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Document 52025DC0530

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Un piano d'azione per l'industria chimica europea

COM/2025/530 final

Strasburgo, 8.7.2025

COM(2025) 530 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Un piano d'azione per l'industria chimica europea


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Un piano d'azione per l'industria chimica europea

1.Introduzione

L'industria chimica è l'industria delle industrie. Trattandosi della quarta maggiore industria manifatturiera dell'UE, essa contribuisce per oltre il 96 % ai prodotti manifatturieri, una circostanza questa che la rende un elemento portante della resilienza industriale e della competitività dell'UE. Le sostanze chimiche sono fondamentali per un'ampia serie di applicazioni in settori strategici quali la difesa, le tecnologie pulite e il digitale. L'Europa deve pertanto mantenere in essere un'industria chimica forte. Allo stesso tempo, l'industria deve passare a un modello di economia pulita e circolare, che abbracci l'innovazione, rafforzi la sua competitività globale e garantisca la protezione della salute umana e dell'ambiente.

Tuttavia, oggi il settore si trova ad affrontare anche sfide significative che ne minacciano la posizione competitiva e la resilienza. La sua quota di mercato mondiale è diminuita di oltre il 50 % dal 2003, mentre altre regioni, quali la Cina, stanno emergendo come attori principali. Gli elevati prezzi dell'energia e delle materie prime, le tensioni geopolitiche e la scarsa domanda di mercato hanno eroso la competitività dei produttori con sede nell'UE, determinando un calo dei tassi di utilizzo della produzione. Negli ultimi due anni è stata registrata la chiusura di oltre 20 importanti siti di produzione 1 nell'UE, tra cui impianti di cracking a vapore (steam cracking) e altri impianti a monte utilizzati per la produzione di elementi costitutivi fondamentali.

Il presente piano d'azione si fonda sulla bussola per la competitività 2 , sul patto per l'industria pulita 3 e sul dialogo strategico con l'industria chimica, tenuto dalla presidente von der Leyen il 12 maggio 2025. Il piano stabilisce misure concrete per contribuire alla competitività globale dell'industria chimica europea, al mantenimento di una solida base produttiva europea e al potenziamento di quest'ultima attraverso interventi in quattro settori chiave: 1) rafforzare la resilienza: mantenere la produzione critica nell'UE e aprire mercati nuovi, nonché proteggere l'industria dell'UE; 2) garantire l'approvvigionamento energetico e sostenere la decarbonizzazione e il passaggio a un'economia pulita e circolare; 3) creare mercati guida e promuovere l'innovazione; e 4) semplificare il quadro normativo.

Il piano d'azione è accompagnato da una proposta legislativa omnibus sulle sostanze chimiche 4 , volta a semplificare, ad esempio, le prescrizioni in materia di etichettatura, nonché da un atto delegato sull'idrogeno a basse emissioni di carbonio 5 . È altresì integrato da una proposta di regolamento di base dell'Agenzia europea per le sostanze chimiche ("ECHA") 6 , che semplifica ulteriormente la governance del quadro normativo delle sostanze chimiche.

2.Rafforzare la resilienza

2.1.Mantenere una produzione critica nell'UE

L'UE deve mantenere in essere e potenziare la sua capacità di produzione chimica di base per rafforzare la propria competitività e preservare la propria resilienza. Gli elementi costitutivi primari, quali i prodotti petrolchimici, l'ammoniaca e il cloro, costituiscono la base di numerose catene del valore, dai prodotti farmaceutici alle batterie. Tuttavia, negli ultimi tre anni l'UE ha perso almeno l'8 %-10 % della sua capacità di cracking, con potenziali chiusure future che porteranno la perdita totale a oltre il 20 % della capacità del 2021. La maggior parte dei cracker dell'UE, concentrati in poche regioni e spesso integrati con raffinerie di petrolio, sono obsoleti, dipendono fortemente dalla nafta come principale materia prima e sono meno efficienti rispetto ai loro concorrenti mondiali 7 .

Queste debolezze strutturali non si limitano ai forni da cracking a vapore. Altre produzioni critiche 8 sono state oggetto di chiusure diffuse, con effetti a catena sull'intero ecosistema chimico. Ciò non incide soltanto su settori quali quelli della plastica, dei polimeri e delle sostanze chimiche speciali e di consumo, ma mette altresì a rischio fino a 200 000 posti di lavoro diretti 9 .

Al fine di preservare e modernizzare le capacità di produzione e le catene del valore strategiche, decarbonizzare il settore, ridurre le dipendenze 10 e attrarre le giuste competenze, la Commissione istituirà un'Alleanza per le sostanze chimiche critiche 11 . Tale Alleanza fungerà da quadro strategico che consentirà la cooperazione con gli Stati membri e i portatori di interessi, in modo da consentire la mappatura e la gestione dei rischi di chiusura della capacità di produzione nel settore. L'Alleanza agevolerà inoltre le discussioni sulle principali sfide commerciali, quali le distorsioni delle condizioni di concorrenza a livello mondiale, le dipendenze della catena di approvvigionamento e le questioni relative ai diritti di proprietà intellettuale, aiutando l'industria e la Commissione a individuare precocemente aumenti di importazioni potenzialmente dannosi. Tale attività si baserà sul percorso di transizione per l'industria chimica.

L'Alleanza in questione contribuirà a sviluppare criteri per individuare i siti chimici e le molecole che sono critici ai fini degli obiettivi strategici dell'UE, i quali dovrebbero rispecchiare la loro importanza per i settori strategici a valle, nonché il livello delle dipendenze commerciali dell'UE. Sulla base dell'esperienza di altre industrie strategiche, quali quelle delle materie prime o delle zero emissioni nette, potrebbe altresì esaminare nuovi fattori di resilienza pertinenti per il settore chimico, quali i siti di produzione rari o difficili da replicare critici per le catene del valore nell'Unione.

Sulla base di tali criteri, l'Alleanza contribuirà alla mappatura delle molecole critiche, quali quelle essenziali per le catene del valore strategiche e soggette a dipendenza da un singolo paese terzo o da pochi fornitori 12 . Tali molecole beneficerebbero successivamente di un monitoraggio rafforzato nell'ambito del sistema di sorveglianza doganale e potrebbero servire da base per una potenziale proposta legislativa.

L'Alleanza sosterrà inoltre l'UE e gli Stati membri nell'allineamento delle priorità di investimento e orienterà il coordinamento dei meccanismi di sostegno dell'UE con i progetti nazionali, compresi importanti progetti di comune interesse europeo ("IPCEI"). Due potenziali IPCEI potrebbero apportare benefici al settore chimico: innanzitutto, il forum europeo congiunto per gli IPCEI ("JEF-IPCEI" – Joint European Forum for IPCEI) sta esaminando la catena del valore delle biotecnologie al fine di individuare possibili progetti; in secondo luogo, il forum ha approvato un progetto sui materiali avanzati circolari la cui elaborazione è attualmente in corso. Gli Stati membri possono elaborare misure di aiuto a sostegno degli IPCEI per tecnologie fondamentali per la transizione pulita o importanti progetti infrastrutturali. L'emergere o meno di un IPCEI dipenderà dalla capacità di bilancio degli Stati membri partecipanti.

In terzo luogo, la Commissione assisterà gli Stati membri e le regioni nella designazione dei siti chimici critici dell'UE, che si baserebbero su cluster e piattaforme industriali già esistenti, come la Rete europea delle regioni chimiche. Tali ecosistemi industriali locali hanno un ruolo cruciale da svolgere nel mantenimento di catene del valore resilienti in settori quali le tecnologie pulite, l'aerospazio, la difesa o la salute, che richiedono una base produttiva agile e modernizzata.

Molti di tali siti richiedono investimenti per modernizzare, disinquinare e decarbonizzare, aumentando nel contempo la competitività. Dovrebbe essere messo a disposizione un sostegno mirato per modernizzare i siti a rischio di chiusura e per agevolarne la transizione verde, in linea con le norme in materia di aiuti di Stato, ove applicabile.

In tutta l'UE vi sono circa 150 parchi chimici che ancorano l'attività industriale, i posti di lavoro e i centri di eccellenza e innovazione. La Commissione contribuirà a salvaguardare e sostenere lo sviluppo di tali ecosistemi attraverso la modernizzazione e la decarbonizzazione, utilizzando i finanziamenti per la coesione, tanto nel contesto del quadro giuridico attuale quanto a seguito della proposta di comunicazione su una politica di coesione modernizzata 13 . Si baserà sull'esperienza del Fondo per una transizione giusta in materia di decarbonizzazione, miglioramento delle competenze/riqualificazione e sviluppo di capacità, del Fondo per l'innovazione e di InvestEU. Attualmente la Commissione sostiene già la decarbonizzazione dell'industria chimica con il Fondo per una transizione giusta e il processo di transizione giusta.

