesame del fabbisogno di personale. Il piano di attività della Banca per FEMIP dell'ottobre 2002 prevede: - un aumento consistente dei prestiti nel periodo 2003-2006, fino ad un importo di circa 2 miliardi di EUR all'anno entro la fine del periodo, rispetto a circa 1,4 miliardi di EUR di impegni nel 2001; - un graduale riorientamento delle operazioni verso il settore privato. Se si seguisse il primo piano d'attività, nel 2005-2006 le operazioni nel settore privato continuerebbero a rappresentare una quota minoritaria dei prestiti annuali della Banca. Riconoscendo il carattere prioritario del settore privato, la Banca ha creato una divisione per le operazioni nel settore privato nell'ambito della direzione di FEMIP. L'andamento delle operazioni a partire dal varo di FEMIP sembra indicare che le stime prudenti formulate nel piano d'attività possono essere superate: FEMIP ha fatto registrare buoni risultati nel corso del primo anno di funzionamento. Dalla creazione di FEMIP, nell'ottobre 2002, fino all'agosto 2003 il 63% delle operazioni in termini di volume era diretto al sostegno del settore privato. Questa tendenza dovrà tuttavia essere confermata nel lungo periodo, dato che la quota delle operazioni nel settore privato dipende da un numero limitato di operazioni di grandi dimensioni. Le esperienze sia passate che recenti sembrerebbero confermare le difficoltà che la BEI, al pari di altre istituzioni finanziarie internazionali, incontra nel concentrare le sue attività nel Mediterraneo sullo sviluppo del settore privato. La Comunità accorda un forte sostegno alle attività della BEI nella regione, in particolare tramite consistenti contributi provenienti dal bilancio comunitario: i) copertura del fondo di garanzia del bilancio comunitario: ogni miliardo di EUR di prestiti BEI-FEMIP garantiti richiede una copertura di 58,5 milioni di EUR dalla riserva per le garanzie; ii) abbuoni di interesse per progetti ambientali: finanziati dal bilancio MEDA, gli importi variano notevolmente da un anno all'altro (potendo arrivare ad una media di circa 30 milioni di EUR nel lungo periodo); iii) fondi per i capitali di rischio provenienti dal bilancio comunitario (principalmente finanziati da MEDA). La Commissione si è impegnata a destinare 150 milioni di EUR a favore del sostegno ai capitali di rischio per il periodo del piano di attività (2003-2006). Il vigente statuto [6] vieta di norma alla Banca di impegnare risorse proprie per acquisizioni di partecipazioni di capitale. I meccanismi attualmente vigenti, che prevedono la messa a disposizioni di fondi per i capitali di rischio tramite il bilancio comunitario e la loro gestione da parte della Banca, consentono di compensare i limiti imposti dallo statuto; [6] L'articolo 20 dello statuto della BEI vieta alla Banca di effettuare acquisizioni di partecipazioni di capitale. iv) assistenza tecnica: tra i principali cambiamenti intervenuti con la creazione di FEMIP va annoverata la messa a disposizione di un volume consistente di sovvenzioni MEDA per il finanziamento dell'assistenza tecnica. Nel giugno 2002 la Commissione si è impegnata a destinare 105 milioni di EUR all'assistenza tecnica a sostegno dei progetti FEMIP nel periodo 2003-2006. Tale somma determinerà un consistente incremento dei fondi destinati all'assistenza tecnica (da 3 milioni di EUR prima della creazione di FEMIP) a 25 milioni di EUR all'anno nel quadro di FEMIP. Il sostegno è stato messo a disposizione della Banca assumendo che alla fine del periodo gli impegni della BEI nella regione si concentreranno in maggioranza nel settore privato. Il sostegno comunitario è comunque costoso; per assicurarne la sostenibilità a lungo termine, occorreranno ricorrenti impegni a carico del bilancio comunitario (cfr. infra anche la sezione relativa agli elementi di costo). Potenziare ulteriormente FEMIP Si ritiene che, per accrescere l'impatto di FEMIP sullo sviluppo del settore privato e mantenere la quota del finanziamento al settore privato al di sopra del 50%, vadano apportati alcuni adeguamenti/innovazioni all'attuale strumento: - ricorrere maggiormente agli istituti finanziari locali per convogliare i prestiti alle imprese locali, in particolare alle PMI, può avere un effetto catalizzatore e sostenere un'offerta di finanziamenti da parte del settore finanziario locale rispondente alle esigenze degli imprenditori locali, in particolare microcredito e capitali di rischio; - studiare la possibilità che la BEI contragga prestiti sui mercati locali dei capitali e conceda prestiti ai beneficiari locali in valuta locale. Ciò eviterebbe rischi di cambio ai beneficiari privati che concentrano la loro attività nei mercati locali piuttosto che nei mercati di esportazione; - offrire nuovi strumenti finanziari, in particolare garanzie a favore delle PMI, valendosi dell'esperienza e del know-how del Fondo europeo per gli investimenti. Se lo statuto della BEI venisse modificato - in particolare l'articolo 20, paragrafo 2, il quale vieta l'assunzione di partecipazioni - la Banca potrebbe accrescere le sue attività di capitali di rischio, acquisendo partecipazioni tramite risorse proprie; - accrescere il profilo di rischio della Banca, accettando le garanzie di singoli beneficiari dei prestiti e riesaminando gli attuali requisiti di rating dei garanti, di cui all'articolo 18, paragrafo 3. Nella misura in cui sia possibile modificare il predetto articolo, riesaminare a fondo le politiche finanziarie della Banca, migliorandone il profilo di rischio. Contemporaneamente la Banca potrebbe modulare le tariffe da essa applicate ai prestiti al settore privato, nonché la sua politica di copertura in funzione dell'accresciuto