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Document 52014DC0079
REPORT FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT AND THE COUNCIL on statistics compiled pursuant to Regulation (EC) No 2150/2002 on waste statistics and their quality
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sulle statistiche compilate conformemente al regolamento (CE) n. 2150/2002 relativo alle statistiche sui rifiuti e sulla loro qualità
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sulle statistiche compilate conformemente al regolamento (CE) n. 2150/2002 relativo alle statistiche sui rifiuti e sulla loro qualità
/* COM/2014/079 final */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sulle statistiche compilate conformemente al regolamento (CE) n. 2150/2002 relativo alle statistiche sui rifiuti e sulla loro qualità /* COM/2014/079 final */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO
EUROPEO E AL CONSIGLIO sulle statistiche
compilate conformemente al regolamento (CE) n. 2150/2002
relativo alle statistiche sui rifiuti e sulla loro qualità INDICE 1........... Introduzione................................................................................................................. 3 1.1........ Regolamento relativo alle
statistiche sui rifiuti............................................................. 3 1.2........ Qualità dei dati in presenza di una
pluralità di metodi................................................. 3 1.3........ Controllo della qualità.................................................................................................. 3 2........... Puntualità e tempestività............................................................................................... 4 3........... Completezza................................................................................................................. 5 4........... Accuratezza dei dati..................................................................................................... 6 4.1........ Copertura dei dati......................................................................................................... 6 4.2........ Disaggregazione per settori
economici......................................................................... 7 4.3........ Classificazione dei rifiuti.............................................................................................. 7 5........... Comparabilità................................................................................................................ 8 5.1........ Comparabilità nel tempo............................................................................................... 8 5.2........ Comparabilità tra i paesi............................................................................................... 9 6........... Onere gravante sulle imprese........................................................................................ 9 7........... Revisione del regolamento relativo
alle statistiche sui rifiuti...................................... 10 8........... Risultati ottenuti e prospettive.................................................................................... 11 1. Introduzione 1.1. Regolamento
relativo alle statistiche sui rifiuti A norma dell'articolo 8, paragrafo 1,
del regolamento (CE) n. 2150/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 25 novembre 2002, relativo alle statistiche sui rifiuti[1] (di seguito "il
regolamento"), la Commissione è tenuta a presentare al Parlamento europeo
e al Consiglio una relazione sull'attuazione del regolamento con cadenza
triennale (dopo la prima relazione che doveva essere presentata entro i cinque
anni successivi alla data di entrata in vigore del regolamento). La prima
relazione è stata pubblicata nel 2008[2]
e la seconda nel 2011[3]. Secondo quanto stabilito alla sezione 7,
punto 3, degli allegati I e II del regolamento, le relazioni sulla qualità
redatte dagli Stati membri devono essere accluse alla relazione prevista
all'articolo 8. Tali relazioni sono disponibili sul sito CIRCABC: https://circabc.europa.eu/w/browse/9a7ac3a5-2f59-46b8-b90c-95cd7283ec22 La presente relazione
prende in esame i risultati dell'ultima trasmissione di dati del giugno 2012
per l'anno di riferimento 2010 e concerne 27 Stati membri dell'UE. Essa analizza inoltre l'attuazione delle disposizioni contenute negli
allegati riveduti del regolamento relativo alle statistiche sui rifiuti,
applicabili per l'anno di riferimento 2010. 1.2. Qualità dei dati in presenza di una pluralità di metodi Il regolamento precisa i dati da trasmettere e
il livello di qualità richiesto, ma non prescrive un metodo specifico per
l'elaborazione delle statistiche sui rifiuti, che sono pertanto compilate
utilizzando una pluralità di metodi. In questo modo si evita agli Stati membri
di dover modificare i propri sistemi di rilevazione dei dati e si riducono al
minimo le modifiche necessarie per ottemperare al regolamento. Per limitare il più possibile l'impatto dei
differenti approcci seguiti, Eurostat e gli Stati membri collaborano
strettamente nell'intento di conseguire una convergenza dei metodi e di
migliorare la qualità dei dati. Il nuovo approccio alla definizione di
controlli di convalida standardizzati dei dati, avviato nel settembre 2013,
costituisce un importante passo in questa direzione. Nelle loro relazioni sulla qualità, gli Stati
membri descrivono i rispettivi dati facendo riferimento a elementi qualitativi
comunemente utilizzati nel sistema statistico europeo[4] e definiti nel
regolamento (CE) n. 1445/2005 relativo alla qualità delle statistiche sui
rifiuti[5]. 1.3. Controllo
della qualità Già dalla prima trasmissione dei dati nel
2006, Eurostat ha adottato un efficace sistema di controllo della qualità
ripartito in due fasi. La prima fase prevede una rapida valutazione dei dati e
delle relazioni sulla qualità e la presentazione di una relazione di
valutazione entro i due mesi successivi al termine per la trasmissione dei
dati. In questa fase la convalida dei dati riguarda
principalmente la coerenza interna dei nuovi dati e l'evoluzione nel tempo.
