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Document 52012DC0410
REPORT FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT AND THE COUNCIL On Progress in Romania under the Cooperation and Verification Mechanism
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sui progressi compiuti dalla Romania in base al meccanismo di cooperazione e verifica
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sui progressi compiuti dalla Romania in base al meccanismo di cooperazione e verifica
/* COM/2012/0410 final */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sui progressi compiuti dalla Romania in base al meccanismo di cooperazione e verifica /* COM/2012/0410 final */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO
EUROPEO E AL CONSIGLIO
sui progressi compiuti dalla Romania in base al meccanismo di cooperazione e
verifica
I. Meccanismo di cooperazione e
verifica: sostenere la riforma giudiziaria e la lotta alla corruzione in
Romania In previsione dell'adesione della Romania
all'UE nel 2007, era stata ravvisata la necessità di un ulteriore impegno nei
settori chiave per ovviare alle carenze in termini di riforma giudiziaria e di
lotta alla corruzione. Per sostenere la Romania e monitorare i suoi progressi
nei settori suddetti è stato istituito il meccanismo di cooperazione e verifica
(MCV)[1],
che comprende parametri di riferimento in quattro settori: riforma giudiziaria,
integrità, lotta contro la corruzione ad alto livello, prevenzione e lotta
contro la corruzione nel settore pubblico. La decisione prevede che la
Commissione presenti relazioni periodiche e che il meccanismo rimanga in
funzione fino a quando gli obiettivi dell'MCV non saranno stati conseguiti e i
quattro parametri di riferimento non saranno stati rispettati in maniera
soddisfacente[2].
A cinque anni dall'adesione, è giunto il
momento di valutare se gli obiettivi dell'MCV siano stati raggiunti. La
relazione tecnica allegata alla presente valutazione riepiloga i principali
sviluppi degli ultimi cinque anni. La presente relazione illustra i risultati
ottenuti finora e quello che rimane da fare. Essa riguarda la legislazione e
gli strumenti posti in essere, gli elementi del quadro giuridico che devono
ancora essere completati e l'attuazione, valutando inoltre se il coinvolgimento
nel processo sia sufficiente per mantenere l'orientamento delle riforme. La
sostenibilità e l'irreversibilità del processo di riforma sono gli elementi
determinanti della valutazione della Commissione. Questi cinque anni hanno visto un'alternanza
di progressi e battute d'arresto, con momenti in cui la cooperazione ha
funzionato bene e altri in cui il meccanismo ha suscitato opposizione e
resistenza. La presente relazione riconosce pertanto i progressi globali
compiuti dall'adesione. La relazione, tuttavia, è adottata in un
momento in cui vengono sollevate questioni importanti riguardo al rispetto
dello Stato di diritto e all'indipendenza della magistratura in Romania. I
progressi globali devono essere valutati nel contesto di un più ampio
riconoscimento sociale di principi fondamentali quali lo Stato di diritto e
l'indipendenza del processo giudiziario come parte delle garanzie
costituzionali di una democrazia funzionante. Il buon funzionamento e
l'indipendenza del sistema giudiziario e il rispetto delle istituzioni
democratiche sono indispensabili per garantire una fiducia reciproca
all'interno dell'Unione europea e per rassicurare cittadini e investitori. La Commissione ritiene che le recenti
iniziative del governo rumeno destino serie preoccupazioni in merito al
rispetto di questi principi fondamentali. Tali misure sono state adottate
nell'ambito di un sistema politico eccessivamente polarizzato, in cui la
sfiducia tra entità politiche e le accuse sono all'ordine del giorno. Questo
contesto politico, tuttavia, non spiega la natura sistematica di diversi
provvedimenti. Pur essendo parzialmente ascrivibili alla polarizzazione
politica, alcune di queste misure destano seri dubbi circa l'impegno a
rispettare lo Stato di diritto o la comprensione del concetto di Stato di
diritto in un sistema democratico pluralistico. I ricorsi politici contro le
decisioni giudiziarie, l'indebolimento della Corte costituzionale, il
rovesciamento delle procedure consolidate e l'abolizione delle principali
garanzie costituzionali hanno rimesso in discussione l'impegno del governo a
rispettare lo Stato di diritto e il riesame indipendente del settore
giudiziario. La Commissione è particolarmente preoccupata per le segnalazioni
di manipolazioni e pressioni a danno delle istituzioni e dei membri
dell'apparato giudiziario, che finiscono per avere un'incidenza preoccupante
sull'intera società. Sebbene la presente relazione esamini l'intero
quinquennio, le attuali controversie minacciano seriamente i progressi compiuti
finora e sollevano notevoli interrogativi circa il futuro delle riforme già
intraprese. La presente relazione comprende quindi raccomandazioni specifiche
per far fronte alla situazione attuale e contribuire a ripristinare il rispetto
dei principi alla base della democrazia europea. L'Unione europea attuale è caratterizzata da
una notevole interdipendenza. Lo Stato di diritto, che fa parte dei valori
fondamentali dell'UE, è oggetto di un forte interesse comune a cui fa riscontro
un interesse altrettanto vivo dell'opinione pubblica rumena[3]. Dai sondaggi
dell'Eurobarometro emerge che il 93% dei rumeni considera la corruzione una
questione importante per il paese e che il 91% ha una posizione analoga in
merito alle carenze del sistema giudiziario. Lo stesso sondaggio conclude che
il 76% dei rumeni è favorevole a un sostegno dell'UE per affrontare le
questioni suddette[4]. L'MCV non chiede alla Romania di raggiungere
standard più elevati di quelli esistenti negli altri Stati membri, ma intende
aiutarla a raggiungere standard paragonabili a quelli di altri Stati membri, un
obiettivo condiviso dal 72% dei rumeni[5].
La situazione degli altri Stati membri è un parametro importante per valutare
quanto è stato fatto in Romania, in tale ambito, dopo l'adesione. Nella
presente relazione la Commissione utilizza, ove disponibili, punti di
riferimento e indicatori comparativi[6].
Per confrontare i progressi della Romania con la situazione in altri Stati
membri, la Commissione ha inoltre consultato esperti di alto livello in
rappresentanza delle principali professioni che si occupano delle questioni
suddette[7]. Dal 2007 ad oggi il bilancio dell'UE ha
stanziato, attraverso i fondi strutturali, più di 12 milioni di EUR a
sostegno della lotta contro la corruzione e della riforma giudiziaria in
Romania, finanziando progetti in materia di istruzione, sanità e affari
regionali, in ambito giudiziario e con l'Agenzia nazionale per l'integrità. È
stato anche fornito un sostegno supplementare mediante i fondi di preadesione.
Gli Stati membri hanno inoltre sostenuto la Romania con progetti bilaterali in
tutti i settori della riforma giudiziaria e della lotta contro la corruzione[8]. II. Analisi dei progressi compiuti in base
all'MCV nel periodo 2007-2012 La valutazione globale della Commissione
riguardante i progressi compiuti dalla Romania dopo l'adesione evidenzia che il
paese si è dotato di molti degli elementi fondamentali necessari, anche se i
recenti avvenimenti hanno rimesso in discussione il carattere irreversibile del
processo di riforma. L'MCV ha dato un contributo determinante al processo di
trasformazione della Romania. A questo punto è prioritario garantire che la sua
attuazione dia i risultati auspicati e che esista l'impegno necessario per
mantenere lo slancio impresso alle riforme, anche in circostanze politiche
difficili. Dal 2007 è in corso – e in alcuni casi è
terminata - la creazione in Romania del quadro giuridico di base in tutti i
settori contemplati dall'MCV. Una volta completata, l'introduzione dei nuovi
codici dovrebbe modernizzare considerevolmente il sistema giuridico. Anche
altre decisioni politiche, come quella sulla strategia nazionale
anticorruzione, hanno contribuito a creare un quadro solido, così come molte
istituzioni importanti quali la Direzione nazionale anticorruzione (DNA) e
l'Agenzia nazionale per l'integrità (ANI). Questo quadro è stato applicato in diversi
modi. Il bilancio della DNA e dell'ANI, le misure adottate dall'Alta Corte per
affrontare i principali casi di corruzione ad alto livello e i provvedimenti
presi da alcuni enti governativi per combattere la corruzione al loro interno,
ad esempio, sono passi nella giusta direzione. È positivo l'impegno nei
confronti dell'indipendenza dimostrato dai vertici giudiziari a fronte dei
recenti avvenimenti. Ciò nonostante, l'applicazione di questo quadro normativo
da parte del settore giudiziario e dell'amministrazione in generale non ha
permesso di raggiungere gli obiettivi dell'MCV. In alcuni casi, l'applicazione
è appena iniziata a causa della recente introduzione delle riforme. In altri,
l'applicazione è ostacolata da difficoltà spesso legate al coinvolgimento nel
processo di riforma da parte delle autorità. Non si può dire che tutti gli enti
governativi collaborino attualmente per il raggiungimento degli stessi
obiettivi[9].
Diversi ostacoli impediscono tuttora di fare progressi per quanto riguarda la
lotta alla corruzione, i conflitti di interessi e gli appalti pubblici. Il
ruolo guida assunto dall'Alta Corte nei processi per corruzione ad alto livello
non si è ancora esteso agli altri tribunali. In alcuni settori importanti, inoltre, i
cambiamenti sono dovuti prevalentemente alle pressioni esterne. Lo stesso MCV è
stato un elemento centrale di questo processo, riconosciuto come tale anche
dall'opinione pubblica rumena[10],
contribuendo a mantenere l'orientamento delle riforme malgrado le pressioni e a
promuovere cambiamenti che richiedono coraggio per andare contro gli interessi
acquisiti. Il fatto che siano necessarie pressioni esterne desta perplessità,
accentuate dagli sviluppi attuali, circa il carattere sostenibile e
irreversibile delle riforme. Il processo di trasformazione rilevato dalle
relazioni dell'MCV non ha seguito una tendenza uniforme. I diversi governi e
parlamenti hanno conferito un'importanza diversa a tali questioni, la cui
importanza politica è notevole. Un certo grado di dibattito e di divergenza fa
parte del normale processo politico. Alcune istituzioni sono diventate
rapidamente operative, mentre per altre i tempi sono stati più lunghi.
