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Document 52003DC0015
Report from the Commission to the budgetary authority on guarantees covered by the general budget - situation at 31 December 2001
Relazione della Commissione all'autorità di bilancio sulla situazione al 31 dicembre 2001 delle garanzie che impegnano il bilancio generale
Relazione della Commissione all'autorità di bilancio sulla situazione al 31 dicembre 2001 delle garanzie che impegnano il bilancio generale
/* COM/2003/0015 def. */
Relazione della Commissione all'autorità di bilancio sulla situazione al 31 dicembre 2001 delle garanzie che impegnano il bilancio generale /* COM/2003/0015 def. */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE all'autorità di bilancio sulla situazione al 31 dicembre 2001 delle garanzie che impegnano il bilancio generale INDICE Prima parte: Eventi successivi alla relazione aggiornata al 30 giugno 2001, lo stato dei rischi e intervento delle garanzie del bilancio 1. Introduzione: tipi di operazione 1.1. Operazioni con obiettivi macroeconomici 1.2. Operazioni con obiettivi microeconomici 2. Eventi successivi alla relazione aggiornata al 30 giugno 2001 2.1. Repubblica federale di Iugoslavia 2.2. Garanzia comunitaria alla Banca europea per gli investimenti per prestiti destinati a progetti nella Repubblica federale di Iugoslavia 2.3. Garanzia comunitaria alla Banca europea per gli investimenti per prestiti destinati a progetti nella parte russa del bacino del Mar Baltico 3. Situazione dei rischi 3.1. Esposizione al 31 dicembre 2001 3.2. Rischio annuale massimo sostenuto dal bilancio comunitario: prestiti erogati al 31 dicembre 2001 3.3. Rischio annuale massimo teorico sostenuto dal bilancio comunitario 4. Intervento delle garanzie del bilancio 4.1. Pagamenti da disponibilità liquide 4.2. Attivazione del Fondo di garanzia 4.3. Arretrati al 31 dicembre2001 5. Analisi della capacità teorica di prestito e di garanzia della Comunità rispetto a paesi terzi 6. Situazione del Fondo di garanzia al 31 dicembre 2001 7. Solidità relativa Seconda parte: Valutazione dei rischi potenziali: situazione economica e finanziaria dei paesi terzi, beneficiari delle più importanti operazioni di prestito 1. Introduzione 2. Paesi candidati all'adesione 2.1. Bulgaria 2.2. Lituania 2.3. Romania 3. Balcani occidentali 3.1. Bosnia-Erzegovina 3.2. Repubblica federale di Iugoslavia 3.3. Ex Repubblica iugoslava di Macedonia 4. Nuovi stati indipendenti 4.1. Armenia 4.2. Bielorussia 4.3. Georgia 4.4. Moldova 4.5. Tagikistan 4.6. Ucraina 5. Altri paesi terzi 5.1. Algeria Elenco delle abbreviazioni Allegato 1. Note esplicative sulla situazione di rischi coperti dal bilancio comunitario 1.1. Tabelle da 1 a 3 1.1.1. Importo massimo autorizzato (tabella 1) 1.1.2. Esposizioni dei prestiti attivi e passivi (tabella 1) 1.1.3. Ammontare annuo dei rischi (tabelle 2 e 3) 1.2. Operazioni di prestito che beneficiano della garanzia di bilancio 1.3. Previsioni di firma e di versamento dei prestiti BEI 1.4. Modalità di pagamento della garanzia del bilancio 1.4.1. Per le operazioni di assunzione ed erogazione di prestiti 1.4.2. Garanzie fornite a terzi 2. Nota metodologica sull'analisi della capacità prevedibile di prestito della Comunità ai paesi terzi sul periodo 1999-2001, compatibile con il meccanismo del Fondo di garanzia (tabella 4) 2.1. Riserva per garanzie di prestiti ai paesi terzi 2.2. Basi di calcolo della copertura del Fondo di garanzia 2.3. Base di copertura del Fondo in caso di garanzia parziale 2.4. Copertura del Fondo di garanzia 2.5. Margine disponibile nella riserva per garanzie 2.6. Capacità residua di prestito 3. Note esplicative sugli indicatori di rischio dei paesi ( + Tabella) Prima parte: Eventi successivi alla relazione aggiornata al 30 giugno 2001, lo stato dei rischi e intervento delle garanzie del bilancio 1. Introduzione: tipi di operazione I rischi cui il bilancio comunitario deve far fronte, sono insiti in varie operazioni di prestito e di garanzia. Esse possono essere divise in due categorie: prestiti con obiettivi macroeconomici e prestiti con obiettivi microeconomici. 1.1. Operazioni con obiettivi macroeconomici Si tratta innanzitutto dei prestiti per la bilancia dei pagamenti destinati a Stati membri o a paesi terzi e normalmente soggetti a condizioni e impegni economici rigorosi. 1.2. Operazioni con obiettivi microeconomici Si tratta di prestiti per finanziare progetti, di norma rimborsati a lungo termine con fondi che tali progetti dovrebbero generare, erogati di solito a società, istituti finanziari o paesi terzi e muniti, oltre che della garanzia comunitaria, anche delle usuali garanzie bancarie. Ciò riguarda prestiti EURATOM e del NSC negli Stati membri e prestiti EURATOM e BEI all'esterno della Comunità (paesi mediterranei, Europa centrale e orientale, paesi dell'Asia e dell'America Latina, Repubblica sudafricana). 2. Eventi successivi alla relazione aggiornata al 30 giugno 2001 2.1. Repubblica federale di Iugoslavia Il 23 maggio 2001, la Commissione ha presentato una proposta di decisione del Consiglio che eroga un'assistenza macrofinanziaria alla Repubblica federale di Iugoslavia per un importo di 225 milioni di euro, in forma di prestito della durata massima di 15 anni, e di 75 milioni di euro in forma di aiuto non rimborsabile. Il 16 luglio 2001, il Consiglio ha deciso di assegnare l'assistenza macrofinanziaria alla Repubblica federale di Iugoslavia per l'importo di 225 milioni di euro in forma di prestito e di 75 milioni di euro in forma di aiuti non rimborsabili. Il 10 dicembre 2001 il Consiglio ha modificato tale decisione accordando un ulteriore importo di 45 milioni di euro in forma di aiuti non rimborsabili. La componente aiuto di questa assistenza ammonta ora a un massimo di 120 milioni di euro. 2.2. Garanzia comunitaria alla Banca europea per gli investimenti per prestiti destinati a progetti nella Repubblica federale di Iugoslavia Il 6 novembre 2001, il Consiglio ha deciso di modificare la decisione 2000/24/CE per estendere la garanzia comunitaria a prestiti della BEI destinati a progetti nella Repubblica federale di Iugoslavia e di un importo massimo di 350 milioni di euro. La garanzia si limita al 65% del massimale di 350 milioni di euro deciso dal Consiglio. 2.3. Garanzia comunitaria alla Banca europea per gli investimenti per prestiti destinati a progetti nella parte russa del bacino del Mar Baltico Il 6 giugno 2001, la Commissione ha presentato una proposta di decisione del Consiglio che concede una garanzia comunitaria alla BEI contro perdite in un'azione di prestito speciale per progetti ambientali selezionati nella parte russa del Mar Baltico, in seno alla "Dimensione settentrionale". I crediti aperti non supereranno i 100 milioni di euro. La garanzia comunitaria sui crediti aperti dalla BEI ai sensi di questa decisione amplia la garanzia comunitaria globale del 65% assegnata alla BEI con il mandato generale di finanziamento esterno. Il 6 novembre 2001, il Consiglio ha concesso alla BEI una garanzia per investimenti a titolo di prestito speciale nella parte russa del Mar Baltico, in seno alla "Dimensione settentrionale". I crediti aperti non supereranno i 100 milioni di euro. La BEI beneficerà di una garanzia comunitaria eccezionale del 100%. La garanzia copre prestiti firmati durante un periodo di 3 anni dalla data di approvazione di questa decisione. Tale periodo è prorogato automaticamente di sei mesi se, alla sua scadenza, i prestiti firmati dalla BEI non raggiungono il massimale globale di 100 milioni di euro. 3. Situazione dei rischi Esistono due metodi per valutare i rischi sostenuti dal bilancio comunitario: - il metodo, tipico dei banchieri, che calcola l'importo totale a una certa data del capitale da rimborsare per le operazioni interessate (v. successiva tabella 1), - il metodo, tipico dei bilanci, che calcola l'importo massimo che la Comunità potrebbe dover pagare per ogni esercizio finanziario. Questo secondo approccio è stato applicato in due diversi modi: - in riferimento solo a erogazioni effettive alla data della relazione, supponendo che non esistano rimborsi anticipati (la tabella 2 mostra il limite inferiore di questo rischio massimo per il bilancio comunitario); - in modo più lungimirante, riferito a tutte le operazioni decise dal Consiglio