NAT/899
L'impatto dei prezzi elevati dell'energia sul settore agricolo e le zone rurali
PARERE
Sezione Agricoltura, sviluppo rurale e ambiente
L'impatto dei prezzi elevati dell'energia sul settore agricolo e le zone rurali
(parere d'iniziativa)
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E-mail di contatto
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NAT@eesc.europa.eu
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Amministratore
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Nicolas STENGER
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Data del documento
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27/11/2023
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Relatore: Simo TIAINEN
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Decisione dell'Assemblea plenaria
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23/02/2023
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Base giuridica
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Art. 52, par. 2, del Regolamento interno
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Parere d'iniziativa
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Sezione competente
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Agricoltura, sviluppo rurale e ambiente
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Adozione in sezione
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22/11/2023
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Esito della votazione
(favorevoli/contrari/astenuti)
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48/0/0
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Adozione in sessione plenaria
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DD/MM/YYYY
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Sessione plenaria n.
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…
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Esito della votazione
(favorevoli/contrari/astenuti)
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…/…/…
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1.Conclusioni e raccomandazioni
1.1Gli aumenti dei prezzi dell'energia e i rischi di interruzioni dell'approvvigionamento energetico sono stati tra i principali motivi di preoccupazione dell'UE nell'ultimo anno, e sia l'Unione europea che gli Stati membri hanno adottato una vasta gamma di misure per farvi fronte. I prezzi elevati dell'energia hanno inferto un duro colpo alle zone rurali e, in particolare, al settore agricolo dell'UE.
1.2Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) osserva che la Commissione europea e gli Stati membri hanno introdotto varie misure per contrastare l'aumento dei prezzi dell'energia. Secondo il CESE, anziché proporre risposte politiche nazionali ad hoc, gli Stati membri dovrebbero migliorare l'uso degli strumenti previsti dai piani strategici nazionali della PAC per affrontare la crisi causata dai rapidi cambiamenti del mercato.
1.3Il CESE rileva che anche il rapido aumento dei prezzi e, di conseguenza, dei costi di produzione rappresenta una sfida per i meccanismi della politica agricola comune (PAC). Per questo motivo il CESE suggerisce alla Commissione di prendere in considerazione la possibilità di integrare elementi anticiclici negli strumenti della PAC dopo il 2027.
1.4Il CESE sostiene tutte le iniziative volte a ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche e dai fattori di produzione di origine fossile. Sottolinea la necessità di migliorare la coerenza delle politiche volte ad accelerare il ritmo della transizione verde, in particolare la decarbonizzazione e le energie non fossili. Oltre alle politiche agricole e rurali, anche altre politiche settoriali devono prestare maggiore attenzione a questi obiettivi.
1.5Il CESE sostiene fermamente l'idea che nelle pratiche contrattuali all'interno della filiera alimentare vi dovrebbe essere maggiore consapevolezza dei costi di produzione più elevati nella produzione primaria. I contratti relativi alla filiera alimentare sono generalmente rigidi e non tengono sufficientemente conto della rapida evoluzione dei costi di produzione. Il CESE afferma chiaramente la necessità di migliorare la situazione. Chiede che le diverse normative e prassi contrattuali siano armonizzate al fine di creare coerenza ed efficienza tra gli Stati membri. Sottolinea la necessità di migliorare la qualità dei dati statistici sui costi di produzione e i margini di prezzo degli agricoltori.
1.6I prezzi elevati dell'energia incidono sulle imprese e sull'attività economica nelle zone rurali. L'incertezza ha ridotto gli incentivi agli investimenti e innalzato la soglia per l'assunzione di lavoratori. Ciò comporta il rischio di minori opportunità di lavoro, in particolare nelle zone rurali e in quelle rurali remote, dove raramente esistono opportunità alternative di lavoro. Lo sviluppo delle infrastrutture energetiche sostiene la creazione di nuove opportunità occupazionali e può anche costituire fonti di reddito alternative all'agricoltura e ad altri operatori rurali.
