Bruxelles, 19.2.2025

COM(2025) 75 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Una visione per l’agricoltura e l’alimentazione













Realizzare insieme un settore agricolo e alimentare dell'UE attrattivo per le generazioni future

















Indice

1.Realizzare insieme un settore agricolo e alimentare dell'UE attrattivo per le generazioni future

2.Visione e obiettivi per il 2040: un sistema agroalimentare attrattivo, competitivo, sostenibile ed equo per le generazioni attuali e future

3.Elaborare insieme risposte politiche per un settore agroalimentare prospero

3.1.    Realizzare un settore attrattivo che garantisca un tenore di vita equo e sfrutti nuove opportunità di reddito    

3.2.    Un settore competitivo e resiliente di fronte alle sfide globali    

3.3.    Un settore agroalimentare pronto per il futuro che operi in armonia con la natura    

3.4.    Valorizzare gli alimenti e promuovere condizioni di vita e di lavoro eque in zone rurali dinamiche    

4.Creare un contesto favorevole: porre la ricerca, l'innovazione, le conoscenze e le competenze al centro dell'economia agroalimentare europea

5.CONCLUSIONE

1.Realizzare insieme un settore agricolo e alimentare dell'UE attrattivo per le generazioni future 

L'agricoltura e l'alimentazione sono al centro dello stile di vita europeo. Radicati in ricche tradizioni, i modi in cui produciamo gli alimenti e li apprezziamo hanno plasmato le comunità, le culture e i paesaggi che definiscono l'Europa.

L'agricoltura e l'alimentazione, compresa la pesca, sono settori strategici per l'Unione, che forniscono prodotti alimentari sicuri e di alta qualità a 450 milioni di europei e svolgono un ruolo fondamentale sul piano della sicurezza alimentare globale. Nella relazione Niinistö 1 si riconosce che l'alimentazione è un settore tra i più critici al fine di erogare servizi essenziali ai cittadini. Il sostegno dell'Unione attraverso la politica agricola comune (PAC) è il fulcro del progetto europeo per validi motivi. La sicurezza degli approvvigionamenti e dei prodotti alimentari e la sovranità alimentare in Europa non sono negoziabili. Anche i cittadini europei concordano sull'importanza di garantire in ogni momento un approvvigionamento alimentare stabile nell'UE 2 , come confermato dal 94 % dei partecipanti all'ultima indagine Eurobarometro.

I prodotti alimentari fanno inoltre parte della nostra competitività. Il sistema agroalimentare, ancorato al mercato unico dell'UE e alla sua varietà di imprese, scopi, dimensioni e metodi di produzione, ha generato un valore aggiunto di oltre 900 miliardi di EUR nel 2022, garantendo un posto di lavoro a circa 30 milioni di persone 3 , pari a circa il 15 % dell'occupazione totale dell'UE. In quanto maggior esportatore di prodotti agroalimentari al mondo, l'UE ha aumentato costantemente l'avanzo commerciale nel corso degli anni, raggiungendo i 70 miliardi di EUR nel 2023 4 . Il quadro è diverso per quanto riguarda, tra le altre cose, l'approvvigionamento di prodotti della pesca e dell'acquacoltura, semi oleosi e piante proteiche, per il quale l'UE dipende fortemente dalle importazioni.

L'agricoltura e il settore alimentare sono essenziali per sostenere comunità rurali e costiere che siano dinamiche ed economicamente prospere. Le zone rurali ospitano il 25 % della popolazione dell'UE e coprono il 75 % del suo territorio, il che le rende parte integrante dell'identità europea 5 . Zone rurali e costiere dinamiche sono fondamentali per contrastare lo spopolamento e rendere possibile il "diritto di rimanere".

La natura è intrinseca nell'agricoltura e nella pesca. Gli agricoltori e i pescatori sono i custodi della natura, la base di un'Europa resiliente, e sono una parte cruciale della soluzione alla questione della tutela e della resilienza della natura, dei suoli, delle acque, dell'aria, della biodiversità, degli oceani e del clima. Gli agricoltori, i pescatori e le imprese alimentari sono fonte di innovazione e imprenditorialità. L'innovazione rende possibili nuovi modelli e vantaggi imprenditoriali, rendendo la transizione vantaggiosa non solo per gli agricoltori, i pescatori e la natura, ma anche sostenendo la competitività.

Ciononostante non dovremmo dare mai per scontata la nostra sovranità alimentare. Il settore agroalimentare ha sopportato gli shock della pandemia e degli elevati costi dei fattori di produzione, dimostrando un'incredibile resilienza. Tuttavia la pressione esercitata dalle tensioni geopolitiche, dagli effetti delle recenti crisi, dall'impatto devastante degli eventi meteorologici estremi e del degrado ambientale, uniti alle conseguenze delle tendenze strutturali, minaccia la redditività di questo importante comparto e l'autonomia strategica dell'UE.

Il settore agroalimentare si trova oggi di fronte a difficili trasformazioni strutturali, tra cui discrepanze considerevoli nelle dimensioni delle attività agricole e l'invecchiamento della popolazione agricola. Solo il 12 % circa degli agricoltori dell'UE ha meno di 40 anni 6 . Sebbene il reddito per chi lavora in agricoltura sia aumentato negli ultimi decenni, rimane notevolmente inferiore alla media negli altri settori dell'economia 7 , il che incide direttamente sui mezzi di sussistenza degli agricoltori e ne ostacola la capacità di investire, pianificare e innovare. Questo punto costituisce la principale causa delle mobilitazioni degli agricoltori cui l'UE ha recentemente assistito.

Sebbene molti giovani manifestino interesse per una carriera nel settore agricolo e alcuni di loro si occupino con successo di prospere imprese agricole a conduzione familiare, le sfide e le barriere sono numerose. Prospettive di reddito molto incerte, unite a obblighi normativi complessi che possono tradursi in gravosi oneri burocratici, una bassa redditività che frena gli investimenti, una produzione soggetta alle crisi, il cambiamento demografico, il divario di genere, la mancanza di accesso ai servizi di base in alcune zone rurali e la difficoltà della professione sono alcuni dei fattori che portano le generazioni future a considerare l'agricoltura come un settore sempre meno attrattivo. Gli impatti cumulativi del settore agroalimentare spesso accrescono la pressione sull'ambiente e sul clima; al contempo gli agricoltori dipendono dalla natura per garantire la produzione futura. La maggior parte di queste sfide è condivisa dai produttori primari nei settori della pesca e dell'acquacoltura, nonché dal settore agroalimentare nel suo complesso.

La mancanza di certezza e stabilità per il futuro professionale degli agricoltori europei ha portato alle recenti e diffuse proteste nell'UE. In tale contesto è essenziale che l'UE riconosca il ruolo fondamentale degli agricoltori nella vita e nel sostentamento di tutti, rinvigorisca la competitività e riaccenda l'interesse per questa professione in modo che possa prosperare, innovarsi e apportare alla nostra società i suoi numerosi benefici, oggi, domani e nel 2040. Tutto ciò è ancora più pertinente alla luce di futuri allargamenti e delle relative sfide e opportunità per l'agricoltura e per gli agricoltori, negli Stati membri attuali e futuri dell'UE.

La presente comunicazione delinea una visione per il sistema agroalimentare europeo per il 2040 e oltre e presenta una tabella di marcia per orientare l'azione dell'UE al fine di garantire che tutte le politiche vadano di pari passo con la visione e siano adattate alle nuove realtà. In molti settori sarà necessaria una migliore armonizzazione tra le politiche nazionali e quelle dell'UE per conseguire tali obiettivi. Questa visione sostiene anche la realizzazione della bussola per la competitività dell'UE, l'iniziativa faro globale dell'UE per rafforzare la competitività dell'Unione 8 . Il prossimo patto europeo per gli oceani definirà il quadro per sfruttare le vaste aree marittime e costiere dell'UE al fine di rafforzare la sicurezza alimentare, preservando nel contempo le risorse naturali su cui si basa il settore della pesca e stimolando la competitività attraverso l'innovazione. Inoltre la Commissione elaborerà una visione per il settore della pesca e dell'acquacoltura che guardi al 2040 al fine di garantirne la competitività e la sostenibilità a lungo termine, si adopererà per assicurare la creazione di posti di lavoro e affronterà le questioni urgenti che interessano la comunità della pesca.

La presente comunicazione si basa su molteplici contributi strategici, tra cui in particolare il dialogo strategico sul futuro dell'agricoltura nell'UE 9 , nonché le relazioni Draghi 10 , Letta 11 e Niinistö 12 , e sulle conclusioni dei capi di Stato o di governo dell'UE 13 , sulle conclusioni della presidenza belga del Consiglio sul futuro dell'agricoltura (2024) e sulle conclusioni del Consiglio del 2024 sul futuro della PAC. Inoltre prende le mosse dai pareri e dalle risoluzioni del Parlamento europeo, del Comitato economico e sociale europeo e del Comitato delle regioni.

La risposta politica si articola intorno a quattro settori prioritari fondamentali. Nella comunicazione vengono elaborati filoni di lavoro su come le iniziative politiche saranno strutturate in modo inclusivo e cooperativo. La realizzazione di questi settori prioritari si innesta in larga misura su importanti elementi di accompagnamento, vale a dire la semplificazione del quadro normativo che riguarda gli agricoltori e l'intera catena del valore agroalimentare e l'innovazione che offre soluzioni per una transizione sostenibile.

Nuovi metodi di lavoro: rafforzare la fiducia e il dialogo

L'esperienza dimostra che alcuni temi relativi all'alimentazione e all'agricoltura possono essere molto polarizzanti ed è più probabile ottenere il consenso sociale da approcci inclusivi. Il fulcro di questa visione è pertanto un nuovo metodo di lavoro: rafforzare la fiducia e il dialogo in tutto il sistema agroalimentare, a livello dell'UE e mondiale.

I primi passi sono già stati compiuti con il dialogo strategico e con la serie di raccomandazioni, concordate all'unanimità, che contiene. Eppure il dialogo deve essere ulteriormente approfondito sul campo, grazie a un'interazione costante e più efficace con gli agricoltori, gli operatori della filiera alimentare e la società civile a livello locale e regionale in tutta Europa, prestando attenzione alle loro preoccupazioni e idee. Allo stesso tempo i meccanismi esistenti per promuovere il dialogo e la cooperazione con i portatori di interessi a livello dell'UE, come gli attuali gruppi di dialogo civile, dovranno essere rivisti per garantire una partecipazione più significativa ed efficace all'elaborazione delle politiche future. Il nuovo comitato europeo per l'agricoltura e l'alimentazione 14 sosterrà la Commissione nell'elaborazione di politiche inclusive fornendo consulenza strategica e favorendo una nuova cultura del dialogo tra i diversi attori della filiera agroalimentare. Inoltre la rete UE per la PAC continuerà ad agevolare gli scambi tra tutti gli attori pertinenti e i dialoghi annuali sulle politiche per i giovani permetteranno di coinvolgere in modo determinante i giovani cittadini e agricoltori nelle discussioni politiche.

Infine la Commissione continuerà a intrattenere un dialogo permanente con tutte le altre istituzioni e gli altri organi dell'UE, in particolare con il Parlamento europeo e il Consiglio dell'UE, il Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale europeo, come pure con i principali partner e organizzazioni internazionali. Per garantire un monitoraggio efficace dell'attuazione di questa visione, la Commissione riferirà periodicamente a tutte le istituzioni dell'UE sui progressi compiuti nell'attuazione effettiva delle varie iniziative.

2.Visione e obiettivi per il 2040: un sistema agroalimentare attrattivo, competitivo, sostenibile ed equo per le generazioni attuali e future

L'Unione del 2040 dovrà essere un luogo in cui l'agricoltura e la produzione alimentare prosperano in ogni loro sfaccettatura in tutto il continente, un luogo in cui l'agricoltura attrae le generazioni future e in cui il settore agroalimentare è competitivo, resiliente, equo e pronto alle sfide che lo attendono.

Il futuro di questo settore strategico dipende dalla capacità dell'Unione e dei suoi Stati membri di creare le giuste condizioni per realizzare quanto segue.

