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Document 52000DC0836
Mid-term report - Allocation of financial intermediation services indirectly measured (FISIM) - Mid-term report containing a qualitative and quantitative analysis of the first results of the trial calculations for allocating and calculating FISIM as described in the Council Regulation (EC) No 448/98 of 16 February 1998
Relazione interinale - Ripartizione dei servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati (SIFIM) - Relazione interinale contenente l'analisi quantitativa e qualitativa dei primi risultati dei calcoli sperimentali relativi alla ripartizione e calcolo dei SIFIM ai sensi del Regolamento (CE) n. 448/98 del Consiglio del 16 febbraio 1998
Relazione interinale - Ripartizione dei servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati (SIFIM) - Relazione interinale contenente l'analisi quantitativa e qualitativa dei primi risultati dei calcoli sperimentali relativi alla ripartizione e calcolo dei SIFIM ai sensi del Regolamento (CE) n. 448/98 del Consiglio del 16 febbraio 1998
/* COM/2000/0836 def. */
Relazione interinale - Ripartizione dei servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati (SIFIM) - Relazione interinale contenente l'analisi quantitativa e qualitativa dei primi risultati dei calcoli sperimentali relativi alla ripartizione e calcolo dei SIFIM ai sensi del Regolamento (CE) n. 448/98 del Consiglio del 16 febbraio 1998 /* COM/2000/0836 def. */
Relazione interinale - RIPARTIZIONE DEI SERVIZI DI INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA INDIRETTAMENTE MISURATI (SIFIM) - Relazione interinale Contenente l'analisi quantitativa e qualitativa dei primi risultati dei calcoli sperimentali relativi alla ripartizione e calcolo dei SIFIM ai sensi del Regolamento (CE) N° 448/98 del Consiglio del 16 febbraio 1998 (presentata dalla Commissione) 1. Sommario L'art. 5 del Regolamento (CE) N° 448/98 del Consiglio che completa e modifica il Regolamento (CE) N°2223/96 per quanto riguarda la ripartizione dei servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati (SIFIM) nel quadro del sistema europeo di conti nazionali e regionali (SEC) recita: "La Commissione, dopo aver consultato il Comitato del Programma Statistico, trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione intermedia, entro il 31 dicembre 2000, e una relazione finale, anteriormente al 1° luglio 2002, contenenti un'analisi qualitativa e quantitativa delle implicazioni dei metodi di prova per la ripartizione e il calcolo dei SIFIM descritti all'Allegato III". In tale fase del periodo di prova, gli Stati membri devono presentare alla Commissione, conformemente al Regolamento di cui sopra, i risultati per gli esercizi 1995-1999. La presente relazione interinale comprende peraltro soltanto i risultati ottenuti da tredici paesi, in quanto due Stati membri non hanno ancora trasmesso alla Commissione le cifre e relative osservazioni. Poiché è necessario rivedere le cifre ottenute, completare i calcoli per un numero maggiore di esercizi finanziari, e conoscere i risultati di tutti gli Stati membri prima di poter valutare opportunamente la situazione, le osservazioni formulate vanno considerate puramente indicative. In questa fase del periodo di prova, tali osservazioni possono essere sintetizzate come segue: Trattandosi del calcolo di cifre marginali, la ripartizione dei SIFIM richiede l'uso di dati precisi. Nonostante la mancanza di alcuni dati nelle fonti dirette, gli Stati membri hanno potuto applicare i metodi sperimentali e ottenere risultati comparabili e abbastanza stabili. Pertanto, la Commissione ritiene che, se continua il miglioramento delle fonti dei dati, sia possibile effettuare la distribuzione dei SIFIM. L'Eurostat ha costituito una Task Force SIFIM comprendente i responsabili dei calcoli di prova; le riunioni permettono di valutare la prassi comune dal punto di vista di una maggiore comparabilità, e di discutere i dati e i problemi metodologici. In collegamento con il gruppo di lavoro sulla contabilità nazionale, in seno al quale le attività della Task Force SIFIM e i risultati dei metodi sperimentali vengono regolarmente discussi, la Task Force continuerà il lavoro per la preparazione della relazione finale della Commissione, che sarà presentata al Parlamento europeo e al Consiglio entro il 1° luglio 2002. 