1.7Il CESE sottolinea la fondamentale importanza del futuro e della prosperità delle zone rurali per la sicurezza alimentare, l'autonomia strategica e la resilienza dell'Europa, nonché per un mix energetico sostenibile che contribuisca all'indipendenza energetica dell'Unione. Il CESE ritiene importante impegnarsi a realizzare gli obiettivi della visione rurale a lungo termine dell'UE. A giudizio del CESE, inoltre, è particolarmente importante mantenere e sviluppare le infrastrutture rurali in tutta l'UE. L'idoneità e l'adeguata manutenzione delle infrastrutture migliorano la resilienza e consentono di adattarsi all'evoluzione della crisi.
1.8Il CESE sottolinea la necessità di riconoscere e promuovere il ruolo delle comunità energetiche locali e regionali per conseguire una transizione energetica equa ed efficiente nelle zone rurali. Secondo il CESE, le comunità energetiche offrono molteplici opportunità; in particolare, il Comitato giudica le comunità di energia rinnovabile assai interessanti in una prospettiva rurale. La promozione delle comunità energetiche locali e regionali deve essere accompagnata da un accesso agevole, da una burocrazia flessibile e da una riduzione degli oneri amministrativi. È importante che questo tipo di progetti nelle zone rurali siano sostenuti anche dai fondi dell'UE.
1.9Il CESE sottolinea l'importanza del risparmio energetico e dell'efficienza energetica nel consumo sia privato che pubblico. Tale obiettivo può essere conseguito, tra l'altro, mediante ristrutturazioni energetiche degli edifici, investimenti in nuovi macchinari e in altre tecnologie, nonché operazioni agricole caratterizzate da un minor consumo energetico.
2.Introduzione
2.1La guerra – crudele, non provocata e ingiustificata – scatenata illegittimamente dalla Russia contro l'Ucraina ha provocato una crisi energetica senza precedenti per l'Unione europea. I prezzi dell'energia hanno iniziato ad aumentare rapidamente nell'autunno 2021 e si sono impennati dopo lo scoppio della guerra alla fine di febbraio 2022. Il drastico aumento dei prezzi dell'energia ha messo in difficoltà i cittadini e le imprese in tutta l'UE. Gli aumenti dei prezzi dell'energia e i rischi di interruzioni dell'approvvigionamento energetico sono stati tra i principali motivi di preoccupazione dell'UE nell'ultimo anno, e sia l'Unione europea che gli Stati membri hanno adottato una vasta gamma di misure per farvi fronte. Allo stesso tempo, l'UE sta realizzando un'ambiziosa transizione verso un'economia neutra in termini di emissioni di carbonio. Il presente parere intende esaminare in modo più approfondito l'impatto dei prezzi elevati dell'energia sul settore agricolo e sulle zone rurali e formulare raccomandazioni per attenuarne gli effetti negativi.
2.2Il settore agricolo, che riveste un'importanza strategica per l'UE e rappresenta un elemento cruciale delle nostre zone rurali, ha risentito fortemente dei prezzi elevati dell'energia. La produzione agricola richiede, direttamente o indirettamente, una notevole quantità di energia attraverso l'uso di fattori di produzione ad alta intensità energetica, in particolare i fertilizzanti. L'aumento dei prezzi dell'energia ha inciso in modo significativo sui costi della produzione agricola e ha accresciuto l'incertezza sul mercato. Di conseguenza molti agricoltori hanno lamentato un indebolimento dei saldi di cassa e hanno avuto difficoltà a proseguire le loro attività.
2.3Molte attività agricole sono stagionali e quindi anche il relativo consumo energetico è stagionale. Nel corso della stagione è spesso difficile adeguare il consumo energetico in risposta agli aumenti dei prezzi o alle carenze energetiche. Durante il periodo vegetativo occorre eseguire l'irrigazione e altre pratiche di gestione delle acque e utilizzare le macchine agricole in modo tempestivo. Le rapide impennate dei prezzi comportano costi imprevisti e possono presentare rischi per la liquidità e la redditività delle aziende agricole e di altre operazioni rurali.
