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Document 52004PC0204

Proposta di decisione del Consiglio relativa ai principi, alle priorità e alle condizioni contenuti nel partenariato europeo con l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia {SEC(2004) 373}

/* COM/2004/0204 def. */

52004PC0204

Proposta di decisione del Consiglio relativa ai principi, alle priorità e alle condizioni contenuti nel partenariato europeo con l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia {SEC(2004) 373} /* COM/2004/0204 def. */


Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa ai principi, alle priorità e alle condizioni contenuti nel partenariato europeo con l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia {SEC(2004) 373}

(presentata dalla Commissione)

RELAZIONE

Il Consiglio europeo di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003 ha ribadito la sua determinazione ad appoggiare appieno ed efficacemente la prospettiva europea dei paesi dei Balcani occidentali ed ha affermato che essi "diverranno parte integrante dell'UE una volta soddisfatti i criteri stabiliti". Esso ha approvato le conclusioni del Consiglio del 16 giugno 2003 sui Balcani occidentali, compresa l'allegata "Agenda di Salonicco per i Balcani occidentali: Verso l'integrazione europea", che mira a rafforzare ulteriormente i rapporti fra l'UE e i Balcani occidentali, anche rifacendosi all'esperienza dell'allargamento e prevedendo, tra l'altro, l'introduzione di partenariati europei. La Commissione è stata invitata a trasmettere al Consiglio per approvazione la prima serie di partenariati europei unitamente alle prossime relazioni annuali sul processo di stabilizzazione e associazione (PSA) che devono essere presentate entro la fine di marzo 2004.

Il Partenariato europeo per l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia è fondato sulle disposizioni del regolamento (CE) n. 533/2004 del Consiglio. Esso elenca le priorità a breve e medio termine identificate nella relazione annuale 2004 della Commissione per preparare l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia ad un'ulteriore integrazione nell'Unione e serve come lista di controllo per misurare i progressi compiuti. Rispecchia l'attuale stato di preparazione del paese ed è adattato alle sue esigenze. L'ex Repubblica iugoslava di Macedonia da parte sua deve preparare un piano che specifichi tempi e modi secondo cui intende affrontare le priorità indicate dal partenariato europeo. I progressi compiuti nell'attuare tali priorità saranno seguiti regolarmente dalla Commissione, in particolare tramite le relazioni annuali e attraverso le strutture istituite nell'ambito del PSA.

Le priorità del partenariato europeo dovrebbero costituire la base per la programmazione delle risorse finanziarie dell'assistenza comunitaria, che continuerà ad essere quella prevista dagli strumenti finanziari esistenti, in particolare il regolamento (CE) n. 2666/2000 del Consiglio del 5 dicembre 2000 (CARDS).

La decisione del Consiglio proposta non ha implicazioni finanziarie.

In considerazione di quanto precede, la Commissione invita il Consiglio ad adottare la decisione acclusa.

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa ai principi, alle priorità e alle condizioni contenuti nel partenariato europeo con l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto il regolamento (CE) n. 533/2004 del Consiglio relativo all'istituzione di partenariati europei nell'ambito del processo di stabilizzazione e associazione [1], in particolare l'articolo 2,

[1] GU L

vista la proposta della Commissione,

considerando quanto segue:

(1) Il Consiglio europeo di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003 ha approvato l'"Agenda di Salonicco per i Balcani occidentali: Verso l'integrazione europea", in cui l'elaborazione di partenariati europei è indicata come uno dei mezzi per intensificare il processo di stabilizzazione e associazione.

(2) Il regolamento (CE) n. 533/2004 del Consiglio stabilisce che il Consiglio decida, a maggioranza qualificata e su proposta della Commissione, i principi, le priorità e le condizioni da inserire nei partenariati europei, nonché qualsiasi successivo adeguamento.

(3) Il regolamento (CE) n. 533/2004 del Consiglio stabilisce che l'attuazione dei partenariati europei venga monitorata con i meccanismi istituiti nell'ambito del processo di stabilizzazione e associazione, segnatamente le relazioni annuali.

(4) La relazione annuale 2004 della Commissione presenta un'analisi dei preparativi dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia per l'ulteriore integrazione nell'Unione europea e identifica una serie di aree prioritarie per i futuri interventi.

(5) Al fine di prepararsi per l'ulteriore integrazione nell'Unione europea, l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia deve elaborare un piano contenente una tabella di marcia e indicazioni relative alle misure che essa intende adottare per conseguire tale obiettivo,

DECIDE:

Articolo 1

Conformemente all'articolo 1 del regolamento (CE) n. 533/2004 del Consiglio, i principi, le priorità e le condizioni contenuti nel partenariato europeo per l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia sono definiti nell'allegato della presente decisione, che costituisce parte integrante di quest'ultima.

Articolo 2

L'attuazione del partenariato europeo verrà esaminata mediante i meccanismi istituiti nell'ambito del processo di stabilizzazione e associazione.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il [...]

Per il Consiglio

Il Presidente

[...]

ALLEGATO

1. Introduzione

L'Agenda di Salonicco identifica modi e mezzi per intensificare il processo di stabilizzazione e associazione, tra i quali in particolare l'istituzione di partenariati europei.

Sulla base della relazione annuale della Commissione, scopo del partenariato europeo per l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia è di individuare le priorità di intervento al fine di sostenere le iniziative volte a favorire il ravvicinamento all'Unione europea nell'ambito di un quadro coerente. Le priorità sono adattate alle esigenze specifiche e allo stato di preparazione dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e, se necessario, saranno aggiornate. Il partenariato europeo inoltre fornisce orientamenti per l'assistenza finanziaria al paese.

Da parte sua, l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia dovrà adottare un piano che specifichi tempi e modi secondo cui intende affrontare le priorità del partenariato europeo. Tale piano inoltre dovrebbe indicare i metodi per perseguire gli obiettivi dell'Agenda di Salonicco, le priorità relative alla lotta contro il crimine organizzato e la corruzione identificate nella Conferenza di Londra del 2002 e nella riunione ministeriale tenutasi a Bruxelles il 28 novembre 2003 nel quadro del Forum UE-Balcani occidentali, nonché le misure presentate da ciascuno dei paesi dei Balcani occidentali nella riunione tenutasi il 5 novembre 2003 a Belgrado, che faceva seguito alla Conferenza di Ohrid sulla gestione integrata delle frontiere.

2. Principi

Il processo di stabilizzazione e associazione rimane il quadro generale del cammino europeo dei paesi dei Balcani occidentali fino alla loro futura adesione.

Le principali priorità identificate per l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia riguardano la sua capacità di soddisfare i criteri stabiliti dal Consiglio europeo di Copenaghen del 1993 e le condizioni fissate per il processo di stabilizzazione e associazione, segnatamente quelle definite dal Consiglio nelle proprie conclusioni del 29 aprile 1997 e del 21-22 giugno 1999, il contenuto della dichiarazione finale del vertice di Zagabria del 24 novembre 2000 e l'Agenda di Salonicco.

3. Priorità

La relazione annuale della Commissione valuta i progressi compiuti e segnala i settori in cui il paese deve intensificare i propri sforzi. Le priorità elencate nel presente partenariato europeo sono state selezionate in funzione dell'effettiva probabilità che l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia riesca ad attuarle o a portarle sostanzialmente avanti nei prossimi anni. Viene fatta una distinzione tra priorità a breve termine, che dovrebbero essere realizzate in uno o due anni, e priorità a medio termine, che dovrebbero essere realizzate in tre o quattro anni.

Il partenariato europeo indica le principali priorità nel contesto dei preparativi dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia alla futura integrazione nell'Unione europea, sulla base dell'analisi contenuta nella relazione annuale 2004.

Occorre ricordare che, per quanto riguarda la legislazione, il recepimento dell'acquis nella normativa nazionale non è di per sé sufficiente; è altresì necessario predisporne la piena applicazione.

3.1. Breve Termine

Situazione politica

Democrazia e Stato di diritto

* Garantire il funzionamento delle istituzioni dello Stato in tutto il territorio.

* Attuare l'accordo quadro di Ohrid - Dare esecuzione alla normativa già adottata per attuare l'accordo quadro. Adottare la restante normativa richiesta da tale accordo, in particolare adottare e attuare le leggi relative all'assetto territoriale, alle finanze municipali e alla Città di Skopje. Portare avanti rapidamente il processo di decentramento per consentire il corretto svolgimento delle elezioni locali nei tempi previsti, in particolare rafforzando, mediante azioni di formazione, consulenze e fornitura di attrezzature, la capacità delle municipalità nella gestione finanziaria e nella gestione delle competenze e delle risorse ad esse trasferite. Parallelamente, potenziare la capacità amministrativa necessaria per dirigere e agevolare il processo di decentramento, anche a livello centrale, in particolare nell'ambito del ministero delle Autonomie locali e del ministero delle Finanze per quanto riguarda il decentramento fiscale e nell'ambito dei ministeri interessati per quanto riguarda le rispettive sfere di competenza. Garantire l'assegnazione di adeguate risorse di bilancio per consentire che il trasferimento di competenze abbia luogo senza difficoltà. Adottare un piano strategico a medio termine per un'equa rappresentanza delle minoranze, con la necessaria copertura di bilancio, e assicurarne rapidamente l'attuazione. Adottare ulteriori misure per garantire l'attuazione delle disposizioni dell'accordo quadro relative all'Uso delle Lingue e ai simboli delle comunità. Migliorare la capacità di controllo e di valutazione del governo centrale. Intensificare gli sforzi per rivitalizzare le zone colpite dalla crisi.

* Migliorare il funzionamento della pubblica amministrazione - Dare piena attuazione alla legge sul pubblico impiego. Sviluppare ulteriormente l'Agenzia per i dipendenti pubblici. Mettere a punto un'appropriata pianificazione strategica, con allocazione delle risorse necessarie, in tutti i ministeri e a livello di governo. Attuare il piano di sviluppo strategico del Segretariato generale. Completare le analisi funzionali in corso in tutti gli organismi pubblici e prendere le misure necessarie per attuare le loro raccomandazioni, tenendo conto del processo di decentramento. Migliorare la trasparenza amministrativa e adottare una legge sull'accesso pubblico all'informazione. Riformare la legislazione in materia di procedure amministrative e contenzioso amministrativo al fine di rafforzare il rispetto dei diritti del cittadino. Attuare interamente la legge del 2003 sul difensore civico, portare a termine la riforma del suo ufficio e assicurare che le sue raccomandazioni abbiano seguito. Incoraggiare lo sviluppo della società civile, comprese le organizzazioni delle parti sociali, favorendone l'attiva partecipazione ai processi decisionali.

* Rafforzare il sistema giudiziario - Elaborare una riforma generale del settore della giustizia. Rivedere l'attuale sistema di selezione, nomina e promozione dei giudici e dei magistrati inquirenti al fine di garantire l'indipendenza politica della magistratura, l'inamovibilità dei magistrati e una carriera basata sul merito. Preparare gli emendamenti costituzionali e legislativi necessari per garantire l'indipendenza dell'organo preposto alla loro selezione e al loro avanzamento nella carriera. Semplificare le procedure dei tribunali. Migliorare l'applicazione delle decisioni degli organi giudiziari. Introdurre meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie, tra cui l'arbitrato e la mediazione in ambito penale. Garantire l'appropriata applicazione dei diritti di proprietà e delle sentenze nel campo del diritto civile. Rafforzare la capacità istituzionale di formazione dei giudici e dei magistrati inquirenti e preparare la creazione di una Scuola nazionale per magistrati. Prevedere adeguati programmi di formazione iniziale e professionale.

* Migliorare la lotta contro la corruzione -Attuare la strategia anticorruzione. Accrescere la capacità istituzionale di indagine e azione penale contro la corruzione. Migliorare il coordinamento e garantire la cooperazione tra gli organi incaricati di assicurare l'applicazione della legge e la Commissione statale per la prevenzione della corruzione. Migliorare lo scambio di informazioni tra i servizi preposti all'individuazione, all'indagine e all'azione penale contro i casi accertati. Rafforzare e attuare le norme in materia di dichiarazione patrimoniale dei funzionari, conflitto di interessi, trasparenza degli appalti pubblici e controllo interno ed esterno dell'amministrazione. Adottare una normativa appropriata sul finanziamento dei partiti politici.

Diritti umani e tutela delle minoranze

* Migliorare il rispetto dei diritti umani da parte degli organismi preposti all'applicazione della legge - Garantire il pieno rispetto della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, della Convenzione per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti e delle altre convenzioni internazionali pertinenti. Attuare il codice etico e assicurare che le irregolarità siano legalmente perseguite. Promuovere l'appropriata azione legale contro i precedenti casi di maltrattamenti. Migliorare i controlli interni e l'adeguamento agli standard professionali in tutti gli organismi preposti all'applicazione della legge, nel settore giudiziario e nelle amministrazioni penitenziarie. Rispettare le norme relative alla carcerazione preventiva. Sensibilizzare la polizia, i giudici, i pubblici ministeri e gli altri organismi responsabili dell'applicazione della legge ai loro obblighi in termini di diritti umani e far sì che rispettino tali obblighi in conformità alle disposizioni internazionali.

* Promuovere la libertà di espressione e la libertà dei media - Rivedere il quadro giuridico in materia di emittenza al fine di impedire ingerenze politiche. Prendere misure concrete per garantire l'indipendenza degli organismi di regolamentazione dei mezzi di comunicazione di massa. Adeguare la normativa in materia di diffamazione agli standard europei e alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.

* Garantire il rispetto dei diritti delle minoranze - Assicurare che il processo di istituzione di una terza Università statale a Tetovo sia completato in modo da creare una sinergia con l'Università dell'Europa sudorientale e prevedere standard accademici conformi alla dichiarazione di Bologna.

Cooperazione regionale e internazionale

* Promuovere la cooperazione regionale - Conformarsi ai requisiti del processo di stabilizzazione e associazione (PSA) e agli impegni di Salonicco in materia di cooperazione regionale. Garantire l'attuazione di tutti gli accordi regionali di libero scambio. Portare avanti la conclusione di accordi con i paesi vicini, in particolare in materia di cooperazione transfrontaliera contro la criminalità organizzata, i traffici illeciti e il contrabbando, cooperazione nel settore della giustizia, gestione delle frontiere, ambiente ed energia, e garantire l'efficace attuazione di tali accordi.

* Garantire la corretta attuazione dell'accordo di stabilizzazione e associazione in materia di cooperazione regionale - Concludere i negoziati con la Croazia sulla convenzione bilaterale relativa alla cooperazione regionale.

* Adottare un adeguato quadro giuridico sulla cooperazione con il Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia.

* Attuare gli accordi internazionali conclusi dall'ex Repubblica iugoslava di Macedonia - Garantire il rispetto degli impegni assunti dall'ex Repubblica iugoslava di Macedonia nel quadro delle sue relazioni con l'UE.

Situazione economica

Economia di mercato e riforme strutturali

* Sostenere la stabilità macroeconomica - Mantenere un quadro macroeconomico stabile nell'ambito del programma del Fondo monetario internazionale. Concludere un accordo relativo ad un programma di verifica.

* Portare avanti le riforme economiche - Introdurre riforme generali orientate al mercato volte a ridurre il ruolo dello Stato nell'economia, e creare condizioni uniformi per tutti gli operatori economici affinché possano operare in un contesto stabile e previsibile. Chiarire e far rispettare i diritti di proprietà, in particolare nel contesto della privatizzazione.

* Migliorare il contesto imprenditoriale - Adottare e attuare un quadro giuridico più adeguato in materia societaria. Accrescere l'efficienza del sistema amministrativo e giudiziario e snellire le procedure fallimentari. Elaborare un programma inteso a semplificare e ridurre le procedure in materia di licenze e ad aumentare la trasparenza di tutte le procedure amministrative che interessano le imprese.

* Politica dell'occupazione - Elaborare e attuare una strategia generale intesa a promuovere l'occupazione e a ridurre la disoccupazione, che preveda in particolare riforme in materia di formazione professionale e mercato del lavoro, con la partecipazione di tutte le parti interessate. Rispettare le norme fondamentali sul lavoro (quali libertà di associazione, diritto alla contrattazione collettiva, non discriminazione in materia di rapporto di lavoro e occupazione) e garantirne efficacemente l'applicazione.

Gestione delle finanze pubbliche

* Migliorare la gestione delle finanze pubbliche - Attuare il decentramento fiscale. Diversificare la struttura del salario dei dipendenti pubblici. Rafforzare la capacità del ministero delle Finanze a livello di revisione e controllo interni e ampliare i controlli applicati alla pubblica amministrazione nel suo complesso. Rivedere la legge relativa al controllo dei conti dello Stato per adeguarla alle norme dell'UE e rafforzare la Corte dei conti quale istituzione statale indipendente con un proprio bilancio. Accrescere il controllo e la supervisione delle spese effettuate con risorse fuori bilancio. Istituire un efficace mercato dei buoni del tesoro e dei titoli di Stato.

Norme europee

Mercato interno e scambi commerciali

* Portare a termine i negoziati con l'UE relativi ad un protocollo dell'accordo di stabilizzazione e associazione inteso ad adeguare quest'ultimo all'imminente allargamento dell'UE anteriormente al 1° maggio 2004.

* Circolazione delle merci - Compiere ulteriori progressi nell'adozione delle norme tecniche e degli standard europei. Attuare la legislazione del 2002 in materia di certificazione degli standard, metrologia e valutazione della conformità, in particolare adottando disposizioni regolamentari e rafforzando la capacità amministrativa di garantirne l'applicazione. Progredire nell'utilizzazione della nomenclatura combinata.

* Servizi finanziari - Migliorare le norme prudenziali e la vigilanza nel settore.

* Protezione dei dati personali - Modificare la legislazione in materia di protezione dei dati personali al fine di adeguarla alle norme europee e istituire un'autorità indipendente incaricata di controllarne l'attuazione.

* Dogane - Conseguire risultati significativi nella lotta contro la frode, il contrabbando e i traffici illeciti. Rafforzare ulteriormente l'amministrazione doganale e garantirne il corretto funzionamento mirando ad adeguarlo agli standard dell'UE. Portare avanti il processo di riforma e assicurare la corretta attuazione del piano strategico 2004-2008. In particolare, garantire il buon funzionamento della nuova unità Standard professionali e perseguire i casi di corruzione nell'ambito dei servizi doganali. Rafforzare la cooperazione amministrativa nel settore doganale. Potenziare i servizi coinvolti nell'attuazione degli accordi commerciali, in particolare per quanto riguarda il controllo delle norme in materia di origine preferenziale.

* Fiscalità - Avviare la revisione della vigente normativa fiscale e delle procedure amministrative al fine di garantire l'applicazione efficace e non discriminatoria di tale normativa. Eliminare la attuale differenziazione delle aliquote d'accisa per i prodotti del tabacco basata sull'origine delle merci (nazionali o importate). Portare avanti la riforma in corso nel settore dell'amministrazione fiscale e, in particolare, rafforzare la capacità di quest'ultima a livello locale per quanto riguarda la riscossione e il controllo dell'imposta dovuta. Affrontare il problema del crescente arretrato nei rimborsi IVA. Impegnarsi a rispettare i principi del codice di condotta in materia di tassazione delle società e assicurare che le nuove misure fiscali siano conformi a tali principi.

