COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 13.12.2017
COM(2017) 755 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Relazione strategica 2017 relativa all'attuazione dei Fondi strutturali e di investimento europei
{SWD(2017) 452 final}
INTRODUZIONE
1. UN CONTESTO IMPEGNATIVO, ETEROGENEO E IN RAPIDA EVOLUZIONE
1.1. Una ripresa graduale dopo la crisi: i progressi verso gli obiettivi di coesione riprendono slancio
1.2. Sfide diverse nei diversi Stati membri
2. REALIZZARE INVESTIMENTI PER UNA CRESCITA INTELLIGENTE, SOSTENIBILE E INCLUSIVA
2.1. Progressi complessivi
2.2. Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione, TIC e competitività delle PMI
2.3. Occupazione, inclusione sociale e istruzione
2.4. Economia a basse emissioni di carbonio, cambiamenti climatici, ambiente e trasporti
2.5. Rafforzamento della capacità istituzionale
3. L’IMPATTO DELLE RIFORME PRINCIPALI REALIZZATE PER IL PERIODO 2014-2020
3.1. Contributo dei fondi SIE al semestre europeo
3.2. Le condizionalità ex ante, una leva per progetti di qualità
3.3. Sinergie migliori per un impatto maggiore
3.4. Sostegno allo sviluppo territoriale integrato
3.4.1. Investimenti integrati a favore delle città
3.4.2. Attuazione degli strumenti territoriali
3.4.3. Agevolazione della cooperazione, realizzazione di strategie macroregionali e relative ai bacini marittimi
4. GESTIONE MIGLIORE DEI PROGRAMMI
4.1. Capacità delle autorità e dei beneficiari
4.2. Semplificazione per i beneficiari
4.3. Ruolo chiave dei partner nell’attuazione dei programmi
4.4. Applicazione dei principi orizzontali e degli obiettivi strategici
4.5. Sintesi della valutazione dei fondi SIE
4.6. Comunicazione sui fondi SIE
CONCLUSIONE
INTRODUZIONE
Lo scopo principale dei fondi strutturali e d’investimento europei (“fondi SIE”) è promuovere una convergenza socioeconomica duratura, la resilienza e la coesione territoriale. I fondi mettono a disposizione una massa critica di investimenti in aree prioritarie dell’UE attraverso la gestione concorrente tra la Commissione e gli Stati membri. Sostenendo la creazione di posti di lavoro, la crescita e gli investimenti e rafforzando il mercato unico, l’Unione dell’energia e la governance economica, questi investimenti rispondono alle esigenze dell’economia reale. I fondi danno anche un forte impulso alla realizzazione degli obiettivi politici dell’UE, permettendo di tradurli in interventi concreti.
La presente relazione fornisce il primo quadro d’insieme strategico dell’attuazione dei programmi dei fondi SIE 2014-2020 che proseguiranno fino alla fine del 2023. Riassume le relazioni di attuazione e le relazioni sullo stato dei lavori degli Stati membri relative agli anni dal 2014 al 2016 ed è quindi incentrata in modo specifico sui progressi compiuti nell’attuazione, evidenziati dai dati sui progetti selezionati. Il documento di lavoro dei servizi della Commissione che l’accompagna fornisce maggiori dettagli in proposito.
I fondi SIE forniscono un quadro stabile e a lungo termine per gli investimenti a beneficio degli Stati membri e delle loro regioni. Con un bilancio di 454 miliardi di EUR per il periodo 2014-2020, i fondi SIE sono il principale strumento di investimento dell’UE. Si prevede che il cofinanziamento nazionale pubblico e privato raggiungerà almeno 184 miliardi di EUR, che porteranno il totale degli investimenti a 638 miliardi di EUR. I fondi SIE aiutano gli Stati membri anche a migliorare il contesto per gli investimenti, sostenendo tra l’altro le riforme strutturali per mobilitare capitali privati e introducendo le condizionalità ex ante. L’attuale generazione di programmi ha incorporato riforme significative e una quota di finanziamenti cospicua come mai in passato è ora riservata ad aree in cui il valore aggiunto dell'UE è massimo, quali l’occupazione, l’inclusione sociale, le competenze, la ricerca e innovazione, l’ambiente o l’economia a basse emissioni di carbonio. I fondi aiutano le autorità e le parti interessate anche a pensare su scala europea o addirittura mondiale quando agiscono localmente, il che si traduce in una migliore pianificazione strategica e una maggiore capacità di attuazione.
Esaminando i primi tre anni dei programmi 2014-2020, emergono i primi progressi conseguiti. In tutta Europa sono stati selezionati circa 2 milioni di progetti, per un importo di 182 miliardi di EUR pari al 28,4% dei finanziamenti totali disponibili per il periodo. Finora è stato fornito sostegno a 793 490 imprese e a 7,8 milioni di persone nella loro ricerca di lavoro, di formazione o di istruzione. Circa il 20% della superficie agricola totale è interessato da azioni legate al clima e all’ambiente, realizzate grazie agli investimenti destinati al miglioramento della biodiversità e della gestione del suolo e delle risorse idriche.
Le relazioni degli Stati membri evidenziano un forte incremento del numero di progetti selezionati nel 2016, il che indica che la trasformazione dei fondi SIE in risultati concreti che migliorano la vita delle persone in Europa sta entrando a pieno regime. Gli investimenti procedono bene in molte delle aree individuate come prioritarie per l’UE: ad esempio, il 31% degli investimenti totali pianificati per la competitività delle piccole e medie imprese (PMI) è stato assegnato a progetti. Dalle relazioni degli Stati membri emergono anche aree che fanno registrare progressi più lenti e che quindi vanno seguite con attenzione, ad esempio gli investimenti per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Alla fine del 2016, il 9% dei fondi totali disponibili per il periodo a titolo del bilancio UE risultava erogato agli Stati membri. Relazioni recenti indicano un rafforzamento dei progressi nel 2017: alla fine di ottobre 2017 il 44% dei fondi risultava assegnato a progetti e il 13% dei pagamenti risultava effettuato. Nei prossimi mesi è prevista un’ulteriore accelerazione dei pagamenti.
1. UN CONTESTO IMPEGNATIVO, ETEROGENEO E IN RAPIDA EVOLUZIONE
1.1. Una ripresa graduale dopo la crisi: i progressi verso gli obiettivi di coesione riprendono slancio
Dal 2014, il contesto socioeconomico in cui operano i fondi SIE è andato gradualmente migliorando. Nel primo anno del periodo di programmazione, le prospettive economiche nell’UE erano deboli, con tassi di crescita del PIL stagnanti e disoccupazione elevata e persistente. Negli ultimi due anni, la ripresa economica nell’UE è stata più forte e le prospettive di crescita sono tornate positive per tutti gli Stati membri. Rimangono tuttavia delle sfide da risolvere: la crescita del PIL non è omogenea nei diversi Stati membri e sull’economia continuano a pesare la crescita lenta della produttività e il retaggio della crisi.
