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Document 52000DC0497

    Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo volta a preparare la quarta riunione dei Ministri degli esteri euromediterranei «imprimere un nuovo impulso al processo di Barcellona»

    /* COM/2000/0497 def. */

    52000DC0497

    Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo volta a preparare la quarta riunione dei Ministri degli esteri euromediterranei «imprimere un nuovo impulso al processo di Barcellona» /* COM/2000/0497 def. */


    COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO VOLTA A PREPARARE LA QUARTA RIUNIONE DEI MINISTRI DEGLI ESTERI EUROMEDITERRANEI - "IMPRIMERE UN NUOVO IMPULSO AL PROCESSO DI BARCELLONA"

    Introduzione

    Le relazioni tra l'UE e i paesi del Mediterraneo sud-orientale sono improntate ad una politica di prossimità che rispecchia l'importanza politica e strategica della regione e la cui portata va ben oltre il commercio e i programmi di assistenza. Il processo di Barcellona rappresenta l'espressione più concreta dei legami storici e politici che uniscono l'UE alla regione mediterranea.

    Il processo di Barcellona, iniziato nel 1995, riunisce i partner a livello politico e tecnico, in un quadro regionale, onde promuovere i loro interessi comuni. Pur prendendo spunto dalle diverse politiche mediterranee attuate dall'UE sin dagli anni '60, esso ha segnato una svolta fondamentale, creando un quadro per le relazioni strategiche che oltrepassa i settori tradizionali della cooperazione commerciale e dell'assistenza. Il processo esprime la volontà dell'UE di collaborare con i suoi partner abbandonando l'impostazione tradizionale, che vedeva l'UE presentare proposte accettate o respinte, a seconda dei casi, dai suoi partner mediterranei.

    Questo processo multilaterale poggia su una rete di relazioni bilaterali tra ciascuno dei paesi partner e l'UE, sancite dagli accordi di associazione. Questi accordi bilaterali globali sono indispensabili per sfruttare appieno il potenziale del processo di Barcellona in un contesto più vasto di cooperazione politica, economica, sociale e culturale.

    I tre obiettivi principali della politica mediterranea dell'UE, enunciati nella dichiarazione di Barcellona [1] e nella strategia comune adottata dal Consiglio europeo di Feira nel giugno 2000, possono essere riassunti come segue:

    [1] Dichiarazione di Barcellona adottata in occasione della conferenza dei ministri degli esteri euromediterranei, svoltasi nei giorni 27 e 28 novembre 1995.

    - creazione di una zona di pace e di stabilità imperniata su principi fondamentali quali il rispetto dei diritti umani e la democrazia;

    - creazione di un'area di prosperità comune mediante la progressiva instaurazione del libero scambio tra l'UE e i suoi partner, nonché tra i partner stessi, per creare entro il 2010 una più vasta zona di libero scambio euromediterranea. L'UE fornisce al processo un ingente sostegno finanziario volto ad agevolare la transizione economica e ad aiutare i partner a far fronte alle sfide sociali ed economiche che essa comporta;

    - migliore comprensione tra i popoli della regione e sviluppo di una società civile attiva.

    Il concetto di "integrazione regionale" procede di pari passo con quello di transizione economica. I progressi fatti in termini macroeconomici sono notevoli, poiché quasi tutti i partner euromediterranei hanno eliminato gli squilibri esistenti. Dal 1992, inoltre, si registra una certa apertura commerciale in questi paesi, dove le esportazioni e le importazioni sono aumentate più rapidamente del PNL. Questi progressi sono però insufficienti e precari, causa una base imponibile troppo ristretta, la mancata diversificazione e la scarsa competitività delle specializzazioni introdotte finora, la rigidità del mercato del lavoro e, più in generale, l'insufficiente liberalizzazione dei sistemi economici. Per stimolare la crescita, quindi, i partner mediterranei dovranno attuare una duplice strategia onde accelerare le riforme per una piena integrazione con l'UE e adeguarsi alle nuove realtà economiche.

    Per quanto riguarda il commercio, l'UE assorbe il 51% circa delle esportazioni dei partner e rappresenta il 53% delle loro importazioni. La base produttiva mediterranea risulta inadeguata, come pure il flusso di investimenti esteri diretti. Nel complesso, questi paesi non offrono incentivi sufficienti agli investitori, come dimostra la percentuale irrilevante (5%) di IED che rappresentano fra tutti i paesi emergenti.

    Risultati ottenuti finora

    I cinque anni successivi alla dichiarazione di Barcellona hanno visto emergere un nuovo spirito di partenariato tra l'UE e i suoi partner mediterranei. Nonostante l'iter a dir poco travagliato dei negoziati di pace in Medio Oriente, tutti i partner hanno partecipato al processo, unica sede che permette a Israele, Siria e Libano di incontrarsi a livello ministeriale; le numerose reti regionali di recente creazione (camere di commercio, federazioni industriali, istituti di politica estera, istituti di politica economica) consentono una collaborazione verso il conseguimento di obiettivi comuni. Sono entrati in vigore gli accordi di associazione con la Tunisia, il Marocco, Israele e l'Autorità palestinese ed è in corso la ratifica dell'accordo con la Giordania. Quasi tutti i partner hanno varato gli ambiziosi programmi di transizione economica necessari per favorire lo sviluppo del settore privato e gli investimenti. L'UE ha mobilitato a sostegno del processo oltre 9 miliardi di euro sotto forma di aiuti non rimborsabili e di prestiti. I programmi regionali hanno riunito gli esponenti della società civile, specie in ambito culturale, contribuendo a migliorare la comprensione reciproca.

    L'allegato I passa in rassegna le attività del periodo 1995 - 1999.

    Difficoltà incontrate

    Com'era prevedibile, però, la natura ambiziosa del processo di Barcellona ha causato diversi problemi:

    * l'andamento travagliato del processo di pace in Medio Oriente ha frenato i progressi e limitato lo sviluppo della cooperazione regionale. Oltre ad avere sistemi politici e livelli di sviluppo economico estremamente diversi, infatti, i paesi della regione risentono in misura variabile dell'andamento del processo di pace, che li ha dissuasi dal collaborare più attivamente con i paesi limitrofi;

    * il processo di negoziato e di ratifica degli accordi di associazione è stato più lento del previsto;

    * lo spirito di partenariato non è bastato ad instaurare un dialogo schietto e costruttivo su questioni quali i diritti umani, la prevenzione del terrorismo o le migrazioni. L'UE ha attuato nella regione una politica poco coerente in materia di diritti umani, e non sempre le sue attività tradizionali (campagne costruttive e sostegno agli esponenti attivi della società civile) sono state appoggiate dai governi locali. Si deve pertanto dar prova di maggiore impegno per far rispettare i diritti umani universali;

    * alcuni partner sono restii ad accelerare la transizione economica e ad attuare le riforme necessarie per adempiere gli obblighi previsti dagli accordi di associazione. Detti accordi, comunque, non possono sostituire le riforme economiche in quanto si tratta di due processi complementari che si rafforzano reciprocamente;

    * gli scambi tra partner mediterranei (commercio Sud-Sud) sono tuttora estremamente limitati. Il livello degli investimenti dell'UE nella regione rimane basso e risulta nettamente inferiore al flusso di investimenti verso altre parti del mondo. Il problema nasce in parte dalla diversità delle regole, dalla mancanza di un cumulo dell'origine e dell'assenza di un quadro giuridico ed economico trasparente per le operazioni commerciali. In alcuni paesi, le imprese pubbliche hanno osteggiato la ristrutturazione necessaria per renderle competitive su mercati più aperti, mentre altri gruppi di interesse hanno bloccato le riforme economiche di più vasta portata. Gli accordi di associazione non forniscono garanzie ma opportunità, che possono essere sfruttate appieno solo dai paesi disposti a modernizzare e ad aprire le loro economie;

    * l'attuazione del programma MEDA è stata ostacolata dalla complessità delle procedure in vigore nella CE e nei paesi partner. Sebbene si sia impresso un nuovo impulso all'adeguamento strutturale e settoriale per aiutare i governi ad accelerare le riforme economiche e sociali, spesso le loro esitazioni hanno reso difficili la conclusione degli accordi o l'adempimento dei requisiti;

    * nonostante l'importanza attribuita a livello politico al processo di Barcellona, la società in senso lato non ha acquisito una consapevolezza sufficiente delle opportunità e dei vantaggi che esso comporta.

    Necessità di dare nuovo slancio al processo di Barcellona

    Consapevoli dell'importanza strategica delle loro relazioni, tutti i partner si impegnano per far andare avanti il processo. L'esperienza dei primi cinque anni conferma la validità dell'impostazione e degli strumenti di base. La Commissione ritiene che l'impostazione globale definita a Barcellona, l'unica in grado di evitare che il processo si areni, debba essere mantenuta. Occorrerà tuttavia trarre un certo numero di insegnamenti dal periodo iniziale e potenziare diversi aspetti importanti del processo.