Gli investimenti potrebbero essere sostenuti attraverso la co-creazione di piani regionali per i siti chimici critici dell'UE, che riuniscano l'industria, il mondo accademico, le start-up e le autorità regionali. Ciò dovrebbe tradursi in una migliore corrispondenza tra le esigenze locali e le risorse, le infrastrutture e gli strumenti disponibili, e consentirebbe alle imprese innovative e alle start-up di apportare soluzioni nuove per modernizzare i processi produttivi critici, accelerare la decarbonizzazione, la digitalizzazione e la circolarità, nonché per promuovere sostanze chimiche più sicure e sostenibili. Questo lavoro preparatorio collaborativo può contribuire a migliorare l'abbinamento con gli strumenti di finanziamento dell'UE. A tale riguardo, la Commissione potrebbe informare gli Stati membri in merito alle opportunità di finanziamento pertinenti e ridurre il rischio che progetti promettenti non vengano attuati a causa della complessità amministrativa o della frammentazione del sostegno.

La presente iniziativa contribuirà inoltre a fornire assistenza amministrativa ad altre misure, quali il rafforzamento della collaborazione tra ricerca e industria, la promozione dell'innovazione, il sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) e il miglioramento delle competenze/la riqualificazione della forza lavoro locale 14 .

L'attuazione del piano d'azione attualmente esistente si baserà anche sullo strumento di coordinamento per la competitività, presentato nel contesto della bussola per la competitività, al fine di alleviare la dipendenza del settore da fattori esterni e sostenerne la transizione verso un futuro più sostenibile e competitivo.

La Commissione intende:

·istituire un'Alleanza per le sostanze chimiche critiche a livello di UE come struttura quadro strategica per la cooperazione con gli Stati membri e i portatori di interessi al fine di affrontare i rischi di chiusure della capacità di produzione nel settore e discutere le principali sfide commerciali (quarto trimestre 2025).

L'Alleanza:

·istituirà un sostegno a favore degli Stati membri e dei portatori di interessi affinché elaborino criteri volti a individuare i siti di produzione critici e le molecole critiche nell'UE (quarto trimestre del 2025);

·fornirà assistenza agli Stati membri e ai portatori di interessi nella mappatura delle molecole critiche, che fungerà da base per un monitoraggio rafforzato nel contesto del sistema di sorveglianza doganale, la diversificazione dell'approvvigionamento e un'eventuale proposta legislativa sulle molecole critiche (2026);

·fornirà assistenza agli Stati membri e alle regioni nella creazione di siti chimici critici dell'UE al fine di agevolare gli investimenti e l'innovazione, migliorare l'accesso ai finanziamenti e contribuire alla modernizzazione delle capacità di produzione critiche (2026).

2.2.Commercio internazionale: apertura di mercati nuovi e protezione dell'industria dell'UE

L'industria chimica europea è uno dei principali esportatori e contribuisce in maniera determinante alla bilancia commerciale dell'Europa. Nel 2023 il valore delle esportazioni di sostanze chimiche dall'UE, esclusi i prodotti farmaceutici e medicinali, ha raggiunto i 285 miliardi di EUR, rispetto ai 241 miliardi di EUR di importazioni. La sua eccedenza commerciale è attribuita principalmente ai segmenti a valle (prodotti chimici di consumo e speciali), ai polimeri e ai prodotti chimici intermedi, mentre il suo disavanzo commerciale nei segmenti a monte rispecchia la dipendenza dell'UE dalle importazioni di energia e di vettori di materie prime (energia fossile e materie prime, materie prime a base biologica) utilizzati per produrre altre sostanze chimiche.

Affinché l'industria recuperi la propria competitività all'interno dell'UE e a livello internazionale, è fondamentale l'accesso ai mercati esteri tanto per le esportazioni quanto per le importazioni, unitamente a una parità di condizioni rafforzata, ad esempio nel settore della protezione della proprietà intellettuale. A tal fine, l'UE intraprenderà azioni specifiche per settore, come descritto in appresso.

Garantire l'accesso ai mercati di esportazione

La Commissione continuerà ad ampliare la rete di accordi di libero scambio dell'UE al fine di ridurre gli ostacoli commerciali e valutare gli aspetti pertinenti degli accordi commerciali esistenti in modo da promuovere il commercio di sostanze chimiche, anche garantendo l'accesso a fattori produttivi costituiti da materie prime che sono essenziali per l'industria chimica.

La Commissione si adopererà, in cooperazione con i portatori di interessi, al fine di sostenere l'industria chimica attraverso altre forme di accordi, laddove attualmente non siano possibili accordi di libero scambio, in modo da facilitare l'accesso al mercato e promuovere il commercio attraverso forme alternative ad hoc di dialogo con i nostri partner. Tra tali accordi potrebbero figurare accordi di cooperazione normativa settoriale, volti a ridurre gli ostacoli inutili per semplificare gli scambi di sostanze chimiche, nonché partenariati strategici per le materie prime critiche o partenariati per il commercio e gli investimenti puliti, al fine di garantire la diversificazione delle catene di approvvigionamento per i fattori produttivi essenziali costituiti da materie prime critiche.

Difesa commerciale

Ove giustificato, la Commissione continuerà a fare ricorso in modo rapido ed efficiente agli strumenti di difesa commerciale, quali le misure antidumping, antisovvenzioni o di salvaguardia. Ciò dovrebbe proteggere le nostre industrie dalla concorrenza mondiale sleale e garantire che il nostro mercato non funga da destinazione di esportazione per la diversione degli scambi e l'eccesso di capacità globale cui gli Stati contribuiscono.

Tra il 1º gennaio 2024 e il 30 giugno 2025 la Commissione ha avviato 18 inchieste di difesa commerciale sulle importazioni di sostanze chimiche da paesi terzi. Inoltre, il 30 giugno 2025, erano in vigore 46 misure riguardanti le sostanze chimiche. La maggior parte di tali casi riguarda importazioni dalla Cina, probabilmente a causa di un accumulo di sovraccapacità enormi. Mentre l'industria dell'UE si trovava ad affrontare un aumento dei costi, i produttori cinesi hanno notevolmente abbassato i loro prezzi. Tale diminuzione dei prezzi è del tutto scollegata dalle tendenze del mercato mondiale delle materie prime, il che indica pratiche di dumping.

La Commissione rafforzerà il pacchetto di strumenti di difesa commerciale dell'UE al fine di rispondere in modo più rapido ed efficace alle pratiche tariffarie sleali nel settore chimico. Accelererà inoltre l'uso rapido ed efficiente degli strumenti di difesa commerciale, anche attraverso una stretta cooperazione con l'Alleanza per l'industria chimica al fine di individuare tali pratiche. La Commissione continuerà ad agire in modo deciso contro le pratiche di elusione delle misure antidumping mediante l'applicazione di procedure antielusione.

Al fine di garantire un'azione tempestiva basata su dati accurati, la Commissione continuerà a monitorare attentamente le importazioni di sostanze chimiche tanto nel contesto della propria task force per la sorveglianza delle importazioni di nuova costituzione quanto attraverso il sistema di monitoraggio specifico introdotto nel marzo 2025 per alcune sostanze chimiche industriali. Tale monitoraggio, una volta concordato, sarà esteso ad altre molecole, in particolare a quelle incluse nell'elenco delle molecole critiche.

Dogane e vigilanza del mercato

Le importazioni immesse sul mercato dell'UE devono rispettare le stesse norme applicabili ai prodotti fabbricati nell'UE. Si tratta di una questione di credibilità, resilienza industriale e protezione dei consumatori. L'UE e i suoi Stati membri intensificheranno l'applicazione della legislazione dell'UE in materia di sostanze chimiche al fine di eliminare i cavilli che consentono importazioni non conformi, in particolare attraverso piattaforme online o intermediari non regolamentati, in quanto ciò rischia di falsare la concorrenza e danneggiare i produttori dell'UE che rispettano le norme. Il passaporto digitale dei prodotti contribuirà a sostenere tale obiettivo, migliorando la trasparenza lungo le catene del valore e fornendo informazioni affidabili e comparabili tanto sui prodotti dell'UE quanto su quelli di paesi terzi.