Con la ripresa economica, anche la situazione dell’occupazione sta migliorando nell’UE. Nel 2016 sono stati creati più posti di lavoro; la disoccupazione è scesa (al 7,8% nel maggio 2017) e si prevede che scenderà ulteriormente nei prossimi anni. Le disparità regionali nei tassi di disoccupazione rimangono tuttavia significative. Anche il numero di persone a rischio di povertà continua a essere molto elevato. Tra il 2008 e il 2015 le disuguaglianze nel reddito disponibile sono aumentate nell’UE-28; questo andamento si inserisce in una tendenza di più lungo termine.
La crisi ha avuto pesanti ripercussioni sui bilanci nazionali e regionali, limitando i finanziamenti per qualsiasi tipo di investimento. Tra il 2008 e il 2014 gli investimenti pubblici nell’UE sono diminuiti del 15% circa in termini reali; gli investimenti complessivi sono scesi anche rispetto al PIL e da allora non hanno riguadagnato terreno se non in misura minima.
Di conseguenza, l’importanza dei fondi SIE per il cofinanziamento dei programmi di investimenti pubblici è molto aumentata. Nel 2014-2016, gli impegni a valere sui fondi SIE hanno avuto un ruolo cruciale in molti Stati membri e in alcuni casi hanno rappresentato oltre il 50% degli investimenti pubblici totali (grafico 1). Questo stimolo agli investimenti ha contribuito anche a mobilitare risorse finanziarie per il piano di investimenti per l’Europa. In questo contesto, i fondi SIE continuano a fornire un sostegno decisivo per la realizzazione degli obiettivi basati sul trattato e delle 10 priorità stabilite dalla Commissione per il 2015-2019.
Grafico 1: quota dei fondi SIE negli investimenti pubblici, 2014–2016
La settima relazione sulla coesione fornisce una panoramica più completa dell’andamento socioeconomico.
1.2. Sfide diverse nei diversi Stati membri
La maggior parte degli Stati membri evidenzia che le loro esigenze e difficoltà non sono cambiate dall’inizio del periodo, e gli obiettivi di sviluppo dei rispettivi programmi rimangono validi. Tuttavia, poiché la ripresa socioeconomica dopo la crisi non è stata omogenea, i cambiamenti riguardanti le esigenze di sviluppo degli Stati membri variano in misura considerevole in base alla loro situazione.
Il gran numero di rifugiati e migranti giunti nell’UE dal 2015 esercita un forte impatto su diversi Stati membri, regioni e città. Le autorità hanno dovuto rispondere a nuove difficoltà, sia a breve che a lungo termine. In casi più limitati, gli Stati membri sono stati indotti da gravi catastrofi naturali a riconsiderare le proprie esigenze di sviluppo e i relativi investimenti pianificati a titolo dei fondi SIE. Alcuni Stati membri pongono in risalto l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e la maggiore attenzione dedicata alle sfide e alle opportunità che ne derivano. Gli investimenti realizzati utilizzando i fondi SIE sono riusciti ad adattarsi anche a queste nuove circostanze. A questo riguardo, gli adeguamenti tecnici del bilancio 2014-2020 dell’UE metteranno a disposizione risorse finanziarie supplementari per diversi Stati membri.
2. REALIZZARE INVESTIMENTI PER UNA CRESCITA INTELLIGENTE, SOSTENIBILE E INCLUSIVA
2.1. Progressi complessivi
I fondi SIE contribuiscono in modo sostanziale in tutti gli Stati membri e in tutte le regioni a una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, prevista dagli obiettivi della strategia Europa 2020, mediante interventi che affrontano esigenze concrete e situazioni specifiche. Dal 2010, nella maggior parte degli Stati membri sono stati registrati progressi nella realizzazione di questi obiettivi. La settima relazione sulla coesione pone in evidenza le velocità diverse con cui le diverse regioni avanzano verso gli obiettivi della strategia Europa 2020 attraverso un indice regionale. I progressi più rilevanti si rilevano nelle regioni in cui la distanza rispetto all’obiettivo è maggiore. Nelle loro relazioni, gli Stati membri sottolineano anche che gli investimenti realizzati con i fondi SIE funzionano da catalizzatore, stimolando i progressi verso il conseguimento degli obiettivi Europa 2020.
Le relazioni indicano che il volume finanziario complessivo dei progetti selezionati ha raggiunto alla fine del 2016 un importo cumulativo di 182 miliardi di EUR, pari al 28,4% degli investimenti totali pianificati nel 2014-2020 (in aumento rispetto a 58,8 miliardi di EUR, pari al 9%, alla fine del 2015). Il contributo stimato dell’UE a questi progetti è di 128 miliardi di EUR.
Le relazioni più recenti, dell’ottobre 2017, mostrano un’accelerazione continua: la selezione dei progetti ha raggiunto un importo complessivo di 278 miliardi di EUR, ossia il 44% degli investimenti totali pianificati per il periodo 2014-2020.
Questo livello di selezione dei progetti per gli anni 2014-2016 è paragonabile a quello dei primi anni del periodo 2007-2013 e si prevede che questa tendenza proseguirà. I tassi di esecuzione nel prossimo futuro probabilmente saranno sostanzialmente simili a quelli dell’ultimo periodo. I periodi di programmazione non dovrebbero quindi essere considerati singolarmente: i periodi di spesa, infatti, si sovrappongono e la chiusura di un periodo sconfina nel periodo successivo, esercitando un effetto livellante sui flussi di spesa. Come emerge dalla figura 1 per la politica di coesione, gli investimenti effettivi sul campo proseguono praticamente senza interruzioni dagli anni ’90.
Figura 1: finanziamenti nell’ambito della politica di coesione, 1986-2023
Il profilo temporale della spesa 2014-2023 è stato stabilito sulla base dei risultati 2007-2013 ipotizzando un assorbimento del 100% nel periodo.
Fonte: DG REGIO, dati storici
A livello nazionale, tutti gli Stati membri segnalano una forte o fortissima accelerazione nell’attuazione dei programmi dei fondi SIE nel 2016. Ciò nonostante, permangono notevoli differenze, come evidenziato nella tabella dell’allegato 2.
I ritardi nell’attuazione dei programmi sono attribuiti a diversi motivi. Diversi Stati membri pongono in evidenza il ritardo nell’adozione del quadro normativo e le difficoltà nella designazione delle autorità. Ulteriori ostacoli segnalati nella fase iniziale dei programmi sono stati le carenze nella capacità amministrativa, la complessità delle norme e la lunghezza dei preparativi per l’approntamento di grandi infrastrutture.