profilo di rischio; - ricorrere maggiormente all'effetto leva esercitato dalla Banca su altre fonti di finanziamento, limitando la quota relativa della Banca in ogni progetto finanziato e sviluppando i prestiti sindacati. Nel complesso le attività di FEMIP su risorse proprie beneficiano dell'effetto leva della BEI per la raccolta sul mercato di ingenti finanziamenti a condizioni favorevoli, in ragione dello status di miglior creditore della Banca. Esse beneficiano inoltre dei bassi costi operativi della Banca, i quali, assieme alla garanzia comunitaria, consentono a FEMIP di offrire tassi di interesse attraenti. Tuttavia, l'attuale statuto della BEI e la sua cultura societaria rendono impegnativo per FEMIP riorientare le proprie operazioni e assumere funzioni di catalizzatore dello sviluppo del settore privato nel Mediterraneo. Col tempo, a condizione che vengano apportati alcuni miglioramenti, in particolare intesi a introdurre un comportamento meno avverso al rischio, FEMIP potrebbe migliorare il suo contributo allo sviluppo del settore privato nella regione. 3.2 Seconda opzione: incorporare in tutto o in parte FEMIP in un'affiliata a partecipazione maggioritaria della BEI. La seconda opzione possibile per rafforzare la cooperazione finanziaria euromediterranea e orientarla verso il sostegno allo sviluppo del settore privato prevede la costituzione di un'affiliata a partecipazione maggioritaria della BEI che incorpori in tutto o in parte le operazioni di FEMIP. Sono stati esaminati alcuni elementi, in particolare nel quadro della valutazione estesa d'impatto, per valutare la fondatezza di una tale ipotesi. Il profilo di rischio: l'attuale prudente profilo di rischio della Banca, la quale in base al suo statuto non può assumere partecipazioni di capitale e deve ottenere garanzie adeguate per le sue operazioni di prestito, ostacola il riorientamento delle operazioni di FEMIP verso lo sviluppo del settore privato. Ciò potrebbe tuttavia cambiare se le modifiche dello statuto recentemente adottate dal Consiglio di amministrazione della BEI verranno approvate dalla conferenza intergovernativa (CIG) e ratificate. Intensità di risorse: lo sviluppo del settore privato è un processo ad alta intensità di risorse, in particolare in termini di personale, come dimostrato dall'esperienza di altre istituzioni finanziarie internazionali con un mandato nel settore privato (l'IFC e la BERS). Uno strumento specializzato potrebbe discostarsi più facilmente dalla prassi attualmente seguita dalla BEI in materia di personale, sebbene non esistano ostacoli assoluti all'incremento del personale di FEMIP. Cultura societaria: nonostante la quota elevata di prestiti al settore privato sul totale delle sue operazioni intra-UE, la Banca conserva ancora una forte specializzazione nel finanziamento delle infrastrutture pubbliche, e nel corso del tempo ha sviluppato una cultura societaria che riflette questa specializzazione. La costituzione di un'affiliata faciliterebbe il passaggio ad una cultura più vicina a quella di una banca d'affari. Partenariato: l'attuale strumento è il riflesso del processo decisionale e del governo societario che regolano le operazioni della BEI nell'ambito della UE, il che significa che i progetti di prestito della BEI nel Mediterraneo, al pari di ogni altro progetto, sono approvati dal Consiglio di amministrazione della Banca senza che i partner mediterranei abbiano voce in capitolo. La Banca ha tuttavia creato un comitato consultivo, il PDCC, con il compito di discutere i principali orientamenti di FEMIP e il suo piano di attività. Una nuova affiliata sarebbe aperta alla partecipazione dei partner mediterranei, cui verrebbe offerta una quota di partecipazione nella nuova istituzione. Ciò consentirebbe di accrescere gli aspetti di proprietà/partenariato dello strumento. Interazione con le riforme economiche locali: un'affiliata dotata di più personale da destinare esclusivamente alle attività bancarie nel settore privato, e che si dedichi ai progetti nel settore privato con tutta la diligenza dovuta, permetterebbe una maggiore interazione con le riforme economiche locali. I rappresentanti dei partner mediterranei che (a condizione che detti paesi sottoscrivano una quota del capitale) faranno parte del Consiglio di amministrazione dell'affiliata potrebbero svolgere una funzione importante a questo riguardo. Questa interazione dinamica potrebbe facilitare l'instaurarsi nella regione di un contesto giuridico ed economico più propizio alle imprese. Inoltre, incentiverebbe i partner a utilizzare meglio gli altri strumenti del partenariato euromediterraneo. Impegno politico a lungo termine e visibilità: la trasformazione di FEMIP in una nuova istituzione sarebbe senz'altro il segno di un forte impegno politico. Essa aprirebbe allo stesso tempo prospettive a lungo termine per la cooperazione finanziaria euromediterranea orientata al finanziamento degli investimenti, e ne garantirebbe la sostenibilità nel lungo periodo. Invece di dipendere dagli impegni annuali di bilancio, l'interesse della UE verrebbe ancorato alla sua partecipazione al capitale dell'affiliata, il che conferirebbe una grande visibilità all'impegno politico. Per quanto riguarda la possibile costituzione di un'affiliata a partecipazione maggioritaria della BEI, la Commissione ha esaminato due possibili sotto-opzioni. Sotto-opzione 1: incorporazione di tutte le attività di FEMIP in un'affiliata a partecipazione maggioritaria della BEI. In base a questa prima variante, nella nuova affiliata verrebbe incorporata la totalità dell'attuale portafoglio FEMIP (pari a circa 10 miliardi di EUR in operazioni approvate). Ciò presenterebbe una