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Document 22026P01111

Risoluzione dell’Assemblea parlamentare Euronest sul difficile paradigma dei sistemi energetici interconnessi: verso un futuro più sostenibile nei paesi del partenariato orientale, adottata il 30 ottobre 2025

GU C, C/2026/1111, 26.2.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/1111/oj (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/1111/oj

European flag

Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

IT

Serie C


C/2026/1111

26.2.2026

Risoluzione dell’Assemblea parlamentare Euronest sul difficile paradigma dei sistemi energetici interconnessi: verso un futuro più sostenibile nei paesi del partenariato orientale, adottata il 30 ottobre 2025

(C/2026/1111)

L’ASSEMBLEA PARLAMENTARE EURONEST,

visto l’Atto costitutivo dell’Assemblea parlamentare EURONEST del 3 maggio 2011  (1),

vista la dichiarazione congiunta del vertice del partenariato orientale svoltosi a Bruxelles il 15 dicembre 2021,

vista la comunicazione congiunta della Commissione europea e dell’alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 18 marzo 2020, dal titolo: «La politica del partenariato orientale dopo il 2020. Rafforzare la resilienza – Un partenariato orientale vantaggioso per tutti» [JOIN(2020)0007],

visto l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, adottato il 12 dicembre 2015, e ratificato dall’Unione europea, a cui aderiscono anche i paesi del partenariato orientale,

viste la comunicazione della Commissione dell’11 dicembre 2019 dal titolo «Il Green Deal europeo» [COM(2019)0640] e le conseguenti azioni e proposte legislative,

vista la comunicazione della Commissione del 18 maggio 2022 dal titolo «Piano REPowerEU» [COM(2022)0230],

visti i rispettivi accordi di associazione tra l’UE e la Georgia (2), la Repubblica di Moldova (3) e l’Ucraina (4), in particolare le disposizioni in materia di cooperazione energetica,

visto l’accordo di partenariato globale e rafforzato tra l’Unione europea e la Comunità europea dell’energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica d’Armenia, dall’altra (5), in particolare le disposizioni in materia di cooperazione energetica,

visti l’accordo di partenariato e cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da un lato, e la Repubblica di Azerbaigian, dall’altro (6), e i negoziati in corso su un nuovo accordo quadro,

visti il memorandum d’intesa su un partenariato strategico per l’energia tra l’Unione europea e la Comunità europea dell’energia atomica e l’Ucraina, firmato il 24 novembre 2016, e il memorandum d’intesa tra l’Unione europea e l’Ucraina su un partenariato strategico sul biometano, l’idrogeno e altri gas sintetici, firmato il 2 febbraio 2023,

visto il trattato che istituisce la Comunità dell’energia, di cui i tre paesi associati, Ucraina, Repubblica di Moldova e Georgia, sono parti contraenti e l’Armenia è un osservatore,

visto il regolamento (UE) 2021/947 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 giugno 2021, che istituisce lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale, che modifica e abroga la decisione n. 466/2014/UE del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga il regolamento (UE) 2017/1601 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE, Euratom) n. 480/2009 del Consiglio (7),

visto il regolamento (UE) 2021/1059 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante disposizioni specifiche per l’obiettivo «Cooperazione territoriale europea» (Interreg) sostenuto dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dagli strumenti di finanziamento esterno (8),

visti la decisione (UE) 2022/1201 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio 2022, relativa alla concessione di assistenza macrofinanziaria eccezionale all’Ucraina (9) e i successivi atti che istituiscono assistenza macrofinanziaria a favore dei paesi del partenariato orientale,

visti il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus (EFSD+), istituito a norma del regolamento (UE) 2021/947, e la piattaforma di investimento per la politica di vicinato quale suo meccanismo di investimento regionale,

visto il regolamento (UE) 2021/817 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2021, che istituisce Erasmus+: il programma dell’Unione per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport e che abroga il regolamento (UE) n. 1288/2013 (10),

visto il regolamento (UE) 2021/695 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 aprile 2021, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte Europa e ne stabilisce le norme di partecipazione e diffusione, e che abroga i regolamenti (UE) n. 1290/2013 e (UE) n. 1291/2013 (11),

viste le conclusioni del Consiglio del 5 giugno 1997 che istituiscono lo strumento di gemellaggio e le successive comunicazioni della Commissione che definiscono lo strumento di assistenza tecnica e scambio di informazioni (TAIEX) come strumento per lo sviluppo delle capacità istituzionali nei paesi partner,

visto il lavoro della piattaforma 3 del partenariato orientale «Connettività, efficienza energetica, ambiente e cambiamenti climatici», e in particolare del gruppo per l’energia,

