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Document 52002DC0287

Relazione della Commissione sui risultati raggiunti nel periodo 1996-2000 grazie all'attuazione della raccomandazione della Commissione 98/480/CE del 22 luglio 1998 sulla buona pratica ambientale relativa ai detersivi da bucato per uso domestico

/* COM/2002/0287 def. */

52002DC0287

Relazione della Commissione sui risultati raggiunti nel periodo 1996-2000 grazie all'attuazione della raccomandazione della Commissione 98/480/CE del 22 luglio 1998 sulla buona pratica ambientale relativa ai detersivi da bucato per uso domestico /* COM/2002/0287 def. */


RELAZIONE DELLA COMMISSIONE sui risultati raggiunti nel periodo 1996-2000 grazie all'attuazione della raccomandazione della Commissione 98/480/CE del 22 luglio 1998 sulla buona pratica ambientale relativa ai detersivi da bucato per uso domestico

1. Introduzione

1.1. A partire dai primi anni '70 la Comunità ha perseguito nel settore dei detersivi una politica volta a risolvere i problemi causati dalla schiuma dei tensioattivi nei sistemi idrici. La legislazione comunitaria esistente [1] mira quindi in primo luogo a ridurre problemi ambientali quali la formazione di schiuma nei fiumi ed è incentrata su prove di biodegradabilità.

[1] Direttiva del Consiglio 73/404/CEE, GU L 347 del 17.12.1973, pag. 51. Direttiva del Consiglio 73/405/CEE, GU L 347 del 17.12.1973, pag. 53. Direttiva del Consiglio 82/242/CEE, GU L 109 del 22.4.1982, pag. 1. Direttiva del Consiglio 82/243/CEE, GU L 109 del 22.4.1982, pag. 18. Direttiva del Consiglio 86/94/CEE, GU L 80 del 25.3.1986, pag. 51.

1.2. La normativa esistente sui detersivi ha fornito una base stabile per il mercato unico ed ha garantito un grado di protezione ambientale relativamente elevato. I tensioattivi classificati come "biodegradabili primari" perdono le loro caratteristiche in tempi relativamente rapidi e risultano in genere meno tossici di altre sostanze chimiche tensioattive. Le prescrizioni in materia di biodegradabilità primaria dei tensioattivi non solo hanno risolto il problema della formazione di schiuma ma si sono anche dimostrati un dispositivo con un campo d'applicazione molto ampio, che ha consentito di mettere al bando le sostanze chimiche tensioattive non biodegradabili.

1.3. A partire dagli anni '70 tuttavia la tecnologia di produzione di detersivi e tensioattivi ha subito notevoli cambiamenti. La vecchia tecnologia di produzione dei detersivi si basava sulla tecnologia della torre a spruzzo, che sottopone il prodotto a condizioni estreme limitando così il numero dei tensioattivi impiegabili. Le nuove tecnologie di produzione dei detersivi consentono di ottenere prodotti più concentrati e d'impiegare una gamma più vasta di sostanze chimiche. Per sottoporre a prove adeguate alcune di queste nuove sostanze chimiche tensioattive non si possono peraltro utilizzare i metodi prescritti dalle attuali direttive sui detersivi.

1.4. La normativa sui detersivi è stata inoltre affiancata da provvedimenti non obbligatori quali la raccomandazione della Commissione relativa all'etichettatura dei prodotti detergenti e di pulizia [2] e la raccomandazione della Commissione sulla buona pratica ambientale relativa ai detersivi da bucato per uso domestico [3].

[2] Raccomandazione della Commissione 89/542/CEE; GU L 291 del 10.10.1989.

[3] Raccomandazione della Commissione 98/480/CE; GU L 215 del 1.8.1998.

2. Seguito dato alla raccomandazione della commissione 98/480/CE del 22 luglio 1998

2.1. La raccomandazione della Commissione 98/480/CE del 22 luglio 1998 sulla buona pratica ambientale relativa ai detersivi da bucato per uso domestico raccomanda per la prima volta l'impiego a livello comunitario di "accordi volontari" in quanto strumento atto a consentire agli operatori del settore di attuare gli interventi prospettati nella raccomandazione stessa. Essa prende in considerazione le risoluzioni del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 luglio 1997 e del 7 ottobre 1997 sugli accordi ambientali, in cui si riconosce la potenziale utilità degli accordi volontari al fine di far leva in modo ottimale sulla responsabilità degli operatori del settore [4].