o proposte dalla Commissione per stimare l'impatto su bilanci futuri, supponendo che le proposte della Commissione siano accettate (la tabella 3 mostra il limite superiore di questo rischio massimo per il bilancio comunitario). L'ultimo esercizio dà un'idea del futuro livello dei rischi relativi alle proposte formulate. Tuttavia, vanno avanzate una serie di ipotesi sulle date di erogazione e i termini di rimborso (per i particolari, v. allegato, ) nonché sui tassi d'interesse [1] e di cambio [2]. [1] Per i prestiti BEI si suppone un tasso d'interesse medio dell'8%; il tasso d'interesse medio supposto per le operazioni di prestito attivo e passivo è del 4,4%. Un tasso d'interesse del 4,89% è stato applicato per le nuove operazioni di cui alla tabella 3. [2] I tassi di cambio usati per prestiti in valute diverse dall'euro sono quelli del 31.12.2001. I risultati si trovano nelle tabelle da 1 a 3, che separano nella valutazione i rischi relativi ai paesi comunitari da quelli relativi ai paesi non comunitari. Le cifre globali citate coprono rischi di vario tipo; prestiti a un solo paese in caso di assistenza macrofinanziaria e prestiti per progetti garantiti dai mutuatari in caso di operazioni NSC e BEI, per esempio. L'analisi che segue distingue tra rischio totale, rischio rispetto agli Stati membri e rischio rispetto ai paesi terzi. 3.1. Esposizione al 31 dicembre 2001 L'esposizione si trova è illustrata alla tabella 1. Il rischio totale al 31 dicembre 2001 ammonta a 15.443 milioni di euro, contro 15.041 milioni di euro al 30 giugno 2001, un aumento del 2,7% [3]. [3] Il cambiamento durante i sei mesi trascorsi è dovuto in parte alle differenze del tasso di cambio sui prestiti in valute diverse dall'euro. La tabella che segue mostra le operazioni che hanno avuto un effetto sull'esposizione dopo l'ultima relazione. // Milioni di euro Esposizione al 30 giugno 2001 // 15 041.00 Rimborsi di prestiti Euratom NSC Assistenza finanziaria BEI // 0,00 - 83,50 - 252.00 - 533.00 Prestiti erogati Euratom Assistenza finanziaria BEI // 0,00 225.00 900.00 Differenze del tasso di cambio tra euro e altre valute // 145.50 Esposizione al 31 dicembre 2001 // 15 443.00 Il capitale da rimborsare per operazioni negli Stati membri ammontava al 31 dicembre 2001 a 52 milioni di euro (-59,0% rispetto al 30 giugno 2001). Il capitale da rimborsare per operazioni nei paesi terzi ammontava al 31 dicembre 2001 a 15.391 milioni di euro (+del 3,2% rispetto al 30 giugno 2001). 3.2. Rischio annuale massimo sostenuto dal bilancio comunitario: prestiti erogati al 31 dicembre 2001 Il rischio annuale massimo è indicato alla tabella 2. Il rischio totale per la prima metà del 2002 ammonta a 1.602 milioni di euro: - il rischio per operazioni con gli Stati membri ammonta a 11 milioni di euro. - il rischio per operazioni con i paesi terzi ammonta a 1.591 milioni di euro. 3.3. Rischio annuale massimo teorico sostenuto dal bilancio comunitario La situazione è illustrata alla tabella 3. Il rischio ammonta a 1.859 milioni di euro per il 2002. Dal 2003, esso aumenterà fino a raggiungere 4.675 milioni di euro nel 2010: - la tendenza riguardo al rischio massimo per operazioni con gli Stati membri è la stessa della tabella 2. - il rischio per operazioni con paesi terzi ammonta a 1.843 milioni di euro per il 2002. Dal 2003, esso aumenterà e raggiungerà i 4.675 milioni di euro entro il 2010. >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> 4. Intervento delle garanzie del bilancio 4.1. Pagamenti da disponibilità liquide Ai sensi dell'articolo 12 del regolamento n. 1150/2000 del Consiglio (CE, Euratom) del 22 maggio 2000, che attua la decisione 94/728/EC, Euratom sul sistema delle risorse proprie delle Comunità, la Commissione può attingere alle propria liquidità, per evitare ritardi e costi supplementari nelle operazioni di assunzione di prestiti, se un debitore ritarda il rimborso. 4.2. Attivazione del Fondo di garanzia Il regolamento n. 2728/94 del Consiglio (CE, EURATOM) del 31 ottobre 1994 istituisce un Fondo di garanzia per azioni esterne. Se un mutuatario non rimborsa un prestito ottenuto dalla Comunità alle date convenute, interviene il Fondo di garanzia entro 3 mesi dalla data in cui è dovuto il rimborso. Se un mutuatario non rimborsa un prestito BEI garantito dal bilancio comunitario, la Comunità agisce entro 3 mesi dal ricevimento di una lettera della Banca in cui essa chiede l'intervento della garanzia. La Commissione autorizza poi la BEI a prelevare il corrispondente importo dal Fondo di garanzia. L'interesse per difetto per il tempo tra la data in cui le risorse liquide sono rese disponibili e la data d'attivazione del fondo è ricavato dal fondo e rimborsato alle risorse liquide. Negli ultimi sei mesi il fondo è stato rivolto per onorare le garanzie per i seguenti debitori: >SPAZIO PER TABELLA> 4.3. Arretrati al 31 dicembre2001 Al 31 dicembre 2001, tutti gli importi dell'ex Repubblica di Iugoslavia sono stati rimborsati alla BEI nell'ambito dei prestiti da essa garantiti. Il 23 ottobre 2001, è stato trasferito al conto di collegamento dell'UE del Fondo di garanzia un importo totale di 162.345.253,00 euro. 5. Analisi della capacità teorica di prestito e di garanzia della Comunità rispetto a paesi terzi In pratica, il Fondo di garanzia e il dispositivo di riserva limita la capacità di prestito e di garanzia della Comunità verso paesi terzi, dato che gli stanziamenti disponibili per alimentare il fondo ogni nuova decisione di prestito (od ogni rata annua in caso di garanzie per operazioni pluriennali) sono limitati dall'importo iscritto per la riserva di garanzia nelle prospettive finanziarie [4]. [4] La cifra iscritta nelle prospettive finanziarie per il 2000-2006 è 200 milioni di euro ai prezzi del 1999. In ogni momento, la capacità di prestito corrisponde al margine che resta nella riserva di garanzia. Esso è pari alla differenza tra la riserva e l'importo stimato necessario ad alimentare il Fondo di garanzia per le operazioni già approvate e che sono in preparazione. La tabella 4 riporta una stima della capacità di prestito comunitaria verso paesi terzi per il periodo 2001-2004, ai sensi del meccanismo del Fondo di garanzia. Il metodo di calcolo e i riferimenti ai testi giuridici sono descritti in dettaglio nell'allegato. In base alle decisioni del Consiglio e alle decisioni proposte e in preparazione (v. tabella 4), nel 2002 saranno usati 163,74 milioni di euro della riserva di garanzia; alla fine dell'anno resteranno disponibili 49,26 milioni di euro. Se si tien conto dell'effetto sulla riserva di garanzia dell'alimentazione del fondo per prestiti già decisi e per quelli proposti e in preparazione nel 2002, la capacità annuale disponibile per i prestiti è: - 547,33 milioni di euro per prestiti con garanzia del 100% del bilancio comunitario, o - 842,05 milioni di euro per prestiti con garanzia del 65% (ai sensi della decisione 2000/24/EC del Consiglio del 22 dicembre 1999). Al 31 dicembre 2001, il prestito e le operazioni in sospeso di garanzia di prestito per i paesi terzi più l'interesse non pagato dovuto sono ammontati a 15.391,00 milioni di euro. milioni di euro // Situazione al 31.01.12 1. Capitale da rimborsare, prestiti attivi e passivi // 1.654,00 2. Capitale da rimborsare, BEI // 13.737,00 3. Capitale da rimborsare, mancato pagamento // 0,00 4. Interessi di mora // 0,00 - Interessi dovuti, non pagati [5] // 0,00 [5] Interessi dovuti non pagati ai sensi del regolamento che istituisce il Fondo di garanzia. TOTALE // 15.391,00 Il rapporto tra risorse del Fondo ed esposizioni debitorie, ai sensi del regolamento che istituisce il Fondo, era dell'11,39%, più elevato dell'obiettivo del 9% stabilito dal regolamento n. 1149/1999 che modifica il regolamento n. 2728/94 che istituisce il Fondo. Secondo le norme, alla fine dell'esercizio, l'eccedenza va versata su una rubrica speciale nello stato delle entrate nel bilancio generale delle Comunità europee. L'eccedenza di 372,46 milioni di euro alla fine dell'esercizio 2001 sarà resa al bilancio nella seconda metà del 2002. 