COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 10.7.2025
COM(2025) 392 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
sull'attuazione della strategia globale dell'UE in materia di salute
SINTESI
La strategia globale dell'UE in materia di salute, adottata a novembre 2022, considera la salute globale un pilastro essenziale dell'azione politica esterna dell'UE e parte della politica estera, la dimensione esterna dell'Unione europea della salute, nonché una componente del Global Gateway. Dall'adozione della strategia, l'UE ha compiuto progressi significativi nel rafforzamento della salute globale. La presente relazione illustra le principali azioni intraprese e i progressi compiuti.
Gli sforzi intesi a migliorare la salute globale si sono concentrati sulle priorità critiche, tra cui la lotta alle malattie trasmissibili, attraverso contributi finanziari significativi a iniziative quali il Fondo globale, GAVI, l'Alleanza per i vaccini, il Fondo per le pandemie e l'Iniziativa mondiale per l'eradicazione della poliomielite. Allo stesso tempo l'UE ha mantenuto un forte impegno a contrastare le malattie non trasmissibili, tra cui il cancro, e a promuovere la salute mentale, sostenendo programmi di prevenzione e controllo. Parallelamente ha fornito assistenza anche in contesti umanitari e si è occupata dei rischi climatici e ambientali per la salute, sebbene per prevenire i rischi per la salute sarebbero utili ulteriori azioni per il clima e l'ambiente. Il sostegno fornito ha interessato anche la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, anche attraverso un'iniziativa Team Europa dedicata.
L'UE ha poi compiuto notevoli progressi nel rafforzamento dei sistemi sanitari e nell'ampliamento della copertura sanitaria universale attraverso iniziative quali l'agenda di Lusaka, il partenariato sulla copertura sanitaria universale dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l'iniziativa Team Europa sugli istituti di sanità pubblica in Africa. Inoltre la sanità digitale ha registrato notevoli progressi, in particolare attraverso la transizione dal certificato COVID digitale dell'UE alla rete globale di certificazione sanitaria digitale dell'OMS, nonché grazie all'iniziativa Team Europa sulla sanità digitale volta a rafforzare i sistemi sanitari e a sostenere la copertura sanitaria universale in Africa. L'UE promuove attivamente standard globali elevati in materia di prodotti farmaceutici e dispositivi medici, nonché la produzione locale attraverso la revisione della legislazione farmaceutica, l'iniziativa Team Europa per la produzione di vaccini, medicinali e tecnologie sanitarie in Africa e per l'accesso ad essi (MAV+) e la sua partecipazione ai pertinenti consessi multilaterali. Inoltre l'UE sostiene lo sviluppo e la mobilità della forza lavoro attraverso partenariati volti ad attirare talenti, l'iniziativa Team Europa relativa alla formazione professionale orientata alle opportunità e gli sforzi di sviluppo delle capacità nell'istruzione superiore e nella ricerca. Il partenariato Europa-paesi in via di sviluppo per gli studi clinici (Salute globale EDCTP3) sostiene la ricerca in materia di salute globale con l'Africa, con particolare attenzione alle malattie infettive, comprese le malattie trascurate, emergenti e riemergenti.
La lotta contro le minacce per la salute rappresenta inoltre uno dei principali punti d'azione dell'UE. Di conseguenza, dalla fine del 2021 l'UE ha compiuto notevoli progressi nel miglioramento della preparazione e della risposta alle minacce per la salute a carattere transfrontaliero, in particolare attraverso l'attuazione del regolamento relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e l'attività dell'Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie. Ciò va a direttamente favore degli obiettivi della strategia globale dell'UE in materia di salute, in quanto, rafforzandone i meccanismi interni per la gestione delle crisi sanitarie, l'UE contribuisce anche agli sforzi globali volti a prevenire e ad attenuare la diffusione delle minacce per la salute a livello transfrontaliero. Inoltre, attraverso l'impegno attivo nei negoziati sulle modifiche del regolamento sanitario internazionale (2005) e nel nuovo accordo dell'OMS sulle pandemie, conclusi con esito positivo rispettivamente a giugno 2024 e a maggio 2025, l'UE ha contribuito in modo tangibile all'elaborazione di una governance sanitaria globale proattiva. L'UE rafforza inoltre le capacità globali di laboratorio e di sorveglianza per la preparazione. Per migliorare la preparazione e la risposta dell'UE ai rischi per la salute pubblica, la Commissione costituisce riserve strategiche di capacità di risposta. Sebbene la costituzione di scorte strategiche rescEU sia destinata principalmente all'UE, essa può essere attivata per la consegna a livello mondiale qualora ciò rientri nell'interesse dell'UE. L'UE ha sostenuto la diffusione dei vaccini contro la COVID-19 nei paesi a basso e medio reddito e ha contribuito al Fondo per le pandemie. Inoltre l'UE affronta attivamente la resistenza antimicrobica in quanto sfida sanitaria globale urgente attraverso un approccio collaborativo "One Health", esemplificato dall'iniziativa Team Europa per una sicurezza sanitaria sulla base dell'approccio "One Health" in Africa. La Commissione, in collaborazione con l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), mantiene la cooperazione normativa con i paesi terzi. L'UE inoltre garantisce che la politica commerciale promuova la salute globale e contribuisca attivamente agli sforzi dell'OMC volti a sviluppare risposte efficaci alle pandemie future.
Al fine di garantire una risposta coordinata e integrata alle sfide sanitarie globali, la Commissione ha adottato l'approccio "salute in tutte le politiche" per migliorare la collaborazione intersettoriale. L'approccio Team Europa rafforza ulteriormente il coordinamento tra l'UE, gli Stati membri e le istituzioni finanziarie europee. Inoltre la Commissione intensifica il coordinamento con gli Stati membri attraverso un'azione congiunta volta a massimizzare l'impatto della strategia globale dell'UE in materia di salute.
La collaborazione con i partner internazionali rimane al centro delle azioni globali dell'UE in materia di salute. La Commissione e l'alto rappresentante/vicepresidente hanno integrato le discussioni in materia di salute nei dialoghi politici tra l'UE e i paesi partner al fine di promuovere la cooperazione internazionale. L'UE continua a collaborare con l'OMS quale fondamento del sistema sanitario multilaterale e dialoga con altri partner internazionali, come il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF), il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), il programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) e l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), partecipando attivamente a consessi multilaterali quali il G7 e il G20. A livello regionale, l'UE ha rafforzato il partenariato con l'Africa, l'America latina e i Caraibi, e l'Asia-Pacifico. A livello nazionale, l'UE collabora con oltre 200 partner umanitari, sia organizzazioni non governative che organizzazioni internazionali, al fine di sostenere l'accesso all'assistenza sanitaria e ad altri servizi per le persone più bisognose. Ha inoltre fornito sostegno al vicinato e favorito il processo di allargamento.
Per garantire la sostenibilità di tali iniziative è necessario un solido sostegno finanziario. A tal fine, l'UE ha mobilitato finanziamenti attraverso diversi strumenti. Tra il 2021 e il 2027 sono stati impegnati 5,4 miliardi di EUR in aiuti pubblici allo sviluppo attraverso lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale (NDICI‑Europa globale), per sostenere iniziative sanitarie nei paesi partner. Orizzonte Europa ha contribuito alla ricerca e all'innovazione in ambito sanitario con circa 1 miliardo di EUR. Tra il 2022 e il 2024 il programma UE per la salute ha stanziato oltre 130 milioni di EUR a favore dei partner internazionali. In contesti umanitari, tra il 2022 e il 2025, sono stati destinati 745 milioni di EUR specificamente a interventi in ambito sanitario. Un sostegno supplementare è stato fornito attraverso lo strumento di assistenza preadesione (IPA), lo strumento per l'assistenza tecnica e lo scambio di informazioni (TAIEX) e strumenti di finanziamento innovativi quali l'acceleratore per lo sviluppo umano con la Banca europea per gli investimenti.
Il monitoraggio e la responsabilizzazione sono essenziali al fine di valutare i progressi della strategia globale dell'UE in materia di salute. La Commissione si adopera per istituire un quadro di monitoraggio globale, continuando al contempo a promuovere il dialogo con i portatori di interessi al fine di garantire la trasparenza e un miglioramento continuo. Il contatto con le organizzazioni della società civile resta un elemento chiave di tali sforzi collaborativi; con esse la Commissione intrattiene dialoghi regolari.
Guardando al futuro, l'UE mantiene il suo impegno ad attuare la strategia globale in materia di salute proseguendo l'attuazione di iniziative chiave. Vi rientra l'ampliamento del Global Gateway, che mira a mobilitare fino a 300 miliardi di EUR di investimenti pubblici e privati entro il 2027. Nel 2025 sono state o saranno avviate iniziative chiave, quali la strategia per l'Unione della preparazione già adottata, il piano di prevenzione, di preparazione e di risposta dell'Unione, l'intensificazione delle attività in materia di prevenzione sanitaria e una nuova strategia a sostegno delle contromisure mediche contro le minacce alla salute pubblica.
La Commissione continuerà a collaborare con un'ampia gamma di portatori di interessi per attuare efficacemente la strategia. In un momento di sfide geopolitiche e di forti pressioni sui bilanci pubblici, l'UE resta impegnata a rafforzare i sistemi multilaterali e a promuovere i partenariati, compiendo progressi duraturi in materia di salute globale in linea con i propri impegni e le risorse disponibili. L'approccio Team Europa continuerà a essere determinante nel contesto di questi sforzi, garantendo una risposta coordinata che riaffermi la leadership dell'UE nella governance e nell'azione in materia di salute globale.
Introduzione
La pandemia di COVID-19 ha messo in evidenza l'interconnessione relativa alla salute globale, sottolineando che "nessuno è sicuro finché non lo saremo tutti". Essa ha messo in luce le vulnerabilità dei sistemi sanitari di tutto il mondo e l'urgente necessità di una cooperazione internazionale più forte e di un approccio olistico alla salute, che trascenda le frontiere e i settori. La pandemia ha inoltre sottolineato la dimensione geopolitica ed economica della salute, dimostrando che la salute globale non è solo un imperativo dal punto di vista delle esigenze, dei diritti, della solidarietà e dell'equità, ma anche un fattore abilitante fondamentale per la sicurezza, la stabilità, la prosperità e la competitività.
In risposta a tali sfide, a novembre 2022 la Commissione ha adottato la strategia globale dell'UE in materia di salute "Una salute migliore per tutti in un mondo che cambia", che segna un impegno rinnovato e rafforzato al miglioramento della salute a livello mondiale fino al 2030 e in vista degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU.
La strategia considera la salute globale un pilastro essenziale dell'azione politica esterna dell'UE e parte della politica estera, la dimensione esterna dell'Unione europea della salute, e una componente del Global Gateway, che annovera la salute tra i cinque settori chiave di partenariato. Essa delinea un approccio basato sulle necessità e sui diritti, ponendo l'accento sull'equità, la solidarietà e i diritti umani, promuovendo al contempo partenariati più forti a livello bilaterale, regionale e globale, nonché gli approcci "salute in tutte le politiche" e Team Europa. Le conclusioni del Consiglio, adottate a gennaio 2024, hanno ribadito il ruolo guida dell'UE nel promuovere la salute globale insieme ai partner.
A distanza di cinque anni dall'inizio della pandemia di COVID-19 e di due anni e mezzo dall'adozione della strategia, questa prima relazione sui progressi compiuti fa il punto della sua attuazione. La presente relazione si colloca in un momento cruciale in un contesto di dinamiche internazionali mutevoli, in cui le sfide geopolitiche, compresi i conflitti in corso e i cambiamenti nell'ordine multilaterale, continuano a plasmare il panorama sanitario globale.
Allo stesso tempo, gli orientamenti politici e le priorità del nuovo mandato della Commissione, quali la strategia per l'Unione della preparazione, la politica di allargamento e la nuova bussola per la competitività, sottolineano ulteriormente il ruolo cruciale della salute nella realizzazione di un'Europa più resiliente e prospera. La relazione Draghi ha sottolineato le ragioni economiche per investire nella salute, collegandole alla competitività dell'UE, mentre la relazione Niinistö ha sottolineato il ruolo della salute nella sicurezza europea e mondiale. Tali sviluppi rafforzano l'impegno dell'UE a garantire che la salute globale resti un elemento centrale della sua agenda geopolitica ed economica.
La presente relazione fornisce una panoramica dei principali risultati conseguiti e delle principali sfide nell'attuazione della strategia. La relazione è il risultato di uno sforzo collaborativo tra i servizi della Commissione e il servizio europeo per l'azione esterna, coerente con l'approccio "salute in tutte le politiche" definito nella strategia. La relazione è strutturata in base alle sezioni principali della strategia:
·priorità 1: salute e benessere (principi guida 1 e 2);
·priorità 2: rafforzamento dei sistemi sanitari e copertura sanitaria universale (principi guida da 3 a 6);
·priorità 3: minacce alla salute e preparazione (principi guida da 7 a 11);
·governance interna e coordinamento all'interno dell'UE (principi guida 12 e 13);
·governance esterna e multilaterale (principi guida da 14 a 18);
·finanziamenti e investimenti nella sanità mondiale (principio guida 19);
·monitoraggio e responsabilità (principio guida 20).
1.Priorità 1: salute e benessere (principi guida 1 e 2)
La strategia globale dell'UE in materia di salute dà priorità al miglioramento della salute e del benessere lungo tutto l'arco della vita, affrontando le cause profonde dei problemi di salute e migliorando l'accesso equo ai servizi sanitari. Al fine di conseguire tale obiettivo, l'UE adotta l'approccio "salute in tutte le politiche". In quanto tema trasversale, la salute richiede una risposta globale e integrata, che tenga conto dei suoi determinanti economici, sociali e ambientali. La strategia globale dell'UE in materia di salute segue tale approccio olistico, promuovendo un'azione coordinata in molteplici settori. L'approccio garantisce che le considerazioni in materia di salute siano integrate nelle decisioni politiche in diversi settori, tra cui il clima, l'ambiente, l'energia, l'alimentazione, la sicurezza alimentare, la protezione sociale, la demografia, l'istruzione, la ricerca, l'assistenza umanitaria, la finanza, il commercio, la politica industriale e la politica estera e di sicurezza.
1.1.La lotta contro le malattie trasmissibili
Le malattie trasmissibili restano una delle principali sfide sanitarie a livello globale. L'UE riconosce che per fare fronte a queste malattie è necessario uno sforzo coordinato e costante a livello internazionale. L'UE sostiene la prevenzione, il trattamento e il controllo delle principali malattie infettive in molti paesi partner, attraverso la collaborazione con partner globali quali l'OMS e il finanziamento di iniziative sanitarie mondiali pertinenti, quali il Fondo globale, GAVI, l'Alleanza per i vaccini, il Fondo per le pandemie e l'Iniziativa mondiale per l'eradicazione della poliomielite.
Tra il 2021 e il 2024 sono state avviate quasi 40 azioni nell'ambito del programma UE per la salute per combattere le malattie trasmissibili attraverso un approccio globale che comprende la prevenzione, l'individuazione precoce, il trattamento e strategie per la salute pubblica a lungo termine. Pur concentrandosi principalmente sulle azioni all'interno dell'UE, tali sforzi contribuiranno anche a migliorare la salute globale rafforzando la preparazione a livello regionale e sostenendo la condivisione delle conoscenze e la cooperazione con i partner internazionali.
Il Fondo globale
L'UE si è impegnata a destinare 715 milioni di EUR al Fondo globale per la lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e la malaria per il periodo 2023-2025, con un aumento del 30 % rispetto al suo impegno precedente. Nel 2024 erano stati impegnati oltre 610 milioni di EUR. Nel 2023 il Fondo globale aveva contribuito a salvare 65 milioni di vite umane. Nel solo 2023, 25 milioni di persone affette da HIV/AIDS sono state sottoposte a terapia antiretrovirale, sono state curate 7,1 milioni di persone affette da tubercolosi e sono state distribuite 227 milioni di zanzariere.
Il Fondo globale ha continuato ad aumentare gli investimenti nella realizzazione di sistemi sanitari e comunitari più solidi per sostenere gli interventi volti a combattere l'AIDS, la tubercolosi e la malaria e accelerare il percorso verso la copertura sanitaria universale. Il Fondo globale ha inoltre fatto fronte ad altre pandemie, ad esempio attraverso la creazione del meccanismo di risposta alla COVID-19 (C19RM), al quale l'UE ha contribuito con 150 milioni di EUR. Più di recente, il Fondo globale ha approvato finanziamenti supplementari per sostenere la risposta al vaiolo delle scimmie in paesi come il Burundi, la Costa d'Avorio, la Repubblica democratica del Congo, il Ghana, la Liberia e l'Uganda.
GAVI, l'Alleanza per i vaccini
L'UE sostiene GAVI, l'Alleanza per i vaccini, sottolineando che investire nella prevenzione delle malattie, compresa l'immunizzazione, rappresenta l'approccio migliore per la salute globale. L'UE ha contribuito con 300 milioni di EUR alla strategia GAVI 5.0/5.1 per il periodo 2021-2025, con un aumento del 50 % rispetto al ciclo di finanziamento precedente. Inoltre, in linea con il sostegno espresso dal G7 e dal G20 nei confronti della GAVI e della sua prossima ricostituzione, a settembre 2024 l'UE si è impegnata a stanziare ulteriori 260 milioni di EUR a sostegno della strategia GAVI 6.0 2026-2030. Il 25 giugno 2025 l'UE ha organizzato, in collaborazione con la Fondazione Gates, il vertice mondiale GAVI: salute e prosperità attraverso l'immunizzazione.
Da quando è stata istituita, tra il 2000 e la fine del 2023, GAVI ha contribuito a vaccinare oltre 1,1 miliardi di bambini attraverso l'immunizzazione di routine e i suoi vaccini raggiungono oltre la metà dei bambini nel mondo. Tali sforzi hanno contribuito a evitare oltre 18,8 milioni di morti. L'utile sul capitale investito è stimato a 54 USD per 1 USD speso.
A dicembre 2023 il consiglio della GAVI ha approvato l'acceleratore per la produzione di vaccini in Africa. Quest'ultimo rappresenta un nuovo strumento di finanziamento a sostegno della crescita sostenibile della base di produzione di vaccini in Africa. Lo strumento è stato concepito dalla GAVI e dai Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC Africa) al fine di garantire la domanda di vaccini prodotti a livello locale. L'acceleratore per la produzione di vaccini in Africa è un meccanismo di finanziamento innovativo che sovvenzionerà l'approvvigionamento di vaccini prodotti in Africa per il mercato africano. Il fondo deriva dallo strumento COVAX, terminato a dicembre 2023. L'UE è tra i maggiori sostenitori dell'acceleratore, con un impegno di 220 milioni di EUR, mentre l'UE e i suoi Stati membri rappresentano 750 milioni di EUR su un totale di 1,2 miliardi di USD.
Iniziativa mondiale per l'eradicazione della poliomielite
L'iniziativa mondiale per l'eradicazione della poliomielite ha evitato oltre 20 milioni di casi di poliomielite, determinando una diminuzione di oltre il 99,9 % rispetto al 1955. Nel 2022 oltre 400 milioni di bambini sono stati vaccinati in più di 35 paesi, con oltre 1,2 miliardi di dosi di vaccino antipolio orale (OPV). Nel 2023 oltre 320 milioni di bambini sono stati vaccinati più volte in più di 30 paesi, con oltre 985 milioni di dosi di OPV. Infine, nel 2024 oltre 270 milioni di bambini sono stati vaccinati più volte in 36 paesi, con oltre un miliardo di dosi di OPV.
Tuttavia i paesi in cui la poliomielite è endemica, come l'Afghanistan e il Pakistan, dove esistono casi di poliovirus selvaggio, e diversi paesi africani che hanno registrato focolai continuano a essere colpiti dalla poliomielite, nonostante l'efficace eradicazione delle nuove infezioni.
L'UE contribuisce all'Iniziativa mondiale per l'eradicazione della poliomielite con un massimo di 300 milioni di EUR erogati attraverso la Banca europea per gli investimenti (BEI). L'UE lavora in stretta collaborazione con il gruppo dei donatori per guidare i partner esecutivi verso l'eradicazione e l'integrazione con GAVI, l'Alleanza per i vaccini. L'obiettivo dell'eradicazione della poliomielite è fissato alla fine del 2027 per il poliovirus selvaggio e alla fine del 2029 per la variante di poliovirus di tipo 2 di derivazione vaccinale (cVDPV2) in circolazione.
1.2.Contrasto alle malattie non trasmissibili
Sebbene le malattie trasmissibili rimangano una priorità, l'UE si concentra sempre più sulla lotta al crescente onere rappresentato dalle malattie non trasmissibili, che sono diventate la principale causa di morte a livello mondiale. L'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, che riconosce l'urgente necessità di agire, ha fatto della lotta contro le malattie non trasmissibili una priorità centrale nell'ambito dell'obiettivo di sviluppo sostenibile 3. Anche il G7, che ha riconosciuto l'importanza della prevenzione, dell'individuazione precoce e della gestione delle malattie non trasmissibili e dei problemi di salute mentale mediante un approccio multisettoriale e globale, nonché il relativo impatto sulla salute e sulla qualità della vita, sulle società e sulle economie, ha espresso il proprio sostegno in tal senso. Analogamente, nell'ambito del G20, le malattie non trasmissibili e la salute mentale figuravano sia nella dichiarazione generale dei ministri della Salute che nella dichiarazione ministeriale sulla salute relativa ai cambiamenti climatici, alla salute e all'equità e all'approccio "One Health".
L'iniziativa dell'UE sulle malattie non trasmissibili "Healthier Together" fornisce il quadro strategico per promuovere un approccio globale alla lotta contro le malattie non trasmissibili e i relativi fattori di rischio, come il consumo di tabacco. Nell'ambito di tale quadro, gli Stati membri collaborano per affrontare le principali sfide in materia di sanità pubblica, quali le malattie cardiovascolari, il diabete e la salute mentale. Gli Stati membri collaborano attraverso azioni congiunte volte a migliorare l'alfabetizzazione sanitaria, a migliorare i percorsi di screening e di assistenza per i gruppi ad alto rischio, a potenziare i sistemi di dati e ad affrontare le disuguaglianze sociali e sanitarie. I paesi terzi associati al programma UE per la salute possono partecipare a tali azioni anche attraverso altri programmi.
Nell'impegno sempre più profuso per combattere le malattie non trasmissibili, la Commissione ha impegnato 3,4 miliardi di EUR per il periodo 2024-2027, in occasione del vertice "Nutrizione per la crescita" del 2025. I finanziamenti sosterranno il trattamento e la prevenzione della malnutrizione acuta e cronica, miglioreranno l'accesso a regimi alimentari sani e promuoveranno la produzione locale di colture nutrienti, frutta e verdura.
L'UE lavora in stretta collaborazione anche con organizzazioni internazionali quali l'OMS, l'OCSE e l'UNICEF. La convenzione quadro dell'OMS per la lotta al tabagismo e la riunione ad alto livello delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili del 2025 costituiranno opportunità fondamentali per rafforzare la cooperazione internazionale e promuovere soluzioni politiche volte a ridurre i decessi legati alle malattie non trasmissibili.
