COMMISSIONE EUROPEA
Strasburgo, 6.5.2025
COM(2025) 440 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Tabella di marcia per porre fine alle importazioni di energia dalla Russia
1.Introduzione
In risposta all'aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina nel febbraio 2022 e in linea con la dichiarazione di Versailles dei capi di Stato o di governo, nel maggio 2022 la Commissione ha varato il piano REPowerEU
. Il piano esortava a porre fine alla dipendenza dell'Europa dall'energia russa, migliorando l'efficienza energetica e accelerando la diffusione delle energie rinnovabili, e a diversificare l'approvvigionamento. Da allora, l'ulteriore diffusione delle energie rinnovabili e il risparmio energetico hanno consentito di ridurre le importazioni di gas di oltre 60 miliardi di metri cubi (m3) l'anno tra il 2022 e il 2024, contribuendo così ad affrancarci dal gas russo.
Nonostante gli sforzi profusi, nel 2024 l'UE ha comunque importato 52 miliardi di m³ di gas russo (32 miliardi di m³ di gas via gasdotto e 20 miliardi di m³ di gas naturale liquefatto, pari a circa il 19 % delle importazioni totali di gas dell'UE), nonché 13 milioni di tonnellate di petrolio greggio e oltre 2 800 tonnellate di uranio, arricchito o sotto forma di combustibile. Nel 2024 dieci Stati membri hanno importato gas russo, tre petrolio russo e sette hanno importato uranio arricchito o hanno acquistato dalla Russia servizi relativi all'uranio.
La dipendenza dalle importazioni di energia russa comporta gravi rischi economici e di sicurezza per l'Unione e i suoi Stati membri, in quanto la Russia strumentalizza costantemente le forniture energetiche per minacciare la stabilità e la prosperità dell'Unione.
La presente tabella di marcia delinea la strategia dell'UE per porre gradualmente fine alle restanti importazioni di energia dalla Russia. Definisce inoltre una visione comune affinché l'Europa collabori in modo solidale per garantire a tutti gli Stati membri fonti di approvvigionamento energetico alternative e a prezzi accessibili, intraprendendo nel contempo un'azione collettiva per ridurre le entrate della Russia, che alimentano la sua macchina bellica e mettono a repentaglio la stabilità del continente. Ridurre la dipendenza dai combustibili fossili rafforzerà ulteriormente la sicurezza e la sovranità energetiche dell'UE, in linea con l'obiettivo di neutralità climatica dell'Unione.
La tabella di marcia è parte integrante della strategia per rafforzare la competitività e la resilienza dell'UE e accelerare la transizione verso l'energia pulita. Con l'adozione della bussola per la competitività, il 29 gennaio 2025, la Commissione ha definito un percorso completo e ambizioso teso a riconquistare il vantaggio industriale dell'Europa. Il patto per l'industria pulita, il piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili e la strategia dell'Unione in materia di preparazione rafforzano ulteriormente tale impegno. Queste iniziative riconoscono l'impatto negativo che le importazioni di energia dalla Russia esercitano sulla sicurezza economica e sulla competitività europee.
Insieme a una diffusione accelerata delle energie rinnovabili, compresi i gas rinnovabili, e all'aumento dell'elettrificazione, dell'efficienza energetica e delle forniture alternative, la graduale eliminazione dei combustibili russi contribuirà agli obiettivi del patto per l'industria pulita e del piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili. La presente tabella di marcia non pregiudica la possibilità di future sanzioni dell'UE.
Azioni intraprese per ridurre la dipendenza dall'energia russa
Grazie a 16 pacchetti di sanzioni, l'UE ha già considerevolmente ridotto le dipendenze e le importazioni di energia dalla Russia. Con le sanzioni è stata di fatto vietata l'importazione nell'UE di carbone e petrolio dalla Russia, e nei porti dell'UE sono state proibite le operazioni di ricarica di navi cargo che trasportano gas naturale liquefatto (GNL) di origine russa. Particolare attenzione merita il problema dell'elusione delle sanzioni dell'UE sul petrolio mediante il ricorso a "flotte ombra".
L'attuazione del piano REPowerEU ha contribuito notevolmente anche a ridurre la domanda di gas. Grazie alla piena realizzazione della transizione energetica e al recente piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili si prevede di sostituire fino a 100 miliardi di m³ di gas naturale entro il 2030. Tale risultato corrisponde a un risparmio di oltre 15 miliardi di m³ di gas ogni anno nell'UE, o a un'ulteriore riduzione della domanda di gas di 40-50 miliardi di m³ entro il 2027, il che agevolerà anche il graduale abbandono delle importazioni di gas russo.
Grazie all'azione coordinata della Commissione e degli Stati membri e al rafforzamento della diplomazia energetica dell'UE con i partner internazionali, le importazioni di gas dalla Russia (sia GNL che via gasdotto) sono diminuite dal 45 % nel 2021 al 19 % nel 2024. Sono state sostituite da forniture da fonti più affidabili e da energia prodotta all'interno dell'Unione e, ove possibile, sono stati ridotti i consumi. Le proiezioni indicano un ulteriore calo al 13 % nel 2025, con la fine del transito attraverso l'Ucraina. Anche la quota delle importazioni di petrolio russo è scesa, passando dal 27 % registrato all'inizio del 2022 al 3 % attuale. Nonostante i notevoli progressi compiuti, il gas, il petrolio e le forniture nucleari dalla Russia continuano a far parte del mix energetico dell'UE, mettendo a rischio la nostra sicurezza economica e contribuendo all'economia bellica russa.
