COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 10.10.2024
COM(2024) 456 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Finanziamenti per la promozione, la tutela e il rispetto dei diritti fondamentali
Relazione annuale 2024 sull'applicazione della
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
Finanziamenti per la promozione, la tutela e il rispetto dei diritti fondamentali
Relazione annuale 2024 sull'applicazione della
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
Indice
1.Introduzione
2.Promozione e tutela dei diritti fondamentali attraverso il programma CERV
3.Promozione e tutela dei diritti fondamentali attraverso altri programmi
di finanziamento dell'UE
4.Finanziamenti a favore dei diritti fondamentali negli Stati membri
5.Cooperazione tra l'UE e altri donatori pubblici e privati
6.Conclusioni
1.Introduzione
La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (Carta) riunisce i diritti fondamentali riconosciuti a tutte le persone nell'Unione europea. Con l'avvicinarsi del 25º anniversario della sua proclamazione nel 2025, l'importanza dei diritti, delle libertà e dei principi della Carta è più che mai evidente.
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Quando si applica la Carta?
Dal 2009 la Carta ha lo stesso valore giuridico dei trattati, il diritto dell'Unione su cui si basano la normativa e le politiche dell'UE. Deve essere rispettata dalle istituzioni, dagli organi e dagli organismi dell'UE in tutte le loro attività, così come dagli Stati membri quando attuano il diritto dell'UE.
Gli Stati membri attuano il diritto dell'Unione segnatamente quando:
- danno attuazione alla normativa dell'UE adottando misure nazionali di attuazione;
- adottano una normativa concernente materie in relazione alle quali il diritto dell'UE stabilisce obblighi specifici o prevede una deroga;
- attuano programmi di finanziamento dell'UE in linea con le norme di finanziamento dell'UE.
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Nel quadro della strategia del 2020 per rafforzare l'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("strategia per la Carta"), la Commissione europea ha definito misure volte a rafforzare l'uso della Carta a sostegno dell'applicazione dei diritti fondamentali in tutte le politiche dell'UE. Uno dei modi in cui la Commissione illustra le modalità di applicazione della Carta consiste nel presentare relazioni annuali tematiche in materia. La relazione di quest'anno sulla Carta è dedicata ai finanziamenti per la promozione, la tutela e il rispetto dei diritti fondamentali.
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Applicabilità dei diritti fondamentali nei finanziamenti dell'UE. Nel corso degli anni la Corte di giustizia dell'Unione europea (Corte) ha chiarito il rapporto tra i finanziamenti dell'UE e l'applicazione della Carta. Secondo la Corte gli Stati membri sono considerati garanti dell'"attuazione del diritto dell'Unione" e sono tenuti a rispettare i diritti e a promuovere l'applicazione della Carta in sede di attuazione del diritto dell'UE in materia di finanziamenti. Ciò comprende, in particolare, la redazione dei documenti di programmazione, l'istituzione di sistemi di gestione, sorveglianza e controllo, l'attuazione dei programmi e la realizzazione di azioni concrete presentate in una descrizione del progetto. Oltre alle autorità di gestione nazionali e agli organismi intermedi, alcuni beneficiari di progetti possono essere considerati garanti dell'attuazione del diritto dell'UE e vincolati dalla Carta.
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Il ricorso a finanziamenti mirati assume un ruolo centrale nel sostenere l'attuazione delle politiche dell'UE in materia di diritti fondamentali negli Stati membri. La Commissione ha riconosciuto in particolare la necessità di assistere la società civile, i difensori dei diritti umani, le autorità nazionali, regionali e locali, i legislatori, i giudici e altri operatori della giustizia nonché altri soggetti pertinenti nell'applicazione dei diritti fondamentali. La Commissione ha ricordato le difficoltà segnalate dalle organizzazioni della società civile e dai difensori dei diritti umani nell'accedere ai finanziamenti e ha adottato misure per garantire un contesto favorevole per tali organizzazioni. Nella raccomandazione sulla promozione del coinvolgimento e della partecipazione effettiva dei cittadini e delle organizzazioni della società civile ai processi di elaborazione delle politiche pubbliche, la Commissione ha incoraggiato gli Stati membri a destinare finanziamenti alla partecipazione delle organizzazioni della società civile e a rafforzarne la resilienza in caso di minacce e attacchi. La Commissione ha inoltre riconosciuto la necessità che sia gli Stati membri che la Commissione stessa garantiscano che i progetti finanziati dall'UE siano conformi ai valori e al diritto dell'UE, compresa la Carta.
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Seminario della Commissione europea del 2023 sul sostegno alla società civile attraverso i finanziamenti. Nel giugno 2023 la Commissione ha organizzato un seminario sul sostegno offerto alle organizzazioni della società civile attraverso i finanziamenti. Nell'ambito delle attività di follow-up alla relazione 2022 sull'applicazione della Carta riguardante la creazione di uno spazio civico prospero, il seminario ha consentito uno scambio di opinioni tra la società civile, la Commissione e altri donatori sulle migliori sinergie e pratiche di finanziamento. I partecipanti hanno suggerito di intraprendere ulteriori azioni, tra cui l'erogazione continua di finanziamenti per lo sviluppo di capacità, la resilienza e la protezione attraverso fondi nazionali e dell'UE. Hanno inoltre incoraggiato l'avvio di un dialogo regolare tra i donatori per garantire la complementarità e la diversificazione dei finanziamenti, aumentarne l'accessibilità e la flessibilità e consentire l'apprendimento reciproco tra i donatori.
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Nel corso dell'attuale mandato (2019-2024) la Commissione si è concentrata maggiormente sui finanziamenti volti a sostenere l'attuazione dei valori e dei diritti fondamentali dell'UE, anche attraverso un sostanziale aumento del bilancio del programma "Cittadini, uguaglianza, diritti e valori" (CERV). La Commissione ha inoltre stabilito condizioni riguardanti il rispetto dei diritti fondamentali per garantire che i finanziamenti dell'UE siano spesi in modo conforme ai diritti fondamentali e ai valori dell'UE. Dall'adozione dell'attuale quadro finanziario pluriennale il manifestarsi di diverse crisi a livello mondiale ha evidenziato la necessità di sostenere i soggetti che contribuiscono all'attuazione e all'applicazione della Carta in tutta l'UE.
La presente relazione sulla Carta fornisce una panoramica degli sviluppi nel settore dei finanziamenti pertinenti ai diritti fondamentali. Come negli anni precedenti, presenta un'istantanea degli elementi che i portatori di interessi hanno considerato pertinenti, mostrando i risultati ottenuti e le sfide. Gli esempi non sono esaustivi e hanno mero scopo illustrativo. L'allegato elenca alcuni dei progetti che i portatori di interessi hanno indicato come esempi di promozione dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta.
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Su quali informazioni si basa la presente relazione?
La Commissione ha collaborato con l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) al fine di raccogliere dati per la relazione. Oltre al materiale raccolto dalla Commissione e dalla FRA, la presente relazione si basa su una valutazione qualitativa dei riscontri delle consultazioni, quali:
·consultazioni mirate con: i) gli Stati membri e i punti di riferimento per la Carta, ii) i donatori internazionali pubblici e privati e iii) la rete europea delle istituzioni nazionali per i diritti umani (ENNHRI) e la rete europea di enti per le pari opportunità (Equinet) e i loro membri;
·una consultazione online attraverso la rete della società civile della FRA, la piattaforma dei diritti fondamentali;
·i contributi dei portatori di interessi ricevuti nell'ambito di altre attività della Commissione, ad esempio nel contesto della "condizione abilitante orizzontale" sull'applicazione effettiva della Carta (condizione abilitante orizzontale della Carta).
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La relazione sulla Carta rappresenta inoltre un'opportunità per fare il punto sull'attuazione della strategia per la Carta. Dall'anno precedente è possibile segnalare i progressi indicati in prosieguo.
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Come è stata attuata la strategia per la Carta nell'ultimo anno?
-Nel dicembre 2023 la Commissione ha adottato la relazione annuale 2023 sull'applicazione della Carta, riguardante la tutela giurisdizionale effettiva e l'accesso alla giustizia.
-Nel marzo 2024, insieme al Comitato economico e sociale europeo, ha organizzato un seminario di follow-up dedicato a tale tematica per riunire i portatori di interessi al fine di condividere le migliori pratiche e le sfide da affrontare in materia di tutela giurisdizionale effettiva e accesso alla giustizia.
-26 Stati membri hanno designato un punto di riferimento per la Carta allo scopo di promuovere l'applicazione effettiva della Carta nei loro Stati membri. La Commissione ha organizzato riunioni periodiche con i punti di riferimento per la Carta e condivide con essi le informazioni pertinenti.
-La Commissione ha continuato a organizzare corsi di formazione per il personale dell'UE sull'applicazione della Carta nelle valutazioni d'impatto e impartisce un corso interno di formazione continua sull'applicazione della Carta nelle valutazioni d'impatto. È in corso un aggiornamento degli orientamenti operativi per tenere conto dei diritti fondamentali nelle valutazioni d'impatto della Commissione.
-La Commissione ha inoltre avviato l'elaborazione di un manuale per garantire un'attuazione coerente ed efficace delle condizioni abilitanti orizzontali sull'applicazione della Carta, nonché l'organizzazione di corsi online accessibili al pubblico.
-La formazione degli operatori della giustizia sull'applicazione della Carta è proseguita nell'ambito della strategia europea di formazione giudiziaria per il periodo 2021-‑2024, e sul portale europeo della giustizia elettronica e sul sito web della Commissione sono disponibili informazioni sui diritti fondamentali.
-Per la prima volta, nel dicembre 2023, la Commissione ha organizzato insieme alla FRA l'evento online CharterXchange, che ha riunito professionisti e altri partecipanti per uno scambio di opinioni sull'applicazione della Carta. La FRA mette inoltre a disposizione strumenti sulla Carta nelle varie lingue nazionali.
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2.Promozione e tutela dei diritti fondamentali attraverso il programma CERV
Il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori è l'unico programma di finanziamento dell'UE che mira specificamente a tutelare e a promuovere i diritti e i valori sanciti nei trattati e nella Carta al fine di sostenere società aperte, basate sui diritti, democratiche, eque e inclusive, fondate sullo Stato di diritto
. Il programma finanzia attività che incoraggiano la partecipazione democratica, civica e sociale e valorizzano la diversità della società europea sulla base della storia, della memoria e dei valori comuni, rafforzano le capacità della società civile e promuovono la cooperazione transfrontaliera e la fiducia.
Il bilancio del CERV è stato notevolmente incrementato per il periodo 2021-2027 a seguito di una proposta del Parlamento europeo che intendeva aumentarlo a più del doppio, portandolo a oltre 1,5 miliardi di EUR. In tal modo il programma è diventato il più grande fondo dell'UE dedicato alla promozione dei valori fondanti e dei diritti fondamentali in tutta Europa e al rafforzamento di un'Unione dell'uguaglianza, della giustizia, dei diritti e dei valori.
Il programma CERV finanzia un'ampia gamma di soggetti negli Stati membri e nei paesi terzi. Il programma sostiene soprattutto le organizzazioni della società civile, ma include anche altri beneficiari come reti europee, autorità pubbliche (tra cui le istituzioni nazionali per i diritti umani, gli organismi per la parità, i difensori civici e altri organismi per i diritti fondamentali e le autorità nazionali garanti della protezione dei dati), nonché città e comuni, il mondo accademico e gli istituti di ricerca, gruppi di riflessione, organizzazioni internazionali e altri soggetti attivi nella promozione dei valori e dei diritti dell'UE.
Il programma è attuato principalmente mediante sovvenzioni, ma i fondi possono essere assegnati anche tramite appalti per le attività di sorveglianza, controllo, audit e valutazione, compresi i sistemi informatici, gli studi, le riunioni di esperti e le comunicazioni.
Diverse attività sono inoltre realizzate con il contributo di organizzazioni internazionali quali l'OCSE, l'OSCE, il Consiglio d'Europa e l'UNESCO. Ad esempio il programma CERV sostiene il lavoro di condivisione delle conoscenze e di normazione dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'OSCE sui reati generati dall'odio
.
Nel programma CERV sono state introdotte nuove misure e semplificazioni che ne rafforzano l'efficacia e rispondono alle preoccupazioni dei portatori di interessi, in particolare delle organizzazioni della società civile. Tra queste figurano l'introduzione di un sostegno finanziario a favore di terzi, l'elaborazione di programmi di lavoro pluriennali, pagamenti forfettari e la creazione di una rete di punti di contatto nazionali CERV.
La nuova sezione "valori dell'Unione", dotata di un bilancio pari a 668 milioni di EUR, ha permesso di rafforzare il ruolo del CERV come programma dell'UE per il finanziamento delle organizzazioni della società civile, comprese quelle di base. Durante il primo anno di attuazione i progetti finanziati dall'invito a presentare proposte nell'ambito della sezione "valori dell'Unione" hanno sostenuto oltre 800 organizzazioni di base della società civile.
Il regime di sostegno finanziario a terzi consente di erogare fondi dell'UE per rafforzare le capacità delle organizzazioni di base della società civile attraverso la riassegnazione di fondi tramite intermediari, come le grandi organizzazioni della società civile, le organizzazioni ombrello a livello dell'UE e altre reti europee; facilita dunque l'accesso delle organizzazioni più piccole, con esperienza e capacità limitate, ai finanziamenti dell'UE Finora questo regime è stato determinante nel sostenere le organizzazioni che si adoperano per tutelare e promuovere i valori dell'Unione, tra cui la lotta contro la violenza. L'obiettivo del più recente invito a presentare proposte nell'ambito della sezione "valori dell'Unione" è contribuire a garantire finanziamenti adeguati e a dotare le organizzazioni della società civile degli strumenti necessari per rafforzare la loro capacità e resilienza, anche tramite il monitoraggio di eventuali minacce e attacchi e attività volte a contrastarli.
