COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 28.7.2017
COM(2017) 404 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO
Sintesi delle relazioni annuali di attuazione per i programmi operativi cofinanziati dal Fondo di aiuti europei agli indigenti nel 2014
Sintesi delle relazioni annuali di attuazione dei programmi operativi cofinanziati dal Fondo di aiuti europei agli indigenti nel 2015
I. Introduzione
Il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) è stato istituito a norma del regolamento (UE) n. 223/2014. L'obiettivo di questo strumento è contribuire a ridurre le forme più gravi di povertà nell'UE, quali la mancanza di una fissa dimora, la povertà infantile e la deprivazione alimentare. Ai sensi del regolamento, il FEAD può sostenere i gruppi più svantaggiati della società fornendo prodotti alimentari e beni di consumo di base, ad esempio vestiario, calzature, prodotti per l'igiene, oppure organizzando attività di inclusione sociale. Il valore aggiunto del Fondo è dunque quello di fornire un sostegno mirato a un gruppo di persone che potrebbe non essere in grado di accedere direttamente ad altri strumenti di finanziamento dell'UE, quali i Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE) e di trarne beneficio.
L'importo totale disponibile di fondi del FEAD ammonta a 3 813 milioni a prezzi correnti. Tutti gli Stati membri attuano il fondo a livello nazionale per mezzo di programmi operativi. Durante la fase di programmazione, gli Stati membri potevano scegliere di sviluppare un programma operativo per la fornitura di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base (PO I) e/o un programma operativo per l'inclusione sociale delle persone indigenti (PO II). Essi sono inoltre liberi di definire i gruppi destinatari, i tipi specifici di sostegno erogato e la copertura geografica dei loro programmi.
L'inclusione sociale delle persone indigenti è al centro del PO II, ma è anche un elemento essenziale del PO I. L'assistenza materiale deve essere integrata con misure di accompagnamento intese a promuovere l'inclusione sociale dei destinatari finali (ad esempio indirizzandoli ai servizi adeguati, fornendo indicazioni su una dieta equilibrata e offrendo consulenza sulla gestione del loro bilancio). Il PO I risponde dunque alle esigenze materiali fondamentali dei gruppi più svantaggiati e li aiuta a compiere un primo passo verso la reintegrazione nella società.
Gli Stati membri cooperano con le organizzazioni partner per attuare i programmi del FEAD. Tali organizzazioni, che possono essere organismi pubblici oppure organizzazioni senza scopo di lucro, forniscono l'assistenza materiale (PO I) od organizzano e gestiscono le attività di inclusione sociale (PO II), come descritto nei programmi. In tal modo, il fondo sostiene anche lo sviluppo delle capacità all'interno delle organizzazioni partner nel settore della politica sociale.
Nelle disposizioni di sorveglianza del Fondo si precisa che gli Stati membri sono tenuti a trasmettere alla Commissione, entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione sul programma operativo attuato nel precedente esercizio finanziario. La Commissione valuta le relazioni di attuazione e, se del caso, invita lo Stato membro interessato ad apportare modifiche. La Commissione è inoltre tenuta a presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una sintesi delle relazioni presentate dagli Stati membri.
Il regolamento prevede inoltre che, almeno una volta all'anno, la Commissione consulti le organizzazioni che rappresentano le organizzazioni partner a livello di Unione in merito al sostegno apportato dal Fondo e riferisca quindi al Parlamento europeo e al Consiglio.
La presente sintesi si basa sulle informazioni contenute nelle relazioni di attuazione per il 2015 approvate dalla Commissione. Il Regno Unito non ha presentato una relazione in quanto non sono state intraprese attività nel corso del 2015. La sintesi presenta un riepilogo degli sviluppi relativi al FEAD nell'UE e riporta le informazioni fornite dagli Stati membri seguendo la struttura delle relazioni. Presenta inoltre un resoconto delle consultazioni sull'attuazione del FEAD svolte nel 2015 con i rappresentanti dell'UE delle organizzazioni partner. I valori dichiarati per gli indicatori comuni si trovano nell'allegato.
Per tenere conto dell'intervallo di tempo intercorso fra l'attuazione e la data della relazione, quest'ultima contiene anche le informazioni disponibili sugli sviluppi successivi al 2015.