vista la sua risoluzione del 16 aprile 2021 sul tema «Verso l’efficienza, la diversificazione e l’indipendenza energetiche: affrontare le esigenze di capacità per rafforzare la politica energetica europea e contrastare le minacce alla sicurezza energetica nel partenariato orientale»  (12),

vista la sua risoluzione del 21 febbraio 2023 sulla transizione energetica verde in risposta alle attuali sfide alla sicurezza energetica del partenariato orientale nel contesto della guerra di aggressione e di occupazione della Russia (13),

vista la sua risoluzione del 20 marzo 2024 sul futuro della politica del partenariato orientale a seguito della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina: il nuovo contesto di sicurezza regionale, le sfide e le opportunità interne ed esterne (14),

visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare l’obiettivo 7 sull’energia pulita e accessibile, «assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni», e l’obiettivo 13 sull’azione per il clima, «adottare interventi urgenti per combattere i cambiamenti climatici e i loro effetti»;

A.

considerando che i paesi del partenariato orientale si trovano ad affrontare sfide crescenti e complesse nel settore della sicurezza energetica, in particolare a causa delle minacce esterne, dell’instabilità regionale e della crescente politicizzazione delle catene di approvvigionamento energetico;

B.

considerando che l’attuale guerra di aggressione illegale e non provocata della Russia nei confronti dell’Ucraina e la sua costante occupazione militare nei paesi sovrani della Georgia e della Repubblica di Moldova hanno gravemente compromesso la stabilità regionale e la sicurezza energetica, determinando un forte e costante aumento dei prezzi dell’energia, aggravando la povertà energetica e minacciando la resilienza economica sia dell’UE che dei paesi del partenariato orientale;

C.

considerando che gli attacchi deliberati e sistematici della Russia alle infrastrutture energetiche ucraine causano distruzioni ingenti e gravi danni alle infrastrutture di generazione e trasmissione del paese, compromettendo la stabilità del suo sistema energetico; che gli attacchi della Russia alle infrastrutture energetiche ucraine e la strumentalizzazione delle forniture di gas e petrolio agli Stati vicini costituiscono una minaccia costante per la stabilità regionale e dimostrano l’uso dell’energia quale strumento di coercizione e pressione geopolitica; che i partner internazionali, compresi l’UE e i paesi del partenariato orientale, continuano a fornire un’assistenza essenziale a sostegno dell’Ucraina ai fini della riparazione, della protezione e della modernizzazione delle sue infrastrutture energetiche;

D.

considerando che la guerra di aggressione della Russia ha gravemente perturbato gli scambi, la logistica e i flussi di investimenti legati all’energia in tutta la regione del partenariato orientale, amplificando la pressione e riducendo il margine di bilancio per gli investimenti nella transizione verde;

E.

considerando che ai fini della ricostruzione dei sistemi energetici danneggiati o destabilizzati dalla Russia sono necessarie politiche coordinate di ricostruzione UE-PO che colleghino gli obiettivi nei settori della sicurezza energetica, della ripresa economica e della crescita sostenibile;

F.

considerando che il rafforzamento della resilienza dei paesi del partenariato orientale contro la coercizione energetica richiede non solo interconnessioni fisiche con l’UE, ma anche convergenza normativa, protezione della cibersicurezza e meccanismi coordinati di risposta alle crisi;

G.

considerando che la Moldova e l’Ucraina hanno subito gravi perturbazioni nell’approvvigionamento energetico a causa dei conflitti geopolitici e dell’eccessiva dipendenza dalle importazioni da un’unica fonte, mentre la Georgia e l’Armenia stanno adottando misure per attenuare vulnerabilità simili mediante la diversificazione e lo sviluppo delle infrastrutture;

H.

considerando che la sicurezza energetica è un elemento fondamentale della sicurezza nazionale per i paesi dell’UE e del partenariato orientale; che è importante aumentare la connettività, la produzione interna di energia rinnovabile, l’efficienza energetica e il risparmio energetico per migliorare la sicurezza energetica e la resilienza, nonché per promuovere la stabilità sociale, economica e politica nella regione;

I.

considerando che le infrastrutture strategiche, come le linee elettriche aeree della Moldova a 400 kV Isaccea–Vulcănești–MGRES (centrale termoelettrica di Moldova) e il progetto del cavo sottomarino del Mar Nero attraversano spesso zone soggette a rischi geopolitici e perturbazioni operative;

J.

considerando che l’UE e i paesi del partenariato orientale devono impegnarsi a costruire sistemi energetici resilienti mediante la diversificazione delle fonti, gli aggiornamenti tecnologici e l’integrazione delle infrastrutture regionali tenendo conto delle specificità nazionali;

K.