L'evoluzione degli atteggiamenti all'interno dell'amministrazione e del settore
giudiziario è al tempo stesso irregolare e graduale. Il coinvolgimento nel processo di riforma e la
sua attuazione sono quindi elementi di fondamentale importanza per il rispetto
dei parametri di riferimento dell'MCV, da cui dipendono la sostenibilità e
l'irreversibilità delle riforme e che vengono dimostrati attraverso le azioni,
i risultati e le decisioni adottate da chi ha l'autorità necessaria per
influire sulla direzione e sulla rapidità dei cambiamenti. Le imminenti nomine
di un nuovo Procuratore generale e del Procuratore capo della DNA saranno
quindi indicatori fondamentali della sostenibilità delle riforme. La
Commissione esorta inoltre il governo a prendere i provvedimenti necessari per
ovviare agli effetti negativi sulle riforme verificatisi nelle ultime
settimane. II.1 Riforma giudiziaria
2007-2012 Parametro
di riferimento 1: garantire una maggiore trasparenza e una maggiore efficienza
dei procedimenti giudiziari, in particolare potenziando la capacità e la
responsabilità del Consiglio superiore della magistratura. Riferire in merito
all’impatto dei nuovi codici di procedura civile e penale ed effettuare i
necessari controlli. Recenti sviluppi riguardanti l'indipendenza
della magistratura e lo Stato di diritto L'indipendenza della magistratura rimane una
questione importante per la Romania. Dopo l'adesione, la magistratura è riuscita
ad affermare progressivamente la propria indipendenza, in particolare grazie al
buon esito delle indagini, dei procedimenti giudiziari e dei processi relativi
a un numero sempre maggiore di casi di corruzione ad alto livello. Questo ha
permesso di ottenere risultati notevoli a livello della procura e, dal 2010,
anche a livello dei tribunali, come illustrato al capitolo II.2 della presente
relazione. Una condanna definitiva pronunciata a giugno in un caso emblematico
di corruzione ad alto livello e le azioni intraprese dell'Alta Corte di
cassazione e di giustizia, dal Consiglio superiore della magistratura[11] e dalla Corte costituzionale
per resistere alle minacce politiche all'indipendenza della magistratura e
affermare l'integrità professionale all'indomani della sentenza hanno dato un
contributo fondamentale in tal senso. La Commissione, tuttavia, è preoccupata per le
pressioni esercitate di recente sulla Corte costituzionale da membri del
governo rumeno e da politici di alto livello: questi interventi a danno di
un'istituzione giudiziaria indipendente sono inaccettabili. Il governo e tutti
i livelli politici devono rispettare la separazione dei poteri e l'indipendenza
del settore giudiziario. La Commissione è preoccupata, in particolare,
per la recente limitazione delle competenze della Corte costituzionale riguardo
alle decisioni parlamentari, competenze che le autorità rumene devono
ripristinare con urgenza in conformità della Costituzione rumena. La
Commissione è stata informata, con lettera del 16 luglio, dal primo ministro
rumeno che questa condizione sarà soddisfatta. L'indipendenza giudiziaria e la separazione
dei poteri sono pietre angolari di qualsiasi società democratica. Nei prossimi
mesi, tutti i livelli politici in Romania dovranno dimostrare, attraverso le
loro azioni, l'impegno a far rispettare questi principi per ripristinare la
fiducia. La Commissione sorveglierà attentamente gli sviluppi in questo
settore. Principali sviluppi nel periodo 2007-2012 Il sistema giudiziario è stato aggiornato e
adeguato alle priorità attuali attraverso la riforma del quadro legislativo
pertinente. Con l'entrata in vigore di tutti i nuovi codici la Romania avrà
riveduto il suo diritto penale e civile. Nel frattempo, la legge sulle piccole
riforme è stata un esempio di legislazione concreta e pragmatica per ovviare a
carenze reali. Altre leggi hanno introdotto elementi importanti per garantire
una maggiore responsabilità e integrità della magistratura, che ha avuto
un'evoluzione dal 2007 ad oggi. Molti segnali indicano che giudici e pubblici
ministeri hanno acquisito maggiore sicurezza a livello professionale, La
maggior parte degli operatori del settore è favorevole alla riforma giudiziaria
e ne riconosce i vantaggi. Negli ultimi anni l'impegno dei singoli magistrati,
delle associazioni professionali e della società civile è notevolmente
aumentato. Esistono esempi concreti di buone pratiche professionali che
meritano di essere adottate come migliori pratiche in tutti gli altri settori. Il settore giudiziario, l'esecutivo e la
classe politica dovranno adoperarsi con maggiore impegno per riunire tutti
questi elementi e sfruttarli appieno. Finora i progressi principali sono stati
compiuti a livello legislativo. Molti atti legislativi sono stati adottati solo
di recente o non sono ancora in vigore, mentre altri sono ancora all'esame del
Parlamento. Occorrerà quindi adottare una strategia decisa per sfruttare
appieno il potenziale delle riforme di produrre cambiamenti concreti. Le
incoerenze della giurisprudenza, le difficoltà di attuazione e l'inefficienza
dei processi giudiziari rimangono un problema molto diffuso[12]. La risposta del settore
giudiziario alle minacce per l'integrità e la responsabilità non è bastata a
rassicurare i cittadini. Ora i vertici giudiziari e l'esecutivo
dispongono degli strumenti necessari per consolidare le riforme, ma questo
richiederà una maggiore coerenza e una maggiore attenzione alla gestione presso
il CSM, nonché un nuovo livello di cooperazione tra potere esecutivo e potere
giudiziario, con il sostegno del Parlamento e della società civile. Il governo
e i politici devono inviare un messaggio chiaro: qualsiasi pressione esercitata
sui tribunali genera sfiducia tra i diversi rami del governo. Il CSM può
offrirsi di svolgere un ruolo guida nel processo di riforma e ricevere sostegno
dal potere esecutivo per introdurre i cambiamenti, che potrebbero avere effetti
positivi relativamente rapidi in settori quali l'organizzazione dei tribunali e
la ripartizione del carico di lavoro. I risultati di due progetti svolti
attualmente dalla Banca mondiale forniranno strumenti e raccomandazioni
strategiche importanti per le prossime fasi[13]. Quadro legislativo L'adesione ha segnato l'inizio di un ambizioso
programma legislativo in Romania comprendente i nuovi codici civile e penale e
i relativi codici processuali, con l'obiettivo dichiarato di modernizzare il
processo giudiziario. A tal fine ci si è avvalsi dell'esperienza
internazionale. L'adozione dei codici nel 2009 e nel 2010 ha rappresentato un
risultato considerevole del governo, del Parlamento e del settore giudiziario,
anche se il processo di attuazione è stato molto lungo. Finora è entrato in
vigore solo il nuovo codice civile. Il nuovo codice di procedura civile entrerà
in vigore in autunno, mentre l'entrata in vigore del nuovo codice penale e del
nuovo codice di procedura penale è attualmente prevista per l'anno prossimo.
Sebbene siano stati espressi dubbi circa l'esistenza dei sistemi necessari per
attuare efficacemente i cambiamenti e occorra intensificare i preparativi in
vista dell'attuazione, questi codici rappresentano un notevole sforzo di
modernizzazione e, se saranno applicati correttamente, potrebbero migliorare
considerevolmente l'efficienza, la trasparenza e la coerenza del processo
giudiziario. Parallelamente il Parlamento ha adottato una
serie di altre misure legislative importanti. La "legge sulle piccole
riforme" entrata in vigore nel 2010 ha migliorato in modo tangibile la
coerenza e l'efficienza del processo giudiziario. Si è inoltre modificata la
legislazione per rafforzare la responsabilità della magistratura e riformare le
modalità di nomina all'Alta Corte di cassazione e di giustizia. Queste misure
permettono di rassicurare i cittadini circa l'obiettività delle nomine e il
processo disciplinare nel settore giudiziario, ma occorreranno moltissimi
esempi positivi per far dimenticare il retaggio negativo del passato. Coerenza del processo giudiziario Il compito di garantire l'uniformità della
giurisprudenza spetta in primo luogo all'Alta Corte di cassazione e di
giustizia. Dal 2007 è stato adottato un certo numero di misure importanti. La
legge sulle piccole riforme ha modificato la procedura di appello
nell'interesse della legge per migliorarne l'efficienza. I nuovi codici di
procedura introducono un meccanismo di pronuncia pregiudiziale quale nuovo
strumento per garantire l'uniformità della giurisprudenza e modificare le
disposizioni giurisdizionali onde contribuire a tale uniformità[14]. L'Alta Corte ha anche preso
l'iniziativa di organizzare discussioni strutturate con le corti d'appello su
questioni inerenti alla giurisprudenza e ha elaborato orientamenti sulle
condanne per determinati reati di corruzione. Ora possono essere applicate
misure disciplinari in caso di inosservanza delle sentenze dell'Alta Corte
riguardanti gli appelli nell'interesse della legge e delle decisioni della
Corte costituzionale[15]. Questi meccanismi, tuttavia, non sono riusciti
ad eliminare le incoerenze che rendono estremamente fragile il sistema
giudiziario rumeno[16].
Il problema sembra dovuto in parte a un'insufficiente consapevolezza fra i
magistrati dell'importanza dell'uniformità giuridica, dovuta forse a
un'interpretazione estrema del concetto di indipendenza. A quanto pare non vi è
piena consapevolezza del principio “stessa pena per uno stesso reato”, del suo
ruolo dissuasivo e della sua pertinenza in termini di responsabilità e
integrità dei magistrati. Questo spiega in parte perché dall'analisi risulti
che i giudici non utilizzano correttamente le misure volte a garantire
l'uniformità della giurisprudenza[17].
A ciò si aggiunge il fatto che la coerenza della giurisprudenza non è ancora
considerata prioritaria dal CSM e dai presidenti dei tribunali. I giudici che
vogliono migliorare la coerenza non dispongono degli strumenti necessari per
valutare la giurisprudenza degli altri tribunali. Non è ancora garantita la
pubblicazione elettronica delle decisioni dei tribunali, comprese quelle
dell'Alta Corte di cassazione e di giustizia. Le corti d'appello pubblicano
alcune decisioni, ma non applicano criteri uniformi. La principale banca dati
giudiziaria (ECRIS) permette di accedere solo alle sentenze della stessa
circoscrizione di appello; i giudici non possono confrontare le sentenze dei
tribunali di tutto il paese[18]
e Jurindex, un sistema alternativo, non viene aggiornato. Gli esperti raccomandano di porre maggiormente
l'accento sulla presentazione di appelli nell'interesse della legge e di
favorire l'adozione di prassi coerenti da parte dei giudici attraverso la
pubblicazione integrale delle decisioni motivate dei tribunali, discussioni
regolari sui casi in tutti i tribunali e un'attiva promozione della coerenza
giuridica da parte dei presidenti dei tribunali e del CSM. I vertici giudiziari
potrebbero inoltre ricompensare maggiormente la coerenza giuridica al momento
delle promozioni e delle nomine, conferire all'ispettorato giudiziario un ruolo
attivo nell'analisi della giurisprudenza incoerente, ampliare gli orientamenti
sulle condanne e utilizzare l'Istituto nazionale della magistratura per porre
la coerenza al centro della formazione iniziale e permanente. Anche un'ulteriore riforma dell'Alta Corte di
cassazione e di giustizia potrebbe contribuire alla coerenza. Sono stati
compiuti notevoli progressi al riguardo attraverso la legge sulle piccole
riforme e i nuovi codici di procedura. Nell'attuare le riforme previste dai
nuovi codici di procedura bisogna evitare che l'Alta Corte sia inondata di
richieste ingiustificate e ammettere solo i casi che sollevano questioni
giuridiche importanti. Occorre quindi un filtro appropriato per le seconde
impugnazioni e le richieste di pronuncia pregiudiziale. Altre funzioni
potrebbero eventualmente essere trasferite dall'Alta Corte ad altri tribunali,
ad esempio la competenza a giudicare casi di primo grado e a statuire su un
certo numero di questioni giudiziarie interne[19].
