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PARERE
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Comitato economico e sociale europeo
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Attuazione delle strategie macroregionali dell'UE
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Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull'attuazione delle strategie macroregionali dell'UE
[COM(2022) 705 final]
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ECO/609
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Relatore: Stefano PALMIERI
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Correlatore: Dimitris DIMITRIADIS
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Consultazione
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Commissione europea, 02/05/2023
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Base giuridica
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Articolo 34 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea
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Sezione competente
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Unione economica e monetaria, coesione economica e sociale
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Adozione in sezione
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30/05/2023
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Adozione in sessione plenaria
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14/06/2023
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Sessione plenaria n.
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579
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Esito della votazione
(favorevoli/contrari/astenuti)
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169/1/2
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1.Conclusioni e raccomandazioni
1.1Il CESE riconosce che le strategie macroregionali (MRS) svolgono un ruolo importante nella coesione sociale, territoriale ed economica delle regioni e contribuiscono all'integrazione europea dei paesi limitrofi.
1.2Il CESE sottolinea che le MRS affrontano questioni che richiedono una cooperazione tra diversi paesi (e tra diversi attori al loro interno) sulla base di un approccio di governance intersettoriale e multilivello. Pertanto, i diversi attori dovrebbero adoperarsi per rendere possibile la coesistenza tra interesse nazionale e principio di cooperazione, semplificando nel contempo le procedure burocratiche e complesse che rendono le MRS meno attraenti.
1.3A giudizio del CESE, si dovrebbero compiere maggiori sforzi per rafforzare le MRS affinché possano essere leader del cambiamento, ispirare fiducia e promuovere i valori europei, in particolare per quanto riguarda la coesione sociale, territoriale ed economica delle regioni e l'integrazione dei paesi vicini, nonché l'Agenda 2030.
1.4Il CESE osserva che le MRS hanno dimostrato di essere strumenti utili per affrontare la crisi sanitaria e gli effetti dell'invasione russa dell'Ucraina. Nello specifico, l'EUSDR e l'EUSBSR hanno svolto un ruolo importante nel rafforzare i collegamenti tra l'Ucraina e l'UE per l'integrazione dei rifugiati ucraini e nel creare corridoi sicuri per le merci.
1.5Per quanto riguarda le transizioni verde, digitale e sociale, il CESE osserva che il processo di attuazione varia tra le MRS a causa dei diversi livelli e capacità di attuazione delle politiche settoriali, come pure del livello di preparazione dei paesi terzi. Il CESE ritiene opportuno affrontare le disparità attraverso misure specifiche, in particolare per quanto riguarda le regioni più svantaggiate, per evitare che la competitività economica e la coesione sociale si trasformino in criticità determinando, in ultima analisi, un approfondimento del divario tra le regioni più "sviluppate" e quelle che lo sono meno.
1.6Il CESE ritiene fondamentale rafforzare il collegamento tra le transizioni verde, digitale e sociale per spostare il centro dell'attenzione dal produrre "di più" al produrre "meglio", evitando così lo spreco rappresentato dalla sovrapproduzione, nel pieno rispetto del principio dell'autonomia strategica. In tal senso, è importante valorizzare gli approcci di specializzazione intelligente e di clustering ("raggruppamento"), nonché offrire un'istruzione e una formazione adeguate, approfondite e pertinenti.
1.7Il CESE tiene conto del fatto che le organizzazioni della società civile e le parti sociali svolgono un ruolo fondamentale nel contribuire a migliorare il processo decisionale, in particolare avvicinando le comunità locali e regionali alle MRS, e incoraggia gli Stati membri, ma anche la Commissione europea, a coinvolgere in misura ancora maggiore le organizzazioni della società civile, le parti sociali e gli enti della governance regionale e locale, in modo da rafforzare il senso di titolarità dei programmi.
1.8Inoltre, ai fini dell'efficienza e dell'efficacia delle quattro MRS, diventa importante rafforzare lo sviluppo delle capacità degli attori locali statali e non statali. Per il CESE è importante che vengano avviati dei processi di informazione e formazione destinati a questi soggetti. In tale contesto, il CESE propone di istituire un sistema di scambio di breve e media durata, simile al programma Erasmus, riguardante i funzionari pubblici delle regioni partecipanti alle MRS. Il CESE accoglie con favore l'iniziativa di creare un dialogo istituzionalizzato tra i cittadini nelle macroregioni e ritiene di poter dare un contributo in tal senso. È altresì importante che lo stesso CESE, in quanto casa della società civile organizzata e delle parti sociali, svolga un ruolo più attivo e faccia parte del comitato direttivo di tutte le MRS. In tal modo, le sinergie e la cooperazione possono diventare più efficaci e visibili. A questo proposito, il CESE propone di organizzare dei forum con i rappresentanti della società civile e delle parti sociali negli Stati membri partecipanti alle MRS.
1.9Inoltre, il CESE invita tutte le MRS a esaminare le possibilità di invertire la tendenza che vede uno scarso coinvolgimento dei principali motori locali per lo sviluppo (PMI, cluster industriali esistenti, banche locali, imprese sociali, sindacati, università, ONG e altre organizzazioni della società civile) nonché di imprese multinazionali e istituzioni finanziarie e banche internazionali, un aspetto, questo, che riveste un'importanza cruciale. Nel contesto delle MRS, l'adozione del principio di partenariato dovrebbe essere pienamente assicurata con il totale coinvolgimento delle parti interessate.