Un settore agroalimentare attrattivo e prevedibile che dia agli agricoltori un reddito grazie a cui prosperare; che sia allettante per le generazioni future 15 che continueranno a produrre alimenti accessibili a tutti e in linea con le necessità dei consumatori; che presenti condizioni favorevoli per poterne sfruttare il potenziale imprenditoriale, sostenuto da diverse fonti di reddito e competenze con le quali cogliere le opportunità offerte dall'innovazione, dalla tecnologia e dalla transizione verde; che permetta di ricompensare adeguatamente servizi ecosistemici a beneficio della qualità dell'ambiente, dell'acqua, dei suoli e dell'aria, per esempio nel crescente settore biologico; che contempli il corretto funzionamento di una filiera alimentare in cui gli oneri e i costi della transizione sono equamente ripartiti lungo tutta la filiera.

Un settore agroalimentare competitivo e resiliente di fronte all'intensificarsi della concorrenza e degli shock globali che faccia perno sulla capacità dell'UE di diversificare le relazioni commerciali, creando nuove opportunità di esportazione e riducendo le dipendenze critiche; che presenti un quadro normativo e azioni globali con cui consentire agli agricoltori di competere in condizioni di parità a livello mondiale, alleggerire l'onere della burocrazia interna e aumentare la resilienza del settore per metterlo nelle condizioni non solo di resistere e reagire agli shock, ma anche di adattarsi e trasformarsi. L'UE continua ad apportare il proprio contributo alla sicurezza alimentare globale e si impegna a promuovere partenariati in tutto il mondo.

Un settore agroalimentare pronto alle sfide del futuro che operi nei limiti del pianeta e in cui l'agricoltura e l'alimentazione contribuiscano al conseguimento degli obiettivi climatici dell'UE, pur provvedendo alla conservazione di suoli in salute e acque e aria pulite, e allo stesso tempo tutelando e ripristinando la biodiversità dell'Europa. I portatori di interessi coinvolti lungo tutta la filiera alimentare concorreranno al raggiungimento di tali obiettivi e condivideranno i rischi della transizione. Tutti i segmenti del settore agroalimentare saranno molto meglio preparati a resistere agli effetti dei cambiamenti climatici, della perdita di biodiversità e dell'inquinamento, a utilizzare le risorse naturali in modo sostenibile ed efficiente e a operare in linea con l'approccio "One Health".

Un settore agroalimentare che dia valore ai prodotti alimentari, favorisca condizioni di lavoro e di vita eque e promuova zone rurali e costiere dinamiche e ben collegate, comprese le regioni ultraperiferiche; che garantisca ai cittadini delle zone rurali il "diritto di rimanere"; che custodisca il legame tra cibo, territorio, stagionalità, culture e tradizioni in quanto parti integranti dello stile di vita europeo; che difenda il ruolo dell'UE di leader mondiale nell'innovazione e nella sicurezza in campo alimentare e che permetta che i prodotti alimentari siano accessibili per i cittadini; che contempli la salute mentale come parte del sistema di sostegno sociale per agricoltori e lavoratori e non come un tabù; che offra condizioni di vita e di lavoro che attraggono un numero crescente di donne e giovani verso la professione, garantendo la tutela dei diritti dei lavoratori nelle aziende agricole e lungo la catena del valore alimentare.

Infine, punto essenziale per la realizzazione di questa visione, il sistema agroalimentare europeo deve investire e fare leva sulle possibilità di trasformazione offerte dalla ricerca, dalla conoscenza, dalle competenze e dall'innovazione.

3.Elaborare insieme risposte politiche per un settore agroalimentare prospero

Una simile visione può concretizzarsi solo attraverso una risposta politica coerente e lungimirante che si sviluppa da una domanda centrale: come realizzare un sistema agroalimentare sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale, e quindi attrattivo, competitivo, pronto alle sfide del futuro ed equo per le generazioni attuali e quelle a venire?

3.1.Realizzare un settore attrattivo che garantisca un tenore di vita equo e sfrutti nuove opportunità di reddito

Oltre 60 anni fa l'UE si è impegnata a garantire un tenore di vita equo alla popolazione agricola, come sancito dall'articolo 39 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Tale impegno è valido ora come allora. Nonostante gli sforzi compiuti, in media il reddito agricolo complessivo per lavoratore è ancora notevolmente inferiore ai salari medi dell'intera economia (60 % dei salari medi nel 2023) 16 .

Gli agricoltori non vogliono dipendere dal sostegno pubblico, ma la natura instabile di questa professione e gli squilibri del mercato lo richiedono spesso. Nel definire le diverse misure per giungere a un tenore di vita equo, dobbiamo attingere a tutte le fonti di reddito: ricavi di mercato, sostegno pubblico e fonti di reddito complementari nuove e diversificate.

Una filiera alimentare giusta ed equa

In primo luogo, gli agricoltori devono ottenere maggiori entrate dal mercato, in modo da riuscire a effettuare gli investimenti necessari per prepararsi al futuro e rendere le aziende più resilienti. Una condizione preliminare a tal fine è che siano corretti gli attuali squilibri nella filiera alimentare, in cui una distribuzione iniqua dei ricavi, i rischi e l'onere dei costi spesso colpiscono in modo sproporzionato i produttori primari. Le pratiche per cui gli agricoltori sono sistematicamente costretti a vendere sottocosto non saranno tollerate.

Con le proposte adottate dalla Commissione il 9 dicembre 2024 17 sono già stati compiuti i primi passi per riequilibrare le posizioni e facilitare la corretta applicazione delle norme contro le pratiche commerciali sleali. Tali proposte rafforzeranno la posizione dei produttori nella negoziazione e nella conclusione dei contratti e proteggeranno meglio gli agricoltori dalle pratiche commerciali sleali.

Inoltre diversi Stati membri hanno fatto ricorso a norme nazionali volte ad affrontare la sfida della produzione sottocosto, che potrebbe tuttavia portare a una diversità di approcci nel mercato unico. Nell'ambito della valutazione delle norme vigenti, le pratiche commerciali sleali saranno oggetto di ulteriori indagini, e saranno anche riesaminate le normative nazionali, come raccomandato nel dialogo strategico. Su queste basi, la Commissione proporrà ulteriori iniziative, in particolare la revisione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali per affermare il principio secondo cui gli agricoltori non dovrebbero essere costretti a vendere sistematicamente i prodotti al di sotto dei costi di produzione, come pure la revisione del regolamento sull'organizzazione comune dei mercati nel contesto delle proposte sulla PAC per il periodo successivo al 2027.

Allo stesso tempo, come suggerito nel dialogo strategico, la posizione degli agricoltori nella catena del valore deve essere rafforzata incoraggiandoli ad aderire a cooperative e/o associazioni per ridurre i costi, aumentare l'efficienza e migliorare i prezzi del mercato. La PAC sta già sostenendo gli agricoltori a tale riguardo.

Un elemento chiave per stimolare la fiducia e l'equità è la trasparenza sulle modalità di formazione e condivisione dei costi e dei margini nella filiera alimentare. La Commissione migliorerà ulteriormente la trasparenza lungo la filiera alimentare anche attraverso il nuovo Osservatorio della filiera agroalimentare dell'UE (AFCO), che elaborerà e pubblicherà indicatori relativi alla formazione dei prezzi nella filiera alimentare per orientare successive azioni. Tali strumenti dovrebbero inoltre sostenere la competitività a lungo termine delle PMI del settore alimentare e delle bevande che sono state particolarmente colpite dalla recente inflazione.

Un sostegno pubblico mirato più equo ed efficiente

Affinché l'agricoltura continui ad attirare nuove generazioni di agricoltori in tutta l'UE, il sostegno pubblico attraverso la PAC resta fondamentale per sovvenzionare i redditi degli agricoltori. I pagamenti diretti della PAC svolgono ancora un ruolo essenziale nel sostenere e stabilizzare il reddito agricolo a livello di azienda, andando a coprirne in media il 23 % nel 2020 18 .

La prossima PAC, che fa parte delle proposte del prossimo QFP, sarà più semplice e più mirata per promuovere una politica agricola dell'UE ambiziosa e orientata al futuro. Definirà un equilibrio più netto tra gli interventi normativi e le politiche basate sugli incentivi che interessano gli agricoltori.

La Commissione riconosce che l'immagine della PAC ha risentito della percezione di una mancanza di equità nella distribuzione dei pagamenti in alcuni territori.

In linea generale, il sostegno della prossima PAC sarà pertanto più orientato agli agricoltori impegnati attivamente nella produzione alimentare, alla vitalità economica delle aziende agricole e alla tutela dell'ambiente. Questo approccio dovrebbe dare priorità alla produzione di prodotti agricoli fondamentali per l'autonomia strategica e la resilienza dell'UE.

Il tessuto sociale delle zone rurali è costituito da aziende agricole di piccole e medie dimensioni, che proteggono la natura e i mezzi di sussistenza. Dovrebbero esserci condizioni che consentano loro di svolgere le attività agricole senza oneri amministrativi eccessivi. Date le loro dimensioni, la Commissione valuterà la possibilità di rendere più attraenti gli strumenti di sostegno al reddito semplificati e di estenderne l'uso, con un sistema razionalizzato di condizioni e controlli.

Il sostegno dovrebbe rivolgersi maggiormente agli agricoltori che ne hanno più necessità, con particolare attenzione agli agricoltori nelle zone soggette a vincoli naturali, ai giovani e ai nuovi agricoltori e alle aziende agricole miste.

Sarà preso in esame un maggiore ricorso a misure come la degressività e la fissazione di massimali, tenendo conto delle diverse realtà strutturali e settoriali degli Stati membri. Tutti gli agricoltori dovrebbero inoltre continuare a beneficiare di strumenti come i pagamenti per i servizi ecosistemici, che saranno razionalizzati e semplificati, e il sostegno agli investimenti e agli strumenti per la gestione del rischio e delle crisi.

L'esperienza degli attuali piani strategici della PAC ci insegna che occorre semplificare ulteriormente le modalità di attuazione della PAC. L'attuale complessità richiede un approccio più strategico.

La prossima PAC per il periodo successivo al 2027 si baserà su obiettivi politici di base e requisiti strategici mirati, affidando nel contempo ulteriori responsabilità agli Stati membri su come conseguire tali obiettivi.

La flessibilità sarà estesa agli agricoltori, lasciando loro più margine per definire pratiche agricole più adatte alle loro aziende e al contesto. L'attuale sistema di condizionalità sarà semplificato. Gli agricoltori hanno risposto positivamente all'introduzione di regimi ecologici che li premiano quando forniscono servizi ecosistemici che non si limitano ai requisiti obbligatori. La Commissione orienterà la prossima PAC in modo da passare dalle condizioni agli incentivi.

Sfruttare le opportunità offerte da un'innovazione che premia

Gli agricoltori sono innovatori e imprenditori di natura. I giovani agricoltori vogliono essere i motori dell'innovazione. L'economia climaticamente neutra e rispettosa della natura sta facendo emergere nuove opportunità di fonti di reddito complementari per gli agricoltori e i pescatori.

Ne sono esempi concreti le sempre più diffuse pratiche agronomiche del settore biologico e quelle agroecologiche, che si stanno dimostrando valide opzioni per i giovani agricoltori e coniugano le possibilità economiche con i risultati ambientali e la responsabilità sociale.

Per altri l'innovazione offre opportunità nuove ed eccitanti. Per esempio la bioeconomia e la circolarità offrono un vasto potenziale non solo per l'agricoltura, la silvicoltura e tutto il sistema alimentare, ma anche per ridurre le nostre dipendenze critiche. L'obiettivo della nuova strategia per la bioeconomia, che dovrà essere presentata entro la fine del 2025, è posizionare l'Unione europea come leader globale nel mercato della bioeconomia in rapida espansione. Dobbiamo accelerare la commercializzazione di soluzioni basate sul biologico e circolari, sviluppare le tecnologie all'avanguardia, cogliere le opportunità dei mercati emergenti e colmare i divari in materia di investimenti. Questo approccio sarà particolarmente vantaggioso per la comunità agricola in quanto consentirà di diversificare i flussi di valore, valorizzare i residui agricoli, rafforzare il ruolo dei produttori primari nella catena del valore e creare nuovi posti di lavoro nelle zone rurali. La Commissione lavorerà con partner internazionali, in particolare attraverso l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), al fine di individuare insieme modi sostenibili di mobilitare il potenziale della bioeconomia per gli agricoltori non sono in Europa, ma in tutto il mondo.