Sulla scorta della recente sincronizzazione degli Stati baltici e della fine dell'accordo di transito del gas attraverso l'Ucraina, la presente tabella di marcia mira a rendere l'UE sempre più indipendente dall'energia russa mettendo gradualmente fine alle importazioni di gas, nucleare e petrolio, al fine di ridurre i rischi di strumentalizzazione delle forniture energetiche e privare le casse russe delle entrate provenienti dall'UE.
La Commissione e gli Stati membri hanno agito in stretta collaborazione per garantire che la sicurezza dell'approvvigionamento non fosse compromessa dalla fine del transito del gas russo attraverso l'Ucraina nel dicembre 2024. Sebbene l'impatto sia stato diverso nelle diverse regioni, nel complesso la sicurezza dell'approvvigionamento e i prezzi non sono stati influenzati in modo significativo a livello dell'UE. Ciò dimostra che azioni preparatorie coordinate a livello dell'UE, sforzi di diversificazione e un approccio per fasi alla fine delle importazioni dalla Russia sono essenziali per preservare la stabilità dei prezzi, la prevedibilità del mercato e la sicurezza dell'approvvigionamento nell'UE.
Le azioni presentate nella presente tabella di marcia dovrebbero essere attuate a livello dell'UE e in maniera coordinata, così da ridurre al minimo l'impatto sui prezzi dell'energia, stabilizzare i mercati dell'energia attraverso forniture alternative sicure e prevedibili e garantire la certezza del diritto.
2.Necessità di intervenire
2.1 Dipendenze dalle importazioni di gas russo
La Russia ha minacciato più volte la sicurezza dell'approvvigionamento dell'UE, tagliando unilateralmente i flussi di gas verso i suoi clienti europei nel 2006, 2009, 2014 e più di recente nel 2022, dopo l'aggressione nei confronti dell'Ucraina, nonché nel periodo precedente all'invasione. L'abbandono graduale delle importazioni di gas russo è pertanto fondamentale per rafforzare la sicurezza energetica dell'UE di fronte alla strumentalizzazione delle importazioni di energia. In tal modo si ridurrebbero inoltre le entrate che la Russia utilizza per finanziare la guerra ingiustificata nei confronti dell'Ucraina e portare avanti il proprio potenziamento militare.
Tra il 2021 e il 2023 l'UE ha ridotto le importazioni di gas russo di oltre il 70 %, da 150 a 43 miliardi di m³. Nel 2024 questa tendenza al ribasso si è arrestata e le importazioni dalla Russia sono aumentate: le importazioni di GNL sono cresciute del 12 % rispetto al 2023, passando da 18 a 20 miliardi di m³, e quelle via gasdotto del 26 %, da 25 a 32 miliardi di m³.
Diversi Stati membri hanno adottato misure tempestive per ridurre o addirittura vietare le importazioni di gas russo, anche risolvendo i contratti esistenti con i fornitori russi di gas. Tuttavia, anche dopo la fine del transito attraverso l'Ucraina nel 2025, il gas russo continua a rappresentare circa il 13 % delle importazioni complessive dell'UE. Attualmente circa due terzi delle importazioni di gas russo sono basati su contratti a lungo termine con destinazione UE, mentre circa un terzo è fornito a pronti (a breve termine). Data l'assenza di incentivi commerciali e visti i contratti a lungo termine in essere, non ci si attende di poter eliminare i volumi rimanenti senza ulteriori azioni a livello europeo.
Per abbandonare a poco a poco queste forniture di gas e, allo stesso tempo, procurarsene di alternative (GNL o gas via gasdotto) dai partner internazionali senza creare nuove dipendenze, è necessaria un'azione a livello dell'UE. In tale contesto sarà importante che la capacità infrastrutturale prenotata a lungo termine per le importazioni dalla Russia sia messa a disposizione per le importazioni di gas da fonti alternative. L'Unione ha già sostenuto in modo significativo gli sforzi di diversificazione con 184,7 miliardi di EUR destinati a iniziative connesse all'energia nell'ambito dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza, 5,84 miliardi di EUR (2021-2027) per il finanziamento di infrastrutture transfrontaliere nell'ambito della componente Energia del meccanismo per collegare l'Europa (MCE) e 55 miliardi di EUR di fondi della politica di coesione dell'UE.
Nonostante i progressi compiuti nella transizione energetica, il gas continuerà a far parte del mix energetico dell'UE per i prossimi decenni. Per garantire la stabilità dell'approvvigionamento, le misure volte a eliminare gradualmente il gas russo dovrebbero essere accompagnate da sforzi volti a diversificare il portafoglio di fornitori dell'UE. Tale obiettivo potrebbe essere conseguito mediante azioni congiunte, tra cui l'aggregazione della domanda a livello dell'UE e la conclusione di accordi di fornitura a lungo termine a prezzi competitivi con fornitori alternativi, se del caso. In particolare l'imminente nuovo patto per il Mediterraneo e l'iniziativa transmediterranea per l'energia offriranno opportunità concrete per diversificare ulteriormente l'approvvigionamento energetico.