1.10Il CESE sottolinea l'importanza di allineare le MRS agli obiettivi dell'Agenda 2030 e di creare complementarità con quelli della politica di coesione 2021-2027 per rendere più efficaci le iniziative macroregionali.
1.11Nonostante gli sforzi compiuti dalla Commissione europea per aumentare la visibilità delle MRS, il CESE ritiene che una migliore comunicazione non dipenda da un unico attore chiave, bensì da un maggiore coinvolgimento degli Stati membri e dei paesi terzi che partecipano alle MRS. Il CESE può dare un contributo in tal senso, e la partecipazione multilivello della società civile a questo processo può essere essenziale.
1.12Il CESE suggerisce di prendere in considerazione un approccio diverso per la governance delle MRS. Poiché il livello politico è rappresentato dai ministri degli Affari esteri, il livello operativo dovrebbe essere consolidato attraverso una cooperazione rafforzata con i ministeri degli Affari europei e quelli responsabili dei fondi dell'UE. Anche la partecipazione degli enti regionali, tramite il potenziamento della loro capacità amministrativa e il rafforzamento della pianificazione territoriale, è fondamentale per l'attuazione delle MRS.
1.13Il CESE auspica che, con l'approvazione della relazione da parte della commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo, siano mature le condizioni per l'attuazione di una MRS anche nelle regioni del Mediterraneo occidentale.
1.14Nell'ambito del processo di valutazione della futura politica di coesione, sarà necessario valutare attentamente i miglioramenti da apportare alle MRS per sfruttarne appieno il potenziale.
2.Introduzione
2.1A partire dal 2009, l'Unione europea ha definito lo strumento delle strategie macroregionali, quali quadri integrati di cooperazione rafforzata che consentono a paesi della stessa regione di affrontare congiuntamente problematiche comuni o di sfruttare al meglio il potenziale che hanno in comune.
2.2La definizione di una strategia macroregionale è avviata da Stati membri e paesi terzi che condividono una medesima area geografica: il territorio coperto dalle strategie è individuato sulla base di caratteristiche fisiche (il bacino di un fiume, un bacino marittimo, una catena montuosa) e di collegamenti preesistenti di carattere storico, socioeconomico e culturale; tale strategia rappresenta la risposta necessaria alle sfide derivanti da un'espansione in rapida evoluzione dell'Unione europea (UE).
2.3Le strategie macroregionali forniscono quadri di cooperazione integrati e rafforzati per affrontare congiuntamente le sfide e le opportunità in territori specifici dell'UE, laddove queste non possano essere affrontate individualmente con strumenti comuni. Inoltre, date le circostanze attuali, tali strategie possono costituire uno strumento importante per promuovere un'espansione territoriale dell'influsso dell'UE.
2.4Con il presente parere il CESE esprimerà la propria valutazione in riferimento alla 4a relazione sull'attuazione delle strategie macroregionali dell'UE, tenendo conto che nel periodo oggetto della relazione, dalla metà del 2020 alla metà del 2022, i 19 Stati membri e i 10 paesi terzi che fanno parte delle strategie macroregionali dell'UE hanno dimostrato una notevole resilienza a shock esterni gravi e continui, e hanno dovuto trasformare le normali azioni di cooperazione in attività di solidarietà per affrontare insieme gli effetti della COVID-19 e l'aggressione militare ingiustificata della Russia contro l'Ucraina.
3.Valutazione generale dell'attuazione delle strategie macroregionali
3.1Strategia dell'UE per la regione del Mar Baltico (EUSBSR)
3.1.1La strategia dell'UE per la regione del Mar Baltico, lanciata nel 2009, comprende otto Stati membri dell'UE e quattro paesi terzi limitrofi. La strategia ha tre obiettivi chiave: "salvare il mare", "collegare la regione" e "aumentare la prosperità", ed è suddivisa tematicamente in 14 aree politiche interconnesse, tra cui i rischi, la bioeconomia, la salute o l'istruzione.
3.1.2In termini di finanziamenti, il programma Interreg per la regione del Mar Baltico ha svolto sin dall'inizio un ruolo chiave nel finanziamento dell'attuazione della macroregione. Per il periodo 2014-2020, il programma Interreg ha contribuito con circa 278 milioni di EUR alla realizzazione di progetti nella regione. Per il periodo 2021-2027 il programma Interreg Mar Baltico avrà una dotazione di 259 milioni di EUR.
3.1.3Nel 2021 il piano d'azione dell'EUSBSR è stato riveduto, riducendo il numero di azioni, introducendo un sistema per facilitare una più stretta cooperazione tra le parti interessate (comprese le parti economiche e sociali) e istituendo un nuovo strumento inteso a fornire supporto amministrativo e tecnico per la gestione, lo sviluppo e la comunicazione della strategia, il Baltic Sea Strategic Point (BSP).