* Concorrenza e aiuti di Stato - Adottare norme contro le pratiche volte a limitare la concorrenza. Fornire all'autorità per la concorrenza mezzi atti a consentirle di assicurare direttamente l'applicazione della legge e di imporre sanzioni. Promuovere la trasparenza e l'applicazione di base dei principi in materia di aiuti di Stato. Favorire la politica della concorrenza incoraggiando la liberalizzazione, migliorando le pratiche degli appalti pubblici e assicurando nella privatizzazione un approccio favorevole alla concorrenza. Adottare disposizioni regolamentari in materia di aiuti di Stato e rafforzare la capacità amministrativa di attuare il quadro giuridico.

* Appalti pubblici - Migliorare l'attuale quadro giuridico in materia di appalti pubblici allineandolo all'acquis comunitario e istituire un'Agenzia per gli appalti pubblici capace di garantire l'attuazione del quadro giuridico.

* Diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale - Adottare le disposizioni d'applicazione della legge sulla proprietà industriale e darle esecuzione. Continuare il miglioramento delle disposizioni in materia di diritto di autore e diritti connessi.

politiche settoriali

* Industria e PMI - Adottare il programma di ristrutturazione e riconversione del settore siderurgico in linea con l'acquis comunitario relativo alla concorrenza in modo da creare imprese efficienti e competitive. Attuare i principi della Carta europea per le piccole imprese e raggiungere gli obiettivi fissati per il 2004. Migliorare l'accesso delle PMI ai servizi finanziari e non finanziari. Continuare la preparazione di un fondo di garanzia nazionale.

* Energia - Potenziare la recente Commissione di regolamentazione del settore energetico per conformarsi agli orientamenti dell'UE e per evitare che si crei una situazione di monopolio nel settore. Modificare la legge sull'energia che istituisce il gestore della rete e disciplina gli obblighi di servizio pubblico.

* Telecomunicazioni - Realizzare l'effettiva liberalizzazione del settore delle comunicazioni elettroniche, compresi il rafforzamento degli organismi di regolamentazione e l'adozione di normative e politiche settoriali adeguate.

* Ambiente - Adottare leggi in materia di ambiente, gestione dei rifiuti, gestione delle risorse idriche, protezione delle risorse naturali e della qualità dell'aria in linea con le norme dell'UE.

Cooperazione in materia di giustizia e affari interni

* Gestione delle frontiere - Facendo seguito alla Conferenza regionale di Ohrid sulla sicurezza e la gestione delle frontiere del maggio 2003, attuare le misure a breve termine adottate dal governo e presentate alla riunione dei ministri GAI nel quadro del forum UE-Balcani occidentali il 28 novembre 2003. Attuare la strategia di gestione integrata delle frontiere adottata nel dicembre 2003 in collaborazione tra le agenzie interessate. Rafforzare il coordinamento tra il ministero degli Interni e il ministero della Difesa per facilitare il trasferimento delle competenze in materia di controllo delle frontiere alla polizia di confine, e provvedere allo sviluppo istituzionale del servizio di polizia frontaliero.

* Politiche in materia di migrazione e di asilo - Attuare la legge in materia di asilo del 2003. Istituire un panel d'appello, indipendente e trasparente, per il riesame delle richieste di asilo. Adottare gli opportuni regolamenti per l'attuazione e lo sviluppo di politiche e strutture di accoglienza. Rivedere la normativa in materia di migrazione, in particolare le norme relative all'immigrazione legale e illegale e al traffico di esseri umani. Elaborare una strategia comune contro l'immigrazione illegale e il traffico di esseri umani, con una dimensione regionale. Adottare una nuova legge sugli stranieri.

* Polizia - Garantire che i servizi di polizia, in particolare le forze speciali, agiscano conformemente alle norme e pratiche internazionali. Chiarire i rispettivi ruoli del ministero degli Interni e del ministero della Difesa nella gestione di situazioni di crisi conformemente alle pratiche europee. Adottare e attuare un piano d'azione per la riforma della polizia, con un'equa rappresentanza a tutti i livelli, e pianificare le risorse necessarie per la sua messa in atto. Adottare urgentemente misure intese a riformare la gestione delle risorse umane. Migliorare la cooperazione con il settore giudiziario. Accrescere le capacità di formazione e garantire il corretto funzionamento dell'Accademia di polizia, in particolare mediante l'appropriata assegnazione di risorse di bilancio. Ridurre la corruzione e i comportamenti irregolari tra le file della polizia. Promuovere la collaborazione con Interpol e con altre organizzazioni internazionali preposte all'applicazione della legge, in particolare mediante una più efficace consultazione delle loro basi di dati.

* Criminalità organizzata, traffici illeciti, sostanze stupefacenti, riciclaggio del denaro sporco e terrorismo - Attuare le misure proattive adottate dal governo e presentate nel corso della riunione ministeriale GAI UE-Balcani occidentali del 28 novembre 2003. Portare a termine la ratifica della Convenzione ONU del 2002 sulla criminalità organizzata e dei relativi protocolli sulle armi di piccolo calibro, sul traffico di esseri umani e sul traffico di emigranti clandestini, e assicurarne l'attuazione. Accrescere il coordinamento tra gli organismi preposti all'applicazione della legge impegnati nella lotta contro la criminalità organizzata. Migliorare il servizio informativo e l'analisi dei rischi e creare un'unità centrale di intelligence criminale, che operi in collaborazione con tutti gli organismi preposti all'applicazione della legge. Adottare le modifiche legislative necessarie per consentire l'uso di mezzi investigativi speciali. Elaborare programmi di protezione dei testimoni. Accrescere le capacità in fatto di lotta contro il traffico di stupefacenti. Mettere a punto una strategia nazionale antidroga in linea con la strategia e con il piano d'azione dell'Unione europea in materia di droga. Chiarire i rispettivi ruoli della Direzione antiriciclaggio e della Polizia finanziaria e portare la Direzione antiriciclaggio al livello di un'unità di intelligence finanziaria conforme alle norme europee. Fare i passi necessari per preparare la conclusione di un accordo con Europol. Intensificare la cooperazione internazionale e attuare le pertinenti convenzioni internazionali contro il terrorismo. Migliorare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra la polizia e i servizi informativi all'interno dello Stato e con altri Stati. Impedire il finanziamento e la preparazione di atti terroristici.

3.2. Medio termine

Situazione politica

Democrazia e Stato di diritto

* Attuazione dell'accordo quadro di Ohrid - Attuare il piano strategico per l'equa rappresentanza delle minoranze. Garantire il corretto funzionamento delle amministrazioni locali. Sostenere le iniziative intese a rivitalizzare le zone colpite dalla crisi.

* Migliorare ulteriormente il funzionamento della pubblica amministrazione - Promuovere ulteriormente l'indipendenza dell'amministrazione, la trasparenza delle procedure di assunzione, lo svolgimento della carriera in base al merito, la professionalità e l'equa rappresentanza di tutte le comunità. Portare avanti la riforma della pubblica amministrazione, in particolare in considerazione dell'esito dell'analisi "funzionale". Sviluppare ulteriormente la capacità dei ministeri di assolvere tutta una serie di funzioni comuni necessarie ai fini del coordinamento a livello del Segretariato generale e degli altri organismi centrali (sviluppo delle politiche, pianificazione strategica, gestione finanziaria, gestione del personale, tecnologia dell'informazione). Assicurare che i settori dell'amministrazione responsabili per l'attuazione delle disposizioni ASA dispongano dei mezzi necessari per l'esecuzione dei loro compiti. Incoraggiare ulteriormente lo sviluppo della società civile, comprese le organizzazioni delle parti sociali, favorendone l'attiva partecipazione ai processi decisionali.

* Rafforzare ulteriormente il sistema giudiziario - Procedere ad una riforma generale del sistema giudiziario, comprese le necessarie modifiche della costituzione e del quadro giuridico, e rafforzare la capacità del sistema a tutti i livelli. Garantire l'efficace funzionamento della Scuola nazionale per i magistrati. Migliorare la formazione in materia di legislazione comunitaria, cooperazione transfrontaliera in campo penale e pratiche. Ridurre l'arretrato giudiziario in tutti i tribunali. Fornire materiale appropriato e personale amministrativo ben preparato e specializzato, con il debito status. Stanziare risorse di bilancio sufficienti per garantire l'accesso alla giustizia e l'assistenza legale. Accrescere gli stipendi.

* Migliorare ulteriormente la lotta contro la corruzione - Conseguire risultati significativi e concreti nella lotta contro la corruzione, a tutti i livelli, mediante l'adozione di una normativa adeguata e la corretta attuazione del programma nazionale anticorruzione.

Diritti umani e tutela delle minoranze

* Garantire il rispetto dei diritti umani da parte degli organismi preposti all'applicazione della legge - Far sì che la polizia, i giudici, i magistrati inquirenti e gli altri organismi preposti all'applicazione della legge siano pienamente consapevoli dei loro obblighi e che tali obblighi siano rispettati. Garantire il rispetto della dignità umana nei centri di detenzione e nelle prigioni.

* Promuovere ulteriormente la libertà di espressione e la libertà dei media - Garantire che le leggi in materia di mezzi di comunicazione siano conformi alle norme europee e che siano correttamente attuate.

* Promuovere ulteriormente il principio di non discriminazione e della parità di rappresentanza - Accrescere le opportunità di lavoro per tutte le comunità etniche e facilitare l'accesso all'istruzione. Promuovere l'istruzione superiore per le minoranze e garantire che l'istruzione superiore in albanese sia conforme alle norme europee definite nella dichiarazione di Bologna.

Cooperazione regionale e internazionale

* Promuovere ulteriormente la cooperazione regionale - Mantenere una politica regionale costruttiva ed equilibrata che promuova il dialogo, la stabilità, relazioni di buon vicinato e la cooperazione. Attuare il memorandum d'intesa sulla rete principale di trasporto regionale dell'Europa sudorientale. Attuare gli impegni assunti nel quadro del memorandum d'intesa di Atene sul mercato regionale dell'energia nell'Europa sudorientale e realizzare progressi nella creazione di tale mercato.

* Attuare gli accordi internazionali conclusi dall'ex Repubblica iugoslava di Macedonia - Dare piena attuazione alle convenzioni e agli accordi internazionali ratificati dall'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, in particolare alle convenzioni in materia di giustizia e affari interni, diritti umani e delle minoranze, e commercio.

Situazione economica

Economia di mercato e riforme strutturali

* Garantire la sostenibilità delle riforme economiche

* Migliorare ulteriormente il contesto imprenditoriale - Garantire l'efficace attuazione delle principali norme internazionali e comunitarie in materia di diritto societario, contabilità e revisione. Accrescere ulteriormente l'efficienza del sistema amministrativo e giudiziario, dare piena attuazione al programma per la semplificazione e la riduzione delle procedure relative alle licenze e migliorare ulteriormente la trasparenza di tutte le procedure amministrative che interessano le imprese. Assicurare il rispetto dei diritti dei creditori nell'ambito di un quadro giuridico trasparente e mediante la riforma del catasto. Promuovere l'attuazione di un codice di corporate governance.

* Occupazione e politica sociale - Elaborare una politica sociale intesa a promuovere la coesione sociale, ad introdurre sistemi di protezione sociale efficaci, a migliorare le condizioni sociali e a ridurre la povertà e l'esclusione sociale. Sviluppare ulteriormente una politica dell'occupazione, con il coinvolgimento di tutte le parti interessate.

Gestione delle finanze pubbliche

* Migliorare ulteriormente le finanze pubbliche e la loro gestione - Migliorare il controllo interno ed esterno delle finanze pubbliche. Rimuovere i principali ostacoli allo sviluppo del secondo pilastro del sistema pensionistico, in particolare il finanziamento della transizione da un sistema solidaristico ad un sistema obbligatorio di accumulazione.

* Frode - Introdurre procedure che consentano di individuare, trattare e controllare efficacemente i casi di (sospetta) frode e altre irregolarità che abbiano ripercussioni sui fondi nazionali e internazionali.

Norme europee

Mercato interno e scambi commerciali

* Circolazione delle merci - Rafforzare la capacità del governo di attuare l'ASA, in particolare sviluppando la competenza interna necessaria per valutare se i progetti di legge siano o no conformi all'acquis.

* Servizi finanziari - Garantire l'efficace funzionamento di autorità di vigilanza indipendenti e competenti che operino conformemente alle norme riconosciute a livello internazionale.

* Protezione dei dati personali - Portare avanti il rafforzamento istituzionale dell'autorità per la protezione dei dati in linea con le norme e pratiche europee.

* Dogane - Rafforzare ulteriormente l'amministrazione doganale e garantirne il corretto funzionamento nell'ottica dell'adeguamento alle norme europee. Attuare il piano strategico 2004-2008.

* Fiscalità - Continuare a rafforzare l'amministrazione fiscale, in particolare per quanto riguarda le sue attività di riscossione e controllo, e garantire il suo corretto funzionamento cercando di adeguarlo alle norme europee. Elaborare una strategia in materia di revisione contabile e sviluppare adeguati sistemi informatici.

* Concorrenza e aiuti di Stato - Attuare la legislazione contro le pratiche volte a limitare la concorrenza. Rafforzare ulteriormente l'autorità per la concorrenza conferendole il potere di assicurare l'applicazione della legge e di emettere sanzioni. Promuovere ulteriormente la trasparenza nel settore degli aiuti di Stato.

* Appalti pubblici - Istituire strutture pienamente operative che garantiscano l'espletamento delle procedure di gara in modo del tutto conforme alla legge e ai principi ASA.

* Diritti di proprietà intellettuale - Assicurare l'attuazione della normativa in materia di diritti di proprietà intellettuale e industriale.

Politiche settoriali

* Industria e PMI - Attuare il programma di ristrutturazione e riconversione del settore siderurgico. Completare la messa in atto della strategia per l'attuazione della Carta europea delle piccole imprese. Promuovere l'accesso delle PMI ai sistemi di credito. Sviluppare ulteriormente l'esperienza in materia di meccanismi di sostegno alle PMI non finanziari (quali gruppi e parchi tecnologici). Attuare il piano d'azione FIAS per la riduzione degli ostacoli agli investimenti.

* Telecomunicazioni - Recepire e attuare il nuovo quadro comunitario in materia di comunicazioni elettroniche.

* Agricoltura - Adottare e attuare riforme strutturali nel settore dell'agricoltura. Adottare e attuare una riforma generale riguardante tra l'altro i servizi e le pratiche di ispezione frontaliera e interna relativi alla salute delle piante e degli animali, l'analisi politica, i sistemi di informazione e le statistiche settoriali, e le funzioni di coordinamento per le istituzioni e i servizi del settore pubblico e privato esistenti.

* Ambiente - Portare avanti il ravvicinamento della legislazione alle norme europee. Attuare la legislazione adottata. Migliorare il monitoraggio ambientale e sviluppare ulteriormente la capacità amministrativa. Integrare le questioni ambientali nelle varie politiche, in particolare promuovendo valutazioni di impatto ambientale in linea con le norme europee.

Cooperazione in materia di giustizia e affari interni

* Gestione delle frontiere - Completare l'attuazione della strategia di gestione integrata delle frontiere su una base di collaborazione tra le agenzie interessate.

* Politiche in materia di migrazione e di asilo - Rafforzare lo sviluppo delle strutture di asilo nazionali in linea con le norme europee e internazionali per consentire loro di fornire un'adeguata protezione e assistenza alle persone che chiedono asilo e ai profughi. Attuare la strategia di lotta contro l'immigrazione illegale e il traffico di esseri umani.

* Polizia - Portare a termine l'attuazione della riforma della polizia. Intensificare la formazione ai fini della lotta contro nuove forme di criminalità, compresa la criminalità informatica e transfrontaliera. Migliorare ulteriormente i sistemi informativi della polizia.

* Criminalità organizzata, traffici illeciti, sostanze stupefacenti e riciclaggio del denaro sporco - Conseguire risultati significativi nella lotta contro la criminalità organizzata. Assicurare l'attuazione dei pertinenti strumenti dell'ONU. Migliorare ulteriormente la capacità dello Stato in materia di prevenzione e di lotta alla criminalità, garantendo il coordinamento tra gli organismi preposti all'applicazione della legge e gli organi giudiziari, aumentando la capacità analitica di trattamento dell'intelligence criminale e intensificando la formazione contro le nuove forme di criminalità. Ridurre il numero delle armi leggere e di piccolo calibro. Garantire che l'unità di intelligence finanziaria operi pienamente in linea con le norme europee. Attuare la strategia nazionale antidroga. Potenziare la lotta contro la criminalità economica e finanziaria (compresi riciclaggio del denaro sporco e falsificazione del denaro) nonché contro la frode e migliorare la pertinente normativa nazionale.

4. Programmazione

L'assistenza comunitaria destinata ai paesi dei Balcani occidentali nel quadro del processo di stabilizzazione e associazione sarà fornita mediante gli appositi strumenti finanziari, in particolare il regolamento (CE) n. 2666/2000 [2]; pertanto, la presente decisione è priva di implicazioni finanziarie. L'ex Repubblica iugoslava di Macedonia potrà inoltre accedere a finanziamenti nel quadro di programmi multinazionali e orizzontali. La Commissione collabora con la Banca europea per gli investimenti e con le istituzioni finanziarie internazionali, in particolare la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e la Banca mondiale, per agevolare il cofinanziamento dei progetti connessi al processo di stabilizzazione e associazione.

[2] GU L 306 del 7.12.2000, pag.1.

5. Condizioni

L'assistenza comunitaria ai paesi dei Balcani occidentali nel quadro del processo di stabilizzazione e associazione è subordinata alla realizzazione di ulteriori progressi in materia di conformità ai criteri politici di Copenaghen e, in particolare, di progressi nella realizzazione delle specifiche priorità del presente partenariato europeo. Qualora tali condizioni generali non dovessero essere rispettate, il Consiglio potrebbe prendere le misure adeguate ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 2666/2000 del Consiglio.

L'assistenza comunitaria è subordinata altresì alle condizioni definite dal Consiglio nelle conclusioni del 29 aprile 1997 e del 21-22 giugno 1999, in particolare per quanto riguarda l'impegno dei beneficiari ad attuare riforme democratiche, economiche e istituzionali.

6. Controllo

Il controllo del partenariato europeo è garantito tramite il quadro dei meccanismi istituiti nell'ambito del processo di stabilizzazione e associazione, in particolare le relazioni annuali relative a tale processo.

DOCUMENT DE TRAVAIL DES SERVICES DE LA COMMISSION - Ancienne République Yougoslave de Macédoine - Rapport de stabilisation et d'association - 2004 {COM(2004) 204 final}

Ancienne République Yougoslave de Macédoine

Processus de stabilisation et d'association - rapport

7. Synthèse

Tout en étant limitée dans sa marge de manoeuvre par un contexte budgétaire et économique difficile, l'ancienne République yougoslave de Macédoine a accompli des efforts en 2003 pour progresser sur la voie du processus de stabilisation et d'association. Dans de nombreux domaines, le processus de réforme en est encore à ses balbutiements et de nouveaux efforts seront nécessaires pour qu'il se traduise par des changements concrets et produise les résultats positifs escomptés.

