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Document 52001DC0472

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sugli alimenti e i loro ingredienti che possono essere trattati con radiazioni ionizzanti nella Comunita'

/* COM/2001/0472 def. */

52001DC0472

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sugli alimenti e i loro ingredienti che possono essere trattati con radiazioni ionizzanti nella Comunita' /* COM/2001/0472 def. */


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO SUGLI ALIMENTI E I LORO INGREDIENTI CHE POSSONO ESSERE TRATTATI CON RADIAZIONI IONIZZANTI NELLA COMUNITA'

(Testo rilevante ai fini del SEE)

Riassunto

Le direttive 1999/2/CE e 1999/3/CE relative all'irradiamento degli alimenti e dei loro ingredienti sono entrate in vigore il 20 settembre 2000. A partire dal 20 marzo 2001, tutti gli alimenti e i loro ingredienti irradiati sul mercato comunitario devono ottemperare alle disposizioni delle suddette direttive.

L'elenco positivo di prodotti autorizzati per essere trattati con radiazioni ionizzanti a livello comunitario comporta una sola categoria alimentare: "le erbe aromatiche disseccate, le spezie e i condimenti vegetali". La direttiva 1999/2/CE prevede l'obbligo, per la Commissione, di presentare, entro e non oltre il 31 dicembre 2000, una proposta tendente a completare l'elenco comunitario positivo degli alimenti e dei loro ingredienti che possono essere trattati con radiazioni ionizzanti e che deve essere approvata tramite la procedura di codecisione. Nel frattempo, gli Stati membri possono mantenere le autorizzazioni esistenti riguardanti il trattamento di taluni alimenti tramite ionizzazione e possono continuare ad applicare le restrizioni o i divieti nazionali esistenti in conformità del Trattato.

Prima di presentare al Consiglio e al Parlamento europeo una proposta della Commissione relativa a un elenco comunitario positivo, i servizi della Commissione hanno organizzato, nell'autunno 2000, una discussione aperta con le organizzazioni di consumatori, le organizzazioni industriali e le altre parti interessate, sulla strategia per l'elaborazione di un elenco positivo. Un documento di consultazione che definisce una strategia è stato trasmesso agli interessati, i quali sono stati invitati a formulare le loro osservazioni.

La proposta ha suscitato commenti decisi, favorevoli e sfavorevoli. Le condizioni di autorizzazione definite nella direttiva, in particolare la necessità tecnologica, il vantaggio per i consumatori e il non utilizzo di questo sistema come alternativa alle misure di igiene, formano oggetto di un'ampia gamma di interpretazioni.

Vista la complessità della questione, la Commissione ritiene opportuno un più ampio dibattito in questa fase.

1. Introduzione

Le direttive 1999/2/CE e 1999/3/CE relative all'irradiamento degli alimenti e dei loro ingredienti sono entrate in vigore il 20 settembre 2000. A partire dal 20 marzo 2001, tutti gli alimenti e i loro ingredienti irradiati sul mercato comunitario devono ottemperare alle disposizioni delle suddette direttive. Un interrogativo fondamentale resta tuttavia aperto:

Quali sono gli alimenti che possono essere trattati con radiazioni ionizzanti nella Comunità-

Nel corso delle discussioni che hanno portato all'adozione delle direttive succitate, il Consiglio e il Parlamento europeo si sono accordati su una sola categoria di prodotti che possono essere trattati tramite irradiazioni a livello comunitario: "le erbe aromatiche disseccate, le spezie e i condimenti vegetali". La direttiva 1999/2/CE prevede l'obbligo, per la Commissione, di presentare, entro e non oltre il 31 dicembre 2000, una proposta tendente a completare L'elenco comunitario positivo degli alimenti e dei loro ingredienti che possono essere trattati con radiazioni ionizzanti e che deve essere approvata tramite la procedura di codecisione. Nel frattempo, gli Stati membri possono mantenere le autorizzazioni esistenti riguardanti il trattamento di taluni alimenti tramite ionizzazione e possono continuare ad applicare le restrizioni o i divieti nazionali esistenti in conformità del Trattato.