Attuazione degli strumenti finanziari
Sulla base dei buoni risultati dei programmi 2007-2013, è stato messo a punto un quadro riveduto per sostenere un più ampio utilizzo degli strumenti finanziari (SF) in tutti i fondi SIE negli anni dal 2014 al 2020 e la programmazione dei fondi
ha portato a un notevole aumento delle assegnazioni agli SF rispetto al periodo precedente. Buoni progressi si stanno registrando per il periodo 2014-2020: 24 Stati membri fanno uso di SF e non sono state identificate strozzature rilevanti nel sistema, anche se la situazione varia notevolmente tra i diversi Stati membri e i vari programmi. Alla fine del 2016, il contributo totale impegnato per gli SF risultava di 13,3 miliardi di EUR (5,7 miliardi di EUR alla fine del 2015), di cui 10,3 miliardi di EUR di fondi SIE. Un totale di 3,6 miliardi di EUR (circa 30%) di questi importi è stato erogato a SF (1,2 miliardi di EUR alla fine del 2015), di cui 3,1 miliardi di EUR di fondi SIE, e 1,1 miliardi di EUR sono stati erogati ai destinatari finali (99 milioni di EUR alla fine del 2015), di cui 1 miliardo di EUR di fondi SIE. In termini di obiettivi tematici, la maggior parte dei finanziamenti (3,8 miliardi di EUR di fondi SIE) è stata assegnata al sostegno per le piccole e medie imprese; seguono gli investimenti per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione con 1,5 miliardi EUR di fondi SIE e gli investimenti a favore dell’economia a basse emissioni di carbonio, soprattutto per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili (1,2 miliardi di EUR di fondi SIE).
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2.2. Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione, TIC e competitività delle PMI
Nel periodo 2014-2020 sono pianificati circa 181,4 miliardi di EUR di investimenti a favore di RS&I, TIC e competitività delle PMI. Alla fine del 2016, risultavano selezionati progetti per un valore di 50,3 miliardi di EUR, pari al 28% dell’assegnazione totale pianificata.
È soprattutto in queste aree che sono pianificati o attesi finanziamenti privati nell’ambito della politica di coesione. Nei piani finanziari dei programmi, sono necessari circa 31,3 miliardi di finanziamenti privati a titolo di cofinanziamenti integrativi; di questi, si stima che 8,8 miliardi di EUR interessino progetti selezionati. Oltre a questo cofinanziamento formale, i programmi hanno anche un effetto moltiplicatore o inducono altri investimenti privati. Nell’ambito del FESR, le relazioni indicano che i progetti selezionati contribuiranno per circa 11,5 miliardi di EUR (27%) all’obiettivo di 42 miliardi di EUR di finanziamenti privati integrativi mobilitati grazie all’effetto moltiplicatore.
I fondi SIE sostengono oltre 76 000 imprese tramite strumenti finanziari. Una nuova iniziativa che ha visto la luce nel contesto dei fondi SIE è costituita dall’elaborazione e attuazione di strategie di specializzazione intelligente, che hanno fatto realmente la differenza nel modo in cui gli Stati membri e le regioni progettano le loro strategie di innovazione. Tale iniziativa sta rafforzando la cooperazione a tutti i livelli, soprattutto con le imprese locali. In un’epoca di globalizzazione, i fondi SIE aiutano gli Stati membri e le regioni a costruire economie resilienti; a questo proposito, è già in programma un ulteriore sostegno mirato, in particolare per contribuire alla rinnovata strategia di politica industriale dell’UE. I fondi forniscono agli Stati membri un aiuto importante per migliorare la connettività digitale e raggiungere di obiettivi di connettività dell’UE per il 2020 e il 2025.
·Il settore della RS&I mostra una forte accelerazione nella selezione dei progetti, che ha raggiunto il 25% della dotazione disponibile con un volume di circa 15 miliardi di EUR assegnati a progetti in tutta l’UE. Grazie a questi progetti, circa 29 000 ricercatori stanno lavorando in infrastrutture di ricerca migliorate.
·Per quanto riguarda gli investimenti destinati all’economia digitale, la selezione dei progetti ha raggiunto il 19%; grazie a questi investimenti, si prevede che altre 915 000 famiglie beneficeranno di un accesso migliore alla banda larga. Il 36% dei fondi destinati al miglioramento dei servizi delle TIC nelle zone rurali è stato assegnato a progetti e 1 268 000 abitanti delle zone rurali beneficiano di servizi migliorati.
·Il sostegno alla competitività delle PMI, con una percentuale di selezione dei progetti pari al 31%, è sulla buona strada per realizzare i suoi obiettivi. Più di 196 000 imprese stanno beneficiando di un sostegno non finanziario e 10 900 imprese usufruiscono di un sostegno per l’introduzione di nuovi prodotti sul mercato. Ad oggi, i progetti cofinanziati nelle imprese dovrebbero tradursi direttamente nella creazione di almeno 154 000 posti di lavoro.
·Oltre 36 000 aziende agricole hanno ricevuto investimenti per la ristrutturazione e l’ammodernamento e per il miglioramento della produttività. Circa 11 000 beneficiari hanno ricevuto sostegno per dare impulso al ricambio generazionale e circa 50 000 aziende agricole sono in grado di partecipare a programmi di qualità. Nel quadro del partenariato europeo per l’innovazione in agricoltura sono stati avviati 350 progetti di innovazione interattivi.
·Oltre 3 600 pescherecci, il 57% dei quali costituito da unità costiere di piccole dimensioni, hanno beneficiato del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). Il sostegno fornito promuove un equilibrio sostenibile tra le flotte pescherecce e le risorse e la protezione degli ecosistemi marini.
2.3. Occupazione, inclusione sociale e istruzione
In questi settori saranno investiti circa 168,3 miliardi di EUR, soprattutto a titolo del Fondo sociale europeo (FSE). Alla fine del 2016, risultavano selezionati progetti per un importo di 48,7 miliardi di EUR, pari al 29% dell’assegnazione totale pianificata.
·17,4 miliardi di EUR (che corrispondono al 31% del sostegno disponibile) sono stati impegnati per progetti che comportano un’occupazione sostenibile e di buona qualità e il sostegno alla mobilità dei lavoratori. Gli interventi volti ad aumentare l’accesso al mercato del lavoro stanno interessando sia i disoccupati (4,2 milioni di persone), sia gli inattivi (2,1 milioni di persone). Progressi significativi sono stati realizzati nella selezione di progetti per il miglioramento dell’accesso all’occupazione per le persone in cerca di lavoro e inattive (34% di progetti selezionati) e il sostegno al lavoro autonomo e all’imprenditorialità (31% di progetti selezionati). La selezione dei progetti per la modernizzazione delle istituzioni del mercato del lavoro sembra tuttavia procedere leggermente a rilento ed è pari al 15%.