2.4Nelle zone rurali i prezzi elevati dell'energia hanno comportato un aumento dei costi di beni e servizi di prima necessità come il riscaldamento, l'elettricità, la logistica e i trasporti. Spesso nelle zone rurali l'accesso alle infrastrutture energetiche è limitato e le distanze da percorrere sono lunghe. Questa situazione ha pesantemente penalizzato la popolazione e le imprese delle zone rurali, dove il reddito medio è inferiore a quello delle zone urbane. I residenti nelle zone rurali corrono un rischio più elevato di esclusione sociale e di povertà energetica. Per le imprese rurali è inoltre sempre più difficile operare mantenendosi competitive. I prezzi elevati dell'energia hanno reso più difficile per le comunità rurali accedere a fonti energetiche affidabili e a prezzi accessibili, aggravando la minaccia della povertà rurale.
2.5I rapidi cambiamenti del mercato hanno ripercussioni sull'intera società. Le turbolenze nei mercati dell'energia sono state una delle principali fonti di inflazione nell'UE. Nel 2022 l'indice armonizzato dei prezzi al consumo per l'energia elettrica, il gas e altri combustibili, in media, è stato superiore del 60 % rispetto al livello dei prezzi del 2020. Nel settore agricolo la corrispondente variazione dei prezzi dell'energia è stata ancora più pronunciata. Nello stesso biennio i prezzi complessivi dell'energia in agricoltura sono aumentati dell'86 %.
3.Impatto dei prezzi elevati dell'energia sul settore agricolo
3.1L'andamento delle variazioni rilevate nel mercato dell'energia dell'UE nel 2021 e nel 2022 si riflette con la massima evidenza nelle variazioni dei prezzi del gas naturale. Il prezzo del gas naturale è un indicatore sufficiente dell'andamento complessivo dei prezzi dell'energia, poiché il gas è un'importante fonte di energia per il riscaldamento e determina i prezzi del mercato dell'energia elettrica nell'UE. Nell'agricoltura il gas naturale è un fattore produttivo importante per la produzione di fertilizzanti azotati. In aggiunta al mercato guidato dal gas naturale, l'andamento dei prezzi del petrolio a livello mondiale ha determinato un rapido aumento dei prezzi dei carburanti. L'aumento simultaneo dei prezzi del petrolio e del gas ha avuto un impatto molto maggiore nel settore agricolo.
3.2Per gli agricoltori l'aumento dei prezzi dell'energia incide in termini di costi di produzione diretti, fattori produttivi intermedi e consumi delle famiglie. Nel 2022 il prezzo complessivo dell'energia nella produzione agricola era aumentato dell'86 % rispetto al 2020. L'aumento più significativo si è registrato nei combustibili per riscaldamento (il 225 % in più rispetto al 2020). Il corrispondente aumento dei prezzi dei fertilizzanti è stato del 142 %; quello dell'elettricità del 72 %.
3.3I costi di produzione complessivi dell'agricoltura sono stati notevolmente più elevati a causa dell'aumento dei prezzi dei fattori di produzione. L'elasticità della domanda per i principali fattori di produzione agricoli è molto modesta; ciò significa che le variazioni della domanda sono inferiori alle variazioni dei prezzi.
3.4Nel settore agricolo, a causa delle rapide variazioni a breve termine dei prezzi, il margine di adeguamento è spesso assai ridotto, a seconda del segmento o del tipo di agricoltura. L'energia e i fertilizzanti rappresentano una quota relativamente significativa dell'uso totale dei fattori di produzione in agricoltura. Secondo Eurostat, nel 2022 la quota dell'energia nel settore agricolo dell'Unione è stata pari al 13,2 %. Inoltre i prezzi di altri fattori di produzione agricoli hanno registrato un aumento.
3.5Nel 2022 i costi dei fertilizzanti nel settore agricolo dell'UE sono aumentati del 103 % rispetto al 2020. Poiché si è osservato un aumento dei prezzi leggermente superiore alle variazioni dei costi, nel 2022 la quantità totale di fertilizzanti utilizzati nella produzione è diminuita rispetto al 2020. A titolo di confronto, nello stesso periodo i costi totali dell'energia sono aumentati del 66 %. Pertanto nel 2022 anche il consumo di energia in agricoltura è stato inferiore.