A tal fine è necessario intensificare i controlli alle frontiere, anche attraverso una riforma doganale e una migliore vigilanza del mercato. Inoltre l'UE dovrebbe orientarsi verso controlli mirati e basati sul rischio sulle sostanze chimiche, sulla scia di iniziative quali quelle delineate nella comunicazione sul commercio elettronico 15 . Figura in tale contesto lo sviluppo di priorità armonizzate in materia di applicazione delle norme, quali i controlli sulle sostanze contenute negli articoli, sulle sostanze chimiche soggette a restrizioni o sulle miscele etichettate in modo errato. Tali sforzi contribuiranno a garantire che i prodotti che entrano nell'UE non eludano le norme in materia di sicurezza, non abbiano prezzi inferiori rispetto a quelli applicati nel mercato interno e non indeboliscano gli incentivi all'innovazione. Come indicato nella strategia per il mercato unico, la Commissione si impegna a adottare misure efficaci per aumentare la conformità dei prodotti sfruttando le sinergie con le capacità delle autorità doganali e di vigilanza del mercato dell'UE e nazionali e, potenzialmente, istituendo un'autorità di vigilanza del mercato dell'UE 16 .

Al fine di rafforzare la conformità delle merci importate alle norme pertinenti dell'UE, la Commissione rafforzerà l'applicazione delle norme migliorando la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali, l'ECHA e le autorità doganali. Ciò comporterà il rafforzamento del coordinamento attraverso i gruppi di cooperazione amministrativa ("ADCO") e il potenziamento di sistemi quali il sistema di informazione e comunicazione sulla vigilanza del mercato ("ICSMS") e il sistema di allarme rapido Safety Gate. Inoltre la Commissione promuoverà una migliore applicazione delle norme esistenti, anche nel contesto del REACH, attraverso l'ambiente dello sportello unico dell'Unione europea per le dogane e la sua futura articolazione nel contesto della riforma dell'unione doganale e del suo centro doganale digitale dell'UE, nonché di altri sistemi doganali. Il prossimo ciclo 2026-2029 della piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità ("EMPACT" – European Multidisciplinary Platform Against Criminal Threats) offre inoltre l'opportunità di rafforzare il quadro contro le merci contraffatte, comprese le sostanze chimiche.  17  

La Commissione intende:

·continuare a collaborare con i partner internazionali per garantire l'accesso ai mercati globali, perseguendo accordi di cooperazione settoriale laddove non siano possibili accordi di libero scambio;

·rafforzare il monitoraggio delle sostanze chimiche nell'ambito della task force per la sorveglianza delle importazioni, anche per quanto concerne le risposte in materia di difesa commerciale al fine di individuare precocemente aumenti significativi e repentini di importazioni potenzialmente pregiudizievoli (terzo trimestre 2025);

·sostenere lo sviluppo di controlli armonizzati basati sul rischio per le sostanze chimiche al fine di rafforzare la conformità delle merci importate alle pertinenti norme dell'UE (quarto trimestre 2025);

·coordinare un pacchetto di azioni di applicazione delle norme e di vigilanza del mercato, anche attraverso l'integrazione del REACH attraverso l'ambiente dello sportello unico dell'Unione europea per le dogane e la sua futura articolazione nel contesto della riforma dell'unione doganale e del suo centro doganale digitale dell'UE e di altri sistemi doganali, nonché dando priorità alle sostanze chimiche nei piani di lavoro nazionali in materia di vigilanza del mercato (quarto trimestre 2025).

3.Garantire un approvvigionamento energetico a prezzi accessibili e sostenere la decarbonizzazione

I prezzi elevati dell'energia stanno compromettendo in modo significativo la competitività in termini di costi dei produttori di sostanze chimiche con sede nell'UE. L'energia rappresenta circa il 75 % dei costi di produzione nel settore petrolchimico dell'UE. Il gas naturale rappresenta oltre il 70 % dei costi variabili dell'ammoniaca, mentre l'energia elettrica rappresenta oltre il 60 % dei costi di produzione nell'industria. Il rafforzamento degli investimenti nelle interconnessioni e nelle catene di approvvigionamento con i partner del vicinato meridionale nel contesto del nuovo patto per il Mediterraneo sarà una risorsa fondamentale.

L'industria chimica dipende dai combustibili fossili importati non soltanto come fonte di energia, ad esempio per generare calore nei processi di produzione, ma anche come materie prime per la maggior parte dei prodotti chimici. Tale duplice dipendenza rende il settore particolarmente vulnerabile alla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili e alle perturbazioni delle catene di approvvigionamento. Se da un lato l'industria chimica dell'UE dovrebbe gradualmente abbandonare tali dipendenze, dall'altro è essenziale che le politiche di transizione tengano conto del fabbisogno attuale in termini di energia e materie prime del settore al fine di garantire la resilienza, la decarbonizzazione e la competitività.

3.1.Garantire un approvvigionamento energetico a prezzi accessibili

Il piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili 18 , adottato nel febbraio 2025, mira a ridurre i prezzi per i consumatori europei di energia, compresa l'industria chimica. La Commissione continuerà inoltre ad aggregare la domanda di gas per le imprese dell'UE al fine di ridurre i costi complessivi dell'energia.

Gli orientamenti in materia di aiuti di Stato per la compensazione dei costi indiretti del sistema di scambio di quote di emissioni dell'UE ("EU ETS") 19 consentono agli Stati membri di compensare alcuni settori ad alta intensità energetica (compresi determinati settori o prodotti chimici, quali i prodotti petroliferi raffinati, alcuni prodotti chimici di base inorganici, alcuni gas industriali o il polietilene) per l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica causato dall'applicazione dell'EU ETS. La disciplina attuale in materia di aiuti di Stato non comprende alcuni settori chimici. Tuttavia, poiché le ipotesi di prezzo formulate all'epoca non rispecchiano più le condizioni di mercato attuali, con prezzi che ora interessano anche settori quali i prodotti chimici organici o i fertilizzanti, entro la fine dell'anno la Commissione aggiornerà gli orientamenti relativi agli aiuti di Stato nell'ambito dell'ETS al fine di includere, tra l'altro, altri settori chimici.

Parallelamente, la disciplina per gli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita 20 consente agli Stati membri di concedere una riduzione temporanea dei costi dell'energia elettrica alle industrie ad alta intensità energetica esposte a scambi commerciali, con un prezzo minimo di 50 EUR/MWh, a condizione che reinvestano nella decarbonizzazione. Il quadro consente inoltre di sostenere gli aiuti di Stato per la diffusione di un'ampia serie di tecnologie di decarbonizzazione quali l'elettrificazione, l'idrogeno, la biomassa e la cattura, l'utilizzo e lo stoccaggio del carbonio, nonché di ridurre i rischi degli investimenti nel contesto di progetti di energia pulita o di decarbonizzazione. Nel complesso, tali misure contribuiranno a realizzare investimenti a favore della decarbonizzazione, alleviando le attuali pressioni sui costi dell'energia e sostenendo il proseguimento della produzione di sostanze chimiche nell'UE.

Rilascio più rapido di autorizzazioni

L'industria chimica richiede spesso la creazione di impianti nuovi o l'adeguamento e l'ammodernamento di infrastrutture esistenti, per cui sono necessari nuovi permessi.

L'UE ha già messo in atto una normativa volta ad accelerare e razionalizzare la procedura di rilascio delle autorizzazioni per alcuni impianti industriali, attraverso il regolamento sull'industria a zero emissioni nette 21 e la revisione della direttiva sulle emissioni industriali 22 . La direttiva riveduta sulle emissioni industriali 23 istituisce un nuovo centro europeo di innovazione per la trasformazione e le emissioni industriali ("INCITE" – Innovation Centre on Industrial Transformation and Emissions). INCITE individuerà e valuterà tecniche innovative al fine di metterne in evidenza il potenziale e promuoverne l'adozione su scala più ampia. Le tecniche innovative più efficaci e praticabili saranno incluse nelle conclusioni sulle migliori tecniche disponibili. 

Nel pacchetto sulla prontezza alla difesa, la Commissione ha proposto un regime di autorizzazione accelerato per la prontezza alla difesa, al fine di consentire un rapido potenziamento della capacità industriale in risposta a esigenze urgenti in materia di sicurezza. Sulla base dell'esperienza acquisita con il regolamento sull'industria a zero emissioni nette, più avanti nel corso di quest'anno la Commissione proporrà un atto legislativo sull'accelerazione della decarbonizzazione industriale, contenente misure concrete per affrontare le strozzature nelle procedure di autorizzazione relative alla decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica. Le sfide in materia di autorizzazioni relative alle valutazioni ambientali saranno affrontate nell'omnibus ambientale nel quarto trimestre del 2025.

Al fine di accelerare la realizzazione dei progetti di elettrificazione, è essenziale accelerare l'accesso alla rete da parte degli impianti chimici, garantendo loro la possibilità di ottenere rapidamente energia pulita per trasformare i loro processi di produzione. Nell'ambito di un pacchetto sulle reti europee, nel 2025 la Commissione proporrà misure volte ad accelerare l'accesso alle reti, allo stoccaggio e alle energie rinnovabili.

