Choose the experimental features you want to try

This document is an excerpt from the EUR-Lex website

Document 52014DC0567

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Relazione sull'attuazione della strategia per la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione

/* COM/2014/0567 final */

52014DC0567

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Relazione sull'attuazione della strategia per la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione /* COM/2014/0567 final */


1. Contesto

Nel settembre del 2012 la Commissione ha adottato una comunicazione dal titolo "Potenziare e concentrare la cooperazione internazionale dell'UE nelle attività di ricerca e innovazione: un approccio strategico"[1], accolta con favore dal Parlamento europeo[2], dal Consiglio[3], dal Comitato economico e sociale europeo[4] e dal Comitato delle regioni[5].

La comunicazione sottolinea che le sfide globali richiedono risposte globali e sono fattori di stimolo per la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione. La partecipazione alla cooperazione internazionale è altresì indispensabile per attrarre talenti e accedere alle conoscenze e ai mercati, aumentando così la competitività dell'UE.

Rafforzare la cooperazione dell'UE con i suoi partner internazionali è pertanto necessario per creare massa critica, condividere i saperi e individuare soluzioni innovative. A tal fine è necessaria una strategia che comprenda tutte le dimensioni della cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione. Oltre a intensificare la cooperazione a livello bilaterale e regionale, nonché attraverso consessi multilaterali, la strategia dovrebbe anche creare sinergie con le politiche esterne dell'UE e con gli Stati membri.

La comunicazione sottolinea pertanto che per potenziare e delineare chiaramente la cooperazione internazionale dell'UE è necessario un approccio che rifletta pienamente la dimensione globale della ricerca e dell'innovazione in tutti i suoi aspetti. Questo concetto è parte integrante del programma Orizzonte 2020, maggiormente incentrato sulla cooperazione internazionale. Inoltre, al di là di Orizzonte 2020, la strategia punta anche a rafforzare la dimensione dell'innovazione nella cooperazione internazionale, sviluppando principi e condizioni quadro ad essa adeguati, rafforzando l'impegno nelle iniziative multilaterali e potenziando le sinergie con le politiche esterne[6] dell'UE e le attività degli Stati membri.

La Commissione si è impegnata a riferire nel 2014 in merito ai progressi compiuti nell'attuazione della strategia. Il presente documento costituisce una relazione sullo stato di avanzamento.

2. La dimensione internazionale di Orizzonte 2020

Sviluppare la dimensione internazionale di Orizzonte 2020[7] e del programma Euratom[8], in particolare nei loro primi programmi di lavoro, ha rappresentato un importante settore di attività nel corso dei primi due anni di attuazione della strategia.

La legislazione relativa a Orizzonte 2020[9] sottolinea l'importanza della cooperazione internazionale come priorità trasversale. Per far sì che Orizzonte 2020 contribuisca a realizzare gli obiettivi della comunicazione del 2012, è stato adottato un duplice approccio, incentrato sull'apertura generale e su azioni mirate di cooperazione internazionale.

L'apertura generale consente a soggetti giuridici provenienti da tutto il mondo di partecipare a Orizzonte 2020[10]. Si tratta di un importante strumento per il rafforzamento della cooperazione internazionale, essenziale per le parti di Orizzonte 2020 che, pur svolgendo attività specifiche volte allo sviluppo di una dimensione internazionale, operano principalmente partendo dal basso.

Le sovvenzioni del Consiglio europeo della ricerca rappresentano sempre più spesso un riconoscimento dell'eccellenza scientifica. I ricercatori di qualsiasi parte del mondo possono chiedere una sovvenzione, a condizione che le loro attività di ricerca siano realizzate in uno Stato membro o in un paese associato.

La partecipazione alle comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI) dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia è aperta a soggetti giuridici provenienti da tutto il mondo. Le tre CCI esistenti nei settori dei cambiamenti climatici, dell'energia sostenibile e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) collaborano con soggetti di paesi terzi.

Le infrastrutture in rete hanno una forte dimensione internazionale. L'obiettivo delle attività è sviluppare ulteriormente la portata globale della rete GÉANT e le relative infrastrutture in rete dell'UE per fornire accesso ai dati e consentire la collaborazione a distanza tra scienziati di tutto il mondo.