6. Situazione del Fondo di garanzia al 31 dicembre 2001 Al 31 dicembre 2001, il Fondo di garanzia ammontava a 1.774 milioni di euro. Nel secondo semestre 2001, sono stati registrati i seguenti movimenti: - 9,75 milioni di euro prelevati dal Fondo a seguito di nuovi pagamenti mancati; - rimborso tardivo di arretrati per 162,34 milioni di euro da parte della ex Repubblica di Iugoslavia; - entrate nette per 74,07 milioni di euro su investimenti dagli attivi del Fondo; - un trasferimento di 207,2 milioni di euro dalla riserva del 2001; - 372,46 milioni di euro resi al bilancio come eccedenza del Fondo al 31 dicembre 2001; 7. Solidità relativa Il rapporto tra l'ammontare del Fondo al 31 dicembre 2001 (1.774 milioni di euro ) e il rischio annuale massimo per i prestiti a paesi terzi (definito come importo totale giunto a scadenza) indicato per il 2002 alla tabella 3 (1.843 milioni di euro) è 96%. >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> Seconda parte: Valutazione dei rischi potenziali: situazione economica e finanziaria dei paesi terzi, beneficiari delle più importanti operazioni di prestito 1. Introduzione Le cifre della prima parte informano sugli aspetti quantitativi del rischio sostenuto dal bilancio generale e andrebbero accompagnate da una valutazione della qualità del rischio, che dipende dal tipo di operazione e dalla posizione del mutuatario. Eventi recenti, che possono influenzare il portafoglio del rischi per paese, sono più avanti analizzati. La valutazione del rischio-paese della seconda parte, presenta una tabella di indicatori di rischio (v. allegati) per ogni paese terzo che ha ricevuto assistenza macrofinanziaria della CE e ha ancora debiti verso di essa. Sono inoltre analizzati i paesi per i quali esistono nuove informazioni, successive alla precedente relazione sui primi 6 mesi del 2001, tali da influenzare la valutazione del rischio. In questa parte, non si valutano paesi diversi da quelli indicati, perché l'esposizione della Comunità verso altri paesi (soprattutto attraverso garanzie dei prestiti BEI) rappresenta solo una piccola frazione dell'esposizione totale, tra l'altro ben differenziata fra i paesi. 2. Paesi candidati all'adesione 2.1. Bulgaria Nel 2001, è continuata la crescita a ritmo elevato, anche se più lenta che nel 2000 (4,7% per i primi 3/4 del 2001 contro il 5,8% nel 2000). La produzione industriale è aumentata del 9% nei primi 9 mesi del 2001. Se gli investimenti diretti esteri sono stati inferiori a quelli del 2000, aumenta l'investimento nazionale, il che riflette una maggior fiducia dell'economia dovuta alla stabilità e alle riforme economiche. Nell'ultimo semestre, la disoccupazione è diminuita dello 0,5% circa, ma rimane alta, a livello del 17%. Durante il periodo, è stato mantenuto il regime del Comitato valutario (1 EUR=1,96 BGN) e il governo intende mantenerlo almeno fino all'adesione all'UE. Tuttavia, l'inflazione è aumentata alla fine del 2000 e nella prima metà del 2001, fino a toccare il 12% sull'anno precedente, ma è diminuire in modo costante al 5% circa (autunno 2001). Il deficit delle partite correnti è stimato al 6,5% del PIL nel 2001, lievemente più elevato di quello del 2000. L'eccedenza nel campo dei servizi è ulteriormente cresciuta grazie alle entrate del turismo, mentre la bilancia commerciale si è un po' deteriorata. Le finanze pubbliche bulgare sono sane. Il deficit dell'amministrazione pubblica era dell'1,1% del di PIL nel 2000 e nel 2001, anno di elezioni. I dati definitivi dovrebbero essere inferiori all'1% del PIL. Con un deficit previsto dello 0,8% nel 2002, le finanze pubbliche saranno probabilmente in equilibrio nel 2003, Intanto, il debito pubblico cala rapidamente, da oltre il 100% del PIL nel 1997 al 69% circa del PIL alla fine del 2001 (72,2% nel 3° trimestre 2001). A metà dicembre 2001, l'FMI e il nuovo governo bulgaro hanno concordato un nuovo programma. Sebbene il consiglio di amministrazione dell'FMI abbia approvato l'accordo stand-by in febbraio, le agenzie di rating hanno già promosso il debito pubblico della Bulgaria (il 19 dicembre 2001, gli Investors Services di Moody's lo hanno portato da B2 a B1; il 14 gennaio 2002, Fitch e Standard & Poor's l'hanno accresciuto da B+ a BB-). 2.2. Lituania Vari indicatori segnalano che l'economia lituana migliora. La precedente stima sulla crescita del PIL nel 2000 è stata corretta verso l'alto di 0,6% punti percentuali al 3,9%. La crescita del 2000 è dovuta agli ottimi risultati delle esportazioni, tendenza che resta, nonostante il rallentamento economico di molti suoi partner commerciali. Così, nel 2001, la Lituania mantiene un ritmo di crescita che, secondo le prime cifre, è del 5,8% circa. Ma il principale risultato economico del 2001 rispetto agli anni precedenti è l'aumento degli investimenti fissi lordi, dato importante ai fini di una possibile crescita futura. Nonostante la forte crescita, l'inflazione, con un aumento medio dell'1,3% in 2001, resta a livelli relativamente bassi, grazie alla rivalutazione del litas sull'euro. Con l'aggancio del litas all'euro, da febbraio 2002, e con la ripresa della domanda interna, è probabile tuttavia che l'inflazione in futuro aumenti. La disoccupazione, pur lievemente diminuita dal picco dell'inizio del 2001, non mostra tendenze chiare verso il basso e, con un tasso del 16,5% nel 2° trimestre 2001 (fonte: Indagine sulle forze di lavoro), resta uno dei problemi economici più gravi. Nei prossimi anni, un mercato del lavoro segmentato ostacolerà ulteriormente la crescita. Forti esportazioni, e una domanda interna relativamente debole, ha notevolmente ridotto il deficit delle partite correnti. Nei primi 3 trimestri del 2001, esso è stato del 3,3% sul PIL, contro il 5,0% dell'anno prima, mentre gli investimenti diretti esteri sono aumentati fino a coprire l'intero deficit della partite correnti dei primi 3 trimestri del 2001. La Lituania si è data una rigida politica fiscale per ridurre il disavanzo di bilancio, giunto al 7,8% del PIL nel 1999 e sceso al 2,8% nel 2000. L'obiettivo dell'1,4% del PIL per il 2001 è raggiungibile: infatti, sia il bilancio pubblico che quello della previdenza sociale presentano saldi migliori del previsto. L'obiettivo per il 2002 è l'1,5% del PIL. Dopo, il disavanzo di bilancio si attesterà a tale livello, poiché le spese per le riforme strutturali (pensioni, restituzione dei risparmi, ecc.) impediscono ulteriori diminuzioni. 2.3. Romania Nel 2° semestre del 2001, l'economia ha continuato a migliorare. L'FMI ha rinnovato l'appoggio al governo che ha frenato politiche eccessivamente espansionistiche. Il deficit delle partite correnti aumenta ma senza difficoltà di finanziamento dato che le maggiori agenzie di rating hanno promosso il debito rumeno. Nonostante i progressi, le prospettive macroeconomiche restano incerte a causa dell'indebolimento delle esportazioni dovuto al rallentamento nell'economia mondiale e al mancato rafforzamento da parte del governo della politica dei redditi e della disciplina finanziaria. Il PIL è cresciuto del 5,1% nei primi 9 mesi del 2001 grazie alla crescente accumulazione degli stock e ai consumi delle famiglie. Le politiche fiscali e dei redditi inizialmente deboli, che hanno rafforzato la ripresa, sono state irrigidite nel secondo semestre. Ciò ha permesso al governo di cogliere l'obiettivo di un disavanzo del 3,5% del PIL, di rallentare la corsa del deficit delle partite correnti fino al 5,0% del PIL di novembre 2001 e di ridurre l'inflazione da un anno all'altro di circa 10 punti percentuali al 30,3% alla fine di2001, nonostante forti aumenti dei prezzi energetici. Di fronte al buon risultato economico, le 3 maggiori agenzie di rating hanno promosso il debito rumeno, per cui il paese può finanziarsi sui mercati internazionali a condizioni migliori. Il debito estero, pari al 30,2% del PIL a fine ottobre, è cresciuto ma resta basso sul piano internazionale. Il 31 ottobre.2001, il C.d.A. dell'FMI ha approvato un accordo stand-by di 18 mesi per 300 milioni di DSP (383 milioni di USD), per ridurre in modo graduale l'inflazione e aggiustare il debito estero, mantenendo un ritmo sostenuto di crescita economica. Nell'ambito dell'accordo con l'FMI, sono state rilanciate riforme strutturali, come in campo energetico, dove sono aumentate le tariffe al fine di ottenere la copertura dei costi. Vendendo SIDEX, acciaieria in forte perdita, ha fatto un importante passo avanti il programma di privatizzazioni del governo. Ma poiché il governo ha mancato l'obiettivo indicativo delle privatizzazioni, fissato con l'FMI, il ritmo globale resta lento. Ulteriori debolezze sono emerse nell'aumento delle tariffe di raccolta dei servizi energetici e nella riduzione degli arretrati all'amministrazione. 