COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 11.10.2022
COM(2022) 730 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
sull'attuazione e sull'applicazione degli accordi commerciali dell'UE
{SWD(2022) 730 final}
INDICE
I.
Introduzione
I.1
Relazione
I.2
Attuazione e applicazione degli impegni commerciali internazionali nel quadro di accordi multilaterali e bilaterali – principali sviluppi
II.
Sfruttare appieno le opportunità offerte dagli accordi commerciali dell'UE
II.1
Scambi commerciali con i partner preferenziali: principali sviluppi nel 2021
II.2
Progredire nell'attuazione degli accordi commerciali dell'UE in Asia, nelle Americhe, nel vicinato e nei paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico
III.
Aiutare le piccole e medie imprese a inserirsi nel commercio globale
IV.
Affrontare gli ostacoli e identificare soluzioni
IV.1
Situazione attuale degli ostacoli agli scambi e della loro eliminazione
IV.2
Sportello unico per le denunce
V.
Applicazione bilaterale e multilaterale degli impegni commerciali: risolvere le controversie
V.1
Ricorso al meccanismo di risoluzione delle controversie
V.2
Rinnovo degli elenchi di arbitri per la risoluzione delle controversie nel quadro di accordi dell'UE
I.Introduzione
I.1
Relazione
La presente è la seconda relazione annuale consolidata della Commissione sulle azioni di attuazione e applicazione degli accordi commerciali. Fornisce una panoramica delle principali attività volte a garantire l'effettiva attuazione e applicazione degli accordi e dei regimi commerciali dell'UE coordinate dal responsabile dell'esecuzione degli accordi commerciali in seno alla Commissione e svolte nel 2021 e nel primo trimestre del 2022.
La relazione illustra le azioni in quattro aree prioritarie:
1.garantire che le opportunità offerte dagli accordi commerciali dell'UE siano sfruttate appieno (sezione II);
2.aiutare le piccole e medie imprese a inserirsi nel commercio globale (sezione III);
3.affrontare gli ostacoli agli scambi e risolvere le controversie in via informale (sezione IV) e
4.ricorrere a meccanismi di risoluzione delle controversie bilaterali o multilaterali per far valere i diritti dell'UE (sezione V).
Il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la presente relazione contiene informazioni aggiuntive che integrano la sua sezione II.2 in merito a ciascuno dei 38 principali accordi commerciali dell'UE, compresa, per la prima volta, una scheda paese sull'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione UE-Regno Unito. Il documento di lavoro dei servizi della Commissione contiene inoltre informazioni che integrano la sezione IV.1 della relazione, in particolare un elenco dei nuovi ostacoli registrati e di quelli totalmente o parzialmente eliminati nel 2021.
Il sito web della Commissione
contiene informazioni che integrano la presente relazione in merito all'evoluzione nel corso degli scambi commerciali dell'UE con i partner preferenziali nel 2021, sull'uso delle preferenze tariffarie per le esportazioni e le importazioni dell'UE suddivise per i partner commerciali preferenziali, sia per l'UE sia per gli Stati membri, e sul tasso di utilizzo dei contingenti tariffari.
Sebbene la presente relazione si concentri sull'attuazione e sull'applicazione degli accordi commerciali mediante l'azione della Commissione, essa dovrebbe essere vista anche in un contesto più ampio di attività di applicazione in merito alle quali la Commissione riferisce separatamente:
·l'utilizzo di strumenti di difesa commerciale (attività antidumping, antisovvenzioni e di salvaguardia) per difendere gli interessi dell'UE da pratiche sleali è oggetto delle relazioni annuali della Commissione sulla difesa commerciale;
·le attività volte a contrastare le merci contraffatte o altre violazioni dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) delle imprese dell'UE formano oggetto di due documenti pubblicati dalla Commissione a cadenza biennale alternata: l'elenco di controllo sulla contraffazione e la pirateria e la relazione sui DPI;
·il controllo degli investimenti esteri diretti e il controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso, che costituiscono i controlli dell'UE sul commercio e gli investimenti strategici per la sicurezza (STICS), sono oggetto di relazioni annuali della Commissione riguardanti il controllo degli IED e il regolamento sul controllo delle esportazioni;
·l'applicazione del regime relativo al sistema di preferenze generalizzate (SPG) dell'UE per fornire ai paesi in via di sviluppo ammissibili uno speciale incentivo a perseguire lo sviluppo sostenibile e il buon governo è oggetto della relazione della Commissione sull'SPG.
I.2
Attuazione e applicazione degli impegni commerciali internazionali nel quadro di accordi multilaterali e bilaterali – principali sviluppi
Questa seconda relazione conferma la determinazione della Commissione a garantire che le imprese, i lavoratori e i portatori di interessi dell'UE possano ottenere tutti i benefici offerti dal commercio internazionale, ma anche che i partner commerciali dell'UE in tutto il mondo onorino gli impegni assunti a livello multilaterale o bilaterale.
L'esito positivo della conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) tenutasi nel giugno 2022 a Ginevra, in particolare l'impegno a riformare l'Organizzazione e il suo meccanismo di risoluzione delle controversie, dimostra l'importanza dell'Organizzazione medesima. Essa da un lato costituisce il contesto dei partenariati commerciali dell'UE in tutto il mondo e la pietra angolare del programma di attuazione degli accordi con alcuni dei maggiori partner dell'Unione, dall'altro rappresenta un meccanismo di ultima istanza per i partner con cui l'UE ha concluso accordi commerciali bilaterali.
Nel 2021 erano in vigore 42 accordi commerciali preferenziali tra l'UE e 74 partner. Il ruolo svolto da tale rete di accordi è rimasto di notevole importanza per tutto il periodo di riferimento (ossia il 2021 e il primo trimestre del 2022) durante il quale le imprese nell'UE e nel mondo si andavano riprendendo dagli effetti della pandemia di COVID-19. Tuttavia gli esiti di tali accordi (e delle norme commerciali internazionali) dipendono dalla corretta attuazione e applicazione degli accordi stessi. Le perturbazioni causate dalla pandemia hanno anche inciso sui flussi commerciali, hanno avuto ripercussioni sul costo della vita e hanno reso più difficile la presenza delle imprese, di qualunque dimensione, sui mercati esteri. Come si evince dalla presente relazione, alcuni partner hanno continuato a favorire una prospettiva interna, imponendo restrizioni commerciali discriminatorie volte a favorire la produzione locale e l'industria nazionale. L'UE è stata pronta ad agire laddove tali barriere si manifestavano.
Tale situazione si è delineata ancor più nitidamente con gli eventi verificatisi nei primi mesi del 2022 a seguito della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina. La conseguente perturbazione dei mercati e delle catene di approvvigionamento dovuta alle misure di risposta adottate dai vari paesi sottolinea l'importanza di un commercio aperto, di valori condivisi e di opportunità alternative per assicurare il flusso degli scambi da e verso l'UE. In un contesto di aumento dei prezzi dell'energia e di carenza di materie prime e prodotti agricoli, la rete di accordi commerciali dell'UE rappresenta una risorsa importante per mantenere aperti i mercati e aiutare le imprese a diversificare le loro catene di approvvigionamento.
Nel periodo di riferimento della relazione si possono segnalare anche altri due importanti sviluppi:
·in primo luogo, dal 1º gennaio 2021, terminato il periodo di transizione previsto dall'accordo di recesso tra l'UE e il Regno Unito e a seguito dell'applicazione provvisoria dell'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione UE-Regno Unito, il Regno Unito (inserito nella relazione) è diventato il primo partner commerciale preferenziale dell'UE, portando la quota degli scambi commerciali dell'UE con i partner preferenziali dal 32 % al 44 % rispetto al 2020. Tale sviluppo ha inciso anche sull'avanzo commerciale dell'UE con i partner preferenziali relativamente alle merci, che è passato da 124 miliardi di EUR nel 2020 (ma con un livello di scambi molto ridotto a causa della pandemia di COVID-19) a 208 miliardi di EUR nel 2021. L'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione UE-Regno Unito è un accordo "sui generis", che solleva problemi di natura molto particolare in quanto il Regno Unito ha cambiato status, trasformandosi da Stato membro con pieno accesso al mercato interno in paese terzo partner. Il 24 marzo 2022 la Commissione ha pubblicato una relazione distinta sull'attuazione e l'applicazione dell'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione UE-Regno Unito nel 2021, anno durante il quale l'attuazione ha puntato sull'accompagnamento delle imprese in tale transizione, chiarendo tra l'altro alcuni aspetti delle norme e dei sistemi del Regno Unito e rispondendo agli ostacoli agli scambi che rischiano di danneggiare i portatori di interessi dell'UE;
·in secondo luogo, nel 2021 si è registrato un notevole miglioramento delle relazioni transatlantiche con gli Stati Uniti: varie controversie importanti e di lunga data sono state risolte e si è creata una nuova dinamica collaborativa con il Consiglio per il commercio e la tecnologia (TTC).
Nel periodo di riferimento l'UE ha continuato a seguire il suo programma di attuazione e applicazione degli accordi commerciali agendo su quattro fronti principali e ottenendo buoni risultati, come dimostrano gli esempi seguenti.
Primo, la Commissione ha intensificato ulteriormente gli sforzi affinché i benefici concreti offerti dagli accordi commerciali siano sfruttati più facilmente, in particolare dalle piccole e medie imprese (PMI) affrontando nel contempo le questioni relative all'accesso al mercato e alla sostenibilità:
·più di tre milioni di utenti (per il 72 % appartenenti all'UE) hanno visitato la piattaforma della Commissione Access2Markets (che copre 135 mercati di esportazione e tutti i paesi dell'UE); sono stati aggiunti nuovi contenuti nelle parti riguardanti il commercio e gli appalti di servizi nell'UE ed è stato migliorato lo strumento di autovalutazione delle regole di origine (ROSA);
·nel 2021 sono stati eliminati interamente o parzialmente 39 ostacoli agli scambi (sei in più rispetto al 2020), principalmente mediante il dialogo cooperativo dell'UE con i 24 partner commerciali interessati; inoltre nel 2021 le esportazioni dell'UE verso paesi terzi sono aumentate di 7,2 miliardi di EUR grazie a 5 anni di lavoro, tra il 2015 e il 2020, per rimuovere gli ostacoli; lo sportello unico è stato accolto positivamente dai portatori di interessi; nel 2021 e nei primi quattro mesi del 2022 i portatori di interessi dell'UE lo hanno contattato più di 60 volte e sono state presentate 46 denunce su questioni relative all'accesso al mercato;
·si chiudono positivamente i due procedimenti segnalati nella relazione del 2021 nel quadro del regolamento sugli ostacoli agli scambi dell'UE, ossia quello relativo alle esportazioni di tequila dal Messico per il quale la Commissione ha concluso l'inchiesta il 4 febbraio 2022 che è stato risolto dal Messico, e quello relativo alle importazioni di piastrelle di ceramica in Arabia Saudita che sta per essere risolto.
Secondo, la Commissione ha portato avanti o ha avviato azioni legali di esecuzione presso l'OMC e mediante accordi bilaterali:
·contenzioso OMC: fino al 30 aprile 2022, su 612 controversie avviate presso l'OMC dal 1995, 110 sono state presentate dall'UE. La Commissione ha continuato a partecipare, anche in sostegno alla difesa, ai procedimenti in corso, e all'inizio del 2022 ha avviato quattro nuova azioni, di cui 2 contro la Cina, 1 contro l'Egitto e 1 contro il Regno Unito. Quest'ultima ha riguardato il settore dell'energia eolica: già il 1º luglio, nemmeno quattro mesi dopo la richiesta dell'UE di consultazioni presso l'OMC, le parti hanno concordato un percorso per dissipare il timore di discriminazioni dell'UE a proposito del programma britannico dei "contratti per differenza", che è il principale meccanismo del Regno Unito per sostenere la produzione di energia elettrica a basse emissioni di carbonio;
·al 30 aprile 2022, circa la metà delle controversie aperte presso l'OMC dopo l'entrata in vigore dell'accordo provvisorio multilaterale in materia di arbitrato d'appello ha riguardato i partecipanti dell'accordo stesso; con la Turchia, invece, l'UE ha concordato un accordo distinto in materia d'arbitrato per regolare eventuali appelli in due procedimenti (cfr. la sezione V per maggiori informazioni);
·l'UE ha continuato a ricorrere a meccanismi bilaterali di risoluzione delle controversie per risolvere le questioni con la Corea del Sud, l'Unione doganale dell'Africa australe e l'Algeria, mentre l'esecuzione del lodo nei confronti dell'Ucraina è sospesa in considerazione degli sviluppi politici.
Terzo, per completare il suo pacchetto di strumenti e affrontare le attuali sfide globali in una serie di settori, in particolare per sostenere le transizioni verdi e sostenibili, la Commissione
·ha concluso il riesame accelerato del suo piano d'azione in 15 punti sul commercio e lo sviluppo sostenibile
, anche per quanto riguarda gli aspetti relativi all'attuazione e all'applicazione degli accordi commerciali e il 22 giugno 2022 ha pubblicato la comunicazione "Il potere dei partenariati commerciali: insieme per una crescita economica verde e giusta";
·ha progredito nella sua proposta di aggiornamento del sistema di preferenze generalizzate: ha avviato discussioni con il Parlamento europeo e con il Consiglio sul nuovo regolamento SPG sulla base della sua proposta del 22 settembre 2021, in vista dell'adozione di un testo definitivo da parte dei colegislatori nell'ultimo trimestre del 2022.
Quarto, la Commissione ha compiuto progressi nei lavori relativi ad altri importanti nuovi strumenti dell'UE, alcuni attualmente all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio, altri appena adottati, per garantire condizioni di parità e difendere l'UE e i suoi Stati membri contro la coercizione economica:
·il 14 marzo 2022 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico su tutte le questioni in sospeso riguardanti la proposta della Commissione relativa a uno strumento per gli appalti internazionali. Grazie a tale regolamento l'UE potrà, fondamentalmente, limitare l'accesso ai mercati degli appalti dell'UE dei fornitori provenienti da paesi in cui un analogo accesso per l'UE non esiste. Tali restrizioni potrebbero comportare un adeguamento delle modalità di valutazione delle offerte provenienti dal paese interessato o comportare l'esclusione di alcuni offerenti originari del paese interessato. Il regolamento è stato pubblicato il 30 giugno ed è entrato in vigore il 29 agosto 2022;
·il 30 giugno il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico sulla proposta di regolamento relativo alle sovvenzioni estere distorsive del mercato interno presentata dalla Commissione il 5 maggio 2021, che colmerà una lacuna normativa del diritto dell'UE in materia di concorrenza, appalti pubblici e commercio: grazie a tale strumento la Commissione avrà il potere di indagare sui contributi finanziari concessi dalle autorità pubbliche di un paese terzo che conferiscono un vantaggio a imprese che esercitano un'attività economica (quali appalti o fusioni) nell'UE, e porre rimedio al loro effetto distorsivo. Il regolamento entrerà in vigore dopo l'adozione formale da parte del Consiglio e del Parlamento e con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Il regolamento diventerà direttamente applicabile in tutta l'UE sei mesi dopo l'entrata in vigore. Gli obblighi di notifica inizieranno ad applicarsi 9 mesi dopo l'entrata in vigore;
·l'8 dicembre 2021 la Commissione ha presentato una proposta relativa a uno strumento di lotta alla coercizione per garantire la protezione degli interessi dell'UE e degli Stati membri in caso di coercizione economica, vale a dire quando un paese terzo esercita pressioni sull'UE o su uno Stato membro in relazione a una scelta particolare, in qualsiasi settore di loro competenza, mediante misure che incidono sugli scambi o sugli investimenti. L'obiettivo principale dello strumento proposto è dissuadere i paesi terzi dal ricorrere alla coercizione economica nei confronti dell'UE o di uno Stato membro. Se ciononostante un paese terzo ricorre alla coercizione, la proposta prevede un processo di dialogo con il paese terzo per dissuaderlo dal proseguire l'opera di coercizione e fornisce, come ultima risorsa, strumenti di contrasto. La proposta contiene inoltre una disposizione dedicata alla cooperazione internazionale in materia di coercizione economica. Il Consiglio e il Parlamento europeo stanno preparando le rispettive posizioni per l'avvio dei negoziati interistituzionali, che dovrebbero iniziare nell'autunno del 2022.