3.6L'impatto dei prezzi volatili dell'energia ha conseguenze sia a medio che a lungo termine. A medio termine, l'aumento dei costi di produzione dovuto all'energia può accelerare il ritmo dei cambiamenti strutturali nel settore agricolo, in termini sia di abbandono delle aziende agricole che di variazioni della produzione. Tali impatti sono inoltre simili a quelli che interessano altre imprese rurali. A lungo termine l'aumento dei prezzi dell'energia accelera il passaggio a pratiche di produzione più efficaci o efficienti, più economiche in termini di risorse naturali o fattori produttivi.
4.Impatto dei prezzi elevati dell'energia nelle zone rurali
4.1I fattori specifici che incidono sull'inflazione energetica variano a seconda della regione, del paese e delle circostanze individuali. L'impatto dei costi energetici crescenti è più marcato nelle zone rurali rispetto alle zone periurbane e urbane. Ciò si deve soprattutto all'aumento dei costi di distribuzione e di consegna, alla limitata concorrenza tra i fornitori di energia, ai problemi delle infrastrutture energetiche, alle sovvenzioni e alle differenze nelle politiche.
4.2La rapida crescita dei prezzi dell'energia e l'elevata inflazione complessiva hanno determinato una diminuzione del potere d'acquisto dei consumatori. In generale, l'andamento dei salari e dei redditi non è stato in grado di tenere il passo con il rapido aumento dell'inflazione.
4.3Nell'UE il prezzo medio dell'energia elettrica a carico dei consumatori è stato superiore del 44 % nel 2022 rispetto al 2020. Nello stesso periodo il prezzo al consumo del gas è aumentato del 72 % e quello dell'energia termica del 24 %. Dal 2020 al 2022 è cresciuta la quota relativa della spesa complessiva per consumi di energia elettrica, gas e altri combustibili.
4.4I prezzi elevati dell'energia hanno comportato un aumento del costo della vita per la popolazione rurale, con possibili conseguenze per la loro capacità di accedere a beni e servizi di prima necessità come il riscaldamento, l'elettricità e i trasporti. L'aumento dei prezzi dell'energia aggrava la povertà rurale. Individui o famiglie non possono permettersi di acquistare energia sufficiente. Ciò può tradursi in un accesso ridotto a sistemi affidabili di riscaldamento, raffrescamento e illuminazione, nonché in una minore capacità di soddisfare altre esigenze energetiche essenziali. La povertà energetica può avere effetti negativi sulla salute, l'istruzione e la qualità generale della vita nelle zone rurali, in particolare tra le popolazioni vulnerabili e gli anziani.
4.5I prezzi elevati dell'energia incidono pure sulle imprese e sull'attività economica nelle zone rurali. Anche al di fuori del settore agricolo molte imprese che operano nelle zone rurali hanno risentito di questa situazione. L'incertezza ha ridotto gli incentivi agli investimenti e innalzato la soglia per l'assunzione di lavoratori. Anche il settore del turismo, importante in molte zone rurali, ha risentito dei prezzi elevati dell'energia. Ciò comporta il rischio di minori opportunità di lavoro, in particolare nelle zone rurali e in quelle rurali remote, dove raramente esistono opportunità alternative di lavoro.
5.Osservazioni generali
5.1Il CESE osserva che la Commissione e gli Stati membri hanno introdotto varie misure per contrastare l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia. Tra tali misure figurano tra l'altro i pacchetti di sostegno eccezionale agli agricoltori più colpiti dalla situazione in Ucraina nel 2022 e dal persistere di costi elevati dei fattori di produzione nel 2023, l'aumento dei massimali per gli aiuti di importo limitato agli agricoltori, la flessibilità e l'eventuale sostegno alle imprese colpite dall'aumento dei costi energetici, nonché l'eliminazione temporanea dei dazi sui concimi, ad eccezione dei concimi originari della Russia e della Bielorussia. L'aumento dei prezzi dell'energia incoraggia gli investimenti in fonti energetiche alternative anche nel settore agricolo. Vi sono crescenti incentivi al miglioramento dell'agricoltura di precisione. Tecnologie dal costo elevato diventeranno redditizie in poco tempo e garantiranno rendimenti sempre più elevati a breve termine.