Nel quadro di Orizzonte 2020 le azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA) consentiranno a circa 15 000 ricercatori provenienti da paesi terzi di iniziare o proseguire la loro carriera in Europa, oltre a incoraggiare il distacco di ricercatori europei in tutto il mondo. Si prevede che entro il 2020 più di 3 500 organizzazioni extraeuropee avranno partecipato ad azioni MSCA.

Ad integrazione dell'apertura generale, Orizzonte 2020 prevede attività di cooperazione internazionale mirate nell'ambito delle quali le tematiche e i partner per la cooperazione vengono individuati in anticipo e provengono da settori in cui la cooperazione con partner internazionali genera situazioni vantaggiose per tutti.

La preparazione dei primi programmi di lavoro di Orizzonte 2020 ha contemplato l'individuazione di tematiche e partner adeguati per attività mirate di cooperazione internazionale. Un elenco completo delle tematiche relative alla cooperazione internazionale presenti nei programmi di lavoro è disponibile sul portale dei partecipanti[11]. È considerato pertinente alla cooperazione internazionale il 20% circa di tutte le tematiche del primo programma di lavoro, una percentuale più elevata di quella relativa all'ultimo anno del 7° PQ (circa il 12%). Si è tuttavia passati a modalità di incentivazione della cooperazione internazionale più flessibili, riducendo il numero di tematiche e di inviti coordinati[12] per i quali la partecipazione di soggetti di paesi terzi è un criterio di ammissibilità. La cooperazione internazionale è perlopiù incoraggiata in termini generali.

L'aspetto preponderante è la chiara tendenza verso una definizione globale di cooperazione internazionale, che vada al di là del mero incentivo alla partecipazione diretta dei ricercatori provenienti da paesi terzi alle convenzioni di sovvenzione stipulate e punti a stimolare la cooperazione internazionale contribuendo a iniziative multilaterali.

Un esempio del modo in cui la strategia è stata messa in pratica è l'attuazione della dichiarazione di Galway[13] sul varo di un'alleanza transatlantica per la ricerca oceanica con gli Stati Uniti e il Canada, attraverso l'invito a presentare proposte "Crescita blu".

La parte relativa alla ricerca sulla fusione nell'ambito del programma di lavoro Euratom prevede anch'essa una cooperazione internazionale molto solida, collegata segnatamente alla tabella di marcia europea in materia di fusione e, rappresentata dal progetto faro ITER.

Le attività orizzontali di cooperazione internazionale sono finanziate per mezzo della sfida "L'Europa come protagonista mondiale: società inclusive, innovative e riflessive" e sostengono la cooperazione internazionale nell'ambito di Orizzonte 2020, comprendendo però anche attività che vanno al di là del programma, come la promozione del dialogo politico con i partner internazionali dell'UE.

Il Centro comune di ricerca contribuisce alla cooperazione internazionale mediante lo svolgimento di attività specifiche con partner fondamentali.

3. Sviluppo di principi comuni e condizioni quadro per la partecipazione alla cooperazione internazionale

Un approccio strategico alla cooperazione internazionale necessita dell'elaborazione di principi comuni e di adeguate condizioni quadro per partecipare alla cooperazione stessa, affinché condizioni di parità tra i ricercatori di tutto il mondo consentano loro di collaborare gli uni con gli altri. Tali principi riguardano questioni come la ricerca e l'innovazione responsabili, l'integrità della ricerca, la valutazione delle proposte sulla base della revisione tra pari, la promozione del ruolo delle donne nella scienza e della dimensione di genere nella ricerca, le carriere dei ricercatori[14], un trattamento giusto ed equo dei diritti di proprietà intellettuale (DPI), l'accesso ai dati e alle infrastrutture della ricerca e il libero accesso.

Per conseguire questo obiettivo la Commissione ha sostenuto l'attività del Global Research Council (consiglio di ricerca globale — GRC)[15], organizzazione volontaria e informale dei direttori dei consigli di ricerca. Tra i principali risultati ottenuti dal GRC, nella riunione del 2012 i partecipanti hanno approvato una dichiarazione di principi di alto livello per la valutazione del merito scientifico, mentre nel corso della riunione del 2013 sono state approvate le dichiarazioni sul libero accesso e sull'integrità della ricerca. Il consesso del 2014 ha elaborato una dichiarazione sulle modalità per sostenere la prossima generazione di ricercatori.