Proseguendo nell'attuazione e applicazione degli accordi commerciali, la Commissione opera in stretta collaborazione con le altre istituzioni dell'UE e con gli Stati membri, in particolare. Nel primo trimestre del 2022 la Commissione, con il sostegno della presidenza francese, ha avviato un'ampia discussione su come rafforzare la cooperazione con gli Stati membri e i portatori di interessi (imprese, organizzazioni per la promozione del commercio, parti sociali, gruppi della società civile, organizzazioni non governative) sull'attuazione e applicazione degli accordi commerciali, operando sia a Bruxelles sia negli Stati membri e nei paesi terzi, dove vi sono più di 200 membri del personale della DG Commercio che lavorano tutto l'anno su questioni commerciali in 58 delegazioni dell'UE. La Commissione ha inoltre regolarmente riferito alla commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo per aggiornare i deputati in merito alle questioni più importanti relative all'attuazione e all'applicazione degli accordi commerciali e ha ricevuto i loro riscontri. Infine, ha anche avviato un dialogo con il Comitato economico e sociale, in particolare in considerazione del ruolo di quest'ultimo nel sostenere i gruppi consultivi interni (GCI) dell'UE istituiti nel quadro di 11 accordi commerciali conclusi dall'UE.
II.Sfruttare appieno le opportunità offerte dagli accordi commerciali dell'UE
II.1
Scambi commerciali con i partner preferenziali: principali sviluppi nel 2021
Nel 2021 il 44 % degli scambi commerciali dell'UE è stato realizzato nell'ambito di accordi commerciali preferenziali…
Nel 2021 gli scambi commerciali dell'UE con i suoi 74 partner preferenziali sono ammontati a 1 891 miliardi di EUR, ossia il 44 % del commercio estero dell'UE (vale a dire esclusi gli scambi tra Stati membri). Nello stesso anno le esportazioni dell'UE verso partner preferenziali hanno raggiunto i 1 049 miliardi di EUR e le importazioni dell'UE dallo stesso gruppo di paesi sono ammontate a 841 miliardi di EUR. Aggiungendo gli scambi commerciali con i partner con i quali l'UE ha terminato i negoziati per la conclusione di accordi che ora sono in corso di adozione o ratifica (3,4 %), la quota del commercio preferenziale dell'UE sul totale del suo commercio estero salirebbe al 47,4 %.
Figura 1: commercio estero dell'UE (2021)
Fonte: Eurostat, Comext (estrazione effettuata a marzo 2022).
Come illustra la figura 2, il Regno Unito è ora il principale partner preferenziale dell'UE, visto che rappresenta il 22,8 % degli scambi commerciali dell'UE con i 74 partner preferenziali, seguito da Svizzera (14,8 %), Turchia (8,3 %), Norvegia (6,9 %) e Giappone (6,6 %). Nel 2021 questi cinque partner hanno rappresentato quasi il 60 % degli scambi preferenziali dell'UE. Il Regno Unito è il terzo partner commerciale più importante dell'UE in assoluto, subito dopo la Cina e gli Stati Uniti, mentre la Svizzera occupa il quarto posto. La Turchia, la Norvegia, il Giappone e la Corea del Sud occupano dal sesto al nono posto dopo la Russia e prima dell'India.
Figura 2: scambi di merci dell'UE per partner preferenziale (2021)
Fonte: Eurostat, Comext (estrazione effettuata a marzo 2022).
Gli scambi di merci dell'UE con i partner preferenziali (escluso il Regno Unito) sono nuovamente cresciuti in misura maggiore rispetto al commercio internazionale dell'UE nel suo complesso…
Come nel periodo compreso tra il 2019 e il 2020, gli scambi commerciali tra l'UE e i partner preferenziali sono cresciuti in misura maggiore (19,5 %) tra il 2020 e il 2021 di quanto siano cresciuti gli scambi complessivi tra l'UE e tutti i partner commerciali (17,6 %) nello stesso periodo.
… mentre includendo il Regno Unito la crescita è stata inferiore
Come evidenziato nella figura 3, gli scambi tra l'UE e i suoi partner preferenziali più il Regno Unito sono aumentati del 13,3 %, ossia a un tasso inferiore rispetto agli scambi tra l'UE e tutti i paesi terzi (cresciuti del 17,6 %) e tra l'UE e i partner non ALS (cresciuti del 21,3 %) nello stesso periodo.
Figura 3: crescita annuale degli scambi per partner (2020-2021) - merci
Fonte: Eurostat, Comext (estrazione effettuata a marzo 2022).
Analogamente a quanto avvenuto per tutte le merci, nel 2021 gli scambi di prodotti agroalimentari tra l'UE e i 74 partner preferenziali sono cresciuti del 4,7 %, quindi più moderatamente di quelli tra l'UE e tutti i partner commerciali (che sono cresciuti del 7,2 %), sebbene le esportazioni dell'UE abbiano registrato un aumento leggermente più consistente (dell'8,2 %) rispetto alle esportazioni di prodotti agroalimentari dell'UE verso tutti i partner commerciali, che sono aumentate del 7,3 %. L'origine principale di tale tendenza sono le importazioni dal Regno Unito, che hanno subito un forte calo nel 2021 (del 24,5 %) e hanno subito maggiori effetti negativi delle importazioni di prodotti non agricoli, che sono diminuite solo del 12 % nello stesso periodo. Tra i possibili motivi vi sono l'introduzione di controlli sanitari e fitosanitari applicati dall'UE, ma anche le difficoltà incontrate dagli operatori del Regno Unito nel passaggio dal regime del mercato unico al regime commerciale di paese terzo per ampie quote delle loro esportazioni.
Al tempo stesso, nel 2021 l'avanzo commerciale dell'UE rispetto ai partner preferenziali è aumentato
D'altro canto, l'inclusione del Regno Unito tra i partner preferenziali dell'UE ha anche comportato un aumento dell'avanzo commerciale dell'UE rispetto ai partner preferenziali nel settore delle merci, che è passato da 124 miliardi di EUR nel 2020 a 208 miliardi di EUR nel 2021, nonostante il livello di scambi molto ridotto a causa della pandemia di COVID-19. Circa il 20 % dell'avanzo commerciale dell'UE con i partner preferenziali può essere attribuito al settore agroalimentare.
Anche nel 2021, come imposto dai rispettivi regolamenti, la Commissione ha monitorato le importazioni nell'UE di alcuni prodotti industriali e agroalimentari …
Obblighi specifici di monitoraggio degli scambi di merci con Corea del Sud, paesi partner in America latina
Come previsto dal regolamento (UE) n. 511/2011, la Commissione ha monitorato le importazioni in Corea del Sud di parti essenziali di automobili e di dispositivi elettronici dai principali fornitori al di fuori dell'UE. Nel 2021 le importazioni in Corea di motori a combustione (benzina e diesel) e loro parti sono aumentate rispetto al 2020 (+8 %), così come le importazioni di parti essenziali di automobili (+11 %). Sulla base di tali statistiche commerciali, non è possibile stabilire un nesso tra gli adeguamenti a titolo di restituzione dei dazi e l'aumento delle importazioni nell'UE di automobili dalla Corea del Sud.
La Commissione ha monitorato anche le importazioni nell'UE di banane fresche originarie della Colombia, dell'Ecuador, del Perù e dell'America centrale, come previsto dai regolamenti (UE) n. 19/2013 e (UE) n. 20/2013. L'andamento delle importazioni nel 2021 ha seguito le tendenze medie annuali osservate in passato. La Commissione continuerà ad analizzare regolarmente la situazione del mercato e dei produttori di banane dell'Unione e, se necessario, esaminerà la situazione insieme agli Stati membri e ai portatori di interessi.
Gli scambi di servizi sono diminuiti, tuttavia l'UE ha mantenuto un avanzo in questo settore
Gli ultimi dati disponibili per gli scambi di servizi sono quelli del 2020, ricavati dalle statistiche di Eurostat relative alla bilancia dei pagamenti. Gli scambi di servizi con i 73 partner preferenziali sono diminuiti del 16,7 % nel 2020 rispetto al 2019, in misura leggermente maggiore rispetto agli scambi totali di servizi con paesi terzi (14,6 %).
Figura 4: scambi di servizi dell'UE per partner preferenziale (2020)
Gli scambi di servizi tra l'UE e i partner preferenziali nel 2020 hanno registrato un avanzo commerciale di 91 miliardi di EUR, in calo rispetto ai 106 miliardi di EUR del 2019, ma ancora quasi il triplo dell'avanzo dell'UE rispetto a tutti i partner commerciali (ossia 33 miliardi di EUR nel 2020 contro 50 miliardi di EUR nel 2019).
Accordo plurilaterale sulla regolamentazione interna dei servizi
L'UE è stata in prima linea nei negoziati relativi allo storico accordo per ridurre gli oneri burocratici nei servizi. A dicembre 2021 un gruppo di 67 membri dell'OMC, tra cui l'UE, ha concluso con esito positivo i negoziati relativi all'iniziativa congiunta sulla regolamentazione interna dei servizi. Tale esito semplificherà norme inutilmente complicate e ridurrà le difficoltà procedurali incontrate dai prestatori di servizi. Secondo l'OCSE, l'attuazione del risultato di tali negoziati contribuirà a ridurre i costi degli scambi di servizi a livello mondiale di oltre 150 miliardi di USD all'anno.
I membri partecipanti dovrebbero iniziare ad integrare il risultato dei negoziati nei loro elenchi entro la fine del 2022. Una volta che gli elenchi riveduti entreranno in vigore, gli impegni in materia di regolamentazione interna si applicheranno erga omnes.
II.2
Progredire nell'attuazione degli accordi commerciali dell'UE in Asia, nelle Americhe, nel vicinato e nei paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico
La sottosezione II.2 fornisce una panoramica delle attività di attuazione svolte dalla Commissione in tre ambiti principali per garantire che gli accordi commerciali dell'UE diano risultati concreti, accompagnata da esempi riguardanti le quattro regioni geografiche (cfr. punti A, B e C), una panoramica delle attività volte a migliorare l'attuazione delle disposizioni in materia di commercio e sviluppo sostenibile negli accordi commerciali dell'UE (punto D) e informazioni sulla valutazione ex post della Commissione dell'accordo di libero scambio UE-Colombia-Ecuador-Perù (punto D).
A.Comunicare in merito agli accordi commerciali, aiutando le imprese a utilizzarli
È importante aiutare le imprese che studiano le possibilità di internazionalizzazione a lavorare su nuovi mercati e ad utilizzare gli ALS dell'UE
Prima dell'entrata in vigore di un nuovo accordo commerciale, e uno o due anni successivamente, i portatori di interessi devono familiarizzarsi con il nuovo regime commerciale. Nel 2021 questo ha posto alcuni problemi soprattutto alle imprese dell'UE che intrattenevano rapporti commerciali con il Regno Unito, le quali hanno dovuto abituarsi alle nuove relazioni commerciali nel quadro dell'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l'UE e il Regno Unito. Una comunicazione ben mirata e tempestiva si è rivelata essenziale:
·per agevolare l'applicazione dell'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l'UE e il Regno Unito, dal 1º gennaio 2021 la Commissione sta compiendo ogni sforzo per aiutare gli Stati membri e le imprese dell'UE a muoversi nel nuovo ambiente:
opubblicando sul suo sito web informazioni tempestive e dettagliate sulle disposizioni applicabili in materia di formalità per importare merci dell'UE nel Regno Unito;
ofornendo orientamenti dettagliati sul trattamento preferenziale, sulle norme di origine e sulle procedure doganali;
ocollaborando con il Regno Unito per fornire chiarimenti agli operatori, ove necessario.
Più in generale, la Commissione aiuta le imprese (anche mediante progetti finanziati dall'UE) a cogliere le opportunità ad assicurarsi il vantaggio della prima mossa fin dai primi giorni di validità di ciascun accordo.
·Nel 2021, ad esempio, è stato avviato un progetto dell'UE volto a migliorare la capacità delle imprese dell'UE (in particolare delle PMI) di aumentare gli scambi e gli investimenti in Vietnam, mediante la fornitura di informazioni pratiche su come sfruttare al meglio l'accordo di libero scambio UE-Vietnam. La guida online per le PMI dell'UE sul commercio e gli investimenti in Vietnam è stata pubblicata a marzo 2022.
Ciononostante, anche per quanto riguarda gli accordi in vigore da un certo periodo, restano potenzialità non sfruttate in settori diversi dallo scambio di merci. I progetti finanziati dall'UE mirano ad aiutare le imprese a sfruttarle.
·Ad esempio, nel 2021 la Commissione ha attuato un progetto dello strumento di partenariato relativo alla raccolta di dati sugli appalti pubblici in Cile per comprendere meglio tale mercato, ad esempio misurandone le dimensioni e descrivendone le caratteristiche e le barriere all'ingresso. Lo studio mostra, tra l'altro, che per il momento solo 11 dei 27 Stati membri partecipano al mercato cileno degli appalti pubblici, per lo più a livello centrale, mentre la penetrazione delle imprese dell'UE nel settore municipale è molto bassa. In particolare, nell'ambito della spesa per infrastrutture sembra esservi un mercato con ulteriori potenzialità per le imprese dell'UE. Gli insegnamenti tratti grazie al progetto contribuiranno a indirizzare gli sforzi per migliorare la partecipazione delle imprese europee a questo mercato.
·Grazie a un progetto dello strumento di partenariato sui tassi di utilizzo delle preferenze, concluso ad agosto 2021, la Commissione ha valutato il livello di utilizzo delle preferenze nelle esportazioni dell'UE nell'ambito dell'accordo commerciale con l'America centrale, individuando potenziali ambiti di miglioramento e rafforzando l'attuazione e l'applicazione degli accordi commerciali.