Salute mentale
Anche la salute mentale si è rivelata una sfida globale urgente e nel 2023 l'UE ha adottato un approccio globale alla salute mentale orientato alla prevenzione, multipartecipativo e che prevede l'integrazione della salute mentale in tutte le politiche. La comunicazione prevede 20 iniziative faro la cui attuazione è in corso o è già completata, con opportunità di finanziamento pari a circa 1,3 miliardi di EUR. La comunicazione tratta i settori chiave che seguono: promozione di una buona salute mentale, prevenzione e intervento precoce per i problemi di salute mentale, sostegno mirato agli Stati membri per rafforzare i sistemi di salute mentale nazionali e migliorare l'accesso, la raccolta e la condivisione delle migliori pratiche e delle pratiche promettenti, formazione degli operatori sanitari, sostegno specifico per promuovere la salute mentale dei bambini, dei giovani e delle persone più bisognose (come le persone colpite da crisi umanitarie), rischi psicosociali sul luogo di lavoro ed eliminazione della stigmatizzazione.
L'UE ha avviato diverse iniziative chiave per rafforzare il sostegno alla salute mentale. Un progetto del valore di 11 milioni di EUR con l'OMS fornisce un sostegno su misura attraverso lo sviluppo delle capacità e i dialoghi politici per aiutare gli Stati membri a migliorare i loro sistemi di salute mentale. Un'indagine sulle capacità dei sistemi di salute mentale dei 27 Stati membri dell'UE partecipanti, della Norvegia e dell'Islanda ha raggiunto un tasso di partecipazione del 100 % ed è stata utilizzata per produrre 29 profili per paese che hanno consentito all'OMS di adattare i dialoghi politici alle esigenze e ai contesti dei paesi. Il programma EU-PROMENS, con un investimento di 9 milioni di EUR, sostiene la formazione multidisciplinare degli operatori sanitari e sociali. Il programma mira a disporre di circa 2 000 professionisti formati in tutta l'UE entro il 2026 e in media 100 scambi all'anno.
Il portale dell'UE sulle migliori pratiche in materia di salute pubblica comprende ora un archivio di 29 migliori pratiche in materia di salute mentale, che presenta iniziative accessibili al pubblico e replicabili. L'UNICEF, con un finanziamento di 2 milioni di EUR, sviluppa un kit di strumenti di prevenzione per il benessere mentale e fisico dei bambini e degli adolescenti. Parallelamente l'UE ha lanciato un pacchetto di sostegno relativo alla stigmatizzazione, che comprende una campagna di sensibilizzazione, presentato in occasione della Giornata mondiale della salute mentale del 2024. Inoltre l'UE destina in media 26 milioni di EUR all'anno alla fornitura di sostegno psicosociale e a favore della salute mentale, per rafforzare la resilienza della comunità in contesti umanitari e aiutare le persone colpite da crisi ad affrontare livelli elevati di sofferenza psicologica e traumi, comprese le vittime di violenza di genere. Ad esempio, l'UE sostiene le attività di formazione sul programma d'azione volto a colmare le lacune nella salute mentale nei centri di assistenza sanitaria di base in Siria e Nepal. Ha inoltre finanziato organizzazioni quali World Vision, HIAS e Profamilia per fornire assistenza sanitaria e protezione salvavita, tra cui sostegno psicosociale e a favore della salute mentale, alle popolazioni sfollate alla frontiera tra Colombia e Venezuela. L'UE rafforza inoltre la preparazione e la capacità di risposta dei paesi e delle comunità in materia di salute mentale e sostegno psicosociale attraverso l'iniziativa dell'OMS "Building better before".
L'UE ha inoltre finanziato un progetto in cooperazione con la Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa (IFRC) per fornire sostegno psicosociale e a favore della salute mentale agli sfollati provenienti dall'Ucraina. Il progetto, dotato di un bilancio totale di 31,2 milioni di EUR, è attivo in 28 paesi, tra cui 25 Stati membri dell'UE e paesi dello Spazio economico europeo, e tre paesi vicini, da giugno 2022 a ottobre 2025. L'obiettivo principale di questa azione è sviluppare capacità e competenze per gli operatori sanitari e assistenziali e fornire sostegno psicosociale e a favore della salute mentale agli sfollati provenienti dall'Ucraina. Finora oltre 30 000 professionisti e volontari sono stati formati per fornire tale tipo di sostegno e quasi 500 000 persone sfollate dall'Ucraina hanno chiesto assistenza attraverso le piattaforme di servizi consolidate.
Cancro
Tra le malattie non trasmissibili, il cancro rimane una delle sfide sanitarie più urgenti, registrando casi e decessi in continuo aumento. In risposta, l'UE si è impegnata ad affrontare la questione attraverso la prevenzione mirata, l'individuazione precoce, il miglioramento dei trattamenti e il sostegno ai pazienti e ai sopravvissuti, come riconosciuto anche dal G7.
Il piano europeo di lotta contro il cancro concretizza questo impegno, intensificando gli sforzi volti a ridurre l'incidenza dei tumori in tutta l'UE e oltre. Esso sostiene gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, ed è a essi allineato, contribuendo a garantire parità di accesso allo screening e ai trattamenti oncologici, migliorando le conoscenze in materia di cancro e le infrastrutture di dati e intervenendo nei confronti dei determinanti della salute connessi al cancro. Molte delle azioni del piano sono completate o sono ben avviate.
La dimensione internazionale del piano europeo di lotta contro il cancro è stata rafforzata a maggio 2023 con l'avvio della task force sanitaria UE-USA, che ha incluso il cancro tra i suoi tre settori di attività, insieme alle minacce alla salute a livello mondiale e il rafforzamento dell'architettura sanitaria globale. La task force ha istituito due gruppi di lavoro tecnici sui tumori pediatrici e sul cancro ai polmoni. Le attività dei gruppi di lavoro tecnici sostengono gli obiettivi dell'iniziativa statunitense Cancer Moonshot, del piano europeo di lotta contro il cancro e della missione dell'UE sul cancro. I gruppi di lavoro tecnici hanno definito la metodologia di lavoro e il loro ambito di attività e nel 2025 hanno avviato due studi osservazionali per comprendere meglio i tumori rari infantili e orientare le politiche di screening del cancro ai polmoni per le persone a rischio (fumatori ed ex fumatori).
Il consumo di tabacco rappresenta un'importante fonte di preoccupazione per la salute pubblica nell'UE e a livello mondiale. Si tratta della principale causa di cancro prevenibile: il 27 % di tutti i tumori è infatti riconducibile al tabagismo nell'UE. Esso continua inoltre ad avere gravi ripercussioni sulla salute e sulla spesa sanitaria, gravi conseguenze socioeconomiche, come la povertà e le disuguaglianze, nonché impatti ambientali, con pesanti ripercussioni sui sistemi sanitari e sui giovani. In tale contesto, l'intensificazione degli sforzi a favore di politiche globali di lotta al tabagismo rimane una priorità dell'UE.
L'UE, insieme agli Stati membri, è parte a pieno titolo della convenzione quadro dell'OMS per la lotta al tabagismo (FCTC) ed è stata la principale forza trainante per la sua adozione. La convenzione quadro dell'OMS è stata elaborata in risposta alla diffusione del tabagismo a livello globale e consiste in un trattato basato su dati concreti che ribadisce il diritto di tutte le persone al più elevato standard di salute. L'obiettivo della convenzione e dei suoi protocolli è proteggere le generazioni attuali e future dalle devastanti conseguenze sanitarie, sociali, ambientali ed economiche del consumo di tabacco e dell'esposizione al fumo passivo, fornendo un quadro per le misure di lotta al tabagismo che le parti devono attuare a livello nazionale, regionale e internazionale al fine di ridurre costantemente e sostanzialmente la diffusione del tabagismo e l'esposizione al fumo passivo (articolo 3 della convenzione per la lotta al tabagismo).
Oltre al settore di attività della task force sanitaria UE-USA relativo al cancro, il piano di lotta contro il cancro beneficia dei contributi di portatori di interessi internazionali quali l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) e l'OCSE. La Commissione europea attualmente elabora orientamenti per lo screening e la diagnosi del cancro, insieme a sistemi di garanzia della qualità per le cure oncologiche. L'IARC, insieme alla Commissione, si occupa di quelli per il cancro della cervice uterina. Attualmente sono disponibili orientamenti e sistemi di garanzia della qualità per il cancro al seno, che sono adattati e adottati a livello mondiale. A questi seguiranno quelli per il carcinoma del colon-retto, prostatico, polmonare e gastrico. L'OCSE, insieme alla Commissione, sviluppa i profili oncologici nazionali nell'ambito del registro europeo delle disuguaglianze di fronte al cancro, che fornisce informazioni sulle disuguaglianze legate al cancro in ciascuno dei 27 Stati membri dell'UE, in Islanda e in Norvegia. La seconda edizione dei profili è stata pubblicata a febbraio 2025.
La Commissione europea aiuta inoltre i paesi dell'allargamento a monitorare e a migliorare la raccolta dei dati, e a confrontare gli indicatori relativi all'incidenza delle malattie neoplastiche attraverso il sistema europeo d'informazione sul cancro e la rete europea dei registri oncologici.
Nel contesto della salute e della sicurezza sul lavoro, la Commissione lavora in stretta collaborazione con l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell'OMS nel quadro della componente Occupazione e innovazione sociale del Fondo sociale europeo Plus. La Commissione cofinanzia il programma delle monografie dell'IARC, un approccio internazionale e interdisciplinare all'identificazione dei pericoli di cancerogenicità per individuare le cause di cancro prevenibili.
1.3. Promozione della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti
L'UE mantiene il proprio impegno a favore della promozione, della protezione e del rispetto di tutti i diritti umani e dell'attuazione piena ed effettiva della piattaforma d'azione di Pechino, del programma d'azione della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (ICPD) e dei risultati delle relative conferenze di revisione nonché, in tale contesto, a favore della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti. La salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti e la parità di genere sono interconnessi e fondamentali per promuovere altri diritti e scelte di vita, come l'accesso all'istruzione, alla formazione e al mercato del lavoro, e consentono alle persone di realizzare il proprio potenziale e di contribuire alla prosperità delle società.
Gli impegni dell'UE sono sostenuti attraverso il dialogo politico e la programmazione intesi a migliorare l'accesso equo ai servizi e alle informazioni, con particolare attenzione alle donne e ai giovani. Ad esempio, le azioni dell'UE affrontano questioni chiave quali la pianificazione familiare, la mortalità materna, la violenza di genere e le pratiche dannose, tra cui il matrimonio forzato, precoce e infantile e la mutilazione genitale femminile.
L'iniziativa Team Europa sulla salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti in Africa è stata avviata a dicembre 2022, con l'obiettivo di sostenere i partenariati tra la Commissione, 10 Stati membri dell'UE e tre comunità economiche regionali africane, nonché di allinearsi alle priorità regionali e sostenerle. L'iniziativa Team Europa è sostenuta da importanti contributi combinati dei suoi membri, tra cui 60 milioni di EUR di nuovi fondi provenienti dal bilancio dell'UE per il periodo 2023-2027. A marzo 2024, nell'ambito dell'iniziativa Team Europa sulla salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, è stato avviato il programma SafeBirth Africa. Da allora tale programma è stato selezionato come progetto faro del Global Gateway per il 2025 e mira a migliorare l'accesso ai prodotti sanitari relativi alla salute sessuale e riproduttiva, con particolare attenzione all'emorragia post-parto, una delle principali cause di mortalità materna.
La Commissione ha inoltre apportato un contributo di 45 milioni di EUR, per il periodo 2023-2026, al partenariato per le forniture del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), che fornisce contraccettivi e medicinali per la salute riproduttiva alle adolescenti e alle donne che ne hanno bisogno in 54 paesi,. A settembre 2024 è stato annunciato lo sviluppo di un meccanismo di anticipazione finanziaria guidato dalla BEI relativo al partenariato per le forniture dell'UNFPA.
L'UE è inoltre impegnata a prevenire la violenza di genere e a porvi fine, attraverso l'iniziativa Spotlight UE-ONU. L'iniziativa ha ricevuto finanziamenti pari a 500 milioni di EUR per il periodo 2017-2023 e la Commissione continua a sostenere la seconda fase a livello globale, regionale e nazionale, anche attraverso un programma regionale per l'Africa 2.0 che affronta specificamente le pratiche dannose e la promozione della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti.
Gli interventi in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti sono fondamentali nei contesti umanitari. In particolare in tali contesti, caratterizzati da livelli di violenza più elevati e vulnerabilità acuite, la fornitura di servizi in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, compresi i kit per la salute riproduttiva e la risposta medica alla violenza di genere, è fondamentale. Per far fronte a tali esigenze, l'UE destina una media annua di 37 milioni di EUR alla salute sessuale, riproduttiva, materna e neonatale in situazioni di crisi, attraverso partenariati chiave con l'UNFPA, Première Urgence Internationale (PUI), l'Alleanza per l'azione medica (ALIMA) e il Comitato internazionale di soccorso (IRC), tra le altre organizzazioni umanitarie partner.
La Commissione sostiene inoltre quattro progetti multinazionali in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti per adolescenti e persone in situazioni di vulnerabilità in 16 paesi africani attraverso l'NDICI-Europa, sotto la guida di un consorzio di organizzazioni della società civile europee e africane, con un finanziamento di 32 milioni di EUR per il periodo 2022-2025/2026.
1.4.Assistenza alle persone in contesti umanitari
La Commissione fornisce inoltre un'assistenza rapida ed efficace alle persone bisognose colpite da emergenze umanitarie e conflitti. Il suo approccio basato sulle esigenze si fonda sui principi di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza, garantendo che gli aiuti raggiungano le persone più vulnerabili. Tale approccio si fonda sul rispetto dei diritti, della dignità e della sicurezza delle persone e sottolinea il ruolo che le comunità locali possono svolgere nella risposta.
Tra il 2022 e l'inizio del 2025 l'UE ha erogato 745 milioni di EUR per fornire assistenza sanitaria di base ai gruppi colpiti dalle crisi e svantaggiati. Tali servizi sanitari essenziali comprendono la sanità primaria e secondaria, la prevenzione, la preparazione e la risposta ai focolai epidemici, la sensibilizzazione delle comunità, la chirurgia di guerra e la riabilitazione, lo sviluppo di capacità e il ripristino delle infrastrutture sanitarie, l'assistenza in denaro e sotto forma di voucher per la continuità dell'assistenza sanitaria e per le malattie croniche.
Promuovendo un accesso equo alla salute per tutti, l'UE sostiene un approccio integrato in cui siano incoraggiati percorsi di riferimento tra i livelli di assistenza primaria e secondaria, ponendo l'accento sulle esigenze dei pazienti. L'approccio integrato dell'UE riconosce e considera anche i legami tra salute e alimentazione, servizi idrici e igienico-sanitari, protezione, parità di genere, istruzione e assistenza alimentare, attraverso un approccio di intervento intersettoriale.
Un esempio degno di nota è il partenariato programmatico in corso con l'IFRC e le società nazionali della Croce Rossa nel quadro del finanziamento degli aiuti umanitari. Con un finanziamento totale di 218,8 milioni di EUR per il periodo 2022-2026, il programma mira a fornire una risposta locale efficace e adeguata alle comunità bisognose, attraverso un approccio sistemico multirischio, multisettoriale e integrato incentrato sulla preparazione alle catastrofi e sulla preparazione e risposta alle epidemie e alle pandemie. Esso ha l'obiettivo di intensificare l'azione preventiva, nonché di integrare considerazioni legate al clima e all'ambiente.
1.5.Affrontare i rischi climatici e ambientali per la salute
Le politiche dell'UE in materia di clima, ambiente e salute hanno in comune gli obiettivi chiave di garantire un futuro sano per tutti e salvaguardare il benessere delle generazioni future. L'UE è impegnata a integrare tali politiche, in linea con l'approccio "One Health" e in considerazione del fatto che la riduzione dei gas a effetto serra, dell'inquinamento o del degrado della biodiversità apporta notevoli benefici anche alla politica sanitaria.
L'UE ha compiuto progressi significativi nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, registrando un calo dell'8 % nel 2023, il calo annuo più marcato negli ultimi decenni (a eccezione dell'anno 2020, che fu anomalo). Le emissioni sono attualmente inferiori del 37 % rispetto ai livelli del 1990, mentre, nello stesso periodo, il PIL è cresciuto del 68 %. Ciò dimostra l'impegno dell'UE a decarbonizzare la propria economia, sostenendo al contempo la crescita economica. Inoltre si registrano alcuni progressi nella prevenzione e nella riduzione dell'inquinamento, ad esempio nell'ambito dell'inquinamento atmosferico o dei rifiuti di plastica. Un decesso prematuro su dieci è tuttavia legato all'inquinamento ambientale, comprese le sostanze chimiche. A livello globale, la situazione è ancora più preoccupante.
Sulla base della pubblicazione della prima valutazione europea dei rischi climatici, a marzo 2024 la Commissione ha pubblicato la comunicazione "Gestione dei rischi climatici: proteggere le persone e la prosperità". Nell'autunno 2026 la Commissione presenterà un piano europeo di adattamento ai cambiamenti climatici per aiutare gli Stati membri a prepararsi ai rischi climatici e a rafforzare la resilienza dell'Unione. L'obiettivo è preparare un pacchetto strategico equilibrato che operi in sinergia con la strategia per l'Unione della preparazione, la bussola per la competitività, la futura strategia sulla resilienza idrica e altre iniziative politiche chiave. Il piano europeo di adattamento ai cambiamenti climatici mira a proteggere l'infrastruttura del sistema sanitario e a promuovere la salute e il benessere a livello transfrontaliero in risposta agli effetti dei cambiamenti climatici.
A livello mondiale, l'UE è leader nella diplomazia climatica e si adopera costantemente al fine di intensificare gli sforzi globali per affrontare i cambiamenti climatici attraverso negoziati multilaterali, tra cui la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e l'accordo di Parigi, il G7 e il G20, iniziative plurilaterali e dialoghi bilaterali. L'adozione della dichiarazione ministeriale sulla salute del G20 relativa ai cambiamenti climatici, alla salute e all'equità e all'approccio "One Health" ha rappresentato un momento cruciale nell'ambito degli impegni multilaterali in materia di salute; l'UE è stata tra i principali sostenitori di questo risultato. L'UE è anche il principale erogatore di finanziamenti pubblici per il clima ai paesi a basso e medio reddito. In risposta alle sfide globali, l'UE ha lanciato la strategia Global Gateway, che offre un quadro completo per la cooperazione con i paesi partner. La strategia è ancorata all'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e all'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e fornisce sostegno ai paesi partner per accelerarne la duplice transizione verde e digitale, anche nei settori dell'energia, del clima e della salute.
La salute è un pilastro fondamentale della politica climatica e ambientale dell'UE. La dichiarazione ministeriale sul clima e la salute, approvata in occasione della COP28, e la dichiarazione di Budapest dell'OMS, firmata da tutti gli Stati membri della regione europea dell'OMS, ribadiscono l'impegno a integrare le considerazioni in materia di salute nell'azione per l'ambiente. Entrambe le dichiarazioni rafforzano la cooperazione internazionale e la resilienza di fronte alle sfide sanitarie connesse al clima e all'ambiente. Inoltre Orizzonte Europa ha finanziato 203 progetti di ricerca e innovazione multinazionali e multipartner, con un contributo complessivo dell'UE di circa 1 miliardo di EUR per rispondere agli impatti del degrado ambientale e dei cambiamenti climatici sulla salute umana.
Sulla base dei risultati della conferenza ad alto livello relativa alle prospettive di ricerca sugli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute, è in fase di elaborazione un'agenda strategica per la ricerca e l'innovazione per orientare i futuri programmi di ricerca e innovazione in materia di salute, ambiente e cambiamenti climatici. L'agenda si occuperà dell'impatto dei cambiamenti climatici e dell'inquinamento sulle malattie non trasmissibili e infettive, della resilienza delle popolazioni e dei sistemi sanitari e della neutralità del settore sanitario in termini di emissioni di carbonio.
2.Priorità 2: rafforzamento dei sistemi sanitari e copertura sanitaria universale (principi guida da 3 a 6)
La strategia globale dell'UE in materia di salute dà priorità al rafforzamento dei sistemi sanitari e alla copertura sanitaria universale quali elementi centrali del suo approccio alla salute globale. L'UE riconosce che sistemi sanitari solidi sono fondamentali per conseguire risultati migliori nel settore sanitario, per ridurre le disuguaglianze sanitarie e promuovere la crescita economica, come riconosciuto anche dal G7 e dal G20. Di conseguenza l'UE è impegnata a sostenere i paesi nello sviluppo di sistemi sanitari resilienti, equi e sostenibili. Ciò comporta, tra l'altro, investimenti nelle infrastrutture per la sanità e nella preparazione sanitaria, il rafforzamento della capacità del personale sanitario, il miglioramento dell'accesso ai farmaci e alle tecnologie sanitarie essenziali e la promozione di soluzioni sanitarie digitali. Attraverso i partenariati con organizzazioni internazionali, come l'OMS, e il sostegno alle iniziative sanitarie mondiali, l'UE si adopera al fine di promuovere la copertura sanitaria universale e il rafforzamento dei sistemi sanitari nei paesi di tutto il mondo.
2.1.Iniziative internazionali per rafforzare i sistemi sanitari nei paesi partner
La strategia globale dell'UE in materia di salute si concentra sul rafforzamento dell'assistenza sanitaria di base, dei sistemi sanitari pubblici e dell'assistenza di prossimità quali pilastri fondamentali per realizzare la copertura sanitaria universale e migliorare la salute globale. Tramite la collaborazione con i partner internazionali e gli investimenti in soluzioni sanitarie sostenibili, l'UE mira a costruire istituzioni sanitarie più forti, migliorare la governance e garantire un accesso equo ai servizi essenziali.
L'agenda di Lusaka
Sforzi come il "Future of Global Health Initiatives process" e l'agenda di Lusaka mirano a creare un consenso in relazione alla riforma dell'architettura sanitaria, al fine di sostenere la leadership nazionale, l'assistenza sanitaria di base e la copertura sanitaria universale. Diverse azioni in corso, quali la tabella di marcia per l'Africa, il quadro di monitoraggio dell'agenda di Lusaka dell'Unione africana (UA), il documento di riflessione "Africa's Health Financing in a New Era" di UA-CDC Africa, "Friends of Lusaka" e il gruppo di lavoro del comitato misto, compreso il Fondo globale per la lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e la malaria, GAVI, l'Alleanza per i vaccini e il dispositivo di finanziamento globale. L'UE partecipa attivamente a tali azioni per continuare ad affrontare le sfide attuali e preservare gli obiettivi raggiunti, collaborando al contempo con i paesi partner e con i portatori di interessi in modo costruttivo per apportare ulteriori miglioramenti nell'attuale difficile contesto. Ciò comporta, tra l'altro, l'esplorazione delle sinergie e del coordinamento tra le iniziative sanitarie mondiali.