Nel contesto del dialogo politico con i paesi e le regioni partner si dedica sempre maggiore attenzione all'individuazione di condizioni quadro per la partecipazione alla cooperazione internazionale che comprendono meccanismi di finanziamento della cooperazione nei paesi partner, l'ammissibilità delle imprese estere a partecipare a programmi nazionali di ricerca e sviluppo, sistemi di tutela dei diritti di proprietà intellettuale, l'accesso agli appalti pubblici e al capitale di rischio, nonché la normativa sull'accesso ai dati e sulla relativa proprietà.

In questo contesto individuare e rimuovere gli ostacoli alla partecipazione di soggetti dei paesi terzi ai programmi di finanziamento dell'UE costituisce un elemento fondamentale, dal momento che uno dei problemi principali che le organizzazioni dei paesi terzi devono affrontare è garantirsi i finanziamenti per coprire i costi di partecipazione. Il problema è particolarmente sentito nei paesi che non sono automaticamente ammissibili a ricevere finanziamenti dal bilancio di Orizzonte 2020, ossia un gruppo di paesi che ora comprende anche Brasile, Cina, India, Messico e Russia. Questi paesi sono stati sollecitati a istituire meccanismi per finanziare la partecipazione dei propri ricercatori a Orizzonte 2020.

Per affrontare questo punto cruciale, il Messico ha creato un meccanismo integrativo di finanziamento complementare[16], che offre finanziamenti ai partner messicani coinvolti in progetti di successo nell'ambito di Orizzonte 2020 e che potrebbe fungere da modello per ispirare iniziative analoghe in altri paesi partner. La Nuova Zelanda costituisce un altro esempio, con la creazione di un meccanismo di cofinanziamento specifico per progetti di scambio di personale del settore della ricerca e dell'innovazione, finanziati nell'ambito delle azioni MSCA.

Le difficoltà nel concedere e far rispettare i diritti di proprietà intellettuale costituiscono un ostacolo alla cooperazione internazionale. Su questo punto il dialogo UE-Brasile sui diritti di proprietà intellettuale ha registrato miglioramenti nella protezione dei DPI in Brasile. Per gli Stati Uniti le condizioni quadro per l'innovazione sono oggetto di discussione in seno al partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP). Le condizioni quadro per la cooperazione con l'India sono nel complesso soddisfacenti, benché sia necessario rafforzare il regime dei brevetti del paese. In Sudafrica sono stati conseguiti notevoli progressi attraverso numerosi atti legislativi attinenti ai DPI.

I ricercatori europei disposti a partecipare a programmi nei paesi partner si trovano di fronte a una serie di difficoltà, non ultima il numero limitato di inviti a presentare proposte aperti ai partecipanti europei. L'accesso alle informazioni, le barriere linguistiche, nonché le procedure finanziarie, amministrative e logistiche spesso riducono di fatto le opportunità di cooperare in modo efficace.

Anche i punti di contatto nazionali istituiti nei paesi partner possono svolgere un ruolo cruciale, in particolare attraverso azioni coordinate della rete internazionale dei punti nazionali di contatto, e possono contribuire a migliorare la visibilità del programma Orizzonte 2020 e a raccogliere riscontri sulle attività internazionali degli istituti di ricerca nei paesi partner.

4. Collaborazione con le organizzazioni internazionali e iniziative multilaterali

Per le sfide globali nei settori critici la cooperazione internazionale può essere attuata meglio intensificando l'impegno con le organizzazioni internazionali e nelle iniziative multilaterali. La Commissione ha quindi rafforzato il sostegno alle iniziative multilaterali nel settore della ricerca e dell'innovazione, aspetto che si riflette anche nei primi programmi di lavoro di Orizzonte 2020.