L'UE partecipa inoltre a progetti di cooperazione tecnica per contribuire a migliorare le condizioni applicabili agli scambi e agli investimenti nel quadro dei rispettivi accordi commerciali
·Nel 2021, ad esempio, l'UE e il Messico hanno utilizzato il progetto IP Key Latin America come strumento per garantire un'efficace protezione dei diritti di proprietà intellettuale, con una serie di attività nel settore della proprietà intellettuale (ad esempio convegno rivolto ai giudici, formazione relativa all'esame dei brevetti ecc.). Nel 2021 IP Key Latin America e l'Instituto Mexicano de la Propiedad Industrial hanno presentato uno studio sul contributo economico della proprietà intellettuale in Messico.
·Da novembre 2021 un programma di sostegno finanziato con 10 milioni di EUR dall'UE sostiene l'attuazione dell'accordo di partenariato economico (APE) UE-SADC in Sudafrica; il programma si propone di incrementare le opportunità imprenditoriali e commerciali promuovendo la piena attuazione dell'APE e l'integrazione regionale, in particolare per quanto riguarda i prodotti agricoli. Nello specifico il programma è incentrato sugli aspetti seguenti: i) risolvere le problematiche che limitano le esportazioni verso l'UE, connesse alla qualità delle infrastrutture e alla capacità tecnica nelle catene del valore del settore agricolo; e ii) aumentare la risposta alle opportunità offerte dall'APE da parte degli esportatori emergenti di prodotti agricoli in generale e con indicazioni geografiche riconosciute (IG).
B.Monitoraggio degli impegni assunti nell'ambito degli accordi commerciali dell'UE
Grazie al monitoraggio di ciò che avviene sul campo, la Commissione può prepararsi a indirizzare meglio le sue azioni di attuazione…
Principalmente tramite il personale delle delegazioni dell'UE, la Commissione ha monitorato l'evoluzione di una serie di paesi partner commerciali per orientare le proprie attività di attuazione, talvolta con il sostegno di progetti finanziati dall'UE.
·Nel 2021, ad esempio, la Commissione ha monitorato da vicino l'attuazione degli impegni assunti dal Regno Unito con l'accordo, sia in termini generali che, in particolare, prestando attenzione alla parità di condizioni e allo sviluppo sostenibile, soprattutto per quanto riguarda le norme del Regno Unito in materia di sovvenzioni, gli sviluppi relativi all'ambiente, compreso il settore chimico, il sistema di scambio di quote di emissione e i porti franchi.
·La Commissione ha inoltre monitorato da vicino le sovvenzioni a sostegno delle energie rinnovabili del programma dei "contratti per differenza" (CfD) del Regno Unito, quale possibile modello per altri regimi di sovvenzione del Regno Unito.Le preoccupazioni sorte nel corso di tale monitoraggio hanno condotto all'inizio del 2022 all'avvio di un procedimento per la risoluzione di una controversia in seno all'OMC, relativo all'apparente inclusione di fattori quali "la percentuale di contenuto del Regno Unito nei criteri di valutazione per la scelta dei fornitori" (cfr. anche la sezione V.I).
È essenziale monitorare da vicino l'attuazione delle disposizioni in materia di commercio e sviluppo sostenibile degli accordi commerciali dell'UE…
La Commissione presta particolare attenzione al rispetto, da parte dei partner commerciali, degli impegni in materia di commercio e sviluppo sostenibile previsti dagli accordi commerciali dell'UE. Tale monitoraggio è condotto tramite i lavori dei comitati per il commercio e lo sviluppo sostenibile, coadiuvati dalle strutture create per coinvolgere la società civile.
Nel 2021 e nel primo trimestre del 2022 tutti i comitati per il commercio e lo sviluppo sostenibile, ad eccezione di quelli di Singapore e Moldova, si sono riuniti come previsto, anche se per lo più in forma virtuale a causa della pandemia di COVID-19. Occorre citare in particolare le prime riunioni dei comitati per il commercio e lo sviluppo sostenibile previsti dagli accordi UE-Vietnam e UE-Regno Unito di recente istituzione.
Nel corso delle riunioni i comitati hanno affrontato questioni quali il lavoro forzato, la libertà di associazione, il dialogo sociale, la discriminazione sul lavoro e altre limitazioni dell'applicazione dei principi fondamentali in materia di lavoro, nonché la ratifica e l'effettiva attuazione delle convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), comprese quelle in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L'impatto della pandemia di COVID-19 sul mondo del lavoro è stato di vasta portata aggravando la povertà e le disparità di genere, economiche e sociali; si è in tal modo riaffermata la necessità di un'efficace attuazione degli impegni in materia di principi e diritti fondamentali sul lavoro.
In seno ai comitati per il commercio e lo sviluppo sostenibile, l'UE e i suoi partner commerciali hanno inoltre monitorato l'attuazione degli accordi multilaterali in materia di ambiente e discusso di come affrontare congiuntamente le sfide ambientali, in particolare per quanto riguarda i cambiamenti climatici, l'economia circolare e l'efficienza delle risorse (ad esempio plastica, rifiuti e residui), scambiando opinioni sui piani d'azione nazionali per il clima e la biodiversità. L'UE si è avvalsa di tali opportunità per fornire aggiornamenti sulle politiche del Green Deal dell'UE (come il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, il piano d'azione per l'economia circolare e la strategia forestale, compresa l'iniziativa sulla deforestazione) e ha sostenuto tali politiche tra i suoi partner commerciali più stretti, spesso con il sostegno di iniziative di cooperazione concordate congiuntamente. In particolare, in seno al comitato per il commercio e lo sviluppo sostenibile tra l'UE e il Vietnam, nel novembre 2021, e tra l'UE e il Giappone nel gennaio 2022, tra altre questioni sono state affrontate in modo approfondito quelle relative ai cambiamenti climatici e ai contributi determinati a livello nazionale all'accordo di Parigi.
C.Usare il quadro istituzionale degli accordi di libero scambio dell'UE per ottenere l'accesso ai mercati, risolvere i problemi e promuovere la cooperazione
I comitati e i gruppi di lavoro istituiti dagli accordi commerciali dell'UE costituiscono la sede principale per attuare gli impegni e per trasformare i contratti scritti in vantaggi pratici per i portatori di interessi di entrambe le parti. I comitati si riuniscono di norma una volta all'anno e sono copresieduti da rappresentanti delle parti. Il comitato misto per il commercio si riunisce spesso a livello ministeriale/di commissario ed è preparato da sottocomitati guidati da funzionari di alto grado o a livello tecnico, a seconda dei casi. Le informazioni sugli ordini del giorno e sulle relazioni successive alle riunioni sono pubblicate sul sito web della Commissione.
I lavori dei comitati e dei gruppi di lavoro sono pluridisciplinari e sono utilizzati in modo proattivo per aumentare l'accesso al mercato, dare seguito agli impegni in materia di commercio e sviluppo sostenibile o parità di condizioni, evitare o eliminare gli ostacoli agli scambi o rafforzare la cooperazione, offrendo nel contempo anche una piattaforma per il dialogo con i portatori di interessi e la società civile. Di seguito sono riportati alcuni esempi.
Il quadro istituzionale ha contribuito a sprigionare ulteriormente il potenziale degli ALS per quanto riguarda i servizi e i diritti di proprietà intellettuale
·A febbraio 2021 il Giappone e l'UE, in occasione della riunione del comitato misto per il commercio, hanno deciso di aggiungere 28 indicazioni geografiche per l'UE e 28 per il Giappone all'elenco delle indicazioni geografiche protette a norma dell'accordo. È la seconda volta che l'elenco delle IG è ampliato e l'UE e il Giappone stanno attualmente lavorando a un terzo ampliamento.
·A marzo 2022 il Canada e l'UE, in collaborazione con il comitato CETA per i servizi, hanno concluso con successo i negoziati relativi a un accordo di reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali degli architetti, il quale sarà il primo accordo in assoluto sulle qualifiche professionali firmato dall'UE con un paese terzo. Una volta entrato in vigore, gli architetti dell'UE e del Canada che soddisfano i criteri stabiliti nell'accordo potranno ottenere il riconoscimento delle loro qualifiche e potranno quindi prestare i loro servizi nel territorio dell'altra parte più facilmente.
Contatti regolari con i paesi partner nei periodi tra le riunioni dei comitati hanno rafforzato la fiducia tra le parti, contribuendo a prevenire eventuali ostacoli
I comitati ALS sono anche una sede di discussione dove le parti si aggiornano reciprocamente sui rispettivi approcci normativi e legislativi e sulle relative iniziative future, con la possibilità di sviscerare eventuali ostacoli prima che diventino legge; la loro esistenza inoltre rafforza la fiducia reciproca, consentendo di trovare soluzioni pratiche non solo in occasione delle riunioni annuali periodiche. La cooperazione tra la Commissione, le delegazioni dell'UE, le ambasciate degli Stati membri e le imprese interessate nei paesi partner si è dimostrata fondamentale.
·A marzo 2022, grazie alla cooperazione tra la delegazione dell'UE e gli Stati membri, è stato possibile evitare le misure di salvaguardia programmate dal Marocco sulle importazioni di vergelle e acciai di armatura per calcestruzzo, fogli di acciaio laminati a freddo e fogli placcati o rivestiti.
·Nel 2021 gli sforzi coordinati dell'UE e degli Stati membri, come pure la cooperazione delle autorità egiziane, hanno permesso di evitare la reintroduzione programmata dei dazi doganali egiziani sulle automobili importate dall'UE.
Gli scambi in seno ai comitati e agli organi degli ALS sono anche un mezzo per ottenere chiarimenti, aumentare la trasparenza e fornire un contributo ai processi di consultazione pubblica.
·Nel 2021, ad esempio, l'UE ha contribuito alla consultazione pubblica in Vietnam riguardante le modifiche in corso della legislazione sui prodotti farmaceutici, dopo aver espresso preoccupazioni a livello tecnico e politico in merito alla complessità di norme che operavano discriminazioni tra le autorità di regolamentazione degli Stati membri.
·In seguito ai contatti a livello politico e alle discussioni in seno al comitato per lo scambio di merci istituito dall'ALS UE-Corea, la Corea ha comunicato che i portatori di interessi europei avrebbero avuto una nuova possibilità di esprimere il proprio parere sulle nuove norme sugli obblighi di contenuto locale del mercato dell'energia eolica offshore pubblicate a dicembre 2021.
Il quadro istituzionale degli accordi commerciali dell'UE ha nuovamente contribuito a rimuovere gli ostacoli esistenti nei paesi partner
L'eliminazione degli ostacoli esistenti è spesso difficile, anche da un punto di vista politico poiché è necessario che in tal caso governi o legislatori annullino provvedimenti che avevano precedentemente approvato. Una volta revocata, inoltre, la legislazione restrittiva può continuare a influenzare le pratiche delle autorità locali. In risposta a queste sfide, gli interventi coordinati della Commissione, delle delegazioni dell'UE, degli Stati membri e dei portatori di interessi hanno in genere maggiori possibilità di successo.
·Nel 2021, ad esempio, il Canada ha compiuto progressi nell'eliminazione di alcune misure discriminatorie su vini e bevande spiritose mantenute a livello federale e provinciale. Inoltre, dopo diversi anni di negoziati, il Canada ha accettato un certificato armonizzato UE per le carni di pollame, facilitando ulteriormente gli scambi commerciali per gli esportatori degli Stati membri autorizzati.
·La Turchia non richiede più la prova dell'origine per i prodotti originari di paesi terzi e, a seguito degli interventi della Commissione nel 2021, le autorità turche hanno fornito ulteriori chiarimenti agli importatori turchi. Da allora, il numero complessivo dei certificati di origine richiesti è diminuito gradualmente, anche per i prodotti originari dell'UE. Nel contempo tra le richieste fondamentali da parte dell'UE continua a figurare l'attuazione non discriminatoria del protocollo addizionale all'accordo di associazione nei confronti di tutti gli Stati membri, compresa la Repubblica di Cipro.
·Su richiesta della Commissione, il Vietnam ha approvato un elenco provvisorio di 35 stabilimenti interessati ad esportare nel paese prodotti di origine animale e/o prodotti della pesca. Tali stabilimenti possono ora iniziare ad esportare i prodotti suddetti in Vietnam senza alcuna ispezione o controllo documentale.
I comitati e i gruppi di lavoro ALS hanno inoltre sostenuto la cooperazione bilaterale tra le parti su questioni commerciali, spesso legate a regolamentazioni…
La cooperazione nel contesto degli ALS dell'UE è parte integrante dei lavori di molti comitati e i suoi esiti nel 2021 sono stati ancora una volta positivi, come dimostrano gli esempi seguenti.
·L'UE e il Giappone si scambiano regolarmente informazioni e discutono questioni in sospeso relative a vari settori, tra cui la regolamentazione dei dispositivi medici. Nel 2021, in seguito a discussioni bilaterali e alla cooperazione con l'industria, in Giappone sono stati introdotti miglioramenti normativi per quanto riguarda le istruzioni in formato elettronico per l'uso dei dispositivi medici e il dialogo con i fabbricanti per abbreviare, ove possibile, i ritardi nell'approvazione all'immissione in commercio.
·L'UE e il Canada cooperano su aspetti della regolamentazione mediante il Forum di cooperazione regolamentare CETA. È proseguito lo scambio di informazioni tra il sistema RAPEX dell'UE e il sistema RADAR del Canada, dedicati alla sicurezza dei consumatori, e sono state organizzate formazioni destinate agli utenti dei sistemi di entrambe le parti al fine di migliorare l'accesso ai dati e alle notifiche di allarme mirate. Inoltre, a luglio 2021 l'UE e il Canada hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sul benessere degli animali e hanno discusso vari temi, tra cui la protezione degli animali durante il trasporto marittimo e le possibili opzioni per l'etichettatura relativa al benessere degli animali.
·Nel 2021 i servizi della Commissione e le autorità coreane hanno progredito nella cooperazione tecnica sulla certificazione elettronica e sull'armonizzazione dei certificati sanitari per agevolare ulteriormente gli scambi di diversi prodotti agroalimentari trasformati.
… mentre i comitati per il commercio e lo sviluppo sostenibile hanno permesso di approfondire la cooperazione sulla sostenibilità, anche in sedi multilaterali
·Nella riunione del gennaio 2022 del comitato per il commercio e lo sviluppo sostenibile, l'UE e il Giappone hanno discusso della loro cooperazione in sedi multilaterali, come ad esempio la convenzione internazionale sui cambiamenti climatici (per quanto riguarda le iniziative sul metano e sulla deforestazione), manifestando la loro disponibilità a cooperare per compiere ulteriori progressi verso la COP27.
·Nella riunione del febbraio 2022 del comitato per il commercio e lo sviluppo sostenibile istituito nell'ambito del CETA, l'UE e il Canada hanno discusso della cooperazione su questioni commerciali e di diritto del lavoro in una serie di settori strategici, tra cui la lotta al lavoro forzato e al lavoro minorile nelle catene di approvvigionamento globali. Entrambe le parti hanno sottolineato il loro appoggio all'OIL e la stretta cooperazione con l'Organizzazione.