Oltre a prevedere il regime di riassegnazione, il programma CERV punta a garantire una maggiore accessibilità e semplificazione tramite il ricorso a programmi di lavoro pluriennali che consentano ai potenziali beneficiari di definire una prospettiva a più lungo termine sulle possibilità di finanziamento future, assicurando nel contempo la flessibilità. Inoltre inviti specifici volti a sostenere le organizzazioni della società civile consentono progetti di durata superiore alla media. Analogamente l'introduzione di importi forfettari per la maggior parte degli inviti nel quadro del programma CERV consente di effettuare i pagamenti in funzione di prestazioni concordate in precedenza.
Il programma CERV continua a erogare anche le tradizionali sovvenzioni di azioni, in particolare alle organizzazioni della società civile, nonché le sovvenzioni di funzionamento ai cosiddetti partner quadro del CERV, che sono 73 reti europee, organizzazioni della società civile e gruppi di riflessione europei attivi a livello dell'UE nei settori riguardanti i valori dell'Unione. Sono inoltre concesse sovvenzioni di funzionamento a dieci reti a livello dell'UE attive nel settore dei diritti delle persone con disabilità.
Il programma si basa anche su una rete di punti di contatto nazionali in 21 Stati membri
, designati dagli stessi, che forniscono orientamenti, informazioni e assistenza ai potenziali candidati, beneficiari e portatori di interessi e che contribuiscono alla diffusione delle informazioni e al miglioramento della visibilità e dell'accessibilità del programma. Gli eventi organizzati direttamente dai punti di contatto nazionali riuniscono più di 4 000 persone all'anno. La Commissione si sta inoltre preparando ad avviare una campagna di comunicazione sul CERV nell'ultima parte del 2024 per sensibilizzare l'opinione pubblica in merito al programma e promuovere le opportunità di finanziamento tra i potenziali candidati.
I risultati preliminari dell'analisi in corso e le osservazioni dei beneficiari evidenziano la natura unica dei finanziamenti nel quadro del CERV. Il programma è percepito come un flusso di finanziamenti fondamentale per la sopravvivenza di molte organizzazioni beneficiarie, che contribuisce alla promozione delle politiche dell'UE pertinenti, ed è considerato unico nel suo genere per quanto riguarda le priorità e i tipi di attività finanziate, sebbene presenti sinergie con altri programmi di finanziamento dell'UE. Grazie all'introduzione di alcune novità è stato possibile garantire una maggiore prevedibilità, flessibilità e semplificazione nell'attuazione del programma. Spesso i beneficiari considerano i finanziamenti diretti dell'UE nei settori contemplati dal programma come l'unico strumento per garantire l'accessibilità, aumentare la trasparenza e ridurre i rischi di cattiva amministrazione. Inoltre per la promozione e la tutela dei valori a livello europeo è necessario prevedere meccanismi di cooperazione transnazionale, la creazione di reti e opportunità di apprendimento reciproco, cose che in genere i singoli Stati membri non possono garantire. Il programma sostiene inoltre progetti e organizzazioni che operano per la promozione e la tutela dei diritti e dei valori indipendentemente dalla linea di attività dei beneficiari. Il programma CERV è pertanto essenziale affinché l'UE possa sostenere e continuare a promuovere società aperte, basate sui diritti, democratiche, eque e inclusive, fondate sullo Stato di diritto.
Nel complesso il programma CERV ha suscitato un notevole interesse. Ad esempio il 41 % dei partecipanti alla consultazione online condotta dalla FRA a sostegno della presente relazione aveva richiesto e ricevuto finanziamenti del CERV, mentre un altro 20 % aveva presentato domanda senza però ricevere finanziamenti.
Sebbene benefici di un bilancio più elevato rispetto ai programmi precedenti, il programma CERV non soddisfa ancora pienamente la domanda sul campo. Alcuni inviti a presentare proposte presentano un numero di adesioni particolarmente elevato, per cui i finanziamenti sono accordati solo una percentuale compresa tra l'8 % e il 17 % delle domande. Molte candidature di qualità eccellente non possono essere finanziate a causa dei limiti di bilancio.
Ad oggi le organizzazioni della società civile rappresentano oltre il 60 % dei beneficiari. Dal 2021 quasi 4 000 organizzazioni della società civile di tutti gli Stati membri hanno ricevuto sostegno dal programma. Nell'ambito degli inviti a presentare proposte volti a sensibilizzare le organizzazioni della società civile in merito alla Carta, nonché a promuovere lo sviluppo di capacità e l'attuazione della Carta da parte di tali organizzazioni, sono stati assegnati oltre 19 milioni di EUR a progetti riguardanti lo sviluppo di capacità e le attività di sensibilizzazione, la responsabilizzazione dello spazio civico, il sostegno al contenzioso strategico, la lotta ai reati generati dall'odio e all'incitamento all'odio e la protezione degli informatori.
Monitoraggio delle azioni a favore dello spazio civico: il progetto mira a promuovere i diritti e i valori democratici rafforzando il ruolo svolto dalla società civile e a mettere a punto un sistema per monitorare l'ambiente in cui operano le organizzazioni della società civile, sulla base degli indicatori previsti dalla FRA. Nel quadro del progetto verranno sviluppati una metodologia di monitoraggio e un sistema di allarme rapido in grado di segnalare alle istituzioni dell'UE le minacce allo spazio civico, e saranno rafforzate le capacità di monitoraggio dei paesi partner.
L'European Observatory of Online Hate – Forensics promuove uno spazio digitale più sicuro individuando i casi di incitamento all'odio online utilizzando tecnologie avanzate. Tale osservatorio collabora con le autorità di contrasto e le organizzazioni della società civile per promuovere la creazione di uno spazio digitale favorevole alla libertà di espressione senza timore di discriminazioni o abusi. Il progetto mira a fornire nuove metodologie di raccolta dei dati per individuare i reati generati dall'odio e assicurare alla giustizia gli autori di tali reati.
Otto organizzazioni regionali di Transparency International hanno messo a punto un progetto inteso a promuovere e consolidare un ambiente favorevole agli informatori nell'UE, che sostiene l'attuazione della direttiva sulla protezione degli informatori. Il progetto in corso mira a sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica, i potenziali informatori, le organizzazioni della società civile, i sindacati e i giornalisti in merito alle denunce di irregolarità, a migliorare l'attuazione delle leggi in materia di segnalazione di illeciti, la loro applicazione e la disponibilità di dati sulle segnalazioni ricevute dagli informatori e sulla giurisprudenza pertinente. Tali attività contribuiscono all'attuazione della direttiva.
Anche altri progetti finanziati nell'ambito della sezione "valori dell'Unione" si sono concentrati sul sostegno all'attuazione della Carta, come il progetto MARIO che promuove le minoranze, l'assunzione di responsabilità, i diritti, l'indipendenza e lo sviluppo organizzativo e tutela i diritti fondamentali fornendo sostegno finanziario e sviluppando le capacità delle organizzazioni di base della società civile di undici Stati membri. Il progetto coinvolge 30 000 persone appartenenti a comunità minoritarie (come i Rom, i cittadini sfollati dall'Ucraina e gli ebrei) in attività di formazione e sensibilizzazione, produce materiale formativo e fornisce assistenza legale gratuita.
Un obiettivo fondamentale del programma CERV è fornire risposte efficaci e basate su dati concreti alle sfide emergenti che minano i diritti fondamentali, la partecipazione civica e i valori dell'UE. Il programma è stato in grado di rispondere alle sfide poste, ad esempio, dalla transizione digitale e dall'IA grazie alle specifiche priorità indicate negli inviti a presentare proposte. Un esempio è il sostegno finanziario alle attività delle autorità nazionali garanti della protezione dei dati volte a sensibilizzare l'opinione pubblica e ad agevolare il rispetto da parte delle PMI del diritto alla protezione dei dati nell'era digitale.
La pandemia di COVID-19 ha creato notevoli difficoltà per i progetti CERV, alcuni dei quali sono stati prorogati o rinviati o hanno dovuto sostituire le attività previste. Inoltre alcuni progetti in corso esaminano gli effetti della pandemia, ad esempio analizzando in che modo essa abbia inciso sul dibattito democratico e sulla possibilità di godere dei diritti fondamentali. Analogamente alcuni inviti nel quadro del programma CERV hanno riservato un'attenzione particolare all'analisi delle conseguenze della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina: un invito a presentare proposte mirato ha esaminato le esigenze e i problemi dei minori nell'UE con particolare attenzione ai diritti dei minori con vulnerabilità specifiche, tra cui quelli fuggiti dall'Ucraina.
Diversi progetti del CERV si concentrano sulla tutela delle libertà democratiche e sull'esigenza che tutti, in particolare le persone più vulnerabili, possano godere dei diritti fondamentali.
Il progetto Potenziare la partecipazione dei minori a Malta mira a consentire ai minori di partecipare alla vita democratica, di esprimere liberamente opinioni e di esercitare un'influenza sulle decisioni che li riguardano. Nel quadro di tale progetto si intende creare una piattaforma online per la partecipazione dei minori, potenziare la capacità dei responsabili politici di favorire la partecipazione dei minori al processo decisionale e sensibilizzare l'opinione pubblica in merito al diritto dei minori di essere ascoltati.
Stereotipi di genere e mass media - Riscrivere la storia: affrontare gli stereotipi di genere trasmessi dai mass media nella vita politica e pubblica: in collaborazione con giornalisti, direttori dei media, associazioni di giornalisti, esperti delle questioni di genere, organismi di autoregolamentazione dei media, donne attive nella vita politica, il mondo accademico e la prossima generazione di professionisti nel campo dei media, il progetto promuove una riforma dei mezzi di comunicazione europei in relazione alla cultura e alle politiche delle redazioni giornalistiche al fine di migliorare le pratiche di rappresentazione delle donne e degli uomini nella vita pubblica, consentendo agli utenti di prendere decisioni più informate sulla partecipazione politica.
Dalle consultazioni svolte a sostegno della presente relazione emerge che la Commissione deve continuare a promuovere l'accessibilità del programma per i potenziali candidati e la continuità dei finanziamenti per i beneficiari. I finanziamenti dovrebbero essere sempre in linea con le esigenze politiche concrete, con la possibilità di rispondere alle nuove necessità emergenti. Alla luce di quanto precede, creare sinergie tra i finanziamenti nazionali e quelli a livello dell'UE provenienti da altri programmi rimane un obiettivo fondamentale per ottimizzare il conseguimento delle priorità politiche in materia di diritti fondamentali.
3.Promozione e tutela dei diritti fondamentali attraverso altri programmi di finanziamento dell'UE
I finanziamenti dell'UE contribuiscono alla promozione e alla tutela dei diritti fondamentali in diversi settori d'intervento. Il presente capitolo descrive i finanziamenti pertinenti messi a disposizione nell'ambito dei programmi Giustizia, Orizzonte Europa, Erasmus +, Europa digitale e altri programmi, esamina i nuovi meccanismi di finanziamento che subordinano il finanziamento dell'UE alle riforme nazionali e valuta l'importanza della condizione abilitante orizzontale della Carta nel promuovere il rispetto dei diritti fondamentali nel quadro dell'attuazione dei fondi dell'UE contemplati dal regolamento recante disposizioni comuni.
I giudici nazionali e altri operatori della giustizia svolgono un ruolo importante nella creazione di uno spazio europeo di giustizia basato sullo Stato di diritto, sul riconoscimento reciproco, sulla fiducia reciproca e sulla cooperazione giudiziaria. Come riconosciuto nella relazione sulla Carta del 2023 riguardante la tutela giurisdizionale effettiva e l'accesso alla giustizia, tali soggetti svolgono un ruolo centrale nel garantire che le persone siano in grado di far valere efficacemente i propri diritti, compresi i diritti fondamentali, in linea con gli articoli da 47 a 50 della Carta.
Il programma Giustizia, dotato di un bilancio totale di 296,8 milioni di EUR per il periodo 2021-2027, finanzia la formazione degli operatori della giustizia e sostiene la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale e l'accesso effettivo alla giustizia dei cittadini e delle imprese.
La quota maggiore del bilancio è destinata alla formazione giudiziaria, in linea con la strategia di formazione giudiziaria 2021-2024. L'invito a presentare proposte per sovvenzioni di azioni a sostegno di progetti transnazionali di formazione giudiziaria in materia di diritto civile, diritto penale o diritti fondamentali intende contribuire all'applicazione efficace e coerente del diritto civile e penale dell'UE e dei diritti fondamentali rispondendo alle esigenze di formazione degli operatori della giustizia. I diritti fondamentali sono integrati anche nella formazione riguardante altri settori del diritto dell'UE. Si presta attenzione ai diritti delle persone in situazioni di vulnerabilità (come le persone con disabilità, le vittime di violenza di genere e domestica, di razzismo e di altre forme di discriminazione e i minori). La quota maggiore del bilancio destinato alla formazione è assegnata alla rete europea di formazione giudiziaria (REFG). Anche il programma "Educazione sui diritti umani per i professionisti del diritto" (Human Rights Education for Legal professionals, HELP) è cofinanziato dal programma Giustizia.