3.1.4L'EUSBSR ha aiutato i territori coinvolti nel raggiungimento degli obiettivi stabiliti di crescita sostenibile e intelligente. Nonostante il fatto che la sospensione della cooperazione con la Russia e la Bielorussia a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina abbia creato un ostacolo alla risoluzione dei problemi principali nella regione, la strategia ha il potenziale per affrontare le sfide emergenti.
3.2Strategia dell'Unione europea per la regione danubiana (EUSDR)
3.2.1La strategia dell'UE per la regione danubiana (EUSDR), avviata nel dicembre 2010 e aggiornata nel 2020, comprende 14 paesi (9 Stati membri dell'UE e 5 paesi terzi) ed è organizzata attorno a quattro pilastri principali: 1) collegare la regione; 2) proteggere l'ambiente; 3) costruire la prosperità; 4) rafforzare la regione. Questi quattro obiettivi sono ulteriormente suddivisi in 12 settori prioritari.
3.2.2Per quanto riguarda i finanziamenti, nel periodo 2014-2020 il sostegno principale è stato offerto dal Programma transnazionale per il Danubio (Interreg) per un totale di 231 milioni di EUR. Per il periodo 2021-2027, tuttavia, il programma metterà a disposizione un totale di 213,1 milioni di EUR.
3.2.3Nel 2020 il piano d'azione è stato modificato inserendo le sue attività in un contesto strategico e riorganizzando gli obiettivi. La revisione aveva tre finalità: razionalizzare le azioni riducendone il numero da 137 a 85; qualificare il piano di azione come guida strategica per l'attuazione dell'EUSDR; rendere il piano d'azione più coerente con altri programmi e strumenti di finanziamento, in particolare con i programmi della politica di coesione, ma anche con altri strumenti e programmi di finanziamento dell'UE, nonché con i finanziamenti nazionali, regionali e locali dei paesi danubiani. La revisione del piano d'azione ha permesso di allineare le azioni previste dall'EUSDR alle nuove priorità dell'UE, tra cui il Green Deal europeo. Sono stati compiuti notevoli passi avanti attraverso attività di coinvolgimento dei giovani e il rafforzamento della cooperazione con i fondi dell'UE.
3.2.4Nonostante la revisione del piano di azione, la strategia macroregionale per la regione danubiana si trova di fronte a una serie di criticità che ne rallentano l'attuazione: le tangibili differenze socioeconomiche che caratterizzano la regione, la mancanza di risorse finanziarie e lo scarso impegno politico dei paesi coinvolti. Inoltre, i paesi partecipanti sono impegnati ad affrontare sfide globali più ampie, come la ripresa post-pandemia, i cambiamenti climatici e la transizione digitale, che potrebbero distoglierli dagli sforzi intesi a migliorare l'attuazione dell'EUSDR.
3.3Strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR)
3.3.1Avviata nel 2014, l'EUSAIR riunisce 10 paesi (4 Stati membri dell'UE e 6 paesi terzi) ed è strutturata attorno a quattro pilastri principali: crescita blu; collegare la regione; qualità ambientale; turismo sostenibile. Il Facility point dell'EUSAIR fornisce un sostegno operativo per il coordinamento e l'attuazione.
3.3.2Per quanto riguarda i finanziamenti per il periodo 2014-2020, il programma Interreg ADRION ha messo a disposizione 118 milioni di EUR per finanziare progetti nell'ambito dei quattro pilastri dell'EUSAIR, compreso il sostegno alla governance dell'EUSAIR nell'ambito dell'asse prioritario 4. Per il periodo 2021-2027 saranno disponibili 136,7 milioni di EUR a titolo del programma Interreg Adriatico-Ionio.
3.3.3Il CESE prende atto con soddisfazione degli sforzi compiuti nell'ambito dell'EUSAIR per istituire un consiglio della gioventù al proprio interno, e invita le altre MRS a rafforzare il funzionamento dei consigli della gioventù. Esorta tutte le MRS a responsabilizzare i suddetti consigli e a istituzionalizzare il dialogo con essi, eventualmente nel quadro dei forum annuali.
3.3.4Nel novembre 2021, attraverso la Relazione sul riposizionamento della Strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica (EUSAIR), l'UE ha ridefinito l'identità del marchio EUSAIR con l'obiettivo di renderla più comprensibile al suo pubblico di riferimento. Si evidenzia la necessità di rafforzare l'allineamento dell'EUSAIR alle priorità politiche dell'UE, come il Green Deal europeo e la transizione digitale, mettendo al contempo la società civile e i giovani al centro delle sue priorità.
3.3.5Con riferimento ai progressi compiuti dall'EUSAIR, nonostante i risultati ottenuti in termini di stabilità della regione e convergenza tra i paesi, rimangono alcune opportunità non sfruttate per ottenere sinergie con altre iniziative multilaterali nella macroregione, e si registrano tuttora delle disparità tra i paesi UE e quelli non appartenenti all'UE. La strategia abbraccia troppe dimensioni, copre un'area geografica molto complessa ed eterogenea e persegue troppi obiettivi.