Gli accordi di partenariato economico con i partner dell'UE dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico hanno continuato a fornire incentivi per le riforme, sostenuti dalla cooperazione allo sviluppo…
Gli accordi di partenariato economico (APE) con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico sono caratterizzati da una marcata dimensione di sviluppo e forniscono incentivi alle riforme di cui la cooperazione allo sviluppo può fare tesoro. Per un'attuazione efficace di tali accordi sarà necessario eliminare gli ostacoli interni agli scambi di questi paesi mediante gli aiuti al commercio. La relazione 2021 sui progressi dell'UE in materia di aiuti al commercio dimostra che l'UE, insieme ai suoi Stati membri, è stata la principale fonte a livello mondiale di aiuti al commercio, con una quota del 38 % nel 2019, pari a 17,9 miliardi di EUR, e che il 96 % degli aiuti al commercio dell'UE nello stesso anno è stato destinato a paesi che hanno un accesso preferenziale al mercato dell'UE. La relazione contiene inoltre ulteriori informazioni sugli aiuti al commercio della Commissione e degli Stati membri, ad esempio mediante il sostegno alla capacità delle PMI di cogliere le opportunità offerte dagli accordi commerciali e al miglioramento delle questioni relative al commercio e allo sviluppo sostenibile. Il sito web dell'UE dedicato agli aiuti al commercio contiene una mappa interattiva dei paesi beneficiari con esempi di progetti di aiuti al commercio contestualizzati.
… e hanno continuato a ospitare proficue discussioni in materia di sostenibilità
Nel 2021 le parti hanno proseguito il dialogo sulla sostenibilità della catena del valore del cacao con il Ghana e la Costa d'Avorio, con il Camerun come osservatore.
·Nel 2021 si sono svolte otto tavole rotonde tematiche denominate CocoaTalks, che hanno affrontato vari aspetti della sostenibilità nella catena del valore del cacao, quali il reddito di sussistenza, le norme, la trasparenza e la tracciabilità in relazione al lavoro minorile e alla deforestazione, il dovere di diligenza, l'agrosilvicoltura, l'assistenza allo sviluppo e per i finanziamenti e il punto di vista dei consumatori.
·I CocoaTalks del 2021 si sono conclusi a dicembre 2021 con una riunione tecnica conclusiva nella quale si è fatto il punto sulle riunioni tematiche ed è stata delineata la via da seguire (ossia la tabella di marcia e i punti d'azione), confermata in occasione di un evento politico ad alto livello il 28 giugno 2022.
D.Attenzione puntata sul commercio e sullo sviluppo sostenibile
Una nuova comunicazione della Commissione illustra come l'UE rafforzerà ulteriormente il contributo degli accordi commerciali allo sviluppo sostenibile…
A seguito della revisione del piano d'azione in 15 punti
e di un processo di consultazione della durata di un anno, nel giugno 2022 la Commissione ha pubblicato la comunicazione "Il potere dei partenariati commerciali: insieme per una crescita economica verde e giusta. Le parti sociali (imprese, sindacati, gruppi ambientalisti e a favore dei diritti umani) hanno presentato numerosi contributi, che rappresentano una vasta gamma di interessi economici, sociali e ambientali. La Commissione ha inoltre avviato un ampio scambio di opinioni con il Parlamento europeo, gli Stati membri e il Comitato economico e sociale europeo. Sulla base dei contributi e delle raccomandazioni ricevuti, la Commissione ha individuato una serie di priorità politiche e punti d'azione chiave che, considerati insieme, concentrano maggiormente l'attenzione sulla garanzia di un'efficace attuazione delle disposizioni in materia di commercio e sviluppo sostenibile negli accordi commerciali dell'UE.
… in particolare rafforzando il ruolo della società civile…
Grazie al riesame del piano d'azione sul commercio e lo sviluppo sostenibile, la Commissione garantisce ora un processo di consultazione più inclusivo della società civile in tutte le fasi del ciclo di vita degli accordi commerciali. Essa rafforza ulteriormente il ruolo dei gruppi consultivi interni (GCI) continuando a fornire risorse per il loro sostegno logistico e il loro funzionamento e invitando i rappresentanti dei GCI dell'UE al gruppo di esperti degli Stati membri sul commercio e lo sviluppo sostenibile presieduto dalla Commissione. I GCI sono ora maggiormente coinvolti nella preparazione delle riunioni del comitato per il commercio e lo sviluppo sostenibile e, in particolare, nell'individuazione e nel monitoraggio delle priorità di attuazione. La Commissione inoltre promuove e agevola una maggiore interazione tra i GCI dell'UE e dei paesi partner e promuove la trasparenza riguardo alla loro composizione. I GCI dell'UE sono anche consultati in merito ai progetti di assistenza tecnica dell'UE correlati a commercio e sviluppo sostenibile dei paesi o delle regioni partner.
… e concentrandosi su un'applicazione più rigorosa degli impegni in materia di commercio e sviluppo sostenibile, ove necessario.
Il nuovo approccio della Commissione prevede un meccanismo di applicazione rafforzato, che è attivato quando l'impegno basato sulla cooperazione fallisce ed è necessario intervenire mediante una procedura decisoria (o un gruppo di esperti) affinché l'altra parte si conformi agli impegni concordati in materia di commercio e sviluppo sostenibile. L'UE prevede di includere procedure in materia di commercio e sviluppo sostenibile nella fase di conformità, ossia il periodo in cui la parte soccombente deve attuare il lodo. Tali procedure prevedono un periodo durante il quale la parte soccombente si conforma ai propri impegni, consentendo sia al panel di esperti sia all'altra parte di verificare se ciò avvenga. L'UE intende inoltre prevedere la possibilità di applicare sanzioni commerciali in casi gravi di inosservanza dei principi e dei diritti fondamentali enunciati dall'OIL in materia di lavoro o in casi di comportamenti che vanificano significativamente l'oggetto e lo scopo dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
La Commissione ha inoltre migliorato il meccanismo di denuncia delle violazioni degli impegni in materia di commercio e sviluppo sostenibile.
Applicando il nuovo approccio dopo il riesame del piano d'azione in materia di commercio e sviluppo sostenibile, la Commissione ha riveduto i propri orientamenti operativi per lo sportello unico in risposta a preoccupazioni e richieste particolari espresse dai portatori di interessi.
·In particolare, gli orientamenti riveduti offrono maggiore trasparenza e prevedibilità ai portatori di interessi in materia di commercio e sviluppo sostenibile, chiarendo meglio chi può presentare denunce. Ad esempio, si afferma esplicitamente che i gruppi consultivi interni possono presentare denunce e che i denuncianti dell'UE possono anche rappresentare gli interessi di parti situate nei paesi partner commerciali dell'UE.
·Gli orientamenti operativi introducono inoltre miglioramenti procedurali, in particolare per quanto riguarda i tempi della valutazione iniziale. La Commissione pubblica inoltre informazioni non riservate sulle denunce in materia di commercio e sviluppo sostenibile con l'intento di informare maggiormente i portatori di interessi in merito alle restrizioni incontrate nei paesi terzi, riproducendo l'approccio seguito per l'accesso al mercato.
·Gli orientamenti operativi riveduti introducono cronoprogrammi che la Commissione seguirà come regola generale per trattare le denunce in materia di commercio e sviluppo sostenibile: 10 giorni lavorativi per la conferma del ricevimento della denuncia; 20 giorni lavorativi per la prima risposta al denunciante e 120 giorni lavorativi per il completamento della valutazione preliminare della denuncia.
Nel periodo di riferimento la Commissione ha inoltre monitorato il rispetto della Corea della pronuncia del panel nella controversia bilaterale sui diritti dei lavoratori…
La Commissione ha proseguito il monitoraggio dell'esecuzione della pronuncia datata 20 gennaio 2021 del panel di esperti in materia di commercio e sviluppo sostenibile.
·Per quanto riguarda la ratifica delle convenzioni fondamentali dell'OIL, nell'aprile 2022 tre di esse sono entrate in vigore in Corea, ossia le convenzioni n. 87 sulla libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale, n. 98 sul diritto di organizzazione e di negoziazione collettiva e n. 29 sul lavoro forzato.
·A livello nazionale, la Corea ha migliorato la normativa sul lavoro approvando modifiche in materia. Nel novembre 2021 le parti hanno riunito un comitato provvisorio per il commercio e lo sviluppo sostenibile che ha valutato in particolare l'attuazione delle modifiche legislative della legge coreana sui sindacati e dei relativi orientamenti di attuazione.
·Per quanto riguarda la ratifica dell'ultima convenzione fondamentale dell'OIL in sospeso, la convenzione n. 105 sull'abolizione del lavoro forzato, la Corea ha confermato il proprio impegno a proseguire i lavori per la ratifica e ha pubblicato lo studio concordato che individua le disposizioni nazionali che devono essere modificate per essere conformi alla convenzione dell'OIL. Le parti proseguiranno gli scambi al fine di accelerare la ratifica.
… e ha monitorato le misure adottate dal Vietnam per coinvolgere la società civile nell'attuazione del capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibile
Sebbene con un certo ritardo, il Vietnam ha istituito il proprio GCI il 17 agosto 2021. Il 30 dicembre 2021, il Vietnam ha inoltre dato seguito alla sua promessa di ampliare la composizione del proprio GCI, portando i membri da tre a sei, sebbene si presuma che nessuna organizzazione indipendente di lavoratori ne faccia parte. Dopo l'istituzione del GCI, il comitato per il commercio e lo sviluppo sostenibile e il forum congiunto hanno tenuto una prima riunione nel novembre 2021. La Commissione continuerà a monitorare da vicino l'ottemperanza da parte del Vietnam di tutti gli obblighi che ad esso incombono in forza del capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibile, inclusi gli elementi relativi al GCI.
La Commissione ha costantemente collaborato con i portatori di interessi della società civile e con i gruppi consultivi interni per attuare gli impegni in materia di commercio e sviluppo sostenibile assunti nell'ambito degli accordi commerciali dell'UE
La Commissione segue un processo consolidato per svolgere riunioni con i portatori di interessi della società civile dell'UE, il cosiddetto "dialogo con la società civile", per comunicare e discutere questioni in materia di politica commerciale. A livello bilaterale, la Commissione mantiene regolari contatti con i gruppi consultivi interni istituiti nell'ambito degli accordi per scambiare informazioni e fornire un riscontro sul processo di attuazione.
Dopo le riunioni del comitato per il commercio e lo sviluppo sostenibile si tengono periodicamente anche riunioni congiunte tra i governi e i rappresentanti della società civile di entrambe le parti, con effetti positivi per il processo di attuazione.
·Ad esempio, nel caso dell'Ecuador, le osservazioni congiunte dei rappresentanti della società civile hanno messo in evidenza le difficoltà incontrate da una organizzazione dei lavoratori del settore bananiero per essere registrata come "sindacato". La Commissione, in occasione della riunione periodica con le controparti governative, ha espresso preoccupazione per la violazione degli impegni fondamentali in materia di diritto del lavoro e ha ricordato le raccomandazioni formulate dall'OIL. Sebbene il governo non abbia mai riconosciuto la questione come problematica, un giudice locale ha accolto il ricorso e ha chiesto al governo di concedere lo status di sindacato all'organizzazione in questione.
·In un altro caso, nel novembre 2021 la Commissione ha agito sulla base di informazioni specifiche fornite dal GCI dell'UE istituito nell'ambito dell'ALS UE-Corea per sollevare un caso di presunta discriminazione in Corea nei confronti dei lavoratori addetti alle consegne. La Corea ha chiarito che a tali lavoratori non era negato lo status di lavoratore, ma ha ammesso che vi erano difficoltà per il riconoscimento del loro diritto alla contrattazione collettiva. La questione è ancora all'esame.
Il 5 luglio 2021 il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha introdotto e organizzato la prima riunione di tutti i GCI dell'UE, rivolta ai membri di ciascun gruppo consultivo interno dell'UE istituito nel quadro di 11 accordi commerciali dell'UE. Sono stati invitati a partecipare rappresentanti di alto livello del Parlamento europeo e della Commissione. Le discussioni hanno portato alla formulazione di un documento informale dal titolo "Rafforzare e migliorare il funzionamento dei gruppi consultivi interni per il commercio dell'UE" pubblicato nell'ottobre 2021. Tra le proposte presentate, molte sono state prese in considerazione nel riesame del piano d'azione sul commercio e lo sviluppo sostenibile della Commissione, in particolare le proposte volte a rafforzare ulteriormente il ruolo dei GCI fornendo loro risorse per il sostegno logistico, invitare i rappresentanti dei GCI dell'UE alle riunioni del gruppo di esperti degli Stati membri in materia di commercio e sviluppo sostenibile, coinvolgere i GCI dell'UE nell'individuazione e nel monitoraggio delle priorità di attuazione e promuovere la trasparenza. La Commissione, da parte sua, si aspetta che le organizzazioni della società civile forniscano contributi tempestivi, ben documentati e basati su dati concreti, essenziali per l'identificazione delle questioni, la definizione delle priorità e la realizzazione degli interventi in materia di commercio e sviluppo sostenibile.
... e ha proseguito la collaborazione con l'OIL per fornire assistenza tecnica a una serie di partner commerciali
Nel 2021 la Commissione ha continuato la sua stretta collaborazione con le organizzazioni internazionali quali l'OIL e l'OCSE per promuovere il commercio sostenibile, come dimostrano gli esempi seguenti.
·La Commissione affianca l'OCSE, l'OIL e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani nell'attuazione del progetto quadriennale "Responsible business conduct in Latin America and the Caribbean" (2019-2022), che mira a promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nella regione sostenendo pratiche di condotta responsabile delle imprese coerentemente con gli strumenti internazionali. Il progetto è realizzato in partenariato con il Cile e il Messico, entrambi membri dell'OCSE, come pure con Argentina, Brasile, Colombia, Costa Rica e Perù, che hanno aderito agli orientamenti dell'OCSE destinati alle imprese multinazionali e hanno istituito un punto di contatto nazionale per una condotta responsabile delle imprese, oltre che con altre due economie partner, precisamente Ecuador e Panama.
·Un altro programma parallelo ("Responsible Supply Chains in Asia") è attuato in sei paesi asiatici (Cina, Giappone, Myanmar/Birmania, Thailandia, Filippine e Vietnam) per incoraggiare progressi economici, sociali e ambientali sostenibili e inclusivi, integrando pratiche commerciali responsabili nelle attività delle società multinazionali e nelle loro catene di approvvigionamento.
·Fino allo scoppio della guerra, l'UE ha collaborato con l'OIL per attuare il progetto comune "Towards safe, healthy and declared work in Ukraine", con il quale si fornivano elementi per l'elaborazione di progetti di legge in materia di relazioni industriali, salute e sicurezza sul lavoro e ispezioni sul lavoro. Il progetto mira a promuovere il lavoro sicuro, sano e dichiarato in Ucraina.