La situation politique est restée dans l'ensemble stable, à la faveur du processus engagé en 2001 à Ohrid, qui demeure essentiel pour garantir la transformation de l'ancienne République yougoslave de Macédoine en un État unitaire et pluriethnique. Le soutien apporté par la communauté internationale, en particulier dans le cadre de l'opération militaire "Concordia" conduite par l'Union européenne et de la nouvelle mission de police "Proxima", a contribué de manière décisive à cette stabilisation progressive. La consolidation de la stabilité exige cependant que le gouvernement poursuive ses efforts pour mettre pleinement en oeuvre l'accord-cadre et renforcer l'État de droit, et également que toutes les composantes de la population fassent preuve d'engagement et de sens des responsabilités. Il convient d'accélérer et d'accentuer les efforts de préparation à la mise en oeuvre du processus de décentralisation.

De nombreux défis devront encore être relevés, qu'il s'agisse de la décentralisation, de la bonne gouvernance, des réformes du secteur de la sécurité ou de l'État de droit. La mise en oeuvre des réformes supposera également le renforcement des capacités administratives, par la transformation de l'administration publique en un service public moderne et responsable. La poursuite des efforts engagés pour relever ces défis devrait permettre au pays de changer progressivement d'orientation, pour passer de la stabilisation à l'association.

L'ancienne République yougoslave de Macédoine a réussi à assurer la stabilité du cadre macroéconomique et elle a adhéré à l'organisation mondiale du commerce. La situation économique, et en particulier de sérieuses lacunes au niveau du fonctionnement de l'économie, du climat des affaires, de la compétitivité et du respect des droits de propriété, rendent cependant de plus en plus problématique la réussite de la transition. Le niveau de l'investissement étranger direct a été particulièrement bas et il ne pourra augmenter sensiblement qu'à condition que la stabilité institutionnelle et politique continue de s'améliorer et que les réformes progressent. De sérieux progrès dans l'établissement de l'État de droit seront également décisifs.

Le processus de stabilisation et d'association a bénéficié du soutien de l'ensemble des partis politiques et des efforts ont été déployés pour en faire le cadre des actions gouvernementales. Un plan d'action national pour le suivi des recommandations énoncées dans le rapport de l'année passée a confirmé la volonté d'aller de l'avant. La poursuite des réformes appelle des efforts et des ressources supplémentaires. L'entrée en vigueur de l'accord de stabilisation et d'association conduira à l'établissement d'une coopération plus étroite entre l'Union européenne et le pays. Le partenariat européen présenté par l'Union européenne devrait permettre d'axer les efforts sur la progression du calendrier de réformes.

8. Situation politique

8.1. Démocratie et primauté du droit

Le gouvernement a fait des efforts tangibles pour mettre en oeuvre l'accord-cadre d'Ohrid et la plupart des signataires de cet accord ont tenu l'engagement qu'ils avaient pris de le soutenir. La volonté d'aboutir à des compromis sur un certain nombre de questions sensibles, y compris la création d'une nouvelle université publique à Tetovo, a renforcé la coalition et devrait atténuer la méfiance interethnique. Des représentants de l'opposition ont cependant mis en cause les principes même de l'accord. L'année 2004 sera décisive pour ce qui est de la consolidation du retour à la pleine stabilité ainsi que du processus de réforme. Il convient à présent de veiller à l'application et au respect de la nouvelle législation et des plans d'action, en particulier ceux qui ont trait à la décentralisation et aux réformes touchant à la sécurité. Dans les domaines qui concernent la réforme du système judiciaire, l'État de droit et la lutte contre la corruption, des mesures énergiques demeurent nécessaires. L'accélération du rythme des réformes suppose un engagement constructif de tous les partis politiques, une coopération entre les institutions et un sentiment d'appropriation du processus aux différents niveaux de pouvoir.

8.1.1. Évaluation touchant aux institutions démocratiques et aux attitudes à l'égard de l'État.

La mise en oeuvre de l'accord-cadre d'Ohrid: La mise en oeuvre intégrale de l'accord-cadre d'Ohrid (AC) demeure essentielle aux progrès du processus de stabilisation et d'association. On observe, dans l'ensemble, une consolidation progressive du processus d'instauration d'un climat de confiance enclenché par l'accord-cadre; ce processus a été conforté par l'engagement personnel du premier ministre M. B. Crvenkovski et de M. A. Ahmeti. Il convient de maintenir ce consensus sur les principes sous-tendant l'accord et d'y associer également l'opposition. Des progrès tangibles ont été accomplis, en particulier en ce qui concerne le volet législatif de l'AC, et l'accent est mis de plus en plus sur les deux concepts, vastes et complexes, de décentralisation et de représentation équitable des minorités dans l'administration publique.

La mise en oeuvre de l'accord-cadre ne s'est pas faite sans tensions ni difficultés. En outre, des vues radicales - quoique isolées - ont été exprimées par certains membres de l'opposition qui ont préconisé la réorganisation du pays en fonction de critères ethniques, ce qui irait dans le sens inverse de l'intégration européenne. Certains actes perpétrés par des extrémistes, souvent en rapport avec des intérêts criminels, ont cherché à saper le processus de réconciliation. Cela a conduit l'Union européenne à adopter une position commune en février 2004 imposant des mesures restrictives à l'encontre des extrémistes qui encouragent la violence et agissent en dehors du processus démocratique.

Les résultats définitifs du recensement concernant la composition ethnique de la population résidente ont été publiés le 1er décembre. Les données définitives ont fait apparaître une augmentation tant en nombre qu'en pourcentage de la population du pays d'origine albanaise - de 22,7 % à 25,17 % - ainsi qu'un léger accroissement de la population d'origine macédonienne, bien que leur pourcentage de la population totale ait diminué (tombant à 64,18 % contre 66,6 % en 1994). Les travaux menés par l'Office statistique national, sous l'égide de la mission internationale d'observation du recensement, ont été jugés professionnels et conformes aux normes internationales et aucune critique de fond n'a été émise. L'achèvement du recensement a permis de progresser dans la mise en oeuvre de l'accord-cadre, en particulier en aidant à parachever l'élaboration des lois restantes sur la décentralisation et en fournissant une base pour engager de nouveaux efforts en matière de représentation équitable des minorités dans l'administration publique.

À la suite du Plan adopté par le gouvernement au printemps 2003, qui a fixé des objectifs intermédiaires afin de garantir la représentation équitable des minorités dans l'administration publique, comme le prévoit l'AC, des mesures initiales ont été entreprises et certains progrès enregistrés, en particulier dans le domaine de la sécurité. Les objectifs à moyen terme du gouvernement (14 %) n'ont pas encore été atteints, sauf dans certains secteurs spécifiques, et il conviendra à cet égard de redoubler d'efforts. Ce processus doit être concilié avec les obligations d'encourager la compétence et de fonder les carrières sur le mérite, et, partant, doit s'inscrire dans une stratégie claire et globale. Le budget 2004 a prévu des ressources limitées en ce qui concerne cet aspect. La stratégie à définir doit prévoir une augmentation des ressources budgétaires de façon à atteindre progressivement les objectifs fixés dans l'accord-cadre, de nouvelles actions de formation ciblées et des modifications des règlements sur l'emploi dans le secteur public.

L'utilisation des langues dans l'administration publique et de symboles représentatifs des communautés constitue deux autres domaines sensibles où de nouvelles mesures doivent être adoptées. S'agissant de l'utilisation des langues, certains progrès ont été relevés: depuis mai dernier, les cartes d'identité peuvent être délivrées, sur demande, en langue macédonienne et en langue albanaise. Cette possibilité doit être étendue à tous les documents d'identité (passeports, permis de conduire, documents de voyage, certificats de naissance, etc.). De manière plus générale, de nouvelles mesures sont nécessaires pour faciliter la pleine application des dispositions de l'AC dans l'ensemble du secteur public.

Le président de la République: en dépit d'affrontements occasionnels avec le gouvernement, le président Trajkovski a joué un rôle constructif dans l'élaboration d'un consensus sur des questions d'intérêt national, dont l'intégration européenne et la sécurité, ainsi que la mise en oeuvre de l'accord-cadre. Plusieurs initiatives en matière de coopération régionale ont contribué à promouvoir l'établissement de relations de bon voisinage et la réalisation de projets conjoints entre les pays d'Europe du Sud-Est dans les domaines économique, politique et culturel. Le Président Trajkovski a péri dans un accident d'avion le 26 février, laissant au pays comme principal héritage son engagement personnel en faveur d'un rapprochement avec l'Union européenne.

Des élections présidentielles anticipées se tiendront le 14 avril. Tous les efforts doivent être déployés pour que ces élections marquent la victoire de la démocratie dans le pays.

Le Parlement: après le remaniement ministériel de novembre, M. Shaqiri (Union Démocratique pour l'Intégration) - ancien commandant de l'armée de libération nationale - a été élu vice président du Parlement.

Le débat parlementaire a été, en grande partie, consacré à la législation nécessaire pour achever la mise en oeuvre de l'accord-cadre. Presque toutes les modifications législatives concernant cet accord ont à présent été adoptées à l'exception de celles qui concernent le processus de décentralisation, qui ont été présentées par le gouvernement en décembre et qui sont actuellement examinées. Le Parlement a également précisé son rôle dans le débat sur les questions touchant à l'intégration à l'Union européenne et exposé son rôle dans le processus de stabilisation et d'association, dans une déclaration adoptée en juin.

Les structures nécessaires pour améliorer la capacité du Parlement à jouer son rôle dans le processus de stabilisation et d'association sont progressivement mises en place. La commission chargée des relations entre les communautés, instituée en décembre 2002, a entamé ses travaux en septembre 2003. La commission parlementaire chargée des affaires européennes a tenu sa session constitutive à la fin du mois de novembre. Si le rôle effectif que le Parlement sera en mesure de jouer dépendra de sa capacité à rendre ses structures de travail pleinement opérationnelles, de façon à ce qu'il puisse contribuer véritablement au débat, il dépendra également de la volonté du gouvernement de s'engager dans un débat politique sur la plupart des réformes fondamentales.

Des tensions se sont fait sentir au Parlement, liées en particulier à la création d'une nouvelle université publique à Tetovo et aux lois sur la décentralisation. Le boycott par le parti démocratique albanais de toutes les activités parlementaires, qui a pris fin en septembre après plusieurs mois d'absence au Parlement, a porté un coup au fonctionnement de la représentation parlementaire. Un problème non encore réglé, qui a trait à l'utilisation des langues, continue d'entraver le bon fonctionnement du Parlement. Si une solution constructive a été trouvée, dans la plupart des commissions parlementaires, en ce qui concerne l'application des dispositions linguistiques, des problèmes continuent de se poser pour les travaux d'autres commissions. Le refus de certains membres de l'opposition d'utiliser la langue macédonienne lorsqu'ils président les commissions dont ils sont chargés entrave, depuis plus d'un an, les travaux ordinaires de ces commissions.

L'Exécutif: le gouvernement s'est organisée en coalition opérationnelle. Les relations entre les deux principaux partis au pouvoir ont été par moments tendues, en raison d'un manque de coordination ou de transparence entre les partenaires gouvernementaux, en particulier en septembre lors d'une crise liée à la sécurité mais la confiance dans la coalition semble à présent avoir été restaurée.

Le programme du gouvernement pour 2003 était ambitieux. Si cette première année au pouvoir a été caractérisée par un certain nombre de réalisations importantes dans les domaines macrofinancier et de la sécurité, les pressions augmentent pour que des résultats tangibles soient obtenus, qui améliorent la vie quotidienne des citoyens. Les ressources limitées dont dispose le gouvernement font qu'il devra s'efforcer de fixer des objectifs raisonnables et des priorités clairement définies.

De nouveaux organes consultatifs ont été institués, afin d'aider le gouvernement à prendre en compte dans ses travaux les objectifs relatifs à l'Union européenne qu'il poursuit. Les membres des conseils économique et juridique du gouvernement ont été désignés en août et septembre respectivement. La mise en oeuvre de certaines des actions annoncées au début de 2003 (par exemple, la création, au sein du secrétariat général du gouvernement, de services chargés des questions suivantes - analyse stratégique, planification et suivi; analyse des politiques et coordination; réforme de l'administration publique -) vient de commencer.

L'administration publique: certains progrès ont été accomplis depuis le rapport de l'année passée grâce à la mise en oeuvre progressive de la réforme du secrétariat général. Au début de 2003 et préalablement à la préparation du budget, le gouvernement a élaboré un document arrêtant des orientations stratégiques et fixant pour les différents ministères des plafonds de dépenses clairs, qui ont été mis en application par le ministère des Finances; un lien a ainsi été établi entre la planification stratégique et l'établissement du budget. L'analyse fonctionnelle des activités du gouvernement a été mise en place dans presque tous les ministères et elle devrait à présent être achevée et déboucher sur des mesures concrètes. L'Agence de la fonction publique consolide sa structure et s'emploie à mettre au point les procédures de gestion du personnel. Il reste cependant à garantir la pleine application de la loi sur la fonction publique et à renforcer encore l'Agence de la fonction publique. La politisation de l'administration publique et les changements qui se produisent dans l'administration après chaque élection ou remaniement ministériel demeurent de sérieux obstacles à la transformation de l'administration publique en un service compétent, fondé sur le mérite, viable et efficace, qui réponde aux besoins des citoyens. Il convient d'améliorer l'élaboration des politiques et de systématiser dans tous les ministères l'établissement du budget en fonction des orientations fixées. Il est nécessaire de renforcer la protection des citoyens et leur possibilité de recours, ce qui suppose l'amélioration des procédures administratives et de la législation sur les litiges administratifs.

L'administration locale: la décentralisation constitue un défi majeur que le pays doit relever pour améliorer la qualité de la gouvernance et de la démocratie. Le processus de décentralisation poursuit deux grands objectifs: rapprocher le gouvernement des citoyens et améliorer la fourniture des services publics. Son succès dépend de la rationalisation de la taille et du nombre des municipalités afin d'augmenter la capacité fiscale et de gestion, ainsi que du transfert au niveau municipal des compétences énoncées à l'article 22 de la loi sur l'autonomie des collectivités locales, promulguée après la signature de l'accord-cadre d'Ohrid. Le programme opérationnel du gouvernement, qui comprend les trois lois déterminantes (la loi sur l'organisation territoriale, la loi sur la ville de Skopje et la loi sur le financement des municipalités) est en cours d'examen au Parlement. La coordination du processus de décentralisation avec d'autres réformes engagées dans les secteurs social et administratif s'effectue dans le cadre d'un groupe de travail interministériel sur la décentralisation et au sein d'un organe de coordination des secrétaires d'État. La rationalisation et le transfert de compétences devraient être effectués, afin de permettre à la nouvelle structure décentralisée de commencer à fonctionner le 1er janvier 2005. Les progrès dépendent à présent d'une coordination efficace au sein de l'administration centrale, de l'approbation par le Parlement des actes législatifs requis, de la formation des administrations municipales et d'une clarification de la situation en ce qui concerne l'endettement municipal.

La société civile: le renforcement de la société civile a été soutenu par les efforts du gouvernement pour encourager le développement des organisations non gouvernementales (ONG). Une coopération plus étroite entre les ONG et le gouvernement a ainsi été recherchée. De nouvelles mesures sont cependant nécessaires pour atteindre l'objectif d'une participation de la société civile, et la définition d'un nouveau niveau de prise de décision dans le cadre de la décentralisation prévue supposera également de nouveaux efforts pour développer les ONG et les associations au niveau local.

Le développement des organisations professionnelles et des associations civiques reste freiné par le manque de moyens financiers et demeure essentiellement tributaire des ressources externes, publiques ou extérieures. De nouvelles initiatives du gouvernement visant à soutenir le développement de la société civile, comme des incitations fiscales et une coordination plus structurée, demeurent nécessaires. Les projets actuels de création de structures de coordination représentent un pas dans la bonne direction. Une plus grande transparence des critères appliqués aux bénéficiaires de l'aide publique réduirait le risque d'abus et améliorerait également la perception générale de leur rôle par le grand public. Cela pourra entraîner le réexamen de la loi de 1998 sur les associations.

Les forces armées: l'aspiration à devenir membre de l'OTAN a conduit le gouvernement à présenter un concept de sécurité et de défense, qui a été adopté par le Parlement en juin. La loi sur le service dans l'armée a été modifiée en octobre afin de faciliter la réduction et la réforme des structures de l'armée d'ici 2007. De premières mesures ont été prises en vue de transférer la responsabilité du contrôle des frontières du ministère de la Défense au ministère de l'Intérieur.

Développer la capacité de l'État à gérer les crises de manière efficace et démocratique suppose une définition plus précise des concepts et un cadre législatif et réglementaire approprié. Une approche équilibrée doit être trouvée, qui vise à renforcer les garanties de sécurité, en particulier en ce qui concerne le rôle de l'armée et l'action préventive de la police et des institutions chargées de faire respecter la loi. Il convient d'assurer un commandement civil, en le complétant par la définition de processus qui autorisent la transparence ainsi que le plein respect des principes de l'État de droit.

La présence internationale: la présence de la communauté internationale a continué de garantir la poursuite des progrès accomplis par le pays pour parvenir à une complète stabilisation. Le rôle joué par les représentants de la communauté internationale à Skopje, en particulier le représentant spécial de l'UE, dans la bonne coordination nouée avec le représentant américain, a été essentiel pour soutenir la mise en oeuvre de l'accord-cadre d'Ohrid. La délégation de la Commission joue pour sa part un rôle de plus en plus grand dans le soutien du processus de réforme.

Le 15 décembre, un changement important a eu lieu en ce qui concerne la présence de l'Union européenne dans le pays pour y assurer la sécurité, avec l'achèvement de la première mission militaire jamais organisée par l'UE, "Concordia", et le lancement de la mission de police de l'UE "Proxima". Depuis qu'elle avait pris la relève en avril de la force militaire de l'OTAN, "Concordia" avait été active sur le terrain dans toutes les anciennes zones de crise, contrôlant la situation sécuritaire et appliquant des mesures d'instauration de la confiance. Par suite de l'évolution de la situation sécuritaire, il a été estimé qu'une présence militaire internationale sur le terrain n'était plus nécessaire mais que de nouvelles mesures devaient être prises avant que l'on puisse considérer que l'État de droit avait été pleinement instauré dans les anciennes zones de crise. Afin de continuer à améliorer la situation sécuritaire et la stabilisation du pays, le Conseil Affaires générales, à l'invitation des autorités de l'ancienne République yougoslave de Macédoine, a adopté, le 29 septembre, une action commune établissant une mission de police de l'Union européenne. Des officiers de police ont été déployés depuis décembre au sein du ministère de l'Intérieur et dans les postes de police de tout le pays (Tetovo, Gostivar, Kumanovo, Debar, Ohrid, Ki?evo et Struga).

L'OTAN a maintenu une mission d'assistance et continue de jouer un rôle important dans la réorganisation du secteur de la sécurité. L'OSCE a également joué un rôle actif pour aider à organiser certains appels d'offres prévus par l'accord-cadre.

Les autorités locales et le gouvernement ont également demandé que la communauté internationale soit présente sur le terrain pour les aider à mener à bien le processus de collecte des armes du 1er novembre au 15 décembre. Le fait que le processus de collecte des armes se soit déroulé sans incident, et la participation constructive des autorités locales et de la population ont contribué de manière concrète à consolider la stabilité. Le nombre d'armes remises a cependant été assez limité (7571 armes légères et de petit calibre), et le nombre élevé d'armes légères détenues illégalement par des particuliers reste problématique.

