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Document 52010DC0401

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sui progressi compiuti dalla Romania in base al meccanismo di cooperazione e verifica

/* COM/2010/0401 def. */

52010DC0401




[pic] | COMMISSIONE EUROPEA |

Bruxelles, 20.7.2010

COM(2010) 401 definitivo

RELAZIONE DELLA COMMISSIONEAL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

sui progressi compiuti dalla Romania in base al meccanismo di cooperazione e verifica

{SEC(2010) 949}

RELAZIONE DELLA COMMISSIONEAL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

sui progressi compiuti dalla Romania in base al meccanismo di cooperazione e verifica

1. Introduzione

L’obiettivo del meccanismo di cooperazione e verifica[1] (MCV), istituito contestualmente all'adesione della Romania all'UE, è contribuire a creare un sistema giudiziario e amministrativo imparziale, indipendente ed efficace, dotato di mezzi sufficienti, tra l'altro, per contrastare la corruzione. Ciò comporta alcuni cambiamenti fondamentali, che richiedono tempo e un ampio sostegno politico da parte dell’intera classe politica e della società in senso lato. Questi cambiamenti sono un investimento indispensabile nel futuro della Romania, poiché un sistema amministrativo e giudiziario efficiente è necessario per garantire al paese finanze pubbliche sane e uno sviluppo socioeconomico ben radicato. Occorre inoltre consentire alla Romania di svolgere appieno il suo ruolo quale membro dell'UE in settori come la giustizia e gli affari interni.

La presente relazione, che è la quarta relazione annuale dall’istituzione dell’MCV[2], espone la valutazione della Commissione circa lo stato di avanzamento del processo di riforma e formula raccomandazioni sulle prossime misure da adottare per portare avanti le riforme necessarie. La Commissione ritiene che l’MCV sia utile

- per la Romania, perché contiene valutazioni obiettive e raccomandazioni sui settori in cui occorre intervenire;

- per gli altri Stati membri, perché consente loro di seguire i progressi e di fornire opportuno sostegno alla Romania.

Nella relazione di quest’anno la Commissione evidenzia carenze considerevoli che ostacolano i progressi della Romania nell'ambito dell'MCV. La Romania non ha dimostrato un impegno politico sufficiente per sostenere e orientare il processo di riforma e ha dato prova di una scarsa disponibilità dei vertici della magistratura in termini di collaborazione e di assunzione di responsabilità. Occorre ovviare urgentemente a queste carenze per ridare slancio al processo di riforma. Fermi restando questi problemi, tuttavia, occorre tener conto della vasta riforma legislativa attuata con l'approvazione in Parlamento il 22 giugno dei codici di procedura civile e penale, che rappresenta un passo nella giusta direzione.

2. Stato di avanzamento del processo di riforma in Romania

Misure attuate

Dal secondo trimestre del 2010, la riforma giudiziaria ha compiuto notevoli progressi con l’adozione in Parlamento dei codici di procedura civile e penale, la pubblicazione di un progetto di strategia pluriennale per lo sviluppo della giustizia, la preparazione di un disegno di "legge sulle piccole riforme" per accelerare i procedimenti giudiziari e una maggior partecipazione dei magistrati e delle associazioni professionali al processo di riforma. Le leggi di attuazione per i codici penale e civile sono state approvate dal governo e dovranno essere discusse in Parlamento.

Dall’ultima relazione della Commissione, tuttavia, si rilevano solo progressi limitati per quanto riguarda il miglioramento dell'efficienza dei procedimenti giudiziari e della coerenza della giurisprudenza, che rimangono aspetti fondamentalmente carenti del sistema giudiziario rumeno. Poiché alla maggior parte delle raccomandazioni formulate dalla Commissione a luglio 2009 è stato dato solo un seguito parziale, il paese dovrà continuare ad adoperarsi con notevole impegno a livello di attuazione. Sussistono inoltre carenze in termini di responsabilità e di procedimenti disciplinari.