·Nel 2021-2022 il progetto UE-OIL "Trade for Decent Work" è proseguito per alcuni paesi partner commerciali dell'Asia e dell'Africa e ha anche sostenuto alcune attività specifiche ad hoc in alcuni paesi dell'America latina. È in corso la preparazione per il proseguimento del progetto nel 2023.
… utilizzando nel contempo gli accordi commerciali per promuovere la cooperazione volta ad affrontare le sfide ambientali
·Nel 2021 l'UE ha sostenuto la transizione della Colombia verso un'economia più sostenibile e rispettosa dell'ambiente mediante i suoi progetti di cooperazione, tra i quali in particolare un progetto pilota sull'estrazione mineraria sostenibile nella regione della Colombia che si affaccia sul Pacifico e in cui la povertà è molto diffusa.
·A giugno 2021 l'UE e il Giappone hanno organizzato congiuntamente un evento incentrato sulle tecnologie e sui settori essenziali per conseguire la neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2050. Sfruttando l'effetto della cooperazione UE-Giappone su regolamenti e norme e basandosi sull'intensità degli scambi bilaterali, le imprese hanno condiviso esperienze e conoscenze sulle potenzialità di crescita verde legate alla cooperazione nei settori delle energie rinnovabili, dell'idrogeno, della mobilità pulita e delle materie prime necessarie a tali industrie.
E.Valutare l'impatto degli accordi commerciali per indirizzare le attività di attuazione
La Commissione continua a prestare particolare attenzione alla valutazione dell'impatto dei suoi accordi commerciali sia per quanto riguarda accordi specifici sia per quanto riguarda questioni trasversali a diversi accordi. Le valutazioni ex post contribuiscono a migliorare gli accordi futuri, ma forniscono anche un punto di riferimento per la definizione delle priorità quanto all'attuazione e all'applicazione degli accordi in essere. Le valutazioni ex post dell'APE Cariforum e degli ALS conclusi dall'UE con sei paesi mediterranei sono state pubblicate rispettivamente nel gennaio e nel marzo 2021 e sono state citate anche nella relazione annuale 2021, mentre ad aprile 2022 la Commissione ha completato la valutazione ex post dell'accordo commerciale tra l'UE e la Colombia, il Perù e l'Ecuador.
Valutazione ex post dell'ALS UE-Colombia-Perù-Ecuador: principali conclusioni
·Nei paesi andini l'accordo ha avuto effetti positivi sul PIL, stimati in 728 milioni di USD, a vantaggio di tutte le parti. Anche gli effetti stimati sull'occupazione, sul welfare e sulla riduzione della povertà sono stati positivi.
·Sebbene gli effetti complessivi siano probabilmente modesti, l'accordo e le esportazioni verso l'UE hanno creato posti di lavoro nelle zone rurali di tali paesi. I settori in cui sono stati creati posti di lavoro sono in particolare quello ortofrutticolo, dello zucchero, della frutta a guscio e della pesca. Nell'industria ne hanno beneficiato settori quali i prodotti alimentari, i prodotti chimici o i tessili (questi ultimi in Colombia e Perù).
·La necessità di adeguarsi alle norme del mercato dell'UE ha migliorato gli standard di produzione dei paesi andini, portando a una maggiore qualità dei prodotti, un aumento della quantità di prodotti biologici trainato dalla domanda dell'UE, la protezione delle indicazioni geografiche, migliore rispetto delle norme in materia di lavoro o ambiente, ad esempio l'applicazione di disciplinari e della certificazione.
·L'accordo ha consentito l'istituzione di una piattaforma per l'impegno a favore della sostenibilità, con comitati periodici e progetti regolari che consentono di trattare ambiti problematici, ad esempio la libertà di associazione, forme di lavoro dignitose e il lavoro minorile, per i quali sono stati individuati possibili miglioramenti nei settori soggetti agli effetti dell'accordo.
·Diversificazione degli scambi: l'accordo ha contribuito alla diversificazione e all'aumento delle esportazioni, in particolare per le PMI.
A gennaio 2022 sono state pubblicate le raccomandazioni formulate dal consulente. La valutazione e le azioni di follow-up della Commissione/DG Commercio saranno incluse in un documento di lavoro dei servizi della Commissione che dovrebbe essere pubblicato nel primo semestre del 2023.
III.
Aiutare le piccole e medie imprese a inserirsi nel commercio globale
Le PMI e le imprese a conduzione familiare, che rappresentano il 93 % degli esportatori dell'UE, continuano ad essere al centro delle attività della Commissione volte a promuovere i vantaggi degli accordi commerciali dell'UE
Nonostante i tempi difficili dal punto di vista economico e politico, i mercati globali non solo rimangono un'importante fonte di crescita, ma rappresentano anche un grande potenziale di ripresa economica. Nel 2021 la Commissione ha continuato ad adoperarsi per aiutare le PMI a utilizzare gli accordi commerciali dell'UE, poiché tali imprese se da un lato rappresentano la grande maggioranza degli esportatori in termini numerici, dall'altro rappresentano solo un terzo delle esportazioni dell'UE in termini di valore. La Commissione ha inoltre continuato a promuovere il principio della "piccola impresa" in sedi multilaterali quali l'OMC e il G20, ed è stata attiva nel gruppo di lavoro informale dell'OMC sulle micro, piccole e medie imprese in preparazione della conferenza ministeriale dell'Organizzazione. rinviata ma che infine si è tenuta a giugno 2022.
A.Migliorare e promuovere: Access2Markets
La piattaforma Access2Markets, varata nell'ottobre 2020, contiene informazioni pratiche dettagliate, disponibili gratuitamente in tutte le lingue ufficiali dell'UE, destinate alle imprese che desiderano importare o esportare merci. Le informazioni sulle esportazioni riguardano le tariffe, le tasse, le procedure e le formalità relative a 135 mercati di esportazione, le norme di origine, le statistiche e gli ostacoli agli scambi. Informazioni analoghe sono disponibili per le importazioni nell'UE, in particolare per quanto riguarda le tariffe, le tasse, le prescrizioni in materia di importazione, le norme di origine e le statistiche relative a tutto il mondo.
A partire dal 1º gennaio 2021, sono fornite anche informazioni complete sugli scambi commerciali dell'UE con il Regno Unito. Nel 2022, con lo svolgersi degli eventi in Ucraina, la piattaforma è stata aggiornata in considerazione delle misure restrittive imposte sulle esportazioni dell'UE verso la Russia e sono state fornite informazioni più generali sulle sanzioni dell'UE oltre a maggiori indicazioni per gli importatori sulle misure russe imposte sulle esportazioni verso l'UE.
Access2Markets dal suo avvio ha registrato più di 3 milioni di visitatori singoli, il 72 % dei quali di provenienza UE, il suo strumento ROSA registra in media 500 consultazioni al giorno. La nuova versione di ROSA indica alle imprese anche come documentare l'origine dei loro prodotti.
Nel 2021 la Commissione ha gradualmente aggiornato Access2Markets, aggiungendo contenuti per gli utenti, appropriati in particolare per le PMI, sviluppando nel contempo nuovi strumenti interattivi.
·A settembre 2021 la Commissione ha varato Access2Procurement, uno strumento che permette alle imprese di sapere se l'appalto in questione rientra nell'ambito di un impegno internazionale assunto dal Canada e dal Giappone nell'ambito dei rispettivi accordi commerciali con l'UE. Nei primi otto mesi successivi alla sua pubblicazione online, gli utenti hanno effettuato più di 2 700 valutazioni e nel primo trimestre del 2022 il numero di valutazioni si è attestato tra 200 e 300 al mese. Successivamente, anche gli Stati Uniti saranno contemplati dallo strumento che sarà ulteriormente ampliato a un maggior numero di partner commerciali dell'UE.
·Nel 2021 la piattaforma, per lo più dedicata alle condizioni di importazione ed esportazione di merci, è stata ulteriormente arricchita con maggiori informazioni sugli scambi di servizi, compreso un kit di strumenti denominato "Prepararsi al commercio di servizi: esportazione e importazione", a cui ha fatto seguito nel 2022 la funzione "Il mio assistente commerciale per i servizi e gli investimenti", che riguarda i settori giuridico e marittimo nel quadro degli accordi conclusi con il Regno Unito e il Giappone. Ad esempio, una società dell'UE interessata a prestare servizi giuridici nel Regno Unito nell'ambito del diritto interno o estero può trovare informazioni su varie prescrizioni, riguardanti ad esempio le licenze e le autorizzazioni, le qualifiche, la forma giuridica, la cittadinanza o le condizioni di residenza. L'ambito di questa funzione sarà esteso gradualmente ad altri settori e paesi terzi.
Nel corso del 2021 la Commissione ha continuato a fornire ampio sostegno e corsi di formazione su Access2Markets alle imprese, agli Stati membri e ad altri intermediari, oltre a un programma di formazione per formatori che è destinato a proseguire. Finora gli eventi hanno raggiunto oltre 6 500 organizzazioni e si sono svolti in quasi tutte le lingue dell'UE. Sono stati inoltre organizzati eventi con partner all'interno e all'esterno dell'UE, ad esempio con il Centro per la cooperazione industriale UE-Giappone, con ICEX España o la Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit (GIZ). È stata portata avanti l'attività di promozione mediante diversi mezzi di comunicazione e piattaforme, tra cui Twitter, il sito web della Commissione e Youtube.
B.Internazionalizzazione al servizio delle PMI — azioni concrete nel 2021
Sebbene tutti gli accordi commerciali dell'UE mirino ad aiutare le PMI ad espandere le loro attività con e sui mercati esteri, tre di essi in particolare, attualmente in vigore, prevedono disposizioni specifiche per le PMI: l'accordo economico e commerciale globale (CETA) UE-Canada contiene una raccomandazione relativa alle PMI, mentre l'accordo di partenariato economico UE-Giappone (APE UE-Giappone) e l'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione UE-Regno Unito contengono capitoli a esse dedicati, che prevedono punti di contatto per le piccole e medie imprese di entrambe le parti, con il compito di garantire che gli interessi e le prospettive delle PMI si riflettano nell'attuazione dei rispettivi accordi. Inoltre i capitoli sulle PMI prevedono una serie di misure pratiche per aumentare ulteriormente la trasparenza per tali imprese, in particolare mediante la condivisione delle informazioni: ad esempio, in linea con il capitolo relativo alle PMI dell'APE UE-Giappone, il Giappone fornisce (su un sito web accessibile al pubblico) informazioni per l'accesso al mercato di specifici prodotti, suddivisi per il codice tariffario doganale per l'importazione di merci, compresi i link alle autorità competenti per le questioni commerciali concordate. I punti di contatto delle parti per le PMI discutono i modi per razionalizzare e migliorare ulteriormente gli strumenti e le informazioni disponibili.
Nel 2021 la Commissione, insieme ai partner commerciali, agli Stati membri e ai portatori di interessi, ha continuato ad attuare le disposizioni relative alle PMI nell'ambito del CETA e dell'APE UE-Giappone.
CETA
üI punti di contatto per le PMI hanno concordato un piano d'azione per le PMI, che definisce le azioni specifiche e un cronoprogramma per l'attuazione della raccomandazione sulle PMI. Nel rispetto delle priorità del piano d'azione, a settembre 2021 si è tenuta una tavola rotonda per le PMI in occasione del quarto anniversario del CETA, organizzata dalla Commissione con l'aiuto della Camera di commercio dell'Unione europea in Canada.
üL'UE e il Canada cooperano inoltre per sostenere l'internazionalizzazione delle PMI di entrambi. Un esempio degno di nota è il lavoro congiunto della rete Enterprise Europe e della Camera di commercio dell'Unione europea in Canada, da un lato, e del Centro Europa-Canada per l'innovazione e la ricerca, dall'altro, per fornire servizi di sostegno alle imprese e all'innovazione che contribuiscano a rafforzare la competitività e la sostenibilità delle PMI europee e canadesi.
APE UE-Giappone
üI punti di contatto per le PMI hanno messo a punto una relazione sulle attività congiunte e l'UE e il Giappone hanno continuato il loro impegno nei confronti delle PMI tramite il Centro per la cooperazione industriale UE-Giappone, che nel 2021 ha pubblicato due opuscoli intitolati rispettivamente "How to import from Japan to the EU using the EPA" e "How to export from the EU to Japan using the EPA".
üL'Helpdesk per l'accordo di partenariato economico (EPA) del Centro, nel periodo di riferimento, ha nuovamente organizzato 47 corsi di formazione e seminari online interattivi con le imprese e ha prodotto schede informative su vari aspetti dell'APE UE-Giappone, tra cui le indicazioni geografiche, le norme di origine, il capitolo PMI, la pesca, i prodotti lattiero-caseari, la mobilità delle risorse umane ecc. Il Centro collabora anche con le organizzazioni di promozione commerciale degli Stati membri e altre reti europee e giapponesi, come la rete Enterprise Europe (EEN) per familiarizzare le PMI con l'APE.
La Commissione inoltre continua a sostenere gli imprenditori delle PMI europee e le loro attività in mercati difficili, in particolare mediante il suo centro UE per le PMI in Cina. Il Centro continua a svolgere un ruolo fondamentale nell'assistenza e nel sostegno alle PMI dell'UE per quanto riguarda l'ingresso nel mercato e/o lo sviluppo delle imprese in Cina. Esso assiste inoltre le PMI dell'UE valutandone il grado di preparazione per l'ingresso nel mercato cinese, fornendo consulenza sulle opportunità e sui rischi di una presenza commerciale nel mercato cinese (mediante esportazioni, investimenti o entrambi) e fornendo consulenza su come migliorare le sinergie e condividere le migliori pratiche. A titolo di esempio, nel 2021 il Centro ha tenuto 62 sessioni di formazione in Cina e nell'UE per oltre 5 400 PMI.
C.Cooperazione con la rete Enterprise Europe
L'azione principale della rete Enterprise Europe (EEN), nella sua forma rinnovata dal programma per il mercato unico, sarà aiutare le imprese dell'UE a sfruttare i regimi commerciali preferenziali, vale a dire la riduzione/eliminazione delle tariffe o di altri costi connessi all'allineamento normativo.
Il 4 agosto 2021 la Commissione ha pubblicato un invito a manifestare interesse per partner della rete internazionale con diversi termini per la presentazione di proposte. L'obiettivo di tale invito è individuare le organizzazioni di sostegno alle imprese orientate ai clienti nei mercati in rapida crescita delle Americhe e dell'Asia (sud-orientale). L'attenzione sarà rivolta ai paesi e ai blocchi commerciali con cui l'UE ha concluso accordi commerciali globali e approfonditi:
·i partner della rete internazionale ed europea lavoreranno di concerto per migliorare lo sfruttamento degli accordi commerciali e si scambieranno informazioni di mercato a vantaggio delle PMI europee. Finora numerose organizzazioni imprenditoriali di Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Svizzera, Canada, Israele, Corea del Sud e India hanno chiesto di aderire alla rete EEN. L'elenco dei paesi non è esaustivo e sarà ampliato a seguito di altri termini per la presentazione delle candidature;
·nell'EEN rilanciata, i servizi che aiutano le imprese dell'UE a sfruttare le opportunità commerciali all'estero saranno pienamente integrati nel "Network's Client Journey", ossia l'intento è che i partner della rete europea producano effetti concreti per i loro clienti e li segnalino sotto forma di risultati ottenuti mediante la banca dati EEN sulle prestazioni.