8.1.2. Évaluation concernant le système judiciaire, le respect de la loi et de l'État de droit

Le système judiciaire: la réforme du système judiciaire progresse très lentement. De premières mesures ont été prises, qui ont consisté principalement dans l'adoption d'une loi sur l'autonomie du budget du pouvoir judiciaire. Le principe d'une représentation équitable pour l'élection des juges a également été adopté. Les sérieuses lacunes signalées dans le rapport de l'année précédente, qui entravent le fonctionnement du système judiciaire, subsistent néanmoins. La confiance de l'opinion publique dans le système judiciaire est très faible.

Les lacunes et les contradictions du système actuel de nomination et de destitution des juges et des procureurs obèrent sérieusement le développement d'un pouvoir judiciaire indépendant et d'un système de carrières fondé sur le mérite. Un problème fondamental réside dans la politisation du conseil judiciaire de la République et du système judiciaire. Il convient de régler ce problème sans plus tarder, y compris, le cas échéant, en modifiant le cadre constitutionnel.

Des cas de corruption présumée, de conflit d'intérêt ou de népotisme ont également été signalés et examinés par la commission nationale chargée de la prévention de la corruption. Il convient d'engager des poursuites pénales à l'encontre des personnes contre lesquelles il existe des preuves suffisantes de corruption.

L'insuffisance persistante d'outils de gestion, le fait que les tribunaux sont submergés par les cas de délit et les tâches administratives, avec pour corollaire un nombre considérable d'affaires en souffrance, continuent de freiner l'efficacité du système judiciaire et il convient de rationaliser l'ensemble des procédures. Bien que ces problèmes aient été clairement recensés, par exemple dans le rapport de la Cour suprême sur les juridictions inférieures, les recommandations formulées n'ont pas été observées. Les procédures de travail des tribunaux manquent de transparence et les décisions sont rendues avec des retards injustifiés. Que les arrêts des tribunaux soient rendus en bonne et due forme constitue une préoccupation élémentaire mais primordiale. Le manque d'efficacité et la non-application des règles sont la porte ouverte aux influences politiques et à la corruption. Une bonne coopération entre le parquet et la police fait également défaut, ce qui s'est traduit dans de nombreux cas par une incapacité à traiter efficacement les cas de criminalité ou de corruption.

Il est nécessaire d'améliorer la formation générale, en particulier par la création d'une école nationale de la magistrature. Il convient également de renforcer la formation axée spécifiquement sur le droit communautaire, la criminalité organisée et les nouvelles formes de criminalité.

Le système pénitentiaire: des problèmes subsistent en ce qui concerne la formation du personnel pénitentiaire, les conditions matérielles dans les prisons, le traitement et la réinsertion de différentes catégories de détenus qui nécessitent un traitement particulier (par exemple les toxicomanes). Bien que la capacité du système carcéral semble suffisante, il est nécessaire de rénover les anciens bâtiments et de construire des unités spéciales.

Le respect de l'État de droit: l'ancienne République yougoslave de Macédoine a progressé lentement dans le renforcement de l'État de droit, en raison principalement des carences structurelles dont souffrent les institutions chargées de faire appliquer la loi et les institutions judiciaires, de la politisation et du manque d'efficacité de l'administration publique, de la corruption et de la criminalité organisée. Les pouvoirs législatif, exécutif et judiciaire doivent coordonner leur action afin de trouver des solutions pour rendre la situation de l'État de droit conforme aux normes européennes.

Le degré élevé de corruption et la méfiance à l'égard des institutions qu'elle engendre demeure un facteur important qui contrarie la croissance et dissuade l'investissement, et au-delà de ces deux éléments, compromet le succès de plusieurs des réformes entreprises en vue d'accélérer l'évolution du pays vers une démocratie et une économie modernes. Les carences des institutions et le manque de transparence des décisions publiques constituent des problèmes majeurs auxquels il convient de s'attaquer. De manière générale, il est nécessaire de renforcer les capacités des institutions à instruire et poursuivre les faits de corruption, et d'améliorer la coopération entre les organes chargés de veiller au respect de la législation, comme s'y est engagé le gouvernement dans la liste de mesures concrètes qu'il a adoptée en novembre pour lutter contre la criminalité organisée.

Le gouvernement a pris des mesures initiales, en particulier en soutenant la commission nationale chargée de la prévention de la corruption, qui s'est vue conférer un rôle central (même si elle ne dispose que de ressources limitées) dans la définition d'une approche globale en matière de lutte contre la corruption. Cette commission a entamé ses travaux en recueillant les déclarations de patrimoine des titulaires de charges publiques, et 39 procédures judiciaires ont été engagées pour manquement à l'obligation de déclaration. Elle a également présenté un programme national de prévention et de répression de la corruption. En juin, le gouvernement a approuvé ce texte qui devrait s'accompagner d'enveloppes budgétaires appropriées et d'un plan réaliste de mise en oeuvre. La pleine coopération de l'administration publique, parfois problématique, demeurera essentielle. Une autre lacune par laquelle pèche cette approche stratégique à l'égard d'une lutte efficace contre la corruption réside dans l'absence de concepts clairs sous-tendant la coordination des efforts à déployer en vue de recenser les faits de corruption et de les poursuivre, ainsi que dans l'insuffisance des échanges de renseignements entre la police criminelle, la police financière, le parquet et la commission nationale chargée de la prévention de la corruption.

8.2. Droits de l'homme et protection des minorités

Les tensions ethniques s'atténuent peu à peu grâce à la mise en oeuvre de l'accord-cadre et aux mesures d'instauration de la confiance. Le processus de réforme a commencé à profiter non seulement aux minorités mais aussi à l'ensemble de la société et contribue au renforcement de la démocratie et à l'amélioration de la gouvernance. Les tensions cependant n'ont pas complètement disparu et il est nécessaire de veiller constamment à ce que les provocations ou les incidents ne dégénèrent pas. Il reste nécessaire de veiller à empêcher efficacement les comportements abusifs des policiers et, s'ils se produisent, de les sanctionner dûment. Dans le domaine de l'enseignement supérieur, le processus de création d'une troisième université publique à Tetovo a également représenté un développement hautement symbolique. Il convient de veiller avec la plus grande attention à ce que le processus engagé garantisse le respect de normes universitaires démocratiques. De manière plus générale, l'enseignement est un domaine où il reste beaucoup à faire. Le développement de la démocratie dans le pays dépendra également de la mise en place de médias professionnels. De nouveaux efforts sont nécessaires pour garantir une plus grande indépendance des services de radiodiffusion et leur amélioration. Un plus grand professionnalisme des médias contribuerait également à promouvoir la démocratie.

8.2.1. Droits civils, politiques, économiques, sociaux et culturels

Les droits de l'homme: les droits de l'homme et les libertés fondamentales sont garantis par la constitution. La convention européenne des droits de l'homme est entrée en vigueur dans l'ancienne République yougoslave de Macédoine en 1997. Toutefois, comme l'ont souligné les rapports du médiateur, si les droits des citoyens sont en principe respectés, la situation est encore loin d'être pleinement satisfaisante et le fonctionnement des mécanismes de protection doit être amélioré dans le cadre de la réforme de l'administration publique. Bien que les citoyens aient davantage conscience de leurs droits (comme en témoigne l'augmentation, au cours de la période qui vient de s'écouler, de 60 % du nombre de plaintes dont a été saisi le médiateur), le degré de sensibilisation n'est pas encore élevé.

Les sévices infligés par la police ont diminué depuis la crise de 2001 mais les comportements abusifs ou la violation des procédures demeurent un problème auquel il importe de prêter l'attention voulue. Quelques incidents liés à des opérations de police ont une fois de plus posé la question de la bonne organisation et formation des forces de police. On a relevé des cas d'arrestation ou de détention illégale, de violation de la règle de garde à vue, du droit des membres de la famille à être informés, ou encore du droit de s'abtenir de toute déclaration au cours de procédures de police ou de procédures judiciaires. Il convient de mettre fin à ces violations des droits de la Défense et, en particulier, de veiller, avec toute l'attention requise, à l'application des règles procédurales en matière de détention provisoire, conformément aux dispositions de l'article 5 de la convention européenne des droits de l'homme, qui dispose que toute personne arrêtée doit être aussitôt traduite devant un juge.

Des observateurs continuent à faire état de préoccupations quant au manque d'examen approfondi des graves allégations de violation des droits de l'homme contenues dans de précédents rapports. Le service des normes professionnelles du ministère de l'Intérieur a été développé et a renforcé ses investigations. Vingt rapports judiciaires ont été établis mais seules des mesures disciplinaires ont été adoptées jusque-là.

La réforme du système judiciaire et de la police, l'application du code de déontologie de la police adopté en janvier, les mesures de lutte contre la corruption et la criminalité organisée, de même que le renforcement des compétences du Bureau du Médiateur devraient, à condition d'être intensifiés, permettre l'amélioration de la situation générale. Il convient de continuer à accorder l'attention voulue aux mesures spécifiques visant à prévenir les sévices infligés par les policiers et à empêcher qu'ils échappent à des sanctions disciplinaires, qui ont été recensées dans le rapport de janvier 2003 du comité anti-torture du Conseil de l'Europe et que le gouvernement a commencé à mettre en oeuvre.

La liberté d'expression et les médias: la liberté d'expression est formellement garantie et appliquée dans les faits. Certaines initiatives en appui de la réforme ont été entreprises dans le secteur des médias, comme la création d'une chaîne télévisée diffusant des programmes dans les langues des minorités, et de premières mesures ont été engagées pour réorganiser la société publique de radiodiffusion.

On observe cependant un certain nombre de problèmes dans ce secteur, qui ont trait au cadre juridique actuel, au manque de ressources, de professionnalisme, et au fait que les médias, organisées en fonction de critères ethniques, ne parviennent pas, souvent, à établir une programmation qui reflète l'intérêt collectif. Des mécanismes adéquats sont nécessaires pour garantir l'indépendance des médias, en particulier l'établissement d'un conseil de radiodiffusion renforcé et indépendant. Il est nécessaire de réexaminer la loi sur la radiodiffusion de façon à pallier les carences du fonctionnement de la société publique de radiodiffusion (MRTV).

En ce qui concerne le travail des journalistes, il s'avère que l'absence de cadre juridique adéquat régissant l'accès à l'information rend plus difficile une présentation correcte de l'information. Il convient également de revoir la définition légale de la diffamation de façon à la dépénaliser. Il importe d'améliorer sensiblement le professionnalisme des médias en mettant en place des programmes de formation et en réorganisant la formation des journalistes.

Le Bureau du médiateur: le rôle du médiateur dans la réforme de l'administration publique et la défense des droits des citoyens est de mieux en mieux compris. Une nouvelle loi renforçant son rôle a été promulguée en septembre, conformément à l'accord-cadre d'Ohrid et à l'amendement XI de la constitution. Le réexamen et l'adoption par le Parlement du rapport annuel 2002 du médiateur ont représenté une avancée positive, à laquelle il convient cependant de donner suite, en commençant par établir pleinement le programme opérationnel de mise en oeuvre de la nouvelle loi. Des améliorations restent nécessaires pour ce qui est de la coopération et de l'assistance que doivent apporter les différentes administrations au médiateur. Une attitude résolue doit être adoptée face au manque de coopération. En particulier, le Parlement pourrait, lorsque cela est possible, insister sur la responsabilité des titulaires de charges publiques, afin que ces derniers soient tenus de rendre des comptes.

L'égalité entre les sexes: le principe de l'égalité de salaire et de traitement entre les hommes et les femmes dans l'emploi, la formation, la promotion et les conditions de travail a été instauré. Le gouvernement a également adopté un plan national d'action en faveur de l'égalité des sexes. Le rôle des ONG en la matière est également reconnu et doit continuer à être apprécié. Les actions destinées à renforcer la participation des femmes aux structures de prise de décision publique sont progressivement mises en oeuvre. En outre, des initiatives ont été engagées pour renforcer la position socioéconomique des femmes dans la société. Les violences domestiques demeurent un problème et le code pénal ne contient pas d'articles touchant aux violences familiales.

Les personnes handicapées: si la loi interdit les discriminations sur la base du handicap, cette disposition reste encore à mettre pleinement en oeuvre. Le Parlement a adopté une déclaration relative à la protection et à la promotion des droits des personnes ayant des besoins spécifiques, qui devra être mise en oeuvre dûment.

L'enseignement: des progrès sensibles ont été accomplis en ce qui concerne la réforme de l'enseignement supérieur dispensé en langue albanaise. À l'issue de très longues discussions, le gouvernement a démontré sa capacité à effectuer des compromis sur une question sensible et a réussi à établir les conditions législatives qui ont permis la mise en place de l'université publique à Tetovo. Certaines questions toutefois doivent encore faire l'objet d'une attention sérieuse, par exemple les normes auxquelles doit répondre le programme de l'université et la nécessité d'éviter que le programme fixé ne fasse double emploi avec celui de l'université d'Europe du Sud-Est. Pour ce qui est de cette dernière, son développement constant et son vaste impact auprès de différentes communautés l'ont consacrée en tant qu'établissement viable, tourné vers l'avenir et dispensant une formation universitaire solide. À la fin du cycle de quatre ans, les étudiants albanais représenteront, cette année, plus de 14% de l'ensemble de la population estudiantine du pays (4,8 % pour l'année universitaire 2000/2001).

La réforme du système éducatif, en revanche, n'a guère progressé: elle a souffert du manque de continuité entre les différents plans établis par les gouvernements successifs. Un problème majeur réside dans le fait que les éléments de la réforme des formations générale et professionnelle ne sont pas suffisamment enracinés dans les structures et les pratiques nationales existantes.

Les incidents et les manifestations à connotation raciste qui ont marqué la réouverture des établissements scolaires ont fait apparaître une politisation croissante de la question de l'éducation. Il existe en outre le risque d'une division, de plus en plus accentuée, en fonction de critères ethniques. Une politisation à outrance du problème de l'éducation pourrait bien compromettre les progrès dans un domaine déterminant pour l'avenir du pays.

La liberté de culte: la possibilité d'une coopération entre plusieurs communautés religieuses pour l'élaboration du projet de loi sur les églises et les communautés religieuses devrait être explorée, le dialogue religieux pouvant contribuer utilement à l'atténuation des tensions culturelles et ethniques. Les récentes tensions entre l'église orthodoxe macédonienne et l'église orthodoxe serbe, qui ont fait l'objet d'actions judiciaires, ont fait naître le risque de politiser une question qui devrait être traitée en premier lieu au niveau des personnes privées et entre les églises.

8.2.2. Droits des minorités et réfugiés

Plusieurs incidents qui se sont produits au cours de l'année 2003 ont montré que les relations interethniques dans les anciennes zones de crise demeurent fragiles. Même lorsque les actions des forces de sécurité ont pour objet la capture de criminels notoires, elles peuvent facilement déclencher des tensions interethniques si elles ne sont pas soigneusement préparées et exécutées. L'achèvement de la mise en oeuvre de l'accord-cadre, un sens des responsabilités politiques de la part des autorités locales, y compris dans les anciennes zones de crise, s'ajoutant à l'application prochaine de la réforme du ministère de l'Intérieur, devraient cependant être déterminants pour garantir que d'éventuels nouveaux incidents et provocations demeurent isolés. Des efforts pour appliquer pleinement les normes européennes, comme la mise en oeuvre de la convention-cadre du Conseil de l'Europe pour la protection des minorités nationales, contribueraient à renforcer la confiance et le sentiment de loyauté envers l'État.

La loi sur la citoyenneté a été modifiée en décembre et elle est entrée en vigueur en mars. Elle clarifiera le statut légal d'un certain nombre de personnes qui, jusque-là, résidaient dans le pays sans avoir de statut légal, à la suite de l'éclatement de l'ex-Yougoslavie.

Des progrès importants ont été accomplis en ce qui concerne le retour des personnes déplacées à l'intérieur du pays (déplacés internes). On en compte encore 2678, ce qui signifie que la réintégration des déplacés internes dans les villages est presque terminée. Ce mouvement a été facilité en particulier par l'achèvement du programme de reconstruction des logements. La phase finale toutefois ne s'est pas déroulée sans incident (incendies, pillages, démolition des habitations et actes de vandalisme). Les autorités locales ont un rôle à jouer pour stabiliser la situation et la police doit enquêter sérieusement sur ces incidents. La reconstruction des postes de police de Matej?e, Ara?inovo et Tearce devrait contribuer au retour durable des déplacés internes et encourager de nouveaux retours. Par ailleurs, les questions non réglées de propriété, les problèmes de documents à fournir et la situation socioéconomique médiocre demeurent également des obstacles au retour. Le gouvernement a présenté un programme de relance de l'économie dans les anciennes zones de crise.

La situation des Rom a été mise en évidence lorsqu'un groupe de réfugiés rom du Kosovo, sans véritable statut, a protesté, de mai à juillet, à la frontière avec la Grèce, pour essayer d'obtenir l'asile dans l'Union européenne. Si le gouvernement a fait preuve de souplesse dans la recherche d'un compromis permettant de clarifier le statut de ces réfugiés, la question de la poursuite de l'intégration des Rom dans la société et la lutte contre la discrimination dans l'accès aux services sociaux, à l'éducation et à l'emploi exigeront une approche globale.

Le nombre de réfugiés est en légère baisse par rapport à l'année précédente, avec moins de 2500 réfugiés recensés dans le pays (chiffres du HCR au 31 décembre 2003) et 1568 au Kosovo. La plupart d'entre eux (2285) sont désormais des demandeurs d'asile après l'adoption, en juillet, de la loi sur l'asile et la protection temporaire. Des actions sont en cours pour accélérer le retour des réfugiés qui se trouvent actuellement au Kosovo.

8.3. Coopération régionale et internationale

L'ancienne République yougoslave de Macédoine demeure un partisan actif de la coopération régionale et a poursuivi ses efforts pour développer des relations de bon voisinage. Cette attitude est motivée par la prise de conscience grandissante d'une dépendance mutuelle et de la nécessité de s'employer, au moyen de la coopération et par un comportement pragmatique, à relever des défis communs - qu'ils soient d'ordre sécuritaire ou économique - et à répondre aux besoins des citoyens. La position du gouvernement en ce qui concerne la situation au Kosovo a été constructive, ce qui continuera à contribuer au maintien de la stabilité régionale. La coopération transfrontalière s'est également intensifiée et constitue un domaine où de nouvelles initiatives concrètes peuvent être mises en place. Au niveau international, l'ancienne République yougoslave de Macédoine a adhéré à l'organisation mondiale du commerce. Si la coopération entre l'ancienne République yougoslave de Macédoine et le Tribunal pénal international pour l'ex-Yougoslavie n'a pas suscité de préoccupations, l'adoption d'une législation sur la coopération contribuerait à garantir l'interprétation correcte de la loi sur l'amnistie.

8.3.1. Coopération régionale

L'ancienne République yougoslave de Macédoine a continué de participer activement au Pacte de stabilité et aux initiatives menées dans le cadre du Processus de coopération en Europe du Sud-Est (SEECP). Elle a, en particulier, pris l'initiative de la coordination des pays participant au SEECP en vue de la présentation de conclusions communes au sommet de Thessalonique. Un exemple d'initiative régionale a également été fourni par la conférence sur la sécurité et la gestion des frontières, qui s'est tenue à Ohrid en mai, sous l'égide du Pacte de stabilité, de l'UE, de l'OSCE et de l'OTAN.

