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Document 52001DC0806
Report from the Commission to the Council and the European Parliament - Annual Report of the Meda programme 2000
Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo- Relazione annuale del programma Meda 2000
Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo- Relazione annuale del programma Meda 2000
/* COM/2001/0806 def. */
Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo- Relazione annuale del programma Meda 2000 /* COM/2001/0806 def. */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO - Relazione annuale del programma Meda 2000 Dichiarazione del commissario Il 2000 è stato un anno importante per il partenariato euromediterraneo. È stata l'occasione, dopo cinque anni dalla dichiarazione di Barcellona, per fare il punto della situazione, valutare i risultati positivi conseguiti ed eseguire un'onesta analisi dei punti deboli nell'obiettivo di migliorare e rafforzare il processo. Il partenariato ha dato un importante contributo alla stabilità della regione. Nel corso del 2000 sono stati compiuti notevoli progressi nei negoziati relativi agli accordi di associazione, i quali riflettono la dimensione bilaterale del partenariato. Nello stesso anno sono ripresi i negoziati ufficiali con l'Algeria, il Libano e la Siria. Sono stati finora conclusi sei accordi di associazione (con la Tunisia, Israele, il Marocco, l'Autorità palestinese, la Giordania e l'Egitto), dei quali solo quelli con la Giordania e l'Egitto non sono ancora entrati in vigore. Un'altra iniziativa di rilievo avviata nel 2000 è il processo di Agadir: un progetto di integrazione regionale Sud-Sud che riunisce in una zona di libero scambio il Marocco, la Tunisia, la Giordania e l'Egitto. Iniziative di questo tipo sono fortemente caldeggiate dall'Unione europea. In aggiunta, nel giugno 2000 è stata inaugurata la strategia comune dell'Unione europea per la regione mediterranea, uno strumento che guida l'azione dell'Unione europea in questa regione, garantendone la coerenza. La strategia comune dimostra l'importanza che l'Unione attribuisce al partenariato euromediterraneo e contribuisce ad accrescere la visibilità del processo. Gli obiettivi fondamentali previsti dalla dichiarazione di Barcellona sono tuttora validi: creare una zona di pace e stabilità, di prosperità condivisa attraverso il libero scambio e l'assistenza economica e finanziaria e promuovere la comprensione e la tolleranza reciproche tra i popoli che vivono sulle due sponde del Mediterraneo. In aggiunta, all'inizio di settembre, la Commissione ha adottato una comunicazione intitolata 'Rafforzare il processo di Barcellona'. Le proposte contenute nella comunicazione sono state ampiamente approvate durante la riunione formale dei ministri degli Esteri del novembre 2000 a Marsiglia. In breve, abbiamo concordato di focalizzare il nostro intervento sugli obiettivi prioritari mediante la definizione di finalità a breve e medio termine, che prevedono di: accelerare il processo relativo agli accordi di associazione; incentivare gli scambi e la cooperazione Sud-Sud, anche su base subregionale; introdurre il cumulo dell'origine; rendere più esplicito il legame tra i finanziamenti MEDA e il processo di associazione; migliorare l'erogazione degli aiuti MEDA mediante una serie di riforme che coinvolgano la Commissione, il Consiglio e i partner mediterranei, nel quadro di un approccio più strategico; intraprendere azioni di cooperazione nel settore dei diritti umani e della democrazia; promuovere la cooperazione regionale nei settori critici della giustizia e degli affari interni e aumentare la visibilità del processo. La dotazione finanziaria a favore di MEDA per il periodo 2000-2006 è stata fissata a 5,35 miliardi di euro. Se si tiene conto anche dei prestiti che verranno erogati dalla Banca europea per gli investimenti, il sostegno finanziario dell'UE a favore della regione del Mediterraneo durante tale periodo potrebbe arrivare a circa 13 miliardi di euro, importo di per sé sufficiente a dimostrare l'impegno dell'Unione europea a favore della suddetta regione. La presente relazione descrive le attività svolte da MEDA durante il 2000, tra le quali l'approvazione di una serie di importanti riforme, in particolare la revisione del regolamento MEDA e l'istituzione dell'Ufficio di cooperazione EuropeAid. È mia ferma intenzione assicurare che l'applicazione di tali riforme contribuisca a rafforzare ulteriormente l'efficacia del partenariato, al fine di conseguire gli obiettivi fissati a Barcellona e intraprendere le azioni decise a Marsiglia. Chris Patten Membro della Commissione europea responsabile delle Relazioni esterne Sintesi * A cinque anni dall'avvio, il processo di Barcellona e il relativo programma MEDA sono stati oggetto di un'ampia revisione nel corso del 2000, mentre si aggravava la situazione in Medio Oriente con conseguenti ripercussioni sul partenariato euromediterraneo. * Nel 2000, si sono svolte due conferenze dei ministri degli Esteri euromediterranei. Nel mese di novembre, a Marsiglia, i ministri, sulla base di una comunicazione della Commissione, hanno approvato una serie di azioni volte a rafforzare il processo di Barcellona. * Sono entrati in vigore gli accordi di associazione euromediterranei con il Marocco e con Israele e sono ripresi i negoziati per gli accordi con l'Algeria, il Libano e la Siria. Sono stati compiuti passi avanti verso la ratifica dell'accordo con la Giordania, mentre il 25 giugno 2001 è stato sottoscritto l'accordo di associazione con l'Egitto, dopo la rimozione degli ostacoli che ne impedivano la sigla. * Nel mese di novembre, il Consiglio ha approvato un'importante modifica al regolamento MEDA (MEDA II), che prevede l'adozione di una programmazione strategica, il rafforzamento di un dialogo con i paesi partner e la semplificazione delle procedure per garantire una fornitura di assistenza più rapida. In questo contesto, la Commissione ha avviato un'ampia riforma della gestione dell'aiuto esterno che ha reso possibile la successiva istituzione dell'ufficio per la cooperazione EuropeAid. * Per quanto riguarda la cooperazione finanziaria, nel 2000 le sovvenzioni e i prestiti a favore delle attività del partenariato euromediterraneo sono ammontati a complessivi 2,2 miliardi di euro, provenienti in ampia misura dal programma MEDA. Tali importi corrispondevano in parte agli aiuti a favore della ricostruzione a seguito del terremoto di cui è stata vittima la Turchia nel 1999 e ai fondi reimpegnati dagli esercizi precedenti. * Nel 2000, sono stati impegnati fondi MEDA per un importo pari a 879 milioni di euro, mentre sono stati effettuati pagamenti per 330,5 milioni di euro (rispetto ai 243 milioni del 1999). Gli impegni sono complessivamente ammontati a 246 milioni di euro per il Maghreb, 163 milioni per il Mashrak e 310 milioni per la Turchia. Nello stesso anno, la cooperazione regionale ha beneficiato di un finanziamento pari a 159 milioni di euro. Inoltre, sono stati impegnati 123 milioni di euro a favore della regione del Mediterraneo da altre linee di bilancio dell'UE. * Per il periodo 2000-2006, il Consiglio ha deciso di assegnare a MEDA una dotazione di 5,350 miliardi di euro (come stabilito nel regolamento MEDA II). A queste sovvenzioni dal bilancio comunitario si aggiungono i consistenti prestiti della Banca europea per gli investimenti. Per lo stesso periodo, il mandato di prestito Euromed della BEI è pari a 6,400 miliardi di euro. La Banca si è impegnata a fornire un ulteriore importo pari a 1 miliardo di euro, dalle proprie risorse e a proprio rischio, in favore di progetti transnazionali. Complessivamente, per sette anni, a decorrere dal 2000, saranno disponibili 12,75 miliardi di euro per le attività del partenariato euromediterraneo. * Alla cooperazione bilaterale con i nove partner mediterranei è stato riservato circa l'82% dei fondi MEDA impegnati nel 2000 (719,3 milioni di euro). La voce principale è stata rappresentata dagli strumenti per la concessione di contributi finanziari diretti. 150 milioni di euro sono stati destinati ai dispositivi di adeguamento strutturale (Turchia), 142 milioni ai dispositivi di adeguamento settoriale (Marocco, Tunisia) e 90 milioni al dispositivo speciale di cassa II a favore dell'Autorità palestinese. * La cooperazione regionale ha compiuto significativi passi avanti nel 2000, mediante la realizzazione di programmi e progetti in materia di cooperazione industriale, ambiente, società dell'informazione, gestione delle risorse idriche locali, trasporti, energia, audiovisivi, patrimonio culturale, iniziative di pace per il Medio Oriente e questioni economiche e sociali. * Grazie a un ampio ventaglio di pubblicazioni, visite informative e attività culturali organizzate dalle delegazioni nella regione del Mediterraneo, è stato possibile rafforzare la visibilità del partenariato euromediterraneo nonché il ruolo svolto dall'UE in questo settore politico. * Nel 2000 la Banca europea per gli investimenti ha accordato 19 prestiti a favore di 8 paesi partner mediterranei, per un totale di 1,193 miliardi di euro (rispetto ai 945 milioni del 1999, destinati agli interventi di ricostruzione delle infrastrutture in Turchia). La BEI ha altresì stanziato 106 milioni di euro in fondi MEDA per abbuoni di interessi su tre prestiti a favore di progetti ambientali bilaterali e per quattro operazioni sui capitali di rischio. * Sono state compilate tre relazioni di valutazione in merito alle attività della BEI, ai gruppi MEDA e allo stanziamento globale MEDA nel periodo 1995-2000. INDICE Dichiarazione del commissario Sintesi 1. Contesto politico ed economico del 2000 1.1. Panoramica generale degli sviluppi politici ed economici 1.2. Il processo di Barcellona nel 2000 1.3. Il processo di pace in Medio Oriente nel 2000 2. Il programma MEDA nel 2000 2.1. Risultati dell'esecuzione di bilancio nel 2000 2.2. La cooperazione bilaterale e regionale 2.3. Il programma MEDA 1995-1999 2.4. Il regolamento riveduto MEDA II 2.5. L'attuazione della riforma della gestione degli aiuti esterni 2.6. La sostituzione dell'SCR con l'Ufficio di cooperazione EuropeAid 3. Accordi di associazione: bilancio della situazione 3.1. Algeria 3.2. Egitto 3.3. Israele 3.4. Giordania 3.5. Libano 3.6. Marocco 3.7. Autorità palestinese 3.8. Siria 3.9. Tunisia 4. Cooperazione bilaterale con i partner mediterranei 4.1. Algeria 4.2. Egitto 4.3. Giordania 4.4. Libano 4.5. Marocco 4.6. Siria 4.7. Tunisia 4.8. Turchia 4.9. Giordania e Striscia di Gaza/Autorità palestinese 5. Cooperazione regionale 6. Attività relative all'informazione sul partenariato Euromed 6.1. Sito web e pubblicazioni 6.2. Visite informative di gruppi specifici 6.3. Attività informative e culturali delle delegazioni 7. Interventi della BEI nella regione del Mediterraneo 7.1. Attività di prestito 7.2. Abbuoni d'interessi 7.3. Capitali di rischio 8. Valutazione 8.1. Valutazione dell'aiuto finanziario concesso dalla BEI ai paesi mediterranei 8.2. Valutazione dei gruppi MEDA 8.3. Valutazione degli stanziamenti complessivi MEDA 1995-2000 1. Contesto politico ed economico del 2000 1.1. Panoramica generale degli sviluppi politici ed economici La situazione politica della regione è stata dominata dal conflitto in Medio Oriente. Nel corso dell'anno si è assistito inoltre al consolidamento di nuovi leader nella regione. Il processo di pace in Medio Oriente ha continuato a influire in maniera significativa sul partenariato euromediterraneo. Il contesto politico della regione è stato caratterizzato da gravi tensioni, soprattutto verso la fine dell'anno. Il primo ministro Ehud Barak, dopo il fallimento del tentativo di compromesso storico con l'Autorità palestinese, ha annunciato le proprie dimissioni nel dicembre 2000, aprendo un altro periodo di incertezza. Dopo circa 22 anni, è cessata l'occupazione da parte di Israele dei territori del Libano meridionale. Rafiq Hariri, tornato al potere dopo le elezioni parlamentari di settembre, è stato rinominato primo ministro. Dopo la morte del presidente siriano Hafez el Assad, il potere è stato assunto dal figlio Bashar Assad che ha aperto nuove speranze di pace nella regione. Infine, in Turchia, è stato eletto Ahmet Sezer alla presidenza della repubblica e sono state istituite due nuove cariche: vice primo ministro e ministro di Stato incaricato degli affari comunitari. Sotto il profilo economico, il principale evento dell'anno è stato l'ulteriore aumento del prezzo del petrolio, già iniziato nel primo trimestre del 1999. Nel 2000, infatti, il prezzo medio del petrolio ha raggiunto i 29 USD al barile, con un aumento di circa il 50% rispetto al 1999, che ha reso nettamente più vantaggiosi i termini di scambio per i produttori petroliferi della regione. Ciò si è tradotto in un aumento della crescita soprattutto per gli esportatori di energia netta, tra i quali l'Algeria, l'Egitto e la Siria. In molti casi, i profitti fortuiti derivanti dall'aumento dei prezzi del petrolio sono stati utilizzati con prudenza. Tuttavia, in diversi paesi, gli sbilanci nei conti esteri e/o fiscali restano motivo di preoccupazione, soprattutto in Turchia e in Libano. Per quanto riguarda i flussi commerciali, l'UE mantiene una posizione di dominio nella regione, con circa il 52% del volume totale degli scambi che, nel caso dei paesi del Maghreb, aumenta fino a circa il 70%. Se, da un lato tale fenomeno riflette la vicinanza geografica, dall'altro lato evidenzia altresì che gli scambi tra partner mediterranei sono ancora estremamente bassi (meno del 5% del volume totale degli scambi). Per tale motivo, la promozione della componente economica e commerciale Sud-Sud del partenariato è divenuta un aspetto importante del dibattito. 1.2. Il processo di Barcellona nel 2000 I due incontri dei ministri degli Esteri svoltisi durante l'anno si sono incentrati sulle attività multilaterali. All'incontro informale della commissione di esperti, svoltosi a Lisbona il 25 e 26 maggio, i ministri hanno ribadito il proprio impegno a favore del partenariato, hanno valutato i risultati conseguiti, scambiandosi pareri sulle carenze e sulle relative cause e hanno concordato il linea di massima le modalità di preparazione della riunione formale dei ministri degli Esteri di Marsiglia. Inoltre, hanno invitato la Commissione europea a elaborare proposte che tengano conto delle suddette discussioni, finalizzate all'adozione di decisioni durante la riunione di Marsiglia. Il 6 settembre 2000, la Commissione ha adottato una comunicazione intitolata 'Rafforzare il processo di Barcellona' [1] nella quale figurano una serie di raccomandazioni che riguardano in particolare i seguenti aspetti: [1] COM(2000) 497 def. del 6.9.2000. * firma, ratifica e conclusione degli accordi di associazione; * progressiva liberalizzazione degli scambi commerciali reciproci nel settore agricolo; * liberalizzazione degli scambi commerciali Sud-Sud, iniziando su base subregionale e cumulo di origine diagonale; * introduzione di misure tipiche del mercato unico; * legami più espliciti tra il finanziamento MEDA, gli accordi di associazione e la riforma economica; * approccio più strategico in materia di programmazione ed erogazione degli aiuti MEDA; * approccio strutturale alla cooperazione in materia di diritti umani e democrazia; * cooperazione regionale nel settore della giustizia e degli affari interni; * adozione di un programma inteso a rafforzare la visibilità del partenariato. Sulla base della suddetta comunicazione si sono svolti i lavori di preparazione della riunione dei ministri degli Esteri di Marsiglia del 15 e 16 novembre e ad essa si sono ampiamente ispirate le conclusioni formali della presidenza della riunione. Alti funzionari responsabili del partenariato politico e di sicurezza si sono incontrati con frequenza nel corso dell'anno, soprattutto per tentare di approvare il testo di una Carta per la pace e la stabilità. Tuttavia, malgrado i sensibili progressi compiuti riguardo all'approvazione del testo, il documento non ha potuto essere adottato a causa del peggioramento della situazione politica nella regione, dovuto all'interruzione del processo di pace in Medio Oriente. Si è tenuto un incontro tra altri funzionari e rappresentanti della rete di istituti di politica estera EuroMeSCo e si è inoltre discusso di terrorismo, emigrazione e scambi umani. Il Comitato euromediterraneo per il processo di Barcellona si è riunito sei volte nel corso dell'anno. Oltre alla preparazione delle riunioni dei ministri degli Esteri, il Comitato si è occupato del rafforzamento del proprio ruolo strategico nell'ambito del partenariato, soprattutto attraverso la discussione di una serie di programmi di cooperazione regionali, sulla base di informazioni fornite dalla Commissione e attraverso l'approvazione degli orientamenti per i futuri programmi regionali. 