Prima di presentare al Consiglio e al Parlamento europeo una proposta della Commissione relativa a un elenco comunitario positivo, i servizi della Commissione hanno organizzato, nell'autunno 2000, una discussione aperta con le organizzazioni di consumatori, le organizzazioni industriali e le altre parti interessate, sulla strategia per l'elaborazione di un elenco positivo. Un documento di consultazione che definisce una strategia è stato trasmesso agli interessati, i quali sono stati invitati a formulare le loro osservazioni.

2. Quadro Giuridico

Gli alimenti irradiati sono regolamentati da:

* la direttiva quadro 1999/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti gli alimenti e i loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti, che copre gli aspetti generali e tecnici dell'attuazione del processo, l'etichettatura degli alimenti irradiati, nonché le condizioni di autorizzazione di irradiazione delle derrate alimentari;

* la direttiva di applicazione 1999/3/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce un elenco comunitario di alimenti e loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti. A tutt'oggi, questo elenco positivo contiene una sola categoria di alimenti: "le erbe aromatiche disseccate, le spezie e i condimenti vegetali".

La direttiva quadro richiede o prevede esplicitamente quanto segue:

1. L'irradiamento degli alimenti è autorizzato solo:

* Se vi è una ragionevole necessità tecnologica,

* se esso non presenta rischi per la salute,

* se è un beneficio per i consumatori

* se esso non viene utilizzato per sostituire misure igieniche e sanitarie o buone prassi di fabbricazione o di coltura.

2. Qualsiasi alimento irradiato in quanto tale o che contenga ingredienti alimentari irradiati deve formare oggetto di etichettatura;

3. Una parere favorevole del Comitato scientifico per l'alimentazione umana (CSAH) è necessario per iscrivere un alimento specifico sull'elenco positivo.

4. La Commissione presenterà entro e non oltre il 31 dicembre 2000, una proposta tendente a completare l'elenco comunitario positivo di alimenti e loro ingredienti che possono essere trattati con radiazioni ionizzanti.

5. Le autorizzazioni nazionali degli Stati membri che permettono l'irradiamento di taluni alimenti possono essere mantenute fino all'entrata in vigore dell'elenco positivo completo.

6. Fino all'entrata in vigore dell'elenco positivo completo, gli Stati membri possono anche continuare ad applicare le restrizioni o i divieti di alimenti irradiati, conformemente alle disposizioni del Trattato.

7. Gli Stati membri vegliano affinché i metodi di analisi utilizzati per individuare se un prodotto sia stato trattato con radiazioni ionizzanti siano standardizzati o convalidati.

8. Gli alimenti, ivi compresi quelli importati da paesi terzi, possono essere trattati con radiazioni ionizzanti unicamente in impianti di irradiazione autorizzati.

3. Base Scientifica

Sulla base di studi scientifici, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (FAO/AIEA/OMS) nel 1980 hanno concluso che l'irradiamento di qualsiasi alimento fino a una dose massima di 10 kGy è ritenuto sicuro. Infatti l'OMS incoraggia l'utilizzo del trattamento con radiazioni ionizzanti al fine di ridurre l'incidenza delle malattie di origine alimentare causate da microrganismi.

Sulla base dei lavori della FAO/AIEA/OMS, il Comitato scientifico per l'alimentazione umana ha formulato pareri sugli alimenti irradiati nel 1986, 1992 e 1998 e ha espresso pareri favorevoli sull'irradiamento di un certo numero di alimenti (frutta, verdura, cereali, tuberi amidacei, spezie e condimenti, pesci, crostacei, carni fresche, pollame, camembert al latte crudo, cosce di rana, gomma arabica, caseina/caseinati, ovalbumina, fiocchi di cereali, farina di riso, prodotti a base di sangue). Il Comitato scientifico ha insistito sul fatto che l'irradiamento degli alimenti non deve servire a coprire una negligenza a livello della manipolazione degli alimenti o a mascherare il fatto che essi siano impropri alla consumazione.

