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Document 52024AE0782

Parere del Comitato economico e sociale europeo — Strategia industriale europea della difesa [JOIN(2024) 10 final]

EESC 2024/00782

GU C, C/2024/4663, 9.8.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4663/oj (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4663/oj

European flag

Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

IT

Serie C


C/2024/4663

9.8.2024

Parere del Comitato economico e sociale europeo

Strategia industriale europea della difesa

[JOIN(2024) 10 final]

(C/2024/4663)

Relatore:

Maurizio MENSI

Correlatore:

Jan PIE

Consiglieri

Alberto DAL FERRO (per il relatore, III gruppo)

Vassilis THEODOSOPOULOS (per il correlatore, I gruppo)

Consultazione

Commissione europea, 27.3.2024

Base giuridica

Articolo 304 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea

Organo competente

Commissione consultiva per le trasformazioni industriali (CCMI)

Adozione in CCMI

15.5.2024

Adozione in sessione plenaria

30.5.2024

Sessione plenaria n.

588

Esito della votazione (favorevoli/contrari/astenuti)

208/2/10

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1.

Il Comitato economico e sociale europeo accoglie con favore la strategia industriale europea della difesa, che rappresenta un passo importante verso il rafforzamento della prontezza dell'Europa alla difesa e quindi della sua capacità di proteggere i suoi cittadini, il suo territorio, i suoi valori fondamentali e il suo stile di vita.

1.2.

Il CESE ritiene che garantire la prontezza e la reattività della base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB) sia un pilastro fondamentale della prontezza dell'Europa alla difesa, dal momento che l'EDTIB è il fornitore locale affidabile dell'hardware, del software e dei servizi all'avanguardia di cui le nostre forze armate hanno bisogno per svolgere la loro missione.

1.3.

Il CESE si compiace del cambio di approccio, che dalle misure di emergenza è passato a una risposta strutturale a più lungo termine, essenziale per sostenere l'adattamento dell'EDTIB al nuovo contesto di sicurezza. In particolare, accoglie con favore l'attenzione riservata all'esigenza di aumentare il ricorso a fonti europee per soddisfare le esigenze europee. A tale riguardo, aumentare, consolidare e convogliare la domanda europea verso l'EDTIB è altrettanto essenziale quanto rafforzare la capacità dell'EDTIB di soddisfare tale domanda.

1.4.

Il CESE si compiace dell'importanza annessa alla sicurezza dell'approvvigionamento, che è fondamentale per la prontezza della difesa europea, attualmente compromessa dall'eccessiva dipendenza da fornitori non europei e dall'assenza di un meccanismo di governance a livello europeo per i tempi di crisi. Osserva inoltre che il regime proposto per la sicurezza dell'approvvigionamento comprende diversi elementi interessanti, ma la sua applicazione può risultare problematica a causa della complessità delle catene di approvvigionamento e della possibile delicatezza e segretezza delle informazioni necessarie a fini di mappatura e monitoraggio.

1.5.

Il CESE sottolinea inoltre l'importanza di sfruttare i partenariati con paesi amici che condividono i nostri valori, al fine di conseguire gli obiettivi della strategia. La partecipazione dell'Ucraina ai programmi industriali dell'UE nel settore della difesa, nonché la promozione di legami più stretti tra l'EDTIB e la base industriale e tecnologica di difesa ucraina, creeranno importanti vantaggi strategici per le due parti. Sarebbe inoltre vantaggioso un maggiore coordinamento con la NATO su temi di interesse comune, a condizione che siano pienamente salvaguardati gli interessi di tutti gli Stati membri dell'UE in materia di sicurezza.

1.6.