serie di vantaggi: - l'affiliata trarrebbe immediatamente beneficio dal flusso di reddito proveniente dalle operazioni esistenti, il che contribuirebbe alla sua solidità finanziaria; - i gruppi di lavoro e il personale esistenti potrebbero, in larga parte, costituire il nucleo del personale della nuova istituzione, a cui apporterebbero la loro esperienza in materia di operazioni nel Mediterraneo; - la realizzazione nell'ambito della stessa istituzione di operazioni sia nel settore pubblico che in quello privato potrebbe essere complementare, data l'esistenza di una serie di progetti al limite tra i due settori, quali le operazioni di privatizzazione o il partenariato pubblico-privato (ad esempio i progetti infrastrutturali di tipo BOT (Build-Operate-Transfer) che potrebbero beneficiare di questo approccio duplice pubblico/privato alle attività bancarie. La nuova istituzione dovrebbe essere dotata di una base di capitale che rifletta il suo profilo di rischio e la sua posizione finanziaria di miglior creditore. Qualora la garanzia del bilancio comunitario fosse estesa alle operazioni della nuova affiliata, almeno per quanto riguarda i rischi politici, il rapporto operazioni/fondi propri di quest'ultima potrebbe essere fissato ad un livello intermedio tra l'attuale rapporto della BEI, pari a 2,5:1, e il rapporto tipico delle banche per lo sviluppo, ossia 1:1. I contributi al capitale della nuova affiliata dipenderebbero dalla composizione del suo azionariato. La BEI apporterebbe il suo portafoglio e pagherebbe la totalità, o un'ampia parte, della sua partecipazione di maggioranza con gli attivi incorporati, mentre gli altri azionisti - gli Stati membri della Comunità europea - dovrebbero pagare la loro quota di capitale versato con apporti in denaro. Gli importi in oggetto (cfr. infra, la sezione relativa agli elementi di costo) dipendono dalla relativa quota di partecipazione di minoranza e dalla percentuale di capitale versato. I partner mediterranei, qualora sia loro offerta una partecipazione nella nuova istituzione e sottoscrivano pertanto una quota del capitale, dovranno anch'essi contribuire alla costituzione del capitale. Sotto-opzione 2: incorporazione dei progetti di FEMIP nel settore privato in un'affiliata a partecipazione maggioritaria della BEI dedicata esclusivamente al settore privato. Secondo questa variante, alla nuova istituzione verrebbero trasferite unicamente le operazioni della Banca nel settore privato. Il resto delle attività di FEMIP nel Mediterraneo - principalmente progetti di infrastrutture pubbliche - rimarrebbe alla BEI. Questa opzione è pertanto un'opzione duplice, in quanto combina il proseguimento delle attività della BEI nel settore pubblico nei partner mediterranei con la costituzione di un'affiliata nell'ambito del gruppo BEI, il cui mandato sarebbe limitato al settore privato. A favore di questa scelta possono essere addotti gli argomenti che si analizzano di seguito. Anche ipotizzando un rapporto operazioni/fondi propri di 1:1, il fabbisogno di capitale sarebbe limitato, dato che le dimensioni del portafoglio da incorporare sarebbero notevolmente inferiori - dell'ordine forse di 1-2 miliardi di EUR, in funzione di come verranno delimitate le operazioni del settore privato da incorporare. Non sarebbe necessario garantire una nuova base di capitale per il grosso degli attuali progetti della Banca - principalmente progetti di infrastrutture pubbliche - e per la futura quota delle operazioni relative ai prestiti al settore pubblico. Gli apporti di capitale della Comunità e degli Stati membri sarebbero pertanto inferiori che nell'ipotesi di incorporazione della totalità delle attività di FEMIP. Sarebbe mantenuto l'elevato livello di efficienza di BEI-FEMIP per quanto riguarda i prestiti al settore pubblico. I prestiti di BEI-FEMIP nel settore pubblico - ossia il grosso delle attuali operazioni, principalmente nel settore delle infrastrutture - hanno dato buoni risultati nel corso dei mandati di prestito esterno passati ed in corso e vengono considerati particolarmente efficienti, data la competenza riconosciuta della BEI in questo settore e il suo elevato livello di efficacia dei costi. Assieme alla garanzia del bilancio comunitario, tale efficacia si traduce in bassi tassi di interessi sui prestiti e fa della BEI un importante operatore nel settore del finanziamento delle infrastrutture nel Mediterraneo. La duplice opzione di un FEMIP per il settore pubblico e di un'affiliata per il settore privato consentirebbe di preservare questo importante vantaggio. Profilo di rischio e politiche tariffarie flessibili. Il profilo di rischio della nuova affiliata verrebbe adeguato alle esigenze di sviluppo del settore privato. La nuova affiliata adotterebbe una politica tariffaria in linea con i suoi costi e con il suo profilo di rischio. L'orientamento dei tassi sui prestiti ai tassi di interesse di mercato ridurrebbe le possibilità di distorsione dei prezzi e i potenziali effetti di esclusione a danno di altri istituti finanziari. Compatibilità con gli attuali strumenti di garanzia comunitari. La garanzia del bilancio comunitario di cui beneficia il grosso dei prestiti esterni della BEI contribuisce a mantenere bassi i tassi di interesse sui prestiti accordati dalla Banca, dato che la BEI non risponde con fondi propri dell'eventuale rischio di inadempienza. Una verifica intermedia dei mandati di prestito esterno della BEI per il periodo 2000-2007 dovrebbe aver luogo al Consiglio contemporaneamente al riesame di FEMIP. La Commissione dovrebbe proporre che la verifica intermedia si esprima a favore di una proroga fino al gennaio 2007 dei mandati comunitari sui prestiti