L'analisi, effettuata a un livello molto aggregato, è volta a rilevare interruzioni
importanti nelle serie. La seconda fase
consiste in un processo più approfondito di convalida, per il quale non esiste
un termine perentorio. I dati sono analizzati a un livello più dettagliato (ad
esempio, per settore economico e per categoria di rifiuti) e si procede a un
confronto dei modelli e degli sviluppi tra i paesi. I controlli di convalida
comprendono: –
confronti per ogni paese tra i dati della
produzione di rifiuti con i valori degli anni precedenti per ciascuna attività
economica; –
confronti tra paesi dei dati per ciascuna attività
economica; –
confronti per ogni paese tra i rifiuti prodotti e i
rifiuti trattati per ciascuna delle categorie di rifiuti; –
controlli incrociati con i dati sui rifiuti
trasmessi in forza di altri obblighi di segnalazione, quale il controllo di
conformità ai sensi di altre normative sui rifiuti. Eventuali dubbi
sono chiariti sulla base delle relazioni nazionali sulla qualità e del feedback
alla valutazione rapida. Ciò può comportare la trasmissione di una seconda serie
di domande ai paesi interessati. 2. Puntualità
e tempestività I dati e le relazioni sulla qualità devono
essere trasmessi entro 18 mesi dalla fine dell'anno di riferimento: ad esempio,
il termine di trasmissione per l'anno di riferimento 2010 era il 30 giugno 2012.
Eurostat applica una procedura di controllo di conformità e invia agli Stati
membri promemoria a brevi intervalli secondo un calendario prestabilito. Al momento della stesura della presente
relazione, per quanto riguarda il rispetto del termine di trasmissione per
l'anno di riferimento 2010 si possono trarre le seguenti conclusioni: · 13 paesi hanno trasmesso i propri set di dati entro i termini previsti; · 6 Stati membri hanno trasmesso i dati nelle tre settimane successive al
termine stabilito (Danimarca, Francia, Lituania, Irlanda, Cipro, Ungheria); · 4 Stati membri hanno trasmesso i dati entro metà agosto, il che ha
permesso di prenderli in considerazione ancora nel primo esercizio di
valutazione (Belgio, Paesi Bassi, Austria, Romania); · 4 Stati membri hanno trasmesso i dati oltre tre mesi dopo il termine
stabilito (Grecia, Italia, Lettonia, Regno Unito). La trasmissione dei dati è
avvenuta tra il 25 ottobre (Italia) e il 17 novembre 2012 (Regno Unito). Già
negli anni precedenti la Grecia e l'Italia avevano registrato notevoli ritardi
nella trasmissione dei dati. Nel complesso, il rispetto del termine di
trasmissione dei dati per il 2010 è stato meno soddisfacente di quello per il
2008. Inoltre alcuni paesi hanno trasmesso dati provvisori e hanno proceduto a
revisioni di rilievo vari mesi dopo la scadenza del termine, il che ha reso
necessarie ulteriori convalide e ha ritardato il processo di pubblicazione.