[4] Risoluzione del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 luglio 1997; GU C 286 del 22.9.1997, pag. 254. Risoluzione del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 ottobre 1997; GU C 321 del 22.10.1997, pag. 6.

2.2. La raccomandazione fissa cinque obiettivi principali, in riferimento alla situazione esistente nel 1996 nei quindici Stati membri dell'Unione, da raggiungere entro la fine del 2001:

- una riduzione del 5 % dell'energia consumata per ciclo di lavaggio per il gruppo di prodotti in questione (kWh/lavaggio); base: 1,04 kWh;

- una riduzione del 10 % del peso di detersivi da bucato per uso domestico consumati pro capite (kg/persona); base: 9,94 kg;

- una riduzione del 10 % del peso dell'imballaggio primario e secondario del gruppo di prodotti consumati pro capite (kg/persona); base: 0,71 kg;

- una riduzione del 10 % del peso degli "ingredienti organici scarsamente biodegradabili" consumati pro capite (kg/persona); base: 0,32 kg;

- l'informazione dei consumatori circa modalità più efficienti d'impiego dei detersivi.

2.3. L'AISE [5] si è impegnata ad adottare iniziative per raggiungere questi obiettivi ed a tale scopo ha messo a punto un codice di buona pratica ambientale relativa ai detersivi da bucato per uso domestico, denominato in seguito "il codice", da applicare in diciotto paesi [6] (i quindici Stati membri dell'Unione più Islanda, Norvegia e Svizzera) .

[5] L'AISE (Association internationale de la savonnerie, de la détergence et des produits d'entretien) è l'associazione che rappresenta ufficialmente l'industria dei prodotti di manutenzione, dei detersivi e del sapone all'interno dell'Europa e nei confronti di altre organizzazioni internazionali. I membri dell'AISE e le relative associazioni nazionali sono presenti in ventotto paesi (essenzialmente in Europa). Le società che vi aderiscono sono società che commercializzano a livello locale i prodotti delle categorie in questione. L'AISE rappresenta oltre il 90 % delle industrie di prodotti per la pulizia e detersivi all'interno della Comunità.

[6] Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna, Svezia, Paesi Bassi e Gran Bretagna, che sono membri dell'Unione europea, più Islanda, Norvegia e Svizzera.

2.4. L'applicazione pratica del codice ha avuto inizio nell'autunno 1997 in Danimarca e Svezia a titolo di progetto pilota. Visti i risultati positivi ottenuti da tale progetto pilota e l'avallo della Commissione europea contenuto nella raccomandazione nel luglio 1998, l'applicazione negli altri paesi CE ha avuto inizio tra la metà del 1998 e l'inizio del 1999 e continua tuttora.

2.5. Gli impegni e gli obiettivi del codice AISE si basano su una valutazione dei rischi e un'analisi del ciclo di vita. A norma del codice i produttori s'accordano per fornire ai consumatori le pertinenti istruzioni per l'uso, in modo da guidarli in merito a come fare il bucato in maniera responsabile sotto il profilo ambientale.

Le società aderenti all'AISE ed alcune che non ne fanno parte le quali vendono, commercializzano o producono detersivi da bucato per uso domestico all'interno della Comunità europea e dello Spazio economico europeo si sono quindi impegnate ad assicurare il rispetto di questa raccomandazione in collaborazione con le associazioni nazionali, ed a riportare con cadenza almeno biennale i progressi compiuti nel perseguimento degli obiettivi relativi a consumo, imballaggi e ingredienti organici scarsamente biodegradabili; i dati relativi all'energia saranno oggetto di un rapporto solo al termine del quinquennio, vale a dire che i dati per il 2001 verranno raffrontati direttamente a quelli di base del 1996.

2.6. Giova rilevare che gli Stati membri hanno accettato di contribuire a far implementare la raccomandazione della Commissione e tutte le parti in causa hanno mostrato interesse per il raggiungimento dei risultati indicati nella raccomandazione di cui sopra, tra cui in particolare:

- il ricorso a temperature di lavaggio inferiori, che comporterebbe una riduzione del consumo energetico e quindi delle emissioni di CO2;

- una diminuzione del consumo di detersivi e dei relativi imballaggi, che potrebbe ridurre l'impatto ambientale generale dei detersivi;

- una riduzione della presenza d'ingredienti organici scarsamente biodegradabili (PBO) nei detersivi, che potrebbe ridurne le ripercussioni sull'ambiente.

