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Document 52013DC0713

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Relazione annuale sulle attività di ricerca e sviluppo tecnologico dell'Unione europea nel 2012

/* COM/2013/0713 final */

52013DC0713

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Relazione annuale sulle attività di ricerca e sviluppo tecnologico dell'Unione europea nel 2012 /* COM/2013/0713 final */


RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Relazione annuale sulle attività di ricerca e sviluppo tecnologico dell'Unione europea nel 2012

1.           Contesto della relazione annuale sulle attività di RST

La relazione annuale sulle attività di ricerca e sviluppo tecnologico dell'Unione europea è redatta a norma dell'articolo 190 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Obiettivo della presente relazione è fornire una sintetica e non esaustiva rassegna delle misure fondamentali adottate nell'anno di riferimento. Sebbene non rientrino ufficialmente nell'ambito della relazione, sono riportate anche alcune informazioni relative al trattato Euratom.

2.           Contesto politico generale nel 2012

La strategia dell'Unione europea per la crescita e l'occupazione, Europa 2020, rappresenta la colonna portante dell'approccio adottato dall'UE nel 2012 in materia di riforme strutturali e di incremento della competitività. Le priorità d'azione relative al 2012 sono state messe in evidenza nell'analisi annuale della crescita per il 2012[1].

L'anno è iniziato in un contesto difficile, contrassegnato da un calo della fiducia nell'euro, da un declino della crescita economica e dal fatto ancor più importante che la fiducia dei nostri cittadini nella capacità dell'Europa di risolvere i problemi ha raggiunto il minimo storico[2].

L'Unione europea ha continuato a lottare contro la crisi. La proposta della Commissione riguardante un progetto sul completamento dell'Unione economica e monetaria ha definito una prospettiva a lungo termine, nonché le misure concrete da adottare a breve e medio termine.

La Commissione ha rilevato la necessità di apportare un cambiamento al funzionamento dell'economia europea, un cambiamento che permetterà di mobilitare i numerosi punti di forza di cui l'Europa dispone per incidere sull'economia del domani, caratterizzata da innovazione, conoscenze e competenze di alto livello. È per tale ragione che Europa 2020 pone la ricerca, la tecnologia e l'innovazione in primo piano nelle attività destinate ad aiutare l'Europa a uscire dall'attuale crisi economica e a dare vita a una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. L'economia europea dispone di un potenziale non sfruttato per essere più innovativa, produttiva e competitiva utilizzando al contempo meno risorse e riducendo l'impatto ambientale[3].

La Commissione ha annunciato l'ultima e più ampia serie di inviti a presentare proposte nell'ambito del Settimo programma quadro (7° PQ). I finanziamenti, aperti a organizzazioni e imprese di tutti gli Stati membri e dei paesi partner, rappresentano la parte più sostanziosa della proposta di bilancio dell'UE per il 2013 destinato alla ricerca, pari a 10,8 miliardi di EUR.

L'annuncio è arrivato a pochi giorni dalla conferma da parte dei leader europei, nel Patto per la crescita e l'occupazione[4], dell'importanza della ricerca e dell'innovazione in quanto parte integrante della risposta dell'UE alla crisi economica e finanziaria.

3.           L'Unione dell'innovazione

Avviata dalla Commissione nell'ottobre 2010 in quanto parte della strategia Europa 2020, l'Unione dell'innovazione punta a realizzare un'economia dinamica, basata sull'innovazione, alimentata da idee e creatività, in grado di interconnettersi in catene globali del valore, cogliere opportunità, conquistare nuovi mercati e creare posti di lavoro di elevata qualità.

3.1.        Monitoraggio dei progressi in materia di innovazione

Nel complesso, si sono realizzati buoni progressi verso la definizione di un quadro politico per l'Unione dell'innovazione: oltre l'80% delle iniziative sono infatti già in corso, ivi compreso l'approfondimento dello Spazio europeo della ricerca (SER) e di Orizzonte 2020. Il principio del "risanamento di bilancio intelligente" – ossia tutelare o, se possibile, aumentare la spesa destinata alla crescita, ad esempio quella per la ricerca e lo sviluppo - è ora incorporato nel semestre europeo. Il contesto in cui operano le imprese in Europa diventerà più favorevole all'innovazione grazie a misure relative al mercato unico, quali l'introduzione del brevetto unitario, l'accelerazione della definizione di norme, la modernizzazione delle norme dell'UE in materia di appalti e la creazione di un passaporto europeo per i fondi di capitale di rischio. I partenariati europei per l'innovazione mettono in comune le risorse e incentrano le misure, sia sul versante della domanda che su quello dell'offerta, su problematiche di primaria importanza per la società.