Nel 2022 l'EEN ha istituito nell'ambito della rete stessa un nuovo gruppo di esperti per promuovere la qualità dei servizi di internazionalizzazione. Il cosiddetto "gruppo tematico Internazionalizzazione", con circa 130 consulenti esperti che mantengono contatti quotidiani con imprese situate in tutti gli Stati membri e in tutte le regioni, ha nominato un copresidente per rafforzare lo sfruttamento degli accordi commerciali dell'UE. Il ruolo principale del copresidente consisterà nel definire l'agenda per lo sviluppo di capacità e la formazione di consulenti della rete per aiutare le PMI europee a sfruttare le opportunità commerciali. Tra i primi progetti figura l'organizzazione, in collaborazione con la Commissione, di una sessione di formazione dei formatori rivolta ai suddetti consulenti affinché apprendano a sfruttare la piattaforma Access2Markets.
Oltre alla cooperazione con la rete EEN, la Commissione ha proseguito gli scambi con le associazioni imprenditoriali europee e nazionali, la rete mondiale delle organizzazioni imprenditoriali europee (EBO WWN) e le organizzazioni di promozione degli scambi (TPO) degli Stati membri, che sono in prima linea nel sostenere e consigliare le imprese grandi e piccole sui benefici degli accordi commerciali.
D.Attività a sostegno delle PMI a livello multilaterale (OMC)
L'UE è all'avanguardia degli sforzi multilaterali in seno all'Organizzazione mondiale del commercio volti a sostenere le PMI
L'UE è stata membro attivo del gruppo di lavoro informale sulle micro, piccole e medie imprese (gruppo MPMI) sin dalla sua istituzione a seguito della 11a conferenza ministeriale dell'OMC tenutasi a Buenos Aires nel 2017.
Il mandato iniziale del gruppo consisteva nell'elaborare un programma di lavoro da approvare in occasione della 12a conferenza ministeriale dell'OMC, ma a maggio 2020 la pandemia di COVID-19 ha indotto il gruppo a pubblicare una dichiarazione sull'importanza delle MPMI nella situazione esistente seguita dall'adozione con procedura accelerata a dicembre 2020 un pacchetto di sei raccomandazioni non vincolanti (il "pacchetto MPMI"). Coerentemente con gli sforzi di lunga data dell'UE volti a promuovere l'internazionalizzazione delle MPMI e con la considerazione delle esigenze specifiche di queste ultime, il pacchetto MPMI è imperniato sul miglioramento dell'accesso delle MPMI alle informazioni, sull'attuazione dell'accordo sull'agevolazione degli scambi nell'intento di facilitare gli scambi commerciali delle MPMI, sulla creazione di una banca dati integrata riguardante le politiche commerciali e sulla semplificazione dell'accesso delle MPMI ai finanziamenti e ai pagamenti transfrontalieri mediante lo scambio di informazioni e migliori pratiche.
I lavori sono proseguiti nel 2021 e hanno prodotto il primo risultato: una banca dati contenente informazioni sulle MPMI nelle relazioni dell'OMC…
Nel 2021 il gruppo MPMI si è riunito più volte per monitorare l'attuazione del pacchetto. In particolare, il segretariato del gruppo di lavoro informale sulle MPMI ha completato i lavori relativi a una banca dati che elenca i riferimenti a informazioni sulle MPMI presenti nelle relazioni dell'OMC sulle politiche commerciali. In occasione della 12a conferenza ministeriale, i lavori in corso sulle MPMI sono stati messi in luce mediante una dichiarazione del presidente del gruppo informale MPMI.
IV.
Affrontare gli ostacoli e identificare soluzioni
IV.1
Situazione attuale degli ostacoli agli scambi e della loro eliminazione
Nel 2021 i lavori della Commissione per individuare, evidenziare e risolvere gli ostacoli agli scambi sono proseguiti nonostante gli effetti persistenti della pandemia di COVID-19, concretizzatisi in un aumento delle pratiche protezionistiche da parte di diversi partner commerciali dell'UE. Tale situazione ha creato varie difficoltà nell'ambito della logistica e delle catene di approvvigionamento, accresciute dagli aumenti dei prezzi dei trasporti, delle materie prime e dell'energia, che nel corso dell'anno hanno contribuito alla crescita dell'inflazione. Queste difficili condizioni sono state ulteriormente aggravate dalla recrudescenza della variante Omicron del coronavirus verso la fine del 2021, dalla sua ricomparsa in Cina nel 2022 e dall'instabilità della situazione geopolitica derivante dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina.
Ciononostante, nel 2021 l'UE ha proseguito il lavoro volto a individuare ed eliminare gli ostacoli agli scambi. In particolare, in stretta cooperazione con il Parlamento europeo, gli Stati membri e le imprese, la Commissione ha continuato a collaborare direttamente con i paesi terzi, anche grazie alla rete delle delegazioni dell'UE nei paesi partner e a Ginevra. La Commissione, sia con il proprio lavoro sul campo nei paesi terzi sia mediante il quadro istituzionale fornito dagli accordi commerciali dell'UE e dall'OMC (ad esempio, i comitati dell'OMC sugli ostacoli tecnici agli scambi e sulle questioni sanitarie e fitosanitarie), si è adoperata attivamente per trovare soluzioni a problemi esistenti e nuovi. La prevenzione è rimasta al centro del suo lavoro di individuazione dei potenziali ostacoli agli scambi prima che essi si concretizzino. A motivarla sono state le preoccupazioni delle imprese dell'UE, che hanno denunciato trattamento iniquo o misure restrittive da parte dei partner commerciali dell'UE. La stessa attenzione è stata prestata alle violazioni degli impegni in materia di sviluppo sostenibile stabiliti dagli accordi commerciali dell'UE.
Per quanto riguarda i nuovi ostacoli e le nuove denunce, il 2021 è stato il primo anno completo di attività dello sportello unico istituito per sostenere il responsabile dell'esecuzione degli accordi commerciali: è accessibile dalla piattaforma Access2Markets e permette di presentare denunce riguardanti gli ostacoli agli scambi (potenziali), il mancato rispetto degli impegni in materia di commercio e sviluppo sostenibile o l'inosservanza del regolamento SPG dell'UE.
A. Elenco degli ostacoli agli scambi e agli investimenti registrati al 31 dicembre 2021
Come risulta dalla tabella che segue, alla fine del 2021 nella banca dati Access2Markets della Commissione figuravano 455 ostacoli attivi agli scambi e agli investimenti in 65 paesi terzi:
|
Tipo di misura
|
Numero di ostacoli
|
|
Misure sanitarie e fitosanitarie
|
102
|
|
Ostacoli tecnici agli scambi
|
81
|
|
Tariffe e misure equivalenti e restrizioni quantitative
|
78
|
|
Procedure amministrative
|
39
|
|
Servizi e investimenti
|
37
|
|
Altre misure*
|
39
|
|
DPI
|
34
|
|
Appalti pubblici
|
29
|
|
Imposte e restrizioni relative alle esportazioni
|
16
|
|
Totale generale
|
455
|
* La voce "Altre misure" comprende gli ostacoli relativi agli strumenti di difesa commerciale e alle sovvenzioni, le misure che incidono sulla concorrenza e altre misure non classificabili nelle categorie precedenti.
Il numero di ostacoli al commercio e agli investimenti con cui le imprese dell'UE devono confrontarsi quando esportano verso paesi terzi è leggermente diminuito, passando da 462 ostacoli attivi nel 2020 a 455 nel 2021, nonostante il cambiamento della struttura degli scambi dopo il recesso del Regno Unito. Gli ostacoli agli scambi registrati sono tuttavia aumentati, passando da 372 in 51 paesi terzi nel 2016 a 462 in 66 paesi nel 2020 (ossia un aumento pari a circa il 25 %).
Analizzando i numeri degli ostacoli agli scambi nel 2021 si evince che la maggior parte degli ostacoli è stata registrata negli ultimi cinque anni (39 %), mentre il 34 % risulta apparso tra sei e dieci anni fa e il 27 % da oltre un decennio.
Figura 5: numero di ostacoli in base alla data di registrazione
La figura 6 in cui gli ostacoli sono suddivisi per tipo mostra che nel 2021 le misure sanitarie e fitosanitarie sono rimaste la categoria che include il maggior numero di ostacoli agli scambi (102) e rappresentano quasi un quarto di tutti gli ostacoli registrati. Sebbene il numero totale di ostacoli sotto forma di misure sanitarie e fitosanitarie sia stato leggermente inferiore nel 2020 (107), le restrizioni in questa categoria sono aumentate costantemente tra il 2016 e il 2020, mantenendola in prima posizione.
Il secondo tipo di ostacoli registrato più frequentemente nel 2021 riguarda gli ostacoli tecnici (81 ostacoli), le misure tariffarie e le restrizioni quantitative (78 ostacoli), come nel 2020. Queste tre categorie, considerate complessivamente, rappresentano quasi il 60 % di tutti gli ostacoli attivi nel 2021, continuando la tendenza registrata nel 2020.
Figura 6: tipi di ostacoli nel 2021
Le imprese dell'UE che esportano beni e servizi si trovano ad affrontare ostacoli commerciali in tutto il mondo, come si evince dalla figura 7.
Figura 7: Diffusione geografica degli ostacoli per regione (fine 2021)
Come dimostra la figura 8, nel 2021 la Cina, con 39 ostacoli, è rimasta il paese con il maggior numero di ostacoli; al secondo posto si è attestata la Russia con 32, seguita da Stati Uniti (27), India (26), Turchia (24) e Indonesia (21). Altri paesi con 10 o più ostacoli sono il Brasile (19), la Corea del Sud (18), l'Australia (15), l'Algeria (14), il Messico (12), l'Egitto (11), la Malaysia (10) e il Vietnam (10). Nella banca dati non sono ancora inclusi gli ostacoli posti dal Regno Unito sia per lo stato del tutto nuovo delle relazioni sia forse per il fatto che molti degli ostacoli esistenti con altri partner risalgono a diversi anni fa.
Analizzando il quinquennio dal 2016 al 2020, si evince che la Russia e la Cina sono sempre stati i due paesi con il maggior numero di ostacoli, con la Russia sempre in testa salvo nel 2018 quando è stata surclassata dalla Cina; il numero di ostacoli russi tuttavia è rimasto relativamente stabile (media: 33), mentre quelli cinesi nel corso del quinquennio analizzato sono quasi raddoppiati, passando da 23 nel 2016 a 40 nel 2020.
Figura 8: Numero di ostacoli per partner commerciale (fine 2021)
B.
L'evoluzione degli ostacoli agli scambi e agli investimenti nel 2021
Nuovi ostacoli registrati
In termini di nuovi ostacoli agli scambi suddivisi per settore, l'agricoltura e la pesca hanno costituito il settore con il numero più elevato di ostacoli (4), seguito dai servizi (3). Al terzo posto si attestano i settori della ceramica e del vetro e delle misure trasversali (ostacoli che riguardano più di un settore o riguardano tutte le esportazioni verso il paese partner commerciale interessato) con due nuovi ostacoli ciascuno.
|
Settore
|
Numero di nuovi ostacoli
|
|
Agricoltura e pesca
|
4
|
|
Settore automobilistico
|
1
|
|
Ceramica e vetro
|
2
|
|
Sostanze chimiche
|
1
|
|
Dispositivi elettronici
|
1
|
|
Misure trasversali
|
2
|
|
Altri settori
|
1
|
|
Servizi
|
3
|
|
Tessili e cuoio
|
1
|
|
Totale generale
|
16
|
Considerando il quinquennio 2016-2020, il settore dell'agricoltura e della pesca e quello dei vini e delle bevande spiritose hanno registrato il maggior numero di nuovi ostacoli.
Esaminando il numero totale di nuovi ostacoli registrati nel 2021, la tabella seguente indica che nel 2021 è stato registrato un numero minore di nuovi ostacoli (16) rispetto al 2020 (41), ossia una diminuzione netta di 25 ostacoli.
Dall'analisi del tipo dei nuovi ostacoli registrati emerge che se il 2020 era all'insegna delle misure sanitarie e fitosanitarie, nel 2021 hanno prevalso gli ostacoli tecnici agli scambi (6 nuovi ostacoli registrati), mentre tra le misure sanitarie e fitosanitarie si rilevano solo due nuovi ostacoli, rispetto ai 13 del 2020. Per le categorie tariffe e misure equivalenti e restrizioni quantitative, appalti pubblici e altre misure sono stati registrati due nuovi ostacoli ciascuna.
|
Tipo di misura
|
Nuovi ostacoli 2021
|
Nuovi ostacoli 2020
|
|
Misure sanitarie e fitosanitarie
|
2
|
13
|
|
Ostacoli tecnici agli scambi
|
6
|
5
|
|
Tariffe e misure equivalenti e restrizioni quantitative
|
2
|
5
|
|
Procedure amministrative
|
1
|
5
|
|
Servizi e investimenti
|
1
|
4
|
|
Altre misure*
|
2
|
4
|
|
DPI
|
0
|
3
|
|
Appalti pubblici
|
2
|
3
|
|
Imposte e restrizioni relative alle esportazioni
|
0
|
1
|
|
Totale generale
|
16
|
41
|
* La voce "Altre misure" comprende gli ostacoli relativi agli strumenti di difesa commerciale e alle sovvenzioni, le misure che incidono sulla concorrenza e altre misure non classificabili nelle categorie precedenti.
La forte diminuzione del numero di nuovi ostacoli sanitari e fitosanitari potrebbe essere imputabile all'assenza di focolai di febbre suina africana nel 2021 e, più in generale, a condizioni economiche avverse che potrebbero aver rallentato la segnalazione degli ostacoli a causa della pandemia di COVID-19, mentre hanno indotto le imprese a concentrare le risorse su altre attività.
C.
Ostacoli eliminati nel 2021
Nel 2021 sono stati eliminati 39 ostacoli agli scambi, sei in più rispetto al 2020: 16 sono stati completamente rimossi, mentre 23 sono stati parzialmente risolti.
|
Tipo di misura
|
Ostacoli eliminati nel 2021
|
Ostacoli eliminati nel 2020
|
|
Misure sanitarie e fitosanitarie
|
15
|
17
|
|
Ostacoli tecnici agli scambi
|
6
|
6
|
|
Tariffe e misure equivalenti e restrizioni quantitative
|
6
|
2
|
|
Procedure amministrative
|
3
|
4
|
|
Servizi e investimenti
|
2
|
1
|
|
Altre misure*
|
1
|
1
|
|
DPI
|
3
|
0
|
|
Appalti pubblici
|
1
|
1
|
|
Imposte e restrizioni relative alle esportazioni
|
2
|
1
|
|
Totale generale
|
39
|
33
|
* La voce "Altre misure" comprende gli ostacoli relativi agli strumenti di difesa commerciale e alle sovvenzioni, le misure che incidono sulla concorrenza e altre misure non classificabili nelle categorie precedenti.