3. Balcani occidentali 3.1. Bosnia-Erzegovina Nel secondo semestre, i nuovi governi degli stati formatisi all'inizio del 2001 hanno ridato slancio alle riforme. I dati macroeconomici per il 2001 confermano una crescita del PIL più lenta. Le autorità prevedono un tasso complessivo di crescita del 5-6% circa nel 2001, contro stime iniziali dell'8%. La disoccupazione è al 40% circa della forza lavoro, uno dei tassi più alti dei Balcani occidentali. Stime provvisorie della quota di finanziamento estero sul PIL nel 2001 indicano una brusca riduzione al 23%, della quota assai elevata del 2000 (44%). L'inflazione è sotto controllo (4,5% circa nel 2001) e il tasso di cambio del Konvertible Marka (KM) è fermamente agganciato alla parità con il DM/EUR, grazie a un'adesione rigorosa alle norme del comitato valutario. La spesa pubblica resta molto alta e pari al 44% circa del PIL nel 2001. Verso la fine dell'anno, deficit maggiori del previsto hanno costretto lo stato ad adeguare le spese correnti alle risorse disponibili. La tendenza alla ripresa delle esportazioni iniziata nel 2000 (grazie in parte alla riapertura del mercato iugoslavo) e alla diminuzione delle importazioni (dovuta soprattutto alla riduzione dei finanziamenti alla ricostruzione da parte dei donatori) continua. Il deficit delle partite correnti è perciò diminuito, ma solo lievemente (dal 22,2% del PIL nel 2000 al 20,8% nel 2001, trasferimenti esclusi). Il contesto economico sfavorevole spiega l'incapacità della BiH di attirare i tanto necessari investimenti esteri, che sono tra i più bassi fra i paesi dell'Europa centrale e orientale (solo 164 milioni di USD nel 2001). Terminata nel maggio 2001 la revisione dell'FMI dell'accordo stand-by (SBA) del maggio 1998, sono continuati i negoziati con il governo della BiH per un nuovo SBA. La lentezza del governo in iniziative chiave specifiche, e gli eventi dell'11 settembre hanno ritardato la firma del nuovo SBA, che dovrebbe aver luogo nei primi mesi del 2002. Il debito estero rimane elevato (55,7% circa del PIL nel 2001), in parte a causa del forte indebitamento ereditato dall'ex Iugoslavia. Tuttavia, la quota del servizio del debito sulle esportazioni è relativamente basso e riflette la sua natura concessionaria e le favorevoli rinegoziazioni ottenute. Nessuna agenzia di rating fornisce indicatori di rischio per la BiH. Gli indicatori di transizione della BERD, che riflettono i progressi delle riforme nei PECO, pongono la BiH nella parte inferiore della scala nel 2001, sebbene si vedano progressi nella privatizzazione delle grandi imprese. Anche se nel 2001 la BiH ha assolto i suoi obblighi di servizio del debito estero, l'alto livello di quest'ultimo, il deficit delle partite correnti e il declino dell'assistenza straniera, indicano quanto sia alto il rischio del paese. I meccanismi che regolano i versamenti dagli enti allo stato per il servizio del debito pubblico hanno bisogno di essere migliorati. 3.2. Repubblica federale di Iugoslavia In generale, a un anno dai cambiamenti politici avvenuti nella RFI alla fine del 2000, si notano i progressi effettivi verso la stabilità macroeconomica realizzati dal governo, liberalizzando scambi, prezzi e commerci e consolidando la fiducia del mercato nel quadro dei programmi sostenuti dall'FMI. Il PIL reale nel 2001 è cresciuto del 5,5% circa (compreso il 3,5% circa in Montenegro). Le politiche monetarie sono restate rigide nel 2001 e il 30% di base monetaria reale è dovuto soprattutto ad acquisti della Banca Nazionale iugoslava sul mercato estero dei cambi. L'inflazione si è raffreddata dal 115% (fine 2000) al 40% circa (fine 2001) (in Montenegro: 25%, contro 22% nel 2000), e il deficit pubblico consolidato (sovvenzioni escluse) è pari al 2,4% del PIL, contro un obiettivo iniziale del programma del 6,1%. Nel 2001, la bilancia dei pagamenti registra un deficit commerciale in crescita, stimato a 3.000 milioni di USD circa. Ma il notevole afflusso di rimesse dall'estero e le entrate dei servizi hanno contenuto il deficit delle partite correnti in circa 1.075 milioni di USD circa, sovvenzioni escluse. Le prime proiezioni del governo sulla bilancia dei pagamenti per il 2002 puntano a un deficit delle partite correnti di 1.500 milioni di USD circa (sovvenzioni escluse), che riflette un aumento del servizio del debito e importazioni finanziate dall'estero per determinati progetti. Il dinaro è rimasto stabile a 30 YuD/DM mentre in gennaio 2002 le riserve lorde in divise estere erano di 1.300 milioni di USD circa (contro 605 milioni di USD del gennaio 2001). Significativi progressi si registrano nella ristrutturazione del debito estero in essere della RFI, che a fine 2001 ammontava a 12,2 miliardi di USD circa, pari al 140% del PIL. Riguardo al debito multilaterale, la RFI ha rimborsato integralmente gli arretrati nei confronti dell'FMI e della BEI e si è accordata per ristrutturare il debito con la Banca mondiale. Anche l'accordo tra il Club di Parigi e le autorità iugoslave è un elemento importante per promuovere la sostenibilità dei conti con l'estero. Esso prevede infatti una riduzione graduale del 66%, entro il 2005, del valore attuale netto dei debiti nei confronti dei creditori del Club di Parigi (circa 4,5 miliardi di USD) e una ristrutturazione del saldo restante su 22 anni con un periodo di grazia di 6 anni. L'agevolazione convenuta è subordinata alla negoziazione e alla positiva attuazione da parte della RFI di un nuovo accordo di tre anni nel quadro della Extended Fund Facility. Le autorità sperano di essere in grado di concludere accordi bilaterali con i creditori del Club di Parigi agli inizi del 2002 e stanno cercando un accordo analogo con i creditori del Club di Londra. Non è stato raggiunto alcun accordo politico tra Serbia e Montenegro sulla ripartizione delle obbligazioni estere in essere, a parte il debito verso la BEI e la Banca mondiale. Ma nel bilancio 2002 entrambe le repubbliche hanno previsto stanziamenti per il servizio del debito da esse ritenuti sufficienti. 3.3. Ex Repubblica iugoslava di Macedonia A seguito della crisi di sicurezza del primo semestre, il PIL si è nettamente ridotto del 4,6% circa. Il disavanzo della finanza pubblica nel 2001 è stimato al 6,7% circa del PIL. Il tasso di disoccupazione del 29,5% a fine 2001 è molto elevato e riflette la debolezza della produzione. Malgrado la crisi, si è mantenuta una certa stabilità macroeconomica. Nel 2001, la crescita dei prezzi al consumo si è attestata intorno al 5,3% grazie a politiche monetarie prudenti basate sull'aggancio all'euro che hanno impedito che il paese cadesse in una spirale inflazionistica. La crisi ha avuto effetti distruttivi sul commercio estero. Rispetto al 2000, le importazioni sono diminuite (-348 milioni di USD) in misura superiore alle esportazioni (-161 milioni di USD) con conseguente riduzione del disavanzo commerciale (-187 milioni di USD). Il deficit delle partite correnti registra invece un brusco aumento, al 10,6% del PIL. Significativo il livello delle riserve di valute forti (779 milioni di USD circa a fine anno, pari a 4,9 mesi di esportazioni), grazie agli ingenti proventi della privatizzazione del 51% del capitale dell'operatore di telecomunicazioni nel gennaio 2001. A fine 2001, dopo la sospensione in primavera del precedente programma dell'FMI, il governo si è accordato con quest'ultimo su un programma, seguito dall'FMI (Staff Monitored Programme - SMP), di 6 mesi (dall'1 gennaio 2002) per definire un quadro macroeconomico. Il governo ha dichiarato che, nel corso del 2002, intende concludere con l'FMI un nuovo accordo per una quota superiore di credito. Alla fine del 2001, l'ERIM aveva un debito estero pari al 39% del PIL e assolveva i suoi obblighi in materia di servizio del debito estero. Nel complesso, nel secondo semestre 2001 il rischio paese era ancora molto elevato. Sul piano economico, il programma SMP rafforza la disciplina di bilancio ed è un primo passo verso un accordo più ambizioso. Sul piano politico, si registrano progressi importanti, come l'accordo quadro del 13 agosto, che getta le basi per una soluzione pacifica del conflitto, l'adozione, il 16 novembre, da parte del parlamento di modifiche della Costituzione e la legge sull'autonomia locale, del gennaio 2002. Informazioni recenti confermano però che le tensioni etniche permangono e la fragilità della situazione. 