La posizione dell'Europa a livello mondiale è ancora relativamente forte. L'UE occupa infatti le migliori posizioni a livello mondiale per quanto concerne la produzione di prodotti scientifici e innovativi di elevata qualità e detiene ancora la quota più ampia dei redditi generati nelle catene di valore della produzione mondiale. Dal 2008, l'UE ha migliorato le proprie prestazioni in materia di innovazione e ha quasi dimezzato lo scarto che la separa dagli USA e dal Giappone in questo campo. L'UE mantiene altresì una posizione dominante in materia di innovazione rispetto a Brasile, Russia e Cina, benché quest'ultima stia decisamente recuperando terreno. In aggiunta, dal 2008 la Corea del Sud ha quasi triplicato il vantaggio sull'UE in materia di innovazione, andando a raggiungere gli Stati Uniti tra i paesi leader in quest'ambito.

Inoltre, nonostante la spesa pubblica per la ricerca e lo sviluppo nell'UE sia aumentata durante la crisi, grazie all'impegno profuso dai governi per mantenere gli investimenti in materia di R&S e incentivare così le imprese a fare altrettanto, dati recenti indicano una potenziale inversione di tendenza. Nel 2011, per la prima volta dall'inizio della crisi, la dotazione del bilancio pubblico complessivamente destinata dai 27 Stati membri alla ricerca e allo sviluppo ha subito un lieve calo. Tuttavia, la durata eccezionale e la gravità della crisi attuale potrebbero iniziare a minare il consenso politico dell'UE sulla necessità di tutelare gli investimenti in materia di R&S. La crisi ha altresì messo in luce le carenze strutturali delle prestazioni dell'Europa in materia di innovazione e reso ancor più evidente la necessità di riforme più estese volte ad aumentare l'efficienza e l'efficacia dei sistemi nazionali di ricerca e innovazione. Affinché ciò sia possibile sono necessarie, tra l'altro, strategie di specializzazione intelligente, migliori connessioni tra la ricerca pubblica e l'innovazione delle imprese, nonché migliori condizioni quadro per gli investimenti delle imprese.

Il quadro valutativo dell'Unione dell'innovazione 2013[5] mostra che il processo di convergenza nei risultati ottenuti in materia di innovazione degli Stati membri è giunto a un punto fermo, il che indica che si corre chiaramente il rischio di ampliare il divario in materia di innovazione, dato che la convergenza è stata il modello prevalente dall'introduzione del quadro valutativo nel 2001. Con il protrarsi e l'aggravarsi della crisi e il conseguente aumento delle disparità nella crescita tra alcune regioni europee, si accentua la necessità di attuare rapidamente l'Unione dell'innovazione e di rafforzarla in settori essenziali per l'innovazione, quali l'istruzione superiore, l'imprenditorialità impostata sull'innovazione e le misure sul versante della domanda. Si dovrà mantenere l'abbrivio anche in settori quali l'innovazione sociale. Inoltre, sono in corso lavori preparatori per sfruttare al massimo le future sinergie tra Orizzonte 2020 e i Fondi strutturali, in un contesto di specializzazione intelligente.

3.2.        Affrontare le sfide della società: i partenariati europei per l'innovazione

Nel 2012 la strategia del partenariato europeo per l'innovazione, volta ad accelerare lo sviluppo e lo sfruttamento delle innovazioni per le sfide della società, è entrata in una nuova fase. Il partenariato pilota in materia di invecchiamento attivo e in buona salute è passato dalla fase di pianificazione a quella di attuazione e si è proposto di applicare la stessa strategia a quattro ulteriori settori. La risposta all'invito a presentare impegni per questo partenariato europeo è stata incoraggiante: sono infatti stati presentati 261 impegni per azioni specifiche, oltre 50 regioni e comuni si sono offerti di divenire siti di riferimento e centinaia di partner hanno aderito a una piattaforma di mercato elettronica per le idee innovative.

In seguito all'approvazione del piano strategico di attuazione del partenariato pilota, la Commissione ha avanzato proposte in merito a nuovi partenariati europei per l'innovazione nei seguenti ambiti: "Produttività e sostenibilità agricola", "Materie prime", "Acqua" e "Città e comunità intelligenti". In seguito all'approvazione del Consiglio, nel dicembre 2012 è stato adottato il piano strategico di attuazione del partenariato europeo per l'innovazione relativo all'acqua, mentre quelli per i partenariati europei in materia di agricoltura, materie prime e città e comunità intelligenti sono previsti per il 2013, in modo da avviarne quanto prima l'attuazione.