    Il Consiglio ha caldeggiato più volte un rafforzamento del partenariato euromediterraneo. Nel maggio scorso, i ministri degli esteri euromediterranei si sono riuniti informalmente per riesaminare il processo e decidere come impostarlo in futuro. In occasione del Consiglio europeo di Feira (giugno 2000) è stata adottata una strategia comune dell'Unione europea per la regione mediterranea a cui devono ispirarsi le politiche e le attività dell'Unione volte a sviluppare il partenariato euromediterraneo istituito dalla dichiarazione di Barcellona. La presente comunicazione analizza i primi cinque anni di attuazione del processo di Barcellona e formula proposte specifiche per il suo proseguimento nei settori dove sono insorte difficoltà.

    Strumenti disponibili

    L'UE dispone di tutta una serie di strumenti, esistenti o potenziali, per conseguire i tre obiettivi principali della sua politica mediterranea:

    * gli accordi di associazione bilaterali, che prevedono un dialogo politico, l'instaurazione del libero scambio tra ciascun partner e l'UE nel corso di un periodo transitorio, una cooperazione finanziaria e altre forme di cooperazione;

    * il programma MEDA, che fornisce un sostegno finanziario per il conseguimento degli obiettivi degli accordi di associazione attraverso stanziamenti bilaterali e nazionali e programmi regionali che comprendono l'assistenza tecnica necessaria per adeguare i regimi giuridici e normativi;

    * il comitato costituito dai 27 partner euromediterranei, che tiene sotto controllo tutti gli aspetti del processo, nonché le riunioni periodiche degli alti funzionari sulle questioni politiche e di sicurezza;

    * la futura Carta per la pace e la stabilità, i cui orientamenti di base sono stati stabiliti dalla conferenza dei ministri degli esteri tenutasi a Stoccarda nel 1999.

    Il quadro istituzionale in cui vengono applicati questi strumenti deve essere riesaminato e adeguato al fine di rilanciare il processo.

    La presente comunicazione esamina alcune delle questioni più salienti connesse all'applicazione di questi strumenti politici, ciascuno dei quali contribuisce in vari modi al conseguimento dei tre obiettivi del processo di Barcellona.

    ***

    a) Accordi di associazione

    (i) Completamento del quadro degli accordi di associazione - necessità di accelerare negoziati, firma e ratifica: Il processo è ancora in corso per quattro accordi di associazione. Sebbene i negoziati con l'Egitto si siano conclusi nel giugno 1999, il governo egiziano non è ancora pronto a firmare l'accordo. I negoziati con Libano, Siria e Algeria procedono a rilento. L'entrata in vigore degli accordi di associazione comporta notevoli vantaggi, come è avvenuto nel caso della Tunisia, del Marocco, di Israele e dell'Autorità palestinese. Dato inoltre che l'instaurazione del libero scambio a livello euromediterraneo è subordinata all'entrata in vigore di tutti gli accordi, è indispensabile accelerare la conclusione degli accordi ancora in sospeso.

    La Commissione invita l'Egitto a firmare l'accordo di associazione e il Libano, la Siria e l'Algeria a collaborare con l'Unione per accelerare i negoziati onde concluderli al più tardi nel giugno 2001, pur sapendo che ciò richiederà un impegno enorme da parte di tutti.

    L'esperienza ha dimostrato che anche il processo di ratifica da parte degli Stati membri può durare molto a lungo (attualmente, i tempi sono raramente inferiori a quattro anni).

    La Commissione invita gli Stati membri ad accelerare la ratifica dell'accordo con la Giordania nonché a far sì che gli accordi successivi vengano ratificati entro due anni dalla firma.

    (ii) Commercio

    Le ripetute richieste dei partner mediterranei riguardanti un migliore accesso al mercato per i loro prodotti agricoli sono motivate sia dall'importanza economica e sociale dell'agricoltura in questi paesi sia dal vantaggio comparato che ritengono di possedere per determinati prodotti agricoli. Gli accordi di associazione già conclusi prevedono un riesame delle disposizioni sugli scambi di prodotti agricoli. Visto che gli accordi di associazione sono accordi di libero scambio finalizzati, tra l'altro, alla liberalizzazione progressiva e reciproca degli scambi di prodotti agricoli e che tutte le Parti sono soggette alle norme OMC, sarà opportuno procedere ad un esame approfondito degli ostacoli da sormontare per garantire la piena conformità degli accordi di libero scambio con il GATT entro la fine del periodo di transizione. Tale riesame dovrà inserirsi nelle più vaste politiche di sostegno all'agricoltura attuate dai partner e tenere presenti le relative implicazioni a livello di risorse idriche, ambiente e questioni sociali.

    Per ciascuno dei paesi con cui è in vigore un accordo di associazione, la Commissione procederà ad un esame approfondito delle misure da prendere onde arrivare, entro la fine del periodo di transizione, a un accordo di libero scambio compatibile con il GATT che inglobi tutti i settori, compresa una maggiore liberalizzazione degli scambi di prodotti agricoli. Basandosi su quest'analisi, da eseguire entro la fine del 2000 compatibilmente con i lavori già in corso, la Commissione presenterà ulteriori proposte finalizzate alla liberalizzazione del commercio in linea con la dichiarazione di Barcellona. Si garantirà la massima coerenza possibile nel concedere ai partner preferenze supplementari.

    I numerosi ostacoli che devono sormontare i partner mediterranei, anche se non tutti, per accedere al mercato dei servizi impediscono ai prestatori di servizi di sfruttare appieno le opportunità disponibili, riducendo nel contempo la capacità dei partner di attirare gli investimenti stranieri e di promuovere lo sviluppo delle loro economie. La liberalizzazione dell'accesso al mercato e una migliore regolamentazione degli scambi di servizi costituiranno una dimensione importante dello sviluppo economico dei partner mediterranei. Si dovrebbero pertanto incoraggiare i partner membri dell'OMC a partecipare pienamente agli attuali negoziati sul GATT 2000.

    b) Altre questioni economiche e commerciali

    (i) Commercio Sud/Sud: Per conseguire gli obiettivi della dichiarazione di Barcellona, è indispensabile promuovere la cooperazione commerciale ed economica a livello regionale e subregionale. Ora come ora, il commercio intraregionale rappresenta meno del 6% dei flussi commerciali totali dei partner mediterranei dell'Unione. Lo sviluppo del commercio Sud-Sud avrebbe ripercussioni economiche estremamente positive, non solo per quanto riguarda gli scambi commerciali ma anche in termini di investimenti, visto l'incentivo che costituirebbe per gli investitori la possibilità di operare su mercati regionali anziché limitarsi a quelli nazionali. Il completamento della zona euromediterranea di libero scambio dipende dall'attuazione degli accordi fra i partner stessi. Creando zone subregionali di libero scambio in conformità delle norme OMC si contribuirà ad accelerare la creazione della più vasta zona di libero scambio euromediterranea, prevista per il 2010. L'effettiva instaurazione del libero scambio nel Magreb e nel Mashrak permetterebbe, insieme agli accordi che la Turchia e Cipro stanno concludendo con questi partner, di sfruttare fin d'ora alcuni dei vantaggi del processo di Barcellona. L'espansione del commercio Sud-Sud è legata a considerazioni di natura politica e tecnica. I paesi della regione devono decidere autonomamente di aprire le loro economie per facilitare il commercio con i paesi limitrofi, ma la Commissione può aiutarli fornendo l'assistenza tecnica necessaria per un armonioso sviluppo del commercio Sud-Sud (ad esempio, consulenze sulle norme di origine, sulle riduzioni tariffarie e sulla riforma fiscale che dovrà essere attuata per compensare le perdite di introiti dovute alle riduzioni tariffarie).

    (ii) Cumulo dell'origine [2]: si tratta di un aspetto importante, che permette di sfruttare meglio le complementarità, la suddivisione dei compiti e le economie di scala. Il cumulo dell'origine, inoltre, può dare un contributo prezioso alla creazione di un vasto mercato Sud-Sud e pertanto all'afflusso di investimenti. Per favorire la cooperazione subregionale fra i partner in questione, la Commissione invita i partner mediterranei ad adottare il protocollo armonizzato sulle norme di origine (già accettato per la Giordania e l'OLP), conditio sine qua non per far funzionare il sistema del cumulo diagonale fra tutti i partner, per poi passare al cumulo totale una volta accertato che tutti i partner applicano correttamente le regole del cumulo diagonale.

    [2] Il "cumulo" autorizza l'uso, in uno dei partner, di materiali originari di uno o più altri partner, fermo restando che il prodotto finale viene considerato originario del primo partner.

    (iii) Mercato unico - armonizzazione/integrazione: La sezione sul libero scambio della dichiarazione di Barcellona tratta di questioni economiche che vanno al di là dello smantellamento tariffario. L'esperienza acquisita con la creazione del mercato unico europeo dovrebbe essere utilizzata per definire un quadro normativo adatto ad una zona di libero scambio euromediterranea. Basandosi sulla comunicazione della Commissione relativa al partenariato euromediterraneo e al mercato unico [3], il gruppo di lavoro euromediterraneo per la cooperazione industriale sta esaminando le possibilità di intensificare la cooperazione nei seguenti settori: dogane, commesse pubbliche, norme e standard, politica di concorrenza, imposizione, tutela della proprietà intellettuale, servizi finanziari, protezione dei dati, contabilità e controllo finanziario. Verso la fine del 2000, dovrebbe essere varato un programma d'azione regionale imperniato sulla sensibilizzazione e sulla formazione.