·Nel campo dell’inclusione sociale la selezione dei progetti ha fatto registrare una forte accelerazione e ha raggiunto 16,5 miliardi di EUR (26%). Nell’ambito del FSE, le misure di sostegno all’inclusione attiva sono bene avviate (38%) e dovrebbero svolgere un ruolo importante sostenendo i gruppi vulnerabili e avvicinandoli al mercato del lavoro. Preoccupano tuttavia i ritardi nell’attuazione di misure per l’integrazione socioeconomica delle comunità emarginate quali i rom. La selezione dei progetti per le misure legate alla salute nell’ambito del FESR mostra dei miglioramenti e circa 11,5 milioni di persone in più sono coperte da servizi sanitari migliorati; occorre tuttavia intensificare gli sforzi per raggiungere gli obiettivi. Anche l’inclusione sociale nelle aree urbane depresse richiede una maggiore attenzione perché i numeri relativi agli edifici ristrutturati sono ancora bassi. Alla fine del 2016, il FSE e l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile (IOG) avevano sostenuto anche 634 000 persone con disabilità.
·Gli investimenti destinati all’istruzione e alla formazione professionale raggiungono 14,6 miliardi di EUR, con un tasso di selezione dei progetti che sfiora il 30%. Nell’ambito del FSE, le azioni volte a contrastare l’abbandono scolastico e a promuovere l’istruzione e la formazione professionale procedono bene. Malgrado un tasso di selezione dei progetti relativamente basso per le attività di apprendimento permanente, circa 700 000 persone hanno avuto l’opportunità di aggiornare le proprie competenze e garantirsi un percorso professionale. Gli investimenti del FESR hanno permesso di aumentare dell’equivalente di 4,4 milioni di persone la capacità dell’infrastruttura per l’assistenza all’infanzia o l’istruzione.
Nel complesso i fondi SIE, comprese le azioni dell’IOG, hanno prodotto i seguenti risultati:
·787 000 persone hanno trovato lavoro subito dopo il progetto;
·820 000 persone hanno ottenuto una qualifica.
Nel campo dell’innovazione sociale, molti Stati membri hanno selezionato progetti per un valore di 1,7 miliardi di EUR. Questi progetti sono di natura molto eterogenea e comprendono la realizzazione di soluzioni innovative per l’istruzione e l’imprenditorialità, anche per le donne con origini etniche diverse.
I fondi SIE continuano ad assistere Stati membri, regioni e città nei loro sforzi diretti ad affrontare la crisi migratoria e dei rifugiati. Vari programmi sono stati modificati per includervi misure nuove o migliorate volte ad affrontare le esigenze immediate e le difficoltà a più lungo termine dell’integrazione. Ad esempio, progetti concreti mettono a disposizione di rifugiati e migranti servizi sanitari e sociali. Inoltre, è stata avviata una cooperazione mirata con i sindaci. Varie città, partner e autorità nazionali sono mobilitati nell’ambito dell’agenda urbana per l’UE e del suo partenariato con l’obiettivo di integrare migranti e rifugiati. La Commissione ha proposto anche una modifica normativa del quadro finanziario pluriennale allo scopo di introdurre una priorità di investimento specifica che permetta di adottare più facilmente misure per l’integrazione. Il FESR affronta l’integrazione sociale ed economica a lungo termine dei rifugiati e migranti in Europa e prevede ad esempio investimenti per l’infrastruttura abitativa e l’assistenza all’infanzia o un sostegno all’avviamento per le imprese. Alla fine del 2016, il FSE e l’IOG fornivano sostegno ad almeno 1,2 milioni di migranti, persone di origine straniera o membri di una minoranza.
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Attuazione dell’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile
L’IOG è un importante strumento di finanziamento dell’UE destinato a fornire sostegno diretto alle offerte di impiego, istruzione e formazione per i giovani nel contesto della garanzia per i giovani. In diversi Stati membri, l’IOG finanzia la maggior parte delle iniziative della garanzia per i giovani. L’attuazione sul campo procede bene. Gli Stati membri hanno segnalato che alla fine del 2016 il numero di giovani che avevano beneficiato di azioni sostenute dall’IOG era triplicato rispetto al 2015 e che il tasso di selezione dei progetti superava il 60%. La maggior parte dei beneficiari ha attuato misure incentrate sull’erogazione di finanziamenti per la consulenza e l’orientamento professionale, la prima esperienza lavorativa e i tirocini e gli apprendistati. Più della metà degli Stati membri ha anche fornito sostegno a giovani imprenditori o attuato misure di mobilità lavorativa e per la formazione.
Per accelerare l’attuazione, nel 2015 è stato assegnato all’IOG 1 miliardo di EUR di prefinanziamento supplementare allo scopo di mettere a disposizione la liquidità finanziaria necessaria per avviare i progetti. Tra le cause dei ritardi iniziali, gli Stati membri hanno evidenziato l’adozione tardiva dei programmi pertinenti del FSE, difficoltà riguardanti le nuove prescrizioni sul monitoraggio all’inizio del periodo e la capacità limitata dei servizi pubblici per l’impiego.
Gli Stati membri segnalano qualche difficoltà nell’estensione dell’assistenza ai gruppi più svantaggiati, in particolare i giovani inattivi non sono registrati presso i servizi pubblici per l’impiego e i giovani scarsamente qualificati. Al settembre 2017, l’IOG ha fornito sostegno a 1,7 milioni di partecipanti.
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2.4. Economia a basse emissioni di carbonio, cambiamenti climatici, ambiente e trasporti
I fondi SIE destinano 262,2 miliardi di EUR a queste aree fondamentali per lo sviluppo sostenibile. Alla fine del 2016, circa il 28%, pari a 73,2 miliardi di EUR, risultava assegnato a progetti concreti.
·I progetti selezionati per l’economia a basse emissioni di carbonio, quali progetti sull’efficienza energetica e sulle energie rinnovabili, hanno raggiunto il 21% del volume totale disponibile nel 2014-2020. Tra i risultati ottenuti, si segnala il fatto che grazie al sostegno del FESR e del Fondo di coesione circa 148 000 unità abitative dovrebbero ottenere una migliore classificazione dei consumi energetici.
·Buoni progressi si segnalano nella selezione di progetti per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione dei rischi (tasso di selezione del 40%, pari a circa 16,5 miliardi di EUR assegnati). Si tratta di un segnale positivo intervenuto in seguito all’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Oltre 4,6 milioni di persone beneficiano di misure nuove o migliorate di protezione contro le alluvioni.