2. Il problema da risolvere nei conti nazionali e l'impatto sul Prodotto Interno Lordo (PIL) Gli intermediari finanziari fatturano esplicitamente ai clienti compensi espressi in percentuale (provvigioni) e altri corrispettivi. La misurazione della produzione e del consumo di tali servizi non pone particolari problemi sul piano pratico o concettuale. Ma gli intermediari finanziari prestano anche servizi che vengono compensati implicitamente mediante pagamento e riscossione di tassi di interesse differenziali a creditori e debitori. Gli intermediari corrispondono ai creditori tassi di interesse più bassi di quanto sarebbe altrimenti dovuto, e riscuotono dai debitori tassi di interesse più elevati. Il risultato netto di tali differenze viene utilizzato per coprire le spese e costituire un utile operativo. Il sistema permette di ovviare alla necessità di fatturare singolarmente ai clienti i servizi prestati, e costituisce la base dei tassi di interesse osservati nella pratica. Tuttavia, in questa situazione, i conti nazionali devono utilizzare una misurazione indiretta, denominata "servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati" (SIFIM), del valore dei servizi non esplicitamente fatturati dagli intermediari. In linea di principio, le attività SIFIM dovrebbero essere distribuite fra i vari destinatari o utilizzatori dei servizi non esplicitamente fatturati, e quindi dovrebbero essere trattate nei conti nazionali come consumi intermedi delle imprese, consumi finali delle famiglie, o esportazioni a non residenti. In pratica, tuttavia, può essere difficile elaborare un metodo per distribuire i SIFIM fra i diversi utilizzatori in maniera soddisfacente sul piano concettuale da un punto di vista economico, e per la quale siano altresì disponibili i dati necessari. Nei calcoli di prova, la distribuzione dei SIFIM fra gli utilizzatori si basa sulla differenza fra i tassi di interesse effettivamente corrisposti e percepiti, da un lato, e un tasso di interesse di "riferimento"dall'altro. Questo tasso di riferimento rappresenta il costo "puro" di un credito - ossia un tasso dal quale è stato eliminato nella misura maggiore possibile il premio di rischio, e che non comprende alcun corrispettivo di intermediazione. Per illustrare il cacolo dei SIFIM, consideriamo due esempi: -Un prestito: -Consistenza 100 -Interesse dovuto all'intermediario finanziario 5% -Tasso di riferimento 2 % -SIFIM = 100 x (5% - 2%) = 3 -Un deposito: -Consistenza 100 -Interesse dovuto dall'intermediario finanziario 1,5 % -Tasso di riferimento 2 % -SIFIM = 100 x (2 % - 1,5 %) = 0,5 Nel SEC 1995 e nei dati forniti dagli Stati membri, per convenzione le attività SIFIM non vengono distribuite fra gli utenti, ma vengono trattate come se venissero assorbite dai consumi intermedi di un settore nominale, e pertanto il PIL è invariante rispetto alla consistenza delle attività SIFIM, contrariamente alle provvigioni e altri corrispettivi fatturati direttamente agli utenti dagli intermediari finanziari. Ma l'importanza relativa dell'aliquota esplicitamente fatturata a titolo di provvigioni e corrispettivi varia, rispetto a quella finanziata implicitamente sotto forma di SIFIM, da un paese all'altro. La soluzione del problema della ripartizione dei SIFIM permetterebbe sostanziali miglioramenti della metodologia del sistema europeo dei conti nazionali e regionali (SEC 1995) nonché, in particolare, una comparazione puù accurata dei livelli del PIL, comprendente la totalità del valore aggiunto derivante dalle attività degli intermediari finanziari. L'obiettivo del Regolamento del Consiglio del 16 febbraio 1998 concernente la ripartizione dei SIFIM nel quadro del SEC è la definizione di una siffatta metodologia, destinata ad essere utilizzata su base armonizzata da tutti gli Stati membri. 