3.4Strategia dell'UE per la regione alpina (EUSALP)
3.4.1Quella per la macroregione alpina (EUSALP), avviata nel 2015, è la strategia più recente approvata dall'UE. Coinvolge sette Stati, di cui cinque membri dell'UE e due paesi terzi, e copre tre aree tematiche: crescita economica e innovazione; mobilità e connettività; ambiente ed energia. Le tre aree tematiche sono integrate da un'area politica trasversale sulla governance, che ha il compito di garantire un solido modello di governance macroregionale per la regione.
3.4.2In riferimento ai finanziamenti nel periodo 2014-2020, il programma Interreg Spazio Alpino ha messo a disposizione per la macroregione 139 milioni di EUR, mentre per il periodo 2021-2027 è disponibile un totale di 107 milioni di EUR, incentrati su quattro priorità che garantiscono una regione alpina resiliente al clima e verde, con zero emissioni di carbonio.
3.4.3Nonostante il netto divario tra aree urbane e rurali montane, la macroregione è caratterizzata da una forte interdipendenza socioeconomica. Alcuni dei paesi che partecipano all'EUSALP (Germania, Austria, Slovenia e Italia) sono coinvolti in altre strategie macroregionali, e questo ha determinato delle criticità. È evidente la necessità di un maggiore impegno nei processi di governance per trasformare le sovrapposizioni in complementarietà.
3.4.4Rispetto alle altre strategie macroregionali, l'EUSALP appare ben strutturata, in quanto la regione alpina ha un tessuto istituzionale strutturato e una lunga tradizione di cooperazione attraverso la Convenzione delle Alpi e altre iniziative, come Arge Alp, Euromontana, Alleanza nelle Alpi (rete di comuni), Alparc (rete di aree protette) e il Comitato scientifico internazionale per la ricerca nelle Alpi, e altre organizzazioni che operano nell'area. I due paesi non appartenenti all'UE, Svizzera e Liechtenstein, hanno un'elevata capacità istituzionale e amministrativa, che consente loro di cooperare con gli Stati membri dell'UE allo stesso livello.
4.Lo scenario macroregionale e la guerra in Ucraina
4.1Le strategie macroregionali hanno subito, direttamente ed indirettamente, gli effetti della guerra in Ucraina. Le attività di cooperazione delle macroregioni dell'UE hanno dovuto focalizzarsi sulle iniziative di solidarietà per affrontare insieme gli effetti dell'aggressione militare ingiustificata della Russia contro l'Ucraina.
4.2Delle quattro strategie macroregionali, l'EUSDR e l'EUSBSR sono quelle che hanno indubbiamente esercitato un'influenza "diretta" sull'attuazione delle attività di cooperazione;
·l'EUSDR e l'EUSBSR (comprese le organizzazioni della società civile e le parti sociali che vi aderiscono) hanno svolto un ruolo importante nel sostenere l'Ucraina sin dall'inizio della guerra, contribuendo a rafforzare i collegamenti fra tale paese e l'UE. Le attività si sono concentrate sull'integrazione dei rifugiati ucraini e sulla creazione di corridoi sicuri per il trasporto delle merci. Questo impegno è stato fortemente manifestato dalla presidenza ucraina della strategia per la regione danubiana nel 2022. Nonostante la guerra, l'Ucraina ha notevolmente aumentato il proprio coinvolgimento in tutti i settori prioritari della strategia per la regione danubiana;
·l'EUSBSR ha sospeso ogni tipo di cooperazione con la Russia e la Bielorussia. Questo è anche il motivo per cui la strategia punta ora a un ulteriore rafforzamento del suo ruolo di punto d'incontro strategico per la cooperazione tra gli Stati membri dell'UE, la Norvegia e l'Islanda.
4.2.1Tuttavia, sebbene l'orientamento a lungo termine delle strategie macroregionali non dovrebbe essere modificato con facilità, nello specifico i cambiamenti strutturali intervenuti nella scena geopolitica globale – la guerra in Ucraina è un evento rilevante in questo contesto – incidono sul contenuto di tutte e quattro le MRS, in quanto riportano in primo piano l'importanza della coesione e della collaborazione transregionale/transfrontaliera nella stessa Europa e anche nello spazio eurasiatico.
5.Il ruolo e l'impatto delle strategie macroregionali nell'attuazione dei processi delle transizioni verde, digitale e sociale
5.1Sebbene le quattro strategie macroregionali aiutino a conseguire gli obiettivi fissati sia per la duplice transizione verde e digitale che per la transizione sociale dell'UE, è evidente che il processo di conseguimento varia tra le diverse MRS a causa dei differenti livelli e capacità di attuazione delle politiche settoriali (ambientali, digitali / di innovazione e sociali), come pure del livello di preparazione dei paesi terzi ad affrontare le sfide poste dalle "transizioni".
5.2Si evidenzia che tali disparità, se non vengono affrontate tramite specifiche azioni di sostegno e di finanziamento, soprattutto in riferimento alle MRS più in difficoltà, rischiano di trasformarsi – da volano per la competitività economica e la coesione sociale – in fattori di criticità che determineranno l'aumento del divario tra i territori più "sviluppati" e quelli che lo sono meno. Questo rappresenta una sfida anche nel caso delle regioni periferiche o remote, che sono sempre svantaggiate rispetto a quelle centrali, urbane o metropolitane. In questo contesto, il sostegno e gli incentivi per la cooperazione regionale e transfrontaliera possono risultare molto utili.