Al tempo stesso, il CESE si rammarica che la strategia non affronti il tema dell'opinione pubblica. Si tratta di una carenza di rilievo, perché l'opinione pubblica è un fattore essenziale nelle società democratiche e nelle economie di libero mercato come quelle dell'UE, e costituisce quindi un importante elemento trainante delle sfide dell'EDTIB in materia di sostenibilità, influendo sulle decisioni sia politiche che di mercato. Urge affrontare questa sfida, anche attraverso una campagna di comunicazione pubblica coordinata a livello dell'UE per contrastare malintesi di lunga data, nonché sensibilizzare l'opinione pubblica europea e incoraggiarne il sostegno in merito sia alla necessità di salvaguardare la pace, la sicurezza, la prosperità e i valori dell'Europa, che al contributo essenziale dell'EDTIB a tal fine.

1.7.

In tale contesto il CESE ritiene che la strategia presenti alcune carenze, come evidenziato nel seguito. Per quanto riguarda i suoi obiettivi, è improbabile che lo strumento principale per la sua attuazione, il programma per l'industria europea della difesa (EDIP), sia operativo prima della fine del 2025. Pertanto la strategia deve essere integrata da altre misure a breve termine volte a soddisfare le esigenze immediate.

1.8.

Il CESE invita quindi gli Stati membri ad accogliere l'invito della Commissione a cercare nel breve termine le vie percorribili per promuovere, attraverso gli strumenti disponibili, appalti congiunti su vasta scala nel settore della difesa, l'espansione su vasta scala dell'EDTIB e l'avvio di progetti faro nel settore della difesa.

1.9.

Il CESE considera inoltre fondamentale, da un punto di vista sia industriale che strategico, garantire l'accesso dell'industria della difesa alle competenze, alla tecnologia e alla ricerca. A tal fine sono fondamentali gli investimenti nella formazione, nella ricerca e nell'elaborazione di strategie. Inoltre, la summenzionata campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica europea in merito al contributo dell'EDTIB alla sicurezza, alla prosperità e ai valori dell'Europa dovrebbe comprendere una componente dedicata a promuovere la diversità e l'attrattiva dell'EDTIB tra i giovani professionisti di adesso e quelli di domani, nonché a incoraggiare l'eliminazione di ostacoli quali gli impegni, previsti dagli statuti di alcune università, a limitare l'attività di ricerca alle finalità non militari (la cosiddetta «clausola civile»). Si potrebbero prendere in considerazione anche iniziative volte a promuovere la mobilità della forza lavoro per la difesa, eventualmente ispirandosi al programma «Erasmus militare».

1.10.

Il CESE sottolinea quindi che il successo della strategia dipenderà principalmente dal pieno coinvolgimento degli Stati membri e dal loro riconoscimento del valore aggiunto di un approccio europeo. Invita pertanto gli Stati membri a garantire che la sua attuazione sia intrapresa senza indebito ritardo e venga sostenuta con risorse finanziarie adeguate. A tale riguardo, il CESE sostiene pienamente anche l'invito rivolto dalla Commissione alla Banca europea per gli investimenti affinché modifichi le sue politiche di prestito e dia pieno supporto all'industria della difesa, e accoglie con favore i chiarimenti relativi alla non inclusione delle attività di difesa nella tassonomia ambientale dell'UE. È essenziale stabilire una connessione e una cooperazione più strette tra l'industria, il settore militare, la scienza e la ricerca.

2.   Contesto del parere, compresa la proposta legislativa in esame

2.1.

Il 5 marzo 2024 la Commissione europea e l'alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza hanno presentato la prima strategia industriale europea per il settore della difesa, nonché il programma per l'industria europea della difesa (EDIP).

2.2.

L'obiettivo della strategia è rafforzare in maniera più ampia la prontezza e la competitività della base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB), come presupposto essenziale per la prontezza europea alla difesa.

2.3.

La prontezza alla difesa è diventata fondamentale nel nuovo contesto di sicurezza, caratterizzato da un forte aumento delle minacce alla sicurezza a livello regionale e globale, e specialmente dal ritorno della guerra convenzionale ad alta intensità in Europa, a seguito dell'invasione illegale, brutale e su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022.

2.4.