    [3] COM (1998) 538 def. del 23.9.1998.

    Si dovranno privilegiare gli interventi a favore della decompartimentazione dei mercati, specie nei settori regolamentati quali l'energia e le telecomunicazioni.

    L'entrata in vigore dell'euro avrà un'incidenza considerevole sulle relazioni economiche tra l'UE e i partner mediterranei, in quanto ridurrà i rischi per gli investitori potenziali nella regione mediterranea.

    (iv) Integrazione nell'economia mondiale: non tutti i partner sono membri dell'OMC. Quelli che non hanno ancora chiesto di aderire dovrebbero farlo appena possibile, mentre quelli che hanno presentato la candidatura ma non hanno portato a termine il processo di adesione dovrebbero accelerare la procedura.

    La Commissione propone che:

    * i partner che non hanno ancora chiesto di aderire all'OMC lo facciano entro il 2000, e che quelli che hanno presentato la candidatura concludano la procedura di adesione prima possibile, e comunque entro il 2002;

    * ciascuno dei paesi che concludono un accordo di associazione con l'UE concluda entro cinque anni accordi di libero scambio con tutti gli altri firmatari di accordi di associazione;

    * il cumulo diagonale sia introdotto immediatamente tra tutti i partner che istituiscono il libero scambio fra di essi e applicano norme di origine identiche;

    * basandosi sui risultati previsti del programma regionale "euromercato", si stabilisca entro il 2002 un calendario per le misure di armonizzazione del tipo "mercato unico" nei settori prioritari quali le norme di origine, le questioni doganali, le norme, gli standard e la proprietà intellettuale. Il programma di armonizzazione, da attuare nel 2004, prevede sia la convergenza con l'euro che l'armonizzazione intramediterranea.

    b) Il programma MEDA - cooperazione finanziaria bilaterale e regionale

    (i) Programmi nazionali

    Il programma MEDA prevede un sostegno finanziario per il conseguimento degli obiettivi della politica mediterranea dell'UE, enunciati nella dichiarazione di Barcellona. Dal 1995 in poi, MEDA ha cercato principalmente di sostenere la transizione economica e di aiutare i partner a far fronte alle sfide sociali ed economiche che essa comporta, in linea con gli obiettivi degli accordi di associazione. Gli esborsi del programma MEDA, tuttavia, rappresentano solo il 26% degli impegni, pure piuttosto ingenti. Anche se è normale che nei primi anni di un programma il ritmo di esborso sia lento, le modalità di attuazione devono assolutamente essere migliorate, sia nell'UE che nei paesi partner.

    Le forti oscillazioni degli esborsi (da livelli minimi al 42-48%) sono riconducibili a tutta una serie di fattori: la Commissione ha dovuto procedere a una riforma interna radicale delle modalità di concessione degli aiuti; il Consiglio e il Parlamento devono fornire alla Commissione un regolamento Meda più efficace; i partner mediterranei devono dare il loro contributo, impegnandosi maggiormente nel dialogo sulla programmazione e presentando proposte di progetti ben strutturate. Basandosi sull'esperienza dei primi cinque anni, la Commissione ha concluso che occorreva migliorare la programmazione e l'esecuzione dell'assistenza onde aumentarne la valenza strategica, nonché renderla più mirata ed efficace. In sede di revisione del regolamento MEDA, la Commissione ha proposto di elaborare un documento strategico nazionale che definisca, per ciascun paese, il contesto dei programmi indicativi nazionali triennali e delle proposte di programmazione annuali. In tal modo, le priorità MEDA saranno inserite negli obiettivi di sviluppo di ciascun paese tenendo conto delle attività degli altri donatori, compresi i programmi bilaterali degli Stati membri e gli interventi delle istituzioni finanziarie internazionali. In futuro, si porrà l'accento su un numero limitato di programmi strategici, e i progetti isolati o di portata ridotta che non rientrano in questa impostazione non saranno più finanziati.

    Visto che l'assistenza finanziaria contribuisce al conseguimento degli obiettivi degli accordi di associazione, la programmazione futura si concentrerà maggiormente su un numero minore di priorità direttamente legate agli accordi e terrà maggiormente conto dell'impegno dimostrato dai partner nel promuovere il commercio regionale e la cooperazione economica, nonché nell'attuare le riforme economiche necessarie, specie nel settore finanziario, per completare il processo di transizione economica e politica compresa, se del caso, la loro disponibilità a concludere i negoziati per gli accordi di associazione.

    Considerata l'importanza della dimensione regionale del processo di Barcellona, si dovrà fare in modo che i risultati dei programmi regionali trovino un'attuazione concreta nei programmi specifici MEDA per i singoli paesi, ad esempio per quanto riguarda i quadri normativi o le eventuali misure di armonizzazione sul modello del mercato unico dell'UE. La Commissione ha preso di recente importanti decisioni volte ad accelerare l'attuazione della sua politica di aiuti esterni, che contribuiranno anche a semplificare e a razionalizzare il funzionamento di MEDA. Parallelamente, si cercherà di rafforzare l'influenza strategica e l'impatto di MEDA dando maggiore spazio all'adeguamento strutturale e settoriale, anche in funzione delle attività delle istituzioni finanziarie internazionali, in modo da favorire lo sviluppo di programmi di sostegno legati a settori specifici e agli obiettivi degli accordi di associazione. Affidando l'attuazione del programma alle delegazioni della Commissione nei paesi partner si coinvolgeranno maggiormente i beneficiari, si accelererà il trattamento dei progetti e si eserciterà una sorveglianza più efficace.

    La Commissione è intenzionata ad abbreviare i tempi di esecuzione dei programmi MEDA attraverso una programmazione più mirata, riservando i finanziamenti disponibili ai progetti "maturi" e frenando la diffusa tendenza a prolungare la durata dei programmi. Pertanto, come è stato suggerito dalla Commissione nella proposta di modifica del regolamento finanziario COM(2000) 461 del 26 luglio 2000, i contratti di attuazione dei memorandum finanziari dovrebbero essere conclusi entro e non oltre il 31 dicembre del terzo anno successivo all'impegno finanziario. Non è escluso, inoltre, che i paesi partner debbano modificare le modalità di esecuzione dei progetti MEDA.

    Per migliorare l'impatto in linea con le priorità concordate, la Commissione propone di subordinare in modo più esplicito i finanziamenti MEDA all'attuazione degli accordi di associazione. I futuri stanziamenti, inoltre, dovrebbero rispecchiare la volontà dei partner di conseguire gli obiettivi degli accordi, specie per quanto riguarda l'accelerazione delle riforme economiche, e di migliorare la loro capacità di assorbimento presentando progetti veramente maturi. Al tempo stesso, si dovrà dar prova di maggiore impegno per trasferire i risultati dei programmi regionali nei programmi d'azione nazionali.

    (ii) Cooperazione regionale

    Sebbene il processo di Barcellona attribuisca grande importanza alla cooperazione regionale, nelle fasi iniziali si sono presentati ostacoli di natura politica e tecnica piuttosto difficili da sormontare. La cooperazione regionale privilegia i seguenti settori chiave: industria, risorse idriche, energia, ambiente, trasporti e società dell'informazione. Viene inoltre incentivata la cooperazione a fini di ricerca e di sviluppo nei settori suddetti.

    Fermo restando che tutti i programmi regionali devono essere aperti a tutti i partner, a volte è più opportuno permettere a gruppi più piccoli di progredire insieme senza aspettare che tutti siano pronti a partecipare. Si potrebbero quindi sviluppare progetti di cooperazione regionali a livello subregionale, optando ad esempio per progetti bilaterali o trilaterali nel Magreb, nel Mashrak o di diversa composizione transmediterranea. In tal modo, si ricorrerebbe maggiormente all'impostazione di gruppo già utilizzata nei programmi regionali MEDA, secondo la quale i programmi aperti a tutti i partner sono costituiti da singoli progetti comprendenti un numero più limitato di partner.

    La Commissione intende sfruttare maggiormente la natura plurilaterale dei programmi di cooperazione regionali, sviluppando progetti con un numero più limitato di Stati membri e di partner mediterranei secondo formule variabili.

    I programmi MEDA di cooperazione regionale mirano a promuovere gli scambi di esperienze e di pratiche ottimali, a sensibilizzare le parti in causa e a cercare il modo migliore per affrontare le questioni che possono essere risolte a livello nazionale. Oltre a proporre innovazioni a livello dei programmi esistenti, si potrebbe introdurre un numero limitato di nuovi programmi per incentivare ulteriormente questo tipo di cooperazione regionale:

    * investimenti e attività commerciali: gli investimenti, siano essi esteri o nazionali, sono indispensabili allo sviluppo economico e al buon esito della transizione. Ovviamente, i paesi interessati devono adoperarsi in prima persona per modernizzare le loro economie, creare condizioni favorevoli all'attività delle imprese e alla concorrenza, promuovere il buon governo e sviluppare la cooperazione subregionale. L'UE, tuttavia, può favorire questo processo avvalendosi della sua esperienza e dell'assistenza finanziaria MEDA. In tale contesto, si sta predisponendo all'interno del MEDA una dotazione regionale a sostegno dei finanziamenti in capitali di rischio. Si sta inoltre creando una rete di agenzie di promozione degli investimenti e la Commissione intende aggiornare le guide per gli investitori nella regione, che sono già state utilizzate con ottimi risultati. Gli Stati membri dovrebbero prendere in considerazione l'avvio di campagne di informazione destinate ai loro ambienti commerciali, onde informare i potenziali investitori degli sviluppi e delle possibilità esistenti. La rete di federazioni dei datori di lavoro UNIMED BN, di recente creazione, permetterà di capire meglio le esigenze e le preoccupazioni degli investitori. Nell'ambito del programma regionale EUMEDIS, volto a promuovere la società dell'informazione, si approfondiranno i risultati delle attività relative al commercio elettronico quale fattore di modernizzazione economica nella regione.