La FAO/AIEA/OMS nel 1999 ha pubblicato la relazione di un gruppo di studio sull'innocuità degli alimenti irradiati a dosi superiori a 10 kGy. Questo gruppo di studio ha concluso che un alimento irradiato a una dose in grado di raggiungere l'obiettivo tecnologico ricercato e contemporaneamente senza danno è adeguata da un punto di vista nutrizionale.

Esistono metodi di individuazione affidabili per la maggior parte degli alimenti che possono essere irradiati. Questi metodi convalidati sono già normalizzati dal Comitato europeo di normalizzazione (CEN) oppure in corso di normalizzazione. Pertanto, nella maggior parte dei casi, alcune analisi permettono di controllare se gli alimenti irradiati sono etichettati correttamente. In altri casi il controllo documentario costituisce un'altra possibilità.

4. Applicazioni

Benché in taluni Stati membri le autorizzazioni esistenti (vedasi allegato) consentano di irradiare un certo numero di alimenti ed i loro ingredienti, solo un numero ristretto tra di essi viene effettivamente irradiato. Nella maggior parte dei casi la percentuale di un alimento specifico che è stata trattata con radiazioni ionizzanti è bassa.

L'irradiamento viene utilizzato per ridurre il numero di microrganismi negli ingredienti alimentari destinati alla produzione di derrate alimentari composte, fabbricate su scala industriale, per aumentare la durata di conservazione del prodotto finale. Cio' vale in particolare per gli ingredienti che sono aggiunti ai prodotti per i quali il processo di fabbricazione non fa uso di calore, quali gli yogurt contenenti fiocchi di cereali oppure il formaggio bianco che contiene erbe aromatiche e spezie. E' possibile che queste stesse derrate/ingredienti alimentari (fiocchi di cereali, frutta secca, ecc.) non necessitino un trattamento con radiazioni ionizzanti se sono destinati tali e quali direttamente ai consumatori finali, visto che la durata di conservazione dei prodotti fabbricati in casa è molto più breve e che il carico microbico non comporta rischi per la salute dal momento in cui gli ingredienti sono conservati e manipolati in modo normale e ragionevole da parte dei consumatori.

L'irradiamento viene anche applicato a talune derrate alimentari destinate all'utilizzo diretto dei consumatori e che possono essere contaminate da Salmonella, Listeria o da altri microrganismi pericolosi (ad es. pollame e carni rosse, uova, formaggi al latte crudo). Spesso, taluni di questi prodotti, in specie le cosce di rana e i gamberetti, non sono sufficientemente scaldati durante la preparazione per distruggere questi microrganismi nocivi oppure sono perfino ingeriti senza alcun altro trattamento termico e possono pertanto provocare una contaminazione incrociata.

5. Misure esistenti a livello comunitario volte a garantire il rispetto delle regole di igiene tramite mezzi diversi dall'irradiamento delle derrate alimentari

Le regole di igiene alimentare sono fissate dalla direttiva 93/43/CEE del Consiglio relativa all'igiene delle derrate alimentari, nonché da varie direttive del Consiglio che reggono la produzione e l'immissione sul mercato di prodotti di origine animale. Queste disposizioni legislative prevedono un elevato livello di tutela dei consumatori per tutte le derrate alimentari, e sono generalmente ritenute come garanzie essenziali della sicurezza delle derrate alimentari, anche a livello internazionale tramite il Codex Alimentarius. L'esperienza ha dimostrato che il rispetto severo di queste regole si rivela sufficientemente efficace e non richiede tappe supplementari quali la decontaminazione finale delle derrate alimentari per ragioni di sicurezza alimentare. Tuttavia, è anche noto che talune derrate, in ragione di limiti inerenti al processo di produzione, possono presentare un rischio microbiologico residuo. In tali circostanze, la riduzione della carica microbica nel prodotto finale o il divieto del prodotto puo' costituire la sola soluzione prevedibile. Le proposte della Commissione relative all'igiene alimentare tengono conto di questa possibilità e prevedono tappe di decontaminazione supplementare per taluni alimenti che presentano un rischio particolarmente elevato. Qualora tali misure vengano prese, viene dichiarato specificamente che la decontaminazione non puo' in alcun caso recare pregiudizio all'attuazione corretta di tutte le regole di igiene alimentare e che ci si dovrà sempre conformare alle condizioni di utilizzo che verranno stabilite dal Comitato scientifico interessato. Dette disposizioni mirano ad evitare qualsiasi ricorso abusivo e inappropriato alla decontaminazione.