Idrogeno

Oltre al suo utilizzo per la produzione di energia elettrica, l'idrogeno è necessario per una trasformazione efficace sotto il profilo dei costi dell'industria chimica dell'UE. Essendo produttore e consumatore di idrogeno, il settore chimico è ben posizionato per sostenere lo sviluppo delle economie dell'idrogeno nell'UE. L'idrogeno sarà fondamentale per la decarbonizzazione di numerosi prodotti chimici, ad esempio attraverso la produzione di fertilizzanti azotati a basse emissioni di carbonio.

La Commissione sosterrà la diffusione dell'idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio e lo sviluppo delle relative infrastrutture. La Commissione ha inoltre avviato uno studio per valutare l'efficacia del quadro per l'idrogeno al fine di individuare eventuali ostacoli al potenziamento dell'idrogeno rinnovabile e di valutare la necessità di un adeguamento del suo quadro normativo.

Inoltre sarà presto pubblicato un terzo invito nell'ambito della Banca dell'idrogeno volto a sostenere la produzione di idrogeno in Europa. Lo stesso giorno del presente piano d'azione la Commissione adotta anche un atto delegato sull'idrogeno a basse emissioni di carbonio destinato a fornire certezza agli investitori e promuovere l'adozione di tali tecnologie. La produzione e la fornitura di idrogeno costituiscono altresì uno degli obiettivi principali dell'imminente iniziativa transmediterranea per la cooperazione su energia e tecnologie pulite.

Oltre ad altre forme di sostegno, le norme relative all'assegnazione gratuita nel contesto dell'EU ETS sono state aggiornate al fine di garantire la neutralità tecnologica nelle misure di protezione contro la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Di conseguenza la produzione di idrogeno mediante elettrolisi è stata resa ammissibile a ricevere quote di emissioni a titolo gratuito nell'ambito dell'EU ETS al livello di riferimento stabilito dalle tecnologie tradizionali.

La Commissione intende:

·aggiornare gli orientamenti in materia di aiuti di Stato per la compensazione dei costi indiretti nel contesto del sistema ETS, al fine di includere ulteriori sostanze chimiche (quarto trimestre 2025);

·proporre di affrontare le sfide relative alle autorizzazioni ambientali, anche per i progetti di decarbonizzazione nel contesto dell'omnibus ambientale (quarto trimestre 2025);

·proporre di accelerare e razionalizzare altri aspetti del rilascio di autorizzazioni (compresa la digitalizzazione) per i progetti di decarbonizzazione nel contesto dell'atto legislativo sull'accelerazione della decarbonizzazione industriale (quarto trimestre 2025);

·proporre di agevolare l'accesso alla rete da parte dei progetti di elettrificazione delle industrie ad alta intensità energetica (quarto trimestre 2025).

3.2.Sostegno alla decarbonizzazione e passaggio a un'economia circolare

Per realizzare le ambizioni relative all'azzeramento delle emissioni nette e passare a un modello di economia circolare sono necessari investimenti. Allo stesso tempo, il passaggio a sostanze chimiche più sicure e sostenibili offre notevoli opportunità all'industria chimica dell'UE e agli utilizzatori a valle.

Essendo uno dei settori nei quali è più difficile ridurre le emissioni, l'industria chimica richiede un approccio tecnologicamente neutro, graduale e transitorio alla decarbonizzazione. Soluzioni transitorie, come i cracker di etano, saranno importanti nel processo di trasformazione del settore.

Inoltre il conseguimento dell'azzeramento delle emissioni nette e la riduzione delle dipendenze strategiche richiederanno un progressivo abbandono tanto dell'energia fossile quanto delle materie prime fossili vergini, laddove tecnicamente ed economicamente fattibile. A tal fine sono essenziali fonti alternative pulite di carbonio, quali la biomassa, i rifiuti riciclati e il carbonio derivante dalla cattura e dall'utilizzo del carbonio. Al fine di conseguire tale obiettivo, la Commissione concepirà incentivi destinati a creare una valida giustificazione economica per la transizione pulita dell'industria chimica dell'UE.

Sostegno finanziario dell'UE 

Il bilancio dell'UE sostiene progetti di innovazione e decarbonizzazione nelle diverse fasi dell'innovazione.

Il programma di lavoro di Orizzonte Europa 2026-2027 sosterrà la transizione verso la decarbonizzazione industriale nelle prime fasi dell'innovazione con circa 370 milioni di EUR. Inoltre, come annunciato nel patto per l'industria pulita, la Commissione pubblicherà un invito faro, nel contesto del programma di lavoro 2026-2027 di Orizzonte Europa, di 600 milioni di EUR a sostegno di progetti pronti per la fase operativa. Tale invito integrerà gli sforzi di ricerca e innovazione in corso finanziati nell'ambito di Orizzonte Europa e mirerà a promuovere sinergie tra il programma quadro per la ricerca e gli investimenti e il Fondo per l'innovazione, creando una riserva di progetti dalla ricerca e dagli investimenti fino alla diffusione. L'invito sarà rivolto a tutte le industrie ad alta intensità energetica, compresa l'industria chimica.

Il Fondo per l'innovazione, istituito dall'EU ETS, fornisce incentivi a investire nella decarbonizzazione industriale. Nel contesto del riesame del sistema ETS nel 2026, la Commissione terrà conto delle specificità delle industrie ad alta intensità energetica e proporrà di rafforzare ulteriormente questo pacchetto di strumenti con una banca per la decarbonizzazione industriale, con l'obiettivo di fornire fino a 100 miliardi di EUR di finanziamenti per la decarbonizzazione industriale. Nel 2025 sarà avviato un progetto pilota per una nuova banca per la decarbonizzazione industriale, con un'asta da un miliardo di EUR per la decarbonizzazione dei principali processi industriali, in particolare il calore, che anche nel settore chimico è una delle maggiori fonti di domanda di energia e di emissioni di gas a effetto serra 24 .

Il fondo InvestEU mobilita investimenti pubblici e privati a favore dell'innovazione e della transizione pulita, anche per sostenere le start-up e le scale-up nel settore delle tecnologie pulite. Una modifica del regolamento InvestEU, attualmente all'esame dei colegislatori, ha proposto di aumentare le dimensioni del Fondo InvestEU e la sua offerta al mercato (in particolare garanzie, capitale di rischio e prodotti finanziari azionari) mobilitando ulteriori 50 miliardi di EUR di investimenti anche al fine di sostenere gli obiettivi del patto per l'industria pulita e le iniziative attuate dal gruppo Banca europea per gli investimenti, quali TechEU. Il fondo InvestEU riveduto sarà in grado di fornire sostegno agli investimenti a favore delle industrie ad alta intensità energetica, ad esempio sostenendo le apparecchiature della rete dell'energia elettrica, le garanzie per le tecnologie pulite e gli accordi di compravendita di energia da fonti rinnovabili tra imprese.

Il futuro Fondo per la competitività sosterrà gli sforzi di decarbonizzazione. Si potrebbe inoltre istituire un'iniziativa pubblica-privata specifica destinata a promuovere gli investimenti per la modernizzazione del settore chimico. Ciò non pregiudica il pacchetto relativo alla prossima proposta di quadro finanziario pluriennale.

Bioeconomia e biomassa

Le materie prime a base biologica possono offrire alternative significative a materiali a base di carbonio fossile 25 . Se progettate correttamente, utilizzando materiali a base biologica di provenienza locale e sostenibile, tali materie prime possono ridurre la dipendenza dalle catene del valore globali (come nel caso della sostituzione del gas fossile con biogas e biomassa), così come le emissioni di gas a effetto serra.

Il ricorso ad alternative a base biologica consente la produzione di sostanze chimiche più sicure e sostenibili. Ad esempio, la fermentazione microbica utilizza microrganismi per convertire gli zuccheri e i materiali di origine vegetale in sostanze chimiche preziose, riducendo la necessità di processi a base di petrolio. Gli enzimi nei processi enzimatici sono sempre più utilizzati nella produzione chimica a base biologica come catalizzatori che facilitano reazioni più sostenibili. Tali processi richiedono spesso meno energia e generano meno sottoprodotti nocivi rispetto ai metodi tradizionali.

I progressi tecnologici consentono alle imprese di convertire i materiali di scarto e valorizzare i rifiuti, quali i residui agricoli e alimentari, in sostanze chimiche a base biologica e biofertilizzanti di valore. Ciò riduce la necessità di materie prime vergini e valorizza i rifiuti. Esiste inoltre il potenziale di sfruttare la capacità di produzione attuale al fine di utilizzare materie prime alternative e materiali a base biologica. Allo stesso tempo, occorre garantire la protezione della biodiversità e la sicurezza alimentare.