I cambiamenti climatici, la scarsità delle risorse e la perdita di biodiversità sono senza dubbio tra le più grandi sfide ambientali, sociali ed economiche del XXI secolo che richiedono uno sforzo multilaterale di ricerca nel quale l'Europa ha svolto e continua a svolgere un ruolo fondamentale. In quest'alveo la sfida di Orizzonte 2020 denominata "Azione per il clima, ambiente, efficienza delle risorse e materie prime" sostiene il lavoro del forum di Belmont[17], gruppo informale ad alto livello dei finanziatori a livello mondiale (tra cui la Commissione) della ricerca in materia di cambiamenti ambientali globali, che coordina il finanziamento delle attività di ricerca collaborativa. Il forum di Belmont sta altresì promuovendo la costituzione di "Future Earth", il programma internazionale sulla sostenibilità globale che integra e rafforza i programmi internazionali esistenti[18]. La Commissione è inoltre uno dei copresidenti del Gruppo sull'osservazione della terra (GEO)[19], associazione volontaria di Stati e di organizzazioni internazionali che coordina gli sforzi per creare un Sistema di sistemi per l'osservazione globale della Terra (GEOSS). È inoltre fornito sostegno al Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC)[20], principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, nonché organismo scientifico che opera sotto l'egida delle Nazioni Unite.

La sfida sanitaria mira a sostenere attivamente l'attuazione di GLOPID-R (Global Research Collaboration for Infectious Diseases Preparedness)[21], iniziativa per la collaborazione mondiale nella ricerca in materia di capacità di gestione delle malattie infettive. Sono inoltre sostenute iniziative analoghe, come il consorzio internazionale per la ricerca sulle malattie rare (International Rare Diseases Research Consortium)[22] e l'alleanza mondiale per le malattie croniche (Global Alliance for Chronic Diseases)[23].

Le infrastrutture in rete costituiscono un altro campo in cui l'Europa è attiva a livello multilaterale, ad esempio nell'ambito di GÉANT o dell'alleanza in materia di dati per la ricerca (Research Data Alliance)[24].

Per quanto riguarda altri consessi multilaterali, la Commissione ha guidato il processo di rinnovamento del quadro finanziario del programma scientifico "Frontiera umana"[25] e ha svolto un ruolo attivo nell'aggiornamento della strategia europea per la fisica delle particelle[26] guidata dal CERN. È stato rafforzato il partenariato tra l'EIROforum[27] e la Commissione, la quale ha altresì svolto un ruolo attivo nello sviluppo della tabella di marcia strategica di EUREKA 2020.

L'approccio multilaterale si è rivelato una delle migliori pratiche in materia di nanosicurezza. Il progetto Nanoreg, elaborato nel contesto del gruppo di lavoro dell'OCSE sui nanomateriali di sintesi, beneficia di finanziamenti multilaterali provenienti dal 7° PQ (10 milioni di EUR), dagli Stati membri (30 milioni di EUR) e dall'industria (10 milioni di EUR).

La Commissione ha svolto un ruolo attivo nei vari organismi dell'OCSE che si occupano di politica della ricerca e dell'innovazione, nonché di questioni energetiche, in particolare il Global Science Forum (GSF), il comitato per la politica scientifica e tecnologica (CSTP), il gruppo di lavoro sulla politica in materia di tecnologia e innovazione (TIP), i comitati nel quadro dell'Agenzia per l'energia nucleare (AEN) e dell'Agenzia internazionale per l'energia (AIE). L'UE svolge un ruolo centrale nel contesto dell'organizzazione internazionale ITER e del forum internazionale "Generazione IV".

L'UE è stata rappresentata dalla Commissione in occasione della riunione dei ministri della scienza del G8 che si è svolta a Londra il 12 giugno 2013, durante la quale è stato approvato il proseguimento dei lavori del gruppo di alti funzionari sulle infrastrutture di ricerca mondiali, unitamente a importanti risoluzioni su sfide globali e accesso aperto ai dati scientifici.

Il vertice di Rio+20 ha sollecitato l'elaborazione di un'agenda per lo sviluppo post-2015 che ruoti attorno allo sviluppo sostenibile e contempli la messa a punto di una serie di obiettivi di sviluppo sostenibile universalmente applicabili, anche in base al riesame dei progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio.

5. Comunicazione

Un presupposto per l'efficace attuazione della comunicazione del 2012 è adoperarsi per garantire una presa di coscienza a livello mondiale dei punti di forza dell'UE e del suo ruolo nella cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione. Per raggiungere questo obiettivo la Commissione ha elaborato una strategia di comunicazione che si rivolge nello specifico a tutte le parti interessate, sia a livello internazionale nei paesi partner e nei consessi multilaterali sia all'interno degli Stati membri.