Strumenti finanziari innovativi, anche privati, e finanziamenti misti pubblico-privato per la natura possono, in aggiunta al sostegno pubblico, premiare gli agricoltori che mantengono pratiche rispettose della natura o effettuano una transizione verso di esse e metterli in contatto con imprese e investitori interessati a tali pratiche.

La carboniocoltura sta già emergendo come fonte di reddito supplementare. Il regolamento sugli assorbimenti di carbonio e sulla carboniocoltura 19 ha istituito il primo quadro volontario di certificazione a livello dell'UE per gli assorbimenti di carbonio, la carboniocoltura e lo stoccaggio del carbonio nei prodotti in Europa. Sono attualmente in fase di sviluppo metodologie di certificazione per monitorare, comunicare e verificare gli assorbimenti di carbonio, le riduzioni delle emissioni dal suolo e i vantaggi in termini di biodiversità. Queste metodologie si baseranno, ove possibile, su regimi esistenti, che sono già riusciti a fornire agli agricoltori fonti di reddito supplementare. Una volta che i metodi efficaci per abbinare la domanda all'offerta di tali crediti volontari saranno pienamente sviluppati, occorrerà stimolarli per ottimizzare le possibilità di reddito supplementare per gli agricoltori.

In futuro la Commissione integrerà questo approccio con lo sviluppo di possibilità di crediti natura, unità di azioni rispettose della natura, che rappresentano risultati quantificati e certificati di alta qualità rispettosi della natura. Diversi regimi esistenti elaborati da operatori commerciali e progetti pilota in corso, sia a livello dell'UE che a livello internazionale, hanno dimostrato il grande potenziale di tali progetti, che possono costituire la base di azioni future.

Stanno emergendo opportunità interessanti anche sul fronte della produzione delle energie rinnovabili, un settore che migliora la sicurezza energetica, riduce le emissioni dei gas a effetto serra e offre agli agricoltori e ai silvicoltori reddito supplementare e prospettive di innovazione. Gli agricoltori dovrebbero non soltanto essere indipendenti dal punto di vista energetico, per esempio grazie ai pannelli solari, alle pale eoliche e alla produzione di biogas, ma anche in grado di offrire i loro prodotti energetici sul mercato, anche attraverso comunità energetiche.

Esempi

La digitalizzazione (compresa l'IA), la ricerca e le tecnologie innovative nel settore agricolo hanno il potenziale per rivoluzionare l'agricoltura e ridurre i costi nelle aziende, contribuendo così a redditi più elevati.

Le piattaforme di e-commerce, gli strumenti digitali di marketing e i mercati online possono aiutare gli agricoltori e gli altri attori del sistema agroalimentare a raggiungere una clientela più ampia e a diversificare i loro flussi di reddito.

L'agricoltura di precisione e le soluzioni basate su dati possono aumentare la redditività attraverso l'ottimizzazione dei fattori di produzione.

I 100 laboratori viventi della missione in materia di ricerca e innovazione di Orizzonte Europa "Un patto europeo per i suoli" costituiscono una risorsa senza precedenti per sostenere gli agricoltori e migliorare i suoli in un contesto di prezzi elevati dei fattori di produzione per i concimi e di carenza idrica e di altri fenomeni estremi come le inondazioni.

Elaborare un programma di investimenti ambizioso

Un sistema agroalimentare resiliente e sostenibile richiede investimenti ingenti e di conseguenza azioni coraggiose per finanziare la transizione verso la sostenibilità e ridurre i rischi connessi. Il settore agricolo si trova di fronte a un importante deficit di finanziamento stimato a 62 miliardi di EUR (per il 2022), molto più elevato rispetto al 2017 20 . Tuttavia è difficile ottenere un prestito da una banca, da un istituto finanziario o da un investitore privato, soprattutto per i giovani agricoltori. Le cause comprendono le dimensioni relativamente modeste delle aziende agricole, gli utili sul capitale investito scarsi o limitati, la forte variabilità della redditività e dei rischi, l'imprevedibilità delle rese a causa degli effetti delle condizioni meteorologiche e del clima e dell'esposizione alla volatilità dei mercati (mondiali) delle materie prime.

La PAC continuerà a finanziare investimenti volti a promuovere la competitività, la sostenibilità e la resilienza del settore agricolo, compresi gli investimenti a livello di azienda, spesso relativamente modesti, e le infrastrutture pubbliche e private necessarie per la modernizzazione del settore. Gli strumenti esistenti possono rafforzarsi a vicenda a condizione di essere utilizzati in modo più intelligente in futuro.

La Commissione si adopererà per utilizzare in modo efficiente i finanziamenti e gli investimenti pubblici e per mobilitare il capitale privato e ridurne i rischi, in stretta collaborazione con investitori istituzionali come il Gruppo Banca europea per gli investimenti (Gruppo BEI) e il settore bancario.

A tale riguardo, la Commissione esaminerà le opzioni per istituire regimi di assicurazione dei rischi per i produttori primari e valuterà anche partenariati pubblico-privato per attrarre investimenti per le PMI nel settore agricolo e alimentare al fine di accelerare la trasformazione della filiera agroalimentare.

Promuovere l'imprenditorialità: una nuova strategia per il ricambio generazionale

Il futuro della sovranità alimentare in Europa nel 2040 è a carico dei giovani agricoltori e dei nuovi agricoltori di oggi.

Uno dei presupposti per aumentare l'attrattiva del settore agricolo è affrontare i principali ostacoli al ricambio generazionale, in particolare l'accesso alla terra, gli investimenti e le competenze. Il "diritto di rimanere" può essere applicato all'insediamento di giovani agricoltori che desiderano restare nelle loro terre e coltivarle.

Ma tale responsabilità non può ricadere esclusivamente sulla PAC. Per stimolare un ricambio generazionale reale sono necessari un approccio esteso a tutta la società e una combinazione di politiche che comprendano diversi settori e responsabilità, molte delle quali rientrano nelle competenze nazionali e regionali.

La Commissione guiderà i lavori sulla strategia per il ricambio generazionale, che sarà realizzata nel 2025, in stretta collaborazione con gli Stati membri, il Parlamento europeo e i principali portatori di interessi. Questa strategia fornirà raccomandazioni per la risposta politica e le misure necessarie, sia a livello dell'UE che a livello nazionale/regionale.

La disponibilità limitata di terreni fertili in un contesto di crescente concorrenza per il loro utilizzo e le conseguenze dei cambiamenti climatici pongono la comunità agricola, e in particolare i nuovi operatori del settore, in una situazione difficile. La politica fondiaria riguarda molti aspetti, principalmente nell'ambito delle competenze nazionali. Questo lavoro dovrebbe tenere conto delle condizioni di mobilità e trasferimento dei terreni e dei principi di mitigazione del consumo di suolo, sulla base dei buoni esempi di diversi Stati membri nei programmi di mobilità fondiaria. Altrettanto importante è la trasparenza nella pianificazione territoriale e nell'acquisto di terreni. Gli Stati membri hanno il potenziale per sviluppare leve forti nel loro pacchetto di strumenti nazionali che potrebbero facilitare il ricambio generazionale, anche attraverso regimi pensionistici e incentivi fiscali.

In risposta alla richiesta del Parlamento europeo e in linea con la raccomandazione del dialogo strategico, la Commissione europea si adopererà per l'istituzione di un osservatorio dell'UE sui terreni agricoli 21 . Rafforzeremo la trasparenza e la cooperazione in settori come le compravendite di terreni e i trasferimenti di relativi diritti d'uso, le tendenze dei prezzi e il comportamento del mercato, i cambiamenti di destinazione d'uso dei terreni e la perdita di terreni agricoli e naturali. L'osservatorio aiuterà inoltre gli Stati membri a prendere decisioni informate sulla regolamentazione dei mercati dei terreni agricoli. Una maggiore trasparenza degli sviluppi del mercato e della cooperazione in tutta l'UE faciliterà il conseguimento dei legittimi interessi della politica agricola nel rispetto delle libertà del mercato unico.

3.2.Un settore competitivo e resiliente di fronte alle sfide globali

In un mondo interconnesso in cui l'UE è al tempo stesso il maggiore esportatore agroalimentare mondiale e uno dei principali importatori, il nostro modo di produrre, consumare e commerciare prodotti agricoli ha un impatto considerevole sulle nostre relazioni con i paesi terzi 22 .

Le guerre e i conflitti sono i principali fattori all'origine dell'insicurezza alimentare. Viceversa, l'insicurezza alimentare può portare all'instabilità e, con un assetto mondiale in evoluzione, il cibo è utilizzato come arma. I nostri partner commerciali ricorrono ad azioni unilaterali rivolte ai nostri settori chiave, le nostre esportazioni continuano incontrare ostacoli e le catene di approvvigionamento globali sono a rischio di distorsioni. Il perseguimento da parte dell'UE di standard globali elevati per proteggere gli obiettivi universali di protezione dell'ambiente, salute umana, salute e benessere degli animali, salute delle piante e sicurezza alimentare è spesso considerato una barriera al commercio. Nel contempo cresce la preoccupazione degli agricoltori dell'UE per la concorrenza sleale a livello mondiale e per la mancanza di reciprocità.

Queste sfide però non impediranno all'Unione di continuare a rafforzare i legami con i molti partner che lo desiderano, anche attraverso la strategia di investimento del Global Gateway. La sicurezza alimentare globale e la sovranità alimentare europea rimarranno parte integrante dell'agenda globale dell'UE in materia di sicurezza, competitività e sostenibilità. Tenuto conto dei livelli di fame elevati, della grave insicurezza alimentare e dell'aumento dei prezzi degli alimenti in tutto il mondo, l'UE continuerà a sostenere i paesi terzi in materia di sovranità alimentare, resilienza e sostenibilità, garantendo a tutti, compresi i più vulnerabili, l'accesso ad alimenti sicuri, di alta qualità e nutrienti attraverso l'assistenza umanitaria e il rispetto del diritto internazionale umanitario.

Diversificare le catene di approvvigionamento e promuovere la resilienza trasformativa

In un mondo caratterizzato da tensioni geopolitiche e geoeconomiche, "le dipendenze stanno diventando vulnerabilità" secondo Draghi 23 . Oggi la sovranità alimentare dell'UE dipende in larga misura dall'importazione fattori di produzione, come concimi, mangimi ed energia, che di solito provengono da regioni geograficamente concentrate. È pertanto fondamentale ridurre tali dipendenze strategiche e i rischi connessi alle catene di approvvigionamento, sostenendo nel contempo la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio pulita e sempre più efficiente sotto il profilo delle risorse 24 .

Per quanto riguarda le principali dipendenze dalle importazioni, l'approvvigionamento di proteine dell'Unione dipende fortemente da importazioni di alta qualità provenienti da un numero limitato di paesi d'origine, il che rende il nostro sistema alimentare vulnerabile alle fluttuazioni del mercato globale e ai rischi per la sostenibilità 25 . Dobbiamo tenere conto sia del modo in cui le proteine sono prodotte che del modo in cui sono consumate nell'UE. La Commissione elaborerà pertanto un piano globale per affrontare tali sfide, integrando le politiche, la ricerca e gli sforzi sul campo al fine di creare un sistema dell'UE per le proteine più autosufficiente e sostenibile, diversificando nel contempo le importazioni.

Un'altra dipendenza notevole è rappresentata dalle importazioni di materie prime e concimi, che sono essenziali per la produzione e la sicurezza alimentari. Si è registrata una crescente concentrazione di importazioni da pochi paesi d'origine, in particolare per quanto riguarda l'urea, con circa l'88 % delle importazioni dell'UE fornite da quattro paesi 26 . Ridurre queste dipendenze è vantaggioso per tutti: i) per la competitività industriale pulita europea attraverso il sostegno alla produzione interna di concimi, ii) per gli agricoltori, che possono contare su un approvvigionamento affidabile e su prezzi stabili, e iii) per l'ambiente e il clima, grazie al sostegno della diffusione di concimi a basse emissioni di carbonio e nutrienti riciclati, come RENURE e digestato trattato adeguatamente, e il loro uso efficiente.

