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Document 52024DC0571

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO SETTIMA RELAZIONE NELL'AMBITO DEL MECCANISMO DI SOSPENSIONE DELL'ESENZIONE DAL VISTO

COM/2024/571 final

Bruxelles, 6.12.2024

COM(2024) 571 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

SETTIMA RELAZIONE NELL'AMBITO DEL MECCANISMO DI SOSPENSIONE DELL'ESENZIONE DAL VISTO


Indice

INTRODUZIONE

I.PAESI DEL VICINATO DELL'UE

1.paesi esenti dall'obbligo del visto da meno di sette anni

GEORGIA

UCRAINA

KOSOVO 1 *

2.paesi esenti dall'obbligo del visto da più di sette anni

ALBANIA

BOSNIA-ERZEGOVINA

REPUBBLICA DI MOLDOVA

MONTENEGRO

MACEDONIA DEL NORD

SERBIA

II.CARAIBI ORIENTALI

III.AMERICA LATINA

CONCLUSIONI


INTRODUZIONE

La liberalizzazione dei visti costituisce un elemento essenziale del pacchetto di strumenti dell'UE nel settore della cooperazione con i paesi terzi in materia di migrazione, sicurezza e giustizia. Agevola la mobilità e i contatti interpersonali, può stimolare il settore dei viaggi e del turismo e promuovere gli scambi culturali e accademici. Può inoltre promuovere le relazioni diplomatiche e la cooperazione internazionale, idealmente favorendo l'aumento delle interazioni politiche in diversi settori che vanno dalla cooperazione commerciale ed economica alla sicurezza, all'innovazione e alla tecnologia.

D'altra parte, il monitoraggio dei regimi di esenzione dal visto dell'UE da parte della Commissione ha dimostrato che tale esenzione può dare luogo a notevoli problemi legati alla migrazione e alla sicurezza, che devono essere affrontati. La presente relazione resta centrata in particolare sull'allineamento della politica in materia di visti, sui programmi di cittadinanza per investitori, sulla cooperazione in materia di riammissione e sulle domande di asilo infondate. Lo scopo principale delle esenzioni dall'obbligo del visto che l'UE concede a paesi terzi è di facilitare i viaggi accordando l'esenzione dal visto per gli ingressi e i soggiorni di breve durata nello spazio Schengen per un periodo massimo di 90 giorni su un periodo di 180 giorni. Le persone che presentano un rischio per la sicurezza dell'UE e dei suoi Stati membri non dovrebbero essere autorizzate a viaggiare senza visto nello spazio Schengen e le persone che chiedono protezione internazionale o di stabilirsi nell'UE per un periodo più lungo dovrebbero utilizzare i regimi e i percorsi disponibili.

Nell'ottobre 2023 la Commissione ha proposto una revisione del meccanismo di sospensione dell'esenzione dall'obbligo del visto 2 per affrontare meglio le sfide legate ai regimi di esenzione ed eventuali abusi connessi a tale esenzione, semplificando l'attivazione del meccanismo e potenziandone l'effetto deterrente. La Commissione incoraggia il Parlamento europeo e il Consiglio a concludere rapidamente i negoziati sulla proposta e a garantirne l'adozione.

Ambito di applicazione della relazione: un nuovo approccio strategico e globale

Il costante monitoraggio dei regimi di esenzione dall'obbligo del visto dell'UE da parte della Commissione è un compito fondamentale per il buon funzionamento della politica in materia di visti dell'UE e per la sicurezza generale dello spazio Schengen. L'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2018/1806 3 ("regolamento sui visti") prevede che la Commissione garantisca un monitoraggio adeguato del rispetto costante dei requisiti di esenzione dal visto da parte di quei paesi i cui cittadini hanno ottenuto l'accesso allo spazio Schengen in esenzione dall'obbligo del visto a seguito della conclusione positiva di un dialogo sulla liberalizzazione dei visti, e riferisca periodicamente in merito al Parlamento europeo e al Consiglio. A tal fine dal 2017 la Commissione ha adottato sei relazioni nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto 4 , riguardanti i partner dei Balcani occidentali esenti dall'obbligo del visto (Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia) e del partenariato orientale (Georgia, Repubblica di Moldova, denominata in appresso "Moldova", e Ucraina).

Dando seguito a una comunicazione del maggio 2023 5 , la sesta relazione ha adottato un approccio più ampio, in modo da garantire che il monitoraggio e la rendicontazione fossero più completi e strategici, non limitandosi quindi al vicinato dell'UE e includendo tutti i paesi terzi esenti dall'obbligo del visto che presentano sfide specifiche tali da poter portare, se non affrontate, all'attivazione del meccanismo di sospensione. La Commissione pertanto ha ampliato per la prima volta l'ambito geografico riferendo anche in merito a sei paesi terzi esenti dall'obbligo del visto che attuano programmi di cittadinanza per investitori, ossia Antigua e Barbuda, Dominica, Grenada, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia e Vanuatu 6 .

Vicinato dell'UE

La presente settima relazione, come previsto dall'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento sui visti, continua a includere una valutazione completa del rispetto costante dei requisiti per la liberalizzazione dei visti per quanto riguarda la Georgia e l'Ucraina, poiché questi paesi hanno completato i rispettivi dialoghi sulla liberalizzazione dei visti meno di sette anni fa. Inoltre, a seguito della conclusione positiva del dialogo UE-Kosovo sulla liberalizzazione dei visti e dell'applicazione dell'esenzione dal visto per il Kosovo a partire dal 1º gennaio 2024 7 , la presente relazione comprende anche una prima analisi prospettica sul rispetto costante dei requisiti per la liberalizzazione dei visti da parte del Kosovo.

Per quanto riguarda i paesi che hanno completato un dialogo sulla liberalizzazione dei visti più di sette anni fa 8 (Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Moldova, Montenegro e Serbia), la relazione continua a segnalare sfide specifiche derivanti dall'esenzione dall'obbligo del visto e/o sfide che rappresentano rischi specifici legati alla migrazione irregolare o alla sicurezza per l'UE, quali l'allineamento della politica in materia di visti, i programmi di cittadinanza per investitori, la cooperazione in materia di riammissione o le domande di asilo infondate.

Per tutti i partner dell'allargamento, le questioni correlate ai parametri di riferimento affrontati nei dialoghi sulla liberalizzazione dei visti che i paesi hanno concluso sono valutate nel quadro del processo di allargamento, nell'ambito del capo 23 "Sistema giudiziario e diritti fondamentali" e del capo 24 "Giustizia, libertà e sicurezza", e sono approfondite nelle relazioni annuali sull'allargamento della Commissione. Dal 2024 quattro paesi dell'allargamento (Albania, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia) sono stati inclusi nella relazione della Commissione sullo Stato di diritto.

Nell'ambito del loro programma di riforme svolto nel quadro del piano di crescita per i Balcani occidentali, i partner dei Balcani occidentali si sono impegnati a realizzare riforme sugli "elementi fondamentali" del processo di adesione, che comprendono impegni concreti in materia di lotta contro la criminalità organizzata, lotta alla corruzione e allineamento della politica in materia di visti.

Per quanto riguarda i Balcani occidentali, la relazione si basa sull'attuazione in corso del piano d'azione dell'UE per affrontare la migrazione lungo tale rotta, presentato dalla Commissione il 5 dicembre 2022 9 . Tale piano reagisce, tra l'altro, all'aumento della migrazione irregolare verso l'UE attraverso la rotta dei Balcani occidentali nel 2022. L'aumento degli attraversamenti delle frontiere esterne degli Stati membri dalla regione è dipeso in parte da movimenti secondari di cittadini di paesi terzi esenti dall'obbligo del visto arrivati nei Balcani occidentali per trasferirsi nell'UE. L'attuazione congiunta del piano d'azione tra l'UE e la regione ha contribuito a ridurre nel 2023 la pressione migratoria di quasi un terzo sulla rotta dei Balcani occidentali rispetto al 2022, e di un ulteriore 79 % secondo i dati preliminari dei primi nove mesi del 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023. Questa attuazione congiunta ha inoltre contribuito a rafforzare ulteriormente la cooperazione tra l'UE e i partner dei Balcani occidentali in materia di gestione della migrazione. Il piano d'azione riguarda la gestione delle frontiere, le capacità di asilo e accoglienza, la lotta contro il traffico di migranti, la cooperazione in materia di riammissione e i rimpatri, e l'allineamento della politica in materia di visti.

Nel complesso, in tutti questi settori strategici è stato mantenuto un buon ritmo di attuazione grazie a un dialogo intensificato e a una maggiore opera di sensibilizzazione nei confronti di tutti i partner dei Balcani occidentali a tutti i livelli. Tuttavia è necessario che i lavori proseguano. La migrazione irregolare rimane una sfida per i partner dei Balcani occidentali. Nella regione è stato reintrodotto (tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023) l'obbligo del visto per i cittadini provenienti da alcuni dei principali paesi all'origine dell'aumento degli arrivi irregolari nel 2022. Resta tuttavia necessario provvedere a un maggiore allineamento della politica in materia di visti e rafforzare i controlli sugli arrivi di persone esenti dall'obbligo del visto nella regione. La lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani e la garanzia di rimpatri effettivi rimangono priorità fondamentali. La Commissione ha incrementato il suo sostegno finanziario per le attività connesse alla migrazione nella regione, con un finanziamento totale di 351,9 milioni di EUR (2021-2024) nell'ambito dello strumento di assistenza preadesione (IPA III). In tale ambito rientrano i programmi regionali "Sostegno dell'UE per rafforzare la lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani nei Balcani occidentali" (36 milioni di EUR), "Sostegno regionale dell'UE a sistemi di gestione della migrazione attenti alla protezione nei Balcani occidentali — FASE III" (19,2 milioni di EUR) e "Sostegno regionale dell'UE alla sicurezza delle frontiere nei Balcani occidentali" (7 milioni di EUR).

La relazione si basa sui contributi forniti dai partner in questione, dal servizio europeo per l'azione esterna e dalle delegazioni dell'UE, dalle agenzie dell'UE competenti in materia di giustizia e affari interni 10 e dagli Stati membri 11 . Tali contributi sono serviti da base per le pertinenti valutazioni contenute nella relazione. La presente settima relazione valuta le azioni intraprese dai paesi interessati nel 2023, con aggiornamenti per il 2024 nei casi in cui si sia ritenuto che potessero incidere in maniera significativa sulle raccomandazioni di quest'anno. La presente relazione contiene inoltre informazioni sulla cooperazione operativa con l'Unione e i suoi Stati membri 12 e un quadro d'insieme delle tendenze migratorie 13 che rispecchia i dati statistici Eurostat per il 2023, incluse le variazioni rispetto al 2022.

America latina e Caraibi

Come la sesta relazione, seguendo già il nuovo approccio definito nella proposta legislativa sulla revisione del meccanismo di sospensione 14 , la presente relazione riguarda altre zone geografiche oltre i paesi del vicinato dell'UE, con particolare attenzione ai paesi esenti dall'obbligo del visto nei quali sono emerse problematiche specifiche e con i quali può essere necessario sviluppare ulteriormente la cooperazione per far fronte a sfide specifiche in materia di migrazione e/o di sicurezza che potrebbero essere valutate nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto. A tale riguardo, la presente relazione continua a valutare i paesi esenti dall'obbligo del visto dei Caraibi orientali che attuano programmi di cittadinanza per investitori e presenta una valutazione dei paesi esenti dall'obbligo del visto dell'America latina.

Come affermato nella comunicazione congiunta del 2023 su una nuova agenda per le relazioni dell'UE con l'America latina e i Caraibi 15 , l'UE, l'America latina e i Caraibi sono partner naturali, uniti da peculiari legami storici e culturali, da profondi legami economici e sociali e dall'impegno comune a favore della pace, della democrazia, dei diritti fondamentali e del multilateralismo. Le persone sono al centro del partenariato: la mobilità e i contatti interpersonali sono elementi chiave per rafforzare questi legami. D'altra parte, il monitoraggio dei regimi di esenzione dall'obbligo del visto dell'UE con i partner dell'America latina e dei Caraibi, svolto dalla Commissione, ha evidenziato alcune sfide specifiche in materia di migrazione e sicurezza, che derivano in particolare dall'attuazione dei programmi di cittadinanza per investitori da parte di cinque paesi dei Caraibi orientali e dal crescente numero di domande di asilo infondate presentate nell'UE da cittadini di alcuni paesi dell'America latina. Le ultime due sezioni della presente relazione contengono la valutazione di tali sfide da parte della Commissione e le raccomandazioni su come affrontarle.



I.PAESI DEL VICINATO DELL'UE

1.paesi esenti dall'obbligo del visto da meno di sette anni

GEORGIA

1.Allineamento della politica in materia di visti

La Georgia ha un regime di esenzione dall'obbligo del visto con 25 paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto 16 : Arabia Saudita, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Belize, Bielorussia, Botswana, Cina (esenzione dal visto firmata nell'aprile 2024), Ecuador, Giordania, Iran, Kazakhstan, Kirghizistan, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Repubblica dominicana, Russia, Sud Africa, Tagikistan, Thailandia, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan.

La Georgia non ha compiuto progressi verso un ulteriore allineamento della politica in materia di visti; al contrario, con la firma dell'accordo di esenzione dal visto con la Cina nell'aprile 2024, le divergenze con la politica dell'UE in materia di visti sono aumentate. La Georgia sostiene che, non condividendo alcuna frontiera terrestre diretta con l'UE, il mancato allineamento della sua politica in materia di visti non rappresenta un rischio per l'UE in termini di migrazione irregolare o di sicurezza. Tuttavia la Commissione ricorda che l'allineamento della politica in materia di visti è un obiettivo fondamentale per tutti i paesi del vicinato dell'UE e che mirano all'adesione all'UE. La Commissione si aspetta pertanto che la Georgia compia progressi nell'allineamento della politica in materia di visti.

2.Sicurezza dei documenti, inclusi gli elementi biometrici

La Georgia rilascia passaporti biometrici dal 2010. I passaporti non biometrici saranno completamente aboliti entro il 1º gennaio 2025, data di scadenza degli ultimi documenti di questo tipo attualmente in circolazione 17 . Nell'ambito della cooperazione con l'INTERPOL, la Georgia scambia informazioni sui passaporti smarriti o rubati.

Nel dicembre 2023 è stata approvata una legge che dispone il ritiro entro il 1º luglio 2024 delle carte d'identità non elettroniche rilasciate prima del 28 luglio 2011 e la loro sostituzione con carte d'identità elettroniche.

3.Gestione integrata delle frontiere, gestione della migrazione, asilo

Nel marzo 2023 la Georgia ha adottato la strategia di gestione integrata delle frontiere per il periodo 2023-2027, e nell'agosto 2023 ha adottato il piano d'azione per la strategia di gestione integrata delle frontiere per il periodo 2023-2027. Nel 2023 la Georgia ha continuato a investire nello sviluppo della sicurezza delle frontiere, creando, tra l'altro, un'unità montana di reazione rapida. È stato varato un piano di cooperazione con uno Stato membro dell'UE nel settore della sorveglianza delle frontiere, mentre con un altro Stato membro dell'UE è stato firmato un accordo tecnico sulla cooperazione navale a cui partecipa la guardia costiera georgiana.

La Georgia vanta una casistica di cooperazione strutturata con Frontex. A cinque valichi di frontiera (aeroporti di Tbilisi e Kutaisi, valichi di frontiera terrestri di Sarpi e stagionalmente i valichi presso l'aeroporto e il porto di Batumi) sono assegnati osservatori di Frontex. Nel 2023 sono stati inviati in Georgia 28 agenti Frontex, mentre alcuni agenti di polizia georgiani sono stati inviati negli aeroporti di 12 Stati membri (per un totale di 24 agenti nel 2023). L'obiettivo principale di tale cooperazione è prevenire l'abuso dell'esenzione dall'obbligo del visto da parte dei cittadini georgiani, anche sotto forma di domande di asilo infondate (cfr. infra).

La Georgia è membro della rete di analisi dei rischi del partenariato orientale, una piattaforma regionale guidata da Frontex per lo scambio e la condivisione di informazioni. L'Accademia del ministero degli Affari interni della Georgia gode dal 2019 dello status di Accademia in partenariato con Frontex. La Georgia ha partecipato ai punti di coordinamento delle operazioni congiunte aeree, terrestri e marittime 2023 con scambi di migliori pratiche e visite/impieghi di esperti di gestione delle frontiere di Frontex. La cooperazione con Frontex ha compreso anche programmi di formazione (ad esempio, note informative personalizzate sulle frodi documentali e gli impostori), visite di studio, consulenze di esperti e scambi nell'ambito del programma di scambio del personale per il 2023.

È proseguita la cooperazione bilaterale/multilaterale con gli Stati membri in materia di gestione delle frontiere/migrazione, compresi contatti/visite ad alto livello, impiego di funzionari di collegamento degli Stati membri in Georgia, formazione specializzata e consulenza di esperti, con particolare attenzione all'individuazione di documenti falsi e alla lotta contro le reti della criminalità organizzata specializzate nel traffico di migranti.

La Georgia ha attuato la raccomandazione della sesta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto e ha aderito al piano d'azione operativo della piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità (EMPACT) sul traffico di migranti per il periodo 2024-2025. Nel 2023 ha partecipato a sei piani d'azione operativi e a 77 azioni operative. La cooperazione nell'ambito del programma EMPACT ha inoltre portato all'attuazione del progetto "sovvenzione di valore modesto", incentrato sulla lotta contro i gruppi della criminalità organizzata georgiana nell'UE.

Per quanto riguarda la riammissione e il rimpatrio, diversi Stati membri dell'UE e Frontex hanno indicato che cooperano strettamente con le autorità georgiane. La Georgia ha accettato regolarmente operazioni di rimpatrio sia con voli charter che con voli di linea. Ha inoltre messo a disposizione, su richiesta, le proprie scorte per l'organizzazione di operazioni di rimpatrio mediante prelevamento. I ministeri degli Affari esteri e degli Affari interni della Georgia hanno esteso la loro cooperazione con Frontex in materia di identificazione dei rimpatriandi privi di documenti di viaggio, formando il corpo permanente e gli Stati membri sull'uso del sistema di gestione dei casi di riammissione georgiano per la presentazione elettronica di richieste di identificazione.

La Georgia ha continuato ad adoperarsi per affrontare la questione delle domande di asilo infondate presentate dai suoi cittadini negli Stati membri dell'UE. Sulla base delle modifiche apportate nel 2021 alla legge per i cittadini georgiani in materia di uscita e ingresso in Georgia, le autorità georgiane hanno continuato a effettuare "verifiche in uscita" ai valichi di frontiera del paese. Dal 1º gennaio 2021 al 1º aprile 2024 sono stati fermati alla frontiera 7 910 cittadini georgiani che intendevano recarsi nell'UE. Le autorità georgiane hanno continuato ad affrontare la migrazione irregolare perseguendo penalmente le persone e i gruppi coinvolti nel traffico di migranti, compresi i responsabili della fornitura di informazioni false sulle domande di asilo presentate nell'UE. Tre persone sono state condannate nel 2023 (11 nel 2022).

La Georgia ha inoltre collaborato con l'OIM, in partenariato con l'UNHCR, al progetto "Governance efficace in materia di migrazione per un rimpatrio e una reintegrazione sostenibili dei cittadini georgiani", per sostenere un rimpatrio e una reintegrazione sicuri, ordinati e sostenibili dei cittadini georgiani, e con l'OIM/OMS sulla migrazione dalla Georgia per motivi di salute e sulle domande di asilo infondate nello spazio Schengen (nell'ambito del progetto "Georgia Cares").

4.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione irregolare, domande di protezione internazionale, rimpatri e riammissione 

Nel 2023 il numero delle domande di protezione internazionale presentate da cittadini georgiani negli Stati membri dell'UE è diminuito dell'8 % rispetto al 2022: sono state presentate 24 375 domande rispetto alle 26 555 del 2022. Il tasso di riconoscimento 18 nel 2023 è stato pari al 7 %, rimanendo stabile rispetto all'anno precedente.