5.3Dall'esame approfondito della 4a relazione e dall'analisi dei progetti finanziati dai programmi Interreg operativi nel periodo 2014-2020, si evidenzia una stretta correlazione fra transizione verde e transizione digitale. Sono stati avviati e realizzati diversi progetti, ma non è chiaro se tali iniziative siano state realmente efficaci per assistere il cambiamento. Il CESE ritiene opportuno che i risultati raggiunti siano capitalizzati attraverso le opportunità rese disponibili dai programmi Interreg 2021-2027.
5.4Per il CESE, il punto debole di tutte le MRS sta nel fatto che i processi della duplice transizione verde e digitale sono collegati in misura minore a quelli sociali, il che limita in molti casi la dimensione sociale a forme di coinvolgimento e partecipazione di gruppi non del tutto rappresentativi dei bisogni e degli interessi della società civile e delle parti sociali. Nel parere esplorativo sul tema Verso una migliore convergenza economica e una maggiore competitività all'interno delle macroregioni: l'esempio della strategia dell'UE per la regione danubiana e il ruolo dei cluster transnazionali, il CESE ha sottolineato che i risultati, in termini di riduzione delle disparità sociali e territoriali e di promozione della sostenibilità ambientale, rimangono modesti, e che ciò è probabilmente dovuto alla complessità della governance e degli accordi intergovernativi, al livello di burocrazia, alla mancanza di omogeneità interregionale e all'insufficiente coinvolgimento delle parti sociali, degli agenti socioeconomici e delle organizzazioni della società civile.
5.5L'obiettivo delle strategie per la duplice transizione verde e digitale è quello di spostare l'accento dal produrre "di più" al produrre "meglio". Tale approccio, nonostante sia giusto e coerente con gli indirizzi del CESE, presenta dei problemi che, se non gestiti, rischiano di trasformare il valore aggiunto in criticità. Infatti, i livelli di occupazione e le entrate fiscali sono strettamente legati alla crescita del PIL: se il PIL si contrae, diventa più difficile finanziare la sanità, l'istruzione e la giustizia sociale.
5.6La risposta dell'UE a questo paradosso è il Green Deal europeo, un insieme di misure a favore di una crescita economica sostenibile che tenga conto di ambiente, risorse naturali e coesione sociale. Nonostante l'importanza strategica del Green Deal europeo, molti fattori potrebbero mettere a rischio il suo successo nell'accompagnare le transizioni. La riduzione del capitale umano disponibile e l'aumento della spesa sanitaria e pensionistica rischiano di determinare nelle MRS la riduzione delle risorse necessarie a favorire gli investimenti nella "duplice transizione verde e digitale".
5.7La duplice transizione (verde e digitale), soprattutto a livello di MRS, rischia di essere uno strumento necessario ma non sufficiente, che richiede misure accessorie al fine di realizzare, accanto alla crescita economica, lo sviluppo sostenibile e olistico della società.
5.7.1La specializzazione intelligente e i cluster sono importanti per la duplice transizione: i) promuovere la creazione di reti e di cluster tra le imprese è stato uno dei metodi più efficaci per sostenere l'innovazione e lo sviluppo tra le PMI; ii) l'intermediazione sotto forma di servizi di consulenza e servizi amministrativi (attraverso agenzie per lo sviluppo regionale, camere di commercio, gestori di cluster ecc.) rafforza l'efficacia della creazione di reti e di cluster (cfr. il contenuto del parere esplorativo del CESE).
5.8Inoltre, il CESE afferma che, per riuscire a trasformare la duplice transizione verde e digitale da sfida in opportunità concreta, occorre rafforzare la transizione sociale, creando piattaforme di co‑sviluppo nelle quali assegnare un ruolo prioritario alla società civile e alle parti sociali in modo che i bisogni e i problemi delle parti sociali ed economiche siano il fulcro delle scelte di sviluppo e coesione.
5.9Le MRS dovrebbero essere utilizzate come piattaforme di sperimentazione per la definizione di strumenti innovativi, come ad esempio le iniziative in materia di "fiscalità sostenibile e sistemi di incentivi", ossia la creazione di un sistema fiscale che consenta di provvedere alle esigenze della società anche in presenza di una crescita economica debole o negativa. Tali interventi rappresentano forme evolute di resilienza in grado di anticipare le crisi che ormai affliggono ciclicamente i territori delle MRS.
5.10Si rileva la necessità di utilizzare le MRS come strumenti a sostegno del "cambiamento culturale" per la pianificazione di strategie e la realizzazione di iniziative in grado di aiutare a raggiungere gli obiettivi della politica di coesione e dell'Agenda 2030. A tale proposito il CESE sottolinea la scarsa collaborazione tra le diverse MRS e, conseguentemente, la necessità di rafforzare e promuovere strumenti di sviluppo delle capacità trans-macroregionali.