·Circa 26,6 miliardi di EUR (31% dei finanziamenti disponibili) sono stati assegnati a progetti ambientali e per l’uso efficiente delle risorse. Buoni risultati sono stati ottenuti per quanto riguarda i progetti relativi alle risorse idriche. I progetti approvati dovrebbero permettere a circa 3,5 milioni di persone di ottenere un approvvigionamento idrico migliore. Il 25% dei fondi destinati a rendere più efficiente l’uso dell’acqua nell’irrigazione è stato assegnato a progetti, le erogazioni avvenute riguardano il 14% della superficie agricola prevista come obiettivo, mentre 23,5 milioni di ettari di terreni agricoli stanno beneficiando di un sostegno per il miglioramento della biodiversità. Gravi ritardi si segnalano invece per i progetti di riciclo dei rifiuti.
·Per i trasporti, la maggior parte dei progressi realizzati riguarda gli investimenti destinati ai trasporti stradali, in particolare alla TEN-T, mentre il sostegno ai trasporti ferroviari procede a rilento. I progetti selezionati dovrebbero portare alla realizzazione di 844 km di nuove strade TEN-T e 687 km di linee ferroviarie ricostruite o potenziate sulla rete TEN-T.
·Progressi significativi sono stati compiuti nel sequestro e nella conservazione del carbonio e nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e di ammoniaca grazie alla gestione migliore dei terreni agricoli e forestali: in entrambi i casi è stato superato il 40% dell’obiettivo.
·Il FEAMP ha fornito sostegno per il miglioramento della gestione di oltre 60 000 km² di zone Natura 2000 e di quasi 1,5 milioni di km² di altre zone marine protette.
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Azione per il clima
Oltre il 25% dei fondi SIE per il periodo 2014-2020 è destinato a progetti legati ai cambiamenti climatici e fornisce un contributo decisivo all’obiettivo dell’UE di spendere almeno il 20% del proprio bilancio per l’azione per il clima. I fondi SIE aiuteranno in modo significativo l’UE e gli Stati membri a conseguire gli obiettivi fissati con l’accordo di Parigi.
Nell’allegato 3 sono riportati gli importi programmati per l’azione per il clima, ripartiti per fondo.
Si può evidenziare quanto segue:
·le azioni nel campo dei cambiamenti climatici hanno fatto registrare un tasso globale di selezione dei progetti del 23% tra tutti gli Stati membri dell’UE, per un importo di 29,6 miliardi di EUR;
·l’attuazione delle azioni nel campo dei cambiamenti climatici varia molto tra gli Stati membri. Alcuni Stati membri segnalano progressi sostanziali, un gruppo numeroso procede come previsto e un terzo gruppo registra dei ritardi;
·il sostegno alle azioni relative ai cambiamenti climatici nell’ambito del FSE sembra maggiore di quello inizialmente pianificato nei programmi;
·gli Stati membri hanno assegnato in media il 57,6% dei propri programmi di sviluppo rurale ad azioni per l’ambiente, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento agli stessi, spingendosi molto al di là del minimo richiesto del 30%.
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I grandi progetti sono pietre angolari del contributo dei fondi SIE all’attuazione delle politiche europee, soprattutto nei settori dei trasporti, dell’ambiente e dell’energia. I grandi progetti identificati per il periodo 2014-2020 sono oltre 600 e l’intenso lavoro di preparazione e realizzazione prosegue, anche con il sostegno vitale di iniziative di assistenza tecnica quali JASPERS. A ottobre 2017, la Commissione aveva ricevuto 168 grandi progetti per un costo totale di 37,6 miliardi di EUR, paragonabile alla dotazione complessiva del meccanismo per collegare l’Europa (30 miliardi di EUR) nel periodo 2014-2020. In questo numero sono compresi 91 progetti iniziati nel periodo 2007-2013, tra cui i tre progetti Extreme Light Infrastructure. Per accelerare gli investimenti sul campo, è tuttavia necessaria un’ulteriore mobilitazione.
2.5. Rafforzamento della capacità istituzionale
La qualità dell’amministrazione pubblica è essenziale per lo sviluppo socioeconomico e per l’impatto degli investimenti pubblici. Il sostegno per un’amministrazione pubblica efficiente ammonta complessivamente a 6,5 miliardi di EUR nel periodo 2014-2020. Di questi, 1,8 miliardi di finanziamenti, pari al 29% degli investimenti totali pianificati, sono stati assegnati a progetti di questo genere. Gli Stati membri dovrebbero continuare a lavorare per rimuovere tutte le strozzature che frenano gli investimenti e per aumentare la propria capacità amministrativa di gestione dei progetti, comprensiva di una pianificazione adeguata.
3. L’IMPATTO DELLE RIFORME PRINCIPALI REALIZZATE PER IL PERIODO 2014-2020
3.1. Contributo dei fondi SIE al semestre europeo
Le aree strategiche interessate dal semestre europeo riflettono in buona sostanza quelle dei fondi SIE: il 60% dei problemi strutturali che hanno attinenza con i fondi SIE è affrontato nei programmi.
Diversi Stati membri segnalano che i fondi SIE aiutano in modo significativo ad attuare le raccomandazioni specifiche per paese riguardanti la ricerca, sviluppo e innovazione, il mercato del lavoro, la pubblica amministrazione, i settori della sanità e dell’energia. Sono stati compiuti progressi nell’applicazione della maggior parte delle raccomandazioni del semestre europeo, ma la velocità e la profondità di attuazione da parte degli Stati membri variano.
In questi ultimi anni sono state adottate riforme significative del mercato del lavoro, soprattutto in alcuni degli Stati membri più colpiti dalla crisi. Le riforme hanno contribuito ad aumentare la capacità di adattamento delle loro economie, a rilanciare la competitività e ad aumentare l’occupazione.
Altre riforme hanno avuto l’obiettivo di migliorare il contesto imprenditoriale, anche se quest’area è quella in cui i progressi sono meno significativi. Un buon esempio di come i fondi SIE contribuiscano al semestre europeo è quello della Spagna, a cui è stato raccomandato di rivedere le proprie priorità di spesa e di riallocare i fondi, anche agevolando l’accesso delle PMI ai finanziamenti: la Spagna ha orientato i propri programmi in funzione di questa priorità.
In vari Stati membri è stata segnalata la necessità di rimuovere gli ostacoli agli investimenti – in particolare di carattere normativo e amministrativo – in settori quali i trasporti e l’energia. Ad esempio, alla Lituania è stato raccomandato di sviluppare collegamenti energetici transfrontalieri con gli Stati membri confinanti per diversificare le fonti di energia. Il FESR sta investendo in Lituania sia in interconnettori elettrici, sia in infrastrutture per il gas.