esterni garantiti. Con la duplice opzione di un FEMIP per il settore pubblico e di un'affiliata per il settore privato non vi sarebbe alcun bisogno immediato di abbandonare o di modificare il regime della garanzia per le operazioni nel settore pubblico e di cambiare i tassi di interesse applicati ai prestiti in detto settore. I prestiti a favore del settore privato accordati da una nuova affiliata ricadrebbero de iure al di fuori dell'ambito di applicazione della garanzia a carico del bilancio comunitario, la quale si applica esclusivamente ai vigenti mandati conferiti dal Consiglio alla BEI. Nel complesso, si prevede che l'incorporazione di FEMIP in un'affiliata a partecipazione maggioritaria appositamente creata per soddisfare le esigenze di sviluppo del settore privato consenta un maggior grado di flessibilità nel soddisfacimento di tali esigenze, anche attraverso l'adozione di un profilo meno avverso al rischio, il quale meglio si adatta al finanziamento del settore privato. Essa dovrebbe pertanto avere un impatto più forte sullo sviluppo del settore privato nella regione. La nuova istituzione presenterebbe un elevato grado di visibilità politica. Una maggiore partecipazione dei partner mediterranei al capitale e al governo societario dell'istituzione faciliterebbe inoltre l'interazione con le riforme economiche locali, destinate a promuovere un contesto operativo più propizio per le imprese. I costi in termini di capitali per la sottoscrizione di quote di minoranza da parte della CE e degli Stati membri potrebbero essere compensati in misura maggiore o minore con risparmi del bilancio comunitario. L'incorporazione di FEMIP in un'affiliata potrebbe riguardare la totalità del suo portafoglio, il che garantirebbe un notevole flusso di reddito alla nuova affiliata, o solo una parte di esso, limitatamente alle operazioni nel settore privato, il che richiederebbe inizialmente un capitale inferiore e sottoscrizioni di capitale meno elevate. 4. Elementi di costo Entrambe le opzioni - potenziamento di FEMIP o costituzione di un'affiliata - comportano una serie di implicazioni per il bilancio comunitario. Le operazioni di FEMIP continuerebbero "teoricamente" ad essere coperte da una quota del capitale della BEI, il 5% del quale è versato (contributo al bilancio da parte degli Stati membri). Inoltre FEMIP è relativamente costoso per il bilancio comunitario (costi di copertura, sostegno dal bilancio comunitario). Gli Stati membri potrebbero voler prendere in considerazioni contributi aggiuntivi per potenziare ulteriormente FEMIP, in particolare rispetto alla costituzione di un fondo fiduciario dei donatori, attualmente all'esame della Banca. L'incorporazione di FEMIP in un'affiliata avrebbe conseguenze sul bilancio: - costi diretti in termini di apporto di capitale per gli azionisti di minoranza (in particolare la CE, gli Stati membri ed eventualmente i partner mediterranei), costi che sarebbero più elevati degli equivalenti costi "teorici" di capitalizzazione della BEI; - possibili risparmi sui costi della copertura a carico del bilancio comunitario, qualora la garanzia del bilancio comunitario venisse interamente o parzialmente eliminata; - possibili risparmi nel bilancio comunitario per quanto riguarda il finanziamento dei capitali di rischio, dato che un'affiliata non sarebbe sottoposta alle attuali limitazioni dello statuto della BEI e potrebbe destinare risorse proprie ai capitali di rischio, invece di dover ricorrere a fondi provenienti dal bilancio comunitario. Da tale confronto [7] emerge che, sebbene tutte le opzioni presentino un costo, - il mantenimento di FEMIP con le sue attuali caratteristiche principali richiederebbe un sostegno continuo, nonché superiore, da parte del bilancio comunitario, per garantirne le operazioni e finanziarne le operazioni di capitale di rischio, l'assistenza tecnica e gli abbuoni d'interesse per i progetti ambientali; - supponendo che la CE e gli Stati membri assumano una partecipazione significativa nella nuova affiliata, l'incorporazione totale di FEMIP in un'affiliata potrebbe essere più costosa per la UE, in termini consolidati, rispetto al mantenimento di FEMIP, nonostante i risparmi che potrebbero essere realizzati con l'esclusione dal programma MEDA degli aiuti in forma di capitali di rischio o con la riduzione o la cancellazione della copertura dei prestiti su risorse proprie della BEI. Nella prospettiva più limitata del bilancio comunitario, l'impatto di un'incorporazione di FEMIP in un'affiliata potrebbe variare nel lungo periodo, a seconda delle ipotesi; - nel lungo periodo, l'incorporazione parziale di FEMIP in un'affiliata potrebbe non essere sostanzialmente più costosa per l'UE, in termini consolidati, del mantenimento e del potenziamento di FEMIP; in base a determinate ipotesi potrebbe essere persino più economica. Nella prospettiva più limitata del bilancio comunitario potrebbe potenzialmente essere più economica, in virtù dei summenzionati risparmi che potrebbero essere realizzati per quanto riguarda il sostegno da parte del bilancio comunitario. [7] Cfr. la valutazione estesa d'impatto, in particolare la sezione III.4.3. Le spese aggiuntive a carico del bilancio comunitario per l'apporto di capitale ad un'affiliata dovrebbero essere compatibili con gli stretti limiti imposti al bilancio dalle attuali prospettive finanziarie. Ad esempio, nell'ipotesi di incorporazione totale del FEMIP già nel 2004 e supponendo un portafoglio di operazioni a lungo termine pari a 25 miliardi di EUR: - con un rapporto operazioni/fondi propri pari a 2:1, con una quota di partecipazione della CE nella nuova istituzione del 10% e con un capitale versato in