Partenariato sulla copertura sanitaria universale dell'OMS
Dal 2011 la Commissione sostiene la riforma organizzativa dell'OMS volta a rafforzarne il ruolo di efficace co-organizzatore e co-facilitatore del dialogo politico sul sistema sanitario in materia di pianificazione strategica e governance dei sistemi sanitari per realizzare la copertura sanitaria universale e l'assistenza sanitaria di base. L'UE sostiene tali sforzi attraverso il partenariato sulla copertura sanitaria universale dell'OMS, sottolineando l'importanza dell'assistenza sanitaria di base e della fornitura di servizi di prossimità quali elementi fondamentali di sistemi sanitari equi.
Alla fine del 2022, parallelamente all'avvio della strategia globale dell'UE in materia di salute, l'UE si è impegnata a destinare 125 milioni di EUR al programma di partenariato sulla copertura sanitaria universale. Di questi, 61 milioni di EUR sono già stati stanziati e contribuiscono alla fornitura di assistenza agli uffici nazionali e ai governi dell'OMS tramite esperti tecnici. Inizialmente il sostegno era fornito a sette paesi destinatari (fase I), per poi essere esteso, nel 2011, a oltre 119 paesi in sei regioni dell'OMS, con l'adesione di altri otto paesi donatori al programma.
Il programma, che attualmente si trova nella fase IV (2018-2025), promuove il benessere delle persone e le politiche sanitarie in funzione delle esigenze nazionali, rafforzando al contempo i sistemi sanitari di 119 paesi attraverso l'impiego di consulenti dell'OMS sulle politiche sanitarie. Le sessioni di monitoraggio in diretta e le relazioni annuali facilitano l'acquisizione di conoscenze a livello transnazionale e regionale.
Iniziativa Team Europa sugli istituti di sanità pubblica in Africa
La doppia incidenza delle malattie trasmissibili e non trasmissibili in Africa ha riconfermato il ruolo fondamentale degli istituti di sanità pubblica africani. I paesi africani riconoscono sempre di più la necessità di potenziarli al fine di realizzare un rafforzamento integrato e olistico del sistema sanitario, migliorare la risposta alle crisi sanitarie, ridurre le disuguaglianze nell'accesso all'assistenza e compiere progressi verso la copertura sanitaria universale. Gli istituti di sanità pubblica svolgono un ruolo fondamentale nel garantire una risposta inclusiva in materia di salute pubblica e l'elaborazione di politiche globali basate su dati concreti.
A tal fine, gli Stati membri hanno istituito l'iniziativa Team Europa sul sostegno agli istituti di sanità pubblica in Africa nell'ambito del pacchetto Global Gateway Africa-Europa. Lanciata in occasione dell'evento ad alto livello sul partenariato UE-UA sulla salute globale per un accesso equo, tenutosi a Bruxelles a marzo 2024, l'iniziativa rafforza il partenariato strategico dell'UE con i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie e migliora la collaborazione UE-UA tra le scuole e gli istituti di sanità pubblica europei e africani.
L'iniziativa sostiene gli istituti di sanità pubblica in oltre 50 paesi africani. In seguito al suo avvio, nel 2024 la Commissione ha impegnato 50 milioni di EUR per rafforzare la creazione di reti e i partenariati tra gli istituti di sanità pubblica africani ed europei, al fine di sviluppare la ricerca, la formazione, la consulenza strategica e la sensibilizzazione in modo collaborativo. L'azione rafforza inoltre la capacità in materia di salute pubblica di 10 paesi dell'Africa subsahariana, in particolare per quanto riguarda la ricerca in materia di sanità pubblica, la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, lo sviluppo del personale sanitario pubblico e la valutazione e la promozione di un accesso equo ai servizi.
2.2.Iniziative in materia di sanità digitale
L'UE è in prima linea nello sfruttamento del potenziale delle tecnologie sanitarie digitali. Attraverso le iniziative in materia di sanità digitale, l'UE mira a creare un ecosistema sanitario fluido, sicuro e interconnesso che consenta alle persone, agli operatori sanitari e ai ricercatori di accedere ai dati sanitari e di condividerli, di promuovere l'innovazione e la competitività e di orientare decisioni migliori in materia di sanità.
Rafforzare la governance dei dati sanitari
Uno degli obiettivi della strategia globale dell'UE in materia di salute è fare leva sul ruolo guida dell'Unione nella regolamentazione dei dati sanitari, dei certificati digitali, dell'utilizzo del cloud per la condivisione dei dati, della protezione dei dati e della vita privata. L'UE mira a sfruttare il potenziale dei dati sanitari al di fuori dei suoi confini, in linea con i principi dello spazio europeo dei dati sanitari, che mirano a promuovere una governance dei dati sanitari più forte e una maggiore interoperabilità. La collaborazione con l'ufficio regionale per l'Europa dell'OMS e il costante impegno a favore della sanità digitale nei consessi globali sono alla base della leadership e dell'impegno dell'UE nel plasmare in modo equo la trasformazione digitale in corso.
A settembre 2023 l'ufficio regionale per l'Europa dell'OMS e la Commissione hanno avviato un progetto del valore di 12 milioni di EUR nell'ambito del programma UE per la salute, al fine di rafforzare i sistemi di informazione in ambito sanitario e rafforzare l'interoperabilità e la governance dei dati sanitari in 53 paesi della regione europea dell'OMS. In linea con il regolamento sullo spazio europeo dei dati sanitari, l'iniziativa promuove la condivisione sicura dei dati in conformità ai principi dell'UE in materia di vita privata all'interno dell'UE stessa e in tutta la regione europea.
Il progetto quadriennale mira a migliorare l'utilizzo e il riutilizzo dei dati sanitari da parte dei prestatori di assistenza sanitaria, dei responsabili politici e dei pazienti, nonché a migliorare la qualità e l'interoperabilità dei sistemi di informazione in ambito sanitario. Per conseguire tali obiettivi, l'ufficio regionale per l'Europa dell'OMS e la Commissione si adoperano per elaborare e realizzare attività di sviluppo delle capacità e di assistenza al fine di colmare le lacune e rispondere alle esigenze e al fabbisogno di competenze individuati nei sistemi di informazione sanitaria, nella governance dei dati sanitari e nelle capacità dei paesi della regione europea dell'OMS che beneficiano del sostegno, con l'obiettivo di estendere potenzialmente le pratiche di successo a livello nazionale o regionale. Il progetto promuoverà inoltre la cooperazione tra i paesi partecipanti, la Commissione, l'ufficio regionale per l'Europa dell'OMS e i portatori di interessi esterni attraverso la rete d'informazione sanitaria.
Al di là del partenariato, i principi e le norme dello spazio europeo dei dati sanitari guidano i contributi della Commissione in materia di sanità digitale nei consessi globali, quali il G7, il G20, l'OCSE e le discussioni con i paesi terzi.
La rete globale di certificazione sanitaria digitale dell'OMS
Un traguardo fondamentale nell'ambito della strategia globale dell'UE in materia di salute è consistito nella transizione dal certificato COVID digitale dell'UE (EUDCC), il più grande sistema internazionale di certificati COVID digitali interoperabili, alla rete globale di certificazione sanitaria digitale dell'OMS. A seguito della chiusura del gateway dell'EUDCC il 31 dicembre 2023, la rete globale di certificazione sanitaria digitale garantisce che i certificati COVID digitali continuino a essere rilasciati e verificati a livello globale, con circa 80 paesi collegati. Questa collaborazione, basata su una soluzione sviluppata dall'UE, rafforza l'infrastruttura sanitaria digitale e sostiene sistemi sanitari resilienti in tutto il mondo. La collaborazione continua con l'OMS comprenderà lo sviluppo di ulteriori casi d'uso nella rete globale di certificazione sanitaria digitale, come il certificato internazionale di vaccinazione o profilassi o la tessera delle vaccinazioni.
Nell'ambito delle modifiche del regolamento sanitario internazionale (RSI) adottate il 1º giugno 2024, gli Stati membri dell'OMS hanno convenuto di includere disposizioni che consentano l'uso di versioni digitali del certificato internazionale di vaccinazione o profilassi, consentendo viaggi più agevoli per coloro che necessitano di una prova di vaccinazione. L'iniziativa, che si basa su una modifica inizialmente proposta dall'UE e dai suoi Stati membri, dimostra ulteriormente l'impegno dell'Unione a rafforzare i sistemi sanitari, rendendo i servizi sanitari essenziali più accessibili e adattabili alle esigenze moderne attraverso strumenti digitali, nonché a contribuire al progresso del settore a livello globale.
Iniziativa Team Europa sulla sanità digitale volta a rafforzare i sistemi sanitari e a sostenere la copertura sanitaria universale in Africa
Nell'ambito del pacchetto Global Gateway Africa-Europa, a marzo 2024 Team Europa ha avviato l'iniziativa sulla sanità digitale volta a rafforzare i sistemi sanitari e a sostenere la copertura sanitaria universale, in occasione dell'evento ad alto livello sul partenariato UE-UA sulla salute globale per un accesso equo. L'iniziativa, in linea con l'agenda per la trasformazione della sanità digitale dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, sostiene i paesi africani nell'adozione di soluzioni digitali per sistemi sanitari più solidi e sostenibili. L'iniziativa prevede l'impiego di soluzioni digitali per la preparazione e la risposta alle pandemie, come la rete globale di certificazione sanitaria digitale dell'OMS, che sostiene gli strumenti digitali, le competenze digitali e la trasformazione digitale, e il partenariato con l'UNICEF su un sistema di tracciabilità e verifica (TRVST) per contribuire alla lotta alla contraffazione dei medicinali.
A seguito dell'avvio dell'iniziativa Team Europa, nel 2024 la Commissione ha impegnato 25 milioni di EUR per sostenere soluzioni di sanità digitale per la preparazione alle pandemie e il rafforzamento del sistema sanitario nell'Africa subsahariana.
2.3.Promozione di standard elevati in materia di prodotti farmaceutici e dispositivi medici e produzione locale
Gli sforzi dell'UE volti a migliorare l'accesso ai vaccini, ai medicinali e alle tecnologie sanitarie in tutto il mondo, in particolare in Africa, sono integrati dal lavoro che essa svolge al fine di promuovere standard elevati in materia di prodotti farmaceutici e dispositivi medici. Tramite il sostegno allo sviluppo di solidi sistemi normativi e meccanismi di controllo della qualità, l'UE mira a garantire la sicurezza, l'efficacia e l'elevata qualità dei medicinali e dei prodotti sanitari.
Revisione della normativa farmaceutica dell'UE
In base all'impegno dell'UE a prevenire le minacce alla salute, ad aprile 2023 la Commissione ha proposto una riforma della legislazione farmaceutica dell'UE, che modifica il regolamento e la direttiva vigenti. L'iniziativa mira ad affrontare le principali sfide del settore, tra cui il miglioramento dell'accesso dei pazienti a medicinali a prezzi accessibili, il rafforzamento dell'azione sulla resistenza antimicrobica e il miglioramento della competitività globale dell'industria farmaceutica dell'UE. La riforma introduce misure volte a razionalizzare i processi normativi, rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento e promuovere pratiche sostenibili nello sviluppo e nell'uso dei medicinali.
Il regolamento proposto introduce un nuovo articolo (articolo 141) volto a promuovere la cooperazione internazionale. Esso consente all'EMA di collaborare con le autorità competenti al di fuori dell'UE e con le organizzazioni internazionali. I negoziati sulle proposte di regolamento e di direttiva sono attualmente in corso secondo la procedura legislativa ordinaria dell'UE.
Consiglio internazionale sull'armonizzazione dei requisiti tecnici per la registrazione di medicinali per uso umano (ICH) e coalizione internazionale delle autorità di regolamentazione dei medicinali (ICMRA)
La strategia globale dell'UE in materia di salute riconosce la necessità di una maggiore convergenza e di un maggiore allineamento con le norme internazionali, in quanto elementi fondamentali della cooperazione internazionale intesa al miglioramento dei sistemi sanitari. A tal fine, la Commissione svolge un ruolo chiave nei consessi multilaterali, quali il Consiglio internazionale sull'armonizzazione dei requisiti tecnici per la registrazione di medicinali per uso umano (ICH) e la coalizione internazionale delle autorità di regolamentazione dei medicinali (ICMRA). In qualità di membro fondatore dell'ICH, la Commissione orienta la direzione e le priorità dell'organizzazione, contribuendo a definire standard scientifici elevati e promuovendo l'armonizzazione a livello globale.
Oltre a questi sforzi, a fronte di una tendenza alla proliferazione di medicinali contraffatti sempre maggiore, la Commissione ha anche introdotto l'obbligo giuridico per tutti i partner umanitari di rispettare le pertinenti norme dell'UE e dell'OMS in materia di garanzia della qualità farmaceutica. Ai sensi del certificato di partenariato umanitario dell'UE 2021-2027 e delle disposizioni in materia di forniture mediche e alimentari applicabili alle azioni finanziate nell'ambito del certificato di partenariato umanitario dell'UE 2021-2027, i partner umanitari devono garantire l'approvvigionamento e l'uso di forniture mediche di qualità garantita nei loro interventi umanitari.
Forum internazionale delle autorità di regolamentazione dei dispositivi medici (IMDRF)
L'UE è inoltre impegnata a promuovere standard elevati per i dispositivi medici, riconoscendone il ruolo cruciale nel garantire la salute e la sicurezza pubbliche. In qualità di membro fondatore del Forum internazionale delle autorità di regolamentazione dei dispositivi medici (IMDRF), l'UE svolge un ruolo chiave nell'armonizzazione e nella convergenza normativa a livello internazionale. La Commissione, in coordinamento con gli Stati membri, garantisce una rappresentanza significativa in seno alle riunioni del comitato direttivo e in una serie di gruppi di lavoro tecnici che elaborano orientamenti tecnici in relazione a diversi temi utili alle autorità di regolamentazione e ad altri portatori di interessi del settore in tutto il mondo.
Nel 2023 l'UE ha presieduto l'IMDRF. Nel corso della sua presidenza, ha sensibilizzato le altre autorità di regolamentazione in merito al proprio quadro normativo e ha migliorato la coerenza dei documenti di orientamento elaborati dal Forum con il quadro stesso. Tra gli altri importanti risultati della presidenza figurano l'aumento delle adesioni all'IMDRF, il rafforzamento dei legami con altre autorità di regolamentazione internazionali, l'aumento delle interazioni con i portatori di interessi e le autorità di regolamentazione dell'UE, la promozione dello sviluppo di attività di formazione e la garanzia della partecipazione di altri portatori di interessi pertinenti, come gli operatori sanitari e i pazienti. L'impegno dell'UE nell'ambito del Forum internazionale delle autorità di regolamentazione dei dispositivi medici è proseguito e, attualmente, essa guida le attività di tre gruppi di lavoro dell'IMDRF: sistemi di gestione della qualità, terminologia degli eventi avversi ed evidenze cliniche per i dispositivi medico-diagnostici in vitro.
Cooperazione normativa tra l'EMA e i paesi terzi
La Commissione, in collaborazione con l'EMA, ha rafforzato i partenariati bilaterali con i principali paesi, promuovendo il dialogo normativo attraverso lo scambio di informazioni di natura scientifica e tecnica sui prodotti sanitari e medici. Tali sforzi mirano a promuovere l'allineamento con gli standard e gli orientamenti internazionali, rafforzando al contempo la cooperazione normativa a livello mondiale.
Di conseguenza, gli organismi di regolamentazione di Africa, America latina, Medio Oriente e Asia sudorientale, nonché l'OMS, riconoscono sempre più l'EMA come un'agenzia di riferimento, attraverso vari percorsi di affidamento normativo formali e informali. A maggio 2024 la rete europea di regolamentazione dei medicinali (EMRN), composta dalla Commissione, dall'EMA e dalle 30 autorità nazionali di regolamentazione dello Spazio economico europeo, è stata designata quale autorità inserita nell'elenco dell'OMS. Tale riconoscimento dimostra che la rete opera a un livello avanzato, nel rispetto delle norme di regolamentazione, degli orientamenti e delle migliori pratiche a livello internazionale. In particolare, l'EMRN è diventata il primo "sistema di regolamentazione regionale" a ottenere lo status di autorità inserita nell'elenco dell'OMS. Tale traguardo dovrebbe rafforzare la fiducia e la collaborazione tra le autorità di regolamentazione a livello globale, rafforzare i sistemi sanitari, agevolare gli appalti farmaceutici e migliorare l'accesso a medicinali di alta qualità.
In linea con il suo impegno a favore del rafforzamento normativo globale, l'EMA sostiene anche gli sforzi volti a migliorare il panorama normativo dell'Africa attraverso l'iniziativa MAV+. Vi rientrano il rafforzamento della capacità della futura Agenzia africana per i medicinali, la promozione dell'adozione di orientamenti e norme di regolamentazione comuni, e l'agevolazione delle valutazioni dei medicinali congiunte.
Iniziativa Team Europa sulla produzione e l'accesso ai vaccini, ai farmaci e alle tecnologie sanitarie in Africa (MAV+)
In linea con gli obiettivi della strategia globale dell'UE in materia di salute, nel 2021 è stata avviata l'iniziativa MAV+ volta a rafforzare i sistemi sanitari e l'accesso ai farmaci in tutto il mondo. In quanto pilastro fondamentale della strategia di investimento dell'UE Global Gateway, l'iniziativa MAV+ è stata rafforzata in occasione del sesto vertice UA-UE nel 2022 nell'ambito di un pacchetto di investimenti Global Gateway.
Al fine di diversificare le catene di approvvigionamento globali e in risposta all'obiettivo dei leader africani di aumentare in modo sostanziale la produzione locale entro il 2040, l'iniziativa MAV+ in Africa interessa molteplici aspetti dell'offerta e della domanda e sostiene un contesto favorevole allo sviluppo di catene del valore farmaceutiche end-to-end, dall'innovazione e regolamentazione alla produzione e all'apertura del mercato.
Finora l'iniziativa MAV+ ha mobilitato sovvenzioni e prestiti per oltre 1,3 miliardi di EUR e, in aggiunta, 750 milioni di EUR attraverso l'acceleratore per la produzione di vaccini in Africa della GAVI. In totale, l'iniziativa MAV+ coinvolge più di 108 progetti e 47 partner esecutivi. L'iniziativa opera a livello continentale e nazionale (in particolare in Senegal, Nigeria, Ghana, Ruanda, Sud Africa ed Egitto). Tra gli esempi di attività nell'ambito dell'iniziativa MAV+ figurano: 1) il sostegno ai produttori di tutta l'Africa mediante strumenti finanziari e non; 2) il rafforzamento delle capacità delle agenzie nazionali di regolamentazione (ad esempio, l'UE ha sostenuto le agenzie nazionali di regolamentazione del Senegal e del Ruanda nel raggiungimento del livello di maturità dell'OMS); 3) lo sviluppo delle capacità di ricerca e degli istituti di istruzione; o 4) la promozione di una domanda stabile e prevedibile, ad esempio attraverso il sostegno all'acceleratore per la produzione di vaccini in Africa. A livello nazionale, la Commissione finanzia azioni nei paesi africani fortemente incentrate sulla ricerca, sul rafforzamento normativo, sull'istruzione superiore e sulle competenze, offrendo così un sostegno in linea con i piani nazionali per lo sviluppo dei sistemi farmaceutici e sanitari. A livello continentale, l'iniziativa MAV+ sostiene l'operatività dell'Agenzia africana per i medicinali e dell'iniziativa "Platform for Harmonised Health Products Manufacturing" (PHAHM) dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie. L'iniziativa MAV+ si collega inoltre con iniziative UA-UE pertinenti, quali l'agenda per l'innovazione UA-UE e l'impresa comune EDCTP, per sfruttare le sinergie.
L'UE e i suoi Stati membri collaborano, nell'ambito dell'approccio Team Europa, con le istituzioni di finanziamento allo sviluppo, come la BEI, al fine di offrire una combinazione di strumenti finanziari per catalizzare gli investimenti del settore privato. In tale contesto, nel 2024 è stato introdotto un nuovo strumento di garanzia, l'acceleratore per lo sviluppo umano (HDX), quale partenariato tra la Commissione, la BEI e la Fondazione Gates (cfr. sezione 6).
2.4.Sviluppo della forza lavoro e mobilità
Il personale sanitario costituisce un prerequisito essenziale per qualsiasi sistema sanitario. Una delle priorità fondamentali della strategia globale in materia di salute è il rafforzamento dei sistemi sanitari a livello mondiale, che comprende la risposta alla grave carenza di professionisti qualificati in molte regioni. Ciò è stato riconosciuto anche dal G7 e dal G20, che hanno sostenuto i lavori dell'Accademia dell'OMS, del laboratorio per il personale sanitario pubblico del G20 e del polo di conoscenze per la copertura sanitaria universale.
Partenariati volti ad attirare talenti
La strategia globale in materia di salute mira a promuovere accordi di mobilità reciprocamente vantaggiosi con i partner in un contesto di carenza di personale sanitario, promuovendo la mobilità circolare e contrastando la fuga di cervelli. I partenariati volti ad attirare talenti rappresentano uno strumento utile nel contesto dei partenariati internazionali, in quanto facilitano la cooperazione tra l'UE, gli Stati membri e i paesi partner per migliorare la mobilità dei lavoratori e lo sviluppo delle competenze in modo reciprocamente vantaggioso, riducono le carenze in settori specifici del mercato del lavoro nell'UE e stimolano al contempo lo sviluppo economico e delle competenze delle comunità di origine. Sono stati avviati partenariati volti ad attirare talenti con Marocco, Tunisia, Egitto, Pakistan e Bangladesh, incentrati su settori di reciproco interesse. Nell'ambito di tale quadro, vi sono anche alcune attività attinenti al settore dell'assistenza. Attraverso i partenariati volti ad attirare talenti, l'UE mantiene uno stretto dialogo con gli Stati membri e i paesi partner partecipanti, al fine di garantire che la cooperazione si traduca in un afflusso di cervelli per tutte le parti coinvolte. L'obiettivo è creare una situazione vantaggiosa per tutti in cui sia l'UE che i paesi partner beneficino dello scambio di competenze e di manodopera.
Iniziativa Team Europa relativa alla formazione professionale orientata alle opportunità
Il pacchetto di investimenti Global Gateway sottolinea che l'istruzione e la formazione professionale e lo sviluppo delle competenze sono essenziali per conseguire i più ampi obiettivi dell'UE in materia di salute e sviluppo. In tale contesto, ad aprile 2024 è stata avviata l'iniziativa Team Europa relativa alle competenze e all'istruzione e formazione professionale basate sulle opportunità in Africa, che riunisce l'UE, il Belgio, la Finlandia, la Francia e la Germania nell'obiettivo di garantire che le disposizioni in materia di istruzione e formazione professionale nell'Africa subsahariana rispondano a opportunità di lavoro concrete e dignitose derivanti da investimenti specifici, scambi commerciali, sviluppi della catena del valore e altre dinamiche di mercato, tra gli altri, nei settori sanitario e farmaceutico e relativi sottosettori/catene del valore. In collaborazione con i portatori di interessi del settore privato, l'iniziativa contribuisce a individuare le opportunità di lavoro e i profili di competenze richiesti nel contesto di tali investimenti e a tradurli in raccomandazioni per l'istruzione e la formazione professionale e in interventi in materia di competenze che sostengano l'offerta di competenze pertinenti per opportunità di lavoro concrete.