3. Metodologia della ripartizione dei SIFIM I SIFIM devono essere calcolati e ripartiti soltanto sui depositi e prestiti degli intermediari finanziari (appartenenti ai settori S.122, Altre istituzioni finanziarie e monetarie ed S.123, Altri intermediari finanziari escluse le società di assicurazione e i fondi pensione) ai settori utilizzatori. Ciò si deve al fatto che soltanto i tassi di interesse relativi a tali depositi e crediti sono controllati dagli intermediari finanziari (IF). I SIFIM non vengono ripartiti su titoli diversi dalla azioni perché quando gli intermediari finanziari comprano o vendono titoli sul mercato non possono controllare i prezzi a cui acquistano o vendono i titoli stessi, e quindi neppure i tassi di interesse che incassano o versano. Il calcolo dei SIFIM sui depositi e prestiti deve essere effettuato sulla base della differenza fra gli interessi effettivamente dovuti e incassati e un tasso di interesse di "riferimento". L'Allegato III del Regolamento del Consiglio 448/98 presenta i dati statistici necessari per il calcolo e la ripartizione dei SIFIM prodotti. L'Allegato recita che "si deve disporre della tavola della consistenza media dei prestiti e dei depositi in essa ripartiti (per settori utilizzatori) nonché dei titoli, diversi dalle azioni, emessi dagli intermediari finanziari per il periodo (consistenza media dei quattro trimestri) e degli interessi maturati previa riassegnazione dei contributi in conto interessi ai reali beneficiari come precisato nel SEC 1995". Questi dati statistici permettono il calcolo sperimentale di sei tassi di riferimento interni, e di un tasso di riferimento esterno, per le esportazioni e importazioni di SIFIM: Metodi di calcolo del tasso di interesse di riferimento Metodo 1 // Interessi da riscuotere sui prestiti interbancari residenti, diviso in ragione della consistenza dei prestiti interbancari residenti. Metodo 2 // Interessi dovuti sui prestiti interbancari residenti e sui titoli diversi dalle azioni emessi dagli intermediari finanziari, diviso per la consistenza dei prestiti interbancari residenti e dei titoli diversi dalle azioni emessi dagli intermediari finanziari. Metodo 3 // Metodo 1 applicato a transazioni a breve termine. Tassi pubblicati per titoli diversi dalle azioni applicati a transazioni a lungo termine. Metodo 4a // Media dei tassi medi degli interessi su depositi e crediti applicati ai settori istituzionali utilizzatori residenti (diversi dalle banche centrali). Metodo 4b // Media dei Metodi 4a e 1. Metodo 4c // Media dei Metodi 4a e 2. Metodo per esportazioni e importazioni // Tasso interbancario medio ponderato sui depositi e prestiti fra intermediari finanziari residenti e non residenti. Capitale e interessi dei depositi e prestiti devono essere suddivisi per settori utilizzatori. Il settore delle famiglie nei conti nazionali comprende le famiglie in quanto consumatori e produttori nella misura in cui sono proprietari di imprese non costituite in società. Per individuare l'aliquota SIFIM da attribuire ai consumi finali, e quindi per valutarne l'impatto sul PIL, è anche necessario effettuare un'ulteriore scomposizione della consistenza dei prestiti e relativi interessi al settore delle famiglie distinguendo gli elementi seguenti: -Prestiti per l'acquisto o la costruzione di abitazioni (consumi intermedi, in quanto i proprietari sono considerati come proprietari di imprese impegnate alla produzione di servizi abitativi per consumo finale proprio per cui le abitazioni non rientrano fra i beni di consumo durevoli). -Prestiti alle famiglie nella veste di proprietari di imprese non costituite in società (consumi intermedi). -Altri prestiti alle famiglie (consumi finali). -Una ripartizione analoga è necessaria per depositi e interessi dovuti alle famiglie in quanto individui o proprietari di imprese non costituite in società. 4. Fonti dei dati 4.1. Copertura dei settori S122 e S123 I SIFIM sono prodotti dalle "Altre istituzioni finanziarie monetarie" (settore S122, che non comprende le banche centrali) e "Altri intermediari finanziari, ad eccezione di società di assicurazione e fondi pensione" (settore S123). Le informazioni sono più attendibili sul primo di questi due settori, ma il secondo è molto più piccolo. 4.2. Dati disponibili sulla consistenza dei depositi e prestiti e sui flussi di interessi -In molti casi, le informazioni necessarie sulla consistenza dei depositi e prestiti sono disponibili a partire dalle fonti dirette, con ripartizione in base ai principali settori interni utilizzatori. Non sempre è possibile l'identificazione delle famiglie in veste di consumatori, proprietarie di abitazioni o proprietarie di imprese non costituite in società, di importanza fondamentale per l'analisi dell'impatto dei SIFIM sul PIL. Più precisamente, non sempre sono disponibili le informazioni relative ai prestiti alle famiglie in quanto proprietarie di abitazioni, così come l'aliquota dei depositi effettuati dalle famiglie nella funzione di "consumatori". -La consistenza dei depositi e