II. Sviluppi generali
La programmazione delle risorse del FEAD è stata completata nel 2015 e la Commissione ha approvato gli ultimi tre programmi (DE, SE, UK) all'inizio del 2015. Due Stati membri hanno inoltre presentato le prime richieste di modifica. La RO ha proposto una modifica del programma al fine di facilitare l'identificazione dei destinatari finali. La CZ ha proposto di ampliare l'ambito di applicazione del programma per sostenere la fornitura di pasti gratuiti agli scolari provenienti da famiglie svantaggiate. Altre quattro richieste di modifica sono state presentate nel 2016.
Nel corso dell'anno sono stati compiuti progressi nello sviluppo del quadro legislativo secondario del FEAD. Alla fine del 2015 la Commissione aveva adottato e pubblicato tre atti delegati e cinque atti di esecuzione, raggiungendo un livello di completamento dell'80%. A novembre 2016 aveva adottato e pubblicato tutti gli atti delegati e di esecuzione.
Nel 2015 si è registrato un forte afflusso di migranti nell'UE, tra i quali erano presenti numerosi richiedenti asilo. Ciò ha sollevato molte preoccupazioni, anche riguardo al modo in cui fornire il necessario aiuto materiale. La direzione generale Occupazione, affari sociali e inclusione ha pubblicato una nota sul sostegno che può essere erogato ai richiedenti asilo nel quadro del Fondo sociale europeo (FSE) e del FEAD. L'ammissibilità dei richiedenti asilo all'assistenza fornita dal FEAD dipende dal modo in cui gli Stati membri definiscono chi può beneficiare del fondo. La nota è stata presentata e discussa con gli Stati membri in occasione di un incontro specifico svoltosi il 25 settembre 2015.
Nel 2016 la Commissione ha adottato un provvedimento determinante per lo sviluppo delle capacità delle parti interessate al FEAD, con il varo della rete FEAD per lo scambio di esperienze e buone prassi. A seguito di una conferenza inaugurale tenutasi nel giugno 2016, che ha riunito 200 parti interessate provenienti dai 28 Stati membri, alla fine dell'anno si erano svolte tre riunioni della rete FEAD. In tali occasioni sono stati esaminati i diversi aspetti del FEAD finalizzati a contribuire all'inclusione sociale delle persone indigenti. I partecipanti hanno presentato studi di casi concreti e discusso insieme difficoltà e soluzioni riguardanti i problemi di comune interesse inerenti all'esecuzione dei programmi del FEAD. Per il 2017 sono previste cinque riunioni con le parti interessate.
Nel 2016 la Commissione ha inoltre cominciato la valutazione intermedia del FEAD per valutare i risultati conseguiti dai programmi del Fondo. In questo contesto, ha lanciato una consultazione pubblica rivolta a tutte le parti interessate al FEAD e al pubblico in generale. La relazione interlocutoria sarà pronta per l'estate del 2017. La versione finale sarà presentata al Parlamento europeo e al Consiglio entro il 31 dicembre 2018.
L'esperienza iniziale acquisita nell'attuazione dei programmi sul campo e i riscontri ricevuti da diverse parti interessate rivelano che le norme relative al FEAD possono essere migliorate. Nel settembre 2016 la Commissione ha adottato una proposta di revisione del regolamento finanziario, accompagnata da modifiche concernenti una serie di atti settoriali. La proposta contiene alcune modifiche del regolamento (UE) n. 223/2014, finalizzate a semplificare ulteriormente la gestione del Fondo.
III. Livello di attuazione dei programmi operativi
Attuazione finanziaria
Nel 2015 l'attuazione finanziaria dei programmi del FEAD ha subito un'accelerazione. Sono stati impegnati 419,3 milioni di EUR per le operazioni nel quadro del FEAD in 21 Stati membri, rispetto a 333,5 milioni di EUR nel 2014. L'importo totale delle spese impegnate per il periodo 2014-2015 è quindi pari a 752,7 milioni di EUR, o al 17% delle risorse complessive dei programmi (cofinanziamento dell'UE e nazionale). L'accelerazione è stata ancora più pronunciata in termini di pagamenti ai beneficiari: nel 2015 sono stati versati 388 milioni di EUR, il quadruplo dell'importo erogato nel 2014 di 96,3 milioni di EUR. La maggior parte dei pagamenti è stata destinata alle operazioni relative ad aiuti alimentari (97,7%).
