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Document 52016DC0776

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sull'attuazione delle misure relative al settore dell'apicoltura del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli

COM/2016/0776 final

Bruxelles, 7.12.2016

COM(2016) 776 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

sull'attuazione delle misure relative al settore dell'apicoltura
del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio recante
organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli


Indice

1.INTRODUZIONE

2.metodologia

3.PANORAMICA DEL SETTORE APICOLO DELL'UE

3.1Produzione e prezzi

3.2Scambi commerciali

3.3Censimento degli alveari

3.4Censimento degli apicoltori

4.ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI APICOLI NAZIONALI

4.1Base giuridica

4.2Obiettivi e misure

4.3Bilancio dell'Unione per i programmi apicoli nazionali e percentuale di utilizzo

4.4Assegnazione del contributo dell'Unione per Stato membro

4.5Spese sostenute per tipo di misura

5.PRINCIPALI MODIFICHE INTRODOTTE DALLA RIFORMA DELLA
PAC DEL 2013

5.1Misure ammissibili

5.2Metodo per determinare il numero di alveari e assegnazione del bilancio dell'UE

6.CONCLUSIONI

1.INTRODUZIONE

Il settore dell'apicoltura dell'Unione europea (UE) ha dimensioni ridotte rispetto ad altri comparti agricoli, ma fornisce parte dei servizi di impollinazione all'agricoltura dell'UE.

Gli apicoltori dell'UE devono affrontare molte sfide per preservare i loro alveari e la produzione di miele. L'aumento dei costi, la forte concorrenza delle importazioni di miele a basso costo dai paesi terzi, la perdita di colonie di api, le malattie, gli aggressori degli alveari nonché il degrado dell'ambiente di foraggiamento stanno esercitando pressione sul settore.

Nell'ambito della politica agricola comune (PAC) sono disponibili diversi strumenti per sostenere il settore dell'apicoltura e attenuare gli effetti negativi che talune attività agricole potrebbero avere sugli impollinatori gestiti.

L'UE sostiene direttamente il settore dell'apicoltura dal 1997 1 . Le successive regolamentazioni del mercato hanno offerto agli Stati membri la possibilità di redigere programmi nazionali per i loro settori apicoli. L'obiettivo di tali programmi è migliorare le condizioni generali della produzione e della commercializzazione dei prodotti dell'apicoltura, che comprendono non solo miele, ma anche pappa reale, polline, propoli e cera d'api. I programmi sono cofinanziati al 50% dall'Unione europea e durano tre anni.

L'articolo 225, lettera a), del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli 2 prevede che la Commissione presenti una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio ogni tre anni e, per la prima volta, entro il 21 dicembre 2016, sull'attuazione delle misure riguardanti il settore dell'apicoltura previste dagli articoli 55, 56 e 57, compresi gli sviluppi più recenti in materia di sistemi di identificazione degli alveari.

La presente relazione soddisfa tale obbligo e riguarda gli anni apicoli 2013, 2014 e 2015 3 . Poiché i programmi apicoli nazionali hanno una durata triennale, i suddetti anni apicoli corrispondono all'ultimo anno dei precedenti programmi triennali per l'apicoltura (2011-2013) e ai primi due anni dell'attuale programma (2014-2016). La presente è la sesta relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione dei programmi riguardanti l'apicoltura 4 .

Tutti gli Stati membri hanno comunicato il proprio programma nazionale per l'apicoltura per i periodi 2011-2013 e 2014-2016, il che evidenzia il forte interesse degli Stati membri nonché le esigenze del settore.

Durante i tre anni apicoli cui fa riferimento la presente relazione era ancora in vigore il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) 5 ; di conseguenza, le modifiche apportate al settore dell'apicoltura dalla riforma della PAC nel 2013 non erano ancora state attuate. Tuttavia, la presente relazione illustra le principali modifiche legislative introdotte dalla riforma della PAC nonché le ultime informazioni disponibili riguardo agli sviluppi in materia di sistemi di identificazione degli alveari.