Dall'analisi degli ostacoli risolti in base al tipo di ostacolo, si evince che le misure sanitarie e fitosanitarie hanno rappresentato la categoria maggiore con 15 ostacoli risolti, come nel 2020 (17). L'eliminazione di questi ostacoli ha nuovamente avuto un effetto positivo diretto, anche sugli esportatori dell'UE in molti settori, in particolare in quello alimentare.
·Ad esempio, nel 2021, tra gli esiti positivi concreti della cooperazione della Commissione con gli Stati membri e le imprese a tale riguardo figurano l'accettazione da parte del Canada del certificato armonizzato dell'UE per le carni di pollame e
·la revoca da parte della Corea del Sud dei precedenti divieti di importazione imposti a diversi Stati membri a causa dell'influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI).
Al secondo posto per numero di ostacoli eliminati o parzialmente risolti (6) si attestano gli ostacoli tecnici agli scambi e le tariffe e misure equivalenti e restrizioni quantitative. Tra gli esempi di soluzioni positive di ostacoli tecnici nel 2021 figurano:
·l'adeguamento da parte dell'Australia delle norme relative al tenore di zolfo dei carburanti, a causa delle quali la qualità del carburante era incompatibile con i più recenti motori ad alta efficienza prodotti dai costruttori dell'UE;
·i miglioramenti apportati dalla Tunisia, in seguito agli interventi dell'UE, per attenuare gli effetti dei dazi sui prodotti di consumo "non essenziali" introdotti per prodotti agricoli quali kiwi, tonno congelato e miele.
Come si evince dalla figura 9, inoltre, le soluzioni totali o parziali hanno riguardato 24 dei partner commerciali dell'UE.
Figura 9: numero di ostacoli eliminati per partner (2021)
Per abbattere gli ostacoli, la Commissione applica un'ampia gamma di strumenti, spesso combinati tra loro
La scelta degli strumenti e delle sedi di discussione dipende dalla situazione particolare: la Commissione può sollevare le questioni in virtù di un accordo commerciale bilaterale (ad esempio utilizzando le strutture istituzionali previste) o in uno dei comitati dell'OMC, oppure avvalendosi di canali diplomatici, comprese iniziative congiunte con gli Stati membri, o dialoghi ad alto livello con i suoi partner commerciali. In ultima istanza, ove giustificato dal problema, la Commissione avvia procedimenti di risoluzione delle controversie nel quadro dei suoi accordi bilaterali o a livello di OMC (cfr. infra, sezione V) oppure, in risposta alle richieste dell'industria, avvia inchieste a norma del regolamento sugli ostacoli agli scambi dell'UE.
Per alcuni ostacoli agli scambi il successo si deve a un'azione bilaterale…
Così è accaduto, a titolo di esempio, per il caso Turchia – Cosmetici. Nel 2018 la Turchia ha iniziato a imporre la presentazione preliminare di una valutazione della sicurezza per tutti i cosmetici che entravano nel mercato turco. La sezione Commercio della delegazione dell'UE ad Ankara, in coordinamento con le ambasciate degli Stati membri, si è rivolta alle autorità locali per tentare di modificare tale pratica al fine di eliminare l'ostacolo. All'inizio del 2021 l'obbligo di presentazione della valutazione della sicurezza è stato revocato e, per garantire il pieno allineamento con l'UE, la Turchia ha elaborato un nuovo progetto legislativo, che è stato sottoposto alla valutazione della Commissione.
…mentre altri ostacoli al commercio sono stati risolti nel quadro multilaterale dell'OMC e dei suoi comitati…
L'UE, agendo a nome dei 27 Stati membri, impone un forte slancio in seno all'OMC. Partecipa attivamente a tutti i comitati (ad esempio sulle misure sanitarie e fitosanitarie e sugli ostacoli tecnici), dove spesso è possibile far presenti i persistenti ostacoli all'accesso al mercato imposti da altri membri e cercare di risolverli e dove è possibile presentare direttamente ai paesi terzi osservazioni sulle nuove misure prima della loro entrata in vigore, nel quadro delle procedure di notifica delle misure sanitarie e fitosanitarie e degli ostacoli tecnici.
Tra gli esempi di interazioni a livello multilaterale coronate dal successo nel 2021 figurano:
·Corea – Sistema di trattamento delle acque di zavorra. Dopo più di due anni di negoziati svolti tramite il comitato sugli ostacoli tecnici dell'OMC, la Corea ha rilasciato un certificato di omologazione dei sistemi di trattamento delle acque di zavorra a un produttore dell'UE. La società può pertanto installare tali sistemi su navi battenti bandiera coreana al fine di impedire la diffusione di specie invasive, garantendo in tal modo la sicurezza marittima e proteggendo l'ambiente.
·Arabia Saudita – Date di scadenza obbligatorie per diversi prodotti alimentari Nel 2021 l'Arabia Saudita ha annunciato, tramite le notifiche di misure sanitarie e fitosanitarie dell'OMC, la sua intenzione di fissare date di scadenza obbligatorie per le uova da tavola (60 giorni) e i prodotti congelati a base di carne di pollame (3 mesi). L'UE ha presentato osservazioni chiedendo all'Arabia Saudita di affidare agli operatori economici la responsabilità di fissare le date di scadenza entro un determinato periodo, mantenendo così elevati livelli di protezione, evitando nel contempo procedure amministrative eccessivamente onerose. Le autorità saudite hanno sospeso l'attuazione per un ulteriore riesame.
…e in casi specifici il regolamento sugli ostacoli agli scambi ha offerto un percorso giuridico per eliminare gli ostacoli agli scambi in Messico e in Arabia Saudita
Il regolamento sugli ostacoli agli scambi è uno strumento giuridico che consente ai portatori di interessi (imprese, industrie e associazioni e Stati membri) dell'UE di presentare denunce alla Commissione in merito a ostacoli agli scambi in paesi terzi. Se la denuncia è accolta, la Commissione valuta se il presunto ostacolo costituisca effettivamente una violazione delle norme commerciali internazionali e se l'UE debba agire.
·La relazione tequila dei servizi della Commissione ha concluso che, poiché la misura messicana sollevava preoccupazioni in merito alla sua conformità alle norme dell'OMC, essa avrebbe dovuto essere mantenuta sotto monitoraggio. A partire da tale relazione è stata trovata una soluzione accettabile per entrambe le parti, sono riprese le esportazioni di tequila e il denunciante ha ritirato la denuncia (la procedura prevista dal regolamento sugli ostacoli agli scambi è stata formalmente conclusa a febbraio 2022). Il caso dimostra come il ricorso a strumenti di applicazione delle norme commerciali rapidi ed efficaci possa contribuire a trovare soluzioni agli ostacoli agli scambi accettabili per entrambe le parti.
·Nel 2021 i servizi della Commissione hanno inoltre concluso l'esame delle misure dell'Arabia Saudita che limitavano l'accesso al mercato delle piastrelle di ceramica dell'UE. La relazione dei servizi della Commissione sull'Arabia Saudita ha concluso che molti aspetti dei nuovi regolamenti tecnici sauditi e le relative modalità di attuazione sollevavano serie preoccupazioni in merito al rispetto del diritto dell'OMC e che i servizi si sarebbero impegnati a negoziare con l'Arabia Saudita per garantire una rapida ed efficace eliminazione di tali ostacoli. Alla fine del 2021 tali negoziati erano ancora in corso e, grazie ad essi, a marzo 2022 l'Arabia Saudita ha assunto una serie di impegni per rispondere alle richieste dell'UE. La Commissione sta monitorando l'attuazione di tali impegni.
D.
L'attuazione del partenariato per l'accesso ai mercati e il suo impatto nel 2021
Per affrontare gli ostacoli agli scambi, la Commissione agisce in stretta collaborazione con gli Stati membri e le associazioni imprenditoriali europee in varie sedi, quali:
·il comitato consultivo sull'accesso ai mercati (MAAC): in quanto sede di discussione centrale, riunisce mensilmente i servizi della Commissione, i funzionari degli Stati membri e i rappresentanti di oltre 50 associazioni di imprese dell'UE di tutti i settori;
·i gruppi di lavoro settoriali sull'accesso ai mercati (MAWG): si riuniscono una volta all'anno e seguono la stessa struttura del MAAC, con discussioni settoriali. Attualmente esistono sette MAWG competenti per altrettanti settori (questioni sanitarie e fitosanitarie, dispositivi elettronici e TIC, dispositivi medici, prodotti farmaceutici, vini e bevande spiritose, tessili, automobili e pneumatici).
La figura 10 mostra l'ampia varietà di settori che traggono beneficio dall'impegno profuso in questa e in altre sedi per rafforzare l'accesso delle imprese dell'UE ai mercati dei paesi terzi. Sulla scia della tendenza registrata negli anni precedenti, tra il 2016 e il 2020, l'agricoltura e la pesca continuano a essere i settori con il maggior numero di ostacoli agli scambi eliminati nel 2021 (17), pari a quasi il 40 % di tutti gli ostacoli eliminati.
Figura 10: numero di ostacoli eliminati per settore (2021)
Nel 2021, tra le categorie di ostacoli eliminati, il secondo posto in termini numerici è spettato alle misure orizzontali, ossia ostacoli riguardanti molti settori, mentre nel settore tessili e cuoio sono stati eliminati quattro ostacoli. Il numero di ostacoli eliminati per gli altri settori invece è rimasto relativamente stabile tra il 2016 e il 2020, con alcune lievi variazioni da un anno all'altro.
Nel complesso, l'analisi econometrica condotta dalla DG Commercio ha dimostrato che, grazie all'eliminazione di una serie di ostacoli tra il 2015 e il 2020, nel 2021 il valore delle esportazioni dall'UE è stato di 7,2 miliardi di EUR superiore a quello che si sarebbe ottenuto se gli ostacoli non fossero stati eliminati. Si tratta di 1,8 miliardi di EUR in più rispetto al 2020 (quando il lavoro sugli ostacoli svolto nel periodo 2014-2019 aveva prodotto un incremento del valore delle esportazioni dell'UE di 5,4 miliardi di EUR) ed è una chiara indicazione dei benefici diretti derivanti dagli sforzi della Commissione, degli Stati membri e delle imprese per l'attuazione e l'applicazione degli accordi commerciali nell'ambito del partenariato per l'accesso ai mercati.
IV.2
Sportello unico per le denunce
Il 16 novembre 2020 la DG Commercio ha inaugurato lo sportello unico per facilitare la comunicazione di nuovi (o potenziali) ostacoli commerciali o violazioni degli impegni in materia di sostenibilità (nell'ambito del commercio e dello sviluppo sostenibile o del sistema di preferenze generalizzate). In primo luogo, con lo sportello unico, i portatori di interessi dispongono ora di un punto di contatto unico. In secondo luogo, lo sportello unico ha consentito alla Commissione di valutare in modo più efficiente nuove questioni e di accelerare le decisioni sul processo di follow-up appropriato. Sotto la guida del responsabile dell'esecuzione degli accordi commerciali, lo sportello unico coordina la valutazione delle denunce e costituisce i "gruppi incaricati del caso" dei servizi della Commissione.
Lo sportello unico ha contatti frequenti con potenziali denuncianti prima che la denuncia sia formalizzata. Le denunce possono essere presentate online utilizzando uno dei due moduli di denuncia, quello relativo a questioni riguardanti l'accesso al mercato o quello relativo a questioni riguardanti il commercio e lo sviluppo sostenibile o il sistema di preferenze generalizzate. I moduli sono reperibili direttamente sulla piattaforma Access2Markets e sono concepiti in modo tale che lo sportello unico riceva le informazioni necessarie per effettuare una prima valutazione della questione insieme ad altri servizi della Commissione e gruppi dedicati alle questioni commerciali presso le delegazioni dell'UE, in modo da decidere di conseguenza le azioni di follow-up. Qualora sia necessario ottenere altre informazioni o il parere di altre organizzazioni internazionali (ad esempio l'OIL sulle questioni relative al commercio e al lavoro), lo sportello unico contatterà direttamente il denunciante che sarà tenuto informato dell'andamento del caso.
Il gruppo incaricato del caso, una volta formato, valuterà la denuncia e proporrà le opportune azioni di follow-up per risolvere la questione. Se lo sportello unico non riceve una denuncia ufficiale, la Commissione si riserva comunque il diritto di intervenire di propria iniziativa, il cosiddetto procedimento d'ufficio.
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ESEMPIO Denuncia relativa alle restrizioni alle esportazioni di calzature dell'UE in India
All'inizio del 2021 lo sportello unico ha ricevuto una denuncia relativa alle ordinanze indiane sul controllo di qualità delle calzature. Tali ordinanze sono un problema noto per le imprese dell'UE che intendono esportare in India, e riguardano diversi settori. La denuncia ha comunque permesso alla Commissione di venire a conoscenza di nuove ordinanze relative a un altro settore, quello delle calzature. Lo sportello unico, ricevuta la denuncia, ha contattato il denunciante per raccogliere ulteriori informazioni e completare le lacune del modulo di denuncia originale. Lo sportello ha quindi costituito un gruppo responsabile del caso composto da esperti di unità geografiche e settoriali per valutare in dettaglio la denuncia. Inoltre è stata coinvolta direttamente anche la delegazione dell'UE a Nuova Delhi. La conclusione è stata chiara: all'entrata in vigore, le ordinanze sul controllo della qualità per le calzature avrebbero costituito un ostacolo agli scambi per le imprese dell'UE. L'ostacolo è stato pertanto registrato in Access2Markets. Nella primavera del 2022 si è avuta un'evoluzione positiva, poiché l'entrata in vigore delle ordinanze sul controllo della qualità è stata rinviata al 2023 a vantaggio degli esportatori dell'UE. La Commissione continua ad adoperarsi per una soluzione completa della questione.
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Lo sportello unico in cifre
Il 2021 è stato il primo anno completo di pieno esercizio dello sportello unico. In totale, è stato contattato 61 volte per potenziali ostacoli agli scambi o potenziali violazioni degli impegni in materia di sostenibilità dei paesi terzi. Tali contatti si sono tradotti in 33 denunce tramite il portale Access2Markets, tutte relative a questioni di accesso al mercato. Le questioni relative alla sostenibilità sono emerse in varie riunioni con i portatori di interessi, precedenti alla presentazione, ma nessuna di tali questioni si è concretizzata in una denuncia formale durante il periodo oggetto della presente relazione.
Esaminando la provenienza delle denunce, la grande maggioranza dei denuncianti (30) era costituita da imprese dell'UE (15 denunce sono state presentate direttamente da imprese dell'UE, 12 da associazioni di categoria europee e tre da associazioni di categoria nazionali). Solo tre denunce sono state presentate dagli Stati membri.