considerando che il successo della sincronizzazione dei sistemi elettrici dell’Ucraina e della Moldova con l’ENTSO-E nel 2022 ha costituito un precedente per una maggiore integrazione del mercato che altri paesi del partenariato orientale potrebbero prendere in considerazione;

L.

considerando che gli investimenti nella modernizzazione della rete, nelle capacità di energia rinnovabile e nei sistemi di stoccaggio in tutti i paesi del partenariato orientale sono cruciali per conseguire la resilienza energetica a lungo termine; che infrastrutture energetiche moderne e flessibili consentono l’integrazione delle fonti rinnovabili variabili, riducono la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e rafforzano la capacità di rispondere alle interruzioni dell’approvvigionamento; che gli investimenti in questi settori sono particolarmente importanti nel contesto del partenariato orientale, in cui i sistemi energetici richiedono sia una trasformazione strutturale che una cooperazione regionale rafforzata per garantire la sostenibilità e la sicurezza;

M.

considerando che la guerra della Russia contro l’Ucraina ha ulteriormente accresciuto il ruolo strategico della regione del Mar Nero nella competizione geopolitica per le fonti energetiche;

N.

considerando che l’attuale governo georgiano sostiene la cooperazione con Rosneft per raffinare il petrolio russo nella raffineria georgiana di Kulevi;

O.

considerando che progetti transfrontalieri come il cavo sottomarino del Mar Nero e le interconnessioni della Moldova con la Romania contribuiscono a obiettivi di sicurezza condivisi in tutti i paesi del partenariato orientale diversificando le rotte di approvvigionamento energetico, riducendo i rischi geopolitici e rafforzando la resilienza regionale mediante una maggiore integrazione del mercato e il sostegno energetico reciproco;

P.

considerando che il rispetto dell’accordo di Parigi è un impegno comune dell’UE e dei paesi del partenariato orientale; che le politiche e le strategie energetiche dell’UE e dei paesi del partenariato orientale dovrebbero mirare a ridurre la dipendenza dal carbone, dal petrolio e dal gas;

Q.

considerando che la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili rimane una vulnerabilità critica e evidenzia l’urgente necessità di diversificazione dell’approvvigionamento e di una transizione verde; che tale dipendenza espone i paesi del partenariato orientale alla volatilità dei prezzi, alle pressioni geopolitiche e alle perturbazioni dell’approvvigionamento, indebolendo in tal modo sia la sicurezza energetica che la stabilità economica; che accelerare la transizione verso le energie rinnovabili e diversificare le fonti di approvvigionamento sono pertanto imperativi strategici per costruire sistemi energetici più autonomi, resilienti e sostenibili;

R.

considerando che partenariati più forti con fornitori di energia affidabili della regione del partenariato orientale, compreso il Caucaso meridionale, sono essenziali per garantire la diversificazione a lungo termine delle rotte e delle fonti energetiche, in particolare alla luce degli sforzi dell’UE volti a eliminare gradualmente la dipendenza dal gas e dal petrolio russi;

S.

considerando che la disinformazione, gli attacchi informatici e le minacce ibride nei confronti del settore energetico, perpetrati dalla Russia, richiedono meccanismi di risposta istituzionale coordinati e quadri di solidarietà regionale per poter attenuare efficacemente i rischi, rafforzare la resilienza delle infrastrutture critiche e garantire l’approvvigionamento ininterrotto di energia in tutti i paesi del partenariato orientale;

T.

considerando che l’aumento della produzione interna di energia rinnovabile e lo sviluppo di soluzioni di stoccaggio svolgono un ruolo fondamentale nel ridurre la dipendenza energetica esterna, stabilizzare i bilanci energetici nazionali e promuovere la resilienza a lungo termine;

U.

considerando che alcuni combustibili fossili di origine russa stanno ancora entrando nei mercati dell’UE attraverso paesi intermediari, spesso miscelati con combustibili fossili di altre fonti o dotati di una nuova etichettatura per mascherarne l’origine; che tali pratiche compromettono le sanzioni dell’UE, rallentano la transizione verso l’energia pulita e creano la falsa impressione di un mix energetico più verde; che è pertanto fondamentale rafforzare la trasparenza e la tracciabilità nelle catene di approvvigionamento energetico per garantire che la transizione verso le energie rinnovabili sia reale e non sia utilizzata per il «greenwashing» politico o commerciale;

V.

considerando che la creazione di mercati dell’energia elettrica e del gas funzionanti richiede un contesto normativo prevedibile e stabile, strutture tariffarie trasparenti ed eque e autorità di vigilanza indipendenti per garantire l’integrità del mercato e la protezione dei consumatori;

W.