2.Metodologia

Ai fini della presente relazione, sono state utilizzate le seguenti fonti di informazione:

— i programmi apicoli nazionali notificati alla Commissione dagli Stati membri per i periodi 2011-2013, 2014-2016 e 2017-2019. Ogni programma apicolo nazionale deve comprendere uno studio effettuato dallo Stato membro sulla struttura della produzione e della commercializzazione nel settore dell'apicoltura nel suo territorio;

— le spese degli Stati membri relative alle misure adottate nell'ambito dei programmi apicoli nazionali notificati alla Commissione 6 ;

— i dati relativi alla produzione e al commercio internazionale di miele forniti da EUROSTAT, COMEXT e FAO.

Le cifre dettagliate e le tabelle di sintesi relative al mercato del miele e ai programmi apicoli nazionali sono disponibili sul sito internet della Commissione 7 .

3.    PANORAMICA DEL SETTORE APICOLO DELL'UE

3.1    Produzione e prezzi

Con una produzione di circa 250 000 tonnellate/anno, l'UE è il secondo produttore di miele al mondo dopo la Cina.

L'UE non produce miele sufficiente a coprire il proprio consumo. Nel 2015 il tasso di autosufficienza 8 è stato pari a circa il 60%.

Gli Stati membri che sono i maggiori produttori di miele dell'UE (Romania, Spagna, Ungheria, Germania, Italia) si trovano principalmente nella parte meridionale dell'Unione, in cui le condizioni climatiche sono più favorevoli all'apicoltura.

Nel complesso, la produzione di miele nell'UE ha registrato un lento ma costante aumento, con variazioni annuali a seconda delle condizioni climatiche. Tuttavia, mantenere questo livello di produzione potrebbe diventare più difficile per gli apicoltori a causa delle sfide con cui sono confrontati in termini di salute delle api e perdita di habitat per effetto dell'intensificazione agricola. Il peggioramento delle condizioni di produzione, l'aumento dei costi di produzione e la crescita delle importazioni di miele a basso costo dai paesi terzi creano una situazione di sempre maggiore concorrenza.

I prezzi del miele variano molto a seconda della qualità e del punto di vendita. Per quanto riguarda il miele millefiori, la forchetta di prezzo va dai 2,54 EUR/kg in Polonia per il miele millefiori venduto sfuso ai grossisti ai 15,18 EUR/kg per il miele venduto nel luogo di produzione nel Regno Unito.

Grafico 1: Produzione di miele nell'UE nel 2014 e nel 2015

Fonte: Studi degli Stati membri notificati nei programmi apicoli nazionali 2017-2019

3.2    Scambi commerciali

Importazioni

L'UE è il primo importatore di miele al mondo. Le importazioni dell'UE aumentano di anno in anno.

Nel 2015 l'UE ha importato circa 200 000 tonnellate di miele, per un volume pari approssimativamente al 75% della produzione totale dell'Unione. La metà di queste importazioni proveniva dalla Cina (circa 100 000 tonnellate). Gli altri due principali fornitori sono stati Messico e Ucraina. Il miele importato dai paesi terzi è molto meno costoso di quello prodotto nell'UE. Nel 2015 il prezzo medio unitario delle importazioni di miele cinese era di 1,64 EUR/kg, mentre il prezzo medio dell'UE del miele millefiori venduto sfuso ai grossisti era di 3,78 EUR/kg. A causa dei maggiori costi di produzione, i produttori dell'UE possono difficilmente competere con il miele importato.

Esportazioni

Le esportazioni dell'UE sono irrilevanti rispetto alle importazioni.

Nel 2015 l'UE ha esportato circa 20 000 tonnellate di miele, per un volume pari approssimativamente all'8% della produzione totale dell'Unione. L'UE esporta prevalentemente su mercati che richiedono miele di alta qualità in Svizzera, Arabia Saudita, Stati Uniti e Canada. Nel 2015 il prezzo medio unitario delle esportazioni di miele era pari a 5,77 EUR/kg.

3.3    Censimento degli alveari

Secondo i dati forniti nei programmi 2014-2016, nell'UE erano presenti circa 16 milioni di alveari. I cinque Stati membri che contano il maggior numero di alveari sono prevalentemente ubicati nel Sud dell'UE: Spagna, Francia, Grecia, Romania e Italia.

Alla Commissione non sono pervenuti nuovi dati sul numero di alveari rispetto all'ultima relazione. Non saranno disponibili dati aggiornati prima del 2017.