Gli sforzi di diversificazione non dovrebbero essere inficiati da accordi che prevedano scambi, ossia l'acquisto de facto di gas russo da terzi, prassi che sarebbe in contrasto con gli obiettivi di REPowerEU in quanto continuerebbe a generare entrate per la Russia e lascerebbe l'UE vulnerabile di fronte alla manipolazione dei prezzi.
2.2 Dipendenze dalla Russia nel settore nucleare
A differenza delle dipendenze nel settore del gas, le dipendenze nel settore nucleare sono molteplici. La Russia fornisce prodotti e servizi ai clienti dell'UE durante l'intero ciclo del combustibile nucleare. La dipendenza è più marcata nei cinque Stati membri che hanno reattori di progettazione russa, noti anche come reattori VVER ad acqua pressurizzata, che dipendono tradizionalmente da combustibili provenienti da un fornitore russo. Altri Stati membri dipendono dalla Russia per i materiali nucleari, i pezzi di ricambio o i servizi connessi al ciclo del combustibile nucleare. La Russia detiene inoltre una posizione dominante nella fornitura di determinati radioisotopi per le procedure mediche.
2.2.1 Sostituzione dei combustibili nucleari russi con forniture alternative nei cinque Stati membri con reattori nucleari di progettazione russa
Sono stati fatti passi avanti verso la sostituzione del combustibile nucleare russo con combustibile di altri produttori nei cinque Stati membri che hanno reattori VVER di progettazione russa. Dal 2022 in quattro di questi paesi sono stati firmati contratti di fornitura di combustibili alternativi, che devono però essere testati e autorizzati in ciascuno Stato membro prima che possano prendere il posto del combustibile russo. Nel 2024 i primi elementi di combustibile di prova sono stati caricati in reattori in Bulgaria e Finlandia. Inoltre l'UE sostiene finanziariamente lo sviluppo di combustibili alternativi attraverso i suoi progetti SAVE e APIS
. Nel breve e medio periodo potrebbero sorgere rischi per la sicurezza dell'approvvigionamento in caso di improvvisi cambiamenti politici.
Occorre imprimere un'accelerazione allo sviluppo di combustibili nucleari alternativi per i reattori VVER e alla concessione delle relative licenze, mentre la conclusione di contratti con fornitori alternativi dovrebbe procedere spedita verso la sostituzione in toto delle forniture russe. È possibile trarre importanti insegnamenti dall'esperienza in Ucraina, dove si registrano progressi nell'uso di combustibili alternativi non russi, anche sul fronte delle licenze e delle prove di sicurezza nucleare di tali combustibili.
2.2.2 Diversificazione dell'approvvigionamento e sviluppo di capacità alternative nel ciclo del combustibile nucleare per tutti gli Stati membri dotati di impianti nucleari
Sebbene nel 2024 oltre il 14 % dell'uranio acquistato nell'UE provenisse dalla Russia, il mercato mondiale dell'uranio naturale e lavorato è piuttosto vario. Un ostacolo importante è dato dalla concentrazione dei servizi di conversione e arricchimento (necessari per trasformare l'uranio lavorato in materiale per la produzione di combustibile nucleare) nelle mani di un numero ridotto di imprese. Quelle con sede nell'UE o in altri paesi occidentali non sono attualmente in grado di rispondere alla domanda complessiva a causa della capacità limitata degli impianti di conversione e arricchimento in funzione. Nel 2024 circa il 23 % della domanda totale di servizi di conversione dell'uranio nell'UE è stata soddisfatta dalla Russia, mentre per quanto riguarda i servizi di arricchimento dell'uranio la Russia ha coperto quasi il 24 % del fabbisogno dell'UE
.
Sebbene le imprese europee nel settore dell'arricchimento abbiano annunciato piani per ampliare la loro attuale capacità di arricchimento, il primo nuovo impianto di questo tipo non è previsto prima del 2027. L'industria mondiale di conversione dell'uranio sta poi incontrando ostacoli all'aumento della produzione, a causa della complessità tecnologica e delle incertezze del mercato, e a oggi non sono state annunciate nuove capacità di conversione fino all'inizio del prossimo decennio. Il settore nucleare dell'UE continua inoltre a dover fare affidamento sulla Russia per alcuni pezzi di ricambio e servizi di manutenzione. Una cooperazione internazionale continuativa, come quella nel contesto del G7, è essenziale per garantire una capacità sufficiente di arricchimento e conversione, nonché pezzi di ricambio e servizi negli anni a venire. Il riesame, a cura della Commissione, dell'approccio in materia di approvvigionamento di uranio arricchito favorirà inoltre il rafforzamento della sicurezza dell'approvvigionamento e l'apertura a fornitori affidabili.
Infine si rileva una forte dipendenza dalla Russia per alcuni radioisotopi stabili usati per produrre radioisotopi medici destinati al trattamento del cancro. L'UE deve intensificare gli sforzi tesi a sviluppare questa produzione a vantaggio di tutti gli Stati membri: sarà particolarmente importante rafforzare la catena di approvvigionamento dei radioisotopi garantendo l'accesso ai materiali di base, potenziare la produzione di radioisotopi su scala industriale e sostenere la ricerca e l'innovazione nel campo delle nuove terapie di medicina nucleare.