4. Nuovi stati indipendenti 4.1. Armenia L'economia armena è cresciuta al tasso record del 9% circa nel 2001 (rispetto al 6% del 2000). A ciò hanno contribuito sia le esportazioni che la spesa interna. Le prime sono cresciute del 14%; le seconde sono in pratica invariate rispetto all'anno precedente. Le vendite al dettaglio sono inoltre salite del 13%. Poiché l'Armenia è piuttosto isolata dai mercati mondiali, l'attuale rallentamento dell'economia mondiale non ha ripercussioni negative sul paese. Nel 2001, le entrate di bilancio sono aumentate perché è migliorata la riscossione delle imposte, ma tale andamento positivo non si è mantenuto per tutto l'anno, alla fine del quale sono emersi problemi di attuazione del bilancio. Con l'incremento delle entrate, il governo ha in parte ridotto i ritardi di pagamento delle pensioni. Nel 2001 non si registra alcuna significativa riduzione del disavanzo delle amministrazioni pubbliche (5% del PIL circa). La politica monetaria si gradualmente allentata nel corso dell'anno e l'inflazione dei prezzi al consumo è salita dallo 0,4% nel 2000 al 2,9% nel 2001, valore comunque inferiore al 3,5% indicato dalle proiezioni. La moneta nazionale armena è rimasta sostanzialmente stabile (560 dram/USD circa). Il deficit delle partite correnti (compresi i trasferimenti) è sceso lievemente nel 2001 all'11% del PIL (dal 14% nel 2000). Le riserve lorde in valuta estera sono ancora a un buon livello (oltre 3 mesi di importazioni). All'inizio del 2001, il debito estero era di 860 milioni di USD circa (45% circa del PIL) e durante l'anno non si sono verificati grandi cambiamenti. Alla fine dell'anno l'Armenia ha negoziato con la Russia un accordo di capitalizzazione dei debiti (debt-equity swap) per il suo debito di 94 milioni di USD, che entra in vigore nel 2002. 4.2. Bielorussia Il PIL reale è cresciuto del 3% annuo per i primi nove mesi del 2001. Anche se prosegue la crescita del settore industriale, l'industria bielorussa dà segni di debolezza sempre più chiari (come aumenti delle scorte e calo dei profitti). L'inflazione è scesa notevolmente e il tasso di cambio è relativamente stabile. La politica economica è caratterizzata da programmi a lungo termine di scarsa credibilità. Le autorità monetarie hanno ottenuto un forte calo dell'inflazione ed evitato l'instabilità monetaria, ma continuano a concedere crediti al governo, che lascia accumularsi i residui passivi interni per contenere il disavanzo di bilancio. Benché le IFI abbiano sostenuto talune recenti misure politiche, non esistono indicazioni di imminenti programmi di credito di grande respiro. Dal primo trimestre del 2001, le esportazioni sono piuttosto fiacche. Su base annua, sono calate quelle verso la Russia e sono cresciute di poco quelle verso i mercati dei paesi non CSI. La Bielorussia non può neppure aumentare le sue esportazioni verso nuovi mercati: essa dovrebbe migliorare competitività, marketing e distribuzione delle proprie merci nell'Europa occidentale ma con scarse possibilità di attrarre investimenti in quantità tale da ottenere tali miglioramenti. Sopprimere le importazioni e i programmi per sostituirle, che attualmente consentono di mantenere una bilancia commerciale attiva non bastano ad arrestare a lungo termine la crescita della domanda di importazioni. Il deficit delle partite correnti è destinato perciò a peggiorare notevolmente a medio termine. Grazie però al basso livello del debito estero (meno del 10% del PIL), il rimborso di questi debito non è a rischio nell'immediato. 4.3. Georgia Nel 2001, l'economia cresce a ritmo accelerato. Il PIL reale aumenta del 4,5% (1,9% nel 2000), soprattutto grazie all'agricoltura, ripresasi dalla siccità dell'anno precedente. La produzione industriale cala invece dell'1%. Il disavanzo delle amministrazioni pubbliche è stato notevolmente ridotto (7% nel 1999, 4% nel 2000 e 2% nella prima metà del 2001). Visti i risultati deludenti sul fronte delle entrate, il consolidamento finanziario è avvenuto contenendo continuamente le spese. Il governo non è perciò riuscito a ridurre lo stock di spese arretrate nel campo delle spese sociali come previsto. Le entrate totali delle amministrazioni pubbliche sono lievemente aumentate fino al 14,5% circa del PIL, che rimane comunque una delle quote entrate/PIL più basse della regione. Le autorità monetarie hanno mantenuto il loro impegno di contenere l'inflazione. In termini di prezzi al consumo, essa è stata, alla fine dell'anno, del 3,4% e inferiore al previsto (4,6% a fine 2000). Il tasso di cambio nominale del lari è diminuito del 7% circa nel 2001, per effetto della crisi finanziaria in Turchia e anche per la caduta del governo (novembre 2001). Alla fine dell'anno, il lari valeva 2,15 USD circa. Il deficit delle partite correnti si è deteriorato nel 2001 rispetto al 5,5% del PIL del 2000, trasferimenti ufficiali compresi. Dopo essere saliti nel 2000, gli investimenti esteri diretti sono scesi né è attesa nel 2002 un'inversione dell'attuale tendenza negativa, dato il clima generale sfavorevole agli investimenti. Le riserve di valuta estera sono in lieve crescita ma ancora a livelli bassi in termini di copertura delle importazioni (meno di 1,5 mesi). Il debito estero della Georgia raggiungeva 1,7 miliardi di USD a fine anno (52% circa del PIL). Dopo l'accordo con il Club di Parigi del marzo 2001, sono continuate le trattative bilaterali con i creditori. Tutti i negoziati bilaterali si concluderanno all'inizio del 2002, anche quelli con il più importante creditore non aderente al Club di Parigi, il Turkmenistan. 4.4. Moldova La crescita del PIL reale in Moldova rimarrà abbastanza vivace (4-5% circa, come nel 2001), ma frenata da riforme troppo lente e da un'economia poco diversificata. Il tasso d'inflazione relativamente basso e il modesto deprezzamento della moneta impediranno un ulteriore apprezzamento reale. Il deficit delle partite correnti rimarrà elevato (5-7% del PIL). Dal quarto trimestre del 2001 si assistite a un notevole rilassamento della politica di bilancio. Il debito estero del paese è cresciuto enormemente negli ultimi otto anni e ammonta ora a 1,5 miliardi di USD (120% del PIL), di cui solo il 9% è stato investito nell'economia; il resto è servito a coprire disavanzi del bilancio statale e della bilancia dei pagamenti. Nel 2001, la Moldova ha pagato 110 milioni di USD per il servizio del debito estero, pari a un terzo delle entrate di bilancio. Il governo sarà costretto a un'ulteriore rinegoziazione del debito, soprattutto perché nel 2002 l'importo da rimborsare raggiungerà il picco di 200 milioni di USD giunti a scadenza. La struttura del debito, detenuto con quote del 20% ciascuno dall'FMI, dalla Banca mondiale, dal monopolista russo del gas Gazprom e dai creditori sovrani del Club di Parigi, e il resto da numerosi creditori multilaterali o bilaterali di minori dimensioni, impedisce una ristrutturazione rapida su vasta scala. Difficoltà di pagamento si sono registrate già nel 2001. La Moldova ha fatto grandi sforzi in giugno per pagare 3,7 milioni di USD in euro-obbligazioni. Il Parlamento ha persino imposto alla Banca centrale di aprire una linea di credito di 30 milioni di USD per il rimborso del debito estero, con conseguente costante peggioramento dei rating esteri sull'affidabilità del paese. L'agenzia di rating Moody's ha declassato a Caa1 il rating delle passività con l'estero del paese e a Caa2 quello dei suoi depositi bancari, mentre Fitch ha dichiarato "minima" la probabilità che fossero integralmente pagati 75 milioni di USD in euro-obbligazioni, giunti a scadenza nel giugno 2002. Nel marzo 2002, il governo della Moldova ha chiesto un incontro con i creditori del Club di Parigi per ottenere una ristrutturazione del debito. Ciò richiede però la ripresa del programma dell'FMI, subordinato alla rinegoziazione di termini e condizioni del debito che essa ha verso Gazprom e soprattutto al ritiro della garanzia di Stato in precedenza concessa. 