Sviluppo delle capacità e delle competenze attraverso l'istruzione superiore e la ricerca
L'iniziativa MAV+, che rientra nell'ambito del Global Gateway, prevede anche investimenti nell'istruzione superiore e nella ricerca. Nel 2023 è stato avviato presso l'Università del Ruanda un programma di master e dottorato in biotecnologia, basato su una stretta collaborazione con diverse università europee. Inoltre l'Università del Capo occidentale (Sud Africa) e l'Istituto di medicina tropicale di Anversa (Belgio) stanno istituendo un centro di eccellenza per la farmacovigilanza nell'Africa australe (CEPSA). Tra le altre cose, il centro formerà esperti al fine di svilupparne le competenze e la leadership in materia di sicurezza dei medicinali e di formare una nuova generazione di esperti di farmacovigilanza.
Analogamente, l'UE ha sostenuto la creazione di un nuovo centro di formazione presso l'Institut Pasteur Dakar (IPD) in Senegal: il Centre Africain de Résilience aux Epidémies (CARE). Il centro mira a consolidare il ruolo dell'IPD quale centro regionale di eccellenza per la formazione in materia di sorveglianza epidemiologica e preparazione e risposta alle epidemie in Africa. Esso fornirà formazione ai professionisti africani, che acquisiranno competenze all'avanguardia nella raccolta, nell'analisi e nella modellizzazione dei dati per anticipare le future minacce alla salute.
L'UE sviluppa inoltre capacità e competenze nel settore sanitario nei paesi partner attraverso Erasmus+, il programma faro dell'UE in materia di istruzione, che comprende una dimensione internazionale aperta ai paesi partner. Nell'ambito di Erasmus+, oltre alla mobilità degli studenti e del personale, l'UE finanzia anche progetti di sviluppo delle capacità e di rafforzamento istituzionale nell'ambito dell'istruzione superiore e dell'istruzione e formazione professionale, anche nel settore sanitario. Nell'ambito di tali azioni, gli erogatori di istruzione e le autorità pubbliche dei paesi partner collaborano con i partner europei su una serie di attività, tutte direttamente pertinenti all'offerta di un'istruzione inclusiva e di alta qualità, anche nel settore infermieristico e dell'assistenza sanitaria. Esempi di attività spaziano dall'elaborazione dei programmi di studio alla formazione degli insegnanti e alla creazione di meccanismi di garanzia della qualità presso le università, al fine di garantire l'offerta di un'istruzione di alta qualità. Un esempio di progetto Erasmus+ di sviluppo delle capacità nell'istruzione superiore è Mimin (2023-2026), che mira a migliorare le competenze e le pratiche ospedaliere degli operatori sanitari del Benin al fine di prevenire le infezioni materne e neonatali.
2.5.Sostegno alla ricerca in materia di salute globale
L'UE è impegnata a rafforzare la ricerca e l'innovazione in materia di salute globale. A tale riguardo, è stato creato il partenariato Europa-Paesi in via di sviluppo per gli studi clinici (EDCTP) per sostenere lo sviluppo clinico di tecnologie sanitarie nuove o migliorate per l'identificazione, il trattamento e la prevenzione delle malattie infettive trascurate e legate alla povertà e per finanziare attività di sviluppo delle capacità di ricerca in Africa. Dalla sua creazione nel 2003, l'EDCTP è diventato un partenariato per la ricerca clinica affidabile, composto da 30 paesi africani e 15 paesi europei, insieme all'Unione europea, all'Unione africana e all'OMS, che insieme formano l'associazione EDCTP.
L'impresa comune "Salute globale EDCTP3", tra la Commissione e l'associazione EDCTP, è al suo terzo mandato e dispone di un bilancio di 1,86 miliardi di EUR per il periodo 2021-2031. L'UE contribuisce con 910 EUR e l'associazione EDCTP con almeno 550 milioni di EUR; il restante massimo di 400 milioni di EUR proviene da altri partner contributori (fondazioni, industria, altri finanziatori della ricerca). Sin dalla sua creazione, i diversi programmi avviati nell'ambito dell'impresa comune hanno sostenuto oltre 470 studi clinici, oltre 120 sovvenzioni a sostegno dello sviluppo di capacità a livello normativo ed etico e oltre 270 borse di studio per ricercatori dell'Africa subsahariana.
Ad esempio, sin dall'inizio, nel settore delle malattie infettive trascurate, l'impresa comune "Salute globale EDCTP" ha finanziato il consorzio pediatrico Praziquantel per lo sviluppo di un nuovo trattamento pediatrico adattato ai bambini in età prescolare affetti da schistosomiasi, un'infezione da vermi debilitante che in Africa colpisce in particolare i bambini nella prima infanzia. A seguito di un parere scientifico positivo dell'EMA, a maggio 2024 l'OMS ha aggiunto l'Arpraziquantel (un equivalente del Praziquantel) al suo elenco di medicinali prequalificati, rendendo disponibile il nuovo trattamento ai bambini in Africa.
Inoltre Salute globale EDCTP ha finanziato anche lo sviluppo del fexinidazolo, il primo farmaco a uso orale per la forma acuta e letale della malattia del sonno attraverso il progetto HAT-R-ACC. A seguito di un parere scientifico positivo dell'EMA, a ottobre 2024 l'OMS lo ha incluso nei pertinenti orientamenti terapeutici, che rendono disponibile tale trattamento nei paesi africani in cui è diffusa la malattia.
Nel corso del 2024 l'EDCTP3 ha finanziato 74 progetti di ricerca in materia di salute globale con un bilancio totale di 254 milioni di EUR. Di questi, 59 sono progetti di ricerca e innovazione che hanno ad oggetto le malattie infettive nell'Africa subsahariana e 15 sono progetti relativi allo sviluppo delle capacità, alla creazione di reti e ad attività di formazione.
In risposta all'epidemia di vaiolo delle scimmie che ha colpito la Repubblica democratica del Congo (RDC) nel 2024, l'EDCTP3 ha attivato il meccanismo di finanziamento di emergenza e ha lanciato un bando di emergenza. Sono stati finanziati nove progetti, per un totale di 12,1 milioni di EUR, riguardanti i vaccini e gli strumenti terapeutici, nonché strategie di sorveglianza e studi epidemiologici. Inoltre a dicembre 2024 l'EDCTP ha pubblicato il programma di lavoro per il 2025, il più ambizioso dalla sua creazione, con un bilancio totale indicativo di 214 milioni di EUR per il 2025. Il programma comprende aree patologiche specifiche e sfide sanitarie globali di portata generale (ad esempio le malattie diarroiche).
Oltre alle attività dell'EDCTP3, la Commissione sostiene anche la ricerca in materia di salute globale attraverso diverse iniziative chiave. Il partenariato globale per la ricerca e lo sviluppo di antibiotici (GARDP), con una dotazione impegnata di 20 milioni di EUR, si concentra sull'accelerazione dello sviluppo di trattamenti per le infezioni batteriche farmacoresistenti. Parallelamente l'iniziativa SECURE, nell'ambito del partenariato, con 1 milione di EUR di finanziamenti, mira ad ampliare l'accesso globale agli antibiotici essenziali per il trattamento di dette infezioni.
La Commissione ha inoltre elaborato un accordo di contribuzione con il piano di ricerca e sviluppo dell'OMS nell'ambito del programma di lavoro UE per la salute 2023, con un bilancio di 7,42 milioni di EUR. L'accordo promuove lo sviluppo di vaccini e trattamenti sicuri ed efficaci contro i filovirus (tra cui Ebola e Marburg) e sostiene le azioni di preparazione in caso di future epidemie. Il lavoro di preparazione consente la rapida attuazione di sperimentazioni cliniche per terapie e vaccini in occasione dell'insorgenza di focolai, come avvenuto durante l'epidemia di Ebola del 2025 in Uganda.
3.Priorità 3: minacce alla salute (principi guida da 7 a 11)
La strategia globale dell'UE in materia di salute riconosce che combattere le minacce alla salute rappresenta una priorità fondamentale nell'odierno mondo interconnesso, e in relazione agli effetti dei cambiamenti climatici, che comportano un rischio di pandemie ed epidemie sempre più elevato, in particolare con la diffusione delle malattie a trasmissione vettoriale. La presente sezione illustra l'attuazione di tali principi, evidenziando gli sforzi dell'UE intesi a contrastare le minacce alla salute, a migliorare la preparazione e la risposta e a promuovere la sicurezza sanitaria globale. Nello specifico, essa riguarda le azioni dell'UE volte ad affrontare le minacce alla salute prioritarie, a rafforzare la governance sanitaria globale e ad applicare l'approccio globale "One Health".
3.1.Azione legislativa e normativa
Regolamento relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero
Nel quadro dei continui sforzi profusi per migliorare la sicurezza sanitaria, l'UE ha inoltre compiuto notevoli progressi nel miglioramento della preparazione e della risposta alle minacce alla salute a carattere transfrontaliero. Una parte fondamentale di tale sforzo consiste nell'attuazione del regolamento relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero a partire dal 2022, che rafforza il quadro dell'UE per affrontare le crisi sanitarie che colpiscono più paesi. Il regolamento garantisce che l'UE sia maggiormente in grado di individuare e prevenire le gravi minacce alla salute, quali pandemie o epidemie, nonché di rispondere alle stesse, in particolare rafforzando il ruolo del comitato per la sicurezza sanitaria quale forum permanente per coordinare le azioni di preparazione e risposta degli Stati membri.
Inoltre l'UE lavora in stretta collaborazione con l'OMS, in particolare per quanto riguarda lo scambio di informazioni, il coinvolgimento dell'OMS nelle riunioni (ad esempio in qualità di osservatore in seno al comitato per la sicurezza sanitaria) e il sostegno congiunto all'attuazione del regolamento sanitario internazionale. Attraverso tale partenariato, l'UE mira a garantire una risposta più coordinata alle emergenze sanitarie in tutto il mondo.
Regolamento relativo al quadro di emergenza
A integrazione del regolamento relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, l'UE ha ulteriormente migliorato la propria capacità di preparazione attraverso il regolamento relativo al quadro di emergenza, applicabile da dicembre 2022, sebbene il regolamento non sia ancora stato attivato.
Il regolamento ha introdotto un quadro di misure che possono essere attivate qualora un'emergenza di sanità pubblica sia riconosciuta a livello dell'UE, affinché l'UE possa adottare le misure necessarie ad assicurare la disponibilità e la fornitura sufficienti e tempestive di contromisure mediche di rilevanza per le crisi. Il regolamento stabilisce un quadro di emergenza nell'ambito del quale possono essere attivate misure quali i finanziamenti di emergenza, l'attivazione di piani di ricerca e innovazione di emergenza, la produzione, la disponibilità e la fornitura di contromisure mediche. Il regolamento introduce un nuovo organismo di coordinamento da istituire in caso di attivazione del quadro di emergenza, il consiglio per le crisi sanitarie. La presenza di tale organismo è di particolare importanza nelle questioni relative alle contromisure mediche in tempi di crisi.
Inoltre ad aprile 2025 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare negoziati con la Norvegia, l'Islanda e il Liechtenstein per la loro associazione al regolamento, che rafforzerà l'accesso globale alle contromisure mediche in tempi di crisi, in linea con gli obiettivi stabiliti nel principio guida 7 della strategia globale dell'UE in materia di salute.
Conclusione dei negoziati sul regolamento sanitario internazionale e progressi dei negoziati relativi all'accordo sulle pandemie
La strategia globale in materia di salute chiede la negoziazione di un accordo sulle pandemie e il rafforzamento del regolamento sanitario internazionale (RSI). A tal riguardo sono stati compiuti progressi significativi. Il 1º giugno 2024, in occasione della 77a Assemblea mondiale della sanità, è stato compiuto un importante passo avanti nel rafforzamento dell'architettura della sicurezza sanitaria globale, con l'adozione di una serie di modifiche al regolamento sanitario internazionale del 2005. Le modifiche comprendono disposizioni volte, tra l'altro, a introdurre un nuovo livello di allerta in caso di emergenza pandemica, a sancire il principio di solidarietà e di equità attraverso una maggiore cooperazione tra gli Stati parte del regolamento, nonché con l'OMS, e a rafforzare le capacità fondamentali degli Stati parte. Sono istituiti un meccanismo di coordinamento finanziario, per un uso più efficiente dei fondi dedicati allo sviluppo delle capacità fondamentali, nonché un comitato di attuazione, per un'attuazione più efficace del regolamento sanitario internazionale. Le modifiche comprendono anche disposizioni relative a eventuali raccomandazioni dell'OMS sulla disponibilità e la distribuzione dei prodotti sanitari pertinenti, sul mantenimento delle catene di approvvigionamento internazionali e sull'agevolazione dei viaggi internazionali, nonché diversi altri miglioramenti, tra cui la possibilità di utilizzare documenti sanitari digitali. L'adozione delle modifiche realizza uno degli obiettivi fondamentali della strategia globale in materia di salute e rafforza in modo significativo la dimensione esterna dell'Unione europea della salute. Il 26 maggio 2025 il Consiglio ha adottato una decisione che invita gli Stati membri dell'UE ad accettare le modifiche nell'interesse dell'UE e senza riserve, in quanto quest'ultima non è parte del regolamento sanitario internazionale.
Parallelamente, l'UE ha partecipato attivamente ai negoziati per un nuovo accordo sulle pandemie dell'OMS. Il 16 aprile 2025 è stato raggiunto un consenso preliminare sull'accordo, il cui testo è stato formalmente adottato in occasione della 78a Assemblea mondiale della sanità il 20 maggio 2025. Insieme al regolamento sanitario internazionale modificato, l'accordo, una volta attuato, rafforzerà le capacità dei paesi di prevenire le pandemie e di prepararsi a esse ricorrendo all'approccio "One Health". Esso rafforzerà la prevenzione precoce, la sorveglianza dei fattori ambientali e la salute degli animali, e concentrerà l'attenzione sul sostegno al personale sanitario e alla resilienza dei sistemi sanitari. L'accordo rafforzerà la cooperazione in materia di ricerca e promuoverà il trasferimento volontario di tecnologia. Esso migliorerà inoltre l'accesso equo ai vaccini e ad altre contromisure mediche, nonché la loro distribuzione, sostenendo lo sviluppo di capacità nei paesi che ne hanno bisogno. Si tratta di un passo decisivo verso un approccio globale più equo e proattivo alla prevenzione e alla gestione delle pandemie future. Tale risultato sottolinea inoltre la costante forza della cooperazione internazionale, del multilateralismo e della solidarietà per la salute globale. L'accento è ora posto sullo sviluppo della parte dell'accordo relativa al sistema di accesso ai patogeni e ripartizione dei benefici. Una volta concordate tali disposizioni, l'accordo sulle pandemie sarà completo e pronto per la firma, la ratifica e l'entrata in vigore.
È opportuno osservare che né l'accordo sulle pandemie dell'OMS né le modifiche concordate per il regolamento sanitario internazionale incidono sulle responsabilità degli Stati membri per quanto riguarda la definizione delle politiche sanitarie e l'organizzazione e la fornitura di servizi sanitari e di assistenza medica, come sancito dal trattato sul funzionamento dell'UE. Il testo dell'accordo sulle pandemie dell'OMS, su cui è stato raggiunto il consenso, pone la sovranità come principio guida, così come il regolamento sanitario internazionale modificato.
3.2.La preparazione dell'Europa in relazione alla resilienza globale
L'Alleanza per i medicinali critici e l'atto legislativo sui medicinali critici
L'Alleanza per i medicinali critici, istituita a gennaio 2024, svolge un ruolo cruciale nel rafforzamento della resilienza dell'UE di fronte alle carenze di medicinali critici. Si tratta di un meccanismo consultivo che riunisce oltre 300 organizzazioni dell'industria, della società civile, della comunità scientifica, i prestatori di assistenza sanitaria e le autorità pubbliche. L'alleanza mira a individuare i settori e le priorità d'azione chiave, proponendo soluzioni volte a rafforzare l'approvvigionamento di medicinali critici nell'UE.
Le raccomandazioni incluse nella relazione strategica dell'Alleanza e che confluiscono nella proposta di atto legislativo sui medicinali critici si concentrano su diversi settori chiave, tra cui lo sviluppo di una metodologia per valutare le vulnerabilità nelle catene di approvvigionamento, la creazione di incentivi per rafforzare la produzione di medicinali critici all'interno dell'UE, la creazione di scorte di emergenza e l'elaborazione di criteri per gli appalti pubblici per i medicinali critici, l'attuazione di misure volte a garantire una concorrenza leale all'interno del mercato, la selezione a livello macroregionale dei paesi per i partenariati internazionali e lo sviluppo della solidarietà internazionale.
L'atto legislativo sui medicinali critici, proposto l'11 marzo 2025, mira a migliorare la disponibilità di medicinali critici nell'UE incentivando la diversificazione della catena di approvvigionamento e stimolando la produzione farmaceutica nell'UE. Uno degli obiettivi dell'atto è sostenere la diversificazione delle catene di approvvigionamento favorendo la conclusione di partenariati strategici. Le misure proposte nell'atto mirano ad affrontare, in primo luogo, le vulnerabilità delle catene di approvvigionamento globali che minacciano l'approvvigionamento nell'UE. Tali vulnerabilità derivano spesso dal consolidamento delle catene e dall'indisponibilità di fornitori alternativi. L'atto contribuirà alla diversificazione delle catene di approvvigionamento maggiormente consolidate, incentivando i fornitori alternativi. Ciò andrà a vantaggio non solo della sicurezza dell'approvvigionamento dell'UE, ma anche di quello a livello globale.
L'attività di sorveglianza del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie
L'ECDC contribuisce alla sicurezza sanitaria dell'UE svolgendo ogni giorno, 24 ore su 24, attività di informazione sulle epidemie, valutazione delle minacce e comunicazione a livello globale. I partner globali sono coinvolti nelle attività e possono avere accesso agli strumenti dell'ECDC, come EpiPulse, per garantire una verifica tempestiva ed efficace degli eventi. L'ECDC ha sostenuto lo sviluppo di capacità nell'ambito dell'informazione sulle epidemie, della valutazione dei rischi e della sorveglianza attraverso lo strumento di assistenza preadesione (IPA)-6 e l'iniziativa dell'UE sulla sicurezza sanitaria (9 milioni di EUR). Quest'ultima iniziativa, che costituisce un'estensione del programma MediPIET avviato nel 2013, crea una forza lavoro a livello regionale responsabile della prevenzione e del controllo delle sfide poste dalle malattie trasmissibili e migliora la cooperazione regionale per affrontare le minacce alla sicurezza sanitaria a livello transfrontaliero nei paesi candidati e potenziali candidati all'adesione all'UE, nonché nei partner della politica europea di vicinato.
I gruppi dell'ECDC hanno inoltre definito le strategie di sorveglianza in Africa durante i precedenti focolai di Ebola e i recenti focolai di vaiolo delle scimmie e Marburg. Inoltre l'ECDC porta avanti diversi programmi di sorveglianza insieme all'OMS per conseguire obiettivi globali comuni in materia di salute pubblica, come l'eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, per realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile in relazione a diverse malattie infettive (tubercolosi, HIV, epatite B e C) e contribuire agli sforzi globali volti a garantire la corretta composizione dei vaccini contro l'influenza e il SARS-CoV 2. Nell'ambito della rete di Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, l'ECDC promuove standard di sorveglianza avviando discussioni tecniche sulle migliori pratiche, ad esempio per la sorveglianza ospedaliera. Diversi moduli di sorveglianza molecolare si basano su banche dati globali per la condivisione delle sequenze, consentendo analisi globali a beneficio dell'UE/del SEE e della salute globale.
L'ECDC gestisce la task force sanitaria dell'UE, il personale sanitario pubblico dell'UE disponibile per l'impiego nella risposta rapida alle emergenze durante le crisi connesse alle malattie trasmissibili, anche per le emergenze sanitarie transfrontaliere negli Stati membri dell'UE e non solo. Recentemente tale personale è stato impiegato per sostenere la risposta all'epidemia di vaiolo delle scimmie nella RDC, al colera in Zambia e alla malattia virale di Marburg in Ruanda. La task force sanitaria dell'UE sostiene inoltre la resilienza alle emergenze future e può essere mobilitata per sostenere il rafforzamento della preparazione dei paesi alle emergenze a livello mondiale. Essa facilita inoltre i riesami successivi agli interventi a seguito dei focolai, utilizzando la metodologia dell'ECDC per migliorare le future strategie di risposta.
Rafforzamento delle capacità globali di laboratorio e di sorveglianza per la preparazione
La valutazione delle minacce e la raccolta di informazioni sono fondamentali per consentire l'individuazione precoce delle minacce alla salute e individuare le contromisure mediche pertinenti. Il rafforzamento dell'attività di informazione sulle epidemie, della diagnostica di laboratorio e delle capacità di sequenziamento costituisce una priorità fondamentale al fine di garantire una risposta rapida e informata ai rischi sanitari emergenti.
Per favorire tali sforzi, la Commissione sostiene il polo di informazione sulle pandemie e le epidemie dell'OMS, in particolare per quanto riguarda l'ulteriore sviluppo dell'iniziativa sulle informazioni epidemiologiche da fonti aperte (EIOS), e nell'ambito del Collaboratory dell'OMS, una piattaforma per la condivisione di dati, modelli e strumenti per la preparazione alle pandemie. La Commissione sostiene inoltre il polo dell'OMS di Dakar nella digitalizzazione dei dati di sorveglianza. Il progetto mira a sostenere le operazioni e la logistica dell'OMS, fondamentali al fine di consentire al polo di emergenza di Dakar di gestire efficacemente le catene di approvvigionamento e rispondere rapidamente alle emergenze sanitarie. Ampliando le scorte e le capacità operative negli hub regionali, in particolare in quello di Dakar, il progetto ridurrà i tempi di consegna per le forniture critiche. Saranno realizzati programmi di formazione per gli operatori di primo intervento, al fine di garantire l'uso e la gestione efficienti di tali forniture, riducendo così al minimo i tempi di risposta.
La Commissione sostiene inoltre l'istituzionalizzazione della sorveglianza delle acque reflue per migliorare l'individuazione degli agenti patogeni e il processo decisionale in materia di salute pubblica. Nel 2024 la Commissione, la Fondazione Gates e altri partner internazionali hanno istituito GLOWACON, il consorzio mondiale per la sorveglianza delle acque reflue e dell'ambiente per la salute pubblica, al fine di integrare la sorveglianza delle acque reflue nelle strategie globali in materia di salute pubblica e sviluppare un sistema sentinella globale. La Commissione sostiene inoltre il programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) e l'OMS, nello specifico nell'attuazione di sistemi di sorveglianza delle acque reflue e nella raccolta di dati in contesti di risorse scarse in tutta l'Africa, sviluppando al contempo orientamenti strategici relativi alle strategie, alla condivisione dei dati e alle attività di sviluppo delle capacità.