Nel 2015 sono state presentate alla Commissione le prime domande di pagamento. Tre Stati membri (EE, FR e LV) hanno dichiarato una spesa pubblica ammissibile pari a 46,3 milioni di EUR. Al 31 dicembre 2016 la Commissione aveva effettuato pagamenti per un importo di 732,3 milioni di EUR, 312,8 milioni dei quali costituivano pagamenti intermedi.
Attuazione pratica (PO I)
La rapida attuazione finanziaria nel 2015 è il risultato degli ulteriori progressi compiuti nell'attuazione pratica dei programmi del FEAD. Alla fine dell'anno era stata fornita assistenza in 16 dei 24 Stati membri con PO I. Nel 2015 sono state distribuite complessivamente 408 770 tonnellate di prodotti alimentari, con IT che rappresenta la percentuale più elevata dei quantitativi distribuiti (21,4%). Cinque paesi (ES, FR, IT, PL, RO) hanno fornito più del 93% del quantitativo totale di aiuti alimentari. Quattordici Stati membri hanno distribuito i prodotti alimentari sotto forma di confezioni.
Il numero di paesi che distribuiscono pasti è aumentato da due nel 2014 a sette nel 2015 (BE, BG, ES, FI, IT, LV, PL). Si stima che nel 2015 il FEAD abbia contribuito parzialmente o totalmente alla fornitura di 47 milioni di pasti.
Il latte e i derivati del latte, seguiti dagli alimenti amilacei, rappresentano la percentuale più elevata degli aiuti alimentari complessivi forniti: più della metà del quantitativo totale. Frutta e verdura, attestandosi appena sopra il 10% del quantitativo totale, si collocano al terzo posto. La Commissione auspica un continuo aumento del quantitativo di frutta e verdura distribuite, quale migliore garanzia di promuovere una dieta sana tra i gruppi svantaggiati sul piano socioeconomico.
Esempio: prodotti alimentari distribuiti in FR
Burro surgelato, olio di girasole, burro fresco; farina, cuscus, pasta, riso a grani lunghi; latte parzialmente scremato, latte condensato, zucchero, zucchero in zollette; fagiolini, piselli/carote, fiocchi di purè di patate, lenticchie (cipolle, carote, ecc. cotte), zuppa di verdure, pomodori pelati, ratatouille; cuscus con pollo, tortino di porri surgelato, pesce bianco alla provenzale e riso, pasticcio di carne; formaggio emmental, formaggio fuso; budino al cioccolato, budino di semolino al caramello, budino di riso, cioccolato al latte, biscotti al cioccolato, composta di mele senza zucchero aggiunto, pesche, ananas sciroppato; riso e cereali integrali, caffè macinato, marmellata; scaloppine di tacchino surgelate, hamburger di manzo surgelati, cosce di pollo, filetto di pesce bianco surgelato, tonno striato intero in salamoia, sardine in salamoia.
Oltre ai prodotti alimentari acquistati con le risorse del FEAD, nel 2015 il Fondo ha anche contribuito a ridurre gli sprechi alimentari finanziando donazioni di prodotti alimentari. In LU il 51% dei prodotti alimentari distribuiti era costituito da donazioni, per le quali il FEAD ha coperto soltanto le spese di trasporto e di distribuzione delle organizzazioni partner. Il LU ha anche condotto attività di sensibilizzazione per incoraggiare i potenziali donatori a mettere a disposizione prodotti alimentari.
Nel 2015 è stata anche fornita, per la prima volta, assistenza materiale di base in tre Stati membri. La AT ha distribuito materiale scolastico a 33 493 studenti provenienti da famiglie svantaggiate. Il LU ha abbinato la distribuzione di prodotti alimentari a quella di prodotti per l'igiene di base, ad esempio shampoo e dentifricio, a 9 243 persone. Anche in LV sono stati distribuiti prodotti per l'igiene analoghi assieme ad altri articoli, come il detersivo per il bucato e per i piatti, a 25 675 destinatari finali.
Secondo le stime nel 2015 più di 14 milioni di persone, il 47,2% (6,7 milioni) delle quali donne, hanno beneficiato della fornitura di prodotti alimentari nel quadro del FEAD. Si stima che il 30% circa dei destinatari finali (4,1 milioni) sia costituito da bambini di età pari o inferiore a 15 anni e il 10% (1,4 milioni) da persone di età pari o superiore a 65 anni. Secondo le stime, il 5,5% (0,8 milioni) dei destinatari finali è costituito da persone con disabilità, quasi il 14% (2 milioni) da migranti, persone di origine straniera (compresi i profughi e altri beneficiari di protezione internazionale) e minoranze e l'8,5% (1,2 milioni) da persone senza fissa dimora.