La Romania ha ottenuto risultati nella lotta contro la corruzione. Il bilancio della Direzione nazionale anticorruzione (DNA) rimane stabile e positivo per quanto riguarda le indagini sulla corruzione ad alto livello, come dimostrano i nuovi rinvii a giudizio e il maggior numero di sentenze definitive, anche se i tempi processuali rimangono lunghi e per molte cause importanti non si è ancora arrivati a una decisione in primo grado. L’Agenzia nazionale per l'integrità (ANI) vanta migliori risultati ed è riconosciuta dalla procura, dalla DNA e dalle altre autorità di contrasto quale partner importante per la prevenzione e la repressione della corruzione. I tentativi del Procuratore generale di intensificare la lotta alla corruzione da parte delle procure provinciali stanno dando i primi risultati. Si sta ancora dando seguito alla maggior parte delle raccomandazioni della Commissione in questo ambito, anche se rimane da definire una politica coordinata di lotta alla corruzione nei diversi settori governativi.

Nell’aprile 2010, la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionali parti importanti della legge sull’Agenzia nazionale per l'integrità (ANI). In risposta a questa sentenza, il 30 giugno 2010 il Senato rumeno ha adottato una nuova legge sull’ANI, che tuttavia compromette gravemente il processo di verifica, repressione e confisca effettive dei patrimoni ingiustificati, limita la trasparenza degli interessi finanziari ed economici di coloro che ricoprono cariche importanti e dei funzionari pubblici ed esclude le sanzioni dissuasive che costituiscono una difesa contro la corruzione. La nuova legge frena l’evoluzione incoraggiante dell’ANI e viola gli impegni assunti dalla Romania al momento dell’adesione[3].

Riforma della magistratura

Per far progredire l’attuazione di alcune riforme importanti incluse nei codici di procedura, il governo ha preparato una “legge sulle piccole riforme” che dovrebbe essere prossimamente all’esame del Parlamento. Nell’intento di fornire orientamenti per la riforma giudiziaria negli anni a venire, il ministero della Giustizia ha lanciato una consultazione pubblica su una "Strategia per lo sviluppo della giustizia come servizio pubblico", che ha suscitato reazioni eterogenee da parte dei magistrati e delle associazioni professionali. Prima dell’adozione da parte del governo e dopo un secondo ciclo di consultazioni, la strategia è attualmente in fase di revisione e deve ancora essere completata da un piano d’azione dettagliato e da un calendario che integri le proposte di riforme giuridiche e strutturali presentate dai diversi soggetti interessati. A tal fine occorre instaurare una cooperazione costruttiva tra governo, istituzioni giudiziarie e associazioni professionali.

L’adozione dei codici di procedura è un notevole passo avanti, mentre sono limitati i progressi effettivi registrati dalla Romania dal luglio 2009 per quanto riguarda i tre indicatori per la riforma giudiziaria: efficienza dei procedimenti, coerenza della giurisprudenza e responsabilità dei magistrati.

Le risorse umane costituiscono tuttora un notevole problema. La Romania non ha applicato le raccomandazioni della Commissione circa l'adozione di provvedimenti d'urgenza quali il trasferimento di posti vacanti tra diversi livelli di giurisdizione in presenza di forti squilibri del carico di lavoro, né ha preso misure alternative adeguate. Il Consiglio superiore della magistratura (CSM) ha reagito alla perdita netta di personale subita nel 2008-2009 mediante provvedimenti volti ad aumentare il numero degli ammessi all'Istituto nazionale della magistratura e l’assunzione diretta di professionisti legali con cinque anni di esperienza professionale. Si sono inoltre presi i primi provvedimenti per ovviare ai forti squilibri nel carico di lavoro fra tribunali e procure mediante una riorganizzazione strutturale dei tribunali. La portata di queste misure, tuttavia, è troppo limitata per avere un'incidenza significativa sulle notevoli carenze di capacità nel sistema giudiziario. Occorrono altre misure tali da garantire la conformità con gli standard professionali minimi di tutti i nuovi assunti. La prevedibilità dei movimenti di personale non è migliorata dal luglio 2009, poiché diverse centinaia di magistrati pensionabili potrebbero ancora lasciare la magistratura con un breve preavviso, visto che non si è trovata una soluzione legislativa per migliorare la prevedibilità dei pensionamenti.