Nel 2023 gli attraversamenti irregolari delle frontiere con gli Stati membri dell'UE da parte di cittadini georgiani sono stati 10, rispetto ai 20 del 2022. Nel 2023 il numero di cittadini georgiani trovati in situazione di soggiorno irregolare negli Stati membri è aumentato del 12 %, passando da 22 005 casi nel 2022 a 24 595 casi. Il numero di respingimenti di cittadini georgiani è diminuito dell'8 %, passando da 4 015 nel 2022 a 3 680 nel 2023.

Nel 2023 il numero di decisioni di rimpatrio emesse nei confronti di cittadini georgiani ha continuato ad aumentare, passando a 20 240 decisioni emesse nel 2023 rispetto alle 17 415 del 2022, con un aumento pari al 16 %. La stessa tendenza è stata osservata per quanto riguarda il numero di persone rimpatriate (10 555 nel 2023 rispetto a 7 725 nel 2022, con un aumento del 37 %). Il tasso di rimpatrio è leggermente migliorato, passando dal 44 % del 2022 al 52 % del 2023.

Fonte: Eurostat.

5.Ordine pubblico e sicurezza

La Georgia ha proseguito la cooperazione con Europol, impiegando un funzionario di collegamento presso la sede centrale dell'Agenzia e partecipando a sette progetti analitici di quest'ultima. Tra giugno 2023 e marzo 2024, 1 124 elementi di informazioni operative riguardanti più di 13 161 persone sono stati condivisi con i membri di Europol e i paesi partner tramite il canale SIENA (Secure Information Exchange Network Application). Nel quadro della cooperazione con CEPOL, la Georgia ha beneficiato di vari programmi di formazione specializzata nell'ambito del progetto finanziato dall'UE "Formazione e partenariato operativo contro la criminalità organizzata". La Georgia ha proseguito la cooperazione con Eurojust, partecipando alle squadre investigative comuni.

La Georgia ha continuato ad attuare la strategia nazionale per la lotta alla criminalità organizzata per il periodo 2021-2024, concentrandosi in particolare sulla lotta contro il traffico di stupefacenti e la cibercriminalità. A seguito della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, sono state introdotte modifiche legislative per prevenire il traffico e la circolazione illegale di armi e munizioni. La Georgia ha continuato a partecipare attivamente ai gruppi di lavoro e ai progetti in qualità di membro dell'INTERPOL. Due Stati membri dell'UE hanno impartito una formazione sull'individuazione di documenti falsi e sull'identificazione delle vittime di sfruttamento sessuale online a funzionari delle autorità di contrasto georgiane.

Nel febbraio 2023 la Georgia ha adottato la seconda strategia nazionale in materia di stupefacenti per il periodo 2023-2030 (direttamente ispirata alla strategia dell'UE in materia per il periodo 2021-2025) e il relativo piano d'azione per il periodo 2023-2024. La Georgia ha proseguito la cooperazione con l'Agenzia dell'Unione europea sulle droghe (EUDA) sulla base di un accordo di lavoro del 2022 e nel contesto del progetto EU4MD II.

La Georgia ha proseguito l'attuazione della strategia nazionale antiterrorismo 2022-2026 e del relativo piano d'azione. Nel 2023 sono stati arrestati 12 cittadini georgiani e tre cittadini di paesi terzi con l'accusa di appartenere a un'organizzazione terroristica o di sostenerla. Nel 2023 la Georgia ha aderito al programma delle Nazioni Unite per la lotta ai viaggi dei terroristi "goTravel". La Georgia ha inoltre continuato ad applicare la strategia nazionale per la prevenzione, l'individuazione e la repressione del riciclaggio di denaro, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione delle armi di distruzione di massa (2023-2026) e il relativo piano d'azione. Nel 2023 la Georgia ha ampliato la cooperazione con Europol nell'ambito dell'antiterrorismo, aderendo alla squadra comune di collegamento antiterrorismo e partecipando a vari progetti analitici antiterrorismo.

Nella sesta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto si raccomandava alla Georgia di adottare una nuova strategia e un nuovo piano d'azione anticorruzione, garantendo risorse adeguate per la loro attuazione e ponendo particolare attenzione alle indagini, all'azione penale e alle decisioni giudiziarie relative ai casi di corruzione ad alto livello. La Georgia non ha ancora elaborato una nuova strategia nazionale anticorruzione né un piano d'azione.

Nella sesta relazione si raccomandava inoltre che la Georgia istituisse un ufficio per il recupero dei beni e un ufficio per la gestione dei beni e intensificasse gli sforzi per il recupero dei beni. Nonostante la cooperazione della Georgia con gli uffici per il recupero dei beni dell'UE, la raccomandazione di istituire un ufficio per il recupero dei beni non è stata seguita. Inoltre non esiste un'entità specificamente incaricata della gestione dei beni recuperati. I beni sequestrati sono gestiti dall'Agenzia nazionale per la gestione dei beni dello Stato.

Nella sesta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto si raccomandava alla Georgia di garantire che la legislazione sull'ufficio anticorruzione, sul servizio investigativo speciale e sul servizio per la protezione dei dati personali rispondesse alle raccomandazioni della Commissione di Venezia. Le modifiche della legge sull'ufficio anticorruzione adottate nel maggio 2024 non tengono conto delle principali raccomandazioni della Commissione di Venezia, in particolare quelle riguardanti l'indipendenza effettiva, la neutralità politica e le funzioni dell'ufficio.

La Georgia partecipa al Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO). Su raccomandazione del GRECO, nel 2023 la Georgia ha modificato la legge sulla procura, estendendo l'ambito di applicazione del regime di dichiarazione patrimoniale a tutti i magistrati. La relazione di valutazione del GRECO sulla Georgia del luglio 2024 contiene raccomandazioni riguardanti il quadro strategico, le verifiche dell'integrità e la trasparenza.

6.Relazioni esterne e diritti fondamentali

Nel periodo di riferimento la Georgia ha adottato una legislazione la cui applicazione compromette i diritti fondamentali. L'adozione della legge "sulla trasparenza dell'influenza straniera" avvenuta nel maggio 2024 e l'adozione del pacchetto legislativo sui "valori familiari e la protezione dei minori" del settembre 2024 compromettono il quadro giuridico generale per la protezione dei diritti fondamentali. Entrambe le iniziative violano i diritti umani e le libertà fondamentali, in particolare il diritto alla libertà di associazione e di espressione e alla riservatezza. La legge sulla trasparenza dell'influenza straniera è stata adottata nel maggio 2024 nonostante il parere della Commissione di Venezia 19 e i ripetuti inviti dell'UE che raccomandavano l'abrogazione della legge. La legge pregiudica la libertà di associazione e di espressione, il diritto alla riservatezza, il diritto di partecipare agli affari pubblici e il divieto di discriminazione. Gli obblighi di comunicazione onerosi e gli ampi poteri conferiti al ministero della Giustizia per quanto riguarda il controllo della società civile e delle organizzazioni dei media aumentano il rischio di un'applicazione selettiva e arbitraria.

Il Consiglio europeo ha sottolineato, nelle conclusioni del 27 giugno 2024, che la legge adottata "sulla trasparenza dell'influenza straniera" rappresenta un passo indietro rispetto ad almeno tre delle nove misure indicate nella raccomandazione della Commissione sullo status di paese candidato (sulla disinformazione, sulla polarizzazione, sui diritti fondamentali e sul coinvolgimento delle organizzazioni della società civile). Il Consiglio europeo ha concluso che l'azione del governo georgiano mette a repentaglio il percorso di adesione della Georgia all'UE, di fatto portando a un arresto del processo di adesione.

Il 17 settembre 2024 il parlamento ha adottato un pacchetto legislativo composto dalla "legge sui valori familiari e la protezione dei minori" e da diciotto modifiche delle leggi vigenti, senza previa consultazione pubblica e senza un'analisi approfondita del rispetto delle norme europee e internazionali. Il pacchetto legislativo sui valori della famiglia e la protezione dei minori, tradotto in legge il 3 ottobre, mina i diritti fondamentali della popolazione georgiana e aumenta la stigmatizzazione e la discriminazione. Le attività legislative e la costante e ampia diffusione dell'incitamento all'odio omofobico costringono le persone LGBTIQ in Georgia ad affrontare un'atmosfera sempre più ostile e stigmatizzante.

Il piano d'azione 2024-2026 per l'attuazione della strategia in materia di diritti umani è stato adottato a seguito di un processo di consultazione limitato, non contiene disposizioni riguardanti le persone LGBTIQ e la tutela della riservatezza, e affronta parzialmente la libertà di religione o di credo. L'attuazione del piano d'azione non è ancora iniziata e il suo monitoraggio non è stato chiaramente definito. Restano da colmare importanti lacune nel quadro strategico per quanto riguarda la protezione dei diritti delle minoranze e la rappresentanza di queste ultime.

Il Consiglio europeo del 17 ottobre 2024 ha ribadito nelle sue conclusioni che il processo di adesione della Georgia è arrestato e ha invitato le autorità georgiane ad adottare riforme democratiche, globali e sostenibili, in linea con i principi fondamentali dell'integrazione europea.

La Commissione seguirà da vicino l'attuazione della legge sulla "trasparenza dell'influenza straniera" e del pacchetto legislativo sui valori familiari e la protezione dei minori, dato che il rispetto dei diritti fondamentali, inclusa un'effettiva applicazione di politiche contro la discriminazione, costituisce un requisito specifico in base al quale è stata concessa alla Georgia la liberalizzazione dei visti.

Dando seguito alla raccomandazione sulla protezione dei dati contenuta nella quinta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto, nel giugno 2023 è stata adottata una nuova legge sulla protezione dei dati personali, modificata nel maggio 2024. Restano in sospeso le principali raccomandazioni della Commissione di Venezia in merito all'indipendenza, all'imparzialità e ai poteri istituzionali del servizio per la protezione dei dati personali.

7.Raccomandazioni

Tenuto conto dei recenti sviluppi in Georgia, sono in corso riflessioni sulla possibile attuazione del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto in relazione ad alcune categorie di persone. Al fine di continuare a soddisfare tutti i parametri di riferimento per la liberalizzazione dei visti ed evitare l'attivazione del meccanismo di sospensione, è opportuno che la Georgia adotti ulteriori provvedimenti urgenti per dare seguito alle raccomandazioni della Commissione. In particolare occorre intervenire maggiormente nei settori seguenti:

a)garantire e sostenere la tutela dei diritti fondamentali di tutti i cittadini georgiani, inclusi il diritto alla libertà di associazione, di riunione e di espressione, il diritto alla riservatezza, il diritto di partecipare agli affari pubblici e il divieto di discriminazione;

b)evitare e abrogare qualsiasi legislazione che limiti i diritti e le libertà fondamentali, che sia contraria al principio di non discriminazione e che sia in contrasto con le pertinenti norme europee e internazionali; in particolare, abrogare la legge sulla "trasparenza dell'influenza straniera" e il pacchetto legislativo sui "valori familiari e la protezione dei minori" e modificare la strategia nazionale e il piano d'azione sui diritti umani per garantire il pieno rispetto dei diritti delle persone LGBTIQ;

c)allineare la politica della Georgia in materia di visti all'elenco dell'UE dei paesi terzi soggetti all'obbligo del visto, in particolare per quanto concerne i paesi che presentano rischi legati alla migrazione irregolare o alla sicurezza per l'UE;

d)intensificare l'azione per affrontare la questione delle domande di asilo infondate e dei soggiorni irregolari negli Stati membri, ad esempio attraverso campagne di informazione sul regime di esenzione dall'obbligo del visto rivolte ai profili di migranti pertinenti e verifiche di frontiera più rigorose;

e)istituire un ufficio per il recupero dei beni e un ufficio per la gestione dei beni e proseguire gli sforzi nell'ambito del rintracciamento, del congelamento, della gestione, della confisca e della destinazione finale dei beni;

f)adottare una nuova strategia e un nuovo piano d'azione anticorruzione, mettendo a disposizione risorse adeguate per la loro attuazione, con particolare attenzione alle indagini, all'azione penale e alle decisioni giudiziarie relative ai casi di corruzione ad alto livello;

g)    modificare la legge sull'ufficio anticorruzione per rispondere alle principali raccomandazioni della Commissione di Venezia, in particolare quelle relative all'indipendenza effettiva, alla neutralità politica e alle funzioni dell'Ufficio anticorruzione;

h)allineare la legge sulla protezione dei dati personali all'acquis dell'UE.

UCRAINA

1.Allineamento della politica in materia di visti

L'Ucraina ha un regime di esenzione dall'obbligo del visto con 15 paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto: Arabia Saudita, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Bielorussia, Ecuador, Kazakhstan, Kirghizistan, Kuwait, Mongolia, Oman, Qatar, Tagikistan, Turchia e Uzbekistan.

Nel 2023 non si sono registrati progressi verso un maggiore allineamento all'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto.

2.Sicurezza dei documenti, inclusi gli elementi biometrici

L'Ucraina rilascia passaporti biometrici dal 2015. Gli ultimi passaporti non biometrici sono stati rilasciati nel 2016 e la loro abolizione definitiva avverrà nel 2026, anno della loro scadenza. Nel maggio 2022 è stato sviluppato e implementato un software di deduplicazione per definire i duplicati presenti nel sistema nazionale per la verifica biometrica e l'identificazione dei cittadini ucraini, degli stranieri e degli apolidi, amministrativamente dipendente dal servizio nazionale dell'Ucraina per la migrazione. L'operazione ha permesso di riscontrare 4 581 duplicati con un livello di affidabilità molto elevato o medio. Si è trattato di un esercizio essenziale ai fini dell'individuazione delle frodi e di una corretta gestione delle informazioni.

Ogni cittadino ucraino riceve un numero nazionale unico che non cambia mai (anche se la persona in questione cambia nome) ed è inserito in ogni documento di identificazione, compresi i passaporti.

Nonostante la guerra di aggressione in corso nei confronti dell'Ucraina, nel 2023 è proseguito il rilascio di documenti di identità, tranne nei territori dell'Ucraina temporaneamente occupati dalla Russia, compresa la Crimea. Dopo un'interruzione temporanea nel 2022, nel 2023 l'Ucraina ha riattivato il registro dei passaporti ucraini non validi; la banca dati è aggiornata quotidianamente. Lo scambio di informazioni sui documenti rubati e smarriti tra l'Ucraina e l'INTERPOL non è mai stato interrotto.

3.Gestione integrata delle frontiere, gestione della migrazione, asilo

Dall'inizio dell'invasione su vasta scala da parte della Russia, ampie zone dei confini internazionali ucraini sono state occupate dalla Russia. Sono rimasti chiusi 110 valichi lungo le frontiere con la Russia e la Bielorussia e lungo il segmento transnistriano della frontiera con la Moldova. Altri 49 valichi nei territori temporaneamente occupati dalla Russia non sono più sotto il controllo dell'Ucraina. Tuttavia, nei settori sotto il controllo del governo ucraino la gestione delle frontiere è proseguita senza interruzione.

La strategia di gestione integrata delle frontiere per il periodo 2023-2025 è stata modificata nel luglio 2023. Il piano d'azione per l'attuazione della strategia è stato adottato nel dicembre 2023. Nel giugno 2023 è stata ufficialmente adottata una metodologia nazionale per valutare la qualità dell'attuazione, concepita con l'assistenza di esperti dell'UE. Successivamente è stato istituito un gruppo di lavoro congiunto sul controllo della qualità nella gestione delle frontiere, che comprende Frontex e la missione di consulenza dell'UE (EUAM) in Ucraina in veste di osservatore.

Nel 2023 sono stati compiuti notevoli sforzi per aggiornare le apparecchiature tecniche di tutti i valichi di frontiera che restano sotto controllo dell'Ucraina. I servizi di frontiera ucraini hanno ricevuto da alcuni Stati membri dell'UE notevoli quantitativi di apparecchiature e formazione specializzata. La sovvenzione di 12 milioni di EUR da parte di Frontex a sostegno del servizio della guardia nazionale di frontiera dell'Ucraina è stata utilizzata con esiti positivi nel corso del 2023. Le apparecchiature acquistate hanno fornito un solido contributo tecnico al mantenimento delle funzioni fondamentali di gestione integrata delle frontiere dei partner istituzionali ucraini. La sovvenzione ha consentito di aumentare le capacità, in particolare alle frontiere occidentali del paese, preparando il terreno per nuove attività operative congiunte.

È proseguito il pattugliamento congiunto con i servizi di frontiera di alcuni Stati membri dell'UE.

Nel giugno 2023 l'Ucraina ha adottato due nuove leggi sulla migrazione, aggiornando, tra l'altro, le procedure per il rilascio e la revoca dei permessi di soggiorno e le sanzioni per il soggiorno irregolare.

Dato che l'accesso aereo e marittimo all'Ucraina è limitato e l'intero territorio, frontiere incluse, è soggetto alla legge marziale, la migrazione sia regolare che irregolare verso l'Ucraina, dal paese e attraverso il paese si è ridotta. Nel 2023 sono stati intercettati 5 467 migranti irregolari alle frontiere con l'Ucraina (12 094 nel 2022) e 3 389 sono stati individuati sul territorio ucraino (5 062 nel 2022); il 45 % di questi ultimi era composto da cittadini di Russia, Azerbaigian e Moldova.

L'Ucraina ha continuato a combattere la tratta di esseri umani e ha proseguito il suo impegno nell'attuazione del piano comune anti-tratta volto ad affrontare i rischi della tratta di esseri umani e a sostenere le potenziali vittime tra coloro che fuggono dalla guerra in Ucraina. L'Ucraina partecipa attivamente alle riunioni periodiche della rete dell'UE di coordinatori e relatori nazionali e alla cooperazione delle autorità di contrasto e giudiziarie con gli Stati membri e le agenzie dell'UE. Nel 2024 ha partecipato a 19 azioni operative organizzate nel quadro dell'EMPACT e a diverse squadre investigative comuni contro i gruppi della criminalità organizzata coinvolti nella tratta di esseri umani. A causa delle difficoltà economiche e dell'aggressione militare russa, i cittadini ucraini rimangono vulnerabili rispetto alla tratta; occorre pertanto continuare a svolgere le azioni previste dal piano comune anti-tratta.

La cooperazione tra l'Ucraina e Frontex si basa sull'accordo di lavoro firmato nel 2007. Nel 2023 Frontex ha continuato a fornire consulenza in materia nell'ambito del suo mandato, aiutando le autorità ucraine a rispondere alle urgenti esigenze di sviluppo delle capacità e a un processo di riflessione sul nuovo quadro pluriennale per la gestione integrata delle frontiere.

Nel 2023 non si sono tenute riunioni del comitato misto UE-Ucraina per la riammissione. Tuttavia lo sviluppo della cooperazione in materia di riammissione con gli Stati membri dell'UE è proseguito nel 2023 e si è giunti alla firma di protocolli di attuazione con la Romania e la Lettonia.

L'Ucraina ha proseguito la cooperazione con l'OIM, l'ICMPD e l'UNHCR.

Le domande di asilo hanno continuato ad essere esaminate in Ucraina. Tuttavia il numero di domande è diminuito in modo significativo dopo l'invasione russa su vasta scala del 24 febbraio 2022: nel 2021 sono state presentate 1 198 domande, ma solo 205 nel 2022 e 109 nel 2023. Le decisioni positive sono passate da 157 nel 2021 a 46 nel 2022 e 53 nel 2023. Alla fine del 2023 i rifugiati riconosciuti o le persone sotto protezione sussidiaria residenti in Ucraina erano 2 520.