Questo consentirebbe all'Alta Corte di concentrarsi sul suo ruolo primario di
garante dell'uniformità della giurisprudenza, come avviene nella maggior parte
degli Stati membri dell'UE. Occorre inoltre mettere a disposizione dell'Alta
Corte i locali e il personale necessari per lo svolgimento delle sue funzioni[20]. Organizzazione e efficienza del sistema
giudiziario Dalla valutazione della Banca mondiale emerge
che la pubblica amministrazione rumena è la meno efficiente dell'Unione europea[21]. Il sistema giudiziario
nazionale presenta in parte le stesse carenze. Nonostante qualche
miglioramento, si osserva globalmente uno scarso dinamismo nell'affrontare i
problemi che hanno una reale incidenza sulla capacità del sistema giudiziario
di amministrare la giustizia e operare in modo rapido e coerente. Questi
problemi riguardano, tra l'altro, la capacità insufficiente e il carico di
lavoro eccessivo di giudici e pubblici ministeri, dovuti in gran parte a
un'assegnazione poco equilibrata delle risorse e a forti differenze del carico
di lavoro a seconda delle sedi geografiche e dei livelli giurisdizionali. Altri
problemi sono legati al gran numero di posti vacanti, alla formazione
all'entrata in servizio e a carenze nella struttura e nell'organizzazione
interna di tribunali e procure. Per cercare di risolvere questi problemi sono
state prese misure tra cui l'organizzazione periodica di concorsi per
assunzione, la razionalizzazione di determinate procedure[22] e decisioni volte a rafforzare
la capacità di formazione iniziale dell'Istituto nazionale della magistratura.
Nel 2011 è stato fatto un piccolo progresso in termini di razionalizzazione con
la chiusura di nove tribunali superflui e di tre tribunali con un'attività
minima, nonché delle procure associate. L'impatto di queste misure rimane però
limitato. I principali indicatori di efficienza, come la disparità in termini
di carico di lavoro e il numero di posti vacanti, non sono migliorati dal 2007[23]. Le pressioni sulle risorse e
un conflitto tra l'esecutivo e il giudiziario nel 2009 hanno rallentato le
riforme e provocato un gran numero di pensionamenti in un periodo di forte
aumento del numero delle cause. Il sistema giudiziario non possiede né ha
sviluppato indicatori di risultato efficaci che riflettano il fabbisogno
complessivo di risorse e la ripartizione delle risorse nel sistema giudiziario.
La Romania ha recentemente ammesso queste carenze, a cui si cercherà di ovviare
con un progetto finanziato dalla Banca mondiale che preparerà e gestirà
indicatori riveduti sulle cause e sul carico di lavoro entro l'inizio del 2013.
La collaborazione tra il CSM, l'esecutivo e i
vertici della procura sulla politica delle risorse umane per il settore
giudiziario è sempre stata problematica[24].
Non è ancora stata adottata la legislazione necessaria per introdurre la
funzione di dirigenti dei tribunali e ridefinire il ruolo dei cancellieri, una
misura che potrebbe ridurre notevolmente il carico di lavoro dei magistrati. I
miglioramenti della capacità dell'Istituto nazionale della magistratura e
l'introduzione di standard equivalenti in materia di assunzioni per le diverse
categorie di candidati sono avvenuti solo di recente, troppo tardi per
prepararsi adeguatamente all'applicazione dei nuovi codici. Non è ancora stato
stabilito un piano di attuazione congiunto per i nuovi codici[25]. Le pressioni sulle finanze pubbliche non hanno
ancora prodotto i prevedibili miglioramenti in termini di efficienza, anche per
mancanza di orientamenti chiari del CSM sulla gestione del settore giudiziario
e disaccordi tra settore giudiziario e governo. Il CSM non è stato in grado di
definire una strategia sulle risorse umane che modifichi le strutture e i
sistemi, scegliendo invece di richiedere più personale e più risorse. Anche il
Parlamento ha contributo a questa stasi diluendo le proposte di
ristrutturazione dei tribunali[26].
La nuova legislazione è stata criticata perché non tiene conto del rischio che
i tribunali siano sommersi di nuovi casi. Prassi giudiziaria La valutazione delle prassi giudiziarie dei
tribunali nei casi di corruzione ad alto livello indica che sussistono notevoli
carenze, alcune delle quali di natura strutturale: il sistema giuridico rumeno
presenta caratteristiche che lo rendono vulnerabile agli abusi, come il fatto
che i termini di prescrizione non scadono o non vengono sospesi quando viene
disposto un rinvio a giudizio. La situazione è spesso aggravata da una gestione
poco rigorosa dei processi, che favorisce eccessivamente gli imputati[27]. Secondo gli esperti, queste
carenze nella gestione dei processi sono particolarmente gravi rispetto alle
prassi degli altri Stati membri. A ciò si aggiungono i problemi incontrati per
garantire un seguito giudiziario positivo dei casi finanziari complessi, in
particolare nel settore degli appalti pubblici. I casi relativi agli appalti
pubblici costituiscono un'eccezione alla tendenza positiva generale dei
processi sui casi di corruzione ad alto livello (si veda più avanti). I
pubblici ministeri e i giudici che si occupano di questi casi devono avere
competenze particolari acquisite attraverso la formazione, la specializzazione
e le consulenze esterne. Inoltre, pur essendo previsti dalla legge, gli
stanziamenti di bilancio per i periti giudiziari sono raramente disponibili, per
cui gli imputati pagano spesso le perizie richieste dal tribunale oltre alle
proprie[28].
Questo desta perplessità circa l'indipendenza e l'imparzialità dei periti
nominati dai tribunali, che per definizione dovrebbero essere indipendenti. Il nuovo approccio adottato dall'Alta Corte di
cassazione e di giustizia dopo la nomina dei nuovi responsabili nel 2010
dimostra come una leadership proattiva possa cambiare realmente la situazione[29]. Ora l'Alta Corte può proporre
migliori pratiche agli altri tribunali in settori quali la gestione delle
cause, tenendo conto del rischio di prescrizione e mettendo in chiaro che
intende resistere ai tentativi di ritardare abusivamente i procedimenti. Sarà
fondamentale mantenere e ampliare questi risultati per far progredire la
riforma giudiziaria in tutti i settori. Responsabilità Alla fine del 2011 la Romania ha potenziato la
base giuridica relativa alla responsabilità giudiziaria. Il Parlamento ha
adottato emendamenti che introducono nuovi reati disciplinari e rafforzano le sanzioni
esistenti, potenziano il ruolo del ministero della Giustizia e del Procuratore
generale nei procedimenti disciplinari e aumentano l'indipendenza
dell'ispettorato giudiziario[30],
dandogli la possibilità di concentrarsi su indagini disciplinari più mirate,
rapide e proattive e di sviluppare una maggior capacità di consulenza per
ovviare alle carenze in termini di organizzazione, procedure e prassi
giudiziarie. Il CSM deve sfruttare maggiormente queste possibilità incaricando
l'ispettorato di monitorare sistematicamente i principali aspetti delle prassi
giudiziarie, l'uniformità della giurisprudenza e l'adozione delle migliori
pratiche gestionali da parte dei presidenti di tribunale[31]. Sarà altrettanto importante
esercitare i nuovi diritti nel pieno rispetto dell'indipendenza dei magistrati
onde fugare i timori del settore giudiziario relativi a eventuali abusi
nell'applicazione della nuova legge. La legge produrrà i massimi risultati se sarà
utilizzata per applicare sanzioni chiare, coerenti e dissuasive. La reputazione
del settore giudiziario e la capacità del CSM di sorvegliarlo hanno risentito
di una serie di atti illeciti a cui i vertici giudiziari hanno dato una
risposta considerata debole e timorosa[32].
In molti Stati membri ci si aspetterebbe che chi ricopre un'alta carica
pubblica accetti di dover dare le dimissioni qualora ciò sia necessario per
tutelare la reputazione dell'ente pubblico interessato. Il fatto che i giudici
oggetto di aspre critiche pubbliche siano rimasti in funzione durante le indagini
ha danneggiato la reputazione dei tribunali. Occorre stabilire regole chiare,
come la sospensione immediata dei magistrati oggetto di indagine per reati
gravi quali la corruzione ad alto livello, onde tutelare sia il singolo
magistrato che l'intero settore giudiziario[33].