La futura strategia per la bioeconomia (quarto trimestre 2025) punterà a migliorare l'efficienza delle risorse e valorizzare il notevole potenziale di crescita dei materiali a base biologica in sostituzione di quelli a base fossile e delle industrie correlate. Ciò può altresì ridurre ulteriormente la dipendenza da materie prime importate per l'industria chimica dell'UE. Tale strategia definirà una visione e orientamenti destinati a intensificare la produzione di materiali sostenibili a base biologica, sviluppare biotecnologie, promuovere l'innovazione e gli investimenti in applicazioni di valore elevato, anche per le sostanze chimiche. Esaminerà inoltre come garantire l'accesso dell'industria chimica ai biomateriali per usi a valore aggiunto quali i prodotti biochimici.

La Commissione ha già sottolineato 26 il potenziale della biomassa sostenibile come materia prima alternativa 27 , con l'opzione dell'etichettatura volontaria dei bioprodotti al fine di creare mercati guida. Esaminerà ulteriori opzioni destinate a incentivare l'uso della biomassa sostenibile come materia prima.

Sostegno alla circolarità

Il riciclaggio chimico può svolgere un ruolo importante nel ridurre la dipendenza dell'UE da risorse vergini di origine fossile per la produzione di plastiche e valorizzare i prodotti a fine vita. Ad esempio, i rifiuti di plastica difficili da riciclare che non sono adatti al riciclaggio meccanico o per i quali è necessario rispettare prescrizioni di qualità specifiche possono trarre particolare vantaggio dal riciclaggio chimico. Ciò contribuirebbe al conseguimento degli obiettivi dell'UE per il riciclaggio dei rifiuti di plastica e l'aumento del contenuto riciclato nella plastica.

Al fine di promuovere una diffusione efficace del riciclaggio chimico, la Commissione sta avviando una consultazione pubblica su un atto di esecuzione a norma della direttiva sulla plastica monouso 28 con l'obiettivo di istituire un quadro chiaro, basato su dati scientifici e tecnologicamente neutro sull'assegnazione dell'equilibrio di massa per tenere conto del contenuto riciclato derivante dal riciclaggio chimico, che consenta di creare un mercato guida affinché il settore chimico diventi più circolare. L'adozione di un atto di esecuzione è prevista per il quarto trimestre del 2025.

La proposta di atto legislativo sull'economia circolare affronterà tanto il lato dell'offerta quanto quello della domanda creando un mercato unico dei rifiuti e promuovendo l'uso di materiali riciclati e secondari. Ciò rappresenta un'opportunità significativa per l'industria chimica, che svolge un ruolo centrale nel consentire soluzioni circolari in tutte le catene del valore.

Cattura, stoccaggio e utilizzo del carbonio ("CCUS")

La cattura, lo stoccaggio e l'utilizzo del carbonio (CCUS – Carbon Capture, Utilisation and Storage) è una tecnologia a zero emissioni nette fondamentale al fine di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e contribuire alla resilienza delle industrie europee, in particolare di quelle più difficili da elettrificare e le cui emissioni sono più difficili da ridurre, quali quella delle sostanze chimiche, come indicato nella comunicazione sulla gestione industriale del carbonio del 2024 29 . Anche la cattura e l'utilizzo del carbonio possono migliorare la simbiosi industriale, collegando le fonti di emissioni industriali agli acquirenti lungo le catene del valore locali.

Ciò richiede un approccio strutturato alla pianificazione delle infrastrutture, che copra tanto la domanda quanto l'offerta delle reti di idrogeno e CO2 catturato. Come primo passo, l'atto delegato a norma del regolamento sull'industria a zero emissioni nette, che entrerà in vigore a breve, definisce gli obblighi dei produttori di gas e petrolio dell'UE ai fini del conseguimento dell'obiettivo di stoccaggio di CO2 dell'UE per il 2030. Inoltre la Commissione intende elaborare un regime legislativo specifico per garantire il progressivo sviluppo di un mercato dell'UE per i CO2 e le infrastrutture per il CO2, creando fiducia e prevedibilità a più lungo termine per consentire l'espansione della catena del valore.

Il successo dell'adozione della cattura e dell'utilizzo del carbonio richiede altresì l'esistenza di un quadro normativo favorevole. Le attuali norme ETS non riconoscono il CO2 catturato nei prodotti non permanenti, come quelli fabbricati dall'industria chimica.

Nel contesto del riesame dell'ETS del 2026, la Commissione valuterà tanto la fattibilità dell'inclusione della gestione dei rifiuti 30 nell'EU ETS quanto, in tale contesto, il modo migliore per premiare il CO2 catturato nei prodotti non permanenti. La Commissione valuterà altresì il caso degli assorbimenti permanenti di carbonio per compensare le emissioni residue provenienti da settori nei quali è difficile ridurre le emissioni.

La Commissione intende:

·adottare una nuova strategia dell'UE per la bioeconomia al fine di definire una visione e orientamenti per intensificare la produzione di materiali sostenibili a base biologica, sviluppare biotecnologie, promuovere l'innovazione e gli investimenti in applicazioni di valore elevato, anche per le sostanze chimiche (quarto trimestre 2025);

·proporre un atto legislativo sull'economia circolare al fine di sbloccare i mercati delle materie secondarie e promuovere la circolarità nelle sostanze chimiche (2026);

·sostenere la diffusione sicura ed efficace del riciclaggio chimico nel contesto della direttiva sulla plastica monouso (la consultazione pubblica è stata avviata nel terzo trimestre del 2025) e adottare un atto di esecuzione ai sensi della direttiva sulla plastica monouso per quanto riguarda il riciclaggio chimico (quarto trimestre 2025);

·valutare la fattibilità della contabilizzazione delle emissioni derivanti da prodotti non-permanenti della cattura e dell'utilizzo del carbonio a valle nel contesto del riesame dell'ETS (secondo/terzo trimestre 2026);

·sviluppare incentivi finanziari destinati a promuovere la diffusione del carbonio non fossile e dell'idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio;

·migliorare il quadro normativo per la cattura, il trasporto, l'utilizzo e lo stoccaggio del carbonio, anche proponendo un quadro normativo per lo sviluppo di mercati e infrastrutture dell'UE relativi al CO2.

4.Mercati guida e innovazione

4.1.Mercati guida e tassazione verde

Gli investimenti nelle materie prime non fossili e nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio sono spesso limitati dalla mancanza di acquirenti, una circostanza questa che rende difficile per le imprese all'avanguardia trarre beneficio dal "premio verde" e capitalizzare gli investimenti. Di conseguenza, nella logica dell'imminente riforma degli appalti pubblici, l'atto legislativo sull'accelerazione della decarbonizzazione industriale introdurrà prescrizioni in materi di contenuto dell'UE, in linea con gli impegni giuridici internazionali dell'Unione, nonché criteri di resilienza e sostenibilità con l'obiettivo di promuovere e salvaguardare l'approvvigionamento europeo pulito di prodotti ad alta intensità energetica e la domanda europea di industrie a valle.

La tassazione può contribuire a sviluppare soluzioni innovative e a basse emissioni di carbonio per l'industria chimica dell'UE. A sostegno di tale obiettivo, la Commissione ha presentato una propria raccomandazione sugli incentivi fiscali a sostegno del patto per l'industria pulita. L'iniziativa fornisce un segnale strategico alle imprese, incoraggiandole ad accelerare la loro transizione verso le tecnologie pulite, la decarbonizzazione industriale e la crescita sostenibile. Raccomanda di concedere crediti d'imposta ai fabbricanti di tecnologie pulite e di accelerare l'ammortamento per le industrie pesanti quali il settore chimico quando investono in apparecchiature per le tecnologie pulite.

La Commissione intende:

·introdurre prescrizioni in materia di contenuto dell'UE nonché criteri di resilienza e sostenibilità per promuovere mercati guida per settori specifici nell'ambito dell'atto legislativo sull'accelerazione della decarbonizzazione industriale (quarto trimestre 2025).

4.2.Innovazione

L'innovazione è essenziale affinché l'industria chimica rimanga competitiva. È fondamentale per lo sviluppo di tecnologie di produzione pionieristiche, ad esempio quelle basate sulla chimica verde, quali la fotochimica, l'elettrochimica e lo sviluppo di prodotti nuovi, tra cui materiali avanzati. L'innovazione apporta vantaggi altresì agli utilizzatori a valle e ai consumatori fornendo alternative più sicure e sostenibili.

Nel contesto dell'industria chimica l'UE fornisce un sostegno significativo all'innovazione nella fase iniziale, dallo sviluppo di concetti nuovi a progetti pilota, nel contesto di Orizzonte Europa, in particolare nell'ambito di partenariati europei, quali l'impresa comune "Europa biocircolare" 31 ("CBE JU"), Process4Planet 32 e i materiali innovativi per l'UE ("IAM4EU") 33 .