In tale contesto, l'UE e i suoi Stati membri affrontano due sfide principali. A brevissimo termine devono essere in grado di aiutare l'Ucraina a resistere all'aggressione russa. Oltre a ciò, l'UE deve urgentemente prepararsi all'eventualità di un conflitto su vasta scala. Si tratta di un aspetto fondamentale, in quanto gli esperti militari europei hanno ripetutamente avvertito che tra alcuni anni la Russia, che sta convogliando risorse sempre maggiori verso il suo apparato militare, potrebbe lanciare un attacco ibrido o militare su larga scala contro uno Stato membro dell'UE; un leader europeo ha recentemente avvertito esplicitamente che l'Europa è entrata in un'era «prebellica».

2.5.

Per il conseguimento di questi obiettivi, l'EDTIB deve essere sempre pronta e in grado di offrire l'intera gamma di capacità qualitativamente superiori necessarie per le forze armate europee.

2.6.

La situazione attuale, tuttavia, è diversa. Dopo 30 anni di investimenti insufficienti in tutta Europa negli armamenti nonché nella formazione e nelle competenze relative alla difesa, la capacità di produzione dell'EDTIB è stata notevolmente indebolita. Gli Stati membri dell'UE hanno prevalentemente usato i limitati bilanci destinati alle acquisizioni nel settore della difesa per acquistare in modo non coordinato prodotti non europei.

2.7.

Dal febbraio 2022 la spesa per gli investimenti nel settore della difesa in tutta l'UE è aumentata drasticamente, ma la tendenza ad acquistare individualmente da paesi terzi si è aggravata. Secondo un recente studio, il 78 % delle acquisizioni nel settore della difesa da parte degli Stati membri dell'UE tra l'inizio della guerra di aggressione della Russia e il giugno 2023 è stato effettuato presso fornitori di paesi terzi e, secondo gli ultimi dati dell'Agenzia europea per la difesa, nel 2022 solo il 18 % della spesa totale per attrezzature nell'UE è stato appaltato in modo collaborativo. Questa tendenza è estremamente dannosa per l'EDTIB, perché causa perdite di entrate, di capacità di investimento, di economie di scala, di know-how e di capacità produttiva.

2.8.

Per affrontare questa sfida la strategia industriale europea in materia di difesa delinea diverse azioni strutturate in quattro pilastri, vale a dire: (1) agevolare e incentivare gli Stati membri a pianificare, investire nell'EDTIB e approvvigionarsi presso di essa in modo congiunto (1); (2) sostenere la capacità di produzione e innovazione dell'EDTIB e istituire un quadro dell'UE per la sicurezza dell'approvvigionamento; (3) integrare considerazioni industriali relative alla difesa in tutte le politiche dell'UE; e (4) sfruttare i partenariati con l'Ucraina, la NATO e altri partner per sostenere il conseguimento di tali obiettivi.

2.9.

La strategia riconosce che le risorse disponibili per l'EDIP (pari a 1,5 miliardi di EUR) nell'ambito dell'attuale quadro finanziario pluriennale (QFP) dell'UE sono sufficienti solo per uno sforzo su piccola scala e che dovrebbero essere integrate nel breve termine da altri importanti mezzi e fonti di finanziamento. Per il periodo successivo al 2027 è considerata essenziale una dotazione finanziaria ambiziosa nell'ambito del prossimo QFP dell'UE.

2.10.

La strategia propone obiettivi a medio termine non vincolanti per la quota degli scambi di difesa intra-UE nel mercato complessivo della difesa dell'UE.

3.   Osservazioni generali

3.1.

Il CESE accoglie con favore la strategia industriale europea della difesa, che rappresenta un passo importante verso il rafforzamento della prontezza dell'Europa alla difesa e quindi della sua capacità di proteggere i suoi cittadini, il suo territorio, i suoi valori fondamentali e il suo stile di vita. Si tratta di un interesse preminente di tutti gli Stati membri dell'UE.

3.2.

Il CESE ritiene inoltre che garantire la prontezza e la capacità di risposta dell'EDTIB sia un pilastro fondamentale della prontezza dell'Europa alla difesa.

3.3.