Queste regole potrebbero essere inserite nella strategia del CSM
sull'integrità. Alla fine del 2011 la Romania ha inoltre
migliorato le procedure di nomina all'Alta Corte di cassazione e di giustizia
con l'adozione di modalità più trasparenti e obiettive che consentono una
valutazione indipendente più completa e obiettiva del merito dei candidati. Si
tratta di un passo importante verso il miglioramento della responsabilità
dell'Alta Corte di cassazione e di giustizia. II.2 Lotta alla corruzione
nel periodo 2007-2012 Parametro
di riferimento 2: istituire, come previsto, un’agenzia per l'integrità
responsabile degli accertamenti patrimoniali, della verifica delle
incompatibilità e dei potenziali conflitti d’interessi nonché dell'adozione di
decisioni vincolanti su cui basare eventuali sanzioni dissuasive. Parametro
di riferimento 3: sulla base dei progressi già compiuti, continuare a svolgere
indagini professionali e imparziali sulle accuse di corruzione ad alto livello. Parametro
di riferimento 4: adottare ulteriori misure per prevenire e contrastare la
corruzione, in particolare nelle amministrazioni locali. Combattere la corruzione e promuovere
l'integrità è un processo difficile che presuppone l'impegno di tutti i poteri
dello Stato e deve essere gestito dall'alto verso il basso, in modo da permeare
l'intera società. Uno dei principali punti di partenza è la capacità del
sistema giudiziario e dell'amministrazione rumeni di applicare lo Stato di
diritto. Dopo l'adesione la Romania ha fatto notevoli progressi per quanto
riguarda le azioni giudiziarie e i processi nei casi di corruzione ad alto
livello. La Direzione nazionale anticorruzione (DNA) ha dato prova di
determinazione e imparzialità nel perseguimento di questi casi. La Romania è inoltre
riuscita ad instaurare un sistema per individuare e reprimere i conflitti di
interessi, le incompatibilità e i patrimoni ingiustificati. L'Agenzia nazionale
per l'integrità (ANI) è pronta a continuare a svolgere il suo mandato con la
debita determinazione. Grazie alle misure adottate di recente per accelerare i
processi per corruzione ad alto livello presso l'Alta Corte si è iniziato a
risolvere uno dei principali problemi che limitano le azioni volte a
scoraggiare la corruzione. Sono state adottate norme legislative più rigorose
per promuovere l'integrità nel settore giudiziario e una legge sui poteri
estesi di confisca dei proventi di reato. La nuova strategia nazionale
anticorruzione può imprimere un notevole impulso per orientare la lotta alla corruzione
verso l'uso delle migliori pratiche: ora bisogna applicarla correttamente e
lasciarle il tempo di dimostrare la propria efficacia. Queste sono tappe
importanti verso il conseguimento degli obiettivi dell'MCV. Tuttavia, visti gli
sviluppi attuali, la prima cosa da fare per dimostrare la sostenibilità è
tutelare i progressi compiuti, mantenerne lo slancio e garantire la stabilità
istituzionale. Le misure di cui sopra, che sono state
adottate in un momento in cui la stragrande maggioranza dei rumeni considera la
corruzione un problema estremamente grave[34],
non hanno ancora convinto i cittadini che la situazione sta migliorando, anzi
la maggior parte di essi ritiene che la situazione sia peggiorata[35]. I cittadini saranno
rassicurati solo quando verranno pronunciate sentenze obiettive e definitive
nei più importanti processi per corruzione ad alto livello e quando le migliori
pratiche nella gestione dei processi saranno diventate la norma. Sono troppo
pochi i casi di conflitti di interessi che vengono perseguiti, in particolare
nel settore degli appalti pubblici, e anche quando è avviata un'azione
giudiziaria le sanzioni non sono dissuasive. Non è ancora stata stabilita una
casistica convincente per quanto riguarda la confisca dei patrimoni
ingiustificati. L'uso della nuova strategia anticorruzione per estendere la
lotta contro questo fenomeno a tutte le istituzioni sarà un indicatore
importante a livello di attuazione. L'autorità di queste istituzioni
anticorruzione è inoltre stata messa in discussione nonostante i notevoli
risultati ottenuti. La base giuridica dell'operato della Direzione nazionale
anticorruzione e dell'Agenzia nazionale per l'integrità è stata ripetutamente
impugnata dal 2007 e alcune di queste impugnazioni sono ancora pendenti. Le
prossime nomine ai posti di Procuratore generale e di Procuratore capo della
DNA e altre nomine ad alto livello presso la procura sono un'occasione per
dimostrare che i vertici politici e giudiziari appoggiano pienamente un'azione
forte e indipendente contro la corruzione. Questo presuppone un processo di
nomina trasparente e obiettivo nel quadro giuridico esistente, attraverso una
concorrenza aperta basata su criteri chiari, da cui scaturisca una leadership
il più possibile forte e che miri a garantire continuità nel funzionamento di
queste istituzioni. La gestione efficiente di un certo numero di casi di
corruzione ad alto livello giunti alla fase processuale finale dimostrerà la
capacità del settore giudiziario rumeno di continuare ad affermare la propria
indipendenza e di applicare lo Stato di diritto. Corruzione ad alto livello I risultati ottenuti dalla Direzione nazionale
anticorruzione per quanto riguarda le indagini e le azioni giudiziarie relative
ai casi di corruzione ad alto livello possono essere annoverati fra i
principali progressi compiuti dalla Romania dopo l'adesione. La DNA ha
aumentato di anno in anno il numero di rinvii a giudizio, svolgendo le indagini
in modo rapido e proattivo. Dal 2007, inoltre, la DNA ha avviato procedimenti
ai massimi livelli della scena politica e nel settore giudiziario contro
esponenti di tutti i principali partiti politici[36]. La diligenza della DNA ha fatto aumentare
considerevolmente le decisioni dei tribunali e le condanne nei casi di
corruzione ad alto livello, soprattutto dal 2010[37]. Tuttavia, l'efficienza dei
procedimenti giudiziari e la coerenza e l'effetto deterrente delle sentenze nei
casi di corruzione ad alto livello non sono stati paragonabili ai progressi compiuti
nel campo dell'azione penale. Dal 2007 si registrano notevoli ritardi
giudiziari nei casi di corruzione ad alto livello, dovuti fra l'altro alle
lacune legislative e alla capacità insufficiente. Le carenze delle prassi
giudiziarie di cui alla precedente sezione della presente relazione sono
diventate particolarmente evidenti nei casi di corruzione ad alto livello (i
giudici, ad esempio, hanno lasciato troppo spazio ai tentativi degli imputati
di prolungare e ostacolare l'iter processuale), compresi quelli prossimi alla
prescrizione[38]. Sono state eliminate alcune cause dei ritardi.
La legge sulle piccole riforme e le modifiche della legge sulla Corte
costituzionale hanno dato un notevole contributo all'accelerazione dei processi
eliminando gli effetti sospensivi delle eccezioni di incostituzionalità e di illegalità
sollevate dagli imputati. Una sentenza interpretativa dell'Alta Corte ha
inoltre "fermato l'orologio" per i periodi durante i quali un
processo era stato precedentemente sospeso in attesa di una sentenza su
un'eccezione di incostituzionalità[39].
Questo, tuttavia, non ha permesso di evitare
la prescrizione totale o parziale in diversi casi di corruzione ad alto livello
all'inizio del 2011[40].
A metà del 2011 è diventato evidente che un certo numero di importanti casi di
corruzione ad alto livello, che erano stati rinviati per anni per vari motivi,
si sarebbe probabilmente prescritto. In linea con le raccomandazioni della
Commissione[41],
i nuovi vertici dell'Alta Corte di cassazione e di giustizia hanno promosso le
migliori pratiche attraverso una gestione più efficiente e rigorosa dei
processi. Da queste misure sono scaturite, sin dalla fine del 2011, diverse
decisioni in primo grado su casi importanti e le prime condanne definitive alla
reclusione per corruzione contro un ex primo ministro, un ex ministro e un
parlamentare in carica[42].
Le relazioni della Commissione hanno insistito
anche sul carattere dissuasivo e sulla coerenza delle sanzioni applicate nei
casi di corruzione ad alto livello[43].
Uno studio congiunto sulla questione eseguito nel 2009 dal settore giudiziario
e del ministero della Giustizia ha definito un'azione correttiva che ha
permesso di introdurre determinati miglioramenti. In assenza di reazioni da
parte dei vertici giudiziari, nel 2010 un gruppo di giudici della corte
d'appello di Bucarest ha elaborato orientamenti sulle condanne per migliorarne
la coerenza relativamente ai casi di corruzione. I nuovi vertici dell'Alta
Corte di cassazione e di giustizia si sono successivamente ispirati a questi
orientamenti per la stesura e l'adozione, nel 2011, dei loro orientamenti sulle
condanne per determinati reati di corruzione. Questi esempi dimostrano che il settore
giudiziario rumeno è in grado di prendere misure concrete per ovviare alle
carenze obiettive. Gli orientamenti sulle condanne costituiscono una base che,
se applicata ed estesa ad altri reati, può migliorare la coerenza e la
prevedibilità delle sentenze nei casi di corruzione ad alto livello. Le misure
adottate dall'Alta Corte relativamente alla gestione dei casi e alle prassi
giudiziarie denotano l'importante consapevolezza della responsabilità dei
tribunali nel garantire la giustizia e, se applicate in modo costante, potranno
portare nel corso dell'anno a una serie di decisioni definitive su casi che
vedono coinvolti politici di alto livello. Le prime di queste decisioni
risalgono al mese scorso: la decisione definitiva in un processo contro un ex
primo ministro dimostra che l'Alta Corte sta cominciando a emettere decisioni
anche contro imputati più altolocati e influenti a livello politico. Questo tipo di migliori pratiche, tuttavia,
non è stato integrato attivamente e vi sono poche indicazioni che sia stato
adottato in altri tribunali. Nonostante i miglioramenti visibili presso l'Alta
Corte, altri tribunali registrano tuttora ritardi e interruzioni discutibili in
molti altri casi di corruzione ad alto livello in cui sono coinvolte autorità
locali quali prefetti, presidenti di consigli di contea o sindaci. Va
sottolineato che l'andamento dei processi è particolarmente lento per i casi di
corruzione e frode negli appalti pubblici. Occorre adoperarsi con impegno per
analizzare i motivi di questi notevoli ritardi e migliorare la disponibilità di
competenze e conoscenze specifiche a favore dei giudici[44]. La maggior parte delle
condanne nei casi di corruzione ad alto livello è tuttora sospesa. Sono state
pronunciate pochissime condanne definitive alla reclusione in casi importanti
che vedono coinvolti politici di alto livello[45].
Questo incide negativamente sul carattere dissuasivo del sistema. Per lottare efficacemente contro la corruzione
ad alto livello occorrono il rispetto dell'azione giudiziaria e il pieno
sostegno della classe politica alle indagini giudiziarie. L'adozione nel 2011
di un codice etico da parte del partito di maggioranza dell'epoca può essere
considerata un notevole passo avanti, in seguito al quale lo stesso partito ha
escluso un sindaco influente oggetto di un rinvio a giudizio per corruzione ad
alto livello[46].
A norma della Costituzione rumena,
interpretata nella giurisprudenza della Corte costituzionale, è necessaria
l'approvazione del Parlamento per autorizzare l'arresto o la perquisizione di
parlamentari, nonché l'avvio di indagini penali nei confronti di parlamentari
che sono o sono stati ministri. Il rifiuto del Parlamento di autorizzare
l'avvio di indagini penali in questi casi dà luogo a un'immunità de facto da
tali indagini e blocca quindi il corso della giustizia. Dal 2007 ad oggi,
diversi parlamentari, tra cui un ex primo ministro, sono sfuggiti a indagini
penali perché il Parlamento si è rifiutato di autorizzare tali indagini[47]. Il fatto che il Parlamento
non giustifichi il rifiuto di indagare sulle accuse di corruzione ad alto
livello rende difficile accertare l'obiettività delle decisioni[48]. La reputazione del Parlamento
risente inoltre del fatto che i parlamentari condannati per reati gravi come la
corruzione possono rimanere in carica, mentre molti regimi parlamentari
prevedono la sospensione dei parlamentari oggetto di un rinvio a giudizio in
casi di questo tipo e la loro esclusione al momento della condanna[49]. La recente costituzione del nuovo governo è
stata caratterizzata da segnali contraddittori. La designazione e la successiva
nomina di ministri oggetto di sentenze definitive o pendenti ha suscitato
comprensibili controversie e evidenziato una riluttanza ad accettare e
comprendere che lo Stato di diritto è un principio fondamentale[50], il che dimostra che il paese
deve ancora impegnarsi per far applicare standard elevati a livello delle alte
cariche. Integrità Al momento dell'adesione, la Romania si è
impegnata a creare un quadro giuridico e istituzionale per prevenire e
reprimere la corruzione affrontando le questioni delle incompatibilità, dei
conflitti di interessi e dei patrimoni ingiustificati. L'Agenzia nazionale per
l'integrità (ANI) verifica le situazioni di conflitto di interessi e di
incompatibilità e individua i potenziali patrimoni ingiustificati di funzionari
pubblici e politici eletti. Le conclusioni o i ricorsi dell'ANI possono essere
impugnati o confermati dai tribunali, oppure oggetto di un seguito da parte di
altri organi giudiziari o amministrativi. Dopo la sua creazione nel 2007, l'ANI è
diventata rapidamente operativa e ha adottato un'efficiente metodologia
amministrativa e investigativa, creando un accesso pubblico elettronico
centralizzato a tutte le dichiarazioni patrimoniali e di interessi, il che
rappresenta un importante contributo alla trasparenza. Con il sostegno del
bilancio nazionale e dei fondi UE, l'ANI ha creato un sistema di gestione
informatizzata dei casi e ha concluso accordi di cooperazione con diverse
autorità amministrative e giudiziarie. L'Agenzia è attualmente un elemento
fondamentale del quadro costituzionale anticorruzione e può dimostrare di aver
ottenuto i risultati significativi[51].
I suoi progressi, tuttavia, sono stati
rallentati da tutta una serie di problemi. La base giuridica dell'ANI è stata
dichiarata incostituzionale nel 2010, il che rimette in questione la sua
prerogativa principale, che consiste nel chiedere la confisca dei patrimoni
ingiustificati da parte dei tribunali[52].