4.           Costruire lo Spazio europeo della ricerca

Facendo seguito alle conclusioni del Consiglio europeo sul completamento del SER, la Commissione ha adottato una comunicazione relativa a un partenariato rafforzato per lo Spazio europeo della ricerca a favore dell'eccellenza e della crescita[6], in cui propone sistemi di ricerca nazionali efficaci, una cooperazione e una concorrenza transnazionali ottimali, un mercato del lavoro aperto per i ricercatori, parità di genere e integrazione della dimensione di genere nella ricerca, nonché l'accesso alle conoscenze scientifiche e la loro diffusione. La comunicazione è incentrata su una strategia del partenariato rafforzato tra Stati membri, Commissione e organizzazioni di operatori della ricerca, approvata dal Consiglio[7].

Il SER fa parte dell'Unione dell'innovazione e Orizzonte 2020 ne sostiene l'attuazione in diversi modi. Rappresenta una delle riforme strutturali fondamentali per promuovere la crescita in Europa ed è sempre più spesso riconosciuto come tale. La realizzazione da parte dell'UE dell'obiettivo di aumentare al 3% la quota del PIL destinata alla ricerca, il programma Orizzonte 2020 e un aumento della quota di finanziamenti transnazionali (attualmente lo 0,8%) grazie al completamento del SER, potrebbero far aumentare il PIL di 445 miliardi di EUR e creare 7,2 milioni di posti di lavoro supplementari entro il 2030[8].

La dichiarazione congiunta della Commissione e di cinque principali organizzazioni di operatori della ricerca, del 17 luglio 2012[9], rappresenta l'elemento essenziale di questa strategia di partenariato, assieme agli impegni scritti definiti nei protocolli d'intesa, che permetteranno alle organizzazioni di compiere notevoli progressi sino alla fine del 2013.

L'attuazione della comunicazione sul SER sarà sostenuta dal meccanismo di monitoraggio del SER, finalizzato a raccogliere informazioni per esaminare i progressi a livello di Stati membri e paesi associati. La Commissione svolgerà un ruolo fondamentale per le autorità nazionali e gli operatori del settore della ricerca nell'istituzione e nella gestione di tale meccanismo. Come primo passo, la Commissione ha condotto un'indagine sul SER per valutare i progressi compiuti da organismi pubblici di ricerca nell'attuare le azioni pertinenti definite nella comunicazione sul SER.

4.1 Ricercatori

L'attuazione delle sedici misure previste per promuovere la mobilità, la formazione e l'evoluzione della carriera dei ricercatori è stata essenziale per tale processo. Si è prestata particolare attenzione ad aspetti quali: procedure di assunzione aperte, trasparenti e meritocratiche, il varo della rete "EURAXESS-Ricercatori in movimento" finalizzata a garantire comunicazioni dirette con i singoli ricercatori, l'istituzione di una task force per proporre soluzioni in merito a uno o più eventuali fondi pensionistici complementari paneuropei per i ricercatori, la collaborazione con gli operatori del settore della ricerca al fine di definire e attuare i principi per l'accesso e la portabilità delle sovvenzioni nazionali nonché una procedura specifica per l'ammissione di cittadini di paesi terzi a fini della ricerca scientifica.

Il gruppo direttivo per le risorse umane e la mobilità del SER ha contribuito alla preparazione e al seguito delle iniziative connesse, in particolare attraverso la presentazione della relazione finale e delle raccomandazioni del gruppo di lavoro sulle questioni relative alle risorse umane, ivi compresa la strategia in materia di risorse umane per i ricercatori, la creazione di nuovi gruppi di lavoro sulla formazione innovativa per il dottorato e sullo sviluppo professionale dei ricercatori, nonché la presentazione della relazione dei ricercatori del 2012 sul monitoraggio dei progressi compiuti.

4.2 Programmazione congiunta

Al fine di sostenere il processo di programmazione congiunta, nel 2012 la Commissione ha avviato azioni di coordinamento e di sostegno a favore di cinque delle sei iniziative di programmazione congiunta (IPC) del secondo ciclo: "Collegare le conoscenze sul clima per l'Europa", "Mari e oceani sani e produttivi", "Vivere di più, vivere meglio – Potenzialità e sfide del cambiamento demografico", "La sfida microbica – Una minaccia emergente per la salute umana" e "Le sfide in materia idrica per un mondo che cambia". Nel 2013 è stato inoltre pubblicato un ulteriore invito per un possibile sostegno alla sesta IPC, "L'Europa urbana – Sfide globali, soluzioni europee comuni".