Secondo quanto comunicato dagli Stati membri nelle loro relazioni sulla qualità,
l'applicazione delle ultime modifiche apportate al regolamento nel 2010 non ha
provocato problemi gravi e non giustifica eventuali ritardi nella trasmissione
dei dati. Eurostat sta adottando iniziative al livello opportuno per
sollecitare i paesi a rivedere i propri processi di produzione e a trasmettere
dati di buona qualità entro i termini stabiliti. –
Pubblicazione I dati sulla produzione e sul trattamento dei
rifiuti sono stati pubblicati nel database di diffusione di Eurostat il
1° ottobre 2012. Rilevanti revisioni, a causa di ritardi nella
trasmissione dei dati o di loro correzioni, sono state effettuate nel novembre
2012 e nel marzo e luglio 2013. 3. Completezza La trasmissione di set di dati completi
riveste un'importanza fondamentale per la produzione degli aggregati UE. I dati
mancanti limitano l'interpretazione e il valore informativo delle statistiche
sui rifiuti. La completezza è misurata in termini di caselle vuote
contrassegnate come dati mancanti mediante un flag M. Nel primo esercizio di trasmissione di dati
per l'anno di riferimento 2004, sei dei 27 Stati membri sono stati in grado di
fornire set di dati completi in merito alla produzione dei rifiuti per
tutte le categorie di rifiuti e per tutti i settori. Ventuno Stati membri hanno
invece trasmesso set di dati con alcune informazioni incomplete. Nel complesso,
la percentuale di valori mancanti in merito alla produzione di rifiuti
rappresentava circa il 9 % dei dati richiesti. Nel corso degli anni la completezza dei dati è
migliorata notevolmente. Tra il 2006 e il 2010, la percentuale di valori
mancanti era compresa tra il 2 % e il 3 % dei dati richiesti. Per
quanto concerne i dati sul trattamento dei rifiuti, la percentuale di
valori mancanti a livello nazionale era pari al 2,5 % per l'anno di
riferimento 2004 ed è poi diminuita costantemente fino al 2008, quando tutti i
paesi hanno trasmesso dati completi al riguardo. A seguito della revisione del regolamento, i
dati richiesti per il 2010 sul trattamento dei rifiuti sono diventati più
dettagliati a causa della maggiore disaggregazione delle categorie di rifiuti e
dell'aggiunta della categoria "riporto". Di conseguenza, cinque dei
27 Stati membri hanno registrato dati mancanti per il 2010 e il 3,4 % dei
dati sul trattamento dei rifiuti è stato contrassegnato come dati mancanti. Più
della metà (1,9 %) dei valori mancanti riguardava la nuova categoria di
trattamento dei rifiuti "riporto". La trasmissione delle statistiche a Eurostat
da parte degli Stati membri è stata semplificata grazie all'introduzione di moduli
online in eDAMIS, lo sportello unico di acquisizione dati di Eurostat. Ciò ha
altresì reso la rilevazione dei dati pienamente conforme allo standard SDMX. 4. Accuratezza
dei dati 4.1. Copertura
dei dati Il regolamento persegue l'obiettivo di
produrre statistiche sui rifiuti in linea con l'ambito di applicazione della
direttiva 2008/98/CE sui rifiuti (la direttiva quadro sui rifiuti)[6]. Le statistiche sulla
produzione di rifiuti, da compilare per tutti i settori economici e per le
famiglie, devono includere i rifiuti derivanti da operazioni di recupero e
smaltimento, noti come rifiuti secondari. Le statistiche dovrebbero rilevare
anche i dati sui rifiuti prodotti dalle piccole imprese (con meno di 10
dipendenti), sebbene, nella misura del possibile, tali imprese dovrebbero
essere escluse dalle indagini. Le statistiche sul trattamento dei rifiuti
riguardano tutti i rifiuti recuperati o smaltiti all'interno di un paese,
indipendentemente dalla loro origine. L'obiettivo sotteso al regolamento è la
rilevazione di dati sulla destinazione finale dei rifiuti e non sui trattamenti
preparatori. –
Errori di copertura e differenze a livello di