6. Consultazione delle Organizzazioni dei consumatori, delle organizzazioni industriali e delle altre parti interessate su una Strategia per l'elaborazione dell'elenco comunitario positivo

Il 27 settembre 2000, i servizi della Commissione hanno trasmesso alle organizzazioni di consumatori e alle associazioni industriali europee un documento di consultazione sull'irradiazione delle derrate alimentari, che abborda la questione della determinazione degli alimenti e dei loro ingredienti che possono essere trattati con radiazioni ionizzanti nella Comunità europea. Questo documento è anche stato pubblicato sul sito web della Direzione generale, per consentire ad altre parti interessate di esprimersi in merito (http://europa.eu.int/comm/food/fs/sfp/fi_index_en.html). La strategia per l'elaborazione dell'elenco comunitario definita in questo documento puo' essere riassunta come segue:

* conformemente alle disposizioni della direttiva quadro, l'irradiazione deve essere benefica per il consumatore. Essa puo' essere considerata benefica se consente di ridurre i rischi eventuali per la salute o di prolungare la durata di conservazione dei prodotti. Quest'ultimo aspetto è non solo più pratico, ma puo' anche far diminuire il prezzo dei prodotti;

* conformemente alle disposizioni della direttiva quadro, l'irradiazione deve essere giustificata da una ragionevole necessità tecnologica. Il fatto che alcuni prodotti vengano irradiati in importanti quantità almeno in uno Stato membro puo' essere considerato come un indicatore della necessità tecnologica, almeno in questo Stato membro;

* conformemente alle disposizioni della direttiva quadro, l'irradiazione non deve essere utilizzata per sostituire misure d'igiene. Per evitare tale utilizzo, giova limitare le autorizzazioni all'irradiamento ai prodotti non trattati ai quali è associato un rischio inaccettabile per la salute dei consumatori, nonché ai prodotti per i quali non esiste alcun altro metodo di decontaminazione appropriato.

Secondo il documento di consultazione, l'applicazione di questa strategia permette di includere i seguenti prodotti nell'elenco positivo:

* le erbe aromatiche surgelate, la frutta secca, i fiocchi e i germi di cereali. Questi ingredienti alimentari sono essenzialmente utilizzati in alimenti composti, quali i prodotti lattieri, che non sono riscaldati durante il trattamento;

* le frattaglie di pollo, l'albume d'uovo e la gomma arabica (additivo). Questi ingredienti alimentari possono essere stati contaminati e devono essere decontaminati per ridurre i rischi per la salute ed accrescere la loro durata di conservazione;

* le cosce di rana e i gamberi decorticati rischiano di non rispondere alle norme microbiologiche appropriate a causa dei metodi di raccolta e di preparazione. Questi prodotti sono destinati all'utilizzo diretto da parte dei consumatori finali e la decontaminazione accresce la sicurezza di questi prodotti.