    * Ambiente: la tutela dell'ambiente è uno degli aspetti che più si prestano ad essere inseriti nella cooperazione regionale. I ministri euromediterranei hanno individuato nel 1997 una serie di settori prioritari d'intervento a favore dell'ambiente (piano d'azione prioritaria a breve-medio termine nel settore ambientale o SMAP). Sta partendo la prima serie di progetti di cooperazione regionale nei cinque settori prioritari [4] individuati dai ministri che comprendono, fra l'altro, le risorse idriche, i rifiuti, le zone costiere, la biodiversità e la desertificazione. Si stanno aumentando le risorse finanziarie destinate allo SMAP per tener conto della sempre maggiore importanza della tutela dell'ambiente.

    [4] Gestione integrata delle risorse idriche, smaltimento dei rifiuti, punti critici (zone inquinate e rischi per la biodiversità), gestione integrata delle zone costiere e lotta contro la desertificazione.

    A livello più generale, si dovrà prestare maggiore attenzione all'integrazione delle considerazioni ambientali e degli obiettivi dello sviluppo sostenibile in tutte le attività del partenariato.

    * Infrastrutture: oltre al quadro legislativo e amministrativo per la modernizzazione economica, si dovrà ovviamente disporre di infrastrutture adeguate. In ambito mediterraneo, gli investimenti per i progetti infrastrutturali di maggiore entità in settori quali le strade, i porti e le telecomunicazioni dovrebbero essere finanziati dal settore privato o mediante prestiti, riservando gli aiuti non rimborsabili agli studi di fattibilità e alle azioni preparatorie. I fondi MEDA dovrebbero essere utilizzati per sviluppare le attività di progettazione e gli studi di fattibilità destinati alle reti infrastrutturali regionali, onde collegare i sistemi nazionali tra di loro (Sud-Sud) o alle reti transeuropee (transmediterranei). Per risultare più incisivi, i principali progetti regionali potrebbero recare la denominazione "partenariato euromediterraneo".

    * Dimensione sociale: tutti gli studi sulla transizione economica pongono l'accento sulla necessità di tener conto del suo impatto sociale. Oltre alle misure previste dai programmi indicativi nazionali MEDA per ovviare alle ripercussioni sociali della transizione, sarà opportuno intervenire anche a livello regionale.

    La Commissione intende inoltre attuare nel 2001 un nuovo programma regionale nel settore sociale destinato principalmente a:

    * cercare il modo migliore per coordinare le politiche di formazione con le esigenze del mondo del lavoro;

    * promuovere il ruolo della donna nello sviluppo economico;

    * creare reti di previdenza sociale e introdurre metodi moderni di cooperazione fra i sistemi previdenziali sulle questioni sanitarie.

    La Commissione propone altresì di eseguire una valutazione dell'impatto sulla sostenibilità della futura zona euromediterranea di libero scambio, in base a cui formulerà raccomandazioni per i futuri interventi.

    * Giustizia e affari interni: considerata la sua importanza, la Commissione propone di favorire la cooperazione nel settore in linea con la relazione sulla dimensione esterna della giustizia e degli affari interni adottata dal Consiglio europeo di Feira, che ha annoverato il Mediterraneo fra i temi prioritari della cooperazione.

    La strategia comune per la regione mediterranea adottata dal Consiglio europeo di Feira caldeggia inoltre un maggiore attenzione nei confronti di questo settore. Oltre agli interventi attuati nel quadro dei programmi nazionali specifici, pertanto, la Commissione propone di sviluppare nel 2001 un programma regionale sulla giustizia e sugli affari interni incentrato sui seguenti aspetti: diritto di asilo a favore dei rifugiati, cooperazione per la lotta contro l'immigrazione clandestina, segnatamente la tratta degli esseri umani, questioni connesse alle migrazioni, compresi l'inserimento sociale degli emigrati in regola residenti in uno Stato membro e il loro coinvolgimento nelle attività di co-sviluppo nei paesi di origine, conformità dei sistemi giudiziari, anche per quanto riguarda il diritto di famiglia e il diritto di successione, cooperazione per la lotta contro la criminalità organizzata mediante la formazione del personale giudiziario e della polizia.

    c) Dialogo politico e società civile

    Nel quadro del processo di Barcellona, i ministri e gli alti funzionari si riuniscono periodicamente per discutere delle questioni di politica interna ed estera. Il partenariato dovrebbe dare maggiore spazio a questioni quali i diritti umani, la democrazia, il buon governo e lo Stato di diritto, che l'UE dovrebbe sollevare a scadenze periodiche. Andrebbe privilegiata un'impostazione strutturale, che analizzi le questioni fondamentali alla base delle scelte politiche, e più evolutiva, utilizzando tutti gli strumenti disponibili. Si dovrebbero finanziare iniziative concrete, compreso il sostegno alle ONG, attraverso i programmi nazionali MEDA e il programma MEDA per la democrazia. Le assegnazioni nazionali MEDA dovrebbero essere subordinate maggiormente ai progressi di rilievo fatti in questi settori.

    Delle questioni suddette si dovrebbe discutere parallelamente con i partner nei consigli e nei comitati di associazione, nelle troiche, ecc., onde avviare un dialogo politico diretto sulle misure che i governi devono prendere per migliorare la situazione. Si potrebbero quindi costituire gruppi di lavoro comuni sui diritti umani a livello di funzionari, incaricati di concordare un certo numero di criteri concreti e obiettivi da riesaminare nell'ambito dei vari consigli di associazione.

    Se non lo hanno ancora fatto, i partner mediterranei dovrebbero essere incoraggiati ad aderire agli strumenti internazionali pertinenti sui diritti umani, quali le convenzioni.

    Una società civile libera e prospera è indispensabile per il successo di tutte le componenti del partenariato. Le organizzazioni extragovernative che agiscono a norma di legge possono dare un prezioso contributo in molti settori. La cooperazione in materia di diritti umani, buon governo e Stato di diritto dovrebbe prefiggersi fra gli obiettivi principali la creazione di un clima che consenta alle ONG un'azione efficace. Questo, infatti, è il sostegno più utile che l'UE possa dar loro a lungo termine.

    d) Una carta per la pace e la stabilità

    I ministri degli esteri euromediterranei, riuniti a Stoccarda nel 1999, hanno definito le linee guida della Carta per la pace e la stabilità, il cui testo dovrebbe essere adottato nella prossima riunione ministeriale (novembre 2000) e che sarà applicabile quando saranno stati fatti progressi sufficienti nell'ambito del processo di pace in Medio Oriente.

    La Carta dovrebbe essere uno strumento politicamente vincolante volto a prevenire crisi e tensioni e a garantire pace e stabilità mediante una cooperazione in materia di sicurezza. La Carta non sostituirebbe la dichiarazione di Barcellona, ma ne faciliterebbe l'attuazione per quanto riguarda la pace e la stabilità fermo restando che tutti gli aspetti del processo devono contribuire a migliorare queste due componenti.

    Ora che si è raggiunto un accordo sulle questioni di principio, è giunto il momento di elaborare il testo della Carta, il cui scopo principale dovrebbe essere l'istituzionalizzazione del dialogo politico esistente e la creazione di meccanismi concreti per le questioni attinenti alla sicurezza e alla stabilità nella regione. Le attuali riunioni ad hoc a livello di alti funzionari dovrebbero essere trasformate in una sede internazionale di dialogo sulle questioni di politica e di sicurezza; si dovrebbero inoltre creare meccanismi di azione congiunta per la lotta contro il terrorismo, la prevenzione dei conflitti e la gestione delle crisi.

    Il partenariato dovrebbe essere attuato in modo sufficientemente flessibile da consentire a un numero limitato di partner di affrontare le questioni suddette in modo da progredire con maggiore rapidità, fermo restando che tutti i partner di Barcellona sono liberi di partecipare se lo desiderano. La Carta dovrebbe confermare questo principio di flessibilità.

    e) Modalità istituzionali

    Il processo di Barcellona e i singoli accordi di associazione prevedono contatti periodici fra i partner attraverso tutta una serie di organi e di istituzioni. A mano a mano che il processo si intensificherà, tuttavia, occorrerà migliorare il coordinamento e consentire al comitato euromediterraneo per il processo di Barcellona di svolgere un ruolo più incisivo quale organo di orientamento, specie per quanto riguarda le attività multilaterali. Si dovrebbe chiedere al comitato di adottare proposte in tal senso entro il novembre 2000. Le decisioni prese al riguardo dovranno tener conto degli eventuali organi istituzionali creati dalla Carta per la pace e la stabilità.

    f) Informazione e comunicazione

    Affinché il processo di Barcellona possa dare i risultati auspicati, è indispensabile coinvolgere pienamente gli abitanti della regione. Si potrebbero rendere più espliciti gli obiettivi e i vantaggi del processo e farne un partenariato attivo e dinamico.