1.3. Il processo di pace in Medio Oriente nel 2000 Nel 2000, il processo di pace in Medio Oriente ha subito una drammatica battuta d'arresto. All'inizio dell'anno i colloqui tra Siria e Israele si sono conclusi senza alcun risultato per interrompersi definitivamente in occasione del vertice di marzo tra Stati Uniti e Siria. I negoziati israelo-palestinesi, proseguiti durante tutto il primo semestre 2000, si sono interrotti a luglio a Camp David. La fine di settembre ha segnato l'inizio della peggiore crisi dall'avvio del processo di pace promosso con la conferenza di Madrid del 1991. I tentativi di mediazione internazionali sono falliti, compreso un incontro al vertice a Sharm-el-Sheikh. Nel giugno 2000, l'UE ha ospitato e copresieduto una riunione del comitato speciale di collegamento (AHLC) sull'assistenza alla Palestina, a Lisbona. Durante la riunione si è discusso dei progressi relativi alla riforma economica e amministrativa dell'Autorità palestinese e degli sforzi volti a consolidare i conti pubblici. Dopo l'inizio della crisi, le autorità israeliane hanno interrotto il trasferimento dei proventi derivanti dalle imposte e dai dazi doganali e spettanti all'Autorità palestinese. Poiché tali entrate rappresentano una componente fondamentale del bilancio palestinese, l'economia dell'Autorità palestinese ha rischiato di subire un vero e proprio collasso. Inoltre, la crisi ha esercitato un notevole impatto negativo sulle istituzioni palestinesi e sul sistema economico in generale. Dopo la decisione israeliana di sospendere il trasferimento delle entrate fiscali all'Autorità palestinese, la Commissione ha fornito assistenza finanziaria (27 milioni di euro) a quest'ultima. Inoltre, nel mese di dicembre, la Commissione ha concesso aiuti di emergenza, per un importo pari a 15 milioni di euro, all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi (UNRWA). Alla fine dell'anno, è stato deciso di creare un dispositivo speciale di cassa di 90 milioni di euro a favore dell'Autorità palestinese. All'inizio del 2001, il dispositivo è stato trasformato in contributo finanziario diretto e potrà essere utilizzato se Israele continuerà a impedire il trasferimento all'Autorità palestinese dei proventi fiscali e doganali. L'Unione europea è rimasta attiva durante tutto il periodo di crisi. La presidenza è stata direttamente coinvolta e l'alto rappresentante Solana ha partecipato al vertice di Sharm-el-Sheikh. Solana è inoltre divenuto uno dei cinque membri del comitato di accertamento istituito per esaminare gli sviluppi che hanno provocato la crisi. Nel corso dell'anno, l'UE ha adottato diverse dichiarazioni sulla situazione in Medio Oriente, in particolare sull'impiego eccessivo e indiscriminato della forza. Tali dichiarazioni fanno ripetutamente appello all'abbandono della violenza e alla ripresa dei negoziati, come concordato al vertice di Sharm-el-Sheikh, poiché la pace resta l'unica opzione valida. 2. Il programma MEDA nel 2000 2.1. Risultati dell'esecuzione di bilancio nel 2000 Nel 2000, la quota di aiuto accordata dall'Unione europea ai paesi mediterranei, fondamentalmente nel quadro del programma MEDA (B7-410), è stata pari all'11% del volume complessivo degli impegni destinati all'aiuto esterno del bilancio generale. L'importo degli stanziamenti impegnati sulla linea di bilancio relativa a MEDA ha raggiunto gli 879 milioni di euro, ovvero la quasi totalità dell'ammontare degli stanziamenti disponibili, pari a 896 milioni di euro nel 2000. Inoltre, un riporto di stanziamenti di quasi 31 milioni di euro che non era stato possibile impegnare l'anno precedente ha consentito l'impegno di 4 progetti supplementari nel 2000. 8,8 milioni di euro hanno formato oggetto di una richiesta di riporto di stanziamenti sul 2001. Gli importi versati nel quadro del partenariato euromediterraneo hanno rappresentato l'8% del volume totale degli stanziamenti di pagamento dell'Unione per il 2000. L'importo dei pagamenti effettuati nel 2000 a titolo del programma MEDA corrisponde a 330,5 milioni di euro, su un ammontare complessivo di 352,5 milioni di euro di stanziamenti disponibili. L'importo totale degli stanziamenti destinati alla cooperazione euromediterranea ha subito una lieve flessione (- 0,5% degli stanziamenti impegnati) per il 2000 rispetto al livello dell'anno precedente. Il riporto degli stanziamenti per il 2000 è dovuto al tentativo di controllo della gestione tecnica e finanziaria dei programmi e dei progetti. La Siria è stato l'ultimo partner a ratificare, nel luglio 2000, la convenzione quadro MEDA che descrive le condizioni di attuazione della cooperazione tecnica e finanziaria con ciascun paese partner. Dal 2000 è in vigore una convenzione quadro MEDA con tutti i paesi partner del Mediterraneo. Impegni MEDA per paese e per anno 1995-2000 (milioni di euro) >SPAZIO PER TABELLA> * Inclusa l'assistenza tecnica ** L'importo degli impegni a favore della Turchia nel 2000 (310,4 mio EUR) comprende 134,3 mio EUR relativi a 4 progetti citati a titolo degli anni precedenti (1995-1999), che sono stati reimpegnati nel 2000. Per non contabilizzare due volte l'importo relativo a tali progetti, esso è stato detratto dall'ammontare complessivo degli impegni relativi alla Turchia 1995-2000: Totale Turchia : // 685,4 - 134,3 = 551,1 mio EUR Totale bilaterale : // 3674,3 -134,3 = 3540 mio EUR Totale generale : // 4314,1 - 134,3 = 4179,8 mio EUR Impegni e pagamenti MEDA per anno 1995-2000 (milioni di euro) >SPAZIO PER TABELLA> Impegni e pagamenti MEDA per paese 1995-2000 (milioni di euro >SPAZIO PER TABELLA> Impegni e pagamenti MEDA 2000 (milioni di euro) >SPAZIO PER TABELLA> Impegni e pagamenti sulle altre linee di bilancio nel 2000 (milioni di euro) >SPAZIO PER TABELLA> 2.2. La cooperazione bilaterale e regionale L'obiettivo del programma MEDA si basa su due grandi assi prioritari a livello bilaterale: * il sostegno al processo di transizione economica mediante l'incentivazione dello sviluppo di mercati aperti e competitivi. Il programma MEDA funge da catalizzatore per quanto riguarda gli adeguamenti strutturali macroeconomici ma anche sotto il profilo microeconomico; * l'accompagnamento delle riforme economiche dal rafforzamento dell'equilibrio socioeconomico e dal sostegno al settore sociale, al settore dell'ambiente e allo sviluppo rurale. Nel 2000, le azioni realizzate nel quadro della cooperazione bilaterale e della cooperazione regionale hanno rappresentato rispettivamente l'82% (ovvero 719,3 milioni di euro) e il 16,7% (ovvero 147,2 milioni di euro) degli stanziamenti impegnati per MEDA. La rimanenza, ovvero il restante 1,38% (pari a 12,2 milioni di euro), è stata impegnata a titolo dello stanziamento complessivo. Le azioni finanziate dalla BEI utilizzando gli stanziamenti del programma MEDA hanno raggiunto, per il 2000, un ammontare complessivo pari a 106 milioni di euro. 2.2.1. Le attività della cooperazione bilaterale I principali settori d'intervento del programma MEDA che hanno beneficiato, nel 2000, di un finanziamento (nel quadro dei programmi indicativi nazionali) a titolo della cooperazione bilaterale sono: * l'adeguamento strutturale che accompagna l'effettiva attuazione dei programmi di riforma generalmente coordinati con le istituzioni finanziarie internazionali di Bretton Woods. I partner beneficiari sono stati l'Algeria, la Giordania, il Libano e la Tunisia; * l'aiuto alla cooperazione economica, che ha come obiettivo la creazione di un ambiente favorevole allo sviluppo del settore privato, soprattutto mediante operazioni sui capitali di rischio gestite dalla BEI. I principali partner beneficiari sono stati l'Autorità palestinese, l'Egitto, la Giordania, il Marocco, la Tunisia e la Turchia; * il sostegno di un equilibrio socioeconomico nei paesi partner, mediante la realizzazione di interventi in tutti gli ambiti della sfera sociale al fine di attenuare gli effetti negativi a breve termine della transizione economica.Tali interventi assumono la forma di un meccanismo di adeguamento che copre diversi settori (assicurazione contro le malattie, istruzione...). Ai gruppi sociali più vulnerabili è stata fornita assistenza grazie a una serie di interventi mirati in grado di favorire l'equilibrio e la coesione socioeconomica; * l'aiuto concesso a favore di interventi nel settore ambientale, soprattutto in Giordania, Marocco e Tunisia. Tutti i partner, ad eccezione della Siria, hanno inoltre beneficiato di abbuoni di interessi per prestiti BEI accordati a favore di progetti ambientali; * il sostegno ai programmi di sviluppo rurale, soprattutto a favore del Marocco, della Siria e della Tunisia; * la promozione dei diritti dell'uomo e della democrazia nel quadro del programma speciale MEDA Democrazia (linea di bilancio distinta dalla linea MEDA). Dal punto di vista geografico, le azioni bilaterali MEDA per i paesi del Maghreb hanno rappresentato un ammontare di 246,4 milioni di euro per il 2000, con la seguente ripartizione per paese: * Algeria: a favore dell'Algeria sono stati complessivamente impegnati 30,2 milioni di euro. 17 milioni di euro sono stati destinati a nuovi programmi finalizzati alla riforma delle telecomunicazioni; 5 milioni di euro sono stati impegnati per fornire sostegno ai media algerini e 8,2 milioni di euro sono stati riservati al miglioramento del livello professionale degli agenti della polizia algerina, soprattutto nel settore dei diritti dell'uomo. * Marocco: l'ammontare complessivamente impegnato a favore del Marocco è pari a 140,6 milioni di euro. 50 milioni di euro sono stati impegnati nel settore della sanità, nel quadro di un nuovo programma di adeguamento strutturale finalizzato all'attuazione e allo sviluppo della copertura universale contro il rischio malattia. 52 milioni di euro sono stati investiti in un nuovo programma strutturale inteso a rafforzare l'efficacia del settore finanziario marocchino e a sviluppare le relazioni con i settori più produttivi dell'economia. Infine, 27,6 milioni di euro sono stati impegnati a titolo della riforma giurisdizionale, 9 milioni di euro a sostegno dello sviluppo rurale e 1,9 milioni di euro per il trattamento dei rifiuti urbani. * Tunisia: 75,7 milioni di euro sono stati complessivamente impegnati a favore della Tunisia. 40 milioni di euro sono stati impegnati per la realizzazione di un nuovo programma di adeguamento strutturale volto a sostenere la riforma dell'istruzione di base migliorandone la qualità. 30 milioni di euro sono stati destinati al sostegno al settore privato, nel quadro di un progetto che prevede la partecipazione della BEI e alla messa a disposizione di capitali di rischio. Infine, sono stati riservati 5,6 milioni di euro per il trattamento dei rifiuti solidi. Le azioni bilaterali MEDA per i paesi del Mashrak hanno invece rappresentato un ammontare di 162,8 milioni di euro per il 2000, con la seguente ripartizione per paese: * Egitto: l'importo totale impegnato a favore dell'Egitto ammonta a 12,7 milioni di euro. Tale importo corrisponde a un prestito concesso dalla BEI per il ripristino e l'ampliamento delle reti fognarie delle superfici agricole, nel quadro di un programma attuato di concerto con la Banca mondiale. Sono inoltre proseguiti i programmi avviati gli anni precedenti in diversi settori (istruzione, sanità, fondo sociale, ammodernamento industriale). * Cisgiordania e Striscia di Gaza: ai territori amministrati dall'Autorità palestinese è stato accordato un importo complessivo pari a 96,7 milioni di euro. Di fronte all'aggravarsi della situazione nei territori palestinesi, nel dicembre 2000 è stato predisposto un dispositivo speciale di cassa dell'importo di 90 milioni di euro, allo scopo di attenuare l'impatto del congelamento israeliano dei trasferimenti delle entrate fiscali e doganali al bilancio dell'Autorità palestinese. Infine, 3 milioni di euro sono stati impegnati sotto forma di azioni realizzate in collaborazione con la BEI (capitali di rischio) e 3,7 milioni di euro sotto forma di abbuoni di interessi per prestiti accordati per il trattamento delle acque. * Siria: la Siria ha beneficiato di un ammontare complessivo pari a 38 milioni di euro. Poiché alcune convenzioni di finanziamento non sono state firmate in tempo utile, 4 programmi impegnati nel 1999 hanno dovuto formare oggetto di un nuovo impegno nel 2000. Le convenzioni relative ai 4 programmi sono state firmate dalle autorità siriane nel gennaio 2001 e riguardano il settore energetico, la formazione aziendale, la cultura e le telecomunicazioni. * Libano: nel 2000, non è stato impegnato nessun nuovo progetto a favore del Libano. L'attenzione è stata rivolta alla firma delle convenzioni e all'attuazione di progetti impegnati precedentemente nei settori della fiscalità, dello sviluppo sociale, dell'ambiente e delle PMI. * Giordania: l'importo impegnato a favore della Giordania è ammontato complessivamente a 15 milioni di euro, utilizzati per la messa a disposizione di capitali di rischio da parte della BEI nel quadro di un programma di sostegno al settore privato e per la realizzazione di diverse azioni nel settore culturale. * Turchia: l'importo totale impegnato a favore della Turchia è stato pari a 310,4 milioni di euro. 150 milioni di euro sono stati riservati a un importante programma di adeguamento strutturale volto a ridurre l'inflazione e a favorire una crescita sostenibile. 10 milioni di euro sono stati impegnati sotto forma di attività di formazione su temi connessi con la richiesta di adesione della Turchia all'Unione europea. 16 milioni di euro sono stati concessi sotto forma di abbuoni di interessi per prestiti accordati dalla BEI per il trattamento delle acque. Infine, 134,3 milioni di euro relativi a progetti impegnati precedentemente in materia di sanità, istruzione, risanamento e trattamento delle acque hanno dovuto essere nuovamente impegnati nel 2000. * Per il 2000, i dispositivi di adeguamento strutturale e settoriale hanno rappresentato il 40% (ovvero 292 milioni di euro) dell'insieme delle azioni di cooperazione bilaterale del programma MEDA. Le altre azioni bilaterali hanno rappresentato il 47% (ovvero 337,6 milioni di euro) e il dispositivo di pagamento a favore dell'Autorità palestinese ha rappresentato il 12,5% (ovvero 90 milioni di euro) dell'insieme degli impegni eseguiti a titolo della cooperazione bilaterale. 2.2.2. Le attività della cooperazione regionale La maggior parte dei programmi di cooperazione regionale sono aperti ai diversi settori della società civile. Il programma indicativo regionale 1997-1999 ha accordato la priorità ai seguenti settori: cooperazione industriale, rispetto dell'ambiente, risorse idriche, energia, sviluppo dei trasporti e società dell'informazione. È stata altresì incoraggiata la riforma del quadro giuridico e amministrativo attuale, come azione preliminare all'introduzione di una normativa favorevole alla concorrenza. Le altre attività realizzate nel quadro della terza parte del processo di Barcellona hanno riguardato la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, la cooperazione nel settore audiovisivo e gli scambi a favore della gioventù. Nel 2000, l'importo degli impegni destinati alle azioni regionali è stato pari a 147,2 milioni di euro. Tali azioni hanno principalmente interessato la cooperazione economica, soprattutto industriale, la cooperazione culturale e il sostegno al processo di pace. La cooperazione tra istituti statistici è avvenuta nel quadro del progetto MEDSTAT. Le principali azioni regionali impegnate nel 2000 comprendono il progetto «Euromed Héritage II» (30 milioni di euro) nel settore culturale, il progetto «Mercato Euromed» (9,9 milioni di euro) e il progetto «Innovazione, tecnologia e qualità nelle imprese» (15 milioni di euro), nel quadro della cooperazione industriale, nonché il progetto «Innovazione, tecnologia e qualità Euromed» (15 milioni di euro) nel settore dell'assistenza al settore privato. Inoltre, sono stati impegnati 20,5 milioni di euro nel quadro delle competenze e del sostegno tecnico forniti dagli uffici di assistenza tecnica (gruppi MEDA) ai servizi della Commissione europea. In conformità del programma d'azione per l'attuazione della politica di sviluppo (SEC 2001 808), durante la messa a punto dei progetti sono state elaborate valutazioni d'impatto ambientale, non solo per i progetti direttamente legati all'ambiente, ma anche per tutti i progetti suscettibili di influenzare anche indirettamente l'ambiente. I risultati di tali valutazioni sono stati inclusi nelle disposizioni di attuazione dei progetti. 2.3. Il programma MEDA 1995-1999 Tenuto conto dell'attuale contesto geopolitico e delle forti incertezze in materia di stabilità regionale, la creazione di una zona mediterranea di libero scambio appare più che mai necessaria per tutti i partner mediterranei. L'elevato tasso di disoccupazione e la stagnazione del reddito medio per abitante, che resta circa dieci volte inferiore alla media europea, rendono la crescita un obiettivo economico e politico vitale per questi paesi. In questo contesto, i paesi interessati non possono sperare di affrontare la sfida della crescita e dello sviluppo sostenibile senza una radicale accelerazione del processo di transizione economica. Per portare a termine tale transizione, i paesi mediterranei dovranno favorire il dinamismo del settore privato, adottando un quadro normativo e amministrativo meno rigido, riformando i propri sistemi fiscali e ristrutturando radicalmente il proprio settore finanziario e le imprese pubbliche. Il rispetto della coesione sociale è un altro fattore decisivo dello sviluppo economico che non deve essere trascurato, per evitare di accentuare ancora di più le disparità interne e aggravare in tal modo un fenomeno di esclusione che è spesso alla base del rifiuto popolare delle riforme. È quindi importante accompagnare il decollo economico mediante una politica di aiuto mirata agli strati sociali meno favoriti. A queste due sfide l'Unione europea risponde in qualità di fornitore di aiuti nella regione. Il programma MEDA costituisce il principale strumento di cooperazione finanziaria per facilitare la transizione economica mediante l'adozione di misure di accompagnamento, sostenendo al tempo stesso il mantenimento dell'equilibrio socioeconomico. L'Unione sostiene attivamente il processo di riforma economica e strutturale intrapreso dai paesi partner. Tali riforme economiche, il cui obiettivo finale consiste nell'istituzione di una zona di libero scambio con l'Unione europea entro il 2010, si sono succedute in maniera irregolare. Durante il periodo 1995-1999, i 12 paesi partner mediterranei hanno beneficiato di stanziamenti d'impegno per oltre 4,4 miliardi di euro di sovvenzioni, di cui 3,4 miliardi a titolo del programma MEDA I, mentre la Banca europea per gli investimenti, durante lo stesso periodo, ha accordato prestiti per 4,8 miliardi di euro. Nel periodo 1995-1999 (MEDA I) il tasso di attuazione degli stanziamenti d'impegni ha raggiunto il 100%. L'importo dei pagamenti accumulati ha raggiunto 890 milioni di euro, ovvero il 26% dell'insieme degli impegni autorizzati durante lo stesso periodo. Diverse ragioni giustificano tale percentuale relativamente debole: a) l'attuazione di MEDA I è stata inizialmente ritardata dalla lunghezza dei negoziati e dalle modalità di attuazione delle convenzioni quadro con alcuni paesi beneficiari; b) talune operazioni (transizione economica, come ad esempio lo sviluppo del settore privato e lo sviluppo tradizionale) richiedono un periodo di attuazione più lungo che oscilla tra i 4 e i 6 anni; c) i progetti regionali richiedono spesso l'istituzione di un quadro giuridico e finanziario complesso e hanno una durata pluriennale (dai 3 ai 5 anni) per massimizzare il proprio impatto. Si aggiunga il lento processo di attuazione delle riforme strutturali avviate dai nostri paesi partner, nonché le limitazioni della loro capacità amministrativa di assorbimento dei fondi I progetti di cooperazione bilaterale hanno rappresentato l'88% circa delle risorse MEDA I rispetto al 12% della cooperazione regionale. Le azioni bilaterali MEDA 1995-1999 riguardano l'adeguamento strutturale, la cooperazione economica, le questioni sociali, l'ambiente e lo sviluppo rurale. Le attività regionali, per lo stesso periodo, hanno interessato il rafforzamento del partenariato politico (soprattutto i progressi realizzati circa la Carta euromediterranea per la pace e la stabilità), la definizione, nel quadro delle sedi di dibattito regionali, delle riforme economiche e finanziarie prioritarie (cooperazione industriale, ambiente, risorse idriche, energia, trasporti e società dell'informazione), nonché la cooperazione nei settori della cultura, degli audiovisivi e della gioventù. La creazione, a breve termine, di una zona di libero scambio euromediterranea resta condizionata dal miglioramento della programmazione strategica e dal rafforzamento dei legami economici intraregionali. Sulla base degli insegnamenti tratti dall'attuazione del programma MEDA I, in particolare la complessità e la rigidità dei processi decisionali, il Consiglio ha adottato, su proposta della Commissione, un nuovo regolamento MEDA (MEDA II). All'inizio del terzo millennio e dell'avvio del secondo programma MEDA, si continuano a rilevare gravi difficoltà di sviluppo nei paesi dell'area mediterranea, malgrado la loro vicinanza geografica con l'Europa e le condizioni di accesso privilegiato al mercato europeo. 