5.11Al fine di adattarsi in particolare alla transizione digitale, le MRS dovrebbero essere sostenute, principalmente attraverso l'offerta di un'istruzione e di una formazione adeguate e approfondite. Data la varietà dei paesi partecipanti alle MRS (Stati membri dell'UE, paesi candidati, ecc.), è necessario colmare il divario tra di essi in questo ambito. Nel parere esplorativo il CESE sostiene che in futuro le strategie macroregionali trarranno ampio beneficio da reti efficienti per le attività nel settore dell'istruzione in riferimento alla digitalizzazione della produzione, nonché da iniziative per creare ecosistemi di ricerca e innovazione interregionali efficaci, nelle attività di R&S di base e applicate.
6.La dimensione territoriale delle strategie macroregionali e il coinvolgimento della società civile e delle parti sociali
6.1Sebbene le strategie macroregionali siano allineate all'obiettivo generale della politica di coesione, il CESE ritiene che, per contribuire a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale, occorra consolidare e migliorare le iniziative dal basso (bottom up), soprattutto in riferimento alle attività di programmazione e pianificazione, come ad esempio per la definizione degli strumenti attuativi dei finanziamenti europei a gestione indiretta.
6.2Il CESE ritiene necessario che l'approccio territoriale diventi l'elemento centrale dell'attuazione delle MRS, in controtendenza rispetto ad alcune situazioni in cui le MRS appaiono come lo strumento applicativo a livello regionale e locale delle strategie europee. Al contrario, le strategie europee dovrebbero rappresentare i contenitori nell'ambito dei quali avviare iniziative simili ai CLLD (Community-led local development o "sviluppo locale di tipo partecipativo") per caratterizzare gli interventi in riferimento ai territori in cui è necessario intervenire.
6.3Il coinvolgimento, la titolarità e la motivazione dei cittadini possono essere rafforzati da un maggiore coinvolgimento degli enti della governance locale e regionale e da piccoli progetti regionali o transfrontalieri i cui risultati siano diretti e visibili. Validi esempi al riguardo sono i progetti di cooperazione in caso di emergenza sanitaria e ospedaliera o il progetto, similmente strutturato, di cooperazione in materia di difesa dalle catastrofi, che si trovano a dover risolvere lo stesso tipo di problemi, ma offrono anche benefici analoghi.
6.4Le sfide che le macroregioni hanno affrontato, anche in riferimento all'emergenza COVID-19 e alla guerra in Ucraina, e quelle che dovranno affrontare nei prossimi anni richiederanno, oltre a un sostegno politico forte, anche una maggiore partecipazione della società civile e delle parti sociali al processo di governance e attuazione, così come un sistema imprenditoriale rafforzato attraverso interventi finalizzati ad assistere la competitività delle PMI.
6.5Nonostante le iniziative realizzate in ciascuna delle MRS, è evidente che quello che è stato fatto deve essere implementato per dotare le MRS di un'effettiva "dimensione orizzontale" (partecipazione della società civile) che integri e qualifichi la "dimensione verticale" (partecipazione di regioni ed enti locali) e la governance multilivello nel pieno rispetto del principio di "sussidiarietà e proporzionalità", evitando che gli obiettivi di singoli Stati e territori prevalgano sugli interessi comuni.
6.6Il CESE ritiene necessario promuovere, a livello regionale e locale, un processo quanto più ampio possibile di formazione, discussione e condivisione in rapporto alle scelte economiche, sociali e ambientali che interessano le macroregioni. Tale obiettivo potrà essere perseguito attraverso metodologie già sperimentate in altri contesti, basate sul confronto fra gli enti locali, le parti sociali ed economiche e gli altri organismi di rappresentanza della società civile.
6.7Ogni MRS dovrebbe prevedere l'attivazione di "Forum della società civile e delle parti sociali", le cui attività dovrebbero integrarsi con quelle di altre piattaforme di portatori di interessi, e svilupparsi secondo un modello operativo tale da consentire il reale coinvolgimento dei rappresentanti delle parti sociali ed economiche nell'attuazione delle strategie a livello macroregionale, regionale e locale. Forum annuali di questo tipo potrebbero garantire la continuità delle MRS, offrire opportunità per nuove idee innovative e per riunioni tra imprese (B‑2-B). Infine, miglioreranno la visibilità e la comunicazione delle MRS e rafforzeranno la cooperazione tra di esse attraverso lo scambio di buone pratiche, principalmente tra le macroregioni limitrofe. Il CESE propone che i forum specifici siano ospitati a rotazione in diverse località delle regioni partecipanti alle MRS, e si dichiara disposto a sostenere attivamente questi eventi particolari.
6.8È fondamentale promuovere l'attività di sviluppo delle capacità per sostenere gli enti sia regionali che locali, nonché per rafforzare la partecipazione proattiva della società civile organizzata e delle parti sociali ai processi di sviluppo delle MRS. In tale contesto, il principio di partenariato dovrebbe essere applicato ai progetti di MRS per garantire che le parti interessate locali siano in grado di partecipare attivamente. Tale azione dovrebbe sostenere allo stesso tempo la sensibilizzazione e il miglioramento delle conoscenze dei cittadini in riferimento alle principali tematiche e attività che riguardano le MRS.
6.9In particolare, il CESE propone di istituire un sistema di scambio di breve e media durata, simile al programma Erasmus, riguardante i funzionari pubblici delle regioni partecipanti alle MRS, e manifesta la propria disponibilità a fungere da facilitatore di tale iniziativa. Il CESE è fermamente convinto che ciò contribuirà notevolmente allo sviluppo delle capacità e alla sensibilizzazione, come pure al superamento graduale dei problemi burocratici derivanti dalle varie disparità tra i paesi.