    La Commissione elaborerà un programma di informazione e di comunicazione onde sensibilizzare maggiormente la popolazione degli Stati membri dell'UE e dei paesi partner. Per essere più visibili, tutti i progetti sostenuti nell'ambito del partenariato recheranno la denominazione "partenariato euromediterraneo".

    Conclusione

    Dopo cinque anni dall'avvio del processo di Barcellona, è opportuno fare un bilancio dei risultati ottenuti e delle difficoltà incontrate. L'esperienza acquisita suggerisce un certo numero di iniziative tali da rilanciare il processo e da sfruttarne appieno le potenzialità. Le proposte contenute nella presente comunicazione mirano a stimolare il dibattito fra i partner in vista della conferenza ministeriale (riunione dei capi di governo euromediterranei) che si terrà a Marsiglia nel novembre 2000, in occasione della quale dovrebbe essere adottato un programma volto a rilanciare il processo di Barcellona.

    La Commissione raccomanda quanto segue:

    - Accordi di associazione: invitare l'Egitto a firmare l'accordo di associazione, il Libano, la Siria e l'Algeria a collaborare con l'Unione per accelerare i negoziati, onde concluderli al più tardi nel giugno 2001, pur sapendo che ciò richiederà un impegno enorme da parte di tutti, e gli Stati membri ad accelerare la ratifica dell'accordo con la Giordania nonché a far sì che gli accordi successivi vengano ratificati entro due anni dalla firma.

    - Commercio: per ciascuno dei paesi con cui è in vigore un accordo di associazione, procedere ad un esame approfondito delle misure da prendere onde liberalizzare maggiormente gli scambi di prodotti agricoli entro la fine del periodo di transizione in conformità delle pertinenti disposizioni GATT/OMC. Basandosi su quest'analisi, da eseguire entro la fine del 2000 compatibilmente con i lavori già in corso, la Commissione presenterà ulteriori proposte finalizzate alla liberalizzazione del commercio. Si garantirà la massima coerenza possibile nel concedere ai partner preferenze supplementari. I partner membri dell'OMC dovrebbero partecipare a pieno titolo ai negoziati GATS 2000. Ciascuno dei paesi che concludono un accordo di associazione con l'UE dovrebbe concludere entro cinque anni accordi di libero scambio con tutti gli altri firmatari di accordi di associazione. Il cumulo diagonale dovrebbe applicarsi immediatamente ai partner che instaurano il libero scambio fra di essi e applicano norme di origine identiche. Basandosi sui risultati previsti del programma regionale "euromercato", si stabilisca entro il 2002 un calendario per le misure di armonizzazione del tipo "mercato unico" nei settori prioritari quali le norme di origine, le questioni doganali, le norme, gli standard e la proprietà intellettuale. Il programma di armonizzazione, da attuare nel 2004, prevede sia la convergenza con l'euro che l'armonizzazione intramediterranea.

    - MEDA: per migliorare l'impatto, si dovrebbe rendere più esplicito il nesso tra l'attuazione degli accordi di associazione e i finanziamenti MEDA, in modo che i futuri stanziamenti rispecchino la volontà dei partner di conseguire gli obiettivi degli accordi in termini di transizione economica. Analogamente, si dovrà dar prova di maggiore impegno per trasferire i risultati dei programmi regionali nei programmi d'azione nazionali, con le debite ripercussioni sulle assegnazioni finanziarie annuali. Si dovrebbe confermare la natura plurilaterale dei programmi di cooperazione regionale, aprendo tuttavia i progetti a gruppi più piccoli di Stati membri e di partner mediterranei in base a formule diverse a seconda dei casi. Sarà eseguita una valutazione dell'impatto sulla sostenibilità della futura zona di libero scambio euromediterranea, in base a cui la Commissione formulerà raccomandazioni per i futuri interventi. Nel corso del 2001 si elaboreranno nuovi programmi regionali riguardanti le questioni sociali, la giustizia e gli affari interni.

    - Cooperazione politica e di sicurezza: la Carta euromediterranea per la pace e la stabilità dovrebbe essere adottata in occasione della prossima riunione euromediterranea, che si terrà a Marsiglia nel novembre 2000.

    - È opportuno intensificare la cooperazione per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, la democrazia, il buon governo e lo Stato di diritto. L'UE dovrebbe seguire un'impostazione strutturale in merito e subordinare le assegnazioni MEDA ai progressi fatti in questi settori.

    - Informazione e comunicazione: sarà varato un nuovo programma di sensibilizzazione negli Stati membri dell'UE e nei paesi partner. La denominazione "partenariato euromediterraneo" aumenterà la visibilità dei progetti sostenuti nell'ambito del partenariato stesso.

    - La presente comunicazione viene trasmessa al Consiglio e al Parlamento europeo onde preparare la posizione dell'UE in vista della conferenza dei ministri degli esteri euromediterranei che si terrà nel novembre 2000.

    ALLEGATO

    BILANCIO DELLE ATTIVITÀ

    GENERALE

    1. Il fatto che le riunioni ministeriali di Barcellona siano le uniche a cui partecipano Israele, Siria e Libano si è rivelato di particolare importanza durante i tre anni di stasi del processo di pace in Medio Oriente. Dopo la conferenza di Barcellona del 1995, i ministri degli esteri dei 27 partner si sono riuniti periodicamente: a Malta (1997), a Palermo (1998, informale), a Stoccarda (1999) e a Lisbona (2000, informale). Si sono inoltre svolte 12 riunioni di ministri con competenze settoriali.

    2. Il comitato euromediterraneo per il processo di Barcellona (alti funzionari dei ministeri degli esteri dei 27 più la Commissione) si riunisce periodicamente, almeno quattro volte all'anno, per impostare il processo nonché discutere degli orientamenti e dell'attuazione della cooperazione regionale.

    3. Gli alti funzionari hanno fatto ulteriori progressi dopo l'adozione delle linee guida della Carta per la pace e la stabilità in occasione della riunione degli ministri degli esteri di Stoccarda (cfr. relazione della presidenza di Lisbona).

    ACCORDI DI ASSOCIAZIONE

    (vedi tabella allegata)

    4. Progressi fatti a tutt'oggi:

    sono in vigore accordi con la Tunisia, il Marocco, Israele e l'Autorità palestinese (accordo interinale);

    l'accordo con la Giordania è stato firmato e sono in corso le procedure di ratifica;

    si sono conclusi i negoziati per l'accordo con l'Egitto, la cui firma è subordinata all'espletamento delle procedure interne del paese;

    sono tuttora in corso i negoziati con Libano, Siria e Algeria;

    Cipro, Malta e la Turchia avevano concluso in passato accordi di associazione che prevedono, fra l'altro, unioni doganali con la CE.

    COOPERAZIONE FINANZIARIA

    5. L'attuazione della cooperazione finanziaria può essere così riassunta:

    Totale impegni per gli aiuti CE alla regione mediterranea 1995-1999: 4 422 Mio EUR

    di cui - MEDA 3 435 Mio EUR

    - Processo di pace 424 Mio EUR

    (aiuti ai palestinesi)

    Totale pagamenti per gli aiuti CE alla regione mediterranea 1995-1999: 1 615 Mio EUR

    di cui - MEDA 890 Mio EUR

    - Processo di pace 256 Mio EUR

    (aiuti ai palestinesi)

    Totale prestiti BEI nella regione mediterranea 1995-1999: 4 672 Mio EUR

    MEDA Impegni 1995-1999

    Gli impegni nel quadro di MEDA I sono ammontati complessivamente a 3435 Mio EUR, con la seguente ripartizione annuale:

    TABELLA 1 Mio EUR

    >SPAZIO PER TABELLA>

    Gli impegni hanno quindi superato il riferimento finanziario di 3424,5 EUR di cui al regolamento MEDA.

    La tabella seguente indica la ripartizione degli impegni per partner/programma nel periodo1995-1999:

    TABELLA 2 Mio EUR

    >SPAZIO PER TABELLA>

    Pagamenti 1995-1999

    I pagamenti nel quadro di MEDA I sono ammontati complessivamente a 890 Mio EUR, con la seguente ripartizione annuale:

    TABELLA 3 Mio EUR

    >SPAZIO PER TABELLA>

    Alla fine del 1999, la differenza cumulativa tra impegni e pagamenti era pari a 2545 Mio EUR. Nel periodo 1995-1999, pertanto, i pagamenti hanno rappresentato il 26% degli impegni, come risulta dalla tabella seguente:

    TABELLA 4 Mio EUR

    >SPAZIO PER TABELLA>

    La tabella seguente indica la ripartizione degli impegni/pagamenti per partner:

    TABELLA 5 Mio EUR

    >SPAZIO PER TABELLA>

    Principali attività sostenute dai programmi indicativi nazionali MEDA:

    Adeguamento strutturale: sostegno diretto al bilancio che accompagni l'effettiva esecuzione dei programmi, generalmente coordinati con le istituzioni di Bretton Woods, per un totale di 520 Mio EUR pari al 15% degli impegni MEDA per il 1995-1999. Partner interessati: Marocco, Algeria, Tunisia, Giordania e Libano.