2.4. Il regolamento riveduto MEDA II Il 27 novembre 2000, il Consiglio, su proposta della Commissione, ha adottato il nuovo regolamento MEDA II [2] che mira a razionalizzare e semplificare le procedure di attuazione della cooperazione tra l'Unione e i suoi partner mediterranei, rafforzando soprattutto l'approccio pragmatico e strategico. L'adozione di questo nuovo regolamento, che sostituisce il regolamento MEDA I del luglio 1996, è il risultato di un processo di valutazione avviato all'inizio del programma e che si traduce nell'applicazione dei principi di gestione efficace e di gestione trasparente adottati dalla Commissione con il programma «Sound and Efficient Management » (SEM 2000). Gli sforzi volti a migliorare l'efficacia del regolamento MEDA si basano sull'adozione dei tre principi descritti in appresso. [2] Regolamento del Consiglio (CE) 2698/2000. * La razionalizzazione del processo decisionale al fine di garantire una programmazione più strategica ed efficace si basa da ora in poi sulla presentazione da parte della Commissione al comitato MED dei documenti di strategia nazionale e regionale, dei programmi indicativi e dei piani di finanziamento annuali anziché dei progetti individuali. I programmi indicativi nazionali e regionali coprono periodi triennali e si basano sui documenti strategici corrispondenti, che interessano il periodo del programma MEDA II (2000-2006). Tali programmi tengono conto delle priorità individuate con i partner mediterranei, in particolare le conclusioni del dialogo economico e definiscono i principali obiettivi, le linee direttrici e i settori prioritari del sostegno comunitario nei settori interessati. I piani di finanziamento vengono definiti a livello nazionale e regionale di concerto con la BEI e sono basati sui programmi indicativi. Tali piani contengono un elenco di progetti da finanziare e sono generalmente adottati annualmente. I progetti relativi agli abbuoni di interessi sono inclusi nei piani di finanziamento nazionali, mentre quelli relativi ai capitali di rischio figurano nei piani di finanziamento regionali. * L'aumento delle capacità di programmazione e di attuazione si basa sul rafforzamento del dialogo con i partner mediterranei. Gli accordi di associazione conclusi nel quadro del partenariato euromediterraneo prevedono la progressiva introduzione del libero scambio tra l'Unione europea e i propri partner mediterranei. Il programma MEDA rappresenta il quadro privilegiato di cooperazione e di assistenza dei paesi partner nel quale si inserisce questo processo evolutivo e globale di riforme necessarie. A tal fine i programmi indicativi nazionali e regionali triennali analizzano e definiscono più chiaramente l'impatto atteso delle azioni finanziate da MEDA nel contesto delle riforme nazionali avviate in vista dello sviluppo di un partenariato euromediterraneo rafforzato. Il regolamento MEDA II prevede l'aggiornamento di tali programmi indicativi su base annua, se necessario, nonché la loro eventuale modifica in funzione dell'esperienza acquisita e dei progressi compiuti dai paesi partner nei propri interventi in materia di riforme strutturali, stabilizzazione macroeconomica, sviluppo industriale, progresso sociale o dei risultati della cooperazione nel quadro dei nuovi accordi di associazione. I suddetti programmi descrivono le riforme necessarie che dovranno essere attuate in funzione dei settori prioritari e prevedono una valutazione dei progressi realizzati in questo ambito. * La semplificazione delle procedure allo scopo di favorire una più rapida ed efficace attuazione delle misure adottate deriva dalla sostituzione del comitato di regolamentazione con il comitato di gestione previsto dal regolamento MEDA II e con la selezione del contenuto della cooperazione sugli aiuti all'attuazione degli accordi di associazione precedentemente citati. La riorganizzazione del processo decisionale, che consiste in particolare nell'adozione di piani di finanziamento nazionali e regionali, comporta un significativo risparmio di tempo durante la fase iniziale dedicata all'esame dettagliato delle proposte di finanziamento individuali. Analogamente, l'adozione di procedure semplificate in materia contrattuale dovrebbe consentire di accorciare i tempi necessari per l'attuazione della cooperazione. 2.5. L'attuazione della riforma della gestione degli aiuti esterni Il 2000 è stato un anno di transizione decisivo nel processo di riforma avviato in particolare dall'ex Servizio comune delle relazioni esterne (SCR) e continuato a decorrere dal 2001 dall'Ufficio di cooperazione EuropeAid, succeduto all'SCR nel quadro delle nuove misure relative all'attuazione della cooperazione esterna. Le riforme strutturali avviate nel 2000 hanno interessato l'insieme dei programmi di cooperazione e di gestione dell'aiuto esterno, compreso il programma MEDA. Le riforme si incentrano su tre grandi assi principali: la liquidazione degli oneri del passato; l'internalizzazione delle funzioni degli uffici di assistenza tecnica (BAT) e l'attuazione della politica di decentramento. Nel 2000, la Commissione ha avviato un vasto programma di liquidazione degli oneri del passato, relativo ai vecchi impegni precedenti al 1995 e agli impegni inattivi successivi a tale data. A questo proposito, l'ex SCR ha effettuato una revisione sistematica di tali impegni in collaborazione con gli altri servizi Relazioni esterne e con le delegazioni. Tale azione ha permesso di ridurre considerevolmente la quantità di impegni precedenti al 1995 ancora aperti alla fine del 2000. Un intervento analogo ha consentito di ridurre in maniera significativa il valore degli impegni che non hanno formato oggetto di pagamenti nei due anni successivi e che per tale motivo sono stati classificati come impegni inattivi. Pertanto, alla fine 2000, gli impegni vecchi e inattivi rappresentavano una parte relativamente esigua dell'insieme della rimanenza da liquidare. Nel giugno 2000, l'ex SCR ha ultimato l'analisi dettagliata degli uffici di assistenza tecnica Relazioni esterne e ha presentato un calendario che prevedeva lo smantellamento degli uffici esistenti a Bruxelles e presso le delegazioni. La nozione di smantellamento dei BAT prevede da un lato l'internalizzazione delle relative funzioni in seno ai servizi esterni della Commissione di Bruxelles e, dall'altro lato, la messa a punto di un sistema sostitutivo dei BAT presso le delegazioni. Per MEDA si contano 20 contratti di BAT, tra cui 11 contratti di BAT presso la sede di Bruxelles e 9 contratti di BAT presso le delegazioni della regione MEDA (Tunisia, Algeria, Marocco, Egitto, Cisgiordania e Striscia di Gaza, Siria, Libano, Giordania, Turchia). I 20 contratti di BAT presso la sede e le delegazioni giungeranno a scadenza entro il 31 dicembre 2001 e non saranno rinnovabili. L'autorità di bilancio ha autorizzato il finanziamento del personale esterno e delle relative spese di funzionamento, necessarie a tale operazione di sostituzione basata sugli stanziamenti delle linee BA del bilancio comunitario. L'ex SCR ha avviato, in collaborazione con gli altri servizi Relazioni esterne, un ambizioso programma volto a decentrare la gestione degli aiuti esterni in 23 delegazioni nel 2001. Il programma MEDA riguarda principalmente quattro delegazioni previste per la prima fase di decentramento (Egitto, Marocco, Tunisia, Turchia). Tale decentramento sarà effettivo nel 2002 e per la seconda fase nel 2003 sono previste cinque delegazioni (Siria, Libano, Giordania, Algeria, Cisgiordania e Gaza). Per completare efficacemente tale processo, è stato istituito un gruppo di lavoro interservizi ed è stato adottato un piano dettagliato comprendente 71 azioni prioritarie. I lavori del gruppo hanno permesso la definizione di un concetto generale armonizzato di decentramento e l'adozione di misure di accompagnamento indispensabili per un'attuazione controllata di tale processo. Il processo finalizzato a rendere operativo il concetto di decentramento in funzione delle caratteristiche proprie del programma MEDA è già in fase avanzata e il relativo completamento dipenderà dalla disponibilità dei mezzi finanziari necessari per la mobilizzazione delle risorse umane e la messa a punto delle attrezzature, nonché, infine, dalle dotazioni finanziarie accordate dall'autorità di bilancio. Entro la fine del 2003, tutte le delegazioni della regione mediterranea dovranno gestire i programmi di aiuto esterno nei paesi di loro competenza. 2.6. La sostituzione dell'SCR con l'Ufficio di cooperazione EuropeAid Il 1° gennaio 2001, l'Ufficio di cooperazione EuropeAid ha sostituito a livello operativo il Servizio comune Relazioni esterne. L'istituzione di tale organo costituisce una tappa importante nel processo di attuazione della riforma radicale della gestione dell'aiuto esterno dell'Unione, decisa dalla Commissione europea nel maggio 2000 al fine di migliorare la qualità dei programmi e dei progetti e di accelerarne l'attuazione. La creazione di questa nuova Direzione generale si basa su una decisione della Commissione del 21 dicembre 2000. L'Ufficio è posto sotto la responsabilità di un comitato di direzione composto dal Commissario per le Relazioni esterne Chris Patten (presidente), dal commissario per lo Sviluppo e l'aiuto umanitario Poul Nielson (amministratore generale) e dai commissari per l'Ampliamento, Günter Verheugen, il Commercio, Pascal Lamy e gli Affari economici e monetari, Pedro Solbes Mira (membri). Il nuovo ufficio è responsabile della gestione del ciclo dei progetti, dalla definizione alla valutazione e degli ordinativi, nonché degli aspetti relativi alla gestione operativa tecnica, contrattuale e finanziaria della quasi totalità dei programmi di aiuto esterno dell'Unione e soprattutto di MEDA. Le direzioni generali delle Relazioni esterne e dello Sviluppo, che operano in un contesto geografico, mantengono la responsabilità per la programmazione pluriennale. In virtù del principio di sussidiarietà applicato alla gestione dell'aiuto esterno, in base al quale «occorre privilegiare la gestione e l'assunzione di decisioni a livello locale, qualora ciò risulti più efficace rispetto a un intervento diretto da Bruxelles», il decentramento verso le delegazioni e la semplificazione delle procedure costituiscono le due priorità dell'Ufficio. In seno all'Ufficio, la direzione operativa B è specificamente incaricata del Mediterraneo meridionale e del Vicino e Medio Oriente. La direzione B è composta da sette unità: coordinamento geografico; cooperazione economica; integrazione regionale e sostegno istituzionale; sviluppo sociale; sviluppo rurale sostenibile e ambiente; trasporti, infrastrutture, risorse idriche e energia e gestione finanziaria e contrattuale. 3. Accordi di associazione: bilancio della situazione Gli accordi di associazione costituiscono il quadro strategico nel quale si sviluppa la cooperazione bilaterale tra l'Unione europea e i suoi partner mediterranei. A questo proposito, essi prevedono l'istituzionalizzazione di un dialogo politico ed economico, la creazione di una zona di libero scambio integrata da una cooperazione finanziaria, nonché una cooperazione in ambito sociale e culturale. 3.1. Algeria I negoziati con l'Algeria sono ripresi nel corso del 2000, durante il quale si sono tenute tre sessioni di negoziati. Nel 2001 è prevista un'accelerazione dei tempi, per consentire la conclusione dei negoziati entro la fine dell'anno. 3.2. Egitto Dopo l'effettiva conclusione dei negoziati nel giugno 1999, l'Egitto ha firmato l'accordo di associazione il 25 giugno 2001. Una serie di iniziative che si sono concluse con l'invio di una lettera nel luglio 2000 dal primo ministro Obeid al commissario Patten contenente una richiesta di 'chiarimenti' e una visita nel settembre a Bruxelles da parte del ministro dell'Economia e del commercio estero Boutros Ghali, hanno consentito alla Commissione di affrontare tutte le problematiche delle Egitto ancora irrisolte. 3.3. Israele L'accordo di associazione euromediterraneo con Israele è entrato in vigore il 1° giugno 2000. Il primo Consiglio di associazione si è tenuto a Lussemburgo il 13 giugno 2000 e ha segnato l'avvio del dialogo politico con Israele previsto dall'accordo, oltre alla discussione di un'ampia serie di ulteriori problematiche contenute nell'accordo. 3.4. Giordania Verso la fine del 2000 il Regno hashemita di Giordania, tredici Stati membri dell'UE e il Parlamento europeo hanno ratificato l'accordo di associazione UE-Giordania, sottoscritto il 24 novembre 1997. L'accordo è in attesa della ratifica da parte di uno Stato membro. 3.5. Libano Nel settembre 2000, dopo una pausa di due anni, sono ripresi i negoziati formali sull'accordo di associazione e a Beirut si è tenuto il quinto ciclo di negoziati. Il nuovo primo ministro Hariri (nominato nell'ottobre 2000) ha pubblicamente annunciato l'intenzione del proprio governo di concludere prima possibile l'accordo di associazione. Restano da risolvere importanti questioni in materia di scambio reciproco di concessioni commerciali nei prodotti agricoli, ritmo di smantellamento delle tariffe, norme di origine, modalità di commercializzazione dei prodotti agricoli trasformati e riammissione. 3.6. Marocco L'accordo di associazione euromediterraneo è entrato in vigore il 1° marzo 2000. Il 1° Consiglio di associazione si è tenuto il 9 ottobre 2000 a Lussemburgo. Il Marocco ha approfittato dell'occasione per dichiarare ufficialmente il proprio desiderio di ulteriore avvicinamento all'UE, trasformando l'attuale associazione in un'unione doganale. A decorrere dal 1° marzo 2000, il Marocco ha adottato le prime misure di smantellamento delle tariffe previste dall'accordo: abolizione dei dazi per i prodotti diversi da quelli indicati negli allegati 3, 4, 5 e 6 dell'accordo e riduzione del dazio doganale al 75% del dazio di base per i prodotti di cui all'allegato 3. Sono proseguiti i negoziati per un nuovo accordo sulla pesca (si sono tenuti 6 cicli di negoziati) ma i progressi registrati sono scarsi in quanto le posizioni delle due parti rimangono divergenti sui principali aspetti (durata dell'accordo, accesso alle risorse ittiche, capitolo finanziario). 3.7. Autorità palestinese L'accordo di associazione provvisorio sul commercio e la cooperazione tra la Comunità europea e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) per conto dell'Autorità palestinese è stato firmato il 24 febbraio 1997. L'obiettivo principale di tale accordo era la definizione di un quadro generale per la cooperazione politica, commerciale, economica e finanziaria. Conformemente all'accordo di associazione provvisorio, il primo comitato misto si è tenuto il 23 maggio 2000 a Bruxelles. Finora, tuttavia, l'effettiva applicazione dell'accordo è stata estremamente limitata soprattutto per gli ostacoli israeliani agli scambi palestinesi ma anche a causa di un'insufficiente capacità dell'economia palestinese. La crisi nei territori palestinese, iniziata nel settembre 2000, ha interrotto l'applicazione dell'accordo. Inoltre, la situazione politica ha impedito di proseguire i negoziati per un accordo di associazione completo. Malgrado la situazione critica nei Territori, il 6 dicembre 2000 si è svolto un incontro sul dialogo economico nel quadro dell'accordo, per fare il punto della situazione a seguito della chiusura dei territori palestinesi da parte di Israele e valutare le conseguenze più immediate della crisi sotto il profilo economico. 3.8. Siria Nel dicembre 2000, durante un incontro a Bruxelles sono stati riavviati i negoziati per un accordo di associazione con il nuovo governo siriano ed è stato concordato di procedere rapidamente in modo da concludere i colloqui se possibile nel 2001. 