considerando che la responsabilizzazione dei consumatori e delle comunità locali, mediante la produzione distribuita di energia, le iniziative di efficienza energetica e la partecipazione dal lato della domanda, svolge un ruolo trasformativo nel conseguimento di transizioni energetiche sostenibili e inclusive;

X.

considerando che una transizione giusta richiede misure di sostegno mirate e salvaguardie sociali che eliminino la povertà energetica e proteggano le famiglie e i lavoratori vulnerabili da effetti sproporzionati derivanti dalle riforme strutturali nel settore dell’energia;

Y.

considerando che un maggiore impegno a livello delle piattaforme regionali dell’UE consente un dialogo politico strutturato, facilita l’analisi comparativa dei progressi nazionali e promuove l’effettivo trasferimento tra i paesi del partenariato orientale delle migliori pratiche nel settore della governance e regolamentazione dell’energia;

Z.

considerando che le riforme del settore energetico, intraprese al fine di conseguire l’allineamento all’acquis dell’UE, sono parte integrante del rafforzamento della governance democratica, della difesa dello Stato di diritto e della promozione dello sviluppo economico sostenibile nei paesi del partenariato orientale impegnati a rafforzare l’associazione politica e l’integrazione economica con l’UE;

AA.

considerando che i paesi del partenariato orientale, data la loro posizione geografica strategica, possiedono numerose potenzialità per rafforzare il loro ruolo di corridoi di transito e poli energetici per l’elettricità, il gas naturale e i gas a basse emissioni di carbonio e rinnovabili, rafforzando in tal modo una più ampia sicurezza energetica regionale ed europea;

AB.

considerando che l’integrazione della digitalizzazione, delle tecnologie di automazione e dei sistemi di monitoraggio in tempo reale migliora sostanzialmente la resilienza, la trasparenza operativa e l’efficienza complessiva dei sistemi energetici nazionali e regionali;

AC.

considerando che i progetti di interesse per la Comunità dell’energia, i progetti di interesse comune e i progetti di interesse reciproco sono strumenti strategici fondamentali per i paesi del partenariato orientale che funzionano come forza trainante per lo sviluppo, la modernizzazione e la digitalizzazione delle infrastrutture energetiche e contribuiscono all’integrazione di tali paesi in un più ampio mercato europeo dell’energia tramite una maggiore connettività, la resilienza operativa e l’innovazione tecnologica;

AD.

considerando che investimenti mirati nell’istruzione, nello sviluppo delle capacità e nello sviluppo delle competenze professionali di ingegneri, personale tecnico, responsabili politici e responsabili di questioni energetiche sono fondamentali per sostenere il passaggio a un’economia energetica a basse emissioni di carbonio e tecnologicamente avanzata;

AE.

considerando che il finanziamento di una transizione energetica con esiti positivi richiederà la mobilitazione di una serie di risorse finanziarie, tra cui i bilanci nazionali, le sovvenzioni dell’UE e internazionali, i prestiti agevolati e il capitale privato, unitamente a meccanismi di coordinamento efficaci tra i donatori e le istituzioni finanziarie internazionali;

AF.

considerando che i settori energetici dei paesi del partenariato orientale possono beneficiare del sostegno economico fornito dai programmi dell’UE, quali NDICI – Europa globale, Interreg NEXT, l’assistenza macrofinanziaria, EFSD+, Erasmus+, Orizzonte Europa e TAIEX;

1.

condanna con la massima fermezza sia l’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, compresi i suoi attacchi alle infrastrutture energetiche, sia l’uso dell’energia come arma geopolitica da parte di regimi autoritari, in particolare la Russia; invita i paesi del partenariato orientale a coordinarsi strettamente con l’UE e i partner democratici che condividono gli stessi principi per prevenire, scoraggiare e rispondere efficacemente alla coercizione politica imposta tramite interruzioni dell’approvvigionamento energetico e a collaborare per la sovranità energetica nell’ambito di una forte Unione europea dell’energia;

2.

sottolinea l’importanza di continuare a sostenere il ripristino delle infrastrutture energetiche ucraine che sono state distrutte o danneggiate dall’aggressione in corso da parte della Russia;

3.

sostiene il rapido sviluppo delle infrastrutture critiche, compresi gli interconnettori, le reti di trasmissione, le reti intelligenti e le soluzioni di stoccaggio, e chiede un’assistenza tecnica e finanziaria mirata da parte dell’UE e dei partner internazionali per agevolare tali progetti;

4.

elogia gli sforzi che l’Ucraina sta attualmente compiendo per sostenere e rafforzare la sua resilienza energetica di fronte ai numerosi brutali attacchi mirati alle sue infrastrutture energetiche da parte della Russia;

5.