Tuttavia l'espansione delle applicazioni innovative per la diffusione industriale rimane una sfida significativa. Si tratta di una fase delicata del processo di innovazione, in quanto comporta livelli elevati di investimenti e una incertezza notevole, in termini tanto di prestazioni tecnologiche quanto di diffusione futura sul mercato.

La Commissione creerà uno o più poli dell'innovazione e della sostituzione dell'UE al fine di superare gli ostacoli all'innovazione, accelerare lo sviluppo di soluzioni più sicure e sostenibili ed esaminerà approcci collaborativi alla sostituzione di sostanze chimiche mirate. Tali poli, ispirati al modello INCITE, aiuteranno le imprese, in particolare le PMI, nell'analisi delle prospettive, nell'individuazione e nella valutazione delle alternative, nella promozione dei partenariati e nella condivisione delle conoscenze. Le sostanze chimiche sicure e sostenibili fin dalla progettazione ("SSbD" – Safe and Sustainable by Design) saranno integrate nei poli dell'innovazione, fornendo orientamenti tecnici sin dalle prime fasi dell'innovazione. Il quadro SSbD promuoverà la collaborazione tra progettisti di prodotti, imprese chimiche, scienziati e organismi di ricerca. La Commissione agevolerà l'accesso alle infrastrutture digitali e fisiche necessarie per sviluppare, sottoporre a prova e potenziare le innovazioni nel contesto SSbD.

Tali poli esamineranno altresì approcci collaborativi volti alla sostituzione di sostanze chimiche mirate e potrebbero ospitare una rete dell'UE di centri di sostituzione volti a fornire un sostegno tecnico, scientifico e finanziario ad hoc alle imprese, in particolare alle PMI, che cercano di sostituire le sostanze pericolose con alternative più sicure.

La raccomandazione riveduta della Commissione sul quadro per le sostanze chimiche SSbD (2025) rafforzerà la competitività dell'industria chimica dell'UE rendendo più efficiente il processo di innovazione verso alternative più sicure e sostenibili. I programmi Orizzonte Europa 2025-2027 forniranno circa 120 milioni di EUR per sostenere lo sviluppo e l'accelerazione della scoperta, resa ulteriormente possibile dall'intelligenza artificiale e dalla digitalizzazione, di alternative alle sostanze che destano preoccupazione.

La Commissione introdurrà una piattaforma comune di dati sulle sostanze chimiche nel contesto dell'iniziativa "una sostanza, una valutazione", al fine di semplificare e rendere più trasparente l'accesso ai dati sulle sostanze chimiche.

Anche il futuro atto legislativo sui materiali avanzati, che sarà adottato nel 2026, stimolerà e premierà l'innovazione nel settore delle sostanze chimiche. I materiali avanzati offrono soluzioni innovative per un'industria più efficiente, più sostenibile e più competitiva. La Commissione presenterà un atto legislativo sui materiali avanzati che istituirà un quadro globale al fine di sostenere l'intera catena del valore, dalla ricerca, dallo sviluppo e dalle start-up fino alla produzione e alla diffusione, nonché di stimolare e premiare l'innovazione nel settore chimico.

Valutazioni aggiornate della sicurezza chimica

L'innovazione svolge inoltre un ruolo cruciale nel promuovere la sicurezza chimica migliorando la gestione dei rischi chimici e sostenendo lo sviluppo di sostanze chimiche più sicure. Anche il rafforzamento della collaborazione lungo la catena del valore delle sostanze chimiche è essenziale al fine di stimolare l'innovazione nella valutazione del rischio chimico. Il partenariato sulla valutazione dei rischi derivanti dalle sostanze chimiche ("PARC" – Partnership for the Assessment of Risks from Chemicals) è l'iniziativa faro dell'UE in questo settore. Riunisce i ministeri, le agenzie nazionali per la salute pubblica e la valutazione dei rischi, le organizzazioni di ricerca e il mondo accademico.

I nuovi approcci metodologici ("NAM") o gli approcci che non prevedono la sperimentazione animale offrono strumenti scientifici moderni per fornire informazioni per la valutazione del rischio chimico. Sono fondamentali per accelerare le valutazioni dei rischi e colmare le lacune in termini di informazioni e sono strumenti efficienti sotto il profilo dei costi. La Commissione continuerà a adoperarsi per modernizzare le prove chimiche e accelerare la transizione verso approcci che non prevedono la sperimentazione animale. Nell'ambito dell'iniziativa "una sostanza, una valutazione", la Commissione introdurrà una piattaforma comune di dati sulle sostanze chimiche al fine di migliorare l'accesso ai dati sulle sostanze chimiche. Parallelamente, la Commissione presenterà una tabella di marcia volta a eliminare gradualmente la sperimentazione animale per le valutazioni della sicurezza chimica entro il 2026. Collaborerà inoltre strettamente con i portatori di interessi al fine di promuovere metodi alternativi, evitare prove inutili e ridurre i costi delle prove stesse. La tabella di marcia delineerà le esigenze di sviluppo e convalida di metodi di prova per approcci che non prevedono la sperimentazione animale, in linea con la richiesta formulata dal Consiglio.

La Commissione intende:

·accelerare ed espandere l'innovazione chimica utilizzando i poli volontari dell'UE per l'innovazione nel settore delle sostanze chimiche (primo trimestre 2026);

·proporre un atto legislativo sui materiali avanzati per stimolare e premiare l'innovazione nel settore chimico (quarto trimestre 2026);

·introdurre una piattaforma comune di dati sulle sostanze chimiche, come indicato nel pacchetto "una sostanza, una valutazione";

·presentare una tabella di marcia per l'eliminazione graduale della sperimentazione animale (primo trimestre 2026).

5.Semplificare e razionalizzare il quadro normativo

La semplificazione costituisce il fulcro dell'agenda normativa della Commissione, con un chiaro obiettivo di riduzione degli oneri amministrativi per le imprese del 25 % e per le PMI del 35 % entro alla fine del mandato della presente Commissione.

5.1."Omnibus di semplificazione"

Finora nel 2025 la Commissione ha adottato cinque "pacchetti omnibus di semplificazione" volti a razionalizzare le norme e ridurre gli oneri amministrativi per le industrie dell'UE. Talune di tali proposte, in particolare quelle contenute nel "primo pacchetto omnibus di semplificazione" del 26 febbraio 2025, sono direttamente pertinenti per l'industria chimica dell'UE 34 . Il "quinto pacchetto omnibus di semplificazione" del 17 giugno 2025 affronta aspetti relativi alla difesa e rafforza la possibilità per gli Stati membri di esentare le sostanze chimiche, in quanto tali o in quanto componenti di una miscela o di un articolo, laddove ciò sia necessario nell'interesse della difesa.

Alla data del presente piano d'azione, la Commissione propone, come primo passo, un "sesto pacchetto omnibus di semplificazione" incentrato nello specifico sulle sostanze chimiche dell'UE e sulla legislazione correlata: il regolamento sulla classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio 35 (CLP), il regolamento sui prodotti fertilizzanti 36 e il regolamento sui prodotti cosmetici 37 . La proposta semplifica le diverse norme dell'acquis in materia di sostanze chimiche, garantendo nel contempo un livello elevato di protezione della salute umana e dell'ambiente. Ad esempio, la proposta rivede le disposizioni relative alle dimensioni obbligatorie dei caratteri e all'interlinea per l'etichettatura delle sostanze chimiche pericolose ai sensi del CLP, al fine di garantire che le imprese chimiche possano comunicare efficacemente le informazioni in merito alle sostanze e alle miscele. La proposta comporterà un risparmio stimato pari ad almeno 363 milioni di EUR l'anno per l'industria chimica.

Oltre al pacchetto omnibus di semplificazione odierno, la Commissione semplificherà ulteriormente la legislazione dell'UE pertinente per l'industria chimica dell'UE. Nel quarto trimestre del 2025 la Commissione adotterà un'altra proposta omnibus volta a ridurre gli oneri amministrativi nel contesto della legislazione in materia ambientale, che sarà pertinente anche per l'industria chimica dell'UE.

Entro la fine dell'anno la Commissione presenterà inoltre un pacchetto omnibus di semplificazione che agevolerà il controllo biologico nell'agricoltura. Alcuni aspetti, quali l'accesso agevolato al mercato per i biopesticidi, saranno rilevanti anche per l'industria chimica.

Tassonomia

Nell'ambito della realizzazione del "primo pacchetto omnibus di semplificazione", la Commissione adotterà presto i criteri "non arrecare un danno significativo" riveduti per la prevenzione e il controllo dell'inquinamento nel contesto della tassonomia per gli investimenti sostenibili. Nello specifico, chiarirà e limiterà l'ambito di applicazione dell'appendice C degli atti delegati "Clima" e "Ambiente" della tassonomia 38 , 39 in termini di sostanze contemplate. Ciò ridurrà notevolmente l'onere di dimostrare l'allineamento alla tassonomia e faciliterà l'accesso alla finanza sostenibile.