Nel 2012, per tre delle quattro IPC del primo ciclo, l'IPC pilota sulle malattie neurodegenerative, compresa la malattia di Alzheimer, "Agricoltura, sicurezza alimentare e cambiamenti climatici" e "Un'alimentazione sana per una vita sana", sono state adottate le rispettive agende strategiche di ricerca, che definiscono le attività da intraprendere negli anni a venire. Nell'ambito dell'IPC "Patrimonio culturale e cambiamenti globali: una nuova sfida per l'Europa" è stato pubblicato un invito congiunto pilota e la relativa agenda strategica di ricerca dovrebbe essere adottata agli inizi del 2013.

Per facilitare il processo di programmazione congiunta sulla cooperazione transfrontaliera nel settore della ricerca, attualmente in corso, la Commissione ha proposto due nuove azioni per gli Stati membri e gli operatori del settore: il marchio SER e gli inviti sincronizzati. La Commissione ha avviato discussioni con gli operatori del settore per avviare attività pilota entro il 2014.

4.3 Infrastrutture di ricerca

La Commissione europea ha continuato a lavorare in stretta cooperazione con il Forum strategico europeo sulle infrastrutture di ricerca (ESFRI) per completare o avviare entro il 2015 il 60% dei progetti previsti dalla tabella di marcia dell'ESFRI. Nel 2012 sono state pubblicate 15 tabelle di marcia nazionali, mentre sette erano ancora in preparazione.

Nel 2012 si sono profusi maggiori sforzi al fine di utilizzare i Fondi strutturali per la costruzione dei progetti ESFRI e si è data particolare attenzione alle prime due strutture, tra cui il progetto ELI (Extreme-Light-Infrastructure), da attuare nella Repubblica ceca (290 milioni di EUR) e in Romania (180 milioni di EUR) entro il 2016.

Nel 2012 la Commissione ha proposto una modifica del regolamento che istituisce un quadro giuridico applicabile ad un consorzio europeo per un'infrastruttura di ricerca (ERIC), inteso a favorire la costituzione e la gestione di grandi infrastrutture di ricerca cui partecipano vari paesi europei. L'attuazione uniforme e rapida di tale regolamento nei vari Stati membri continua a rappresentare una sfida; tuttavia, è stata istituita l'infrastruttura comune in materia di risorse e tecnologie linguistiche (CLARIN ERIC) e la Commissione sta esaminando l'attuazione di altri sette progetti (ECRIN, EURO-ARGO, Indagine sociale europea (ESS), BBMRI, EATRIS, DARIAH e C-ERIC).

L'11 dicembre 2012 il Consiglio[10] ha sottolineato la necessità di rinnovare e adattare il mandato dell'ESFRI affinché possa affrontare adeguatamente le sfide esistenti nonché assicurare, dopo una valutazione completa, il seguito dei progetti ESFRI già in corso e che sia data priorità ai progetti infrastrutturali elencati nella tabella di marcia dell'ESFRI.

Al fine di valutare i progressi del sostegno dell'UE nell'ambito di Orizzonte 2020, la Commissione ha altresì creato un gruppo di esperti di alto livello. Inoltre, ha avviato una consultazione per future attività di ricerca finalizzate a un utilizzo transnazionale più ampio ed efficace delle infrastrutture di ricerca esistenti.

4.4 Università: Agenda della modernizzazione

È stato condotto uno studio per elaborare programmi strutturati di formazione innovativa per il dottorato, al fine di fornire orientamenti per programmi strutturati su scala europea. È stato pubblicato un invito pilota relativo alle "cattedre SER" per le regioni di convergenza, al fine di facilitare i cambiamenti strutturali nelle università e in altri istituti di ricerca per promuoverne l'eccellenza e migliorare in tal modo le loro prestazioni in termini di finanziamento competitivo della ricerca. È inoltre in preparazione uno studio di fattibilità per valutare come creare nel modo migliore, nelle università e negli istituti di ricerca finanziati con fondi pubblici, un meccanismo europeo di accreditamento per la gestione delle risorse umane basato sulla carta europea dei ricercatori e sul codice di reclutamento dei ricercatori.

4.5 Libero accesso, trasferimento di conoscenze e SER digitale

Il libero accesso è stato integrato in Orizzonte 2020. Si è chiesto agli Stati membri di designare un punto di riferimento nazionale per facilitare lo scambio di informazioni e permettere un apprendimento reciproco. La Commissione intende organizzare un primo incontro con i punti nazionali di riferimento per scambiare insegnamenti appresi e migliori prassi.

Nel 2012 è stato istituito un gruppo di esperti sul trasferimento delle conoscenze per la realizzazione di analisi approfondite e raccomandazioni. La Commissione ha avviato uno studio al fine di elaborare orientamenti sulle principali questioni che possono essere trattate dai partecipanti nei rispettivi accordi di consorzio. Il gruppo di lavoro del comitato per lo Spazio europeo della ricerca (CSER) sul trasferimento delle conoscenze ha fornito orientamenti e riscontri per lo studio, monitorando i progressi compiuti nell'attuazione della raccomandazione della Commissione in materia di proprietà intellettuale e del codice di buone pratiche[11].