Guardando avanti, il futuro allargamento dell'UE offrirà opportunità per la resilienza dell'UE, con l'obiettivo di mantenere e rafforzare la capacità di produzione e di esportazione sia negli Stati membri attuali che in quelli futuri, consolidando in tal modo l'autonomia strategica e il peso dell'UE negli scambi agroalimentari internazionali. Tuttavia vi sono anche sfide che richiedono un'attenta considerazione, in particolare per quanto riguarda l'impatto sugli agricoltori dell'UE. Prepararsi e rispondere efficacemente alle sfide affrontate dagli agricoltori dell'UE sarà essenziale per cogliere le opportunità offerte dall'allargamento, anche perché ciò potrebbe facilitare una graduale integrazione dei paesi candidati nel mercato unico durante il processo di adesione.

Verso una concorrenza globale più equa

L'approccio dell'Unione per garantire condizioni di parità più eque a livello mondiale consisterà in due azioni che devono andare di pari passo.

(a)Cooperazione globale e bilaterale

Nell'attuale contesto geopolitico è evidente che diventerà sempre più difficile raggiungere un consenso globale sulle norme agricole e alimentari.

L'UE continuerà tuttavia a lavorare con i propri partner e le principali organizzazioni internazionali adottando l'approccio Team Europa per consolidare un'attuazione più rigorosa degli impegni concordati a livello internazionale e rafforzare l'ambizione di conseguire sistemi alimentari sostenibili globali in linea con l'Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). Sarà data priorità all'innalzamento delle norme globali nell'ambito degli organismi internazionali che le definiscono in settori critici per garantire una concorrenza leale, in particolare per quanto riguarda i prodotti fitosanitari e il benessere degli animali. Nel 2025 la Commissione presenterà agli Stati membri la sua linea d'azione per l'approfondimento della reciprocità ai fini di un'ulteriore elaborazione. L'Unione collaborerà inoltre con la FAO e i propri partner internazionali per promuovere lo sviluppo di un approccio comune che consenta una valutazione comparabile ed equa degli aspetti di sostenibilità della produzione alimentare a livello mondiale, integrando il lavoro dell'UE sull'analisi comparativa della sostenibilità.

L'UE sarà più assertiva nel promuovere e difendere strategicamente le esportazioni di prodotti dell'UE, garantendo che i paesi terzi beneficino dell'attuazione di misure di agevolazione degli scambi (per esempio del preinserimento in elenco), a condizione che anch'essi applichino misure analoghe all'UE. Rafforzeremo la nostra diplomazia economica agroalimentare e le missioni dedicate ad alto livello.

A livello bilaterale, saranno rafforzati i dialoghi bilaterali esistenti in materia di politica agricola e saranno istituiti nuovi dialoghi di partenariato in materia di politica agroalimentare con i principali partner bilaterali, regionali e continentali. In tale contesto, i partenariati strategici e globali con i paesi meridionali vicini e il prossimo nuovo patto per il Mediterraneo offrono importanti opportunità. L'UE sfrutterà inoltre appieno i negoziati e gli accordi bilaterali di libero scambio. Gli interessi degli agricoltori europei continueranno a essere tutelati. L'UE rafforzerà l'attuazione e l'applicazione dei capitoli/delle disposizioni sugli scambi e sullo sviluppo sostenibile e dei capitoli sui sistemi alimentari sostenibili, con priorità e azioni più mirate e operative specifiche per paese, anche in relazione a settori di attività specifici, ove opportuno. Nei nostri dialoghi di partenariato presteremo particolare attenzione al possibile impatto degli interventi normativi dell'UE sui sistemi agroalimentari locali e garantiremo la coerenza tra le politiche interne ed esterne dell'UE in materia di agricoltura, ambiente, clima e salute.

(b)Il quadro dell'Unione per un settore agroalimentare competitivo

Nel contempo l'Unione garantirà internamente che le norme ambiziose dell'UE non comportino perdite a livello economico, ambientale e sociale e che il settore agroalimentare europeo non sia posto in una situazione di svantaggio competitivo senza una corrispondente reciprocità. A tal fine, l'UE attuerà in modo coerente un controllo relativo alle PMI e alla competitività nelle sue politiche, come indicato nella bussola per la competitività, valutando in modo coerente l'impatto dei regolamenti dell'Unione sugli agricoltori e sulle PMI agroalimentari dell'UE, sugli scambi e sui rischi di provocare perdite, ed esaminerà attentamente le implicazioni degli accordi di libero scambio nel quadro dei negoziati per gli agricoltori dell'UE e la sostenibilità globale.

Per garantire che le preoccupazioni dell'UE in materia di benessere degli animali e protezione dell'ambiente siano prese in considerazione e per sostenere i valori morali dell'UE in risposta alla domanda della società, la Commissione perseguirà, in linea con le norme internazionali, un maggiore allineamento delle norme di produzione applicate ai prodotti importati, in particolare per quanto riguarda i pesticidi e il benessere degli animali.

A tale riguardo, la Commissione stabilirà il principio secondo cui i pesticidi più pericolosi vietati nell'UE per motivi legati alla salute e all'ambiente non saranno autorizzati a rientrare nell'UE attraverso i prodotti importati. A tal fine, nel 2025 la Commissione avvierà una valutazione d'impatto che esaminerà le conseguenze sulla posizione concorrenziale dell'UE e le implicazioni internazionali e, se del caso, proporrà modifiche del quadro giuridico applicabile. Analogamente, la Commissione valuterà anche la questione dell'esportazione di sostanze chimiche pericolose, compresi i pesticidi, che sono vietate nell'UE 27 .

Un altro elemento non negoziabile della politica dell'Unione in materia di importazioni è costituito dalla sicurezza degli alimenti e dei mangimi e dalla salute degli animali e delle piante. Le norme dell'UE relative ai prodotti sono le più rigorose al mondo e garantiscono la sicurezza di tutti i prodotti agroalimentari importati. La Commissione garantirà la corretta attuazione e applicazione della legislazione pertinente in materia di sicurezza alimentare. Sarà istituita una task force ad hoc che mobiliterà le competenze e le forze della Commissione e degli Stati membri, aumentando notevolmente la risposta dell'Unione all'ulteriore rafforzamento del controllo sulle importazioni, compresa un'elevata intensificazione dei controlli in loco.

Nel settore del benessere degli animali, la Commissione garantirà che le future proposte legislative applichino le stesse norme per i prodotti elaborati nell'UE e per quelli importati da paesi terzi, rispondendo anche alle questioni connesse all'applicazione delle norme e alle preoccupazioni espresse dai cittadini dell'UE. La revisione mirata della normativa in materia di benessere degli animali offrirà l'opportunità di applicare tale approccio in modo conforme alle norme dell'OMC e sulla base di una valutazione d'impatto.

Se i nostri partner commerciali ricorreranno alla concorrenza sleale e ad azioni unilaterali illegalmente rivolte al nostro settore agroalimentare o a quello di singoli Stati membri con l'obiettivo di dividere la nostra Unione, l'UE utilizzerà tutti gli strumenti di protezione a sua disposizione. L'Unione svilupperà (nel 2025) un'ambiziosa rete di sicurezza dell'unità per il settore agroalimentare dell'UE. Nei casi di coercizione economica dell'UE o di suoi Stati membri da parte di paesi terzi, l'Unione proteggerà il settore agroalimentare con tutti i mezzi disponibili, anche nel quadro dell'OMC o degli strumenti autonomi dell'UE come lo strumento di lotta alla coercizione, ove opportuno.

La Commissione collaborerà inoltre con la BEI per fornire crediti all'esportazione che riducano i rischi connessi alle esportazioni per il settore agroalimentare dell'Unione.

In tale contesto, la riserva di 1 miliardo di EUR annunciata nel quadro dell'accordo UE‑Mercosur nel prossimo QFP svolgerà un ruolo importante.

La Commissione lavorerà inoltre per rafforzare la competitività e la resilienza di settori sensibili, come quello zootecnico, presenterà un pacchetto per la semplificazione che sosterrà la competitività degli agricoltori europei, pur preservando nel contempo il contributo agli obiettivi sociali, proporrà un'estensione dell'etichettatura del paese di origine in linea con le specificità del settore e con le norme del mercato unico e intensificherà la sua politica di promozione.

Un settore agroalimentare pronto e a prova di rischi

Come affermato nella relazione Niinistö 28 , "dobbiamo essere più preparati, non solo per sopravvivere, ma anche per prosperare in questa nuova realtà", caratterizzata da shock considerevoli: dalla pandemia, alla guerra di aggressione russa, passando per le perturbazioni del mercato, le malattie degli animali/delle piante e una situazione geopolitica volatile. Inoltre gli eventi meteorologici estremi, una volta relativamente rari, stanno diventando più frequenti mentre i modelli delle precipitazioni stanno cambiando.

Gli agricoltori sono in prima linea in molte di queste crisi. Il crescente numero di rischi, minacce e incertezze richiede un approccio europeo ambizioso in materia di gestione del rischio e delle crisi, che riesamini e rafforzi il pacchetto di strumenti per gestire meglio i rischi e le crisi a livello dell'UE.

In primo luogo, saranno rafforzati sia gli incentivi per gli agricoltori per ridurre la vulnerabilità e l' esposizione ai rischi attraverso l'adattamento a livello di azienda agricola, sia gli incentivi per gli agricoltori affinché condividano i rischi (per esempio attraverso organizzazioni di produttori o cooperative). Un'agricoltura dell'UE resiliente ai cambiamenti climatici deve basarsi su politiche adattate alle esigenze locali, regionali e nazionali, che sostengano le pratiche e gli interventi agricoli che rendono le produzioni agricole locali adatte alle condizioni climatiche future.

Sulla base dell'esperienza delle iniziative realizzate negli ultimi anni 29 , sono necessarie ulteriori misure. Il prossimo piano europeo di adattamento ai cambiamenti climatici e la prossima strategia sulla resilienza idrica svolgeranno un ruolo importante, in particolare sostenendo gli Stati membri nella preparazione e nella pianificazione, e nell'affrontare i rischi e gli effetti dei cambiamenti climatici sull'energia, sui trasporti e su altre infrastrutture, sull'acqua, sul cibo e sul suolo nelle città e nelle zone rurali.

La prossima PAC sosterrà, in modo più mirato, misure e investimenti che renderanno il settore agricolo più resiliente alle condizioni in evoluzione. Saranno necessarie trasformazioni più ambiziose laddove le produzioni attuali non siano sostenibili a lungo termine, per esempio attraverso nuove strategie locali, la ricerca e l'innovazione, comprese nuove tecniche genomiche per produrre colture più resilienti ai cambiamenti climatici.

In secondo luogo, è necessaria un'azione ambiziosa in materia di preparazione ai rischi, assicurazione e riduzione dei rischi. In tale ambito sarà fondamentale la cooperazione con la Banca europea per gli investimenti (BEI), con le banche, le imprese di assicurazione e di riassicurazione e con gli attori della catena del valore. Ciò dovrebbe portare a una migliore condivisione dei rischi e a un miglioramento della disponibilità e dell'accessibilità economica delle assicurazioni agricole per gli agricoltori.

In terzo luogo, la Commissione e gli Stati membri devono garantire la coerenza strategica tra gli strumenti di gestione del rischio e delle crisi, oltre a una maggiore flessibilità. Gli strumenti di gestione delle crisi dovrebbero incoraggiare gli agricoltori a gestire proattivamente i rischi e gli Stati membri ad adoperarsi a favore di strategie di gestione del rischio efficienti e adattate.

Inoltre il funzionamento della riserva agricola dovrebbe essere valutato attentamente al fine di riorientarla verso crisi specifiche di notevole entità, come gravi perturbazioni del mercato e problemi zoosanitari e fitosanitari. La concessione di un sostegno eccezionale agli agricoltori dovrebbe essere maggiormente collegata a misure adeguate di gestione del rischio e di prevenzione.

Dando seguito alla relazione Niinistö, l'UE dovrebbe rafforzare il suo livello di preparazione in materia di sicurezza alimentare lungo l'intera filiera alimentare. Le attività del meccanismo europeo di preparazione e risposta alle crisi della sicurezza dell'approvvigionamento alimentare (EFSCM) dovrebbero proseguire, essere ulteriormente sviluppate e collegate alla gestione globale delle crisi dell'UE nell'ambito di un approccio esteso a tutta l'amministrazione. In linea con la prossima strategia dell'Unione in materia di preparazione, si dovrebbero cercare sinergie e un maggiore coordinamento per la preparazione. Inoltre si potrebbero esplorare nuovi strumenti specifici per l'agricoltura e i prodotti alimentari in relazione alle riserve alimentari, agli appalti congiunti e a una maggiore trasparenza in tempi di crisi. Come per altri settori essenziali tra cui la sanità, dovrebbero essere elaborati piani olistici di preparazione e risposta a livello nazionale e regionale che coprano tutti gli aspetti relativi all'intera filiera alimentare nell'ambito di un approccio più ampio dell'UE alla preparazione.