Les relations entre l'ancienne République yougoslave de Macédoine et ses voisins ont continué à se développer, ce qui traduit de manière positive la prise de conscience grandissante d'une dépendance mutuelle et d'un intérêt partagé à relever des défis communs. Le gouvernement, en particulier, s'est employé activement à préparer le sommet de Thessalonique, en contribuant à renforcer la coopération et la coordination régionales sur les questions d'intégration à l'Union européenne. Des protocoles bilatéraux de coopération sur les questions liées à l'intégration européenne, prévoyant l'établissement de contacts au niveau tant administratif que politique, ont été signés avec la Slovénie, la Croatie et la Bulgarie.

La signature, en janvier, d'un accord bilatéral de libre-échange avec la Moldavie a représenté une avancée positive qui a permis de parachever le réseau d'accords bilatéraux de libre-échange à établir en vertu du protocole d'accord signé dans le cadre du pacte de stabilité.

La coopération transfrontalière figure également de plus en plus à l'ordre du jour. Elle s'est développée avec l'Albanie et la Grèce, par l'établissement de l'eurorégion de Prespa-Ohrid, avec la Bulgarie et la Serbie, par la création des eurorégions de Nis-Sofia-Skopje et avec la Grèce et la Bulgarie par la mise en place de l'eurorégion de Belasica. Un accord a également été signé avec la MINUK.

Le pays a également cherché à nouer des relations de plus en plus étroites avec l'Albanie, comme le montrent les nombreuses réunions qui se sont tenues à haut niveau. On assiste à l'établissement d'une coopération solide pour la mise au point de mécanismes de réponse aux défis communs d'ordre sécuritaire (sécurité, traite des êtres humains et trafic de stupéfiants, contrôle des frontières et régime de visa) et un accord d'amitié est en cours d'élaboration. Plusieurs initiatives ont été engagées en faveur de la protection environnementale du lac Ohrid. Parallèlement, l'accord bilatéral de libre-échange entre les deux pays porte progressivement ses fruits.

Les relations bilatérales avec la Bosnie-et-Herzégovine se développent aux niveaux politique et technique et il est probable qu'un accord bilatéral sur la coopération économique sera signé entre les deux pays.

L'aspiration commune du pays et de la Croatie à devenir membre de l'UE a constitué la principale base du développement de la coopération entre les deux pays au niveau politique et technique. Un protocole de coopération a été signé en mars 2003, qui a prévu l'échange d'expérience et d'expertise ainsi que la mise au point d'initiatives communes en vue d'accélérer le processus de préparation à une future adhésion à l'UE.

Les contacts se développent avec la Serbie-et-Monténégro, au niveau des ministères des Affaires étrangères, de la Défense et de l'Intérieur. Un accord relatif à la coopération en matière de lutte contre le terrorisme, la criminalité organisée et le trafic de stupéfiants a été signé. Les récentes tensions entre l'Église de Serbie et celle de Macédoine n'ont, heureusement, pas affecté les relations entre les deux pays. En s'abstenant d'intervenir, les deux gouvernements éviteront d'alimenter la querelle religieuse. S'agissant du Kosovo, le gouvernement a conservé une attitude pragmatique. Une solution a été apportée au problème souligné dans le rapport de l'année précédente, qui avait trait au refus d'accorder un statut préférentiel aux marchandises originaires du Kosovo. Un des deux postes frontières initialement prévus par les autorités, en coopération avec la MINUK, a été ouvert mais la population locale s'est opposée à l'ouverture du deuxième poste. La situation dans les zones frontalières proches du Kosovo demeure précaire, comme en témoignent plusieurs incidents, sur le plan de la sécurité, observés à la fin de l'été, qui ont souligné la nécessité de renforcer la coopération. Après des discussions avec les autorités de Serbie-et-Monténégro et des représentants de la MINUK, un accord relatif à la coopération policière a été signé. Des rencontres se tiennent désormais régulièrement afin d'examiner les questions de sécurité frontalière. Poursuivant une approche plus vaste, le gouvernement a encouragé l'établissement d'un dialogue direct entre Belgrade et Pristina, de même que l'amélioration du climat général dans la région.

Le développement des relations avec la Bulgarie s'est également effectué sur la base de l'objectif commun de préparation à l'intégration européenne. Cette période a été marquée par deux visites à haut niveau - les premiers ministres des deux pays se sont rencontrés à Skopje et à Sofia et des discussions ont eu lieu en vue de l'adoption d'un protocole de coopération relatif à l'intégration européenne. Un accord a été signé afin de renforcer la coopération en matière de lutte contre la criminalité.

Les relations traditionnellement étroites avec la Slovénie ont revêtu une nouvelle dimension avec la signature, en avril, d'un protocole d'accord relatif à la coopération en matière d'assistance technique dans le domaine de l'intégration européenne. Ce protocole qui vise à faire profiter l'ARYM de l'expérience de la Slovénie en matière de préparation à l'adhésion à l'UE, offre un exemple positif des avantages que peut tirer la région des enseignements fournis par la vague actuelle d'élargissement de l'UE.

Les relations avec la Grèce se sont développées de manière positive dans les domaines politique et économique. De nouvelles sections consulaires ont été ouvertes à Thessalonique et à Bitola en vue de renforcer la coopération et les contacts transfrontaliers. La question du nom n'a cependant toujours pas été réglée, en dépit des discussions qui se sont tenues sous l'égide des Nations Unies.

8.3.2. Coopération internationale

La coopération avec le Tribunal pénal international pour l'ex-Yougoslavie (TPIY) ne s'est heurtée jusqu'à présent à aucune difficulté. Le TPIY s'est déclaré compétent pour connaître de cinq affaires et a expressément reconnu la compétence des juridictions nationales dans tous les autres cas. Afin de clarifier les modalités procédurales de la coopération avec le TPIY et de garantir qu'aucune poursuite engagée par une juridiction nationale ne viole la loi d'amnistie, il est important d'adopter sans tarder une législation appropriée.

S'agissant de la cour pénale internationale, l'ancienne République yougoslave de Macédoine a ratifié un accord bilatéral d'immunité avec les États-Unis qui est malheureusement contraire aux « principes directeurs de l'UE relatifs aux arrangements entre un État partie au statut de Rome de la cour pénale internationale et les Etats-Unis concernant les conditions de remise d'une personne à la Cour [3] ».

[3] Ces principes directeurs ont été adoptés par le Conseil le 30 septembre 2002.

Les préparatifs d'adhésion à l'OTAN se sont intensifiés et un programme national a été élaboré. Constituant un objectif commun à l'ARYM et aux autres pays de la région, ces préparatifs ont également stimulé la coopération régionale. L'ancienne République yougoslave de Macédoine, l'Albanie, la Croatie et les États-Unis ont signé, en juin, à Tirana, un accord régional en vue de favoriser encore ces efforts.

Des mesures ont été engagées pour progresser sur la question du sort des personnes enlevées et disparues, qui n'a toujours pas été éclaircie. Comme l'avait recommandé la Commission internationale pour les personnes disparues (CIPD), qui avait fourni expertise et assistance pour l'établissement d'un processus national, une commission d'enquête dans laquelle siègent des représentants du Parlement et du gouvernement a été instituée en décembre. Il convient d'éviter toute politisation de ce processus car il s'agit là d'une question qui, une fois réglée, contribuera à la guérison de plaies encore ouvertes.

À l'issue de la conclusion en 2002 des négociations engagées, l'ancienne République yougoslave de Macédoine est devenue, le 4 avril 2003, le 146ème membre de l'Organisation mondiale du commerce. Cette réalisation importante devrait contribuer de façon significative au développement économique.

9. Situation économique

9.1. Situation économique actuelle

On a assisté, en 2003, à une reprise de la croissance économique dans l'ancienne République yougoslave de Macédoine et l'inflation est restée faible. La stabilité monétaire a été maintenue et le déficit des administrations publiques a été réduit de 4 points de pourcentage par rapport à l'année précédente, tombant à 1,5% à peine du PIB. Le signal le plus préoccupant a été la persistance d'un taux de chômage élevé. En outre, le niveau de l'investissement étranger direct a été plus faible que celui de l'année précédente, déjà peu élevé, traduisant une conscience toujours vive des risques politiques et des tensions du climat économique. En avril 2003, le pays s'est entendu avec le FMI sur un nouvel accord de confirmation de 14 mois, ce qui a contribué au maintien d'un cadre macroéconomique et budgétaire stable et permis le déblocage par les bailleurs de fonds d'un important soutien financier extérieur.

Selon les statistiques officielles, la croissance du PIB réel en 2003 aurait avoisiné 3%, ce qui est globalement conforme aux prévisions initiales des autorités et du FMI. Si ce taux représente une amélioration par rapport à celui de 2001 et 2002 (-4,5% et +0,7 %, respectivement), il demeure insuffisant pour réduire le chômage et améliorer sensiblement le niveau de vie. La croissance de la production industrielle a été d'environ 7% au cours des trois premiers trimestres de 2003, grâce aux bons résultats enregistrés par quelques secteurs importants, comme l'industrie sidérurgique et pétrolière.

En avril 2003, le taux de chômage, selon l'enquête sur la population active qui s'appuie sur les normes du BIT, a augmenté pour représenter aux alentours de 37% de la population active, contre 32% l'année précédente. Cet accroissement s'explique par des taux de participation plus élevés de la population active, l'absence de nouvelles créations d'emploi et le licenciement d'employés par suite de la restructuration de grandes entreprises d'État. Si la taille importante de l'économie souterraine peut affecter la fiabilité des statistiques de l'emploi, l'augmentation, tant en pourcentage qu'en chiffres absolus, du chômage déclaré, au cours des premiers mois de 2003, est sans aucun doute préoccupante. Le gouvernement a placé un très grand espoir dans une mesure destinée à encourager de nouvelles embauches en prenant en charge une partie des cotisations patronales ("loi Branko", adoptée en avril 2003).

L'inflation est demeurée faible en 2003, avec une augmentation moyenne de 1,2% des prix à la consommation, nettement inférieure aux 3,0% anticipés. Outre le recul des prix des denrées alimentaires, qui avaient connu une très forte augmentation en 2002, cette tendance à la baisse peut s'expliquer par la dépréciation du dollar, le dénar étant de facto rattaché à l'euro. En outre, il se peut également que la réduction des droits de douane et des prix moyens à l'importation à la suite de l'adhésion du pays à l'OMC en avril 2003 ait joué un rôle à cet égard.

En 2003, les résultats budgétaires se sont améliorés de façon très sensible. Le déficit de l'administration publique s'établit, selon les estimations, aux alentours de 1,5% du PIB (alors que les prévisions étaient de 2,7% au début de l'année), contre 5,7% en 2002. L'assainissement budgétaire draconien opéré en 2003 (réduction du déficit de 4 points de pourcentage du PIB par rapport à l'année précédente) s'explique par la réduction importante des dépenses, de 41% à 36% du PIB, consécutive à la réduction ou la suppression en 2002 de certaines dépenses exceptionnelles - par exemple les dépenses liées à la sécurité et le remboursement des déposants de l'organisme d'épargne pyramidale TAT - ainsi qu'à la sous-exécution des dépenses d'équipement inscrites au budget. En ce qui concerne ces dernières, les projets ont été systématiquement réexaminés et souvent différés ou supprimés, de nombreux utilisateurs du budget ne parvenant pas à se conformer aux procédures plus strictes de passation des marchés. Les recettes totales (34,5% du PIB) ont été conformes aux prévisions, grâce aux très bons résultats du recouvrement des cotisations de sécurité sociale, des droits de douane et des recettes non fiscales, ce qui a compensé des recettes de TVA moins élevées que prévues.

Sur le plan extérieur, on a enregistré en 2003 un léger recul des échanges commerciaux globaux en termes nominaux (euro). Les exportations sont demeurées stables par rapport à 2002, avoisinant 1200 millions d'euros, tandis que les importations ont diminué de 6%, s'élevant au total à environ 1900 millions d'euros. En 2003, le déficit commercial aurait atteint, selon les estimations, 700 millions d'euros, soit 17,2% du PIB, niveau qui est inférieur à celui de 2002 exprimé en euros et en pourcentage du PBI, mais qui serait supérieur si on le mesure en dollar, en raison de l'évolution du taux de change.

Le déficit de la balance courante en 2003 s'établit, selon les estimations, à 6,2% du PIB, en incluant une aide extérieure importante représentant environ 2,1% du PIB. Les transferts globaux, privés et publics, ont diminué, tombant de plus de 13% du PIB à plus de 11%. En 2003, le niveau des investissements directs à l'étranger (IDE) a été très bas, avoisinant 1% du PBI, soit le même niveau que l'année précédente. Une aide supplémentaire des bailleurs de fonds, s'élevant à plus de 100 millions d'euros, a contribué au financement du déficit de la balance des paiements et au maintien des réserves internationales à un niveau correspondant à environ 4 mois d'importations. La dette extérieure en pourcentage du PIB a baissé de cinq à six points de pourcentage au cours de l'année 2003, atteignant 33% en fin d'année, en partie sous l'effet de l'affaiblissement du dollar américain par rapport à l'euro.

Au cours de la période de référence, les autorités ont coopéré avec le Fonds monétaire international (FMI) et maintenu un cadre macroéconomique et budgétaire cohérent, comme l'avait recommandé le précédent rapport sur le processus d'association et de stabilisation. Un accord de confirmation avec le FMI (AC), différé depuis longtemps, d'un montant de 20 millions de DTS (environ 25 millions d'euros) a été approuvé le 30 avril 2003, autorisant le déblocage, par d'autres bailleurs de fonds, d'un important soutien financier extérieur. Le premier réexamen de l'AC a été mené à terme avec succès en octobre 2003. Le deuxième devrait être achevé au printemps 2004 et le gouvernement a demandé au FMI d'entamer des négociations relatives à un prochain programme.

En 2003, la Banque mondiale a décaissé 17 millions d'USD dans le cadre du crédit à l'ajustement du secteur public et 20 millions d'USD correspondant à la deuxième tranche de l'accord relatif au deuxième prêt à l'ajustement structurel des entreprises et du secteur financier (FESAL 2 - Financial and Enterprise Sector Adjustment Loan). En septembre, le conseil d'administration de la Banque mondiale a approuvé une nouvelle stratégie d'assistance nationale. Elle envisage l'octroi d'un prêt sur 3 ans, dont le montant serait lié aux résultats obtenus, avec une enveloppe minimale de 90 millions d'USD et une dotation allant jusqu'à 165 millions d'USD dans l'hypothèse de réformes énergiques.

En juillet 2003, la BERD, avec d'autres actionnaires internationaux, a ouvert une banque de microfinancement (Pro Credit Bank) qui accorde, en règle générale, des prêts d'un montant maximal de 100 000 euros. Ses procédures rapides d'examen des demandes de crédit lui ont valu immédiatement un grand succès auprès des petites entreprises. En 2003, la BERD a également approuvé un prêt de 8 millions d'euros à une entreprise de traitement du marbre et trois autres projets régionaux, d'un montant total d'environ 105 millions d'euros, auxquels participe l'ancienne République yougoslave de Macédoine, et qui visent à soutenir les secteurs de l'énergie, des transports et de l'agro-alimentaire.

9.2. Existence d'une économie de marché et de réformes structurelles

Le processus de réformes structurelles s'est accéléré dans le courant de l'année 2003. Le programme d'action relatif à la restructuration, la liquidation ou la privatisation de 40 grandes entreprises déficitaires, engagé en 2000, a finalement été mené à terme. Les autorités se concentrent à présent sur une nouvelle priorité: le développement du secteur privé. En septembre 2003, le Parlement a approuvé une loi instituant l'Agence pour la promotion de l'esprit d'entreprise. Néanmoins l'environnement des entreprises généralement peu propice et, en particulier, l'incapacité à faire respecter efficacement les contrats et les droits des créanciers entravent l'activité de prêt des banques, ce qui à son tour affecte l'investissement et le développement économique. Le contrôle bancaire dans le pays s'améliore, les banques étant censées appliquer une nouvelle réglementation sur la comptabilité et la surveillance bancaire consolidées. Les difficultés rencontrées par quelques banques en 2003, essentiellement de petits établissements, n'ont pas affecté la stabilité financière de l'ensemble du système. Il convient d'améliorer la compétitivité et l'efficacité du secteur bancaire, afin de faciliter l'accès des PME au crédit. Enfin, la mise en oeuvre du programme de réforme du système de retraite a progressé.

Le processus de privatisation des petites et moyennes entreprises (PME) est presque terminé. À la fin du mois de septembre 2003, 1683 entreprises avaient été privatisées, tandis que 81 entreprises d'État restaient à vendre sur les entreprises inscrites dans le programme de privatisation entamé en 1993. Le gouvernement a non seulement respecté les conditions convenues avec la Banque mondiale dans le cadre des engagements contractés - au titre du FESAL 2 - en ce qui concerne les grandes entreprises publiques déficitaires recensées dans le plan d'action 2000, mais également réussi à régler en 2003 la plupart des cas restants, à quelques exceptions près généralement dues à des litiges en cours échappant au contrôle des autorités. Il a donc respecté les recommandations énoncées dans le rapport 2003 sur le processus de stabilisation et d'association.

En 2003, le gouvernement a commencé à mettre l'accent sur des mesures et des actions destinées à soutenir le développement des PME et à renforcer leur compétitivité, et plus généralement, à améliorer l'environnement des entreprises. En janvier 2003, il a adopté un programme visant à soutenir le développement des petites entreprises et à encourager l'esprit d'entreprise, et, en septembre, le Parlement a approuvé une loi établissant l'Agence pour la promotion de l'esprit d'entreprise. Les autorités ont également avalisé les principes de la charte européenne des petites entreprises et établi une stratégie de mise en oeuvre de ces principes. Le gouvernement a approuvé, en août, un programme visant à attirer les IDE et l'agence chargée du développement des IDE devrait entamer ses activités au début de l'année 2004. Toutefois, en ce qui concerne l'environnement des entreprises, l'incapacité à faire respecter efficacement les contrats et les droits des créanciers entrave l'activité de prêt des banques, ce qui à son tour freine l'investissement et le développement économique. L'absence d'un cadastre fiable et les incertitudes qui entourent les droits de propriété s'avèrent également un sérieux obstacle à l'investissement. En particulier, les incertitudes sur les droits de propriété limitent les possibilités pour les entreprises - notamment les petites et les micro entreprises - d'hypothéquer des biens immobiliers en vue d'obtenir des prêts.

Au cours de la période de référence, il ne s'est pas produit de changements structurels importants dans le secteur financier, qui est dominé par le secteur bancaire, les établissements financiers non-bancaires n'ayant qu'un rôle très limité. La solidité du secteur bancaire s'est améliorée ces dernières années. Les trois plus grandes banques, qui représentent près des deux tiers du total des actifs et du passif du secteur, font preuve de pratiques bancaires plutôt prudentes et saines. Le rapport du FMI sur l'évaluation de la stabilité du système financier, publié en décembre 2003, observe cependant que le système financier pourrait être fragilisé par la gestion, moins performante, des petits établissements bancaires ainsi que par la faible qualité de certains actifs inscrits au bilan des banques, qui transparaît dans le pourcentage élevé de prêts non productifs (16 % du total du portefeuille d'actifs au milieu de l'année 2003). En 2003, six banques ont fait l'objet d'une surveillance renforcée de la Banque nationale, mais les conséquences sur la stabilité financière de l'ensemble du système ont été relativement mineures, compte tenu de la petite taille de ces banques. La surveillance bancaire dans le pays s'améliore et les banques devront appliquer une nouvelle réglementation sur la comptabilité et la surveillance bancaire consolidées.