5.2Il CESE sostiene le iniziative della Commissione volte a ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche e dai fattori di produzione di origine fossile. Sulla base della comunicazione in merito alla disponibilità e all'accessibilità economica dei concimi
, la Commissione promuoverà un migliore accesso ai fertilizzanti organici e ai nutrienti provenienti da flussi di rifiuti riciclati, in particolare nelle regioni a basso uso di fertilizzanti organici, sosterrà la conversione dell'industria europea dei fertilizzanti azotati in un'industria basata sull'ammoniaca prodotta utilizzando idrogeno rinnovabile e ottenuto senza il ricorso a combustibili fossili, e garantirà un contesto normativo stabile ed efficace che disciplini la produzione di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio, assicurando in tal modo il rapido sviluppo di un mercato dei fertilizzanti basato sull'idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio. La Commissione europea deve porre maggiormente l'accento sulla promozione dell'uso di fertilizzanti organici nella futura PAC mediante regimi ambientali che ricompensino gli agricoltori.
5.3Secondo il CESE, anziché proporre risposte politiche nazionali ad hoc, gli Stati membri dovrebbero migliorare l'uso degli strumenti previsti dai piani strategici nazionali della PAC per affrontare la crisi causata dai rapidi cambiamenti del mercato. Da uno studio emerge che solo 14 Stati membri attuano gli strumenti di gestione del rischio della PAC nei rispettivi piani strategici nazionali della PAC. Tali strumenti dovrebbero includere assicurazioni sui costi o altre misure mirate ai costi. Gli strumenti attualmente approvati nell'ambito dei piani integrano principalmente i regimi assicurativi mirati alle perdite di raccolto o ad altri effetti meteorologici. Tuttavia, esiste anche un esempio di strumento di stabilizzazione del reddito utilizzato nei piani strategici nazionali della PAC approvati.
5.4Il CESE rileva che anche il rapido aumento dei prezzi e, di conseguenza, dei costi di produzione rappresenta una sfida per i meccanismi della politica agricola comune (PAC). Le sovvenzioni dirette della PAC sono spesso giustificate come strumento per stabilizzare i redditi degli agricoltori in un contesto di rapidi cambiamenti del mercato. Tuttavia, attualmente la PAC non può tener conto in misura sufficiente dell'impatto sull'agricoltura del rapido aumento dei costi di produzione. Per questo motivo il CESE suggerisce alla Commissione di considerare l'integrazione negli strumenti della PAC dopo il 2027 di elementi anticiclici con un adeguato finanziamento. Le misure anticicliche collegherebbero più strettamente i livelli di sostegno all'andamento del mercato e rafforzerebbero la rete di sicurezza contro l'aumento dei costi e il calo dei profitti.
5.5Il CESE sostiene fermamente l'idea che nelle pratiche contrattuali all'interno della filiera alimentare vi dovrebbe essere maggiore consapevolezza della variazione dei costi di produzione nella produzione primaria. I contratti relativi alla filiera alimentare sono generalmente rigidi e non tengono sufficientemente conto della rapida evoluzione dei costi di produzione. Il CESE afferma chiaramente la necessità di migliorare la situazione. Il CESE chiede che le diverse normative e prassi contrattuali siano armonizzate al fine di creare coerenza ed efficienza tra gli Stati membri.
5.6Il Green Deal europeo e la strategia "Dal produttore al consumatore" mirano a ridurre l'uso di fertilizzanti inorganici azotati in agricoltura. Ridurre la dipendenza dell'agricoltura dell'UE dai fertilizzanti azotati di origine fossile è un obiettivo fondamentale. Un miglior uso dei nutrienti riciclati e delle fonti di azoto non fossili andrebbe a vantaggio dell'ambiente e offrirebbe nuove opportunità commerciali e di innovazione a livello regionale, aspetto importante anche per conseguire l'obiettivo della neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2050.