prestiti a non residenti è richiesta per il calcolo delle esportazioni e importazioni di SIFIM. Gli Stati membri incontrano maggiori difficoltà per ottenere le informazioni necessarie per il calcolo delle importazioni che non delle esportazioni, il che si traduce in stime meno attendibili dei SIFIM importati. -Per i flussi di interesse, sono disponibili informazioni meno particolareggiate: nella maggior parte dei paesi, tali informazioni sono disponibili a partire dalle fonti dirette, senza peraltro alcuna suddivisione fra settori istituzionali, ed è quindi necessario stimare i tassi di interesse per ciascun settore istituzionale e applicarli alla consistenza conosciuta dei depositi e prestiti e stimare i flussi di interesse allo scopo di calcolare tale ripartizione. 4.3. Metodi 1 e 2: Corrispondenza fra attività e passività In linea di principio, l'ammontare dei prestiti interbancari fra intermediari finanziari residenti compresi nei settori S122 ed S123 dovrebbe essere pari all'ammontare dei depositi interbancari. In pratica, il totale dei crediti degli intermediari finanziari residenti nei confronti di altri intermediari finanziari residenti (e relativi interessi attivi) non corrisponde al totale dei depositi effettuati da intermediari finanziari residenti presso altri intermediari finanziari residenti (e relativi interessi passivi). Questo fatto è importante per il calcolo mediante i metodi 1 e 2. E' stato stabilito che gli Stati membri effettuino il calcolo del tasso di riferimento utilizzando i dati più attendibili: quelli relativi ai prestiti o quelli relativi ai depositi. Se tale relativa attendibilità non può essere determinata, va utilizzata la media ponderata dei due. 4.4. Metodo 3: distinzione fra transazioni a breve e a lungo termine Diversi Stati membri non sono in grado di effettuare il calcolo del tasso di riferimento interno mediante il metodo 3 a causa della mancanza di informazioni adeguate sulle scadenze delle passività dei prestatori di SIFIM. In altri termini, è difficile o impossibile distinguere in maniera attendibile fra depositi e prestiti a breve e a lungo termine. Alcuni Stati membri che hanno effettuato il calcolo hanno dichiarato esplicitamente che il metodo 3 permette di ottenere risultati meno attendibili. 5. Risultati principali 5.1. Comparazione fra SIFIM non ripartiti secondo l'attuale definizione e SIFIM ripartiti Sussistono lievi differenze fra i risultati dei metodi utilizzati per il calcolo del totale dei SIFIM (non ripartiti fra categorie di utilizzatori) ai sensi della definizione attuale e la somma della produzione dei SIFIM ripartiti. I risultati producono una leggera differenza - di volta in volta positiva o negativa nei vari Stati membri - che dipende in gran parte dagli interessi dovuti dagli intermediari finanziari meno quelli ad essi spettanti sui titoli diversi dalle azioni, perché questi titoli sono compresi nel calcolo dei SIFIM totali, mentre il calcolo dei SIFIM ripartiti è limitato ai depositi e prestiti (dato che soltanto i tassi d'interesse su depositi e prestiti vengono controllati dagli intermediari finanziari). 5.2. Produzione delle banca centrali Conformemente al regolamento sui SIFIM, la produzione delle banca centrale non deve essere più calcolata come per gli altri intermediari finanziari, ma come la somma dei costi. Gli Stati membri si sono espressi a favore di questo metodo. 5.3. Casi di SIFIM negativi I casi di SIFIM negativi possono verificarsi in seguito al calcolo dei SIFIM ripartiti sulla base della differenza fra interessi dovuti agli intermediari finanziari e tasso di riferimento (per i prestiti), nonché della differenza fra tasso di riferimento e interessi dovuti dagli intermediari finanziari (per i depositi). Molti Stati membri sono riluttanti ad accettare valori negativi dei SIFIM, allegando la difficoltà di presentare un servizio con valore negativo. Altri Stati membri ammettono la possibilità di valori negativi, argomentando che le entrate dei settori S122/S123 non derivano soltanto dalla differenza fra interessi attivi/passivi, ma anche dalle altre provvigioni e corrispettivi. SIFIM negativi sono stati osservati occasionalmente nel quadro della ripartizione dei SIFIM per settori utilizzatori, ma di norma i risultati ottenuti con tutti i metodi sono sempre positivi. Sono stati ottenuti risultati negativi in tutti i settori solo di rado e sporadicamente, più spesso nel settore delle società di assicurazione e fondi pensione (nel lato depositi). 