4.5. Tagikistan Si stima che il PIL reale sia cresciuto del 6% nel 2001 (8,3% nel 2000). La crescita economica si è lentamente estesa a più settori economici (industria alimentare, forestale, materiali edili), oltre quelli dominanti del cotone e dell'alluminio. La produzione di alluminio è cresciuta e anche il raccolto di cotone è stato buono, ma il calo dei prezzi del mercato mondiale in questi due settori hanno reso meno positivo il risultato. Si sentono ancora gli effetti della grave siccità che ha colpito la regione nel 2000-2001. Il raccolto di cereali continuato a risentire della siccità, ripercossasi anche sulle centrali idroelettriche, il che ha reso necessario aumentare le importazioni nette di elettricità. Nel 2001, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche sarà pari allo 0,5% circa del PIL (stesso valore del 2000). Il deterioramento delle ragioni di scambio, la siccità e spese supplementari di sicurezza (connesse alla situazione in Afganistan, paese confinante) hanno esercitato ulteriori pressioni sul bilancio nel corso dell'anno. Si stima che il deficit delle partite correnti sia salito al 7% circa del PIL nel 2001 (contro il 6,3 % del 2000). Il commercio estero è stato frenato da crescenti difficoltà alle frontiere. Alluminio e cotone rappresentano tuttora il 65% del valore delle esportazioni e la bilancia commerciale è quindi molto vulnerabile alle fluttuazioni dei prezzi mondiali delle materie prime. Con la stretta monetaria, nel 2001 l'inflazione ha rapidamente raggiunto il 10% circa nei primi nove mesi dell'anno (dal 33% in media nel 2000). Il somoni tagico si è stabilizzato nel 2001, dopo l'iniziale deprezzamento successivo alla sua introduzione nell'ottobre 2000. Il debito estero tagico è rimasto pressoché costante a circa 1,3 miliardi di USD (pari al 116% circa del PIL). Il rapporto tra valore attuale netto del debito estero e entrate di bilancio è stato del 400% circa nel 2001. Le riserve lorde di valuta estera della Banca nazionale coprono importazioni per meno di 2,5 mesi. 4.6. Ucraina Malgrado il rallentamento della crescita mondiale, il PIL reale dell'Ucraina è cresciuto del 9% nei primi 11 mesi del 2001 rispetto allo stesso periodo del 2000. Sul versante dell'offerta, la crescita è stata alimentata dalla produzione sia industriale che agricola. Quest'ultima ha beneficiato di un altro eccezionale raccolto cerealicolo. Sul versante della domanda i principali fattori trainanti sono la spesa per consumi e gli investimenti. La crescita dà tuttavia segni di rallentamento a causa di una domanda russa e degli altri partner commerciali più debole. Nel 2002, la crescita del PIL sarà solo del 5% circa, e rispecchierà l'effetto negativo sulle esportazioni nette dell'apprezzamento del tasso di cambio reale e la bassa probabilità che si ripetano le favorevoli condizioni climatiche degli ultimi due anni. Nonostante il ravvivarsi dell'attività economica l'inflazione diminuisce. Nel novembre 2001, l'inflazione annua dei prezzi al consumo ha toccato il minimo storico del 4,5% mai registrato dopo l'indipendenza, contro il picco del 32% di luglio 2000. Ciò riflette vari fattori, come un modesto apprezzamento nominale della hrvynia, una prudente politica di bilancio, i buoni raccolti del 2000 e del 2001 e prezzi del petrolio inferiori. L'impennata in termini reali dei salari e delle pensioni e la rapido espansione degli aggregati monetari farà però risalire l'inflazione nel 2002. Nel dicembre 2001, la politica monetaria è stata di nuovo allentata: la Banca centrale ha abbassato il suo tasso di rifinanziamento dal 15% al 12,5%, sesta riduzione del 2001 (27% alla fine del 2000). Nel 2001 il disavanzo del bilancio pubblico consolidato ha raggiunto l'1,5% del PIL. Il bilancio per il 2002 prevede un disavanzo dell'1,8 % del PIL, come chiesto dall'FMI, ma non tiene conto correttamente della necessità di smaltire i rimborsi IVA arretrati né del costo della decisione del Parlamento di reintrodurre privilegi per talune categorie della popolazione in materia di alloggio, trasporto e servizi collettivi. I progressi delle riforme strutturali, come le privatizzazioni, sono notevolmente rallentati nella seconda metà del 2001. Esistono tuttavia aspetti incoraggianti come il ritiro della licenza alla Banka Ukraina (una banca statale insolvente), l'adozione di un nuovo codice fondiario e il miglioramento della riscossione delle fatture nel settore energetico. Poiché la domanda interna irrobustisce le importazioni e le esportazioni rallentano per l'indebolirsi della domanda estera e l'apprezzamento del tasso di cambio reale, il deficit delle partite correnti si sta riducendo da un 4,7% (stima) del PIL del 2000 al 3% circa per l'anno scorso. Secondo le proiezioni, quest'anno esso calerà ancora all'1,5% del PIL. Anche se le partite correnti rimangono in attivo, la bilancia dei pagamenti è sempre vulnerabile. L'accesso ai mercati obbligazionari internazionali è andato perso sulla scia della crisi russa del 1998 e il flusso di investimenti esteri diretti continua a deludere. Per tale motivo le riserve ufficiali di valuta estera restano basse (circa 2,9 miliardi di USD, pari a 7,5 settimane di importazioni, a fine giugno 2001), anche se dalla primavera 2000 tendono al rialzo. Lo scorso luglio, il Club di Parigi ha accettato una ristrutturazione del debito ucraino. L'FMI ha riattivato la sua EFF nell'autunno del 2001 ma dissensi sul bilancio hanno ritardato il completamento della settima revisione del programma, prevista per gennaio 2002. A fine 2001, lo stock del debito estero ucraino si aggirava intorno al 30% circa del PIL. 5. Altri paesi terzi 5.1. Algeria La debole crescita del 2001 dovuta a un settore non petrolifero assai fiacco ha indotto il governo ad attuare un Piano di rilancio dell'economia (2001-2004) per stimolare la domanda e le attività ad alta intensità di lavoro, rinnovare le infrastrutture pubbliche e sviluppare le risorse umane, un pacchetto pari al 13% circa del PIL nell'arco di 4 anni e che darà temporaneamente impulso alla crescita. Nel 2001, la crescita del PIL reale è stata del 3% circa. I prezzi sono rimasti sotto controllo, con un'inflazione dei prezzi al consumo del 3,4%, e la posizione di bilancio è rimasta attiva nel 2001 (4% del PIL) grazie ai forti proventi del settore petrolifero, nonostante l'aumento delle spese per il piano di rilancio nella seconda metà dell'anno. La fluttuazione del prezzo del petrolio e del gas continuano ad avere conseguenze decisive sui conti con l'estero data l'importanza del settore idrocarburi (oltre il 95% delle esportazioni, il 30% del PIL). I conti con l'estero sono rimasti solidi nel 2001 grazie a un prezzo medio del petrolio di 24 USD a barile nonostante le deboli quotazioni dopo l'11 settembre. L'avanzo delle partite correnti è stato dell'8,6% del PIL nel 2001 contro il 17% nel 2000, il che ha consentito alle riserve ufficiali di valuta estera di salire a 18 miliardi di USD, equivalenti a 17 mesi di importazioni, alla fine dell'anno. Il rapporto debito/PIL è sceso al 40% alla fine del 2001 contro il 48% nel 2000. Ma nel 2001 peggiora il rapporto tra servizio del debito e PIL al 26% a causa della diminuzione delle esportazioni. Il governo ha dichiarato di voler seguire una politica prudente in materia di debito e di allungare la struttura di scadenza dello stock del debito esistente. Negli ultimi due mesi del 2001 l'Algeria è stata vittima di calamità naturali (alluvioni) e dell'aggravamento dei conflitti interni. Il mercato del petrolio continuerà a determinare la vulnerabilità finanziaria e i rischi. Dall'11 settembre gli eventi sono stati sfavorevoli. Il prezzo del petrolio è sceso senza poi risalire secondo le aspettative. Anche tagliando la produzione, la domanda mondiale resta debole e i prezzi puntano verso il basso. Ciò avrà effetti negativi sulla posizione di bilancio e quella dei conti con l'estero, anche se il fondo di stabilizzazione petrolifero ne attutirà l'impatto. Grazie però ai buoni risultati della gestione politica interna, l'economia algerina può ora meglio far fronte a shock esterni come il calo dei prezzi petroliferi. Elenco delle abbreviazioni DEM // Marco tedesco CE // Comunità europea EFF // Dispositivo finanziario esteso (Extended Fund Facility) BEI // Banca europea per gli investimenti UE // Unione europea EUR // Euro IDE // Investimenti esteri diretti PIL // Prodotto interno lordo FMI // Fondo monetario internazionale SBA // Accordo stand-by (Stand-by Arrangement) USD // Dollaro degli Stati Uniti d'America Allegato 1. Note esplicative sulla situazione di rischi coperti dal bilancio comunitario 1.1. Tabelle da 1 a 3 Le tabelle da 1 a 3 presentano l'esposizione in capitale delle garanzie e dei rimborsi annuali a titolo del capitale e degli interessi relativi ai prestiti attivi e passivi che comportano un rischio per il bilancio comunitario. Le cifre indicano il rischio massimo possibile che tali operazioni rappresentano per la Comunità e non vanno perciò interpretate come importi che il bilancio dovrà effettivamente esborsare. In particolare, per quanto riguarda la tabella 3, non è sicuro che tutte le operazioni descritte saranno effettivamente esborsate. 