Il SER digitale sosterrà la fornitura di infrastrutture elettroniche, un accesso transfrontaliero continuo ai servizi di ricerca digitali, nonché la diffusione dell'e-scienza e lo sviluppo delle politiche a essa connesse. Nel 2012 questa collaborazione è iniziata integrando il SER digitale nelle strutture e nelle attività di seguito del SER, ivi comprese le interazioni della piattaforma degli operatori del settore e il monitoraggio sistematico delle azioni previste nella comunicazione sul SER. Le infrastrutture elettroniche rendono possibile la creazione, la circolazione e l'impiego delle conoscenze in Europa e favoriscono la collaborazione tra scienziati. Nel 2012 si è posta particolare attenzione sulla scienza e sulla tecnica che si avvalgono della condivisione di dati elettronici (EUDAT, OpenAIRE), sulle infrastrutture informatiche (PRACE, EGI, Helix Nebula), sulla rete di ricerca e di istruzione GÉANT, sulle comunità di ricerca virtuali e sull'e-scienza. Tra i fatti salienti rientrano la pubblicazione della strategia europea sul calcolo ad alte prestazioni (comunicazione al Parlamento e al Consiglio), lo sviluppo dell'infrastruttura che sostiene il libero accesso e dell'alleanza Research Data Alliance (RDA) e il lancio di Africa Connect, che unisce l'Europa all'Africa subsahariana.

5.           Cooperazione internazionale

La comunicazione "Potenziare e concentrare la cooperazione internazionale dell'UE nelle attività di ricerca e innovazione: un approccio strategico"[12] è stata l'elemento saliente dell'anno. In tale comunicazione la Commissione propone una nuova strategia per la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione, specie in considerazione della preparazione per Orizzonte 2020.

La cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione non è fine a se stessa, bensì un mezzo per consentire all'Unione di raggiungere i suoi obiettivi di più alto livello. In particolare, ciò implica rafforzare l'eccellenza e l'attrattiva dell'Unione in materia di ricerca e innovazione, nonché la sua competitività economica e industriale, affrontare le sfide sociali mondiali e sostenere le politiche esterne dell'Unione.

Per raggiungere tali obiettivi, la strategia definisce un duplice approccio.

Orizzonte 2020 sarà aperto alla partecipazione di organismi di tutto il mondo, sebbene sia prevista una revisione delle modalità di concessione dei finanziamenti dal bilancio dell'Unione a detti organismi. Grazie a quest'apertura generale, i ricercatori europei potranno cooperare liberamente con i colleghi di paesi terzi su tematiche di loro scelta.

Si svilupperanno attività mirate laddove si renderà necessaria la cooperazione su tematiche specifiche e con determinati paesi o regioni. Tali attività saranno raggruppate in tabelle di marcia pluriennali.

Saranno parte integrante della strategia anche le seguenti questioni trasversali:

· il rafforzamento del partenariato con gli Stati membri, sulla base del lavoro svolto dal Forum strategico europeo sulla cooperazione S&T internazionale;

· lo sviluppo e la promozione, assieme ai partner internazionali, di principi comuni per le attività internazionali in materia di ricerca e innovazione, al fine di creare condizioni eque a livello mondiale. A ciò contribuirà il consiglio di ricerca globale (Global Research Council), un forum istituito di recente su base volontaria per condividere le migliori prassi e definire i principi comuni;

· un più stretto coordinamento con altre politiche dell'Unione caratterizzate da una forte dimensione esterna, nonché con le attività condotte da organizzazioni internazionali e consessi multilaterali.

L'attuazione della strategia sarà pienamente in linea con Orizzonte 2020. Per rafforzare la governance, la Commissione si è impegnata a pubblicare ogni due anni, a partire dal 2014, una relazione sui progressi compiuti. Nell'aprile 2012 circa 350 scienziati e responsabili politici di alto livello, provenienti da più di 30 paesi dell'Unione europea e della regione del Mediterraneo, si sono riuniti a Barcellona, in Spagna, per avviare un nuovo partenariato in materia di ricerca e innovazione. Tale partenariato è stato proposto dalla Commissione europea in quanto parte della risposta dell'Unione ai cambiamenti politici occorsi nella regione del Mediterraneo meridionale e in previsione di Orizzonte 2020. La conferenza ha avviato un processo per un'agenda euromediterranea comune in materia di ricerca e innovazione.