3.9. Tunisia Il 24 gennaio 2000 a Bruxelles si è riunito il 2° Consiglio di associazione. Tale incontro è stata un'occasione per continuare il dialogo politico con la Tunisia e incoraggiare quest'ultima a rafforzare il processo democratico e la tutela dei diritti umani. La discussione si è altresì incentrata sulle tre priorità delle relazioni Tunisia-UE: prosecuzione della liberalizzazione degli scambi, sostegno della Comunità alle riforme e alla transizione economica, dimensione sociale. Il dialogo e la valutazione delle suddette priorità sono proseguiti durante il 2° Comitato di associazione tenutosi a Bruxelles il 23 giugno 2000. I negoziati relativi alle azioni di liberalizzazione reciproche e alla modifica dei protocolli agricoli dell'accordo di associazione si sono conclusi con la decisione del Consiglio dell'Unione europea del 22 dicembre 2000. Il risultato consiste fondamentalmente in un miglioramento del regime preferenziale accordato dalla Comunità all'olio d'oliva tunisino e nella concessione da parte della Tunisia di preferenze tariffarie per il grano e alcuni oli vegetali originari della Comunità. Panoramica dei progressi compiuti nei negoziati sugli accordi di associazione euromediterranei* >SPAZIO PER TABELLA> * Le relazioni con Cipro, Malta e la Turchia sono disciplinate da una serie di accordi di associazione della prima generazione firmati negli anni '60 e '70. 4. Cooperazione bilaterale con i partner mediterranei 4.1. Algeria 4.1.1. Le relazioni bilaterali L'evento più significativo nell'ambito delle relazioni bilaterali è stata la ripresa dei negoziati per l'accordo di associazione il 14 aprile 2000 (cfr. capitolo 3). In attesa della conclusione di un accordo di associazione UE-Algeria, il dialogo politico tra le due parti si svolge mediante regolari incontri a livello ministeriale e contatti con il governo algerino a livello di capi delle missioni in loco. Il 12 maggio 2000, a Lisbona si è tenuta una riunione della Troika europea, durante la quale sono state affrontate tutte le questioni di interesse comune, più in particolare la situazione politica ed economica del paese. 4.1.2. Sviluppi politici ed economici del paese 4.1.2.1. Politica Il presidente Boutéflika ha immediatamente collocato la sua azione politica nell'ambito di un programma per porre fine ai disordini civili e per ricostruire l'immagine dell'Algeria sul piano internazionale. Il progetto di concordia civile, mediante la promulgazione di una legge, ha permesso ai membri dei gruppi armati che si fossero arresi alle autorità di beneficiare di misure di clemenza; la resa doveva avvenire entro sei mesi di tempo, ovvero entro il 13 gennaio 2000. Malgrado il reinserimento nella società algerina di taluni islamici che avevano deposto le armi e una relativa tregua in materia di pubblica sicurezza tra la fine del 1999 e l'inizio del 2000, la violenza suscitata dalle azioni terroristiche ha ripreso vigore durante il secondo semestre dell'anno, soprattutto all'esterno dei centri urbani. Sul piano politico, nel novembre 2000 il governo ha rifiutato il consenso espresso dalla nuova formazione islamica "Wafa" rappresentata da M. Taleb Ibrahimi. Il 26 agosto 2000 è stato nominato un nuovo governo guidato dal primo ministro Benflis, ex capo gabinetto del presidente Bouteflika. Il nuovo governo è subentrato a quello del primo ministro Benbitour dopo soli otto mesi dall'inizio del mandato. Per quanto concerne le libertà fondamentali e i diritti dell'uomo, la natura pluralista del dibattito politico in seno ai media rappresenta un passo avanti ampiamente riconosciuto. Le principali organizzazioni di tutela dei diritti dell'uomo (Amnesty International, Federazione internazionale dei giornalisti e reporter senza frontiere) sono state autorizzate a visitare il paese nel corso dell'anno. Tuttavia, i problemi connessi con l'applicazione della legge sulla concordia civile, la pratica della tortura e la vicenda dei 4000 «dispersi» continuano a suscitare inquietudine. Il destino dei dispersi è stato oggetto di un intervento dei capi della missione dell'UE a Algeri nel marzo 2000. L'Algeria è impegnata nei lavori della componente regionale del partenariato euromediterraneo. Esercitando la presidenza dell'OUA, il paese ha svolto un ruolo attivo nella preparazione del vertice UE-Africa del Cairo dell'aprile 2000 e nella mediazione nell'ambito del conflitto tra Etiopia ed Eritrea. La sua partecipazione all'integrazione regionale in seno all'Unione del Maghreb arabo (UMA) è stata, tuttavia, ostacolata dal conflitto del Sahara occidentale e dallo stato delle relazioni con il Marocco. 4.1.2.2. Sviluppo economico L'evoluzione macroeconomica nel 2000 è risultata relativamente favorevole a causa dell'aumento dei prezzi del petrolio che ha quasi raddoppiato i proventi da esportazione, da 11,9 miliardi di USD nel 1999 a 21,1 miliardi nel 2000. I grandi equilibri esterni e interni sono stati mantenuti. La crescita economica ha raggiunto il 4,3% (proiezioni 2000), l'inflazione è stimata al 3%, il bilancio pubblico mostra un'eccedenza pari al 5% del PIL (1999: deficit dello 0,5%) e le eccedenze commerciali ammontano a 10,0 miliardi di USD (1999: 3,3 miliardi). L'Algeria ha concluso l'anno con riserve di valuta estera pari a circa 11,2 miliardi di USD, corrispondenti alle importazioni di 14 mesi (1999: 4,6 mesi). Il coefficiente del servizio del debito è diminuito fino al 22,1% delle esportazioni (1999: 36,6%). L'economia algerina continua a essere fortemente dipendente dal settore degli idrocarburi che rappresenta il 97% delle esportazioni, il 30% del PIL e il 60% del bilancio dello Stato. L'agricoltura resta un settore marginale e l'industria, a parte gli idrocarburi, è ferma al 10% del PIL. La crescita economica è stata troppo debole per contribuire a ridurre il tasso di disoccupazione, pari al 30% della popolazione attiva e a circa il 70% per i giovani. Il programma del governo ha correttamente individuato i principali problemi economici e sociali da affrontare: in particolare, la privatizzazione delle imprese pubbliche, il risanamento e la riforma del settore finanziario, la modernizzazione del settore industriale e del quadro normativo, l'apertura del settore dell'energia ai capitali privati e la costruzione/ristrutturazione degli alloggi. Ma l'attuazione effettiva delle riforme strutturali ha ampiamente ristagnato nel 2000. Il processo di privatizzazione è a un punto morto, a causa dei conflitti di competenza tra i diversi attori e istituzioni e di una mancanza di consenso con i partner sociali. Inoltre, è stato ritirato il progetto di legge sulla privatizzazione dei terreni agricoli, mentre dev'essere ulteriormente migliorato il contesto economico per le imprese e gli investitori stranieri. Il commercio estero resta inoltre gravato da restrizioni, a causa dell'esistenza del sistema dei valori amministrati e di un tasso di protezione medio relativamente elevato. Tuttavia, si registrano anche alcuni segnali positivi: ad esempio, la promulgazione della legge sulle poste e telecomunicazioni, l'inizio dell'attuazione del processo di liberalizzazione di questo settore, l'entrata in funzione di compagnie aeree private e la partecipazione privata prevista in altre infrastrutture economiche, in particolare nel settore dell'energia. 4.1.3. Cooperazione finanziaria MEDA La cooperazione finanziaria con l'Algeria si inquadra nella logica della transizione economica e della preparazione del paese alla zona di libero scambio euromediterranea. Essa comprende due assi strategici: il sostegno alle riforme economiche e allo sviluppo del settore privato e il rafforzamento dell'equilibrio socioeconomico e del buon governo. Dal 1996, a favore dell'Algeria sono stati complessivamente impegnati 194,2 milioni di euro nel quadro del programma MEDA (cfr. tabella). A tale importo si aggiungono i prestiti sui fondi propri della Banca europea per gli investimenti (BEI), fino a 620 milioni di euro dal 1996. Nel 2000, sono stati impegnati tre nuovi progetti MEDA, per un importo complessivo pari a 30,2 milioni di euro: * Sostegno alla riforma delle telecomunicazioni e dei servizi postali e allo sviluppo della società dell'informazione (17 milioni di euro): il progetto contribuirà ad aumentare l'efficacia e la qualità di tali servizi e a migliorare il contesto economico delle imprese. Fornirà inoltre un sostegno tecnico all'istituzione di un'autorità indipendente di regolamentazione del settore delle telecomunicazioni e dei servizi postali, al rafforzamento istituzionale dell'operatore dei servizi postali, nonché alla riorganizzazione del ministero delle Poste e delle telecomunicazioni. * Sostegno ai giornalisti e ai media algerini (5 milioni di euro): il progetto contribuirà al rafforzamento del ruolo della stampa privata indipendente nella dinamica di democratizzazione della società algerina. Tra gli obiettivi figurano il perfezionamento professionale dei giornalisti, il miglioramento dello statuto e delle norme socioprofessionali e l'assistenza agli organi di stampa privati e al sindacato dei giornalisti. * Sostegno all'ammodernamento delle forze di polizia (8,2 milioni di euro): il progetto mira a rafforzare la corretta gestione degli affari pubblici e dello Stato di diritto, innalzando il livello di professionalità degli agenti incaricati della sicurezza nazionale, anche in materia di rispetto dei diritti dell'uomo. Il sostegno europeo riguarda in particolare il miglioramento delle conoscenze nel settore delle scienze criminali e delle metodologie in materia di prova penale. Infine, è stata firmata una convenzione di finanziamento per un progetto MEDA di ammodernamento del settore finanziario (23 milioni di euro). Il progetto prevede la concessione di assistenza tecnica e l'erogazione di formazione a favore delle istituzioni finanziarie, della Banca centrale e delle istituzioni del mercato dei capitali. Infine sono previste attività di tutorship per diverse banche e società di assicurazioni algerine, organizzate dai rispettivi omologhi europei. ALGERIA MEDA 2000: Impegni (milioni di euro) Nome del progetto // Ammontare Sostegno alla riforma delle telecomunicazioni e dei servizi postali e allo sviluppo della società dell'informazione // 17 Sostegno ai giornalisti e ai media algerini // 5 Sostegno all'ammodernamento delle forze di polizia // 8,2 Totale // 30,2 Progetti MEDA impegnati nel 1996-1999 (milioni di euro) >SPAZIO PER TABELLA> 4.2. Egitto 4.2.1. Relazioni bilaterali Il 25 giugno 2001, dopo un lungo negoziato, il nuovo governo egiziano ha firmato l'accordo di associazione. La sigla e la firma dell'accordo di associazione proposto era attesa nel 2000 ma il nuovo governo egiziano ha impiegato molto più tempo del previsto per approvare la posizione raggiunta dai negoziatori nel giugno 1999. Il commissario Patten, quando si è recato in visita al Cairo all'inizio dell'aprile 2000, alla vigilia del vertice UE-Africa, ha affrontato il problema del ritardo nella sigla e nella firma dell'accordo durante le discussioni con il primo ministro Obeid e con i ministri del suo governo. Di conseguenza, alla Commissione sono state inoltrate una serie di richieste scritte di chiarimento e l'iniziativa è stata integrata da una visita ai commissari Patten e Lamy da parte del ministro dell'Economia e del commercio estero Boutros Ghali nel mese di settembre. La risposta della Commissione, nella quale sono state chiarite le problematiche sollevate dal governo egiziano, ha aperto la strada alla firma dell'accordo avvenuta nel 2001. Nel 2000, le relazioni commerciali bilaterali sono state relativamente buone. La Commissione ha operato in stretta consultazione con l'Egitto, importante protagonista nelle trattative per un nuovo ciclo di negoziati commerciali multilaterali e sono stati compiuti progressi nella risoluzione di diverse problematiche commerciali bilaterali. La sospensione dei prodotti lattiero-caseari e dei prodotti connessi dell'UE è stata rimossa ma sono state mantenute talune restrizioni e procedure di accertamento onerose. Un'importante preoccupazione è stata l'impatto della BSE sulle esportazioni di carni dall'Unione europea in Egitto. L'Egitto è risultato il più ampio mercato dell'UE per le esportazioni di carni bovine nel 2000, anche se con un volume inferiore al 1999. Per quanto riguarda le esportazioni dall'Egitto verso l'Unione europea, si è avuta una stagione particolarmente incoraggiante per la commercializzazione delle nuove patate comuni con un unico caso confermato di marciume radicale. Ciò dimostra che l'eliminazione del marciume radicale dalle produzioni destinate all'esportazione è possibile a condizione che vengano rigorosamente attuate le necessarie misure di controllo. L'Egitto ha operato a stretto contatto con la Commissione europea nell'organizzazione del vertice UE-Africa dell'aprile 2000, al quale hanno partecipato quasi tutti i leader africani, nutrite delegazioni degli Stati membri dell'UE, il presidente Prodi e i commissari per le Relazioni esterne. Il commissario Patten, oltre ad aver partecipato alla conferenza ministeriale, ha tenuto una serie di incontri con alcuni importanti membri del governo egiziano. 4.2.2. Recenti sviluppi politici ed economici 4.2.2.1. Sviluppi politici Sul fronte politico, con il nuovo governo del primo ministro Obeid (ottobre 1999), nuove figure ministeriali sono entrate a far parte del Consiglio dei ministri egiziano, benché la maggior parte dei ministeri siano rimasti invariati. La politica interna ha beneficiato di un periodo di relativa calma dovuto alla continua attenuazione della violenta opposizione fondamentalista degli anni precedenti e al successo della tregua con i principali gruppi. Tuttavia, importanti vantaggi sono stati conseguiti dall'opposizione legale al partito in carica. Sebbene il partito al governo continuasse a detenere la maggioranza in parlamento a seguito delle elezioni politiche del novembre 2000, si delineava una situazione nettamente diversa dal passato. Molti dei parlamentari anziani del partito al governo sono stati sostituiti da candidati più giovani e l'attuale posizione di dominio del partito è stata garantita soltanto perché molti 'indipendenti' hanno aderito all'NDP dopo le elezioni. Il dato più significativo, tuttavia, è stata l'elezione di 17 candidati rappresentanti la Fratellanza musulmana, un gruppo che, malgrado le dimensioni ridotte, è in grado di esercitare una consistente opposizione parlamentare. Le elezioni, che si sono svolte per la prima volta sotto il controllo del potere giudiziario, hanno rappresentato un concreto passo avanti verso una più ampia democrazia. Tuttavia, il quadro generale della liberalizzazione politica è apparso meno chiaro. Malgrado alcune nuove disposizioni riformatrici in materia di legislazione sociale e alcune norme di importanza storica introdotte dalla corte costituzionale, vi sono stati chiari segnali di una maggiore sensibilità da parte delle autorità verso una piena libertà di espressione. In politica estera l'Egitto ha assunto un ruolo sempre più significativo, nel tentativo di mediazione della pace in Medio Oriente. Inoltre, ha rafforzato il proprio ampio ruolo regionale nel mondo arabo e in Africa e ha intensificato la propria partecipazione al gruppo economico del COMESA, continuando a cooperare con la Libia per il conseguimento della pace in Sudan. 4.2.2.2. Sviluppi economici La crescita economica dell'Egitto (stimata al 5,1%) è stata inferiore al 1999 e assai lontana dal 7% richiesto per soddisfare gli ambiziosi obiettivi dell'Egitto in materia di reddito e occupazione. Il 2000 è stato inoltre caratterizzato da difficili condizioni monetarie e da crescenti preoccupazioni per il deterioramento della bilancia commerciale. Un importante evento è stato l'abbandono del tasso di cambio fisso con il dollaro USA nel primo semestre dell'anno, un cauto intervento che non è tuttavia riuscito a garantire il tasso di cambio flessibile richiesto per migliorare la competitività dell'Egitto rispetto ad altri paesi. L'Egitto continua ad essere impegnato in un vasto programma di riforme. Malgrado la crescita del settore privato e un continuo impegno del governo a favore delle privatizzazioni, l'economia resta dominata dal settore pubblico (35% dell'occupazione, 45% del PIL e 70% della produzione industriale). Sebbene sia già stato definito il quadro giuridico e politico necessario per razionalizzare le finanze pubbliche, riformare il settore finanziario, procedere a un'ulteriore liberalizzazione degli scambi commerciali e accelerare il processo di privatizzazione, resta ancora molto da fare sotto il profilo dell'attuazione. 4.2.3. Operazioni MEDA Nel 2000, a parte l'abbuono d'interessi sui prestiti BEI, non è stato effettuato alcun nuovo impegno MEDA nei confronti dell'Egitto. Tale situazione riflette in parte la notevole 'eccedenza' di impegni esistenti nel quadro di MEDA I (615 milioni di euro per il Fondo sociale, per gli interventi di base in materia di sanità e istruzione e per l'ammodernamento industriale). Tuttavia, sono state altresì espresse preoccupazioni per il lento tasso di esecuzione dei programmi approvati, soprattutto nei confronti del programma di ammodernamento industriale, completamente interrotto per mancanza di una struttura organizzativa (Consiglio per l'ammodernamento industriale o IMC). Il decreto presidenziale con cui è stato istituito l'IMC è stato infine emesso nel dicembre 2000. L'assistenza tecnica ai programmi di riforma finanziati dall'UE per la realizzazione di interventi di base nei settori dell'istruzione (EEP) e della sanità (HSRP) ha cominciato ad esercitare un impatto concreto nel 2000 e la Commissione europea ha assunto un ruolo guida nella revisione da parte di più finanziatori del programma del Fondo sociale per lo sviluppo (SFD II). Sono stati compiuti passi avanti nell'individuazione di nuove azioni da finanziare nel quadro di MEDA II, soprattutto nella ridefinizione delle proposte iniziali di riforma nel settore dell'istruzione tecnica e della formazione professionale e nello sviluppo di un programma di potenziamento del commercio. EGITTO MEDA 2000: impegni (milioni di euro Nome del progetto/programma // Ammontare Programma nazionale per le reti fognarie - abbuono d'interessi BEI // 12.7 Totale // 12.7 Impegni MEDA 1995 -1999 (milioni di euro) >SPAZIO PER TABELLA> 4.3. Giordania 4.3.1. Relazioni bilaterali Nel 2000, l'UE ha compiuto diverse visite ad alto livello in Giordania, compresa una visita del commissario Patten in occasione di una missione in Medio Oriente nel mese di aprile. Nello stesso mese, il re Abdullah si è incontrato con il presidente della Commissione Prodi a Bruxelles. L'attenzione di tali incontri si è focalizzata sulle relazioni tra UE e Giordania, che rappresentano un modello per i paesi partner euromediterranei e sul ruolo di moderatore svolto dalla Giordania nel processo di pace in Medio Oriente. 