5.4. Analisi dell'impatto sul PIL 5.4.1. Impatto medio sul PIL per paese La comparazione dell'impatto medio sul PIL per paese della ripartizione dei SIFIM fornisce un'immagine soltanto parziale dell'importanza degli intermediari finanziari nell'economia, in quanto costoro incassano anche direttamente provvigioni e corrispettivi che vengono già ripartiti fra i vari settori utilizzatori, e quindi vengono già presi in considerazione per il calcolo del PIL. In alcuni paesi è possibile osservare nel corso del periodo di prova una tendenza decrescente dei SIFIM, poiché gli intermediari finanziari tendono ad incassare direttamente provvigioni e corrispettivi per un'aliquota crescente della rispettiva produzione. Considerando una media di tutti gli anni e di tutti i metodi utilizzati, la ripartizione dei SIFIM produrrebbe un aumento del PIL dell'1,4% circa (media dei paesi). La tavola che segue presenta, per paese, l'impatto sul PIL: media dei diversi metodi e dei cinque anni del periodo di prova (ovvero quattro anni per gli Stati membri che non hanno ancora fornito i risultati del 1999). L'impatto viene suddiviso come segue: -aumento del consumo finale delle famiglie (comprese le istituzioni senza fini di lucro quando questo settore non può essere presentato separatamente), che corrisponde a servizi prodotti da IF residenti; -aumento del consumo finale dei servizi non destinati alla vendita prestati dai settori Amministrazioni Pubbliche ed Istituzioni senza fini di lucro al servizio delle famiglie (quando quest'ultimo viene presentato separatamente), che corrisponde a servizi prodotti da IF residenti; -esportazioni di SIFIM meno importazioni di SIFIM per consumo intermedio di produttori di prodotti destinabili alla vendita (in quanto i SIFIM importati per consumi finali sono neutri da punto di vista del PIL). Le esportazioni e importazioni di SIFIM vengono calcolate non solo sulla base dei depositi e prestiti fra IF e unità non IF, ma anche sui depositi e prestiti interbancari fra IF residenti e non residenti, che vengono trattati come esportazioni o importazioni a seconda del segno dei risultati. >SPAZIO PER TABELLA> Circa l'80% dell'impatto si spiega con un aumento del consumo finale delle famiglie, corrispondente ai SIFIM attribuiti ai depositi e prestiti delle famiglie come consumatori finali. 5.4.2. Impatto medio sul PIL in base al tasso di riferimento interno Impatto sul PIL (media di tutti gli anni e di tutti gli Stati membri) >SPAZIO PER TABELLA> L'impatto sul PIL è molto simile indipendentemente dal tasso di riferimento interno utilizzato. Il metodo 1, basato sul tasso interbancario, corrisponde in media ad un aumento dell'1,26% del PIL. Il metodo 2, che comprende anche i tassi obbligazionari, per gli anni studiati permette di ottenere in media un effetto leggermente superiore (1,39% del PIL). Il metodo 3 ha un impatto inferiore, ma non può essere applicato da diversi Stati membri, in quanto tali Stati non sono in grado di effettuare la distinzione fra depositi e prestiti a seconda della maturità. Inoltre, dato che tale metodo introduce due tassi di riferimento (uno per le transazioni a lungo termine e l'altro per quelle a breve) vi è l'inconveniente che vengono sistematicamente eliminati i cosiddetti "benefici corrispondenti", costituiti dall'impiego da parte degli IF di depositi a breve termine per finanziare prestiti a scadenza più lunga. Il metodo 4a misura soltanto la differenza fra i tassi di interesse sui depositi e sui prestiti, che non presentano alcuna relazione misurabile al concetto dell'interesse puro (ambedue comprendono un elemento di "corrispettivo per servizi prestati", ma l'entità di tale elemento non è nota). I metodi 4b e 4c sono un misto del metodo 4a e rispettivamente dei metodi 1 e 2. Da un punto di vista metodologico, il tasso di riferimento dovrebbe misurare il costo puro dei fondi commisurato ad una transazione creditizia attiva o passiva, senza alcun corrispettivo per servizi prestati o copertura di rischi. Pertanto, dal punto di vista concettuale, i metodi 1 e 2 sono migliori del metodo 4, ma questi ultimi sono stati introdotti nel regolamento in base alla supposizione che avrebbero permesso di ottenere risultati più stabili. 