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Document 51995AC1303

PARERE DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE in merito alla proposta di decisione del Consiglio riguardante il Quarto programma d' azione a medio termine per la parità di opportunità tra le donne e gli uomini (1996-2000)

GU C 39 del 12.2.1996, pp. 39–42 (ES, DA, DE, EL, EN, FR, IT, NL, PT, FI, SV)

51995AC1303

PARERE DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE in merito alla proposta di decisione del Consiglio riguardante il Quarto programma d' azione a medio termine per la parità di opportunità tra le donne e gli uomini (1996-2000)

Gazzetta ufficiale n. C 039 del 12/02/1996 pag. 0039


Parere in merito alla proposta di decisione del Consiglio riguardante il Quarto programma d'azione a medio termine per la parità di opportunità tra le donne e gli uomini (1996-2000)

(96/C 39/08)

Il Consiglio, in data 4 ottobre 1995, ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 198 del Trattato che istituisce la Comunità europea, di consultare il Comitato economico e sociale in merito alla proposta di cui sopra.

La Sezione « Affari sociali, famiglia, istruzione e cultura », incaricata di preparare i lavori in materia, ha formulato il parere sulla base del rapporto introduttivo della relatrice Bridin Twist, in data 9 novembre 1995.

Il Comitato economico e sociale ha adottato a maggioranza e 3 astensioni il 22 novembre 1995, nel corso della 330a sessione plenaria, il seguente parere.

1. Osservazioni generali

1.1. Il Comitato approva l'impostazione di fondo e gli obiettivi del Quarto programma d'azione, inteso a proseguire e rafforzare l'azione e le iniziative comunitarie volte a riequilibrare le persistenti forme di discriminazione verso le donne nell'Unione europea. Il Comitato vede con favore il fatto che la Commissione europea assuma un ruolo guida nel campo della parità di opportunità e sviluppi i precedenti programmi d'azione che hanno contribuito alla realizzazione di considerevoli progressi in tale campo; il Comitato concorda con essa sul fatto che, malgrado si siano già compiuti progressi, vanno intraprese altre azioni, specie in riferimento alla disoccupazione femminile e alle sperequazioni retributive tra donne e uomini, nonché per aumentare il numero delle donne coinvolte nei processi decisionali. Esso osserva che il programma d'azione comunitario proposto si concentra su di un numero limitato di obiettivi, scelti con lo scopo di provocare un effetto moltiplicatore quanto più ampio possibile.

1.2. Il Comitato valuta positivamente il rilievo dato all'integrazione (mainstreaming) ed al partenariato a tutti i livelli ed in tutti i settori, elementi che costituiscono il fulcro del Quarto programma d'azione. Riconosce inoltre l'importanza del processo di consultazione con le parti sociali e con tutte le organizzazioni per la parità di opportunità, comprese quelle non governative. Da parte sua, esso ha affermato chiaramente, in precedenti pareri, il proprio impegno per la parità di opportunità, ed ha proposto una serie di provvedimenti a livello comunitario, riguardanti in particolare l'occupazione. Ribadisce pertanto che la parità di opportunità deve costituire un impegno comunitario costante, e osserva, come ha già fatto in passato, che la discriminazione non è circoscritta agli aspetti legali, bensì è un elemento della vita quotidiana e frutto di pregiudizi radicati (CES 385/82). Esso rivolge quindi un deciso appello all'Unione affinché questa allarghi ed intensifichi gli sforzi volti a promuovere la parità di opportunità.

1.3. La Commissione afferma giustamente che « la Comunità ha svolto un ruolo essenziale nel far evolvere lo status della donna nella società », rafforzando e promuovendo attivamente, in modo diretto ed indiretto, il principio fondamentale, sancito dall'articolo 119 del Trattato, della parità retributiva. Nella nota a piè di pagina 5 della proposta di decisione del Consiglio sono opportunamente elencati i progressi compiuti in tal senso dalla legislazione comunitaria. La Commissione può essere orgogliosa del lavoro legislativo compiuto a partire dall'articolo 119 e dagli articoli complementari. Nondimeno rimane ancora molto da fare. La costruzione di reti di collegamento, il partenariato, lo scambio attivo di informazioni, la mobilitazione dell'opinione pubblica, gli sforzi coordinati per modificare radicalmente l'atteggiamento generale verso il ruolo della donna nella società, sono senza dubbio di vitale importanza. Analogamente, il sostegno a progetti pilota, e la promozione di 30-40 progetti integrati in materia di parità in tutta Europa, agiranno encomiabilmente nel senso di intaccare il pregiudizio sociale e la persistente discriminazione nei confronti delle donne. Il Comitato desidera tuttavia mettere in chiaro che, a lungo termine, solo una reale uguaglianza di fronte alla legge e una applicazione della legge stessa permetteranno di compiere ancora progressi concreti in direzione di una autentica parità di opportunità. È importante che la Commissione e l'Unione europea nel suo complesso non perdano di vista tale fatto.