copertura dei dati Gli errori di copertura riscontrati sono
perlopiù riconducibili: –
alla distinzione tra ciò che è rifiuto e ciò che
non lo è, nonché a differenze nell'applicazione delle corrispondenti definizioni; –
ad approcci metodologici e priorità differenti in
materia di gestione dei rifiuti e di statistiche sui rifiuti a livello
nazionale; –
a problemi di copertura specifici ai settori (ad
esempio, presunta sottocopertura dei rifiuti della costruzione e della demolizione
in alcuni paesi). La massima disomogeneità nella copertura dei
dati si ritiene riguardi i seguenti settori: ·
la copertura dei rifiuti di estrazione (derivanti
dalle attività estrattive) ha un impatto molto elevato sulle statistiche sui
rifiuti; le differenze più sensibili tra i vari paesi sono determinate dalla
rilevazione del terreno di ricoprimento, ossia dei materiali naturali che
vengono rimossi per accedere al minerale senza essere sottoposti a lavorazione,
e dei rifiuti di estrazione che sono trattati in sito; ·
la distinzione tra rifiuti e sottoprodotti ha un
impatto significativo sui quantitativi di rifiuti derivanti dalle attività di
cui alle sezioni A (Agricoltura, silvicoltura e pesca) e C (Attività
manifatturiere) della NACE, in particolare per le categorie residui di legno e
rifiuti di origine animale e vegetale, nonché probabilmente sulle scorie
derivanti dalla produzione di metalli; ·
la varianza della produzione di rifiuti della
sezione F (Costruzioni) della NACE segnala l'esistenza di differenze a livello
di copertura dei dati; ·
numerosi paesi non sono stati in grado di rilevare
dati in merito alla nuova categoria di trattamento dei rifiuti
"riporto". La maggior parte di essi si sta tuttavia adoperando per
cercare soluzioni per la prossima trasmissione di dati. L'incidenza globale degli errori di copertura
è difficile da valutare. Gli errori di copertura possono portare a stime per
eccesso o per difetto. L'impatto è ritenuto massimo per i rifiuti minerali
derivanti dalle attività di cui alle sezioni B (Attività estrattiva) e F
(Costruzioni) della NACE. Questo è uno dei motivi per i quali tali categorie di
rifiuti sono escluse dagli indicatori sulla produzione di rifiuti e sulla messa
in discarica sulla base del regolamento. 4.2. Disaggregazione
per settori economici Il regolamento chiede agli Stati membri di
disaggregare i rispettivi dati secondo 19 attività di produzione di rifiuti (18
settori economici più le famiglie). La disaggregazione delle attività
economiche è realizzata con riferimento alla classificazione statistica delle
attività economiche nelle Comunità europee (NACE). La corretta assegnazione alle
attività di produzione costituisce un presupposto fondamentale per: –
la comparabilità dei quantitativi di rifiuti per
ciascun settore; –
la coerenza delle statistiche sui rifiuti con le
statistiche delle imprese. Le modalità di assegnazione dei rifiuti al
settore che li produce dipendono dai metodi applicati per la rilevazione dei
dati e dalle unità statistiche per le quali sono compilate statistiche sui
rifiuti. Si ritiene che la comparabilità e la coerenza dei dati sia garantita
meglio con il ricorso a registri delle imprese per la rilevazione dei dati. Poiché
il regolamento consente di servirsi di unità locali oppure di unità statistiche
come base per la compilazione dei dati, sono inevitabili differenze nella
ripartizione dei rifiuti tra i vari paesi anche in caso di corretta
applicazione delle disposizioni del regolamento. Il problema non riguarda in
maniera specifica le statistiche sui rifiuti, ma si riscontra anche per altri
settori statistici inerenti alle attività economiche. L'impatto complessivo degli errori di assegnazione
ai settori sulla qualità delle statistiche sui rifiuti è considerato limitato.