Inoltre la Commissione ha collaborato con i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie per ampliare gli sforzi di sequenziamento, con l'obiettivo di rafforzare la risposta ai focolai attraverso una maggiore capacità di prova, il miglioramento dell'analisi dei dati, la sorveglianza basata sul sequenziamento mediante la bioinformatica e il sequenziamento di nuova generazione, nonché il monitoraggio sistematico della resistenza antimicrobica. La Commissione sostiene inoltre l'ufficio regionale per l'Africa dell'OMS nei suoi sforzi volti ad aiutare gli Stati membri a sviluppare la loro capacità genomica, al fine di rilevare e caratterizzare il SARS-CoV-2, e a sviluppare una capacità sostenibile a lungo termine per altri agenti patogeni.
Meccanismo di protezione civile dell'UE (UCPM)
Nell'ambito del meccanismo di protezione civile dell'UE, la Commissione dispone di notevoli capacità mediche attraverso i livelli di risposta del pool europeo di protezione civile e rescEU. Dal 2014 il pool europeo di protezione civile comprende squadre mediche di emergenza, capacità di evacuazione sanitaria (MedEvac) e un modulo certificato di risposta rapida e logistica, compreso un laboratorio mobile disponibile per essere utilizzato e attualmente in fase di ampliamento.
·Squadre mediche di emergenza
Attraverso l'UCPM la Commissione ha sviluppato una solida strategia per le squadre mediche di emergenza. Con oltre 40 squadre già classificate o attualmente in fase di classificazione, si tratta del più grande gruppo di squadre mediche di emergenza coordinato da un meccanismo unico a livello mondiale. Tutte le squadre rispettano le norme stabilite dall'iniziativa dell'OMS per le squadre mediche di emergenza. Inoltre l'UCPM continua a sostenere le esercitazioni, la formazione, la raccolta e lo scambio di conoscenze.
Il pool europeo di protezione civile attualmente comprende nove squadre mediche di emergenza classificate e altre 13 in fase di classificazione.
A livello di risposta rescEU, le squadre mediche di emergenza rescEU mirano a diventare uno degli ospedali da campo civili più avanzati al mondo; la loro piena operatività è prevista entro la fine del 2026. Il progetto, gestito da un consorzio di sette Stati membri e uno Stato partecipante (Turchia), ha ricevuto un finanziamento totale di 108 milioni di EUR. Esso comprende 21 capacità, tra cui tre squadre mediche di emergenza di tipo 2 e 18 squadre di assistenza specializzate, che operano in settori quali la terapia intensiva, il trattamento delle ustioni e la diagnostica avanzata. Grazie alla sua struttura modulare, l'iniziativa offre flessibilità per rispondere a diversi scenari di catastrofe.
·MedEvac
La capacità MedEvac nell'ambito di rescEU in Norvegia è un progetto consolidato il cui sviluppo ha avuto inizio nel 2020. Dal 1º marzo 2022 l'aereo è operativo per il trasporto di pazienti affetti da malattie altamente infettive.
Nel 2023, a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina e del terremoto in Turchia, è emersa la necessità di sistemi rapidi e flessibili in grado di rispondere e interconnettersi con altre entità in un quadro di coordinamento. La Norvegia ha chiesto di ampliare la portata della capacità per includere anche la possibilità di trasportare pazienti con lesioni da ustione e colpiti da incidenti di tipo chimico, biologico, radiologico e nucleare (CBRN). La modifica della convenzione di sovvenzione norvegese rescEU MedEvac, comprese tali modifiche, è entrata in vigore ad agosto 2024.
Costituzione di scorte mediche
Per migliorare la preparazione e la risposta dell'UE ai rischi per la salute pubblica, la Commissione costituisce inoltre riserve strategiche di capacità di risposta. Tali scorte sono fondamentali per garantire la disponibilità e l'accesso tempestivo ai medicinali critici in risposta a crisi e catastrofi.
Nell'ambito del meccanismo di protezione civile dell'UE, la Commissione ha creato una riserva strategica ("rescEU") per migliorare la preparazione e la risposta dell'UE ai rischi per la salute pubblica attraverso il sostegno alle contromisure mediche e CBRN, oltre che a resEU, squadre mediche di emergenza e capacità MedEvac. Tali riserve strategiche, che comprendono contromisure concepite per far fronte al possibile rapido esaurimento o aumento della domanda durante le crisi, come gli strumenti terapeutici (tra cui antibiotici, vaccini e antidoti), i medicinali per la terapia intensiva, i dispositivi medici, i dispositivi di protezione individuale e le attrezzature di risposta CBRN specifiche, sono in fase di ampliamento.
Attualmente sono ospitate 22 scorte in 16 Stati membri Le scorte sono fondamentali per garantire la disponibilità e l'accesso tempestivo ai medicinali critici in risposta a crisi e catastrofi, da utilizzare come ultima risorsa, a integrazione delle capacità di risposta nazionali e del pool europeo di protezione civile. Le riserve sono destinate principalmente alle emergenze sanitarie negli Stati membri dell'UE, ma possono essere impiegate anche altrove; in tal caso l'UCPM facilita la logistica e il sostegno operativo.
Inoltre, nell'ambito del programma di lavoro UE per la salute 2024, è stata programmata un'azione comune del valore di 10 milioni di EUR sulla costituzione di scorte, per promuovere la collaborazione degli Stati membri in tal senso.
ReliefEU
Nell'ambito di ReliefEU, l'UE ha inoltre realizzato, insieme ad alcuni partner umanitari (basi logistiche di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite, Organizzazione internazionale per le migrazioni, UNICEF), una rete di scorte di forniture di soccorso emergenziale a Panama, Dubai, Brindisi, Nairobi, Kuala Lumpur, nonché di scorte mediche a Copenaghen. Tali scorte sono destinate a sostenere le operazioni dei partner umanitari volte a fornire assistenza efficace, efficiente e tempestiva alle persone bisognose.
3.3.Cooperazione internazionale e azione esterna
Diffusione dei vaccini contro la COVID-19 nei paesi a basso e medio reddito
In risposta alla pandemia di COVID-19, la Commissione ha attivato l'UCPM per mettere in comune le donazioni per i vaccini, le competenze, le attrezzature mediche e di altro tipo. Per la consegna delle forniture e la trasmissione delle competenze, sono stati finanziati ponti aerei umanitari. La Commissione ha inoltre fornito un contributo di 10 milioni di EUR alla "riserva umanitaria", gestita dall'UNICEF, anche per le operazioni di consegna dell'ultimo miglio. Inoltre, attraverso lo strumento epidemie, è stato erogato un contributo di 100 milioni di EUR proveniente dalla riserva di solidarietà e per gli aiuti d'urgenza, al fine di sostenere l'accesso equo ai vaccini e la fornitura dell'ultimo miglio, nonché di rafforzare i sistemi sanitari e la preparazione in 34 paesi africani. Tali finanziamenti hanno consentito la realizzazione di 50 azioni da parte di organizzazioni internazionali (OMS, UNICEF, IFRC, OIM, comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), CDC Africa) e organizzazioni non governative (ALIMA, CONCERN, PUI, IRC, Action Against Hunger).
Come previsto, l'UE ha contribuito con 375 milioni di EUR alla diffusione dei vaccini contro la COVID-19 in alcuni paesi in cui il tasso di vaccinazione è molto basso. L'UE e i suoi Stati membri hanno donato oltre 530 milioni di dosi di vaccino a livello mondiale. A maggio 2023 l'OMS ha dichiarato la fine della COVID-19 intesa come un'emergenza di sanità pubblica di portata internazionale e lo strumento COVAX ha cessato di esistere alla fine di tale anno. In questo nuovo contesto, il sostegno coprirà più in generale le capacità di fornitura di vaccini a livello nazionale.
Fondo per le pandemie
La strategia globale in materia di salute è stata pubblicata a novembre 2022 e, quasi contemporaneamente, il G20 ha varato il Fondo per le pandemie. Il Fondo per le pandemie è stato istituito al fine di fornire sovvenzioni ai paesi a basso e medio reddito per migliorarne la preparazione alle pandemie, catalizzando al contempo altri tipi di investimenti. Alla fine di giugno 2024, i contributi dei donatori sovrani e non sovrani ammontavano a 1,6 miliardi di USD, di cui la Commissione è il principale donatore, con un contributo di 427 milioni di EUR. L'UE e gli Stati membri, nell'ambito dell'approccio Team Europa, hanno rappresentato quasi la metà dei contributi al Fondo per le pandemie. Il G7 e il G20 continuano a sostenere fermamente il Fondo e a chiedere l'ampliamento della base di donatori e la sua ricostituzione.
Nei primi due cicli di finanziamento, approvati a luglio 2023 e a settembre-ottobre 2024, il Fondo per le pandemie ha concesso sovvenzioni per un totale di 885 milioni di USD, a beneficio di 75 paesi, attraverso 47 progetti, in sei regioni geografiche. A dimostrazione della sua agilità, a settembre 2024 il Fondo ha assegnato 129 milioni di USD, attraverso una procedura accelerata, a 10 paesi colpiti dal vaiolo delle scimmie. Attraverso il cofinanziamento e il coinvestimento, il Fondo ha mobilitato ulteriori 6 miliardi di USD per la preparazione e la risposta alle pandemie nei due cicli di finanziamento. In particolare il 43 % delle risorse del Fondo è stato assegnato all'Africa subsahariana, una regione caratterizzata da un'elevata domanda di sovvenzioni.
Tutti i progetti adottano un approccio intersettoriale: il 95 % coinvolge almeno un ministero del governo diverso dalla sanità e dalle finanze, come il ministero dell'Agricoltura, dell'Allevamento e dell'Ambiente. Il 70 % dei progetti ha avviato attività volte a rendere operativo l'approccio "One Health", che comprende l'avvio o il rafforzamento degli organismi nazionali di coordinamento "One Health" e l'integrazione dei sistemi sanitari umano e veterinario. Al 30 giugno 2024, circa 3 500 persone, nell'ambito di otto progetti, avevano ricevuto una formazione, tra cui il personale di laboratorio, gli epidemiologi sul campo, gli operatori sanitari della comunità, i professionisti della sanità animale e gli agricoltori. Sono state inoltre adottate misure fondamentali volte a migliorare la sorveglianza delle malattie infettive, le capacità di individuazione e la pianificazione della preparazione e della risposta alle pandemie.
Applicazione dell'approccio "One Health" per contrastare la resistenza antimicrobica
La Commissione affronta attivamente la resistenza antimicrobica in quanto sfida sanitaria globale urgente attraverso un approccio collaborativo "One Health", come riconosciuto anche dal G7 e dalla storica dichiarazione ministeriale sulla salute del G20 relativa ai cambiamenti climatici, alla salute e all'equità e all'approccio "One Health". La cooperazione internazionale e la collaborazione intersettoriale rappresentano elementi chiave della raccomandazione del Consiglio sulla resistenza antimicrobica del 2023, che delinea una serie di azioni volte a intensificare il coinvolgimento dell'UE nelle iniziative globali contro la resistenza antimicrobica, tra cui il G7, il G20 e la task force transatlantica per la resistenza antimicrobica (TATFAR). La Commissione ha rafforzato la cooperazione con il quadripartito, che comprende l'OMS, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), l'Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH) e il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP). Essa fornisce sostegno finanziario e partecipa attivamente alla piattaforma di partenariato multilaterale sulla resistenza antimicrobica del quadripartito in qualità di osservatore presso il comitato direttivo, contribuendo allo sviluppo di una visione globale condivisa e alla creazione di un maggiore consenso sulla resistenza antimicrobica. Inoltre la Commissione fornisce capacità di sviluppo e sostiene le azioni in materia di resistenza antimicrobica nei paesi a basso e medio reddito, in particolare attraverso il fondo fiduciario multipartner delle Nazioni Unite sulla resistenza antimicrobica.
Una tappa importante nella lotta globale contro la resistenza antimicrobica, alla quale la Commissione ha partecipato attivamente, è stata la seconda riunione ad alto livello dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla resistenza antimicrobica, a settembre 2024. Una dichiarazione politica approvata dai paesi membri delle Nazioni Unite, compresi gli Stati membri dell'UE, ha sancito l'impegno a intraprendere azioni concrete per affrontare la resistenza antimicrobica in tutti i settori, attraverso l'approccio "One Health". Inoltre, a novembre 2024, in occasione della quarta conferenza ministeriale mondiale ad alto livello sulla resistenza antimicrobica in Arabia Saudita, sono stati adottati gli impegni di Gedda per tradurre alcuni elementi della dichiarazione politica dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite in azioni concrete. La dichiarazione è stata approvata dalla Commissione a nome dell'UE. La Commissione sosterrà ulteriormente il nuovo gruppo indipendente sulla necessità di intervento contro la resistenza antimicrobica, che sarà istituito dal quadripartito.
Il meccanismo di consulenza scientifica della Commissione ha formulato un parere scientifico sulla governance "One Health" nell'UE, contenente raccomandazioni strategiche fondamentali per gestire e promuovere l'approccio "One Health". Il parere e la strategia "One Health" potrebbero orientare politiche trasversali intese ad affrontare più efficacemente le sfide complesse. Con questa iniziativa l'UE mira a consolidare il suo ruolo di leader mondiale nell'affrontare le minacce per la salute a carattere transfrontaliero attraverso un approccio unificato e intersettoriale.
La Commissione ha sostenuto lo sviluppo e la disponibilità di contromisure mediche innovative per affrontare la resistenza antimicrobica, tra cui antimicrobici, vaccini, strumenti diagnostici e altri interventi, nonché l'accesso alle stesse. A tal fine, la Commissione ha impegnato 12,5 milioni di EUR per sostenere lo sviluppo del nuovo vaccino MTBVAC contro la tubercolosi. In linea con la dichiarazione politica dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, la Commissione lavora in stretta collaborazione con il partenariato globale per la ricerca e lo sviluppo di antibiotici per sostenere le sperimentazioni cliniche volte a sviluppare nuovi antibiotici contro le infezioni infantili, la gonorrea e la sepsi grave. Inoltre la Commissione sostiene il consorzio di sanità pubblica SECURE (un'iniziativa GARDP-OMS) per accelerare l'accesso agli antibiotici essenziali di nuova registrazione e generici, al fine di aiutare i paesi a contrastare le infezioni batteriche farmacoresistenti.
Inoltre l'UE sostiene il progetto Medilabsecure che, nell'ultimo decennio, ha promosso il valore aggiunto dell'attuazione dei piani di risposta "One Health" e della sorveglianza a livello nazionale e regionale in 22 paesi del vicinato. Dal 2013, per tale iniziativa, la Commissione ha stanziato circa 10 milioni di EUR e ha impegnato altri 5 milioni di EUR fino alla fine del 2027.
Iniziativa Team Europa sulla sicurezza sanitaria utilizzando l'approccio "One Health" in Africa
In linea con la strategia globale dell'UE in materia di salute, a marzo 2024 è stata avviata l'iniziativa Team Europa sulla sicurezza sanitaria sostenibile ricorrendo all'approccio "One Health", al fine di rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle minacce infettive e alla resistenza antimicrobica in Africa.
L'iniziativa riunisce i membri di Team Europa e i partner internazionali, tra cui i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie e WOAH, per sostenere le capacità operative e tecniche dei Centri e di altre istituzioni africane e migliorare il coordinamento "One Health", i laboratori per il personale, i sistemi di sorveglianza e la ricerca di attuazione a livello nazionale, regionale e continentale.
Sulla base dei successi del passato, l'iniziativa amplia la collaborazione finanziata dall'UE tra i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie e l'ECDC (2021-2026), e il programma EBOSURSY, attuato dalla WOAH, che è stato operativo tra il 2017 e il 2024 in 10 paesi africani per promuovere la collaborazione tra i professionisti della salute umana e animale e aiutare i paesi a prepararsi maggiormente a focolai di malattie zoonotiche come l'Ebola. A ottobre 2024 è stato avviato un progetto consecutivo, denominato ZOOSURSY, dotato di una maggiore portata geografica (era esteso all'Africa orientale e meridionale) e al contempo caratterizzato da un maggiore lavoro tematico che comprendeva una sensibilizzazione a livello legislativo. Anche nuovi partner scientifici aderiscono al consorzio, incrementando il potenziale del progetto "One Health".
Politica commerciale e salute globale
L'UE continua inoltre a garantire che la politica commerciale promuova la salute globale. A tale riguardo, l'UE contribuisce in modo costruttivo agli sforzi dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) volti a creare soluzioni efficaci per le pandemie future. A seguito della 13a conferenza ministeriale tenutasi ad Abu Dhabi a febbraio 2024, l'UE mantiene il proprio impegno a favore dei lavori dei pertinenti consigli e comitati dell'OMC al fine di esaminare e integrare tutti gli insegnamenti tratti e le sfide incontrate durante la pandemia di COVID-19, ed elaborare così rapidamente soluzioni efficaci per le pandemie future. A tal fine, l'UE sostiene la cooperazione dell'OMC con le pertinenti organizzazioni internazionali, anche attraverso la cooperazione trilaterale con l'OMS e l'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI), e incoraggia un impegno costante a favore di tali sforzi.
Salute e sicurezza sul lavoro
A livello internazionale, l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) continua a collaborare con l'Organizzazione internazionale del lavoro, in particolare nei Balcani occidentali e in Turchia. Essa collabora inoltre con l'OMS, partecipando alla rete "Health in the World of Work" che si occupa della preparazione alle pandemie e della prevenzione delle stesse, nonché di temi relativi ai rischi biologici con una dimensione professionale.
4.Governance interna e coordinamento all'interno dell'UE (principi guida 12 e 13)
La strategia globale dell'UE in materia di salute sottolinea la necessità di un approccio coordinato e integrato per affrontare le sfide sanitarie globali. In un mondo sempre più interconnesso, garantire la coerenza delle politiche è fondamentale per conseguire risultati sanitari efficaci e sostenibili. La promozione di sinergie tra i settori di intervento, le istituzioni dell'UE e gli Stati membri è essenziale al fine di stabilire un quadro globale di governance della "salute in tutte le politiche". La presente sezione esamina gli sforzi dell'UE volti a migliorare il coordinamento delle politiche, ponendo l'attenzione sulle iniziative che integrano considerazioni in materia di salute in varie politiche, tra cui l'approccio Team Europa. Inoltre l'attuazione della strategia segue un approccio basato sui diritti umani, prestando particolare attenzione alle persone in situazioni di vulnerabilità, alle donne, ai bambini, ai giovani, alle persone con disabilità, ecc., in linea con altri quadri strategici pertinenti dell'UE, quali il consenso europeo in materia di sviluppo (2017), il piano d'azione sulla parità di genere (GAPIII) (2021), la strategia dell'UE per i diritti delle persone con disabilità (2021)e il piano d'azione per i giovani (2022).
4.1."Salute in tutte le politiche": un approccio olistico
La Commissione ha adottato un approccio olistico alla salute, integrando considerazioni in materia di salute in tutti i settori di intervento e garantendo una risposta ben coordinata e globale. Per rafforzare tale impegno, la Commissione si adopera costantemente al fine di potenziare il coordinamento tra i suoi servizi e con le altre istituzioni.
Nell'ambito di tale sforzo, il gruppo interservizi sulla salute globale ha intensificato gli scambi e ampliato la sua partecipazione a numerosi di servizi della Commissione. Il gruppo svolge un ruolo centrale nel garantire che le considerazioni in materia di salute globale siano sistematicamente integrate in diversi settori di intervento. Promuovendo la collaborazione intersettoriale nei diversi settori strategici, il gruppo interservizi rafforza notevolmente la capacità dell'UE di attuare la strategia globale in materia di salute in modo coeso ed efficiente.
Durante la pandemia di COVID-19 il gruppo interservizi è stato ampliato per includere altre direzioni generali, servizi e agenzie; ciò ha portato a riunioni più frequenti e a una partecipazione più ampia. Da allora, nelle discussioni è stato incluso un maggior numero di servizi per garantire una rappresentanza diversificata, una condivisione efficace delle informazioni e l'allineamento delle politiche. Sono stati inoltre istituiti altri meccanismi di coordinamento informale tra le direzioni generali con ruoli chiave nell'ambito della salute globale, al fine di razionalizzare il processo decisionale e rafforzare la collaborazione.
4.2.L'approccio Team Europa
Per collegare e coordinare meglio le politiche tra l'UE e gli Stati membri e consentire loro di parlare con una sola voce, l'approccio "Team Europa" rappresenta uno sforzo congiunto dell'UE, dei suoi Stati membri e delle istituzioni finanziarie europee per affrontare le sfide globali. Tale approccio mira a massimizzare l'impatto e l'efficienza promuovendo sinergie tra le politiche e le azioni a livello nazionale e dell'UE. L'approccio Team Europa è stato avviato nel 2020 in risposta alla pandemia di COVID-19. Da allora è stato ampliato a diversi settori dell'azione esterna dell'UE, tra cui ad altre questioni relative alla salute globale, pertinenti al rafforzamento dei sistemi sanitari, alla resistenza antimicrobica, alla sicurezza sanitaria ecc. L'approccio Team Europa è fondamentale per l'attuazione del Global Gateway e della strategia globale dell'UE in materia di salute, in quanto sfrutta il potenziale del maggiore coordinamento delle risorse combinate delle istituzioni dell'UE e degli Stati membri ai fini di un impatto e di un'efficienza maggiori. Le cinque iniziative Team Europa regionali in materia di salute in Africa hanno avviato un processo di razionalizzazione con l'obiettivo di un'efficienza e un'efficacia ancora migliori, attingendo al contempo agli insegnamenti tratti durante la fase di avvio. Il coordinamento Team Europa si concretizza anche nei meccanismi di governance delle iniziative sanitarie globali e nel contesto del gruppo di esperti informale degli Stati membri dell'UE sulla salute globale nella cooperazione allo sviluppo.
Riquadro 1. L'approccio Team Europa: l'esempio del vaiolo delle scimmie
Un esempio visibile dell'approccio Team Europa è riscontrabile nella risposta all'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale del 2024, dovuta allo scoppio di focolai di vaiolo delle scimmie nella RDC e in altri 18 paesi africani. In risposta, l'UE e i suoi Stati membri hanno fornito un sostegno immediato attraverso organizzazioni internazionali, organismi regionali, autorità pubbliche e attori globali del settore sanitario.
L'UE e gli Stati membri, nel quadro dell'approccio Team Europa, hanno mobilitato ampie risorse nell'ambito della sorveglianza, della diagnostica, del trattamento, della comunicazione dei rischi e del rafforzamento del sistema sanitario, coprendo tutti i pilastri essenziali per una risposta efficace.
Sul campo, la task force sanitaria dell'UE ha inviato epidemiologi dell'ECDC per sostenere i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie e le autorità nazionali. L'EMA ha collaborato con l'OMS e i partner africani per accelerare le approvazioni normative per gli strumenti diagnostici, gli strumenti terapeutici e i vaccini. L'UE ha inoltre fornito aiuti umanitari del valore di 1,5 milioni di EUR per rafforzare la sorveglianza, la capacità di laboratorio e la gestione dei casi nella RDC, in Uganda e in Burundi. Ciò includeva il sostegno alla Croce Rossa burundese e una sorveglianza rafforzata nei campi kenyoti per gli sfollati interni. Inoltre a novembre 2024 è stato impegnato un pacchetto di 20 milioni di EUR per rafforzare i sistemi sanitari nella RDC, in cooperazione con l'OMS, l'UNICEF e le organizzazioni non governative.