4.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione, protezione temporanea, domande di protezione internazionale e riammissione

A seguito dell'attivazione della direttiva sulla protezione temporanea 20 nel 2022, al 5 novembre 2024 il numero stimato di registrazioni attive di persone che godono di protezione temporanea nei 27 Stati membri, in Norvegia, Islanda e Svizzera, secondo i dati inseriti nella piattaforma per la protezione temporanea e trasmessi attraverso la rete Blueprint era pari a 4 569 496, di cui 424 322 negli Stati membri dell'UE. Nella piattaforma sono memorizzate 436 095 registrazioni inattive. La Germania, la Polonia e la Cechia rimangono gli Stati membri che ospitano il maggior numero di beneficiari di protezione temporanea (1,13 milioni in Germania, quasi 1 milione in Polonia e quasi 400 000 in Cechia) 21 . Nel 2023 sono state adottate 1 056 020 decisioni di concessione della protezione temporanea nell'UE, pari a un quarto del numero di decisioni adottate nel 2022 22 .

Nel 2023 il numero di domande di protezione internazionale presentate da cittadini ucraini negli Stati membri è stato pari a 16 145, ossia il 46 % in meno rispetto al 2022 (29 790). Il tasso di riconoscimento è rimasto stabile nel 2023 (88 %).

Il numero di cittadini ucraini che hanno attraversato irregolarmente la frontiera dell'UE nel 2023 è diminuito dell'11 % (4 579 nel 2023 rispetto a 5 148 nel 2022). I cittadini ucraini trovati in situazione di soggiorno irregolare nell'UE nel 2023 sono stati 40 815 (43 360 nel 2022, con un calo del 6 %). Il numero di respingimenti di cittadini ucraini è diminuito del 37 %, passando da 28 795 nel 2022 a 18 235 nel 2023.

Fonte: Eurostat.

5.Ordine pubblico e sicurezza

Nel maggio 2023 l'Ucraina ha adottato il piano strategico globale per la riforma dell'intero settore delle attività di contrasto per il periodo 2023-2027, con obiettivi ambiziosi. Nel settembre e nell'ottobre 2023 ha adottato una legislazione riveduta sulla lotta contro il riciclaggio di denaro. Nel dicembre 2023 ha adottato una nuova legislazione sulla lotta al contrabbando di merci e all'elusione di accise/dazi doganali; in questo settore, le autorità ucraine considerano il contrabbando di tabacco un problema particolarmente grave. Nell'agosto 2024 l'Ucraina ha adottato il piano d'azione che attuerà la strategia globale per la riforma del settore delle attività di contrasto.

Nel 2023 è proseguita la cooperazione con l'UE nella lotta alla criminalità organizzata, anche tramite cinque squadre investigative comuni con gli Stati membri dell'UE; all'inizio del 2024 sono state create altre otto squadre investigative comuni con gli Stati membri dell'UE. Si è inoltre svolta un'intensa cooperazione nell'ambito dell'EMPACT (122 azioni operative). È proseguita la cooperazione con l'UE tramite Europol, con oltre 28 000 messaggi scambiati attraverso SIENA e numerose azioni operative contro varie attività criminali quali la cibercriminalità (compresa la frode sulle valute elettroniche), il traffico di precursori di droghe, il traffico di migranti, la tratta di esseri umani e il commercio illecito di armi da fuoco.

Sono stati compiuti sforzi per migliorare la registrazione e il controllo della circolazione delle armi; nel giugno 2023 è diventato operativo un registro unificato delle armi.

Il 5 luglio 2024 il Consiglio dei ministri ha approvato un progetto di regolamento, elaborato dal ministero degli Affari interni, per la creazione di un Centro di coordinamento per la lotta alla circolazione illegale di armi da fuoco, di loro componenti e di munizioni, che funge da organo consultivo temporaneo in seno al Consiglio dei ministri. Tra gli obiettivi principali del Centro figurano il coordinamento degli sforzi delle varie agenzie statali coinvolte nella circolazione delle armi da fuoco, l'agevolazione dello scambio di informazioni e l'elaborazione di regolamenti basati sulle migliori pratiche internazionali. L'iniziativa è allineata alle raccomandazioni della Commissione europea, indicate nel pacchetto allargamento del 2023.

In questo settore l'UE e l'Ucraina cooperano attivamente a livello operativo, anche mediante un gruppo di lavoro in seno al gruppo di esperti europei sulle armi da fuoco composto da Ucraina, cinque Stati membri dell'UE ed Europol. L'UE ha fornito formazione e consulenza di esperti sotto il coordinamento dell'EUAM. Il tema del traffico di armi da fuoco e di altre armi leggere e di piccolo calibro (SALW) è affrontato dal 2019 dall'EUAM, anche mediante un progetto attuato dall'OSCE ("A sostegno degli sforzi dell'Ucraina per combattere il traffico illecito di armi, munizioni ed esplosivi"). Il progetto si basa sulla strategia dell'UE in materia di SALW del 2018 e mira a rafforzare le capacità del servizio nazionale delle guardie di frontiera, del ministero degli Affari interni e del servizio fiscale statale/servizio doganale statale dell'Ucraina, per la lotta al traffico illecito di armi, munizioni ed esplosivi nel paese. Dal 2023, a seguito della concessione all'Ucraina dello status di paese candidato, la questione del traffico illecito di armi da fuoco è discussa anche nel quadro del "dialogo sulla sicurezza interna UE-Ucraina".

Conformemente alla "strategia dell'UE, del 2018, contro le armi da fuoco, le armi leggere e le armi di piccolo calibro illegali e le relative munizioni", l'UE collabora costantemente con l'Ucraina per prevenire la diversione di armi da fuoco e SALW, le relative munizioni ed esplosivi. L'UE ha affrontato il rischio del traffico illecito di SALW e relative munizioni impegnandosi principalmente nei settori seguenti: a) un sostegno fornito tramite le decisioni in corso del Consiglio PESC, attuate dall'OSCE, dall'UNDP SEESAC e dalla Conflict Armament Research; b) l'attuazione dell'"elenco di azioni dell'UE per contrastare la diversione delle armi da fuoco e di altre SALW nel contesto della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina"; c) il monitoraggio dell'uso finale dell'assistenza militare fornita nell'ambito dello strumento europeo per la pace. L'UE collabora inoltre con l'Ucraina e i partner internazionali nel quadro del dialogo sulla sicurezza interna UE-Ucraina; delle riunioni QUAD + dell'UE con l'Ucraina; del gruppo dei direttori del G7 per la non proliferazione; e dei dialoghi regolari con i paesi terzi sul controllo delle armi convenzionali.

Per quanto riguarda la lotta contro il traffico di stupefacenti, la strategia politica di Stato in materia di droga per il periodo 2023-2030 non è ancora stata adottata. L'Ucraina ha proseguito la cooperazione internazionale in questo settore con l'EUDA sulla base di un accordo di lavoro del 2022 come pure nel contesto del progetto EU4MD II, con Europol, nell'ambito dell'EUBAM e nel quadro dell'EMPACT.

Nella lotta contro la cibercriminalità (in particolare il furto di fondi mediante frode e/o pirateria informatica), l'Ucraina ha collaborato intensamente con gli Stati membri dell'UE, Europol ed Eurojust, ma anche con agenzie statunitensi e con paesi terzi (ad esempio la Georgia).

A causa della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, il sistema giudiziario ha dovuto affrontare un eccezionale numero di casi connessi a crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Una delle conseguenze è stata la creazione, nell'aprile 2023, del Centro di coordinamento per il sostegno alle vittime e ai testimoni. Un'altra conseguenza dell'aggressione militare russa è stato l'aumento degli atti di sabotaggio e terrorismo (187 nel 2023), specificamente contro le infrastrutture critiche ucraine, che ha messo a dura prova le risorse delle autorità di contrasto e di sicurezza, nonché quelle dell'intero sistema giudiziario.

Nella lotta contro la corruzione, l'Ucraina ha continuato ad applicare la strategia anticorruzione per il periodo 2021-2025 e il programma statale anticorruzione per il periodo 2023-2025. Nell'agosto 2023 è stata adottata la strategia per il recupero dei beni per il periodo 2023-2025 e nell'agosto 2024 il governo ha adottato il piano d'azione per la sua attuazione.

Nel dicembre 2023 è stata adottata una nuova legge sul rafforzamento della capacità istituzionale dell'ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina, che ha portato all'aumento del personale, passato da 700 a 1 000 persone. D'altro canto, nonostante la raccomandazione formulata nelle precedenti relazioni nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto, non si registrano ancora progressi nella predisposizione di capacità autonome di intercettazione delle comunicazioni da parte dell'ufficio nazionale anticorruzione. Nel luglio 2023 l'ufficio nazionale anticorruzione ha concluso un accordo di cooperazione con la Procura europea (EPPO).

Il 1º gennaio 2024 è stata adottata la legge sul rafforzamento dell'indipendenza della procura specializzata anticorruzione. Tale legge conferisce alla procura specializzata anticorruzione lo status di soggetto giuridico distinto dall'ufficio del procuratore generale e definisce la procedura di selezione per concorso per la nomina ai posti amministrativi e ai posti di pubblico ministero, compreso il procuratore capo.

Nel marzo 2023 l'Ucraina ha modificato la legislazione in materia di selezione e preparazione dei magistrati, migliorando il meccanismo di assunzione e le procedure disciplinari.

Tra le varie misure legislative relative alla lotta alla corruzione adottate nel 2023 figurano alcune modifiche della legislazione sulla regolamentazione del finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali e il ripristino degli obblighi di rendicontazione sul finanziamento dei partiti politici, nonché modifiche giuridiche per il ripristino della dichiarazione patrimoniale da parte dei funzionari pubblici.

Nel 2023 l'ufficio nazionale anticorruzione ha avviato 257 indagini (rispetto alle 187 del 2022). Sulla base dei risultati dell'attività di indagine dell'ufficio nazionale anticorruzione e in base agli orientamenti procedurali della procura specializzata anticorruzione, nel 2023 sono stati richiesti 100 rinvii all'Alta Corte anticorruzione (rispetto ai 54 del 2022), che ha emesso 44 condanne definitive (anche nei confronti di quattro giudici, un deputato al parlamento, due viceministri e un funzionario della categoria più elevata (A)).

Nel giugno 2024 è entrata in vigore la legge di revisione della base giuridica dell'ufficio per la sicurezza economica dell'Ucraina, che ha messo in atto un processo aperto, trasparente e competitivo per la selezione dei dirigenti e del personale, il controllo del personale e un audit indipendente delle prestazioni, contribuendo in tal modo a rafforzare l'assunzione di responsabilità, l'integrità e la professionalità nella lotta contro i reati economici.

6.Relazioni esterne e diritti fondamentali

Il rispetto dei diritti fondamentali è nel complesso garantito e l'Ucraina ha dimostrato il proprio impegno nella loro protezione e nell'allineamento ulteriore alle norme dell'UE, nonostante le restrizioni dovute alla guerra in corso e alla legge marziale in vigore. La legge marziale ha comportato alcune restrizioni dei diritti e delle libertà, che tuttavia sono rimaste ampiamente proporzionali alla situazione in termini di sicurezza e sono state generalmente applicate con cautela.

L'Ucraina ha compiuto progressi significativi verso la ratifica dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, adottando la legge di ratifica dello Statuto, e ha compiuto passi avanti verso l'allineamento del legislatore nazionale agli obblighi internazionali.

L'Ucraina continua ad attuare il progetto del Consiglio d'Europa "Lottare contro l'incitamento all'odio in Ucraina" per il periodo 2023-2025. L'obiettivo del progetto è rafforzare i mezzi di ricorso nazionali contro la discriminazione e l'odio, anche migliorando le forme di risarcimento delle vittime.

A seguito della ratifica della convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (convenzione di Istanbul), nel maggio 2024 l'Ucraina ha adottato modifiche del codice sui reati amministrativi per conformare la legislazione in materia di prevenzione e lotta contro la violenza domestica alla convenzione.

A causa dell'invasione su vasta scala da parte della Russia e degli attacchi deliberati contro i civili e le infrastrutture civili, il numero di persone con disabilità continua ad aumentare sia tra i militari che tra i civili. Nel giugno 2023 l'Ucraina ha adottato una nuova legge sulla registrazione delle persone con disabilità che necessitano di assistenza tramite fondi specializzati. La nuova legge è stata accompagnata da uno sforzo di bilancio per finanziare l'assistenza a tali persone.

L'8 dicembre 2023 l'Ucraina ha modificato la legislazione sulle minoranze nazionali, introducendo modifiche sostanziali alle leggi sulle minoranze nazionali (comunità), sui media, sulla lingua nazionale, sull'editoria e sull'istruzione, seguite da diverse leggi di attuazione, tabelle di marcia e metodologie.

A causa della guerra di aggressione della Russia, in Ucraina si contano 3,7 milioni di sfollati interni. Nell'aprile 2023 l'Ucraina ha adottato una strategia nazionale sullo sfollamento interno e il relativo piano d'azione per il periodo 2023-2025. Tra gli obiettivi principali, oltre all'alloggio e all'occupazione, figura quello di garantire l'istruzione continua dei minori appartenenti a famiglie sfollate.

7.Raccomandazioni

In generale l'Ucraina continua a soddisfare i requisiti per la liberalizzazione dei visti e ha adottato misure per seguire alcune delle precedenti raccomandazioni della Commissione. Occorre tuttavia un ulteriore impegno, laddove possibile nel contesto attuale. In particolare occorre intervenire maggiormente nei settori seguenti:

a)allineare la politica dell'Ucraina in materia di visti all'elenco dell'UE dei paesi terzi soggetti all'obbligo del visto, specialmente per quanto concerne i paesi che presentano rischi legati alla migrazione irregolare o alla sicurezza per l'UE;

b)continuare a intensificare l'impegno nella lotta contro la criminalità organizzata, ponendo particolare attenzione al contrasto del contrabbando di armi da fuoco e stupefacenti, alla lotta contro la tratta di esseri umani e alla dimensione finanziaria della criminalità organizzata, nonostante le sfide connesse alla guerra;

c)continuare a rafforzare il quadro anticorruzione, garantendo che le istituzioni anticorruzione siano pienamente indipendenti e in grado di produrre risultati reali e significativi, anche in vista degli sforzi di ricostruzione a lungo termine.

KOSOVO

Il 19 gennaio 2012 la Commissione ha avviato un dialogo sulla liberalizzazione dei visti con il Kosovo e il 14 giugno 2012 ha presentato una tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti 23 che individuava le misure legislative e di altro tipo che il Kosovo doveva adottare e attuare. In seguito la Commissione ha adottato quattro relazioni di valutazione dei progressi compiuti dal Kosovo 24 . Il 4 maggio 2016 la Commissione ha proposto al Consiglio e al Parlamento europeo 25 di revocare l'obbligo del visto per il Kosovo. Dopo che il Kosovo ha soddisfatto i due requisiti precedentemente non rispettati 26 , il 18 luglio 2018 27 la Commissione ha confermato che il paese aveva soddisfatto tutti e 95 i parametri di riferimento stabiliti nella tabella di marcia e ha proposto la liberalizzazione dei visti per il Kosovo.

A seguito dei negoziati tra il Parlamento europeo e il Consiglio, il 19 aprile 2023 è stato adottato il regolamento (UE) 2023/850 28 che modifica il regolamento (UE) 2018/1806 trasferendo il Kosovo dall'allegato I, parte 2, all'allegato II, parte 4, di tale regolamento. L'esenzione dall'obbligo del visto si applica dal 1º gennaio 2024 ai titolari di passaporti biometrici rilasciati dal Kosovo conformemente alle norme dell'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (ICAO).

Dopo il completamento della tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti nel 2018, il Kosovo ha continuato ad adottare e attuare atti legislativi nei settori contemplati dalla tabella di marcia, rispettando ampiamente le norme dell'UE e internazionali conformemente ai parametri di riferimento della tabella di marcia.

1.Allineamento della politica in materia di visti

Il Kosovo ha un regime di esenzione dall'obbligo del visto con 16 paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto: Arabia Saudita, Bahrein, Belize, Eswatini, Figi, Giordania, Guyana, Kuwait, Lesotho, Malawi, Maldive, Oman, Papua Nuova Guinea, Qatar, Sao Tomé e Principe e Turchia. Nell'agosto 2024 il Kosovo ha ripristinato l'obbligo del visto per i cittadini del Botswana, della Namibia e del Sud Africa.

Come indicato nel preambolo del regolamento che ha concesso al Kosovo lo status di paese esente dall'obbligo del visto 29 , per garantire che la migrazione sia ben gestita e per garantire un ambiente sicuro il Kosovo dovrebbe cercare di allineare ulteriormente la sua politica in materia di visti a quella dell'UE. Il mancato allineamento della politica del Kosovo in materia di visti a quella dell'UE contribuisce a un aumento del rischio di migrazione irregolare verso l'UE lungo la rotta dei Balcani occidentali.

Nell'ambito del programma di riforme svolto nel quadro del piano di crescita, il Kosovo si è impegnato ad allinearsi maggiormente all'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto. Fino al pieno allineamento, sarebbe opportuno che il Kosovo introducesse, come misura minima temporanea, accertamenti all'arrivo più rigorosi nei confronti dei cittadini di paesi terzi cui si applica l'esenzione dall'obbligo del visto, in particolare quelli provenienti da paesi che presentano rischi legati alla sicurezza o alla migrazione irregolare.

2.Sicurezza dei documenti, inclusi gli elementi biometrici

Il Kosovo rilascia documenti di viaggio personali biometrici a lettura ottica conformemente alle norme dell'ICAO e dell'UE relative alle caratteristiche di sicurezza e ai dati biometrici contenuti nei documenti di viaggio. I documenti di viaggio personali biometrici a lettura ottica sono rilasciati dal 2011. Gli ultimi passaporti non biometrici rilasciati nel 2011 sono scaduti nel 2021. Pertanto non sono più in circolazione passaporti non biometrici validi. Uno Stato membro ha indicato che, sebbene il nuovo documento di viaggio di base rilasciato dal Kosovo (biometrico con chip) presenti buone caratteristiche di sicurezza, i documenti sono personalizzati con la tecnologia a getto d'inchiostro, cosa che facilita la falsificazione.

Nel 2023 il Kosovo ha avviato due iniziative per migliorare la sicurezza dei documenti: in primo luogo, il governo ha approvato una nuova legge sulle carte d'identità e l'ha trasmessa all'Assemblea per approvazione; in secondo luogo, ha approvato una nuova istruzione amministrativa per il rilascio delle carte d'identità che semplifica la procedura di domanda e rafforza le caratteristiche di sicurezza di tali documenti.

La polizia del Kosovo segnala regolarmente all'INTERPOL i passaporti smarriti e rubati. Nel 2022 ha segnalato all'INTERPOL 4 440 documenti di viaggio rubati e smarriti, mentre nel 2023 ne ha segnalati 4 531.

3.Gestione integrata delle frontiere, gestione della migrazione, asilo

Per quanto riguarda la gestione delle frontiere, nel dicembre 2023 il Kosovo ha approvato una nuova legge sul controllo di frontiera per allinearsi ulteriormente al pertinente acquis dell'UE, in particolare al codice frontiere Schengen e alle direttive sulle informazioni anticipate sui passeggeri (dati API) e sul codice di prenotazione (PNR). Il Kosovo continua ad attuare ai valichi di frontiera la gestione integrata delle frontiere, migliorata nel 2013 con l'istituzione del Centro nazionale per la gestione delle frontiere, incaricato di trasmettere le informazioni e di fungere da centro di analisi dei rischi multiagenzia comune. Il Kosovo ha elaborato e approvato tre strategie consecutive per la gestione integrata delle frontiere nel periodo 2009-2024. La strategia attualmente in corso riguarda il periodo 2020-2025.

La base per la cooperazione con il Kosovo è l'accordo di stabilizzazione e di associazione UE-Kosovo, entrato in vigore nel 2016. Il Kosovo ha inoltre firmato una serie di accordi bilaterali relativi alla gestione delle frontiere con i paesi vicini, come l'accordo del 2018 con l'Albania relativo ai controlli congiunti alle frontiere presso il valico di frontiera di Morine-Kukes.