Il rischio di una errata attribuzione è più elevato per i paesi i cui dati
sulla produzione di rifiuti sono ricavati indirettamente dai dati sul
trattamento dei rifiuti. Ciò è dovuto al fatto che le informazioni sull'azienda
o sul settore di produzione provengono soltanto da fonti secondarie (ad
esempio, operatori della raccolta o del trattamento dei rifiuti) o devono
essere ricavate ricorrendo ad altri strumenti (ad esempio, avvalendosi di
modelli o utilizzando l'elenco europeo dei rifiuti[7] che contiene
informazioni sull'origine dei rifiuti). Anche l'uso dei dati amministrativi può
comportare assegnazioni errate nel caso in cui le unità di rilevazione nel
sistema di dati amministrativi non corrispondano alla definizione di unità
statistiche del regolamento. 4.3. Classificazione
dei rifiuti Il regolamento disaggrega i rifiuti in
categorie secondo la nomenclatura statistica EWC-Stat, ma non prescrive
l'utilizzo di una classificazione specifica per la rilevazione dei dati. I
paesi sono liberi di utilizzare qualsiasi classificazione dei rifiuti purché
siano in grado di trasmettere dati nei formati stabiliti e della qualità
richiesta. La maggior parte
dei paesi rileva i propri dati conformemente all'elenco europeo dei rifiuti,
che prevede 839 tipologie di rifiuti. Sebbene l'applicazione di tale elenco
comporti alcuni problemi, l'ampio utilizzo di questa classificazione assicura
un livello elevato di comparabilità. L'impatto complessivo degli errori di
classificazione sull'accuratezza dei dati è considerato limitato. 5. Comparabilità 5.1. Comparabilità
nel tempo Ora che è stato completato il quarto ciclo di
trasmissione di dati, è possibile procedere a una migliore valutazione della
comparabilità dei dati nel tempo. Il sistema di convalida dei dati di Eurostat
assicura l'individuazione delle interruzioni nelle serie e la loro correzione o
giustificazione. Inoltre, le relazioni sulla qualità dei paesi si sono
dimostrate uno strumento utile per monitorare le modifiche metodologiche e il
loro impatto negli Stati membri. Dalla valutazione delle relazioni nazionali sulla
qualità emerge che dal 2004 quasi tutti gli Stati membri hanno modificato
notevolmente gli approcci nazionali in materia di statistiche sui rifiuti. La
maggior parte dei paesi sta ulteriormente migliorando le proprie rilevazioni in
termini di qualità dei dati (ad esempio, colmando le lacune di informazioni o
migliorando la copertura) e di efficienza dei metodi impiegati. Nel 2010 la produzione totale di rifiuti
nell'UE-27 era pari a 2,50 miliardi di tonnellate, con un lievissimo incremento
(0,3 %, ossia 8 milioni di tonnellate) rispetto al precedente anno di
riferimento. Se si prende in considerazione la produzione totale di rifiuti dell'insieme
dei settori, i cambiamenti significativi registrati in taluni settori economici
risultano controbilanciati da quelli registrati in altri settori. A livello nazionale, le serie temporali della
maggior parte dei paesi sono coerenti. Rilevanti interruzioni nelle serie della
produzione totale di rifiuti in alcuni paesi possono riflettere evoluzioni
effettive (ad esempio, Finlandia e Svezia) o possono essere addebitabili a
modifiche del sistema di rilevazione dei dati (ad esempio, Danimarca, Austria e
Belgio) o a entrambi i motivi (Regno Unito). In Svezia e in Finlandia, la produzione di
rifiuti è aumentata enormemente tra il 2008 e il 2010, rispettivamente di
31 milioni di tonnellate (37 %) e di 23 milioni di tonnellate (28 %),
a seguito di un aumento dell'estrazione di minerali nel settore minerario. In Danimarca e in Austria, le consistenti
interruzioni nelle serie temporali rilevate tra il 2008 e il 2010 sono state
provocate dalle sostanziali modifiche apportate ai sistemi di rilevazione dei
dati. In Danimarca, il sistema ISAG è stato sostituito nel 2010 da un nuovo
sistema di rilevazione dei dati sui rifiuti, pienamente compatibile con le
pertinenti classificazioni UE. Di conseguenza, il totale di rifiuti ha superato
del 38 % quelli degli anni precedenti. In Austria, dove è stato introdotto