    Cooperazione economica: promozione di condizioni favorevoli allo sviluppo del settore privato, anche tramite operazioni in capitali di rischio gestite dalla BEI, per un totale di 1,035 Mio EUR pari al 30% degli impegni MEDA per il 1995-1999. Principali partner interessati: Marocco, Tunisia, Giordania, Egitto, Turchia e Autorità palestinese.

    Settore sociale: attività sociali in senso lato (sanità, istruzione, ecc.), volte a riequilibrare la situazione socioeconomica dei partner e ad attenuare le ripercussioni negative a breve termine della transizione economica. Si tratta per lo più di fondi sociali a cui si è aggiunto più di recente uno strumento di adeguamento settoriale (assicurazione sanitaria in Tunisia); in totale: 1 000 Mio EUR pari al 29% degli impegni MEDA per il 1995-1999.

    Ambiente: oltre alle attività sostenute in Marocco e in Giordania, tutti i partner tranne la Siria hanno usufruito di abbuoni d'interesse su prestiti BEI per progetti ambientali, per totale di 235 Mio EUR pari al 7% degli impegni MEDA per il 1995-1999.

    Sono stati decisi programmi di sviluppo rurale in Marocco, Tunisia e Siria per un totale di 155,5 Mio EUR, pari al 4,5% degli impegni MEDA per il 1995-1999.

    Il programma indicativo regionale ha privilegiato la cooperazione industriale, l'ambiente, le risorse idriche, l'energia, i trasporti e la società dell'informazione, ponendo l'accento sul dialogo politico, sulla creazione di reti, sui collegamenti tra infrastrutture e sulla riforma del quadro giuridico e amministrativo onde promuovere la concorrenza. Gli interventi attuati nell'ambito della terza componente del processo di Barcellona hanno riguardato principalmente il patrimonio culturale, la cooperazione audiovisiva e gli scambi di giovani. Come il programma MEDA-democrazia, la maggior parte dei programmi di cooperazione regionale è aperta alla società civile (36 Mio EUR per il periodo in questione).

    ***

    PROGRAMMI BILATERALI MEDA

    Algeria

    La lentezza iniziale degli impegni era dovuta alla situazione politica e alla scarsa capacità di assorbimento dell'amministrazione algerina. Dalla fine del 1998, tuttavia, la cooperazione procede a ritmo più spedito.

    Il processo di transizione economica e di riforma è stato finanziato da uno strumento di adeguamento strutturale pari a 125 Mio EUR, impegnati nel 1997, che copre le riforme fondamentali riguardanti la liberalizzazione del commercio estero, la privatizzazione, le reti di previdenza sociale e gli alloggi. A sostegno di queste riforme, sono stati attuati progetti di assistenza tecnica volti a promuovere lo sviluppo del settore privato. Alla fine del 1998 sono stati avviati un progetto di privatizzazione (38 Mio EUR) e un programma a sostegno delle PMI (57 Mio EUR). Il varo del progetto di modernizzazione del settore industriale (23 Mio EUR) risale invece al dicembre scorso. La Commissione sostiene inoltre la riduzione dell'inquinamento industriale mediante abbuoni d'interesse su un prestito della BEI (10,75 Mio EUR).

    Nel 1999 è stato avviato, per salvaguardare l'equilibrio socioeconomico, un programma di sostegno istituzionale alle ONG (5 Mio EUR) volto a potenziare le attività decentrate di sviluppo e di lotta contro la povertà, destinate prevalentemente ai poveri. È allo studio un programma globale di sostegno al fondo sociale algerino (60 Mio EUR), che favorirà la creazione di posti di lavoro e le attività di sviluppo delle comunità.

    Egitto

    Le misure finanziate in Egitto nell'ambito del programma MEDA si prefiggono principalmente il completamento della transizione economica e un miglior equilibrio socioeconomico, per aiutare l'Egitto a conseguire una crescita economica sostenuta superiore al 5,5% all'anno, obiettivo a medio termine del paese.

    Il programma MEDA sostiene la transizione economica in Egitto attraverso il Programma di modernizzazione industriale (PMI) (250 Mio EUR), nel cui ambito il governo e il settore privato egiziani collaborano con l'Unione europea affinché l'Egitto diventi competitivo sui mercati interno e internazionale. A mano a mano che l'Egitto si integrerà nell'economia e nel sistema commerciale mondiali, l'efficienza del suo settore industriale diventerà determinante per il futuro reddito del paese e per la creazione di posti di lavoro.

    Il PMI interverrà a tre livelli: politica/contesto favorevole, settoriale e singole imprese. Si aiuterà il ministero dell'industria a promuovere la crescita del settore aziendale privato e a creare condizioni politiche più favorevoli. Grazie al sostegno fornito, inoltre, le associazioni commerciali e le altre organizzazioni connesse potranno soddisfare meglio le esigenze del settore. Si contribuirà infine a migliorare la competitività di circa 5 000 imprese.

    Per quanto riguarda il sostegno all'equilibrio socioeconomico, la cooperazione UE-Egitto si è concretata successivamente in azioni di pianificazione demografica, cooperazione decentrata, sostegno alle ONG e ingenti contributi al Fondo sociale per lo sviluppo, che l'UE è stata fra i primi a versare. La cooperazione MEDA UE-Egitto nel settore sociale riguarda prevalentemente le politiche volte a favorire lo sviluppo del capitale umano, a promuovere i programmi che introducono restrizioni demografiche accettabili, nonché a creare posti di lavoro e opportunità commerciali presso le micro e le piccole imprese delle zone rurali e delle altre aree depresse.

    Il governo egiziano, consapevole dell'importanza della posta in gioco, ha dato prova di notevole impegno per migliorare la qualità dell'istruzione di base (contributo UE: 100 Mio EUR), definendo una politica a lungo termine che si prefigge un triplice obiettivo: (1) agevolare l'accesso alla scuola dell'obbligo, specie per le ragazze e per i bambini appartenenti alle categorie più sfavorite; (2) migliorare la qualità dell'istruzione limitando gli abbandoni e garantendo una preparazione di base al termine del ciclo obbligatorio; (3) rendere più efficiente il sistema migliorando l'uso delle risorse disponibili, la pianificazione, la gestione e le competenze degli insegnanti e di coloro che svolgono funzioni direttive.

    Il governo ha stabilito gli obiettivi di una riforma globale del settore sanitario (contributo UE: 110 Mio EUR), che durerà 10-15 anni, volta a migliorare, a termine, le condizioni di salute della popolazione egiziana permettendo a tutti di usufruire di servizi poco onerosi e di buona qualità nell'ambito di una struttura fiscalmente sostenibile ed efficiente. Nei primi cinque anni ci si concentrerà principalmente sull'assistenza sanitaria di base, senza però trascurare le politiche volte a rafforzare l'organico e a migliorare la capacità del sistema sanitario, che dovranno essere elaborate e attuate in maniera graduale.

    L'ingente contributo al Fondo sociale per lo sviluppo servirà anch'esso ad attenuare le ripercussioni negative della transizione economica in Egitto. Per la seconda fase di questa operazione, sono stati stanziati 155 Mio EUR al fine di incrementare l'occupazione.

    Giordania

    I fondi disponibili sono serviti prevalentemente a sostenere la transizione economica, comprese le riforme, con stanziamenti di 180 Mio EUR per due azioni di adeguamento strutturale (1996 e 1999) a sostegno delle riforme economiche e sociali (miglioramento della gestione del bilancio, trasparenza delle statistiche economiche, liberalizzazione del commercio, modernizzazione del sistema tributario, privatizzazione e riforma del settore pubblico, rete di previdenza sociale e investimenti nelle infrastrutture sociali). Entrambe le azioni, inoltre, hanno contribuito a risanare in parte la bilancia dei pagamenti. Sono stati stanziati 62 Mio EUR per programmi a favore delle PMI (7 Mio EUR) e della modernizzazione industriale (40 Mio EUR), compresi i capitali di rischio gestiti dalla BEI (15 Mio EUR).

    Le misure di lotta contro la povertà, volte a garantire un equilibrio socioeconomico nonostante il forte indebitamento e le difficoltà di bilancio della Giordania, si sono concentrate sul settore idrico (17,3 Mio EUR, destinati principalmente ad Amman e sobborghi), sulla tutela dell'ambiente (2,6 Mio EUR di abbuoni d'interesse su prestiti BEI) e sullo sviluppo del turismo (3,9 Mio EUR).

    Gli altri impegni per il 1996-1999 hanno finanziato contributi destinati all'UNRWA, agli interventi di ECHO e alla sicurezza alimentare.

    Libano

    L'assistenza fornita dall'UE nel periodo 1995-1999 mirava principalmente a sostenere la ricostruzione istituzionale ed economica dopo il conflitto in Libano:

    - ripristino delle pubbliche istituzioni e modernizzazione industriale

    - transizione economica e riforma fiscale

    - sviluppo sociale equilibrato.

