COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 7.7.2016
COM(2016) 293 final
Raccomandazione di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che stabilisce che il Portogallo non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2013
{SWD(2016) 240 final}
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Document 52016PC0293
Recommendation for a COUNCIL DECISION establishing that no effective action has been taken by Portugal in response to the Council Recommendation of 21 June 2013
Raccomandazione di DECISIONE DEL CONSIGLIO che stabilisce che il Portogallo non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2013
Raccomandazione di DECISIONE DEL CONSIGLIO che stabilisce che il Portogallo non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2013
COM/2016/0293 final
COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 7.7.2016
COM(2016) 293 final
Raccomandazione di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che stabilisce che il Portogallo non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2013
{SWD(2016) 240 final}
Raccomandazione di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che stabilisce che il Portogallo non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2013
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 126, paragrafo 8,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)A norma dell'articolo 126 del trattato, gli Stati membri devono evitare disavanzi pubblici eccessivi.
(2)Il patto di stabilità e crescita è basato sull'obiettivo di finanze pubbliche sane come mezzo per rafforzare le condizioni per la stabilità dei prezzi e per una crescita forte e sostenibile che favorisca la creazione di posti di lavoro. Il patto di stabilità e crescita include il regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi 1 , adottato al fine di favorire la tempestiva correzione di disavanzi pubblici eccessivi.
(3)Il Consiglio, deliberando su raccomandazione della Commissione, ha deciso in data 2 dicembre 2009, conformemente all'articolo 126, paragrafo 6, del trattato, che in Portogallo esisteva un disavanzo eccessivo, e ha emanato una raccomandazione ai fini della sua correzione entro il 2013 a norma dell'articolo 126, paragrafo 7, del trattato e dell'articolo 3 del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio 2 . A seguito della richiesta delle autorità portoghesi di beneficiare del sostegno finanziario dell'Unione europea, degli Stati membri la cui moneta è l'euro e del Fondo monetario internazionale (FMI), il Consiglio ha concesso assistenza finanziaria dell'Unione al Portogallo 3 . Il Memorandum of Understanding on Specific Economic Policy Conditionality (memorandum d'intesa sulle condizioni specifiche di politica economica) tra la Commissione e le autorità portoghesi è stato firmato il 17 maggio 2011. Successivamente il Consiglio ha adottato due nuove raccomandazioni per il Portogallo (il 9 ottobre 2012 e il 21 giugno 2013) sulla base dell'articolo 126, paragrafo 7, del trattato, che prorogavano il termine per la correzione del disavanzo eccessivo rispettivamente al 2014 e 2015. In entrambe le raccomandazioni il Consiglio ha ritenuto che il Portogallo avesse adottato misure efficaci ma che si fossero verificati eventi economici sfavorevoli imprevisti con importanti conseguenze negative per le finanze pubbliche.
(4)In particolare, per portare il disavanzo pubblico nominale al di sotto del valore di riferimento del 3% del PIL entro il 2015 in maniera credibile e sostenibile, è stato raccomandato al Portogallo di: a) portare il disavanzo nominale al 5,5% del PIL nel 2013, al 4,0% del PIL nel 2014 e al 2,5% del PIL nel 2015, il linea con un miglioramento del saldo strutturale pari allo 0,6% del PIL nel 2013, all'1,4% del PIL nel 2014 e allo 0,5% del PIL nel 2015, sulla base dell'aggiornamento del maggio 2013 delle prospettive economiche del Portogallo preparato dai servizi della Commissione; b) attuare misure equivalenti al 3,5% del PIL per contenere il disavanzo 2013 al 5,5% del PIL, comprese le misure stabilite nella legge di bilancio 2013 e le ulteriori misure contenute nel bilancio supplementare, vale a dire riduzioni supplementari della spesa salariale, incrementi di efficienza nella pubblica amministrazione, riduzione dei consumi pubblici e miglior uso dei fondi UE; c) partendo dalla revisione della spesa pubblica, adottare misure di risanamento permanenti equivalenti ad almeno il 2% del PIL al fine di raggiungere un disavanzo nominale del 4% del PIL nel 2014 e puntare a razionalizzare e ammodernare la pubblica amministrazione affrontando la questione degli esuberi nelle funzioni e negli enti del settore pubblico, migliorando la sostenibilità del regime pensionistico e conseguendo economie mirate nei singoli ministeri competenti. d) adottare le misure di risanamento permanenti necessarie per conseguire l'obiettivo di un disavanzo del 2,5% del PIL nel 2015. Era stato inoltre raccomandato al Portogallo di mantenere lo slancio delle riforme nella gestione delle finanze pubbliche riformando entro la fine del 2013 la legge quadro di bilancio per rafforzare ulteriormente le procedure di bilancio e i principi di gestione, responsabilità, trasparenza e semplificazione in materia di conti pubblici e per continuare a contenere le passività potenziali derivanti da imprese pubbliche e partenariati pubblico-privato.
(5)L'aggiornamento del maggio 2013 delle prospettive economiche del Portogallo preparato dai servizi della Commissione, su cui si basava la raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2013, prevedeva che l'economia portoghese si sarebbe contratta del 2,3% nel 2013 per poi crescere rispettivamente dello 0,6% e dell'1,5% nei due anni successivi. La previsione relativa alla crescita del PIL nominale era di -0,6% per il 2013, 1,8% nel 2014 e 2,7% nell'anno successivo.
