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Document 32026R0776

Regolamento di esecuzione (UE) 2026/776 del Consiglio, del 30 marzo 2026, che attua il regolamento (UE) n. 359/2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran

ST/7226/2026/INIT

GU L, 2026/776, 31.3.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2026/776/oj (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

Legal status of the document In force

ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2026/776/oj

European flag

Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

IT

Serie L


2026/776

31.3.2026

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2026/776 DEL CONSIGLIO

del 30 marzo 2026

che attua il regolamento (UE) n. 359/2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 359/2011 del Consiglio, del 12 aprile 2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran (1), in particolare l'articolo 12,

vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

considerando quanto segue:

(1)

Il 12 aprile 2011 il Consiglio ha adottato il regolamento (UE) n. 359/2011.

(2)

In base a un riesame del regolamento (UE) n. 359/2011, il Consiglio ha concluso che la voce relativa a una persona designata nell'allegato I di tale regolamento dovrebbe essere soppressa e che è opportuno aggiornare le voci riguardanti quattro persone e due entità.

(3)

È opportuno pertanto modificare di conseguenza l'allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011 è modificato conformemente all'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 30 marzo 2026

Per il Consiglio

Il presidente

M. PANAYIOTOU


(1)   GU L 100 del 14.4.2011, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2011/359/oj.


ALLEGATO

L'allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011 («Elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi di cui all'articolo 2, paragrafo 1») è così modificato:

1)

nella rubrica «persone» è soppressa la voce seguente:

«89.

SALAMI Hossein»;

2)

nell'elenco dal titolo «Persone», le voci 19, 28, 59 e 78 sono sostituite dalle corrispondenti voci seguenti:

 

Nome

Informazioni identificative

Motivi

Data di inserimento nell'elenco

«19.

JAFARI-DOLATABADI Abbas

Luogo di nascita: Yazd (Iran)

Data di nascita: 1953

Sesso: maschile

Jafari-Dolatabadi è un avvocato iscritto all'ordine degli avvocati di Teheran ed ex consulente presso il tribunale disciplinare supremo per i giudici (dal 29 aprile 2019 fino ad almeno il 2020). Ex procuratore generale di Teheran (agosto 2009-aprile 2019). La procura di Abbas Jafari-Dolatabadi ha incriminato un numero elevato di manifestanti, compresi partecipanti alle manifestazioni di protesta della giornata di Ashura nel dicembre 2009. Jafari-Dolatabadi ha ordinato la chiusura della procura di Karroubi nel settembre 2009 e l'arresto di diversi esponenti politici riformisti e ha messo al bando due partiti politici riformisti nel giugno 2010. La sua procura ha incriminato i manifestanti con l'accusa di Muharebeh o “Ribellione contro Dio”, che comporta la pena di morte, e negato il giusto processo alle persone esposte alla pena di morte. La sua procura ha inoltre perseguitato e arrestato riformisti, attivisti per i diritti umani ed esponenti dei media nell'ambito di una vasta repressione dell'opposizione politica.

Nell'ottobre 2018 ha annunciato ai media che quattro attivisti ambientali iraniani detenuti sarebbero stati accusati di “seminare corruzione sulla terra”, un'accusa che comporta la condanna a morte.

12.4.2011

28.

YASAGHI Ali-Akbar

Sesso: maschile

Ali-Akbar Yasaghi è il capo della sezione 26 della Corte suprema iraniana.

La Corte suprema è l'organo giurisdizionale di grado più elevato del sistema giudiziario iraniano ed è incaricata della corretta applicazione della legge. La Corte suprema è responsabile della conferma delle sentenze pronunciate da organi giurisdizionali di grado inferiore che, in termini procedurali o di contenuto, hanno violato gravemente i diritti umani. La Corte suprema conferma sistematicamente le condanne a morte e respinge i ricorsi contro tali sentenze senza adeguate deliberazioni.