Sviluppato in cooperazione tra il Consiglio d'Europa, la FRA e la Commissione, HELP è un corso di formazione online gratuito che verte sull'interazione tra la Carta e la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. È destinato a formare i giudici, i pubblici ministeri e altri giuristi sulle norme europee in materia di diritti fondamentali e sulla loro applicazione.
Giustizia, diritti fondamentali e intelligenza artificiale: alla luce dei recenti sviluppi che hanno interessato il quadro giuridico dell'UE in materia di intelligenza artificiale, il progetto "Justice, fundamental rights and artificial intelligence" (JuLIA) analizza le modalità di utilizzo del processo decisionale semiautomatizzato da parte degli organi giurisdizionali, delle pubbliche amministrazioni e delle imprese, degli operatori sanitari e di altri soggetti privati. Attraverso l'apprendimento reciproco, la formulazione di orientamenti e la diffusione delle migliori pratiche, il progetto mira a formare i giudici sul processo decisionale automatizzato e sull'incidenza di quest'ultimo sul diritto a un processo equo, sulla non discriminazione e su altri diritti fondamentali.
L'invito a presentare proposte per sovvenzioni di azioni a sostegno di progetti transnazionali nei settori della giustizia elettronica, dei diritti delle vittime e dei diritti procedurali mira a garantire l'effettiva attuazione del diritto dell'UE in materia di diritti procedurali e diritti delle vittime e dei relativi diritti fondamentali (articoli 47 e 48 della Carta). Nell'ambito dell'invito la Commissione finanzia progetti che agevolano l'accesso alla giustizia da parte di tutti senza discriminazioni, e una tutela giurisdizionale effettiva, anche per via elettronica (giustizia elettronica), con particolare attenzione alla promozione di procedimenti penali efficienti ed equi e, per quanto riguarda le vittime di reato, sui relativi procedimenti civili. L'invito riguarda attività di monitoraggio e di sviluppo delle capacità volte a garantire che siano effettivamente rispettati i diritti di tutte le vittime di reato e i diritti procedurali di indagati e imputati nei procedimenti penali.
DigiRIGHTS – Digitalizzazione dei diritti di difesa: il progetto, attualmente in corso, riunisce i ricercatori di sei università con l'obiettivo di mappare e valutare le pratiche di digitalizzazione dei diritti procedurali in materia penale. Con un'attenzione particolare ai diritti all'interpretazione, alla traduzione, all'accesso al fascicolo, all'assistenza legale e al patrocinio a spese dello Stato, nonché al diritto di presenziare al processo, nel quadro del progetto saranno elaborati orientamenti volti a garantire l'equivalenza tra i diritti procedurali offline e online.
Infovictims III: il progetto si è concentrato sul rafforzamento del diritto delle vittime all'informazione, garantendo che le vittime possano accedere a informazioni semplici e accessibili sui diritti sanciti dalla direttiva riguardante i diritti delle vittime, nella loro lingua materna e attraverso siti web e app informative di facile utilizzo.
Il programma Giustizia prevede inoltre finanziamenti destinati a studi, gruppi di esperti ed eventi, nonché al portale europeo della giustizia elettronica, uno sportello unico per le informazioni relative alla giustizia nell'UE. Tramite il portale è possibile accedere ad ampie informazioni sui diritti fondamentali, alla sezione "Applicazione della Carta ai casi personali" e al tutorial sulla Carta, nonché alla piattaforma europea di formazione.
Oltre alle sovvenzioni di azioni per singoli progetti, la Commissione concede, nell'ambito del programma Giustizia, sovvenzioni di funzionamento per selezionare portatori di interessi che ne garantiscano il corretto funzionamento.
L'associazione della rete europea sui diritti delle vittime ha messo a punto strumenti di cooperazione e coordinamento efficaci tra i professionisti degli Stati membri nel settore dei diritti delle vittime, prestando particolare attenzione ai casi transfrontalieri. Ciò ha contribuito in modo significativo a migliorare i metodi di attuazione del diritto dell'UE, consentendo alle vittime di godere maggiormente dei propri diritti senza alcuna discriminazione.
Le iniziative riguardanti la digitalizzazione della giustizia sono parzialmente finanziate dal programma Europa digitale, che si concentra sul consolidamento e sullo sviluppo delle capacità digitali dell'UE in settori chiave, tra cui l'intelligenza artificiale (IA), la cibersicurezza e le tecnologie in ambiti quali l'energia, i cambiamenti climatici e l'ambiente, l'industria manifatturiera, l'agricoltura e l'assistenza sanitaria. Grazie al programma Europa digitale è stato ad esempio possibile finanziare iniziative a sostegno della preparazione e dell'attuazione della legge sull'intelligenza artificiale.
Sono stati inoltre erogati finanziamenti a titolo del programma Europa digitale per sostenere l'attuazione della strategia per un'internet migliore per i ragazzi (BIK +), contribuendo all'applicazione dei diritti dei minori sanciti dall'articolo 24 della Carta, nonché per finanziare la rete dei centri per un'internet più sicura negli Stati membri e la piattaforma BIK, che hanno lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica in merito ai diritti digitali dei bambini e dei giovani. I centri consentono al pubblico di segnalare in forma anonima materiale pedopornografico e di fornire consigli ai minori su come comportarsi di fronte a contenuti online dannosi. Tramite il programma Europa digitale è stato possibile sostenere l'attuazione della direttiva sull'accessibilità del web e l'elaborazione di norme sull'accessibilità digitale, contribuendo all'applicazione dell'articolo 25 della Carta sui diritti degli anziani e dell'articolo 26 sull'inserimento delle persone con disabilità.
La disinformazione e la cattiva informazione minacciano di ledere il diritto di ogni persona di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche, sancito dall'articolo 11, paragrafo 1, della Carta. Attraverso il programma Europa digitale la Commissione sostiene il lavoro dell'Osservatorio europeo dei media digitali e della sua rete composta da 14 poli nazionali o multinazionali, attivi in 28 paesi dell'UE e del SEE. La rete rafforza, a livello europeo e locale, la collaborazione all'interno di una comunità di portatori di interessi che lottano contro la disinformazione online.
Il programma Europa creativa offre finanziamenti volti a favorire la diversità culturale e linguistica, promuovere l'espressione artistica e incrementare il potenziale economico delle industrie creative. Gli obiettivi del programma contribuiscono alla promozione dei principi della non discriminazione, della parità tra donne e uomini e della diversità culturale e linguistica
sanciti dagli articoli 21, 22 e 23 della Carta. La Commissione ha sostenuto progetti nel settore dei media, contribuendo alla promozione della libertà e del pluralismo dei media (articolo 11, paragrafo 2, della Carta).
Nell'ambito dell'iniziativa "News" la libertà e il pluralismo dei media sono stati sostenuti tramite sovvenzioni agli organi di informazione che contribuiscono al buon funzionamento della democrazia (ad esempio gli organi che operano a livello locale, di comunità e nel giornalismo d'inchiesta). Sono stati inoltre erogati finanziamenti per progetti quali il "meccanismo su scala europea di pronto intervento in caso di violazioni della libertà di stampa e dei media", un'iniziativa volta a monitorare le violazioni della libertà di stampa e dei media e a riferire in merito a tali violazioni, nonché a fornire un sostegno pratico ai giornalisti sotto forma di consulenza e assistenza legale, oltre ad offrire accoglienza e assistenza logistica.
Un altro obiettivo del programma Europa creativa è monitorare il pluralismo e la proprietà dei mezzi di informazione attraverso studi a sostegno di proposte legislative, come il regolamento europeo sulla libertà dei media. È stato inoltre messo a disposizione un sostegno per rafforzare la resilienza economica dei media attraverso innovazioni che li aiutino a incrementare le entrate. Le organizzazioni nel settore dei media possono ricevere formazione, sviluppare insieme modelli aziendali o pagare prestazioni editoriali.
Le decisioni adottate a livello dell'UE incidono sulla vita delle persone, ma spesso non sono sufficientemente segnalate dai media. Nel quadro della linea di bilancio "Azioni multimedia" sono stati messi a disposizione finanziamenti affinché le organizzazioni nel settore dei media e le agenzie di stampa nazionali possano fornire informazioni indipendenti. I finanziamenti possono ad esempio consentire di raggiungere le aree in cui il pluralismo dei media è limitato, contribuendo a promuovere il diritto di ogni persona di ricevere e comunicare informazioni in un contesto in cui il 64 % dei cittadini ritiene di non essere sufficientemente informato sulle questioni europee. La disponibilità e il pluralismo dei media sono stati sostenuti anche attraverso progetti volti a combattere l'emergere di "deserti di notizie" e aiutare i professionisti dei media indipendenti provenienti dalla Russia e dalla Bielorussia in esilio nell'UE dopo l'inizio della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina.
Europe Beyond Access è un grande progetto di cooperazione tra dieci partner che sostengono gli artisti con disabilità. Il progetto sostiene la creazione e la circolazione transnazionali, lo sviluppo di capacità e l'acquisizione di conoscenze a livello istituzionale, con l'obiettivo di eliminare l'abilismo sulla scena culturale europea.
Il programma Erasmus + incoraggia la partecipazione dei giovani alla vita democratica, tra l'altro sostenendo attività che contribuiscano all'educazione civica e progetti che favoriscano il coinvolgimento dei giovani nella società civile
. In questi settori il programma rappresenta una preziosa fonte di finanziamento per le organizzazioni della società civile.
A norma del regolamento Erasmus +
il programma contribuisce in particolare al rispetto della libertà accademica, sancita dall'articolo 13 della Carta. In misura minore il programma mira a garantire il rispetto di altri diritti fondamentali, compreso il diritto all'uguaglianza e alla non discriminazione, con particolare attenzione ai diritti fondamentali in alcune azioni, tra cui le attività di partecipazione dei giovani di Erasmus +, che sostengono progetti al di fuori dei sistemi formali di istruzione e formazione e incoraggiano la partecipazione alla vita democratica
. Si prevede che i progetti di cooperazione Erasmus + tra organizzazioni e istituti rafforzeranno ulteriormente la risposta dei sistemi di istruzione e formazione e delle politiche giovanili alle sfide odierne, anche nel settore dei diritti fondamentali
.
L'iniziativa delle università europee di Erasmus + finanzia la creazione di alleanze tra istituti di istruzione superiore che consentono agli studenti e al personale universitario di studiare in diversi paesi, in una lingua diversa, e di spaziare tra settori e discipline differenti, beneficiando di conoscenze diversificate. La creazione di alleanze strategiche a lungo termine tra le università europee mira a promuovere l'identità e i valori europei nonché l'eccellenza in campo scientifico e l'inclusione.
Le accademie degli insegnanti Erasmus + finanziano progetti volti a favorire l'istruzione e la formazione degli insegnanti e a promuovere corsi, moduli e altre opportunità di apprendimento sul tema dei valori comuni, dell'impegno civico e della partecipazione.
Le azioni Jean Monnet di Erasmus + sono state particolarmente determinanti per la promozione dei diritti fondamentali attraverso l'insegnamento, l'apprendimento e la ricerca.
Numerosi progetti Jean Monnet portano nelle classi l'istruzione sui diritti fondamentali proponendo un'introduzione generale alla Carta e ai diritti fondamentali con particolare attenzione ad aspetti specifici dei diritti fondamentali, quali il diritto alla libertà di impresa, la non discriminazione e la parità tra donne e uomini, la diversità culturale e linguistica, la tutela dell'ambiente e i diritti fondamentali nel mondo digitale. Inoltre alcuni progetti hanno l'obiettivo di preparare i paesi all'adesione all'UE o si ispirano al quadro dell'UE in materia di diritti fondamentali in altre parti del mondo.
Le opportunità offerte dal programma Erasmus + possono essere sfruttate anche nel quadro di progetti realizzati nei paesi terzi in partenariato con le istituzioni dell'UE.
Il progetto ACT - Virtual exchanges for Active CiTizenship promuove la cittadinanza attiva, la libertà, la tolleranza e la non discriminazione mettendo in contatto gli studenti e il personale universitario di paesi europei e di quelli appartenenti alla regione del vicinato meridionale attraverso attività online formali e informali. Il progetto coinvolge i giovani europei e i loro coetanei provenienti da Palestina, Libano, Libia, Marocco e Tunisia.
Per promuovere le pari opportunità e la diversità è stato elaborato un quadro di misure per l'inclusione insieme a una strategia specifica per l'inclusione e la diversità al fine di agevolare l'accesso ai finanziamenti di una gamma più ampia di organizzazioni e richiedenti
. Le agenzie nazionali sono inoltre tenute a elaborare piani per l'inclusione e la diversità e le organizzazioni e i partecipanti con minori opportunità hanno accesso a un sostegno specifico.
Orizzonte Europa, il programma quadro di ricerca e innovazione, dotato di un bilancio totale di 95,5 miliardi di EUR, mira a rafforzare la base scientifica e tecnologica dell'UE. Garantisce l'eccellenza scientifica e promuove il rispetto della libertà accademica, sancita dall'articolo 13 della Carta, in tutti i paesi dell'UE e nei paesi terzi che beneficiano dei fondi erogati dal programma. I temi di ricerca dovrebbero promuovere un approccio antropocentrico basato sul rispetto dei diritti fondamentali e in linea con i valori etici e sociali, che sono alla base di ciascuno dei tre pilastri del programma: scienza di eccellenza, sfide globali e competitività industriale europea ed Europa innovativa.
In particolare, nell'ambito del secondo pilastro relativo alle sfide globali e alla competitività industriale europea, le attività di ricerca e innovazione in materia di "Salute" mirano a mettere a punto soluzioni che garantiscano una promozione più efficace della salute, ai sensi dell'articolo 35 della Carta, prestando nel contempo particolare attenzione all'etica, alla protezione della dignità umana, agli aspetti etnici e relativi alla parità di genere, nonché alle esigenze delle persone svantaggiate e vulnerabili.