4.3.2. Sviluppi politici ed economici Il re Abdullah e il suo governo hanno collaborato con successo per migliorare i legami con i paesi occidentali e operano con successo per il ripristino delle relazioni col mondo arabo, particolarmente con la Siria e con i paesi del Golfo, con cui si erano incrinati i rapporti negli anni '90, a seguito della posizione assunta dalla Giordania in occasione della guerra del Golfo e della sottoscrizione del trattato di pace con Israele nel 1994. L'ambiente esterno della Giordania resta pertanto volatile e risente dell'arresto del processo di pace. Lo sviluppo di più stretti legami economici con Israele e con l'Autorità palestinese risulta quindi ostacolato. L'embargo all'Iraq, il principale partner commerciale della Giordania, rappresenta una grave limitazione. Tutti questi fattori contribuiscono a scoraggiare i potenziali investitori e favoriscono una fuga di capitali. A ciò si aggiungono l'estrema scarsità di risorse idriche, la debole base industriale, la limitatezza delle risorse naturali (quasi esclusivamente potassa e fosfato) e le dimensioni ridotte del mercato interno. Nel 2000, la Giordania ha continuato l'attuazione del programma di adeguamento strutturale sostenuto dell'FMI. Il miglioramento della gestione monetaria e di bilancio è in parte riuscito a ridurre il deficit fiscale (ancora elevato, al 7% del PIL, escluse le sovvenzioni) e ad aumentare le riserve di valuta estera. È stato inoltre raggiunto un tasso di crescita economica del 3,9%, che ha rappresentato un deciso miglioramento rispetto agli ultimi anni. In questo contesto, i problemi da risolvere per assicurare la sostenibilità economica della Giordania sono enormi. Per tale motivo, il re Abdullah ha deciso di concentrarsi sulle riforme dell'economia e della pubblica amministrazione che hanno compiuto rapidi passi avanti nel corso degli ultimi due anni. La Giordania punta in particolare alla riforma delle pensioni, alla riforma del settore bancario e alla gestione del debito, in particolare la riduzione del pesante onere del debito pubblico. Il paese si è inoltre fermamente impegnato in un processo di liberalizzazione del commercio, come dimostrano l'adesione della Giordania all'OMC nel 2000 e la firma di un accordo bilaterale di libero scambio con gli Stati Uniti. Infine, durante la conferenza euromediterranea dei ministri degli Affari esteri di Marsiglia, nel novembre 2000, Giordania, Egitto, Tunisia e Marocco hanno annunciato che avrebbero avviato i negoziati per la creazione di una propria zona di libero scambio (il cosiddetto processo di Agadir). 4.3.3. Operazioni MEDA I risultati conseguiti dalla Giordania nell'ambito di MEDA (1995-1999) sono stati ottimi. Tra tutti i partner mediterranei, la Giordania ha ricevuto la maggiore percentuale pro capite di aiuti dal programma MEDA. Nell'ambito delle operazioni bilaterali euromediterranee, la Giordania ha ricevuto complessivi stanziamenti per 254 milioni di euro, erogati per il 75% alla fine del 2000, mentre le operazioni di prestito BEI su risorse proprie hanno raggiunto un ammontare di 223 milioni di euro. Tra il 1995 e il 1999, sono state effettuate due azioni di adeguamento strutturale (100 mio EUR e 80 mio EUR) che hanno contribuito a rafforzare l'equilibrio macroeconomico e a attuare le riforme connesse con l'accordo di associazione (progetto di legge sulla concorrenza, introduzione di un'imposta generale sulle vendite simile all'IVA, privatizzazione). Inoltre, la cooperazione si è incentrata sullo sviluppo del settore privato. Il programma di modernizzazione industriale (40 mio EUR) rappresenta la prosecuzione del programma di sviluppo del settore privato (Business Service Team) (7 mio EUR). Tale programma fornisce assistenza diretta alle PMI e alle associazioni di imprese e offre strumenti finanziari alle PMI e alle società in fase di avviamento; inoltre, promuove lo sviluppo delle risorse umane contribuendo al potenziamento e all'adeguamento delle strutture di formazione esistenti alle richieste del settore produttivo. La componente politica sostiene lo sviluppo di una politica industriale di lungo termine. 10 milioni di euro sono stati utilizzati per un'operazione su capitale di rischio a sostegno dello sviluppo del settore privato. Infine, 8,2 milioni di euro sono stati destinati al pagamento di abbuoni d'interesse e 5 milioni di euro a operazioni di assistenza tecnica (unità di gestione) per l'attuazione del programma di ripristino dell'approvvigionamento idrico ad Amman, mentre 3,9 milioni di euro sono stati riservati allo sviluppo del turismo e alla salvaguardia del patrimonio culturale. Mentre nel 1999 la cooperazione finanziaria si è incentrata su nuovi impegni per la Giordania, nel 2000 essa si è focalizzata sull'attuazione dei nuovi programmi. Il dispositivo di adeguamento strutturale (80 milioni di euro) è stato interamente erogato essendo stati soddisfatti tutti i criteri relativi ai risultati. Sono state completate le procedure d'appalto per l'assunzione dell'unità di gestione del programma nell'ambito del programma di modernizzazione industriale (avvio effettivo del programma: 1° gennaio 2001). È iniziata anche l'attuazione degli interventi di assistenza tecnica per il programma di ripristino della rete idrica ad Amman (5 mio EUR) e del progetto relativo allo sviluppo del turismo e alla salvaguardia del patrimonio culturale (3,9 mio EUR). Nel 2000, la Commissione ha deciso di stanziare 15 milioni di euro per una nuova operazione su capitale di rischio gestita dalla BEI. Questo dispositivo di finanziamento globale, aperto a una serie di intermediari finanziari attivi nel settore degli investimenti azionari/quasi azionari, offre prodotti finanziari innovativi volti a rafforzare il settore privato. La Commissione ha altresì approvato una serie di eventi culturali per rendere omaggio alla memoria del defunto re Hussein, quali la Conferenza euromediterranea dei ministri degli Esteri tenutasi a Stoccarda nell'aprile 1999. Gli eventi si sono svolti sia in Europa (simposio euromediterraneo sulla "Cultura della pace" durante l'esposizione mondiale di Hanover EXPO 2000, inteso a illustrare il ruolo svolto dal re Hussein nella promozione di questa cultura; mostra fotografica itinerante sul re Hussein e sulla memoria visiva della città di Amman) sia in Giordania (conferenza euromediterranea sul ruolo della diversità culturale alla vigilia del nuovo millennio; campi archeologici per giovani europei e giordani). Inoltre, la Giordania ha ricevuto fondi per l'estensione dei progetti finanziati a titolo dei protocolli finanziari: progetto di intervento nel settore dell'approvvigionamento idrico (ulteriori 2,02 mio EUR), progetto di sviluppo sociale (ulteriori 0,67 mio EUR) e partecipazione della Giordania all'EXPO 2000 (0,40 mio EUR). GIORDANIA MEDA 2000: impegni (milioni di euro) Nome del progetto/programma // Ammontare Dispositivo di finanziamento globale per le PMI -capitale di rischio (BEI) // 15 Totale // 15 Impegni MEDA 1995 -1999 (milioni di euro) >SPAZIO PER TABELLA> 4.4. Libano 4.4.1. Relazioni bilaterali Nel settembre 2000, dopo una pausa di due anni, sono ripresi i negoziati sull'accordo di associazione euromediterraneo. Entro la fine del 2000 si sono tenute diverse sessioni di negoziati e sono stati compiuti discreti progressi verso l'approvazione del testo. Il commissario Patten si è recato in visita in Libano il 7 aprile ed ha incontrato il presidente, generale Emile Lahoud, il primo ministro Hoss, il ministro dell'Industria, dell'economia e del commercio Nasser Saïdi e il presidente del Parlamento Nabih Berry. I colloqui si sono incentrati sull'accordo bilaterale tra la Comunità europea e il Libano, gli aiuti alla ricostruzione, la soluzione israelo-libanese per il processo di pace in Medio Oriente e i rapporti commerciali bilaterali. 4.4.2. Sviluppi politici ed economici 4.4.2.1. Sviluppi politici Il governo del primo ministro Rafiq Hariri ha ottenuto un ampio sostegno da parte del parlamento il 6 novembre 2000, dopo una schiacciante vittoria alle elezioni politiche dell'agosto/settembre 2000. I risultati delle elezioni hanno confermato l'insoddisfazione per la mediocre situazione economica e la sensazione che Harari potesse far uscire l'economia dalla crescente recessione. Nella ripresa iniziata in Libano dopo la guerra, si è aperta un'importante fase nel maggio 2000 con il ritiro delle forze israeliane dai territori meridionali e il collasso dell'esercito sud-libanese sostenuto dagli israeliani. Le Nazioni Unite hanno stabilito che la risoluzione 425 del Consiglio di sicurezza è stata applicata. Il Libano rifiuta la linea di demarcazione stabilita dall'ONU come frontiera internazionale con Israele. Il contingente UNIFIL di 5.500 uomini (incaricato di verificare il rispetto della risoluzione 425) è stato autorizzato a schierarsi nella regione meridionale nell'agosto 2000 ed è stato seguito da un piccolo distaccamento di forze di polizia e di militari dell'esercito libanese. La reintegrazione della zona precedentemente occupata procede lentamente, con il graduale ripristino dei servizi di Stato, dopo un'assenza durata quasi 20 anni. Dopo un'euforia iniziale per il ritorno del territorio meridionale occupato sotto la sovranità libanese, il vuoto di sicurezza si è tradotto in un aumento degli attacchi transfrontalieri. Tensioni lungo la frontiera hanno iniziato a esplodere nell'ottobre 2000, in coincidenza con l'intifada palestinese. Le operazioni di risanamento del Libano meridionale sono ancora ostacolate dalla questione delle aziende agricole contese di Sheba sul monte Hermon (dove verso la fine del 2000 sono stati catturati tre soldati israeliani), dalla permanenza nelle carceri israeliane di 19 prigionieri libanesi e dall'assenza generale di un trattato di pace tra Israele e Siria e Libano. Sebbene non vi siano stati sostanziali cambiamenti nelle relazioni tra Beirut e Damasco dalla morte del presidente Assad nel 2000, sono aumentate le critiche interne per la presenza delle 35.000 truppe dell'esercito siriano in Libano. 4.4.2.2. Sviluppi economici Hariri ha ereditato un'economia in recessione e un deficit pubblico disastroso (24 miliardi di euro, pari al 160% del PIL) che trae origine dal vasto programma di ricostruzione successivo alla guerra civile. Il governo ha adottato una strategia economica a sostegno della crescita, allo scopo di invertire la continua tendenza alla recessione (nel 1999 e nel 2000 la crescita è stata pari a zero). Il crescente deficit di bilancio rappresenta un aspetto centrale del problema. Il bilancio 2001 ha fissato le spese a 6,6 miliardi di euro e le entrate a 3,2 miliardi, con un deficit pari al 21,2% del PIL. Rispetto agli obiettivi del 2000, si registra un aumento del 16% nelle spese e un calo del 6% nelle entrate. Il margine di manovra è ridotto in quando l'80% del bilancio è destinato agli stipendi per il pubblico impiego e al servizio del debito. La preoccupazione dell'UE per la situazione economica, in particolare per i provvedimenti fiscali volti a ridurre il deficit di bilancio, è confermata dalle discussioni in corso sul rilascio della seconda quota del dispositivo di adeguamento strutturale del valore di 50 milioni di euro. L'introduzione di un sistema di tassazione del valore aggiunto rappresenta una condizione indispensabile. La politica monetaria è riuscita a mantenere la stabilità della lira libanese e a contenere l'inflazione. La fiducia delle imprese è stata tuttavia influenzata dalla recessione, dai continui e pesanti deficit fiscali e dalla mancanza di progressi nelle privatizzazione, nonché dalla continua incertezza attorno al Libano meridionale e al processo di pace. Nel luglio 2000, a una conferenza di finanziatori tenutasi a Beirut, è stato presentato un piano di sviluppo di 1,3 miliardi di USD a favore del Libano meridionale. Il contributo della Commissione consiste nel finanziamento di cinque progetti di risanamento a favore dei territori meridionali (9,2 mio EUR) attraverso la linea di bilancio "risanamento". ECHO, l'ufficio umanitario della Commissione, ha altresì accettato di stanziare fondi di urgenza per il Libano meridionale. 4.4.3. Operazioni MEDA L'Unione europea è il principale donatore del Libano. Gli aiuti forniti dall'Unione europea, se combinati con quelli degli Stati membri, raggiungono il 53% delle sovvenzioni complessivamente erogate a favore del Libano nel periodo 1992-1999. L'assistenza comunitaria si è concentrata sui seguenti aspetti: ricostruzione in seguito alla guerra, aiuti d'urgenza ai profughi palestinesi, programmi a favore della società civile, sviluppo socioeconomico, tutela ambientale, diritti umani e democrazia. Il programma MEDA I (1996-1999) include tra i propri obiettivi prioritari la riorganizzazione dell'economia libanese, la revisione dell'amministrazione del settore pubblico, il miglioramento dell'ordinamento giuridico e istituzionale relativo al settore privato e la riduzione degli squilibri sociali. Il Libano ha beneficiato di 182 milioni di euro sotto forma di sovvenzioni MEDA, divenendo in tal modo uno dei principali beneficiari pro capite degli aiuti comunitari ai partner mediterranei. La Banca europea per gli investimenti ha approvato quattro prestiti nel quadro di MEDA I per un importo complessivo di 180 milioni di euro. Nel 2000, nel quadro del programma MEDA non sono stati assunti nuovi impegni a favore del Libano. Durante l'anno sono stati cancellati e successivamente disimpegnati i fondi relativi a due progetti: il progetto Standard e norme (6 mio EUR) e un abbuono d'interessi di 10,3 milioni di euro per un prestito BEI per il controllo dell'inquinamento delle coste (il prestito non è stato utilizzato). L'attenzione nel 2000 è stata rivolta alla firma di tre nuovi accordi di finanziamento. Durante il 2000, a seguito del ritiro israeliano dal Libano meridionale, sono stati approvati 12 progetti di ECHO (3,9 mio EUR) e 5 progetti di risanamento (9,2 mio EUR); circa 10 milioni di euro sono stati riservati per il Libano meridionale mentre la cifra rimanente è stata destinata soprattutto a favore dei profughi palestinesi nei dodici campi all'interno del Libano. LIBANO Impegni MEDA 1995 -1999 (milioni di euro) >SPAZIO PER TABELLA> 1/ Disimpegnato a seguito della cancellazione del programma. 4.5. Marocco 4.5.1. Le relazioni bilaterali Il Marocco ha scelto chiaramente di procedere verso l'integrazione della propria economia nell'economia dell'Unione europea. Infatti, dopo l'entrata in vigore dell'accordo di associazione il 1° marzo 2000, il paese ha dichiarato la propria intenzione di voler andare oltre la zona di libero scambio inizialmente prevista, fino alla creazione di un'unione doganale con l'UE. Peraltro, malgrado l'impegno della Commissione, i negoziati relativi all'accordo sulla pesca che si sono svolti con assiduità non hanno avuto esito positivo. Infine, il 18 settembre 2000, il Consiglio "Affari generali" ha adottato un mandato di negoziato di un accordo di riammissione con il Marocco. 4.5.2. Sviluppi politici ed economici del paese 4.5.2.1. Politica Il processo di apertura politica, continuato dal re Mohammed VI dopo la propria ascesa al trono nel 1999 attraverso il governo di M. Youssoufi, ha posto il Marocco nella posizione più avanzata della regione a questo proposito. Il decentramento amministrativo e lo sviluppo della società civile stanno per produrre effetti decisamente positivi sul processo di democratizzazione del paese. Il governo ha promosso un piano di integrazione della donna nello sviluppo economico che ha suscitato numerose aspettative tra la popolazione interessata. Tuttavia, nel corso del 2000 hanno avuto luogo alcuni eventi relativi alla libertà di stampa di cui occorre tenere conto nell'ambito della transizione politica in corso. Per quanto concerne il Sahara Occidentale, il Marocco ha affermato, durante la riunione di Berlino nel settembre 2000 che non avrebbe accettato nessuna soluzione che avesse pregiudicato la sovranità marocchina su tale regione. 4.5.2.2. Sviluppo economico Il 2000 resta caratterizzato da una esigua crescita del PIL (+0,7%) dovuta in particolare alla diminuzione del valore aggiunto agricolo del 14,8% nel 2000 (siccità prolungata) che non ha potuto essere compensata con la crescita del prodotto non agricolo (+3%). Tali risultati deludenti si sono ripercossi sui conti con l'estero provocandone un peggioramento (conto corrente: -1,7% del PIL, bilancia commerciale: -9,6% del PIL). Le riserve in valuta estera, che nel 1999 corrispondevano alle importazioni di 5,7 mesi, sono diminuite a 4,4 mesi. Il deficit commerciale si è ampliato dopo l'apprezzamento del dirham rispetto all'euro, il rialzo del prezzo del petrolio e l'aumento delle importazioni agricole. La situazione di bilancio si è altresì aggravata; il deficit complessivo, esclusa la privatizzazione, è aumentato da -2,5% a -4,3% del PIL. L'inflazione resta contenuta (+1,7%), in parte a causa della debolezza della domanda. L'economia marocchina resta estremamente sensibile agli shock esterni, soprattutto a causa della volatilità della produzione agricola e della situazione delle finanze pubbliche (deficit crescenti, base imponibile ridotta, peso della massa salariale e del debito). Il Marocco deve inoltre far fronte a un tasso di disoccupazione particolarmente elevato (21,5% nel 2000) e presenta indicatori sociali inferiori ai paesi con redditi analoghi. Il piano di sviluppo economico e sociale 2000-2004 del governo mira in particolare a rafforzare la crescita del PIL incentivando gli investimenti, il cui tasso dovrà aumentare dal 23,9% del PIL nel 2000 al 28% del PIL en 2004. Il programma di adeguamento del settore finanziario impegnato sui fondi di MEDA II si inquadra pertanto nell'ottica della promozione del settore privato e degli investimenti. 