Grafico 2: Evoluzione del numero di alveari nell'UE

Fonte: Studi degli Stati membri notificati nei programmi apicoli nazionali

3.4    Censimento degli apicoltori

Secondo i dati forniti nei programmi 2017-2019, gli apicoltori nell'Unione erano circa 600 000. Il numero di apicoltori nell'UE è in diminuzione. Molti apicoltori che lasciano il settore per motivi di età non sono sostituiti da nuovi operatori.

Grafico 3: Evoluzione del numero di apicoltori nell'UE

Fonte: Studi degli Stati membri notificati nei programmi apicoli nazionali

La situazione varia notevolmente da uno Stato membro all'altro. La Germania è uno dei pochi Stati membri che sono riusciti ad arrestare il calo del numero degli apicoltori. L'associazione tedesca degli apicoltori ha dato priorità a una strategia di avviamento alla professione degli apicoltori e ha offerto corsi per principianti che hanno determinato un aumento del numero di apicoltori attivi. Tali iniziative sono state in parte finanziate dalla misura "assistenza tecnica" dei programmi.

Nel 2015 il 96% degli apicoltori europei gestiva meno di 150 alveari, la soglia entro la quale un apiario è considerato "non professionale"; nell'UE solo 4 apicoltori su 100 avevano più di 150 alveari e potevano essere considerati apicoltori professionisti. Questa soglia è tuttavia contestata da alcune associazioni di apicoltori, che ritengono che un numero di 40 alveari sarebbe più appropriato.

Una vasta maggioranza di apicoltori dell'UE (72%) fa parte di associazioni di apicoltori.

4.ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI APICOLI NAZIONALI

4.1Base giuridica

Durante il 2013, 2014 e 2015, gli anni apicoli cui fa riferimento la presente relazione, era ancora in vigore il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio; di conseguenza, le modifiche apportate al settore dell'apicoltura dalla riforma della PAC nel 2013 non erano ancora state attuate.

Le disposizioni di cui agli articoli da 55 a 57 del nuovo regolamento (UE) n. 1308/2013 sostituiscono e abrogano le disposizioni di cui agli articoli da 105 a 110 del regolamento (CE) n. 1234/2007. Tuttavia, conformemente all'articolo 231 del regolamento (UE) n. 1308/2013, i programmi pluriennali adottati anteriormente al 1° gennaio 2014 continuano a essere disciplinati dalle pertinenti disposizioni del regolamento (CE) n. 1234/2007 fino alla loro scadenza. Il legislatore ha introdotto questa disposizione transitoria al fine di assicurare la continuità dei programmi in corso. Poiché erano stati adottati precedentemente al 1° gennaio 2014, i programmi apicoli 2011-2013 e 2014-2016 erano ancora disciplinati dalle disposizioni del regolamento (CE) n. 1234/2007 e del regolamento (CE) n. 917/2004 della Commissione, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 797/2004 del Consiglio relativo alle azioni dirette a migliorare le condizioni della produzione e della commercializzazione dei prodotti dell'apicoltura 9 .

4.2Obiettivi e misure

L'obiettivo dei programmi è migliorare le condizioni generali di produzione e commercializzazione dei prodotti apicoli nell'Unione europea.

Sei misure sono ammesse a beneficiare dell'aiuto e possono rientrare nei programmi apicoli nazionali.

Quando redigono i loro programmi, gli Stati membri consultano le organizzazioni di apicoltori nazionali e selezionano da un elenco di misure ammissibili le azioni che considerano più pertinenti. Ad esempio, per gli anni apicoli 2014 e 2015, i Paesi Bassi hanno deciso di attuare una sola misura: la ricerca applicata.

Le sei misure ammissibili sono rimaste invariate rispetto all'ultima relazione della Commissione, risalente al 2013, e sono elencate di seguito.

L'assistenza tecnica è intesa ad aumentare l'efficacia della produzione e della commercializzazione, grazie all'introduzione di migliori tecniche. Prevede l'organizzazione di corsi di base per i nuovi apicoltori e la formazione continua per gli apicoltori esperti e per i responsabili di associazioni e cooperative; i corsi di formazione riguardano, in particolare, aspetti quali l'allevamento, la prevenzione delle malattie, le condizioni di raccolta e di condizionamento, il magazzinaggio e il trasporto del miele nonché la commercializzazione. Gli apiari didattici e le reti di consulenti e di tecnici apistici consentono la diffusione delle conoscenze tecniche pratiche. La misura può essere altresì utilizzata per sostenere l'ammodernamento del settore attraverso l'acquisto da parte degli apicoltori di attrezzature per l'estrazione del miele.