un sistema di gestione elettronica dei dati per i rifiuti, la tendenza si è
invertita. La produzione di rifiuti rilevata è scesa del 38 % rispetto
all'anno precedente, in parte a causa dell'esclusione dalla rilevazione dei
sottoprodotti e in parte a causa di lacune a livello di copertura che dovranno
essere colmate in futuro. Il Belgio registra un notevole aumento della
produzione di rifiuti tra il 2008 e il 2010 (del 29 %), riconducibile
principalmente alle modifiche metodologiche introdotte nella rilevazione dei
dati (ad esempio, miglioramento della copertura dei rifiuti secondari). Il Regno Unito registra un'enorme riduzione
(63 milioni di tonnellate, pari al 73 %) dei rifiuti prodotti dal settore
minerario, attribuibile principalmente a motivi metodologici (adeguamento di
fattori obsoleti per la stima basata su modelli), ma rispecchiante anche il
declino dell'attività economica nel settore minerario. 5.2. Comparabilità
tra i paesi Grazie all'uso di definizioni e
classificazioni comuni, la comparabilità dei dati tra i paesi è piuttosto
elevata per la maggior parte dei settori e delle tipologie di rifiuti. È ora
più facile spiegare le differenze tra i paesi in termini di quantitativi totali
di rifiuti prodotti e trattati. Sussistono tuttavia gravi problemi per la
comparabilità dei dati a causa della disomogeneità nella loro copertura
descritta nella sezione 4.1. Questi problemi sono affrontati, ad esempio, nel
corso di workshop durante i quali le possibilità di armonizzazione della copertura
dei dati vengono discusse con i paesi. Workshop si sono tenuti sui rifiuti
minerari nell'ottobre 2011 e sui rifiuti della costruzione e della demolizione
nell'ottobre 2012. Un ulteriore workshop sulla convalida dei dati si è svolto
nel settembre 2013 come primo passo verso la definizione di norme comuni per la
convalida. Inoltre, l'analisi accurata dei dati, utilizzando indicatori
specifici per i vari settori, assicura il continuo miglioramento della
comparabilità tra paesi. 6. Onere
gravante sulle imprese Il regolamento impone agli Stati membri di
attenuare l'onere di risposta ricorrendo a dati amministrativi e di escludere
dalle indagini le piccole imprese con meno di 10 dipendenti sempre che non
contribuiscano in misura significativa alla produzione di rifiuti. Le indicazioni fornite dagli Stati membri
nelle rispettive relazioni sulla qualità attestano un forte impegno da parte
loro per contenere il più possibile l'onere di risposta. Ciò è dimostrato dal
numero crescente di Stati membri che rilevano informazioni sull'onere di
risposta in termini fisici e che sono in grado di quantificare il tempo medio
necessario ai rispondenti per compilare il questionario o i moduli informativi.
Rispetto all'anno di riferimento 2008, il numero di paesi che hanno fornito
tali informazioni quantitative è salito da sette a dieci. I dati sono stati
ottenuti dai rispondenti che hanno compilato i questionari o sono il risultato
di studi specifici. Sette dei dieci paesi stimano tra 20 minuti e
tre ore il tempo medio necessario per compilare il questionario o il modulo
informativo. Tempi superiori a tre ore sono necessari in Irlanda, Polonia e
Svezia. Il paese in cui la compilazione richiede più tempo è la Polonia (tra
un'ora e 40 ore per rispondente), in quanto, durante un periodo transitorio, i
detentori di rifiuti sono oberati da una doppia dichiarazione (amministrativa e
statistica) fintanto che l'indagine statistica non sia gradualmente soppressa. Il modo migliore per aiutare le imprese
consiste nell'evitare loro una doppia dichiarazione, facendo ricorso a dati
amministrativi e/o coordinando le indagini sui rifiuti tra le istituzioni
interessate (istituti statistici, ministeri dell'Ambiente, agenzie
dell'ambiente). Per 15 Stati membri i dati amministrativi costituiscono la
principale fonte di dati cui attingere per le statistiche sui rifiuti. Per
altri paesi i dati amministrativi rappresentano una delle numerose fonti di
dati utilizzate. Il numero di paesi che hanno adottato o
intendono applicare sistemi elettronici di trasmissione dei dati è in crescita.