Quando si esaminano i valori aggregati degli indicatori comuni, occorre tenere conto del fatto che gli indicatori del numero di persone che hanno beneficiato del PO I nel quadro del FEAD sono basati su stime elaborate dalle organizzazioni partner, al fine di limitare gli oneri amministrativi a carico di dette organizzazioni e dei destinatari finali. Le stime possono basarsi su metodi di campionamento (ad es. conteggio dei destinatari in determinati giorni o determinate settimane dell'anno ed estrapolazione) o su altri metodi. In alcuni casi i destinatari finali possono essere contati più volte allo scopo di accertare le stime delle organizzazioni partner. Inoltre, i destinatari finali che hanno ricevuto prodotti alimentari possono avere beneficiato anche dell'assistenza materiale. In conseguenza di questo approccio, i valori dichiarati devono essere considerati una stima approssimativa del numero di casi di partecipazione, piuttosto che di singoli partecipanti, alle operazioni del FEAD o del numero di volte in cui è stata fornita l'assistenza del FEAD a persone svantaggiate.
I destinatari finali sono diversi nei vari Stati membri, perché ogni paese applica la propria definizione nazionale di persona indigente. Nella maggior parte dei casi il gruppo destinatario è determinato in base a criteri economici e le autorità nazionali redigono un elenco delle persone ammesse a beneficiare del sostegno del FEAD. Alcuni paesi adottano altri metodi, più flessibili, per determinare l'ammissibilità dei destinatari finali. In alcuni casi le organizzazioni partner stesse possono stabilire "sul posto" se una persona sia ammissibile, sulla base delle informazioni fornite da tale persona in merito alla propria situazione. Talvolta il sostegno è fornito a persone senza fissa dimora per strada o presso una mensa sociale, senza necessità di identificare ufficialmente le persone interessate o chiedere informazioni. In tali casi i valori dichiarati per gli indicatori di risultato del FEAD possono stimare soltanto il numero di volte in cui è stata fornita assistenza nel quadro del FEAD, invece del numero effettivo di persone svantaggiate che hanno ricevuto sostegno.
Un aspetto importante del FEAD è che esso non si limita alla fornitura di un sostegno materiale, ma mira anche a promuovere l'inclusione sociale delle persone indigenti. Per questo motivo l'assistenza è stata prestata insieme con una serie di misure di accompagnamento. La misura più diffusa continua a essere l'offerta di informazioni e l'indirizzamento ai servizi sociali competenti. In molti casi gli Stati membri dichiarano di avere fornito indicazioni su una dieta equilibrata, organizzato seminari di cucina su come evitare gli sprechi alimentari e offerto consulenza sulla gestione del bilancio familiare. Alcuni paesi offrono anche sostegno e assistenza psicologica per superare le difficoltà (LU, LV), consulenza sull'educazione dei figli (LV), consigli sul modo in cui affrontare le emergenze (BG), assistenza finalizzata a migliorare le competenze sociali dei destinatari finali, assistenza legale gratuita (SI), informazioni sulla disponibilità di alloggi e attività per migliorare le competenze alfabetiche (FR). Tra le misure di accompagnamento in FI sono anche comprese varie iniziative volte a migliorare il livello di attività fisica e promuovere uno stile di vita sano tra i destinatari finali, nonché la distribuzione di ricettari.
Le misure di accompagnamento costituiscono parte integrante dell'attuazione dei PO I, in quanto mirano a promuovere l'inclusione sociale dei destinatari finali. L'offerta di misure di accompagnamento ai destinatari finali è obbligatoria, ma gli Stati membri possono scegliere se finanziarle o no tramite il FEAD. Le relazioni del 2015 mostrano risultati differenti in termini di adozione di misure di accompagnamento. In alcuni paesi i destinatari finali sembrano aderire più volentieri a queste attività supplementari, mentre in altri mostrano minore interesse. In alcuni casi, i destinatari finali sono restii a partecipare alle attività di inclusione sociale a causa della loro inesperienza in questo ambito. La necessità di accrescere la partecipazione dei destinatari finali alle misure di accompagnamento è fra le difficoltà che le organizzazioni partner devono affrontare nel corso dell'attuazione del programma. Questo aspetto riveste particolare importanza perché tali misure sono destinate a promuovere l'inclusione sociale dei destinatari finali e possono fornire un collegamento con l'FSE.