dieci anni pari al 10%, il bilancio comunitario dovrebbe contribuire con pagamenti annuali pari a 12,5 milioni di EUR nel 2004, 2005 e 2006; - con un rapporto operazioni/fondi propri pari a 1:1, con una quota di partecipazione della CE nella nuova istituzione del 10% e con un capitale versato in dieci anni pari al 20%, il bilancio comunitario dovrebbe contribuire con pagamenti annuali pari a 50 milioni di EUR nel 2004, 2005 e 2006. Questi importi, che potrebbero essere coperti, in gran parte o in toto, grazie ai risparmi realizzati nel programma MEDA (eliminazione dal programma del sostegno ai capitali di rischio a partire dal 2004, circa 122 milioni nel periodo 2004-2006), appaiono compatibili con le prospettive finanziarie. Come illustrato nella successiva tabella, la gamma di possibilità è tuttavia più ampia, in funzione delle ipotesi formulate in merito ai principali parametri (rapporto obbligazioni/fondi propri compreso tra 1 e 2,5, quota di partecipazione della CE compresa tra 5% e 25%, quota di capitale versato tra 10% e 25%). Nell'ipotesi di pagamento del capitale versato in 10 anni, nel 2004, 2005 e 2006 sarebbero necessari pagamenti annuali a carico del bilancio compresi tra 5 e 156 milioni di EUR. The table should mention Rapporto operazioni/fondi propri (rather than "obbligazioni") >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> Un'incorporazione parziale di FEMIP (ad esempio sulla base della variante che prevede l'incorporazione delle sole attività nel settore privato) risulterebbe meno costosa e potrebbe quindi essere compatibile con le prospettive finanziarie. Ad esempio, ipotizzando un portafoglio di operazioni pari a 7,5 miliardi di EUR e un rapporto operazioni/fondi propri di 1:1, qualora la quota di partecipazione della CE nella nuova istituzione fosse del 10% e il capitale versato in 10 anni fosse compreso tra il 10% e il 20%, nel 2004, 2005 e 2006 il bilancio comunitario dovrebbe contribuire con pagamenti annuali compresi tra 7,5 e 15 milioni di EUR. Con un rapporto operazioni/fondi propri di 1:1 e con gli stessi altri parametri ipotizzati per l'incorporazione totale, già nel 2004, 2005 e 2006 il contributo annuo si situerebbe tra i 4 e i 47 milioni di EUR. La decisione relativa all'estensione o al riesame della garanzia del bilancio comunitario a favore delle operazioni di prestito dell'affiliata dovrebbe inoltre essere in linea con la valutazione intermedia dei mandati di prestito esterno della Banca, che verrà esaminata dal Consiglio contestualmente al riesame del FEMIP. 5. Conclusione Un settore privato in generale debole e un contesto poco propizio per le imprese ostacolano la crescita nella regione del Mediterraneo. Se tale situazione non dovesse migliorare, i partner mediterranei non saranno in grado di offrire un livello sufficiente di crescita ed un futuro accettabile ad una popolazione e ad una forza lavoro in aumento. Sulla base di tale diagnosi, nel marzo 2002 è stato deciso a Barcellona un riorientamento dinamico della cooperazione euromediterranea verso il soddisfacimento delle esigenze di finanziamento del settore privato, decisione che ha portato alla creazione di FEMIP. La creazione di uno strumento per catalizzare gli investimenti nel settore privato e le riforme nella regione si sta tuttavia rivelando una sfida per la BEI. Lo sviluppo positivo di FEMIP dipenderà in gran parte dal complessivo contesto istituzionale della BEI, il quale ne determina le caratteristiche principali. FEMIP, come più in generale le operazioni della Banca, beneficia, in virtù della sua appartenenza alla BEI, di un notevole effetto leva e di un'elevata efficienza dei costi. La creazione di uno strumento più flessibile, con uno statuto diverso, con personale specializzato più numeroso, con una cultura e un governo societari diversi, realizzata grazie all'incorporazione di FEMIP in un'affiliata a partecipazione maggioritaria, con il compito di soddisfare le esigenze di finanziamento del settore privato, accrescerebbe l'efficacia dello strumento, ossia la sua capacità di conseguire gli obiettivi del mandato per il settore privato, a costi limitati. La Commissione pertanto conclude che, sebbene sia il potenziamento di FEMIP che la costituzione di un'affiliata a partecipazione maggioritaria della BEI per le operazioni nei partner mediterranei possano fornire un significativo contributo allo sviluppo del settore privato nel Mediterraneo, un'affiliata dotata dei mezzi idonei per l'assolvimento di un forte mandato nel settore privato avrebbe un impatto maggiore. Un'affiliata consentirebbe un maggior grado di flessibilità nel soddisfacimento delle esigenze del settore privato, tra l'altro attraverso l'adozione di un profilo meno avverso al rischio, il quale meglio si adatta al finanziamento del settore privato, e attraverso l'intera gamma di prodotti finanziari avanzati mirati al finanziamento del settore privato. I costi in termini di apporto di capitali per la sottoscrizione di quote di minoranza da parte della CE e degli Stati membri potrebbero essere compensati in misura maggiore o minore con risparmi nel bilancio comunitario. Inoltre, l'incorporazione del FEMIP in un'affiliata migliorerebbe la partecipazione allo strumento e la sua visibilità, assicurerebbe la sostenibilità a lungo termine della cooperazione finanziaria euromediterranea e garantirebbe, tramite adeguati meccanismi di governo societario, una più forte interazione con i partner mediterranei nella realizzazione delle necessarie riforme. Si tratta pertanto, a parere della Commissione, dell'opzione da preferire. Tuttavia, qualora il Consiglio ritenga che al momento l'opzione affiliata non possa essere realizzata, la