In tale contesto la Commissione ha avviato una campagna di comunicazione con lo slogan "Orizzonte 2020: aperto al mondo". Oltre a concentrarsi sul programma Orizzonte 2020, la strategia di comunicazione prevede anche elementi volti ad aumentare la visibilità della politica di ricerca e innovazione dell'Unione e il ruolo della cooperazione internazionale all'interno di essa, nonché a rafforzare l'immagine dell'Unione europea come centro di eccellenza e di conoscenza.

Il ruolo dei punti nazionali di contatto, sia all'interno dell'UE che nei paesi partner, è essenziale per la promozione del programma Orizzonte 2020. Analogamente, la rete di ricerca e innovazione della Commissione, costituita dai consulenti e dal personale nelle delegazioni dell'UE che si occupano della materia, svolge un ruolo molto attivo non soltanto nel promuovere Orizzonte 2020, ma anche nel rapportarsi con i consulenti scientifici degli Stati membri, le autorità locali e regionali e altri operatori. Anche le delegazioni dell'UE sono state tutte mobilitate per cercare di coinvolgere le organizzazioni di ricerca. Infine, i progetti bilaterali con paesi partner svolgono l'importante ruolo di far conoscere le opportunità di partecipazione a Orizzonte 2020.

La diplomazia della scienza, strumento importante per l'attuazione della strategia di comunicazione, viene praticata sfruttando, per esempio, l'occasione offerta dalle riunioni ad alto livello per sensibilizzare alla centralità della cooperazione scientifica internazionale nelle politiche esterne e per promuovere il programma Orizzonte 2020.

A sostegno dell'attuazione della strategia di comunicazione la Commissione ha messo a disposizione una vasta gamma di materiali tra cui cartoline, pieghevoli, presentazioni PowerPoint, il bollettino "International Research Update", siti web sulla cooperazione internazionale e un video che spiega la dimensione internazionale di Orizzonte 2020 e l'importanza della cooperazione internazionale nel campo della ricerca e dell'innovazione. Alcuni di questi materiali sono disponibili in lingue di paesi partner come il russo e il cinese. È stata inoltre intensificata la presenza sui media sociali.

6. Rafforzare le sinergie con le politiche esterne dell'UE e le attività degli Stati membri

Un approccio globale alla cooperazione internazionale nel settore della ricerca e dell'innovazione comporta anche il rafforzamento delle sinergie con altre politiche a forte carattere globale, in particolare con le politiche esterne dell'UE (anche in materia di sviluppo) e con le attività degli Stati membri.

La diplomazia della scienza può far sì che la cooperazione internazionale nel settore della ricerca e dell'innovazione sia usata come strumento di persuasione e come meccanismo per migliorare le relazioni con paesi e regioni di fondamentale importanza. Parimenti, buone relazioni internazionali possono facilitare un'efficace cooperazione nel campo della ricerca e dell'innovazione. La diplomazia della scienza può sostenere l'impegno dell'UE nella gestione delle crisi e nella costruzione della pace. Per esempio, infrastrutture di ricerca, quali l'impianto di sincrotrone SESAME[28] e progetti su tematiche come l'impatto dei cambiamenti climatici e le implicazioni per la sicurezza umana[29] possono facilitare il dialogo tra ricercatori e parti interessate in Medio Oriente.

A conferma dell'importanza strategica della cooperazione internazionale ai massimi livelli, la ricerca e l'innovazione sono sempre più parte integrante del dialogo politico generale con i partner internazionali dell'UE, come si evince dalle conclusioni di recenti vertici (Brasile, Cina, Giappone, Stati Uniti e Africa) e di altre riunioni ad alto livello (ad esempio, Canada e Nuova Zelanda) che si sono svolti nel 2013 e nel 2014.

Ricerca e innovazione sono strettamente interconnesse con le politiche commerciali. I negoziati per gli accordi di libero scambio, quali il partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP) tra l'Unione europea e gli Stati Uniti, rappresentano un'opportunità per migliorare le condizioni quadro per la cooperazione nel settore dell'innovazione.

Le politiche di ricerca e innovazione possono avere una ricaduta positiva sulle politiche di cooperazione allo sviluppo dell'UE. La comunicazione "Potenziare l'impatto della politica di sviluppo dell'Unione europea: un programma di cambiamento"[30] sollecita una politica di sviluppo orientata alla messa a punto di politiche di innovazione che consentano ai paesi in via di sviluppo di cogliere le opportunità offerte da mercati integrati a livello mondiale.