I vaccini sono fondamentali per fermare la fase acuta dell'epidemia. L'UE e gli Stati membri, nell'ambito dell'approccio Team Europa, hanno mobilitato oltre 600 000 vaccini, di cui circa 500 000 consegnati alla RDC, al Ruanda, al Sud Africa, all'Uganda e all'Angola. Da settembre 2024 ad aprile 2025 la RDC ha ricevuto più di 355 000 dosi; da ottobre 2024 ad aprile 2025 il Ruanda ne ha ricevute oltre 19 000; a marzo 2025 il Sud Africa ne ha ricevute oltre 10 000; a gennaio-aprile 2025 l'Uganda ne ha ricevute 52 000; e tra settembre 2024 e maggio 2025 il Sud Africa ha ricevuto 10 000 dosi e l'Angola 67 000. Altri 500 000 vaccini sono stati acquistati attraverso GAVI, l'Alleanza per i vaccini, per sostenere le campagne di vaccinazione nella Repubblica centrafricana, in Liberia e in Ruanda.
L'UE e gli Stati membri sostengono il piano globale dell'OMS per il vaiolo delle scimmie e il piano per il vaiolo dell'Africa continentale, rafforzando le capacità di risposta quali la sorveglianza, la diagnostica di laboratorio, l'accesso ai trattamenti e la formazione della forza lavoro. L'UE ha contribuito a mobilitare 241 milioni di USD attraverso il Fondo per le pandemie per migliorare l'individuazione, la capacità di laboratorio e la formazione della forza lavoro di emergenza. Di questi, 129 milioni di USD sono stati assegnati ai 10 paesi più colpiti, con un cofinanziamento supplementare di 112 milioni di USD. Il Fondo globale ha inoltre fornito 9,5 milioni di USD per la RDC e ha ridestinato 7,1 milioni di USD agli sforzi di risposta in Ruanda, Ghana, Costa d'Avorio, Liberia e Burundi.
Per sostenere ulteriormente la risposta all'epidemia, l'UE ha finanziato un partenariato di ricerca da 12 milioni di EUR con 15 paesi europei e 29 paesi africani. L'iniziativa si concentra sul miglioramento delle conoscenze relative all'epidemiologia del vaiolo delle scimmie e sulla sicurezza e l'efficacia dei vaccini e dei trattamenti, in particolare per le popolazioni vulnerabili. Gli Stati membri hanno inoltre contribuito con 4,3 milioni di EUR all'appello speciale dell'OMS per il vaiolo delle scimmie e hanno fornito oltre l'80 % dei finanziamenti non stanziati per il fondo per le emergenze dell'OMS nel 2024, destinando 3,5 milioni di EUR alla risposta globale al vaiolo delle scimmie.
Attraverso tale approccio, l'UE e gli Stati membri hanno garantito una risposta globale, integrando sorveglianza, diagnostica, assistenza medica, coinvolgimento della comunità e assistenza umanitaria. Detti sforzi rafforzano la resilienza a lungo termine contro il vaiolo delle scimmie e altre minacce sanitarie emergenti.
Azione comune relativa all'impatto sulla salute globale
Un aspetto fondamentale della strategia è costituito dal migliore coordinamento tra l'UE e i suoi Stati membri. Al fine di rafforzare tale coordinamento, il programma UE per la salute finanzia l'azione comune europea volta a massimizzare l'impatto della strategia globale dell'UE in materia di salute con 4,7 milioni di EUR. Il progetto, che è stato avviato il 1º ottobre 2023 e durerà due anni, coinvolge 39 istituzioni di 24 paesi europei, comprese Norvegia e Ucraina, con l'obiettivo di rafforzare la visibilità e l'impatto della strategia globale dell'UE in materia di salute e il suo contributo alla salute globale.
L'obiettivo principale del progetto è migliorare il coordinamento e lo scambio di conoscenze tra le istituzioni dell'UE e gli Stati membri, nonché con la società civile e i portatori di interessi di paesi terzi, al fine di garantire che l'UE parli con determinazione e con una sola voce in relazione alle questioni relative alla salute globale. A tal fine, il progetto è strutturato in otto pacchetti di lavoro, incentrati su quattro azioni principali. In primo luogo, l'azione comune lavora all'elaborazione e al mantenimento di una mappa completa delle azioni in materia di salute globale in tutta l'UE e nei suoi Stati membri. In secondo luogo, essa si adopera per migliorare gli strumenti e i processi intesi a favorire lo scambio di conoscenze tra i portatori di interessi nazionali ed europei nel settore della salute globale. In terzo luogo, l'azione contribuisce a rafforzare la comunicazione esterna dell'UE per garantire che i contributi dell'UE e degli Stati membri alla salute globale siano riconosciuti, promuovendo al contempo l'approccio Team Europa. Infine il progetto lavora alla creazione di un forum di proposte generali per discutere questioni relative alla salute globale intersettoriali e complesse.
In ultima analisi, il progetto mira a massimizzare l'impatto della strategia globale dell'UE in materia di salute garantendo un maggiore coordinamento tra gli Stati membri e le istituzioni dell'UE, rafforzando l'approccio strategico di quest'ultima e la sua influenza sui processi relativi alla salute globale. Tra i risultati attesi entro la fine del progetto figurano lo sviluppo di un meccanismo progressivo per monitorare e coordinare l'attuazione delle strategie nazionali ed europee in materia di salute globale, l'introduzione di soluzioni digitali per migliorare lo scambio di conoscenze, la creazione di strumenti di comunicazione per ampliare l'approccio Team Europa e la creazione di un forum aperto di proposte per preparare e adattare le posizioni dell'UE.
5.Governance esterna e multilaterale (principi guida da 14 a 18)
La strategia globale dell'UE in materia di salute riconosce il ruolo cruciale della governance esterna e multilaterale nell'affrontare le sfide sanitarie a livello globale. A tale riguardo, l'UE ha compiuto progressi significativi nel rafforzamento dei partenariati con le organizzazioni della società civile e le organizzazioni internazionali, compresa l'OMS, e nella promozione della cooperazione multilaterale per affrontare le pressanti questioni relative alla salute globale. La presente sezione fornisce un aggiornamento sugli sforzi dell'UE per dialogare con i partner internazionali, compresi i suoi contributi finanziari alle principali organizzazioni, la sua partecipazione ai consessi multilaterali e i suoi partenariati regionali.
5.1.Diplomazia sanitaria globale
La strategia globale in materia di salute riconosce che la salute ha assunto un'importanza critica all'interno di altre politiche (come le relazioni estere, di sicurezza e commerciali), nell'agenda per l'azione esterna dell'UE e nella cooperazione internazionale. La diplomazia sanitaria è diventata quindi parte integrante delle relazioni dell'UE con i paesi partner.
Dal 2022 l'inclusione della salute nei dialoghi politici tra l'UE e i paesi partner per facilitare la cooperazione internazionale ha rafforzato l'integrazione di tale tema nella politica esterna. La salute fa ora parte dell'agenda della maggior parte dei principali dialoghi politici, dai vertici agli eventi con alti funzionari di tutte le regioni del mondo, coordinati dai servizi della Commissione e dal servizio europeo per l'azione esterna (SEAE).
Il coinvolgimento dei ministeri degli Esteri ha caratterizzato in particolare il piano d'azione globale a guida statunitense durante la pandemia di COVID-19. Da allora i servizi della Commissione e il SEAE hanno collaborato molto proficuamente, a partire da marzo 2024, nell'ambito del canale dei ministeri degli Esteri in materia di sicurezza sanitaria globale avviato dagli Stati Uniti, con riunioni dedicate all'approccio "One Health", alla resistenza antimicrobica, all'influenza aviaria ad alta patogenicità e al vaiolo delle scimmie, nonché alla formazione in materia di salute globale per il personale diplomatico.
La comunicazione strategica e la lotta alla disinformazione costituiscono parte integrante dell'azione diplomatica. Il SEAE ha collaborato con i paesi partner per chiarire le posizioni dell'UE durante i negoziati in materia di salute globale e promuovere la condivisione di informazioni relative alle azioni di sostegno dell'UE, ad esempio durante l'epidemia di vaiolo delle scimmie.
È stato inoltre portato avanti un lavoro inteso a garantire un ruolo più attivo delle delegazioni dell'UE in tutto il mondo nell'attuazione della strategia globale in materia di salute. Le delegazioni si sono dimostrate uno strumento efficace nella raccolta di informazioni e nella comunicazione in ambito sanitario, non solo a Ginevra o a New York, ma anche nei nostri paesi partner.
5.2.Realizzare un sistema sanitario globale multilaterale più forte: il partenariato UE-OMS
L'UE riconosce da tempo l'OMS come la pietra angolare del sistema sanitario multilaterale e il suo ruolo centrale nell'affrontare le sfide sanitarie globali. Ciò è stato riconosciuto anche dal G7 e dal G20. Di fronte alle sfide globali, un'azione multilaterale e una cooperazione internazionale efficace, a complemento dell'intervento a livello nazionale, sono essenziali per proteggere il benessere e la vita dei cittadini, nonché la prosperità e la stabilità delle nostre società ed economie. Attraverso un partenariato consolidato, l'UE e l'OMS cooperano in diversi settori per rafforzare i sistemi sanitari, promuovere la copertura sanitaria universale e rispondere efficacemente alle emergenze sanitarie in tutto il mondo.
In linea con la strategia globale dell'UE in materia di salute, il partenariato UE-OMS continua a evolversi per affrontare le sfide sanitarie emergenti. La strategia sottolinea la necessità di un sistema multilaterale solido, incentrato sull'OMS, per ridurre le disuguaglianze sanitarie e costruire sistemi sanitari resilienti in tutto il mondo. L'OMS resta un partner affidabile in questa ambizione, svolgendo un ruolo cruciale nel conseguimento dell'obiettivo di sviluppo sostenibile 3 e degli obiettivi dell'UE in materia di salute, tra cui il rafforzamento della copertura sanitaria universale, e nella realizzazione di sistemi sanitari reattivi in grado di affrontare le sfide globali.
Insieme, l'UE e i suoi Stati membri rappresentano già il principale contributore finanziario all'OMS e continueranno ad adoperarsi affinché tale organizzazione sia solida e resiliente. A tale riguardo, nel 2024 l'UE ha sostenuto attivamente il ciclo di investimenti dell'OMS quale passo trasformativo verso la mobilitazione di finanziamenti più mirati e incisivi per la salute globale. La Commissione contribuisce con oltre 250 milioni di EUR. Insieme, nell'ambito dell'approccio Team Europa, l'UE e i suoi Stati membri contribuiranno con 783 milioni di USD per il periodo 2025-2028, facendo dell'Europa il principale donatore al ciclo di investimenti. Tale impegno riflette l'ambizione dell'UE di rafforzare l'OMS, garantendo che gli impegni in materia di salute globale si traducano in miglioramenti tangibili per i paesi partner e contribuiscano a una salute migliore per tutti.
Oltre che nell'ambito dei contributi finanziari, i servizi della Commissione e il SEAE collaborano attivamente con l'OMS a livello strategico, diplomatico, tecnico e operativo, anche attraverso la delegazione dell'UE a Ginevra. Tale cooperazione comprende un impegno diretto tra le unità competenti della Commissione e l'OMS, esteso sia alla sede centrale che all'ufficio regionale per l'Europa dell'OMS. Inoltre la Commissione opera in stretto coordinamento con gli Stati membri, attraverso i servizi della delegazione dell'UE, in vista delle principali riunioni dell'OMS, quali l'Assemblea mondiale della sanità, i comitati esecutivi e i comitati regionali. Inoltre la Commissione tiene regolarmente riunioni strategiche ad alto livello con la dirigenza dell'OMS.
La Commissione sostiene inoltre un'ampia gamma di programmi dell'OMS attraverso diverse direzioni generali, concentrandosi su settori quali la copertura sanitaria universale, il rafforzamento dei sistemi sanitari in tutte e sei le regioni dell'OMS, la sicurezza sanitaria, la resistenza antimicrobica, il potenziamento delle capacità di laboratorio in Africa, il miglioramento della sorveglianza delle acque reflue per la salute pubblica e l'intersezione tra questioni sanitarie e ambientali, nonché il rafforzamento dei sistemi di informazione in ambito sanitario in Europa e nel mondo. Nell'ambito del solo programma UE per la salute, tra il 2021 e il 2024 sono stati stanziati 92,68 milioni di EUR attraverso sovvenzioni dirette e accordi di contributo con l'OMS. Di tale importo, 56 milioni di EUR vanno a sostegno della preparazione alle crisi (comprese le iniziative in materia di sanità digitale incentrate sul rafforzamento dei sistemi di informazione in ambito sanitario e della governance dei dati sanitari nella regione europea, nonché l'istituzione e il funzionamento della rete globale di certificazione sanitaria digitale), oltre 11 milioni di EUR sono destinati alla promozione della salute e alla prevenzione delle malattie, e oltre 10 milioni di EUR sono destinati a iniziative relative al cancro. Inoltre 9,5 milioni di EUR sono destinati ai sistemi sanitari e ai progetti relativi alla forza lavoro.
Per quanto riguarda gli sforzi umanitari e di protezione civile, il partenariato UE-OMS si è rivelato prezioso ai fini della risposta alle crisi, ad esempio in Ucraina, Afghanistan, Gaza, Siria e Turchia, con un bilancio medio annuo di 55 milioni di EUR. La collaborazione UE-OMS si estende anche alla risposta alle crisi, in particolare in Ucraina, dove gli sforzi si concentrano sul sostegno alla salute mentale e sull'accesso all'assistenza sanitaria per i rifugiati. Altre iniziative dell'OMS sostenute dall'UE mirano a contrastare i danni derivanti dal consumo di alcol e a sviluppare nuove contromisure mediche contro la resistenza antimicrobica. Inoltre l'OMS partecipa in qualità di partner associato alle azioni comuni dell'UE, come JA PreventNCD, incentrata sulla prevenzione del cancro e di altre malattie non trasmissibili, e HEROES, che affronta le sfide connesse al personale sanitario. La Commissione collabora inoltre con l'OMS e altri partner globali nell'ambito della rete provvisoria per le contromisure mediche (i-MCM-Net), un approccio basato sulla "rete di reti" concepito per favorire un accesso tempestivo ed equo a contromisure mediche di alta qualità, sicure, efficaci e a prezzi accessibili durante le emergenze di sanità pubblica.
La Commissione sostiene inoltre il programma di accesso alle tecnologie sanitarie (HTAP) attuato dall'OMS, avviato a gennaio 2024 in sostituzione del programma di accesso alle tecnologie COVID-19 (C-TAP). Tale programma mira a garantire un accesso globale equo e a prezzi accessibili ai prodotti sanitari essenziali, agevolando tale accesso attraverso la condivisione volontaria di proprietà intellettuale, conoscenze e dati tra gli sviluppatori di tecnologie. Anche l'ECDC collabora con l'ufficio regionale per l'Europa dell'OMS da oltre 20 anni. A gennaio 2025 si è svolta la riunione annuale di coordinamento del programma tra l'ECDC e l'ufficio regionale per l'Europa dell'OMS, in occasione della quale alti dirigenti di entrambe le organizzazioni hanno ribadito il loro impegno a intensificare la collaborazione.
5.3.Cooperazione con altri partner internazionali
Oltre l'OMS, l'UE continua a rafforzare i partenariati con altre organizzazioni internazionali coinvolte nell'ambito della salute globale. La Commissione collabora a livello tecnico, ma fornisce anche finanziamenti a diverse organizzazioni internazionali, come indicato nelle sezioni pertinenti della relazione, tra cui UNICEF, UNFPA, IFRC, CICR, UNEP, OCSE, GAVI, Alleanza per i vaccini, CEPI, GloPID-R, nonché diverse organizzazioni internazionali non governative e agenzie specializzate degli Stati membri.
Ad esempio, la Commissione ha stanziato 3,8 milioni di EUR a favore dell'UNEP per l'ulteriore sviluppo e attuazione di programmi di sorveglianza delle acque reflue in Africa. Analogamente, tra il 2022 e il 2025 è stato erogato un totale di 202 milioni di EUR alle organizzazioni delle Nazioni Unite, per consentire l'attuazione di iniziative umanitarie in materia di salute. Allo stesso scopo, sono stati assegnati 133 milioni di EUR all'IFRC e al CICR e 410 milioni di EUR a organizzazioni internazionali non governative.
La Commissione lavora inoltre in stretta collaborazione con l'OCSE, in rappresentanza dell'UE presso le riunioni semestrali del comitato sanitario dell'organizzazione. La Commissione e l'OCSE mantengono una cooperazione solida e diretta, principalmente a livello tecnico. Tale cooperazione è favorita da numerosi accordi di contributo, nel cui quadro la Commissione eroga finanziamenti per i progetti dell'OCSE relativi alla resilienza dei sistemi sanitari, alle malattie non trasmissibili e alla resistenza antimicrobica. Inoltre la Commissione intrattiene dialoghi strategici periodici con l'alta dirigenza dell'OCSE. Nell'ambito del programma UE per la salute, tra il 2022 e il 2024 la Commissione ha firmato sei accordi di contributo con l'OCSE per sostenere iniziative specifiche in materia di salute, per un valore totale di 12,15 milioni di EUR.
Inoltre la Commissione è uno dei membri del consiglio della collaborazione mondiale nella ricerca in materia di capacità di gestione delle malattie infettive (GloPID-R). GloPID-R è una rete internazionale di finanziatori della ricerca istituita per migliorare la preparazione e la risposta globali ai focolai di malattie infettive. Dalla sua creazione nel 2013, GloPID-R ha svolto un ruolo importante nella cooperazione e nel coordinamento globali dei finanziamenti per la ricerca in risposta a epidemie come quella di Zika e vaiolo delle scimmie, e alla pandemia da SARS-CoV-2. La rete GloPID-R comprende attualmente 35 membri e otto organizzazioni di osservatori da tutto il mondo. Il suo segretariato è stato finanziato da tre sovvenzioni di Orizzonte consecutive, con un contributo approssimativo di 6,7 milioni di EUR.
Inoltre l'UE e i suoi Stati membri partecipano attivamente ai negoziati in seno all'Organizzazione internazionale del lavoro relativi a una nuova norma internazionale sui rischi biologici sul luogo di lavoro. L'adozione della nuova norma da parte della Conferenza internazionale del lavoro è prevista a giugno 2025.
5.4.Aspetti sanitari nel G7 e nel G20
In particolare dalla pandemia di COVID-19, l'attività del G7 e del G20 in ambito sanitario ha svolto un ruolo cruciale nell'affrontare le sfide sanitarie globali. Le presidenze successive del G7 e del G20 hanno garantito la continuità e la complementarità tra tali consessi; l'UE ha attivamente plasmato le discussioni e rafforzato il suo impegno a favore del multilateralismo e della cooperazione internazionale in materia di salute.
In particolare l'UE ha sostenuto il conseguimento degli obiettivi in materia di salute dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, garantendo che nessuno sia lasciato indietro. Ha favorito la promozione della copertura sanitaria universale, anche attraverso un migliore sostegno al personale sanitario, e la realizzazione dell'equità sanitaria, con la promozione di un accesso equo ai vaccini e ad altri prodotti sanitari mediante la diversificazione regionale della produzione. Ciò si è basato sugli sforzi dell'iniziativa Team Europa MAV+ per la produzione di contromisure mediche in Africa.
L'UE ha inoltre sostenuto la necessità di mantenere i finanziamenti in materia di salute in cima all'agenda politica mondiale. Attraverso la task force congiunta Finanza-Salute del G20, l'UE si è adoperata per rafforzare l'architettura sanitaria globale e la risposta alle pandemie, promuovendo al contempo il Fondo per le pandemie e la sua ricostituzione, al fine di garantire finanziamenti a lungo termine per colmare le lacune nelle capacità di prevenzione delle pandemie e di preparazione alle stesse nei paesi a basso e medio reddito.
Al di là dei finanziamenti, l'UE ha anche promosso le sue priorità interne in materia di salute in entrambi i consessi. Di conseguenza, i recenti risultati a livello ministeriale hanno riguardato la questione della promozione di una sanità digitale sicura e antropocentrica e del potenziale dell'intelligenza artificiale; il contrasto alle malattie non trasmissibili; la promozione dell'attuazione dell'approccio "One Health", in particolare per contrastare la resistenza antimicrobica e i cambiamenti climatici; e la promozione della cooperazione globale per contrastare la sindrome post COVID.
Inoltre l'UE contribuisce attivamente ai lavori dell'Iniziativa per la sicurezza sanitaria globale, un partenariato informale tra paesi e organizzazioni che condividono gli stessi principi per rafforzare la preparazione e la risposta in materia di sanità pubblica globale alle minacce CBRN e all'influenza pandemica. L'Iniziativa per la sicurezza sanitaria globale, che si tiene annualmente in concomitanza con le riunioni del G7, ha istituito diversi gruppi di lavoro per sviluppare quadri collaborativi come quello per le malattie respiratorie e derivanti dal bioterrorismo.
5.5. Partenariato UE-Africa
Il partenariato UE-Africa è fondamentale ai fini del rafforzamento dei sistemi sanitari e della promozione di un accesso equo all'assistenza sanitaria e ai prodotti sanitari in tutto il continente.
In occasione del sesto vertice UE-UA a febbraio 2022 è stato annunciato un pacchetto di investimenti Global Gateway Africa-Europa, per sostenere lo sviluppo di sistemi sanitari resilienti e sostenibili. La sua attuazione si è basata sull'approccio Team Europa, che ha riunito l'UE, i suoi Stati membri e le istituzioni finanziarie europee per sostenere progetti concreti e trasformativi in settori prioritari. A marzo 2024, in collaborazione con la presidenza belga del Consiglio dell'UE, la Commissione dell'Unione africana e l'UE hanno ospitato una conferenza ad alto livello che ha segnato l'espansione del partenariato strategico UE-UA in materia di salute. La conferenza ad alto livello ha ribadito l'allineamento delle priorità strategiche e ha illustrato i progressi concreti delle iniziative e dei programmi correlati.
Ai fini dell'allineamento alla strategia globale dell'UE in materia di salute e all'appello dell'Africa per un nuovo ordine di sanità pubblica, sono stati individuati cinque settori prioritari fondamentali: 1) produzione e accesso ai vaccini, ai farmaci e alle tecnologie sanitarie ("MAV+"); 2) salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti; 3) sicurezza sanitaria basandosi sull'approccio "One Health"; 4) istituti di sanità pubblica; e 5) sanità digitale.
Per rafforzare la guida congiunta del partenariato UE-Africa in materia di salute, una struttura direttiva ad alto livello garantisce un approccio coordinato ed efficace per affrontare le sfide sanitarie della regione. In tale contesto, alti funzionari europei e africani si sono riuniti, ad Addis Abeba a giugno 2023 e a Bruxelles a marzo 2024, per fare il punto sui progressi compiuti e sui lavori restanti. Nel corso di questo evento, CDC Africa e la Commissione hanno formalizzato il partenariato in corso tra diversi servizi della Commissione e CDC Africa mediante la firma di un accordo di lavoro a marzo 2024. Il documento getta le basi per il futuro piano di lavoro congiunto Commissione europea-CDC Africa e delinea i metodi di cooperazione, tra cui il dialogo tecnico periodico, lo sviluppo di capacità e la promozione della collaborazione tecnica, nonché l'agevolazione dello scambio di informazioni e del personale.