    Ripristino della pubblica amministrazione: lo scopo è migliorare la pianificazione e le capacità operative dei ministeri, degli enti pubblici e delle istituzioni libanesi per lo svolgimento delle attività connesse al settore sociale (38 Mio EUR). Nell'ambito di un programma di pianificazione degli investimenti si forniscono consulenze gestionali agli enti statali responsabili delle infrastrutture e dei servizi pubblici, vale a dire energia, acqua, trasporti, rifiuti, ambiente e industria (25 Mio EUR). Oltre al previsto miglioramento delle funzioni di normazione e di certificazione, che avrà effetti positivi anche per il settore privato (6 Mio EUR), si è avviato un progetto di modernizzazione industriale che renderà le PMI del settore privato manifatturiero più competitive sui mercati locale e di esportazione (11 Mio EUR). A ciò si sono aggiunti due abbuoni d'interesse su prestiti BEI nel settore ambientale (30 Mio EUR).

    Nel 1999, è stato approvato uno strumento di adeguamento strutturale di 50 Mio EUR per sostenere la transizione economica in Libano parallelamente all'introduzione dell'IVA (indispensabile per la ripresa dei negoziati dell'accordo di associazione).

    È stato creato un Fondo per lo sviluppo sociale ed economico di 25 Mio EUR onde rispondere meglio alle esigenze di sviluppo sociale delle fasce della popolazione libanese più vulnerabili in un'economia in transizione. In tale ambito, sono previste linee di microcredito e un'assistenza alle ONG, ai comuni e agli altri enti responsabili del benessere sociale ed economico nelle zone rurali e urbane. Il Libano ha usufruito altresì dei programmi umanitari e di ricostruzione destinati prevalentemente agli sfollati vittime della guerra civile.

    Marocco

    Il Marocco ha dato prova di un'ottima capacità di assorbimento dei fondi MEDA. Gli impegni per il periodo in questione sono ammontati complessivamente a 650 Mio EUR.

    Per quanto riguarda la riforma economica, si è creato uno strumento di adeguamento strutturale in collaborazione con la Banca mondiale (120 Mio EUR). I nuovi orientamenti politici del governo insediatosi nel marzo 1998 hanno ritardato l'erogazione dei fondi (l'ultimo pagamento è avvenuto nel dicembre 1999).

    A complemento dello strumento di adeguamento strutturale, sono stati varati diversi programmi di assistenza tecnica che contribuiscono a migliorare il contesto economico nel settore privato. Fra i settori prioritari figurano la privatizzazione (5 Mio EUR), la creazione di fondi di garanzia (30 Mio EUR), la standardizzazione e la gestione della qualità (15,5 Mio EUR), sostegno all'agenzia nazionale per la regolamentazione delle telecomunicazioni (5 Mio EUR), un programma di sostegno alla formazione professionale (38 Mio EUR), il sostegno alle associazioni professionali (5 Mio EUR), un progetto pilota di microcredito (700.000 EUR), il sostegno al piano nazionale di cartografia geologica (5 Mio EUR) oltre a un centro d'informazione per le PMI, Enterprise Euro-Marocco (EME), aperto nel 1995 grazie ai fondi MEDA. Integreranno questi progetti i capitali di rischio gestiti dalla BEI per rendere visibile la migliorata competitività delle imprese marocchine (45 Mio EUR).

    Il sostegno all'equilibrio socioeconomico mira prevalentemente a ridurre le disparità riguardanti il tenore di vita delle popolazioni rurali, specie nella parte settentrionale del paese: depurazione dell'acqua nelle zone rurali (40 Mio EUR), strade e sentieri rurali (30 Mio EUR), sviluppo rurale integrato (28 Mio EUR), sostegno all'assistenza sanitaria di base (20 Mio EUR), sviluppo integrato delle zone forestali (24 Mio EUR), sostegno all'istruzione di base (40 Mio EUR), strada costiera mediterranea (80 Mio EUR), sostegno alla pesca costiera (21 Mio EUR), riforma fondiaria e idroagricola (29 Mio EUR), sostegno allo sviluppo delle ONG (4 Mio EUR), sostegno al ministero dello sviluppo sociale (2 Mio EUR).

    Gli altri progetti puntano specificamente a migliorare le condizioni di vita nelle città: aiuti a favore dei giovani e dello sport (6 Mio EUR), servizi sanitari per le città principali (8 Mio EUR, integrati dalla BEI), servizi sanitari per Meknès, Settat e Agadir (13 Mio EUR, integrati dalla BEI), case popolari a Tangeri (7 Mio EUR), sostegno per la creazione di posti di lavoro (3 Mio EUR), istituzioni culturali (5 Mio EUR).

    Siria

    La cooperazione con la Siria nel quadro di MEDA è stata sospesa in attesa della ratifica della convenzione quadro di finanziamento da parte di questo paese. Sono stati decisi i seguenti progetti sottoelencati.

    Fra i diversi programmi a favore della transizione economica, il programma di modernizzazione del ministero delle finanze (10,5 Mio EUR) mira ad aggiornare la legislazione e le normative riguardanti la politica tributaria, la riforma di bilancio, i dazi e le pratiche doganali; si aiuterà inoltre l'amministrazione a riorganizzarsi per poter attuare le politiche di riforme.

    Il secondo programma di sostegno al settore aziendale (10 Mio EUR) intende migliorare l'efficienza delle imprese locali in termini di produzione, qualità, esportazioni e occupazione onde sviluppare la cooperazione commerciale UE-Siria, potenziare i servizi di consulenza e migliorare il contesto commerciale per sviluppare le imprese locali.

    L'Istituto di gestione aziendale (14 Mio EUR) contribuirà a migliorare la gestione delle imprese siriane introducendo tecniche di gestione, di insegnamento e di formazione di alto livello.

    Lo strumento per la modernizzazione istituzionale e settoriale (21 Mio EUR) aiuterà il governo siriano a preparare e ad attuare una modernizzazione globale dell'economia, creerà una sede di discussione ad alto livello sulla politica e sulla strategia economica e favorirà nuovi sviluppi migliorando le capacità amministrative e i servizi forniti dal settore pubblico siriano, per completare gli altri programmi di sostegno e di modernizzazione dell'economia finanziati dall'UE.

    Il programma di modernizzazione dell'amministrazione comunale (18 Mio EUR) intende migliorare i servizi prestati agli abitanti da un certo numero di comuni selezionati.

    Gli altri programmi sono destinati a promuovere l'equilibrio socioeconomico. Il programma di sostegno alle telecomunicazioni (10 Mio EUR) intende modernizzare il settore e la sua organizzazione, migliorarne le competenze istituzionali, finanziarie e manageriali, fornire al pubblico servizi sostenibili e più efficienti, nonché migliorare le procedure e le competenze a livello tecnico, gestionale e operativo.

    Il programma d'azione per l'energia (11 Mio EUR) intende migliorare la produzione, la trasmissione e la distribuzione dell'energia elettrica, aumentando l'efficienza finanziaria e gestionale, l'autonomia e l'affidabilità dei servizi pubblici nel campo dell'elettricità e promuovendo l'applicazione di tariffe che riflettano i costi effettivi dei servizi forniti.

    Gli altri programmi riguardano il settore forestale, il turismo culturale e la formazione archeologica.

    Tunisia

    L'accordo di associazione con la Tunisia è stato il primo ad entrare in vigore. Il paese ha addirittura anticipato il disarmo tariffario (2 anni) e la ristrutturazione dell'economia. Già prima che fosse firmato l'accordo di associazione, erano stati avviati programmi volti a preparare l'industria tunisina alla futura concorrenza sui mercati europei.

    Il processo di transizione economica e di riforma è stato finanziato in parte da due strumenti di adeguamento strutturale (180 Mio EUR) destinati prevalentemente alle riforme nel settore sociale, alla privatizzazione delle imprese pubbliche e alla modernizzazione del settore finanziario.

    Sono stati varati numerosi progetti di assistenza tecnica volti a promuovere lo sviluppo del settore privato: un progetto a favore del programma di privatizzazione tunisino (10 Mio EUR), un progetto a sostegno degli investimenti esteri diretti (4 Mio EUR), un progetto volto a migliorare la formazione professionale (45 Mio EUR) e un progetto per lo sviluppo dell'economia tunisina (10 Mio EUR). La BEI ha preparato inoltre due operazioni in capitali di rischio per favorire la privatizzazione e lo sviluppo delle PMI.

    A sostegno dell'equilibrio socioeconomico, sono stati attuati due progetti di assistenza tecnica per lo sviluppo rurale (50 Mio EUR) e la creazione di posti di lavoro (9,6 Mio EUR).

    Si è finanziato uno strumento di adeguamento strutturale (40 Mio EUR) per sostenere la riforma dell'assicurazione sanitaria e si sono concessi abbuoni d'interessi su prestiti BEI nel settore ambientale (29,8 Mio EUR).

    Turchia

    Le attività finanziate in Turchia dal programma MEDA miravano prevalentemente a sostenere lo sviluppo e la transizione economici in funzione dell'unione doganale CE-Turchia, nonché a promuovere un migliore equilibrio socioeconomico nel paese.

    Nel periodo 1996-1999, sono stati stanziati 376 Mio EUR per il conseguimento di questi obiettivi, finanziando 55 progetti di cooperazione. A causa delle restrizioni supplementari che il PE ha imposto per la Turchia nel 1996, il ritmo di identificazione dei progetti ha registrato un'accelerazione solo nel 1998. La mancanza di un accordo quadro (che è stato firmato solo il 19.3.1999) ha ulteriormente ritardato l'esecuzione dei progetti.