Il dibattito su come modificare la base giuridica dell'ANI ha messo in luce la
scarsa volontà politica di gestire efficacemente la questione dell'integrità e
di onorare gli impegni assunti in sede di adesione. La questione dell'esistenza
dell'ANI è stata nuovamente sollevata in Parlamento da esponenti di tutti i
principali partiti politici. Inoltre, il Parlamento non ha applicato le
decisioni sull'incompatibilità e sui conflitti di interessi[53]. L'indebolimento della sua base giuridica rende
più difficile per l'ANI ottenere risultati ed è tuttora oggetto di un’obiezione
di incostituzionalità, anche se a giugno la Corte costituzionale ha respinto
due ricorsi[54].
Apparentemente il perseguimento dei patrimoni ingiustificati è stato reso più
difficile dalle nuove commissioni di indagine patrimoniale, istituite come
livello intermedio tra l'ANI e i tribunali per i casi in cui l'ANI suggerisce
la confisca di patrimoni ingiustificati. La commissione aggiunge un livello
giurisdizionale supplementare, ma riduce la trasparenza e i diritti delle
parti. Malgrado i tentativi fatti per organizzare seminari tra le principali
parti interessate, queste procedure non sono state totalmente uniformate e sono
emerse carenze per quanto riguarda la gestione delle prove. Finora nessuno dei
casi trattati dalle commissioni di indagine patrimoniale dopo il loro
ripristino nel 2010 si è concluso con una decisione definitiva in tribunale. Il
quadro giuridico ostacola anche la gestione dei conflitti di interessi
amministrativi. Occorrono processi giuridici separati, anzitutto per
individuare gli eventuali ricorsi contro gli accertamenti di conflitti di
interessi da parte dell'ANI e successivamente per annullare atti giuridici
quali i contratti di appalti pubblici conclusi in una situazione di conflitto
di interessi[55]. L'efficacia del sistema rumeno in materia di
integrità risente anche della lentezza dei procedimenti giudiziari, delle
incoerenze della giurisprudenza e della collaborazione insufficiente tra le
altre autorità amministrative, il settore giudiziario e l'ANI. L'iter
giudiziario dei casi che rientrano nelle tre attribuzioni dell'ANI è stato
particolarmente lento. Finora, i tribunali hanno confermato globalmente solo
quattro casi di patrimoni ingiustificati, tutti precedenti alla nuova legge
(uno di essi risale al 2005). A volte occorrono anni prima che dei semplici
casi di incompatibilità siano oggetto di una decisione definitiva in tribunale.
In certi casi questo ha impedito di applicare le sanzioni, perché i mandati
erano già scaduti. Le incoerenze della giurisprudenza hanno posto problemi
anche in casi sollevati dall'ANI, ma il settore giudiziario non ha ancora
adottato misure correttive[56].
Sebbene l'ANI abbia concluso accordi di cooperazione con altre istituzioni
amministrative e con la procura, finora questo non ha dato risultati degni di
nota ad eccezione di una proficua collaborazione con la DNA. L'ANI ha ricevuto
pochissime segnalazioni da altre istituzioni e i casi trasmessi ad altre
istituzioni hanno avuto scarso seguito, con un unico rinvio a giudizio e
un'unica richiesta di imposta supplementare[57]. Dal 2010, tuttavia, l'ANI si è dimostrata
sempre più capace di concentrarsi sui casi importanti e complessi. Uno
screening sui conflitti di interessi tra consiglieri locali ha permesso di
individuare una serie di casi potenziali: la portata del seguito dato dalla
procura e dai tribunali a questi casi sarà un parametro di valutazione
importante[58].
È stata condotta un'operazione analoga anche per le autorità che gestiscono i
fondi UE. Questi sviluppi sono positivi. In futuro le indagini dell'ANI
dovrebbero essere guidate sempre più dalle valutazioni dei rischi e
concentrarsi sui settori vulnerabili. Questo potrebbe avere implicazioni in
termini di aumento del personale dell'ANI[59]. Malgrado le carenze in termini di seguito
giudiziario, un gran numero di constatazioni di incompatibilità è diventato
definitivo e ha portato a dimissioni e sanzioni disciplinari[60]. I risultati sono più deludenti
per quanto riguarda il seguito dato ai casi di confisca di patrimoni
ingiustificati e di conflitto di interessi segnalati dall'ANI. I miglioramenti
della base giuridica dell'ANI possono contribuire a risolvere questo problema[61], ma occorre comunque incoraggiare
i politici, la magistratura e l'amministrazione nel suo complesso a valorizzare
il ruolo dell'ANI. Occorre migliorare la gestione dei casi presentati dall'ANI
da parte dei tribunali e la collaborazione interistituzionale, perché l'Agenzia
possa contribuire a far cambiare radicalmente l'atteggiamento nei confronti
dell'integrità in Romania. Prevenzione e repressione della corruzione
generale nel settore pubblico Oltre a garantire l'applicazione di sanzioni
nei casi individuati, per ridurre considerevolmente la corruzione occorre
anzitutto renderla meno probabile. A tal fine è fondamentale adottare misure
preventive per ridurre le opportunità e i rischi di corruzione, ad esempio
procedure trasparenti e un processo decisionale prevedibile da parte delle
istituzioni pubbliche. L'impostazione generale delle misure in questo
campo è definita da una strategia nazionale anticorruzione. Il bilancio degli
ultimi cinque anni è piuttosto eterogeneo al riguardo. La strategia 2008-2010
non ha avuto gli effetti auspicati, ma a marzo è stata adottata una nuova
strategia globale e la decisione del nuovo governo, approvata dal Parlamento,
di confermarla senza apportare modifiche denota un sostegno politico generale.
La nuova strategia riprende molte raccomandazioni scaturite da un'analisi
dell'impatto delle due strategie precedenti, è una valida base per coordinare e
orientare le attività delle diverse istituzioni pubbliche e consente di
monitorare i progressi in base a una serie di indicatori. L'adozione da parte
del Parlamento ha dimostrato che tutte le componenti influenti della società
sono chiamate a contribuire al successo della strategia. L'attuazione concreta della strategia dipende
in larga misura dall'azione di ciascun organo governativo. In quanto organismo
specializzato nella lotta alla corruzione, dotato di personale sufficiente e
con un ruolo sia preventivo che investigativo, la Direzione generale
anticorruzione (GAD) del ministero dell'Amministrazione e dell'interno ha fatto
notevoli progressi nella lotta alla corruzione presso la polizia rumena e le
altre strutture del ministero. Finora la GAD è l'unico dipartimento che dispone
di una valutazione approfondita dei rischi di corruzione e ha segnalato alla
procura un gran numero di casi di corruzione[62].
Per consolidare questi risultati e sfruttare il proprio potenziale, la GAD deve
ampliare la sua casistica riguardante la corruzione grave e complessa, compresi
gli appalti pubblici e le indagini sulle collusioni tra polizia e criminalità
organizzata. Non sono stati ottenuti risultati paragonabili
negli altri settori dell'attività governativa. I casi di corruzione sono
numerosi in ambiti quali l'amministrazione fiscale, l'istruzione, la sanità e
gli investimenti infrastrutturali, ma l'analisi dei rischi in questi settori è
iniziata solo di recente e sono state adottate soltanto poche misure nei
settori più esposti alla corruzione e sensibili in termini di bilancio[63]. Il settore dell'istruzione ha
guidato alcune utili misure preventive, tra cui proposte del Centro nazionale
per l'integrità riguardanti, ad esempio, la videosorveglianza agli esami di
maturità, e sta elaborando una strategia settoriale nell'ambito di un progetto
anticorruzione finanziato dall'Unione europea. Gli altri principali settori a
rischio sono gli investimenti nelle infrastrutture scolastiche e la corruzione
nel sistema di esami delle scuole e di conferimento della laurea presso le
università. Le attività nel settore della sanità stanno iniziando con il varo
di un altro importante progetto finanziato dall'UE[64]. Sono state intraprese alcune
utili attività pilota in ambiti esposti alla corruzione con una forte incidenza
sul bilancio dello Stato, ma non è ancora stato adottato un approccio
sistematico in materia. Sono state svolte poche azioni in settori quali la
fiscalità e le dogane, anche se i rischi particolari cui sono soggetti
giustificherebbero la creazione di forti unità di prevenzione con un mandato
proattivo[65].
Le autorità amministrative di controllo hanno un ruolo importante, ma in genere
non svolgono valutazioni dei rischi di corruzione nei settori sensibili e non
collaborano né con le autorità giudiziarie né con l'ANI. Secondo gli esperti, i
principali motivi di questa inerzia sono l'indipendenza insufficiente e le
ingerenze politiche[66].
Il numero limitato dei casi di corruzione
segnalati dalle autorità amministrative ha inciso anche sul numero di casi
pervenuti alla procura e ai tribunali tranne per quanto riguarda la polizia,
per la quale la GAD ha fatto un gran numero di segnalazioni. Il Procuratore
generale ha chiesto alle procure locali di elaborare strategie anticorruzione a
livello locale, ha emanato orientamenti per le indagini sui casi di corruzione
e ha creato una rete di procuratori specializzati. Queste misure hanno
aumentato il numero di casi di corruzione perseguiti dalla procura normale[67]. La nuova strategia nazionale anticorruzione
offre la possibilità di imprimere un notevole impulso all'impegno di tutti gli
enti governativi nell'attuazione di strategie proattive per contrastare la
corruzione e individuare gli eventuali problemi. Le migliori pratiche seguite,
ad esempio, per il ministero dell'Amministrazione e dell'interno potrebbero
essere estese a tutti i settori ad alto rischio e con una notevole incidenza
sul bilancio. La creazione di una hotline telefonica indipendente
contribuirebbe a incentivare la segnalazione dei reati di corruzione nella
pubblica amministrazione. La cosa più importante, tuttavia, è che i cittadini
abbiano fiducia nelle misure anticorruzione; questo presuppone un circolo
virtuoso per dimostrare ai cittadini che i casi debitamente motivati danno
luogo a misure adeguate. Ombudsman L'ombudsman svolge un ruolo importante nella
lotta alla corruzione in Romania. L'ombudsman è abilitato a svolgere indagini sui
presunti atti illeciti dell'amministrazione. Si tratta di un organismo
indipendente, che può agire in base a un ricorso di una persona o di propria
iniziativa. L'articolo 26, paragrafo 2, della legge 35/1997 autorizza inoltre
l'ombudsman a informare il Parlamento o il primo ministro dei "gravi
casi di corruzione" riscontrati nel corso delle indagini. Il ruolo
dell'ombudsman è pertinente per l'MCV, in particolare per il quarto parametro
di riferimento sulla prevenzione e la lotta alla corruzione. L'ombudsman è
anche l'unica istituzione che può impugnare direttamente i decreti governativi
dinanzi alla Corte costituzionale. La Commissione fa osservare che il 3 luglio
2012 il Parlamento ha posto prematuramente fine al mandato dell'ombudsman. Le
autorità rumene devono garantire l'indipendenza dell'ombudsman e nominare un
ombudsman che sia sostenuto da tutti i partiti, per consentirgli di svolgere
efficacemente le sue funzioni giuridiche in totale indipendenza. Recupero dei proventi di reato L'esperienza insegna che il perseguimento
della corruzione si limita spesso a procedimenti giudiziari contro i proventi
della corruzione. Il recupero dei proventi di reato e la lotta contro il
riciclaggio del denaro sono quindi elementi chiave di qualsiasi strategia
anticorruzione. Nel 2011 la Romania ha creato un ufficio per il recupero dei
beni[68]
e nel 2012 è stata promulgata una nuova legge sui poteri estesi di confisca. La
procura e la polizia applicano dal 2010 una procedura standardizzata per il
recupero dei proventi di reato per ordine del Procuratore generale e del
ministero dell'Interno. La formazione in questo campo è stata resa obbligatoria
ed è stata creata una rete di procuratori specializzati. Queste misure, tuttavia, devono ancora
produrre i loro effetti. L'estensione dei poteri di confisca rimane un concetto
nuovo per la polizia, i procuratori e i giudici. Concetti quali la confisca nei
confronti di terzi sembrano particolarmente esposti alle impugnazioni in
tribunale[69].