Il CESE si compiace del cambio di approccio, che dalle misure di emergenza è passato a una risposta strutturale a più lungo termine, essenziale per sostenere l'adattamento dell'EDTIB al nuovo contesto di sicurezza.

3.4.

Secondo il CESE, date le competenze dell'UE in materia di difesa, la strategia affronta le dimensioni principali della questione in esame – tra cui il consolidamento della domanda, il sostegno all'industria, anche per la R&S e l'innovazione, la sicurezza dell'approvvigionamento, l'integrazione della prontezza alla difesa nelle politiche dell'UE e i partenariati – e fornisce un quadro e strumenti solidi per incentivare ulteriormente la cooperazione europea.

3.5.

Il CESE accoglie con particolare favore l'attenzione riservata all'esigenza di accrescere il ricorso a fonti europee per soddisfare le esigenze europee. A tale riguardo, aumentare, consolidare e convogliare la domanda europea verso l'EDTIB è altrettanto essenziale quanto rafforzare la capacità dell'EDTIB di soddisfare tale domanda.

3.6.

Gli obiettivi a medio termine proposti nella strategia sono un indicatore importante dei progressi conseguiti, necessari per valutare e potenzialmente calibrare gli sforzi futuri. Il CESE si rammarica tuttavia che gli obiettivi fissati non siano vincolanti e li considera troppo modesti e non abbastanza tempestivi, dati i rischi per la sicurezza che sono in gioco. Secondo le stime dell'industria, per sviluppare un'EDTIB adatta al nuovo contesto di sicurezza, è necessario che l'80 % dei bilanci europei per le acquisizioni nel settore della difesa sia investito in Europa. Il CESE ritiene che l'obiettivo debba essere questo e che l'UE debba prefiggersi di raggiungerlo urgentemente e non più tardi del 2040.

3.7.

Il CESE invita gli Stati membri, la Commissione europea e il Parlamento europeo a fare tutto il possibile per garantire che tali obiettivi non rimangano semplici aspirazioni, ma siano pienamente realizzati. Ciò contribuirà inoltre a evitare sprechi dovuti alla frammentazione e alle duplicazioni, e a garantire un'allocazione più efficiente delle scarse risorse.

3.8.

A tal fine, l'integrazione in tutte le politiche dell'UE delle considerazioni industriali relative alla difesa costituisce un abilitante strategico. Il chiaro messaggio della Commissione concernente non solo il contributo essenziale dell'EDTIB alla resilienza e alla sicurezza, ma anche la necessità di tenere conto di tale contributo nell'accesso dell'industria ai finanziamenti, è particolarmente importante. Il CESE sostiene pienamente anche l'invito rivolto dalla Commissione alla Banca europea per gli investimenti affinché modifichi le sue politiche di prestito e dia pieno sostegno all'industria della difesa, e si compiace dei chiarimenti relativi alla non inclusione delle attività di difesa nella tassonomia ambientale dell'UE.

3.9.

Il CESE apprezza altresì l'attenzione che la strategia dedica alla sicurezza di approvvigionamento, alle materie prime critiche, ai circuiti integrati e alle competenze, elemento fondamentale della prontezza alla difesa. In Europa la sicurezza di approvvigionamento è attualmente compromessa dall'eccessiva dipendenza da fornitori non europei e dall'assenza di un meccanismo di governance a livello dell'UE per i tempi di crisi. Il regime proposto per la sicurezza di approvvigionamento comprende diversi elementi interessanti, come la distinzione tra vari tipi di crisi e le misure graduate, nonché il possibile sostegno alla costituzione di scorte strategiche di componenti di base. Anche altre disposizioni, come l'apertura degli appalti quadro esistenti durante le crisi, potrebbero accrescere notevolmente la sicurezza dell'approvvigionamento. Al tempo stesso, l'attuazione di tale regime può risultare impegnativa. A causa della complessità delle catene di approvvigionamento della difesa, una mappatura e un monitoraggio completi sarebbero dispendiosi in termini di risorse e impegnativi, in particolare per gli elementi che si trovano al di fuori dell'Unione. Un'ulteriore difficoltà può risiedere nella potenziale delicatezza e riservatezza delle informazioni richieste. Ricorrere principalmente a informazioni accessibili al pubblico e a richieste di informazioni su base volontaria può attenuare tale difficoltà, ma potrebbe anche limitare l'accuratezza, la validità, la pertinenza e la completezza delle informazioni.