L'innovazione ha importanza anche nella politica umanitaria dell'Unione. La comunicazione "L'approccio dell'Unione alla resilienza: imparare dalle crisi della sicurezza alimentare"[31] invita a promuovere approcci alla gestione del rischio innovativi.

Sono state potenziate le sinergie con gli strumenti di politica esterna facendo sì che essi sostenessero, ove opportuno, un aumento delle capacità di ricerca e innovazione. Ad esempio, a titolo dello strumento di cooperazione allo sviluppo 2007-2013 sono stati stanziati 30 milioni di EUR per un programma di innovazione per la riduzione della povertà in Sud Africa. Il programma di borse di ricerca dell'Unione africana sostiene l'attuazione della politica di questa organizzazione in materia di scienza e tecnologia. L'11° Fondo europeo di sviluppo (FES) ha destinato 35 milioni di EUR alla voce "Conoscenza per lo sviluppo". Lo strumento della politica europea di vicinato (2007-2013) comprende il programma regionale East-Invest che riguarda i sei paesi del partenariato orientale nonché programmi bilaterali in materia di sviluppo delle capacità nei paesi del vicinato meridionale. I paesi candidati o potenziali candidati sono coinvolti in attività di ricerca e innovazione nell'ambito della strategia per il Danubio, nonché della strategia dell'UE per la regione adriatico-ionica. A titolo dello strumento di assistenza preadesione si dedica particolare attenzione al rafforzamento delle loro capacità di ricerca.

Si è anche cercato un maggiore coordinamento tra le attività di Stati membri e paesi associati e quelle dell'UE. In particolare, il Forum strategico per la cooperazione scientifica e tecnologica internazionale (SFIC)[32] si è mosso in questa direzione. Lo SFIC si è impegnato nel perseguimento dei suoi obiettivi fornendo consulenza strategica in materia di sviluppo e attuazione della nuova strategia di cooperazione internazionale nel settore della ricerca e dell'innovazione. Ha inoltre elaborato orientamenti per rafforzare il suo contributo ai vertici e ai dialoghi biregionali, e ha istituito un gruppo di lavoro per discutere dei principi comuni. Sono state attuate iniziative congiunte con partner fondamentali come l'India, il Brasile, la Cina e gli Stati Uniti. Lo SFIC ha contribuito alla pianificazione strategica delle priorità per la futura cooperazione, in particolare attraverso un apposito seminario svoltosi il 26 marzo 2014[33].

Un'altra dimensione della cooperazione con gli Stati membri e i paesi associati è la condivisione dell'impegno nella progettazione e nell'attuazione di attività congiunte. Lo strumento di cui all'articolo 185 è stato utilizzato per istituire il partenariato Europa-paesi in via di sviluppo per gli studi clinici[34] e sono in corso i lavori verso un rinnovamento della cooperazione euromediterranea nel campo della ricerca e dell'innovazione. La Commissione sta inoltre valutando un rafforzamento della cooperazione internazionale attraverso le iniziative di programmazione congiunta (IPC), come l'IPC sull'acqua per l'India.

7. Priorità per la cooperazione futura 7.1. Pianificazione strategica

Lo sviluppo di una pianificazione strategica delle priorità per la cooperazione futura è un elemento centrale della comunicazione del 2012. Lo scopo è consentire di individuare più tempestivamente iniziative di cooperazione di portata e dimensioni adeguate, al fine di integrarle nei programmi di lavoro di Orizzonte 2020.

L'individuazione delle priorità concordate per la cooperazione con i paesi e le regioni partner ha compiuto significativi progressi dopo l'adozione della comunicazione. Il dialogo con i partner dell'UE è stato la fonte primaria di ispirazione per la pianificazione e, in tale contesto, sono state definite le priorità nel rispetto di principi quali l'interesse comune, il mutuo vantaggio, l'ottimizzazione della portata e delle dimensioni, il partenariato e le sinergie. Maggiori informazioni su questo processo sono riportate nel documento di lavoro accompagnatorio.