1.4. Il Comitato considera il Quarto programma d'azione come un ulteriore avanzamento nello sviluppo dei risultati conseguiti con i programmi precedenti. Nel parere in merito al primo programma d'azione, esso manifesta il proprio compiacimento per l'istituzione del comitato consultivo per la parità delle opportunità tra le donne e gli uomini, precisando al tempo stesso che la consultazione di tale comitato non può in nessun caso essere considerata alternativa rispetto alla consultazione dei sindacati e delle associazioni imprenditoriali. Nel medesimo parere il Comitato invita le istituzioni comunitarie ad estendere la loro abituale rete di consultazioni, impegnandosi a fondo per intensificare le discussioni sulla questione femminile con i sindacati e le associazioni imprenditoriali e con le organizzazioni responsabili di tali questioni a livello degli Stati membri. In tale contesto, esso si compiace della nuova composizione del comitato consultivo, che comprenderà gli Stati membri, gli organismi nazionali per la parità dei diritti e le parti sociali, pur rammaricandosi del fatto che in esso le organizzazioni non governative continueranno ad avere il ruolo di osservatori.

1.5. Agli obiettivi, lodevoli, del programma d'azione devono corrispondere mezzi, risorse e metodologie credibili. Sotto tale profilo possono sorgere problemi.

1.5.1. Sebbene la Commissione intenda giustamente mobilitare gli attori economici e sociali e coinvolgerli nell'esecuzione del programma, ciò non deve sostituire l'assegnazione di sufficiente personale amministrativo della stessa Commissione. Le risorse impiegate dalla Commissione per questo programma non sono pari all'impegno che essa dichiara. Per esempio, il fatto che vengano distaccati solo 6 funzionari - 4 A, 1 B e 1 C - e 13 agenti temporanei per un periodo di 5 anni, dà la sensazione di un interesse modesto per il programma, ne compromette la credibilità e induce dubbi sulla serietà dei sei obiettivi principali citati nell'articolo 2. Il Comitato nutre inoltre perplessità circa la possibilità che le risorse di bilancio proposte, sebbene raddoppiate rispetto a quelle del Terzo programma d'azione (60 milioni di ECU ripartiti su 5 anni) siano sufficienti per realizzare gli obiettivi del programma, ma ritiene che tutte le altre direzioni generali debbano incorporare tra le proprie attività la dimensione relativa alla parità di opportunità.

1.5.2. Il Comitato, pur avendo bisogno di ulteriori informazioni in merito all'articolazione ed al funzionamento di ANIMA, intende sottolineare che è di grande importanza tenere tale struttura totalmente sotto il controllo dell'Unità per la parità di opportunità della DG V.

1.5.3. Un altro problema che emerge dal programma d'azione è quello di come garantire un'applicazione completa delle decisioni comunitarie. La Commissione vuole portare avanti il lavoro arretrato e cioè le proposte di direttiva (congedi di maternità/paternità, onere della prova, lavoratrici autonome, lavoro atipico, etc.) bloccate in sede di Consiglio (15 Stati membri), il quale non riesce o non vuole adottare decisioni a maggioranza qualificata. Il Protocollo sulla politica sociale può consentire l'approvazione delle direttive bloccate dallo Stato membro che ha rifiutato di firmare il Protocollo stesso. In tale contesto il Comitato esprime rammarico per il fatto che il Regno Unito non abbia sostenuto il Protocollo. Esso fa notare con soddisfazione che le parti sociali hanno compiuto considerevoli progressi per un accordo sui congedi di maternità e paternità nel quadro del dialogo sociale e in base alla procedura prevista dal Protocollo.