3.10.

Il CESE sottolinea inoltre l'importanza di sfruttare i partenariati con paesi amici che condividono i nostri valori, al fine di conseguire gli obiettivi della strategia. La partecipazione dell'Ucraina ai programmi industriali dell'UE nel settore della difesa, nonché la promozione di legami più stretti tra l'EDTIB e la base industriale e tecnologica di difesa ucraina, creeranno importanti vantaggi strategici per le due parti, sia durante che dopo la guerra e nella prospettiva dell'adesione dell'Ucraina all'Unione alla fine del processo. Sarebbe inoltre vantaggioso un maggiore coordinamento con la NATO su temi di interesse comune, a condizione che siano pienamente salvaguardati gli interessi di tutti gli Stati membri dell'UE in materia di sicurezza.

3.11.

Al tempo stesso, il CESE si rammarica che la strategia non affronti specificamente il tema dell'opinione pubblica. Si tratta di una carenza di rilievo, perché l'opinione pubblica è un fattore essenziale nelle società democratiche e nelle economie di libero mercato come quelle dell'UE, e costituisce quindi un importante elemento trainante delle sfide dell'EDTIB in materia di sostenibilità, influendo sulle decisioni sia politiche che di mercato. In particolare, un numero significativo di europei continua a ritenere che l'industria della difesa sia «insostenibile» e sottragga risorse alla spesa sociale e che, quindi, non meriti sostegno, trascurando sia il contributo essenziale della difesa al bene pubblico della sicurezza, che gli scambi reciprocamente vantaggiosi di conoscenze tra il settore civile delle tecnologie e dell'innovazione e quello militare. Queste percezioni errate possono essere aggravate dalla manipolazione delle informazioni e dalle ingerenze da parte di attori stranieri nelle nostre società e nei nostri processi politici, nell'ambito di campagne ibride messe in atto da soggetti malintenzionati, in particolare la Russia. Questa immagine negativa dell'industria della difesa crea gravi difficoltà per l'EDTIB nell'accesso non solo ai finanziamenti, ma anche alle assicurazioni, all'energia, alle strutture e alle competenze. Urge affrontare questa sfida, anche attraverso una campagna di comunicazione pubblica coordinata a livello dell'UE per contrastare malintesi di lunga data, nonché sensibilizzare l'opinione pubblica europea e incoraggiarne il sostegno in merito sia alla necessità di salvaguardare la pace, la sicurezza, la prosperità e i valori dell'Europa, che al contributo essenziale dell'EDTIB a tal fine. I leader politici hanno il dovere di ricordare ai cittadini delle nostre società libere e democratiche che la pace e la libertà non possono essere date per scontate, ma vanno difese. Allo stesso tempo, occorrerebbe utilizzare il pacchetto di strumenti dell'UE contro le minacce ibride che è previsto nella bussola strategica, anche al fine di proteggere l'EDTIB dalle minacce ibride.

3.12.

Il CESE si compiace in linea generale del fatto che la strategia riconosca l'eccezionale sfida che l'aggressione russa comporta per l'Europa. L'Europa fa fronte in pari tempo anche ad altri rischi importanti, come i conflitti in corso e i potenziali conflitti futuri nel vicinato europeo e oltre, nonché il possibile disimpegno del suo principale alleato. La strategia giunge in un momento in cui queste sfide si sono acuite ed è diventata urgente l'esigenza, da tempo discussa, che l'Europa si faccia carico in misura maggiore della propria sicurezza. Il vero parametro di riferimento della strategia sarà quindi il fatto che sia all'altezza di queste sfide.

3.13.