L'obiettivo della lotta contro la varroasi è controllare l'infestazione degli alveari da parte di questo parassita endemico. La varroasi è una malattia delle api mellifere causata dagli acari Varroa che indebolisce il sistema immunitario delle api e aumenta le infezioni secondarie da virus di cui possono essere affette. Il controllo della varroasi si effettua principalmente riducendo il carico parassitario. La malattia è all'origine del forte calo delle rese di miele nell'UE e determina la perdita delle colonie se non trattata. La varroasi è endemica nell'Unione e non può essere completamente eradicata; pertanto, il trattamento degli alveari con prodotti e metodi autorizzati è l'unico mezzo per evitare le conseguenze della malattia. È stato inoltre giudicato necessario un contributo finanziario, per aiutare i produttori a far fronte alle crescenti spese sostenute per il trattamento appropriato degli alveari (prodotti o attrezzature, quali reti di protezione).

L'aiuto per la razionalizzazione della transumanza mira a fornire assistenza nella gestione dei movimenti degli alveari nel territorio dell'Unione e nella messa a disposizione di siti per gli apicoltori durante il periodo della fioritura. Misure volte all'individuazione degli alveari e dei telaini, un registro della transumanza, investimenti nelle attrezzature in grado di facilitare la transumanza e l'elaborazione di mappe delle varietà floreali possono facilitare la gestione di tale pratica. In alcuni Stati membri, la transumanza è fondamentale per soddisfare le esigenze nutrizionali delle api e garantire l'impollinazione delle piante.

Le misure di sostegno per la realizzazione dell'analisi del miele si pongono come obiettivo una migliore commercializzazione del prodotto. L'analisi del miele consente agli apicoltori di garantire che il miele commercializzato presenti le caratteristiche fisico-chimiche previste dalla direttiva 2001/110/CE del Consiglio concernente il miele 10 ; le analisi relative all'origine botanica del miele consentono agli apicoltori di acquisire una conoscenza precisa della qualità del miele raccolto e quindi di vendere meglio i loro prodotti sul mercato. Il sostegno finanziario alle analisi del miele è fondamentale per garantire l'accesso a tale servizio a un ampio numero di apicoltori.

Il ripopolamento del patrimonio apistico permette di compensare parzialmente le perdite di api e quindi di evitare cali di produzione, grazie al finanziamento di attività che favoriscono la produzione di regine o l'acquisto di pacchi di api.

La possibilità prevista dal regolamento di includere nei programmi apicoli progetti specifici di ricerca applicata per il miglioramento qualitativo del miele e la divulgazione dei risultati raggiunti da tali progetti possono contribuire ad aumentare le conoscenze dei produttori su talune pratiche specifiche di apicoltura.

4.3    Bilancio dell'Unione per i programmi apicoli nazionali e percentuale di utilizzo

I finanziamenti dell'UE a favore dell'apicoltura sono relativamente esigui, ma sono aumentati a cadenza triennale per tenere conto dei crescenti bisogni del settore, del buon ritmo di utilizzazione dei programmi e dei successivi allargamenti dell'Unione. Per quanto riguarda i programmi apicoli 2017-2019, i fondi messi a disposizione dall'Unione saranno aumentati a 36 milioni di EUR per anno apicolo.

Tabella 1: Fondi UE disponibili per i programmi apicoli nazionali

Fondi UE disponibili per anno apicolo

Anno apicolo 2013

Programmi 2011-2013

Anno apicolo 2014

Programmi 2014-2016

Anno apicolo 2015

Programmi 2014-2016

EUR

32 000 000

33 100 000

33 100 000

Importo in EUR dei fondi UE utilizzati dagli Stati membri

29 160 781

30 430 265

30 874 274

Percentuale di utilizzo

91%

92%

93%

Tutti gli Stati membri 11 hanno comunicato il proprio programma nazionale per l'apicoltura per i periodi 2011-2013 e 2014-2016.