1.5.4. Il Comitato esprime preoccupazione per il possibile impatto della recente sentenza della Corte di giustizia europea in merito alla Direttiva 76/207/CEE. Chiede alla Commissione di esprimere una valutazione della sentenza e delle sue conseguenze, per quanto riguarda le misure esistenti e quelle future. Il Comitato ritiene anche che tale sentenza autorizzi una revisione della Direttiva 76/207/CEE. Esso insiste inoltre perché la Conferenza intergovernativa prenda in considerazione l'inserimento nel Trattato del principio della parità tra uomini e donne e della parità di trattamento, prevedendo inoltre misure esplicite per dare una solida base giuridica alla parità stessa.

1.6. Il Comitato nota altresì con rammarico che nel programma mancano proposte concrete ed iniziative di legge sul lavoro femminile (ad esempio il lavoro atipico, l'organizzazione del lavoro, l'orario di lavoro) nonché sulla sicurezza e la salute sul lavoro. Richiama l'attenzione della Commissione sul proprio recente parere in merito all'« Orario di lavoro », in cui mette in evidenza la necessità di accordi collettivi per gestire meglio l'orario di lavoro e ridurre la segregazione, e chiede, sulla base della Convenzione e Raccomandazione dell'OIL del 1994, una legislazione chiara sulla parità di trattamento per i lavoratori a tempo parziale ().

1.7. Il Comitato esprime soddisfazione per il fatto che il Consiglio europeo abbia recentemente riconosciuto che la promozione della parità di opportunità, insieme con la lotta alla disoccupazione, rappresenta uno dei compiti principali dell'Unione europea. Il Comitato è fermamente convinto che la promozione della parità di opportunità sia fondamentale per migliorare la posizione delle donne sul mercato del lavoro.

2. Osservazioni particolari

2.1. Obiettivo 1 : edificare la partnership in una società che cambia

2.1.1. Il Comitato si compiace del proposito della Commissione di edificare la partnership tra donne e uomini, istituzioni, Stati membri, parti sociali e il settore non statale. Un aspetto chiave per la promozione di tali partnership è costituito dal nuovo comitato consultivo per la parità delle opportunità. Il Comitato economico e sociale esprime soddisfazione per il nuovo ruolo affidato alle parti sociali nell'ambito di tale comitato consultivo.

2.1.2. Il Comitato nota inoltre con soddisfazione che la Commissione mette l'accento sul ruolo delle parti sociali nello stimolare la dimensione della parità nel dialogo sociale.

2.1.3. L'obiettivo della Commissione, di coinvolgere le parti sociali per mezzo di uno scambio di informazioni a livello nazionale, interregionale e transnazionale, andrebbe meglio integrato nella strategia di « partnership regionale » che viene proposta. Nel piano integrato generale di animazione occorrerebbe anche prevedere il coinvolgimento dei Consigli economici e sociali regionali e nazionali laddove esistono. È giusto far partecipare le parti sociali e le associazioni socioprofessionali al sostegno dei progetti integrati per la parità.

2.1.4. Il programma sottolinea la necessità di promuovere un cambiamento di mentalità che rifletta un nuovo accordo tra i sessi basato sulla partnership tra donne e uomini. In tale contesto, il Comitato accoglie con favore la risoluzione del Consiglio in merito all'immagine femminile nei mezzi di comunicazione. Si rammarica tuttavia del fatto che la Commissione sembra concentrarsi quasi esclusivamente sullo sforzo di far cambiare la percezione del ruolo delle donne allo scopo di modificare la mentalità maschile, nella società, perché ritiene importante che il programma si occupi anche dei ruoli stereotipati che vengono attribuiti agli uomini. Sarebbe stato opportuno, per esempio, dedicare più attenzione ai compiti di assistenza che essi svolgono. In tale contesto, il Comitato deplora la mancanza di riferimenti alle famiglie, ed all'importante ruolo che esse possono assolvere nel mettere in atto una trasformazione della mentalità.