Il progetto Approcci flessibili per sostenere la salute tramite i finanziamenti analizza i meccanismi di finanziamento sanitario in Europa e valuta come possano gestire situazioni emergenti. Tra le sfide affrontate figurano quelle poste dall'invecchiamento della popolazione e dalla crescente pressione sui bilanci sanitari dovuta all'innovazione tecnologica. Il progetto valuterà l'equità e l'efficienza di soluzioni alternative.
Diverse linee di ricerca nell'ambito del polo tematico "Cultura, creatività e società inclusiva" mirano a incrementare la trasparenza, l'accessibilità, l'efficacia e la legittimità della governance democratica, nonché ad accrescere l'efficienza dei sistemi giudiziari garantendo l'indipendenza della magistratura e procedure eque, efficienti e trasparenti in materia civile e penale.
Le attività di ricerca riguardanti il polo tematico "Sicurezza civile per la società" si sono concentrate sull'obiettivo di favorire la cibersicurezza e la protezione della vita privata nell'ambiente digitale e dei dati personali, di creare uno spazio più sicuro per i minori online attraverso lo sviluppo di strumenti innovativi per prevenire l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori, e di combattere la diffusione di informazioni false e dannose al fine di salvaguardare la stabilità democratica, sociale ed economica. Tali attività prevedono progetti volti a limitare le conseguenze delle catastrofi, siano esse naturali o provocate dall'uomo, che possono mettere a rischio le funzioni sociali e le infrastrutture critiche nei settori della sanità, dell'alimentazione, della fornitura di acqua potabile, della sicurezza o della pubblica amministrazione.
Il progetto VANGUARD (orientato allo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate insieme ad attività di sensibilizzazione della società civile per smantellare la tratta di esseri umani) promuove la lotta alla tratta di esseri umani sviluppando soluzioni tecnologiche e organizzando attività di sensibilizzazione e formazione per smantellare tempestivamente le catene della tratta e combattere la cultura dell'impunità. Il progetto mira a fornire un migliore quadro di intelligence sulla tratta, con particolare attenzione alla tratta a fini di sfruttamento sessuale, sfruttamento del lavoro e criminalità forzata.
Scopo delle attività di ricerca riguardanti il polo tematico "Digitale, industria e spazio" è fare in modo che l'IA e la robotica garantiscano la sicurezza e l'affidabilità a livello sociale e ambientale delle applicazioni basate sull'IA e limitino la possibilità che tali applicazioni vengano utilizzate in modo dannoso e siano fonte di discriminazione involontaria, generando pregiudizi basati sul genere, sulla razza o sulla disabilità. Sono svolte anche ricerche sul modo di garantire un ambiente in cui poter accedere a informazioni affidabili e in cui le persone siano in grado di riconoscere i tentativi di manipolazione del dibattito civico.
Infine le attività di ricerca riguardanti il polo tematico "Prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura e ambiente" sfruttano il potenziale della ricerca e dell'innovazione per garantire la produzione di alimenti sani e sicuri, promuovere pratiche sostenibili nei settori dell'agricoltura, dell'acquacoltura, della pesca e della silvicoltura, assicurare l'accesso all'acqua, all'aria e a suoli puliti per tutti, ripulire gli oceani e le acque interne e preservare e ripristinare l'ambiente.
Il progetto del partenariato europeo per la biodiversità contribuisce alla corretta attuazione della strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030. Riunendo 75 organizzazioni provenienti da 37 paesi, tra cui autorità ambientali, ministeri, organizzazioni di finanziamento e agenzie per la protezione dell'ambiente, il progetto mira a migliorare il monitoraggio, ad ampliare la base di conoscenze comprovate e a giustificare da un punto di vista commerciale il valore della conservazione.
La politica agricola comune (PAC) è finanziata da due fondi: il Fondo europeo agricolo di garanzia e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Per la prima volta la PAC ha un obiettivo specifico in materia di parità di genere e partecipazione delle donne all'agricoltura, contribuendo così all'applicazione del principio della parità tra donne e uomini sancito dall'articolo 23 della Carta. Nella maggior parte degli Stati membri le organizzazioni per i diritti delle donne entrano a far parte dei comitati di monitoraggio dei rispettivi piani strategici della PAC. Ad esempio la Spagna ha previsto per le giovani imprenditrici agricole un'integrazione al sostegno complementare al reddito per i giovani agricoltori, mentre l'Irlanda ha fornito maggiori aiuti alle donne nell'ambito del regime di investimenti di capitali nelle aziende agricole.
La PAC contribuisce all'applicazione del diritto dei lavoratori a condizioni di lavoro giuste ed eque, sancito dall'articolo 31 della Carta, attraverso un meccanismo di condizionalità sociale, che si traduce nella riduzione dei pagamenti della PAC se gli agricoltori violano la legislazione dell'UE in questo settore. In alcuni settori è disponibile un sostegno finanziario per migliorare le condizioni degli agricoltori.
Il progetto EmpowerUs (Transizione verde attraverso le comunità costiere) mira a rendere le comunità costiere capaci di avviare la transizione verso uno sviluppo costiero più resiliente, inclusivo e sostenibile affrontando le sfide connesse ai cambiamenti climatici e alle pratiche tradizionali e culturali. Una rete di sei laboratori presenti nelle regioni costiere dell'UE promuoverà un futuro più verde.
Con il dispositivo per la ripresa e la resilienza l'UE ha creato una nuova generazione di fondi, la cui erogazione è legata al conseguimento di obiettivi e traguardi specifici. Il dispositivo mette a disposizione degli Stati membri dei fondi per migliorare la sostenibilità, la resilienza e la preparazione delle loro economie alle transizioni verde e digitale. Le misure affrontano le sfide individuate nell'ambito del quadro del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche e sociali. Nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza viene inoltre attuato il piano REPowerEU, che risponde all'esigenza di far fronte alle difficoltà socioeconomiche e alle perturbazioni del mercato dell'energia causate dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia.
Il dispositivo è articolato in sei pilastri: transizione verde, trasformazione digitale, crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, coesione sociale e territoriale, salute e resilienza economica, sociale e istituzionale e politiche per la prossima generazione. Agendo in questa vasta gamma di settori, il dispositivo contribuisce alla promozione, alla protezione e all'applicazione di vari diritti fondamentali.
Articolo 37 della Carta in materia di tutela dell'ambiente: il dispositivo per la ripresa e la resilienza contribuisce a garantire, tramite le politiche dell'Unione, un elevato livello di tutela ambientale e il miglioramento della qualità dell'ambiente. Il regolamento che istituisce il dispositivo impone a ciascuno Stato membro di destinare almeno il 37 % dei finanziamenti erogati dal dispositivo a misure che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi climatici. Tutte le misure devono rispettare il principio "non arrecare un danno significativo". Le riforme hanno incluso l'installazione di capacità supplementari per le energie rinnovabili e misure di protezione contro inondazioni, incendi boschivi e altre catastrofi naturali.
Articolo 47 della Carta sul diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale: il dispositivo per la ripresa e la resilienza sostiene misure volte ad aumentare l'efficienza, la qualità e l'indipendenza dei sistemi giudiziari. Tra gli investimenti in questo settore figurano la digitalizzazione dei sistemi giudiziari, il miglioramento dell'infrastruttura giudiziaria e la formazione giudiziaria. Malta ha messo a punto soluzioni digitali sicure per semplificare i procedimenti giudiziari e migliorare l'accesso alla giustizia. La Croazia ha adottato misure per ridurre l'arretrato, abbreviare i procedimenti civili e commerciali e rafforzare la trasparenza e l'efficienza nella gestione delle cause.
Lo strumento di sostegno tecnico integra le misure summenzionate per far fronte alle conseguenze economiche della pandemia migliorando la capacità delle istituzioni nazionali di attuare le riforme e agevolando lo scambio delle migliori pratiche. Nel settore delle riforme giudiziarie, in 15 Stati membri sono stati sostenuti 27 progetti in materia di accessibilità e digitalizzazione della giustizia (strumenti online, patrocinio a spese dello Stato, raccolta di dati), risoluzione alternativa delle controversie (mediazione) e sostegno alle vittime. I progetti riguardano la cibersicurezza, la raccolta dei dati, la gestione a livello digitale delle prove e dei flussi di lavoro riguardanti i casi in esame, nonché la necessità di aumentare la trasparenza delle decisioni giudiziarie.
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Migliorare le strategie e i quadri nazionali a sostegno delle vittime di reato in Estonia, in Portogallo e a Malta: questo progetto, coordinato da Victim Support Europe, promuove la definizione, l'attuazione e il rafforzamento di strategie e quadri a sostegno delle vittime in tre Stati membri, e mira ad attuare una strategia unificata a beneficio delle vittime di ogni tipo di reato, aumentando in tal modo il numero di denunce e riducendo l'impatto negativo generato dai reati nella vita delle vittime così come i costi complessivi a carico della società.
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Inoltre il programma InvestEU mobilita investimenti pubblici e privati al fine di sostenere le principali priorità politiche dell'UE. In particolare l'ambito di intervento relativo agli investimenti sociali e alle competenze contribuisce all'applicazione dei diritti fondamentali, quali la protezione della salute, la sicurezza sociale, il diritto all'istruzione, la parità tra donne e uomini e l'inserimento delle persone con disabilità. Gli investimenti riguardano le infrastrutture sociali (tra cui l'edilizia popolare a prezzi accessibili, le infrastrutture sanitarie e quelle destinate all'istruzione) e misure volte a promuovere la parità di genere, l'integrazione delle persone vulnerabili e l'inclusione delle persone con disabilità, per le quali si cerca di garantire l'accesso alle infrastrutture. La microfinanza e la finanza etica e sociale promuovono altresì l'imprenditorialità e l'economia sociale, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili. Per quanto riguarda la tutela dell'ambiente, InvestEU finanzia gli investimenti sostenibili e la transizione verde nel quadro dell'ambito di intervento dedicato alle infrastrutture sostenibili.
Nel periodo tra il 2021 e il 2027 la tutela e la promozione dei diritti fondamentali sono sostenute dai fondi dell'UE contemplati dal regolamento recante disposizioni comuni (fondi RDC), ciascuno dei quali riguarda un settore specifico della politica dell'UE. Durante tutto il periodo di programmazione gli Stati membri devono assicurare che i programmi finanziati da tali fondi siano concepiti e attuati conformemente alla Carta.
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L'RDC contempla otto fondi dell'UE, ossia il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), il Fondo di coesione (FC), il Fondo per una transizione giusta (JTF), il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA), il Fondo Asilo e migrazione (AMIF), il Fondo Sicurezza interna (ISF) e lo Strumento per la gestione delle frontiere e i visti (BMVI) (fondi RDC).
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Diversi fondi RDC sostengono l'attuazione delle politiche in materia di migrazione e affari interni. Le iniziative finanziate dall'AMIF, dall'ISF e dal BMVI promuovono l'applicazione di diversi diritti fondamentali, quali il diritto di asilo
e i diritti del minore
. Tali iniziative sostengono inoltre l'applicazione di misure di protezione contro la tratta di esseri umani, anche a fini di sfruttamento lavorativo o sessuale
.
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Il progetto IMPROV-EU mira a mettere a punto un protocollo per semplificare l'attuazione delle disposizioni relative al rispetto dei diritti fondamentali delle persone in situazioni di vulnerabilità che attraversano le frontiere esterne dell'UE. Il progetto Rightlines rafforza la tutela dei diritti fondamentali alla frontiera greca e a quella cipriota.
Il progetto CSAPE si concentra sull'obiettivo di accrescere la consapevolezza dei minori tramite l'informazione e di assistere i giovani a rischio.
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Il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA) sostiene progetti volti a garantire l'uso sostenibile delle risorse acquatiche e marittime. Sono stati pubblicati due inviti a presentare proposte sul tema "Le donne nell'economia blu" al fine di promuovere la partecipazione e l'emancipazione delle donne nei settori della pesca, dell'acquacoltura, della cantieristica navale e del trasporto marittimo.
I fondi della politica di coesione, attraverso il Fondo sociale europeo Plus (FSE +) e il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), promuovono ad esempio l'applicazione del diritto all'istruzione e alla salute, dei diritti degli anziani, del diritto alla parità tra donne e uomini e del diritto all'inclusione delle persone con disabilità.
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Il progetto riguardante lo sviluppo di unità sanitarie mobili di prossimità ha promosso l'inclusione sociale e ridotto le disuguaglianze, con l'obiettivo di aumentare l'accessibilità alle cure preventive, nonché alla diagnosi e al monitoraggio delle malattie nella regione dell'Algarve.
La Commissione ha creato il sottogruppo per l'utilizzo dei fondi dell'UE per l'inclusione dei Rom al fine di dare seguito alle audizioni di esperti riguardo alle difficoltà nell'accesso ai fondi dell'UE e al miglioramento della vita delle comunità Rom emarginate. Il sottogruppo ha preparato una raccolta di pratiche promettenti, che è stata condivisa con i punti di contatto nazionali per i Rom, le autorità di gestione competenti e le organizzazioni della società civile. Il processo si inserisce nel quadro delle fasi di preparazione del prossimo QFP, della programmazione futura della politica di coesione e di sviluppi analoghi in altri fondi pertinenti.