6.           Orizzonte 2020 - Programma quadro per la ricerca e l'innovazione (2014-2020)

Riunendo per la prima volta tutti i finanziamenti UE a favore della ricerca e dell'innovazione in un unico programma, Orizzonte 2020 si concentrerà su tre priorità principali: consolidare la posizione dell'UE in quanto leader mondiale in campo scientifico, rafforzare la leadership industriale nell'innovazione e contribuire ad affrontare le principali preoccupazioni condivise da tutti gli europei in merito a una serie di sfide fondamentali della società.

Il 28 novembre 2012 la commissione del Parlamento europeo per l'industria, la ricerca e l'energia (ITRE) ha adottato a maggioranza assoluta tre delle quattro relazioni del pacchetto Orizzonte 2020. Il Consiglio dell'UE ha convenuto un orientamento generale parziale sul regolamento relativo al programma quadro (31 maggio 2012), sul regolamento che stabilisce le regole di partecipazione e di diffusione (10 ottobre 2012) e sulla decisione riguardante il programma specifico (11 dicembre 2012).

Ciò costituisce un'ottima base per i negoziati trilaterali fra le istituzioni dell'UE, volti a concludere la procedura legislativa ordinaria sul pacchetto Orizzonte 2020 con un accordo in prima lettura entro la fine del 2013.

7.           Il Settimo programma quadro

7.1         Attuazione dei programmi di lavoro 2012

Nel 2012 si sono conclusi 53 inviti a presentare proposte per un bilancio totale indicativo di 4,4 miliardi di EUR. Sono pervenute 17 374 proposte ammissibili di cui 3 089 sono state selezionate ai fini del finanziamento, con un tasso di successo del 17,78% in relazione alle proposte pervenute.

Alle proposte ammissibili hanno partecipato complessivamente 70 059 richiedenti, con un costo totale dei progetti di 36,99 miliardi di EUR e un contributo richiesto all'UE di 30,78 miliardi di EUR. Alle proposte selezionate hanno partecipato complessivamente 14 821 richiedenti, con un costo totale dei progetti di 6,92 miliardi di EUR e un contributo richiesto all'UE di 4,98 miliardi di EUR. Il tasso di successo globale è stato pari al 21,16% in termini di candidati e al 16,18% in termini di contributo UE richiesto.

7.2         Programmi di lavoro 2013

Adottati nel luglio 2012, gli inviti a presentare proposte del 2013 sosterranno, con un totale di circa 8,1 miliardi di EUR, progetti e idee volti a promuovere la competitività dell'Europa e a trattare questioni quali la salute umana, la protezione dell'ambiente e la ricerca di nuove soluzioni alle crescenti sfide connesse all'urbanizzazione e alla gestione dei rifiuti.

I programmi di lavoro comprendono alcune delle seguenti caratteristiche:

– gli inviti a presentare proposte riguardano sia l'innovazione che una serie di sfide della società, creando così un legame con Orizzonte 2020;

– un importo totale di 4,8 miliardi di EUR è destinato alle priorità tematiche di ricerca. L'innovazione industriale sarà sostenuta attraverso attività vicine al mercato, quali i progetti pilota, i progetti dimostrativi, la definizione di norme e il trasferimento di tecnologie. I tre partenariati pubblico-privato avviati nell'ambito del piano europeo di ripresa economica sono attuati mediante inviti a presentare proposte e associati a investimenti privati. Gli inviti sono di grande rilevanza per le imprese, con una partecipazione del settore industriale superiore al 50% e circa il 30% dei finanziamenti complessivi dell'UE destinato alle PMI;

– particolare attenzione verrà data alle piccole e medie imprese (PMI), cui è destinato un pacchetto di un importo pari a 1,2 miliardi di EUR, che include misure del valore di 150 milioni di EUR per le garanzie al fine di ottenere 1 miliardo di EUR in prestiti a favore delle PMI e delle imprese a media capitalizzazione;

– circa 2,7 miliardi di EUR contribuiranno a consolidare la posizione dell'Europa quale destinazione di prima classe a livello mondiale per i ricercatori, principalmente attraverso sovvenzioni individuali da parte del Consiglio europeo per la ricerca (1,75 miliardi di EUR) e le azioni Marie Skłodowska-Curie (963 milioni di EUR) per la formazione e la mobilità nel settore della ricerca;

– per colmare il divario in materia di innovazione è stata varata una nuova iniziativa "Cattedre dello Spazio europeo della ricerca", che prevede la selezione, mediante un invito pilota di 12 milioni di EUR, di cinque cattedre SER che verranno ospitate da università o altri istituti di ricerca ammissibili delle regioni meno sviluppate di cinque diversi paesi dell'UE;