Commissione raccomanda, in una prima fase, di mantenere e di potenziare FEMIP e, in una seconda fase, di incorporarlo in un'affiliata a partecipazione maggioritaria della BEI. In funzione delle conclusioni del Consiglio, la Commissione è pronta a formulare la necessaria proposta legislativa per la costituzione di un'affiliata a partecipazione maggioritaria della BEI, in cui la Comunità parteciperebbe come azionista, la quale incorpori in tutto o in parte le attuali operazioni di FEMIP, cui verrebbe affidato un mandato nel settore privato. In ogni caso, la proposta della Commissione sarebbe in linea con le vigenti prospettive finanziarie. ALLEGATO: sintesi della valutazione estesa d'impatto. ALLEGATO Valutazione estesa d'impatto dei servizi della Commissione Sintesi [8] [8] Il testo completo del documento di lavoro dei servizi della Commissione relativo alla valutazione estesa d'impatto, dal titolo "Dare forma al sostegno allo sviluppo del settore privato nel Mediterraneo", viene reso pubblico contestualmente alla presente comunicazione. i) Nel corso dell'ultimo decennio la crescita economica nei paesi partner del Mediterraneo (di seguito "il Mediterraneo") si è rivelata insufficiente per assorbire l'aumento della forza lavoro. Il mancato sviluppo del settore privato è visto come la causa principale di questa situazione, la quale si è andata ulteriormente deteriorando nel corso degli ultimi due anni. Accrescere il ruolo del settore privato nella regione dovrebbe essere pertanto un obiettivo prioritario nel medio e nel lungo periodo. Ciò richiede in primo luogo un contesto operativo più propizio per le imprese. A questo proposito, un confronto tra le attuali esigenze di investimento e le caratteristiche dell'offerta di capitali nel Mediterraneo evidenzia uno squilibrio tra offerta e domanda di finanziamento, data la difficoltà di reperire finanziamenti a lungo termine a favore degli investimenti. In particolare occorre offrire alle PMI prodotti finanziari idonei a soddisfare i loro bisogni di investimento. ii) Per soddisfare questi bisogni, nel marzo 2002 il Consiglio Ecofin e il Consiglio europeo di Barcellona hanno deciso di potenziare le esistenti attività della Banca europea degli investimenti (BEI) nel Mediterraneo, tramite la creazione di un apposito strumento nell'ambito della Banca. La priorità principale è stata individuata nello sviluppo del settore privato. La Banca ha rapidamente proceduto alla creazione di tale strumento, denominato Facility for Euro-Mediterranean Investment and Partnership (FEMIP - Strumento per gli investimenti e il partenariato euromediterranei). FEMIP, che ha avviato le sue attività il 1° settembre 2002, è stato varato ufficialmente in occasione della riunione tenutasi a Barcellona il 18 ottobre 2002. iii) Il Consiglio Ecofin e il Consiglio europeo hanno tuttavia ritenuto che la decisione se incorporare lo strumento in un'affiliata a partecipazione maggioritaria della BEI sarebbe stata riesaminata dopo un anno dal varo di FEMIP. Il riesame a distanza di anno richiesto dal Consiglio Ecofin e dal Consiglio europeo è in programma per l'autunno 2003. iv) Per preparare il terreno per la linea da adottare nell'ambito del predetto riesame, la Commissione ha deciso di effettuare una valutazione estesa d'impatto [9]. [9] Programma di lavoro della Commissione per il 2003, COM(2002) 590, allegato 2. Valutazioni d'impatto Le valutazioni d'impatto vengono utilizzate dalla Commissione come strumento per migliorare il processo di elaborazione delle politiche e vengono effettuate per tutte le iniziative più importanti [10]. La valutazione d'impatto esamina le principali scelte in vista dell'adozione di una decisione politica e illustra il loro potenziale impatto da una prospettiva ex-ante. Grazie alla valutazione d'impatto si identificano i probabili effetti favorevoli e sfavorevoli delle azioni politiche proposte, offrendo così la possibilità di giudizi politici informati circa la proposta e l'individuazione dei compromessi necessari per il conseguimento di obiettivi fra loro incompatibili. [10] Comunicazione della Commissione in materia di valutazione d'impatto, COM(2002) 276 definitivo, del 5.6.2002. Un progetto preliminare di valutazione può essere elaborato nella fase iniziale della procedura. Come nel caso in esame, la valutazione estesa d'impatto dovrebbe essere realizzata prima dell'adozione di decisioni fondamentali. v) Opzioni. La presente valutazione d'impatto prende in esame due opzioni schematiche. A scopo di confronto, nella presente valutazione sono state formulate alcune ipotesi per definire ognuna delle opzioni. Questo approccio schematico non è inteso a delineare le caratteristiche definitive delle due opzioni. Un'ulteriore possibile opzione, consistente nel mantenere FEMIP nella sua attuale configurazione senza potenziarlo, viene considerata come la situazione di base costituente il punto di partenza delle due opzioni. vi) La prima opzione consiste nel potenziamento di FEMIP (definita come "opzione FEMIP" nella presente relazione), cui verrebbe attribuito il mandato di sostenere lo sviluppo del settore privato. Ciò potrebbe eventualmente richiedere adeguamenti delle politiche finanziarie della BEI, più in particolare per quanto riguarda le operazioni effettuate dalla Banca nel Mediterraneo. Secondo questa opzione, FEMIP rimarrebbe una direzione della Banca, gestita dal personale della BEI, il cui numero potrebbe essere eventualmente aumentato. FEMIP potrebbe così continuare ad operare e a sviluppare i suoi prodotti nel quadro generale della BEI, in particolare sulla base dello statuto e delle politiche finanziarie della Banca. FEMIP continuerebbe a