4.5.3. Cooperazione finanziaria MEDA La cooperazione con il Marocco si inquadra nella logica della transizione economica e della preparazione del paese alla zona di libero scambio euromediterranea. La capacità del Marocco di assorbire i fondi di MEDA I si è rivelata relativamente soddisfacente: sono stati impegnati 660,2 milioni di euro dal 1995 al 1999, con un tasso di pagamento a fine 2000 del 25%. Per quanto riguarda MEDA II, durante il 2000 sono stati impegnati cinque progetti per un importo di 140,5 milioni di euro: * Ammodernamento delle giurisdizioni (27,6 mio EUR): l'obiettivo generale del progetto è contribuire al miglioramento delle prestazioni del sistema giudiziario, conseguire un elevato standard etico e assicurare la risoluzione delle cause in maniera trasparente, indipendente ed efficace. L'obiettivo specifico del progetto è migliorare le capacità strutturali (soprattutto informatiche) e organizzative (formazione, banche dati e archivi) di 44 giurisdizioni (16 corti d'appello, 21 tribunali di prima istanza e 7 tribunali amministrativi). * Sviluppo rurale partecipativo nel Medio Atlante Centrale (progetto Khenifra) (9 mio EUR): il progetto è finalizzato a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni rurali nei 12 comuni rurali della provincia di Khenifra, attraverso l'aumento del loro reddito e l'applicazione di una gestione razionale, partecipativa e integrata delle risorse naturali. Il progetto contribuirà inoltre alla promozione del ruolo della donna nell'ambiente rurale. * Programma di adeguamento del settore finanziario (52 mio EUR): l'obiettivo generale a cui mira il programma è la riorganizzazione del settore dell'intermediazione finanziaria, in vista di un miglioramento del contesto economico e di un rilancio della crescita. Il progetto prevede inoltre i seguenti obiettivi specifici: adeguamento del quadro istituzionale e normativo del settore finanziario, allo scopo di rafforzare gli organismi di controllo e di supervisione del rischio d'intermediazione finanziaria; disimpegno dello Stato dalle attività bancarie; rafforzamento della concorrenza, della competitività e dell'innovazione dei servizi e dei prodotti finanziari. * Programma di adeguamento del settore sanitario (50 mio EUR): il programma sostiene la preparazione e le fasi iniziali di attuazione della copertura universale del rischio malattia in Marocco. Tale riforma comporta l'introduzione di misure finalizzate alla standardizzazione delle fonti di finanziamento pubblico e privato dei servizi sanitari e al miglioramento della qualità e dell'accesso a tali servizi, nonché una significativa ridistribuzione delle spese sanitarie a favore delle popolazioni svantaggiate. * Gestione dei rifiuti solidi urbani a Essaouira (1.935.000 EUR): il presente progetto si inserisce nel quadro di un progetto di legge elaborato dal governo in materia di gestione e smaltimento dei rifiuti solidi. L'obiettivo specifico del progetto è la gestione dell'ambiente e lo sviluppo delle capacità locali nella città di Essaouira. MAROCCO MEDA 2000: Impegni (milioni di euro) Nome del programma/progetto // Ammontare Ammodernamento delle giurisdizioni // 27,6 Khenifra (sviluppo rurale partecipativo) // 9,0 Adeguamento del settore finanziario // 52,0 Adeguamento del settore sanitario // 50,0 Gestione dei rifiuti solidi a Essaouira // 1,9 Totale // 140,5 MAROCCO Progetti MEDA impegnati 1995-1999 (milioni di euro) >SPAZIO PER TABELLA> 4.6. Siria 4.6.1. Relazioni bilaterali I politici siriani hanno sottolineato in più occasioni l'importanza di una sempre più stretta cooperazione tra UE e Siria, ponendo l'accento sulla scelta strategica compiuta dalla Siria nell'attribuire all'Unione europea il ruolo di partner nel processo di riforma e modernizzazione. Tale aspetto è stato specificamente sottolineato durante la visita del commissario Patten in Siria nell'aprile 2000 e dal ministro della Programmazione siriano Issam Zaïm in occasione della sua visita a Bruxelles nel dicembre 2000. Nel dicembre 2000, durante un incontro a Bruxelles sono stati riavviati i negoziati per un accordo di associazione con il nuovo governo siriano È stato concordato di accelerare i negoziati organizzando, se possibile, sessioni bimestrali. 4.6.2. Situazione politica ed economica della Siria 4.6.2.1. Sviluppi politici Due importanti eventi nel primo semestre del 2000 hanno modificato lo scenario politico interno della Siria. Nel mese di marzo, è stato insediato un nuovo governo guidato dal primo ministro Miro. Si è trattato del primo importante rimpasto di governo negli ultimi 13 anni. Nel luglio 2000, è deceduto il presidente Hafez al-Assad al quale è subentrato il figlio Bashar al-Assad Per quanto riguarda la politica estera, l'obiettivo principale della Siria è rimasta la riconquista delle alture del Golan occupate da Israele durante le guerre del 1967 e del 1973. Tuttavia, malgrado i colloqui di pace con Israele sostenuti dagli Stati Uniti all'inizio del 2000 e un incontro tra il presidente americano Clinton e il presidente siriano Assad nel marzo 2000 non è stato conseguito alcun risultato. Dopo il ritiro di Israele dal Libano meridionale, la Siria ha sostenuto il rifiuto da parte del Libano della cosiddetta 'linea blu', ovvero il confine con Israele tracciato dalle Nazioni Unite. 4.6.2.2. Sviluppi economici Dopo una recessione nel 1999 dovuta al calo del prezzo del petrolio e alla siccità, erano emerse indicazioni che facevano sperare in un miglioramento dell'economia. La Siria è riuscita a stabilizzare la moneta nazionale (lira sterlina siriana) e sono state adottate misure volte ad unificare il tasso di cambio. Nel 2000, il tasso d'inflazione è sceso allo 0,5%. L'aumento dei prezzi del petrolio, il ripetuto annuncio di riforme economiche e il tentativo di stimolare l'attività economica mediante una politica fiscale espansiva hanno sostenuto le aspettative di una ripresa economica. La crescita reale del PIL è stimata pari all'1,3% per il 2000 e al 2,4% circa per il 2001. L'economia siriana resta ampiamente controllata dallo Stato e condizionata dall'andamento del petrolio. I ricavi petroliferi forniscono il 60% delle entrate complessive del governo, tra il 60 e il 70% delle entrate in valuta estera e circa il 16% del PIL. Il nuovo presidente è orientato verso una politica di riforme ed è pienamente consapevole delle difficoltà derivanti dall'isolamento economico del proprio paese. Per quanto riguarda il programma di riforme, nel 2000 il governo ha annunciato l'intenzione di attuare una serie di misure strutturali volte a promuovere una riforma economica in grado di incoraggiare il settore privato, creando un contesto legislativo e normativo più propizio agli investimenti. Tra i segnali positivi figurano la revisione della legge n. 10 (1991) in materia di investimenti, l'apertura di nuove attività economiche (comprese le banche private) al settore privato, l'annuncio della semplificazione del tasso di cambio e la possibilità per i cittadini residenti di aprire conti in valuta estera. Nel settembre 2000, il governo siriano ha adottato un piano per la creazione di occupazione (costo totale: 50 mrd SYP) allo scopo di creare 400.000 posti di lavoro entro i cinque anni successivi. La Siria ha concluso accordi in materia di regolamento dei debiti con una serie di istituzioni e paesi creditori, tra i quali la Germania (ottobre 2000). Quest'ultima, in particolare, ha già facilitato il ritorno della Banca europea per gli investimenti in Siria. 4.6.3. Operazioni MEDA I progetti definiti nell'ambito del programma MEDA I (1996-99) si concentrano su alcuni temi istituzionali centrali, tra cui: * la riforma delle strutture amministrative ed economiche; * il supporto al settore economico-finanziario; * lo sviluppo delle risorse umane. Nel luglio 2000, la Siria ha ultimato il processo di ratifica della convenzione quadro di MEDA. Nei mesi successivi, sono stati firmati tre progetti MEDA I, per un importo complessivo di 35 milioni di euro (Centro aziendale siro-europeo: 12 mio EUR; dispositivo di modernizzazione industriale e settoriale: 21 mio EUR; programma di formazione archeologica: 2 mio EUR). Soltanto un progetto è arrivato alla fase di attuazione (Centro aziendale siro-europeo). Gli altri stanno attraversando le vari fasi di preparazione all'attuazione. Nel 2000 non è stato concordato alcun progetto con la Siria. Gli impegni relativi al 2000 (cfr. tabella in appresso) riguardano tutti i programmi per i quali sono stati effettuati reimpegni, in quanto non era stato firmato l'accordo di finanziamento nell'anno successivo all'impegno di bilancio. SIRIA MEDA 2000: Impegni (milioni di euro) Nome del progetto/programma // Ammontare Piano d'azione settore energetico // 11 Istituto Superiore di Gestione Industriale // 14 Programma di sostegno al settore delle telecomunicazioni // 10 Programma di sviluppo del turismo culturale // 3 Totale // 38 Impegni MEDA 1995 -1999 (milioni di euro) >SPAZIO PER TABELLA> 4.7. Tunisia 4.7.1. Le relazioni bilaterali La Tunisia è il partner mediterraneo che ha compiuto più progressi per quanto riguarda il progetto di creazione di un'area di libero scambio con l'Unione europea. Ha annunciato la conclusione di accordi di libero scambio con alcuni dei propri partner del Mediterraneo meridionale (Marocco, Giordania, Egitto) ed ha avviato uno smantellamento tariffario anticipato, ancor prima dell'entrata in vigore dell'accordo di associazione nel marzo 1998. Nel gennaio 2000, si è tenuta una riunione del Consiglio di associazione UE-Tunisia durante la quale le parti interessate hanno potuto discutere dello stato di avanzamento del partenariato e affrontare questioni politiche di interesse comune. Il Parlamento europeo ha espresso la propria insoddisfazione riguardo alla situazione dei diritti umani in Tunisia, mediante due risoluzioni adottate nel giugno e dicembre 2000. 4.7.2. Sviluppi politici ed economici del paese 4.7.2.1. Politica Sotto il profilo della politica interna, il paese è stato caratterizzato da una situazione di stabilità, malgrado gli importanti cambiamenti avvenuti nel contesto regionale. Le elezioni presidenziali del 1999 hanno riconfermato il presidente in carica Ben Ali, al quale è stato conferito un nuovo mandato di cinque anni. Nel 2000, la situazione politica del paese è stata caratterizzata dalla morte di Habib Bourguiba nel mese di aprile, dalle elezioni municipali di maggio, nelle quali il partito del Raggruppamento costituzionale democratico (RCD) ha ottenuto il 94% dei voti, e dall'inchiesta per corruzione del presidente del sindacato nazionale Unione generale dei lavoratori tunisini (UGTT), seguita dalle dimissioni di quest'ultimo. Nel novembre, è stata accordata una grazia presidenziale della quale ha beneficiato un numero imprecisato di detenuti, prigionieri politici compresi e sono state adottate disposizioni per il trasferimento della gestione dei penitenziari dal ministero dell'Interno al ministero della Giustizia. Sono state annunciate modifiche al codice della stampa e il 3 maggio 2001 la Camera dei deputati ha approvato il nuovo codice, caratterizzato, in particolare, dalla soppressione del reato di «diffamazione dell'ordine pubblico». In Europa, i media hanno dato particolare risalto a due questioni in materia di diritti dell'uomo: lo sciopero della fame del giornalista Ben Brik, in seguito al processo per diffamazione dell'ordine pubblico e l'annullamento, mediante decisione giudiziaria, in seguito alle azioni di quattro membri della Lega, delle elezioni del comitato direttivo della Lega tunisina dei diritti dell'uomo (LTDH). Alcuni media europei e difensori dei diritti umani in Tunisia hanno interpretato questa decisione come un attacco del potere contro un'istituzione indipendente di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali. Questi due eventi, unitamente alla situazione generale relativa all'esercizio delle libertà politiche, ritenuta insoddisfacente, sono stati all'origine delle risoluzioni del parlamento europeo sopramenzionate. Il rafforzamento dello Stato di diritto e della libertà di stampa restano quindi fondamentali per assicurare una gestione dinamica in un ambiente aperto. 4.7.2.2. Sviluppo economico I principali indicatori mostrano un quadro macroeconomico stabile. Il tasso d'inflazione (2,9%) è appena superiore a quello del 1999 (2,7%); il debito estero rimane stabile (51% del PIL) mentre il deficit di bilancio (2,7%) registra un miglioramento rispetto al 1999 (3,5%). Il lieve rallentamento del tasso di crescita (5% rispetto al 6,2% nel 1999) è dovuto alla recessione del settore agricolo (-1%) a seguito della siccità che interessa la maggior parte del paese. Il tasso di disoccupazione (15,5%) resta elevato malgrado una sensibile crescita economica. Le 80.000 nuove iscrizioni annue nelle liste di collocamento richiedono un tasso di crescita annuo pari almeno al 5% per stabilizzare il tasso di disoccupazione al livello attuale. La Tunisia resta il paese del Mediterraneo meridionale più integrato nell'economia europea e con l'accordo di libero scambio dovrebbe contribuire a rafforzare ulteriormente i propri legami con l'Unione europea. Dal 1996, quando è iniziato il progressivo smantellamento tariffario unilaterale della Tunisia, la quota delle importazioni dall'Unione europea è rimasta stabile tra il 71% e il 75%, mentre l'80% delle esportazioni tunisine hanno l'UE come controparte. Allo stadio attuale, il 40% delle importazioni industriali tunisine provenienti dall'UE è esente da dazi doganali, mentre la percentuale rimanente beneficia già di preferenze, tra il 48% e il 23% dei dazi NPF. Lo smantellamento progressivo ha iniziato a influenzare i «prodotti sensibili» a decorrere dal 1° gennaio 2000. Globalmente, la bilancia commerciale tunisina continua a essere fortemente deficitaria (circa 3 miliardi di euro). Nei confronti dell'UE, la Tunisia ha registrato un deficit commerciale di 1,5 miliardi di euro, con un aumento del 26% rispetto all'anno precedente. L'84% delle esportazioni tunisine proviene dalle industrie manifatturiere, in primo luogo dal settore tessile (46%). Nel 2000 è stato registrato un aumento degli investimenti esteri diretti (IDE) che risultano tuttavia ancora insufficienti per compensare i probabili effetti a lungo termine dell'accordo. Il livello raggiunto nel 2000, pari a 800 milioni di euro (oltre il doppio rispetto al 1999) è infatti ancora ampiamente insufficiente se si considera che un terzo degli IDE deriva dalla privatizzazione dei cementifici e che un altro terzo corrisponde a investimenti legati alle concessioni di prospezioni nel settore del petrolio e del gas. Soltanto 250 milioni di euro (circa l'1% del PIL) sono stati investiti dai promotori esteri senza considerare il settore energico e le privatizzazione. 4.7.3. Cooperazione finanziaria MEDA La cooperazione con la Tunisia si inquadra nella logica della transizione economica e della preparazione del paese alla zona di libero scambio euromediterranea. Essa comprende due assi strategici: il sostegno alle riforme economiche e allo sviluppo del settore privato e il rafforzamento dell'equilibrio socioeconomico e del buon governo. Dal 1995, a favore della Tunisia sono stati complessivamente impegnati 504 milioni di euro nel quadro del programma MEDA (cfr. tabella). Nel 2000, sono stati impegnati tre nuovi progetti, per un importo complessivo pari a 75,6 milioni di euro: * Programma di sostegno alla riforma dell'istruzione di base (40 mio EUR): viene incentivata la riforma dell'istruzione di base in una prospettiva di sostegno allo sviluppo socioeconomico del paese. L'obiettivo generale del programma è il miglioramento del livello qualitativo delle risorse umane dell'insieme del paese, in una prospettiva di equità, per garantire una migliore preparazione ai cambiamenti sociali, politici ed economici. L'obiettivo specifico del programma è invece l'aumento dell'efficacia interna/esterna, dell'efficienza e dell'equità dell'istruzione di base, in una prospettiva di partecipazione dell'insieme degli attori e dei beneficiari. * Sostegno al settore privato (BEI), capitali di rischio (30 mio EUR): il progetto mira al rafforzamento dei fondi propri delle imprese private o delle imprese in via di privatizzazione, comprese le operazioni di concessione attraverso investimenti compiuti da intermediari finanziari o dalla BEI. L'obiettivo è fornire alle banche e alle istituzioni finanziarie simili i mezzi necessari per acquisire partecipazioni dirette in società d'investimenti, fondi d'investimento o qualsiasi altra entità equiparata, con lo scopo di rafforzare i fondi propri delle imprese tunisine e offrire alla BEI questa stessa possibilità (sotto forma di partecipazioni temporanee detenute a nome dell'UE). * «Rifiuti solidi», abbuono d'interessi sulle risorse proprie della BEI (5,60 mio euro): il progetto mira alla creazione di sistemi regionali di gestione dei rifiuti solidi, basati su discariche e centri connessi di trasferimento, ripartiti sull'insieme del territorio tunisino. Inoltre, si propone di tutelare l'ambiente tunisino, migliorare le condizioni di vita della popolazione civile e rafforzare l'attrattiva turistica del paese. TUNISIA MEDA 2000: Impegni (milioni di euro) Nome del progetto // Ammontare Programma di sostegno alla riforma dell'istruzione di base // 40 Sostegno al settore privato - capitali di rischio (BEI) // 30 Rifiuti solidi - abbuono d'interessi (BEI) // 5,6 Totale // 75,6 Progetti MEDA impegnati 1995-1999 (milioni di euro) >SPAZIO PER TABELLA> 4.8. Turchia 4.8.1. Relazioni bilaterali Il 2000 è stato il primo anno per le nuove relazioni UE/Turchia promosse con il riconoscimento alla Turchia dello status di paese candidato all'adesione da parte del Consiglio europeo di Helsinki nel dicembre 1999. Nel 2000, è iniziata la preparazione dell'esame analitico dell'acquis comunitario nel quadro del processo di adesione. Tale operazione è attualmente svolta da appositi sottocomitati istituiti sotto l'egida del Consiglio di associazione. La prima "relazione regolare" relativa ai 29 capitoli dell'acquis è stata approvata dalla Commissione nel mese di novembre. La Commissione ha altresì approvato una proposta di partenariato di adesione in merito alla quale il Consiglio adotterà una decisione nel 2001. Sono iniziati negoziati per l'estensione dell'unione doganale nel settore dei servizi e degli appalti pubblici e sono state accelerate le procedure per consentire la partecipazione della Turchia ai programmi e alle agenzie comunitarie. La Turchia naturalmente continua sia a partecipare a pieno titolo al processo di Barcellona sia a beneficiare dei programmi regionali MEDA. 4.8.2. Sviluppi politici ed economici La coalizione di centrosinistra/destra ha continuato l'attuazione del proprio programma di riforme strutturali. Il clima di relativa stabilità politica durante l'anno è risultato in netto contrasto con la rapida evoluzione del contesto economico. Tuttavia, il 2000 è iniziato positivamente. Dopo la recessione del 1999, l'economia ha subito una forte ripresa, registrando un tasso di crescita vicino al 6,5%. Il tasso d'inflazione ha continuato a rappresentare il principale problema a livello macroeconomico. Tuttavia, il tasso d'inflazione, pur continuando a registrare una tendenza negativa è rimasto nettamente superiore al livello auspicato dal governo. La situazione è comunque migliorata sensibilmente rispetto al 1999. L'applicazione di un accordo di stand-by con l'FMI ha contribuito in maniera significativa all'attuazione del programma di disinflazione e stabilizzazione avviato nel 1999. Sono stati inoltre conseguiti importanti risultati sotto il profilo fiscale: il calo dei tassi d'interesse e il miglioramento delle procedure di privatizzazione hanno contribuito a ridurre ulteriormente il debito complessivo del settore pubblico. Tuttavia, nel novembre 2000, massicci prelievi in contanti da parte di investitori stranieri hanno provocato una crisi di liquidità con un'improvvisa impennata dei tassi d'interesse che sono aumentati fino al 2000%. Dopo la crisi, l'FMI ha approvato un pacchetto di prestiti per 10,4 miliardi di USD e un programma economico riveduto comprendente una serie di ulteriori impegni in materia di riforme e privatizzazioni. 