Il contributo dell'Unione ai programmi apicoli corrisponde al 50% delle spese sostenute dagli Stati membri. Nella fattispecie significa che per l'anno apicolo 2013 erano stati messi complessivamente a disposizione 64 milioni di EUR per il settore dell'apicoltura: 32 milioni di EUR dal bilancio dell'Unione e 32 milioni di EUR dal bilancio nazionale degli Stati membri. Per gli anni apicoli 2014 e 2015 erano stati messi complessivamente a disposizione 66,2 milioni di EUR per ogni anno: 33,1 milioni di EUR dal bilancio dell'Unione e 33,1 milioni di EUR dal bilancio nazionale degli Stati membri.

Come negli anni precedenti, gli Stati membri hanno utilizzato quasi tutti i fondi messi a disposizione dall'UE per questi programmi. La percentuale media di utilizzo dell'UE è ottima: si è attestata rispettivamente al 91%, al 92% e al 93% per gli anni apicoli 2013, 2014 e 2015.

4.4Assegnazione del contributo dell'Unione per Stato membro

Il fattore chiave per l'assegnazione del contributo dell'Unione ai singoli Stati membri è il numero di alveari presenti nel loro territorio.

Sulla base delle previsioni di spesa indicate dagli Stati membri nei rispettivi programmi, i fondi dell'Unione sono ripartiti in funzione della quota di ciascuno Stato membro del numero totale di alveari nell'UE.

Gli Stati membri comunicano il numero di alveari presenti nel loro territorio al momento della trasmissione dei programmi apicoli alla Commissione. Il numero e la distribuzione degli alveari per Stato membro e nell'Unione sono pubblicati in un regolamento di esecuzione della Commissione che modifica l'allegato I al regolamento (CE) n. 917/2004 12 .

La percentuale degli alveari di ciascuno Stato membro, rispetto al numero complessivo di alveari presenti nell'UE, fornisce la quota del bilancio teorico massimo a cui ha diritto ogni Stato membro. Qualora uno Stato membro preveda una spesa inferiore al bilancio massimo al quale ha diritto, gli importi non richiesti da tale Stato membro sono ridistribuiti fra gli altri.

Di conseguenza, a ricevere la percentuale più elevata di fondi dell'Unione sono gli Stati membri che contano il maggior numero di alveari. Per quanto riguarda gli anni apicoli 2013, 2014 e 2015, la quota più elevata di fondi dell'UE è stata assegnata alla Spagna, lo Stato membro con il maggior numero di alveari nell'Unione. Ai cinque Stati membri che hanno il maggior numero di alveari (Spagna, Francia, Grecia, Romania e Italia) è stata assegnata circa la metà dei finanziamenti complessivi dell'UE per gli anni apicoli 2013, 2014 e 2015.

Grafico 4: Assegnazione del contributo dell'Unione per Stato membro per l'anno apicolo 2015

4.5Spese sostenute per tipo di misura

In linea con l'articolo 6 del regolamento (CE) n. 917/2004 della Commissione, alla fine di ogni anno apicolo gli Stati membri notificano alla Commissione le spese sostenute per tipo di misura.

La ripartizione delle spese per tipo di misura per gli anni apicoli 2013, 2014 e 2015 è rimasta sostanzialmente invariata rispetto all'ultima relazione della Commissione.

La lotta contro la varroasi e l'assistenza tecnica agli apicoltori e alle organizzazioni di apicoltori (ciascuna delle quali ha rappresentato circa il 29% della spesa totale) sono state le due principali misure utilizzate. Tale situazione rispecchia la necessità che il settore continui a investire in attrezzature apistiche, aggiorni costantemente le pratiche apicole per contrastare le malattie e gli aggressori degli alveari e formi nuovi apicoltori.

La razionalizzazione della transumanza ha rappresentato circa il 19% della spesa totale e si è collocata al terzo posto tra le misure più utilizzate. In alcuni Stati membri la transumanza è una pratica apicola fondamentale, necessaria per soddisfare i fabbisogni nutrizionali delle api mellifere durante l'intera stagione apicola nonché per fornire servizi di impollinazione.