2.3 Dipendenze dalla Russia nel settore petrolifero
Nel 2022 il petrolio greggio russo rappresentava il 27 % delle importazioni di petrolio greggio dell'UE, mentre ora è solo il 3 %. Si tratta di una conseguenza diretta dell'introduzione e dell'effettiva applicazione delle sanzioni dell'Unione, che hanno vietato le importazioni via mare di petrolio greggio dalla Russia a partire dal dicembre 2022 e di prodotti petroliferi raffinati a partire dal febbraio 2023.
Tuttavia alla fine del 2024 il petrolio in arrivo dalla Russia via oleodotto costituiva ancora una quota importante delle importazioni totali di Cechia, Slovacchia e Ungheria, che attualmente beneficiano di esenzioni temporanee dal regime di sanzioni dell'UE.
Con il completamento del progetto TAL-PLUS nell'aprile 2025, la Cechia è ora in grado di sostituire le forniture di petrolio russo con fonti alternative. Nel caso di Slovacchia e Ungheria, invece, oltre l'80 % delle importazioni totali di petrolio proviene dalla Russia, una forte dipendenza che può rappresentare un rischio per la sicurezza del loro approvvigionamento. La Commissione continua a sostenere tali Stati membri per aiutarli a sostituire progressivamente il petrolio russo e procurarsi forniture alternative attraverso l'oleodotto Adria.
La Russia si avvale di una flotta ombra di navi cisterna per continuare a esportare petrolio ed eludere le sanzioni. Si tratta di navi spesso vecchie e in pessime condizioni, di cui non si conoscono i proprietari né le condizioni assicurative, e che mettono concretamente a repentaglio l'ambiente a causa del rischio di fuoriuscite di petrolio e di altri tipi di inquinamento, che possono causare catastrofi ambientali. L'UE ha sanzionato navi specifiche, ha svolto ampie attività di sensibilizzazione diplomatica nei confronti degli Stati di bandiera e degli Stati di approdo e ha rafforzato gli obblighi in materia di sicurezza marittima, in particolare attraverso l'azione congiunta dei paesi del cosiddetto gruppo "Nordic-Baltic 8++".
Sarebbero necessari ulteriori sforzi e azioni per contrastare e scoraggiare la flotta ombra russa, rafforzando nel contempo la protezione dell'ambiente e la sicurezza marittima e tagliando i fondi per l'economia bellica russa.
3.Azioni per porre gradualmente fine alle importazioni di energia dalla Russia
3.1 Gas via gasdotto e GNL
Azione 1: trasparenza, monitoraggio e tracciabilità
La trasparenza, il monitoraggio e la tracciabilità sono il punto di partenza obbligato per affrancarsi gradualmente e in modo efficace dal gas russo e garantire l'applicazione delle norme. La legislazione vigente dell'UE ha già contribuito a una maggiore trasparenza e tracciabilità delle importazioni di gas verso l'Unione, ma le informazioni non sono sufficientemente dettagliate:
·le norme dell'UE impongono agli Stati membri di comunicare alla Commissione determinati dettagli dei contratti relativi al gas, come i contratti a lungo termine riguardanti il gas di origine russa. Questi dati sono condivisi a livello di Stato membro, senza rivelare l'identità delle controparti dei singoli contratti, che possono essere richiesti nella loro interezza solo in circostanze specifiche;
·in linea con la legislazione dell'UE, talune informazioni sul gas importato sono comunicate alle autorità doganali al momento dell'ingresso nel territorio doganale dell'Unione. Non vi è invece alcun obbligo di riferire alle autorità nazionali competenti per la politica energetica.
Sebbene alcuni Stati membri abbiano introdotto norme nazionali sulla tracciabilità del gas russo, non esiste un quadro coerente dell'UE in materia di trasparenza, monitoraggio e tracciabilità delle importazioni di gas dalla Russia verso l'UE.
La Commissione proporrà pertanto le misure necessarie per un monitoraggio e una tracciabilità più efficaci: una di queste imporrebbe alle imprese di fornire informazioni sui contratti relativi al gas russo (ad esempio volumi e durata) alle autorità competenti degli Stati membri e alla Commissione; un'altra garantirebbe che le informazioni sulle importazioni effettive di gas russo siano condivise tra autorità doganali, autorità nazionali per l'energia e la sicurezza e Commissione.
Tali misure consentirebbero ai governi e alla Commissione di accedere alle informazioni pertinenti sul gas russo che entra nei loro sistemi energetici, permettendo così di attuare misure mirate ed efficaci in tutta l'UE e di dotarsi di fonti di approvvigionamento alternative. Con queste informazioni la Commissione sarebbe inoltre meglio attrezzata per coordinare azioni a livello di UE volte ad affrancare gradualmente tutta l'Unione e preparare il terreno a fonti di approvvigionamento alternative.
A tal fine, la Commissione intende presentare entro il mese prossimo una proposta legislativa sulle norme per rafforzare la trasparenza, il monitoraggio e la tracciabilità del gas russo. Nell'intento di migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento e la preparazione, la Commissione mira a includere nella futura revisione dell'architettura di sicurezza energetica (in calendario per il 2026) obblighi di trasparenza analoghi per tutte le importazioni di gas nell'UE.