Nel 2016 il Kosovo ha firmato un accordo di lavoro con Frontex. Da allora il Kosovo ha strettamente cooperato con l'Agenzia, mentre le autorità del paese hanno beneficiato delle competenze dei funzionari Frontex in materia di verifica dei documenti e gestione delle frontiere. Uno degli esiti attesi del progetto "Sostegno regionale dell'UE per rafforzare le capacità di sicurezza delle frontiere nei Balcani occidentali" è che il Kosovo ottenga l'accesso a programmi di sviluppo delle capacità e relative apparecchiature, migliori i centri nazionali di coordinamento e allinei la sua strategia di gestione integrata delle frontiere al concetto e alla strategia di gestione integrata delle frontiere dell'UE.

Per quanto riguarda la gestione della migrazione irregolare, nel dicembre 2023, alcuni giorni prima dell'entrata in vigore della liberalizzazione dei visti, il Kosovo ha istituito un meccanismo di allarme rapido per monitorare le tendenze migratorie dei cittadini kosovari nello spazio Schengen. Il ministero degli Affari interni ha rivisto il piano d'azione della strategia in materia di migrazione al fine di allinearlo ai recenti sviluppi nell'Unione. Il piano di azione è stato approvato a giugno 2024.

Per quanto riguarda la cooperazione in materia di riammissione, fino al 2022 il Kosovo aveva firmato accordi di riammissione con 24 paesi, tra cui 20 Stati membri dello spazio Schengen. Nel 2023 ha iniziato i negoziati per accordi bilaterali di riammissione con Lettonia, Lituania e Polonia. Gli Stati membri hanno riferito che la cooperazione del Kosovo in materia di riammissione è stata nel complesso molto stretta. Uno Stato membro ha sottolineato che sono necessari miglioramenti per quanto riguarda determinate richieste di riammissione che dal 2018 sono state respinte con frequenza crescente, tra l'altro a causa della mancata registrazione nelle banche dati biometriche o di inesattezza nell'anagrafe.

A seguito dell'invito annuale, che Frontex rivolge alle istituzioni partner dei Balcani occidentali, a partecipare in qualità di osservatori alle riunioni del gruppo di lavoro per paese gestito da Frontex, al Kosovo è stato concesso lo status di osservatore nel gruppo di lavoro per paese di Algeria, Marocco e Iraq.

Nel marzo 2022 l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo (EUAA) e il ministero degli Affari interni del Kosovo hanno firmato una tabella di marcia per la cooperazione riguardante il rafforzamento del sistema di asilo e accoglienza che fosse in linea con le norme comuni del sistema di asilo e le norme dell'UE. Nel marzo 2024 il termine per l'attuazione della tabella di marcia è stato prorogato di un anno, poiché alcuni degli obiettivi previsti nella tabella di marcia continuavano a risultare pertinenti.

4.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione, protezione temporanea, domande di protezione internazionale e riammissione

Il numero delle domande di protezione internazionale presentate negli Stati membri da cittadini del Kosovo è leggermente diminuito (del 4,5 %) fra il 2022 e il 2023: nel 2022 sono state presentate 3 220 domande, rispetto alle 3 075 del 2023. Nel 2022 il tasso di riconoscimento è stato pari al 14 % e nel 2023 è sceso al 10 %.

Nel 2023 gli Stati membri hanno segnalato 176 attraversamenti irregolari delle frontiere da parte di cittadini kosovari, il che rappresenta un notevole miglioramento (- 48 %) rispetto al 2022 (339); la stessa tendenza è stata osservata per quanto riguarda il numero di cittadini kosovari trovati in situazione di soggiorno irregolare negli Stati membri (un calo del 13 % rispetto al 2022, ossia da 5 025 soggiornanti irregolari nel 2022 a 4 360 nel 2023). Il numero di respingimenti di cittadini kosovari da parte degli Stati membri è diminuito del 3 % nel 2023 (da 1 830 nel 2022 a 1 780 nel 2023), segnando un cambiamento positivo rispetto all'anno precedente.

Il numero di decisioni di rimpatrio emesse nel 2023 (4 565) è rimasto stabile rispetto al 2022 (4 455), con un leggero aumento del 2 %. Nel 2023 sono stati riferiti 1 465 rimpatri di cittadini kosovari, contro i 1 540 del 2022 (una diminuzione del 5 %). La stessa tendenza è stata osservata per quanto riguarda il tasso di rimpatrio che è sceso dal 35 % nel 2022 al 32 % nel 2023.

Fonte: Eurostat.

Poiché i dati Eurostat completi per il 2024 saranno disponibili solo a metà del 2025, non è ancora possibile valutare pienamente gli effetti dell'entrata in vigore della liberalizzazione dei visti sulle tendenze riguardanti migrazione e asilo nello spazio Schengen.

Tuttavia alcuni Stati membri hanno segnalato un notevole aumento delle domande di asilo infondate presentate da cittadini del Kosovo dall'inizio del 2024. Nei primi sette mesi del 2024 i cittadini kosovari negli Stati membri dell'UE hanno presentato 3 905 domande (il 108 % in più rispetto allo stesso periodo del 2023). Nell'ambito delle iniziative adottate per affrontare il problema, il Kosovo e il gruppo locale di cooperazione Schengen hanno avviato discussioni per istituire un meccanismo di condivisione delle informazioni tra le autorità degli Stati membri (comprese le missioni diplomatiche locali) e le autorità kosovare al fine di monitorare le tendenze riguardanti migrazione irregolare e asilo. Tale iniziativa prevede anche il rilancio della campagna di comunicazione interna del Kosovo per informare in merito ai diritti e agli obblighi che si applicano ai viaggi nello spazio Schengen, e la collaborazione bilaterale del Kosovo con gli Stati membri dell'UE più interessati dal fenomeno.

5.Ordine pubblico e sicurezza

Dal giugno 2023, data la mancanza di un'azione risoluta per allentare le tensioni nel nord del Kosovo, l'UE attua una serie di misure nei confronti del paese, che incidono anche sul sostegno finanziario. Nel 2023 il Kosovo ha iniziato ad attuare le modifiche apportate nel 2022 al quadro giuridico in materia penale e giudiziaria, tra cui il codice penale, il codice di procedura penale, la legge sull'Agenzia per la prevenzione della corruzione e la legge sulle dichiarazioni, l'origine e il controllo dei beni e dei doni. Il Kosovo ha ulteriormente modificato il codice penale e il codice di procedura penale nel 2023. Tali modifiche hanno contribuito ad allineare ulteriormente il quadro giuridico del Kosovo all'acquis dell'UE in questi settori. Il Kosovo ha inoltre avviato l'elaborazione della nuova strategia anticorruzione. La strategia nazionale e il piano d'azione per la prevenzione e la lotta al terrorismo per il periodo 2023-2028 sono stati adottati nel giugno 2023.

Nell'ottobre 2023 è stata adottata una legge sulla procura speciale, che fornisce in particolare una base giuridica per un'unità investigativa speciale all'interno della polizia del Kosovo a sostegno della procura speciale. Tale legge costituisce anche la base per le squadre investigative comuni incaricate di indagare e perseguire i reati per i quali è competente la procura speciale.

La cooperazione in materia di sicurezza tra il Kosovo e l'UE è sostenuta da un accordo di lavoro firmato nel 2020 tra il Kosovo ed Europol, integrato da accordi specifici per lo scambio di informazioni classificate e l'uso del canale SIENA. Da marzo 2023 il Kosovo impiega un funzionario di collegamento presso Europol. La polizia del Kosovo partecipa anche alle attività dell'EMPACT e nel ciclo EMPACT 2024-2025 il Kosovo ha confermato la partecipazione a 12 piani d'azione operativi e a 70 azioni operative. Le autorità hanno proseguito l'applicazione delle disposizioni di esecuzione stabilite bilateralmente con l'UE nell'ambito del piano d'azione comune per i Balcani occidentali sulla lotta al terrorismo.

Il Kosovo ha inoltre firmato nel 2017 un accordo di lavoro con l'Agenzia dell'Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL). Il Kosovo partecipa alle attività della CEPOL, anche attraverso il progetto finanziato dall'UE "Partenariato dei Balcani occidentali contro la criminalità e il terrorismo".

Il Kosovo ha proseguito la cooperazione con l'EUDA sulla base di un accordo di lavoro firmato nel 2020 e nel contesto del progetto IPA8.

6.Diritti fondamentali

In generale, il quadro costituzionale e giuridico del Kosovo garantisce la protezione dei diritti e delle libertà fondamentali. Il Kosovo ha nominato un coordinatore nazionale contro la violenza domestica e ha istituito un segretariato centrale per la lotta alla violenza di genere, conformemente alla convenzione di Istanbul. Per quanto riguarda la lotta alla violenza di genere, il Kosovo ha messo in atto un nuovo programma per la riabilitazione dei responsabili e ha adottato modifiche della legislazione penale che aumentano le pene e stabiliscono garanzie per l'applicazione della legge. Le modifiche del codice di procedura penale hanno inoltre affrontato alcune carenze relative al rispetto dei termini procedurali e del diritto alla difesa. Tra le carenze che destano preoccupazione figurano il ritardo e l'eccessiva durata dei procedimenti giudiziari. L'adozione del codice civile, che rafforzerebbe la protezione dei diritti civili e fondamentali, rimane in sospeso.

Il governo ha adottato una strategia per la protezione e la promozione dei diritti delle comunità, che mira a rafforzare i diritti delle minoranze. Tuttavia diverse azioni, come i processi di espropriazione condotti senza seguire procedure giuridiche, un regolamento della banca centrale che limita le operazioni in contanti in qualsiasi valuta diversa dall'euro, la chiusura di banche serbe, di uffici postali serbi e di fornitori di servizi pubblici sostenuti dalla Serbia in Kosovo, che operavano al di fuori del quadro giuridico del Kosovo, hanno inciso negativamente sui diritti e sulle condizioni di vita delle comunità non maggioritarie del nord del Kosovo. Il Kosovo dovrebbe salvaguardare i meccanismi vigenti di protezione dei diritti delle comunità non maggioritarie e migliorarne l'applicazione in modo coordinato e concordato, avvalendosi del dialogo facilitato dall'UE sulla normalizzazione delle relazioni con la Serbia. Con una decisione attesa da tempo, il Kosovo ha attuato la sentenza della Corte costituzionale sulla proprietà fondiaria del monastero di Deçan/Dečani.

Nel luglio 2024 l'Assemblea ha adottato una nuova legge sull'autorità di regolamentazione dei media, che contribuisce a migliorare la regolamentazione dei media e le prestazioni dell'autorità. Tuttavia le modifiche adottate dall'Assemblea non rispecchiano la maggior parte delle raccomandazioni dell'UE e di altri partner internazionali. Permangono preoccupazioni in merito all'indipendenza, ai poteri e al finanziamento dell'autorità di regolamentazione e alla mancanza di chiarezza e proporzionalità della legge. L'opposizione ha sottoposto la legge al controllo della Corte costituzionale.

7.Raccomandazioni

In generale il Kosovo continua a soddisfare i requisiti per la liberalizzazione dei visti. Tuttavia sono necessari ulteriori sforzi. In particolare occorre intervenire maggiormente nei settori seguenti:

a)allineare la politica del Kosovo in materia di visti all'elenco dell'UE dei paesi terzi soggetti all'obbligo del visto; fino al pieno allineamento, sarebbe opportuno che il Kosovo introducesse, come misura minima temporanea, accertamenti all'arrivo più rigorosi nei confronti dei cittadini di paesi terzi cui si applica l'esenzione dall'obbligo del visto, in particolare quelli provenienti da paesi che presentano rischi legati alla sicurezza o alla migrazione irregolare, tramite iniziative operative e/o amministrative (ad esempio ai valichi di frontiera) o tramite la legislazione nazionale;

b)proseguire e rafforzare le iniziative recentemente avviate in cooperazione con gli Stati membri per monitorare il problema delle domande di asilo infondate presentate dai cittadini del Kosovo negli Stati membri, anche rafforzando le campagne di sensibilizzazione per informare in merito alle norme applicabili ai viaggi nello spazio Schengen e applicando accertamenti più rigorosi alle partenze;

c)continuare ad attuare accordi bilaterali di riammissione per mantenere l'attuale buon livello di cooperazione e adoperarsi per la conclusione di nuovi accordi di riammissione;

d)continuare ad attuare il quadro giuridico e politico in materia giudiziaria e penale;

e)rafforzare ulteriormente la protezione dei diritti delle comunità non maggioritarie e migliorarne l'attuazione.


f)

2.paesi esenti dall'obbligo del visto da più di sette anni

ALBANIA

1.Allineamento della politica in materia di visti

L'Albania ha un regime di esenzione dall'obbligo del visto con 13 paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto, di cui sette godono di un'esenzione permanente (Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Cina, Kazakhstan, Kuwait e Turchia) e sei di un'esenzione stagionale per l'ingresso in Albania (Arabia Saudita, Bahrein, Oman, Qatar e Thailandia dal 16 marzo al 31 dicembre 2024 e Indonesia dal 1º aprile al 31 dicembre 2024). Inoltre possono entrare in Albania senza visto i cittadini di paesi terzi in possesso di un permesso di soggiorno di 10 anni negli Emirati arabi uniti, valido almeno un anno al momento dell'ingresso.

Nell'aprile 2023 l'Albania ha escluso la Russia, l'India e l'Egitto dal suo elenco di paesi con esenzione stagionale dal visto. Nel marzo 2024 ha tuttavia aggiunto l'Indonesia all'elenco. Nel maggio 2024 ha parzialmente sospeso l'esenzione dall'obbligo del visto per i titolari di passaporto diplomatico e di servizio della Bielorussia. Il regime di esenzione dall'obbligo del visto è tuttavia mantenuto per tutti i titolari bielorussi di un passaporto ordinario. Nel luglio 2024 l'Albania ha sospeso il regime di esenzione dall'obbligo del visto con la Guyana per tutti i titolari di passaporto.

Il mancato allineamento della politica dell'Albania in materia di visti a quella dell'UE contribuisce a un aumento del rischio di migrazione irregolare verso l'UE lungo la rotta dei Balcani occidentali. La Commissione auspica che l'Albania compia ulteriori progressi nell'allineamento della politica in materia di visti. Nell'ambito del programma di riforme svolto nel quadro del piano di crescita, l'Albania si è impegnata ad allinearsi maggiormente all'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto. Fino al pieno allineamento, un'utile misura minima temporanea sarebbe costituita da accertamenti all'arrivo più rigorosi nei confronti dei cittadini di paesi terzi cui si applica l'esenzione dall'obbligo del visto, in particolare quelli provenienti da paesi che presentano rischi legati alla sicurezza o alla migrazione irregolare.

2.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione irregolare, domande di protezione internazionale, rimpatri e riammissione

Il numero delle domande di protezione internazionale presentate negli Stati membri da cittadini albanesi è diminuito del 30 % fra il 2022 e il 2023: nel 2023 sono state presentate 9 100 domande, rispetto alle 13 020 del 2022. Il tasso di riconoscimento, pari al 9 %, nel 2022, è leggermente aumentato nel 2023 (10 %).

Nel 2023 gli Stati membri hanno segnalato 639 attraversamenti irregolari delle frontiere da parte di cittadini albanesi, il 14 % in meno rispetto al 2022 (746). La stessa tendenza è stata osservata per quanto riguarda il numero di cittadini albanesi trovati in situazione di soggiorno irregolare negli Stati membri nel 2023 (32 975) rispetto al 2022 (38 930), con un calo del 15 %. Il numero di respingimenti di cittadini albanesi da parte degli Stati membri è diminuito del 12 % nel 2023 (da 15 265 nel 2022 a 13 440 nel 2023).

Il numero di decisioni di rimpatrio emesse nel 2023 (17 415) è sceso del 28 % rispetto al 2022 (24 165). Nel 2023 sono stati segnalati 8 235 rimpatri di cittadini albanesi, contro i 10 020 del 2022 (con una diminuzione del 18 %). Il tasso di rimpatrio è leggermente aumentato, passando dal 41 % nel 2022 al 47 % nel 2023, proseguendo la tendenza positiva degli anni precedenti.

Fonte: Eurostat.

3.Cooperazione in materia di migrazione, gestione delle frontiere e riammissione

Prosegue positivamente l'impegno dell'Albania nell'attuazione del piano d'azione dell'UE per i Balcani occidentali. L'Albania ha continuato ad attuare una strategia intersettoriale di gestione integrata delle frontiere per il periodo 2021-2027 e il relativo piano d'azione per il periodo 2021-2023. Nel maggio 2024 ha adottato anche una nuova strategia nazionale in materia di migrazione per il periodo 2024‑2030 e il relativo piano d'azione per il periodo 2024-2026. Queste iniziative si concentrano sull'aumento delle capacità di gestione della migrazione e della cooperazione interistituzionale e internazionale, settore in cui sono in corso sei progetti.

Per quanto riguarda la migrazione e la gestione delle frontiere, sono in corso operazioni congiunte con l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex). Il 15 settembre 2023 l'Albania ha firmato un nuovo accordo sullo status che è entrato in vigore nel giugno 2024 e ha consentito l'impiego di nuovi funzionari del corpo permanente della guardia di frontiera e costiera europea da parte di Frontex alle frontiere dell'Albania con paesi terzi, oltre a quelli attualmente impiegati, rispettivamente dal 2019 e dal 2021, alla frontiera terrestre con la Grecia e alla frontiera marittima con l'Italia. Nel complesso gli Stati membri hanno riferito una stretta cooperazione con l'Albania. A Tirana è assegnato un funzionario di collegamento di Frontex con un mandato regionale per l'Albania, il Kosovo e la Macedonia del Nord.

Nel settore della riammissione, l'Albania ha continuato ad attuare sia l'accordo di riammissione UE‑Albania, sia gli accordi bilaterali in materia. Sono state trattate 407 richieste di riammissione di cittadini albanesi provenienti da Stati membri dell'UE (ossia 33 in più rispetto al 2022). Nel complesso, gli Stati membri segnalano una collaborazione soddisfacente con l'Albania in materia di riammissione. Solo due Stati membri hanno riferito che, sebbene gli sforzi in materia di rimpatri siano aumentati, sarebbe necessario aumentarli ulteriormente per ottenere un livello di cooperazione più elevato.

Nel 2023 gli Stati membri non hanno richiesto alcuna ulteriore assistenza di Frontex per l'identificazione e l'acquisizione di documenti di viaggio per presunti cittadini albanesi. Nel 2024, a seguito dell'invito rivolto da Frontex ai Balcani occidentali a partecipare in qualità di osservatori alle riunioni del gruppo di lavoro per paese gestito dall'Agenzia, l'Albania ha ottenuto lo status di osservatore nel gruppo di lavoro per paese di Algeria, Bangladesh, Marocco e Somalia.

L'Albania ha proseguito la cooperazione con l'EUAA. La seconda tabella di marcia che definisce tale cooperazione, riguardante il periodo 2024-2027, è stata approvata dal ministro albanese nell'ottobre 2024.

4.Azioni intraprese in merito alle domande di asilo infondate

L'Albania ha dato seguito alle misure adottate nel 2022 e menzionate nella sesta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione del visto. Dopo l'adozione, nel 2022, di un piano d'azione interistituzionale sulla prevenzione del fenomeno delle domande di asilo dei cittadini albanesi nei paesi Schengen/UE, nel 2023 l'Albania ne ha avviato l'attuazione sulla base delle precedenti esperienze positive nel settore. L'Albania ha inoltre continuato ad attuare il piano d'azione bilaterale specifico per affrontare la questione dei richiedenti asilo albanesi in Francia. Ha continuato a rafforzare le verifiche sui cittadini albanesi che attraversano le frontiere nazionali per recarsi nello spazio Schengen. Nell'ambito di tali iniziative è stata rivolta particolare attenzione alle verifiche sui minori che viaggiano all'estero, comprese le dichiarazioni notarili sullo stato di minore presentate alla frontiera.