sostiene gli sforzi della Moldova volti a diversificare le sue fonti energetiche e le sue importazioni; chiede un maggiore sostegno dell’UE per finanziare la diversificazione, garantire importazioni alternative e aumentare la produzione interna di energia della Moldova;

6.

raccomanda l’espansione, oltre gli attuali 2,1 GW, della capacità commerciale per gli scambi di energia elettrica tra l’UE e il sistema interconnesso Ucraina-Moldova, con un aumento proporzionale dell’assegnazione alla Moldova (attualmente circa 300 MW), al fine di rafforzare la resilienza nei settori energetici di entrambi i paesi e ridurne la vulnerabilità alle pressioni e alla propaganda della guerra ibrida;

7.

sostiene la modernizzazione delle reti di distribuzione dell’energia elettrica, in particolare l’introduzione di sistemi di misurazione intelligenti, per accelerare la produzione decentrata di energia elettrica, consentire la partecipazione dei consumatori al mercato, attenuare la povertà energetica, ampliare le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici e migliorare la qualità, l’affidabilità e la sicurezza dell’approvvigionamento energetico;

8.

raccomanda una rapida diversificazione delle fonti e delle rotte energetiche, dando priorità all’accesso al gas naturale liquefatto, all’integrazione delle fonti energetiche rinnovabili, allo sviluppo e al rafforzamento di corridoi di approvvigionamento nuovi e affidabili e a un aumento degli scambi transfrontalieri di energia elettrica per ridurre la dipendenza da approvvigionamenti soddisfatti da un’unica fonte;

9.

chiede un aumento degli investimenti specifici nell’ambito dello strumento NDICI – Europa globale per sostenere il settore energetico, dedicando particolare attenzione alla transizione verso le energie rinnovabili, al miglioramento dell’efficienza energetica nell’edilizia abitativa e nell’industria e all’allineamento dei quadri normativi all’acquis dell’UE, riducendo in tal modo la dipendenza dai combustibili fossili russi e rafforzando la resilienza agli shock esterni;

10.

invita la Commissione e le istituzioni finanziarie internazionali a estendere i pacchetti di assistenza macrofinanziaria al di là del sostegno di bilancio immediato, collegandoli a componenti di investimento mirate per il ripristino delle infrastrutture energetiche e la modernizzazione industriale nella regione del partenariato orientale;

11.

esprime preoccupazione per lo sviluppo della cooperazione tra la Georgia e la Russia nel settore della raffinazione del petrolio, che, nel contempo, sostiene l’elusione delle sanzioni nei confronti della Russia;

12.

propone che la piattaforma di investimento per la politica di vicinato e l’EFSD+ diano priorità ai progetti di ricostruzione delle infrastrutture energetiche e di trasporto critiche distrutte o danneggiate dall’aggressione russa, garantendo la trasparenza, la sostenibilità e l’allineamento all’acquis dell’UE;

13.

raccomanda la graduale integrazione dei restanti sistemi elettrici del partenariato orientale nella rete europea (ENTSO-E), seguendo l’esempio positivo dell’Ucraina e della Moldova, al fine di ridurre l’isolamento tecnico e la dipendenza dai sistemi russi e bielorussi;

14.

raccomanda all’UE di destinare parte dei fondi dello strumento per l’Ucraina alla ricostruzione delle infrastrutture energetiche critiche distrutte dagli attacchi russi, dando priorità alle reti intelligenti, alla capacità di stoccaggio e alle microreti rinnovabili per garantire la resilienza decentrata;

15.

esorta i governi del partenariato orientale a introdurre obiettivi nazionali vincolanti per la riduzione dell’intensità energetica, sostenuti da audit energetici, programmi di efficienza industriale e assistenza tecnica dell’UE nell’ambito del piano economico e di investimenti del partenariato orientale;

16.

raccomanda all’UE e ai suoi partner del partenariato orientale di individuare corridoi di investimento prioritari per i progetti solari ed eolici, sulla base del loro potenziale geografico e climatico, con il sostegno della Banca europea per gli investimenti e della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo;

17.

ricorda l’importanza strategica degli investimenti effettuati nell’ambito della cooperazione transfrontaliera Interreg NEXT e sottolinea che le regioni partner del partenariato orientale potrebbero trarre vantaggio da progetti energetici comuni, quali la costruzione di interconnettori transfrontalieri per l’energia elettrica, lo sviluppo di impianti di produzione di energia rinnovabile su piccola scala nelle zone rurali frontaliere e strategie coordinate per la sicurezza energetica e la gestione sostenibile delle risorse;

18.