CDC Africa è diventato un partner fondamentale per le iniziative faro nel continente africano, in particolare per quanto riguarda la sorveglianza, con l'iniziativa congiunta CDC Africa-Commissione europea sul sequenziamento genomico (PGI 2.0) del valore di 6 milioni di EUR, attuata dalla Società africana per la medicina di laboratorio (ASLM) e dalla Fondazione africana per la sanità pubblica (APHF), nonché per quanto riguarda i test, attraverso l'iniziativa del partenariato per l'accelerazione dei test del vaiolo (PAMTA) del valore di 9,4 milioni di EUR, volta a migliorare l'accesso ai test e al sequenziamento del vaiolo delle scimmie nei paesi africani colpiti. Inoltre a CDC Africa è fornito sostegno tecnico per istituire un meccanismo di aggiudicazione congiunta continentale per i prodotti medici, con la condivisione di esperienze e competenze derivanti dall'aggiudicazione congiunta delle contromisure mediche a livello dell'UE.
L'ECDC attua un partenariato CDC Africa-ECDC da 9 milioni di EUR, finanziato dalla Commissione, al fine di rafforzare la capacità di CDC Africa di preparazione e risposta alle minacce sanitarie. Nel 2024 il progetto ha realizzato con successo 38 corsi di formazione o seminari intesi a facilitare l'adozione di sistemi armonizzati di sorveglianza e di informazione in materia di malattie per quanto riguarda le malattie trasmissibili prioritarie che possono causare epidemie a livello continentale, nonché a sostenere l'attuazione della strategia di sviluppo del personale sanitario pubblico dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie.
5.6.Partenariato con l'America latina e i Caraibi (ALC)
Creato all'indomani della crisi COVID-19, il partenariato UE-America latina e Caraibi sulla resilienza sanitaria e l'accesso equo ai prodotti sanitari, compresa la produzione di vaccini, è stato istituito in risposta al forte interesse manifestato dai leader dell'ALC nel sostenere i loro sistemi sanitari e nel rafforzare le capacità di produzione locale.
La dichiarazione del vertice UE-CELAC del 2023 ha posto lo sviluppo umano al centro degli impegni dei capi di Stato, fornendo una tabella di marcia verso il 2025 per compiere progressi sul fronte della cooperazione biregionale in materia di sviluppo umano e salute. Il partenariato si concentra su tre settori chiave: aspetti normativi, ricerca e innovazione e coinvolgimento del settore privato, in relazione all'agenda per gli investimenti del Global Gateway. In base alla tabella di marcia, a marzo 2024 si è tenuto un evento ad alto livello UE-ALC sullo sviluppo umano inclusivo e l'accesso equo ai prodotti sanitari. In vista del vertice CELAC-UE del 2025, l'UE promuove iniziative di resilienza sanitaria nell'ambito dell'agenda per gli investimenti del Global Gateway UE-ALC, tra cui l'armonizzazione normativa a livello regionale, la produzione locale e l'innovazione.
5.7.Partenariato con l'Asia-Pacifico
L'UE collabora attivamente con l'ASEAN nel settore della politica sanitaria. A seguito del suo contributo di 800 milioni di EUR alla lotta contro la COVID-19 nell'ASEAN, l'UE ha inoltre contribuito con 20 milioni di EUR al programma di risposta e preparazione sanitaria alle pandemie del Sud-Est asiatico attuato dall'OMS, sviluppando capacità di test, ricerca e sorveglianza delle pandemie. Ad agosto 2023 l'UE ha inoltre partecipato al dialogo ad alto livello dell'ASEAN sulla costruzione di un futuro sostenibile e resiliente nella regione dell'ASEAN: dalla risposta alle emergenze alla gestione a lungo termine della malattia da COVID-19.
Per aiutare i paesi insulari del Pacifico ad affrontare la COVID-19 sono stati forniti in totale 120 milioni di EUR. L'UE fornisce 2,85 milioni di EUR per sostenere la rete di sorveglianza sanitaria pubblica del Pacifico (PPHSN), una rete volontaria di paesi e organizzazioni impegnati a promuovere la sorveglianza sanitaria pubblica e una risposta adeguata alle sfide sanitarie in 22 paesi e territori insulari del Pacifico. Le prime priorità della PPHSN sono le malattie trasmissibili, in particolare quelle che possono causare epidemie. In tale fase le malattie bersaglio comprendono dengue, morbillo, rosolia, influenza, leptospirosi, febbre tifoide, colera e infezioni da HIV/sessualmente trasmesse.
5.8.Partenariati con i paesi a basso e medio reddito
Le azioni dell'UE nei paesi a basso e medio reddito sono realizzate in uno spirito di cotitolarità, per rispondere alle reciproche priorità strategiche, e si basano sul partenariato con diversi portatori di interessi, tra cui istituzioni governative, partner per lo sviluppo e società civile. Gli interventi nei contesti umanitari sono descritti nella sezione 1.4. La figura 1 mostra la distribuzione geografica delle azioni bilaterali dell'UE in materia di salute a livello nazionale. Le azioni dell'UE in materia di salute nei paesi a basso e medio reddito si concentrano in Africa. Inoltre gli interventi dell'UE a livello globale e regionale si traducono in azioni a livello nazionale e un aspetto importante consiste nel favorire il coinvolgimento delle delegazioni dell'UE per migliorare il follow-up a livello nazionale e la visibilità dei contributi complessivi dell'UE. Il riquadro 2 indica esempi di azioni a livello nazionale gestite dalle delegazioni dell'UE e la sezione 6 presenta una sintesi dei contributi finanziari complessivi dell'UE alla sanità nell'ambito dell'NDICI-Europa globale.
Il lavoro in ambito sanitario a livello nazionale include componenti connesse alla salute nelle azioni non attinenti al settore sanitario. Ad esempio, la strategia globale dell'UE in materia di salute chiede il rafforzamento dei sistemi di protezione sociale con programmi bilaterali nazionali, in particolare sostenendo la definizione di "norme minime di protezione sociale" che includano un accesso equo all'assistenza sanitaria di base. A tal fine, tra il 2023 e il 2024, l'UE ha attuato 32 programmi incentrati sulla transizione da regimi frammentati a sistemi di protezione sociale completi, comprensivi dell'accesso ai servizi sanitari essenziali, quale elemento della protezione sociale di base. Tra questi, quattro progetti (nella RDC, nel Madagascar, in Somalia e in Sudan) si sono concentrati in particolare sulla protezione sociosanitaria. Inoltre l'UE sostiene la realizzazione di miglioramenti in relazione all'assicurazione sanitaria nel quadro dello strumento SOCIEUX+, che mobilita esperti europei degli Stati membri dell'UE per aiutare i paesi partner.
Figura 1. Azioni bilaterali dell'UE in materia di salute a livello nazionale nell'ambito dell'attuale quadro finanziario pluriennale (2021-2027), da febbraio 2025 (colori dei paesi partner: INTPA: rosso, ENEST: blu e MENA: verde)
Riquadro 2. Esempi di paesi
Repubblica democratica del Congo
Nella RDC l'UE offre sostegno a Kinshasa e a sette province, sulla base della ripartizione geografica dei compiti tra i donatori. Lo Stato copre solo il 14 % dei costi sanitari, principalmente stipendi e famiglie (fonte primaria). I donatori pubblici e privati coprono il resto. A ciò si aggiungono le difficoltà di accesso alle strutture sanitarie nelle zone rurali, l'insicurezza e le crisi umanitarie.
Nei territori che ha selezionato, l'UE sostiene gli interventi in ambito sanitario insieme ad altre azioni che affrontano i determinanti dello sviluppo umano, quali l'alimentazione, il genere e l'istruzione, e stabilisce collegamenti con i meccanismi di protezione sociale, i sistemi di solidarietà e prepagamento (mutue). Gli interventi mirano a rafforzare i pilastri fondamentali del sistema sanitario, in particolare per le donne e i bambini, con particolare attenzione ai medicinali di qualità e alla qualità dell'assistenza, alle infrastrutture e alle attrezzature, alla gestione dell'alimentazione e della malnutrizione a livello di comunità, alla prevenzione e alla risposta alla violenza di genere. Anche le province orientali (Kivu settentrionale e Ituri) sono oggetto di azioni umanitarie dell'UE intese a rendere operativo il nesso tra sviluppo e azione umanitaria per garantire la resilienza della popolazione.
Afghanistan
L'UE sostiene la popolazione afghana, in particolare le donne, i bambini, le persone con disabilità fisiche e mentali, le persone affette da disturbi legati al consumo di droghe, gli sfollati interni e i rimpatriati, rispondendo alle loro esigenze essenziali con particolare attenzione ai servizi di base e all'assistenza in termini di mezzi di sussistenza, nonché promuovendo soluzioni durature.
Nel settore della salute, attraverso partenariati con agenzie delle Nazioni Unite (OMS, UNICEF, UNFPA, UNODC) e organizzazioni internazionali non governative (come Healthnet TPO, Emergency, Handicap International), le azioni finanziate dall'UE intendono contribuire a: 1) creare un sistema di sicurezza sanitaria nazionale per rispondere efficacemente ai focolai di malattie infettive, come la poliomielite; 2) affrontare l'attuale incidenza delle malattie non trasmissibili e le allarmanti crisi relative alla droga e alla salute mentale; e 3) migliorare l'accesso all'alimentazione, a una salute riproduttiva, adolescenziale, materna e infantile e a servizi idrici e igienico-sanitari di qualità.
Burundi
In Burundi l'UE svolge un ruolo centrale nel gruppo del settore sanitario, partecipando alla conduzione di un dialogo ravvicinato con il ministero della Salute sulla riforma del finanziamento del settore sanitario per migliorare la copertura sanitaria universale. Tale dialogo contribuisce a promuovere l'impatto degli interventi dell'UE per rafforzare il sistema sanitario, in particolare per quanto riguarda la salute riproduttiva e nutrizionale, contribuendo al contempo a due obiettivi dell'iniziativa Team Europa per la salute (pilastri 1 "Accesso ai servizi sanitari per la popolazione burundese, in particolare per le donne, le ragazze e i bambini di età inferiore ai cinque anni" e 2 "Miglioramento della qualità dell'assistenza e dei servizi sanitari forniti nelle strutture sanitarie e della sorveglianza epidemiologica").
Gli interventi dell'UE in materia di salute sono in linea con il principio della concentrazione geografica adottato nel 2022, rivolto alle province settentrionali e nordorientali. Inoltre il principale programma di sostegno al sistema sanitario finanziato dall'UE continua a concentrarsi sul finanziamento basato sui risultati e sull'assistenza sanitaria gratuita per le donne incinte e i bambini di età inferiore ai cinque anni. L'UE sostiene inoltre un programma per la resilienza incentrato sulla gestione della malnutrizione acuta grave nelle strutture sanitarie, su un'educazione sessuale e riproduttiva completa e sulla riduzione del rischio di catastrofi. Sono promosse sinergie con i programmi Team Europa in corso e futuri.
5.9.Partenariati con i paesi vicini
La politica di vicinato dell'UE svolge un ruolo cruciale nel rafforzamento dei sistemi sanitari e nella cooperazione con i paesi vicini per affrontare le sfide sanitarie globali.
Nelle regioni dell'allargamento e del vicinato, la Commissione attua tre piani economici e di investimento specifici per i Balcani occidentali, il vicinato orientale e il vicinato meridionale. Tali piani mirano a sostenere la ripresa economica, in particolare nel periodo successivo alla pandemia di COVID-19, e lo sviluppo socioeconomico di tali regioni. L'attenzione dell'UE nei confronti del vicinato comprende la gestione delle emergenze sanitarie derivanti da catastrofi naturali, come i terremoti in Albania o in Marocco, e dei violenti conflitti nel vicinato orientale e meridionale.
Nel vicinato orientale l'UE si è inizialmente concentrata sulle esigenze emerse durante l'emergenza COVID-19, per poi spostare progressivamente l'attenzione sul rafforzamento dei sistemi sanitari nazionali. Dal 2024 l'azione regionale "Resilienza sanitaria", del valore di 7 milioni di EUR, aiuta i paesi del vicinato orientale a diventare più interconnessi, aumentando al contempo la resilienza alle future emergenze sanitarie. A tal fine saranno istituite comunità di operatori e responsabili politici dei diversi paesi partner, che promuoveranno la cooperazione regionale e affronteranno le principali sfide sanitarie comuni relative alla preparazione e alla risposta alle crisi, agli squilibri nel personale sanitario e alla salute mentale, compresi gli aspetti specifici della cultura.
Nel vicinato meridionale l'UE ha attuato diversi progetti bilaterali con i paesi partner, al fine di rispondere alle esigenze sanitarie. Tali progetti si concentrano sul miglioramento dell'accesso ai servizi sanitari di base e ad altre forme di sostegno umanitario per le popolazioni vulnerabili, compresi i migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo.
In Libia l'assistenza sanitaria, compresi i servizi medici, la formazione e il sostegno psicosociale, è fornita ai migranti vulnerabili e alle persone bisognose di protezione. Nel paese, un programma di sviluppo socioeconomico consente il rafforzamento della capacità delle autorità pubbliche locali di fornire servizi essenziali, tra cui l'assistenza sanitaria. In Tunisia l'UE si concentra sulla fornitura di protezione e servizi sanitari ai richiedenti asilo, ai migranti e ai rifugiati vulnerabili. L'UE sostiene inoltre un meccanismo nazionale per il reinserimento socioeconomico dei migranti e dei rimpatriati. In Egitto l'UE si è adoperata al fine di migliorare la qualità e l'accessibilità dei servizi sanitari eliminando le barriere fisiche, sociali e finanziarie, anche per i rifugiati, i richiedenti asilo e i migranti vulnerabili.
L'UE ha inoltre fornito un notevole sostegno finanziario nel vicinato meridionale per consentire l'accesso ai servizi sanitari di base e ad altre forme di sostegno umanitario ai rifugiati provenienti dalla Siria e dai paesi ospitanti, in particolare in Turchia, Libano e Giordania. In Libano l'UE offre sostegno al settore sanitario dal 2018, con particolare attenzione all'assistenza sanitaria di base, alle vaccinazioni e ai medicinali, in particolare in risposta alla crisi siriana. Nell'ambito del Fondo fiduciario di emergenza dell'UE (EUTF), è fornito un sostegno significativo a 60 dei 299 centri di assistenza sanitaria di base, il che rende l'UE il principale donatore nel settore dell'assistenza sanitaria di base in Libano. Tale sostegno comprende servizi fondamentali come i medicinali, le vaccinazioni e il rafforzamento istituzionale, nonché l'attenzione recentemente posta sugli sforzi di risposta alla COVID-19.
Inoltre il programma regionale "Sostegno dell'UE ai partenariati per la migrazione legale, la mobilità e le competenze con i paesi nordafricani" (THAMM+), adottato alla fine del 2023, mira a rafforzare la governance della migrazione di manodopera dei paesi partner, anche lavorando sulla sicurezza e sulla protezione sociale dei lavoratori migranti in Marocco, Tunisia ed Egitto.
L'agenda per il Mediterraneo e il relativo piano economico e di investimenti orientano il sostegno dell'UE nel vicinato meridionale, concentrandosi sul rafforzamento dei sistemi sanitari, sul miglioramento dell'accesso a un'assistenza sanitaria di qualità e sulla risposta alle sfide sanitarie comuni. Vi rientrano iniziative volte a migliorare le infrastrutture sanitarie, a promuovere la prevenzione e il controllo delle malattie, e a sostenere lo sviluppo di meccanismi di erogazione dell'assistenza sanitaria efficaci.
5.10.Sostegno al processo di allargamento
L'allargamento dell'UE rappresenta una priorità chiave della Commissione per il periodo 2024-2029, come indicato anche negli orientamenti politici della presidente von der Leyen.
Attualmente vi sono nove paesi candidati (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Turchia, Georgia, Moldova e Ucraina) e un potenziale candidato (Kosovo). L'UE sostiene i processi di adesione di tali paesi, compresi i loro sforzi per allinearsi al suo acquis in materia di sanità. La sanità pubblica rientra nell'acquis del capitolo 28 (tutela dei consumatori e della salute) e del capitolo 1 (libera circolazione delle merci) e i paesi candidati e potenziali candidati dovrebbero allinearsi gradualmente alle politiche sanitarie dell'UE, tra cui la strategia globale in materia di salute e l'approccio "One Health". Inoltre i paesi candidati e potenziali candidati continueranno a ricevere sostegno, così da allineare i relativi quadri giuridici e politiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro all'acquis dell'UE, come indicato nel capitolo 19 (Politica sociale e occupazione).
Diversi programmi dell'UE, tra cui UE per la salute e Orizzonte Europa, consentono esplicitamente ai paesi candidati e potenziali candidati all'UE di aderire. Ad oggi Bosnia-Erzegovina, Moldova, Montenegro e Ucraina hanno aderito al programma UE per la salute. Tali accordi aprono ai paesi l'accesso ai finanziamenti dell'UE nel settore della salute. Essi inoltre faranno sì che i loro sistemi sanitari rispondano alle esigenze immediate e contribuiscano alla ripresa a lungo termine. Inoltre tutti e sei i partner dei Balcani occidentali, la Turchia, la Moldova e l'Ucraina hanno aderito a Orizzonte Europa.
Utilizzando i fondi regionali dello strumento di assistenza preadesione, lo strumento di assistenza tecnica e scambio di informazioni (TAIEX) dell'UE ha organizzato oltre 25 seminari, missioni di esperti e visite di studio nei Balcani occidentali relativi alla salute pubblica, e alle malattie infettive, all'iniziativa "One Health", al cancro e ai medicinali per uso umano. Il programma di gemellaggio, finanziato con 3,5 milioni di EUR provenienti dai fondi IPA, ha sostenuto progetti in Serbia volti a rafforzare le istituzioni che si occupano della sorveglianza delle malattie trasmissibili e del sostegno all'uso di sostanze di origine umana. Il programma ha inoltre sostenuto le capacità epidemiologiche in Albania e l'agenzia per i medicinali in Montenegro.
L'UE inoltre sostiene l'Ucraina attraverso progetti quali l'iniziativa EU4Recovery, del valore di 5 milioni di EUR, che affronta le sfide sanitarie derivanti dalla guerra di aggressione russa e dall'afflusso di sfollati interni, nonché gli effetti della guerra, tra cui le questioni psicosociali. Le attività specifiche comprendono la fornitura di attrezzature mediche, la formazione di primo soccorso, il sostegno alle facoltà di medicina e alla formazione paramedica, il sostegno ai servizi di telemedicina e ai programmi di sostegno psicosociale e a favore della salute mentale per gli operatori sanitari. Il progetto EU4Resilient Regions (10 milioni di EUR) fornisce inoltre servizi sanitari essenziali e sostegno psicosociale alle comunità colpite dalla guerra. Tali progetti offrono attrezzature mediche essenziali, formazione per gli operatori sanitari e sostegno ai programmi in materia di salute mentale.
In collaborazione con l'Organizzazione internazionale per le migrazioni e l'OMS, l'UE ha avviato un progetto congiunto volto a migliorare l'accesso all'assistenza sanitaria per le persone ucraine ai sensi della direttiva sulla protezione temporanea. L'iniziativa, operativa da ottobre 2023 a dicembre 2025 con un bilancio di 4,5 milioni di EUR, mira a rafforzare i sistemi sanitari e a migliorare l'accesso all'assistenza sanitaria per gli sfollati ucraini nei paesi più colpiti: Bulgaria, Cechia, Estonia, Ungheria, Polonia, Romania, Lettonia, Lituania, Slovacchia e Moldova. Le attività in corso comprendono l'invio di mediatori sanitari, campagne di informazione, la creazione di reti di operatori sanitari e la verifica della resilienza dei sistemi sanitari per la migrazione.
Il piano dello strumento per l'Ucraina prevede investimenti per 600 milioni di EUR fino al 2027 per il rafforzamento delle infrastrutture e delle strutture sanitarie, la digitalizzazione dei servizi sanitari e la fornitura di attrezzature per le analisi mediche, gli interventi chirurgici e l'assistenza ai pazienti.
L'UE ha inoltre predisposto una serie di progetti di assistenza tecnica in Ucraina, nel settore sanitario, volti a: 1) migliorare la resilienza del sistema sanitario (ad esempio, mediante la realizzazione di un sistema per la sicurezza del sangue); 2) sostenere l'armonizzazione della legislazione dell'Ucraina con quella dell'UE nel settore della sanità pubblica; 3) sviluppare la capacità del ministero della Salute di guidare, coordinare e monitorare l'attuazione delle riforme del settore sanitario, nonché di realizzare sistemi sanitari reattivi e resilienti nel contesto della COVID-19 (con l'OMS); 4) aiutare le autorità e le comunità locali ad attuare l'attuale la riforma del finanziamento del sistema sanitario e la trasformazione della medicina di emergenza, nonché ad affrontare le sfide derivanti dall'afflusso di sfollati interni e dagli effetti dell'aggressione russa, anche per quanto riguarda aspetti psicosociali; 5) acquistare attrezzature mediche (di diagnostica); 6) sostenere il miglioramento della capacità dell'agenzia di approvvigionamento di medicinali; 7) sostenere la riabilitazione medica.
L'UE svolge inoltre un ruolo chiave nel rafforzamento delle catene di approvvigionamento farmaceutico nei Balcani occidentali e in Ucraina, nell'ambito del piano di crescita per i Balcani occidentali e dello strumento per l'Ucraina, integrando i medicinali critici nelle catene di approvvigionamento industriali e rafforzando la capacità produttiva locale. L'UE ha inoltre avviato uno studio globale sull'industria farmaceutica nei Balcani occidentali e in Ucraina, con la mappatura dei produttori farmaceutici e la valutazione delle catene di approvvigionamento e della disponibilità di risorse. Lo studio individuerà i principali produttori e prodotti conformi all'elenco dei medicinali critici dell'Unione, valutando al contempo il potenziale di tali paesi di produrre principi attivi, dispositivi medici e vaccini.
I Balcani occidentali, la Moldova e l'Ucraina hanno inoltre firmato l'accordo di aggiudicazione congiunta, che consente loro di partecipare ad acquisti comuni con gli Stati membri per migliorare la loro preparazione alle crisi sanitarie e garantire un accesso equo alle contromisure mediche. Fanno inoltre parte del meccanismo di protezione civile dell'Unione, che consente loro di beneficiare della costituzione di scorte condivise di strumenti terapeutici e attrezzature essenziali in risposta alle minacce sanitarie.
L'UE aiuta inoltre tali paesi ad allinearsi alle sue norme in ambito farmaceutico. Utilizzando i fondi dell'IPA, l'EMA sostiene i Balcani occidentali e la Turchia nell'allineamento delle loro normative alle norme dell'UE in materia di medicinali. Due contratti per un valore di 856 000 EUR mirano a migliorare la comprensione del sistema normativo dell'UE e a sviluppare le capacità delle autorità nazionali competenti nella regione.