Sostenere la resilienza dei mercati agricoli

Gli eventi geopolitici che provocano distorsioni degli scambi, la concorrenza globale, gli effetti di eventi climatici estremi e l'evoluzione dei modelli di consumo causano incertezza in molti mercati dei prodotti di base, tra cui il vino, i cereali, i prodotti animali e l'olio d'oliva. La Commissione monitora attentamente tutti i mercati e agisce rapidamente in caso di deterioramento della situazione del mercato.

La situazione specifica del settore vitivinicolo ha richiesto una risposta di questo tipo e la Commissione lavorerà per attuare le raccomandazioni del gruppo di alto livello sul vino 30 nel 2025.

Il settore zootecnico dell'UE è particolarmente vulnerabile a vari shock e alla concorrenza globale. Gli elevati standard dell'UE impongono agli allevatori dell'UE di essere leader mondiali, ma i loro sforzi non sono reciprocamente condivisi a livello mondiale, dove competono in condizioni di disparità. Inoltre il costo di tali standard non sempre è ricompensato dal mercato. L'allevamento è e rimarrà una parte essenziale dell'agricoltura, della competitività e della coesione dell'UE. L'allevamento sostenibile è fondamentale per l'economia dell'UE, la redditività delle zone rurali e la salvaguardia dell'ambiente e dei paesaggi rurali. Si tratta di un settore in cui l'innovazione può prosperare e apportare benefici tangibili.

Il settore zootecnico dell'UE richiede una visione a lungo termine che rispetti la diversità e la sostenibilità della produzione zootecnica in tutta Europa. Proteggere questa diversità significa che non è possibile adottare un approccio universale, ma occorrono invece soluzioni territoriali mirate per la competitività e la sostenibilità del settore. Un forte impulso potrebbe provenire dalla creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo di una "catena di produzione zootecnica di eccellenza". La Commissione avvierà un filone di intervento nel settore zootecnico per elaborare percorsi strategici che: a) forniscano un'analisi delle sfide del settore, compresa la concorrenza globale; b) propongano strumenti adeguati per accompagnare il settore e, se opportune, misure di reciprocità; c) cerchino modi per affrontare l'impronta climatica/ambientale, compresi quelli per valorizzare il legame tra la produzione zootecnica e il mantenimento di prati di valore ambientale e climatico attraverso sistemi di allevamento più estensivi, a vantaggio della conservazione della biodiversità e dei paesaggi; d) promuovere gli investimenti, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione; ed e) favorire lo sviluppo di modelli di produzione sostenibili.

Ridurre la burocrazia per promuovere un settore agroalimentare competitivo

Gli agricoltori dovrebbero essere imprenditori e fornitori, senza oneri burocratici o normativi inutili. Come affermato nella relazione Draghi, requisiti e obblighi di comunicazione eccessivi ostacolano la competitività dell'economia e l'innovazione dell'UE.

La Commissione compirà uno sforzo di semplificazione senza precedenti 31 , anche in agricoltura. Non è compito dell'Unione definire in modo così dettagliato le pratiche da rispettare in azienda. Le numerose richieste di deroga a tali obblighi, spesso giustificate sulla base di specificità nazionali e regionali, hanno dimostrato che gli approcci universali non sono lo strumento più appropriato per un settore così diversificato.

Occorre inoltre una migliore ripartizione degli oneri tra agricoltori e Stati membri per quanto riguarda l'attuazione dei regolamenti e degli obblighi, abbinata a una prova di stress e a una verifica fattuale della legislazione esistente e di quella nuova. Analogamente occorre evitare la sovraregolamentazione ed è essenziale valutare gli effetti in modo cumulativo.

Le prospettive positive di semplificazione derivano dalle nuove tecnologie. per esempio i satelliti di osservazione della Terra contribuiscono a ridurre i controlli in loco e gli obblighi di comunicazione fornendo dati in tempo reale utilizzabili a livello di azienda. L'integrazione della tecnologia satellitare comporta un migliore utilizzo delle risorse, una riduzione dei costi dei fattori di produzione e una maggiore sostenibilità. Di conseguenza, la continuità e l'evoluzione delle risorse spaziali dell'UE, ossia Copernicus e Galileo, favoriranno ancora di più la semplificazione e la competitività. Anche le tecnologie di condivisione dei dati potrebbero ridurre la burocrazia consentendo possibilità di comunicazione ottimizzate e automatizzate.

Nel secondo trimestre del 2025 la Commissione proporrà un pacchetto globale
per la semplificazione dell'attuale quadro legislativo agricolo che consentirà di: i) semplificare le procedure nelle aziende agricole e snellire i requisiti in modo da tenere maggiormente conto delle varie situazioni e pratiche agricole (come l'agricoltura biologica), ii) razionalizzare il sostegno alle aziende agricole di piccole e medie dimensioni mediante un maggiore ricorso ai pagamenti semplificati, iii) stimolare la competitività migliorando e semplificando la pianificazione e l'accesso agli strumenti finanziari disponibili nell'ambito dell'attuale QFP, iv) garantire una maggiore flessibilità agli Stati membri per quanto riguarda la gestione dei piani strategici.

Infine nel 2025 la Commissione si adopererà per realizzare un pacchetto trasversale di misure di semplificazione legislativa che garantiscano una semplificazione significativa in settori strategici diversi dalla PAC ma che interessano comunque gli agricoltori, le imprese del settore alimentare e dei mangimi e le relative amministrazioni. Si concentrerà su elementi che aiuteranno gli agricoltori e le imprese del settore alimentare e dei mangimi a essere più competitivi e resilienti, anche alla luce degli shock geopolitici e della concorrenza globale.

3.3.Un settore agroalimentare pronto per il futuro che operi in armonia con la natura

La produzione alimentare è il settore che più di ogni altro si basa sulla natura e sugli ecosistemi, cui è indissolubilmente legato. La capacità degli agricoltori di produrre alimenti nel lungo periodo e di essere resilienti dipende dalla resilienza degli ecosistemi, dalla conservazione del suolo, dalla lotta contro i parassiti e le malattie, dall'impollinazione delle colture, dalla qualità e disponibilità dell'acqua, dalla pulizia dell'aria e dalle condizioni climatiche. L'UE si è posta l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e di combattere e invertire il degrado ambientale. Il settore agroalimentare ha un ruolo importante nel conseguimento di tale obiettivo e a sua volta ne trae vantaggio.

Parallelamente nella transizione ecologica devono essere integrate attentamente sia le sfide economiche e di attuazione che la necessità di una transizione giusta in termini sociali. Devono essere riconosciute anche le specificità dell'agricoltura, che avrà sempre un certo impatto sulle risorse naturali, con limitazioni in termini di mitigazione rispetto ad altri settori dell'economia. Analogamente le situazioni variano notevolmente tra le regioni e i territori. Ciò richiede naturalmente soluzioni ben mirate e su misura, comprese quelle naturali.

Coniugare decarbonizzazione e competitività

Le attività agricole possono assorbire il carbonio dall'atmosfera nel suolo e nella biomassa; nella maggior parte dei casi queste attività rendono la produzione alimentare più resiliente ai danni legati al clima, contribuendo in tal modo alla sicurezza alimentare. Poiché tutti i settori devono contribuire alla riduzione delle emissioni, l'azione per il clima nel settore agroalimentare è essenziale per conseguire l'obiettivo più generale di un'UE climaticamente neutra e resiliente entro il 2050.

La Commissione prevede che l'agricoltura consegua le riduzioni delle emissioni in linea con l'obiettivo climatico dell'UE per il 2030. Partendo da questo presupposto, la Commissione valuterà percorsi per il contributo del settore agricolo all'obiettivo climatico dell'UE per il 2040, tenendo conto delle specificità del settore e concentrandosi sulla sua competitività, sulla necessità di garantire la sicurezza alimentare e di rafforzare la bioeconomia, e dialogando con il settore e gli Stati membri. Questo approccio troverà riscontro nella revisione della normativa pertinente che disciplina le emissioni e gli assorbimenti di gas a effetto serra provenienti dall'agricoltura e dai settori dell'uso del suolo, il cambiamento della destinazione d'uso del suolo e la silvicoltura.

Grazie a politiche efficaci che premiano le buone pratiche e gli approcci mirati per esigenze specifiche, vi sono margini per ridurre ulteriormente le emissioni agricole, aumentando nel contempo gli assorbimenti di carbonio nei suoli e nelle foreste. Per quanto riguarda le emissioni prevalenti derivanti dal settore zootecnico, le raccomandazioni ottenute dal filone di intervento sull'allevamento serviranno da base per l'ulteriore sviluppo di un pacchetto di misure mirate volte a sostenere il settore e le regioni nei loro sforzi di riduzione delle emissioni. Contribuiranno anche i progressi tecnologici, comprese le strategie in materia di mangimi. In tale contesto, la prossima PAC valuterà come sostenere al meglio gli agricoltori nel ridurre ulteriormente le emissioni di gas a effetto serra prodotte dalle loro attività agricole e zootecniche.

Anche l'industria alimentare e delle bevande e il settore del commercio al dettaglio hanno un ruolo di primo piano per contribuire all'obiettivo climatico del 2040 e alla tutela dell'ambiente. Si dovrebbero definire politiche e incentivi chiari per concretizzare il potenziale di innovazione del sistema alimentare e della bioeconomia in generale e per fornire alimenti sani e sostenibili ai cittadini dell'UE.

Incentivare la sostenibilità

La sostenibilità ambientale equivale sempre più a una condizione di produzione per gli agricoltori. Le opportunità offerte dalla tutela della natura e del clima possono definire un programma costruttivo per l'agricoltura europea. Lavorare con la natura rende l'agricoltura resiliente per le generazioni future; sono stati compiuti i primi passi per attingere ai finanziamenti del settore privato, che dovrebbero essere ulteriormente esaminati come fonte di reddito complementare, in aggiunta al sostegno pubblico. Per quanto riguarda gli assorbimenti di carbonio, la carboniocoltura e lo stoccaggio del carbonio, tali approcci saranno ulteriormente armonizzati nell'UE grazie al quadro di certificazione per gli assorbimenti di carbonio e la carboniocoltura. Le future metodologie e norme di verifica armonizzate per gli assorbimenti di carbonio e la carboniocoltura apporteranno maggiore chiarezza a tale riguardo.

Negli ultimi anni tuttavia nelle aziende agricole europee si è assistito a una moltiplicazione sostanziale delle norme in materia di sostenibilità, delle certificazioni e degli obblighi di comunicazione, fissati da vari attori, organizzazioni e istituzioni, sia pubblici che privati. La varietà di metodologie e obblighi di comunicazione riguarda un'ampia gamma di aspetti connessi alla sostenibilità e si traducono in un panorama frammentato, caratterizzato da incoerenze tra le norme, incomparabilità delle iniziative e segnali fuorvianti sulla direzione da seguire. Tale situazione crea costi di transazione elevati e confusione per gli agricoltori, e comporta il rischio di pratiche di "greenwashing".

Per affrontare questo problema, oltre a semplificare e razionalizzare gli obblighi imposti dall'UE, la Commissione elaborerà e svilupperà gradualmente un sistema volontario di analisi comparativa per le valutazioni della sostenibilità nelle aziende agricole: in questo modo la semplificazione e l'analisi comparativa andranno di pari passo. Si potrebbero elaborare approcci analoghi di analisi comparativa insieme all'intero settore agroalimentare ed estenderli a tutto il comparto stesso, anche sostenendo le scelte dei consumatori.