sottolinea che l’assistenza macrofinanziaria può contribuire alla stabilizzazione delle finanze pubbliche e consentire in tal modo ai governi del partenariato orientale di attuare riforme strutturali nel settore dell’energia, comprese le riforme tariffarie, la liberalizzazione dei mercati dell’energia elettrica e del gas e la creazione di organismi di regolamentazione trasparenti in linea con le norme dell’UE;

19.

invita la Commissione e le autorità nazionali dei paesi del partenariato orientale a potenziare il meccanismo di combinazione della piattaforma d’investimento per il vicinato al fine di mobilitare finanziamenti pubblici e privati per i progetti di infrastrutture energetiche di vasta portata, quali gli interconnettori che collegano i paesi del partenariato orientale alla rete dell’UE, le centrali elettriche rinnovabili su larga scala e i regimi di investimento nel settore dell’efficienza energetica per le piccole e medie imprese;

20.

invita l’UE e i paesi partner a promuovere maggiormente i corridoi energetici strategici che collegano la regione del partenariato orientale con l’UE, rafforzando la resilienza e contribuendo all’esistenza di catene di approvvigionamento energetico sicure, prevedibili e diversificate;

21.

invita tutti i governi del partenariato orientale ad attuare pienamente le riforme del mercato che assicurano la conformità alla legislazione dell’UE in materia di energia, garantendo strutture tariffarie trasparenti, una concorrenza leale e una solida protezione dei consumatori;

22.

esorta l’UE a sostenere le iniziative a favore della società civile e della trasparenza, compresi gli organismi di controllo anticorruzione e le organizzazioni di monitoraggio indipendenti, quali strumenti importanti per aumentare la pressione interna a favore dell’attuazione delle riforme volte ad aumentare la trasparenza, rafforzare lo Stato di diritto e promuovere l’economia aperta, creando in tal modo un contesto favorevole ai necessari investimenti nei settori energetici dei paesi del partenariato orientale;

23.

chiede maggiori investimenti nelle misure di efficienza energetica e nelle moderne reti di teleriscaldamento, concentrandosi in particolare sulle comunità urbane e rurali vulnerabili colpite in modo sproporzionato dalla povertà energetica;

24.

incoraggia l’istituzione di mercati regionali di bilanciamento e meccanismi di condivisione delle riserve per migliorare la flessibilità, la stabilità e la resilienza del sistema durante le interruzioni dell’approvvigionamento e le fluttuazioni della domanda;

25.

sottolinea l’importanza di sviluppare le industrie locali delle energie rinnovabili e di promuovere gli ecosistemi dell’innovazione per incoraggiare la cooperazione regionale e lo scambio di competenze in materia di tecnologie energetiche pulite;

26.

sottolinea che è necessario un approccio tecnologicamente neutro per realizzare una transizione energetica sostenibile e sicura, che consenta agli Stati membri dell’UE e ai paesi partner di combinare le energie rinnovabili con fonti energetiche di transizione e a basse emissioni di carbonio, tra cui il gas naturale, l’idrogeno e le tecnologie nucleari innovative, adeguate alle loro specifiche caratteristiche nazionali e alle loro esigenze di sicurezza energetica;

27.

propone di potenziare i programmi di istruzione e formazione, mediante Erasmus+, Orizzonte Europa e TAIEX, per sviluppare capacità in materia di regolamentazione dell’energia, ingegneria tecnica, ciberresilienza e gestione della transizione energetica sostenibile in tutti i paesi del partenariato orientale;

28.

invita l’UE e gli istituti finanziari internazionali ad aumentare in modo sostanziale il sostegno finanziario diretto concesso ai progetti infrastrutturali per la decarbonizzazione e lo sviluppo della resilienza in tutta la regione del partenariato orientale;

29.

sottolinea l’importanza di rafforzare i partenariati industriali e i quadri di investimento privato tra i settori energetici dell’UE e del partenariato orientale al fine di promuovere l’innovazione, la creazione di posti di lavoro e lo scambio tecnologico, contribuendo in tal modo a un mercato dell’energia competitivo e resiliente;

30.

raccomanda di formalizzare il dialogo strutturato e le piattaforme di coordinamento tra i paesi del partenariato orientale e i paesi dell’UE al fine di scambiare regolarmente le migliori pratiche relative alle politiche di sicurezza energetica, integrazione del mercato e meccanismi di risposta alle crisi;

31.

invita i responsabili decisionali dell’UE e del partenariato orientale, tenendo conto delle significative vulnerabilità dei settori energetici non indipendenti nei paesi del partenariato orientale e dell’escalation della guerra ibrida che sfrutta tali vulnerabilità, a organizzare discussioni dirette affinché il settore energetico resti un argomento prioritario in agenda; raccomanda che si tenga almeno un evento annuale offline per i responsabili politici del partenariato orientale e dell’UE nel settore dell’energia, affinché il loro dialogo sia facilitato;