– tra le priorità tematiche di ricerca relative all'innovazione di tali inviti rientrano: circa 155 milioni di EUR per "Oceani del futuro", al fine di sostenere una crescita sostenibile nei settori marino e marittimo, circa 365 milioni di EUR a favore di tecnologie per la trasformazione di aree urbane in "città e comunità intelligenti" sostenibili, circa 147 milioni di EUR per la lotta all'aumento di batteri resistenti ai medicinali e quasi 100 milioni di EUR stanziati a favore di soluzioni innovative per gestire le risorse di acqua dolce;

– gli inviti sostengono altresì gli obiettivi di finanziamento per la ricerca nelle TIC previsti dall'agenda digitale con uno stanziamento di circa 1,5 miliardi di EUR a favore dell'area tematica delle tecnologie di informazione e comunicazione;

– secondo le stime, gli 8,1 miliardi di EUR in investimenti dovrebbero permettere di ottenere ulteriori 6 miliardi di EUR di investimenti pubblici e privati nella ricerca, di creare circa 210 000 posti di lavoro a breve termine e di generare, nell'arco di 15 anni, altri 75 miliardi di EUR in termini di crescita;

– il bilancio totale destinato dall'UE alla ricerca per il 2013 ammonta a 10,8 miliardi di EUR, l'importo più elevato nella storia dei programmi quadro dell'UE, e include fondi esterni ai programmi di lavoro, come ad esempio per la ricerca sull'energia nucleare (993 milioni di EUR) nell'ambito del trattato Euratom, per iniziative tecnologiche congiunte con il settore industriale (751 milioni di EUR) e per partenariati pubblico-privato con gli Stati membri. Il bilancio totale include altresì finanziamenti per il Centro comune di ricerca della Commissione[13].

7.3         Punti salienti

7.3.1      Innovazione

Il programma di lavoro del 7° PQ per il 2013 prevede un aumento delle attività più vicine a mercati e utenti nonché un maggiore sostegno per trasferire i risultati dal laboratorio al mercato. È previsto inoltre un aumento del sostegno a favore di PMI e piccole imprese a media capitalizzazione innovative per l'accesso al capitale di rischio, grazie al nuovo sistema di controgaranzia del meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi (RSFF) per le PMI, che integra il sistema di garanzia varato con successo nel 2012.

Si prevede altresì un aumento dei partenariati pubblico-privato. Sempre più tematiche prevedono il ricorso ad appalti pre-commerciali, sia per il cofinanziamento degli attuali appalti congiunti che per il sostegno alla creazione di reti e ai lavori preparatori. L'innovazione del settore pubblico, che include il sostegno a soluzioni innovative tanto nelle pubbliche amministrazioni quanto nei servizi pubblici, sta acquisendo maggiore importanza. L'innovazione sociale, ivi comprese azioni nel campo dell'innovazione sociale e la ricerca socioeconomica, è sostenuta in diversi modi dalla maggioranza delle tematiche.

Sempre più tematiche prevedono anche un sostegno specifico per utilizzare i risultati promettenti della ricerca già conseguiti, finanziati o meno dall'UE e indipendentemente dalla loro origine. Tali azioni includono il seguito di finanziamenti destinati direttamente ai risultati di progetti di ricerca, nonché reti di sostegno volte a facilitarne l'impiego.

7.3.2      Diffusione

La diffusione dei risultati della ricerca finanziata dall'UE svolge un ruolo chiave nella realizzazione dello Spazio europeo della ricerca, nella promozione dell'apertura e nella valorizzazione del potenziale creativo dell'Europa. La Commissione sostiene la diffusione dei risultati della ricerca fornendo finanziamenti ai progetti al fine di diffondere attivamente i risultati. La Commissione inoltre sensibilizza il pubblico sui risultati della ricerca finanziata e fornisce l'accesso on-line ai risultati mediante CORDIS[14], il servizio comunitario di informazione R&S della Commissione, e l'archivio delle pubblicazioni del Centro comune di ricerca[15].

Inoltre la Commissione sta studiando la possibilità di ampliare le attività in corso e migliorare ulteriormente la diffusione, la comunicazione e la valorizzazione dei risultati della ricerca finanziata dall'UE.

7.3.3      Semplificazione

Le attività nel 2012 si sono fondate sull'impulso dato dalla comunicazione sulla semplificazione[16] e dal conseguente dibattito. Nella pratica sono state adottate una serie di misure che hanno beneficiato di un ampio sostegno.

È stato ulteriormente sviluppato il portale dedicato alla ricerca e all'innovazione con l'istituzione di nuovi servizi per i partecipanti e ulteriori miglioramenti del sistema in termini di facilità di uso.