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L'RDC contribuisce alla tutela e alla promozione dei diritti fondamentali attraverso l'introduzione di "condizioni abilitanti" per tutti i fondi RDC, una novità rispetto alle condizionalità ex ante di cui all'RDC per il periodo 2014-2020
. Ogni Stato membro deve soddisfare le condizioni abilitanti per garantire che l'attuazione di tali fondi sia efficace ed efficiente durante l'intero periodo di programmazione. Esistono due tipi di condizioni abilitanti: le condizioni abilitanti orizzontali applicabili a tutti i fondi RDC
e le condizioni abilitanti tematiche che si applicano esclusivamente al FESR, all'FC e al FSE +
.
La condizione abilitante orizzontale della Carta impone agli Stati membri di istituire meccanismi efficaci per garantire l'effettiva applicazione e attuazione della Carta. Tra queste figurano modalità volte ad assicurare che i programmi sostenuti dai fondi RDC e la relativa attuazione siano conformi alle pertinenti disposizioni della Carta, nonché modalità di rendicontazione al comitato di sorveglianza in merito a casi di mancata conformità con la Carta delle operazioni sostenute da tali fondi e denunce basate sulla Carta.
Se non esistono meccanismi efficaci, la condizione abilitante orizzontale della Carta non è considerata soddisfatta. Di conseguenza la Commissione informa lo Stato membro che le spese collegate a obiettivi specifici non saranno rimborsate fino a quando lo Stato membro non avrà fornito garanzie sufficienti circa l'esistenza di meccanismi efficaci. In particolare gli Stati membri sono tenuti a definire i ruoli e le responsabilità delle diverse autorità e dei vari organismi durante tutte le fasi della programmazione e dell'attuazione e devono essere individuati gli organismi o le persone che forniscono assistenza in materia di diritti fondamentali. Gli Stati membri sono inoltre tenuti a fornire informazioni sulle procedure riguardanti i casi di non conformità e le denunce, nonché sulla composizione e sulle norme procedurali dei comitati di sorveglianza. Questi ultimi dovrebbero includere i pertinenti organismi che rappresentano la società civile, e gli organismi responsabili della promozione dell'inclusione sociale, dei diritti fondamentali nonché dei diritti delle persone con disabilità, della parità di genere e della non discriminazione.
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Nella consultazione online condotta a sostegno della relazione, il 62 % delle organizzazioni della società civile che hanno risposto era consapevole degli obblighi derivanti dalla condizione abilitante orizzontale della Carta. Un'organizzazione su due, tra quelle che hanno risposto, ha dichiarato di essersi adoperata per garantire il rispetto dei diritti fondamentali nell'utilizzo dei fondi dell'UE in qualità di membro o osservatore nei comitati di sorveglianza, oppure offrendo formazione, promuovendo lo sviluppo di capacità o valutando la conformità ai diritti fondamentali dei progetti finanziati dall'UE.
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Gli Stati membri sono inoltre tenuti a fornire informazioni sulle procedure di esame delle denunce in caso di mancato rispetto della Carta e sulla composizione e il regolamento interno dei comitati di sorveglianza, garantendo una rappresentanza equilibrata dei partner pertinenti dotati dell'indipendenza necessaria per assicurare il rispetto della Carta. Per garantire il rispetto della condizione abilitante orizzontale della Carta, in linea con il principio della gestione concorrente
, la Commissione mantiene un dialogo con gli Stati membri in seno ai comitati di sorveglianza o a livello bilaterale.
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La condizione abilitante orizzontale della Carta ha contribuito alla tutela e alla promozione del diritto sancito all'articolo 21 della Carta in un caso in cui nell'accordo di partenariato e nei programmi di coesione è stata inserita una clausola di non discriminazione per garantire che le candidature di progetti presentate da enti locali o regionali non contenessero alcuna azione discriminatoria (fondata ad esempio sull'orientamento sessuale).
Tale condizione ha contribuito all'applicazione dell'articolo 47 della Carta in alcuni Stati membri, che hanno adottato misure volte a rafforzare l'indipendenza e l'imparzialità degli organi giurisdizionali.
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Tuttavia l'attuazione della condizione abilitante orizzontale della Carta incontra ancora alcune difficoltà, la più grave delle quali è la carenza di risorse finanziarie e umane presso le organizzazioni che partecipano all'attuazione di tale condizione, dovuta a sua volta all'aumento delle domande di sostegno da parte di organismi per i diritti fondamentali. Facendo riferimento all'obbligo previsto dai principi di Parigi delle Nazioni Unite, che impone ai paesi di garantire che le istituzioni nazionali per i diritti umani dispongano di risorse adeguate e di un'autonomia finanziaria, l'ENNHRI chiede che i suoi membri possano accedere a risorse sufficienti. La rete osserva che per garantire il rispetto dei diritti fondamentali sono necessarie risorse considerevoli, mentre le risorse a cui possono accedere le istituzioni nazionali per i diritti umani per svolgere il loro mandato principale sono limitate. Sebbene alcune di queste istituzioni abbiano rimediato alla mancanza di risorse umane assumendo ulteriore personale, altre devono ridurre le attività svolte dagli organismi o dalle persone che forniscono assistenza sui diritti fondamentali a causa delle risorse limitate: per affrontare questo problema occorre un ulteriore stanziamento di fondi.
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Occorre notare che l'RDC consente esplicitamente agli Stati membri di destinare una percentuale delle risorse dei fondi allo sviluppo delle capacità delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile coinvolte nella preparazione, nell'attuazione e nella valutazione dei programmi, ma questa norma non è sufficientemente nota e applicata. Inoltre nel quadro del FSE+ è necessario soddisfare il requisito della concentrazione tematica riguardante lo sviluppo delle capacità delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile per far sì che queste partecipino in modo significativo all'elaborazione delle politiche in materia di occupazione, istruzione e inclusione sociale sostenute dal fondo. Gli Stati membri hanno stanziato 400 milioni di EUR a sostegno della società civile e 362 milioni di EUR a sostegno delle parti sociali.
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Dalle consultazioni è emerso anche un chiaro invito a fornire maggiori informazioni e orientamenti a sostegno del lavoro svolto dalle autorità nazionali per attuare la condizione abilitante orizzontale della Carta, in particolare per quanto riguarda la necessità di chiarezza in merito alle sue implicazioni pratiche e di maggiori informazioni tecniche sui fondi dell'UE. In linea con gli impegni previsti dalla strategia per la Carta, la Commissione ha avviato la redazione di un manuale che fornirà orientamenti alle autorità e agli organismi nazionali per garantire l'effettiva attuazione della condizione abilitante orizzontale della Carta.
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Nel 2023 il centro slovacco per i diritti umani ha pubblicato una relazione sul ruolo svolto dagli organismi nazionali per i diritti fondamentali nel garantire la conformità ai diritti fondamentali dei fondi dell'UE. Dalla relazione emerge che la possibilità che la condizione abilitante orizzontale della Carta possa raggiungere il suo pieno potenziale dipende da diversi fattori, tra cui la disponibilità di informazioni, lo sviluppo di capacità, la cooperazione tra le autorità e la necessità di semplificare la documentazione di gestione.
L'istituto polacco per i diritti umani ha elaborato una lista di controllo della conformità alla Carta per l'attuazione dei fondi dell'UE e orientamenti sull'applicazione della Carta nell'utilizzo dei fondi dell'UE.
Il progetto ECHOFunds, finanziato dal CERV, ha l'obiettivo di garantire una maggiore conformità dei fondi dell'UE alla Carta. Intende fornire una panoramica dei portatori di interessi coinvolti nell'attuazione dei fondi dell'UE ed elaborare materiale online basato sulle buone pratiche individuate in questo settore.
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Grazie all'intenso dialogo tra la Commissione e gli Stati membri durante la fase di approvazione dei programmi e dopo l'approvazione, 26 Stati membri soddisfano attualmente la condizione abilitante orizzontale della Carta. Uno Stato membro non soddisfa ancora tale condizione nell'ambito di diversi programmi, in quanto permangono forti perplessità sul rispetto di diversi diritti fondamentali.
La Commissione monitora costantemente se la condizione abilitante orizzontale della Carta risulta soddisfatta o se gli sviluppi negli Stati membri compromettono il rispetto delle condizioni abilitanti. Oltre ai canali di informazione utilizzati regolarmente dalla Commissione, l'RDC fornisce un quadro di monitoraggio che prevede, tra l'altro, riunioni per il riesame annuale della performance e riunioni del comitato di sorveglianza, nel cui ambito si sottolinea l'obbligo giuridico per gli Stati membri di discutere con i propri partner nei comitati di sorveglianza o con la Commissione eventuali questioni che incidono sul rispetto della condizione abilitante orizzontale della Carta.
Gli Stati membri hanno la responsabilità generale di rispettare i valori comuni sanciti dall'articolo 2 TUE e dalla Carta nell'esecuzione del bilancio dell'UE. Il regolamento finanziario impone alla Commissione di garantire che in tutte le fasi del ciclo di finanziamento (ossia durante la fase che precede la firma, la fase di attuazione e la fase dei controlli ex post) non siano concessi finanziamenti dell'UE a organizzazioni e progetti che svolgono attività incompatibili con i valori dell'UE.
Prima della firma di una convenzione di sovvenzione, la Commissione valuta le proposte presentate per selezionare quelle da finanziare. In questa fase vengono effettuati controlli per verificare se i progetti rispettano i valori dell'UE. Il sistema di individuazione precoce e di esclusione (EDES), un meccanismo volto a tutelare gli interessi finanziari dell'UE da persone ed entità inaffidabili, consente l'individuazione precoce dei soggetti che rappresentano un rischio e ne prevede l'esclusione. Il sistema permette inoltre di irrogare una sanzione pecuniaria a norma dell'articolo 138 del regolamento finanziario. I firmatari della convenzione di sovvenzione sottoscrivono una dichiarazione sull'onore attestante che non partecipano ad attività contrarie ai valori dell'UE. Criteri di ammissibilità dettagliati relativi al rispetto dei valori dell'UE possono essere inclusi anche in specifici inviti a presentare proposte.
Durante la fase di attuazione i modelli istituzionali di convenzione di sovvenzione impongono ai beneficiari selezionati di rispettare i valori dell'UE. Tale obbligo è esteso ai partner associati, ai subappaltatori e ai destinatari del sostegno finanziario a terzi. Se nel corso dell'attuazione dell'azione viene individuata una violazione dei valori dell'UE, l'ordinatore può adottare misure quali la sospensione del pagamento, la riduzione della sovvenzione o il rifiuto dei costi, la risoluzione della convenzione o la cessazione della partecipazione del beneficiario interessato.
Dopo la conclusione dell'attività la sovvenzione rimane soggetta a controlli, audit o indagini da parte dell'autorità erogatrice, dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) o della Corte dei conti. L'OLAF gestisce inoltre il programma antifrode dell'Unione, che sostiene gli Stati membri nella lotta contro le frodi perpetrate a danno degli interessi finanziari dell'UE, mediante assistenza tecnica, formazione e ricerca. Alcuni dei progetti finanziati si sono concentrati sulla necessità di assicurare che le indagini rispettino i diritti fondamentali e le garanzie procedurali.
Il progetto NonIncrimInA (principio di non incriminazione nelle indagini amministrative e dell'OLAF) mira a rafforzare la tutela degli interessi finanziari dell'UE e le garanzie di un processo equo. Il progetto comprende ricerche giuridiche e corsi di formazione sull'applicazione del diritto al silenzio e del diritto di non autoincriminarsi nei procedimenti amministrativi, in particolare nelle indagini dell'OLAF, alla luce della giurisprudenza della Corte.
La legislazione settoriale in materia di finanziamenti può stabilire ulteriori condizioni riguardanti i valori dell'UE. Ad esempio il regolamento CERV fa riferimento alla necessità di coltivare, proteggere e promuovere attivamente i valori fondanti e i diritti fondamentali in un momento in cui le società europee sono alle prese con l'estremismo, la radicalizzazione e le divisioni e in cui si riduce lo spazio a disposizione della società civile indipendente. I potenziali candidati sono tenuti a illustrare le misure che intendono adottare per garantire il pieno rispetto dei valori dell'UE e dell'articolo 21 della Carta.
Dal 2024 anche le agenzie nazionali che attuano il programma Erasmus + in regime di gestione indiretta sono esplicitamente tenute a garantire il rispetto dei valori dell'UE. Inoltre tra i criteri di concessione delle sovvenzioni figura "la misura in cui la proposta è pertinente per il rispetto e la promozione dei valori". Una sovvenzione può essere revocata o ridotta se non vengono rispettate queste disposizioni
.
Analogamente, nel programma Orizzonte Europa tutte le attività di ricerca e innovazione svolte devono rispettare il diritto nazionale, dell'UE e internazionale, compresa la Carta e la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Tali disposizioni si traducono in obblighi contrattuali nel modello di convenzione di sovvenzione.
La conformità etica è considerata fondamentale per conseguire l'eccellenza nella ricerca. Prima che siano concessi i finanziamenti dei progetti, le proposte di Orizzonte Europa sono sottoposte a una valutazione etica per verificare il rispetto delle norme e degli standard etici, compresa la Carta. Questi aspetti sono monitorati nel corso del progetto e analizzati in collaborazione con esperti indipendenti. I controlli e gli audit eseguiti garantiscono che i sistemi di gestione e di controllo dei programmi attuati in regime di gestione concorrente per il periodo di programmazione 2021-2027 siano conformi alla Carta.