Azione 2: piani nazionali a sostegno dell'azione dell'UE per l'abbandono graduale del gas russo
Agire in modo ben preparato, ordinato e sicuro riduce al minimo l'impatto sui prezzi, sui mercati e sulla sicurezza dell'approvvigionamento nell'UE. La Commissione intende proporre una legislazione che imponga agli Stati membri di pianificare e monitorare l'abbandono graduale del gas russo a livello dell'UE.
I piani nazionali dovrebbero definire, tra le altre cose:
·il volume delle importazioni di gas russo nell'ambito dei contratti esistenti, anche con clausole "take-or-pay";
·un calendario, comprendente tappe intermedie a sostegno delle misure dell'UE, volto a conseguire l'obiettivo di affrancarsi gradualmente dal gas russo;
·opzioni di diversificazione e capacità tecniche per sostituire il gas russo, anche attraverso la cooperazione nei gruppi regionali esistenti.
La Commissione coadiuverà gli Stati membri nella preparazione dei piani attraverso gruppi di lavoro e di coordinamento consolidati, come il gruppo di coordinamento del gas, oppure un sottogruppo dedicato e gruppi regionali.
Il mese prossimo la Commissione intende presentare una proposta legislativa sui piani nazionali per l'abbandono graduale del gas russo e invita gli Stati membri a presentare i primi piani già entro la fine del 2025, per consentire un processo sicuro, coordinato e ben preparato.
Azione 3: divieto progressivo di importazione di gas russo
Muovendo dai preparativi europei collettivi e dalla valutazione d'impatto delle misure attuate dalla Commissione dopo la dichiarazione di Versailles, compresi gli effetti sulla sicurezza dell'approvvigionamento, sul mercato, sui prezzi e sugli aspetti giuridici (contratti inclusi) inerenti al gas, la Commissione intende proporre misure giuridiche per porre effettivamente fine, in modo graduale, alle importazioni di gas dalla Russia.
Se il processo avverrà gradualmente e se saranno garantite fonti di approvvigionamento alternative, si prevede che il divieto di importare gas russo avrà un impatto limitato sui prezzi e sulla sicurezza dell'approvvigionamento negli Stati membri per i motivi seguenti:
·il perseguimento degli obiettivi energetici dell'UE e l'attuazione dei quadri normativi che li sostengono accelererà la diffusione delle energie rinnovabili e l'efficienza energetica in tutta l'Unione. Si stima che l'UE possa risparmiare oltre 15 miliardi di m³ di gas all'anno, riducendo la sua domanda complessiva di gas di 40-50 miliardi di m³ entro il 2027;
·secondo l'Agenzia internazionale per l'energia (AIE) nei prossimi anni sarà disponibile un'offerta supplementare di GNL a livello mondiale, che migliorerà l'equilibrio del mercato globale. La situazione dei mercati mondiali di GNL rimarrà difficile nel 2025. Per la fine del 2026 sono però previste nuove capacità di GNL per un volume di 85-90 miliardi di m³, in particolare negli Stati Uniti, in Canada, in Qatar e nei paesi africani, che dovrebbero controbilanciare il previsto aumento della domanda mondiale. Stando alle previsioni, la capacità mondiale di esportazione di GNL crescerà di circa 250 miliardi di m³ entro il 2030, un aumento di quasi il 50 % rispetto all'attuale offerta di GNL;
·gli Stati membri sono nelle condizioni di ricevere forniture di GNL dai partner globali grazie a sforzi e investimenti coordinati intrapresi all'inizio della crisi energetica. Tra il 2022 e il 2024 sono entrati in funzione ben dodici nuovi terminali GNL e sei progetti di espansione, che hanno incrementato di 70 miliardi di m³ la capacità di importazione di GNL nell'UE. Tra questi figurano i terminali GNL di Alexandroupolis (Grecia), Ravenna (Italia), Krk (Croazia), Swinoujscie (Polonia) e Wilhelmshaven 2, Mukran, Stade e Lubmin (Germania). Di conseguenza, la capacità totale di importazione di GNL dell'UE ammonta ora a circa 250 miliardi di m³ l'anno, più del doppio rispetto alle attuali importazioni di GNL;
·nei prossimi anni saranno disponibili maggiori volumi di gas anche nell'Europa centrale e sudorientale, una regione tradizionalmente dipendente dalle forniture russe tramite gasdotto. Il giacimento di gas offshore Neptun Deep in Romania dovrebbe produrre 8 miliardi di m³ di gas naturale l'anno nei primi 10 anni di attività, a partire dal 2027, e dal 2026 la capacità del gasdotto transadriatico sarà ampliata di 1,2 miliardi di m³, consentendo un aumento delle importazioni dall'Azerbaigian;
·l'infrastruttura del gas nell'UE è sufficientemente flessibile, con rotte alternative e punti di interconnessione transfrontalieri che consentono a tutti gli Stati membri di accedere a importazioni di GNL e gas via gasdotto da fonti non russe. Dal 2022 gli Stati membri hanno sviluppato le infrastrutture chiave e altre ancora saranno completate entro la fine del 2028.