Nonostante la giurisprudenza positiva, il riciclaggio del denaro non viene
ancora perseguito come reato a sé stante[70].
La valutazione degli esperti definisce il livello delle confische come
inaspettatamente basso[71].
Le autorità hanno inoltre difficoltà a monitorare i progressi per mancanza di
dati statistici globali in materia. Appalti pubblici L'applicazione carente della normativa sugli
appalti pubblici è una notevole fonte di corruzione e di uso improprio dei
fondi pubblici, che compromette anche l'uso efficace dei fondi UE e causa un
peggioramento qualitativo nella fornitura dei beni pubblici. Le revisioni
contabili e le valutazioni eseguite da diversi servizi della Commissione hanno
ripetutamente evidenziato rischi e lacune sistemici in questo campo, che
talvolta sono dovuti a interruzioni nell'erogazione dei fondi UE. Questa
constatazione è corroborata dalle denunce ricevute direttamente dalla
Commissione. Dopo l'adesione la Romania ha creato un ampio
quadro istituzionale e giuridico per attuare la pertinente normativa UE. Non si
è però fatto abbastanza per ovviare a un certo numero di carenze sistematiche.
Le incoerenze sono dovute a fattori quali le frequenti modifiche del quadro
giuridico[72],
la capacità insufficiente dell'assetto istituzionale e la mancanza di strumenti
indispensabili per l'efficacia dei controlli quali un registro globale delle
gare d'appalto pubbliche. Le verifiche della Commissione e l'Agenzia nazionale
per l'integrità della Romania considerano particolarmente carente la protezione
degli appalti pubblici contro i conflitti di interessi[73]. La Romania si è impegnata ad
applicare, attraverso un piano d'azione globale, le risultanze di una
valutazione generale degli appalti pubblici svolta dalla Commissione nel 2011.
Occorrerà agire con decisione per eliminare le carenze individuate. III. Prossime fasi La valutazione della Commissione indica i
progressi fatti dalla Romania nei cinque anni successivi alla sua adesione
all'UE, a riprova del ruolo positivo svolto dall'MCV. La Commissione ritiene
che in futuro la Romania potrebbe conseguire gli obiettivi dell'MCV, purché
prenda rapidamente provvedimenti per garantire lo Stato di diritto, prosegua
nella stessa direzione e intensifichi l'attuazione delle riforme. Tuttavia, come si è detto nell'introduzione, i
recenti avvenimenti accentuano le preoccupazioni circa il carattere
irreversibile e sostenibile delle riforme, La Romania deve garantire il
rispetto dello Stato di diritto, compreso il riesame indipendente del sistema
giudiziario. Per riconquistare la fiducia dei suoi partner dell'UE, la Romania
deve assolutamente dimostrare che lo Stato di diritto è al di sopra degli
interessi di partito, che tutte le parti rispettano pienamente il riesame
giudiziario, anche a livello costituzionale, e che le riforme sono
irreversibili. Questo richiede provvedimenti giuridici e un impegno politico
nei confronti dello Stato di diritto che è venuto a mancare nelle decisioni
adottate ultimamente. Ora il governo si è impegnato ad agire rapidamente per
garantire il rispetto dello Stato di diritto conformemente alle raccomandazioni
elencate in appresso (cfr. IV 1). Questo corrobora la conclusione secondo la
quale non sono ancora stati compiuti i progressi verso la conformità con i
parametri di riferimento che la Commissione considera necessari per porre fine all'MCV.
Per soddisfare questi requisiti occorrono un maggiore coinvolgimento nel
processo di riforma da parte di tutti i rami del governo e del settore
giudiziario e un più forte impegno in termini di integrità e di lotta alla
corruzione. In particolare, le autorità rumene devono dimostrare che nel paese
si è ormai radicato un processo di riforma sostenibile e irreversibile e che
l'intervento esterno dell'MCV non è più necessario. Questo spiega perché le
recenti iniziative del governo e del Parlamento destino particolari
preoccupazioni. L'esperienza degli ultimi cinque anni dimostra
che un'azione convincente può produrre risultati. La Romania può già dimostrare
l'orientamento positivo del processo di riforma presso istituzioni quali la DNA
e l'ANI e di azioni mirate come l'accelerazione delle cause presso l'Alta
Corte. Durante i recenti avvenimenti, il settore giudiziario ha assunto una
posizione più proattiva in difesa dell'indipendenza giudiziaria. Ovviamente, la
prima cosa da fare per dimostrare la sostenibilità è tutelare i progressi
compiuti, mantenerne lo slancio e garantire la stabilità istituzionale. Un
rapido passaggio dall'adozione delle leggi a una fase di risoluta attuazione
abbrevierà i tempi necessari alla Romania per soddisfare i requisiti dell'MCV.
Tutti gli Stati membri hanno obblighi e opportunità in materia di libertà,
sicurezza e giustizia; la Commissione si augura che la Romania porti a termine
il processo specifico dell'MCV e gestisca tali questioni sulle stesse basi
degli altri Stati membri. Viste le incertezze attuali, la Commissione
adotterà entro la fine del 2012 un'altra relazione dell'MCV sulla Romania in
cui valuterà se siano state prese misure per fugare le sue preoccupazioni circa
lo Stato di diritto e l'indipendenza della magistratura e se siano state
ripristinate le garanzie costituzionali. La Commissione monitorerà attentamente
i progressi attraverso missioni regolari e un dialogo frequente con le autorità
rumene e gli altri Stati membri. IV. Raccomandazioni La prossima fase, di capitale importanza per
il governo e le istituzioni chiave della Romania, consisterà nel dimostrare il
loro impegno nei confronti degli indispensabili fondamenti dello Stato di
diritto e dell'indipendenza giudiziaria. Questo richiede una serie di misure urgenti
a livello governativo e parlamentare. Sebbene le raccomandazioni elencate in
appresso comprendano un certo numero di riforme specifiche necessarie per
continuare a fare progressi in base all'MCV, le controversie attuali descritte
nella prima parte della relazione minacciano seriamente i progressi compiuti
finora e sollevano notevoli interrogativi circa il futuro delle riforme già
intraprese. Visto il carattere eccezionale di questi recenti sviluppi, la
presente relazione, e in particolare la sezione 1: Rispetto dello Stato di
diritto e indipendenza del settore giudiziario, comprende raccomandazioni
specifiche urgenti per far fronte alla situazione attuale. La Commissione ha invitato la Romania a
prendere immediatamente provvedimenti nei seguenti settori per risolvere le
controversie attuali: 1. Rispetto dello Stato di diritto e
indipendenza del settore giudiziario ·
Abrogare i decreti di emergenza n. 38/2012 e n.
41/2012 e garantire che le sentenze della Corte costituzionale sul quorum per
un referendum e le competenze della Corte siano rispettate. ·
Rispettare in futuro i requisiti costituzionali per
quanto riguarda la pubblicazione dei decreti di emergenza. ·
Dare applicazione a tutte le decisioni della Corte
costituzionale. ·
Garantire la pubblicazione immediata nella Gazzetta
ufficiale di tutti gli atti, comprese le decisioni della Corte costituzionale. ·
Imporre a tutti i partiti politici e a tutte le
autorità di governo di rispettare l'indipendenza del potere giudiziario,
impegnandosi a sanzionare qualsiasi membro del governo o esponente di partito
che comprometta la credibilità dei giudici o faccia pressioni sulle istituzioni
giudiziarie. ·
Nominare un ombudsman sostenuto da tutti i partiti
attraverso un processo trasparente e obiettivo, che permetta di selezionare una
personalità di indiscussa autorità, integrità e indipendenza. ·
Introdurre modalità trasparenti per la nomina del
Procuratore generale e del Procuratore capo della Direzione nazionale
anticorruzione, che comprendano candidature aperte basate su criteri di
competenza professionale e di integrità nonché su un track record di azioni
anticorruzione. Non si deve procedere ad alcuna nomina sotto la presidenza in
carica. ·
Evitare di concedere la grazia presidenziale
durante la presidenza in carica. ·
Evitare di nominare ministri oggetto di sentenze in
materia di integrità: i ministri che si trovano in questa situazione devono
dare le dimissioni. ·
Adottare procedure chiare che rendano obbligatorie
le dimissioni dei parlamentari oggetto di decisioni definitive sull'incompatibilità
e sul conflitto di interessi o di condanne definitive per corruzione ad alto
livello. Con la lettera del 16 luglio e l'allegato
aggiornato del 17 luglio, il primo ministro rumeno ha confermato al Presidente
della Commissione che tutte queste condizioni sono state o saranno soddisfatte. La Romania deve prendere provvedimenti anche
nei settori seguenti: 2. Riforma del sistema giudiziario ·
Adottare e attuare un piano globale comune per
garantire l'applicazione dei quattro codici, comprendente tutti gli aspetti
pertinenti della riforma strutturale e procedurale, l'adeguamento delle risorse
umane e gli investimenti nell'infrastruttura giudiziaria. ·
Ristrutturare i tribunali e le procure,
riequilibrando il personale e il carico di lavoro e basandosi in particolare
sul riesame funzionale del sistema giudiziario rumeno e sul progetto relativo
al carico di lavoro ottimale dei tribunali attualmente finanziato dalla Banca
mondiale. ·
Creare un gruppo di monitoraggio per la riforma
giudiziaria a cui partecipino tutti i poteri dello Stato, le associazioni
professionali e la società civile. 3. Responsabilità della magistratura ·
Concordare una strategia congiunta fra il CSM e il
governo per promuovere la responsabilità e l'integrità nel settore giudiziario
attraverso prassi disciplinari e una giurisprudenza convincenti, fissando tappe
di attuazione precise. Fare in modo che l'applicazione delle nuove leggi sulla
responsabilità disciplinare e le promozioni presso l'Alta Corte sia un esempio
per l'intero sistema giudiziario. ·
Coordinare meglio gli strumenti giuridici,
disciplinari e gestionali per tutelare la reputazione della magistratura in
caso di gravi irregolarità, comprese le decisioni su diritti individuali come
le pensioni. ·
Rafforzare la capacità e l'efficienza
dell'ispettorato giudiziario per la promozione della responsabilità giudiziaria
attraverso il follow-up dei singoli casi e la promozione dell'efficienza, della
coerenza e delle buone pratiche nel settore giudiziario attraverso riesami
regolari delle prassi a tutti i livelli. 4. Coerenza e trasparenza del processo
giudiziario ·
Definire un approccio globale per creare le
strutture, le procedure e le prassi necessarie all'accelerazione del processo
finalizzato all'uniformità della giurisprudenza. Fare in modo che l'uniformità
della giurisprudenza sia una priorità gestionale per i presidenti dei tribunali
e che la coerenza sia un elemento importante del sistema di valutazione e di
promozione dei giudici. Garantire la pubblicazione integrale e l'aggiornamento
costante online delle decisioni motivate dei tribunali. ·
Riorganizzare ulteriormente l'Alta Corte per porre
maggiormente l'accento sull'uniformità della giurisprudenza. 5. Efficacia dell'azione giudiziaria ·
Definire e applicare in tutti i tribunali orientamenti
chiari sulle migliori pratiche in materia di condanne, gestione delle cause e
trattamento delle prove nei processi penali, con particolare attenzione ai
settori in cui sono già state individuate carenze, come i processi complessi su
reati economici e appalti pubblici. ·
Varare riforme volte a pubblicare rapidamente le
motivazioni dei tribunali una volta pronunciate le decisioni, a sospendere la
decorrenza dei termini di prescrizione quando inizia un'indagine giudiziaria e
a migliorare la qualità e la disponibilità delle perizie giudiziarie. ·
Mantenere le misure adottate dall'Alta Corte per
accelerare i processi per corruzione ad alto livello, evitare la prescrizione e
introdurre misure analoghe negli altri tribunali. ·
Continuare a rafforzare il carattere dissuasivo e
la coerenza delle sanzioni applicate dai giudici nei casi di corruzione ad alto
livello in tutto il paese. ·
Garantire che la nuova leadership consolidi i
risultati ottenuti dal pubblico ministero. 6. Integrità ·
Dimostrare una casistica convincente di sanzioni
tempestive e dissuasive. Razionalizzare il riesame giudiziario delle decisioni
dell'Agenzia nazionale per l'integrità (ANI) migliorando le procedure e le
prassi giudiziarie e rivedendo il quadro giuridico dell'ANI per accelerare le
decisioni definitive e renderle più coerenti e dissuasive. ·
Migliorare la collaborazione della magistratura e
delle altre autorità amministrative con l'ANI per garantire uno scambio
efficace di segnalazioni e informazioni operative nei tre settori di attività dell'Agenzia.