32.

chiede l’istituzione di autorità nazionali di regolazione indipendenti e pienamente trasparenti in tutta la regione del partenariato orientale, garantendo il rispetto dell’acquis della Comunità dell’energia e impedendo pratiche monopolistiche o di matrice politica nell’approvvigionamento energetico;

33.

incoraggia l’erogazione di finanziamenti mirati dell’UE per modernizzare o riabilitare i settori industriali ad alta intensità energetica, quali metallurgia, produzione di cemento e prodotti chimici, al fine di allinearsi ai parametri di riferimento del sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE e migliorare la produttività in termini di CO2;

34.

sottolinea il fatto che nei documenti strategici è necessario un approccio sistemico ai sistemi energetici interconnessi;

35.

sottolinea che la transizione sostenibile deve andare di pari passo con la competitività e l’accessibilità economiche dell’energia per le famiglie e le imprese, garantendo che gli obiettivi climatici siano perseguiti senza compromettere lo sviluppo industriale o la coesione sociale;

36.

sottolinea la necessità che il mix energetico sia definito in modo adeguato, tenendo conto della variabilità, della disponibilità, dell’accessibilità economica e della sostenibilità di ciascuna fonte energetica;

37.

sottolinea la necessità di strutture di bilanciamento dell’energia elettrica adeguate per garantire la continuità dell’approvvigionamento di energia elettrica nei sistemi energetici basati prevalentemente su fonti rinnovabili;

38.

sottolinea la necessità di responsabilizzare i consumatori, promuovere la generazione distribuita e facilitare l’aggregazione dei prosumatori e dei consumatori nelle comunità di energia rinnovabile e nelle comunità energetiche dei cittadini;

39.

sostiene la diffusione capillare dei contatori intelligenti, della gestione delle reti digitali e dei sistemi di analisi dei dati al fine di ottimizzare l’efficienza della distribuzione dell’energia e aumentare la flessibilità sul versante della domanda;

40.

incoraggia i partenariati tra i comuni e le città di tutti i paesi del partenariato orientale volti ad attuare i piani d’azione per l’energia sostenibile e il clima e promuovere uno sviluppo energetico sostenibile a livello locale;

41.

accoglie con favore le iniziative che istituiscono fondi di investimento verdi nazionali e regionali dedicati alla mobilitazione di risorse per le energie rinnovabili, al miglioramento dell’efficienza energetica e alla riduzione della povertà energetica;

42.

chiede un rafforzamento delle autorità di regolamentazione nei paesi del partenariato orientale per garantire una vigilanza indipendente, una risoluzione imparziale delle controversie e un’applicazione rigorosa della regolamentazione del mercato;

43.

sostiene una maggiore collaborazione tra le università e i centri di ricerca dei paesi del partenariato orientale e i loro omologhi dell’UE, in particolare in settori avanzati quali le tecnologie dell’idrogeno con i maggiori benefici ambientali e sociali, l’eolico offshore e i sistemi energetici circolari;

44.

sottolinea la necessità di integrare la parità di genere e l’impegno dei giovani in tutte le politiche, i programmi e i processi decisionali istituzionali in materia di energia;

45.

sottolinea che la buona governance, la trasparenza, lo Stato di diritto e gli sforzi per combattere la corruzione sono presupposti essenziali per realizzare una transizione energetica efficace e attrarre investimenti sostenibili nel settore dell’energia;

46.

ribadisce l’importanza strategica di sviluppare sistemi regionali di allarme rapido in grado di individuare e rispondere tempestivamente alle interruzioni dell’approvvigionamento energetico, ai guasti delle infrastrutture e alle minacce ibride coordinate;

47.

invita i paesi del partenariato orientale ad accelerare l’eliminazione graduale delle tecnologie obsolete basate sui combustibili fossili e a dare priorità agli investimenti in moderne infrastrutture di generazione a basse emissioni di carbonio;

48.

esorta l’UE a sostenere flussi di finanziamento dedicati a titolo dell’NDICI – Europa globale e della piattaforma d’investimento per il vicinato, specificamente incentrati sul rafforzamento della sicurezza e della resilienza energetiche in tutta la regione del partenariato orientale;

49.

sostiene l’armonizzazione delle norme tecniche e dei processi di certificazione delle infrastrutture energetiche transfrontaliere e gli scambi di energia rinnovabile al fine di favorire un processo d’integrazione regionale più agevole;

50.

propone di condurre valutazioni congiunte delle vulnerabilità ed esercitazioni con simulazioni tra i paesi del partenariato orientale e dell’UE per aumentare la preparazione regionale e le capacità di risposta coordinata;

51.