Le denunce riguardavano ostacoli all'accesso al mercato in 21 partner commerciali dell'UE, in tutte le regioni geografiche. Come indica la figura 11, il vicinato meridionale, il Medio Oriente, la Turchia, la Russia e l'Asia centrale costituivano più di un terzo di tutte le denunce ricevute nel 2021, mentre una sola denuncia riguardava la regione nordamericana.
Figura 11: Denunce presentate allo sportello unico suddivise per regione
V.
Applicazione bilaterale e multilaterale degli impegni commerciali: risolvere le controversie
L'approccio della Commissione all'attuazione e all'applicazione degli accordi commerciali si basa su un'opera di concretizzazione, di prevenzione di potenziali ostacoli e di eliminazione degli ostacoli esistenti prima che questi si radichino. Affinché sia il più efficace possibile, questo lavoro a monte è sostenuto anche adendo le vie legali, ove necessario.
V.1
Ricorso al meccanismo di risoluzione delle controversie
A.
Risoluzione delle controversie in seno all'OMC
Anche se l'organo d'appello dell'OMC è ancora bloccato, l'UE ha continuato ad avvalersi della risoluzione delle controversie dell'OMC
L'organo d'appello dell'OMC non ha potuto riunirsi da dicembre 2019, a causa di un blocco delle nomine. Per l'UE trovare una soluzione duratura a questa situazione rimane una priorità assoluta.
Nel frattempo, nonostante la precarietà delle risoluzioni vincolanti delle controversie comportata dalla paralisi dell'organo d'appello, durante il periodo di riferimento l'UE ha promosso con successo un numero crescente di controversie in seno all'OMC, forte del contributo dell'accordo provvisorio multilaterale in materia di arbitrato d'appello, che è un elemento importante della sua strategia rispetto alla situazione dell'organo d'appello. All'accordo provvisorio multilaterale in materia di arbitrato d'appello a fine aprile 2022 avevano aderito 52 dei 164 membri dell'OMC, rappresentati dai 25 firmatari dell'accordo stesso. Per quanto riguarda invece le controversie tra l'UE e un membro dell'OMC che ha scelto di non aderire all'accordo provvisorio multilaterale in materia di arbitrato d'appello, l'UE conclude, ove possibile, un accordo "ad hoc" specifico sull'arbitrato di appello per tale controversia, sul modello dell'accordo generale. A marzo 2022 l'UE ha concluso di conseguenza due accordi ad hoc in materia di arbitrato d'appello con la Turchia, relativi a due controversie in sede OMC (DS583 e DS595, cfr. infra). Concordando le procedure di arbitrato d'appello, l'UE e la Turchia hanno garantito che in entrambi i casi la risoluzione delle controversie vincolante, a due livelli e indipendente, potesse essere ottenuta in sede di OMC.
Tra le controversie presentate dall'UE nel periodo di riferimento figurano anche:
·Stati Uniti d'America – olive mature (DS577) – La controversia riguarda i dazi compensativi applicati alle importazioni di olive mature originarie della Spagna, istituiti nel 2018 durante la precedente amministrazione statunitense. Il 19 novembre 2021 il panel ha stabilito che ai sensi delle norme dell'OMC tali dazi compensativi sono illegali e la relazione del panel è diventata vincolante a dicembre 2021, a seguito della sua adozione in sede di OMC senza appello. Le parti hanno convenuto quale termine ragionevole affinché gli Stati Uniti diano esecuzione alla decisione del panel la data del 14 gennaio 2023.
·Turchia – farmaceutici (DS583) – La controversia riguarda la contestazione, da parte dell'UE, di alcune misure turche riguardanti prodotti farmaceutici importati. La relazione del panel del 28 aprile 2022 ha deciso a favore di tutte le richieste dell'UE, concludendo che la Turchia non può imporre ai produttori di prodotti farmaceutici di trasferire la produzione in Turchia affinché i loro prodotti possano essere rimborsati dai regimi di sicurezza sociale turchi. La Turchia non può neppure dare priorità all'esame delle domande di rimborso e di commercializzazione dei prodotti farmaceutici nazionali rispetto a quelle che riguardano i prodotti farmaceutici importati. L'appello della Turchia contro la relazione del panel è esaminato in base alle norme dell'OMC, conformemente all'accordo ad hoc in materia di arbitrato d'appello concluso con la Turchia (citato sopra). Tale accordo garantisce una risoluzione vincolante della controversia, anche per quanto riguarda un eventuale futuro disaccordo sull'osservanza della decisione.
·Turchia – Misure di salvaguardia applicabili all'acciaio (DS595) – La controversia riguarda la misura di salvaguardia applicabile all'acciaio istituita dall'UE nel febbraio 2019. La relazione del panel del 29 aprile 2022 è stata complessivamente positiva per l'UE, poiché le questioni più importanti sono state risolte a favore dell'UE. È importante sottolineare che il panel ha chiarito le norme dell'OMC in materia di salvaguardie, confermando in tal modo l'applicabilità dello strumento di salvaguardia in risposta alla crisi mondiale dell'acciaio. Il panel ha ritenuto la salvaguardia applicabile all'acciaio istituita dall'UE compatibile con le norme dell'OMC rispetto alla maggior parte delle obiezioni sollevate dalla Turchia, mentre relativamente a tre punti ha constatato che la misura non era sufficientemente giustificata. A tal riguardo, l'UE attuerà la decisione dopo la sua adozione ufficiale in seno all'OMC. Nel quadro di tale controversia, nessuna delle due parti si è avvalsa del diritto di appello, garantito dall'accordo ad hoc in materia di arbitrato d'appello concluso con la Turchia.
·Stati Uniti d'America – Acciaio e alluminio (DS548 e DS559) – Alla fine del 2021, nel contesto di una dichiarazione congiunta UE-USA relativa a un "accordo globale sulla produzione sostenibile di acciaio e alluminio", l'UE e gli Stati Uniti hanno di fatto sospeso due controversie bilaterali: 1) DS548 relativa ai dazi supplementari imposti dagli Stati Uniti su determinate importazioni di acciaio e alluminio e 2) DS559 relativa ai dazi supplementari all'importazione riscossi dall'UE in risposta ai dazi statunitensi. L'UE e gli Stati Uniti hanno trasformato il procedimento dinanzi al panel dell'OMC per entrambe le controversie in procedimenti arbitrali dell'OMC, sospendendoli successivamente a tempo indeterminato, con la possibilità di riprenderli, se necessario, in futuro. Parallelamente, gli Stati Uniti si sono impegnati a eliminare i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio dall'UE di cui alla "sezione 232" entro il limite dei volumi degli scambi precedenti e l'UE si è impegnata a sospendere temporaneamente le corrispondenti misure di riequilibrio dell'UE nei confronti degli Stati Uniti.
·Stati Uniti d'America– aeromobili civili di grandi dimensioni (DS316 e DS353) – Come riferito lo scorso anno, un altro passo importante nel 2021 è stato il graduale allentamento della tensione, conseguito a metà giugno 2021, nelle controversie tra l'UE e gli Stati Uniti relative agli "aeromobili civili di grandi dimensioni" nel contesto dell'intesa su un quadro di cooperazione per gli aeromobili civili di grandi dimensioni (DS316 e DS353).
Inoltre i procedimenti dinanzi ai panel sono andati avanti in diverse altre controversie che coinvolgevano l'UE. Tra queste figurano la controversia Colombia – patate fritte congelate (DS591), per la quale la relazione del panel è prevista nel secondo semestre del 2022 (e rientra nell'accordo provvisorio in materia di arbitrato d'appello). Altri esempi importanti sono la causa dell'UE contro l'India per i dazi eccessivi imposti dal paese su determinate merci del settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (DS582) e la controversia con l'Indonesia relativa al divieto di esportazione di minerali di nichel e agli obblighi di trasformazione interna dei minerali di nichel e di ferro (DS592), come pure due procedimenti con l'UE come parte convenuta, intentate dall'Indonesia e dalla Malaysia, riguardanti alcune norme sui biocarburanti in relazione all'olio di palma (rispettivamente DS593 e DS600).
L'aggressione militare non provocata e ingiustificata della Russia nei confronti dell'Ucraina viola gravemente il diritto internazionale e ha compromesso la sicurezza e la stabilità internazionali. Essa ha inoltre inciso sulle attività di applicazione degli accordi commerciali dell'UE. Coerentemente con l'approccio generale dell'UE nei confronti della Russia nelle sedi internazionali, i contatti dell'UE con la Russia sono cessati nelle controversie bilaterali in seno all'OMC. In particolare, è stato sospeso il procedimento dinanzi al panel relativo alla controversia aperta dall'UE in merito a varie misure che favoriscono prodotti e servizi russi (DS604) e nella controversia avviata dalla Russia in merito alle misure antidumping dell'UE su determinati prodotti di acciaio originari della Russia (DS521).
L'aggressione della Russia ha inoltre impedito all'Ucraina di conformarsi, nel contesto di una controversia bilaterale nel quadro dell'accordo di associazione UE-Ucraina, al lodo arbitrale relativo al divieto ucraino di esportare determinati tipi di legname.
Una serie di nuovi procedimenti conferma la fiducia dell'UE nella procedura di risoluzione delle controversie in seno all'OMC…
All'inizio del 2022 l'UE ha dato inizio a diverse nuove controversie in seno all'OMC dimostrando in tal modo la sua determinazione nel contrastare i comportamenti distorsivi degli scambi e la sua fiducia nella procedura di risoluzione delle controversie in seno all'OMC quale mezzo per conseguire tale obiettivo.
-Egitto – registrazione delle importazioni (DS609) – A gennaio 2022 l'UE ha sollecitato consultazioni in merito all'obbligo egiziano di registrazione delle importazioni e al modo in cui esso incide sull'importazione in Egitto di determinate categorie di merci originarie dell'UE.
-Cina – beni e servizi (DS610) – A gennaio 2022 l'UE ha dato inizio a una causa contro la Cina in merito a determinate misure che incidono sugli scambi di beni o servizi tra l'UE e la Cina, in particolare quelli provenienti dalla Lituania o destinati a tale Stato membro o connessi in vari modi ad esso, ad esempio per la presenza di componenti lituani. Tali misure hanno un effetto anche sulle catene di approvvigionamento in tutta l'UE.
-Cina – inibitorie che vietano le azioni in giudizio (DS611) – A febbraio 2022 l'UE ha dato inizio a un'altra causa contro la Cina, relativa alla pratica delle "inibitorie che vietano le azioni in giudizio", emesse da organi giurisdizionali cinesi, che pongono le imprese high-tech con sede nell'UE in una posizione di notevole svantaggio nell'applicazione dei loro diritti di proprietà intellettuale a protezione delle loro tecnologie.
-Regno Unito – Appalti per la produzione di energia a basse emissioni di carbonio (DS612) – A marzo 2022 l'UE ha avviato un procedimento in seno all'OMC riguardante le misure adottate dal Regno Unito per incentivare progetti di produzione di energia a basse emissioni di carbonio, principalmente parchi eolici offshore. L'UE sostiene che il Regno Unito, incentivando coloro che chiedono un sostegno finanziario statale (sotto forma di "contratti per differenza" o CfD) a impegnarsi a un'elevata percentuale di contenuto locale del Regno Unito e a rispettare l'impegno, accorda un trattamento meno favorevole alle merci importate rispetto ai prodotti nazionali simili. A seguito delle consultazioni in seno all'OMC, il 1º luglio le parti hanno concordato un percorso per risolvere la questione: il Regno Unito ha chiarito che, per i cicli di assegnazione sia attuali sia futuri, il contenuto nazionale non svolge alcun ruolo nell'assegnazione delle sovvenzioni e che i beneficiari dei CfD non devono raggiungere un determinato livello di contenuto nazionale per ricevere i finanziamenti. Qualsiasi richiesta di informazioni sul contenuto del Regno Unito ha fini esclusivamente informativi.
B.
La risoluzione delle controversie bilaterali
Nel 2021 l'UE non ha dato inizio ad alcuna controversia bilaterale, ma ha continuato a sollecitare l'avanzamento delle cause in corso a livello di procedura o sostanziale…
-Corea — impegni in materia di diritto del lavoro. Alla fine di aprile 2022 sono proseguite le discussioni con la Repubblica di Corea sul completamento dell'attuazione della decisione adottata dal panel di esperti a gennaio 2021 ed emessa conformemente al capitolo "Commercio e sviluppo sostenibile" dell'accordo di libero scambio UE-Corea. In particolare, la Corea doveva ancora ratificare l'ultima delle quattro convenzioni fondamentali dell'OIL in questione, ossia la convenzione n. 105 sull'abolizione del lavoro forzato.
-Unione doganale dell'Africa australe: misure di salvaguardia sul pollame. La controversia è disciplinata dalle disposizioni in materia di risoluzione delle controversie dell'accordo bilaterale di partenariato economico tra l'UE e la Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe e riguarda l'istituzione a settembre 2018 di una misura di salvaguardia sulle esportazioni di tagli di pollo non disossati congelati provenienti dall'UE. Tutti gli elementi procedurali per l'avvio del procedimento dinanzi al panel sono stati concordati nella prima metà del 2021, consentendo l'avvio del procedimento nell'autunno 2021. L'audizione si è tenuta a marzo 2022. Alla fine di aprile 2022, la più importante tappa del procedimento ancora in sospeso era la pubblicazione della relazione finale.
-Algeria: varie misure restrittive degli scambi. Successivamente alla nomina del proprio arbitro da parte dell'UE e dopo la sua richiesta formale di costituzione di un collegio arbitrale nel marzo 2021, le consultazioni tecniche con l'Algeria al fine di trovare una soluzione amichevole si sono intensificate. All'inizio del 2022 l'Algeria ha abolito i dazi eccessivi su 129 prodotti. Tuttavia, alla fine di aprile 2022, i progressi compiuti dall'Algeria su altri aspetti della controversia dovevano ancora concretizzarsi.
V.2
Rinnovo degli elenchi di arbitri per la risoluzione delle controversie nel quadro di accordi dell'UE
Facendo seguito all'invito a presentare candidature pubblicato dalla Commissione nel dicembre 2020 in relazione al rinnovo degli elenchi di arbitri e del distinto elenco di esperti in materia di commercio e sviluppo sostenibile per i panel di risoluzione delle controversie nel quadro degli accordi commerciali di cui l'UE è parte, un comitato di selezione di giudici e accademici internazionali esperti ha esaminato i candidati per confermarne l'idoneità alla nomina. I candidati idonei sono stati informati a maggio 2022 e l'elenco è stato pubblicato a giugno. La Commissione, che ha aderito all'"Equal Representation in Arbitration Pledge" (impegno a favore di una rappresentanza paritaria nei procedimenti arbitrali), cercherà di garantire l'equilibrio di genere nelle sue proposte al Consiglio relative agli elenchi di arbitri ed esperti, così come nella nomina di arbitri o esperti in materia di commercio e sviluppo sostenibile in controversie specifiche.