Anche gli Stati membri e i portatori di interessi nazionali, quali le istituzioni nazionali per i diritti umani, gli organismi per la parità e i difensori civici, attuano misure volte ad attenuare i rischi legati alla concessione e all'erogazione dei finanziamenti, che sono solitamente incluse nelle convenzioni di sovvenzione. Tali portatori di interessi fanno riferimento anche alle politiche nazionali anticorruzione, alle norme sugli informatori e ai codici di condotta.
Nel quadro del programma di sovvenzioni della commissione irlandese per i diritti umani e l'uguaglianza (IHREC) viene concessa una sovvenzione dopo una valutazione del rischio finanziario di ogni candidato selezionato. I pagamenti sono rateali e i candidati presentano relazioni trimestrali sullo stato di avanzamento dei loro progetti e sulle spese. Nel caso vengano riscontrate difficoltà, l'IHREC valuta la situazione e offre il proprio sostegno. Questi progetti sono oggetto di un monitoraggio più accurato. Nei rari casi in cui non si riesca a portare avanti i progetti, l'IHREC chiede la restituzione dei fondi. Una volta completato il progetto, il beneficiario deve presentare un progetto definitivo e una relazione finanziaria definitiva unitamente alle entrate da riscuotere e alle copie dei prodotti tangibili. Il pagamento finale viene effettuato solo dopo che il progetto è stato completato in maniera soddisfacente. Il programma di sovvenzioni viene riesaminato ogni anno dal responsabile statale per le verifiche e dal revisore generale ed è oggetto di audit interno.
4.Finanziamenti a favore dei diritti fondamentali negli Stati membri
Il presente capitolo descrive il modo in cui gli Stati membri erogano finanziamenti per promuovere l'applicazione dei diritti fondamentali, sulla base della reciproca complementarietà dei finanziamenti dell'UE e dei finanziamenti nazionali. Illustra inoltre, basandosi in particolare sulle consultazioni mirate con gli Stati membri e altri portatori di interessi, il modo in cui le opportunità di finanziamento nazionali sono state utilizzate per promuovere l'applicazione della Carta e fornisce esempi concreti.
Nell'indagine condotta per redigere la presente relazione un'organizzazione della società civile su tre (34 %) ha indicato che i fondi dell'UE hanno rappresentato la principale fonte di finanziamento delle attività svolte in materia di diritti fondamentali nel periodo 2019-2024, mentre i fondi erogati dal governo nazionale sono stati la fonte primaria di finanziamento per il 17 % delle organizzazioni. Allo stesso tempo, nella consultazione annuale della FRA sullo spazio civico riguardante le esperienze maturate nel 2023, le organizzazioni della società civile hanno indicato i governi nazionali come la loro principale fonte di finanziamento (22 %), seguita dall'UE e dalle fondazioni private (il 17 % in entrambi i casi).
I partecipanti all'indagine sulla società civile ritengono che il principale valore aggiunto dei finanziamenti dell'UE sia quello di sostenere l'impegno della loro organizzazione a rispettare i valori fondanti dell'UE (61 %), di consentire la cooperazione, i partenariati o la creazione di reti in diversi Stati membri (60 %) e di sostenere lo sviluppo delle reti europee e l'evoluzione della società civile (56 %). Secondo alcuni rispondenti, una maggiore attenzione ai meccanismi di riassegnazione a livello nazionale e ai finanziamenti di base contribuirebbe ad aumentare ulteriormente il valore aggiunto. In linea con quanto precede, i risultati della consultazione annuale della FRA sullo spazio civico mostrano che il 58 % delle organizzazioni della società civile ritiene che mettere ulteriormente a disposizione, senza restrizioni, i finanziamenti di base o quelli infrastrutturali rappresenterebbe il modo più pertinente per apportare modifiche ai quadri di finanziamento.
Il capitolo esamina inoltre il ruolo svolto dalle istituzioni nazionali per i diritti umani, dagli organismi per la parità e dai difensori civici per accrescere la consapevolezza sulle opportunità di finanziamento e per mettere in contatto i vari livelli di governo e la società civile al fine di facilitare lo sviluppo e l'attuazione di progetti nei rispettivi Stati membri.
I bilanci previsionali obbligatori degli Stati membri finanziano generalmente attività volte a promuovere, tutelare e far rispettare i diritti fondamentali. Dato l'ambito di applicazione orizzontale dei diritti fondamentali, in quasi tutti i settori d'intervento, compresi la sanità, l'istruzione, la giustizia o gli affari interni, sono previste attività per la promozione dei diritti fondamentali. Molti Stati membri sostengono inoltre l'applicazione dei diritti fondamentali concedendo sovvenzioni per progetti e integrano i fondi dell'UE cofinanziando, ove necessario, le iniziative finanziate dall'UE. Inoltre, come indicato nel capitolo 5, diversi altri donatori oltre all'UE forniscono finanziamenti destinati all'applicazione dei diritti fondamentali negli Stati membri.
Per quanto riguarda il finanziamento dei progetti, gli Stati membri offrono opportunità di finanziamento di progetti in diversi settori d'intervento connessi all'applicazione dei diritti fondamentali.
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Nel settore della parità tra donne e uomini l'Austria finanzia progetti contro la violenza di genere finalizzati a permettere alle donne e alle ragazze di svolgere un ruolo attivo in ambito scientifico, ingegneristico e matematico così come nel mondo digitale, nonché a promuoverne l'alfabetizzazione finanziaria. Sono stati inoltre messi a disposizione finanziamenti per emancipare le donne di età superiore ai 60 anni, con particolare attenzione a quelle provenienti dalle zone rurali. Nel settore della giustizia la Finlandia ha concesso finanziamenti per migliorare la situazione di giovani autori di reati recidivi che sono a rischio di esclusione sociale, nonché per prevenire la radicalizzazione e la criminalità locale.
Un esempio di progetto specifico è il progetto Ireland Against Racism Fund elaborato dall'Irlanda, che sostiene l'attuazione del piano d'azione nazionale contro il razzismo finanziando attività a sostegno delle comunità etniche minoritarie. Sono erogati finanziamenti a progetti locali, regionali e nazionali sulla promozione dell'uguaglianza razziale. In Austria un progetto avviato dalla comunità ebraica di Vienna, "LIKRAT"
, riunisce giovani e giovani adulti di età compresa tra i 10 e i 35 anni per creare uno spazio che favorisca un dialogo aperto, volto a eliminare i pregiudizi contro il giudaismo e a favorire una connessione tra partecipanti provenienti da contesti religiosi ed etnici differenti con l'obiettivo di smantellare gli stereotipi e promuovere il dialogo interreligioso e i diritti fondamentali.
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Diversi Stati membri riferiscono di iniziative volte a garantire che i finanziamenti destinati alla promozione e alla tutela dei diritti fondamentali raggiungano i portatori di interessi a livello regionale e locale.
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Il governo svedese fornisce finanziamenti supplementari ai progetti di regioni e comuni per la fornitura di servizi sanitari in settori in cui occorre intraprendere azioni in aggiunta a quelle coperte dal bilancio statale. In Spagna, il 20 % dei finanziamenti dei progetti per gli affari sociali è destinato ad attività a livello statale e il 80 % a livello regionale.
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Data l'importanza di finanziare la società civile e i difensori dei diritti umani e di mantenere uno spazio civico aperto, in diversi Stati membri le organizzazioni della società civile sono i principali destinatari dei finanziamenti volti alla tutela e alla promozione dei diritti fondamentali. Molti di questi Stati erogano finanziamenti a favore della società civile attingendo ai bilanci statali ordinari e alcuni hanno istituito ulteriori programmi mirati di sovvenzioni destinate ai progetti.
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Il Lussemburgo ha consentito al ministero della Giustizia di finanziare i progetti di organizzazioni che operano nel settore dei diritti fondamentali. I progetti selezionati prevedevano l'organizzazione di seminari per insegnare ai minori i loro diritti e l'offerta di servizi di consulenza legale ai migranti vulnerabili e di corsi di formazione ai prestatori di assistenza legale. L'Estonia sostiene organizzazioni che si occupano di diritti fondamentali, uguaglianza e diritti delle donne attraverso una sovvenzione triennale destinata a migliorare la sostenibilità dei finanziamenti e a ridurre la dipendenza da attività a breve termine basate su singoli progetti. Nel 2023 la Francia ha concesso sovvenzioni a quasi 1 500 associazioni che si occupano dell'accoglienza, dell'alloggio e dell'integrazione dei richiedenti asilo e dei migranti. I beneficiari sono selezionati mediante inviti annuali a presentare progetti a livello nazionale, regionale e locale.
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Nel 2022 una coalizione di organizzazioni della società civile tedesche ha avviato l'iniziativa Hannah Arendt, un programma per la protezione di giornalisti, professionisti dei media e difensori della libertà di parola. Nel quadro dell'iniziativa è stato fornito un sostegno a quasi 5 000 persone provenienti da Ucraina, Russia, Bielorussia, Myanmar/Birmania, Sudan, Afghanistan e da altri paesi. Il programma prevede borse di studio di emergenza, corsi di formazione e per lo sviluppo di capacità, programmi di borse di studio e la creazione di centri per giornalisti in esilio. L'iniziativa mette a disposizione un fondo per i media in esilio, sovvenzioni per attività di ricerca e di studio, borse di studio, sostegno giuridico e psicosociale e programmi residenziali.
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La maggior parte degli Stati membri contributori pubblica informazioni sulle opportunità di finanziamento disponibili sulla pagina web del governo o di un'agenzia o sui social media. Tuttavia in alcuni casi le informazioni riguardano solo una o più fonti di finanziamento di un determinato settore di intervento e non è disponibile una fonte di informazioni centralizzata su tutti i finanziamenti.
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La Spagna gestisce una banca dati nazionale sulle sovvenzioni e tutti gli inviti a presentare proposte sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale e registrati nel sistema nazionale in cui vengono resi pubblici i sussidi e le sovvenzioni pubbliche. Anche la Romania ha messo a punto una piattaforma online contenente informazioni sulle opportunità di finanziamento disponibili a livello nazionale e dell'UE. Questo punto di accesso unico funge anche da strumento per individuare i partner di finanziamento e condividere le buone pratiche. In Finlandia il punto di contatto nazionale del CERV collabora con la società civile organizzando sessioni di formazione e informazione sulle opportunità di finanziamento, partecipando a eventi e collaborando con le strutture esistenti, quali il comitato consultivo sulla politica in materia di società civile, altri comitati consultivi governativi e agenzie affini nonché le reti di organizzazioni ombrello.
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Parallelamente alle iniziative citate, le organizzazioni della società civile riferiscono di aver subito tagli ai finanziamenti per motivi politici, che incidono negativamente sulle loro capacità operative e sulla possibilità di contribuire a un dibattito aperto e democratico. Come ogni anno, nella relazione sulla Carta vengono raccolti gli esempi forniti dagli Stati membri, dai punti di riferimento per la Carta, dalla società civile e da altri portatori di interessi. Ciò significa che non vengono raccolte informazioni comparabili su tutti i casi in cui i finanziamenti alle organizzazioni della società civile sono stati ridotti, le condizioni per i finanziamenti sono state inasprite in modo sproporzionato o il contesto in cui operano i soggetti attivi nel campo dei diritti fondamentali si è altrimenti deteriorato nel corso dell'ultimo anno. Tuttavia i dati recenti mostrano che tali situazioni continuano a verificarsi in tutta l'UE.
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Inoltre nell'indagine sulla società civile condotta ai fini della redazione della presente relazione sono state individuate due problematiche fondamentali riguardanti i finanziamenti nazionali destinati alla società civile: la mancanza di finanziamenti disponibili a causa dell'orientamento tematico delle attività dei rispondenti (35 %) e la mancanza di finanziamenti di base o infrastrutturali (30 %). La società civile ha inoltre individuato altre questioni percepite come sfide, tra cui la mancanza di informazioni sufficienti o la difficoltà a reperirle (22 %), la carenza di finanziamenti per i progetti delle organizzazioni più piccole o per i progetti di minore entità (22 %) e l'impatto limitato dei progetti a causa di cicli di finanziamento brevi o dell'assenza di finanziamenti di follow-up (21 %).
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Gli Stati membri riferiscono inoltre informazioni sulla cooperazione con i donatori internazionali nel quadro dei finanziamenti a favore dei diritti fondamentali e in particolare nell'ambito dell'azione esterna, in cui gli Stati membri contribuiscono al finanziamento degli organismi internazionali e regionali per i diritti umani, nonché delle organizzazioni della società civile internazionali. Alcuni Stati membri forniscono inoltre sovvenzioni bilaterali ai soggetti attivi nel campo dei diritti umani nell'ambito delle loro politiche estere o prevedono programmi di cooperazione bilaterale.
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Per quanto riguarda il ricorso a opportunità di finanziamento da parte di terzi negli Stati membri, la Bulgaria ha combinato finanziamenti provenienti dal bilancio statale, dal programma Giustizia e dalle sovvenzioni SEE / Norvegia per rafforzare la capacità del sistema giudiziario nel settore dei diritti fondamentali, anche in relazione alla formazione giudiziaria, alla giustizia a misura di minore e alla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica. La Polonia riferisce che diverse iniziative nel settore dell'amministrazione della giustizia sono state finanziate dal programma Giustizia e dalle sovvenzioni SEE / Norvegia. In Romania sono stati ultimati 12 progetti, finanziati grazie alle sovvenzioni SEE / Norvegia, volti a migliorare l'accesso ai servizi sanitari di gruppi vulnerabili, tra cui i Rom. La Slovenia fa riferimento a progetti cofinanziati dal Consiglio d'Europa e dal programma di sostegno alle riforme strutturali dell'UE.