5.2.Revisione mirata del regolamento REACH

Il regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche ("REACH") 40 costituisce l'elemento portante della legislazione dell'UE che disciplina le sostanze chimiche. Il regolamento REACH ha contribuito ad aumentare la conoscenza sulle sostanze chimiche attraverso la registrazione e la valutazione e ad affrontare il rischio posto da alcune sostanze chimiche per mezzo di autorizzazioni e restrizioni. Tuttavia taluni processi di cui al regolamento REACH si sono rivelati onerosi per le imprese, in particolare per le PMI.

Entro la fine del 2025 la Commissione adotterà una proposta di revisione mirata del regolamento REACH volta a semplificare le norme e accelerare le procedure per l'industria, tenendo conto di considerazioni in materia di competitività, sicurezza e sostenibilità, garantendo nel contempo un livello elevato di protezione della salute umana e dell'ambiente 41 .

5.3.Il regolamento ECHA

Inoltre la Commissione sta proponendo un regolamento autonomo per l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) al fine di migliorarne la governance e aumentare la sostenibilità del suo modello di finanziamento. L'obiettivo è conferire all'ECHA la facoltà di svolgere in maniera efficace le proprie responsabilità sempre più ampie, rafforzare la sua capacità di formulare pareri scientifici tempestivi e coerenti, aiutando le imprese a pianificare con maggiore certezza gli investimenti. La semplificazione del modello di finanziamento migliorerà l'agilità operativa dell'ECHA e ridurrà gli oneri amministrativi. Una maggiore efficienza consentirà inoltre all'ECHA di fornire servizi migliori alle imprese, in particolare alle PMI, riducendo in tal modo i costi di conformità.

5.4.Fornire chiarezza sulle PFAS

La valutazione scientifica della restrizione universale relativa alle PFAS 42 (per- and polyfluoroalkyl substances, sostanze per- e polifluoroalchiliche) da parte dei comitati dell'ECHA è in corso e dovrebbe concludersi nel 2026. La Commissione si impegna a presentare una proposta il prima possibile dopo aver ricevuto il parere dell'ECHA, con l'obiettivo generale di ridurre al minimo le emissioni di PFAS.

La Commissione prenderà in considerazione la possibilità di vietare le PFAS negli utilizzi destinati ai consumatori, come nel caso di cosmetici, materiali a contatto con alimenti e articoli di abbigliamento da esterno. Qualora non siano disponibili alternative adeguate in termini di prestazioni e sicurezza, la prosecuzione dell'uso delle PFAS nelle applicazioni industriali può essere consentita per applicazioni critiche, quali la salute, la difesa, i semiconduttori e altri settori strategici 43 , nel rispetto di condizioni rigorose fino a quando non saranno trovati sostituti accettabili. Le deroghe per gli usi dovranno essere accompagnate da prescrizioni volte a ridurre le emissioni in tutte le fasi del ciclo di vita al fine di limitare il rilascio di inquinanti nell'ambiente, così come da chiari incentivi all'innovazione.

La Commissione sosterrà gli sforzi dell'industria a favore della mitigazione e della bonifica, al fine di conseguire una maggiore resilienza idrica, rafforzare la salute degli oceani 44  e affrontare l'inquinamento dell'acqua, del suolo e dell'aria.

Al fine di sostenere la transizione che prevede l'abbandono delle PFAS, la Commissione sta perseguendo una strategia globale che combina la regolamentazione con altre misure. Tra queste figureranno investimenti mirati nella ricerca, un'innovazione volta a individuare alternative sicure e sostenibili, nonché un coordinamento maggiore tra le istituzioni dell'UE e gli Stati membri, reti di esperti al fine di condividere conoscenze e soluzioni. I poli di innovazione dell'UE daranno priorità alle azioni volte a trovare alternative sicure e sostenibili alle PFAS.

La Commissione promuoverà il passaggio dalle PFAS ad alternative più sicure 45 . L'UE deve compiere sforzi decisivi per bonificare i siti già fortemente inquinati da tali sostanze. La bonifica dovrebbe basarsi sul principio "chi inquina paga", destinando fondi pubblici alla bonifica dei siti orfani per i quali non è stato possibile individuare alcun soggetto responsabile. Sebbene gli sforzi di bonifica siano molto costosi, la ricerca e l'innovazione possono ridurre significativamente i costi attraverso nuove tecnologie, comprese le biotecnologie, che saranno promosse nella strategia per la bioeconomia.

Sarà sviluppato un nuovo quadro di monitoraggio delle PFAS a livello di UE al fine di centralizzare le informazioni, individuare i punti critici per l'inquinamento, evidenziare le pratiche di bonifica efficaci e raccogliere dati dalla legislazione pertinente. La Commissione esaminerà come migliorare al meglio la condivisione delle informazioni e la comunicazione sull'inquinamento e sulla sostituzione delle PFAS e avvierà un dialogo che riunirà i portatori di interessi al fine di sostenere una visione olistica delle sfide in materia di inquinamento da PFAS. Inoltre, per contrastare l'inquinamento ereditato dal passato, la Commissione mirerà a istituire un'iniziativa pubblico-privato destinata a conseguire una svolta tecnologica in termini di metodi praticabili e a prezzi accessibili per il rilevamento e la bonifica delle PFAS.

5.5.Salute e sicurezza sul lavoro

La salute e la sicurezza sul lavoro sono essenziali non soltanto al fine di proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma anche per aumentare la produttività, rafforzare la competitività e garantire parità di condizioni in tutti i settori. Tali obiettivi sono conseguiti, tra l'altro, attraverso la fissazione di limiti di esposizione professionale a livello di UE a norma della direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni e sulle sostanze tossiche per la riproduzione ("CMRD" – Carcinogens, Mutagens and Reprotoxic Substances Directive) 46 e della direttiva sugli agenti chimici 47 .

La Commissione intende:

·adottare una proposta omnibus per l'industria chimica (terzo trimestre 2025);

·modificare i criteri "non arrecare un danno significativo" per la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento a norma del regolamento sulla tassonomia (terzo trimestre 2025);

·adottare una proposta di revisione mirata del regolamento REACH (quarto trimestre 2025);

·adottare una proposta di regolamento di base dell'ECHA (terzo trimestre 2025);

·adottare un pacchetto omnibus di semplificazione sui prodotti fitosanitari e accelerare l'accesso al mercato da parte dei biopesticidi (quarto trimestre 2025);

·adottare una proposta volta a ridurre gli oneri amministrativi nella legislazione ambientale (omnibus ambientale) (quarto trimestre 2025);

·proporre una restrizione relativa alle PFAS a norma del regolamento REACH sulla base del parere dell'ECHA sul fascicolo "universale" di restrizione delle PFAS;

·sviluppare un quadro di monitoraggio delle PFAS a livello di UE per centralizzare i dati e promuovere soluzioni pratiche e scientificamente fondate a sostegno di un cambiamento sostenibile da parte dell'industria dell'UE (quarto trimestre 2026);

·avviare un dialogo che riunisca i portatori di interessi al fine di sostenere una visione olistica delle sfide connesse all'inquinamento da PFAS (secondo trimestre 2026).

6.Conclusioni

Un'attuazione efficace di questo piano d'azione richiederà uno sforzo concertato da parte di tutti i portatori di interessi, comprese le istituzioni europee, gli Stati membri, l'industria e la società civile. Sarà essenziale collaborare al fine di creare un contesto imprenditoriale favorevole, promuovere gli investimenti nella decarbonizzazione e nell'innovazione, ridurre le dipendenze del settore e fornire accesso alle risorse necessarie per la transizione verso un futuro più competitivo e sostenibile.

La Commissione si impegna a collaborare strettamente con tutti i portatori di interessi al fine di garantire che il presente piano d'azione sia attuato in modo efficace e che i suoi obiettivi siano conseguiti. A tal fine la Commissione manterrà uno stretto dialogo con i portatori di interessi, monitorerà i risultati del presente piano d'azione e ne garantirà una rapida attuazione.

Procedendo in tal modo possiamo garantire che l'industria chimica dell'UE continui a svolgere un ruolo fondamentale nell'economia e nella società dell'UE, contribuendo nel contempo al conseguimento degli obiettivi climatici e ambientali dell'UE.