Ali-Akbar Yasaghi è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran.

12.4.2011

59.

BAKHTIARI Seyyed Morteza

Luogo di nascita: Mashhad (Iran)

Data di nascita: 1952

Sesso: maschile

Seyyed Bakhtiari è il presidente della Imam Khomeini Relief Foundation (IKRF), una fondazione caritatevole collegata al regime coinvolta nelle consegne di armi per conto della Forza Quds del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC). Parte delle entrate dell'IKRF proviene dal sequestro di beni appartenenti a minoranze religiose. Inoltre, l'IKRF ha consentito abusi e sfruttamento sessuali di donne, subordinando gli aiuti alle vedove e alle donne prive di protezione al matrimonio temporaneo.

Seyyed Bakhtiari è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran.

10.10.2011

78.

RESHTE-AHMADI Bahram

Sesso: maschile

Bahram Reshte-Ahmadi è capo della direzione generale per la partecipazione pubblica e il capitale sociale del sistema giudiziario iraniano. Nel corso della sua carriera nel sistema giudiziario iraniano ha ricoperto cariche quali viceprocuratore a Teheran, vicecapo dell'Ufficio per gli affari penitenziari della provincia di Teheran e sovrintendente della Procura di Teheran. In tali vesti è stato direttamente coinvolto in violazioni dei diritti umani, negando agli imputati l'accesso all'assistenza legale e i contatti con le loro famiglie. Nel ricoprire tutti i suoi incarichi, compreso quello attuale, ha sostenuto il sistema giudiziario iraniano, il quale ignora e viola sistematicamente i diritti fondamentali degli imputati.

Bahram Reshte-Ahmadi è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran.

23.3.2012»;

3)

nell'elenco dal titolo «Entità», le voci 1 e 25 sono sostituite dalle corrispondenti voci seguenti:

 

Nome

Informazioni identificative

Motivi

Data di inserimento nell'elenco

«1.

Polizia Criminalità informatica

Luogo: Teheran (Iran)

Sito web: http://www.cyberpolice.ir

La polizia Criminalità informatica iraniana (FATA) è un'unità della polizia della Repubblica islamica dell'Iran. Ha il compito di vigilare sulle attività online e svolge un ruolo fondamentale nel monitoraggio dei social media e nel perseguimento dei cittadini sulla base dei contenuti digitali. La FATA prende spesso di mira dissidenti e oppositori del regime, nonché importanti figure culturali che non si attengono a rigorosi ruoli sociali e di genere, come le artiste. La FATA sopprime la libertà di espressione e impone la censura chiudendo le pagine dei social media o arrestando le persone che esprimono o promuovono opinioni non sostenute dal regime. La FATA è guidata da Vahid Majid, il quale ha più volte avvertito pubblicamente i cittadini che sarebbero state monitorate anche le normali conversazioni con i familiari sugli sviluppi nel paese e sulla politica, alimentando un clima di intimidazione e paura.

La FATA è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran.

12.3.2013

25.

Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC) Operational Base Karbala

کربلا

سپاه پاسداران انقلاب اسلامی

Indirizzo: Iran sudoccidentale (province di Khusestan, Lorestan e Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad)

Tipo di entità: unità militare del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC)

Sede principale di attività: Iran

Altre entità associate: Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC)

Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC) Operational Base Karbala [base operativa Karbala del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC)] costituisce il quartier generale regionale dell'IRGC nell'Iran sudoccidentale, nelle province di Khusestan, Lorestan e Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad.

La base operativa Karbala dell'IRGC ha ripetutamente represso con la violenza le proteste nella regione, collaborando strettamente con il ministero dell'Intelligence (MOIS) e le forze Basij. Ha inoltre monitorato e preso di mira le attività delle minoranze etniche nelle province.

La base operativa Karbala dell'IRGC è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran.

23.1.2023».


ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2026/776/oj

ISSN 1977-0707 (electronic edition)


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