En 2003, les banques ont continué à détenir trop de liquidités et sont restées excessivement prudentes dans leur activité de prêt. Les banques commerciales n'ont pas entièrement répercuté sur leurs clients la baisse du taux d'intérêt moyen servi sur les bons de la Banque centrale (principal instrument de contrôle de la masse monétaire). En décembre, le taux d'intérêt moyen sur les prêts est demeuré élevé, à 14,6%, alors que le taux moyen de rémunération des dépôts était de l'ordre de 7%. Il convient d'améliorer la compétitivité et l'efficacité du secteur bancaire, afin de faciliter l'accès des PME au crédit. La création prochaine d'une association bancaire indépendante, bénéficiant d'une assistance technique financée par l'Union européenne, pourrait contribuer à ce dernier objectif, en soutenant la diffusion des meilleures pratiques en matière de bonne gouvernance.

Au mois de décembre 2003, 100 sociétés étaient inscrites au premier marché appelé marché "officiel" de la Bourse des valeurs macédonienne. En outre, environ 70 autres sociétés sont cotées au second marché dénommé marché "non officiel". Ce changement spectaculaire par rapport à l'année passée (seules huit sociétés étaient inscrites au marché "officiel") découle de la décision du gouvernement de rendre obligatoire pour toutes les sociétés remplissant les critères de cotation en Bourse de s'inscrire effectivement à la Bourse des valeurs macédoniennes, de publier des comptes publics annuels et semestriels et de divulguer la structure de leur actionnariat. La Bourse des valeurs continue cependant de jouer un rôle mineur dans le financement de l'économie. La commission des titres et de la bourse préside un groupe de travail chargé d'élaborer des modifications générales à la législation sur les valeurs mobilières pour la rendre conforme aux principes publiés par l'Organisation internationale des commissions de valeurs.

Au cours de l'année 2003, le gouvernement a progressé de façon sensible dans la mise en oeuvre de son programme de réforme du système des retraites mais il reste encore beaucoup à faire avant que le nouveau système ne puisse devenir opérationnel. Au nombre des avancées significatives observées en 2003 figurent la création de l'agence de contrôle des retraites, l'adoption des dispositions d'application clé et la restructuration du Fonds de retraite et d'invalidité. Avant que le nouveau système ne puisse devenir opérationnel, les principaux efforts à déployer en 2004 doivent porter notamment sur le renforcement des capacités de l'agence de contrôle des retraites, l'organisation de l'appel d'offres public pour sélectionner deux sociétés d'épargne-retraite qui seront chargées de la création de fonds de retraite, ainsi que la poursuite de la réforme administrative du Fonds de retraite et d'invalidité. Parallèlement à la réforme du système de retraite, il est nécessaire de soutenir la création et le développement d'instruments de placement complémentaires, appropriés pour les fonds de retraite et autorisant éventuellement une plus grande diversification internationale. La mise en place prévue d'un nouveau marché des obligations d'État (voir ci-dessous au point 3.3 'gestion des dépenses publiques') et son développement au moyen d'adjudications plus fréquentes et d'un éventail plus large d'échéances constituent une condition préalable importante du développement des fonds de retraite.

9.3. Gestion des finances publiques

Les autorités ont également progressé en ce qui concerne la réforme de l'administration publique et la gestion des finances publiques, la mise en place de l'analyse "fonctionnelle" dans la plupart des services administratifs, l'établissement d'un compte unique du Trésor et la préparation de la création d'un marché des obligations d'État. L'élargissement de l'éventail des salaires dans la fonction publique, le renforcement du contrôle des dépenses extrabudgétaires, l'instauration d'audits dans toute l'administration, la mise en oeuvre du processus de décentralisation budgétaire et, en particulier, le renforcement de la capacité des autorités locales à gérer les dépenses et à percevoir les recettes demeurent des défis majeurs.

La réforme de l'administration publique, un des domaines prioritaires recensés dans le précédent rapport, a enregistré quelques progrès en 2003. Le processus de réduction des effectifs de l'administration publique a été entamé en 2003, avec pour objectif la réduction de 4 % du nombre d'agents, tout en tenant compte des obligations de l'accord-cadre (la loi sur la fonction publique a été modifiée afin d'assurer une représentation plus équitable des communautés). Certains préparatifs ont été effectués en vue d'élargir l'éventail des rémunérations dans l'administration publique (c'est-à-dire l'écart entre la rémunération des emplois qualifiés et celle des emplois non qualifiés) mais l'application effective de cette mesure a été différée à 2004 en raison des coûts supplémentaires liés à cette réforme. Bien qu'on ait assisté en 2003 dans le secteur de la santé à un certain nombre de licenciements et de départs en préretraite, une réduction considérable des effectifs et d'autres mesures de réduction des coûts demeurent nécessaires pour assurer la viabilité, l'efficacité et la rentabilité de ce secteur. L'emploi total, quant à lui, a cependant enregistré une augmentation nette, passant de 70.000 à 71.800 à la fin de 2003; il continue ainsi de représenter un grave problème structurel, dont les ramifications vont au-delà de l'aspect des finances publiques, englobant l'engagement relatif à la 'représentation équitable' des minorités ethniques dans l'administration (toujours inférieure à 12% malgré de nouvelles embauches, principalement dans la police et l'armée) et les questions de capacités essentielles pour le processus d'intégration européenne.

La gestion des dépenses publiques: l'application des procédures relatives à l'enregistrement des engagements auprès du Trésor s'est améliorée de façon sensible, comme l'avait recommandé le rapport 2003 sur le processus de stabilisation et d'association. En 2003, les autorités ont modifié la loi budgétaire et celle sur la passation des marchés publics, et regroupé les comptes distincts des utilisateurs du budget en un compte unique du Trésor. Ce compte unique permet au ministère des Finances d'assurer un contrôle adéquat des engagements de dépenses et des arriérés de paiement des ministères concernés. Ce compte incorpore toutes les recettes de l'administration centrale, sans instituer toutefois de mécanisme de contrôle des fonds extrabudgétaires. Une rationalisation plus poussée devrait permettre, dans toute la mesure du possible, de suivre les flux financiers liés aux différents projets financés, en partie ou en totalité, par des bailleurs de fonds étrangers. Contrôles et audits internes ont été mis en place au ministère des Finances mais il convient de les renforcer et de les étendre à l'ensemble de l'administration publique. Une unité d'audit interne a été instituée au sein du ministère des Finances; il est prévu de la renforcer pour en faire un service distinct comprenant deux sous-divisions (politique d'audit et audit opérationnel).

S'agissant de la gestion des recettes publiques, les autorités ont amélioré la gestion de la TVA par un renforcement des contrôles internes et un soutien informatique plus adéquat. Le volume des arriérés de remboursement de TVA a cependant augmenté en 2003 et les autorités doivent trouver une solution à ce problème.

Les problèmes de financement deviennent une priorité impérieuse, dans la mesure où deux des principales sources de financement (essentiellement extérieur) dont a bénéficié le pays ces dernières années - à savoir les dons des bailleurs de fonds et les recettes des privatisations - se tarissent. C'est pourquoi il est désormais nécessaire de mettre en place un système fiable d'obligations d'État permettant de capter l'épargne intérieure. Dans le courant de l'année 2003, le ministère des Finances et la Banque nationale ont préparé conjointement la stratégie de développement du marché des obligations d'État. Selon cette stratégie, la première émission de bons du Trésor devrait avoir lieu au premier semestre de 2004. Le passage réussi d'un financement extérieur exceptionnel à un financement par l'émission de titres nationaux représentera le test de la capacité du gouvernement à gérer les finances publiques.

La mise en place de la décentralisation de l'administration exige toujours des réformes législatives importantes. La loi sur le financement des administrations locales [doit encore être approuvée par le Parlement]. L'application du processus de décentralisation budgétaire et, en particulier, le renforcement de la capacité des collectivités locales à gérer les dépenses et à percevoir les recettes, demeurent un défi majeur dans la perspective des élections municipales de l'automne 2004, ainsi qu'à moyen-terme. Les autorités ont prévu le financement de l'organisation des élections municipales dans le budget 2004 mais il semble qu'il n'y ait pas d'autres engagements spécifiques dans le budget pour couvrir les coûts liés à la décentralisation budgétaire. Il est nécessaire d'instaurer et de développer un système moderne et homogène de comptabilité au sein des services des collectivités locales autonomes.

10. Mise en oeuvre du processus de stabilisation et d'association

10.1. Évaluation générale

Un certain nombre de mesures ont été prises, qui témoignent de la volonté du pays d'accélérer les réformes axées sur l'adhésion à l'UE, dans le cadre du processus de stabilisation et d'association (PSA). Ces mesures englobent une meilleure coordination dans la mise en oeuvre des obligations qui découlent de la relation contractuelle entre l'ancienne République yougoslave de Macédoine et l'Union européenne, et des recommandations formulées dans le cadre du PSA. La décision du gouvernement de régler le problème suscité par la violation de l'accord intérimaire dans l'affaire OKTA a été accueillie avec satisfaction. L'entrée en vigueur prochaine de l'accord de stabilisation et d'association (ASA) renforcera de façon importante la portée et le niveau de la coopération qui existe actuellement entre l'ancienne République yougoslave de Macédoine et l'Union européenne. L'adaptation de l'ASA devrait être achevée avant le 1er mai dans la perspective du prochain élargissement de l'UE.

Si on peut saluer les efforts déployés pour mieux respecter les obligations de l'ASA, les ressources, y compris celles du budget national, consacrées à ce processus demeurent insuffisantes. Il convient en outre de clarifier le lien entre d'une part les priorités stratégiques et d'autre part la fixation et la mobilisation des ressources. La plupart des structures, y compris celles du Parlement, ont été mises en place trop rapidement pour pouvoir faire la preuve de leur capacité à opérer une accélération décisive du processus de réforme que suppose l'ASA. Il sera nécessaire de continuer à associer aux actions et à mobiliser tous les ministères, afin de maintenir le large éventail de réformes inscrites à l'ordre du jour du gouvernement.

10.1.1. Situation

Le processus de stabilisation et d'association est sur le point de revêtir une nouvelle dimension dans l'ancienne République yougoslave de Macédoine par suite de la ratification de l'ASA, qui permettra son entrée en vigueur le 1er avril 2004. Des négociations relatives à l'ajout d'un protocole à l'accord ont été entamées en octobre afin de tenir compte de la prochaine adhésion à l'UE de dix nouveaux États membres. Il est à présent urgent de les parachever, afin, non seulement, d'éviter des effets négatifs sur le commerce mais aussi de pouvoir tirer tous les avantages de l'application de l'ASA à un marché élargi.

La période qui s'est écoulée depuis le rapport de l'année passée a été marquée par un programme de travail intensif. Après le réajustement des structures des groupes de travail, de façon à mieux tenir compte des exigences de l'accord intérimaire conclu en avril, un cycle complet de réunions des groupes de travail a eu lieu dans le cadre des accords intérimaire, de coopération et de transport. La sixième réunion du conseil de coopération s'est tenue à Bruxelles en juillet. En outre, des réunions techniques ont permis une discussion approfondie de certaines questions liées à l'accord intérimaire (questions touchant au marché intérieur, dont les politiques de concurrence, la protection des consommateurs, la normalisation, la métrologie, l'accréditation, la certification, la surveillance du marché, etc.).

Des négociations axées sur une plus grande libéralisation du commerce des produits agricoles et de la pêche ont été entamées en décembre 2002 et conclues avec succès en juillet. En décembre, les résultats de ces négociations ont été approuvés par une décision du conseil de coopération.

10.1.2. Évaluation générale des capacités administratives

Après la publication du rapport de l'année passée, le gouvernement a adopté, en juin, un plan d'action qui a traduit les recommandations du PSA en 216 actions et également défini les organes chargés de leur mise en oeuvre. Ce plan a été suivi par l'adoption, en avril, du programme national 2003 de rapprochement de la législation. L'élaboration d'une stratégie nationale d'intégration à l'UE est toujours en cours.

Un premier rapport sur la mise en oeuvre du plan d'action prévu par le PSA a été présenté au conseil de coopération de juillet. Des rapports ont également été présentés en novembre et en février; tous ces documents ont fourni une contribution à l'élaboration du présent rapport.

Des mesures ont été prises pour renforcer la capacité du gouvernement à mettre en oeuvre l'ASA et à progresser également dans le processus de stabilisation et d'association. Un nouveau groupe de travail sur l'intégration européenne, présidé par le Vice-premier ministre, Mme ?ek'erinska, a été créé en mars 2003, afin de coordonner le processus de stabilisation et d'association et le plan en faveur de l'intégration européenne. Dans le cadre du sous-comité responsable du rapprochement de la législation nationale de la législation communautaire, le gouvernement a établi, en mars, des groupes de travail chargés du rapprochement de la législation de "l'acquis communautaire". Après un retard initial, ces groupes sont depuis devenus opérationnels.

La section chargée de l'intégration européenne soumet au gouvernement des rapports trimestriels sur les progrès accomplis dans la mise en oeuvre de l'accord intérimaire /de l'ASA.

Le rôle du secrétariat chargé des actes législatifs a été renforcé pour lui permettre de rendre des avis autorisés sur la compatibilité de projets de lois et d'autres actes juridiques avec la constitution, d'autres lois déjà en vigueur, les accords internationaux ratifiés par le Parlement et l'acquis. Des modifications des règles de fonctionnement interne du gouvernement ont également renforcé le rôle des commissions gouvernementales (traitant du système politique, du système économique, des ressources humaines et du développement durable) en ce qui concerne l'harmonisation de la politique nationale avec les politiques et l'acquis communautaires. Depuis octobre, tout projet de loi soumis au gouvernement doit comporter une déclaration de conformité avec le droit communautaire. Un programme opérationnel de mise en oeuvre de la stratégie 2000 sur la formation des fonctionnaires aux questions européennes a été adopté en octobre.

Si les instruments précités ont été mis en place, les capacités des divers organismes administratifs associés au processus n'ont pas connu de changement spectaculaire, principalement en raison des contraintes budgétaires ainsi que de la difficulté à trouver du personnel possédant une formation adéquate. La formation des fonctionnaires participant à la coordination du processus d'intégration européenne, y compris au niveau local, demeure insuffisante. Il sera nécessaire de renforcer les compétences internes pour être en mesure d'apprécier la conformité des projets de loi avec l'acquis.

10.1.3. Impact de l'ASA/de l'accord intérimaire sur la réforme

Le gouvernement a confirmé sa volonté d'engager les réformes exigées par l'application de l'accord intérimaire/de l'ASA, comme en témoignent les différents plans qu'il a adoptés et les structures qu'il a mises en place afin de mieux coordonner et surveiller la mise en oeuvre de ces réformes. La plupart d'entre elles se trouvent toutefois à un stade initial et on ne saurait encore évaluer correctement leur impact. En outre, compte tenu des capacités administratives encore limitées du pays et de ses contraintes budgétaires, la volonté politique du gouvernement d'aller de l'avant ne doit pas conduire à sous-estimer le temps qui sera nécessaire pour atteindre les normes recherchées. Les conditions nécessaires pour obtenir le plus grand impact possible, qui étaient indiquées dans le rapport de l'année précédente, demeurent les mêmes pour cette année: le renforcement de la coordination et la rationalisation des efforts en vue de mener à bien les réformes à court et à moyen terme, le renforcement des institutions et le développement des capacités afin de garantir la mise en application du nouveau cadre juridique.

10.2. Marché intérieur et commerce

L'ancienne République yougoslave de Macédoine a accompli certains progrès dans le respect de ses obligations au titre de l'accord intérimaire/de l'ASA, comme en témoigne en particulier la suppression des mesures discriminatoires appliquées pour l'importation du pétrole et de ses dérivés. S'agissant de la législation relative au marché intérieur, le tableau est mitigé: si des progrès ont été enregistrés dans les domaines de la concurrence, des aides d'État, des droits de propriété et des douanes, on n'a guère observé de changement dans les secteurs des marchés publics et de la protection des données. Dans tous les domaines, les capacités de mise en oeuvre demeurent insuffisantes.

10.2.1. Circulation des marchandises

L'Union européenne est le principal partenaire commercial de l'ancienne République yougoslave de Macédoine, représentant 54 % du total de ses échanges. Au niveau sectoriel, le commerce avec l'UE est dominé par les produits manufacturés, principalement les textiles (42 % des importations de l'UE et 20 % des exportations de l'UE). Les produits agricoles ont constitué 14 % des importations de l'UE. On notera que l'énergie (essentiellement le pétrole) a représenté environ 11 % du total des exportations de l'UE à destination du pays.

Avec un certain retard par rapport au moment où le gouvernement avait réitéré son engagement (en juillet 2002), la suppression de l'application discriminatoire, à divers importateurs de pétrole et de ses dérivés, de droits différents à l'importation, en violation de l'accord intérimaire, a été notifiée à la Commission européenne en mars 2003. Deux autres questions controversées soulevées par la Commission ont reçu une solution: une interdiction frappant les importations de certains produits bovins et caprins a été levée pour les États membres de l'UE et les pays adhérents en avril / juillet, et un règlement restrictif concernant les conditions appliquées à l'importation du sucre a été abrogé en octobre. L'instauration, dans le cadre d'une nouvelle procédure, d'une redevance de 100 euros pour la délivrance de licences d'importation de marchandises relevant de contingents tarifaires à droit nul, a suscité de vives inquiétudes chez les opérateurs économiques. La Commission examine actuellement si cette redevance est conforme aux dispositions pertinentes de l'accord intérimaire et aux règles de l'OMC.

Certains progrès ont été accomplis dans les domaines de la normalisation, de la métrologie, de l'accréditation, de la certification et de la surveillance du marché. Les trois nouveaux organismes prévus par la législation de 2002 - l'institut de normalisation, le bureau de métrologie et l'organisme d'accréditation - ont été officiellement créés en 2003 mais il convient à présent de les doter des effectifs et des équipements nécessaires pour leur permettre de s'acquitter avec efficacité de leurs attributions respectives. Les dispositions d'application dans ces domaines sont encore pendantes.

10.2.2. Circulation des personnes, des services et droit d'établissement

L'application de la loi de 2002 sur les sociétés a été suspendue et fait actuellement l'objet d'un examen. Dans l'intervalle toutefois, la législation de 1996 - qui est toujours applicable - a été modifiée afin d'interdire la cession des droits détenus par un certain nombre d'organes de direction dans des sociétés de participation.

La loi sur la comptabilité des organisations à but non lucratif, qui régit la comptabilité des ONG (y compris des ONG étrangères et internationales), des fondations, d'autres formes d'associations, des communautés et groupes religieux, de l'association de la Croix-rouge, des associations et organisations humanitaires, des syndicats et d'autres organisations à but non lucratif, a été promulguée en mars 2003.

Le pays n'a toujours pas adopté une législation appropriée sur la protection des données, conforme aux normes de l'UE, bien que celle-ci revête un caractère de nécessité impérieuse et soit essentielle pour l'établissement d'un système adéquat d'enregistrement ainsi que pour la coopération avec EUROPOL.