Il ripopolamento del patrimonio apistico, che ha rappresentato circa il 15% della spesa totale, occupa la quarta posizione, seguita al quinto posto dalla ricerca applicata (circa il 5% della spesa totale) e al sesto posto dall'analisi del miele (circa il 3% della spesa totale).

Grafico 5: Spese sostenute per tipo di misura per l'anno apicolo 2015

5.PRINCIPALI MODIFICHE INTRODOTTE DALLA RIFORMA DELLA PAC DEL 2013

La riforma della PAC del 2013 ha introdotto modifiche importanti per quanto riguarda i programmi apicoli. Tali modifiche trovano espressione negli articoli da 55 a 57 sugli aiuti nel settore dell'apicoltura del regolamento (UE) n. 1308/2013, che sostituiscono gli articoli da 105 a 110 sull'apicoltura del regolamento (CE) n. 1234/2007. Il regolamento delegato (UE) n. 2015/1366 13 della Commissione integra il regolamento (UE) n. 1308/2013 sull'apicoltura e il regolamento di esecuzione (UE) n. 2015/1368 14 della Commissione reca modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1308/2013 per quanto riguarda gli aiuti nel settore dell'apicoltura.

I principali obiettivi della riforma della PAC per il settore dell'apicoltura erano i seguenti:

— adeguare le misure ammissibili alle esigenze del settore;

— garantire un'assegnazione più corretta del bilancio dell'UE migliorando i metodi seguiti dagli Stati membri per determinare il numero di alveari presenti nei loro territori.

5.1Misure ammissibili

L'articolo 55, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 1308/2013 modifica l'elenco delle misure ammissibili per il settore dell'apicoltura; amplia l'ambito di applicazione di alcune delle misure esistenti e aggiunge due nuove misure.

Con la PAC riformata, le misure ammissibili per l'apicoltura sono attualmente otto:

a) assistenza tecnica agli apicoltori e alle organizzazioni di apicoltori;

b) lotta contro gli aggressori e le malattie dell'alveare, in particolare la varroasi; l'ambito di applicazione di questa misura è stato ampliato per tenere conto delle necessità del settore di contrastare l'avanzata del calabrone asiatico (Vespa velutina) 15 , del piccolo coleottero dell'alveare (Aethina tumida) 16 , ma anche malattie delle api diverse dalla varroasi quali la nosemiasi o la peste europea delle api;

c) razionalizzazione della transumanza;

d) misure di sostegno ai laboratori di analisi dei prodotti dell'apicoltura al fine di aiutare gli apicoltori a commercializzare e valorizzare i loro prodotti; l'ambito di applicazione di questa misura è stato esteso all'analisi di altri prodotti dell'apicoltura 17 quali pappa reale, polline, propoli e cera d'api. Si tratta di un'azione importante per sostenere lo sviluppo di prodotti apicoli di qualità e per fornire una fonte di reddito supplementare agli apicoltori;

e) misure di sostegno del ripopolamento del patrimonio apicolo dell'Unione;

f) collaborazione con gli organismi specializzati nella realizzazione dei programmi di ricerca applicata nei settori dell'apicoltura e dei prodotti dell'apicoltura;

g) monitoraggio del mercato; questa è una nuova misura che potrebbe essere utilizzata, ad esempio, per monitorare la produzione e i prezzi del miele e dei prodotti dell'apicoltura;

h) miglioramento della qualità dei prodotti per una loro maggiore valorizzazione sul mercato; questa è una nuova misura che potrebbe essere utilizzata, ad esempio, per sfruttare il potenziale della pappa reale o del polline.

5.2Metodo per determinare il numero di alveari e assegnazione del bilancio dell'UE

Come precedentemente indicato, il fattore chiave per l'assegnazione del contributo dell'Unione ai singoli Stati membri è il numero di alveari presenti nel loro territorio.

La riforma della PAC del 2013 ha mantenuto questo principio, ma le regole per determinare il numero di alveari sono state armonizzate (per quanto possibile, considerando le ampie disparità che si registrano da uno Stato membro all'altro nel settore dell'apicoltura); ai sensi dell'articolo 4 del regolamento delegato (UE) n. 2015/1366 della Commissione, il contributo dell'Unione è assegnato proporzionalmente al numero totale medio degli alveari durante i due anni civili immediatamente precedenti la notifica alla Commissione dei programmi di apicoltura.