7.2. Cooperazione bilaterale

Nelle tabelle di marcia per la cooperazione internazionale con Brasile, Canada, Cina, Corea, Giappone, India, Russia, Sud Africa e Stati Uniti, riportate nel documento di lavoro accompagnatorio, sono reperibili esempi delle modalità con cui sono state individuate le priorità insieme ai paesi partner.

Anche la definizione delle priorità per altri paesi ha compiuto progressi. La cooperazione con l'Australia si concentrerà sull'energia, l'efficienza delle risorse e le materie prime, la salute, la sicurezza alimentare e le infrastrutture di ricerca.

Per il Messico, i settori prioritari della futura cooperazione comprendono l'energia, segnatamente la ricerca in materia di energia geotermica, la salute e le TIC.

Tra le priorità della futura cooperazione con la Nuova Zelanda si annoverano la salute e la sicurezza alimentare.

Per l'Ucraina, la cooperazione sarà incentrata sulle TIC, su nuovi materiali e tecnologie di trasformazione, sulle biotecnologie e sui trasporti.

Anche l'associazione al programma Orizzonte 2020 è proseguita senza difficoltà. I paesi associati partecipano a Orizzonte 2020 sullo stesso piano degli Stati membri. Ad oggi l'associazione è completa per Norvegia, Islanda, Albania, Bosnia-Erzegovina, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia, Turchia, Israele e Moldova.

7.3. Cooperazione regionale

Anche la cooperazione nel settore della ricerca tra l'Unione europea e talune regioni è essenziale per un approccio globale alla cooperazione internazionale. L'attenzione si concentra sulle regioni con le quali è stato formalizzato un dialogo politico. La cooperazione regionale è dettata inoltre dalla necessità di affrontare problemi che non possono essere risolti a livello bilaterale, per esempio malattie come la malaria, l'HIV e la tubercolosi o sfide legate all'ambiente, all'uso sostenibile delle risorse e ai cambiamenti climatici. La cooperazione regionale potrebbe inoltre consentire l'uso ottimale di infrastrutture di ricerca come la piattaforma afro-europea di radioastronomia[35] e agevolare l'accesso alle conoscenze disponibili nella regione.

Esempi delle modalità con cui sono state definite le priorità in un contesto regionale sono reperibili nelle tabelle di marcia per la regione del Mediterraneo e per la regione del partenariato orientale.

Per l'Africa gli attuali settori di cooperazione sono la ricerca sulla salute mediante il programma di partenariato Europa-paesi in via di sviluppo per gli studi clinici (EDCTP 2), l'osservazione globale della terra e le TIC, mentre il dialogo politico di alto livello UE-Africa ha individuato come priorità per il futuro la sicurezza alimentare e nutrizionale e l'agricoltura sostenibile.

Le priorità della futura cooperazione con la Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici (CELAC) sono la bioeconomia, l'energia rinnovabile, le TIC, la salute, la biodiversità e i cambiamenti climatici, nonché le carriere dei ricercatori.

La cooperazione con i paesi del Golfo si concentrerà sulla sicurezza energetica, l'ambiente (in particolare l'acqua e il clima), la salute e le TIC.

Le priorità della cooperazione futura con l'ASEAN sono l'alimentazione, l'agricoltura e le biotecnologie (in particolare l'acquacoltura), la salute, le TIC e l'energia rinnovabile.

8. Conclusioni

Nonostante i progressi compiuti nell'attuazione della strategia di cooperazione internazionale nel settore della ricerca e dell'innovazione avviata nel 2012, emerge chiaramente da quanto riportato che questo è soltanto un inizio e occorre fare di più.

La dimensione internazionale di Orizzonte 2020 e dei suoi programmi di lavoro deve essere ulteriormente rafforzata attraverso una migliore integrazione della cooperazione internazionale nella programmazione strategica e nello sviluppo dei programmi di lavoro di Orizzonte 2020. Quest'azione deve basarsi sulle priorità per la futura cooperazione internazionale stabilite in fase di pianificazione strategica.

È inoltre necessario perpetrare gli sforzi atti a sviluppare principi comuni e condizioni quadro e a rimuovere gli ostacoli alla cooperazione, in quanto si tratta di aspetti essenziali per migliorare il livello e la qualità delle attività di cooperazione internazionale.