10.2.3. Circulation des capitaux

Les résidents sont autorisés à exporter, à leur sortie du pays, un montant maximal de 2000 euros en espèces ou en chèques et à importer, à leur retour, un montant maximal de 10 000 euros. L'importation de tout montant supérieur n'est autorisée que sous réserve des dispositions de la loi antiblanchiment. Une loi sur les virements a été promulguée en novembre, afin de fixer les modalités à suivre pour ce type d'opérations. Il reste encore à adopter les dispositions d'application. Depuis l'entrée en vigueur, à l'automne 2002, de la nouvelle loi sur les changes, les investissements de portefeuille effectués à l'étranger par des résidents ont été autorisés sous certaines conditions et avec certaines restrictions, tandis que les non résidents peuvent investir sans restrictions par l'intermédiaires d'agents agréés. Les investissements étrangers directs sont en règle générale autorisés sans restrictions (sauf dans quelques secteurs sensibles touchant à la sécurité publique), dès lors qu'ils ont été enregistrés au ministère de l'économie. Le produit des investissements directs et les montants tirés de la liquidation de ceux-ci peuvent être transférés à l'étranger sans restrictions, après paiement de l'impôt sur le revenu.

10.2.4. Douane

Grâce au soutien constant fourni par la mission d'assistance douanière de l'UE auprès de l'ancienne République yougoslave de Macédoine (CAFAO-MAK), les autorités ont pris certaines mesures pour renforcer le service douanier. L'Administration douanière a élaboré un programme stratégique d'action pour la période 2004-2008; celui-ci offrira une base pour faire progresser le processus de réforme et transformer l'administration en un service performant, qui soit en mesure de veiller à ce que la perception des droits de douane s'effectue en temps opportun et avec efficacité, et de s'acquitter d'autres obligations consistant par exemple à empêcher l'importation sur le territoire de marchandises illégales. Ce programme arrête et précise les objectifs que doit chercher à atteindre l'administration des douanes sur une période de cinq ans, en termes de qualité de service aux entreprises et au grand public, de résultats opérationnels, d'infrastructures, d'équipements et de gestion des ressources humaines. Les efforts de réforme et de modernisation progressent cependant lentement.

Certaines mesures ont été prises récemment pour commencer à s'attaquer au problème de la corruption et d'autres activités criminelles au sein du service des douanes. La création, au sein de l'Administration macédonienne des douanes, d'une unité des normes professionnelles a représenté une initiative positive en ce sens. Le nombre de mesures disciplinaires a également augmenté. Il est nécessaire toutefois de redoubler d'efforts dans ce domaine. Il est essentiel de veiller à ce que les fonctionnaires des douanes impliqués dans des activités criminelles soient dûment poursuivis et il est important également que des mesures disciplinaires soient prises lorsqu'elles sont dûment justifiées.

L'Administration douanière, avec le plein soutien du gouvernement, doit non seulement faire porter ses efforts sur la perception des recettes mais s'intéresser de plus près à des domaines tels que la criminalité organisée, les stupéfiants et la contrebande. La coordination entre l'Administration douanière et d'autres organes chargés de l'application de la législation doit être renforcée. L'Administration doit également garantir la stabilité et une gestion adéquate des ressources humaines, accélérer les réformes, se préparer à répondre aux exigences de l'ASA et être en mesure de faire respecter correctement les procédures douanières sur l'ensemble du territoire.

10.2.5. Concurrence et aides d'État

S'il reste encore beaucoup à faire et que de nouveaux progrès sont essentiels, des premières mesures ont été prises pour mettre en place une politique de concurrence inspirée du modèle communautaire. Une nouvelle législation est nécessaire pour couvrir des domaines comme les accords restrictifs, l'abus de position dominante, le contrôle des concentrations et les pratiques de nature à fausser la concurrence. Pour faire de la législation un outil efficace, il convient de doter l'autorité de concurrence des moyens effectifs lui permettant de faire appliquer directement la législation et d'infliger des sanctions. Le défi consiste en outre à renforcer les capacités administratives et les ressources (notamment humaines) des autorités de concurrence. Il conviendrait de consulter l'autorité de concurrence sur tous les projets de législation qui ont une incidence sur l'activité économique.

S'agissant du contrôle des aides d'État, la législation sur les aides d'État a été promulguée en mars 2003 et son application a débuté en janvier 2004. Les dispositions d'application ont également été adoptées. La commission des aides d'État est opérationnelle et ses membres ont été désignés en juin. Le service des aides d'État demeure cependant en sous-effectifs, avec seulement deux employés. L'établissement d'un inventaire complet et d'un compte rendu sur toutes les mesures d'aides d'État en vigueur (s'appuyant sur la définition communautaire des aides d'État) favoriserait la transparence. La commission des aides d'État aura un rôle à jouer pour faire mieux connaître des ministères, de l'administration publique et des entreprises, le cadre applicable au contrôle de ce type d'aides. De manière générale, le pays doit encore renforcer la politique de concurrence, en d'autres termes la stratégie horizontale visant à promouvoir la concurrence en encourageant la libéralisation, en améliorant les pratiques de passation des marchés publics et en favorisant une approche à l'égard de la privatisation axée sur la concurrence. Il profitera également d'un renforcement général de l'État de droit.

10.2.6. Marchés publics

En 2003, quelques affaires mettant en jeu des achats publics importants ont amené à s'interroger sur l'application effective des règles existantes en matière de marchés publics: réserves pétrolières au cours du conflit irakien (accord direct avec Makpetrol); médicaments (lancement d'une offre internationale uniquement à la suite de fortes pressions de la Banque mondiale) et logiciels utilisés par l'administration publique (accord direct avec Microsoft).

En mars 2003 ont été adoptées des modifications mineures à la législation sur les marchés publics, en vue d'améliorer tant les méthodes de surveillance du ministère des Finances que l'applicabilité de certaines dispositions de la loi sur les obligations. Il est nécessaire toutefois d'apporter de nouvelles améliorations au cadre juridique actuel, afin de le rapprocher de l'acquis communautaire, et de renforcer sérieusement les capacités administratives de mise en oeuvre de la législation. Parmi les améliorations requises figurent l'établissement d'une agence des marchés publics et l'adoption d'une nouvelle législation sur les marchés publics.

10.2.7. Droits de propriété intellectuelle, industrielle et commerciale

L'organe de coordination pour la protection des droits d'auteur et d'autres droits voisins, institué par le ministère de la Culture en mai 2003, a préparé la première ébauche du programme relatif au développement du régime de protection des droits d'auteur et d'autres droits voisins. Un réexamen de la législation serait nécessaire afin de poursuivre son harmonisation avec les dispositions de l'acquis. Il reste en outre à mettre en place, au sein du ministère de la Culture, des services spécifiques chargés de l'application, de la protection, de la promotion et de la surveillance renforcée des droits d'auteur et d'autres droits voisins. L'applicabilité de la loi sur la propriété industrielle, promulguée en juin 2002, a été différée du 1er juillet 2003 au 1er janvier 2004 et la date butoir pour l'élaboration des dispositions d'application a été reportée au 31 décembre 2003.

Des actions de sensibilisation ont été entamées dans ce domaine et doivent être poursuivies.

10.3. Politiques sectorielles

Certaines mesures ont été prises en ce qui concerne, d'une part, les transports et l'énergie, dans le cadre d'initiatives régionales, et, d'autre part, le développement des PME. On n'a guère observé toutefois de progrès quant aux changements que doivent opérer certains secteurs économiques importants du pays, ce qui s'explique sans doute en partie par les tensions du climat économique et la fragilité du contexte social.

10.3.1. Industrie et PME

Le secteur industriel demeure fragile et les efforts de restructuration des industries sont restés limités. Le gouvernement n'a pas encore adopté le programme de restructuration et de reconversion de son industrie sidérurgique. Le secteur textile a subi des pertes considérables en 2003 en raison de la dépréciation du dollar.

Des progrès ont été relevés en ce qui concerne le soutien au développement des petites et moyennes entreprises (PME). Parallèlement à l'adoption, lors du Sommet de Thessalonique, de la charte européenne des petites entreprises, le gouvernement a adopté un programme de mesures destinées à soutenir l'esprit d'entreprise et à renforcer la compétitivité des PME. Un conseil national de la compétitivité et de l'esprit d'entreprise a été institué. Une loi relative au soutien du développement des petites entreprises et à la création d'une Agence pour la promotion de l'esprit d'entreprise a été adoptée en septembre. Une stratégie de mise en oeuvre des principes contenus dans la charte européenne des petites entreprises a en outre été élaborée. Une réforme de l'enseignement et l'organisation d'activités parascolaires ont permis, dans l'enseignement primaire et secondaire, de sensibiliser les jeunes à l'entreprise. L'accès au crédit demeure cependant insuffisant et il sera nécessaire d'apporter de nouvelles améliorations au cadre institutionnel, juridique et fiscal régissant ce secteur prometteur.

10.3.2. Agriculture

Le secteur agricole a représenté, en 2003, 10,2 % du PIB. Des mesures ont été prises pour stimuler les exportations de denrées clé comme le vin et les produits horticoles ainsi que pour encourager la production nationale de produits organiques. La location gratuite de certaines terres appartenant à l'État à des catégories vulnérables de la population des zones rurales a constitué une mesure sociale importante. Le pays toutefois n'a pas été très actif en ce qui concerne la mise en oeuvre des mesures structurelles nécessaires et l'adoption de dispositions permettant de remédier au manque de compétitivité qui caractérise le secteur agricole.

Il est nécessaire d'améliorer les normes de qualité, afin de permettre au pays d'augmenter, à moyen terme, ses exportations vers l'Union européenne. Les services d'inspection aux frontières et à l'intérieur du pays ainsi que les méthodes utilisées dans les secteurs vétérinaire et phytosanitaire - y compris l'ensemble de la législation correspondante - doivent être mis progressivement en conformité avec les normes communautaires. Il convient de perfectionner l'analyse des politiques, les systèmes sectoriels d'information et les statistiques. Le pays doit intensifier ses efforts pour pouvoir s'adapter à de nouvelles conditions et une plus grande concurrence sur le marché, et être également en mesure de tirer pleinement parti des possibilités offertes par l'élargissement de l'UE.

10.3.3. Environnement

S'agissant des conventions internationales, certaines évolutions peuvent être signalées comme la ratification, en avril, de la convention européenne du paysage et la signature à Kiev, lors de la conférence ministérielle de mai, à la fois du protocole relatif à l'évaluation stratégique des incidences sur l'environnement et du protocole concernant le registre des émissions polluantes. Des modifications à la convention de Bâle (déchets dangereux) et à la convention sur les polluants organiques persistants ont également été ratifiées. Des développements importants sur le plan régional ont également été observés, en particulier dans le cadre du REReP (on trouvera plus d'informations à ce sujet dans la partie 4.4 du document de stratégie intitulée "Coopération dans d'autres secteurs"). Une législation sur l'environnement, la gestion des déchets, la gestion de l'eau, la protection de la nature et la qualité de l'air doit encore être adoptée; l'adoption de cette législation est importante car elle constituerait une première étape vers le rapprochement de la législation nationale de l'acquis communautaire. Deux stations de contrôle de la qualité de l'eau ont été installées à Taor et à Demir Kapija le long du lit du fleuve Vardar.

On n'a guère toutefois enregistré de progrès sur le plan de la mise en oeuvre des réformes structurelles et des capacités. Les plans de restructuration administrative ne semblent pas progresser et on a observé des dérapages dans le programme national de rapprochement de la législation par rapport au programme de l'année passée.

10.3.4. Infrastructures

Les infrastructures dans l'ancienne République yougoslave de Macédoine demeurent insuffisantes. Le gouvernement a approuvé, en septembre 2003, un programme d'investissements publics pour la période 2003-2005. Dans ce programme sont recensés des projets d'investissement d'un montant de 218 millions d'euros pour 2003. Ce chiffre comprend aussi bien les ressources nationales que les subventions et les prêts extérieurs.

Les ministres des transports d'Albanie, de l'ancienne République yougoslave de Macédoine, de Bulgarie, de Grèce, de Turquie et d'Italie ont signé une déclaration sur le financement du corridor de transport transeuropéen VIII. Cette déclaration prévoit que le corridor sera terminé d'ici 2020 mais si les pays qu'il traverse prennent un engagement plus important, il se pourrait que la section principale du corridor soit prête d'ici 2013. Un secrétariat technique chargé d'assurer la coordination, la préparation et l'analyse des principaux projets a également été institué. Le tronçon routier du corridor VIII qui traverse l'ancienne République yougoslave de Macédoine a une longueur de 317 kms; sur ces 317 kms, 84,5 kms (26 %) sont déjà prêts et 25,5 kms (9 %) sont en cours de construction. La mise au point de projets pour les 207 kms restants (64 %) se poursuit. Les travaux sur de nouveaux tronçons d'autoroute le long du corridor X se sont poursuivis en 2003. Des développements régionaux importants ont été observés dans le domaine des transports; on se reportera à ce sujet à la coopération régionale instaurée dans le cadre du réseau de base des transports d'Europe du Sud-Est (on trouvera un complément d'information à la partie 4.4 du document de stratégie "coopération dans d'autres secteurs").

Des premiers progrès ont été enregistrés avec la mise en place (en septembre) de la commission de régulation de l'énergie et l'élaboration de propositions relatives à l'éclatement du monopole intégré ESM (Compagnie d'électricité de Macédoine) dans la perspective de sa privatisation. On a également relevé de premières avancées sur la voie de la libéralisation du marché de l'énergie, conformes à l'acquis et à l'objectif d'intégration du marché régional de l'électricité dans l'Europe du Sud-Est. Le plan présenté prévoit la dissociation juridique d'ESM et la création de trois entités distinctes (une entreprise chargée de la production, une entreprise chargée du transport et une entreprise chargée de la distribution) qui possèderont les actifs correspondant à leurs fonctions. La restructuration devrait s'effectuer au cours de l'année 2004. Les plans actuels sont pleinement conformes à la plus récente directive communautaire sur l'électricité. Ces évolutions doivent s'accompagner de progrès en ce qui concerne la refonte de la loi sur l'énergie (qui a été rédigée en 1997 et, en dépit de modifications, n'est toujours pas conforme à l'acquis), la mise en place du gestionnaire du réseau de transport (sans laquelle la libéralisation et la régulation du secteur de l'électricité par la commission de régulation de l'énergie demeureront, pour l'essentiel, un exercice purement théorique) et le respect des obligations de service public (eu égard en particulier aux conditions économiques et sociales du pays).

Au niveau régional, des développements importants ont été observés en ce qui concerne le marché régional de l'énergie (signature, en décembre, d'un protocole d'accord modifié; on trouvera à ce sujet des informations plus précises au point 4.4 du document de stratégie intitulé "Coopération dans d'autres secteurs").

Le Parlement a approuvé en décembre une nouvelle loi sur les télécommunications. La convention européenne sur la télévision transfrontière et son protocole ont été ratifiés.

10.4. Coopération en matière de Justice et d'Affaires intérieures

Compte tenu des défis que posent la criminalité, la corruption, le trafic illicite et l'absence de gestion efficace des frontières, les conclusions du sommet de Thessalonique ont souligné la nécessité de progrès rapides dans la réforme des domaines liés à la Justice et aux Affaires intérieures. Depuis le rapport de l'année passée, certaines mesures ont été entreprises en vue de mettre au point une approche stratégique dans des domaines tels que la gestion intégrée des frontières ainsi que la lutte contre la criminalité organisée et la corruption. La dimension régionale a également été développée avec la signature d'accords bilatéraux de coopération avec la Bulgarie, l'Albanie, la Serbie-et-Monténégro et la MINUK/ Kosovo. S'il était urgent d'engager des réformes, la plupart d'entre elles demanderont du temps et des efforts soutenus pour pouvoir produire tous les résultats attendus.

10.4.1. Visas, contrôles aux frontières, asile et immigration

Visas: l'ancienne République yougoslave de Macédoine a apporté certains changements à son régime de visas. Le système de délivrance de visas aux frontières a été abandonné depuis janvier 2004, à l'exception du trafic local à la frontière avec l'Albanie. Les garanties supplémentaires nécessaires pour que le système de visa « touristique » autocollant réponde aux normes européennes, comme l'avait souligné le rapport de l'année passée, ont également été instaurées. De nouvelles mesures concrètes ont été présentées lors de la réunion de novembre des ministres de la Justice et des Affaires intérieures de l'UE et des Balkans occidentaux.

Gestion intégrée des frontières: la mise en oeuvre des engagements souscrits lors de la conférence régionale sur la gestion et le contrôle des frontières, tenue à Ohrid en mai, se trouve au coeur de la stratégie de gestion intégrée des frontières adoptée en décembre. Des mesures concrètes touchant aux premières phases de mise en oeuvre ont été présentées lors de la réunion de novembre des ministres de la Justice et des Affaires intérieures de l'UE et des Balkans occidentaux. Cette stratégie a été jugée positive tant par la CE que par la communauté internationale. La coopération opérationnelle entre tous les organismes participant à la gestion intégrée des frontières et, en particulier, la coopération entre le ministère de l'Intérieur et l'armée devra recevoir toute l'attention voulue.

Les plans relatifs au transfert du contrôle de la frontière verte du ministère de la Défense au ministère de l'Intérieur et à l'établissement d'une police des frontières ne font que démarrer. Il conviendra d'assurer une coordination satisfaisante afin de respecter le calendrier convenu.

La gestion des frontières nécessite également un dialogue et des solutions pragmatiques au niveau régional. Des progrès ont été enregistrés avec l'ouverture, en août, d'un poste frontière temporaire avec le Kosovo. Il existe dans la région une ferme détermination en faveur du développement de la confiance entre les services de gestion des frontières ainsi qu'envers la réforme de la gestion des frontières, de manière générale; cette détermination transparaît dans le document de la conférence d'Ohrid traitant de la voie à suivre ("Way Forward Document") ainsi que dans les conclusions du sommet de Thessalonique. Il est nécessaire de mettre dûment en oeuvre toutes ces conclusions et recommandations.

Asile: après avoir été longtemps différée, une nouvelle loi sur l'asile et la protection temporaire, conforme aux normes de l'UE, a été adoptée en juillet. L'achèvement de ce processus et la souplesse avec laquelle les autorités ont traité les demandes ont représenté deux évolutions positives. Il est cependant urgent de mettre les procédures de gestion des demandes d'asile et des réfugiés en conformité avec les normes admises au niveau international. Il est également nécessaire d'inscrire les questions d'asile dans un système pleinement intégré de gestion des frontières. Il importe de dispenser une formation permettant d'identifier et de contrôler les demandeurs d'asile et d'autres migrants. Il convient également de mettre l'accent sur une formation consacrée au droit des réfugiés et aux droits de l'homme, dans le respect des conventions internationales.