Strumenti elettronici per alcuni o tutti i dati sui rifiuti sono ora
disponibili in Belgio (Fiandre), Danimarca, Irlanda, Lituania, Ungheria,
Austria, Polonia, Slovenia e Regno Unito. Le piccole imprese sono esentate dalle
indagini secondo criteri differenti. Alcuni paesi assicurano la copertura delle
piccole imprese tramite indagini per campione ed estrapolano i risultati. La
maggior parte dei paesi, tuttavia, le esclude totalmente. I dati sono ignorati
oppure sono estrapolati mediante modelli di stima basati su fattori. Sono state
fissate soglie di esclusione differenti da paese a paese, principalmente sulla
base del numero di dipendenti o dei quantitativi di rifiuti prodotti
annualmente. Alcuni paesi combinano i due criteri per assicurarsi che anche le
piccole imprese siano coperte dalla rilevazione dei dati quando superano la
soglia stabilita per la produzione di rifiuti. 7. Revisione
del regolamento relativo alle statistiche sui rifiuti Dopo le prime due trasmissioni di dati sono
risultate evidenti alcune carenze e gli aspetti da migliorare sono stati messi
in luce nella prima relazione al Parlamento europeo e al Consiglio [COM(2008)355].
Inoltre, la revisione della direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) ha
previsto nuovi bisogni di informazioni e ha modificato le definizioni. Per
questi motivi, anche il regolamento ha dovuto essere modificato (con il
regolamento (UE) n. 849/2010 della Commissione)[8]. Il regolamento
modificato era applicabile a partire dall'anno di riferimento 2010. Le
modifiche principali sono indicate qui di seguito. –
La modifica di maggior rilievo è l'armonizzazione
della disaggregazione per categorie di rifiuti di cui alla sezione 2 degli
allegati I e II del regolamento. A partire dall'anno di riferimento 2010 i dati
sulla produzione e sul trattamento dei rifiuti devono essere rilevati secondo
le stesse 51 categorie di rifiuti. –
Sono state create nuove categorie di rifiuti mentre
altre sono state riorganizzate per migliorare la fruibilità dei dati, ad esempio
al fine di monitorare le politiche in materia di rifiuti. Ciò comprende in
particolare: –
categorie di rifiuti distinte per i rifiuti
minerali della costruzione e della demolizione, per la terra e per la terra di
dragaggio; –
categorie di rifiuti distinte per rifiuti liquidi e
rifiuti minerali derivanti da operazioni di trattamento dei rifiuti (rifiuti
secondari); –
la riorganizzazione delle categorie dei rifiuti
animali e vegetali e dei rifiuti metallici; –
l'aggregazione di diversi rifiuti chimici in un'unica
categoria. –
Inoltre, sono state riorganizzate alcune categorie
di trattamento dei rifiuti: –
la definizione della categoria di trattamento dei
rifiuti "deposito sul o nel suolo" è stata armonizzata con la
definizione di discarica della direttiva 1999/31/CE del Consiglio relativa alle
discariche di rifiuti[9]
nell'intento di integrare la rilevazione dei dati sul numero e sulla capacità
delle discariche finora determinati a norma di tale direttiva[10]; –
la categoria di trattamento dei rifiuti "riporto"
è stata creata per rendere il regolamento conforme alle definizioni della
versione riveduta della direttiva quadro sui rifiuti. Il manuale di attuazione del regolamento
relativo alle statistiche sui rifiuti è stato adeguato nel 2010 e
successivamente nel 2013. Secondo quanto comunicato dagli Stati membri,
l'adozione delle categorie di rifiuti rivedute e il raggruppamento
dell'operazione di trattamento dei rifiuti "deposito sul o nel suolo"
sono avvenuti senza problemi. Alcuni paesi hanno esplicitamente espresso soddisfazione
per l'introduzione della modifica sotto il profilo tecnico. L'adozione della nuova categoria di trattamento
dei rifiuti "riporto" ha comportato problemi per numerosi paesi,
principalmente perché l'elenco delle operazioni di recupero dell'allegato II
della direttiva quadro sui rifiuti non prevede una voce specifica (codice R)
per il "riporto". Inoltre, la definizione del termine
"riporto" è giudicata non sufficientemente chiara, il che comporta
problemi per la rilevazione dei dati. Nel complesso, il regolamento modificato è
stato attuato con successo ed è stato conseguito uno degli obiettivi della
revisione, vale a dire l'uniformazione delle statistiche sui rifiuti alle