Sebbene la Romania abbia fatto progressi per quanto riguarda l’uniformità della giurisprudenza (ricorsi nell’interesse della legge), la situazione non è migliorata in misura sufficiente. Il paese deve ancora adoperarsi con il massimo impegno per migliorare considerevolmente l’uniformità della giurisprudenza ed instaurare una trasparenza totale mediante la pubblicazione elettronica delle motivazioni di tutte le decisioni dei tribunali. Un passo importante in questa direzione sarà la riforma che limiterà le competenze dell'Alta Corte di cassazione e di giustizia (ACCG) alle sole questioni giuridiche. Occorre valutare la possibilità di introdurre misure supplementari per rivedere l'organizzazione interna e i metodi operativi dell'ACCG e di creare panel specializzati nel rispetto del principio dell'assegnazione casuale delle cause. L’ACCG ha elaborato un disegno di legge dettagliato per far progredire l’uniformità della giurisprudenza. Considerata la sua difficile situazione di bilancio, la Romania deve puntare a migliorare l’efficienza e a promuovere una maggiore uniformità giurisprudenziale anche mediante la riforma dei tribunali e dei procedimenti giudiziari.

Il sistema disciplinare non sta dando risultati convincenti. Vengono aperti pochi casi disciplinari e le sanzioni sono leggere e non sufficientemente differenziate dalla legge. Le carenze della prassi disciplinare nei casi importanti dimostrano inoltre una mancanza di sensibilità nei confronti della responsabilità pubblica e dell'importanza della fiducia dei cittadini nell'integrità dei magistrati. Occorre aumentare la capacità dell’ispettorato giudiziario, che deve concentrarsi sui casi disciplinari. Le indagini disciplinari aperte ex officio sono poche e gran parte dell’attività dell’ispettorato giudiziario consiste nel trattare denunce individuali e nell’indagare su accuse dei cittadini o su diffamazioni a danno di magistrati.

Le imminenti elezioni del Consiglio superiore della magistratura (CSM) saranno un’occasione importante di sottolineare l’impegno a riformare la magistratura. Un gruppo di associazioni ha già intrapreso un'azione di sensibilizzazione a favore delle elezioni mediante un sito web e l'organizzazione di riunioni presso le corti d'appello. Per garantire una transizione agevole e giuridicamente valida verso il nuovo Consiglio, occorre soddisfare le condizioni previste dalla legge sul CSM per quanto riguarda l’eleggibilità dei candidati.

Lotta alla corruzione

L’Agenzia nazionale per l'integrità (ANI) ha potuto dimostrare un ulteriore consolidamento della sua capacità e dei risultati ottenuti per quanto riguarda l’individuazione dei patrimoni ingiustificati, delle incompatibilità e dei conflitti di interessi. A due anni dalla sua creazione, l’Agenzia può essere considerata del tutto operativa e vanta un bilancio di casi incoraggiante. I pubblici ministeri e le autorità di contrasto considerano l’Agenzia un partner importante nella lotta alla corruzione. La trasparenza instaurata in merito agli interessi economici e finanziari dalle dichiarazioni patrimoniali e di interessi pubblicate sul sito web dell’ANI suscita reazioni positive da parte della società civile e delle autorità di contrasto, che la giudicano un contributo importante alla prevenzione e all’individuazione della corruzione.