(6)Nella sua raccomandazione del 21 giugno 2013 il Consiglio aveva fissato al 1° ottobre 2013 il termine per l'adozione di misure efficaci in linea con le disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1467/97. In conformità all'articolo 10, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 472/2013 il Portogallo era stato esonerato dal presentare una relazione separata nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi e aveva riferito in merito nel quadro del suo programma di aggiustamento macroeconomico.
(7)Nelle valutazioni successive erano stati evidenziati i rischi di non conformità con la raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2013. A luglio 2015 sulla base della sua valutazione del programma di stabilità 2015, il primo dopo l'uscita dal programma di aggiustamento economico, il Consiglio aveva concluso che sussisteva il rischio che il Portogallo non rispettasse le disposizioni del patto di stabilità e crescita. Analogamente la Commissione nel suo parere sul documento programmatico di bilancio 2015 ha concluso che sussisteva il rischio che il Portogallo non rispettasse le disposizioni del patto di stabilità e crescita. In particolare la Commissione ha rilevato un rischio per la correzione tempestiva del disavanzo eccessivo entro il 2015. Inoltre la Commissione ha rilevato un'inadeguatezza nello sforzo strutturale rispetto alla raccomandazione, indicando l'esigenza di ulteriori misure di risanamento strutturale per il 2015 per sostenere una correzione credibile e duratura del disavanzo eccessivo.
(8)Una nuova valutazione del seguito dato dal Portogallo alla raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2013 per correggere entro il 2015 il disavanzo eccessivo porta alle conclusioni seguenti.
–A seguito della notifica della procedura relativa al disavanzo della pubblica amministrazione del 2015 e alla sua convalida da parte della Commissione europea (Eurostat), il disavanzo 2015 è stato pari al 4,4% del PIL, al di sopra del valore di riferimento del trattato del 3%. La discrepanza con il valore di riferimento era in larga parte dovuta alle misure a sostegno del settore finanziario nel quadro della risoluzione di Banif alla fine del 2015, che ha avuto un impatto negativo sul disavanzo pubblico pari all'1,4% del PIL. Anche considerando questo elemento insieme alle voci una tantum, il disavanzo al netto delle misure una tantum sarebbe stato ancora al di sopra del valore di riferimento previsto dal trattato.
–Il miglioramento cumulato del saldo strutturale nel periodo 2013-2015 è stimato all'1,1% del PIL, significativamente al di sotto del 2,5% del PIL raccomandato dal Consiglio. Se si tiene conto degli effetti della crescita riveduta del prodotto potenziale e delle entrate straordinarie maggiori o minori rispetto allo scenario di base della raccomandazione, il miglioramento cumulato si riduce notevolmente a -0,1% del PIL.
–L'entità delle misure attuate fino a giugno 2014 era in linea con gli obiettivi del programma di aggiustamento macroeconomico. Successivamente, l'entità delle misure di risanamento permanenti alla base degli obiettivi di bilancio per il 2014 è stata significativamente ridotta nel tempo, dal 2,3% del PIL previsto nel bilancio 2014 a circa l'1,5% del PIL nelle proiezioni alla base del bilancio 2015. Pertanto, l'entità delle misure adottate è chiaramente inferiore rispetto alla raccomandazione di adottare misure aggiuntive per almeno il 2% del PIL nel 2014. Per il 2015 l'entità delle misure permanenti di risanamento di bilancio è stata ulteriormente ridotta a circa lo 0,6% del PIL nel bilancio 2015 e l'obiettivo nominale è stato fissato al 2,7% del PIL. Pertanto, le misure di risanamento strutturale programmate erano insufficienti per conseguire l'obiettivo di disavanzo del 2,5% del PIL raccomandato per il 2015. Il disavanzo 2015 ha confermato che le misure programmate non erano sufficienti.
–Nel complesso, da giugno 2014, il miglioramento del disavanzo nominale è stato sostenuto dalla ripresa economica e dalla riduzione della spesa per interessi in un contesto di tassi agevolati. Le entrate straordinarie e impreviste non sono state usate per accelerare la riduzione del disavanzo e il volume delle misure di risanamento strutturale è stato insufficiente per raggiungere gli obiettivi.
–Il debito pubblico lordo si è in generale stabilizzato dopo la raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2013 raggiungendo il 129,2% del PIL alla fine del 2013, il 130,2% del PIL nel 2014 e il 129% del PIL nel 2015 secondo la previsione della Commissione della primavera 2016.
–Le riforme strutturali di bilancio hanno compiuto progressi nella maggior parte dei settori, anche se a ritmo differenziato. La legge quadro di bilancio è stata riveduta e rafforzata, ma è destinata ad entrare pienamente in vigore solo nel settembre 2018. Sono stati compiuti notevoli sforzi per ridurre la frode e l'evasione fiscale e riformare l'amministrazione fiscale. La sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico è stata migliorata negli ultimi anni ma permangono sfide a breve e medio termine. Le riforme del settore sanitario volte ad assicurare la sostenibilità del servizio sanitario nazionale progrediscono a ritmo adeguato. Negli ultimi anni, in particolare durante il programma di aggiustamento economico, sono state attuate riforme della pubblica amministrazione volte a migliorare la gestione di bilancio a livello regionale e locale, e riforme dei partenariati pubblico-privato e delle imprese statali.
(9)Ciò consente di concludere che le misure adottate dal Portogallo in risposta alla raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2013 non sono state sufficienti. Il Portogallo non ha posto fine alla sua situazione di disavanzo eccessivo entro il 2015. Lo sforzo di bilancio è stato sensibilmente inferiore a quanto raccomandato dal Consiglio,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il Portogallo non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2013.
Articolo 2
La Repubblica portoghese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Consiglio
Il presidente