definizioni e alle prescrizioni sulla trasmissione di dati di altre normative
sui rifiuti. Tuttavia, la presentazione e l'analisi delle
serie temporali sono divenute più difficili a causa delle interruzioni nelle
serie provocate dalla ridefinizione delle categorie di rifiuti e delle
operazioni di trattamento. Eurostat è attualmente impegnato a migliorare la
presentazione dei dati agli utenti in modo che possa essere conseguito anche il
secondo importante obiettivo della revisione del regolamento, ossia il
miglioramento della fruibilità delle statistiche sui rifiuti. 8. Risultati
ottenuti e prospettive Progressi significativi sono stati compiuti
nella compilazione delle statistiche sui rifiuti dalla prima trasmissione nel
2006. La completezza dei dati trasmessi dagli Stati membri è costantemente
migliorata. Le statistiche sui rifiuti hanno raggiunto un grado relativamente
elevato di comparabilità tra paesi per la maggior parte delle categorie di
rifiuti e dei settori e si stanno realizzando considerevoli progressi in
direzione di una copertura dei dati completa. Nel complesso, la qualità dei
dati è adeguata per la maggior parte dei paesi. Sono tuttavia necessari
ulteriori miglioramenti per contribuire al conseguimento degli obiettivi
dell'UE in materia di ambiente, politica industriale e politiche relative alle
materie prime. L'armonizzazione dei dati è promossa grazie a
una serie di documenti di orientamento metodologico disponibili sul sito dell'"Environmental Data Centre on Waste" (Centro dati ambientali di
Eurostat sui rifiuti) e tramite workshop focalizzati sui settori dove più
rilevante è la disomogeneità nella copertura dei dati. Gli errori e le carenze
metodologiche sono individuati dal sistema di controllo della qualità. Per migliorare la qualità dei dati, Eurostat
ha adottato un nuovo approccio consistente nell'istituzione di un programma
volto a sostenere i paesi che presentano gravi carenze. Tale sostegno è
apportato tramite riunioni bilaterali in cui sono discussi i problemi e sono
valutate le possibili soluzioni. Con la trasmissione dei dati relativi al 2010
sono ora disponibili dati sulla produzione e sul trattamento dei rifiuti per
quattro anni di riferimento, ossia per il periodo 2004-2010. Via via che si
allungano le serie temporali, i dati diventano sempre più utili, ad esempio per
costruire indicatori e per essere utilizzati nell'ambito dei conti ambientali. Allo stesso tempo, le modifiche metodologiche
introdotte nei singoli paesi potrebbero ancora avere un impatto rilevante sulle
serie temporali, a livello nazionale e a livello dell'aggregato UE-27.
L'evoluzione nel tempo va pertanto tuttora interpretata con cautela e solo
previa attenta analisi dei relativi dati. Dovranno inoltre essere monitorati
gli effetti prodotti sulle statistiche sui rifiuti dall'introduzione dei nuovi
concetti della versione riveduta della relativa direttiva quadro, quali i
criteri per definire quando un rifiuto cessa di essere tale. Sono stati elaborati indicatori sulla
"produzione di rifiuti esclusi i principali rifiuti minerali"
(tsdpc210) e sulla "produzione di rifiuti pericolosi, per attività
economica" (tsdpc250), entrambi rientranti nella serie degli indicatori di
sviluppo sostenibile. Un nuovo indicatore "messa in discarica di rifiuti esclusi
i principali rifiuti minerali" è stato sviluppato con l'intenzione di
includerlo nella serie degli indicatori di efficienza delle risorse, mentre è
tuttora in corso lo sviluppo di indicatori su altre categorie di trattamento,
compreso il riciclaggio. [1] GU L 332 del 9.12.2002, pag. 1. [2] COM(2008) 355 definitivo del 13.6.2008. [3] COM(2011) 131 definitivo del 17.3.2011. [4] Sito
di Eurostat sulla qualità: http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page?_pageid=2273.1 2273_47140765&_dad=portal&_schema=PORTAL. [5] GU L 229 del 6.9.2005, pag. 6. [6] GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3. [7] Decisione 2000/532/CE per quanto concerne l'elenco dei
rifiuti (GU L 226 del 6.9.2000, pag. 3). [8] GU L 253 del 28.9.2010, pag. 2. [9] GU L 182 del 16.7.1999, pag. 1. [10] Decisione 2000/738/CE della Commissione, del 17 novembre
2000, concernente un questionario per le relazioni degli Stati membri
sull'attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti
(GU L 298 del 25.11.2000, pag. 24).