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Le istituzioni nazionali per i diritti umani, gli organismi per la parità e i difensori civici hanno mostrato grande interesse nei confronti delle consultazioni condotte a sostegno della presente relazione: in 20, più le rispettive reti a livello dell'UE, hanno partecipato alla consultazione mirata.
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Istituzioni nazionali per i diritti umani nell'ambito della strategia per la Carta – un ruolo centrale nell'attuazione della Carta
Nella strategia per la Carta la Commissione ha preso atto del ruolo cruciale svolto dalle istituzioni nazionali per i diritti umani nel mettere in relazione il governo e la società civile. Le istituzioni nazionali per i diritti umani promuovono la tutela di tutti i diritti fondamentali monitorando l'applicazione della Carta, fornendo informazioni e sostegno alle vittime di violazioni dei diritti e cooperando con altre istituzioni nazionali per migliorare l'uso e la conoscenza della Carta. Considerando il loro status indipendente e le competenze nel monitoraggio e nella consulenza fornita alle autorità, tali istituzioni potrebbero contribuire a far sì che i programmi finanziati dall'UE siano concepiti e attuati nel rispetto della Carta.
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Per quanto riguarda i finanziamenti per la promozione e la tutela dei diritti fondamentali, le istituzioni nazionali per i diritti umani, gli organismi per la parità e i difensori civici che hanno contribuito alle consultazioni hanno sottolineato i limiti posti dai loro mandati. Come osservato anche dall'ENNHRI nella dichiarazione specifica del 2022, sulla base dei principi di Parigi delle Nazioni Unite, non è opportuno che le istituzioni nazionali per i diritti umani prendano decisioni o votino in seno ai comitati di sorveglianza per l'attuazione della condizione abilitante orizzontale della Carta, né che rilascino certificati sulla conformità dei progetti finanziati ai diritti fondamentali.
Le attività delle istituzioni nazionali per i diritti umani, degli organismi per la parità e dei difensori civici sono generalmente finanziate dal bilancio dello Stato, che talvolta può essere integrato da finanziamenti esterni (ad esempio da sovvenzioni SEE/ Norvegia). La maggior parte delle istituzioni nazionali per i diritti umani, degli organismi per la parità e dei difensori civici rispondenti non eroga finanziamenti per progetti in materia di diritti fondamentali. Nell'ambito del loro mandato non sono contemplate attività di finanziamento.
Esistono tuttavia delle eccezioni. In Germania la legge generale sulla parità di trattamento consente all'organismo nazionale per la parità di finanziare progetti di interesse federale che non possono essere effettivamente finanziati da uno Stato federale. Di conseguenza tale organismo pubblica bandi di finanziamento in linea con i suoi orientamenti in materia di finanziamento e con il bilancio annuale.
In Germania sono stati stanziati fondi per il programma di finanziamento Respekt*land, il primo programma federale volto a finanziare strutture di consulenza e sostegno alle vittime di discriminazione. A fronte di un bilancio pari a 4,8 milioni di EUR nel 2023 e a 5,75 milioni di EUR nel 2024, l'Agenzia FADA ha selezionato 35 progetti pilota su 103 domande in collaborazione con gli Stati federali. La maggior parte dei progetti ha un orientamento regionale (solo nove adottano un approccio nazionale). I progetti ad esempio si occupano di sperimentare servizi di consulenza legale e di assistenza nelle regioni scarsamente servite o di estendere tali servizi alle vittime di discriminazione nelle zone rurali. Un progetto stabilisce le norme che devono rispettare gli organismi locali e comunali per l'uguaglianza e la lotta alla discriminazione.
Analogamente in Irlanda la legge votata nel 2014 dalla commissione irlandese per i diritti umani e le pari opportunità incarica l'istituzione nazionale per i diritti umani di concedere sovvenzioni per attività volte a promuovere i diritti umani e l'uguaglianza. I finanziamenti sono erogati conformemente alle priorità definite in una dichiarazione strategica e sono resi disponibili nell'ambito di un regime di piccole sovvenzioni (costituito da sovvenzioni fino a 6 000 EUR) e sotto forma di sovvenzioni generali (fino a 20 000 EUR). L'istituzione nazionale per i diritti umani ha finanziato oltre 200 progetti a sostegno di piccoli gruppi di titolari di diritti a livello locale. Il programma accoglie inoltre con favore i partenariati tra diverse organizzazioni.
Nessuna delle istituzioni nazionali per i diritti umani, così come nessuno degli organismi per la parità o dei difensori civici che hanno risposto alla consultazione, informa i potenziali candidati delle opportunità di finanziamento disponibili. Tuttavia il difensore civico greco ha osservato che potrebbe formulare raccomandazioni destinate alla pubblica amministrazione in merito alla promozione e alla tutela dei diritti fondamentali, anche attraverso finanziamenti.
Alcuni difensori civici e alcune istituzioni nazionali per i diritti umani sono comunque coinvolti in attività di finanziamento. Il difensore civico croato sostiene le domande di finanziamento presentate da organizzazioni della società civile familiari. I difensori civici di Croazia, Cipro e Grecia e le istituzioni nazionali per i diritti umani della Bulgaria, della Spagna e della Slovenia partecipano a eventi organizzati dalle organizzazioni della società civile nell'ambito di progetti finanziati o ad attività di progetto nell'ambito di una coalizione.
Il progetto Rooting for Rights (R4R) promuove l'uso della Carta nel quadro della tutela dei diritti dei richiedenti protezione internazionale a Cipro, in Grecia, a Malta e in Portogallo. Sulla base della strategia per la Carta, il progetto si concentra su attività di sensibilizzazione e sostegno rivolte alle autorità nazionali (coinvolgendo in tutto 25 istituzioni nazionali, organismi per i diritti umani, soggetti statali e difensori civici). Mira inoltre a sviluppare la capacità degli operatori del diritto, delle organizzazioni della società civile e dei soggetti in prima linea di invocare efficacemente la Carta nel sostenere i richiedenti protezione internazionale e a elaborare materiale informativo per metterli a conoscenza dei loro diritti. La commissione nazionale greca per i diritti umani partecipa in virtù del mandato conferitole di monitorare le violazioni dei diritti umani e di fornire consulenza sulle politiche in materia di diritti umani.
Diverse istituzioni nazionali per i diritti umani, organismi per la parità e difensori civici cooperano con altri donatori, come nel quadro della cooperazione con il programma di sovvenzioni SEE / Norvegia (difensori civici di Cipro, Cechia e Grecia, e istituzione slovena per i diritti umani). I partecipanti alle consultazioni menzionano anche i progetti bilaterali finanziati dai Paesi Bassi e dalla USAID, nonché la cooperazione a livello di progetti con il Consiglio d'Europa e la FRA.
Grazie alle sovvenzioni SEE / Norvegia, la FRA ha attuato un progetto regionale volto a sostenere le istituzioni nazionali per i diritti umani nel monitoraggio dei diritti fondamentali e degli aspetti dello Stato di diritto relativi ai diritti fondamentali in Bulgaria, Croazia, Cipro, Lettonia, Polonia, Slovacchia e Slovenia. Il progetto ha avuto come beneficiari tutte le istituzioni nazionali per i diritti umani che hanno intrapreso attività volte a garantire il rispetto dei diritti fondamentali nell'attuazione dei fondi dell'UE. L'ENNHRI ha partecipato in qualità di partner esperto. Il progetto mirava a promuovere l'uso della Carta da parte delle istituzioni nazionali per i diritti umani e a rafforzare il ruolo di queste ultime nella sua applicazione a livello nazionale, sviluppando la loro capacità di monitoraggio dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto e potenziando la capacità di verificare il rispetto dei diritti fondamentali nell'attuazione dei fondi dell'UE.
Le istituzioni nazionali per i diritti umani, gli organismi per la parità e i difensori civici fanno inoltre riferimento ai finanziamenti messi a disposizione da Equinet e dall'ENNHRI. Una delle attività attuate dall'ENNHRI nell'ambito della sovvenzione di funzionamento del CERV è il sostegno finanziario a terzi. Questa possibilità di riassegnazione ha consentito all'ENNHRI di fornire fondi alle istituzioni nazionali per i diritti umani che ne sono membri a seguito di un invito specifico e nel 2023 sono stati realizzati nove progetti sui progressi strategici nella promozione e nella tutela dei diritti fondamentali a livello nazionale.
Oltre alle problematiche individuate nel quadro del monitoraggio dell'attuazione della Carta nell'erogazione dei fondi dell'UE, il difensore civico croato richiama l'attenzione sul deterioramento del contesto in cui operano le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani in riferimento ai finanziamenti, quali i ritardi nella pubblicazione degli inviti a presentare proposte di finanziamento, la mancanza di inviti pluriennali e gli oneri amministrativi eccessivi per le organizzazioni che si occupano di monitoraggio dei diritti fondamentali, attività di vigilanza, sensibilizzazione e non discriminazione. L'istituzione slovacca per i diritti umani sottolinea che alle organizzazioni della società civili mancano finanziamenti sostenibili che non siano erogati sulla base di progetti.
5.Cooperazione tra l'UE e altri donatori pubblici e privati
I finanziamenti dell'UE nel settore dei diritti fondamentali integrano quelli erogati da altri donatori internazionali, pubblici e privati. L'UE e altri soggetti internazionali forniscono finanziamenti a favore dei diritti fondamentali sia nell'UE che nei paesi del vicinato e nei paesi candidati, nonché a livello mondiale. Nei paesi terzi l'UE sostiene la promozione dei diritti umani e della democrazia mediante le sue politiche esterne, e la tutela dei valori universali per tutti. In quanto parte della società civile, le organizzazioni filantropiche sostengono anche altre organizzazioni della società civile, integrando le iniziative del governo e del settore privato.
Sulla base dei contributi provenienti dalle consultazioni mirate il presente capitolo illustra in che modo diversi soggetti mettono a disposizione finanziamenti per progetti in materia di diritti fondamentali e si adoperano per garantire che le tematiche affrontate e le metodologie applicate corrispondano alle esigenze dei beneficiari sul campo. Se da un lato le consultazioni indicano una compatibilità generale dell'impegno profuso da tali soggetti, dall'altro mostrano che si potrebbero adottare ulteriori misure per creare sinergie esplicite.
Diversi donatori internazionali pubblici e privati mettono a disposizione fondi per promuovere e tutelare i diritti fondamentali nell'UE attraverso il finanziamento di progetti e finanziamenti bilaterali diretti. Nella consultazione annuale della FRA sullo spazio civico riguardante le esperienze maturate nel 2023 le organizzazioni della società civile riferiscono che il 15 % dei finanziamenti ad esse destinati proviene da donatori pubblici internazionali o stranieri, l'8 % dalle sovvenzioni SEE / Norvegia e il 7 % da altre fonti internazionali.
Le sovvenzioni SEE / Norvegia forniscono un sostegno finanziario a 15 Stati membri dell'UE per ridurre le disparità economiche e sociali nello Spazio economico europeo e rafforzare la collaborazione. Le attività intraprese devono basarsi sul rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani. I finanziamenti erogati sono destinati ad esempio a rafforzare la società civile e a emancipare i gruppi in situazioni vulnerabili, a migliorare la capacità delle pubbliche amministrazioni di tutelare i diritti fondamentali, a conferire maggiori poteri ai difensori civici, alle istituzioni nazionali per i diritti umani e agli organismi per la parità e a combattere la discriminazione, nonché i reati generati dall'odio e l'incitamento all'odio. Le sovvenzioni sostengono inoltre l'inclusione e l'emancipazione dei Rom, con particolare attenzione ai paesi in cui i Rom sono molto numerosi (Bulgaria, Cechia, Grecia, Romania e Slovacchia).
In Romania un progetto ha permesso di fornire servizi sociali, sanitari e didattici per far fronte alla povertà e all'esclusione sociale. Attuato in collaborazione con i membri delle comunità interessate, per lo più Rom, tale progetto ha contemplato lo sviluppo di una metodologia di reinsediamento sostenibile e l'acquisto di 63 alloggi popolari per le famiglie. In Bulgaria il programma ha sostenuto la creazione di centri giovanili e i servizi di assistenza all'infanzia in insediamenti remoti, rurali e/o poveri, nonché un migliore accesso all'istruzione, all'occupazione e ai servizi sociosanitari.
Le sovvenzioni SEE / Norvegia finanziano anche iniziative bilaterali negli Stati beneficiari, nonché partenariati di progetti con i paesi del vicinato europeo, in collaborazione con il Consiglio d'Europa, la FRA e l'OCSE. Queste organizzazioni internazionali partner forniscono consulenza in merito a programmi e progetti finanziati da tale meccanismo e allo stesso tempo attuano i propri progetti.
Il progetto Comprehensive Aid for Victims of Sexual Violence from Ukraine fornisce sostegno ai rifugiati ucraini vittime di violenza sessuale attraverso una linea di assistenza telefonica attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e offre loro consulenza sociale e psicologica nonché assistenza legale, medica e materiale. Finanziato con un fondo bilaterale concesso dalla Lituania, il progetto ha inoltre l'obiettivo di condividere le conoscenze acquisite da altre organizzazioni che offrono formazione in materia di traumi.
Anche l'USAID mira a sostenere e sviluppare società aperte, basate sui diritti, democratiche, eque e inclusive fondate sullo Stato di diritto; sostiene le iniziative delle organizzazioni della società civile, dei difensori dei diritti umani e dei gruppi di vigilanza, così come le istituzioni competenti, quali le istituzioni nazionali per i diritti umani e i difensori civici, nonché i pubblici ministeri e i giudici in Bulgaria, Ungheria e Polonia. Ha avviato un sostegno agli attivisti per i diritti umani in esilio fornendo sovvenzioni in Polonia e Germania e al di fuori dell'UE, finanziando programmi a favore di attivisti russi e bielorussi.