5.4.3. Indice di "volatilità" Per verificare la stabilità dei risultati, la "volatilità" dei risultati dei vari metodi è stata misurata come segue: indice di "volatilità" della ripartizione dei SIFIM, basato sui risultati per metodo e per paese >RIFERIMENTO A UN GRAFICO> "Volatilità" media per paese (media dei metodi 1, 2, 4a, 4b, 4c) L'effettuazione di questi calcoli per ciascun Stato membro mette in risalto livelli diversi di "volatilità". Per la media dei cinque metodi (non viene compreso il metodo 3 in quanto diversi paesi non hanno potuto applicarlo), l'indice di "volatilità" medio è al di sotto del 10% in Svezia, Austria e Paesi Bassi, e fra il 10 e il 16% in Italia, Finlandia, Belgio, Francia, Danimarca, Germania, Spagna e Regno Unito. "Volatilità" media dei diversi metodi (media di Stati membri) >SPAZIO PER TABELLA> Come si poteva prevedere, il metodo meno volatile è il 4a. Tuttavia, la differenza rispetto al metodo 2 non è significativa: il 1%. In questa fase del periodo di prova, sembra che il metodo 2 sia il migliore in quanto più soddisfacente dal punto di vista concettuale del metodo 4a. Inoltre, il metodo 2 rappresenta un passo avanti qualitativo sul metodo 1 in quanto applicabile a transazioni con un maggiore gamma di maturità, il che permette di ottenere risultati più stabili. Dato che l'impatto sul PIL della distribuzione dei SIFIM è in media dell'1,4%, questo indice di "volatilità" (12%) significa che - in media - l'impatto sul PIL della distribuzione dei SIFIM differisce in misura pari all'1,4% x 12% = 0,17% del PIL, che è la differenza media dell'impatto sul PIL da un anno all'altro. La "volatilità" media deriva sia da variazioni della consistenza (espressa in percentuale del PIL) che da variazioni dei tassi di interesse. L'indice di "volatilità" dei depositi e prestiti con impatto sul PIL (consumo finale delle famiglie, delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie e delle amministrazioni pubbliche, nonché esportazioni) è del 5%. Ciò significa che - se i tassi rimangono invariati - la volatilità dei SIFIM sarebbe pari al 5 e non all'12%. Per converso, ciò significa che la "volatilità" dei SIFIM (12%) si deve, in parti uguali, alle variazioni della consistenza e dei tassi di interesse. Il fatto che il tasso di riferimento sia talvolta più vicino ai tassi di interesse sui prestiti o sui depositi sembra essere di minore importanza, poiché la "volatilità" del metodo 4a, che evita tale stato di cose, non è significativamente inferiore alla "volatilità" di altri metodi, particolarmente del metodo 2. 6. Conclusioni generali La distribuzione dei SIFIM richiede ulteriori perfezionamenti delle fonti statistiche, in particolare allo scopo di misurare direttamente i flussi di interesse suddivisi per settore istituzionale, per suddividere i depositi delle famiglie a seconda delle relative finalità (consumi intermedi o finali) e per ottenere una migliore misurazione delle esportazioni e importazioni di SIFIM. Le preferenze manifestate dagli Stati membri hanno interessato due criteri per l'identificazione dei pertinenti tassi d'interesse di riferimento. Tali criteri sono costituiti dalla necessità di avere un tasso di interesse abbastanza prossimo al concetto di "tasso di interesse puro" e tale da fornire i risultati più attendibili sulla base dei dati disponibili. L'analisi dell'impatto sul PIL, nella fase attuale dello studio, tende a favorire il metodo 2, che sembra permettere di ottenere risultati migliori. Seguono i metodi 1, 4c, 4b, 4a e 3. Alcuni Stati membri sono riluttanti ad effettuare tutti i calcoli di prova sulla base dei diversi metodi di ripartizione dei SIFIM ai sensi del regolamento, per motivi pratici e talvolta anche teorici, e ritengono che nessuno di essi sia in effetti più attendibile per una corretta misurazione delle attività economiche dell'attuale valore zero. Come indicato nel sommario della presente relazione, la Commissione, in questa fase del periodo di prova, ritiene che la distribuzione dei SIFIM sia fattibile purché continui il miglioramento delle fonti dei dati. E' comunque necessario rivedere alcuni dei risultati ottenuti, completare i calcoli per un numero maggiore di anni, analizzare i SIFIM a prezzi costanti e per industria, e proseguire i lavori in seno alla Task Force SIFIM e al Gruppo di lavoro per la contabilità nazionale prima di potere addivenire ad un giudizio pienamente ponderato sull'attendibilità dei metodi per la ripartizione dei SIFIM ai sensi del regolamento.