L'esito del dibattito sulla semplificazione ha alimentato anche il regolamento finanziario riveduto e le relative modalità di applicazione, attualmente in vigore. Tra i punti salienti che incidono sulle sovvenzioni relative al programma quadro rientrano:

· la revisione delle norme relative all'ammissibilità dell'IVA, nell'intento di semplificare la gestione finanziaria delle sovvenzioni per la ricerca e l'innovazione destinate, ad esempio, alle università e ad altri organismi pubblici di ricerca;

· l'abolizione dell'obbligo di generare interessi e comunicarli. Tale obbligo vige attualmente e comporta oneri e costi amministrativi considerevoli in termini di apertura e di gestione di contabilità separate e di gestione di un registro delle deroghe per le organizzazioni che, a causa della loro normativa nazionale, non possono aprire conti fruttiferi.

7.3.4      Raggiungere l'obiettivo relativo alle PMI

La partecipazione delle PMI al 7° PQ è vagliata con cura dalla Commissione europea. Particolare attenzione è prestata ai finanziamenti per le PMI nell'ambito del programma "Cooperazione", in linea con l'obiettivo stabilito nel pacchetto legislativo, al fine di garantire che almeno il 15% dei finanziamenti di questo programma specifico sia destinato alle PMI.

Alla fine del 2012, 18 589 PMI avevano preso parte all'intero 7° PQ. Il contributo dell'UE destinato alle PMI è stato pari a circa 4,8 miliardi di EUR.

L'obiettivo del 15% è stato raggiunto già alla fine del 2011, quando le PMI hanno ricevuto il 15,3% dei finanziamenti dell'UE nell'ambito del programma "Cooperazione". La percentuale è aumentata nel corso del 2012, sino a raggiungere, sempre nell'ambito di tale programma, il 16,6% alla fine dell'anno.

Il notevole aumento della quota di bilancio destinata alle piccole e medie imprese è attribuibile alle misure intese a rafforzare le PMI previste nei programmi di lavoro del 2011 e del 2012. Ulteriori progressi sono attesi con il programma di lavoro del 2013.

8.           Prospettive per il 2013

Nel 2013 la Commissione proseguirà con l'attuazione delle azioni relative all'Unione dell'innovazione e presenterà lo stato dell'Unione dell'innovazione 2012 - Accelerare il cambiamento. Tuttavia, data la crisi attuale, l'Europa deve adoperarsi di più per concretizzare l'Unione dell'innovazione. L'UE e i suoi Stati membri devono accelerare gli sforzi congiunti e approfondire l'Unione dell'innovazione. Nel 2013 la Commissione avvierà una riflessione per preparare le prossime fasi dell'approfondimento dell'Unione dell'innovazione.

Inoltre, nel 2013 la Commissione preparerà la prima relazione sui progressi compiuti nel SER, in cui si procederà a un confronto tra le azioni annunciate dagli Stati membri nei programmi nazionali di riforma e la situazione di partenza del 2011. A partire dal 2014 verrà condotta una valutazione completa dei progressi compiuti nell'attuazione del SER.

Nel luglio 2013 la Commissione intende avanzare proposte su una serie di iniziative pubblico-privato e pubblico-pubblico.

L'adozione del pacchetto Orizzonte 2020 è prevista entro la fine del 2013. La Commissione eseguirà tutti i lavori preparatori e adotterà le disposizioni necessarie per garantire un avvio e un'attuazione agevoli del programma.

[1]               COM(2011) 815 definitivo del 23.11.2011.

[2]               Eurobarometro standard 78, autunno 2012, “Opinione pubblica nell'UE”.

[3]               Un'industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica – Aggiornamento della comunicazione sulla politica industriale, COM(2012) 582 final.

[4]               Adottato dal Consiglio europeo del 27 e 28 giugno 2012.

[5]               http://ec.europa.eu/enterprise/policies/innovation/files/ius-2013_en.pdf.

[6]               COM(2012) 392 final del 17.7.2012.

[7]               Conclusioni della 3208a riunione del Consiglio "Competitività" dell'11.12.2012.

[8]               SWD(2012) 212, Documento di lavoro dei servizi della Commissione - Valutazione d'impatto che accompagna la comunicazione (2012) 392 final.

[9]               EARTO, EUA, LERU, NordForsk e Science Europe.

[10]             Conclusioni del 3208° Consiglio “Competitività”.

[11]             COM(2008) 1329.

[12]             COM(2012) 497 del 14.15.2012.

[13]             Informazioni sulle azioni dirette del 7° PQ per il 2012 sono reperibili nella relazione annuale del Centro comune di ricerca della Commissione: http://ec.europa.eu/dgs/jrc/index.cfm?id=2530

[14]             http://cordis.europa.eu/

[15]             http://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/

[16]             COM(2010) 187.

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