Un esempio di analisi comparativa: la bussola per la sostenibilità nelle aziende agricole

La bussola per la sostenibilità dovrebbe in primo luogo fungere da sportello unico allo scopo di snellire la comunicazione e ridurre gli oneri amministrativi per gli agricoltori, consentendo loro di monitorare e registrare i dati sulla sostenibilità una sola volta. In secondo luogo, aiuterà gli agricoltori ad adottare gradualmente pratiche più sostenibili e ad attrarre nuove fonti di finanziamento. Consentirà agli agricoltori di misurare e valutare meglio, attraverso una condivisione più agevole dei dati, le loro prestazioni in termini di sostenibilità e di dimostrare che forniscono servizi ecosistemici. In terzo luogo, una migliore misurazione e una migliore comunicazione possono contribuire a definire le politiche pubbliche in modo proporzionato. Questo sistema volontario per le valutazioni della sostenibilità nelle aziende agricole sarà sviluppato sulla base di un approccio dal basso verso l'alto, partecipativo e orientato al cliente.

Agricoltura e natura

Per garantire che l'agricoltura e la natura vadano di pari passo è necessario migliorare l'attuazione, la razionalizzazione e l'applicazione della normativa esistente e utilizzare incentivi e nuovi strumenti basati sul mercato per promuovere il cambiamento.

Gli agricoltori necessitano di un pacchetto di strumenti più avanzato per poter svolgere la propria attività in modo rispettoso della natura e conseguire gli obiettivi fissati. Per questo pacchetto occorre combinare in modo ben calibrato un sostegno pubblico più mirato proveniente dalla prossima PAC, investimenti in soluzioni rispettose della natura, più incentivi economici, consulenza personalizzata sulla base dei progressi nella ricerca e nell'innovazione e un contesto normativo più agile.

Ne è un esempio l'ambizione dell'UE di ridurre l'uso di pesticidi nocivi. È importante sia per la resilienza a lungo termine dell'agricoltura, sia per la tutela della natura e della salute. Tuttavia l'introduzione di alternative sotto forma di prodotti fitosanitari biologici o innovativi a basso rischio non ha seguito lo stesso ritmo del ritiro delle sostanze attive dal mercato dell'UE. Se questa tendenza continua, può incidere sulla capacità dell'UE di garantire la produzione alimentare. La Commissione valuterà pertanto attentamente qualsiasi ulteriore divieto di pesticidi qualora non siano ancora disponibili alternative, a meno che il pesticida in questione non rappresenti una minaccia per la salute umana o per l'ambiente che costituisce la base della redditività dell'agricoltura.

Analogamente, nel 2025, nell'ambito del pacchetto per la semplificazione del quarto trimestre, la Commissione presenterà una proposta per accelerare l'accesso dei biopesticidi nel mercato dell'UE. Fornirà una definizione di sostanze attive per il controllo biologico, introdurrà la possibilità per gli Stati membri di concedere autorizzazioni provvisorie per i prodotti fitosanitari contenenti tali sostanze mentre la loro valutazione è ancora in corso e creerà una procedura accelerata per la loro approvazione e autorizzazione.

Inoltre l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) dovrà essere rafforzata con risorse aggiuntive per accelerare le procedure di valutazione del rischio, in modo che possa continuare a svolgere un ruolo centrale nel fornire pareri scientifici tempestivi, trasparenti e indipendenti. Ciò faciliterà l'accesso al mercato dell'UE di prodotti fitosanitari innovativi, garantendo nel contempo un elevato livello di tutela della salute dei consumatori e dell'ambiente.

I suoli in salute sono alla base dell'agricoltura di oggi e di domani, ma i suoli europei sono sotto pressione a causa di fattori come i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, l'inquinamento e, in alcuni casi, la gestione non sostenibile del suolo. Per affrontare questo problema, la Commissione incentiverà e sosterrà le pratiche agricole che recuperano, mantengono o migliorano la salute del suolo. Il sostegno continuo all'agricoltura biologica rimane essenziale, nel contempo si potrebbero incoraggiare altri approcci integrati. A tale riguardo, l'istituzione di servizi di consulenza indipendenti e affidabili sarà fondamentale per garantire che gli agricoltori possano attingere alle migliori conoscenze a vantaggio del suolo e dell'agricoltura.

L'agricoltura dipende fortemente dall'acqua: è necessario un approvvigionamento costante e sicuro per garantire la salute e il benessere delle colture, degli animali e di tutte le forme di vita. Tuttavia l'acqua è esposta a numerose sfide, tra cui l'estrazione e l'inquinamento legati all'agricoltura. L'UE è sempre più colpita dallo stress idrico, in quanto la carenza idrica è ulteriormente aggravata dai cambiamenti climatici. Le condizioni climatiche avverse dovute ai cambiamenti climatici rappresentano un rischio enorme per la produzione vegetale, in particolare nell'Europa meridionale 32 . La Commissione presenterà presto una strategia sulla resilienza idrica che delineerà la risposta della Commissione all'urgente necessità di utilizzare l'acqua in modo più efficiente, ridurre l'inquinamento idrico e affrontare le sfide connesse all'estrazione eccessiva di risorse idriche.

Occorre prestare particolare attenzione al miglioramento della gestione dei nutrienti a livello di azienda e all'aumento della circolarità dei nutrienti. Dovrebbe essere data priorità alla lotta contro i punti critici di inquinamento da nutrienti e alla promozione di approcci territoriali integrati. Un aspetto fondamentale sarebbe la gestione e il controllo dei nutrienti provenienti dall'allevamento di bestiame per limitare le esternalità negative, per sostenere l'estensivizzazione nelle regioni ad elevate concentrazioni di animali allevati e per promuovere la circolarità che può contribuire a ridurre l'uso di concimi sintetici. La valutazione della direttiva Nitrati prevista per la fine del 2025 fornirà ulteriori elementi di prova per orientare la discussione.

3.4.Valorizzare gli alimenti e promuovere condizioni di vita e di lavoro eque in zone rurali dinamiche

Il cibo unisce le persone attraverso territori e regioni. Crea un legame tra gli agricoltori e i consumatori e collega i centri urbani con gli abitanti delle zone rurali. Gli agricoltori, i pescatori e la produzione alimentare sono il collante che mantiene forti le comunità rurali e costiere, e costituisce la base di un'ulteriore attività economica. Le zone rurali dinamiche favoriscono una produzione alimentare di qualità che, a sua volta, sostiene la loro economia. Rafforzare questi legami tra cibo e territorio e rivitalizzare le zone rurali sarà essenziale per il futuro dell'agricoltura in Europa.

Condizioni di vita e di lavoro eque in tutte le zone rurali e costiere europee

Le sfide demografiche, in particolare l'invecchiamento e lo spopolamento, associate a uno scarso ricambio generazionale, stanno portando a un calo della popolazione in età lavorativa nella maggior parte delle zone rurali e in molte zone costiere in tutta l'Unione.

A seguito delle tensioni geopolitiche, le regioni frontaliere orientali dell'UE più colpite dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina sono zone rurali particolarmente vulnerabili che destano preoccupazione e necessitano di un sostegno specifico. Il declino socioeconomico e l'aumento dello spopolamento avranno ulteriori implicazioni per la sicurezza. Queste zone per lo più rurali sono tuttavia di importanza strategica per la sicurezza dell'UE.

Oltre all'accesso alla terra e al capitale, la disponibilità di un'istruzione migliore, di posti di lavoro di qualità e di opportunità di carriera, una migliore mobilità, servizi sanitari di base e la connettività sono tutti presupposti per la vitalità delle zone rurali e per attrarre nuova forza lavoro nel settore alimentare. La produzione di alimenti e mangimi nell'UE dipende anche dai lavoratori agricoli, che spesso provengono da altri Stati membri dell'UE o da paesi terzi e troppo spesso lavorano in condizioni precarie. Questo problema deve essere affrontato e preso in considerazione in modo proattivo nelle politiche pubbliche più che in passato. In tale contesto, il dialogo sociale e la contrattazione collettiva hanno un ruolo importante da svolgere, in linea con il diritto e le tradizioni nazionali.

L'agricoltura è una professione gratificante, ma anche impegnativa, spesso caratterizzata dalla mancanza di equilibrio tra vita professionale e vita privata e dal frequente isolamento e solitudine, che spesso incidono sulla salute mentale. In alcuni Stati membri i tassi di suicidio tra gli agricoltori sono superiori del 20 % rispetto alla media nazionale 33 . I servizi di consulenza aziendale nell'ambito della PAC possono essere determinanti per sensibilizzare in merito alla salute mentale e agli infortuni sul lavoro attraverso consulenze specifiche agli agricoltori. In Irlanda, per esempio, il Teagasc sostiene attivamente la salute mentale degli agricoltori e sensibilizza su questo tema attraverso numerose attività 34 .

Oltre alla PAC, diverse altre politiche, tra cui la politica di coesione, hanno un impatto considerevole sulle zone rurali e contribuiscono alla coesione sociale, economica e territoriale in Europa. Il contributo della politica di coesione alla diversificazione economica e alla fornitura di infrastrutture e servizi associati può avere un ruolo di primo piano per aiutare le zone rurali a mantenere la loro attrattiva quali luoghi in cui vivere per gli agricoltori, le loro famiglie e gli altri abitanti di tali zone, oltre a stimolare il turismo. L'agriturismo, in particolare, può fornire agli agricoltori un reddito complementare.

Le sinergie e le complementarità devono essere ulteriormente rafforzate per garantire un sostegno efficace e un impatto tangibile nelle zone rurali. Un più stretto coordinamento degli strumenti di finanziamento con le politiche settoriali può contribuire allo sviluppo delle zone rurali attraverso sforzi integrati di pianificazione e attuazione.

Nel 2025 la Commissione avvierà un piano d'azione rurale dell'UE aggiornato che sarà consolidato con progetti, iniziative e azioni di numerose politiche dell'UE per rispondere alle nuove priorità politiche europee dopo il 2027. Il principio della verifica rurale, comprese le valutazioni d'impatto territoriale, sarà reso ulteriormente operativo e dotato di risorse sufficienti a livello dell'UE. Il patto rurale 35 , varato nel 2021 per fornire un quadro per la cooperazione con i portatori di interessi, sarà ulteriormente rafforzato come strumento per il dialogo e l'impegno della società civile e delle comunità rurali, a sostegno sia dell'attuazione che delle discussioni politiche. La Commissione adotterà inoltre ulteriori misure per contrastare la diffusione mirata della disinformazione nelle zone rurali.

Anche l'economia circolare presenta un notevole potenziale per l'economia delle zone rurali, in particolare attraverso la bioeconomia. Nella visione a lungo termine per le zone rurali 36 la Commissione ha stimato che l'ulteriore sviluppo della bioeconomia porterà alla creazione di 400 000 nuovi posti di lavoro altamente qualificati entro il 2035 e fino ad altri 700 000 posti di lavoro entro il 2050, principalmente nelle zone rurali.

Saranno ulteriormente rafforzati gli strumenti di sviluppo locale partecipativo, come LEADER/lo sviluppo locale di tipo partecipativo e altre forme di cooperazione come i piccoli comuni intelligenti, che hanno dimostrato la loro efficienza. Il concetto di zone rurali funzionali sarà ulteriormente sviluppato al fine di colmare il divario in termini di disponibilità e accessibilità economica dei servizi per i cittadini delle zone rurali, in linea con l'impegno della Commissione di affrontare la necessità di un effettivo "diritto di rimanere" per tutti i cittadini europei. Ciò riguarda tutte le zone rurali, con particolare attenzione per quelle remote e che non hanno accesso immediato ai servizi offerti dalle città. In questo contesto, le città di piccole e medie dimensioni svolgono un ruolo importante nel fornire accesso ai servizi e alle infrastrutture.

Le regioni ultraperiferiche presentano peculiarità che richiedono un sostegno specifico e mirato. La Commissione conferma l'importanza del regime POSEI per sostenere gli agricoltori delle regioni ultraperiferiche. I risultati della valutazione in corso confluiranno nella riflessione su come assicurare che il POSEI possa garantire il futuro a lungo termine del settore agricolo nelle regioni ultraperiferiche, contribuendo ulteriormente alla loro sicurezza e sovranità alimentare, competitività e resilienza.

Per attirare un maggior numero di donne nell'agricoltura e consentire lo scambio di esperienze, la Commissione istituirà una piattaforma per le donne in agricoltura, che rafforzerà l'impegno delle donne e le pari opportunità nel settore agricolo grazie alle azioni intraprese dai membri della piattaforma. Fungerà anche da forum per la discussione e lo scambio di buone pratiche.