Questi sviluppi positivi rischiano però di essere compromessi dalle pregiudizievoli modifiche della legge sull’ANI, adottate il 30 giugno in reazione a una decisione della Corte costituzionale rumena. La Corte costituzionale ha ritenuto che l’ANI avesse assunto un carattere di istituzione quasi giudiziaria in violazione della Costituzione, che la pubblicazione delle dichiarazioni patrimoniali e di interessi violasse il diritto al rispetto della vita privata e che la confisca dei patrimoni ingiustificati contravvenisse alla presunzione di beni acquisiti legalmente e al divieto di confiscare tali beni. Le modifiche della legge sull’ANI adottate dal Parlamento in risposta alla decisione della Corte costituzionale aboliscono la possibilità di sanzionare le discrepanze tra gli attivi e il reddito identificati ed eliminano pertanto il controllo del patrimonio accumulato da coloro che ricoprono cariche importanti e dai funzionari nell'esercizio di cariche pubbliche. Andando oltre le richieste della Corte, le altre modifiche introdotte in Parlamento riducono l’efficacia delle indagini dell’ANI e la trasparenza degli attivi introducendo dichiarazioni meno complete. Spetta ovviamente al Parlamento e al governo modificare la legge dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale, ma anche trovare mezzi giuridici adeguati per onorare gli impegni assunti al momento dell’adesione. La Commissione ritiene che la nuova legge sull’ANI rappresenti un notevole passo indietro nella lotta alla corruzione e violi gli impegni assunti dalla Romania al momento dell’adesione. Il 19 luglio la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale la versione riveduta della legge. Questo dà l’occasione di adottare una nuova legge in conformità degli obblighi della Romania.

Il bilancio della Direzione nazionale anticorruzione (DNA) rimane stabile e positivo per quanto riguarda le indagini e i rinvii a giudizio nei casi di corruzione ad alto livello. Nella seconda metà del 2009 sono state irrogate pene più severe in primo grado ed è diminuito il numero delle pene sospese nelle cause attinenti alla DNA; questa tendenza, tuttavia, non si riflette nel livello delle sentenze definitive, poiché in genere le sanzioni rimangono troppo leggere o vengono sospese.

Si è tenuto conto della maggior parte delle raccomandazioni formulate nel giugno 2009 da un gruppo di lavoro congiunto riguardo all’incoerenza e all’eccessiva clemenza delle pene, senza però applicarle in modo efficace. Non è ancora stata data veste definitiva, né sono state introdotte modifiche sostanziali, al progetto di orientamenti sulle condanne per reati di corruzione elaborato alla fine del 2009, che secondo i magistrati non è ancora sufficientemente operativo. A tal fine ci si potrebbe ispirare agli orientamenti più particolareggiati elaborati da un gruppo di magistrati della Corte d’appello di Bucarest, che vengono utilizzati a scopo di formazione da diverse istituzioni.

I tempi processuali rimangono lunghi e solo in pochi casi si è arrivati a una decisione in primo grado contro politici di spicco. Le eccezioni di incostituzionalità continuano a ritardare i processi per corruzione ad alto livello, mentre un disegno di legge che elimina la sospensione dei processi in presenza di eccezioni di incostituzionalità deve ancora essere adottato dal Parlamento.

Nonostante gli sforzi compiuti per sorvegliare in modo più efficace l'attuazione della strategia nazionale anticorruzione nei settori vulnerabili e presso la pubblica amministrazione locale, è ancora difficile valutare l'impatto della strategia nel terzo e ultimo anno di attuazione. La nuova strategia prevista per il secondo semestre di quest’anno dovrebbe basarsi su una valutazione d’impatto indipendente relativa alle due strategie precedenti e considerare la lotta alla corruzione una questione di importanza nazionale. Occorre intensificare gli sforzi in tutto il settore pubblico per applicare un approccio più proattivo alla prevenzione della corruzione.

I tentativi del Procuratore generale di intensificare la lotta alla corruzione da parte delle procure provinciali stanno cominciando a dare qualche risultato con un maggior numero di rinvii a giudizio, una maggiore attenzione ai funzionari pubblici e indagini più complesse. Nella maggior parte dei casi, le indagini sono state svolte con l’aiuto della Direzione generale anticorruzione (DGA) del ministero dell’Amministrazione e dell’interno (MAI).