Occorre impegnarsi ulteriormente anche nel monitorare l'impatto della strategia attraverso indicatori quantitativi. Come annunciato nella comunicazione del 2012, il monitoraggio interesserà la dimensione globale delle attività di cooperazione internazionale nel loro complesso, al fine di andare al di là della mera misurazione della partecipazione diretta dei soggetti dei paesi terzi alle convenzioni di sovvenzione di Orizzonte 2020 firmate. Dato che il programma Orizzonte 2020 è iniziato soltanto il 1° gennaio 2014, è prematuro trarre conclusioni in questa fase.

La strategia di comunicazione sulla cooperazione internazionale continuerà a essere perfezionata e attuata in quanto si tratta di un elemento cruciale per far conoscere e promuovere Orizzonte 2020 come programma aperto al mondo. Al tempo stesso, la Commissione continuerà a concentrarsi sulla diplomazia della scienza, puntando a rafforzare le sinergie con le politiche esterne dell'UE e con gli Stati membri.

Più in particolare, i progressi compiuti nell'attuazione della strategia serviranno a rafforzare ulteriormente un approccio che contempli la dimensione globale della cooperazione internazionale nel settore della ricerca e dell'innovazione, al fine di raccogliere le sfide globali e di conseguire risultati di più ampia portata.

[1]               COM(2012)497

[2]               Il 9 ottobre 2012 la commissaria Geoghegan-Quinn ha presentato la comunicazione alla commissione ITRE del Parlamento europeo.

[3]               CSST/2013/10405

[4]               CESE/20122081

[5]               CDR/2012/2076

[6]               Comprese la politica umanitaria e la politica di sviluppo.

[7]               Regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2013.

[8]               Regolamento (Euratom) n. 1314/2013 del Consiglio del 16 dicembre 2013.

[9]               Qualsiasi riferimento a Orizzonte 2020 si intende esteso anche al programma Euratom.

[10]             Poter partecipare non implica necessariamente ricevere finanziamenti a titolo del bilancio di Orizzonte 2020. Le norme in materia di finanziamento dei partecipanti di paesi terzi sono contenute nella parte A dell'allegato sulle condizioni generali del programma di lavoro di Orizzonte 2020 per il periodo 2014-2015.

[11]             http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/index.html

[12]             Per invito coordinato si intende l'insieme di due inviti formulati in parallelo rispettivamente dall'UE e dal paese partner. Entrambi gli inviti sollecitano proposte di progetto che prevedono la cooperazione con soggetti dell'altra parte. La stessa proposta viene presentata da ambo le parti. Ciascuna parte firma un contratto unicamente con i propri partecipanti e finanzia esclusivamente questi ultimi.

[13]             http://www.innovation.ca/sites/default/files/Rome2013/files/Canada-EU-US%20Galway%20Statement%20on%20Atlantic%20Research%20Cooperation%202013.pdf

[14]             Ad esempio, il Consiglio sta attualmente negoziando una rifusione della direttiva 2005/71/CE relativa a una procedura specificamente concepita per l'ammissione di cittadini di paesi terzi a fini di ricerca scientifica.

[15]             http://www.globalresearchcouncil.org/

[16]             http://www.conacyt.mx/index.php/el-conacyt/convocatorias-y-resultados-conacyt/convocatoria-conacyt-horizon2020

[17]             http://igfagcr.org

[18]             Tra cui i programmi WCRP (programma mondiale di ricerca sul clima), IGBP (programma internazionale per la geosfera-biosfera), Diversitas (programma internazionale di scienza della biodiversità) e IHDP (programma internazionale sulla dimensione umana).

[19]             89 paesi e la Commissione sono membri di GEO (http://www.earthobservations.org).

[20]             http://www.ipcc.ch

[21]             http://glopidr.globe-network.org/

[22]             http://www.irdirc.org

[23]             http://www.gacd.org

[24]             https://rd-alliance.org/

[25]             http://www.hfsp.org

[26]             http://council.web.cern.ch/council/en/EuropeanStrategy/ESParticlePhysics.html

[27]             http://www.eiroforum.org

[28]             http://www.sesame.org.jo/sesame/

[29]             http://www.cliwasec.eu

[30]             COM(2011)637

[31]             COM(2012)586

[32]             http://www.consilium.europa.eu/policies/era/sfic?lang=it

[33]             CSER-SFIC 1359/14

[34]             http://www.edctp.org

[35]             http://www.aerap.org

Top