    I progetti si concentrano nei seguenti settori prioritari:

    Modernizzazione e promozione del settore privato. Sono stati finanziati 10 progetti (in totale 42 Mio EUR) a favore delle piccole e medie imprese (PMI), dello sviluppo delle infrastrutture produttive, della cooperazione istituzionale e della privatizzazione. In tale ambito, si sono sostenuti la creazione di centri per le imprese a Izmit, Izmir e Gazientep e un progetto per l'effettiva applicazione dei diritti di proprietà intellettuale, cui si sono aggiunti i capitali di rischio per le PMI forniti dalla BEI.

    Pubblica sanità. I 5 progetti individuati in questo settore prioritario (in totale 95 Mio EUR) riguardano, fra l'altro, il miglioramento dei servizi di riproduzione, i controlli alimentari, l'individuazione precoce dei tumori tra la popolazione femminile e un progetto per il ripristino di due quartieri di Istanbul.

    Istruzione. I 6 progetti sostenuti (in totale 182 Mio EUR) contribuiranno a potenziare e a riformare il sistema scolastico, specie a livello di scuole elementari e di formazione professionale, e a migliorare la qualità dell'insegnamento.

    Ambiente. I 5 progetti individuati (in totale 42 Mio EUR) mirano prevalentemente a migliorare il trattamento delle acque reflue.

    Diritti umani, consolidamento della democrazia e società civile. In questo settore prioritario sono stati finanziati 29 progetti (in totale 14 Mio EUR) riguardanti, fra l'altro, il potenziamento delle comunità, la tutela dei consumatori, la difesa del bambino, i diritti umani, i diritti della donna e lo sviluppo della condizione femminile, la stampa e le relazioni UE-Turchia. Se si eccettuano un progetto per lo sviluppo della società civile in Turchia (8 Mio EUR) e un progetto volto a potenziare le comunità (1,3 Mio EUR), tutti i progetti hanno ricevuto dall'UE un contributo inferiore a 1 Mio EUR per le attività di informazione e di educazione, la formazione, le campagne di sensibilizzazione, ecc.

    Cisgiordania e striscia di Gaza

    L'Autorità palestinese ha partecipato alla conferenza di Barcellona nel novembre 1995. I palestinesi sono ormai associati a tutti gli effetti e su un piano di parità al processo di Barcellona e possono beneficiare dei finanziamenti MEDA. Si ritiene inoltre che, vista la situazione particolare della Cisgiordania e della striscia di Gaza, sarebbe opportuno utilizzare lo strumento specifico istituito dopo la firma della dichiarazione sui principi nel 1993.

    L'assistenza fornita ai palestinesi nel periodo 1995-1999 ammonta a circa 88 Mio EUR all'anno, sotto forma di aiuti non rimborsabili. I settori prioritari di cooperazione sono infrastrutture, potenziamento istituzionale e sviluppo del settore privato. L'aiuto allo sviluppo fornito, direttamente o indirettamente, in questi settori mira al conseguimento degli obiettivi globali del processo di Barcellona.

    La CE sta attuando il programma di sostegno ai comuni (fasi 1-3), pari a 45 Mio EUR, volto a potenziare le infrastrutture mediante piccoli progetti (approvvigionamento idrico, rete fognaria, ripristino delle strade) nei comuni della Cisgiordania e della striscia di Gaza; la CE ha inoltre stanziato 21 Mio EUR per un programma di sviluppo rurale a livello locale, volto a migliorare il tenore di vita degli abitanti di determinate zone rurali. Alla fine del 1999, la CE si è impegnata a costruire il terminal merci dell'aeroporto di Gaza (25 Mio EUR), conditio sine qua non perché i palestinesi possano effettuare autonomamente scambi commerciali con terzi.

    Per sviluppare il settore privato si è creato il Fondo palestinese di sviluppo, che finanzia prestiti a medio termine con i relativi servizi finanziari e d'investimento per promuovere le piccole e medie imprese. Dal 1995 ad oggi, la CE ha versato circa 20 Mio EUR nel Fondo il quale, nonostante un contesto economico poco favorevole, intende favorire la creazione di una struttura economica più stabile e ridurre la dipendenza dall'economia israeliana.

    PROGRAMMA REGIONALE MEDA

    Aspetti politici

    È proseguito il dialogo sulle questioni politiche e di sicurezza tra gli alti funzionari del ministero degli esteri, che si sono riuniti periodicamente, almeno quattro volte all'anno, individuando un certo numero di misure a favore del partenariato e facendo notevoli progressi per quanto riguarda la Carta per la pace e la stabilità.

    Al momento dell'adozione degli orientamenti della Carta per la pace e la stabilità, avvenuta nell'aprile 1999 a Stoccarda, i ministri degli esteri si sono impegnati a terminare il testo in tempo per Barcellona IV. L'adozione formale avverrà non appena lo permetteranno le condizioni politiche.

    Si è deciso di attuare le seguenti misure a favore del partenariato:

    - seminari di formazione per i diplomatici;

    - rete di istituti di politica estera (EuroMeSCo);

    - cooperazione tra i servizi di protezione civile in caso di calamità naturali o di catastrofi provocate dall'uomo;

    - registro degli accordi bilaterali;

    - scambi di informazioni in merito alle convenzioni internazionali sui diritti umani, sul disarmo e sui diritti umanitari.

    MEDA finanzia il progetto riguardante la protezione civile, l'EuroMeSCo e i seminari di formazione per i diplomatici (circa 3 Mio EUR).

    Si sono inoltre indette tre riunioni ad hoc a livello di alti funzionari per discutere le modalità della cooperazione volta a combattere il terrorismo.

    Aspetti economici e finanziari

    Sono stati creati organi regionali competenti per i settori prioritari individuati dai ministri per la cooperazione regionale: cooperazione industriale, ambiente, risorse idriche, energia, trasporti e società dell'informazione. In ciascuno dei casi, esperti settoriali dei 27 si riuniscono per concordare gli orientamenti dei programmi di cooperazione regionale, che devono poi essere approvati dal comitato euromediterraneo. La cooperazione regionale pone l'accento sui seguenti aspetti: dialogo politico, creazione di reti, promozione dell'interconnessione delle infrastrutture e riforma del quadro giuridico e amministrativo per favorire la concorrenza.

    Cooperazione industriale: i principali settori individuati sono: investimenti, innovazione, misure del tipo "mercato unico" e PMI. Fra i progetti di cooperazione già elaborati figura una rete di agenzie di promozione degli investimenti (4 Mio EUR), mentre quelli in fase di definizione riguardano, fra l'altro, un programma d'azione per il mercato unico (5-10 Mio EUR) e un programma sulla qualità e l'innovazione destinato alle PMI (10-15 Mio EUR), entrambi da avviare nel 2000. Finora, MEDA ha finanziato il programma MEDSTAT di cooperazione fra uffici statistici (20 Mio EUR), diverse reti economiche (camere di commercio, organizzazioni delle PMI, federazioni industriali: circa 6 Mio EUR) e una rete di istituti economici FEMISE (2 Mio EUR).

    Ambiente: si è concordato un programma d'azione per conseguire gli obiettivi prioritari a breve-medio termine (SMAP) e si è avviata una prima serie di progetti (7 Mio EUR). La seconda serie dovrebbe iniziare nel 2000 (20 Mio EUR).

    Risorse idriche: sono state definite le linee guida di un programma d'azione; la prima serie di progetti dovrebbe essere lanciata nel 2000 (20 Mio EUR).

    Energia: sono stati varati progetti riguardanti il quadro giuridico e amministrativo, il dialogo sulle politiche, le interconnessioni e le analisi, l'energia e l'ambiente urbano, le applicazioni dell'energia solare, una rete di formazione e il collegamento alle reti elettriche (in totale circa 10 Mio EUR).

    Trasporti: nel 1997 è stata varata una prima serie di progetti nel settore dei trasporti marittimi (9 Mio EUR); per il 2000 è previsto l'avvio di un progetto integrato sui trasporti (- 10 Mio EUR).

    Società dell'informazione: è in corso un progetto riguardante il quadro normativo (3 Mio EUR); è inoltre operativo il principale programma EUMEDIS (creazione di reti, interconnessioni e progetti pilota su applicazioni specifiche della tecnologia dell'informazione) (45 Mio EUR).

    Aspetti sociali, culturali e umani

    Cultura: i ministri della cultura si sono riuniti per stabilire i settori prioritari d'intervento. Il programma euromediterraneo di cooperazione per il patrimonio culturale (17 Mio EUR) è operativo, e la seconda fase dovrebbe avere inizio nel 2000 (20 Mio EUR).

    Audiovisivo: il programma audiovisivo euromediterraneo per la cooperazione nei settori della radio, della televisione e del cinema è operativo (20 Mio EUR).

    Gioventù: il programma euromediterraneo di scambi di giovani è operativo (6 Mio EUR).

    ANDAMENTO DEI NEGOZIATI SUGLI ACCORDI DI ASSOCIAZIONE EUROMEDITERRANEI

    >SPAZIO PER TABELLA>

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