Vanno introdotti notevoli miglioramenti in termini di protezione contro i conflitti di interessi e la corruzione negli appalti pubblici. La legislazione rumena in questo campo risulta incoerente, poiché il conflitto di interessi viene regolamentato da leggi diverse e le lacune legislative permettono a certe fattispecie di sfuggire al sistema. A ciò si aggiungono la mancata applicazione delle migliori pratiche agli appalti pubblici e l’assenza di una cooperazione orizzontale nel controllo dell'applicazione della legislazione, fonte di instabilità e di incertezza giuridica per le autorità aggiudicatrici. Le recenti modifiche della legislazione sugli appalti pubblici dovrebbero migliorare la protezione giuridica contro i conflitti di interessi[4], affrontando in particolare i casi che riguardano interessi commerciali dei politici locali e dei loro familiari.

Si teme che la decisione adottata nel novembre 2009 dalla Corte costituzionale rumena sulla base giuridica del dipartimento per la lotta contro le frodi comprometta l’efficienza del dipartimento nel coadiuvare l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) onde tutelare gli interessi finanziari dell'UE.

Dalla valutazione della Commissione si evince che le autorità amministrative competenti non eseguono controlli efficaci per individuare i conflitti di interessi e la corruzione e non collaborano in misura sufficiente a tal fine. Inoltre, le autorità di contrasto come le procure, la DNA e l’ANI non vengono sistematicamente informate dei casi potenziali di conflitto di interessi, frode o corruzione. I conflitti di interessi individuati e sanzionati dalle autorità amministrative competenti sono pressoché inesistenti e pochissime gare pubbliche vengono annullate da dette autorità per violazione delle norme sui conflitti di interessi, sebbene la maggior parte dei casi di conflitti di interessi deferiti dall’Agenzia nazionale per l'integrità alle autorità giudiziarie e un gran numero di casi di corruzione ad alto livello riguardino appalti pubblici[5]. Le autorità giudiziarie devono sviluppare una maggiore sensibilità ai problemi di conflitto di interessi e di frode in questo settore e perseguire con la debita determinazione i casi che vengono segnalati loro.

I servizi della Commissione hanno già formulato una serie di suggerimenti concreti per migliorare la prassi in materia di appalti pubblici per l’uso dei fondi UE. Alla maggior parte di questi suggerimenti non è ancora stato dato alcun seguito. Il punto 4 della presente relazione contiene una serie di raccomandazioni rivolte dalla Commissione alla Romania per rendere più mirati i suoi sforzi in questo settore. La Commissione riferirà sui progressi compiuti al riguardo nella prossima relazione che presenterà nell'ambito del meccanismo di cooperazione e verifica.

3. Conclusioni

Nonostante i progressi registrati in alcuni settori, la valutazione della Commissione evidenzia nel complesso problemi considerevoli che ostacolano gli sforzi fatti dalla Romania per compiere progressi nell'ambito dell'MCV. La Romania non dimostra un impegno politico sufficiente per sostenere il processo di riforma. Le modifiche della legge sull'Agenzia nazionale per l'integrità votate il 30 giugno rappresentano un notevole passo indietro. La legge rischia di compromettere il bilancio positivo dell’ANI e di costituire una chiara violazione degli impegni assunti dalla Romania al momento dell’adesione. La Commissione invita la Romania a onorare i propri impegni trovando gli strumenti giuridici più adeguati per ridare all’ANI il potere di proporre la confisca effettiva dei patrimoni ingiustificati. La Romania deve cercare di creare un ampio sostegno politico a favore della trasparenza e di una tutela efficace contro la corruzione e i conflitti di interessi.

Dopo un rallentamento dell’attività parlamentare, la Romania ha impresso un nuovo slancio alle riforme nel secondo trimestre del 2010 e ha avviato una vasta riforma legislativa con l'approvazione in Parlamento dei codici di procedura civile e penale il 22 giugno. I lavori preparatori per l’entrata in vigore dei quattro nuovi codici, ora prevista per ottobre del 2011, sono un'occasione importante per un riordino approfondito del sistema giudiziario rumeno. Per sostenere questo processo di riforma, la Commissione invita la Romania a far leva sul forte sostegno parlamentare in favore dei codici di procedura e a far sì che questa volontà politica si estenda ad altri settori.