L’inclusione sociale e l’istruzione figurano nelle raccomandazioni specifiche per paese rivolte a diversi Stati membri. Ad esempio, una raccomandazione rivolta alla Repubblica ceca riguarda la disponibilità di servizi di assistenza all’infanzia in età prescolare a prezzi accessibili e di alta qualità. Questa raccomandazione è direttamente legata a misure incluse nei programmi cechi dei fondi SIE.
3.2. Le condizionalità ex ante, una leva per progetti di qualità
Una grande riforma introdotta nel periodo 2014-2020 prevede che gli Stati membri e le regioni debbano rispettare determinati prerequisiti, o “condizionalità ex ante”, per garantire l’efficacia e l’efficienza degli investimenti realizzati con i fondi SIE.
Circa il 75% di tutte le condizionalità applicabili era stato soddisfatto al momento dell’adozione dei programmi. Per le condizioni non soddisfatte, sono stati istituiti oltre 800 piani d’azione. Il 97% di questi piani è stato portato a termine; i piani non ancora completati riguardano soprattutto l’acqua, i rifiuti, i trasporti e gli appalti pubblici. Gli Stati membri stanno cooperando con la Commissione per garantirne l’esecuzione.
Da una valutazione preliminare del meccanismo delle condizionalità ex ante emerge che questo strumento ha prodotto valore aggiunto per l’UE, gli Stati membri e le regioni, compresi i cittadini e le imprese. Pur essendo legate all’erogazione di sostegno attraverso i fondi SIE, le condizionalità hanno una portata molto più ampia. Hanno aiutato a recepire e attuare la normativa UE pertinente e a rimuovere gli ostacoli agli investimenti e hanno sostenuto gli obiettivi strategici dell’UE, ad esempio in materia di cambiamenti climatici. Hanno inoltre dato impulso a riforme delle strategie e alla realizzazione di raccomandazioni pertinenti specifiche per paese.
I risultati raggiunti con il soddisfacimento di questi prerequisiti devono essere sostenibili in tutto l’arco del periodo di attuazione, in modo da assicurare un collegamento più stabile tra gli investimenti e gli obiettivi strategici espressi nelle condizionalità ex ante.
3.3. Sinergie migliori per un impatto maggiore
Le riforme del periodo 2014-2020 hanno reso possibile un miglior coordinamento tra i cinque fondi SIE e ulteriori potenziali sinergie con altri strumenti UE. Gli Stati membri hanno attuato misure tra cui:
·l’allineamento delle norme nazionali sull’ammissibilità;
·l’uso di forum di discussione intersettoriali;
·l’attivazione di comitati di monitoraggio congiunti o di organi di coordinamento specifici;
·l’istituzione di reti all’interno delle amministrazioni pertinenti;
·l’applicazione di nuove soluzioni informatiche.
Tuttavia, le relazioni evidenziano che ci sono ancora margini di miglioramento e sarebbe opportuno intensificare gli sforzi al fine di armonizzare le regole.
Nel 2015 la Commissione ha avviato l’iniziativa “Marchio di eccellenza” per rafforzare ulteriormente il coordinamento tra fondi SIE e Orizzonte 2020. Si tratta di un marchio di qualità assegnato a progetti che sono stati presentati a Orizzonte 2020 e ritenuti meritevoli di finanziamenti ma che non hanno ricevuto fondi a causa dei limiti di bilancio. Il marchio ha aiutato a convogliare fondi FESR o FSE verso vari progetti, in particolare in Stati membri quali Spagna, Italia, Cipro, Repubblica ceca o Polonia.
In diversi Stati membri, ci sono stati anche casi concreti di complementarità tra i fondi SIE e il Fondo europeo per gli investimenti strategici, ad esempio mediante la combinazione in piattaforme di investimento e progetti in settori quali PMI, trasporti, economia a basse emissioni di carbonio o banda larga.
La Commissione sta anche cooperando più strettamente con la Banca europea per gli investimenti per aiutare gli Stati membri a dare attuazione ai fondi SIE, in particolare mediante i servizi di consulenza orizzontale fi-compass sugli strumenti finanziari e mediante JASPERS, che agevola la preparazione di grandi progetti di qualità elevata.
3.4. Sostegno allo sviluppo territoriale integrato
I fondi SIE sono il principale strumento utilizzato dall’UE per favorire lo sviluppo territoriale integrato negli Stati membri e nelle regioni. Le riforme 2014-2020 hanno creato un quadro più coerente e ambizioso per la promozione della coesione territoriale mediante un approccio integrato: grazie ad esse, più di 3 800 strategie urbane e territoriali beneficiano di un sostegno mirato dell’UE. Inoltre, i fondi SIE aiutano gli Stati membri ad attuare misure che vanno incontro alle necessità di territori specifici quali aree scarsamente popolate, regioni montuose, isole e regioni ultraperiferiche.
3.4.1. Investimenti integrati a favore delle città
Nel periodo 2014-2020, si stima che circa 115 miliardi di EUR di fondi della politica di coesione saranno spesi in aree urbane. Per la prima volta, una disposizione legislativa permette alle città di selezionare esse stesse dei progetti, e permette quindi di affrontare i problemi urbani in modo integrato: circa 15 miliardi di EUR sono stati assegnati direttamente a circa 900 strategie urbane che perseguono questo obiettivo. Sebbene molti Stati membri sottolineino il grande lavoro e le procedure complesse che è necessario svolgere per elaborare e approvare strategie urbane integrate prima della selezione dei progetti, questo approccio viene spesso considerato utile per favorire una visione strategica a lungo termine e cambiamenti positivi nello sviluppo urbano.
L’adozione dell’agenda urbana per l’UE, avvenuta nel 2016, sottolinea ulteriormente la volontà della Commissione di affrontare in via prioritaria le sfide e le opportunità nelle città europee. L’avvio di 12 partenariati legati a questa iniziativa nell’ultimo anno permetterà di mobilitare tutti i soggetti pertinenti affinché si impegnino in azioni concrete, tra cui un utilizzo migliore dei fondi SIE nelle aree urbane. Inoltre, le Azioni urbane innovative aiutano le aree urbane a sperimentare soluzioni innovative per uno sviluppo urbano sostenibile.
3.4.2. Attuazione degli strumenti territoriali
Gli investimenti territoriali integrati (ITI) sono utilizzati per attuare circa 240 strategie urbane e 150 strategie territoriali. Lo strumento per lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) mobiliterà complessivamente finanziamenti SIE per 9,1 miliardi di EUR. Ad oggi, in tutta l’UE sono stati istituiti più di 3 000 gruppi di azione locale che sono responsabili dell’attuazione delle strategie CLLD e rappresentano il 46% della popolazione rurale (più del 90% dell’obiettivo); a questi si aggiungeranno prevedibilmente diverse centinaia di altri gruppi entro la fine del 2017. In molti casi, gli ITI e i CLLD sono partiti a rilento a causa della necessità di preparare preliminarmente strategie generali e strutture di governance; ora, tuttavia, sia gli uni che gli altri procedono relativamente bene e la selezione dei progetti sta recuperando il ritardo. L’attuazione è più facile quando l’approccio integrato è incorporato in un quadro esistente e adattato al contesto istituzionale.