Valorizzare gli alimenti: ripristinare il legame essenziale tra agricoltura, territorio e alimentazione e sfruttare il potere dell'innovazione

Negli ultimi decenni il rapporto dei consumatori con gli alimenti è cambiato. Gli alimenti sono più trasformati, le abitudini alimentari si evolvono e le filiere sono diventate più lunghe e complesse. Allo stesso tempo, l'accessibilità economica dei prodotti alimentari continua a destare grande preoccupazione, in particolare per le famiglie a basso reddito. Sebbene il legame tra agricoltura, alimentazione e territorio si sia indebolito, l'evoluzione delle aspettative della società in materia di alimentazione offre opportunità al settore. È pertanto cruciale tornare alle "radici" e ristabilire il legame tra cibo, territorio, stagionalità, culture e tradizioni locali.

In questa transizione i consumatori hanno un ruolo importante. Sebbene gli agricoltori e i pescatori subiscano pressioni per migliorare le prestazioni ambientali, i mercati non premiano i progressi già compiuti e non incentivano ulteriori pratiche di sostenibilità.

Per compiere scelte informate, i consumatori hanno bisogno di accedere a informazioni affidabili. La Commissione continuerà ad applicare la normativa dell'UE in materia di tutela dei consumatori per prevenire le pratiche commerciali sleali. Eliminare le dichiarazioni ambientali ingannevoli e i marchi di sostenibilità inaffidabili è una condizione preliminare per fornire ai consumatori le informazioni di cui hanno bisogno per compiere scelte sostenibili.

L'alimentazione è un elemento cruciale di qualsiasi discussione sul futuro dell'agricoltura e della produzione alimentare in Europa. Ma è anche un elemento sensibile, come dimostra l'esperienza, in cui entrano in gioco le tradizioni sociali e culturali. Il presente capitolo individua i settori in cui l'azione dell'Unione può apportare un valore aggiunto, senza interferire con le competenze nazionali e regionali in materia di politica sanitaria e con la libertà di scelta.

Le autorità locali sono spesso nella posizione ideale per guidare l'impegno su come plasmare contesti alimentari favorevoli attraverso iniziative di tipo partecipativo, compresi i consigli per l'alimentazione che promuovono il dialogo su come migliorare l'accessibilità economica e la disponibilità di alimenti sani e di alta qualità. La Commissione promuoverà tali iniziative a livello nazionale e regionale/locale e faciliterà l'ulteriore scambio di buone pratiche tra gli Stati membri. L'Unione può dare il suo contributo portando questo dialogo e questa interazione a livello dell'UE.

Pertanto ogni anno la Commissione organizzerà un dialogo sull'alimentazione con gli attori del sistema alimentare, compresi i consumatori, i produttori primari, l'industria, i dettaglianti, le autorità pubbliche e la società civile. Il dialogo sarà la sede in cui affrontare questioni urgenti come la riformulazione degli alimenti, la raccolta di dati sull'assunzione alimentare e l'accessibilità economica degli alimenti, solo per citarne alcuni. A sostegno del dialogo, la Commissione avvierà uno studio sull'impatto del consumo dei cosiddetti "alimenti ultratrasformati".

In tale contesto, il dialogo sull'alimentazione dovrebbe anche mirare a promuovere lo scambio delle migliori pratiche e a monitorare il modo in cui gli Stati membri affrontano la povertà alimentare attraverso l'uso di strumenti dell'UE e nazionali, tra cui le politiche sociali, i programmi per le scuole e i buoni alimentari per le famiglie più vulnerabili.

La Commissione presenterà inoltre una proposta legislativa per rafforzare il ruolo degli appalti pubblici. Questi ultimi dovrebbero perseguire un approccio basato sul valore per ricompensare gli sforzi in materia di qualità e sostenibilità compiuti dagli agricoltori, dall'industria alimentare e dai servizi del settore in Europa e dovrebbero offrire alle piccole e medie imprese (PMI) la possibilità di partecipare a tali attività. Tale approccio può fornire i giusti incentivi per promuovere il consumo di prodotti locali e stagionali e di alimenti prodotti con elevati standard ambientali e sociali, compresi i prodotti biologici e gli alimenti provenienti da filiere più corte. In tale contesto, lo sviluppo di filiere alimentari corte rimane di importanza strategica per garantire prezzi più equi per gli agricoltori e i pescatori e un migliore accesso a prodotti freschi e stagionali per i consumatori.

La Commissione proporrà anche una revisione mirata di un programma dell'UE per le scuole che ha avuto successo, al fine di rafforzarne la dimensione educativa, adattandola alle esigenze e alle tradizioni locali e regionali. La politica di promozione dell'UE rimarrà uno strumento strategico da utilizzare per sensibilizzare i consumatori sui prodotti dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura e sui regimi di qualità dell'UE, compreso il marchio di agricoltura biologica dell'UE. In tale contesto, la Commissione continuerà ad adoperarsi per promuovere l'ulteriore diffusione delle indicazioni geografiche (IG), che costituiscono un strumento potente affinché i produttori europei possano valorizzare alimenti e bevande, salvaguardare il patrimonio alimentare negli Stati membri e creare crescita e occupazione nelle zone rurali in cui si trovano.

Il contributo dell'industria alimentare è essenziale per sviluppare modelli imprenditoriali che rafforzino ogni anello della catena del valore e tengano conto anche del benessere degli agricoltori, dei pescatori, dei lavoratori del settore e dei consumatori. A tale riguardo, è necessario un approccio globale per incoraggiare gli investimenti nella competitività, nell'innovazione, nella resilienza e nella sostenibilità dei settori della trasformazione, distribuzione e vendita dei prodotti alimentari al fine di affrontare le attuali lacune e sfide. La Commissione continuerà inoltre a sostenere molto attivamente l'adozione del codice di condotta dell'UE sulle pratiche commerciali e di marketing responsabili nella filiera alimentare e i risultati generati dalla sua attuazione, e valuterà se saranno necessarie ulteriori azioni qualora i risultati ottenuti dal codice di condotta non soddisfacessero le ambizioni attese. Le organizzazioni di sostegno alle imprese dovrebbero essere mobilitate per sostenere meglio le PMI attive nella trasformazione alimentare e creare poli di innovazione virtuali.

A tale riguardo, la creazione di reti per le PMI può essere agevolata dalla piattaforma europea di collaborazione tra cluster e dalla prossima piattaforma per i percorsi di transizione agroalimentare. Questa piattaforma faciliterà l'attuazione globale del codice di condotta e il percorso di transizione per l'ecosistema industriale agroalimentare.

Poiché un'alimentazione diversificata ed equilibrata può avere un impatto positivo sul benessere e sulla salute delle persone, è importante portare avanti con gli Stati membri i lavori sul monitoraggio degli effetti di determinate pratiche pubblicitarie e di marketing dei prodotti alimentari. In particolare, occorre studiare l'impatto sulla salute e sul benessere dei gruppi di consumatori più vulnerabili, come i bambini.

Anche nel settore della tecnologia alimentare, della biotecnologia e della biofabbricazione sono emerse tecnologie innovative. È fondamentale che l'Europa mantenga il vantaggio nell'innovazione in queste nuove tecnologie affinché il settore rimanga competitivo e l'UE continui a essere un leader mondiale nell'innovazione alimentare. Allo stesso tempo, alcune innovazioni alimentari sono talvolta considerate una minaccia per le tradizioni e la cultura europee. Ciò richiede un dialogo rafforzato su questo tema e una migliore conoscenza, al fine di garantire che tali innovazioni possano essere valutate in modo inclusivo tenendo conto anche degli aspetti sociali, etici, economici, ambientali e culturali dell'innovazione alimentare.

Infine le nuove aspettative della società in materia di alimentazione stanno plasmando il comportamento dei consumatori, in particolare per quanto riguarda il benessere degli animali e l'origine dei prodotti. Se sostenute adeguatamente, possono offrire nuove opportunità agli agricoltori. A tal fine, la Commissione procederà a uno stretto scambio di opinioni con gli agricoltori, la filiera alimentare e la società civile e, su tale base, presenterà proposte di revisione della normativa vigente in materia di benessere degli animali, compreso l'impegno a eliminare gradualmente le gabbie. Tale revisione si baserà sui dati scientifici più recenti e terrà conto dell'impatto socioeconomico sugli agricoltori e sulla filiera agroalimentare, fornendo sostegno e periodi e percorsi di transizione adeguati specifici per specie. A tale riguardo, la Commissione valuterà un'etichettatura mirata in relazione al benessere degli animali per rispondere alle aspettative della società.

Parallelamente proseguire gli sforzi per ridurre le perdite e gli sprechi alimentari è una priorità fondamentale per gli anni a venire. La riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari e la valorizzazione degli scarti alimentari non solo andranno a vantaggio dei cittadini, degli agricoltori e di tutti gli altri attori della filiera alimentare dell'UE, ma aumenteranno anche la sostenibilità del sistema alimentare dell'UE, contribuendo a un uso più efficiente delle risorse e alla sicurezza alimentare.

4.Creare un contesto favorevole: porre la ricerca, l'innovazione, le conoscenze e le competenze al centro dell'economia agroalimentare europea

La digitalizzazione come motore per far progredire ulteriormente la transizione

La transizione digitale procede a una velocità senza precedenti e può contribuire a migliorare rapidamente le prestazioni economiche, la resilienza e la sostenibilità delle aziende agricole. Le tecnologie digitali avanzate, compresa l'intelligenza artificiale, in combinazione con i dati provenienti dall'internet delle cose e da altre fonti, possono migliorare in modo considerevole le operazioni, stimolare l'innovazione e rivoluzionare il nostro modo di produrre alimenti, avendo cura dell'ambiente, del clima e delle persone. Tuttavia nell'agricoltura e in altre parti del sistema alimentare l'adozione di strumenti digitali è in ritardo. La percezione che i costi siano elevati, la carenza di competenze digitali e di fiducia, l'assenza di soluzioni su misura e i problemi di connettività sono tra i motivi principali per cui gli agricoltori non sfruttano appieno l'ondata di digitalizzazione.

La priorità sarà garantire la connettività nelle zone rurali, in particolare quelle remote, sfruttando anche le opportunità offerte dalle soluzioni di connettività alternative e dall'edge computing. Allo stesso modo è essenziale investire in un contesto favorevole, tra l'altro incoraggiando la formazione continua in materia di competenze e consulenza digitali, e la sperimentazione e l'adozione, anche collettivamente (per esempio attraverso le cooperative). I sistemi digitali devono essere ulteriormente integrati e armonizzati per la raccolta di dati da parte degli agricoltori, di altri attori del sistema alimentare e dei sistemi degli Stati membri. La Commissione perseguirà il principio "una sola raccolta, tanti usi", riducendo gli oneri di comunicazione per gli agricoltori tenendo conto delle iniziative esistenti e in corso a livello dell'UE, come lo spazio comune europeo di dati agricoli.

Per far fronte a queste sfide, la Commissione avvierà una strategia digitale dell'UE per l'agricoltura per consentire la transizione verso un settore agricolo e alimentare pronto per il digitale e orientato al futuro, evitando nel contempo possibili insidie 37 .

Conoscenza, ricerca e innovazione come catalizzatori del cambiamento

Le nuove conoscenze e innovazioni devono raggiungere gli agricoltori e gli altri attori del sistema alimentare più rapidamente e su scala più ampia, con l'applicabilità concreta di soluzioni innovative in azienda e in loco. Non partiamo però da zero. La missione per i suoli di Orizzonte Europa sostiene gli agricoltori nella loro transizione verso pratiche sostenibili per il suolo attraverso una combinazione di ricerca e innovazione e prove e sperimentazioni in loco, che dovrebbero continuare per arrivare ad avere suoli in salute nell'UE entro il 2050.

L'innovazione sta facendo passi avanti e dovrebbe essere sfruttata. Per esempio testare le iniziative normative, le nuove tecnologie o i modelli imprenditoriali in spazi di sperimentazione (come per gli strumenti digitali in agricoltura) prima della diffusione e gli appalti per soluzioni innovative contribuiranno a rimuovere gli ostacoli affinché più innovazioni siano pronte per essere utilizzate dagli agricoltori.

Per ottenere risultati adeguati alle esigenze degli agricoltori, è opportuno potenziare la creazione congiunta di conoscenze e innovazione nei siti di sperimentazione locali in azienda con agricoltori, scienziati, innovatori e imprese, per esempio nei laboratori viventi.