La Romania risente inoltre della scarsa disponibilità dei vertici della magistratura a collaborare e assumere responsabilità a vantaggio della riforma. Si opta raramente per le soluzioni pragmatiche che pure sono disponibili in molti casi, mentre i singoli magistrati, le associazioni professionali e la società civile prendono iniziative per cercare di ovviare al problema. La Commissione invita la Romania a instaurare una collaborazione intensa e costruttiva tra i vari soggetti politici e giudiziari e a far sì che la magistratura dia prova di maggiore impegno ai fini della riforma.

Il buon esito del processo di riforma richiederà un impegno costante da parte della Romania, della Commissione e degli altri Stati membri nell’ambito dell’MCV. La Commissione continuerà a sostenere gli sforzi della Romania e presenterà la sua prossima valutazione dei progressi nell'estate del 2011.

4. Raccomandazioni

Basandosi sulla sua valutazione dei progressi compiuti dalla Romania rispetto ai parametri di riferimento stabiliti nell'MCV, la Commissione invita la Romania a prendere immediatamente provvedimenti nei seguenti settori.

Raccomandazioni relative alla riforma del sistema giudiziario

Rammentando le raccomandazioni ancora pendenti del luglio 2009, specie per quanto riguarda l’adozione di una legge di attuazione e lo svolgimento di studi d’impatto per i quattro nuovi codici, applicando un approccio flessibile e basato sulle priorità per la gestione delle risorse umane e in relazione al seguito dato alle raccomandazioni del gruppo di lavoro sull'individualizzazione delle sanzioni applicabili nei casi di corruzione, la Commissione invita la Romania a prendere immediatamente provvedimenti nei seguenti settori:

1. avviare un’analisi indipendente dell’efficacia del sistema giudiziario e procedere ai necessari adeguamenti strutturali fra cui, se del caso, i trasferimenti di magistrati. La Romania deve inoltre adottare misure immediate volte a ridurre gli squilibri in termini di capacità estendendo il trasferimento di posti vacanti tra le corti d'appello e i diversi livelli di giurisdizione e massimizzando la prassi del distacco dei magistrati presso le sedi più sprovviste di risorse.

2. Garantire una transizione agevole e giuridicamente valida verso il nuovo Consiglio superiore della magistratura rispettando le condizioni previste dalla legge per quanto riguarda l’eleggibilità dei candidati.

3. Aumentare la capacità dell'Istituto nazionale della magistratura in termini di formazione iniziale e permanente e prendere provvedimenti per garantire la conformità di tutti i nuovi magistrati con gli standard professionali, ad esempio estendendo a tutti i nuovi assunti l’obbligo di superare l’esame di Stato. Programmare la capacità dell'Istituto nazionale della magistratura in linea con le previsioni annuali del fabbisogno di assunzioni e di formazione.

4. Prendere in considerazione un riesame delle attribuzioni dell'Alta Corte di cassazione e di giustizia riducendone la competenza a giudicare in primo grado e limitandone la competenza per i ricorsi ai punti di diritto. Valutare la possibilità di applicare le altre misure proposte dall’Alta Corte in un disegno di legge volto a migliorare l’uniformità della giurisprudenza. Garantire la pubblicazione e l’accessibilità a tutti della giurisprudenza dei tribunali mediante una banca dati di facile consultazione e ricerca.

5. Prendere in considerazione una riforma radicale del sistema disciplinare. Riesaminare gli obiettivi e rafforzare la capacità e l’organizzazione dell’ispettorato giudiziario per garantire un’attenzione sufficiente alle indagini disciplinari. Adeguare le diverse sanzioni disciplinari possibili per consentire una maggiore varietà e prendere misure per garantire l'applicazione di sanzioni disciplinari coerenti, proporzionate e dissuasive. Introdurre una valutazione annuale dell’operato dell’ispettorato giudiziario.

