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Document 52002DC0281

Relazione della Commissione al Consiglio - Spiegare l'ampliamento dell'Europa

/* COM/2002/0281 def. */

52002DC0281

Relazione della Commissione al Consiglio - Spiegare l'ampliamento dell'Europa /* COM/2002/0281 def. */


RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO - Spiegare l'ampliamento dell'Europa

1. Introduzione

Il Consiglio europeo di Laeken del dicembre 2001 ha confermato la determinazione dell'Unione di portare a compimento i negoziati di adesione con i paesi candidati ammissibili entro la fine del 2002, in modo che tali paesi possono partecipare in qualità di membri alle elezioni del Parlamento europeo del 2004. Inoltre il Consiglio europeo ha convenuto con la Commissione che, al ritmo attuale, Cipro, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Slovacca, Repubblica Ceca e Slovenia potrebbero essere ammissibili.

Man mano che si avvicina il quinto e più impegnativo ampliamento dell'UE, vi è un crescente interesse tra i cittadini degli Stati membri attuali e di quelli futuri. Vari soggetti, ad esempio gruppi d'interesse, organizzazioni economiche e ONG, si occupano sempre più dell'ampliamento dato l'interesse dei problemi che li coinvolgono direttamente. Essi parteciperanno sempre più alle discussioni man mano che il processo di ampliamento avanzerà.

Tale processo trasformerà l'Europa e avrà ripercussioni su tutte le istituzioni comunitarie e su tutte le strategie. Potranno essere realizzati entrambi gli obiettivi strategici impliciti, cioè dare stabilità politica all'Europa e rafforzarne il potere economico.

I benefici dell'ampliamento sono già visibili: nell'Europa centrale e orientale sono già nate delle democrazie stabili e il merito di ciò va principalmente attribuito alle popolazioni stesse. Sono loro ad avere deciso di costruire società aperte, democrazie moderne ed economie di mercato efficienti. Ovviamente tale processo è stato sostenuto e incoraggiato dalla prospettiva dell'integrazione europea.

L'ampliamento aiuterà l'Unione ad affrontare le sfide del nuovo secolo. L'adesione di nuovi Stati membri, che ne accetteranno le norme e le strategie, miglioreranno la nostra capacità di salvaguardare l'ambiente, lottare contro la criminalità, migliorare le condizioni sociali e gestire le pressioni migratorie.

Un ampliamento di questa portata richiede una strategia di comunicazione estesa su alcuni anni per informare i cittadini dell'Unione e dei paesi candidati, garantirne la partecipazione e guadagnarne il sostegno. Solo una partecipazione concreta potrà sortire tale risultato. Si tratta di un obiettivo importante per tutti i governi degli Stati membri dei paesi candidati, al cui conseguimento la Commissione è pronta a contribuire.

Dato che i negoziati di adesione volgono al termine, diventa ancora più importante dare delle spiegazioni al grande pubblico e ai vari operatori sempre più coinvolti. Durante il processo di ratifica la pubblica opinione sarà fondamentale: è probabile che si indicano referendum nella maggior parte dei paesi candidati. Saranno direttamente coinvolti i parlamenti, a partire dal Parlamento europeo che sarà chiamato a dare la sua approvazione. Il dibattito sulla ratifica dovrà appoggiare su informazioni esaurienti, con la piena partecipazione dei cittadini e delle parti interessati. Per far fronte a tale mutata situazione e alle future sfide, la strategia di comunicazione per l'ampliamento sta entrando in una nuova fase di attività. La presente relazione riassume quanto realizzato finora, indica come dovrà essere orientata la strategia e conclude ribadendo la necessità di un'ulteriore cooperazione tra le istituzioni europee per spiegare l'ampliamento.

La Commissione presenta la relazione richiesta dal Consiglio (Affari generali) il 10 dicembre 2001.

2. Contesto

Da parte sua la Commissione ha definito la strategia di comunicazione per l'ampliamento nel maggio 2000. Nel febbraio 2002 essa ha consegnato al Gruppo interistituzionale sull'informazione un documento intitolato "Spiegare l'ampliamento", che descrive l'attuazione della strategia finora adottata [1].