Nel complesso, lo sviluppo urbano sostenibile, gli ITI e il CLLD hanno indotto un cambiamento nella cultura della pianificazione locale e regionale, promuovendo la cooperazione e il coordinamento tra settori e tra livelli di amministrazione e al di là dei confini amministrativi.
3.4.3. Agevolazione della cooperazione, realizzazione di strategie macroregionali e relative ai bacini marittimi
L’attuale Commissione ha assunto il fermo impegno di avvicinare l’UE ai suoi cittadini. I programmi Interreg svolgono da decenni un ruolo essenziale nell’avvicinare persone, imprese o autorità in tutta l’UE. Questa è l’Europa nella sua manifestazione migliore, con un evidente valore aggiunto. La Commissione ha adottato una comunicazione sul rafforzamento della crescita e della coesione nelle regioni transfrontaliere dell’UE, in cui è presentata una serie di proposte concrete volte mettere a frutto in modo migliore il potenziale economico, sociale e territoriale di queste aree. L’attuazione dei programmi Interreg continua a registrare progressi; il tasso di selezione dei progetti ha raggiunto livelli soddisfacenti e da una media del 35% alla fine del 2016 è arrivato a sfiorare il 53% nell’ottobre 2017. Questo significa che, ad esempio, altre 2 800 imprese si sono impegnate in progetti di cooperazione transfrontaliera nel campo della RS&I.
Tutte le strategie macroregionali dell’UE e la strategia del bacino Atlantico sono integrate nei programmi dei fondi SIE 2014-2020. La prima relazione della Commissione sulle strategie macroregionali dell’UE indica che la loro attuazione ha portato a un maggiore coordinamento e a una maggiore cooperazione in varie aree e tra i paesi interessati. Gli Stati membri segnalano ulteriori progressi e buone prassi, quali bandi mirati, bonus a progetti di rilevanza macroregionale o sostegno diretto a progetti macroregionali; tuttavia, permangono delle difficoltà specifiche, specialmente per le autorità di gestione che dovrebbero essere più proattive nell’attuazione delle strategie macroregionali attraverso i loro programmi.
Anche la cooperazione transnazionale nell’ambito del FSE sta iniziando a prendere slancio. Dopo un interesse inizialmente limitato, i seminari di rafforzamento delle capacità organizzati dalla Commissione per l’apprendimento tra pari e l’elaborazione di nuovi manuali hanno portato 17 Stati membri a pianificare bandi transnazionali per il 2018.
4. GESTIONE MIGLIORE DEI PROGRAMMI
4.1. Capacità delle autorità e dei beneficiari
Per agevolare un’attuazione efficace dei fondi SIE, gli Stati membri devono assicurarsi che le autorità e i beneficiari dei programmi abbiano una maggiore capacità di amministrarli. Le relazioni degli Stati membri mostrano che sono stati fatti concreti passi avanti in questa direzione. Una formazione sistematica e spesso obbligatoria, iniziative di e-learning, orientamenti, reti di conoscenze e condivisione di buone prassi sono strumenti comuni utilizzati nella maggior parte degli Stati membri per migliorare le capacità delle autorità. L’assunzione di personale supplementare e la razionalizzazione della gestione dei vari fondi SIE sono altri strumenti utilizzati per adeguare le capacità alle esigenze. I beneficiari usufruiscono anche di servizi di formazione e consulenza, punti di contatto appositamente predisposti nonché eventi di informazione.
Alle attività degli Stati membri si aggiungono quelle della Commissione, che fornisce un ampio sostegno su aspetti chiave quali gli appalti pubblici, gli aiuti di Stato, la lotta alle frodi e alla corruzione o l’apprendimento e gli scambi tra pari attraverso TAIEX-REGIO PEER2PEER. La Commissione sta anche potenziando l’assistenza fornita dalla piattaforma di specializzazione intelligente per rafforzare ulteriormente il trasferimento di conoscenze e lo sviluppo di capacità in materia di RS&I in tutta l’UE. Un nuovo sostegno mirato viene erogato a una serie di regioni a basso reddito e bassa crescita e per agevolare l’introduzione della banda larga è stata istituita una rete di centri di competenza dedicati.
4.2. Semplificazione per i beneficiari
Dopo un iniziale ritardo, gli Stati membri segnalano buoni progressi nell’attuazione delle misure di semplificazione. Il numero di misure di coesione elettronica (e-cohesion) in fase di introduzione è notevolmente aumentato. L’istituzione di punti di ingresso unici per i beneficiari, la riduzione del numero degli organismi intermedi, l’armonizzazione delle procedure di gestione, la semplificazione della procedura di domanda e il potenziamento degli audit unici sono alcune delle azioni che molti Stati membri hanno attuato. In un numero sempre maggiore di programmi si segnala anche l’utilizzo di opzioni di costo semplificate. Gli Stati membri sono incoraggiati a proseguire e all’occorrenza potenziare gli sforzi di semplificazione. Uno studio recente ha evidenziato che gli sforzi volti alla riduzione della burocrazia stanno dando buoni risultati.
La Commissione sta fornendo assistenza in modo proattivo agli Stati membri, non da ultimo attraverso il lavoro del gruppo di esperti ad alto livello per il monitoraggio della semplificazione per i beneficiari dei fondi SIE. Il lavoro del gruppo ha permesso di formulare proposte concrete di nuove misure di semplificazione da introdurre già nel 2014-2020.
4.3. Ruolo chiave dei partner nell’attuazione dei programmi
Nel codice di condotta, la Commissione ha stabilito una serie di regole minime per il buon funzionamento dei partenariati. La maggior parte degli Stati membri segnala progressi nel coinvolgimento dei partner, anche nell’ambito dei comitati di monitoraggio dei programmi. Tra le misure adottate per coinvolgere i partner, si segnala la creazione di sottocomitati o gruppi di lavoro informali con rappresentanti di comuni, ONG o parti sociali. Tuttavia, le possibilità di partecipare a un dialogo costruttivo possono essere ostacolate dai vincoli di tempo e dalla scarsa capacità amministrativa sia dei partner, sia delle autorità di gestione. Per elaborare le relazioni sullo stato dei lavori, la maggior parte degli Stati membri segnala di aver consultato i partner socioeconomici o di averli coinvolti strettamente nei lavori.