L'Albania ha inoltre continuato ad attuare il piano d'azione per affrontare la questione dei minori albanesi non accompagnati in Italia.

La polizia albanese responsabile delle frontiere e dell'immigrazione ha inoltre avviato un'intensa cooperazione e uno scambio di informazioni con i suoi omologhi nella regione per contrastare il fenomeno degli albanesi che attraversano i paesi vicini per chiedere asilo nell'UE ed evitare pertanto che siano imposte verifiche dettagliate ai cittadini albanesi che escono dall'Albania.

5.Cittadinanza per investitori

Nella sesta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto è stato riferito che nel 2023 l'Albania ha annunciato la decisione di sospendere l'iniziativa relativa all'istituzione di un programma di cittadinanza per investitori. In effetti l'Albania non ha istituito un programma di cittadinanza per investitori e non ha segnalato nuovi sviluppi al riguardo. La Commissione continuerà a monitorare la questione.

6.Cooperazione in materia di sicurezza

Nel 2023 l'Albania ha partecipato a 20 squadre investigative comuni dedicate alla lotta contro varie categorie di criminalità organizzata, principalmente il traffico di stupefacenti, il riciclaggio di denaro e i reati informatici. In generale l'Albania ha mostrato un buon livello di cooperazione con tutti i paesi coinvolti. Nella lotta contro la criminalità organizzata, l'Albania ha attribuito particolare importanza alla cooperazione con le autorità di contrasto dell'UE, rafforzando e intensificando la cooperazione con le strutture omologhe a livello regionale e internazionale. Tale cooperazione è consistita nello scambio di informazioni di polizia nell'ambito di indagini sui reati relativi a stupefacenti, al traffico illecito, al riciclaggio di denaro, alla criminalità economica e finanziaria e alla cibercriminalità, nonché su reati gravi, in cui le informazioni sono state scambiate principalmente attraverso i canali di INTERPOL, Europol e la rete CARIN. Nel 2023 l'Albania ha inviato un secondo funzionario di collegamento presso Europol.

Nel 2023 la polizia di Stato albanese ha intensificato lo scambio di informazioni aumentando il numero di messaggi condivisi con i partner internazionali in SIENA.

L'Albania rimane il paese terzo più attivo nella partecipazione all'EMPACT. La polizia di Stato albanese è corresponsabile dell'operazione "Task force sul traffico di migranti nei Balcani occidentali". Durante il periodo di riferimento, la polizia di Stato albanese ha partecipato a sei giornate di azione congiunta riguardanti il traffico di migranti, la tratta di esseri umani e il traffico di armi. Tali operazioni e gli scambi di informazioni con i partner hanno prodotto risultati positivi in termini di sequestri e arresto degli autori dei reati. Tutti i risultati delle giornate di azione congiunta sono stati comunicati a Europol.

La cooperazione con la CEPOL si è svolta nel quadro del partenariato dei Balcani occidentali contro la criminalità e il terrorismo. Nel corso del 2023, 52 funzionari della polizia di Stato albanese provenienti dal dipartimento della polizia criminale, dal dipartimento delle frontiere e della migrazione e dalla direzione antiterrorismo hanno partecipato alle attività della CEPOL nell'ambito di questo progetto.

L'Albania ha attuato con successo le misure previste nel piano d'azione comune sulla lotta al terrorismo nell'ambito dei suoi cinque obiettivi. La prima relazione semestrale del 2023 sull'attuazione del piano d'azione è stata presentata alla Commissione nell'ottobre 2023.

L'Albania ha proseguito la cooperazione con l'EUDA sulla base di un accordo di lavoro del 2019 e nel contesto del progetto IPA8.

7.Raccomandazioni

L'Albania ha adottato misure per seguire la maggior parte delle precedenti raccomandazioni della Commissione. Occorre tuttavia compiere ulteriori progressi riguardo a quanto segue:

a)allineare la politica dell'Albania in materia di visti all'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto; fino al pieno allineamento, sarebbe opportuno che l'Albania introducesse, come misura minima temporanea, accertamenti all'arrivo più rigorosi nei confronti dei cittadini di paesi terzi cui si applica l'esenzione dall'obbligo del visto, in particolare quelli provenienti da paesi che presentano rischi legati alla sicurezza o alla migrazione irregolare, tramite iniziative operative e/o amministrative (ad esempio ai valichi di frontiera) o tramite la legislazione nazionale;

b)proseguire e rafforzare le iniziative volte ad affrontare il problema delle domande di asilo infondate nell'UE, in particolare per quanto riguarda i minori non accompagnati.



BOSNIA-ERZEGOVINA

1.Allineamento della politica in materia di visti

La Bosnia-Erzegovina ha un regime di esenzione dall'obbligo del visto con sette paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto: Arabia Saudita (stagionale), Azerbaigian, Cina, Kuwait, Qatar, Russia e Turchia.

Per allinearsi ulteriormente alla politica dell'UE in materia di visti, nel settembre 2023 la Bosnia-Erzegovina ha introdotto l'obbligo del visto per i cittadini del Bahrein, e nel marzo 2024 per i cittadini dell'Oman, riducendo così l'elenco dei regimi di esenzione dall'obbligo del visto che non sono in linea con la politica dell'UE in materia di visti. Tuttavia la Bosnia-Erzegovina ha anche rinnovato il suo regime stagionale di esenzione trimestrale dall'obbligo del visto, da giugno a settembre 2024, per un massimo di 30 giorni, per i cittadini dell'Arabia Saudita.

Il mancato allineamento alla politica dell'UE in materia di visti della Bosnia-Erzegovina contribuisce a un aumento del rischio di migrazione irregolare verso l'UE lungo la rotta dei Balcani occidentali. La Commissione auspica che la Bosnia-Erzegovina compia ulteriori progressi per quanto riguarda l'allineamento della sua politica in materia di visti e che siano assunti impegni rigorosi nel contesto del programma di riforma del paese nell'ambito del piano di crescita. Fino al pieno allineamento è opportuno introdurre, come misura minima temporanea necessaria, accertamenti all'arrivo più rigorosi nei confronti dei cittadini di paesi terzi cui si applica l'esenzione dall'obbligo del visto, in particolare quelli provenienti da paesi che presentano rischi legati alla sicurezza o alla migrazione irregolare.

2.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione irregolare, domande di protezione internazionale, rimpatri e riammissione

Nel 2023 le domande di protezione internazionale presentate agli Stati membri da cittadini della Bosnia-Erzegovina sono state 1 620, il 28 % in meno rispetto al 2022 (2 245), il che conferma la positiva tendenza decrescente dal 2021. Il tasso di riconoscimento è diminuito passando dall'8 % del 2022 al 6 % del 2023.

Nel 2023 gli Stati membri hanno segnalato 20 attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell'UE da parte di cittadini della Bosnia-Erzegovina, rispetto ai 22 del 2022. Nel 2023 il numero di cittadini della Bosnia-Erzegovina trovati in situazione di soggiorno irregolare negli Stati membri è sceso del 23 %: 3 790 soggiorni irregolari nel 2023 rispetto ai 4 930 nel 2022. Il numero di respingimenti è notevolmente diminuito (del 24 %): da 5 265 casi nel 2022 a 3 985 nel 2023.

Il numero delle decisioni di rimpatrio emesse nei confronti di cittadini della Bosnia-Erzegovina (2 430 nel 2023 rispetto a 2 885 nel 2022) è diminuito del 16 %, mentre il numero di persone rimpatriate (1 210 nel 2023 contro 1 280 nel 2022) è diminuito del 5 %. Il tasso di rimpatrio ha continuato ad aumentare, passando dal 44 % nel 2022 al 50 % nel 2023.

Fonte: Eurostat.

3.Cooperazione in materia di migrazione, gestione delle frontiere e riammissione

Nel settembre 2023 è entrata in vigore una nuova legge sugli stranieri. La Bosnia-Erzegovina sta attuando sia il piano d'azione in materia di migrazione e asilo per il periodo 2021-2025, sia la strategia e il piano d'azione per la gestione integrata delle frontiere per il periodo 2019-2023. Una nuova strategia di gestione integrata delle frontiere per il periodo 2024-2029 era in attesa di adozione a metà del 2024. Un progetto di legge sul controllo di frontiera, volto all'allineamento all'acquis dell'UE, non era ancora stato adottato a metà del 2024.

I negoziati tra la Bosnia-Erzegovina e la Commissione europea per l'accordo sullo status relativo a Frontex sono iniziati nel febbraio 2024 e si sono conclusi nel settembre 2024. La firma dell'accordo seguirà a breve. Il funzionario di collegamento di Frontex assegnato a Belgrado continua a occuparsi anche della Bosnia-Erzegovina.

La Bosnia-Erzegovina ha proseguito la stretta cooperazione complessiva in materia di riammissione sulla base di un accordo con l'UE, attuato in modo efficiente nei confronti della maggior parte degli Stati membri. Alcuni Stati membri hanno segnalato una cooperazione insufficiente in tale settore per il 2023 (sebbene in miglioramento rispetto al 2022), motivo per cui il trattamento positivo delle richieste è stato pari al 55 %.

Nonostante un calo generale degli attraversamenti irregolari delle frontiere verso l'UE attraverso la rotta dei Balcani occidentali, la sotto-rotta dalla Bosnia-Erzegovina alla Croazia ha registrato un aumento, con circa il 30 % in più di attraversamenti nei primi nove mesi del 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023. Nei primi nove mesi del 2024 quasi il 90 % di tutti gli attraversamenti irregolari delle frontiere lungo la rotta dei Balcani occidentali è stato registrato a tale frontiera. A seguito della chiusura della sotto-rotta dalla Serbia all'Ungheria, le reti criminali hanno trasferito le loro operazioni verso la rotta dalla Bosnia-Erzegovina alla Croazia.

Il numero di migranti irregolari intercettati dalle autorità della Bosnia-Erzegovina nel 2023 è aumentato del 25 % rispetto al 2022. I migranti più numerosi erano cittadini di Afghanistan, Marocco, Siria, Pakistan, Turchia (compresi coloro che si avvalgono della possibilità di recarsi in Bosnia-Erzegovina senza obbligo del visto), Bangladesh e Iran.

La Croazia, l'unico Stato membro con una frontiera con la Bosnia-Erzegovina, è particolarmente soggetta ad arrivi irregolari. La Croazia coopera intensamente con la Bosnia-Erzegovina nella gestione delle frontiere, anche attraverso pattugliamenti congiunti. Entrambi i paesi partecipano inoltre alla task force ZeBRA sostenuta da Europol, che si occupa dei gruppi della criminalità organizzata coinvolti nel traffico di migranti. Anche altri Stati membri dell'UE hanno fornito sostegno alla Bosnia-Erzegovina in materia di migrazione e gestione delle frontiere, compresa la formazione (ad esempio sull'uso di dati biometrici) e le competenze tecniche per l'imminente istituzione di un sistema di informazioni anticipate sui passeggeri e del codice di prenotazione (API/PNR) nonché di una banca dati dei documenti al fine di migliorare l'individuazione di documenti falsificati o contraffatti (entrambi in corso).

La Bosnia-Erzegovina ha proseguito la proficua cooperazione con l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo (EUAA), sebbene non sia stata ancora adottata una tabella di marcia per il periodo 2024-2025.

4.Cooperazione in materia di sicurezza

La Bosnia-Erzegovina ha continuato a cooperare con Europol. Nel giugno 2023 è stato messo in funzione il punto di contatto e a luglio è stato impiegato un funzionario di collegamento all'Aia. Si tratta di un passo importante. In seguito la Bosnia-Erzegovina si è avvalsa maggiormente di prodotti e servizi di Europol, con un intenso scambio di informazioni tramite il sistema di comunicazione SIENA, principalmente per quanto riguarda la prevenzione del terrorismo, la lotta contro il traffico di stupefacenti, i reati finanziari, la criminalità organizzata e il traffico di migranti. La Bosnia-Erzegovina ha aumentato la sua partecipazione all'EMPACT, con 12 azioni operative nel 2023. È stata stabilita un'intensa cooperazione nella lotta contro il traffico di armi e munizioni per mezzo della priorità dell'EMPACT dedicata alle armi da fuoco. È proseguita anche la cooperazione con gli Stati membri dell'UE tramite l'INTERPOL.

La Bosnia-Erzegovina ha continuato ad attuare la sua strategia antiterrorismo per il periodo 2021-2026; nel 2023 sono stati adottati piani d'azione a tutti i livelli di governo. È progredita l'attuazione delle intese bilaterali con l'UE nell'ambito del piano d'azione comune sulla lotta al terrorismo.

Dal novembre 2022 è in vigore una strategia contro il terrorismo e l'estremismo violento, con piani d'azione adottati nel 2023. Nel febbraio 2024 la Bosnia-Erzegovina ha adottato una legge in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo che mira all'allineamento all'acquis dell'UE, migliorando le disposizioni sulla valutazione dei rischi e prevedendo un organismo di coordinamento permanente nonché una valutazione dei rischi in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo relativa alle attività virtuali e un piano d'azione per il periodo 2024-2027.

La Bosnia-Erzegovina ha proseguito la cooperazione con l'EUDA nel contesto del progetto IPA8.

5.Raccomandazioni

La Bosnia-Erzegovina ha adottato alcune misure per seguire le precedenti raccomandazioni della Commissione. Occorre tuttavia compiere ulteriori progressi riguardo a quanto segue:

a)allineare la politica della Bosnia-Erzegovina in materia di visti all'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto; fino al pieno allineamento, sarebbe opportuno che la Bosnia-Erzegovina introducesse, come misura minima temporanea, altre misure di sicurezza che comprendano accertamenti all'arrivo più rigorosi nei confronti dei cittadini di paesi terzi cui si applica l'esenzione dall'obbligo del visto, in particolare quelli provenienti da paesi che presentano rischi legati alla sicurezza o alla migrazione irregolare, tramite iniziative operative e/o amministrative (ad esempio ai valichi di frontiera) o tramite la legislazione nazionale;

b)firmare e ratificare in tempi rapidi l'accordo sullo status relativo a Frontex con l'UE;

c)migliorare il coordinamento della gestione delle frontiere, affrontando con urgenza la questione degli attraversamenti irregolari delle frontiere lungo la sotto-rotta che attraversa la Bosnia-Erzegovina.


REPUBBLICA DI MOLDOVA

1.Allineamento della politica in materia di visti

La Moldova ha un regime di esenzione dall'obbligo del visto con 11 paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Cuba, Kazakhstan, Kirghizistan, Qatar, Russia, Tagikistan, Turchia e Uzbekistan.

Nel 2023 non sono stati compiuti progressi verso un maggiore allineamento alla politica dell'UE in materia di visti, ma nell'aprile 2024 è scaduto l'accordo Moldova-Ecuador sull'esenzione dall'obbligo del visto. Nel suo contributo alla preparazione della presente relazione, la Moldova ha dichiarato che entro la data di adesione la sua politica in materia di visti sarà pienamente allineata a quella dell'UE.

La Commissione auspica che la Moldova compia ulteriori progressi nell'allineamento della politica in materia di visti. Fino al pieno allineamento, sarebbe opportuno che la Moldova introducesse, come misura minima temporanea, accertamenti all'arrivo più rigorosi nei confronti dei cittadini di paesi terzi cui si applica l'esenzione dall'obbligo del visto, in particolare quelli provenienti da paesi che presentano rischi legati alla sicurezza o alla migrazione irregolare.

2.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione irregolare, domande di protezione internazionale, rimpatri e riammissione

Il numero delle domande di protezione internazionale presentate negli Stati membri da cittadini moldovi è diminuito del 29 % fra il 2022 e il 2023: nel 2022 sono state presentate 8 385 domande contro 5 945 nel 2023. Nel 2023 il tasso di riconoscimento è stato pari al 3 %, rispetto al 2 % del 2022.

Nel 2023 i tentativi di attraversamento irregolare delle frontiere esterne dell'UE da parte di cittadini moldovi sono rimasti scarsi (20, a fronte dei 29 nel 2022). Il numero di cittadini moldovi trovati in situazione di soggiorno irregolare è sceso da 45 835 nel 2022 a 40 170 nel 2023 (- 12 %). Nel 2023 il numero di respingimenti di cittadini moldovi da parte degli Stati membri è stato pari a 9 805, ossia il 26 % in più rispetto al 2022 (7 785).

Nel 2023 il numero di decisioni di rimpatrio emesse nei confronti di cittadini moldovi è rimasto stabile (9 120 nel 2023, rispetto a 9 125 nel 2022), mentre il numero di rimpatri è aumentato del 37,5 % (3 610 nel 2023 rispetto a 2 725 nel 2022), il che ha contribuito all'aumento del tasso di rimpatrio che è passato al 40 % nel 2023 rispetto al 29 % nel 2022.

Fonte: Eurostat.

3.Cooperazione in materia di migrazione, gestione delle frontiere e riammissione

La Moldova ha continuato a promuovere la cooperazione internazionale nella lotta alla criminalità transfrontaliera nel quadro dell'EMPACT. Ha proseguito la stretta cooperazione con diversi attori dell'UE (Frontex, Europol, CEPOL, EUDA e la missione dell'Unione europea di assistenza alle frontiere per la Moldova e l'Ucraina (EUBAM)) anche tramite il polo di sostegno dell'UE per la sicurezza interna e la gestione delle frontiere in Moldova.

Per quanto riguarda la gestione delle frontiere, nel 2023 la Moldova ha proseguito la cooperazione rafforzata con Frontex sulla base dell'accordo sullo status del marzo 2022, che consente all'agenzia di impiegare funzionari del corpo permanente della guardia di frontiera e costiera europea con poteri esecutivi. Tra i risultati concreti figurano le operazioni congiunte Moldova 2023 (conclusa) e 2024 (in corso), alla frontiera aerea (aeroporto di Chisinau) e alle frontiere terrestri con la Romania e l'Ucraina. Si tratta del primo accordo sullo status e della prima operazione congiunta con poteri esecutivi in un paese del partenariato orientale. Lo scambio regolare di informazioni e la condivisione di informazioni sono effettuati tramite la piattaforma regionale diretta da Frontex, la rete di analisi dei rischi del partenariato orientale. Inoltre dieci osservatori moldovi sono stati impiegati per periodi prolungati in aeroporti selezionati nell'UE. Sulla base del piano di cooperazione bilaterale per il periodo 2022-2024 sono state attuate iniziative relative allo sviluppo di capacità di gestione integrata delle frontiere tra la Moldova e Frontex.

Dal luglio 2022 il funzionario di collegamento di Frontex presso i paesi del partenariato orientale, inizialmente assegnato a Kiev, è stato inviato temporaneamente a Chisinau.

È proseguita anche la cooperazione bilaterale con gli Stati membri dell'UE, compreso l'impiego di agenti della polizia di frontiera moldovi in un aeroporto di uno Stato membro dell'UE e alle frontiere esterne terrestri di un altro Stato membro dell'UE, la formazione, la consulenza tecnica e la fornitura di notevoli quantità di apparecchiature tecniche, il tutto attuato mediante progetti finanziati dall'UE.

Nel 2023 sono stati riassegnati 4 milioni di EUR alle autorità nazionali nell'ambito di un progetto finanziato dall'UE volto ad affrontare l'impatto della crisi degli sfollamenti, al fine di rafforzare le capacità locali di gestione delle frontiere mediante la fornitura di apparecchiature, infrastrutture e formazione.