Une tâche importante qui attendra le pays résidera dans l'élaboration et l'adoption de dispositions d'application appropriées en vue de la mise en place de stratégies et de structures d'accueil et de leur développement. Par décision du gouvernement adoptée le 3 mars 2003, le statut de personne bénéficiant d'une aide humanitaire temporaire ("THAP"- Temporary Humanitarian Assisted person ) a été prorogé au 28 septembre 2003 pour les minorités ethniques kosovares restées au pays depuis 1999. Le gouvernement a ensuite décidé de mettre fin à ce régime à compter du 28 septembre 2003. L'accès individuel à la procédure de demande d'asile continuera néanmoins d'être accordé aux ex-bénéficiaires du régime THAP qui ne retournent pas dans leur pays, conformément à la nouvelle loi sur l'asile. Une solution satisfaisante reste à trouver en ce qui concerne les réfugiés kosovares qui ne peuvent pas bénéficier de l'asile mais que l'on ne peut toutefois renvoyer de force au Kosovo. Il appartiendra au ministère du Travail et de la Politique sociale d'assumer la responsabilité de ces réfugiés, comme le stipulent les nouvelles dispositions législatives.

Un groupe de travail interministériel responsable de l'intégration locale a été institué dans le cadre des initiatives en matière de migration et d'asile ainsi que du plan d'action national. Le ministère du Travail et de la Politique sociale comprend également un service chargé de l'accueil et de l'intégration locale. Si l'on part de l'hypothèse qu'un nombre substantiel de bénéficiaires actuels du régime THAP se verront accorder l'asile en 2004, le nombre de réfugiés officiellement reconnus qui auront besoin d'une aide à l'intégration locale augmentera.

Il est nécessaire d'élaborer une politique de retour concrète, qui soit dotée de ses propres procédures. Il convient de distinguer les personnes ayant besoin d'une protection internationale et d'un permis de séjour des migrants clandestins qui ne sont pas en mesure d'obtenir l'autorisation de rester dans le pays. Il convient d'encourager les retours volontaires et de mettre en place des procédures de reconduite sous escorte.

Migrations: Au 31 décembre 2003, l'ancienne République yougoslave de Macédoine avait ratifié des accords de réadmission avec la France, l'Italie, la Suisse, la Slovénie, la Slovaquie, la Bulgarie, la Croatie et l'Allemagne. Les accords avec la Roumanie et la Hongrie sont en attente de ratification et de nouveaux accords avec la Belgique, les Pays-Bas, le Luxembourg, le Danemark, l'Ukraine, l'Albanie et la République tchèque sont en cours de négociation.

La législation sur les migrations doit être réexaminée. Si la loi sur l'asile et la protection temporaire est compatible avec les normes européennes, il n'en va pas de même de celle sur la circulation et le séjour des étrangers. En 2003, aucune modification n'a été apportée à la législation en ce qui concerne l'immigration légale et clandestine ainsi que la traite des êtres humains. Il est nécessaire d'établir une stratégie commune de lutte contre l'immigration clandestine et la traite des êtres humains, à la fois aux frontières et à l'intérieur du pays, et notamment de réexaminer le cadre juridique applicable aux étrangers.

10.4.2. Blanchiment de capitaux

Les décisions de renforcer plus avant la Direction chargée du blanchiment des capitaux dans son rôle de service opérationnel de renseignements financiers et d'éviter de l'intégrer au sein de la police financière marquent l'une et l'autre des progrès. La coopération internationale devrait être soutenue par les accords signés avec les services de renseignement financier de Slovénie, de Croatie, de Serbie-et-Monténégro et de Bulgarie. À la suite de l'engagement souscrit lors du sommet de Thessalonique, le gouvernement a adopté une mesure concrète spécifique afin de renforcer les capacités de lutte contre le blanchiment de capitaux. Elle comporte l'échange régional d'informations sur les transactions douteuses.

La Direction chargée de la prévention du blanchiment des capitaux ne répond toujours pas aux normes internationales, comme le montre le fait qu'elle ne remplit pas les conditions de participation au Groupe Egmont. Il sera nécessaire de renforcer les échanges de renseignements avec la police financière ainsi qu'avec d'autres organismes chargés de l'application de la législation et d'autres services administratifs, de façon à permettre à cette direction de s'acquitter de son rôle de service de renseignement financier. Le fait qu'elle soit en sous-effectif freine également la mise en oeuvre de nouvelles actions. Aucune procédure judiciaire n'a été engagée jusqu'à présent. Il convient également de définir de plus près la coordination entre la police financière et d'autres services de police étant donné que la structure actuelle permet d'invoquer des clauses échappatoires.

10.4.3. Stupéfiants

La police a réussi à procéder à un certain nombre d'arrestations de trafiquants de drogue mais les délits liés à la drogue ont augmenté de près de 40% de janvier à septembre 2003. Parallèlement le nombre d'arrestations et de condamnations a augmenté de 33%. L'accroissement du nombre de toxicomanes recensés est préoccupant car il semble indiquer que l'ancienne République yougoslave de Macédoine est non seulement un pays de transit mais qu'elle devient de plus en plus un pays de consommation.

Ces évolutions appellent l'adoption de mesures énergiques, tâche qui incombe à la commission nationale interministérielle, qui vient d'être créée en vue de lutter contre la production, le trafic et l'usage illicites de stupéfiants. Cette commission toutefois n'a pas encore entamé effectivement ses travaux. L'absence de planification stratégique au niveau central a entraîné un manque d'homogénéité du cadre institutionnel et législatif. Une coordination adéquate doit être instaurée entre les autorités concernées. L'établissement d'un cadre juridique approprié applicable aux stupéfiants représente également une condition préalable nécessaire pour empêcher la production illicite.

10.4.4. Police

L'évolution de la situation sécuritaire dans le pays, qui dépend de plus en plus de facteurs liés à la criminalité, a souligné le caractère prioritaire d'une réforme de la police. La structure de la police est actuellement très centralisée et ne répond pas aux normes en vigueur dans les services de police modernes et démocratiques. Aussi est-il nécessaire que la police, de même que le ministère de l'Intérieur, engagent des réformes approfondies. Investie d'un rôle de surveillance et de conseil des forces de police locales, la mission «Proxima » devrait également appuyer les efforts pour évoluer vers une police professionnelle opérant conformément aux meilleures pratiques et aux normes de L'UE.

Une première étape de la réforme a été menée à terme avec la dissolution de l'ancienne unité paramilitaire des "Lions". Une représentation équitable au sein de la police a été encouragée. Au niveau stratégique, le gouvernement a défini les principales priorités et adopté au mois d'août une stratégie, qu'il a parachevée en janvier 2004, conformément aux recommandations de la CE. Il importe à présent de traduire ces priorités en un plan d'action concret, qui couvre toutes les composantes du ministère de l'Intérieur, y compris la Direction de la sécurité nationale et du contre-espionnage (DBK), et soit axé sur un transfert effectif des compétences vers les échelons locaux et subordonnés des services du ministère de l'Intérieur et de la police.

Il convient de porter toute l'attention voulue à la fois à la représentation équitable et à l'évolution de la carrière des fonctionnaires de police, en particulier pour ce qui est des fonctions de gestion et d'investigation, conformément aux obligations découlant de l'accord-cadre. Un nouveau système de gestion des ressources humaines doit viser à renforcer, de manière transparente, les compétences des fonctionnaires et à les responsabiliser.

Les relations entre les ministères de l'Intérieur et de la Défense dans les domaines de la sécurité, de la gestion des crises et du soutien aux opérations de police doivent être clairement établies.

10.4.5. Lutte contre la criminalité organisée et le terrorisme

Certaines mesures ont été adoptées pour combattre plus efficacement la criminalité organisée. Une mise en oeuvre rapide des actions spécifiques de lutte contre la criminalité organisée, que l'ancienne République yougoslave de Macédoine a présentées à titre de suivi des engagements souscrits lors de la conférence interministérielle de Londres (novembre 2002) et dans le cadre de la réunion de novembre des ministres de la Justice et des Affaires intérieures, est importante. La constitution a été modifiée pour permettre l'utilisation de techniques spéciales d'investigation. Les mesures d'application de la législation réprimant la traite des êtres humains ont été plus efficaces, même si le taux peu élevé de condamnations par rapport aux arrestations s'avère toutefois préoccupant. La mise en place de programmes de protection des témoins et l'organisation d'une formation spécifique destinée à la police et aux procureurs représentent cependant des mesures qui vont dans le bon sens. Il conviendrait d'exploiter les possibilités offertes par les actions de lutte contre la criminalité organisée pour instaurer une coopération dans la région en matière de protection des témoins. L'octroi aux victimes de la traite des êtres humains d'un statut de séjour temporaire devrait être envisagé.

Ces mesures toutefois ne sauraient suffire. Des modifications du cadre juridique (de la procédure et du code pénaux ainsi que de la législation sur la protection des témoins et des victimes en particulier) seront nécessaires pour permettre la mise en oeuvre de la modification constitutionnelle. La convention des Nations Unies contre la criminalité transnationale organisée a été signée mais n'a pas encore été ratifiée (la ratification étant soumise à l'adoption préalable d'une série de mesures nécessaires pour assurer la compatibilité du cadre juridique national avec la convention des Nations Unies et ses protocoles). Des modifications législatives devront être apportées pour permettre la mise en oeuvre correcte des conventions internationales ratifiées. La réforme nécessaire des organes chargés de l'application de la législation et du pouvoir judiciaire afin de leur permettre de lutter efficacement contre la criminalité organisée ne fait que démarrer. L'établissement prévu, au sein du Parquet, d'une cellule distincte chargée spécifiquement de la lutte contre la criminalité organisée représente une mesure positive. On n'a guère observé toutefois de progrès en ce qui concerne l'amélioration de la coordination entre le parquet et la police, qui serait nécessaire pour renforcer toutes les étapes de l'instruction judiciaire.

Les capacités de collecte et d'analyse des informations criminelles doivent être renforcées, ce qui passe par l'établissement, en coordination entre la police, d'autres organes chargés de l'application de la législation et le pouvoir judiciaire, d'un service central d'informations criminelles.

De manière plus générale, il convient d'augmenter les ressources consacrées à la lutte contre la criminalité organisée et de dispenser une formation sur les nouvelles formes de criminalité et les méthodes permettant de les combattre. Comme dans d'autres domaines, il est nécessaire de renforcer les capacités du pays non seulement à gérer le processus de réformes mais aussi à coordonner les actions entre les ministères eux-mêmes et avec l'Union européenne (en particulier les services de la Commission mais également les États membres), dans un cadre clair et réaliste. Le coût des diverses réformes institutionnelles ne doit pas constituer un élément dissuasif freinant la mise en oeuvre des différentes mesures. Parallèlement, l'existence de différents documents de stratégie permet d'assurer une bonne coordination dans la mise en oeuvre des priorités.

S'agissant de la lutte contre le terrorisme, l'ancienne République yougoslave de Macédoine a adopté huit des douze conventions des Nations unies contre le terrorisme. Les progrès ont cependant été lents en ce qui concerne l'adoption des conventions pour la répression du financement du terrorisme et des attentats terroristes à l'explosif.

11. Assistance financière de la CE

Entre 1992 et 2003, l'ancienne République yougoslave de Macédoine a bénéficié d'une aide communautaire d'un montant total d'environ 677 millions d'euros. En 2003, une enveloppe communautaire de 43,5 millions d'euros a été affectée au pays dans le cadre du programme CARDS, sur la base des priorités fixées dans le document stratégique concernant l'ancienne République yougoslave de Macédoine pour la période 2002-2006 et dans le programme indicatif pluriannuel pour la période 2002-2004, adoptés par la Commission européenne en décembre 2001.

Cette aide a été axée sur la réforme et le renforcement des institutions, afin d'encourager l'intégration progressive du pays aux structures européennes tout en tenant compte des besoins découlant de la mise en oeuvre de l'accord-cadre.

Comme les années précédentes, le programme CARDS 2003 (43,5 millions d'euros) s'est appuyé sur les principes et les priorités du PSA, l'objectif étant d'aider le pays à se préparer à la mise en oeuvre complète et efficace de l'ASA. Il cherchait également à répondre à certains des besoins du pays liés à la mise en oeuvre de l'accord-cadre d'Ohrid, comme la consolidation des relations interethniques et le renforcement des capacités administratives des collectivités locales. Le programme 2003 mettait l'accent sur les secteurs suivants: démocratie et État de droit (relations interethniques et soutien à la société civile), développement économique et social (développement des secteurs privé et financier, commerce, développement des infrastructures locales, cohésion sociale et éducation), justice et affaires intérieures (gestion intégrée des frontières, immigration et asile, lutte contre la criminalité) et environnement.

En octobre, un crédit de 2 millions d'euros a été affecté, sur la réserve du programme national CARDS 2002, en faveur de la mise au point d'un projet visant à faciliter le processus de représentation équitable dans l'administration publique des communautés non majoritaires. Ces crédits doivent servir à former quelques 600 fonctionnaires stagiaires appartenant à des groupes ethniques non majoritaires.

Le programme CARDS 2004 (51 millions d'euros) reflète les principales priorités fixées dans le programme indicatif pluriannuel. L'enveloppe annuelle initiale de 45,5 millions d'euros a été augmentée de 5,5 millions d'euros conformément aux conclusions du Conseil du 16 juin 2003. Ces conclusions ont été successivement avalisées par le Conseil européen de Thessalonique du 19 juin et par la Déclaration adoptée lors du sommet du 21 juin entre l'Union européenne et les Balkans occidentaux (en liaison avec "l'Agenda de Thessalonique"). Une importance particulière sera portée à certains projets clé visant à aider le pays à progresser dans la mise en oeuvre de l'accord-cadre et, en particulier, dans le domaine de la représentation équitable dans l'administration publique des communautés ethniques non majoritaires, en particulier au cours de la décentralisation.

L'ancienne République yougoslave de Macédoine bénéficie également du programme régional CARDS. Outre cette assistance, la CE a continué à accorder au pays des crédits, au titre de lignes budgétaires spécifiques consacrées à l'environnement ainsi qu'à la justice et aux affaires intérieures, et du sixième programme-cadre de recherche qui permet au pays de bénéficier d'une aide pour l'exécution d'actions indirectes s'inscrivant dans le cadre de toutes les priorités thématiques du programme et d'un financement en faveur d'actions complémentaires relevant du volet INCO de ce programme.

La Commission a achevé la mise en oeuvre de l'aide macrofinancière de la CE décidée par le Conseil en novembre 1999 (80 millions d'euros), dont le montant avait été accru de 18 millions d'euros en décembre 2001. La troisième tranche (10 millions d'euros au titre de l'aide non remboursable et 10 millions d'euros sous forme de prêts) a été libérée en mai-juin 2003 après approbation par le conseil du FMI d'un nouvel accord de confirmation avec les autorités de l'ancienne République yougoslave de Macédoine. La quatrième et dernière tranche (18 millions d'euros sous forme de prêt et 8 millions au titre de l'aide non remboursable) a été libérée en décembre une fois remplies les conditions de politique économique fixées dans le protocole d'accord supplémentaire signé en septembre 2002 entre la Communauté européenne et les autorités de l'ancienne République yougoslave de Macédoine.

L'aide humanitaire accordée par la CE (ECHO) a été progressivement supprimée en 2002, compte tenu d'une amélioration générale de la situation humanitaire dans le pays. Les activités d'ECHO ont pris fin en mars 2003.

Au 31 décembre 2003, la Banque européenne d'investissement avait soutenu des projets dans l'ancienne République yougoslave de Macédoine pour un montant total de 163 millions d'euros. Ces crédits ont été affectés essentiellement au secteur des transports - en particulier à la construction routière (130 millions d'euros) - ainsi qu'au financement des petites et moyennes entreprises (20 millions d'euros). En 2003, un projet de soutien au secteur de l'énergie (13 millions d'euros) a été approuvé.

La mise en oeuvre de l'aide a été reprise par l'Agence européenne pour la reconstruction dont le mandat a été étendu à l'ancienne République yougoslave de Macédoine avec effet à compter du 1er janvier 2002 en ce qui concerne la gestion de l'aide d'urgence apportée en 2001 et du 1er mars 2002 pour la mise en oeuvre des programmes et projets en cours et futurs.

En mars 2002, l'Agence européenne pour la reconstruction a repris une aide financière d'un montant total de 105 millions d'euros qui avait été engagée au titre des programmes annuels PHARE/CARDS entre 1997 et 2001. Elle a bien progressé dans ses efforts pour résorber l'arriéré, qui a diminué de façon très sensible: plus de 80% des 71 millions d'euros de fonds non attribués ont à présent fait l'objet de marchés.

Les crédits CARDS affectés au secteur douanier et au programme TEMPUS, de même que les ressources allouées dans le cadre des programmes régionaux, ont continué d'être gérés de manière centralisée à partir du siège de la Commission. Tous les crédits affectés au titre de la ligne budgétaire consacrée à l'IEDDH (0,5 million d'euros en 2003) sont gérés dans le cadre de la déconcentration par la délégation de la CE.

12. Perception de l'UE

Les activités déployées par les nombreux organismes de l'UE présents dans le pays (Délégation de la Commission européenne, Représentant spécial de l'Union européenne, Agence européenne pour la reconstruction) et les opérations "Concordia" et "Proxima" ont fait ressortir très nettement, au cours de l'année 2003, la relation étroite nouée entre l'Union européenne et l'ancienne République yougoslave de Macédoine. Le soutien constant apporté par l'Union européenne au processus de stabilisation politique a contribué au maintien d'une image généralement positive de l'UE dans le pays. Le rapprochement entre le pays et l'Union européenne est également perçu comme une garantie du développement économique et de la poursuite de la stabilisation politique. Plus de 90% de la population est en faveur de l'adhésion à l'UE [4]. De nouveaux efforts sont nécessaires pour faire mieux comprendre le processus de stabilisation et d'association.

[4] Selon les résultats des sondages les plus récents qui ont été effectués: 1) l'Institut pour la démocratie, la solidarité et la société civile a réalisé, en décembre 2003, un sondage d'opinion publique dans le cadre du projet financé par le gouvernement "Avis de l'opinion publique macédonienne sur l'intégration et l'Union européenne" et 2) L'Institut républicain international a effectué en septembre 2003 un sondage "Macédoine en 2003".

L'engagement pris par le gouvernement de progresser dans le processus d'intégration européenne a contribué à une prise de conscience accrue dans l'opinion publique des défis qui attendent le pays mais également des avantages que celui-ci pourra en tirer. Il demeure nécessaire cependant d'expliquer la signification de l'ASA pour les relations entre l'UE et l'ancienne République yougoslave de Macédoine et pour le processus de réforme.

Les efforts de communication que le gouvernement a l'intention de déployer, par l'intermédiaire de la Section chargée de l'intégration européenne, pour faire mieux comprendre le défi de cette intégration, joueront probablement un rôle positif de catalyseur permettant une nouvelle amélioration de la perception générale de l'Union européenne dans le pays. En mars 2003, le gouvernement a adopté une stratégie de communication, avec l'opinion publique, sur les processus en jeu dans l'intégration européenne ainsi qu'un programme opérationnel de mise en oeuvre de cette stratégie. L'adoption d'une stratégie nationale en faveur de l'intégration européenne devrait également permettre d'énoncer clairement les ambitions européennes du pays. En outre, plusieurs ONG ont présenté des programmes axés sur une participation active au processus d'intégration européenne.

Dans ce contexte, il importe de promouvoir la mise au point d'instruments adéquats d'information et de communication (y compris les sondages d'opinion).

7. Annexe [5]

[5] Les données Eurostat peuvent être différentes des chiffres indiqués dans d'autres parties du rapport dans lesquelles des données récemment actualisées ont été fournies par les autorités nationales et le Fonds monétaire international mais n'ont pas été traitées et intégrées par Eurostat.

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