Attuazione pratica (PO II)
Nel 2015 i programmi di inclusione sociale sono stati dedicati alle attività preparatorie, tra cui l'istituzione dei comitati di sorveglianza e la selezione delle organizzazioni partner.
Il PO II della DE mira a migliorare l'inclusione sociale degli immigrati indigenti e dei loro figli nell'UE, nonché quella delle persone senza fissa dimora o che rischiano di perderla. In seguito alla sua approvazione all'inizio del 2015, è stato istituito un comitato di sorveglianza. La prima riunione del comitato si è svolta in gennaio e un'altra riunione si è tenuta in marzo. Nel giugno 2015 l'autorità di gestione ha pubblicato un invito a presentare proposte per un primo ciclo di attuazione nel periodo 2016-2018. Complessivamente sono state ricevute 191 proposte di progetti relativi al primo ciclo. L'invito prevedeva l'applicazione di tassi forfettari, definiti a livello nazionale, come misura di semplificazione.
In DK, dove il FEAD è destinato ad affrontare la povertà e la mancanza di una fissa dimora e mira a rafforzare l'inclusione sociale tra le persone socialmente vulnerabili, vi è stato un cambiamento nella gestione del programma e nell'agosto 2015 è stata nominata una nuova autorità di gestione. La DK ha intrapreso una modifica per aggiornare le informazioni contenute nel programma e ha potuto lanciare un invito a presentare domande nell'aprile 2016.
In NL, dove il PO II mira a ridurre l'esclusione sociale delle persone anziane con un basso reddito disponibile, è stato selezionato un beneficiario per la conduzione di attività di inclusione sociale in quattro città olandesi a partire dal 2016: Amsterdam, Rotterdam, l'Aia e Utrecht.
Il PO II della SE, che mira a sostenere i cittadini dell'UE/SEE vulnerabili nelle loro interazioni con la società svedese, è stato avviato con un evento informativo nel marzo 2015. Il comitato di sorveglianza è stato istituito il mese successivo. Nel giugno 2015 è stato pubblicato un invito a presentare proposte e sono stati concessi finanziamenti a favore di cinque progetti. La SE ha inoltre istituito un gruppo di ricercatori sul FEAD, che si è riunito per la prima volta nel novembre 2015.
Sistemi di gestione e di controllo
Nel 2015 gli Stati membri hanno destinato notevoli risorse al rispetto delle norme relative alla procedura per la designazione delle autorità, definita nel quadro legislativo del FEAD. Fra queste attività figurano la messa a punto di procedure adeguate a livello nazionale, l'elaborazione della descrizione dei sistemi di gestione e di controllo, lo sviluppo del sistema informatico e l'esecuzione di verifiche iniziali da parte delle autorità di audit. Alla fine del 2015 sei Stati membri (LV, EE, LT, FR, BG e HU) avevano completato la procedura di designazione, il che ha permesso loro di presentare alla Commissione domande di pagamento intermedio.
A dicembre 2016 venticinque Stati membri avevano completato la procedura di designazione.
Crisi migratoria
Vari Stati membri hanno fatto ricorso al FEAD per far fronte alle conseguenze della crisi migratoria. In BE erano presenti organizzazioni partner specializzate nel campo dell'assistenza a richiedenti asilo e rifugiati. LT e CZ hanno ampliato la definizione dei rispettivi gruppi destinatari al fine di includervi i richiedenti asilo. MT e FI hanno rafforzato il coordinamento tra le autorità a livello nazionale per garantire la complementarità tra il sostegno fornito dall'FSE, dal FEAD e dal Fondo asilo, migrazione e integrazione (AMIF). Al fine di fornire ai gruppi vulnerabili della popolazione migliori informazioni sulla possibilità di ricevere sostegno nel quadro del FEAD, l'autorità di gestione della LT ha intrapreso una campagna di informazione che comprendeva anche elementi contro la discriminazione in risposta alle preoccupazioni espresse dai cittadini. Si prevede che in NL i partecipanti ai progetti saranno prevalentemente persone immigrate e di conseguenza l'autorità di gestione ha adattato gli interventi in modo da includervi corsi di lingua.