La cooperazione della Moldova in materia di riammissione e rimpatrio è stata giudicata eccellente sia da Frontex che da numerosi Stati membri. I documenti di viaggio sono stati consegnati in modo rapido ed efficiente; le autorità moldove hanno inoltre cooperato pienamente e in modo efficace alle operazioni di rimpatrio, anche mediante voli charter. Nel novembre 2023 le scorte moldove hanno partecipato a corsi di formazione sulle operazioni di rimpatrio mediante prelevamento per poter partecipare a tale attività operativa a partire dal 2024.

4.Cooperazione in materia di sicurezza

Nel settore della sicurezza, nel 2023 la Moldova ha dovuto far fronte per il secondo anno consecutivo agli effetti di ricaduta della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, nonché all'intensificarsi della guerra ibrida, di attacchi alla cibersicurezza e di varie forme di criminalità transfrontaliera. Nel 2024 la Moldova ha continuato a far fronte a ingerenze straniere senza precedenti da parte della Russia e dei suoi mandatari, in particolare nel contesto delle elezioni presidenziali e del referendum del 2024 sull'adesione all'UE.

Nel corso del 2023 la cooperazione UE-Moldova in materia di sicurezza ha continuato a intensificarsi. Uno degli elementi di tale cooperazione è stato il polo UE-Moldova per la sicurezza interna e la gestione delle frontiere ("polo per la sicurezza dell'UE"), avviato nel 2022. Nel 2023 i settori prioritari del polo per la sicurezza dell'UE sono stati il contrasto del terrorismo e dell'estremismo violento, le minacce ibride e il traffico di stupefacenti. Nel maggio 2023 è stata avviata una missione di partenariato civile PSDC — UE (EUPM), il cui mandato è rafforzare la resilienza del settore della sicurezza moldovo nella gestione delle crisi e delle minacce ibride. Oltre alla consulenza e alla formazione, la missione offre un sostegno operativo specifico tramite una cellula di progetto.

La cooperazione con Europol è proseguita e la Moldova è incoraggiata a sfruttare ulteriormente gli strumenti esistenti. Dal marzo 2023 un funzionario di collegamento moldovo è impiegato presso la sede di Europol, mentre alcuni funzionari Europol sono impiegati in Moldova per fornire sostegno operativo e scambiare le migliori pratiche, in particolare nel settore della criminalità organizzata transfrontaliera. Insieme a Europol sono state condotte, nell'ambito dell'EMPACT e del polo di sicurezza dell'UE, azioni operative contro le armi da fuoco, gli stupefacenti e la tratta di esseri umani. Nel periodo 2022-2023 la Moldova ha utilizzato la metodologia di Europol per la valutazione della minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata e dalle forme gravi di criminalità (SOCTA) per elaborare valutazioni nazionali di tale minaccia. Nel 2023 si è intensificato lo scambio di informazioni con Europol. La Moldova sta attualmente eseguendo i piani d'azione operativi dell'EMPACT per il periodo 2024-2025.

Tra marzo 2023 e marzo 2024 cinque squadre investigative comuni composte da personale della Moldova e degli Stati membri dell'UE, con la partecipazione di Eurojust, hanno condotto azioni operative sia in Moldova, sia negli Stati membri dell'UE interessati. Nel luglio 2023 la Moldova ha nominato un magistrato di collegamento presso Eurojust per un periodo di sei mesi, successivamente prorogato fino al 31 luglio 2024.

Nel 2023 la Moldova ha intrattenuto uno scambio di informazioni molto intenso con l'INTERPOL. L'agenzia ha inoltre condotto numerosi programmi di formazione per il personale della polizia moldova.

È proseguita la cooperazione bilaterale con gli Stati membri dell'UE. L'assistenza offerta alla Moldova ha compreso corsi di formazione per le autorità di contrasto, consulenza tecnica, condivisione di conoscenze e fornitura di software specializzati. Tre Stati membri dell'UE hanno collaborato con la Moldova nell'ambito della cooperazione con il Centro per l'applicazione della legge nell'Europa sudorientale (SELEC), conducendo numerose operazioni e indagini congiunte insieme alle autorità di contrasto e di sicurezza.

Nel settore della lotta alla corruzione, nell'ottobre 2023 è entrata in vigore una nuova legge sulla protezione degli informatori e nel dicembre 2023 la Moldova ha adottato il programma nazionale per l'integrità e la lotta alla corruzione per il periodo 2024-2028.

La Moldova ha proseguito la cooperazione con l'EUDA sulla base di un memorandum d'intesa concluso nel 2012 e nel contesto del progetto EU4MD II.

5.Raccomandazioni

La Moldova ha adottato misure per seguire le precedenti raccomandazioni della Commissione. Occorre tuttavia compiere ulteriori progressi riguardo a quanto segue:

a)allineare la politica della Moldova in materia di visti all'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto, in particolare per quanto concerne i paesi che presentano rischi legati alla migrazione irregolare o alla sicurezza per l'UE;

b)proseguire gli sforzi per combattere la criminalità organizzata ponendo particolare attenzione alla lotta contro il contrabbando di armi da fuoco e di stupefacenti, la lotta contro la tratta di esseri umani e gli aspetti finanziari della criminalità organizzata.



MONTENEGRO

1.Allineamento della politica in materia di visti

Il Montenegro ha un regime di esenzione dall'obbligo del visto con 11 paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto, sette dei quali godono di un'esenzione permanente (Azerbaigian, Bielorussia, Cina 30 , Kuwait, Qatar, Russia 31 , Turchia) e quattro beneficiano di un'esenzione stagionale per l'ingresso nel paese per motivi turistici tra aprile e ottobre (Arabia Saudita, Armenia, Egitto, Kazakhstan).

Le esenzioni stagionali dal visto, introdotte nell'aprile 2023 con Arabia Saudita, Armenia, Egitto, Kazakhstan e Uzbekistan, hanno cessato di produrre effetti il 31 ottobre 2023. Sono state rinnovate tutte, tranne quella per l'Uzbekistan, nel 2024 e producono effetti dal 1º maggio al 31 ottobre 2024. L'esenzione stagionale dal visto consente ai cittadini di questi quattro paesi di entrare in Montenegro senza visto per 30 giorni a determinate condizioni. È stata inoltre introdotta un'esenzione stagionale dal visto per un periodo massimo di 10 giorni per alcuni cittadini di paesi terzi titolari di un permesso di soggiorno negli Emirati arabi uniti da almeno tre anni.

Il mancato allineamento della politica del Montenegro in materia di visti a quella dell'UE contribuisce a un aumento del rischio di migrazione irregolare verso l'UE lungo la rotta dei Balcani occidentali. La Commissione auspica che il Montenegro compia ulteriori progressi nell'allineamento della politica in materia di visti. Nell'ambito del programma di riforme svolto nel quadro del piano di crescita, il Montenegro si è impegnato ad allinearsi maggiormente all'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto, a conseguire l'interoperabilità tra i suoi sistemi e le sue banche dati utilizzati nell'attuale sistema di approvazione dei visti, a iniziare il rilevamento dei dati biometrici e a introdurre ulteriori misure di sicurezza per controllare gli arrivi di cittadini di paesi terzi esenti dall'obbligo del visto.

Fino al pieno allineamento, sarebbe opportuno che il Montenegro introducesse, come misura minima temporanea, accertamenti all'arrivo più rigorosi nei confronti dei cittadini di paesi terzi cui si applica l'esenzione dall'obbligo del visto, in particolare quelli provenienti da paesi che presentano rischi legati alla sicurezza o alla migrazione irregolare.

2.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione irregolare, domande di protezione internazionale, rimpatri e riammissione

Il numero delle domande di protezione internazionale presentate negli Stati membri da cittadini del Montenegro è diminuito dell'11 % fra il 2022 e il 2023: nel 2023 sono state presentate 375 domande, rispetto alle 420 del 2022. Il tasso di riconoscimento del 3 % nel 2023 è rimasto stabile rispetto all'anno precedente (4 %).

Nel 2023 gli Stati membri dell'UE hanno segnalato quattro attraversamenti irregolari delle frontiere da parte di cittadini del Montenegro, rispetto a un attraversamento irregolare nel 2022. Nel 2023 il numero di cittadini del Montenegro trovati in situazione di soggiorno irregolare è diminuito del 12 % (da 1 100 nel 2022 a 970 nel 2023). Nel 2023 il numero di respingimenti di cittadini del Montenegro da parte degli Stati membri è diminuito del 29,5 % (370 respingimenti nel 2023 rispetto a 525 nel 2022).

Il numero delle decisioni di rimpatrio emesse nei confronti di cittadini del Montenegro è diminuito del 7 % (425 nel 2023 rispetto a 465 nel 2022), mentre il numero di persone rimpatriate è sceso del 26 % (215 nel 2023 rispetto a 290 nel 2022). Il tasso di rimpatrio è calato dal 62 % nel 2022 al 51 % nel 2023, con un'inversione della tendenza positiva degli anni precedenti.

Fonte: Eurostat.

3.Cooperazione in materia di migrazione, gestione delle frontiere e riammissione

Il Montenegro ha cooperato in modo soddisfacente con l'UE per quanto riguarda le riammissioni. Nel 2023 non sono stati segnalati problemi e gli Stati membri non hanno presentato alcuna richiesta in relazione all'identificazione e all'acquisizione di documenti di viaggio, poiché le disposizioni pertinenti dell'accordo di riammissione UE-Montenegro sono state finora attuate in modo efficiente e Frontex non ha richiesto ulteriore assistenza in merito a questo aspetto.

A seguito dell'invito annuale, rivolto da Frontex alle istituzioni partner dei Balcani occidentali, a partecipare in qualità di osservatori alle riunioni del gruppo di lavoro per paese 32 gestito dall'Agenzia, il Montenegro ha ottenuto lo status di osservatore nel gruppo di lavoro per paese di Algeria, Bangladesh, Marocco e Iraq.

È stata inoltre segnalata una stretta cooperazione in materia di riammissione con i paesi terzi dei Balcani occidentali. Il Montenegro non ha attualmente accordi di riammissione con nessuno dei principali paesi di origine dei migranti, nonostante i recenti sforzi di interazione.

Per quanto riguarda la cooperazione con Frontex, nel maggio 2023 è stato firmato un nuovo accordo sullo status tra il Montenegro e l'Unione europea relativo alle attività operative svolte da Frontex. L'accordo consente l'organizzazione di operazioni congiunte e l'impiego in Montenegro di squadre Frontex per la gestione delle frontiere, il che comporta lo svolgimento di attività operative a qualsiasi valico di frontiera e ovunque nel territorio del Montenegro (non solo alla frontiera esterna dell'UE, come in precedenza), con funzionari del corpo permanente della guardia di frontiera e costiera europea che lavorano a fianco degli agenti di polizia di frontiera del Montenegro per svolgere compiti di controllo di frontiera, con la possibilità di esercitare poteri esecutivi. È in corso di definizione un accordo di lavoro che definisce la governance per l'uso del quadro Eurosur per le attività operative. L'attuazione del nuovo accordo è iniziata il 1º novembre 2023 con l'operazione congiunta estesa "operazione congiunta Montenegro Land 2023". L'operazione congiunta del 2024 aggiunge la possibilità di attivare valichi di frontiera terrestri e marittimi ad hoc in cooperazione con Frontex.

La stretta cooperazione con Frontex ha ulteriormente rafforzato la capacità del centro di coordinamento del Montenegro. L'organizzazione interna del centro di coordinamento del Montenegro è stata ulteriormente sviluppata ed è stata acquistata una serie di veicoli e di navi pattuglia che ne ha aumentato la capacità operativa.

Il Montenegro ha continuato ad attuare la sua strategia di gestione integrata delle frontiere e il suo piano d'azione Schengen. Le apparecchiature per la gestione delle frontiere hanno continuato ad essere progressivamente potenziate conformemente al piano d'azione Schengen.

Il Montenegro ha proseguito la cooperazione con l'EUAA nel quadro della tabella di marcia comune del 2021, la cui durata è stata estesa fino alla conclusione di quella successiva. La valutazione delle esigenze per la seconda tabella di marcia è stata effettuata nella primavera del 2024. L'intensa cooperazione tra il Montenegro e l'EUAA ha già prodotto risultati significativi con l'attuazione della tabella di marcia e si ritiene che abbia rafforzato il sistema di asilo del Montenegro.

Per quanto riguarda gli ulteriori sviluppi in materia di asilo, il Montenegro si sta adoperando per istituire un sistema di identificazione e registrazione elettronica dei migranti mediante il progetto "Intervento per rafforzare la capacità di gestione integrata delle frontiere in Montenegro", finanziato dall'UE e attuato dall'OIM.

4.Cooperazione in materia di sicurezza

Il Montenegro ha continuato a cooperare attivamente con INTERPOL, Europol, CEPOL e gli Stati membri dell'UE. Nel settore della cooperazione internazionale di polizia con Europol, nel 2023 l'impegno si è concentrato sulla lotta al traffico transnazionale di cocaina, ai gruppi della criminalità organizzata, ai reati gravi e alla corruzione. Nel 2023 il Montenegro ha partecipato a 54 azioni operative nell'ambito di 10 piani d'azione operativi dell'EMPACT. È proseguito lo scambio regolare di informazioni con Europol tramite SIENA. Un funzionario di collegamento del Montenegro è impiegato presso la sede di Europol dal 2015.

In seno al dipartimento Affari d'intelligence e analisi dei rischi della polizia di frontiera è stato istituito un gruppo per la repressione del traffico di migranti e della criminalità transfrontaliera al fine di raccogliere dati analitici e informazioni sulle reti di trafficanti. Nel 2023 la polizia di frontiera, in collaborazione con i magistrati competenti e la polizia giudiziaria, ha avviato indagini e azioni operative che hanno portato all'apertura di diversi nuovi casi in SIENA per lo svolgimento delle indagini su gruppi di trafficanti di migranti che operano attraverso il territorio del Montenegro.

Il Montenegro continua ad attuare le disposizioni di esecuzione stabilite tra l'UE e il paese nell'ambito del piano d'azione comune per i Balcani occidentali sulla lotta al terrorismo.

Nel novembre 2023 sono state firmate disposizioni bilaterali aggiornate tra il Montenegro e l'UE per l'esecuzione del piano d'azione comune per i partner dei Balcani occidentali sulla lotta al terrorismo. Il Montenegro prosegue le attività comuni antiterrorismo con i singoli partner dei Balcani occidentali.

Il Montenegro ha proseguito la cooperazione con l'EUDA nel contesto del progetto IPA8.

5.Programmi di cittadinanza per investitori

Come indicato nella sesta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto, il programma di cittadinanza per investitori del Montenegro è terminato il 31 dicembre 2022, ma le autorità del Montenegro hanno continuato a trattare le domande di cittadinanza presentate prima del termine.

Nel 2023 il Montenegro ha trattato 423 domande (per 423 richiedenti e 927 familiari) e ha concesso la cittadinanza a 701 persone, di cui 396 sono cittadini della Federazione russa e 65 della Repubblica popolare cinese. La cittadinanza è stata concessa a persone che hanno la cittadinanza di altri paesi terzi soggetti all'obbligo del visto (Arabia Saudita, Bielorussia, Cambogia, Filippine, India, Indonesia, Kazakhstan, Libano, Malaysia, Nigeria, Pakistan, Sud Africa, Tunisia, Turchia, Uzbekistan). Il Montenegro ha riferito che il governo si impegna ad avviare di diritto un procedimento di revoca della cittadinanza montenegrina a tutte le persone che siano state trovate in possesso della cittadinanza montenegrina, ma figurino nell'elenco delle persone soggette a misure restrittive internazionali.

La Commissione continuerà a monitorare eventuali sviluppi al riguardo fino a quando non saranno state trattate tutte le domande in attesa.

6.Raccomandazioni

Il Montenegro ha adottato misure per seguire le precedenti raccomandazioni della Commissione. Occorre tuttavia compiere ulteriori progressi riguardo a quanto segue:

a)allineare la politica del Montenegro in materia di visti all'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto; fino al pieno allineamento, sarebbe opportuno che il Montenegro introducesse, come misura minima temporanea, misure di sicurezza che comprendano accertamenti all'arrivo più rigorosi nei confronti dei cittadini di paesi terzi cui si applica l'esenzione dall'obbligo del visto, in particolare quelli provenienti da paesi che presentano rischi legati alla sicurezza o alla migrazione irregolare, tramite iniziative operative e/o amministrative (ad esempio ai valichi di frontiera) o tramite la legislazione nazionale;

b)garantire che le domande in attesa di essere trattate nell'ambito del programma di cittadinanza per investitori, terminato di recente, siano esaminate e trattate nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza e che la cittadinanza concessa per mezzo di tale programma alle persone soggette a misure restrittive internazionali sia revocata.



MACEDONIA DEL NORD

1.Allineamento della politica in materia di visti

Solo un paese terzo esente dall'obbligo del visto per la Macedonia del Nord è invece soggetto all'obbligo del visto per l'UE, ossia la Turchia. Tale situazione non è cambiata rispetto a quella registrata nella sesta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto. Tutte le altre misure adottate nel 2023 per compiere progressi nell'allineamento della politica in materia di visti sono state mantenute nel 2024. In particolare, nel gennaio 2023 la Macedonia del Nord ha reintrodotto l'obbligo del visto per i cittadini del Botswana e di Cuba. La decisione di consentire temporaneamente ai cittadini dell'Azerbaigian l'ingresso in Macedonia del Nord senza visto è scaduta nel marzo 2023 e non è stata prorogata.

2.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione irregolare, domande di protezione internazionale, rimpatri e riammissione

Nel 2023 il numero delle domande di protezione internazionale presentate negli Stati membri da cittadini della Macedonia del Nord è aumentato del 2 %: 6 855 domande presentate nel 2023 rispetto a 6 715 nel 2022. Il tasso di riconoscimento è stato pari all'1 % (rispetto al 2 % del 2022).

Nel 2023 a livello di Unione sono stati segnalati 12 attraversamenti irregolari delle frontiere da parte di cittadini della Macedonia del Nord, rispetto ai 9 del 2022. Nel 2023 il numero di cittadini della Macedonia del Nord trovati in situazione di soggiorno irregolare è rimasto stabile rispetto all'anno precedente: 7 055 casi di soggiorno irregolare nel 2023 contro 7 035 nel 2022. Il numero di respingimenti è diminuito del 19 %; da 3 080 nel 2022 a 2 495 nel 2023.

L'anno scorso è stata registrata per la prima volta una tendenza al ribasso del numero di decisioni di rimpatrio emesse nei confronti di cittadini della Macedonia del Nord (3 015 nel 2023 rispetto a 3 150 nel 2022, con una diminuzione del 4 %), mentre il numero di persone rimpatriate è aumentato del 20,5 % (1 965 nel 2023 rispetto a 1 630 nel 2022). Gli Stati membri segnalano una buona cooperazione in materia di rimpatrio e riammissione e nel 2023 il tasso di rimpatrio è aumentato: 65 % rispetto al 52 % del 2022.

Fonte: Eurostat.

3.Cooperazione in materia di migrazione, gestione delle frontiere e riammissione

A seguito dell'accordo sullo status del 2022, il livello di cooperazione in materia di gestione delle frontiere tra la Macedonia del Nord e Frontex è elevato ed è rimasto tale nel periodo di riferimento (a seguito dell'accordo nel 2023 sono stati impiegati in Macedonia del Nord funzionari Frontex). L'accordo sullo status è attuato senza difficoltà tramite la realizzazione dell'operazione congiunta Macedonia del Nord di Frontex. Si registra inoltre una partecipazione regolare ad altre operazioni congiunte di Frontex e alle giornate di azione congiunta.

Nel complesso, gli Stati membri hanno segnalato una buona cooperazione in materia di gestione delle frontiere e riammissione, anche se le prestazioni alle frontiere terrestri e la riammissione potrebbero essere migliorate in termini sia di risultati che di tempi.