2.2. Obiettivo 2 : promuovere la parità in un'economia che si evolve

2.2.1. Il Comitato si compiace del rilievo che la Commissione dà alla promozione della parità in un'economia in evoluzione incentivando lo spirito imprenditoriale delle donne e per mezzo di meccanismi di integrazione (mainstreaming), di studi, e di una maggiore diffusione delle informazioni. Ritiene tuttavia che un'azione efficace non dovrebbe limitarsi solo a detti meccanismi. Si rammarica del fatto che in questa parte della proposta si dica assai poco sull'incoraggiamento di buone prassi relativamente alla parità di opportunità sul lavoro, a parte gli stimoli da fornire attraverso studi e ricerche e, forse, mediante una Comunicazione sul tema dell'ottemperanza contrattuale. Sebbene la Commissione indichi giustamente i problemi della segregazione, dei bassi salari e della disoccupazione, dal programma sono assenti proposte specifiche in materia. Il Comitato fa osservare con rammarico che nel programma non vengono proposte misure o azioni relative ai temi della salute e della sicurezza sul lavoro, o sulle problematiche relative alle forme atipiche di lavoro. La Commissione si limita a ricordare che intende portare a termine le consultazioni con le parti sociali, in conformità al Protocollo sulla politica sociale, in merito al lavoro a tempo parziale e alle altre forme di lavoro atipico. Con riferimento ad una possibile conferenza dell'OIL dedicata al lavoro domestico, il Comitato deplora che nel programma non siano comprese misure specifiche relative a tale forma di lavoro. Il Comitato si rammarica del fatto che la Commissione non sottolinei a sufficienza l'importanza per gli uomini e le donne di avere un pari diritto ad un lavoro ed ad un reddito. Il lavoro è una delle condizioni fondamentali per la parità. Secondo il Comitato manca inoltre un'analisi della futura tendenza del mercato del lavoro per le donne.

2.2.2. Il Comitato si compiace del proposito della Commissione, annunciato nel programma, di proporre una revisione della Direttiva del Consiglio 86/613/CEE, dopo una valutazione dell'impatto sulle donne della direttiva in vigore, e dopo un'ampia consultazione. Sollecita inoltre la Commissione a proporre una revisione della Direttiva del Consiglio 76/207/CEE.

2.2.3. La Commissione annuncia infine che continuerà ad incoraggiare l'applicazione dei criteri di pari opportunità nel contesto del Fondo strutturale europeo. Il Comitato a questo proposito deplora che la Commissione non abbia ancora messo a punto degli orientamenti e altre procedure in grado di contribuire a valutare l'impatto dell'integrazione (mainstreaming).

2.3. Obiettivo 3 : consentire a donne e uomini di lavorare e occuparsi della famiglia

2.3.1. Il Comitato, specie in considerazione del numero di madri disoccupate con bambini piccoli, valuta molto positivamente la proposta della Commissione di elaborare una direttiva in merito alla conciliazione della vita familiare con la vita professionale ed è favorevole anche alla proposta della Commissione relativa ad una direttiva quadro sulla custodia dei bambini e l'assistenza ad altre persone non autosufficienti. Esso rammenta alla Commissione che tali iniziative legislative devono essere accompagnate da impegni finanziari adeguati. Il Comitato auspica altresì che in tale contesto, si faccia specifico riferimento alle persone anziane non autosufficienti. Pur valutando positivamente il rilievo dato agli studi nonché allo scambio ed alla diffusione di informazioni quali basi per future iniziative in materia, deplora la mancanza di misure specifiche miranti a coinvolgere gli uomini nelle attività di assistenza.

2.3.2. Il Comitato approva lo specifico riferimento al ruolo delle parti sociali nello sviluppo, nella promozione e valutazione di una gamma adeguata di opzioni d'assistenza, pacchetti per il tempo destinato all'assistenza e misure di conciliazione compatibili ed adattate all'ambiente di lavoro sia delle donne che degli uomini.

2.3.3. Il Comitato ritiene che il tema dell'organizzazione del lavoro e dell'orario di lavoro sia fondamentale in qualsiasi dibattito in merito alla parità di opportunità. In tale contesto esso si rammarica vivamente del fatto che il Quarto programma non proponga iniziative più specifiche, come l'elaborazione di orientamenti in collaborazione con i sindacati e le associazioni imprenditoriali.