***

(1) ()    Si stima che tali siti importanti abbiano rappresentato nel periodo la perdita di 10 000-20 000 posti di lavoro.
(2) ()    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Bussola per la competitività dell'UE (COM(2025) 30 final).
(3) ()    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Il patto per l'industria pulita: una tabella di marcia comune verso la competitività e la decarbonizzazione (COM(2025) 85 final).
(4) ()    Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (CE) n. 1272/2008, (CE) n. 1223/2009 e (UE) 2019/1009 per quanto riguarda la semplificazione di alcune prescrizioni e procedure per i prodotti chimici (COM(2025) 531 final).
(5) ()    Regolamento delegato (UE) …/... della Commissione che integra la direttiva (UE) 2024/1788 del Parlamento europeo e del Consiglio precisando la metodologia di valutazione delle riduzioni di emissioni di gas a effetto serra da combustibili a basse emissioni di carbonio (C(2025) 4674).
(6) ()    Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'Agenzia europea per le sostanze chimiche e che modifica i regolamenti (CE) n. 1907/2006, (UE) n. 528/2012, (UE) n. 649/2012 e (UE) 2019/1021 (COM(2025) 386 final).
(7) ()    In particolare, i cracker di etano sono comuni negli Stati Uniti e in Medio Oriente.
(8) () Figurano in tale contesto, tra gli altri, olefine, aromatici, metanolo, ammoniaca e cloro.
(9) () Relazione del Consiglio europeo dell'industria chimica (CEFIC): The Competitiveness of the EU Chemical Industry.
(10) () Ad esempio, per quanto concerne i fertilizzanti.
(11) ()    Nel rispetto delle norme in materia di concorrenza e degli impegni internazionali dell'UE.
(12) () Per le materie prime critiche, questo aspetto è trattato dal sistema di informazione sulle materie prime ("RMIS" - Raw Materials Information Systems, https://rmis.jrc.ec.europa.eu/).
(13) ()    Comunicazione della Commissione, Una politica di coesione modernizzata Riesame intermedio (COM(2025) 163 final del 1º aprile 2025).
(14) ()    Nell'ambito del patto per le competenze, un partenariato regionale guidato dalla Rete europea delle regioni chimiche ha come impegno primario quello di aiutare le regioni ad affrontare le sfide poste dalla transizione dell'industria verso pratiche verdi e digitali.
(15) ()    Un pacchetto completo di strumenti dell'UE per un commercio elettronico sicuro e sostenibile (COM(2025) 37 final).
(16) ()    COM(2025) 500 final.
(17) () Cfr. anche comunicazione della Commissione, Un pacchetto completo di strumenti dell'UE per un commercio elettronico sicuro e sostenibile (COM(2025) 37 final del 5 febbraio 2025, pag. 13).
(18) ()    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili. Sbloccare l'autentico valore dell'Unione dell'energia per garantire energia pulita, efficiente e a prezzi accessibili a tutti gli europei (COM(2025) 79 final).
(19) ()    Comunicazione della Commissione, Orientamenti relativi a determinati aiuti di Stato nell'ambito del sistema per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra dopo il 2021 (C(2020) 6400 final).
(20) ()    Comunicazione della Commissione, Disciplina per le misure di aiuto di Stato a sostegno del patto per l'industria pulita (disciplina per gli aiuti di Stato nell'ambito del patto per l'industria pulita) (C(2025) 7600).
(21) ()    Regolamento (UE) 2024/1735 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che istituisce un quadro di misure per rafforzare l'ecosistema europeo di produzione delle tecnologie a zero emissioni nette (GU L, 2024/1735, 28.6.2024).
(22) ()    Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali e derivanti dall'allevamento di bestiame (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento).
(23) ()    Modificata dalla direttiva (UE) 2024/1785.
(24) ()     https://climate.ec.europa.eu/document/download/cfde57b3-d80f-43e1-9ee4-cd96c42c6ca8_en .
(25) ()    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Building the future with nature: Boosting Biotechnology and Biomanufacturing in the EU (COM(2024) 137 final).
(26) ()    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Building the future with nature: Boosting Biotechnology and Biomanufacturing in the EU (COM(2024) 137 final).
(27) ()    Cfr. anche la visione per l'agricoltura e l'alimentazione, adottata nel febbraio 2025, che ha delineato prospettive per espandere la bioeconomia, valorizzare sottoprodotti e rifiuti, accelerare l'accesso al mercato per i biopesticidi e sostenere l'adozione di fertilizzanti a basse emissioni di carbonio da nutrienti riciclati e digestato da biogas.
(28) ()    Direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, sulla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente (GU L 155 del 12.6.2019, pag. 1).
(29) ()    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Verso un'ambiziosa gestione industriale del carbonio per l'UE (COM(2024) 62 final).
(30) ()    Incenerimento dei rifiuti e altri processi di gestione dei rifiuti, come in particolare il collocamento in discarica, che generano emissioni di metano e protossido di azoto. 
(31) () L'impresa comune "Europa biocircolare" ("IC CBE" – Circular Bio-Based Europe Joint Undertaking) è un partenariato pubblico-privato da 2 miliardi di EUR tra l'UE e il consorzio di bioindustrie ("BIC"). Finanzia progetti destinati a promuovere bioindustrie circolari competitive nell'UE 29. Tale impresa comune è finanziata nel contesto del quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e opera conformemente alle norme di Orizzonte Europa per il periodo 2021-2031.
(32) () L'obiettivo del partenariato Processes4Planet ("P4Planet") è trasformare le industrie di trasformazione dell'UE al fine di conseguire la circolarità e la neutralità climatica complessiva a livello di UE entro il 2050, migliorandone nel contempo la competitività globale. P4Planet è un partenariato pubblico-privato istituito tra A.SPIRE (in veste di soggetto privato) e la Commissione nel contesto del polo tematico 4 (Digitale, industria e spazio) di Orizzonte Europa. https://www.aspire2050.eu/p4planet/about-p4planet .
(33) () "Materiali innovativi per l'UE" (IAM4EU), un partenariato pubblico-privato nel contesto di Orizzonte Europa per il periodo 2025-2027, avente l'obiettivo di rafforzare l'innovazione dei materiali avanzati, che riguarda la produzione, i processi e la sostenibilità.
(34) ()    Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 2006/43/CE, 2013/34/UE, (UE) 2022/2464 e (UE) 2024/1760 per quanto riguarda taluni obblighi relativi alla rendicontazione societaria di sostenibilità e al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (COM(2025) 81 final).
(35) ()    Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele (GU L 353 del 31.12.2008, pag. 1).
(36) ()    Regolamento (UE) 2019/1009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, che stabilisce norme relative alla messa a disposizione sul mercato di prodotti fertilizzanti dell'UE (GU L 170 del 25.6.2019, pag. 1).
(37) ()    Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009, sui prodotti cosmetici (rifusione) (GU L 342 del 22.12.2009, pag. 59).
(38) ()    Regolamento delegato (UE) 2023/2486 della Commissione, del 27 giugno 2023, che integra il regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio fissando i criteri di vaglio tecnico che consentono di determinare a quali condizioni si possa considerare che un'attività economica contribuisce in modo sostanziale all'uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine, alla transizione verso un'economia circolare, alla prevenzione e alla riduzione dell'inquinamento o alla protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi e se non arreca un danno significativo a nessun altro obiettivo ambientale, e che modifica il regolamento delegato (UE) 2021/2178 per quanto riguarda la comunicazione al pubblico di informazioni specifiche relative a tali attività economiche.
(39) ()    Regolamento delegato (UE) 2021/2139 della Commissione, del 4 giugno 2021, che integra il regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio fissando i criteri di vaglio tecnico che consentono di determinare a quali condizioni si possa considerare che un'attività economica contribuisce in modo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici o all'adattamento ai cambiamenti climatici e se non arreca un danno significativo a nessun altro obiettivo ambientale (GU L 442 del 9.12.2021, pag. 1).
(40) ()Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1).
(41) () Cfr. anche la comunicazione "Omnibus sulla prontezza alla difesa" (COM(2025) 820 final).
(42) ()    Nel gennaio 2023 cinque autorità nazionali (Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia) hanno presentato all'ECHA un fascicolo di restrizione per tutte le PFAS.
(43) () Comunicazione della Commissione, Criteri e principi guida applicabili al concetto di uso essenziale nella legislazione dell'UE in materia di sostanze chimiche (C/2024/2894).
(44) ()    Cfr. "Il patto europeo per gli oceani" (COM(2025) 281 final), pag. 9.
(45) ()    Cfr. anche "Strategia europea sulla resilienza idrica" (COM(2025) 280 final), pag. 6.
(46) ()    Direttiva 2004/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni o a sostanze tossiche per la riproduzione durante il lavoro (sesta direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE del Consiglio) (GU L 158 del 30.4.2004, pag. 50).
(47) ()    Direttiva 98/24/CE del Consiglio, del 7 aprile 1998, sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro (quattordicesima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) (GU L 131 del 5.5.1998, pag. 11).
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