La collaborazione con l'ANI dovrebbe essere un chiaro parametro di valutazione
dell'efficienza dei dirigenti delle altre autorità amministrative. 7. Lotta alla corruzione ·
Garantire che la nuova leadership consolidi i
risultati ottenuti dalla DNA. ·
Attuare correttamente la nuova strategia nazionale
anticorruzione e predisporre un sistema di monitoraggio globale affinché tutti
gli enti governativi fissino obiettivi e presentino relazioni annuali, in un
formato comune e confrontabile, sulla prevenzione e sulla repressione della
corruzione, delle frodi e dei conflitti di interessi. In linea con la
strategia, definire norme procedurali chiare e migliori pratiche per le
decisioni del Parlamento che autorizzano le indagini, l'arresto o la
perquisizione di parlamentari. ·
Dimostrare una casistica di perseguimento del
riciclaggio del denaro come reato a sé stante e ottenere risultati convincenti
per quanto riguarda il recupero dei proventi di reato attraverso il
rafforzamento delle prassi giudiziarie e l'applicazione della nuova legge sui
poteri estesi di confisca. ·
Predisporre un meccanismo chiaro di coordinamento e
monitoraggio tra polizia, procura e autorità amministrative di controllo,
incaricato specificamente di garantire l'efficacia della cooperazione e della
comunicazione in materia di corruzione. ·
Migliorare i risultati in termini di prevenzione e
repressione della corruzione, delle frodi e dei conflitti di interessi negli
appalti pubblici in tutti i settori dell'attività governativa. In questo contesto,
la Romania deve dare un seguito adeguato alle raccomandazioni scaturite dal
riesame esterno del sistema degli appalti pubblici svolto su iniziativa della
Commissione. [1] Conclusioni del Consiglio dei ministri del 17 ottobre 2006
(13339/06); decisione della Commissione del 13 dicembre 2006 che istituisce un
meccanismo di cooperazione e verifica dei progressi compiuti dalla Romania per
rispettare i parametri di riferimento in materia di riforma giudiziaria e di
lotta contro la corruzione (C (2006) 6569 definitivo). [2] La decisione prevede anche la possibilità di adottare
misure di salvaguardia, che finora non sono state necessarie. [3] Le conclusioni del Consiglio europeo del 28-29 giugno
comprendono l'impegno, assunto dall'UE nell'ambito del patto per la crescita e
l'occupazione, di rimediare ai ritardi della giustizia nell'ambito della
modernizzazione della pubblica amministrazione (Conclusioni del Consiglio
europeo del 29 giugno 2012, pag. 8). [4] Sondaggio flash Eurobarometro condotto dalla Commissione
in Romania nel maggio 2012 (Flash Eurobarometer 351 "The Cooperation and
Verification Mechanism for Bulgaria and Romania": http://ec.europa.eu/public_opinion/index_en.htm). [5] Flash Eurobarometro 351. [6] I punti di riferimento comprendono l'attività del
Consiglio d'Europa, dell'OCSE e delle agenzie ONU. [7] Fra gli esperti consultati nel 2012 figuravano
professionisti di alto livello provenienti da Francia, Germania, Regno Unito,
Irlanda, Spagna, Polonia e Slovenia. [8] Cfr. relazione tecnica, pag. 48. [9] Ad esempio, l'ANI sarebbe molto più efficace se
usufruisse della piena collaborazione di altri enti governativi e di un seguito
energico a livello giudiziario. [10] Queste conclusioni sono corroborate dalla percezione
pubblica: il 65% delle persone interrogate nell'ambito di un sondaggio Flash
Eurobarometro condotto in Romania ritiene che l'azione dell'UE attraverso l'MCV
abbia contribuito a ovviare alle carenze del sistema giudiziario (il 59% è
dello stesso avviso per quanto riguarda la corruzione). Al tempo stesso, la
maggior parte delle persone interrogate ritiene che la situazione in questi due
settori sia rimasta invariata o sia peggiorata negli ultimi cinque anni. (Flash
Eurobarometro 351). [11] A giugno il CSM ha inviato un segnale importante prendendo
pubblicamente posizione per difendere l'indipendenza della magistratura alla
luce degli interventi pubblici relativamente a un importante caso di corruzione
ad alto livello. [12] Secondo le statistiche della CEDU, la Romania è il secondo
Stato membro dell'UE con il maggior numero di sentenze CEDU in attesa di
esecuzione. In molti casi ciò è dovuto a difficoltà a livello di esecuzione
civile, all'eccessiva lunghezza dei procedimenti civili, alla mancanza di misure
correttive efficaci e all'inefficienza delle indagini penali. (Consiglio d'Europa: Supervision of the Execution of Judgements and
Decisions of the ECHR, relazione annuale 2011: http://www.coe.int/t/dghl/monitoring/execution/Source/Publications/CM_annreport2011_en.pdf [13] La Banca mondiale procede attualmente a un riesame
funzionale del sistema giudiziario rumeno finanziato con fondi UE. È in corso
anche un secondo progetto, attuato da consulenti finanziati da un prestito
della Banca mondiale, per migliorare la capacità di raccogliere e elaborare
dati giudiziari e di definire indicatori ottimali del carico di lavoro dei
magistrati. [14] L'obiettivo della nuova procedura per le pronunce
pregiudiziali era quello di introdurre una procedura più proattiva rispetto
all'attuale appello nell'interesse della legge (cfr. relazione tecnica, pagg. 6-7).
[15] La non conformità con le sentenze della Corte
costituzionale e dell'Alta Corte di cassazione e di giustizia in caso di
appello nell'interesse della legge può essere oggetto di indagini e sanzioni
disciplinari in virtù delle modifiche delle disposizioni delle leggi
giudiziarie sulla responsabilità disciplinare dei magistrati adottate alla fine
del 2011 e promulgate all'inizio del 2012. [16] Le incoerenze della giurisprudenza sono segnalate
frequentemente in Romania e confermate da parti interessate quali investitori
stranieri, studi legali e associazioni professionali di magistrati. Gli esperti
hanno rilevato decisioni incoerenti riguardanti, in particolare, casi sensibili
con imputati di alto livello e casi relativi ad appalti pubblici. [17] Questo comprende l'inosservanza della giurisprudenza dei
tribunali superiori e l'uso limitato della procedura di appello nell'interesse
della legge. Nel 2011 il numero di appelli nell'interesse della legge è diminuito
rispetto al periodo 2007-2009. [18] Ad eccezione dei giudici dell'Alta Corte di cassazione e
di giustizia, che possono consultare tutte le sentenze contenute nella banca
dati. [19] L'Alta Corte statuisce su un'ampia gamma di reati in primo
grado, commessi da determinati tipi di imputati, e si pronuncia su questioni
giudiziarie interne quali le richieste delle parti di deferire i casi ad altri
tribunali o i conflitti di giurisprudenza fra i tribunali. [20] Sono stati addotti motivi logistici per spiegare il fatto
che le disposizioni del codice di procedura civile sulle pronunce pregiudiziali
nel diritto penale entrino in vigore quattro mesi dopo le altre parti del
codice. [21] World Bank Governance Indicators 2011. [22] In particolare, la legge sulle piccole riforme ha permesso
alle procure di riprendere le motivazioni addotte dalla polizia per
giustificare la decisione di non avviare un'inchiesta in determinati casi
semplici, ha ampliato le possibilità delle procure di non avviare procedimenti
quando le prove esistenti non giustificano ulteriori indagini e ha ridotto i
ricorsi legali per i casi minori. [23] La CEDU condanna regolarmente la Romania per violazioni
dei diritti processuali legate ai ritardi giudiziari eccessivi. La
pubblicazione delle motivazioni dei tribunali avviene spesso dopo il termine
legale di 30 giorni. Attualmente non si dispone di dati affidabili sulle cause
trattenute, che dovrebbero essere forniti all'inizio del 2013 da uno studio
della Banca mondiale. [24] Le competenze di gestione delle risorse umane nel settore
giudiziario sono suddivise fra il Consiglio superiore della magistratura,
responsabile delle assunzioni, delle carriere, della formazione e delle azioni
disciplinari, il ministro della Giustizia, responsabile del bilancio e
dell'iniziativa giuridica, e il Procuratore generale, responsabile dei
risultati ottenuti dalla procura, ma il CSM decide su tutte le questioni che
hanno un'incidenza sulla carriera di un procuratore. [25] Le capacità attuali non permettono di procedere in tempo
alle nuove assunzioni né di garantire la qualità e la preparazione giudicate
necessarie da uno studio d'impatto eseguito per i nuovi codici. [26] Questo riguarda in particolare le proposte del ministero
della Giustizia e del Procuratore generale di chiudere i piccoli tribunali e le
piccole procure e riassegnare i posti ai settori che ne hanno più bisogno. [27] La valutazione della Commissione su questi punti figura
nell'aggiornamento tecnico SEC(2011) 968 pubblicato il 20 luglio 2011
(pagg. 13-14), contenente riferimenti al trattamento troppo favorevole delle
richieste di rinvio presentate dagli imputati, alle carenze nella gestione
delle prove e delle irregolarità procedurali e a questioni di organizzazione. [28] Relazione tecnica SEC(2011) 968 del 20 luglio 2011,
pag. 14. Dopo l'ultima relazione annuale della Commissione, l'Alta Corte di
cassazione e di giustizia ha ricevuto una dotazione speciale per i periti
giudiziari. [29] Fra le innovazioni degne di nota figurano l'introduzione
di orientamenti sulle condanne per reati di corruzione e misure volte ad
accelerare i processi per corruzione ad alto livello. Tuttavia, le migliori
pratiche seguite in questi ambiti specifici non sono ancora state
generalizzate. [30] Queste modifiche permetteranno al ministro della Giustizia
e al Procuratore generale di avviare azioni disciplinari attraverso
l'ispettorato giudiziario. Il mandato ampliato dell'ispettorato gli consente di
esaminare le prassi giudiziarie e di impugnare le sanzioni disciplinari imposte
dal Consiglio superiore della magistratura. [31] Alla fine del 2011 e all'inizio del 2012 l'ispettorato
giudiziario ha presentato le sue prime tre relazioni al riguardo: due relazioni
tematiche sui ritardi nelle cause importanti e sulla rapidità dei processi per
corruzione ad alto livello e una relazione sulle prassi gestionali dell'Alta
Corte di cassazione e di giustizia. [32] La Commissione ha riferito in merito a questi casi nel
febbraio 2012 (COM(2012) 56 final, pag. 3). [33] Nel febbraio 2012 la Commissione ha segnalato casi di
giudici dell'Alta Corte di cassazione e di giustizia che hanno continuato a
esercitare le loro funzioni pur essendo oggetto di indagini per corruzione ad
alto livello, mentre altri sono sfuggiti alle sanzioni disciplinari andando in
pensione (COM(2012) 56 final, pag. 3). Tuttavia, la recente reazione del
CSM all'avvio di un'indagine su uno dei suoi membri denota un approccio più
proattivo contro le minacce alla reputazione della magistratura. [34] Secondo un sondaggio Speciale Eurobarometro del febbraio 2012,
il 96% dei rumeni, una percentuale lievemente superiore a quella del 2007,
giudica la corruzione un problema molto serio (Speciale Eurobarometro 374: http://ec.europa.eu/public_opinion/index_en.htm).