L'UE collabora inoltre con l'ECDC attraverso due contratti nell'ambito dell'IPA, per tutti i beneficiari dei Balcani occidentali e della Turchia, per un totale di 2,5 milioni di EUR. Tali contratti si concentrano su tre settori principali: 1) misure preparatorie per la partecipazione delle autorità dei beneficiari dell'IPA alle attività e ai sistemi dell'ECDC; 2) promozione delle risposte nell'ambito dell'approccio "One Health" contro la resistenza antimicrobica nei Balcani occidentali; e 3) rafforzamento della sorveglianza delle infezioni respiratorie acute gravi confermate in laboratorio sulla stessa linea dei paesi dell'UE / del SEE, per sostenere l'attuazione di sistemi di sorveglianza adeguati allo scopo.
6.Finanziamenti e investimenti nella sanità mondiale (principio guida 19)
Considerando che la mobilitazione delle risorse nazionali per la salute è essenziale, come riconosciuto nell'agenda di Lusaka (cfr. sezione 2.1), il finanziamento è un pilastro fondamentale della strategia globale dell'UE in materia di salute, in quanto garantisce la realizzazione efficace delle iniziative in materia di salute in tutto il mondo. L'UE mobilita finanziamenti a livello mondiale, regionale e nazionale attraverso una combinazione di programmi sanitari dedicati, iniziative in materia di ricerca e innovazione, strumenti di cooperazione allo sviluppo e meccanismi di risposta alle emergenze. Tali sforzi finanziari contribuiscono al conseguimento generale degli obiettivi globali dell'UE in materia di salute, ampliando al contempo i partenariati e facendo dell'UE un attore di primo piano in materia di salute globale. Oltre ai tradizionali flussi di finanziamento, l'UE sfrutta sempre di più meccanismi di finanziamento innovativi e il coinvolgimento del settore privato per rafforzare gli investimenti nel settore della sanità a livello globale. L'UE inoltre promuove attivamente approcci coerenti ed efficienti e sforzi volti ad attenuare ed evitare duplicazioni e frammentazioni dei finanziamenti in materia di salute globale in seno al G7 e al G20.
6.1.Finanziamenti in materia di salute globale in tutti i programmi
I contributi finanziari dell'UE sono erogati attraverso molteplici strumenti di finanziamento, ciascuno dei quali affronta aspetti distinti delle sfide sanitarie globali:
·l'NDICI-Europa globale è lo strumento principale per l'azione esterna per i paesi terzi, che finanzia il rafforzamento dei sistemi sanitari e la copertura sanitaria universale nei paesi partner;
·il programma UE per la salute contribuisce al rafforzamento dei sistemi sanitari e alla preparazione alle crisi all'interno e all'esterno dell'UE;
·Orizzonte Europa sostiene la ricerca e l'innovazione nel settore della salute;
·lo strumento di assistenza preadesione sostiene le riforme in ambito sanitario nei paesi candidati e potenziali candidati;
·l'assistenza tecnica e lo scambio di informazioni forniscono competenze e consentono lo sviluppo di capacità per la governance sanitaria e le riforme politiche;
·l'aiuto umanitario fornisce finanziamenti per le risposte di emergenza sanitaria e i servizi sanitari in situazioni di crisi.
Strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale (NDICI-Europa globale)
Su un bilancio totale dell'NDICI-Europa globale pari a 79,5 miliardi di EUR per il periodo 2021-2027, la Commissione ha impegnato 5,4 miliardi di EUR in aiuti pubblici allo sviluppo a sostegno di iniziative sanitarie. Tali finanziamenti comprendono azioni incentrate specificamente sulla salute e sulle componenti connesse alla salute in settori più ampi, quali il governo e la società civile, i servizi idrici e igienico-sanitari, l'istruzione, l'agricoltura o approcci multisettoriali, la protezione sociale, l'energia, le imprese e le risposte alle emergenze. Sono compresi anche 464 milioni di EUR assegnati al fondo comune di copertura EFSD+.
I finanziamenti per la salute sono distribuiti a livello globale (49 %), regionale/multinazionale (23 %) e nazionale (28 %). Le azioni a livello globale e regionale vanno in ultima analisi a vantaggio dei beneficiari a livello nazionale. Le azioni a livello globale si svolgono principalmente attraverso iniziative sanitarie globali, le azioni a livello regionale si svolgono generalmente nel contesto delle iniziative Team Europa regionali e dei partenariati UE-Africa e UE-ALC, mentre sono state intraprese azioni a livello nazionale in 42 paesi, di cui 27 in Africa (cfr. figura 1).
Gli impegni finanziari dell'NDICI-Europa globale in materia di salute si concentrano principalmente sugli ambiti che seguono: controllo delle malattie infettive (21 %), controllo della COVID-19 (20 %), assistenza sanitaria di base (12 %), politica e amministrazione sanitaria (11 %) e infrastrutture sanitarie di base (11 %). Le principali categorie di partner esecutivi comprendono le iniziative sanitarie globali (29 %) e le agenzie multilaterali/dell'ONU (20 %).
Programma UE per la salute
La revisione del quadro finanziario pluriennale nel 2024 ha comportato riassegnazioni all'interno del bilancio dell'UE per ridurne l'impatto sui bilanci nazionali, dati gli sforzi di risanamento di bilancio in corso, compresa una riassegnazione di 1 miliardo di EUR dal programma UE per la salute. Pertanto la definizione delle priorità e l'attenta assegnazione del bilancio adeguato sono diventate ancora più critiche, in quanto garantiscono che ogni euro sia destinato a massimizzare l'impatto del regolamento che istituisce il programma UE per la salute e a sostenerne gli obiettivi strategici. Il programma mantiene il proprio impegno a sostenere le iniziative sanitarie internazionali e a promuovere la strategia globale in materia di salute. Ciò comporta il rafforzamento degli sforzi globali in materia di preparazione alle pandemie, il contributo alla resilienza globale e il rafforzamento della capacità dei partner internazionali di prevenire le crisi sanitarie.
Il programma sostiene inoltre il rafforzamento dei sistemi sanitari e le iniziative di promozione della salute, nonché il mantenimento di una stretta collaborazione con le principali organizzazioni internazionali, in primo luogo l'OMS. Inoltre i partenariati con l'OCSE, l'OIM, l'UNEP e l'IARC svolgono un ruolo cruciale nel portare avanti gli sforzi a favore della salute globale.
Nell'ambito dei programmi di lavoro UE per la salute (2022-2024), l'UE ha impegnato 39,84 milioni di EUR a favore di altri partner internazionali in aggiunta al suo sostegno all'OMS. Sono compresi 12,12 milioni di EUR a favore dell'OCSE, 2,5 milioni di EUR a favore dell'OIM e 2 milioni di EUR a favore dell'UNICEF, principalmente per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie.
Orizzonte Europa ed EDCTP
Come indicato alla sezione 2.5, l'UE ha contribuito con 910 milioni di EUR per il periodo 2021-2031 a Salute globale EDCTP3, la terza versione del partenariato Europa-Paesi in via di sviluppo per gli studi clinici avviato nel 2003.
Nell'ambito del suo principale programma di lavoro, Orizzonte Europa ha inoltre finanziato 203 progetti multinazionali e multipartner di ricerca e innovazione per il periodo 2021-2024, con un contributo complessivo dell'UE di quasi 1 miliardo di EUR; i progetti riguardavano gli impatti del degrado ambientale e dei cambiamenti climatici sulla salute umana.
Strumento di assistenza preadesione (IPA) e strumento di assistenza tecnica e scambio di informazioni (TAIEX)
Anche lo strumento di assistenza preadesione e lo strumento di assistenza tecnica e scambio di informazioni dell'UE svolgono un ruolo cruciale nel sostenere le riforme sanitarie e lo sviluppo di capacità nei paesi candidati e potenziali candidati. L'IPA fornisce assistenza finanziaria per sostenere l'allineamento di tali paesi alle norme dell'UE, mentre TAIEX offre competenze e formazione al fine di assisterli nello sviluppo di capacità in materia di governance sanitaria e riforme politiche. Per ulteriori dettagli si veda la sezione 5.10.
Finanziamento degli aiuti umanitari
La Commissione svolge un ruolo cruciale nell'agevolare l'accesso ai servizi per le popolazioni colpite da crisi umanitarie. Garantendo l'accesso a servizi di base quali l'alimentazione, i servizi idrici, l'assistenza sanitaria e gli alloggi e finanziando interventi che rafforzano la protezione sociale e affrontano le problematiche connesse alla dimensione di genere e all'istruzione, la Commissione contribuisce ad affrontare i determinanti economici, sociali e ambientali dei problemi di salute, in particolare per le persone più vulnerabili di oltre 80 paesi.
Tra la fine del 2022 e l'inizio del 2025 sono stati forniti aiuti umanitari del valore di 5,5 miliardi di EUR, seguendo un approccio integrato che riconosce e affronta la natura multisettoriale della salute. Tale importo comprende 745 milioni di EUR destinati specificamente alla prestazione di assistenza sanitaria nello stesso periodo e alla risposta alle emergenze attraverso strumenti quali ReliefEU, che fornisce finanziamenti di emergenza e capacità operative (trasporti, scorte, competenze, ecc.). Inoltre 1,9 miliardi di EUR sono destinati al meccanismo di protezione civile dell'Unione, a rescEU e al pool europeo di protezione civile nel periodo 2021-2027.
6.2.Meccanismi di finanziamento innovativi e coinvolgimento del settore privato
Il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus (EFSD+) rappresenta il principale strumento di finanziamento per
l'attuazione del Global
Gateway, che offre una serie di strumenti di condivisione del rischio con una capacità di finanziamento fino a 40 miliardi di EUR, che possono mobilitare fino a 135 miliardi di EUR di finanziamenti aggiuntivi. Tali garanzie, attuate attraverso istituzioni di finanziamento allo sviluppo, coprono un'intera gamma di rischi, compresa la svalutazione commerciale, politica e valutaria.
Nel settore sanitario, il meccanismo finanziario innovativo di maggiore rilevanza è l'acceleratore per lo sviluppo umano (HDX), sostenuto dall'EFSD+ e attuato dalla BEI in partenariato con la Fondazione Gates. L'HDX mira a rafforzare i sistemi sanitari e a migliorare l'accesso alle tecnologie sanitarie riducendo i rischi degli investimenti nei progetti che promuovono la copertura sanitaria universale. L'iniziativa mobiliterà fino a 750 milioni di EUR di investimenti nel settore sanitario attraverso prestiti alle imprese, prestiti di capitale di rischio e garanzie sui volumi. Tali investimenti sono sostenuti dalla Fondazione Gates con assistenza tecnica e sovvenzioni corrispondenti, per un valore di 250 milioni di EUR. La garanzia mira ad affrontare le barriere di mercato e ad attrarre investimenti del settore privato. L'HDX mira ad agevolare gli investimenti nelle infrastrutture e a creare un contesto migliore per i sistemi sanitari, nonché a migliorare le capacità di produzione di tecnologie e prodotti sanitari. Lo strumento è concepito per rafforzare i servizi e aumentare la sicurezza delle catene di approvvigionamento biofarmaceutiche, promuovendo la crescita economica e la produttività, e prevede un'ampia gamma di potenziali interventi in settori quali la produzione, la ricerca e lo sviluppo, la fornitura di vaccini, di prodotti e dispositivi medici, lo sviluppo e l'ampliamento dei laboratori e altri.
Inoltre la Commissione dialoga regolarmente con il settore privato attraverso forum quali il gruppo consultivo a livello imprenditoriale del Global Gateway, eventi internazionali o attraverso le delegazioni dell'UE, al fine di comprendere meglio le esigenze finanziarie e di altro tipo, i vincoli normativi e di mercato, le soluzioni innovative o semplicemente per discutere un possibile allineamento con gli obiettivi dell'iniziativa MAV+. Tali impegni forniscono alla Commissione informazioni di mercato che confluiscono poi nelle discussioni con i partner africani ed europei, garantendo il massimo impatto delle azioni sostenute.
L'UE ha inoltre sostenuto la necessità di mantenere i finanziamenti in materia di salute in cima all'agenda politica mondiale. Attraverso la task force congiunta Finanza-Salute del G20, l'UE si è adoperata per rafforzare l'architettura sanitaria globale e la risposta alle pandemie, promuovendo al contempo il Fondo per le pandemie e la sua ricostituzione, al fine di garantire finanziamenti a lungo termine per colmare le lacune nelle capacità di prevenzione delle pandemie e di preparazione alle stesse nei paesi a basso e medio reddito.
7.Monitoraggio e responsabilità (principio guida 20)
La trasparenza e l'assunzione di responsabilità sono essenziali al fine di valutare i progressi della strategia globale dell'UE in materia di salute. L'aderenza a tali principi garantisce il rispetto degli impegni e la realizzazione di un impatto significativo. Attraverso un monitoraggio e un impegno strutturati, l'UE cerca di seguire gli sviluppi, promuovere la collaborazione e rafforzare gli sforzi profusi a favore della salute globale. La presente sezione illustra le principali iniziative in atto per conseguire tali obiettivi.
7.1. Quadro di monitoraggio
Con la pubblicazione della strategia globale dell'UE in materia di salute, la Commissione si è impegnata a valutare i progressi compiuti e a garantire la responsabilità dell'azione dell'UE in materia di salute globale attraverso il monitoraggio e la valutazione. A tal fine, la strategia ha previsto lo sviluppo di un quadro di monitoraggio per monitorare i progressi a partire dal 2020.
Il progetto, finanziato nell'ambito del programma UE per la salute, è stato avviato a giugno 2024. Lo studio mira a valutare i progressi e i risultati relativi all'attuazione della strategia in materia di salute globale, tenendo conto di tutti i principi guida e consentendo un seguito attivo dei progressi attraverso indicatori selezionati.
L'elaborazione del quadro di monitoraggio implica l'individuazione degli elementi da sottoporre al monitoraggio, di indicatori e punti di confronto appropriati, la valutazione dei dati esistenti e delle disposizioni in materia di dati, l'individuazione delle fonti di dati, lo sviluppo di strumenti adeguati alla ricerca di tali fonti e la raccolta di questi ultimi per ulteriori analisi. Inoltre il progetto comporterà lo sviluppo di uno strumento pilota che illustri gli indicatori e i dati selezionati, fornendo una rappresentazione visiva chiara dei progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi della strategia.
7.2. Dialogo con i portatori di interessi
L'impegno a predisporre solidi meccanismi di monitoraggio e responsabilità comporta anche l'instaurazione di dialoghi con una serie di portatori di interessi.
L'attuazione efficace della strategia globale dell'UE in materia di salute dipende dalla collaborazione con la società civile e dal coinvolgimento attivo di quest'ultima nel processo. Tale approccio multipartecipativo garantisce che nell'attuazione della strategia siano prese in considerazione prospettive diverse.
Al fine di favorire la collaborazione, ogni anno si tiene il forum sulla politica sanitaria globale, un evento ad alto livello che riunisce i portatori di interessi per discutere questioni sanitarie globali urgenti, esplorare soluzioni politiche e promuovere partenariati. In quanto componente fondamentale dell'impegno dell'UE a favore della trasparenza e della responsabilità, il forum fornisce una piattaforma per un dialogo strutturato con i portatori di interessi, al fine di discutere l'attuazione della strategia globale dell'UE in materia di salute. L'ultima edizione del forum si è svolta il 15 maggio 2025.
Oltre che in occasione del forum sulla politica sanitaria globale, il dialogo con le organizzazioni della società civile avviene su base regolare. Ad esempio, nel 2024 si sono tenute due riunioni di approfondimento dedicate alle iniziative regionali Team Europa in materia di salute e al finanziamento del fabbisogno sanitario globale nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale.
Inoltre i servizi della Commissione e il SEAE mantengono scambi regolari con gli Stati membri dell'UE sulla strategia globale in materia di salute e sugli aspetti che contribuiscono all'attuazione della strategia. Tali scambi si svolgono attraverso diversi canali, tra cui il Consiglio, le iniziative Team Europa in materia di salute, il gruppo di esperti informale sulla salute globale nella cooperazione allo sviluppo e l'azione comune relativa all'impatto sulla salute globale. La strategia è stata discussa anche in seno alla commissione per lo sviluppo (DEVE) del Parlamento europeo.
8.Azioni previste
La Commissione mantiene il suo fermo impegno ad attuare la strategia globale dell'UE in materia di salute e a realizzarne gli obiettivi. I servizi della Commissione e il SEAE continueranno a rafforzare i partenariati, mobilitare risorse e potenziare il coordinamento e la cooperazione tra le istituzioni dell'UE, gli Stati membri e i partner internazionali a livello nazionale, regionale e multilaterale. A tale riguardo, l'UE ribadisce il suo fermo sostegno all'OMS quale fondamento del sistema sanitario multilaterale. Insieme agli Stati membri, l'UE rimane il principale contributore finanziario dell'OMS e si impegna a garantire la resilienza dell'organizzazione e l'efficacia della sua risposta alle sfide sanitarie globali. L'UE mantiene inoltre il suo impegno a riferire in modo trasparente in merito ai progressi compiuti attraverso il riesame intermedio e la valutazione finale dell'attuazione della strategia. Sono in corso diverse iniziative intese a promuovere l'attuazione della strategia globale in materia di salute.
Nell'ambito del mandato 2024-2029 della Commissione, il Global Gateway sarà potenziato, includendo la salute tra i cinque settori chiave di partenariato. Il Global Gateway è stato sviluppato con l'obiettivo di mobilitare fino a 300 miliardi di EUR di investimenti pubblici e privati entro il 2027 attraverso una combinazione di sovvenzioni, prestiti agevolati e garanzie per ridurre i rischi di investimento. Il Global Gateway rappresenta anche un'offerta qualitativa che promuove elevati standard sociali, ambientali e finanziari e difende la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani.
In risposta alle recenti crisi, nel 2025 l'UE ha avviato un'ambiziosa strategia per l'Unione della preparazione, che tiene conto della relazione Niinistö, seguendo un approccio multirischio, esteso a tutta l'amministrazione e a tutta la società. La strategia integra la sicurezza sanitaria, dalla prevenzione, sorveglianza e rapida individuazione delle minacce per la salute a catene di approvvigionamento più sicure per le materie prime. La promozione della cooperazione civile-militare è parte integrante della strategia e, in combinazione, tutti questi elementi promuovono una cultura della resilienza e del coordinamento.
La Commissione presenterà una nuova strategia a sostegno delle contromisure mediche contro le minacce per la salute pubblica, tra cui le minacce CBRN. Ciò costituirà un primo risultato della strategia per l'Unione della preparazione e contribuirà a riaffermare il ruolo guida dell'UE nell'ambito della salute globale, nonché a riaffermare il suo impegno a collaborare con i partner a livello globale per combattere le minacce sanitarie attuali e future. La strategia sulle contromisure mediche è intesa a fornire un quadro per azioni coordinate a livello dell'UE e con i partner globali, al fine di sostenere lo sviluppo e la disponibilità di contromisure mediche utilizzando strumenti quali l'aggiudicazione congiunta, la costituzione di scorte e il finanziamento innovativo, in linea con i principi guida della strategia globale in materia di salute, quali il potenziamento della ricerca in materia di salute globale e il miglioramento dell'accesso equo a medicinali e tecnologie sanitarie essenziali, comprese le contromisure mediche. Nel complesso, la strategia mirerà a rafforzare la preparazione a livello dell'UE alle minacce per la sicurezza sanitaria, a rafforzare la protezione dei cittadini e a consolidare la cooperazione globale in materia di contromisure mediche, contribuendo così a promuovere la sicurezza sanitaria globale.
La Commissione elaborerà un piano di prevenzione, preparazione e risposta dell'Unione alle crisi sanitarie inteso a promuovere una risposta efficace e coordinata alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero a livello dell'UE, nonché a integrare i piani nazionali di prevenzione, preparazione e risposta. Il piano è in fase di elaborazione in collaborazione con gli Stati membri e le agenzie dell'UE pertinenti. Esso comprenderà disposizioni relative ad accordi comuni in materia di governance, capacità e risorse, in particolare sulla cooperazione tempestiva tra i portatori di interessi pertinenti. È prevista inoltre la discussione di accordi comuni in materia di scambio sicuro di informazioni, sorveglianza epidemiologica e monitoraggio, allarme rapido e valutazione del rischio, comunicazione in caso di rischi e crisi, collaborazione multisettoriale, contromisure mediche critiche e ricerca e innovazione di emergenza. Il piano comprenderà inoltre elementi di preparazione interregionale transfrontaliera per sostenere misure di sanità pubblica multisettoriali e transfrontaliere concordanti. Il piano dell'Unione sarà elaborato conformemente al quadro dell'OMS per le emergenze stabilito nel regolamento sanitario internazionale (RSI 2005 modificato) e sarà pertanto in linea con le disposizioni internazionali in materia di governance, capacità e risorse per la prevenzione, preparazione e risposta alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero. Sebbene i primi destinatari del piano dell'Unione siano le autorità nazionali competenti dei paesi dell'UE / del SEE, il piano può anche andare a beneficio dei paesi candidati e potenziali candidati all'adesione all'UE.
Affrontare la fragilità globale è altresì fondamentale, in quanto sistemi sanitari deboli possono aggravare le crisi in tutto il mondo. La Commissione rafforza la cooperazione tra attori del settore umanitario, dello sviluppo e della pace per garantire una risposta coerente e complementare. Si prevede che nel 2025 un approccio integrato dell'UE alla fragilità offrirà un collegamento migliore tra il soccorso emergenziale e le soluzioni a lungo termine. Infine la formalizzazione del partenariato tra l'ECDC e i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie è prevista per il 2025, mediante la firma di un memorandum d'intesa.
9.Conclusioni
Gli sforzi collettivi dell'UE nel settore della salute globale sono stati rinnovati in seguito alla pandemia. I primi due anni di attuazione della strategia globale dell'UE in materia di salute dimostrano che, nel complesso, le relative azioni compiono buoni progressi, nonostante le difficoltà e sebbene naturalmente resti ancora molto da fare.
Le azioni dell'UE per attuare la strategia continueranno a realizzarsi in contesti geopolitici complessi e vincoli di bilancio pressanti. Tuttavia l'attuazione della strategia globale dell'UE in materia di salute offre l'opportunità di mantenere lo slancio e compiere insieme ulteriori progressi.
Gli approcci Team Europa e "salute in tutte le politiche", basati sui contributi combinati delle istituzioni e degli Stati membri dell'UE in tutti i settori, continueranno a essere fondamentali affinché l'UE riaffermi la propria responsabilità, rafforzi il proprio ruolo guida e promuova partenariati per il raggiungimento del livello più elevato possibile in termini di salute. La presente relazione rappresenta il lavoro collettivo di più servizi, e rispecchia dunque l'impegno dell'UE a favore di un approccio unificato e intersettoriale alla salute globale.
La Commissione e l'alto rappresentante/vicepresidente mantengono il fermo impegno a collaborare con tutti i portatori di interessi nell'attuazione della strategia globale dell'UE in materia di salute. Insieme possiamo avere un impatto duraturo sulla salute globale, promuovendo un mondo più sano ed equo per tutti.