4.8.3. Operazioni MEDA Per l'anno 2000, era stato convenuto con le autorità turche di concentrare la maggior parte dell'assistenza finanziaria comunitaria direttamente sul sostegno del programma di riforma economica del governo, mediante un dispositivo di adeguamento strutturale. Il dispositivo di adeguamento strutturale ammonta a 150 milioni di euro, suddivisi in due quote uguali. È stato messo a punto in consultazione con la Banca mondiale e con il governo turco e le condizioni per il rilascio della prima quota sono identiche alle quelle previste per il rilascio della seconda quota del prestito per la riforma economica erogato dalla Banca mondiale e pari a 787 milioni di USD. Le condizioni per il rilascio della seconda quota del dispositivo di adeguamento strutturale sono più strettamente connesse con i progressi verso l'acquis comunitario conseguiti in diversi settori. Il programma di riforma che dovrà essere intrapreso dalla Turchia per consentire l'attuazione del dispositivo si articola in quattro componenti principali: * stabilità macroeconomica * riforma del sistema di previdenza sociale * riorganizzazione del settore agricolo * deregolamentazione e privatizzazione Con l'ampliamento del programma di borse di studio Jean Monnet nel 2000 verranno offerte maggiori opportunità di formazione ai laureati presso le università turche, ai giovani funzionari statali e agli impiegati del settore privato che intendono seguire studi postuniversitari in uno Stato membro dell'Unione europea, purché il corso scelto abbia una durata compresa tra tre mesi e un anno. È in fase di attuazione, in collaborazione con la BEI, il progetto di trattamento delle acque reflue di Bursa. Bursa sta assistendo a una rapida crescita demografica dovuta soprattutto alla propria capacità di attrarre immigrati dalle zone rurali grazie alla rapida espansione industriale. Si tratta della seconda fase di un più ampio progetto avviato nel 1993 dalla Banca mondiale. Il progetto contribuirà a migliorare le infrastrutture pubbliche urbane e a ridurre il livello di inquinamento del fiume Nilüfer che attraversa la città. Il costo totale del progetto, pari a 208 milioni di euro, è in parte finanziato mediante un prestito di 80 milioni di euro erogato dalla BEI, mentre il contributo comunitario ammonta a 16 milioni di euro in abbuoni d'interessi sul prestito. I problemi connessi con l'attuazione degli interventi di assistenza programmati in precedenza hanno continuato a rappresentare un elemento di preoccupazione. Alla fine dell'anno sono stati disimpegnati diversi progetti e i fondi sono stati successivamente reimpegnati essendo state rese disponibili risorse da altre componenti del programma MEDA. È stato inoltre predisposto un piano di lavoro per garantire una più rapida attuazione durante il periodo 2001-2002. TURCHIA MEDA 2000: Impegni (milioni di euro) Nome del progetto/programma // Ammontare Dispositivo di adeguamento strutturale // 150 Programma di borse di studio Jean Monnet // 10 Trattamento delle acque reflue di Bursa- abbuono d'interessi BEI // 16 Reimpegno di 4 progetti // 134.3 * Totale // 310.3 * 134,3 milioni di euro relativi a quattro progetti impegnati in precedenza nel settore della sanità, dell'istruzione, del risanamento e del trattamento delle acque hanno dovuto essere reimpegnati nel 2000. Impegni MEDA 1996 -1999 (milioni di euro) >SPAZIO PER TABELLA> 4.9. Giordania e Striscia di Gaza/Autorità palestinese 4.9.1. Relazioni bilaterali Nel gennaio 2000 il presidente Arafat si è recato in visita a Bruxelles. Il presidente Prodi e il commissario Patten hanno invece visitato la Cisgiordania e la Striscia di Gaza rispettivamente nel gennaio e nell'aprile 2000. Inoltre, il ministro palestinese della Programmazione e della cooperazione internazionale Nabeel Sha'ath si è recato a Bruxelles in diverse occasioni. Il primo comitato misto di associazione nel quadro dell'accordo di associazione UE-OLP si è tenuto il 23 maggio 2000. 4.9.2. Sviluppi politici ed economici 4.9.2.1. Sviluppi politici L'inizio dell'"Al-Aqsa Intifada" nel settembre 2000 e la successiva chiusura dei territori palestinesi hanno improvvisamente interrotto il processo di crescita economica e di riforma istituzionale avviato durante il primo semestre del 2000. La crisi scaturita da tali eventi ha spinto il contesto economico ed istituzionale sull'orlo del collasso. Alla fine del 2000, il bilancio degli scontri era di 388 morti (330 palestinesi, 45 ebrei israeliani e 13 arabi israeliani), oltre 10.000 feriti, per lo più palestinesi e un migliaio di arresti. 4.9.2.2. Sviluppi economici Durante i primi nove mesi del 2000, l'economia palestinese ha continuato a registrare una crescita ininterrotta, sebbene a ritmi inferiori rispetto al 1999. Il rallentamento della crescita è stato causato soprattutto dalla perdita di opportunità occupazionali in Israele e dal modesto incremento delle esportazioni dovuto al mantenimento delle restrizioni israeliani sulla circolazione di merci. Inoltre, l'Autorità palestinese (AP) ha iniziato a risanare la propria politica di bilancio introducendo una maggiore trasparenza nella gestione fiscale. Nel gennaio 2000, con l'istituzione del Consiglio superiore per lo sviluppo, è iniziato un importante riorientamento delle politiche economiche e finanziare dell'Autorità palestinese. L'AP ha inoltre intrapreso un'azione di consolidamento dei conti migliorando la gestione e la trasparenza della politica di bilancio. L'inasprimento delle violenze sul campo e l'isolamento economico dei territori a partire dal mese di ottobre hanno spinto l'AP sull'orlo del collasso. Alla fine del 2000, il PIL registrava perdite mensili attorno al 40%, pari a circa 230 milioni di euro. Tale importo comprendeva le perdite di reddito dovute al divieto imposto ai palestinesi di lavorare in Israele. Alla fine del 2000, le entrate interne mensili erano scese a 21 milioni di USD, rispetto ai circa 31 milioni del periodo precedente all'intifada. Le entrate fiscali, pari a circa 50 milioni di USD prima dell'inizio dell'intifada non vengono attualmente percepite (sebbene gli importi dovuti stimati siano scesi a 28 milioni di USD alla fine del 2000). Tenuto conto del calo delle entrate interne pari a 10 milioni di USD e della perdita di 50 milioni di USD in entrate fiscali, la perdita di entrate, rispetto al periodo precedente alla seconda intifada, ammonta a 60 milioni di USD, pari a 53 mio EUR. Circa un terzo della popolazione attiva ha perso la propria principale fonte di reddito. È aumentato del 50% il numero di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà (stimata dalla Banca mondiale pari a 2,10 USD pro capite al giorno in spese di consumo) ed il tasso di povertà è aumentato dal 21 al 32%. La perdita di occupazione in Israele, unitamente alle restrizioni alla circolazione e alla chiusura delle frontiere, ha aumentato il tasso di disoccupazione medio fino al 38% (oltre 250.000 disoccupati) rispetto all'11% (71.000) dei primi nove mesi del 2000. Inoltre, l'incertezza e l'imprevedibilità della situazione hanno impedito l'adozione di qualsiasi decisione di rilievo in materia di politica economica e di bilancio. La frammentazione dei territori palestinesi in 48 zone chiuse si è aggiunta all'indebolimento del bilancio dell'Autorità palestinese e all'incapacità di operare correttamente a causa dell'isolamento delle unità e degli organi di governo. 4.9.3. Operazioni MEDA La cooperazione della Comunità europea con la Cisgiordania e la Striscia di Gaza è finanziata essenzialmente da una linea di bilancio specifica, denominata "sostegno al processo di pace in Medio Oriente" (B7-420). Le attività di cooperazione sotto questo titolo sono ammontate a circa 20,4 milioni di euro nel 2000. I finanziamenti MEDA si integrano nella strategia globale di cooperazione perseguita nel contesto di cui sopra. L'obiettivo generale è quello di migliorare le condizioni di vita della popolazione palestinese e sostenere il processo di pace nella regione, finanziando investimenti e costi operativi per infrastrutture, sviluppo urbano e rurale, istruzione, sanità, ambiente, servizi, commercio estero e sviluppo istituzionale. In concomitanza con l'esplosione delle violenze nei territori palestinesi nell'ottobre 2000, le autorità israeliane hanno provveduto a congelare i trasferimenti mensili all'Autorità palestinese del gettito proveniente dall'IVA e dai dazi doganali. Questo sistema di trasferimenti è stato introdotto con il protocollo israelo-palestinese sulle relazioni economiche del 1994 (Protocollo di Parigi) e finora è stato considerato da entrambe le parti come uno dei principali successi della cooperazione tra palestinesi e israeliani, che ha consentito di garantire o stabilizzare circa il 60% delle entrate di bilancio dell'Autorità palestinese. Il congelamento dei trasferimenti, data la loro importanza per il bilancio dell'AP, ha avuto effetti immediati e consistenti. In seguito alla conferma da parte dell'FMI del suddetto congelamento, alle conseguenti difficoltà di bilancio dell'AP e al rispetto da parte di quest'ultima delle condizioni pertinenti, la Commissione ha deciso di rendere disponibili 27,6 milioni di euro (25 milioni oltre agli interessi maturati) a titolo di un dispositivo speciale di cassa (SCF) istituito nel 1998 nel quadro del programma MEDA. Tra le condizioni per l'erogazione di tale dispositivo figuravano il consolidamento dei conti dell'AP, il controllo delle spese correnti e l'impegno a pareggiare il bilancio. Il dispositivo speciale di cassa è stato istituito nel 1998 su richiesta del Consiglio "Affari generali" per attenuare l'impatto a livello di bilancio di eventuali congelamenti dei trasferimenti mensili delle entrate fiscali (IVA e dazi doganali) da parte del governo israeliano. Tale fondo dovrebbe infatti consentire di alleviare i problemi di liquidità a breve termine che si troverebbe ad affrontare l'Autorità palestinese in tale circostanza, mettendo a disposizione di quest'ultima un meccanismo di stabilizzazione in grado di ridurre i rischi politici, economici e sociali, derivanti dal non trasferimento delle entrate fiscali. Alla luce del continuo congelamento dei trasferimenti delle entrate fiscali deciso da Israele e del conseguente impatto sul deterioramento della situazione sul campo, il Consiglio "Affari generali" del 4 dicembre 2000 ha chiesto alla Commissione di costituire un nuovo dispositivo speciale di cassa del valore massimo di 90 milioni di euro. Tra le condizioni previste per l'erogazione di fondi dal nuovo dispositivo speciale di cassa figurano la continuazione da parte dell'AP della pratica iniziata nell'aprile 2000 di consolidamento delle entrate e delle spese nel bilancio sotto il controllo del ministro delle Finanze, la stabilizzazione delle spese correnti e l'adozione di un bilancio in pareggio. Oltre al dispositivo speciale di cassa e prima dell'intifada, nel 2000 attraverso il programma MEDA sono stati finanziati interventi in Cisgiordania e a Gaza per un importo complessivo di 7 milioni di euro. Il programma MEDA ha finanziato un'operazione di abbuono d'interessi (BEI), intitolata "Rete idrica e fognaria di Gaza II", del valore di 3,7 milioni di euro. L'obiettivo di tale progetto era l'erogazione di servizi di trattamento delle acque reflue per l'80% della popolazione palestinese residente nella zona settentrionale della Striscia di Gaza (che dovrebbe raggiungere circa 270.000 unità nel 2010). Il prestito della BEI consente di finanziare parzialmente la costruzione di un nuovo impianto di trattamento delle acque reflue, di raccoglitori di liquami associati, di stazioni di pompaggio e di bacini di raccolta dei liquami trattati nella zona settentrionale della Striscia di Gaza. Il programma MEDA ha inoltre finanziato un'operazione su capitale di rischio (BEI) a favore dell'iniziativa "Cairo Amman Bank-Prestito globale II " per un ammontare di 3 milioni di euro. Tale operazione mira a erogare finanziamenti a lungo termine, a condizioni adeguate, per aiutare le PMI palestinesi ad avviare o a espandere l'attività in qualsiasi settore, mediante una combinazione di prestiti a lungo termine e di finanziamenti su capitale di rischio. GAZA - CISGIORDANIA MEDA 2000: Impegni (milioni di euro Settore/Programma // Ammontare Dispositivo speciale di cassa II // 90 Rete idrica e fognaria di Gaza II (abbuono d'interessi BEI) // 3.713 Cairo Amman Bank - Prestito globale II (operazione su capitale di rischio BEI) // 3 Totale // 96.713 GAZA - CISGIORDANIA Impegni MEDA 1995 -2000 (milioni di euro) >SPAZIO PER TABELLA> 5. Cooperazione regionale Il 2000 è stato un anno memorabile per lo sviluppo del programma regionale. Nel corso dell'anno, sono stati avviati e/o attuati diversi interventi e programmi regionali relativi ai tre capitoli del processo di Barcellona. Nella comunicazione intitolata "Rafforzare il processo di Barcellona" [3], la Commissione ha sottolineato l'importanza strategica della cooperazione regionale ed ha accolto il principio secondo il quale la cooperazione subregionale può svolgere un ruolo estremamente utile nel promuovere la cooperazione tra i partner. Tale aspetto è stato altresì confermato dalla conferenza euromediterranea dei ministri degli Esteri di Marsiglia, durante la quale è stata nuovamente ribadita l'importanza degli aspetti regionali del partenariato. Particolare attenzione è stata rivolta alla promozione del coordinamento tra azioni regionali e bilaterali. [3] COM (2000) 497 def. Nel corso dell'anno, i principali progressi si sono registrati nei seguenti programmi specifici: * Cooperazione industriale: il 2000 è stato dedicato alla definizione dei contenuti dei programmi regionali in tre dei quattro settori prioritari selezionati per la cooperazione industriale e approvati dai partecipanti alla terza conferenza euromediterranea di ministri dell'Industria tenuta a Limassol nel giugno 2000 (promozione degli investimenti; innovazione, tecnologia e qualità; strumenti e meccanismi del mercato euromediterraneo e PMI). 9,9 milioni di euro sono stati impegnati per avviare un programma regionale finalizzato alla promozione di strumenti e meccanismi del mercato euromediterraneo, sulla base delle proposte contenute nella comunicazione della Commissione sul partenariato euromediterraneo e il mercato unico (COM(98)538). 