5.7Il CESE sottolinea la necessità di migliorare la coerenza delle politiche volte ad accelerare il ritmo della transizione verde, in particolare la decarbonizzazione e le energie non fossili. Oltre alle politiche agricole e rurali, anche altre politiche settoriali devono tenere maggiormente conto di questi obiettivi. A tal fine è pertanto necessario utilizzare in maniera più efficace il capitale di investimento e i regimi di venture capital al di fuori del bilancio dell'UE. Per garantire la coerenza delle politiche, si dovrebbe applicare la verifica rurale a tutti i regimi strategici.
5.8Il CESE sottolinea la fondamentale importanza del futuro e della prosperità delle zone rurali per la sicurezza alimentare, l'autonomia strategica e la resilienza dell'Europa, nonché per un mix energetico sostenibile che contribuisca all'indipendenza energetica dell'Unione. Il CESE invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere ulteriormente le zone rurali nell'ampliamento della produzione sostenibile di energia rinnovabile, anche eliminando gli ostacoli esistenti, decentralizzando i sistemi di produzione e stoccaggio, rafforzando le reti energetiche e formando professionisti qualificati, nonché a promuovere l'uso delle energie rinnovabili quale mezzo per contribuire all'autonomia energetica, alla diversificazione del reddito e alla lotta contro la povertà energetica e i cambiamenti climatici.
5.9Secondo il CESE è particolarmente importante mantenere e sviluppare le infrastrutture rurali in tutta l'UE. L'idoneità e l'adeguata manutenzione delle infrastrutture migliorano la resilienza e consentono di adattarsi all'evoluzione della crisi. Una rete globale a banda larga in tutte le zone rurali costituisce un elemento essenziale delle infrastrutture. La banda larga riduce la necessità degli spostamenti tra casa e lavoro, creando così migliori condizioni per il lavoro a distanza; migliora inoltre le condizioni operative delle imprese rurali, contribuendo direttamente all'occupazione rurale.
5.10Il CESE sottolinea che le energie rinnovabili e la promozione della produzione locale di energia e delle comunità energetiche rappresentano una parte importante della visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE. Il CESE ritiene importante impegnarsi a realizzare gli obiettivi di detta visione. A tale riguardo riconosce l'importanza di iniziative come il patto rurale, che rafforza la governance multilivello, facilita la collaborazione tra le parti interessate e contribuisce attivamente alla promozione delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile nel settore agricolo e nelle zone rurali.
5.11Il CESE insiste sulla necessità di riconoscere e promuovere il ruolo delle comunità energetiche locali e regionali per conseguire una transizione energetica equa ed efficiente nelle zone rurali. Le comunità energetiche rappresentano nuove forme di produzione e consumo di energia. Secondo il CESE, le comunità energetiche offrono molteplici opportunità; in particolare, il Comitato giudica le comunità di energia rinnovabile assai interessanti in una prospettiva rurale. Esistono diversi esempi di comunità energetiche efficienti, come Wildpoldsried, Elektrizitätswerke Schönau, Mutterscholz e Claremorris and Western District Energy Co‑Op.
5.12Gli investimenti in biogas, in energia eolica e solare e in altre energie rinnovabili contribuiscono a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e a migliorare l'autosufficienza energetica complessiva all'interno dell'UE. Sarebbe opportuno potenziare tali investimenti, in particolare nelle aziende agricole. Sulla base di questi investimenti le reti energetiche locali e regionali potrebbero stabilizzare il mercato dell'energia e fornire meccanismi di sicurezza per contrastare le turbolenze del mercato, in particolare per i consumatori rurali, gli agricoltori e le piccole imprese.
5.13Il CESE sottolinea l'importanza di risparmiare energia e migliorare l'efficienza energetica. Oltre ad altri benefici, il risparmio energetico può contribuire a rafforzare la resistenza alle crisi future. Esistono molte possibilità di risparmio energetico, come un migliore isolamento degli edifici, una maggiore efficienza energetica, un uso più intelligente dell'elettricità, diverse opzioni di mobilità e il lavoro a distanza. In agricoltura, tali possibilità comprendono, tra l'altro, l'agricoltura di precisione e metodi di produzione e macchine più efficienti sotto il profilo energetico e dei combustibili.
Bruxelles, 22 novembre 2023
Peter SCHMIDT
Il presidente della sezione Agricoltura, sviluppo rurale ed ambiente
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