7.Altre priorità per migliorare l'efficacia delle strategie macroregionali
7.1La coerenza e l'allineamento delle MRS alla politica di coesione e all'Agenda 2030 è una priorità per garantire che l'interesse specifico non prevalga su quello comune. Se, da un lato, la coerenza con le priorità della politica di coesione rappresenta un obbligo nel processo di pianificazione e sviluppo delle MRS, dall'altro si rileva un limitato allineamento di alcune MRS all'Agenda 2030.
7.2In riferimento alla coerenza e complementarità delle MRS rispetto all'Agenda 2030, si evidenzia un percorso virtuoso attuato dall'EUSBSR attraverso l'iniziativa Baltic 2030 – Bumps on the Road. Tale iniziativa, oltre a individuare gli OSS più coerenti con le priorità della MRS, ha definito un sistema efficace per accompagnare la pianificazione delle iniziative e la misurazione dei risultati.
7.3Allineare le MRS agli obiettivi dell'Agenda 2030 e creare una complementarità con quelli della politica di coesione 2021-2027 è sicuramente un'attività strategica in grado di rendere più efficaci le iniziative macroregionali. Tale attività dovrebbe prendere prioritariamente in considerazione i seguenti OSS: 3. Salute e benessere; 4. Istruzione di qualità; 5. Parità di genere; 7. Energia pulita e accessibile; 8. Lavoro dignitoso e crescita economica; 9. Industria, innovazione e infrastrutture; 11. Città e comunità sostenibili; 12. Consumo e produzione responsabili; 13. Lotta contro il cambiamento climatico; 14. Vita sott'acqua; 15. Vita sulla terra.
7.3.1Tenuto conto, tuttavia, dell'elevato numero di settori da affrontare e delle limitate risorse disponibili, è consigliabile fissare un ordine di priorità ragionevole per i diversi compiti, sulla base di due aspetti distintivi principali:
·sequenziamento per attualità, urgenza e tempi di esecuzione;
·classifica in base al valore aggiunto più elevato atteso dall'approccio macroregionale.
7.4Il successo delle strategie macroregionali è evidentemente legato alla loro capacità di garantire che i fondi UE, nazionali, regionali e altri fondi pubblici e privati possano finanziare le priorità delle MRS, sostenendo i progetti. È evidente che tale priorità dovrà essere rafforzata da piani di complementarità e da sinergie tra le differenti opportunità di finanziamento, promuovendo, quando possibile, l'integrazione tra le risorse finanziarie transnazionali e transfrontaliere con quelle statali e regionali, anche seguendo un approccio multisettoriale.
7.5Occorre promuovere il percorso avviato in tutte le MRS e favorire la creazione di reti di dialogo e cooperazione tra le autorità di gestione del Fondo sociale europeo (FSE), del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA), in modo da individuare problemi e opportunità in rapporto a temi specifici da affrontare mettendo a disposizione varie fonti di finanziamento.
7.6Infine, è fondamentale garantire il reale coinvolgimento nelle MRS dei principali motori locali per lo sviluppo (PMI, cluster industriali esistenti, banche locali, imprese sociali, sindacati, università, ONG e altre organizzazioni della società civile), come pure di imprese multinazionali e di istituzioni finanziarie e banche internazionali. Nel contesto delle MRS, l'adozione del principio di partenariato dovrebbe essere pienamente assicurata con il totale coinvolgimento delle parti interessate.
7.6.1Per le PMI, il problema risiede nella limitata capacità di ottenere le informazioni pertinenti e nella scarsa capacità tecnica di sfruttare le opportunità che ne derivano. Lo sviluppo di cluster tra imprese (business to business) e tra imprese e pubblica amministrazione (business to governance) potrebbe costituire un modo per superare questo problema.
8.La via da seguire
8.1Il futuro riserverà alle MRS sfide ancora più impegnative che, se non affrontate in modo adeguato a livello territoriale, si trasformeranno rapidamente in problemi. Il CESE tiene conto del fatto che le organizzazioni della società civile e le parti sociali svolgono un ruolo fondamentale nel contribuire a migliorare il processo decisionale, in particolare avvicinando le comunità locali e regionali alle strategie macroregionali, e incoraggia gli Stati membri, ma anche la Commissione europea, a coinvolgere in misura ancora maggiore la società civile e le parti sociali in modo da rafforzare il senso di appartenenza ai programmi.
8.2Il CESE riconosce che le strategie macroregionali affrontano questioni che richiedono la cooperazione di più paesi sulla base di un approccio di governance intersettoriale e multilivello. Le strategie macroregionali dovrebbero affinare l'identità delle loro aree aumentando la responsabilità e il coinvolgimento attivo dei cittadini. Anche se il carattere "morbido" della cooperazione MRS dovrebbe essere considerato un vantaggio, in quanto apre a soluzioni che spesso sono difficili da raggiungere in contesti più formalizzati caratterizzati da interessi nazionali concorrenti, in realtà non è così. Le autorità nazionali e centralizzate sono responsabili dell'attuazione delle strategie macroregionali, il che porta a procedure burocratiche e complesse e finisce per rendere le strategie macroregionali meno attraenti.