15.000 euro sono stati stanziati per poter avviare un programma regionale al fine di promuovere l'innovazione, la tecnica e la qualità in seno alle imprese. Le discussioni sugli orientamenti per il quarto tema prioritario (miglioramento del contesto per lo sviluppo delle PMI) sono iniziate nel quadro del gruppo di lavoro sulla cooperazione industriale euromediterranea. Per quanto riguarda i contatti diretti tra imprese, Medpartenariat Egypt 2000 ed altri incontri analoghi tra imprese, cofinanziati dall'UE, hanno altresì contribuito a sviluppare la cooperazione industriale Nord-Sud e Sud-Sud. * Ambiente: alla fine del 2000, era stata firmata la maggior parte dei contratti relativi al primo invito regionale a presentare proposte, nel quadro del programma di azione ambientale prioritaria a breve e medio termine (SMAP). È stato inoltre bandito un secondo invito regionale a presentare proposte, scaduto nel mese di ottobre. Nel mese di giugno, a Bruxelles, si è tenuto il secondo incontro dei corrispondenti SMAP, un organo consultivo. Il programma SMAP mira ad aiutare i partner mediterranei a conseguire cinque obiettivi ambientali generali, come specificato dalla Conferenza dei ministri dell'Ambiente di Helsinki del novembre 1997. * Società dell'informazione: nell'ambito del programma euromediterraneo è stato annunciato un invito a presentare proposte in materia di società dell'informazione (EUMEDIS). Il contributo dell'Unione europea ammonta a 35 milioni di euro. Il programma mira a ridurre il divario tecnologico tra l'Unione europea e i partner mediterranei ed è complementare a un altro progetto regionale (che beneficia di un contributo comunitario pari a 2,5 mio EUR), intitolato Nuove strategie in materia di politica delle telecomunicazioni (NATP), la cui attuazione è iniziata nel mese di giugno. * Gestione delle risorse idriche locali: si sono tenute consultazioni con i rappresentanti dei 15 Stati membri dell'Unione nonché con i 27 partner, per la preparazione di un invito a presentare proposte per un programma regionale in materia di risorse idriche, in conformità con le conclusioni della conferenza ministeriale sulla gestione delle risorse idriche locali, tenutasi a Torino nell'ottobre 1999. Nel mese di giugno, a Bruxelles, si è tenuto il primo incontro del Forum sulle risorse idriche, un organo consultivo euromediterraneo. * Trasporti: nel mese di novembre, a Bruxelles, si è riunito il secondo Forum sui trasporti che ha espresso il proprio sostegno all'avvio di un progetto regionale in materia di trasporti, incentrato sul miglioramento del funzionamento della catena di trasporto regionale. Il Forum ha altresì auspicato la creazione di quattro gruppi di lavoro sui trasporti (trasporti marittimi, navigazione satellitare, reti e infrastrutture, ricerca). * Energia: nel mese di maggio si è tenuto a Granada il terzo Forum sull'energia. Tra le conclusioni raggiunte figura la costituzione di tre gruppi di lavoro ad hoc (politica energetica, analisi economica e interconnettività). Sono stati impegnati 1,9 milioni di euro a favore del progetto "Energia e ambiente urbano" ed è stato firmato un contratto per il progetto "Rete elettrica mediterranea" (con un contributo di 2,1 mio EUR da parte dell'UE), nonché per l'iniziativa "Politica energetica e rete di formazione" (contributo UE: 1,8 mio EUR). * Audiovisivi: le attività dell'insieme dei sei progetti regionali (che riguardano, tra l'altro, la conservazione di archivi audiovisivi, il sostegno della produzione e coproduzione e il sostegno alla trasmissione, distribuzione e diffusione di opere audiovisive, compresa la formazione e il trasferimento di tecnologie nel campo del cinema e della televisione) sono iniziate nel corso del 2000 (il programma audiovisivi Euromed - fase I beneficia di una dotazione complessiva di 20 milioni di euro). Il primo incontro della rete del programma audiovisivi Euromed (comprendente l'insieme dei sei progetti) si è svolto a Rabat nel settembre 2000. * Patrimonio culturale: 30 milioni di euro sono stati impegnati a favore di un programma di sviluppo del patrimonio culturale euromediterraneo (Patrimonio Euromed II) finalizzato al conseguimento di tre obiettivi prioritari: trasferimento di conoscenze, risorse umane e sviluppo del patrimonio culturale). L'invito a presentare proposte è stato indetto nel gennaio 2001. * Gioventù: il programma d'azione euromediterraneo per la gioventù, che ha ricevuto una dotazione di 9,7 milioni di euro, è ora pienamente operativo. L'obiettivo principale del programma è migliorare la reciproca comprensione e coesione tra i giovani del bacino mediterraneo, osservando e promuovendo i seguenti valori: rispetto reciproco, tolleranza e dialogo tra le varie culture. Durante il 1999/2000 sono stati finanziati oltre 150 progetti (scambi tra giovani, servizio di volontariato e misure di sostegno). L'importanza di tali iniziative è stata sottolineata nella "Dichiarazione di Marsiglia sulla gioventù", in occasione del forum civile del novembre 2000. * Progetti a favore del Medio Oriente: si tratta di progetti in materia di tutela dell'ambiente naturale, ricerca economica, istruzione scientifica, cooperazione nel settore giudiziario e dei media, nonché di interventi 'persone per le persone', per un importo complessivo di 22,9 milioni di euro. * Settore economico e sociale: sono stati firmati due contratti con un finanziamento comunitario complessivo di 1,3 milioni di euro a sostegno dell'istituzione di consigli economici e sociali nella regione (dialogo sociale e sistemi sociali; funzione consultiva dei partner economici e sociali). 6. Attività relative all'informazione sul partenariato Euromed Il miglioramento della visibilità del partenariato Euromed resta un importante obiettivo. La presente sezione contiene un descrizione sintetica delle attività d'informazione intraprese durante il 2000. 6.1. Sito web e pubblicazioni Nel settembre 2000 il sito web Euromed Internet Forum è stato integrato nel sito Europa della Commissione [4]. Si tratta di una delle misure adottate dalla Commissione allo scopo di migliorare la qualità e la quantità delle informazioni fornite. [4] http://europa.eu.int/comm/external_relations/med_mideast/euro_med_partnership Nel 2000, è stato pubblicato un nuovo opuscolo in inglese e francese intitolato "Il processo di Barcellona nel quinquennio 1995 - 2000" e ne è stato preparato un altro in francese dal titolo "Unione europea - Maghreb: 25 anni di cooperazione (1976-2001)". Alcune note informative contenenti informazioni sulle attività e i progetti in corso del partenariato euromediterraneo sono attualmente disponibili in linea. Inoltre, i servizi della Commissione preparano regolarmente diversi strumenti informativi allo scopo di rispondere alle richieste di informazione circa le attività più recenti. Si tratta di pubblicazioni inviate per posta elettronica o via fax ad oltre 2500 lettori dell'Unione europea e dei partner mediterranei le quali sono anche disponibili sul sito web della Commissione. Tra queste: * Euromed Synopsis/Synopsis Euromed: notiziario settimanale in inglese e francese sui principali progetti, programmi e avvenimenti, in corso e imminenti, relativi al partenariato euromediterraneo, che annuncia gli eventi più importanti in programma nelle prossime 4 o 5 settimane, fornendo informazioni generali e notizie sul seguito degli avvenimenti più recenti. * Euromed Special Feature/Dossier Spécial Euromed: pubblicazione mensile in inglese e francese che tratta in modo approfondito un argomento specifico nel quadro della conferenza di Barcellona, quale un programma regionale, il profilo di un partner mediterraneo, un progetto o un tema di interesse comune per i 27 partner euromediterranei Nel 2000, sono stati affrontati i seguenti temi: investimenti, energia, trasporti, programma sul patrimonio Euromed, accordo di associazione con Marocco e Israele. * Euromed Report: pubblicazione in inglese e/o francese per una rapida diffusione delle seguenti informazioni: esito delle principali riunioni, importanti comunicazioni e altri documenti, dichiarazioni politiche, comunicati stampa e sintesi di rapporti riguardanti il partenariato euromediterraneo. Nel 2000 sono stati pubblicati 18 numeri. * Monthly Calendar of the Barcelona Process: pubblicato ogni mese in inglese e francese, porta all'attenzione del pubblico importanti informazioni su avvenimenti relativi al partenariato euromediterraneo. È suddiviso in tre sezioni: calendario delle azioni prioritarie della conferenza di Barcellona; note informative sulle prossime riunioni; conclusioni delle riunioni precedenti. 6.2. Visite informative di gruppi specifici L'obiettivo principale di queste visite informative è di consentire ad esponenti dei media e della società civile dei partner mediterranei di familiarizzarsi con le istituzioni europee, scambiare opinioni dirette con i funzionari UE e acquisire informazioni sul partenariato euromediterraneo, soprattutto in relazione ai rispettivi settori di attività. In passato, queste visite erano riservate esclusivamente ai giornalisti, ma ora sono aperte anche ad altri gruppi della società civile e del settore privato. Nel corso del 2000, sono state effettuate sei visite di questo tipo. 6.3. Attività informative e culturali delle delegazioni Le delegazioni della Commissione europea presso i 12 partner mediterranei dispongono di uno stanziamento per la realizzazione di attività culturali e informative locali e regionali. Le attività vengono definite annualmente dalle delegazioni e proposte alla sede centrale. Nel 2000, sono stati stanziati 1.976.100 euro per tali attività (1.364.756 nel 1999). 7. Interventi della BEI nella regione del Mediterraneo Nella regione del Mediterraneo, l'attività di concessione di prestiti della Banca europea per gli investimenti (BEI) si svolge principalmente nel quadro del partenariato euromediterraneo, a sostegno dello sviluppo economico dei paesi interessati. I prestiti BEI sono destinati a progetti di investimento specifici, a progetti di dimensioni limitate e a PMI, attraverso il meccanismo del prestito globale e al contempo servono a rafforzare il settore finanziario dei vari paesi. Ai sensi del partenariato euromediterraneo, i prestiti della BEI sono integrati da fondi sulle risorse del bilancio comunitario, gestiti dalla Banca, che prendono la forma di abbuoni di interesse (per prestiti accordati al settore ambientale) e di capitali di rischio. 7.1. Attività di prestito Nella regione del Mediterraneo, nel 2000 la Banca ha accordato 19 prestiti a favore di 8 paesi, per un totale di 1193 milioni di euro. Emerge immediatamente l'importante quota di prestiti accordati in Turchia (575 mio EUR) soprattutto in virtù del finanziamento del programma di ricostruzione dopo il terremoto dell'agosto 1999; il 31% dei fondi concessi durante l'anno sono stati impegnati a favore di progetti di ricostruzione delle infrastrutture e delle industrie (375 mio EUR). I prestiti relativi a progetti da attuare in materia di trasporti - comunicazioni rappresentano il 21% del finanziamento erogato durante l'anno (ovvero 248 mio EUR). Tra i progetti finanziati figurano i tratti dell'autostrada est-ovest in Algeria, l'ammodernamento della linea ferroviaria Tunisi-Susa in Tunisia, l'ampliamento della metropolitana leggera di Tunisi e alcuni interventi di ricostruzione e ripristino delle strade rurali nelle province settentrionali del Marocco. Nel settore dell'energia, che ha assorbito il 10% dell'importo totale, 120 milioni di euro sono stati destinati alla realizzazione di progetti relativi al trasporto dell'energia elettrica in Siria e in Tunisia. Ai progetti a favore della tutela ambientale sono stati assegnati 225 milioni di euro (pari al 19% del finanziamento totale). Tali progetti, estremamente diversificati, riguardano il trattamento dei rifiuti solidi in Tunisia, il risanamento e l'ampliamento delle reti fognarie nelle zone agricole della valle del Nilo (Egitto), l'estensione della rete di raccolta delle acque reflue a Bursa (Turchia) e, infine, la lotta contro l'inquinamento industriale in Turchia. I settori dell'industria e del turismo hanno altresì beneficiato di un'importante dotazione, pari a 225 milioni di euro (19% dell'importo complessivo dell'anno). I prestiti globali a favore della Tunisia, dell'Egitto, della Turchia e della Cisgiordania/Striscia di Gaza hanno raggiunto un importo di 135 milioni di euro. Inoltre, i prestiti diretti alle imprese industriali sono stati destinati alla realizzazione di due progetti giordani (produzione di bromo e derivati, sviluppo di miniere di fosfato) e di un progetto marocchino (sviluppo di una miniera d'oro). La Banca ha continuato gli stanziamenti di fondi su capitali di rischio sia attraverso le linee esistenti sia mettendo a punto nuove operazione in Giordania e in Tunisia. È stata altresì creata una linea speciale per il finanziamento di società e fondi d'investimento regionali. Nella regione del Mediterraneo, le attività della Banca si svolgono nel quadro della politica definita dall'UE e rientrano in un approccio concertato e perseguito in stretta collaborazione con la Commissione e, se del caso, con altre istituzioni finanziarie internazionali, in particolare attraverso operazioni di cofinanziamento I progetti sopracitati rappresentano una buona selezione di interventi volti a promuovere in maniera solida lo sviluppo economico sostenibile nei partner mediterranei interessati. Questi interventi, che si inquadrano nella componente «cooperazione finanziaria» del mandato politico conferito dalla dichiarazione di Barcellona, risultano ben integrati nelle strategie di sviluppo concordate con detti paesi MED e sono coerenti con le attività di altri donatori e finanziatori, in particolare nella Regione mediorientale e nordafricana 7.2. Abbuoni d'interessi 7.2.1. Egitto- Programma nazionale per le reti fognarie Ammontare del prestito: 50 milioni di euro Ammontare dell'abbuono d'interessi: 12,7 milioni di euro Descrizione: sviluppo e risanamento delle reti fognarie di superficie nella zona agricola della valle del Nilo e nella regione del delta del Nilo. 7.2.2. Tunisia - Rifiuti solidi Ammontare del prestito: 25 milioni di euro Ammontare dell'abbuono d'interessi: 5,4 milioni di euro Descrizione: sviluppo di diverse discariche controllate e di centri di trasferimento per la gestione dei rifiuti solidi in Tunisia. 7.2.3. Turchia - Trattamento delle acque reflue di Bursa Ammontare del prestito: 80 milioni di euro Ammontare dell'abbuono d'interessi: 16,1 milioni di euro Descrizione: estensione della rete di raccolta delle acque reflue e ammodernamento delle installazioni di trattamento mediante un ulteriore un trattamento biologico. 7.3. Capitali di rischio 7.3.1. Tunisia - Sostegno al settore privato Ammontare: 30 milioni di euro Descrizione: contributi sui capitali di rischio per finanziare lo sviluppo del settore privato, finalizzati più in particolare, da un lato, alla riconversione competitiva delle imprese nella prospettiva della zona di libero scambio, e dall'altro lato, all'aiuto alla privatizzazione delle imprese pubbliche. 7.3.2. Giordania - Sostegno al settore privato Ammontare: 15 milioni di euro Descrizione: sostegno alla riorganizzazione e allo sviluppo delle piccole e medie imprese giordane, nella prospettiva della creazione della zona di libero scambio. 7.3.3. Cisgiordania e Striscia di Gaza: Cairo Amman Bank - Prestito globale II Ammontare: 3 milioni di euro Descrizione: sostegno allo sviluppo delle piccole e medie imprese in tutti i settori dell'economia palestinese, in particolare, allo scopo di promuovere la crescita delle esportazioni. 7.3.4. Regionale - Fondi d'investimento regionali Ammontare: 20 milioni di euro Descrizione: autorizzazione globale che consenta alla Banca di sostenere società o fondi d'investimento i cui capitali verranno investiti in diversi paesi partner. 8. Valutazione 8.1. Valutazione dell'aiuto finanziario concesso dalla BEI ai paesi mediterranei La valutazione dell'aiuto finanziario pari a 752 milioni di euro accordato ai paesi partner dalla BEI, per conto della Commissione, sotto forma di abbuono d'interessi per prestiti e operazioni su capitale di rischio sarà completata nel maggio 2001. Tale valutazione, condotta in conformità delle disposizioni dell'articolo 15 del regolamento MEDA I, ha come obiettivo il rafforzamento dei legami tra le due istituzioni e il miglioramento dell'efficacia delle operazioni finanziate dall'Unione a livello regionale. La relazione finale terrà altresì conto delle riforme definite nel quadro del regolamento riveduto MEDA II. Tra i principali temi affrontati nella relazione di valutazione figurano: - i sistemi e le procedure di scambio tra la Commissione e la BEI; - la coerenza e il coordinamento attuati tra le due istituzioni; - la presa in considerazione dei due strumenti finanziari ad ogni livello di programmazione; - il ruolo del settore privato e la definizione dei settori d'intervento e degli indicatori; - il controllo delle azioni intraprese. 8.2. Valutazione dei gruppi MEDA Alla fine del 1999, è stata ultimata una relazione di valutazione sulle attività dell'insieme dei gruppi MEDA che operano presso la sede e le delegazioni. La valutazione dei risultati dei gruppi MEDA attuali ha consentito alla Commissione di valutarne l'efficacia e la validità in relazione alle missioni assegnate. Sulla base di tali elementi di apprezzamento, la relazione di valutazione ha fornito spunti di riflessione estremamente utili nel quadro dell'attuazione della riorganizzazione dei servizi incaricati della cooperazione e dell'aiuto esterno. Da tale valutazione emerge chiaramente che il programma MEDA non può essere efficacemente gestito dalla Commissione e dai paesi partner, senza la creazione di una struttura permanente di sostegno incaricata dell'analisi e del controllo tecnico degli interventi. Le conclusioni della valutazione sottolineano la qualità nel complesso soddisfacente degli esperti dei gruppi MEDA e la visibilità dei risultati ottenuti in tutti i settori di competenza. La relazione conferma altresì che il controllo delle azioni finanziate dalla Commissione è migliorato sensibilmente dal 1998. Tuttavia, i valutatori raccomandano una migliore armonizzazione di tale sistema di controllo, un chiarimento delle responsabilità tra i gruppi MEDA e le delegazioni, nonché la messa a punto di un sistema di scambio di informazioni in materia di «buone pratiche» tra partner. 8.3. Valutazione degli stanziamenti complessivi MEDA 1995-2000 Il regolamento MEDA 1488/96, adottato nel 1996, ha introdotto, fin dall'inizio del programma MEDA, una procedura semplificata di adozione («dispositivo») delle azioni da finanziare di importo inferiore a 2 milioni di euro. Dal 1996 al 2000, sono stati impegnati 80 milioni di euro a titolo di tali «stanziamenti complessivi» (AG). La valutazione effettuata nel 2000 ha permesso di analizzare l'efficacia e la flessibilità di questo strumento, nonché la conformità procedurale delle azioni finanziate nel quadro del programma MEDA. La valutazione tenta altresì di fornire qualche spunto di riflessione suscettibile di migliorare l'ulteriore utilizzazione di tale strumento. A questo proposito, la relazione sottolinea che lo stanziamento complessivo è uno strumento necessario in grado di garantire flessibilità e accelerare l'adozione di decisioni. Inoltre, la combinazione di tale strumento con un contratto quadro aumenta l'impatto degli studi preparatori ai progetti e l'efficacia delle azioni svolte nel quadro del programma MEDA. Tuttavia, la complessità delle procedure e dei sistemi organizzativi limitano la flessibilità del dispositivo e favoriscono la dispersione delle azioni. Al fine di porre rimedio a questa situazione, la relazione di valutazione raccomanda di precisare le norme d'intervento e di assicurare il mantenimento di tali misure, affidando all'Ufficio di cooperazione EuropeAid l'attuazione e il coordinamento delle azioni connesse con gli stanziamenti complessivi (AG), la definizione delle competenze nel quadro del deconcentramento verso le delegazioni e la messa a punto di un sistema centralizzato e strutturato di gestione e controllo delle azioni. La relazione, infine, raccomanda la definizione di una classificazione più omogenea e razionale delle azioni finanziate, separando (oltre agli interventi di assistenza tecnica) gli stanziamenti complessivi-azioni regionali e gli stanziamenti complessivi-progetti nazionali.