[1] http://www.europa.eu.int/comm/enlargement/communication/index.htm

Nel maggio 2000 la Commissione ha enunciato gli obiettivi della sua strategia di comunicazione che consiste nello spiegare, negli Stati membri attuali e in quelli futuri, il processo di ampliamento dell'UE e i vantaggi che i cittadini se ne possono aspettare.

Per l'esecuzione sono responsabili principalmente le rappresentanze e le delegazioni della Commissione nei paesi interessati; da Bruxelles tuttavia la DG Ampliamento coordina l'attuazione della strategia, gestisce il sito centrale web sul server Europa [2] ed elabora informazioni da usare nella strategia di comunicazione.

[2] Cfr. http://europa.eu.int/comm/enlargement/index.htm

Dopo il successo ottenuto dall'introduzione dell'euro, le attività delle rappresentanze della Commissione negli Stati membri si concentrano sempre più sull'ampliamento, illustrando il processo e le sue ripercussioni, oltre a dare informazioni sui futuri Stati membri. In una prima fase la strategia seguita, di regola, dalle rappresentanze della Commissione è consistita nel cooperare con organismi informati o influenti e nel rispondere ai timori o alle preoccupazioni manifestate da particolari fasce della popolazione; in una seconda fase esse cercheranno di rivolgersi direttamente al grande pubblico.

Lavorando spesso in cooperazione con il Parlamento europeo, le rappresentanze attuano progetti in associazione con reti e circuiti di informazione, quali Carrefours ruraux e Info-Points Europe, nonché i grossi centri d'informazione gestiti congiuntamente dai governi nazionali e dalla Commissione.

Altri partner sono le organizzazioni della società civile e, sempre più spesso, le autorità nazionali, regionali e locali. In qualche occasione la cooperazione si è concretata nella conclusione di una "convenzione" con le autorità dello Stato membro interessato. Finora sono state firmate convenzioni, che definiscono le iniziative da prendere e le dotazioni finanziarie da assegnare, con Austria, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, con il Land tedesco della Bassa Sassonia e con l'Agenzia federale tedesca per l'educazione politica.

Le attività finora espletate comprendono progetti di ricerca, pubblici dibattiti, seminari e conferenze che associano gruppi specifici, quali i cittadini che vivono in regioni aventi frontiere in comune con i prossimi Stati membri, ONG, giovani, ambienti economici, agricoltori, sindacati ecc. Sono stati stampati molti opuscoli, o di carattere generale per la distribuzione al grande pubblico, o di contenuto più specifico, incluso ad esempio un "media pack" destinato ai giornalisti. Sono stati elaborati numerosi progetti riguardanti i media, compresa l'informazione e la formazione dei giornalisti, visite di studio a paesi candidati ecc. Ne è emersa l'importanza di cooperare più strettamente con i media, che sono la fonte da cui la maggior parte della gente riceve le informazioni, e soprattutto con la TV.

Nei paesi candidati, l'attività delle delegazioni è passata dalla divulgazione di informazioni generali che illustrano l'Unione a un compito più complesso, consistente nello spiegare le implicazioni generali dell'adesione, soprattutto nei confronti di particolari gruppi interessati a taluni aspetti dell'ampliamento. Attualmente le delegazioni si avvalgono della stessa infrastruttura usata dalle rappresentanze per l'attuazione della strategia, collegandosi a una rete che fa capo ai centri di informazione dell'UE (EUIC) presenti in tutte le capitali dei paesi candidati dell'Europa centrale. Tali centri accolgono una media di circa 10.000 visitatori all'anno e cooperano con una moltitudine di organismi affiliati a disposizione del pubblico nelle varie regioni.

I siti web creati da tutte le delegazioni sono di solito i più consultati nel paese, con una frequenza che può arrivare fino a 30.000 visite al mese. Per arrivare a più destinatari, viene gradualmente ampliato il gruppo dei conferenzieri pubblici "Team Europe" per raggiungere scuole, associazioni locali e altri tipi di pubblico.

La documentazione scritta prodotta dalle delegazioni comprende opuscoli specifici, quali "Your business and the Euro", schede informative ("Explaining the Sapard programme"..."Free movement of persons"...), nonché foglietti illustrativi interessanti e di piacevole lettura. Vengono inviati bollettini di vari formati agli interessati, spesso per e-mail, dove si mette regolarmente al corrente il lettore sull'evoluzione dell'ampliamento, ma anche sulle politiche UE in generale.