Circa due terzi delle importazioni russe di GNL e di gas via gasdotto si basano su contratti a lungo termine esistenti che hanno come destinazione l'UE. I volumi rimanenti sono forniti a pronti (a breve termine) e gli importatori prendono le decisioni di acquisto in funzione delle loro esigenze e delle condizioni di mercato prevalenti. Dal momento che i contratti a lungo termine esistenti hanno una durata più lunga e riguardano volumi maggiori rispetto a quelli solitamente acquistati con i contratti di fornitura a pronti, è opportuno organizzare l'abbandono delle importazioni di gas russo in due fasi, iniziando immediatamente con tutti i nuovi contratti e i contratti a pronti (a breve termine) esistenti.
Un approccio per fasi permetterebbe ai mercati di adeguarsi meglio e ridurrebbe al minimo l'impatto sul mercato e le potenziali implicazioni per la sicurezza dell'approvvigionamento.
La Commissione provvederà affinché le misure volte a porre fine alle importazioni di gas russo siano concepite in modo da ridurre al minimo le ripercussioni economiche per gli attori del mercato e siano pienamente conformi al diritto dell'UE e agli obblighi previsti dal diritto internazionale.
a.Divieto di importazione di gas russo nell'ambito di nuovi contratti e dei contratti a pronti esistenti
Poiché i contratti a pronti riguardano una parte meno significativa dei volumi complessivi provenienti dalla Russia e comportano consegne a breve termine, è possibile eliminare i volumi corrispondenti in un lasso di tempo relativamente più breve. Il mese prossimo la Commissione intende presentare una proposta legislativa per vietare tutte le importazioni di gas russo nell'ambito di nuovi contratti e dei contratti a pronti esistenti, divieto che dovrebbe entrare in vigore al più tardi entro la fine del 2025.
b.Divieto di importazione di gas russo nell'ambito dei contratti a lungo termine esistenti
La Commissione intende proporre, il mese prossimo, misure volte a vietare le importazioni residue di gas via gasdotto e GNL dalla Russia, ossia dei volumi importati nell'ambito dei contratti a lungo termine esistenti. La necessità di porre fine a tali importazioni in modo graduale richiede un periodo di transizione più lungo a causa dei volumi maggiori trattati dagli importatori interessati. Tale divieto dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2027.
La Commissione coinvolgerà gli Stati membri interessati e si assicurerà che la proposta poggi su un'opportuna valutazione degli impatti giuridici ed economici.
Azione 4: sostenere la diversificazione mediante l'aggregazione della domanda e un migliore utilizzo delle infrastrutture
Ottenere forniture alternative da partner affidabili è fondamentale per limitare eventuali ripercussioni sul mercato o sulla sicurezza dell'approvvigionamento. Ad esempio, la Norvegia, il principale fornitore di gas dell'UE, nonché la Romania e la Grecia possono contribuire alla diversificazione nell'Europa centrale e orientale, tradizionalmente dominata dal gas russo, rispettivamente attraverso il gasdotto Baltic Pipe e il gasdotto transbalcanico. La Commissione porterà avanti le discussioni con fornitori affidabili e intensificherà sostanzialmente la cooperazione energetica con i paesi partner del Medio Oriente, dell'Africa settentrionale e della regione del Mar Nero, anche attraverso il Global Gateway.
Parallelamente, ove possibile, è opportuno continuare a sviluppare alternative alle importazioni di gas naturale, in particolare attraverso l'elettrificazione o la promozione della produzione di biogas, biometano e idrogeno pulito in linea con REPowerEU.
Durante la crisi, il meccanismo AggregateEU si è dimostrato efficace per contribuire agli obiettivi di REPowerEU sostenendo i consumatori e le imprese europei nell'approvvigionamento di gas non proveniente dalla Russia. La seconda tornata intermedia di aggregazione della domanda e abbinamento domanda-offerta nell'ambito di AggregateEU si è conclusa il 26 marzo 2025 e ha suscitato notevole interesse da entrambi i lati, totalizzando 29 miliardi di m³ di domanda, 31 miliardi di m³ di offerta e quasi 20 miliardi di m³ abbinati. Riguardava la domanda di gas tra il 2025 e il 2030 e consentiva agli acquirenti di indicare un terminale preferito nell'UE oppure scegliere consegne franco a bordo, dando loro più flessibilità.
Guardando al futuro, dovrebbero essere esplorate anche opzioni che vadano oltre l'aggregazione della domanda al fine di sfruttare il potere d'acquisto dell'UE a sostegno degli sforzi di diversificazione.
Sulla base dell'esperienza acquisita con AggregateEU, la Commissione sta valutando la fattibilità di una piattaforma che sostenga la diffusione e il commercio di molecole gassose di origine non fossile, compreso il biometano.
La Commissione collabora con l'industria e altri portatori di interessi per una diffusione sempre più ampia del biogas e del biometano sostenibili. Dall'adozione del piano d'azione per il biometano nel 2022 sono stati compiuti notevoli progressi, anche attraverso il partenariato industriale per il biometano. Traendo spunto dalla riuscita di tale partenariato, la Commissione istituirà una nuova rete degli Stati membri per il biogas nell'ambito di un contratto tripartito per rispondere meglio alle esigenze divergenti in diverse zone dell'UE e coinvolgere i portatori di interessi nazionali e locali.