1.1.1. Importo massimo autorizzato (tabella 1) Questo è l'aggregato degli importi massimi in capitale (massimali) autorizzati per ogni operazione decisa dal Consiglio. Per stimare esattamente il rischio per il bilancio comunitario, occorre tenere conto dei fattori seguenti, che agiscono in senso contrario sul rischio. - Fattore di aumento del rischio: al massimale autorizzato va aggiunto l'interesse sui prestiti. - Fattori di riduzione del rischio: * limitazione della garanzia data alla BEI al 75% dei prestiti firmati a favore dei paesi del bacino mediterraneo (MED); * limitazione della garanzia data alla BEI al 70% dei prestiti firmati nel quadro delle operazioni di erogazione di prestiti a taluni paesi terzi autorizzate dalla decisione del Consiglio del 14 aprile 1997 e la suddivisione dei rischi fra la Comunità e la BEI, poiché la garanzia del bilancio copre in taluni casi solo i rischi politici; * limitazione della garanzia data alla BEI al 65% dei prestiti firmati nel quadro delle operazioni di erogazione di prestiti a taluni paesi terzi autorizzate dalla decisione del Consiglio del 22 dicembre 1999 e la suddivisione dei rischi fra la Comunità e la BEI, poiché la garanzia del bilancio copre in taluni casi solo i rischi politici; * operazioni già rimborsate quando, eccettuati i prestiti per le bilance dei pagamenti (Stati membri), si tratti di importi massimi di prestiti accordati e non di importi globali autorizzati; * autorizzazioni non necessariamente utilizzate interamente. 1.1.2. Esposizioni dei prestiti attivi e passivi (tabella 1) Si tratta dell'importo, a una data determinata, del capitale che il debitore deve ancora rimborsare su operazioni già esborsate. Rispetto al precedente aggregato, l'esposizione non comprende i prestiti non ancora versati, né la frazione già rimborsata dei prestiti versati. Indica l'importo dei prestiti "in essere" a una data determinata. 1.1.3. Ammontare annuo dei rischi (tabelle 2 e 3) Importo stimato delle scadenze in capitale e in interessi per ogni esercizio finanziario. Tale importo è calcolato: a) solo per i prestiti erogati (tabella 2) nel qual caso il capitale da rimborsare corrisponde all'esposizione; b) per i prestiti erogati, i prestiti decisi e non ancora erogati e quelli proposti dalla Commissione e non ancora decisi (tabella 3), nel qual caso il capitale da rimborsare corrisponde a quello del massimale dei prestiti autorizzati, cui vanno eventualmente aggiunti gli importi delle operazioni proposte dalla Commissione e non ancora decise. 1.2. Operazioni di prestito che beneficiano della garanzia di bilancio Tabelle 5a, 5b(1), 5b(2) e 6. >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> 1.3. Previsioni di firma e di versamento dei prestiti BEI Le cifre usate per il calcolo delle ipotesi, su cui si basa l'elaborazione della tabella 3 per i prestiti della BEI ai paesi terzi sulle sue risorse proprie, sono state fornite dalla stessa BEI. Previsioni di firma Al 31 dicembre 2001 restava da firmare un totale di 14.433 milioni di euro nell'ambito del nuovo mandato dei prestiti di BEI (2000-2007) adottato dal Consiglio il 22 dicembre 1999: milioni di euro Paesi Mediterranei // 4.969 Europa centrale e orientale // 7.300 Asia ed America Latina // 1.541 ERIM // 623 Previsioni di esborso Per quanto riguarda l'erogazione dei prestiti non ancora firmati, si suppone che non venga erogato nulla l'anno della firma, che sia erogato il 10% il 2° anno, il 25% annuo il 3°, 4° e 5° anno e il 15% il 6° anno. Al 31 dicembre 2001, 3.914 milioni di euro dovevano ancora essere erogati per prestiti firmati a tale data nell'ambito del nuovo mandato dei prestiti della BEI (2000-2007) adottato dal Consiglio il 22 dicembre 1999: L'importo si ripartisce come segue: [6] [6] Fondato sull'ipotesi di lavoro che il 25% del prestito sia erogato ogni anno per quattro anni e che la scadenza media sia di quindici anni con un periodo di tolleranza di tre anni. milioni di euro Paesi Mediterranei // 1.786 Europa centrale e orientale // 1.622 Asia ed America Latina // 306 Sudafrica // 200 1.4. Modalità di pagamento della garanzia del bilancio 1.4.1. Per le operazioni di assunzione ed erogazione di prestiti Per queste operazioni, la Comunità assume prestiti sul mercato finanziario per trasferire il ricavato, alle stesse condizioni di tasso e di durata, a Stati membri (bilance dei pagamenti), a paesi terzi (assistenza finanziaria a medio termine) o a imprese (NSC, Euratom). Il rimborso del prestito deve coprire le scadenze dei prestiti emessi dalla Comunità. In caso di ritardo di pagamento da parte del beneficiario del prestito, la Commissione deve rimborsare il prestito alla data prevista sulle proprie risorse. La mobilizzazione dei mezzi necessari al pagamento della garanzia del bilancio in caso di ritardo di pagamento da parte di un beneficiario di un prestito accordato dalla Comunità si effettua come segue: a) ricorrendo provvisoriamente alla tesoreria, ai sensi dell'articolo 12 del regolamento n. 1150/2000 del Consiglio del 22.05.2000, recante applicazione della decisione 94/728/CE, Euratom relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità. Questo mezzo è utilizzato per permettere alla Comunità di procedere immediatamente alla data prevista al rimborso del prestito in caso di ritardo di pagamento da parte del beneficiario del mutuo; b) se il ritardo di pagamento è confermato tre mesi dopo la scadenza, la Commissione ricorre al Fondo di garanzia per fare fronte all'inadempimento constatato. Tale ricorso serve in questo caso a rimborsare la tesoreria della Commissione; c) avviando la procedura di storno che permette di dotare la linea di bilancio della garanzia degli stanziamenti necessari al pagamento dell'inadempimento constatato, dopo aver esaurito in primo luogo ogni margine disponibile nella riserva per garanzie. Questo mezzo è utilizzato quando le disponibilità del Fondo di garanzia sono insufficienti e suppone l'autorizzazione preventiva dell'autorità di bilancio; d) con la riutilizzazione di importi recuperati in precedenza presso debitori già inadempienti e in luogo dei quali il bilancio della Comunità è intervenuto in garanzia. Questo mezzo permette in pratica un pagamento in termini brevi, in attesa della disponibilità dei crediti recuperati. 1.4.2. Garanzie fornite a terzi Per le garanzie a terzi, la Comunità si porta garante dei prestiti accordati da un istituto finanziario, ad esempio la Banca europea per gli investimenti (BEI). Quando la BEI constata che il beneficiario di un prestito garantito non paga alla scadenza prevista, chiede alla Comunità, conformemente ai contratti di garanzia, di pagare le somme dovute dal debitore insolvente. Il pagamento della garanzia è dovuto al più tardi tre mesi dopo il ricevimento della domanda fatta alla Comunità dalla BEI. La BEI gestisce il prestito secondo i più rigorosi usi bancari ed è tenuta a richiedere i pagamenti dovuti non appena interviene la garanzia. Dall'entrata in vigore del regolamento che istituisce un Fondo di garanzia relativo alle azioni esterne, le disposizioni della Convenzione tra la Comunità e la BEI per la gestione del Fondo prevedono che, sulla base della richiesta di garanzia della BEI in caso d'inadempimento constatato, la Commissione autorizza la Banca a prelevare entro 3 mesi, sul conto del Fondo di garanzia, gli importi corrispondenti agli inadempimenti. In caso di insufficienza del Fondo, si applicano le modalità di intervento in garanzia previste per le operazioni di assunzione ed erogazione di prestiti. Il 