Problemi emersi
Nell'anno in esame alcuni programmi del FEAD non erano ancora operativi. In molti casi il ritardo era dovuto al fatto che il passaggio dalle regole dell'ex strumento AGRI alle regole di gestione del FEAD ha richiesto più tempo di quello inizialmente ritenuto necessario. Vari Stati membri hanno preferito completare l'istituzione dei sistemi di gestione e di controllo prima di selezionare le operazioni. Altri Stati membri hanno proceduto all'attuazione iniziale, per esempio è stata completata la selezione delle organizzazioni partner, ma le attività effettive sono cominciate nel 2016.
Fra gli Stati membri che hanno ottenuto alcuni risultati nel 2015, le informazioni fornite sulle difficoltà incontrate sono eterogenee. Ciò è in parte dovuto ai ridotti obblighi di rendicontazione. Nella maggioranza dei casi ogni difficoltà è stata affrontata con una misura specifica. Le principali difficoltà sono elencate di seguito.
-Copertura disomogenea del territorio o squilibri nell'assegnazione dell'assistenza: questo problema sembra presente in diversi Stati membri; in alcuni casi sono state selezionate organizzazioni partner supplementari per prestare l'assistenza restante, mentre in altri l'assistenza da fornire è stata trasferita tra le varie organizzazioni partner (LV, PL).
-Problemi di identificazione dei destinatari finali: in un caso è stato affrontato con una modifica del programma operativo (RO).
-Ritardi nella fornitura dell'assistenza dovuti alla presentazione di ricorsi contro i risultati della procedura d'appalto, al ritiro dei vincitori o ad offerte non conformi. Questi problemi sono stati principalmente affrontati estendendo il periodo di fornitura e, se opportuno, rilanciando le gare d'appalto (BE, BG, MT).
-Problemi di qualità dei prodotti alimentari acquistati: è stato necessario ottenere la sostituzione dei prodotti non idonei alla distribuzione da parte dell'appaltatore e l'autorità di gestione ha fatto il possibile per sveltire il processo (FR).
-In alcuni casi gli obblighi in materia di relazioni imposti alle organizzazioni partner sono stati considerati troppo complessi e l'autorità di gestione ha adottato i necessari provvedimenti per semplificarli (PL).
IV. Principi orizzontali
·Coordinamento con l'FSE e altre politiche pertinenti dell'UE
Il coordinamento tra il FEAD e l'FSE riguarda due aspetti principali: la prevenzione del doppio finanziamento e la complementarità tra i due fondi. Gli Stati membri hanno adottato varie misure per prevenire il doppio finanziamento, per esempio tramite lo scambio di informazioni fra autorità competenti, l'uso di un sistema di sorveglianza unico o hanno assicurato l'assenza di sovrapposizioni in fase di programmazione diversificando i gruppi destinatari o le attività finanziate.
Nel 2015 sono stati compiuti alcuni primi passi al fine di garantire la complementarità tra l'FSE e il FEAD. In genere è stata garantita mediante le misure di accompagnamento nel quadro del PO I, in base alle quali le organizzazioni partner informano i destinatari finali sulle possibilità di partecipare alle operazioni dell'FSE. In PL l'autorità di gestione ha introdotto un obbligo che impone alle organizzazioni partner regionali e locali di fornire informazioni sulle misure dell'FSE a disposizione dei destinatari finali del FEAD e di aiutarli a prendervi parte. In LT i partecipanti all'FSE ammessi a beneficiare del FEAD possono ricevere un sostegno complementare da entrambi i fondi contemporaneamente. Altri destinatari finali del FEAD sono incoraggiati a partecipare anche alle operazioni dell'FSE. La FR segnala casi in cui alcune organizzazioni partner sono beneficiarie anche di operazioni nel quadro dell'FSE. Ciò consente ai destinatari finali del FEAD di accedere poi con maggiore facilità al sostegno dell'FSE.
La creazione di collegamenti tra il sostegno del FEAD e dell'FSE può amplificare l'effetto complessivo delle operazioni del FEAD, in modo che non si limitino a contribuire a ridurre le forme più gravi di povertà. Per questo motivo, quando si pianificano le operazioni a livello nazionale, è prioritario esplorare le possibilità di garantire la complementarità tra i due fondi tramite percorsi e misure complementari.