2.3.4. Il Comitato, richiamandosi al parere in merito al Primo programma d'azione, ribadisce il proprio atteggiamento positivo nei confronti della personalizzazione dei diritti nel contesto di una contrattazione collettiva, pur ritenendo importante che venga stabilito un nesso tra il lavoro a tempo parziale e le altre forme di lavoro atipico (svolto in misura crescente da donne) e la personalizzazione dei diritti. Il Quarto programma d'azione non fa menzione di ciò. Il Comitato rammenta alla Commissione che occorre tener presente che le donne tendono sempre di più a svolgere lavori a tempo parziale e che, per di più, la maggioranza continua a subire sperequazioni retributive. Tutto questo le rende particolarmente vulnerabili quando sono in età avanzata.

2.3.5. Il Comitato ha espresso apprezzamento per la direttiva in merito al congedo di maternità/paternità, e per le misure comunitarie relative alla cura dei bambini. Il parere, menzionato più sopra, in merito all'« Orario di lavoro » ha nuovamente richiamato l'attenzione sulla concessione di congedi e sulla personalizzazione dei diritti relativi all'orario di lavoro nel quadro dei contratti collettivi con uguale trattamento a parità di lavoro svolto.

2.4. Obiettivo 4 : promuovere un'equilibrata rappresentanza dei sessi nel processo decisionale

2.4.1. Il Comitato sostiene decisamente il principio dell'equilibrata rappresentanza dei sessi nel processo decisionale, in termini sia qualitativi che quantitativi, com'è delineato nel Quarto programma d'azione. Chiede inoltre al Consiglio di emettere una raccomandazione, con obiettivi chiari, in merito all'equilibrio della rappresentanza dei due sessi, come proposto dalla Commissione.

2.4.2. Il Comitato si compiace altresì del proposito della Commissione di accrescere la cooperazione tra le parti sociali, le organizzazioni non governative e le istituzioni, su tale questione.

2.5. Obiettivo 5 : mettere in grado le donne di esercitare i loro diritti

2.5.1. Secondo il Comitato i diritti costituiscono la priorità assoluta ed il primo obiettivo del programma, e va evidenziato che ci si deve vieppiù impegnare per ottenere decisioni complete in merito alla parità di opportunità, applicabili in tutti gli Stati membri. Sebbene il tema dei diritti sia di fondamentale importanza, il Comitato riconosce che occorre al tempo stesso lavorare per cambiare la mentalità. Si tratta di trovare un sano equilibrio tra iniziative legislative ed altre misure di accompagnamento. A parere del Comitato le donne dovrebbero poter adire le vie legali con maggiore facilità, specie su questioni relative alle molestie sessuali.

2.5.2. Il Comitato sottolinea in particolare la necessità di una migliore informazione sui diritti di cui le donne godono in base alla legislazione europea.

2.5.3. Il Comitato sostiene senza riserve la Commissione nella sua intenzione di coinvolgere le parti sociali nell'elaborazione di una proposta di un atto comunitario vincolante relativo alle molestie sessuali sul luogo di lavoro, poiché ritiene che le parti sociali abbiano una funzione importante nella sua elaborazione.

2.5.4. Il Comitato approva inoltre l'intento della Commissione di esaminare l'impatto sulle donne del lavoro nero, del traffico internazionale di esseri umani e di altre forme di sfruttamento.

2.5.5. Il Comitato accoglie con favore il proposito, espresso nel programma, di promuovere negli Stati membri lo scambio d'informazioni in merito alle buone prassi.

2.6. Obiettivo 6 : attuazione, monitoraggio e valutazione del programma

2.6.1. Il Comitato considera fondamentale tale aspetto del programma, specie perché esso mancava nel terzo programma d'azione.

2.6.2. Il Comitato condivide l'idea di presentare una relazione annuale sulla parità, pur sottolineando la necessità di elaborare chiaramente gli obiettivi, le scadenze e gli altri indicatori utili a misurare i progressi effettivi. Mette in risalto inoltre l'esigenza di coinvolgere le parti sociali ed il comitato consultivo nell'elaborazione di tali criteri.

Bruxelles, 22 novembre 1995.

Il Presidente

del Comitato economico e sociale

Carlos FERRER

() GU n. C 18 del 22. 1. 1996, punto 5.12.

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