Raccomandazioni relative alla lotta contro la corruzione

Rammentando le raccomandazioni ancora pendenti del luglio 2009, specie per quanto riguarda il monitoraggio dei casi di corruzione a livello dei tribunali, l’agevolazione delle indagini penali contro gli ex membri e i membri attuali del Parlamento e del governo e l'eliminazione della sospensione dei processi in presenza di eccezioni di incostituzionalità, la Commissione invita la Romania a prendere immediatamente provvedimenti nei seguenti settori:

6. rivedere la legge sull’ANI in linea con gli impegni assunti dalla Romania al momento dell’adesione. Garantire un contributo effettivo e costante dell’ANI alla prevenzione e alla repressione della corruzione mediante l'adozione di decisioni vincolanti sui patrimoni ingiustificati su cui basare eventuali sanzioni dissuasive. Ovviare ad altre carenze procedurali individuate nella nuova legge. Promuovere l’ulteriore sviluppo dell’ANI, modificando in particolare le disposizioni di legge sul Consiglio nazionale per l'integrità.

7. Continuare a valutare la coerenza e il carattere dissuasivo delle sanzioni applicate dai giudici nei casi di corruzione ad alto livello e promuovere ulteriormente l’applicazione delle conclusioni dello studio sull'individualizzazione delle pene per i reati di corruzione nelle udienze dinanzi alla Corte d’appello. Individuare e attuare misure volte ad accelerare i processi per corruzione ad alto livello.

8. Potenziare la politica generale anticorruzione, in particolare mediante un coordinamento ad alto livello e sulla base di una valutazione d’impatto indipendente sui risultati delle ultime due strategie anticorruzione attuate dal 2005. Garantire la stabilità giuridica e istituzionale del quadro anticorruzione, compresa l’applicazione del nuovo codice penale e del nuovo codice di procedura penale.

9. Appalti pubblici: valutare l’efficacia del quadro normativo e dell'attribuzione delle responsabilità alle autorità competenti per la tutela contro i conflitti di interessi apportando le modifiche eventualmente necessarie. Valutare l'opportunità di vietare agli alti funzionari statali e ai rappresentanti eletti di beneficiare, direttamente o indirettamente, di contratti commerciali conclusi per conto della loro istituzione e instaurare la piena trasparenza in questo campo.

10. Valutare l’efficacia delle autorità competenti per quanto riguarda l’applicazione della legislazione sugli appalti pubblici e prendere misure correttive onde migliorare il coordinamento tra le diverse istituzioni e l'efficienza delle stesse. Definire parametri per valutare le prestazioni delle autorità competenti nei settori sotto indicati e verificarne l'applicazione: attività di prevenzione e di controllo, irrogazione di sanzioni in caso di conflitto di interessi, cooperazione interistituzionale e con le autorità giudiziarie.

[1] Decisione 2006/928/CE della Commissione, del 13 dicembre 2006, che istituisce un meccanismo di cooperazione e verifica dei progressi compiuti dalla Romania per rispettare i parametri di riferimento in materia di riforma giudiziaria e di lotta contro la corruzione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 56).

[2] La relazione si basa sui contributi regolari ricevuti dalle autorità rumene, specialmente in risposta ai questionari dettagliati della Commissione. La Commissione è stata coadiuvata da esperti e si è servita della documentazione e dei contributi provenienti da diverse altre fonti. Il documento di lavoro dei servizi della Commissione, allegato alla relazione, presenta una valutazione dettagliata dei progressi compiuti per ciascuno dei parametri di riferimento stabiliti dalla decisione relativa all'MCV.

[3] Il parametro 2 dell’MCV recita: “istituire, come previsto, un’agenzia per l'integrità responsabile degli accertamenti patrimoniali, della verifica delle incompatibilità e dei potenziali conflitti d’interessi nonché dell'adozione di decisioni vincolanti su cui basare eventuali sanzioni dissuasive.” (Decisione 2006/928/CE della Commissione).

[4] Decreto governativo d’urgenza 76/2010, adottato il 30 giugno 2010.

[5] Diversi casi di corruzione ad alto livello riguardano commesse pubbliche. Sono coinvolti un parlamentare e un giudice di un organo giurisdizionale superiore per traffico d'influenza in relazione a un appalto pubblico, due ex ministri, altri parlamentari o ex parlamentari e una serie di ex direttori di imprese pubbliche e di funzionari eletti a livello locale.

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