Lo sviluppo di un nuovo approccio strategico dell'UE per ricerca e innovazione al fine di migliorare la competitività dell'agricoltura, della silvicoltura e delle zone rurali sarà fondamentale per orientare gli investimenti in modo efficiente, allineare le priorità future agli sviluppi scientifici e cogliere nuove opportunità.

In questo sforzo sarà fondamentale rafforzare ulteriormente i partenariati pubblico-pubblico e pubblico-privato esistenti in materia di ricerca e innovazione e considerarne di nuovi per mettere in comune risorse, talenti e infrastrutture di ricerca. A tale riguardo, è fondamentale rafforzare la cooperazione con il comitato permanente della ricerca agricola (CPRA). Sulla scena mondiale, il rafforzamento dei partenariati internazionali e della cooperazione con organizzazioni internazionali come la FAO, la WOAH, la CGIAR e l'OCSE contribuirà a trovare soluzioni innovative alle sfide globali e all'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Le innovazioni in materia di selezione vegetale, compreso l'uso di strumenti biotecnologici come le nuove tecniche genomiche, sono determinanti per accelerare lo sviluppo di varietà resistenti ai cambiamenti climatici, che consentano di risparmiare risorse, nutrienti e garantiscano un alto rendimento, contribuendo in tal modo alla sicurezza alimentare e alla sovranità alimentare dell'UE. Le nuove tecniche genomiche possono anche produrre microrganismi con un impatto positivo sulla produzione agricola, per esempio riducendo la necessità di concimi sintetici.

Per sfruttare i vantaggi di queste innovazioni è necessario un quadro normativo favorevole nell'UE, che garantisce anche condizioni di parità con un numero crescente di paesi terzi che stanno adeguando la loro legislazione o lo hanno già fatto. È quindi particolarmente importante completare la procedura legislativa per la proposta della Commissione relativa alle nuove tecniche genomiche e applicare rapidamente la legislazione. La Commissione si impegna a collaborare strettamente con il Consiglio e il Parlamento europeo per trovare un compromesso lungimirante nel prossimo futuro.

Consolidare i sistemi di conoscenza e innovazione nel settore agricolo e sostenere la consulenza

Le nuove conoscenze e le innovazioni derivanti dai programmi di ricerca e innovazione dell'UE devono essere ampiamente accessibili e utilizzate nella pratica. Gli Stati membri devono compiere notevoli sforzi per rafforzare i sistemi di conoscenza e innovazione in campo agricolo (AKIS) e abbinare le risorse alla gamma più ampia di esigenze del settore, in particolare per aiutare meglio gli agricoltori nella transizione verso la sostenibilità. A tal fine, la PAC continuerà a dare un forte sostegno all'attuazione delle strategie AKIS, di cui il partenariato europeo per l'innovazione (PEI) in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura costituisce un pilastro. Promuoverà inoltre ulteriori azioni per consolidare il ruolo di consulenti indipendenti e competenti e sviluppare offerte di formazione interessanti che rispondano alle esigenze degli agricoltori lungo tutto l'arco della vita professionale e siano particolarmente adatte all'evoluzione della domanda di competenze della nuova generazione di agricoltori e alle loro prospettive di carriera.

Per attrarre una nuova generazione di imprenditori agricoli di talento e costruire un sistema agroalimentare competitivo, sostenibile e resiliente sarà fondamentale affrontare le carenze in materia di competenze e i relativi squilibri tra domanda e offerta nel settore agricolo anticipandoli e favorendo investimenti mirati nella formazione e nella consulenza di alta qualità. La nuova Unione delle competenze ridarà slancio per promuovere un approccio più strategico alla formazione continua inclusiva e all'acquisizione delle competenze in agricoltura e per sfruttare al meglio gli strumenti a disposizione per riposizionare l'agricoltura come scelta professionale attraente e gratificante.

5.CONCLUSIONE

La presente comunicazione illustra la riflessione della Commissione sul futuro dell'agricoltura e dell'alimentazione in Europa. Il settore agroalimentare europeo ha molti punti di forza ed è leader per quanto riguarda la salute, la sicurezza, la qualità, la sostenibilità e l'innovazione nella produzione alimentare. Dobbiamo sfruttare questi punti di forza. Tuttavia, nell'attuale contesto geopolitico, l'Unione deve intensificare la propria risposta alle sfide che gli agricoltori, i pescatori, gli altri attori rurali e il settore agroalimentare si trovano ad affrontare e prepararsi al futuro con una risposta politica più assertiva a favore della nostra autonomia strategica e sovranità alimentare, perseguendo nel contempo gli obiettivi di tutela della natura e decarbonizzazione. Questa risposta politica è unita intorno a una visione comune che inquadrerà il lavoro della Commissione per l'intero mandato in tutti i settori strategici che hanno un impatto sull'agricoltura e sull'alimentazione.

La realizzazione di questa visione non può dipendere soltanto dal livello dell'UE. È necessario che le nuove generazioni di agricoltori, operatori agroalimentari, consumatori informati e comunità rurali subentrino all'attuale generazione come imprenditori, custodi del paesaggio e agenti del cambiamento. Occorre un dialogo rafforzato a tutti i livelli di governance, con le istituzioni dell'UE, le autorità nazionali, regionali e locali e con i nostri partner internazionali.

Per questo motivo la presente comunicazione apre questo dialogo per arricchire le riflessioni della Commissione sulla via da seguire in relazione ai quattro settori prioritari e ai relativi fattori abilitanti. Molti dei temi affrontati sono sensibili e spesso non trovano facilmente consenso nella società, in particolare gli aspetti relativi all'alimentazione, al settore zootecnico e al futuro della PAC. Per questo motivo sono avviati ulteriori filoni di lavoro al fine di elaborare tali questioni fondamentali e trovare soluzioni in stretta collaborazione con i portatori di interessi e i responsabili politici competenti. L'esperienza dimostra che in un settore così diversificato non si possono applicare soluzioni universali e il dialogo strategico ha invece richiesto una risposta territoriale e su misura.

La Commissione invita il Parlamento europeo, il Consiglio, il Comitato economico e sociale europeo, il Comitato delle regioni, le parti sociali e tutti i portatori di interessi a contribuire attivamente allo sviluppo e alla realizzazione delle iniziative contenute nella presente comunicazione.

(1)

     Niinistö, S., Safer together – Strengthening Europe's Civilian and Military Preparedness and Readiness, 2024.

(2)

     Commissione europea – Eurobarometro 2025: Gli europei, l'agricoltura e la PAC – Gennaio 2025 – Indagine Eurobarometro .

(3)

     Eurostat, Key figures on the European food chain – 2024 edition (europa.eu) , 2024. I dati relativi all'occupazione nel settore agricolo risalgono al 2020.

(4)

     DG Agricoltura e sviluppo rurale, Monitoring EU agri-food trade. Developments in 2023 , marzo 2024.

(5)

     Eurostat, Un'Europa urbano-rurale – Introduzione – Spiegazione delle statistiche , consultato a febbraio 2025.

(6)

     Eurostat, Agricoltori e forza lavoro agricola – Statistiche – Spiegazione delle statistiche ,
consultato a febbraio 2025.

(7)

     DG Agricoltura e sviluppo rurale, EU Farm Economics Overview , consultato a febbraio 2025.

(8)

     Commissione europea (2025), Bussola per la competitività dell'UE, COM(2025) 30 final.

(9)

      Dialogo strategico sul futuro dell'agricoltura nell'UE. Una prospettiva condivisa per l'agricoltura e l'alimentazione in Europa , 2024.

(10)

     Draghi, M.,  The future of European competitiveness , settembre 2024.

(11)

     Letta, E., Much more than a market. Speed, Security, Solidarity. Empowering the Single Market to deliver a sustainable future and prosperity for all EU Citizens, 2023.

(12)

     Niinistö, S., Safer together – Strengthening Europe's Civilian and Military Preparedness and Readiness, 2024.

(13)

     Agenda strategica 2024-2029 del Consiglio europeo, dichiarazione di Versailles del 2022, dichiarazione di Granada del 2023 e dichiarazione di Budapest del 2024.

(14)

      Gruppo consultivo di alto livello che riunisce 30 organizzazioni rappresentative di tre categorie di portatori di interessi: la comunità agricola, altri attori della filiera alimentare e la società civile; comprende settori come l'ambiente e il clima, il benessere degli animali e le questioni relative ai consumatori.

(15)

   Krzysztofowicz, M., Rudkin, J., Winthagen, V. e Bock, A., Farmers of the future , EUR 30464 EN, Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo, 2020, ISBN 978-92-76-26331-9, doi:10.2760/5237,     
JRC122308.

(16)
(17)

     Le recenti proposte di modifiche del regolamento sull'organizzazione comune dei mercati intendono rafforzare la posizione dei produttori al momento di negoziare e concludere contratti di fornitura di prodotti agricoli, promuovere la cooperazione tra gli agricoltori e migliorare la trasmissione dei prezzi. Analogamente le nuove norme proposte in materia di applicazione transfrontaliera nel quadro della direttiva sulle pratiche commerciali sleali dovrebbero facilitare una migliore protezione degli agricoltori da pratiche di questo tipo.

(18)

     Commissione europea (2023), Relazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio -    
Sintesi dei piani strategici della PAC per il periodo 2023-2027: uno sforzo congiunto e un'ambizione collettiva.

(19)

     Regolamento (UE) 2024/3012.

(20)

     Commissione europea e BEI, Financing gap in the EU agricultural and agri-food sectors, FI Compass, 2023.

(21)

     PP 08 25 01 — Osservatorio dell'UE sulle superfici agricole, la sorveglianza e l'accesso ai terreni agricoli. Risoluzione legislativa del Parlamento europeo, del 27 novembre 2024, sul progetto comune di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2025, P10TA(2024)0050.

(22)

     Nel 2023 il valore delle esportazioni agroalimentari dell'UE ammontava a 230 miliardi di EUR (9 % delle esportazioni totali) e quello delle importazioni dell'UE a 160 miliardi di EUR (6 % delle importazioni totali), generando un avanzo commerciale di 70 miliardi di EUR. Fonte: DG Agricoltura e sviluppo rurale, Monitoring EU agri-food trade. Developments in 2023,  marzo 2024.

(23)

     Draghi, M.,  The future of European competitiveness . Part A: A competitiveness strategy for Europe, settembre 2024, p.15.

(24)
(25)

     DG Agricoltura e sviluppo rurale, Protein supply and demand , settembre 2024.

(26)

     Il 38 % delle importazioni di urea provengono dall'Egitto, il 33 % dalla Russia e dalla Bielorussia e il 19 % dall'Algeria. Fonte: Commissione europea, DG Agricoltura e sviluppo rurale, https://agriculture.ec.europa.eu/data-and-analysis/markets/overviews/market-observatories/fertilisers_it , consultato nel febbraio 2025.

(27)

     Commissione europea (2020), Strategia in materia di sostanze chimiche sostenibili. Verso un ambiente privo di sostanze tossiche, COM (2020) 667 final.

(28)

     Niinistö, S., Safer together – Strengthening Europe's Civilian and Military Preparedness and Readiness, 2024, pag.4.

(29)

     La strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici, la comunicazione sulla gestione dei rischi climatici e la PAC.

(30)

     Gruppo di alto livello sul vino, Policy Recommendations for the Future of the EU Wine Sector , dicembre 2024.

(31)

     Commissione europea (2025), Bussola per la competitività dell'UE, COM(2025) 30 final.

(32)

     Agenzia europea dell'ambiente, Valutazione europea dei rischi climatici, 2024.

(33)

     Commissione europea (2023), Comunicazione su un approccio globale alla salute mentale (COM(2023) 298 final).

(34)
(35)

      Homepage della piattaforma del patto rurale| Piattaforma della comunità del patto rurale .

(36)

     Commissione europea (2021), Una visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE: verso zone rurali più forti, connesse, resilienti e prospere entro il 2040 COM(2021) 345 final.

(37)

     Barabanova, Y. e Krzysztofowicz, M., Digital Transition: Long-term Implications for EU Farmers and Rural Communities, Publications Office of the European Union, Luxembourg , 2023, doi:10.2760/286916, JRC134571.