Fino ai programmi 2014-2016, gli Stati membri avevano solo l'obbligo di notificare alla Commissione il numero di alveari presenti nei loro territori, ogni tre anni, al momento della presentazione dei programmi apicoli nazionali. Si registravano differenze considerevoli nel modo in cui gli Stati membri raccoglievano le informazioni sul loro numero di alveari, in particolare riguardo ai tipi di alveari considerati, al periodo e agli anni in cui erano state raccolte le informazioni e, infine, al metodo seguito per determinare tali numeri. Per garantire un'assegnazione più corretta dei fondi dell'Unione, occorreva affrontare la situazione.

Gli articoli 1, 2 e 3 del regolamento delegato (UE) n. 2015/1366 della Commissione definiscono il termine "alveare", impongono agli Stati membri di dotarsi di un metodo affidabile per determinare ogni anno, tra il 1° settembre e il 31 dicembre, il numero di alveari pronti per lo svernamento presenti nel loro territorio e infine obbligano gli Stati membri a notificare ogni anno il numero di alveari a partire dal 2017.

Conformemente all'articolo 2 e al punto 2 dell'allegato al regolamento di esecuzione (UE) n. 2015/1368 della Commissione, nei loro programmi apicoli nazionali 2017-2019 gli Stati membri hanno presentato una descrizione del metodo seguito per determinare il numero di alveari presenti nei loro territori.

La descrizione del metodo seguito in ciascuno Stato membro è disponibile nei programmi apicoli 2017-2019 pubblicati sul sito internet della Commissione. Nella tabella 2 è riportata una sintesi dei metodi seguiti. 18 Stati membri utilizzeranno un sistema di registrazione obbligatoria, mentre 10 Stati membri si avvarranno di un metodo statistico per effettuare una stima del numero di alveari basato su un campionamento degli apicoltori registrati dalle organizzazioni di apicoltori.

In generale, la registrazione obbligatoria è considerata il metodo più efficace, ma comporta oneri amministrativi più gravosi per gli apicoltori e gli Stati membri; gli apicoltori sono tenuti, in virtù del diritto nazionale, a registrare la loro attività e a dichiarare il loro numero di alveari a un'amministrazione. È importante osservare che i sei Stati membri che hanno più alveari (Spagna, Francia, Grecia, Romania, Italia, Polonia) hanno scelto la registrazione obbligatoria degli alveari, mentre gli Stati membri con un settore apicolo meno importante hanno optato per un metodo statistico di stima.

L'affidabilità dei metodi statistici utilizzati per la stima del numero degli alveari dipende dalla qualità della banca dati gestita dalle organizzazioni di apicoltori e dalla rappresentatività del campione di apicoltori selezionati per fornire informazioni sul loro numero di alveari.

Gli Stati membri notificheranno alla Commissione il loro numero di alveari utilizzando i nuovi metodi per la prima volta il 15 marzo 2017. A norma dell'articolo 13 del regolamento di esecuzione (UE) n. 2015/1368 della Commissione, successivamente la Commissione pubblicherà sul suo sito internet i dati aggregati riguardanti il numero di alveari notificati dagli Stati membri. Tali dati saranno aggiornati di anno in anno e, di conseguenza, sarà possibile monitorare meglio il numero di alveari presenti nell'Unione.

Tabella 2: Sintesi dei metodi seguiti dagli Stati membri per determinare il numero di alveari presenti nei loro territori nei programmi apicoli nazionali 2017-2019

Stati membri

Registrazione

da parte delle autorità competenti degli Stati membri

Metodo statistico/Campionamento basato sulle banche dati gestite dalle organizzazioni di apicoltori o sulla registrazione volontaria

Belgio

X

Bulgaria

X

Repubblica ceca

X

Danimarca

X

Germania

X

Estonia

X

Irlanda

X

Grecia

X

Spagna

X

Francia

X

Croazia

X

Italia

X

Cipro

X

Lettonia

X

Lituania

X

Lussemburgo

X

Ungheria

X

Malta

Conteggio esaustivo

Paesi Bassi

X

Austria

X

Polonia

X

Portogallo

X

Romania

X

Slovenia

X

Slovacchia

X

Finlandia

X

Svezia

X

Regno Unito

X

UE-28

18 Stati membri

10 Stati membri

6.CONCLUSIONI

Con la riforma della PAC del 2013, la base giuridica per sostenere il settore dell'apicoltura dell'UE tramite i programmi apicoli nazionali è stata migliorata. Le misure ammissibili sono state adeguate alle mutevoli esigenze del settore e i metodi per assegnare i fondi dell'UE agli Stati membri sulla base del numero di alveari sono stati razionalizzati. I primi effetti concreti della riforma si vedranno con l'attuazione dei programmi apicoli 2017-2019, che sono stati avviati nell'agosto 2016. Nessun'altra proposta giuridica accompagna questo documento.