I progetti vengono gestiti in cooperazione con gruppi specifici, compresa la chiesa (ad esempio in Polonia e Lituania), agricoltori, sindacalisti (Ungheria ...), anziani, giovani (ad esempio in Lettonia la delegazione ha pubblicato materiale didattico per le scuole). Tra gli eventi culturali molto seguiti vi sono i festival cinematografici dell'UE (ad esempio nella Repubblica ceca e in Romania). Membri dei gruppi di riflessione partecipano a seminari (Istituto europeo di Cipro, Centro d'informazione UE-Malta ...) e le informazioni vengono spesso distribuite servendosi delle reti esistenti (camere di commercio, bioblioteche, ecc.).

Stato dell'opinione pubblica

Negli ultimi anni l'opinione pubblica ha avuto un impatto diretto sul modo di gestire le strategie di comunicazione da parte della Commissione. Vanno fatte alcune osservazioni.

* Nei paesi candidati dell'Europa centrale, dopo il generale entusiasmo, successivo al 1989, per l'adesione all'UE lo scarto tra coloro che sono favorevoli e coloro che sono contrari all'adesione è diminuito sempre più. Spesso una forte minoranza si dichiara "indecisa". Il tema dell'adesione si trova quasi sempre al centro del dibattito politico ed è quindi oggetto delle normali oscillazioni di opinione che caratterizzano le questioni politiche più importanti.

* Nei sondaggi effettuati nei paesi candidati il principale motivo delle variazioni di opinioni è costituito dai negoziati di adesione, nei quali la percezione di una posizione svantaggiosa fa calare il sostegno all'adesione, in parecchie occasioni, anche di 10 punti.

* Negli Stati membri si sa ancora relativamente poco sull'allargamento vero e proprio e ancor meno sui futuri membri. È più plausibile che i cittadini degli Stati membri confinanti con i paesi candidati siano preoccupati per le implicazioni dell'ampliamento. In genere i cittadini si preoccupano non tanto dell'ampliamento quanto di questioni concrete, come la disoccupazione, il crimine e l'ambiente. Spesso in queste zone l'idea dell'ampliamento suscita timori e preoccupazioni.

* Nonostante i dati disponibili, molte persone, negli Stati membri come nei paesi candidati, sono tuttora male informate e ciò dimostra che l'informazione potrebbe essere più mirata.

3. Esperienza acquisita

Dato che i negoziati di adesione dovrebbero concludersi alla fine del 2002, la maggior parte dei paesi coinvolti nella strategia di comunicazione passeranno alla fase della ratifica. In questa fase gli obiettivi della strategia di comunicazione sono quelli sottoindicati.

* Negli Stati membri occorrerà approfondire la conoscenza dei paesi che faranno presto parte dell'Unione. Molto resta da fare per spiegare i risultati dell'intero processo di ampliamento, il successo di 13 anni di programma Phare e l'esperienza positiva dei nuovi strumenti di preadesione, Ispa e Sapard, nonché per illustrare i progressi realizzati nelle riforme economiche e politiche dal 1989; ciò contribuirà a dissipare i timori per quanto concerne la preparazione dei candidati all'adesione.

* Nei paesi candidati e negli Stati membri si tratterà di mettere al corrente i cittadini sulla complessità del processo in corso che viene percepito in modo diverso in ciascun paese. Pertanto la Commissione ha adottato, e continuerà a farlo, un'impostazione decentrata che risponda alle esigenze specifiche dei cittadini nei diversi paesi.

4. La strada da percorrere - Partenariato per un ampliamento riuscito

1. Cooperazione con i governi

* La responsabilità di spiegare l'allargamento ai cittadini nei paesi candidati come negli Stati membri ricade soprattutto sui governi nazionali. La Commissione darà il suo contributo promuovendo partenariati per dare maggiore obiettività al dibattito pubblico.

* Informare la popolazione degli Stati membri in merito ai singoli paesi candidati spetta in primo luogo ai governi. A questo riguardo molto resta ancora da fare.