sottolinea il ruolo fondamentale di un transito ininterrotto di gas naturale attraverso l’Ucraina, incoraggiando nel contempo lo sviluppo proattivo di soluzioni di transito alternative a lungo termine e sottolineando l’importanza strategica dello sviluppo del corridoio del gas transbalcanico quale rotta di approvvigionamento vitale per la Moldova, l’Ucraina e i paesi balcanici;

52.

sottolinea l’importanza strategica del Caucaso meridionale per la sicurezza energetica europea; sottolinea la necessità di investimenti a lungo termine per modernizzare le infrastrutture energetiche e rafforzare la connettività intra e interregionale, anche attraverso il corridoio per l’energia verde, al fine di sfruttare appieno il potenziale della regione quale importante polo energetico e rotta di transito tra l’Asia centrale e l’Europa;

53.

raccomanda all’UE di valutare la possibilità di istituire meccanismi di finanziamento specifici per i progetti di interesse per la Comunità dell’energia al fine di colmare efficacemente le carenze di finanziamento esistenti e facilitare in tal modo l’attuazione tempestiva di progetti infrastrutturali critici essenziali per l’integrazione energetica regionale e la sicurezza dell’approvvigionamento;

54.

incoraggia l’UE a rivedere e a perfezionare i criteri di valutazione dei progetti transfrontalieri di interesse comune e dei progetti di interesse reciproco al fine di garantire che i vantaggi strategici per i membri della Comunità dell’energia non appartenenti all’UE siano adeguatamente riconosciuti ed equamente integrati nei processi decisionali, promuovendo in tal modo una maggiore cooperazione regionale e una piena integrazione energetica;

55.

raccomanda di promuovere partenariati pubblico-privato per attrarre e mobilitare investimenti di capitale privato in progetti di energia pulita, sostenuti da efficaci strumenti di condivisione del rischio e regimi di finanziamento misto;

56.

ricorda che l’assegnazione delle risorse dell’UE ai paesi del partenariato orientale è subordinata al pieno rispetto dei diritti umani e dei principi democratici sanciti negli accordi UE-PO e che il rispetto di tali valori fondamentali è una condizione preliminare della partecipazione ai programmi finanziati dall’UE;

57.

sottolinea che tutte queste misure sono intese a rafforzare l’indipendenza energetica dei paesi del partenariato orientale dalla Russia e dalle sue autorità nazionali, data la palese invasione e guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina e le sue continue ingerenze e minacce nei confronti della Georgia, della Moldova e di altri partner del partenariato orientale;

58.

incarica i suoi copresidenti di trasmettere la presente risoluzione alla presidente del Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla commissaria per l’allargamento, al Servizio europeo per l’azione esterna nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri dell’UE e dei paesi del partenariato orientale.


(1)   GU C 198 del 6.7.2011, pag. 4.

(2)  Accordo di associazione tra l’Unione europea e la Comunità europea dell’energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall’altra (GU L 261 del 30.8.2014, pag. 4, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2014/494/oj).

(3)  Accordo di associazione tra l’Unione Europea E la Comunità Europea dell’Energia Atomica e i loro Stati Membri, da una parte, e la Repubblica di Moldova, dall’altra (GU L 260 del 30.8.2014, pag. 4, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2014/492/oj).

(4)  Accordo di associazione tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l’Ucraina, dall’altra (GU L 161 del 29.5.2014, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2014/295/oj).

(5)   GU L 23 del 26.1.2018, pag. 4, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2018/104/oj.

(6)  Accordo di partenariato e cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da un lato, e la Repubblica di Azerbaigian, dall’altro - Protocollo relativo all’assistenza reciproca tra le autorità amministrative in materia doganale - Atto finale - Dichiarazioni comuni - Scambio di lettere in relazione allo stabilimento delle società - Dichiarazione del governo francese (GU L 246 del 17.9.1999, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/1999/614/oj).

(7)  Regolamento (UE) 2021/947 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 giugno 2021, che istituisce lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale — Europa globale, che modifica e abroga la decisione n. 466/2014/UE del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga il regolamento (UE) 2017/1601 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE, Euratom) n. 480/2009 del Consiglio (GU L 209 del 14.6.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/947/oj).

(8)   GU L 231 del 30.6.2021, pag. 94, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1059/oj.

(9)   GU L 186 del 13.7.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2022/1201/oj.

(10)   GU L 189 del 28.5.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/817/oj.

(11)   GU L 170 del 12.5.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/695/oj.

(12)   GU C 361 dell’8.9.2021, pag. 20.

(13)   GU C 229 del 29.6.2023, pag. 16.

(14)   GU C, C/2024/3821, 19.6.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/3821/oj.


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/1111/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)


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