In tale contesto il CESE ritiene che la strategia presenti alcune carenze, che sono evidenziate nel seguito. Per quanto riguarda i suoi obiettivi, è improbabile che lo strumento principale per la sua attuazione, il programma per l'industria europea della difesa (EDIP), sia operativo prima della fine del 2025. Questa tempistica non è in grado di rispondere alle pressanti esigenze dell'Ucraina e alle carenze di capacità a breve termine degli Stati membri, che richiedono un'azione urgente. Pertanto la strategia deve essere integrata da altre misure a breve termine volte a soddisfare le esigenze immediate.

3.14.

Il CESE sottolinea inoltre che, mentre la Commissione e l'alto rappresentante annunciano attraverso la strategia un cambiamento di paradigma nell'approccio dell'UE all'industria della difesa, la strategia stessa non fornirà all'Europa ciò di cui essa ha bisogno: una base industriale della difesa pronta per l'azione. Gli Stati membri dispongono in effetti delle risorse e dell'autorità decisionale necessarie per invertire le tendenze in materia di appalti nel settore della difesa, cooperare nei programmi in materia di capacità e stabilire con fermezza una visione della difesa come garanzia per la sicurezza. La Commissione può invitare gli Stati membri ad agire in tali direzioni e fornire incentivi in tal senso, ma gli incentivi attualmente disponibili sono limitati e, nel caso dei finanziamenti, dipendono in ultima analisi anche dalla volontà degli Stati membri.

3.15.

Il CESE sottolinea che, da decenni, vi è un enorme divario tra la retorica e le azioni degli Stati membri su un'ampia gamma di questioni connesse alla difesa, che vanno dall'armonizzazione dei requisiti militari e dei progetti di cooperazione alla persistente esclusione, controllata dagli Stati membri, della difesa dalle politiche di investimento di molti fondi pensionistici nazionali, per citare solo alcuni esempi. Va sottolineato che negli Stati membri la difesa è stata spesso considerata una questione secondaria e non una priorità fondamentale. Inoltre i bilanci della difesa, specie le voci relative agli investimenti, sono stati spesso utilizzati come elemento di regolazione del bilancio in tempi di ristrettezze finanziarie.

3.16.

Il CESE condivide inoltre la valutazione della Commissione secondo cui i mezzi finora disponibili per l'attuazione della strategia sono inadeguati. Il bilancio proposto per l'EDIP, pari a 1,5 miliardi di EUR, rappresenta una porzione troppo piccola delle esigenze e della spesa europea per la difesa per avere un effetto strutturale sul mercato, mentre il potenziale finanziamento dell'EDIP con i proventi straordinari derivanti dai beni russi congelati rimane tutt'altro che certo.

3.17.

Il CESE invita pertanto gli Stati membri ad accogliere l'invito della Commissione a esplorare nel breve termine le vie percorribili per promuovere, attraverso gli strumenti disponibili, appalti congiunti su vasta scala nel settore della difesa, l'espansione su vasta scala dell'EDTIB e l'avvio di progetti faro nel settore della difesa. Per il finanziamento di tali progetti potrebbe essere particolarmente rilevante la prevista considerazione degli investimenti per la difesa quale fattore pertinente nell'ambito del patto di stabilità e crescita riveduto.

3.18.

Il CESE si associa alla valutazione della Commissione secondo cui il conseguimento degli obiettivi della strategia richiederà una dotazione finanziaria veramente ambiziosa nell'ambito del prossimo QFP. Per sostenere l'adeguamento dell'EDTIB alla nuova era della concorrenza strategica, potrebbe essere necessaria una linea di bilancio dell'UE per la difesa dell'ordine di 100 miliardi di EUR per il periodo 2028-2035. Tale dotazione finanziaria sarebbe necessaria per finanziare adeguatamente i progetti di R&S nell'ambito di un Fondo europeo per la difesa rafforzato, nonché per incentivare e sostenere gli appalti congiunti degli Stati membri e il mantenimento delle capacità, in particolare gli abilitanti strategici, oltre che per sostenere l'industria nell'aumentare la sua preparazione, la sua capacità produttiva e la resilienza della catena di approvvigionamento, nell'ambito di un vero e proprio successore dell'EDIP.