Secondo lo stesso ragionamento, i seguenti prodotti potrebbero non figurare nell'elenco positivo, nonostante il parere favorevole emesso dal CSAH riguardante la loro sicurezza:

* frutta fresca e verdure, cereali, tuberi amidacei (patate), pesci, camembert al latte crudo, caseina, farina di riso e prodotti a base di sangue. Detti prodotti non sono irradiati negli Stati membri o lo sono in piccole quantità se il trattamento è autorizzato. Cio' puo' essere considerato come rivelatore di una necessità tecnologica insufficiente;

* carni rosse fresche e carni di pollame [1]. Per non scoraggiare l'applicazione delle buone prassi di igiene, occorrerebbe accordare priorità alle misure che consentono di migliorare le condizioni igieniche durante la produzione di queste derrate alimentari, piuttosto che ricorrere all'ulteriore decontaminazione degli alimenti tramite ionizzazione.

[1] Dopo la pubblicazione del documento di consultazione, le carni di bovini, di ovini e di caprini separate meccanicamente sono state vietate con decisione 2001/233/CE della Commissione del 14 marzo 2001 (G.U. L 84 del 23.3.2001, pag. 59)

7. Risultati della consultazione

In totale, sono pervenute 33 osservazioni da parte di organizzazioni di consumatori e di associazioni industriali, dalla autorità americane, dal gruppo consultivo internazionale sull'irradiazione delle derrate alimentari FAO/OMS, da società o da singoli (http://europa.eu.int/comm/food/fs/sfp/fi_index_en.html).

7.1 Pareri delle organizzazioni dei consumatori

Le organizzazioni dei consumatori hanno espresso pareri molto critici. Secondo le stesse, l'irradiamento delle derrate alimentari non è necessario se vengono rispettate le regole igieniche. Il carattere "giustificato e necessario da un punto di vista tecnologico" non è definito dal fatto che un prodotto sia stato già irradiato in grande quantità in uno Stato membro. L'irradiazione degli alimenti rischia di essere utilizzata per sostituire le misure di igiene. L'aspetto benefico dell'irradiamento degli alimenti per il consumatore è stato messo in questione nella misura in cui il prolungamento della durata di conservazione degli alimenti non presenterebbe interesse per il consumatore, bensì per i produttori. Giova pertanto concentrarsi sul miglioramento della produzione degli alimenti a livello primario, nonché a livello dei processi di stoccaggio e di fabbricazione.

7.2 Pareri delle associazioni industriali e delle altre parti interessate

I pareri delle associazioni industriali e delle altre parti interessate sono molto diversi.

Commenti favorevoli all'irradiazione degli alimenti

Il settore dell'irradiazione è chiaramente favorevole al trattamento di tutti i prodotti per i quali il CSAH ha emesso un parere positivo. Il gruppo consultivo internazionale sull'irradiazione degli alimenti FAO/OMS incaricato di valutare e di consigliare sulle attività relative all'irradiazione delle derrate alimentari, le autorità americane e talune associazioni/taluni istituti del settore della ricerca, hanno espresso pareri analoghi.

L'argomento principale avanzato è che, secondo la comunità scientifica, l'irradiazione degli alimenti è sicura e contribuisce a una migliore protezione dei consumatori attraverso la distruzione degli organismi pericolosi negli alimenti (carne rossa, pollame, ecc.). Questa tecnica, se applicata secondo le buone prassi di fabbricazione, non sostituirà le regole di igiene in vigore. Nulla giustifica il divieto o la restrizione dell'irradiazione degli alimenti nell'UE. A causa della liberalizzazione del commercio mondiale, attraverso l'OMC, le autorità nazionali devono basare le proprie legislazioni sulle norme Codex, su dati scientifici fissati e analisi di rischio adeguate. Anche se è convenuto che si debba accordare priorità al miglioramento dell'igiene, si sottolinea anche che le misure igieniche non sono sufficienti per evitare la presenza di microrganismi pericolosi, in particolare nelle carni rosse e nella carne di pollo. Numerosi paesi hanno autorizzato l'irradiazione di un certo numero di derrate alimentari, ivi comprese le carni rosse e la carne di pollame. Inoltre, l'irradiazione sostituisce idealmente la fumigazione di frutta e verdura per eliminare gli organismi nocivi. L'irradiazione degli alimenti puo' generalmente costituire un buon sostituto delle sostanze chimiche nocive. La scarsa importanza dei volumi attualmente trattati non significa che l'irradiazione non sia giustificata e necessaria da un punto di vista tecnologico, visto che i fattori sociali, ambientali ed economici hanno un potere preponderante sul fabbisogno tecnologico, sull'avallo scientifico e i vantaggi per il consumatore.