Nel 2023 gli Stati membri non hanno mai richiesto a Frontex ulteriore assistenza per l'identificazione e l'acquisizione dei documenti di viaggio, il che potrebbe indicare che gli aspetti pertinenti dell'accordo di riammissione UE-Macedonia del Nord sono attuati in modo efficiente. A seguito dell'invito annuale, rivolto da Frontex ai Balcani occidentali, a partecipare in qualità di osservatori alle riunioni del gruppo di lavoro per paese gestito dall'Agenzia, la Macedonia del Nord ha ottenuto lo status di osservatore nel gruppo di lavoro per paese di Algeria, Bangladesh, Marocco e Iraq.

La terza generazione della tabella di marcia per la cooperazione concordata tra l'EUAA e la Macedonia del Nord per il periodo 2023-2025 è in vigore e rimane uno strumento importante per rafforzare il sistema di asilo e accoglienza.

Nell'ottobre 2024 la Macedonia del Nord ha aderito alla rete europea sulle migrazioni (rete di esperti dell'UE in materia di migrazione e asilo) in qualità di paese osservatore.

4.Cooperazione in materia di sicurezza

Il livello di cooperazione e di scambio di informazioni con Europol è buono ed è aumentato nel corso del 2023. A partire dal 2015 è stato impiegato presso Europol un funzionario di collegamento della Macedonia del Nord. Le autorità di contrasto della Macedonia del Nord trasmettono informazioni sulle armi sequestrate e sui sospetti arrestati e forniscono riscontri se richiesti nell'ambito delle attività operative. La Macedonia del Nord partecipa anche all'EMPACT.

Nel corso del 2023 lo scambio regolare di informazioni per settore della criminalità tra la Macedonia del Nord ed Europol ha registrato un aumento significativo rispetto al 2022. È aumentato anche lo scambio di informazioni tramite SIENA e CT SIENA (quest'ultimo del 38 % rispetto al 2022). La Macedonia del Nord ha continuato a partecipare ai progetti analitici di Europol avviati negli anni precedenti e ha aderito ad altri tre progetti tra il 2023 e il 2024.

Nel periodo in corso il funzionario di collegamento della Macedonia del Nord assegnato a Europol ha partecipato attivamente a riunioni settimanali riguardanti la lotta contro il terrorismo.

La Macedonia del Nord ha proseguito la cooperazione con l'EUDA nel contesto del progetto IPA8.

5.Programmi di cittadinanza per investitori

La legge sulla cittadinanza della Macedonia del Nord consente l'acquisizione della cittadinanza senza obblighi di soggiorno precedente per le persone che rappresentano "un particolare interesse economico" per il paese. Non sono state apportate modifiche a tale legge né nel 2023 né nel 2024. Nel 2023 non sono state adottate decisioni relative a domande di cittadinanza di particolare interesse economico, mentre sono state presentate cinque domande e la loro valutazione è in corso. La Commissione ribadisce che l'attuazione di tale legge non dovrebbe portare alla concessione sistematica della cittadinanza in cambio di investimenti, poiché potrebbe essere utilizzata per aggirare la procedura dell'UE relativa al visto per soggiorni di breve durata e la valutazione approfondita dei singoli rischi migratori e per la sicurezza che essa comporta, e può pertanto incidere sul regime di esenzione dall'obbligo del visto.

6.Raccomandazioni

La Macedonia del Nord ha adottato misure per seguire la maggior parte delle precedenti raccomandazioni della Commissione. Occorre tuttavia compiere ulteriori progressi riguardo a quanto segue: 

a)completare il pieno allineamento della politica in materia di visti della Macedonia del Nord all'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto; fino al pieno allineamento, sarebbe opportuno che la Macedonia del Nord introducesse, come misura minima temporanea, accertamenti all'arrivo più rigorosi nei confronti dei cittadini di paesi terzi cui si applica l'esenzione dall'obbligo del visto tramite iniziative operative e/o amministrative (ad esempio ai valichi di frontiera) o tramite la legislazione nazionale;

b)garantire che le domande di cittadinanza trattate in virtù della legge sul "particolare interesse economico" siano trattate con un esame approfondito del contesto dei richiedenti e astenersi dal consentire l'acquisizione sistematica della cittadinanza per un particolare interesse economico.



SERBIA

1.Allineamento della politica in materia di visti

La Serbia ha un regime di esenzione dall'obbligo del visto con 16 paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto: Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Bielorussia, Cina, Giamaica, Indonesia, Kazakhstan, Kirghizistan, Kuwait, Mongolia, Oman, Qatar, Russia, Suriname e Turchia.

Nel tentativo di allineare meglio la sua politica in materia di visti a quella dell'UE, tra ottobre 2022 e aprile 2023 la Serbia ha deciso di introdurre un regime di visti completo per i cittadini di Bolivia, Burundi, Guinea-Bissau, Cuba, India e Tunisia.

Nel novembre 2023 la Serbia ha adottato un "piano per l'armonizzazione del regime dei visti rispetto alla politica dell'UE in materia di visti", precisando che l'allineamento relativo ai paesi soggetti all'obbligo del visto nell'UE avverrà un anno o sei mesi prima dell'adesione della Serbia all'UE. Tuttavia, poiché la mancanza di allineamento della politica in materia di visti contribuisce a un aumento del rischio di migrazione irregolare verso l'UE lungo la rotta dei Balcani occidentali, la Commissione si attende che la Serbia compia progressi più rapidi nell'allineamento. Nell'ambito del programma di riforme svolto nel quadro del piano di crescita, la Serbia si è impegnata ad allinearsi maggiormente all'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto. Fino al pieno allineamento, sarebbe opportuno che la Serbia introducesse, come misura minima temporanea, accertamenti all'arrivo più rigorosi nei confronti dei cittadini di paesi terzi cui si applica l'esenzione dall'obbligo del visto, in particolare quelli provenienti da paesi che presentano rischi legati alla sicurezza o alla migrazione irregolare.

2.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione irregolare, domande di protezione internazionale, rimpatri e riammissione

Nel 2023 i cittadini della Serbia hanno presentato 4 690 domande di protezione internazionale negli Stati membri, pari a un aumento del 9,5 % rispetto al 2022 (4 280), in linea con la tendenza degli anni precedenti. Il tasso di riconoscimento è diminuito passando dal 5 % del 2022 al 2 % del 2023.

Gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell'UE da parte di cittadini serbi sono diminuiti del 34 %, passando da 32 nel 2022 a 21 nel 2023. Il numero di cittadini serbi trovati in situazione di soggiorno irregolare negli Stati membri ha proseguito la tendenza al ribasso: 13 025 persone nel 2023 rispetto a 13 625 nel 2022 (un calo del 4 %). Nel 2023 la stessa tendenza è stata osservata per quanto riguarda il numero di respingimenti di cittadini serbi che è calato del 13 % (6 550 nel 2022 contro 5 675 nel 2023).

Il numero di decisioni di rimpatrio emesse nei confronti di cittadini serbi è aumentato del 4 % (5 835 nel 2023 rispetto a 5 630 nel 2022). Analogamente il numero di rimpatri è aumentato del 5 % (3 505 nel 2023 rispetto ai 3 245 del 2022) e il tasso di rimpatrio è aumentato, passando dal 58 % nel 2022 al 60 % nel 2023.

Fonte: Eurostat.

3.Cooperazione in materia di migrazione, gestione delle frontiere e riammissione

L'impegno della Serbia nell'attuazione del piano d'azione dell'UE per i Balcani occidentali prosegue in modo positivo. Nel 2023 la Serbia ha proseguito l'attuazione della nuova strategia di gestione integrata delle frontiere per il periodo 2022-2027 e un piano d'azione per il periodo 2022-2024. Gli sforzi compiuti dalla Serbia dall'ottobre 2023 per rendere sicure le proprie frontiere e contrastare i trafficanti di migranti per mezzo di operazioni speciali mirate di polizia hanno prodotto in tutta la regione un ampio effetto deterrente che ha attenuato la pressione e ha condizionato le rotte migratorie. È stato osservato uno spostamento verso il corridoio Bosnia-Erzegovina-Croazia e un graduale adattamento delle operazioni dei trafficanti alle nuove realtà sul campo, in gran parte a causa delle difficoltà di transito in Serbia.

La Serbia ha proseguito la cooperazione in materia di migrazione e gestione delle frontiere con Frontex sulla base di un accordo di lavoro e di un accordo sullo status; quest'ultimo consente l'impiego di funzionari del corpo permanente della guardia di frontiera e costiera europea con poteri esecutivi per mezzo di operazioni congiunte. Un nuovo accordo sullo status è stato firmato il 25 giugno 2024. A Belgrado è assegnato un funzionario di collegamento di Frontex con un mandato regionale per la Serbia, la Bosnia-Erzegovina e il Montenegro. Frontex e gli Stati membri dell'UE partecipanti hanno continuato a impiegare funzionari del corpo permanente in sezioni delle frontiere terrestri serbe con la Bulgaria e l'Ungheria.

La Serbia ha proseguito la cooperazione con l'EUAA. La relativa "tabella di marcia" è stata prorogata per il 2023, come base per la cooperazione con l'EUAA. La terza tabella di marcia per la cooperazione per il periodo 2024-2026 è stata elaborata ed è in attesa di approvazione definitiva.

Nel marzo 2023 la Serbia ha aderito alla rete europea sulle migrazioni (rete di esperti dell'UE in materia di migrazione e asilo) in qualità di paese osservatore.

La Serbia ha proseguito la cooperazione con gli Stati membri dell'UE in materia di migrazione e gestione delle frontiere sulla base di accordi bilaterali/multilaterali. Tra gli esempi di cooperazione figurano la fornitura di apparecchiature/assistenza tecnica, lo scambio di informazioni/statistiche (comprese relazioni sui documenti contraffatti e sulla criminalità transfrontaliera), l'analisi dei rischi, pattuglie di frontiera congiunte (1 342 pattuglie di questo tipo con Bulgaria, Croazia, Ungheria e Romania), corsi di formazione ecc. Nel 2023 è stata avviata l'Iniziativa Trilaterale Serbia-Austria-Ungheria (basata su un accordo del novembre 2022), per rafforzare i controlli alla frontiera tra Serbia e Macedonia del Nord mediante la creazione di una task force comune composta da personale austriaco, ungherese e serbo, e attraverso la condivisione delle apparecchiature fornite dai tre paesi.

Per quanto riguarda la riammissione, Frontex e gli Stati membri dell'UE hanno riferito una buona cooperazione generale con la Serbia. Tuttavia per quanto riguarda il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi (i più numerosi dei quali provenienti da Afghanistan, Marocco e Siria), solo la metà delle richieste presentate dagli Stati membri dell'UE (1 090 su 2 198) è stata accettata dalle autorità serbe.

4.Cooperazione in materia di sicurezza

La Serbia ha proseguito la sua stretta cooperazione con Europol, in particolare per quanto riguarda i reati gravi, la criminalità organizzata e la lotta contro il terrorismo. La Serbia dispone di un funzionario di collegamento presso la sede di Europol. Si è svolta un'intensa cooperazione operativa con gli Stati membri dell'UE coordinata da Europol, anche per mezzo di squadre investigative comuni e specifiche task force multinazionali, ad esempio la task force operativa RAPAX, dedicata alla lotta contro la tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale tra l'Europa e l'America latina.

La Serbia ha continuato a partecipare all'EMPACT. Una parte importante della cooperazione con Europol comprende lo scambio regolare di informazioni tramite SIENA. La polizia serba ha inoltre continuato a fornire informazioni alle banche dati e ai progetti analitici di Europol; nel 2023 il numero di contributi serbi è aumentato del 10 % rispetto al 2022.

Nel 2023 la Serbia ha cooperato molto intensamente con CEPOL, sia mediante la formazione sia negli scambi di personale, specialmente per quanto riguarda la cibercriminalità, le criptovalute, le notizie false/la disinformazione e le competenze digitali del personale di polizia.

Eurojust e la Serbia hanno proseguito la loro stretta cooperazione in materia penale, in particolare mediante il magistrato di collegamento serbo. La Serbia ha inoltre partecipato alle squadre investigative comuni sostenute da Eurojust.

La Serbia ha proseguito la stretta cooperazione in materia di sicurezza con l'INTERPOL. La cooperazione con gli Stati membri dell'UE vicini, in particolare la Croazia e la Romania, è stata intensa per quanto riguarda i reati gravi nelle zone di frontiera, tra cui il traffico di migranti e il traffico di stupefacenti, armi e munizioni.

La Serbia ha proseguito la cooperazione con l'EUDA sulla base di un accordo di lavoro del 2020 e nel contesto del progetto IPA8.

5.Raccomandazioni

La Serbia ha adottato misure per seguire le precedenti raccomandazioni della Commissione. Occorre tuttavia compiere ulteriori progressi riguardo a quanto segue:

a)allineare la politica della Serbia in materia di visti all'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto; fino al pieno allineamento, sarebbe opportuno che la Serbia introducesse, come misura minima temporanea, accertamenti all'arrivo più rigorosi nei confronti dei cittadini di paesi terzi cui si applica l'esenzione dall'obbligo del visto, in particolare quelli provenienti da paesi che presentano rischi legati alla sicurezza o alla migrazione irregolare, tramite iniziative operative e/o amministrative (ad esempio ai valichi di frontiera);

b)dare piena attuazione alla clausola relativa ai cittadini di paesi terzi dell'accordo di riammissione UE-Serbia.



II.CARAIBI ORIENTALI

Dal 2020 la Commissione collabora con i cinque paesi dei Caraibi orientali esenti dall'obbligo del visto che attuano programmi di cittadinanza per investitori (Antigua e Barbuda, Dominica, Grenada, Saint Kitts e Nevis e Santa Lucia) per ottenere informazioni e dati pertinenti su tali programmi.

I cinque paesi attuano diversi programmi di cittadinanza per investitori, che consistono principalmente in contributi diretti al bilancio dello Stato o in investimenti in grandi progetti infrastrutturali, di servizi pubblici o immobiliari. Di norma, in termini economici, la prima opzione è più conveniente, mentre quella immobiliare è più costosa. Il processo di presentazione della domanda di cittadinanza e le verifiche di dovuta diligenza e di sicurezza sono simili nei cinque paesi e comportano cinque fasi principali:

1)gli operatori commerciali autorizzati ricercano investitori interessati nei paesi terzi;

2)gli investitori interessati presentano la domanda tramite agenti locali autorizzati, che trasmettono le domande e i documenti giustificativi all'unità Cittadinanza per investitori;

3)è effettuata una verifica a tre livelli sull'origine dei fondi (da parte delle banche), sull'identità, la sicurezza e la reputazione dei richiedenti (da parte di imprese internazionali che svolgono attività di dovuta diligenza) e sui rischi legati alla sicurezza e all'immigrazione (da parte del centro regionale comune di comunicazione (JRCC) dell'agenzia esecutiva per la criminalità e la sicurezza della Comunità dei Caraibi);

4)sulla base delle verifiche di cui sopra, l'unità Cittadinanza per investitori approva o respinge la domanda;

5)le domande approvate sono trasmesse al ministro competente per la decisione finale sulla concessione della cittadinanza.

Come illustrato nella sesta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto dell'ottobre 2023, dalla valutazione della Commissione emergono diversi elementi che indicano che le procedure di verifica e di controllo dei cinque paesi probabilmente non sono sufficientemente approfondite e impediscono perciò di garantire il rigetto delle domande di persone che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza dell'UE una volta acquisita la cittadinanza di tali paesi e, di conseguenza, l'accesso all'UE in esenzione dall'obbligo del visto.

Nessuno dei cinque paesi richiede la residenza o la presenza fisica nel paese prima di concedere la cittadinanza 33 . Ciò significa che i dati biometrici delle persone la cui domanda è stata accolta non sono registrati. Inoltre in varia misura, tutti e cinque i paesi offrono ai richiedenti la cui domanda è stata accolta la possibilità di cambiare nome dopo aver ottenuto la cittadinanza in quanto investitori. Ad Antigua e Barbuda e a Dominica la variazione è consentita dopo cinque anni dall'ottenimento della cittadinanza; a Grenada dopo un anno. Tuttavia il nome precedente è conservato nel passaporto sotto la rubrica "osservazioni".

Dalla pubblicazione della sesta relazione, relativamente ai programmi di tutti i paesi, il numero di richiedenti la cui domanda è stata accolta ha continuato ad aumentare, mentre il numero di rifiuti rimane relativamente basso, nonostante la tendenza in aumento per alcuni paesi. La tabella seguente riporta i dati forniti alla Commissione dai cinque paesi 34 .

Antigua e Barbuda

Dominica

Grenada

Saint Kitts e Nevis

Santa Lucia

Totale domande pervenute

3 719 (2014‑2022)

685 (2023)

739 (2024 fino al 30/6)

13 161 (2015‑2022)

4 068 nel 2023

2 981 nel 2024 (fino al 30/6)

3 151 (2014‑2022)

1 251 (2022)

2 297 (2023)

138 (2024 fino al 31/7)

17 668 (2015‑2022)

1 987 (2023)

98 (2024 fino al 30/6)

2 013 (2015‑2022)

4 076 (2023)

1 226 (2024 fino al 30/4)

Rifiuti

157 (2014‑2022)

24 (2023)

23 (2024)

420 (2019‑2022)

210 (2023)

180 (2023)

204 (2015-2022)

59 (2023)

34 (2024)

532 (2015-2022)

207 (2023)

4 (2024)

70 (2015-2022)

28 (2023)

81 (2024)

Totale passaporti rilasciati

7 205 
(2014-2022)

1 191 (2023)

198 (2024 fino al 30/6)

34 596 
(2018-2022, 2022 dati in fase di verifica)

9 539 (2023)

5 484 (2024 fino al 30/6)

6 479 
(2014-2022)

2023-2024: n.p.

35 577 
(2015-2022)

2023-2024: n.p.

n.p.

Tra le domande accolte continuano a figurare prevalentemente quelle di cittadini che altrimenti dovrebbero avere un visto per entrare nell'UE. Secondo le informazioni ricevute, le principali cittadinanze delle persone la cui domanda è stata accolta nel periodo 2023-2024 comprendevano, tra l'altro, quelle di Iran (1 918), Cina (1 099), Siria (747), Iraq (425), Nigeria (308) e Libano (149) 35 . A seguito dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, tutti e cinque i paesi hanno sospeso l'esame delle domande presentate da cittadini russi e bielorussi. Tuttavia nel 2023 Grenada aveva ancora un numero considerevole (circa 2 300) di domande in attesa di esame di cittadini russi, che sono state trattate nel 2024 36 .

Dopo la pubblicazione della sesta relazione, la Commissione ha proseguito il dialogo con i cinque paesi, a livello sia politico che tecnico. Il 12 gennaio 2024 la Commissione ha tenuto una riunione ad alto livello con i primi ministri dei cinque paesi, seguita nello stesso mese da una missione tecnica di accertamento dei servizi della Commissione nella regione e da scambi di informazioni per iscritto.

La missione e le informazioni aggiornate ricevute hanno confermato la maggior parte delle principali preoccupazioni presentate nella sesta relazione, vale a dire sia che i programmi di cittadinanza per investitori non possono essere a rischio zero per la sicurezza, sia l'importanza economica e politica di tali programmi per i cinque paesi.

Parallelamente, negli ultimi mesi tutti e cinque i paesi hanno mostrato una maggiore consapevolezza della necessità di rafforzare i loro sistemi di verifiche di dovuta diligenza e di sicurezza, e l'apertura a miglioramenti sostanziali con il sostegno dei loro partner internazionali. Nei primi mesi del 2024, in particolare, i cinque paesi hanno firmato un memorandum d'intesa che costituisce un quadro di cooperazione per rafforzare la sicurezza dei loro programmi. Conformemente al memorandum, i cinque paesi hanno deciso di armonizzare la somma minima per gli investimenti fissandola a 200 000 USD. Per Antigua e Barbuda, Dominica, Grenada e Santa Lucia l'armonizzazione ha comportato un aumento del 100 % (rispetto al precedente minimo di 100 000 USD). Il memorandum comprende anche l'impegno a condividere le informazioni sui richiedenti, ad attuare misure di trasparenza rafforzate, a istituire un'autorità di regolamentazione regionale, a rafforzare i quadri di verifiche di sicurezza e a stabilire norme comuni in materia di operatori, commercializzazione e promozione dei regimi.