8.3Il CESE accoglie con favore l'iniziativa per la creazione di un dialogo istituzionalizzato dei cittadini tra le macroregioni e ritiene che potrebbe essere utile in tal senso. È anche importante che il CESE, la casa della società civile organizzata, svolga un ruolo più attivo e faccia parte del comitato direttivo di tutte le strategie macroregionali. In questo modo, le sinergie e le collaborazioni possono diventare più efficaci.
8.4Il CESE suggerisce di prendere in considerazione un approccio diverso nella governance delle strategie macroregionali. Poiché il livello politico è rappresentato dai ministri degli Affari esteri, il livello operativo dovrebbe essere potenziato attraverso una cooperazione rafforzata con i ministeri degli Affari europei e dei fondi dell'UE. Anche la partecipazione degli enti regionali, con il rafforzamento della loro capacità amministrativa, è fondamentale per l'attuazione delle strategie macroregionali.
8.5Il CESE ritiene che dovrebbe esserci una maggiore interconnessione tra la transizione energetica/digitale e la dimensione sociale della politica dell'UE. Dato che il 2023 è l'Anno europeo delle competenze, si dovrebbe prestare maggiore attenzione al modo in cui la transizione energetica può essere realizzata attraverso lo sviluppo delle capacità e delle competenze dei lavoratori.
8.6Le parti interessate delle MRS sono incoraggiate a svolgere maggiori attività di follow-up, a definire progetti, programmi e azioni in modo meno astratto e più mirato, fissando punti di partenza e punti di arrivo misurabili e monitorando in tal modo i progressi compiuti tra l'uno e l'altro.
8.7Il CESE osserva che la Commissione europea ha compiuto notevoli sforzi per aumentare la visibilità delle strategie macroregionali. Tuttavia, una migliore comunicazione non dipende da un unico attore chiave, ma anche dagli Stati membri e dalle strategie macroregionali. A tale riguardo, il CESE può contribuire tramite la partecipazione della società civile e delle parti sociali, un elemento che potrebbe risultare essenziale.
8.8Il CESE ritiene che le strategie macroregionali svolgano un ruolo importante per la coesione sociale, territoriale ed economica delle regioni, ma contribuiscano anche all'integrazione europea dei paesi limitrofi. In questo contesto, occorre prestare maggiore attenzione al fine di trasformare le strategie macroregionali in modo che possano guidare il cambiamento, ispirare fiducia e promuovere i valori europei. Occorre inoltre rafforzare la sostenibilità, la continuità e l'interrelazione delle iniziative e dei progetti transregionali e transfrontalieri. In quest'ottica, si dovrebbe ricorrere in modo più globale ad altri tipi di cooperazione interregionale e transfrontaliera istituzionalizzata, come i GECT e le euroregioni, in linea con gli ambiti di applicazione delle strategie macroregionali.
8.9In materia ambientale sarà fondamentale rafforzare la capacità operativa delle MRS di sostenere la lotta ai cambiamenti climatici, dotando la società civile di strumenti utili per affrontare i rischi e adottare stili di vita sostenibili.
8.10In ambito economico, sarà prioritario sostenere a livello territoriale e locale un cambiamento del modello economico nell'ottica di un minore consumo di risorse naturali e materie prime. Sarà necessario assistere il passaggio ad iniziative ad emissioni zero, la mobilità sostenibile, l'economia circolare, il turismo sostenibile e la valorizzazione delle economie locali.
8.11Le innovazioni tecnologiche come la digitalizzazione, la robotizzazione e le biotecnologie, per essere valorizzate e rese disponibili a tutti, necessitano di un miglioramento delle competenze, di maggiori investimenti in infrastrutture digitali sicure e sostenibili e di iniziative di accompagnamento alle imprese, alle pubbliche amministrazioni e ai cittadini, soprattutto nell'ottica della digitalizzazione dei servizi pubblici.
8.12Le tendenze demografiche e sociali in atto si rafforzano a vicenda. L'invecchiamento della popolazione, così come la migrazione interna e intraeuropea, la diminuzione delle nascite e dei nuclei familiari, rappresentano una sfida per i sistemi di welfare e per lo sviluppo locale e regionale. Queste dinamiche demografiche hanno gravi implicazioni sia sociali, tra cui l'aumento dell'esclusione sociale e delle disuguaglianze, sia economiche, tra cui la mancanza di lavoratori nei settori ad alta intensità di lavoro, come il turismo. Una maggiore attenzione alla qualità della vita, a un lavoro dignitoso, al benessere e alla partecipazione dei giovani rappresenta un'altra sfida di importanza prioritaria.
8.13Con l'approvazione della relazione sul ruolo della politica di coesione nell'affrontare le sfide ambientali multidimensionali nel bacino mediterraneo (2022/2059 (INI)) da parte della commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo, il CESE ritiene e auspica che le condizioni per l'attuazione di una strategia macroregionale siano mature anche nelle regioni del Mediterraneo occidentale.
Bruxelles, 14 giugno 2023
Oliver RÖPKE
Presidente del Comitato economico e sociale europeo
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