funzionare principalmente sotto i mandati di prestito impartiti dal Consiglio, e, per il momento, godrebbe della garanzia del bilancio comunitario, oltre a beneficiare del contributo del bilancio comunitario per l'assistenza tecnica a sostegno delle sue operazioni, per le operazioni in capitali di rischio e per gli abbuoni di interesse per progetti ambientali. Le operazioni continuerebbero ad essere gestite centralmente a partire dal Lussemburgo, con l'ausilio di alcuni uffici regionali o nazionali. vii) La seconda opzione prevede la costituzione di un'affiliata a partecipazione maggioritaria della BEI ("opzione affiliata"). Secondo questa ipotesi, il portafoglio delle attività della Banca nel Mediterraneo verrebbe trasferito, in parte o in toto, ad un'affiliata. La nuova affiliata avrebbe personale e statuto propri, praticherebbe politiche finanziarie autonome e riceverebbe, al pari di FEMIP, il mandato di sostenere lo sviluppo del settore privato. Il personale verrebbe considerevolmente potenziato, in modo da permettere lo sviluppo, ad alta intensità di risorse, delle sue operazioni nel settore privato. La nuova affiliata offrirebbe un'ampia gamma di prodotti finanziari. Avrebbe un profilo analogo a quello delle banche di sviluppo multilaterali, in particolare una posizione finanziaria e una base di capitale tali da garantirle lo status di miglior creditore e il rating tripla A. Le operazioni verrebbero gestite centralmente a partire dalla sede centrale, e un ruolo importante verrebbe attribuito agli uffici nazionali. L'opzione prevede che la BEI mantenga la posizione di azionista di maggioranza ma che la partecipazione al capitale dell'affiliata venga estesa agli Stati membri, alla Comunità europea ed eventualmente anche ai partner mediterranei. Il governo societario rifletterebbe questa struttura azionaria aperta. viii) Per effettuare la valutazione delle due opzioni sono stati definiti alcuni criteri d'impatto. Questi includono l'efficacia dell'opzione nel realizzare gli obiettivi politici e la sua efficienza per quanto riguarda la mobilitazione delle risorse. Elemento di riferimento nella valutazione delle opzioni è stato l'impatto sullo sviluppo del settore privato. Inoltre, in linea con le conclusioni del Consiglio europeo di Göteborg del 15-16 giugno 2001, nella presente valutazione sono stati esaminati criteri d'impatto che coprono un'ampia prospettiva di sviluppo sostenibile, ivi comprese la dimensione economica, finanziaria, occupazionale e ambientale. ix) Consultazione degli interessati. Nel corso dell'elaborazione della presente valutazione i servizi della Commissione si sono tenuti in stretto contatto con i servizi della BEI. I servizi della Commissione hanno consultato i partner mediterranei in quanto principali interessati a tale processo. Mentre alcuni dei rappresentanti dei partner mediterranei hanno chiesto informazioni sulle caratteristiche di ogni opzione e sulla natura della scelta da compiere, coloro che hanno espresso il loro parere hanno riconosciuto che la costituzione di un'affiliata accrescerebbe la partecipazione e verrebbe percepita come un impegno politico forte e visibile. Alcuni si sono informati in particolare sul costo dei prodotti che un'affiliata potrebbe offrire e sulle differenze rispetto alle condizioni attualmente praticate nel quadro di FEMIP. Sono state consultate anche le associazioni di imprese, le quali hanno messo in risalto le esigenze di finanziamento delle PMI [11] e chiesto il rafforzamento e la diversificazione dell'offerta di finanziamento. I servizi della Commissione hanno avuto altresì contatti informali con il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), la Banca mondiale, l'International Finance Corporation (IFC), la Banca africana per lo sviluppo e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS). [11] Piccole e medie imprese (PMI). Definizione comunitaria: imprese con meno di 500 occupati. x) Efficacia. Per quanto riguarda l'efficacia - principalmente nel conseguire l'obiettivo di base di sostenere lo sviluppo del settore privato - l'impatto stimato delle due opzioni varia in funzione delle ipotesi di base. Tuttavia, è chiaro che ogni opzione ha un impatto diverso per quanto riguarda il soddisfacimento delle esigenze di investimento del settore privato nella regione e il contributo alla crescita. Sono stati valutati anche alcuni obiettivi addizionali, in particolare la capacità di sostenere lo sviluppo del settore finanziario locale, di soddisfare le esigenze delle PMI locali e di finanziare importanti progetti infrastrutturali transnazionali nonché il partenariato pubblico-privato. xi) Nella sua configurazione di base, FEMIP è diventato immediatamente operativo, grazie al forte impegno del suo personale. Esso beneficia del contesto societario della BEI, nonché delle strutture logistiche, dell'infrastruttura e dell'esperienza della Banca. Sulla base dell'opzione FEMIP, si potrebbe accrescere l'attuale modesto livello delle operazioni nel settore privato, utilizzando gli istituti finanziari locali per convogliare i prestiti verso le imprese locali, in particolare le PMI. Tuttavia, in base a questa opzione, lo sviluppo dell'orientamento al settore privato è una sfida reale, sebbene non impossibile, dato che occorrerà adeguare alcune disposizioni dello statuto della BEI e alcune pratiche correnti della Banca, in mancanza di un mandato analogo per il settore privato per il resto delle operazioni della BEI. xii) L'opzione affiliata potrebbe essere più efficace dell'opzione FEMIP nell'adempimento del mandato di sostenere il settore privato, in quanto consentirebbe di adottare un profilo meno avverso al rischio rispetto