3. Risultati intermedi dell'applicazione della raccomandazione 98/480/CE

3.1. Secondo quanto stabilito dall'articolo 7 della raccomandazione l'AISE doveva incaricare della raccolta e dell'elaborazione dei dati statistici un'organizzazione indipendente. La scelta è caduta sulla PricewaterhouseCoopers ("PwC", ex Coopers & Lybrand), che è stata incaricata di verificare ogni due anni i progressi compiuti in rapporto agli obiettivi riguardanti consumo energetico, imballaggi e PBO oltre che di riferire in merito al consumo energetico rapporto finale del 2002. La PwC ha presentato in un primo rapporto intermedio [7] i dati per il 1996-1998 relativi ai tre obiettivi di cui sopra, a livello sia europeo che nazionale, e un breve riassunto delle tendenze principali rilevate dal 1996 al 1998.

[7] AISE Code of Good Environmental Practice: Progress report to the European Commissione 1997 - 1998.

3.2. La PwC ha ora elaborato un secondo rapporto per il periodo 1999-2000. Entrambi i rapporti sono strutturati in modo simile e descrivono le modalità seguite nell'organizzare la raccolta dei dati, le procedure di verifica, la pianificazione e la gestione. Alla raccolta dei dati sull'energia, che figurano nel rapporto di riferimento ed andranno riportati una seconda volta nel 2002, provvederà una società specializzata, la Taylor Nelson AGB, per mezzo di un'inchiesta di mercato.

3.3. L'AISE ha presentato un rapporto complementare [8] a quello della PwC, che si concentra soprattutto su quanto fatto dalle associazioni nazionali dell'AISE a partire dall'adozione della raccomandazione e dal varo ufficiale del progetto del codice in tutti gli Stati membri, con particolare riguardo alle campagne d'informazione volte ad incoraggiare il corretto impiego dei detersivi da bucato per uso domestico. L'AISE ha fornito un analogo rapporto complementare anche per il secondo rapporto della PwC.

[8] Implementation of the AISE Code in Europe, Complementary report from AISE to the PwC 1997-1998 progress report.

3.4. In seguito alla presentazione dei rapporti della PwC e dell'AISE la Commissione ha organizzato nell'ottobre del 2000 un incontro del gruppo di lavoro con gli Stati membri per fornire informazioni sui progressi compiuti negli anni 1997-1998. Sono inoltre state organizzate consultazioni con altre parti interessate quali l'Ufficio europeo delle unioni di consumatori (BEUC) e l'Ufficio europeo dell'ambiente (UEA), che hanno espresso i loro commenti. I rapporti sono stati presentati inoltre al Comitato per i consumatori per un parere sullo stadio d'attuazione della raccomandazione.

3.5. Le conclusioni principali di queste organizzazioni per il periodo 1996-1998 vertono sul fatto che sono stati pienamente conseguiti due dei quattro obiettivi da prendere in considerazione ai fini della valutazione intermedia: la riduzione degli ingredienti organici scarsamente biodegradabili e le informazioni ai consumatori. I dati per il periodo 1996-1998 indicano tuttavia che resta ancora molto da fare per ridurre il consumo di detersivi e d'imballaggi.

3.6. La PwC riferisce che negli anni 1999-2000 il numero d'imprese che si sono impegnate ad adottare il codice è passato da 154 a 179, nonostante una serie di fusioni all'interno del settore. Il rapporto presenta inoltre i dati relativi al consumo di detersivi, imballaggi e ingredienti organici scarsamente biodegradabili, nonché un confronto rispetto al periodo 1996-1999.

3.7. Il rapporto dell'AISE presenta gli stessi dati di quello della PwC e commenta le tendenze del consumo. Esso illustra inoltre le campagne d'informazione intraprese dall'AISE nel periodo di riferimento 1999-2000 per promuovere il consumo sostenibile. Queste iniziative sono associate in larga misura alla campagna "Washright", avviata il 5 giugno 2000 con l'obiettivo di ridurre il consumo d'energia e detersivi grazie ad un impiego corretto, e comprendono campagne pubblicitarie televisive, un sito Web specifico e informazioni riportate direttamente sugli imballaggi.