L'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) fornisce finanziamenti attraverso il Fondo volontario delle Nazioni Unite per le vittime della tortura e il Fondo volontario fiduciario delle Nazioni Unite sulle forme contemporanee di schiavitù. Sono stati erogati finanziamenti alle organizzazioni che forniscono sostegno diretto a coloro che sono sopravvissuti alla tortura e alla schiavitù presenti in Belgio, Cechia, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Ungheria.
La Banca europea per gli investimenti (BEI) e la Banca di Sviluppo del Consiglio d'Europa erogano prestiti per le infrastrutture a lungo termine in diversi settori contemplati dalla Carta. La BEI investe in progetti riguardanti le infrastrutture sociali, le energie rinnovabili, la finanza inclusiva e lo sviluppo urbano, combina prestiti e sovvenzioni e sostiene progetti di investimento. La Banca di Sviluppo del Consiglio d'Europa finanzia principalmente infrastrutture abitative e quelle destinate all'istruzione e all'assistenza sanitaria. Sovvenzioni e prestiti sono offerti anche ai membri della Banca provenienti da paesi terzi, soprattutto dai Balcani occidentali e dai paesi del vicinato orientale.
Tutti i donatori che hanno partecipato alle consultazioni chiedono ai portatori di interessi di fornire riscontri in merito alla concezione e all'attuazione del programma. I donatori internazionali organizzano consultazioni e sessioni informative negli Stati beneficiari e coinvolgono i partner nelle decisioni riguardanti l'utilizzo dei fondi destinati ai progetti, nell'adeguamento ai cambiamenti politici e nella definizione delle tempistiche. Secondo la FRA le consultazioni con le organizzazioni della società civile che mirano alla concezione di nuovi programmi di finanziamento avvengono più spesso con le organizzazioni più grandi. I donatori offrono anche altre forme di sostegno, in particolare lo sviluppo di capacità, competenze tecniche e attività di tutoraggio. Gli operatori che si occupano di gestire i fondi sono assunti dagli Stati beneficiari in base alla conoscenza che hanno della società civile dei rispettivi paesi, al fine di garantire che le esigenze dei beneficiari siano soddisfatte.
I donatori che hanno partecipato alle consultazioni ritengono inoltre possibile un'ulteriore semplificazione per ridurre gli oneri amministrativi e offrire maggiore flessibilità, e fanno riferimento all'attuale riflessione su come garantire la conformità delle attività finanziate ai valori delle sovvenzioni. È inoltre necessario sostenere il miglioramento delle capacità dei partecipanti per quanto riguarda i diritti fondamentali in generale, nonché garantire formazione e tutoraggio prima della presentazione delle domande di finanziamento in particolare per le organizzazioni più piccole.
L'OHCHR fa riferimento a un deficit di finanziamento nell'ambito dei suoi due fondi; l'elevato numero di domande di finanziamento, alle quali non è stato in grado di rispondere, rivela come migliaia di vittime siano lasciate senza assistenza nonostante necessitino di sostegno. Ciò dimostra la necessità di diversificare le fonti di finanziamento, ricorrendo anche a donatori privati.
La Banca di Sviluppo del Consiglio d'Europa sottolinea il ruolo cruciale delle sovvenzioni per lo sviluppo di infrastrutture sociali e di progetti di assistenza, dal momento che i progetti in questi settori non generano normalmente entrate. Tali progetti sono spesso attuati a livello regionale e locale, dove la necessità di competenze tecniche potrebbe essere maggiore. Il fatto di concedere finanziamenti nel rispetto dei diritti può anche avere l'effetto positivo di incoraggiare a strutturare le attività dei progetti in modo da promuovere i diritti fondamentali.
Le fondazioni filantropiche rispondono alle domande di finanziamento concedendo sovvenzioni sia per progetti che per lo sviluppo di capacità, finanziando le attività principali delle organizzazioni e sostenendo le organizzazioni di base attraverso la riassegnazione e microsovvenzioni.
Le organizzazioni filantropiche si adoperano per riunire i soggetti che erogano finanziamenti a favore dei diritti fondamentali, con l'obiettivo di favorire la condivisione delle migliori pratiche di finanziamento in modo che queste possano essere applicate su larga scala e replicate, nonché di mettere in comune fondi per cause specifiche o iniziative congiunte. Tali organizzazioni si impegnano inoltre in attività di ricerca e nella diffusione di informazioni sulle opportunità di finanziamento e sulle relative lacune, e valutano l'impatto dei finanziamenti. Molte di esse collaborano con altri donatori, tra cui l'UE.
Una delle attività intraprese da Philea è quella di mettere in contatto i suoi membri attraverso reti tematiche. Tra queste figurano, ad esempio:
- la Democracy Network di Philea, che mira a facilitare le azioni collaborative per la difesa e la promozione della democrazia, e intende creare le basi per un confronto e lo scambio di conoscenze;
- il Journalism Funders Forum di Philea, che consente ai finanziatori di affrontare in modo interattivo e proattivo la questione dell'indipendenza e della qualità del giornalismo e del ruolo da esso svolto nel sostenere la democrazia.
Per quanto riguarda il finanziamento congiunto, l'OHCHR gestisce azioni finanziate da una pluralità di donatori, nell'ambito delle quali il contributo finanziario dell'UE viene combinato con i finanziamenti di altri donatori aventi lo stesso scopo. L'USAID riferisce di aver collaborato con l'UE, la Oak Foundation, Civitates e altri donatori nell'erogazione di finanziamenti, e il Consiglio d'Europa sostiene sempre più le riforme negli Stati membri dell'UE fornendo consulenza in progetti finanziati dallo strumento di sostegno tecnico.
La presente relazione mostra la natura sinergica dei finanziamenti dell'UE e di altri donatori nel settore dei diritti fondamentali. In seguito al seminario del 2023 sul sostegno finanziario alla società civile, sono state organizzate riunioni informali di scambio sul finanziamento dei diritti fondamentali tra donatori pubblici e privati, compresa la Commissione. È necessario garantire la continuità degli scambi per assicurare la compatibilità degli impegni di finanziamento e lo scambio di informazioni e di migliori pratiche di finanziamento in linea con le esigenze dei beneficiari.
Nell'ambito della sua azione esterna l'UE ricorre a una serie di strumenti volti a difendere i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto tanto nelle relazioni bilaterali quanto nei consessi multilaterali, innanzitutto lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) – Europa globale. Lo strumento NDICI comprende il programma tematico "Diritti umani e democrazia", che prevede una dotazione totale di 1,5 miliardi di EUR per il periodo 2021-2027. Il programma contribuisce a conseguire le priorità del piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2027, gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e gli obiettivi del Green Deal per quanto riguarda l'impatto del degrado ambientale e dei cambiamenti climatici sui diritti umani, oltre a sostenere le missioni di osservazione elettorale.
Circa la metà di questi finanziamenti è gestita dalle delegazioni dell'UE. I progetti promuovono i diritti civili, politici, sociali, economici e culturali nei paesi partner e sostengono gli organismi per i diritti umani e la democrazia in tutto il mondo. Altri programmi tematici nell'ambito dell'NDICI finanziano azioni a sostegno dei diritti dei minori, della parità di genere, dei diritti sociali, dei diritti dei migranti e delle persone vittime di sfollamento forzato, della salute e dell'istruzione, e un programma sostiene la salvaguardia di un contesto favorevole alla società civile.
La gestione dei fondi segue un approccio basato sui diritti umani e prevede un'analisi dei rischi in materia di diritti umani e misure volte a garantire la partecipazione dei titolari dei diritti, nonché misure di attenuazione per affrontare i rischi ove necessario.
Esempi di progetti a livello mondiale finanziati dallo strumento NDICI
- ProtectDefenders.eu e il fondo di emergenza per i difensori dei diritti umani: una sovvenzione di 30 milioni di EUR è destinata a 12 organizzazioni della società civile specializzate per fornire sostegno ai difensori dei diritti umani a rischio in tutto il mondo. A livello mondiale questo programma è il più importante del suo genere ed è integrato da uno strumento per le piccole sovvenzioni, gestite dalle delegazioni dell'UE per una copertura più accurata dei casi prioritari.
- L'iniziativa Spotlight, un partenariato pluriennale tra l'UE e le Nazioni Unite inteso a eliminare tutte le forme di violenza di genere contro le donne e le ragazze. Avviata con un investimento iniziale dell'UE di 500 milioni di EUR, l'iniziativa rappresenta un investimento senza precedenti a livello mondale nel settore della parità di genere.
- Istituzioni nazionali per i diritti umani: attualmente una sovvenzione di 5 milioni di EUR è destinata al segretariato della GANHRI, l'Alleanza globale delle istituzioni nazionali per i diritti umani in seno all'OHCHR, che riunisce le reti regionali delle istituzioni nazionali per i diritti umani. La sovvenzione copre le attività di accreditamento e di sviluppo delle capacità delle istituzioni nazionali per i diritti umani.
L'UE finanzia inoltre azioni che contribuiscono alla promozione e alla tutela dei diritti fondamentali nei paesi interessati dalle politiche di allargamento e di vicinato europeo, ad esempio progetti in Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Serbia, Turchia e Moldova, nonché nella regione del Mediterraneo meridionale.
L'UE finanzia programmi congiunti dell'UE e del Consiglio d'Europa. Ad esempio, nell'ambito dello strumento orizzontale per i Balcani occidentali e la Turchia, viene fornito sostegno ai paesi candidati e ai potenziali candidati all'adesione all'UE affinché realizzino i loro programmi di riforma e si conformino alle norme europee, anche nell'ambito dei diritti fondamentali.
6.Conclusioni
La presente relazione evidenzia l'importanza dei finanziamenti dell'UE per la tutela, la promozione e il rispetto dei diritti fondamentali nelle politiche interne ed esterne, e illustra il modo in cui l'UE contribuisce alla promozione dei diritti, delle libertà e dei principi della Carta attraverso programmi di finanziamento specifici e programmi settoriali.
Come sottolineato nella strategia per la Carta, è necessario sviluppare le capacità dei soggetti responsabili della sua applicazione nella vita di tutti i giorni. I finanziamenti sono uno dei mezzi principali per poter conseguire questo obiettivo. I progetti finanziati — dall'UE o dagli Stati membri — trasformano le disposizioni relative ai diritti fondamentali in soluzioni pratiche a beneficio dei cittadini, comprese le persone in situazioni di vulnerabilità.
Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani sono componenti indispensabili di società aperte e democratiche che aderiscono ai valori fondanti dell'Unione. I finanziamenti dell'UE e di altri donatori hanno pertanto rispecchiato le preoccupazioni relative alla riduzione dello spazio civico nell'UE e nel mondo. Come riconosciuto nella relazione 2022 sull'applicazione della Carta riguardante la creazione di uno spazio civico prospero, le organizzazioni della società civile devono poter operare in un ambiente in cui non siano minacciati i loro diritti fondamentali e quelli dei loro membri. La necessità di sostenere un settore della società civile attivo e di conferire ad esso maggiori responsabilità in tutta l'Unione rimane una priorità importante della Commissione.
Nonostante i considerevoli finanziamenti messi a disposizione dall'UE e da donatori internazionali pubblici e privati, i soggetti attivi nel campo dei diritti fondamentali non ricevono fondi sufficienti. Tra le sfide evidenziate nella presente relazione figurano le difficoltà nel reperire informazioni sui finanziamenti disponibili, la mancanza di capacità per presentare le domande di finanziamento e la complessità delle procedure di domanda e rendicontazione, nonché le limitate possibilità di ottenere finanziamenti a lungo termine e finanziamenti per attività fondamentali o per attività in determinati settori.
Allo stesso tempo la relazione dimostra come l'UE e i donatori internazionali abbiano recentemente adottato misure per ovviare a tali carenze entro i limiti posti dalle disposizioni in materia di sana gestione finanziaria e di attenuazione dei rischi. Le informazioni sulle opportunità di finanziamento sono aumentate, e sono state messe a punto diverse metodologie di finanziamento per rispondere meglio alle esigenze concrete.
Per una parte significativa dei soggetti attivi nel campo dei diritti fondamentali, i fondi nazionali, regionali o locali continuano a essere la fonte primaria di finanziamento. Gli Stati membri svolgono pertanto un ruolo importante sia nell'integrare i finanziamenti dell'UE, sia nel sostenere l'erogazione di tali finanziamenti fornendo informazioni sulle opportunità di finanziamento e partecipando a progetti dell'UE in qualità di cofinanziatori. La cooperazione con gli Stati membri rimarrà un elemento centrale nell'attuazione dei finanziamenti dell'UE. Allo stesso tempo, è necessario garantire che gli enti regionali e locali siano informati sulle opportunità di finanziamento disponibili.
La Commissione accoglie con favore l'ampia partecipazione dei portatori di interessi alla redazione della presente relazione. I portatori di interessi, quali le autorità nazionali, i punti di riferimento per la Carta, le organizzazioni della società civile, le istituzioni nazionali per i diritti umani e altri difensori dei diritti umani, gli operatori del diritto e altri soggetti, sono incoraggiati a diffondere ulteriormente la presente relazione e a utilizzarla per informare i loro membri in merito ai finanziamenti dell'UE disponibili nel settore dei diritti fondamentali. La Commissione invita inoltre il Parlamento europeo e il Consiglio a organizzare discussioni specifiche sulla relazione ed è disponibile a sostenere tali scambi.