·Parità di genere, integrazione della prospettiva di genere e prevenzione della discriminazione
Nella maggior parte dei casi le persone indigenti sono individuate in base a criteri economici. In tal modo si previene la discriminazione nell'offerta di accesso agli aiuti sulla base di genere, origine, religione o credo, disabilità e orientamento sessuale. In alcuni Stati membri le organizzazioni partner possono fornire assistenza a domicilio, qualora il destinatario finale non sia in grado di recarsi al punto di distribuzione. La CZ ha individuato le madri sole o le donne con figli nelle strutture di accoglienza tra le persone più vulnerabili e distribuisce confezioni di prodotti per l'igiene specifici per le loro esigenze. La SK ha adattato il peso delle confezioni in modo che possano essere trasportate sia da uomini che da donne. La LV ha adottato vari provvedimenti per garantire l'applicazione dei principi di non discriminazione. Tra questi figurano: rendere i centri di distribuzione accessibili per le persone con disabilità, prevedere orari di apertura flessibili e offrire servizi di assistenza all'infanzia per i genitori che ricevono aiuti o beneficiano di misure di accompagnamento.
·Aspetti climatici e ambientali, in vista della riduzione degli sprechi alimentari
I criteri utilizzati dagli Stati membri per selezionare i prodotti alimentari comprendono la durata, la facilità di conservazione e la lunga scadenza, al fine di ridurre gli sprechi alimentari. Il LU finanzia anche la raccolta e la distribuzione dei prodotti alimentari donati. In BG le confezioni non ritirate sono ridistribuite ad altri destinatari finali, mentre in LV i destinatari finali sono incoraggiati a lasciare gli eventuali prodotti che non intendono usare in un apposito punto presso i centri di distribuzione. Le misure di accompagnamento sono anche utili per condurre attività di sensibilizzazione: uno dei seminari di base offerti in PL è dedicato alla prevenzione degli sprechi alimentari.
·Contributo alla dieta equilibrata delle persone indigenti
Gli Stati membri hanno incluso requisiti in materia di nutrizione e sicurezza alimentare fra le specifiche per l'acquisto di prodotti alimentari. Essi consultano le organizzazioni partner, le parti sociali, le autorità competenti e gli esperti sulla selezione dei prodotti alimentari che contribuiscono a una dieta equilibrata. L'elenco dei prodotti alimentari tiene anche conto del modo in cui il gruppo destinatario ha percepito i prodotti in passato.
Il BE ha aggiornato il proprio elenco nel 2015, dando priorità ai prodotti non trasformati o poco lavorati, che si adattano facilmente alle ricette di tutte le culture e incoraggiano i destinatari finali a cucinare. È stato aumentato il numero dei prodotti per offrire una maggiore varietà e si è deciso di fornire più proteine vegetali, per esempio sotto forma di lenticchie. Si è inoltre deciso di dare priorità alle proteine animali derivanti dal pesce, che in genere sono accettate con maggiore facilità dai destinatari finali.
La CZ aspirava a garantire un alto livello di qualità dei prodotti alimentari, tenendo conto delle componenti fondamentali di una dieta equilibrata: i prodotti selezionati tengono conto della necessità di un elevato tenore di carne, una bassa percentuale di additivi, pochi grassi, una percentuale elevata di frutta, ecc. Per ciascun prodotto è stata inoltre definita la durata residua minima richiesta alla consegna, al fine di garantirne la fruibilità.
In EE la frutta a guscio, che contiene gli allergeni più comuni, è stata esclusa dalla confezione, mentre sono stati distribuiti pesce e carne in scatola, oltre a cereali a elevato contenuto dietetico. Il contenuto della confezione di prodotti alimentari cambia ad ogni distribuzione, in modo da offrire una maggiore varietà ai destinatari finali.
La ES ha puntato a soddisfare i requisiti nutrizionali dei destinatari finali fornendo elementi nutritivi di base (proteine, carboidrati, grassi, fibra, vitamine e minerali). Sono stati distribuiti prodotti specifici per i bambini per garantirne la crescita e lo sviluppo.
In FI sono stati definiti requisiti di qualità specifici per ogni prodotto. Per esempio, la crema di piselli doveva avere un tenore di carne pari ad almeno il 5%, mentre il latte in polvere doveva contenere la vitamina D.