4. Progressi realizzati nel periodo 1996-1998 in rapporto ai parametri di valutazione prefissati

I progressi realizzati nei quindici Stati membri verso il conseguimento degli obiettivi di cui al precedente paragrafo 2.2 possono venir quantificati nei seguenti termini:

>SPAZIO PER TABELLA>

Gli imballaggi dei detersivi recano ora le informazioni del caso per il consumatore. L'obiettivo prefissato in tema d'ingredienti organici scarsamente biodegradabili è già stato conseguito alla fine del periodo 1996-1998, e si mantiene la tendenza ad un'ulteriore riduzione dei consumi. I dati della tabella sopra riportata indicano che, sebbene sia stata invertita la tendenza all'aumento del consumo di detersivi e si delinei attualmente una significativa tendenza alla riduzione dei consumi, non siamo ancora neppure a metà strada rispetto all'obiettivo finale. Nel periodo in questione il consumo d'imballaggi non ha registrato ulteriori progressi. I dati relativi al consumo d'energia saranno presentati nell'autunno del 2002.

Progressi compiuti verso gli obiettivi per il periodo 1996-2000

Consumo di detersivi (kg pro capite all'anno)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Consumo d'imballaggi (kg pro capite all'anno)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

Consumo d'ingredienti organici scarsamente biodegradabili (kg pro capite all'anno)

>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>

5. Piani dell'AISE per raggiungere gli obiettivi della raccomandazione

L'AISE e l'industria dei detersivi perseverano nel loro impegno per raggiungere gli obiettivi fissati nella raccomandazione. Le tendenze per gli anni 1996-2000 indicano che questa operazione risulta particolarmente irta di difficoltà. Le imprese impegnate a rispettare il codice di buona pratica continueranno ad adoperarsi per sviluppare e commercializzare formule e tipi di prodotti e imballaggi che contribuiscano al conseguimento di questi obiettivi; esse continueranno inoltre a perseguire le iniziative già prese sul piano della comunicazione con i consumatori per promuovere un consumo più sostenibile di questi prodotti. La campagna d'informazione "Washright" avviata a metà del 2000 in tutta Europa mirava ad incoraggiare l'uso di temperature di lavaggio inferiori per contribuire al conseguimento dell'obiettivo relativo al consumo energetico. L'AISE intende sviluppare una cooperazione più stretta con il CECED (Consiglio europeo dei costruttori d'elettrodomestici) per le attività che riguardano l'uso delle lavatrici.

6. Rapporto finale

Con il presente rapporto la Commissione fornisce, conformemente all'articolo 9 della raccomandazione 98/480/CE, le informazioni sui risultati intermedi raggiunti grazie all'applicazione della raccomandazione. Una volta consultati gli Stati membri, l'AISE ed il Comitato dei consumatori e ricevuto il rapporto finale della PwC, previsto per l'autunno del 2002, alla fine del 2002 la Commissione presenterà un rapporto finale sullo stadio d'attuazione della raccomandazione 98/480/CE.

Riferimenti

Tutti i documenti citati in nel presente rapporto ed altri utilizzati per la sua preparazione possono venir consultati sul sito Web della Commissione all'indirizzo:

http://europa.eu.int/comm/enterprise/chemicals/detergents/index.htm

Nel novero di tali documenti rientrano:

1. AISE Code of Good Environmental Practice: Progress report to the European Commission, 1997-1998, realizzato da PricewaterhouseCoopers, 1999;

2. Implementation of the AISE Code in Europe: complementary report from AISE to the PwC 1997-1998 Progress Report, realizzato dall'AISE, 1999;

3. AISE Code of Good Environmental Practice: Progress report to the European Commission, 1999-2000, realizzato da PricewaterhouseCoopers, ottobre 2001;

4. Implementation of the AISE Code of Good Environmental Practice for household laundry detergents in Europe: AISE 1999-2000 Progress Report, realizzato dall'AISE, novembre 2001;

5. Summary note on the launch mid-2000 of the European wash-right TV campaign for the optimal use of laundry detergents, preparato dall'AISE;

6. Domande dell'UEA (Ufficio europeo dell'ambiente) sul codice AISE di buona pratica;

7. Risposta dell'AISE alle domande dell'UEA sul codice AISE di buona pratica.

Nello stendere il rapporto si è inoltre preso in considerazione il contenuto delle seguenti relazioni e commenti:

- Changes in household detergents, rapporto preparata dall'associazione svedese per la protezione dell'ambiente Svenska Naturskyddsföreningen;

- What effect has the eco-labelling of household detergents had on sewage treatment plants-, rapporto della Svenska Naturskyddsförening;

- Laundry detergents and sewage treatment, rapporto di PolskiKlub Ekologiczny relativo alla situazione in Polonia e ad alcune possibili soluzioni riguardanti i detersivi tessili e le acque usate;

- Commenti della Svenska Naturskyddsförening sul codice AISE.

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