3.19.

Il CESE considera inoltre fondamentale, da un punto di vista sia industriale che strategico, garantire l'accesso dell'industria della difesa alle competenze. A tal fine, la summenzionata campagna volta a sensibilizzare l'opinione pubblica europea e ad accrescerne il sostegno riguardo al contributo dell'EDTIB alla sicurezza, alla prosperità e ai valori dell'Europa dovrebbe comprendere una componente dedicata a promuovere la diversità e l'attrattiva dell'EDTIB tra i giovani professionisti di adesso e quelli di domani, nonché a incoraggiare l'eliminazione di ostacoli quali gli impegni, previsti dagli statuti di alcune università, a limitare l'attività di ricerca alle finalità non militari (la cosiddetta «clausola civile»). Si potrebbero prendere in considerazione anche iniziative volte a promuovere la mobilità della forza lavoro per la difesa, eventualmente ispirandosi al programma «Erasmus militare».

3.20.

In conclusione, il CESE ritiene che la strategia industriale europea in materia di difesa rappresenti un importante riconoscimento delle sfide che l'Europa si trova ad affrontare e dell'urgente necessità di uno sforzo generale per rafforzare la preparazione e la competitività dell'EDTIB. Allo stesso tempo, le misure proposte per conseguire tale obiettivo mettono in evidenza i limiti delle competenze e delle risorse dell'UE nel settore della difesa.

3.21.

Il CESE sottolinea quindi che il successo della strategia dipenderà principalmente dal pieno coinvolgimento degli Stati membri e dal loro riconoscimento del valore aggiunto di un approccio europeo.

3.22.

Il CESE ritiene inoltre che solo i capi di Stato e di governo possano assumere un ruolo guida e determinare la concreta adesione degli Stati membri alla strategia, che è urgentemente necessaria per dar luogo a un sostanziale avanzamento in termini di preparazione (industriale) della difesa europea.

3.23.

Il CESE chiede pertanto uno sforzo parallelo a livello di Consiglio europeo che vada oltre la strategia industriale europea in materia di difesa e garantisca che la difesa europea e l'EDTIB ricevano dagli Stati membri e dal Parlamento europeo il pieno sostegno necessario per rafforzare la sovranità tecnologica e l'autonomia strategica europea nell'attuale, critico, contesto di sicurezza.

3.24.

Il CESE sottolinea inoltre che l'industria europea della difesa è una delle industrie chiave alla base del futuro dell'autonomia strategica europea, non solo a causa dell'importanza cruciale della difesa stessa, ma anche perché le imprese attive nel settore della difesa sono pure attori chiave del settore spaziale europeo, che è strategicamente importante, e sviluppano soluzioni affidabili di cibersicurezza di alta gamma per proteggere le infrastrutture digitali critiche europee.

3.25.

Infine, tenendo conto del contesto geopolitico sempre più pericoloso e delle gravi conseguenze per la nostra sicurezza comune europea che potrebbero derivare da un'attuazione non coordinata e inefficace della strategia e di altre misure pertinenti, il CESE invita gli Stati membri a esplorare tutte le possibilità per avvalersi in misura maggiore delle disposizioni del Trattato vigenti che prevedono la definizione progressiva di una politica di difesa comune, che potrebbe condurre a una difesa comune.

Bruxelles, 30 maggio 2024

Il presidente

del Comitato economico e sociale europeo

Oliver RÖPKE


(1)  Cfr. il Regolamento (UE) 2023/2418 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, sull'istituzione di uno strumento per il rafforzamento dell'industria europea della difesa mediante appalti comuni (EDIRPA) (GU L, 2023/2418, 26.10.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/2418/oj), e il parere del CESE sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'istituzione di uno strumento per il rafforzamento dell'industria europea della difesa mediante appalti comuni (COM(2022) 349 final), GU C 486 del 21.12.2022, pag. 168.


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4663/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)


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