Date le sfide specifiche negli Stati membri e nelle parti contraenti della Comunità dell'energia nell'Europa centrale e sudorientale (CESEC) in termini di scambi transfrontalieri, la Commissione collaborerà, nell'ambito del gruppo ad alto livello CESEC, con il segretariato della Comunità dell'energia e con i paesi dell'allargamento per massimizzare l'uso delle infrastrutture esistenti, così da eliminare gli ostacoli normativi e di mercato, migliorare la diversificazione e aiutare i paesi candidati ad affrancarsi dalle importazioni di energia dalla Russia.
3.2. Energia nucleare
Azione 5: nuove restrizioni per porre gradualmente fine alle importazioni russe di uranio, uranio arricchito e altri materiali nucleari
A differenza di quanto accade nel settore del gas, nel settore nucleare le dipendenze sono molteplici e potrebbero ancora sorgere rischi per la sicurezza dell'approvvigionamento nel breve e medio periodo in caso di cambiamenti politici improvvisi. Scopo della presente azione è pertanto sostenere la fine graduale dell'approvvigionamento dalla Russia di uranio, uranio arricchito e altri materiali nucleari utilizzati per la produzione di combustibile per i reattori nucleari europei, anche da parte del produttore russo del combustibile in uso nei reattori VVER di progettazione russa.
a. Misure relative all'uranio arricchito
La Commissione intende rendere le importazioni russe di uranio arricchito economicamente meno redditizie presentando, il mese prossimo, misure commerciali al riguardo. Ciò creerà condizioni di parità e incoraggerà l'adozione, negli Stati membri interessati, di decisioni politiche e commerciali volte ad accelerare gli investimenti e lo sviluppo di capacità, sviluppare una catena del valore dell'UE e diversificare l'approvvigionamento con il graduale affrancamento dalla Russia, aprendosi nel contempo a forniture da altri partner internazionali.
b.Restrizioni ai contratti di cui l'Agenzia di approvvigionamento dell'Euratom è cofirmataria
Il mese prossimo la Commissione intende imporre restrizioni, a partire da una certa data, ai nuovi contratti con fornitori russi di cui l'Agenzia di approvvigionamento dell'Euratom è cofirmataria per l'approvvigionamento di uranio, uranio arricchito e altri materiali nucleari. Le consegne basate su contratti esistenti proseguiranno, ma l'Agenzia di approvvigionamento dell'Euratom non approverà più proroghe né nuovi contratti di fornitura. Questa misura rafforzerà la sicurezza dell'approvvigionamento e la prevedibilità a lungo termine e sosterrà i soggetti industriali ed economici europei coinvolti nel ciclo del combustibile nucleare, fornendo certezze e prevedibilità per le decisioni di investimento.
Azione 6: obbligo di diversificazione e trasparenza: piani nazionali per l'abbandono graduale delle forniture nucleari russe
La Commissione chiederà agli Stati membri un'azione sistematica al fine di abbandonare gradualmente le forniture russe di combustibile nucleare e servizi connessi e di pezzi di ricambio, per sostituirle, nel tempo, anche con alternative completamente europee. Gli Stati membri saranno tenuti a elaborare piani nazionali con azioni concrete e scadenze. La raccomandazione è di presentarli già entro la fine del 2025, al fine di offrire certezze e prevedibilità agli operatori economici che devono prendere decisioni di investimento tese a rendere disponibile una capacità sufficiente di conversione e arricchimento dell'uranio.
Nel concreto, il mese prossimo la Commissione intende presentare una proposta legislativa con traguardi specifici per gli Stati membri, chiamati a:
·sostituire i combustibili nucleari russi con combustibili alternativi accelerando la conclusione di contratti e la concessione di licenze per tali combustibili e sviluppando ulteriormente alternative europee al 100 %;
·affrancarsi gradualmente dalla dipendenza dalla Russia per l'uranio, l'uranio arricchito e altri materiali nucleari;
·rafforzare la trasparenza riguardo alle dipendenze e incoraggiare la diversificazione nell'approvvigionamento di pezzi di ricambio e servizi di manutenzione, abbandonando le forniture russe.
La Commissione e l'Agenzia di approvvigionamento dell'Euratom proseguiranno la collaborazione e il dialogo con i cinque Stati membri interessati e i portatori di interessi del settore nucleare al fine di garantire il buon coordinamento degli sforzi di diversificazione e il monitoraggio dei progressi.
Azione 7: aumentare la produzione dell'UE: proposta relativa alla "European Radioisotope Valley Initiative" (ERVI)
La Commissione intende proporre la creazione di una struttura dell'UE, chiamata "European Radioisotope Valley", volta ad assicurare all'Unione l'approvvigionamento di radioisotopi medici attraverso l'aumento della produzione interna, a ridurre la dipendenza da fornitori stranieri, in particolare la Russia, e a rendere più resiliente la catena di approvvigionamento europea, tenendo conto delle diverse esigenze degli Stati membri.
3.3 Petrolio
Azione 8: piani nazionali per l'abbandono graduale del petrolio russo e la garanzia di forniture alternative
In linea con la proposta di predisporre piani nazionali per l'abbandono graduale del gas russo, la Commissione raccomanda che i due Stati membri interessati pianifichino e monitorino l'abbandono graduale delle importazioni di petrolio dalla Russia. Sono disponibili infrastrutture sufficienti per sostituire tali importazioni con forniture non russe. La Commissione intende pertanto proporre l'obbligo per questi Stati membri di elaborare un piano analogo e monitorarne l'attuazione.