Dal 2007 la Romania ha perso 6 posti nell'indice di percezione della
corruzione di Transparency International per il calo del suo rating di percezione,
mentre il rating di Freedom House è rimasto invariato. [35] Secondo un Eurobarometro del febbraio 2012, il 67% dei
rumeni ritiene che la corruzione sia aumentata negli ultimi tre anni. [36] La DNA ha disposto 167 rinvii a giudizio contro 415
imputati nel 2007 e 233 rinvii a giudizio contro 1 091 imputati nel 2011.
Il 60% circa di tutte le indagini dura meno di 6 mesi. Dal 2007 la DNA ha
disposto il rinvio a giudizio di un ex primo ministro, di un ex vice primo
ministro, di diversi ex ministri e parlamentari e di numerosi prefetti,
sindaci, consiglieri di contea e dirigenti di imprese di Stato. Nel 2011
la DNA ha disposto il rinvio a giudizio di due parlamentari nonché di un
sindaco influente della coalizione di governo di allora e di un parlamentare
che a quell'epoca faceva parte dell'opposizione. [37] Sono state pronunciate decisioni non definitive contro 199
imputati nel 2007 e contro 879 imputati nel 2011; sono state pronunciate
decisioni definitive contro 109 imputati nel 2007 e contro 158 imputati nel 2011. [38] Contrariamente a molte altre giurisdizioni, in Romania la
possibilità di prescrizione non scade con l'inizio delle indagini o del
processo. [39] Questo risultato è stato ottenuto escludendo dal calcolo
del termine di prescrizione i periodi durante i quali un processo era stato
sospeso in attesa che la Corte costituzionale si pronunciasse su un'eccezione
di incostituzionalità. [40] Cfr. relazione tecnica, pag. 29. [41] La relazione della Commissione del 20 luglio 2011, COM(2011)
460 definitivo, raccomandava alla Romania di prendere urgentemente misure volte
a migliorare la prassi giudiziaria e la gestione dei casi nonché accelerare i
processi importanti sui casi di corruzione ad alto livello onde evitare la
scadenza dei termini di prescrizione. La stessa relazione raccomandava inoltre
alla Romania di "portare avanti la riforma dell'Alta Corte di cassazione e
di giustizia onde potenziarne il ruolo di cassazione e migliorarne la capacità
di gestire i casi di corruzione ad alto livello". [42] Cfr. relazione tecnica, pag. 25. [43] Cfr., ad esempio, la valutazione della Commissione a pag. 15
dell'aggiornamento tecnico SEC(2011) 968, pubblicato il 20 luglio 2011. [44] Sui 43 rinvii a giudizio registrati dalla DNA dal 2006,
solo in due casi si è arrivati a una decisione definitiva. [45] I dati disponibili dal 2007 indicano che il 60% circa
delle condanne pronunciate è pari o inferiore al minimo legale. Sebbene la
percentuale delle condanne di reclusione sospese sia scesa dal 75% del 2007‑2009
al 60% nel 2011, la sospensione delle condanne rimane molto frequente,
specialmente nei casi importanti. Le condanne definitive pronunciate nel 2011
contro tre parlamentari o ex parlamentari sono state sospese. [46] Questa non è la prassi normalmente seguita: alle elezioni
locali di giugno si sono candidati diversi presidenti di consigli comunali e di
contea oggetto di fermo, indagini penali o processi per corruzione, un certo
numero dei quali è stato eletto. [47] Cfr. relazione tecnica, pagg. 26-27. [48] Cfr. relazione tecnica, pag. 27. [49] Tre parlamentari
condannati per corruzione ad alto livello sono tuttora in carica. [50] Queste sentenze hanno fatto seguito a ricorsi contro le
conclusioni dell'ANI sull'incompatibilità. [51] Cfr. relazione tecnica, pagg. 18-19. [52] Si è ritenuto che il potere dell'ANI di proporre la
confisca dei patrimoni ingiustificati da parte dei tribunali violasse i
principi costituzionali della separazione dei poteri nonché la presunzione e il
divieto di confiscare i patrimoni acquisiti illegalmente. [53] La commissione giuridica della Camera dei deputati ha
proposto di non prendere alcuna misura nei confronti di due parlamentari
oggetto di constatazioni definitive di incompatibilità o di conflitto di
interessi. Il Parlamento non ha ancora adottato decisioni definitive su questi
due casi. [54] La legge modificata ha anche costretto l'ANI ad
abbandonare un gran numero di casi oggetto d'indagine per l'introduzione di
termini di prescrizione. La maggior parte di questi casi riguardava politici
eletti. [55] Finora l'esistenza di un conflitto di interessi
amministrativo è stata confermata in soli due casi, in nessuno dei quali si è
proceduto all'annullamento dei relativi contratti. [56] I recenti casi oggetto di discussioni pubbliche
riguardano, tra l'altro, due parlamentari che sono anche rettori universitari.
In un caso è stata accertata un'incompatibilità, mentre nel secondo caso lo
stesso tribunale ha escluso l'esistenza di un'incompatibilità. Si è verificato
un episodio analogo presso un'altra corte d'appello. Una procedura di ricorso
per questi casi è attualmente pendente dinanzi all'Alta Corte di cassazione e
di giustizia. [57] Dal marzo 2012 l'ANI ha svolto complessivamente quasi 4 000
verifiche e formulato conclusioni o presentato ricorsi in oltre 500 casi, tra
cui 250 constatazioni di incompatibilità, 37 casi di conflitti di interessi
(amministrativi), 24 casi di sospetti patrimoni ingiustificati e 239
deferimenti di possibili reati alla procura. [58] Finora lo screening ha messo in luce 75 casi di
incompatibilità, 9 casi di conflitto di interessi amministrativo e ricorsi
presso i pubblici ministeri per 50 sospetti di reato. [59] Un elemento utile al riguardo è il sostegno del ministero
della Giustizia per migliorare le retribuzioni del personale dell'ANI. [60] Finora le constatazioni di incompatibilità dell'ANI sono
state confermate dai tribunali o sono diventate definitive per mancato ricorso
entro i termini previsti dalla legge in 118 casi. In 53 di questi casi i
funzionari hanno dato le dimissioni, 8 casi sono stati archiviati dalle
commissioni disciplinari e in altri 16 casi sono state applicate altre
sanzioni. [61] Un gruppo di lavoro congiunto tra il ministero della
Giustizia e l'ANI ha già presentato proposte a cui finora non è stato dato
seguito. [62] In particolare, la GAD ha collaborato con la DNA in diverse
indagini importanti e complesse riguardanti la corruzione relativa al rilascio
delle patenti (2008) e presso la polizia di frontiera (2010‑2011). Dal 2007
la GAD ha sottoposto complessivamente alla DNA 1 000 casi, che finora hanno
portato a 222 rinvii a giudizio per corruzione ad alto livello. Nello stesso
periodo la GAD ha trasmesso alla procura più di 6 300 altri dossier, che finora
hanno portato a 836 rinvii a giudizio. [63] Non sono ancora state avviate attività globali
anticorruzione in ambiti quali la fiscalità, le dogane e il rilascio delle
licenze edilizie presso il governo locale. [64] Questo faciliterà l'individuazione delle irregolarità nel
settore degli appalti sanitari; viene inoltre proposto un altro importante
progetto per sensibilizzare maggiormente i pazienti ai loro diritti e
affrontare il problema della corruzione a livello di forniture sanitarie. Il
ministero dello Sviluppo regionale e del turismo ha varato un progetto
anticorruzione per l'analisi dei rischi di corruzione presso il ministero e le
strutture che ne dipendono e l'elaborazione di una strategia dettagliata. [65] Questo mese il governo ha approvato la creazione di
un'unità per l'integrità presso l'Agenzia nazionale per l'amministrazione
fiscale. La struttura, le attribuzioni e le risorse dell'unità devono ancora
essere stabilite. [66] Dal 2007 ad oggi, l'autorità di controllo competente per
gli appalti pubblici, l'ANRMAP, ha segnalato solo cinque casi alla DNA e nel 2011
ha segnalato solo tre conflitti di interessi. [67] Cfr. relazione tecnica, pagg. 34-35. [68] Come richiesto nella decisione 2007/845/GAI del Consiglio. [69] Mancano ancora un approccio comune alla confisca nei
confronti di terzi fra gli operatori del settore e una giurisprudenza
pertinente. La disposizione costituzionale sulla presunzione dell'origine
lecita della proprietà contribuisce all'approccio prudente e alle prassi non
uniformi in questo campo. [70] La giurisprudenza è stata stabilita in un solo caso e il
Procuratore generale ha emesso un parere giuridico. [71] Tra il 2007 e il 2011 sono state pronunciate 42 condanne
per riciclaggio del denaro. [72] Cfr. relazione tecnica, pag. 40. [73] Cfr. nota 56.