Sulla base delle informazioni fattuali contenute nella presente relazione, che dimostrano che tutti gli Stati membri dispongono di programmi apicoli nazionali e che è stato utilizzato oltre il 90% dei fondi dell'Unione messi a disposizione, si può concludere che le misure europee di mercato per il settore dell'apicoltura funzionano in modo soddisfacente. La prossima relazione, che dovrà essere presentata fra tre anni, permetterà di valutare l'impatto delle nuove disposizioni normative introdotte dalla riforma della PAC del 2013.

(1) Regolamento (CE) n. 1221/97 del Consiglio, del 25 giugno 1997, che stabilisce le regole generali di applicazione delle azioni dirette a migliorare la produzione e la commercializzazione del miele,
GU L 173 dell'1.7.1997, pag. 1.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.
(3) Gli anni apicoli 2013, 2014 e 2015 corrispondono rispettivamente al periodo di 12 mesi che va dall'1.9.2012 al 31.8.2013, dall'1.9.2013 al 31.8.2014 e dall'1.9.2014 al 31.8.2015.
(4) La relazione precedente era stata pubblicata il 16.8.2013, COM(2013)593 final.
(5) GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1.
(6) Notificati dagli Stati membri alla Commissione ai sensi dell'articolo 6 del regolamento (CE) n. 917/2004 della Commissione, del 29 aprile 2004, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 797/2004 del Consiglio relativo alle azioni dirette a migliorare le condizioni della produzione e della commercializzazione dei prodotti dell'apicoltura, GU L 163 del 30.4.2004, pag. 83.
(7) http://ec.europa.eu/agriculture/honey/index_en.htm
(8) Tasso di autosufficienza = il rapporto tra la produzione interna di miele e il consumo totale= produzione UE/anno diviso per (importazioni UE/anno + produzione UE/anno − esportazioni UE/anno)
(9) GU L 163 del 30.4.2004, pag. 83.
(10) GU L 10 del 12.1.2002, pag. 47.
(11) 27 Stati membri disponevano di un programma apicolo nazionale per il periodo 2011-2013. Dopo l'adesione della Croazia all'Unione europea, avvenuta il 1° luglio 2013, 28 Stati membri disponevano di un programma apicolo nazionale per il periodo 2014-2016.
(12) Per i programmi 2014-2016, cfr. il regolamento di esecuzione (UE) n. 768/2013 della Commissione, che modifica il regolamento (CE) n. 917/2004 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 797/2004 del Consiglio relativo alle azioni dirette a migliorare le condizioni della produzione e della commercializzazione dei prodotti dell'apicoltura, GU L 214 del 9.8.2004, pag. 7.Per i programmi 2011-2013, cfr. il regolamento (UE) n. 726/2010 della Commissione, del 12 agosto 2010, recante modifica del regolamento (CE) n. 917/2004 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 797/2004 del Consiglio relativo alle azioni dirette a migliorare le condizioni della produzione e della commercializzazione dei prodotti dell'apicoltura, GU L 213 del 13.8.2010, pag. 29.
(13) GU L 211 dell'8.8.2015, pag. 3.
(14) GU L 211 dell'8.8.2015, pag. 9.
(15) http://presse.inra.fr/en/Resources/Press-releases/rapid-expansion-of-Asian-hornet
(16) http://ec.europa.eu/food/animals/live_animals/bees/small_hive_beetle_outbreaks/index_en.htm
(17) I prodotti dell'apicoltura contemplati dai programmi apicoli sono elencati nella parte XXII dell'allegato I al regolamento (UE) n. 1308/2013 e sono i seguenti: miele, pappa reale, propoli e cera d'api.
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