Gli Stati membri interessati sarebbero tenuti a redigere e presentare alla Commissione piani nazionali che delineino le rispettive strategie per sostituire le importazioni di petrolio russo entro la fine del 2027, indicando:
·un calendario, comprendente tappe intermedie e le misure corrispondenti, volto a conseguire l'obiettivo di affrancarsi gradualmente dal petrolio russo;
·opzioni di diversificazione e capacità tecniche per sostituire il petrolio russo;
·il volume delle importazioni di petrolio russo nell'ambito dei contratti esistenti e la loro scadenza.
I piani potrebbero costituire un capitolo dei piani nazionali per l'abbandono graduale del gas russo.
I gruppi di lavoro e di coordinamento esistenti, come il gruppo di coordinamento per il petrolio o i sottogruppi dedicati, e i gruppi regionali garantiranno il coordinamento e il sostegno. La Commissione incoraggia gli Stati membri interessati a ricorrere in via prioritaria alle infrastrutture di approvvigionamento alternative, se disponibili.
La Commissione intende presentare il mese prossimo la proposta legislativa sui piani nazionali per l'abbandono graduale delle importazioni residue di petrolio russo e raccomanda agli Stati membri interessati di presentare i primi piani nazionali già entro la fine del 2025.
Azione 9: continuare a imporre e applicare sanzioni nei confronti di soggetti e navi sospettati di attività illecite
Per affrontare il problema dell'elusione delle sanzioni dell'UE sul petrolio mediante il ricorso a "flotte ombra", sono previste le azioni seguenti:
·proseguire la sensibilizzazione e il dialogo con i paesi terzi interessati;
·collaborare con i partner internazionali, compresa l'Organizzazione marittima internazionale (IMO), per stabilire e far rispettare norme rigorose in materia di sicurezza e protezione marittime;
·incoraggiare gli Stati membri a rafforzare la sorveglianza marittima sfruttando i servizi integrati messi a disposizione dall'Agenzia europea per la sicurezza marittima, che permettono:
oil monitoraggio costante e la condivisione di informazioni sulle navi di interesse per individuare attività o comportamenti sospetti;
ouna deterrenza più efficace contro le attività marittime illegali e una migliore applicazione del diritto marittimo internazionale;
·l'Alto rappresentante valuterà con gli Stati membri la possibilità di avviare una missione dell'UE nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune al fine di:
oeffettuare la sorveglianza e il monitoraggio continuo delle attività marittime per individuare navi o comportamenti sospetti;
oscoraggiare le attività marittime illegali;
ofar valere il diritto marittimo internazionale, anche chiedendo allo Stato di bandiera di una nave sospetta, o al suo comandante, che la nave entri nelle acque territoriali di uno Stato, dove quest'ultimo può adottare tutte le misure necessarie in conformità dell'UNCLOS e del suo diritto interno;
ocondurre l'abbordaggio e l'ispezione di navi di interesse in alto mare o nelle zone economiche esclusive degli Stati membri dell'UE, ove consentito dall'UNCLOS o previo consenso dello Stato di bandiera;
·concludere accordi con gli Stati di bandiera interessati per poter effettuare operazioni di abbordaggio autorizzate preventivamente in alto mare o nelle zone economiche esclusive degli Stati membri dell'UE.
4.Conclusioni
La presente tabella di marcia per porre fine alle importazioni di energia russa mira a garantire l'indipendenza dell'Unione dall'energia russa grazie all'eliminazione graduale, ordinata, sicura e ben preparata delle importazioni di gas, nucleare e petrolio, in linea con l'obiettivo di neutralità climatica dell'UE.
Essa accompagna il perseguimento degli obiettivi strategici dell'Unione, stabiliti nella bussola per la competitività dell'UE, nel patto per l'industria pulita e nel piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili, riducendo le importazioni di combustibili fossili da fornitori che destano preoccupazioni sul fronte della sicurezza economica e accelerando la transizione pulita con l'abbandono dei combustibili fossili.
Le nove misure proposte nella presente tabella di marcia elimineranno di fatto l'energia russa dai mercati dell'UE, senza compromettere la sicurezza dell'approvvigionamento e riducendo al minimo l'impatto sui prezzi e sui mercati.
Per metterla in atto serviranno grande impegno, solidarietà, lavoro e cooperazione da parte di tutti gli Stati membri, delle istituzioni dell'UE e degli attori del mercato dell'energia.
La Commissione valuterà l'impatto e monitorerà attentamente i progressi compiuti nell'eliminazione delle importazioni di energia dalla Russia e fornirà a tutti gli Stati membri il sostegno necessario per affrontare eventuali difficoltà. Scambi regolari di informazioni nell'ambito dei gruppi di coordinamento e dei gruppi di cooperazione regionale esistenti garantiranno che l'UE rimanga sulla buona strada per conseguire i suoi obiettivi e permetteranno di apportare gli adeguamenti necessari in modo tempestivo ed efficace, alla luce della situazione della sicurezza dell'approvvigionamento e dell'evoluzione del mercato.