La Commissione continuerà a lavorare in stretta cooperazione con i cinque paesi dei Caraibi orientali e a valutare l'attuazione delle riforme precitate, nell'ambito dell'attuale quadro giuridico, ossia l'articolo 8, paragrafo 2, lettera d), del regolamento sui visti, che prevede l'attivazione del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto in caso di un rischio accresciuto o una minaccia imminente all'ordine pubblico o alla sicurezza interna degli Stati membri. Quando sarà adottata la revisione del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto, la Commissione adeguerà la valutazione sulla base delle nuove norme. In ogni caso, la valutazione della Commissione continuerà a tenere debitamente conto delle relazioni complessive tra l'UE e i paesi terzi interessati e del contesto politico generale.

III.AMERICA LATINA 

Una delle principali difficoltà evidenziate nella comunicazione sui visti del maggio 2023 37  era l'aumento del numero di domande di asilo presentate da cittadini di paesi terzi esenti dall'obbligo del visto. Tali domande hanno spesso un basso tasso di riconoscimento e creano pertanto un onere significativo per i sistemi di asilo degli Stati membri: circa il 20 % (oltre 1,2 milioni) delle domande di asilo presentate nell'UE tra il 2015 e il 2023 proveniva da cittadini esenti dall'obbligo del visto per l'ingresso nell'UE. Questo avviene in un momento in cui la capacità di accoglienza di alcuni Stati membri è al limite a causa delle crisi di diversa natura sul fronte geopolitico, e in particolare della necessità di integrare l'elevato numero di persone che godono di protezione temporanea e hanno trovato rifugio nell'UE in seguito alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina in corso e ai continui arrivi irregolari di migranti da altre parti del mondo.

Oltre ai paesi del vicinato dell'UE regolarmente oggetto di relazioni sul meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto, negli ultimi anni in alcuni Stati membri dell'UE si registra un aumento delle richieste di asilo da parte di persone provenienti dai paesi dell'America latina esenti dall'obbligo del visto, come indicato nelle tabelle che seguono. Tra il 2015 e il primo trimestre del 2024 le domande di asilo presentate da cittadini dei paesi dell'America latina esenti dall'obbligo del visto sono aumentate in modo significativo, tanto da rappresentare la metà del totale delle domande di asilo presentate da cittadini di paesi terzi esenti dall'obbligo del visto (circa 600 000 su circa 1,2 milioni).

Tabella 1 – Domande d'asilo presentate per la prima volta 2015 - gennaio-luglio 2024 - Fonte: Eurostat.

Paese

2015

2016

2017

2018

2019

2020

2021

2022

2023

genn. - lug. 2024

Costa Rica

10

5

15

20

60

40

20

80

115

120

El Salvador

555

1 765

2 965

5 040

9 070

4 230

1 830

3 580

2 880

1 540

Guatemala

20

40

85

230

620

500

265

440

545

260

Honduras

220

475

1 325

2 770

7 245

5 670

2 360

3 260

4 030

1 580

Messico

75

50

80

125

200

160

135

260

335

195

Nicaragua

45

65

165

1 890

6 530

3 900

1 365

2 780

3 235

1 545

Panama

5

5

10

15

55

50

60

125

170

85

Argentina

15

20

35

100

340

450

325

810

1 475

985

Brasile

90

205

290

670

1 605

1 650

795

1 555

1 775

1 245

Cile

35

50

50

105

225

300

195

370

600

385

Colombia

270

1 050

3 935

10 045

31 850

29 055

13 140

42 420

62 015

31 845

Paraguay

15

15

30

80

375

370

250

740

1 085

735

Perù

145

150

550

1 515

6 810

6 140

3 055

12 685

23 035

16 135

Uruguay

0

10

20

30

110

170

140

110

200

110

Venezuela

775

4 690

12 985

22 195

44 770

30 325

17 380

50 050

67 085

41 740

TOTALE

2 275

8 595

22 540

44 830

109 865

83 010

41 315

119 265

168 580

98 505

Paese

Anno

Respingimenti

Soggiorni irregolari

Domande di asilo presentate per la prima volta

Tasso di riconoscimento 38

Argentina

2022

350

1 110

810

2 %

2023

335

1 285

1 475

4 %

Brasile

2022

2 825

4 565

1 555

8 %

2023

2 380

4 990

1 775

9 %

Cile

2022

180

620

370

5 %

2023

210

700

600

4 %

Colombia

2022

3 600

9 800

42 420

6 %

2023

3 655

14 260

62 015

6 %

Costa Rica

2022

20

75

80

0 %

2023

20

85

115

11 %

El Salvador

2022

165

650

3 580

31 %

2023

130

720

2 880

31 %

Guatemala

2022

115

285

440

17 %

2023

105

260

545

32 %

Honduras

2022

515

2 405

3 260

17 %

2023

475

2 490

4 030

23 %

Messico

2022

190

695

260

12 %

2023

235

730

335

18 %

Nicaragua

2022

425

1 325

2 780

25 %

2023

370

1 080

3 235

52 %

Panama

2022

25

35

125

14 %

2023

25

40

170

6 %

Paraguay

2022

725

1 265

740

5 %

2023

460

1 800

1 085

3 %

Perù

2022

1 155

3 650

12 685

5 %

2023

990

4 755

23 035

5 %

Uruguay

2022

30

190

110

3 %

2023

25

220

200

5 %

Venezuela

2022

250

2 000

50 050

4 %

2023

405

2 175

67 085

3 % 39

TOTALE/MEDIA (%)

2022

10 555

28 670

119 265

10 %

2023

9 835

35 590

168 580

14 %

Nel 2023 sono state presentate 168 580 domande da cittadini dei quindici paesi interessati, rispetto alle 119 265 del 2022, con un aumento di oltre il 40 % in un anno.

Sebbene vi siano state richieste di asilo da parte di cittadini di tutti e quindici i paesi della regione che beneficiano di un'esenzione dal visto, i paesi che presentano il numero più elevato e una tendenza crescente sono il Venezuela, la Colombia e il Perù, seguiti da Honduras, Nicaragua ed El Salvador. Gli altri paesi presentano un numero inferiore e una tendenza crescente meno significativa; pertanto per il momento non danno adito a particolari preoccupazioni 40 .

Fonte: Eurostat.

Per quanto riguarda il Venezuela, il numero di domande di protezione internazionale presentate dai suoi cittadini negli Stati membri negli ultimi tre anni è in costante aumento, con oltre 50 000 domande all'anno. Nel 2023 sono state presentate 69 540 domande rispetto a 52 075 nel 2022. La Commissione riconosce che tali tendenze sono legate all'attuale situazione politica ed economica del Venezuela e ricorda che l'UE è impegnata a sostenere, insieme ai suoi partner internazionali, una soluzione pacifica, democratica e inclusiva a guida venezuelana per porre fine alla crisi nel paese.

Per quanto riguarda la Colombia, nel 2023 le domande di protezione internazionale presentate dai suoi cittadini negli Stati membri sono state 63 310, con un aumento del 46 % rispetto al 2022 (43 370). La Commissione riconosce che tale tendenza è legata anche al fatto che la Colombia ospita quasi tre milioni di rifugiati e migranti provenienti dal Venezuela. Come affermato nella comunicazione congiunta, l'UE continuerà a sostenere la Colombia e la regione nell'affrontare questa crisi migratoria.

Per quanto riguarda il Perù, tra il 2022 e il 2023 si è registrato un brusco aumento (81 %) del numero di domande di protezione internazionale presentate negli Stati membri: 23 280 domande nel 2023 rispetto a 12 880 nel 2022.

Per quanto riguarda l'Honduras, nel 2023 le domande di protezione internazionale negli Stati membri sono state 4 065, rispetto a 3 335 nel 2022, con un aumento del 18 %.

Per quanto riguarda il Nicaragua, nel 2023 le domande di protezione internazionale negli Stati membri sono state 3 340, rispetto a 2 855 del 2022, con un aumento del 15 %.

Per quanto riguarda El Salvador, nel 2023 le domande di protezione internazionale negli Stati membri sono state 3 060, rispetto a 3 770 nel 2022, con una diminuzione del 19 %.

Per garantire la sostenibilità dell'esenzione dal visto, i viaggi in esenzione dall'obbligo del visto dovrebbero essere consentiti esclusivamente per soggiorni di breve durata. I servizi della Commissione, in cooperazione con il SEAE, avvieranno un dialogo con i paesi della regione più interessati per scambiare informazioni e migliori pratiche, sostenere gli sforzi delle autorità nell'attuazione di adeguati controlli di frontiera alla partenza, campagne di sensibilizzazione sui diritti e sugli obblighi nell'ambito dei regimi di esenzione dall'obbligo del visto e altre azioni adeguate ad affrontare i motivi dell'elevato numero di domande di asilo. La Commissione monitorerà l'attuazione delle misure e l'incidenza sul numero di soggiorni irregolari e di domande di asilo, nell'ambito dell'attuale quadro giuridico, ossia l'articolo 8, paragrafo 2, lettere a) e b), del regolamento sui visti, che prevede l'attivazione del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto in caso di un aumento sostanziale del numero di migranti irregolari o di domande di asilo infondate.

Per quanto riguarda i soggiorni di lunga durata, le due parti dovrebbero intensificare la cooperazione sui percorsi legali e promuovere accordi di mobilità reciprocamente vantaggiosi, come affermato nella comunicazione congiunta "Una nuova agenda per le relazioni dell'UE con l'America latina e i Caraibi".



CONCLUSIONI

Gli Stati membri registrano nel complesso una stretta cooperazione con i partner del vicinato dell'UE in materia sia di migrazione che di sicurezza. Diversi di questi paesi devono continuare ad affrontare il problema delle domande di asilo infondate e tutti dovrebbero continuare a compiere progressi nell'allineamento della politica in materia di visti, per evitare il rischio che cittadini di paesi terzi entrino nel loro territorio senza visto e proseguano irregolarmente il viaggio in direzione dell'UE.

Per il vicinato dell'UE, il seguito dato al completamento del processo di liberalizzazione dei visti continua a essere un potente strumento per sostenere le riforme e rafforzare la cooperazione con l'UE in materia di migrazione, gestione delle frontiere e sicurezza. La Commissione ritiene che Albania, Bosnia-Erzegovina, Moldova, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia abbiano adottato misure per seguire alcune delle raccomandazioni formulate nella sesta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto. Per quanto riguarda l'Ucraina e il Kosovo, i cui cittadini hanno ottenuto l'esenzione dall'obbligo del visto meno di sette anni fa e per i quali occorre tuttora riferire in merito al soddisfacimento dei requisiti per la liberalizzazione dei visti, la Commissione ritiene che tali requisiti continuino a essere soddisfatti. Tuttavia entrambi i paesi devono adottare ulteriori misure per dare seguito alle raccomandazioni della Commissione. Per quanto riguarda la Georgia, i cui cittadini hanno ottenuto l'esenzione dall'obbligo del visto meno di sette anni fa e per la quale è ancora necessario riferire in merito al rispetto dei requisiti per la liberalizzazione dei visti, la Commissione ritiene che, al fine di continuare a soddisfare tutti i parametri di riferimento per la liberalizzazione dei visti ed evitare l'eventuale attivazione del meccanismo di sospensione, il paese debba attuare ulteriori provvedimenti urgenti per dare seguito alle raccomandazioni della Commissione, in particolare nel settore della tutela dei diritti fondamentali.

Questo processo continuerà a essere monitorato con attenzione, anche tramite le riunioni tra gli alti funzionari e le riunioni periodiche del sottocomitato per la giustizia, la libertà e la sicurezza. Il monitoraggio delle questioni correlate ai requisiti per la liberalizzazione dei visti resterà oggetto delle relazioni annuali della Commissione sull'allargamento.

La Commissione continuerà inoltre a dialogare con i paesi esenti dall'obbligo del visto nei Caraibi orientali che attuano programmi di cittadinanza per investitori al fine di prevenire eventuali rischi legati alla sicurezza dell'UE e dei suoi Stati membri, e con i paesi dell'America latina interessati al fine di evitare che l'esenzione dall'obbligo del visto sia utilizzata per presentare domande di asilo infondate.

(1)

*    Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244/1999 dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.

(2)

   Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2018/1806 per quanto riguarda la revisione del meccanismo di sospensione (COM(2023) 642 final).

(3)

   Regolamento (UE) 2018/1806 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 novembre 2018, che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo (GU L 303 del 28.11.2018, pag. 39).

(4)

   COM(2017) 815 final (prima relazione), COM(2018) 856 final (seconda relazione), COM(2020) 325 final (terza relazione), COM(2021) 602 final (quarta relazione), COM(2022) 715 final/2 (quinta relazione), COM(2023) 730 final (sesta relazione).

(5)

     Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul monitoraggio dei regimi di esenzione dal visto dell'UE (COM(2023) 297 final).

(6)

     La presente relazione non riguarda Vanuatu perché la valutazione finale della Commissione sui rischi per la sicurezza derivanti dai programmi di cittadinanza per investitori di Vanuatu è stata presentata il 31 maggio 2024 nella relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sulla sospensione dell'esenzione dall'obbligo del visto per i cittadini di Vanuatu (COM(2024) 366 final).

(7)

   Regolamento (UE) 2023/850 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 aprile 2023, che modifica il regolamento (UE) 2018/1806, che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo (Kosovo (Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244/1999 dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.)) (GU L 110 del 25.4.2023, pag. 1).

(8)

   L'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2018/1806 dispone che la Commissione riferisca per un periodo di sette anni dalla data di entrata in vigore della liberalizzazione dei visti per i paesi terzi in questione; successivamente, la Commissione può continuare a riferire quando lo ritenga necessario, oppure su richiesta del Parlamento europeo o del Consiglio.

(9)

    https://home-affairs.ec.europa.eu/system/files/2022-12/Western%20Balkans_en.pdf .

(10)

   L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo (EUAA), l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust) e l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol).

(11)

   Venti Stati membri hanno fornito contributi in termini di esempi pertinenti di cooperazione con i paesi in questione nei settori della migrazione e della sicurezza.

(12)

   Ai fini della presente relazione, per "Stati membri" si intendono gli Stati membri che applicano il regolamento (UE) 2018/1806 ("regolamento sui visti"), vale a dire tutti gli Stati membri dell'UE eccetto l'Irlanda, e i paesi associati Schengen.

(13)

   Mentre i parametri di riferimento per la liberalizzazione dei visti relativi alla migrazione riguardano soltanto le politiche migratorie dei paesi terzi interessati, la sezione relativa alle tendenze migratorie riguarda la migrazione irregolare negli Stati membri, i respingimenti decisi dagli Stati membri e le domande di protezione internazionale presentate negli Stati membri dai cittadini dei paesi oggetto della presente relazione.

(14)

   Articolo 8 quinquies, paragrafo 2, della proposta.

(15)

   JOIN(2023) 17 final.

(16)

   Allegato I del regolamento (UE) 2018/1806.

(17)

   Al 1º gennaio 2024 i restanti passaporti non biometrici in corso di validità erano 2 012.

(18)

   Ai fini della presente relazione, il tasso di riconoscimento è calcolato come percentuale delle decisioni positive di primo grado (compresi: status di rifugiato, status di protezione sussidiaria e status umanitario a norma del diritto nazionale) rispetto al numero totale di decisioni di primo grado. Per una definizione, cfr. https://home-affairs.ec.europa.eu/networks/european-migration-network-emn/emn-asylum-and-migration-glossary/glossary/recognition-rate-procedures-international-protection_en?prefLang=it .

(19)

      CDL-PI(2023) (coe.int) : "Urgent opinion on the Law on Transparency of Foreign influence issued by the Venice Commission on 21 May 2024".

(20)

     Decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio, del 4 marzo 2022, che accerta l'esistenza di un afflusso massiccio di sfollati dall'Ucraina ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2001/55/CE e che ha come effetto l'introduzione di una protezione temporanea, ST/6846/2022/INIT (GU L 71 del 4.3.2022, pag. 1).

(21)

    Statistiche | Eurostat (europa.eu) .

(22)

    Statistiche | Eurostat (europa.eu) .

(23)

      https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_12_605 .

(24)

     COM(2013) 66 final, COM(2014) 488 final, COM(2015) 906 final, accompagnato da SWD(2015) 706 final, e COM(2016) 276 final.

(25)

     COM(2016) 277 final.

(26)

     Ratifica dell'accordo sulla delimitazione delle frontiere con il Montenegro (21 marzo 2018), istituzione e rafforzamento di una solida prassi investigativa e di sentenze definitive nei casi di criminalità organizzata e corruzione.

(27)

     COM(2018) 543 final.

(28)

     Regolamento (UE) 2023/850 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 aprile 2023, che modifica il regolamento (UE) 2018/1806, che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo (Kosovo (Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244/1999 dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.))

(29)

     Ibidem, considerando 6.

(30)

     I cittadini cinesi in possesso di un documento di viaggio valido possono soggiornare in Montenegro fino a 30 giorni se appartenenti a un gruppo turistico organizzato che, unito, entra, soggiorna e lascia il Montenegro, purché siano in possesso di una prova del pagamento di servizi turistici e della prova di ritorno previsto nel paese di origine o di transito.

(31)

     I cittadini bielorussi e russi possono soggiornare in Montenegro fino a 30 giorni con un documento di viaggio valido rilasciato da tali paesi.

(32)

     Riunioni specifiche per paese terzo, composte e presiedute da rappresentanti degli Stati membri (e copresiedute da Frontex) per lo scambio di informazioni nel settore dei rimpatri.

(33)

     Antigua e Barbuda hanno introdotto l'obbligo di recarsi nel paese entro 3 anni dalla concessione della cittadinanza e altri paesi stanno riflettendo sull'introduzione di un obbligo analogo.

(34)

     La serie di dati non è completa e presenta varie incongruenze. Il numero totale di domande è spesso inferiore al numero totale di passaporti rilasciati perché le domande possono riguardare più di una persona (ad esempio, una domanda accolta per una famiglia di quattro persone corrisponde a una sola domanda, ma a quattro passaporti rilasciati).

(35)

     È opportuno notare che le cifre per paese terzo fornite in questo paragrafo si basano sui dati presentati dai paesi dei Caraibi orientali per quanto riguarda le prime cinque cittadinanze in termini di domande accolte. È pertanto possibile che i dati reali per paese terzo siano leggermente superiori a quelli forniti sulla base di questa raccolta dati (ossia, alcune di queste cittadinanze potrebbero non rientrare tra le prime cinque in uno o più dei paesi dei Caraibi orientali). Tutte le domande di cittadini iraniani qui indicate sono state trattate solo in Dominica.

(36)

     Grenada ha comunicato alla Commissione che al 16 settembre 2024 erano in attesa di esame 87 domande di cittadini russi.

(37)

     Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul monitoraggio dei regimi di esenzione dal visto dell'UE (COM(2023) 297 final).

(38)

     Il tasso di riconoscimento comprende le forme di protezione regolamentate dall'UE (status di rifugiato e protezione sussidiaria) e non comprende le forme di protezione a livello nazionale (per motivi umanitari), e si calcola dividendo il numero di decisioni di primo grado con esito positivo (concessione dello status di rifugiato o della protezione sussidiaria) per il totale delle decisioni emesse.

(39)

     Nel 2023, il 91 % delle decisioni di primo grado ha concesso lo status umanitario nazionale a cittadini venezuelani (nel 2022 il 72 %).

(40)

     Sebbene il Brasile registri alcuni dei dati più elevati della regione in termini di respingimenti e soggiorni irregolari, tali dati devono essere considerati in proporzione alla popolazione più consistente.

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