4.4. Applicazione dei principi orizzontali e degli obiettivi strategici
L’uguaglianza di genere, la non discriminazione, l’accessibilità e lo sviluppo sostenibile sono stati integrati negli accordi di partenariato e nei programmi. Diversi Stati membri sottolineano che per far sì che questi principi orizzontali siano effettivamente tenuti in considerazione nell’erogazione dei finanziamenti, sono applicati criteri specifici di selezione dei progetti. Vi sono margini per un ulteriore utilizzo di queste buone prassi in ulteriori programmi.
Diversi programmi hanno anche rafforzato la formazione e lo sviluppo di capacità per affrontare le carenze di conoscenze e competenze in materia di applicazione dei principi orizzontali. Tra le misure adottate si segnalano:
·la partecipazione attiva di autorità e partner socio-economici che si occupano di parità di genere, lotta alla discriminazione o sviluppo sostenibile ai comitati di monitoraggio o alle consultazioni ad hoc,
·la formazione del personale incaricato dell’attuazione dei fondi SIE, e
·campagne informative per garantire la visibilità di questi principi.
4.5. Sintesi della valutazione dei fondi SIE
Le prescrizioni volte a far sì che tutti i programmi migliorino la valutazione dei propri risultati sono state rafforzate per questo periodo di programmazione. Questo lavoro sarà essenziale per capire meglio il contributo dei programmi dei fondi SIE alla crescita, allo sviluppo sostenibile e alla creazione di posti di lavoro attraverso gli obiettivi specifici stabiliti dai diversi programmi.
Successivamente all’ultima relazione annuale di sintesi del dicembre 2016, la Commissione ha ricevuto i piani di valutazione allora mancanti dai programmi pertinenti nell’ambito della politica di coesione. Sebbene sia ancora troppo presto per avere valutazioni d’impatto nazionali, sono stati avviati vari studi a livello nazionale e regionale. Una panoramica dell’importante campagna di valutazione prevista e delle valutazioni effettuate è contenuta nel documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la presente relazione. La valutazione a livello UE dell’efficacia, dell’efficienza e del valore aggiunto UE complessivi degli investimenti a titolo dei fondi SIE sarà effettuata principalmente alla fine del periodo di programmazione ed ex post.
4.6. Comunicazione sui fondi SIE
I progetti finanziati dai fondi SIE sono tra le dimostrazioni più tangibili e visibili dell’azione dell’UE in tutta l’Unione. Appunto ad essi viene spesso associata l'UE nella percezione del pubblico. Nel 2014-2016, sia gli Stati membri che la Commissione hanno intensificato gli sforzi per accrescere ulteriormente la consapevolezza dell’impatto dei fondi SIE sulla vita delle persone. Le strategie di comunicazione degli Stati membri sono state rivolte in modo specifico alle comunità locali, ai mezzi di comunicazione e alle parti interessate, in particolare attraverso siti web più efficaci (sia nazionali che dei programmi) e una presenza più attiva sui social media. Gli Stati membri hanno segnalato diversi esempi di comunicazione creativa sui fondi SIE che hanno ispirato le sette azioni congiunte di comunicazione proposte dai commissari responsabili della Politica regionale e dell’Occupazione e degli affari sociali a tutti gli Stati membri nel maggio 2017.
Una dimostrazione chiara di questo impegno più incisivo è la campagna “L’Europa nella mia regione” che si svolge ogni anno in maggio e in cui migliaia di promotori di progetti aprono le porte al pubblico. I fondi SIE hanno fornito anche molti esempi di progetti per la campagna #InvestEU della Commissione, che mira a dimostrare l’impatto diretto degli investimenti dell’UE nella crescita e nell’occupazione sulla vita quotidiana delle persone.
CONCLUSIONE
Con un bilancio di 454 miliardi di EUR per il periodo 2014-2020, i fondi SIE rappresentano il principale strumento di investimento dell’UE e forniscono sostegno a tutti gli Stati membri e le regioni dell’UE.
Il quadro giuridico per il periodo di programmazione 2014-2020 ha apportato una significativa innovazione sul piano della politica che contribuisce all’iniziativa per un bilancio UE incentrato sui risultati. Nell’ambito della riforma è stata introdotta una serie di elementi moderni volti ad assicurare un’attuazione efficace. Oltre a sostenere gli obiettivi di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e a promuovere la coesione, i fondi SIE creano condizioni quadro migliori per gli investimenti attraverso le condizionalità ex ante, l’allineamento alle raccomandazioni specifiche per paese, il quadro di riferimento dell’efficacia rafforzato e migliori sinergie con altri strumenti, producendo un effetto moltiplicatore politico sostanziale che va ben oltre i fondi SIE.
L’applicazione concreta di questo nuovo e ambizioso approccio negli Stati membri e nelle regioni ha richiesto tempo e risorse nella fase di avvio. La Commissione ha fornito assistenza e fornirà ulteriore sostegno agli Stati membri nei loro sforzi per rispettare i nuovi obblighi normativi e adattarsi alle nuove sfide, ad esempio mediante servizi di consulenza, rafforzamento delle capacità, formazione, condivisione di buone prassi e altre misure.
Le prime relazioni nazionali sullo stato dei lavori presentate nel ciclo di programmazione 2014-2020, insieme alle relazioni di attuazione annuali relative ai programmi, presentano una panoramica delle azioni intraprese dagli Stati membri per attuare gli obiettivi strategici e dei progressi compiuti verso il loro conseguimento. I risultati dell’esercizio di monitoraggio del 2016 e gli ultimi dati disponibili alla fine di ottobre 2017 mostrano che con progetti selezionati per un totale di 278 miliardi di EUR, pari al 44% dei finanziamenti totali disponibili per il periodo, l’attuazione dei fondi SIE è decollata e sta raggiungendo la velocità di crociera. Gli investimenti realizzati assicurano miglioramenti concreti nella vita delle persone in tutta l’UE in aree fondamentali come lo sviluppo economico, l’occupazione, la sanità, l’accessibilità o la tutela dell’ambiente e hanno permesso anche di rispondere a necessità emergenti, quali la crisi migratoria dando una dimostrazione tangibile del valore aggiunto dell’UE in azione.
I progressi registrati sono significativi nella maggior parte degli Stati membri e dei settori; rimangono tuttavia alcune aree problematiche, quali gli investimenti per le TIC, l’economia a basse emissioni di carbonio e il sostegno al rafforzamento della capacità amministrativa per autorità e beneficiari. Sono necessari maggiori sforzi per far sì che siano selezionati ed effettivamente attuati progetti di qualità.
A questo punto è essenziale che all’accelerazione dell’attuazione faccia seguito un aumento marcato e rapido della spesa effettiva. Gli Stati membri devono far sì che i fondi impegnati siano erogati e allo stesso tempo continuare a compiere progressi nella selezione dei progetti. In questo modo, massimizzeranno il contributo prezioso di questi fondi alle principali priorità dell’Unione.