alla BEI, di sviluppare una capacità istituzionale di intervento attivo tramite un elevato livello di risorse umane destinate all'attività bancaria nel settore privato, di garantire una maggiore prossimità agli operatori locali, di praticare politiche tariffarie orientate al mercato, per coprire sia la maggiore propensione al rischio che i maggiori costi operativi, e di offrire una gamma completa di prodotti finanziari avanzati specialmente concepiti per il finanziamento del settore privato, di cui l'offerta è attualmente limitata. xiii) Efficienza. Il FEMIP nella sua struttura attuale è uno strumento molto efficiente in termini di costi e di effetto leva per quanto riguarda le operazioni della Banca su risorse proprie. Beneficia dei bassi costi della BEI nell'assunzione di crediti e delle sinergie con le altre attività e le altre direzioni della Banca. Fornisce prestiti a basso costo ai paesi partner ed esercita un notevole effetto leva su altre fonti di finanziamento attinte dal mercato per realizzare le sue operazioni. In termini di proporzionalità dei mezzi mobilitati per effettuare operazioni di prestito, si può ritenere che l'opzione FEMIP garantisca un maggiore effetto leva per quanto riguarda le operazioni su risorse proprie, rispetto all'opzione affiliata. Questo confronto è limitato dal fatto che, in base all'attuale statuto, FEMIP dipenderebbe da finanziamenti esterni per le sue operazioni di capitale di rischio. xiv) Sulla base dell'opzione affiliata, le operazioni dovrebbero essere garantite con capitali che riflettono il profilo di rischio, e potrebbero richiedere - in funzione del profilo di rischio scelto - un rapporto operazioni/fondi propri inferiore, che occorrerà ridurre rispetto all'attuale rapporto generale della BEI pari a 2,5:1 La percentuale di capitale versato, per dotare l'affiliata di un capitale circolante adeguato, dovrebbe essere superiore alla percentuale di capitale versato della BEI, che è attualmente pari al 5%. La contropartita sarebbe la capacità di sviluppare un'offerta più ampia di prodotti finanziari e di effettuare operazioni di capitale di rischio indipendentemente da finanziamenti esterni. xv) Nell'ipotesi che assumano una partecipazione diretta nell'affiliata, la Commissione e gli Stati membri dovranno contribuire al suo capitale. Il sostegno, la cui entità sarebbe subordinata alle eventuali caratteristiche dell'affiliata, sarebbe compensato in misura maggiore o minore da risparmi nel bilancio comunitario, dato che il sostegno ai capitali di rischio previsto dal programma MEDA [12] e la copertura dei prestiti a carico del fondo di garanzia per i prestiti esterni non sarebbero più necessari, almeno in parte. [12] Il programma MEDA istituito con il regolamento (CE) n. 1488/96 del Consiglio è il principale strumento finanziario dell'Unione europea per l'attuazione del partenariato euromediterraneo. Il programma prevede misure di sostegno tecnico e finanziario per accompagnare la riforma delle strutture economiche e sociali nei partner mediterranei. xvi) Per i partner mediterranei, le caratteristiche rafforzate dell'opzione affiliata rispetto all'opzione FEMIP comporterebbero come conseguenza tassi di interesse più alti e un eventuale contributo al capitale dell'affiliata, nel caso venisse loro offerta una partecipazione nell'istituzione. Queste potenziali implicazioni in termini di costi costituirebbero la contropartita dell'accresciuta partecipazione allo strumento e dei benefici aggiuntivi in termini di sviluppo del settore privato. xvii) La sussidiarietà continuerà ad essere meglio garantita tramite uno strumento comunitario - FEMIP o affiliata - piuttosto che tramite una moltiplicazione di regimi di finanziamento nazionali. La partecipazione diretta della Comunità in un'affiliata può già essere finanziata nel quadro delle attuali prospettive finanziarie; essa consentirebbe inoltre di accrescere la cooperazione con altri strumenti comunitari, quali MEDA, e garantirebbe la coerenza con gli obiettivi della politica comunitaria nel Mediterraneo. La decisione relativa all'estensione o al riesame della garanzia del bilancio comunitario a favore delle operazioni di prestito dell'affiliata dovrebbe inoltre essere in linea con la valutazione intermedia dei mandati di prestito esterno della Banca, attualmente in corso. xviii) Sviluppo sostenibile. Supponendo che un'affiliata adotti sostanzialmente le attuali politiche della BEI nel settore dell'ambiente e ne continui le operazioni, l'analisi ha dimostrato che le opzioni sono neutre in termini di impatto ambientale. Mentre non è stato possibile misurare in termini quantitativi l'impatto sull'occupazione delle attuali operazioni della BEI nel Mediterraneo, si ritiene che un'affiliata sarebbe potenzialmente più efficace nel lungo periodo nel contribuire alla creazione di occupazione, soprattutto grazie alla sua maggiore efficacia nello stimolare lo sviluppo del settore privato. In ogni caso, l'adeguamento e il potenziamento di FEMIP avrebbero anch'essi un effetto positivo. xix) Il partenariato con i partner mediterranei ammessi a beneficiare delle operazioni di FEMIP è attualmente garantito dalla loro presenza nel Policy Dialogue and Coordination Committee (PDCC), comitato consultivo di FEMIP. Tale comitato ha solo compiti consultivi ed il governo societario del FEMIP, essendo disciplinato dalle norme della BEI, non consente alcun potere di codecisione ai partner mediterranei. L'opzione affiliata accrescerebbe la partecipazione, qualora ai beneficiari delle sue operazioni venisse offerta una partecipazione nella nuova istituzione, potendo essi partecipare come partner a pieno titolo nel governo societario.