V. Consultazioni con i rappresentanti delle organizzazioni partner a livello UE
Nel 2015 si sono svolte due riunioni con i rappresentanti delle organizzazioni partner a livello UE.
La prima riunione si è tenuta il 9 marzo. La Commissione ha presentato le caratteristiche essenziali del FEAD e ha fornito una descrizione generale dei risultati della programmazione delle nuove risorse. È stato inoltre discusso lo stato di avanzamento dei preparativi per la rete FEAD. I partecipanti hanno sollevato diverse questioni, in particolare per quanto riguarda la partecipazione dei partner all'erogazione del sostegno del FEAD a livello nazionale.
La seconda riunione si è svolta il 16 novembre. La Commissione ha presentato il progetto di sintesi delle relazioni annuali di attuazione del FEAD trasmesse dagli Stati membri a fini di discussione. Si è quindi svolta una discussione sulla mobilitazione delle risorse del FEAD (e dell'FSE) in risposta alla crisi migratoria. L'ultimo punto all'ordine del giorno è stata la presentazione delle caratteristiche fondamentali della rete FEAD.
VI. Conclusioni
Il principale obiettivo della strategia Europa 2020, cioè ridurre di almeno 20 milioni il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale, riflette l'importanza che l'UE attribuisce alla lotta contro la povertà. La Commissione sostiene le iniziative degli Stati membri volte a ridurre il numero di persone a rischio di povertà, anche con il contributo del FEAD. Tuttavia, poiché la povertà è una materia complessa che richiede un approccio integrato, è fondamentale garantire la complementarità con l'FSE con e altri strumenti e misure nazionali e dell'UE. Date le risorse limitate del FEAD, il suo ruolo specifico è ridurre la povertà e promuovere l'inclusione sociale, anche creando collegamenti con altri servizi disponibili. In tal modo, il Fondo può essere un primo passo verso un percorso di uscita dalla povertà.
I nuovi modelli di sostegno del FEAD offrono una grande varietà di assistenza, condizione essenziale per adottare un approccio più personalizzato nella fornitura di aiuti a gruppi destinatari specifici. L'esperienza acquisita nel 2015 dimostra che i richiedenti asilo e i rifugiati, nonché i rappresentanti di comunità emarginate, come i rom, possono rientrare nella popolazione destinataria. Il Fondo contribuisce inoltre a ridurre gli sprechi alimentari e ad accrescere la capacità delle organizzazioni partner e la fiducia dei potenziali donatori di prodotti alimentari e assistenza materiale.
Le relazioni FEAD del 2015 mostrano risultati incoraggianti, ma distribuiti in modo non omogeneo. Alla fine dell'anno, 12 Stati membri dovevano ancora ottenere i primi risultati. Ciò rivela che in alcuni casi il periodo precedente l'attuazione delle operazioni sul campo può essere superiore a un anno dalla data di adozione del programma in questione. Affinché il Fondo possa realizzare il suo pieno potenziale, è indispensabile che le relazioni del 2016 dimostrino che la grande maggioranza degli Stati membri ha ottenuto risultati.
Le relazioni del 2015 indicano che, subito dopo l'avvio dei programmi, gli Stati membri hanno incontrato diversi problemi e adottato misure specifiche per risolverli. Sono state adottate alcune modifiche dei programmi operativi per assicurare una buona copertura dello Stato membro e un facile accesso al Fondo per la popolazione destinataria. È fondamentale affrontare i problemi in maniera efficace, tenendo conto del fatto che il FEAD è stato istituito come strumento dalla gestione semplice, in grado di affrontare le emergenze sociali. L'attuazione pratica del FEAD può essere semplice soltanto se le disposizioni semplificate della normativa sono applicate al livello delle singole operazioni. Per questo motivo è inoltre importante cogliere ogni opportunità a disposizione per scambiare esperienze e buone prassi, a livello di autorità di programma e di organizzazioni partner, attraverso i canali esistenti: il gruppo di esperti del FEAD, la rete FEAD e le consultazioni periodiche delle parti interessate a livello nazionale e di Unione.
Nelle relazioni annuali di attuazione del 2016 gli Stati membri presenteranno, per la prima volta, una valutazione del contributo dei programmi agli obiettivi specifici e globali del FEAD. Queste informazioni permetteranno di svolgere una valutazione più approfondita dei risultati e degli effetti cumulativi alla luce degli obiettivi del FEAD nella prossima sintesi elaborata dalla Commissione.