Commenti sfavorevoli all'irradiazione degli alimenti

L'industria alimentare, in particolare i produttori e i distributori di prodotti a base di carne, di frutta e verdura secche, di patate, di prodotti lattieri, di fiocchi di cereali e di te, non sono favorevoli all'inclusione dei loro prodotti nell'elenco. Le attuali procedure tendenti a garantire il rispetto delle norme igieniche sono considerati sufficienti (in assenza di una giustificazione e di una necessità tecnologica). Per migliorare l'igiene occorrerebbe accordare priorità ai sistemi HACCP. Un'autorizzazione all'irradiamento arrecherebbe pregiudizio all'immagine di questi prodotti. L'irradiamento della frutta e delle verdure fresche tendente a frenare la germinazione e a ritardare la maturazione potrebbero indurre in errore in consumatori per quanto riguarda l'età e la freschezza dei prodotti. La Confederazione delle industrie agroalimentari (CIAA) dell'UE ritiene che sia poco probabile che i fabbricanti di prodotti alimentari utilizzino le irradiazioni prima di aver ottenuto la fiducia dei consumatori in questa tecnologia. La CIAA è d'avviso che l'immagine negativa dell'irradiazione degli alimenti sarebbe ancora rafforzata qualora tutti i prodotti per i quali il CSAH ha emesso un parere favorevole ricevano l'autorizzazione per l'irradiazione. L'irradiazione degli alimenti potrebbe essere utilizzata per sostituire le norme igieniche e dare origine a prassi commerciali sleali. Qualsiasi ampliamento dell'elenco potrebbe essere accompagnato da una campagna d'informazione al fine di assicurare i consumatori in merito alla sicurezza del tecnologia. La questione dell'ampliamento della lista dovrebbe essere differita.

7.3 Riepilogo dei risultati della consultazione

Le condizioni di autorizzazione fissate nella legislazione comunitaria, in particolare la non sostituzione delle norme igieniche, il carattere giustificato e necessario da un punto di vista tecnologico e l'aspetto "vantaggi per il consumatore" vengono invocati sia dai difensori dell'inclusione di taluni prodotti nell'elenco, sia dai suoi detrattori.

Le organizzazioni dei consumatori sono o totalmente contro autorizzazioni aggiuntive oppure vorrebbero vedere questa tecnica applicata in modo più restrittivo. Per contro, l'industria che si occupa dell'irradiazione, sostenuta dal gruppo consultivo FAO/OMS, dal Governo statunitense e da alcune associazioni/istituti di ricerca, ritengono che non vi siano giustificazioni scientifiche per non includere tutti i prodotti per cui il Comitato scientifico per l'alimentazione umana ha espresso un parere favorevole.

Cosa molto interessante, la maggior parte dei settori della produzione alimentare e commerciale sono contro l'inclusione dei loro prodotti nell'elenco positivo, principalmente per il fatto che si aspettano reazioni negative da parte dei consumatori. Vi sono inoltre indicazioni che l'uso di erbe aromatiche e spezie da parte dell'industria produttrice di alimenti è in declino a causa delle severe norme in materia di etichettatura della legislazione dell'UE e dell'aumentato controllo di una corretta etichettatura da parte delle autorità degli Stati membri. Solo alcuni settori specifici sono a favore di un'autorizzazione dell'irradiazione dei loro prodotti, quali gamberi, cosce di rana, gamberi di fiume e prodotti di sangue.