* Gli Stati membri (presenti e futuri), la Commissione e il Parlamento dovrebbero cooperare nell'ambito della nuova strategia di comunicazione dell'UE che si sta preparando. La complementarità delle scelte degli Stati membri attuali e futuri e la cooperazione a tutti i livelli sono essenziali. Nella fase di preadesione la Commissione potrà dare un apporto originale alla strategia.

* È importante favorire la cooperazione tra i paesi candidati. Essa esiste già tra le delegazioni e gli addetti all'informazione; dal canto suo la Commissione promuoverà lo scambio di conoscenze sull'ampliamento tra i responsabili della strategia nei paesi candidati.

2. Cooperazione con la società civile:

* Una valida strategia comporta non soltanto la comunicazione tra Commissione e Stati membri ma anche un dialogo aperto ad ogni livello della società. È opportuno pertanto creare o sostenere reti di ONG e di altri rappresentanti della società civile all'interno dei paesi e tra di essi. Molto resta ancora da fare, soprattutto con i media.

3. Impegno comprovato alla chiarezza e all'apertura:

* Per stimolare il dibattito la Commissione promuoverà la diffusione di informazioni via Internet sui negoziati di adesione, sulla strategia di preadesione e sui paesi candidati, dando prova del suo impegno a gestire il processo di ampliamento in modo trasparente.

4. Un impegno continuo all'informazione:

* Numerosi studi pubblicati a livello europeo e nazionale sono giunti alla conclusione che, se verrà gestito bene, l'ampliamento comporterà notevoli vantaggi tanto all'unione nella sua configurazione attuale, quanto ai nuovi paesi. Si tratta di un'operazione a somma positiva, i cui vantaggi superano di gran lunga i costi. A parere della Commissione potrebbe essere utile divulgare i risultati di tali studi presso l'opinione pubblica europea.

* È importante che l'opera di comunicazione venga mantenuta anche dopo l'adesione per agevolare la transizione verso un'Unione ampliata.

5. Referendum nei paesi candidati:

Si terranno referendum in tutti o quasi tutti i paesi candidati. Con il procedere dei negoziati di adesione sarà più facile individuare i temi sui quali la campagna di informazione potrà concentrarsi durante i referendum, quali la sovranità, l'identità nazionale e culturale, gli aspetti finanziari e l'agricoltura. La strategia dovrà pertanto essere sufficientemente flessibile per tener conto di tali differenze.

5. Conclusione

Anche se la strategia di comunicazione sull'ampliamento deve rimanere essenzialmente decentrata per soddisfare le esigenze specifiche di ciascun paese, per convincere i cittadini è necessario un messaggio di base da parte dell'Unione nella sua globalità, incluse le istituzioni, gli Stati membri e le regioni.

Il messaggio che tutti i responsabili devono trasmettere è che l'ampliamento costituisce una carta vincente attraverso la quale la riunificazione dell'Europa estenderà l'area della pace, della prosperità e della sicurezza nel continente.

La Commissione raccomanda che il Consiglio europeo approvi questo messaggio sui benefici dell'ampliamento, segnalando che il successo dipenderà da una cooperazione concertata per una strategia di comunicazione globale con i paesi membri attuali e futuri da un lato e con le istituzioni europee dall'altro.

ALLEGATO

Eurobarometro 56

Sostegno all'ampliamento [3] in percentuale negli Stati membri dell'UE

[3] Sondaggio realizzato nell'ottobre-novembre 2001, pubblicazione aprile 2002 Domanda: "Qual è la Sua opinione in merito alla seguente asserzione- Indichi per ciascuna proposta se è favorevole o contrario. "L'allargamento dell'Unione europea a nuovi paesi".

(tra parentesi: modifica dall'EB 55, primavera 2001)

>SPAZIO PER TABELLA>

Eurobarometro paesi candidati (autunno 2001)

Intenzioni di voto riguardanti l'UE [4]

[4] Sondaggio realizzato nell'ottobre 2001, risultati pubblicati nel marzo 2002 (da allora i dati possono aver subito una leggera modifica) Domanda: "Se domani ci fosse un referendum sull'adesione del Suo paese all'Unione europea, sarebbe favorevole o contrario-"

>SPAZIO PER TABELLA>

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