20 e 22.01.1999 è stato concluso un accordo di attuazione fra la Comunità e la BEI che disciplina la procedura di pagamento e rimborso nel quadro delle garanzie comunitarie a favore della BEI. 2. Nota metodologica sull'analisi della capacità prevedibile di prestito della Comunità ai paesi terzi sul periodo 1999-2001, compatibile con il meccanismo del Fondo di garanzia (tabella 4) 2.1. Riserva per garanzie di prestiti ai paesi terzi Conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo di Edimburgo, l'accordo interistituzionale del 29.10.1993 sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di bilancio ha previsto l'iscrizione di una riserva per le garanzie sui prestiti a paesi terzi a titolo di accantonamento nel bilancio generale delle Comunità europee. Questa riserva è destinata a fare fronte alle necessità di alimentazione del Fondo di garanzia e, se necessario, agli interventi in garanzia che superano l'importo disponibile del Fondo, in modo da consentirne l'imputazione di bilancio. L'importo della riserva per garanzie è quello indicato nelle prospettive finanziarie 2000-2006, cioè 200 milioni di euro ai prezzi del 1999. L'importo della riserva è, nel 2000, di 203 milioni di euro e nel 2001 sarà di 208 milioni di euro. Le condizioni di iscrizione, di utilizzazione e di finanziamento della riserva per garanzie sono stabilite dalle seguenti decisioni: * Decisione del Consiglio 94/729/CE, del 31.10.1994 sulla disciplina di bilancio * Regolamento (CECA, CE, Euratom) n. 2730/94 del Consiglio, del 31.10.1994 che modifica il regolamento finanziario del 21.12.1977 applicabile al bilancio generale delle Comunità europee * Decisione del Consiglio 94/728/CE, del 31.10.1994 relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee. 2.2. Basi di calcolo della copertura del Fondo di garanzia Le basi di approvvigionamento del Fondo sono calcolate applicando i tassi della copertura in garanzia in vigore, cioè 65%, 70%, 75% o 100%: - alle garanzie ai prestiti autorizzati dal Consiglio e alle garanzie ai prestiti che la Commissione ha proposto e sta preparando, in base agli importi stimati di firma dei prestiti indicati nelle schede finanziarie (prestiti BEI ed Euratom), - agli importi dei prestiti (per assistenza finanziaria) autorizzati dal Consiglio e dei prestiti che la Commissione ha proposto e sta preparando. L'allegato al regolamento (CE, Euratom) n. 2728/94 del Consiglio, relativo all'istituzione di un Fondo di garanzia per le azioni esterne, che riguarda le modalità di versamento al Fondo di garanzia, prevede che per le operazioni di prestito o di garanzia ad organismi finanziari a titolo di un meccanismo quadro, della durata di più anni, con finalità microeconomica e strutturale, i versamenti al Fondo sono realizzati in quote annue calcolate sulla base degli importi annuali indicati nella scheda finanziaria unita alla proposta della Commissione, se necessario adeguati in funzione della decisione del Consiglio. Per le altre operazioni di prestito della Comunità, come i prestiti alla bilancia dei pagamenti di paesi terzi, che si effettuano in una o più quote, gli importi dei versamenti al Fondo sono calcolati sulla base dell'importo globale dell'operazione decisa dal Consiglio. Secondo l'allegato al regolamento che istituisce il Fondo di garanzia, a partire dal secondo anno (per le operazioni di durata pluriennale), gli importi da versare al Fondo sono corretti tenendo conto della divergenza constatata al 31 dicembre dell'anno precedente tra le stime che sono state alla base del versamento precedente e le realizzazioni dei prestiti firmati nel corso dello stesso anno. L'eventuale divergenza relativa all'ultimo anno è oggetto di un versamento l'anno seguente. Tale allegato prevede che la Commissione, quando inizia una procedura di versamento, verifica lo stato di esecuzione delle operazioni che sono state oggetto di pagamenti precedenti e, qualora i termini di impegno inizialmente previsti non fossero stati rispettati, propone di tenerne conto nel calcolo del primo versamento dell'inizio dell'esercizio seguente a titolo di operazioni già in corso. Nel secondo semestre 2001, l'autorità di bilancio ha pertanto adottato 4 storni: - storno 10/2001: EUR 169.151.000. Il primo storno all'inizio dell'anno è destinato a dotare il Fondo per far fronte alle decisioni di 24.01.1994, del 19.05.1998 e del 22.12.1999 del Consiglio, ai sensi di quanto disposto nell'allegato al regolamento che istituisce il Fondo. - storno 24/2001: EUR 20.250.000. Il secondo storno è destinato a dotare il Fondo per far fronte alle operazioni di prestito adottate dal Consiglio il 16.07.2001 - storno 49/2001: EUR 8.775.000. Il terzo storno è destinato a dotare il Fondo per far fronte alle operazioni di prestito adottate dal Consiglio il 6.12.2001 - storno 48/2001: EUR 9.000.000. Il quarto storno è destinato a dotare il Fondo per far fronte alle operazioni di prestito adottate dal Consiglio il 6.11.2001. 2.3. Base di copertura del Fondo in caso di garanzia parziale Per i prestiti BEI, che sono oggetto di una garanzia globalizzata al 75%, il Fondo è approvvigionato sulla base del 75% dell'importo totale delle operazioni autorizzate. I prestiti della BEI autorizzati dai Consigli del 14.04.1997, 19.05.1998 e 14.12.1998 sono oggetto di una garanzia limitata al 70% del totale dei crediti aperti. La base di copertura è pari al 70% delle previsioni annuali di firma. I prestiti della BEI autorizzati dai Consigli del 29.11.1999 e 22.12.1999 sono oggetto di una garanzia limitata al 65% del totale dei crediti aperti. La base di copertura è pari al 65% delle previsioni annuali di firma. 2.4. Copertura del Fondo di garanzia Gli importi accantonati nel Fondo di garanzia derivano dall'applicazione del tasso di copertura del 14%, alla base di calcolo definita sopra. Il regolamento del Fondo di garanzia precisa agli articoli 2 e 4 che il Fondo è alimentato da versamenti del bilancio generale pari al 14% dell'importo in capitale delle operazioni, finché esso non abbia raggiunto l'importo obiettivo. Poiché tale importo è stato raggiunto il 31.12.97, la Commissione ha proposto, secondo le norme in vigore, il riesame del tasso di copertura. Le proposte si trovano nella Relazione globale sul funzionamento del Fondo elaborata dalla Commissione ai sensi dell'articolo 3 del regolamento che istituisce il Fondo (COM(1998) 168 def. del 18.03.1998). Il regolamento (CE, EURATOM) n. 1149/1999 del Consiglio del 25 maggio 1999 ha modificato il regolamento n. 2728/94 che istituisce il Fondo di garanzia per le azioni esterne. In base a tale regolamento, il tasso di copertura del Fondo e il tasso dell'importo obiettivo sono fissati al 9% a partire dall'1 gennaio 2000. 2.5. Margine disponibile nella riserva per garanzie Il margine disponibile nella riserva per garanzie è pari alla differenza tra la riserva e la linea di copertura del Fondo di garanzia. 2.6. Capacità residua di prestito La capacità residua di prestito è la controparte, in termini di prestiti, del margine disponibile nella riserva, tenuto conto dei tassi di garanzia in vigore. 3. Note esplicative sugli indicatori di rischio dei paesi // // Note standard // // (1) // Comprende solo i prestiti della CE e della BEI (esborsi pendenti) a PECO, NSI e MED (2) // Più alto è il numero di quotazione, più bassa è la solvibilità del Paese. Non è stata pubblicata classificazione per Eurovalute in marzo 1998. (3) // I paesi sono valutati su una scala da 0 a 100; 100 rappresenta la probabilità più bassa di inadempienza. Un determinato paese può migliorare il proprio rating e perdere posti in classifica se migliora la quotazione complessiva media di tutti i paesi sotto osservazione. // Abbreviazioni e parole inglesi usate nelle tabelle // // S&P // Standard and Poor's // CCFF= // Compensatory and Contingency Financing Facility - Sistema di finanziamento compensativo e per imprevisti EFF= // Extended Fund Facility - Una forma di credito a medio termine dell'FMI SBA = // Stand-By Arrangement - Accordo di conferma (FMI) STF= // Systemic Transformation Facility - Facilitazione sistematica per la transizione // est.= // estimates - stime n.a. = // not available - non disponibile, n.d. prelim.= // preliminary - preliminare >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> >RIFERIMENTO A UN GRAFICO>