8. opzioni per l'elaborazione di una proposta di elenco positivo

Opzione 1

L'industria alimentare è in maggioranza contro l'inclusione degli ingredienti alimentari proposti nel documento di consultazione. Cio' puo' essere interpretato come "nessuna necessità tecnologica". I soli prodotti per cui è stato identificato un chiaro fabbisogno nel documento di consultazione sono i gamberi decorticati e le cosce di rana, che possono essere proposti per un'autorizzazione. Le condizioni nei paesi subtropicali e tropicali da cui vengono importati questi prodotti sono tali per cui non è possibile evitare un certo carico microbico.

Opzione 2

L'industria alimentare è contro l'inclusione degli ingredienti alimentari principalmente perché essa è preoccupata da una certa reazione negativa da parte dei consumatori. La Commissione ha la responsabilità di elaborare una legislazione che sia scientificamente giustificata e che aumenti la sicurezza dei prodotti. L'industria alimentare è in maggioranza contro l'inclusione degli ingredienti alimentari. Non v'è dubbio che questa tecnologia puo' migliorare la sicurezza di taluni prodotti. Pertanto, la Commissione potrebbe proporre i prodotti che sono irradiati in taluni Stati membri in quantità sostanziali, in specie le erbe aromatiche surgelate, la frutta secca, i fiocchi e i germi di cereali, le frattaglie di pollo, l'albume d'uovo, la gomma arabica (additivo), i gamberi decorticati e le cosce di rana.

Opzione 3

Viste le divergenze di vedute risultanti dal processo di consultazione, una terza opzione sarebbe quella di considerare l'attuale elenco come completo.

Conclusioni

L'irradiamento degli elementi solleva interesse da tutte le parti della società sebbene l'attuale applicazione di questa tecnica sia relativamente limitata. Anche in paesi - all'interno e all'esterno della Comunità europea, che consentono l'irradiazione di vari alimenti, i volumi trattati sono per lo più molto piccoli in rapporto a quelli non trattati. Un'eccezione è costituita dalle cosce di rana che sono sempre irradiate, ad esempio, in Francia e, fino a un certo livello, i gamberi.

La comunità scientifica, incluso il Comitato scientifico per l'alimentazione umana è d'avviso che l'irradiamento degli alimenti sia sicuro per la salute dei consumatori se applicato con procedure corrette. La legislazione comunitaria richiede l'etichettatura di tutti gli alimenti irradiati, anche di quelli che contengono solo una piccola porzione di prodotti irradiati. Le autorità preposte al controllo alimentare hanno a disposizione un numero sufficiente di metodi di individuazione affidabili per l'applicazione di un'etichettatura corretta.

La direttiva 1999/2/CE stabilisce le condizioni per l'autorizzazione dell'irradiamento degli alimenti. Le condizioni sono che gli alimenti irradiati non presentino rischi per la salute e che non vengano usati in sostituzione di norme igieniche, che vi sia una ragionevole necessità tecnologica o che essa sia di vantaggio per i consumatori. La consultazione ha mostrato che le ultime tre condizioni possono essere interpretate in entrambe i modi sia a favore, sia a sfavore dell'inclusione di taluni prodotti. La Commissione, conscia della natura discutibile delle condizioni, ha suggerito una soluzione di compromesso nel documento di consultazione, che si incentra sui pochi prodotti che sono già irradiati in quantità notevoli, almeno in uno Stato membro e per i quali esistono problemi igienici. I commenti hanno rivelato che qualsiasi proposta per un elenco positivo comunitario sarebbe probabilmente criticata dall'una o dall'altra parte, e molto probabilmente da entrambe le parti.

Vista la complessità del problema, la Commissione ritiene che sia opportuno un più ampio dibattito con tutte le parti interessate prima di avanzare la proposta per il completamento dell'elenco positivo.

Allegato

Elenco delle Autorizzazioni degli Stati membri concernenti gli Alimenti e i loro Ingredienti che possono essere Trattati con Radiazioni Ionizzanti

(in conformità all'articolo 4, paragrafo 6, della Direttiva 1999/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti gli alimenti e i loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti)

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