COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 6.12.2022
COM(2022) 716 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Uno spazio civico prospero per la difesa dei diritti fondamentali nell'UE
Relazione annuale 2022 sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
Uno spazio civico prospero per la difesa dei diritti fondamentali nell'UE
Relazione annuale 2022 sull'applicazione della
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
Indice
1.
Introduzione
2.
Il ruolo cruciale delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti
3.
Proteggere le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti
4.
Sostenere le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti
5.
Responsabilizzare le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti
6.
Conclusioni
1.Introduzione
La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("la Carta") riunisce un'ampia gamma di diritti fondamentali e ribadisce che l'UE si fonda sui valori dei diritti fondamentali, della democrazia e dello Stato di diritto. Il carattere vincolante della Carta ha consentito all'ordinamento giuridico dell'UE di divenire un punto di riferimento per la tutela dei diritti fondamentali.
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Quando si applica la Carta?
Dal 2009 la Carta ha lo stesso status giuridico dei trattati, il diritto primario dell'Unione su cui si basa la normativa dell'UE. Le istituzioni europee devono rispettarla in tutte le loro attività e gli Stati membri devono conformarvisi quando attuano il diritto dell'Unione.
Gli Stati membri attuano il diritto dell'Unione segnatamente quando:
– danno attuazione alla normativa dell'UE adottando misure nazionali di attuazione;
– adottano norme su materie in relazione alle quali il diritto dell'UE stabilisce obblighi concreti o prevede deroghe;
– attuano disposizioni dell'UE allorché utilizzano fondi provenienti da programmi di finanziamento dell'Unione; gli Stati membri devono garantire che i fondi dell'UE siano utilizzati conformemente alle norme stabilite negli atti legislativi su cui si fonda il finanziamento.
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Per migliorare l'applicazione della Carta e renderla maggiormente nota al pubblico, nel 2020 la Commissione europea ha presentato la strategia per rafforzare l'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("la strategia per la Carta"). Come dichiarato nella strategia per la Carta, la Commissione adotta ormai un approccio tematico nelle proprie relazioni annuali sull'applicazione della Carta per mettere in evidenza alcune delle questioni più urgenti riguardanti i diritti fondamentali e l'applicazione della Carta negli ambiti prescelti.
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Progressi nell'attuazione della strategia per la Carta
-La Commissione ha adottato la relazione annuale 2021 sull'applicazione della Carta, che verte sulla tutela dei diritti fondamentali nell'era digitale.
-Sinora 22 Stati membri hanno designato un punto di riferimento per la Carta allo scopo di favorire la cooperazione e promuovere l'effettiva applicazione della Carta; i punti di riferimento si sono riuniti per la prima volta nel giugno 2022.
-Sono stati esaminati oltre 400 programmi finanziari degli Stati membri per garantire la predisposizione di disposizioni efficaci in grado di assicurare il rispetto della Carta nell'attuazione dei pertinenti fondi dell'UE ("condizione abilitante orizzontale" sull'effettiva applicazione e attuazione della Carta).
-Nel corso dei suoi primi due anni di attività, il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (CERV) ha sostenuto quasi 600 progetti con un importo di circa 260 milioni di EUR, promuovendo i valori dell'UE e combattendo l'odio, la discriminazione e l'intolleranza nell'Unione; il programma Giustizia sta finanziando anche progetti di formazione degli operatori della giustizia in materia di diritti fondamentali.
-Come sottolineato nella comunicazione "Applicare il diritto dell'UE per un'Europa dei risultati", la Commissione ha intensificato il suo lavoro per promuovere e sostenere i diritti delle persone, le libertà fondamentali e lo Stato di diritto mediante procedure di infrazione.
-La Commissione ha rafforzato il proprio approccio collaborativo con gli Stati membri in specifici ambiti contemplati dalla Carta, tra cui la lotta contro il razzismo e la discriminazione, l'incitazione all'odio e i reati generati dall'odio.
-Sulla nuova piattaforma di formazione europea del portale europeo della giustizia elettronica sono disponibili materiali e corsi di formazione sulla Carta. La Commissione sta inoltre elaborando misure di formazione per aiutare il personale delle istituzioni dell'UE ad applicare effettivamente la Carta nella propria attività professionale quotidiana.
-Sinora 15 Stati membri hanno reso disponibili sul portale europeo della giustizia elettronica le proprie migliori pratiche sull'uso e sulla conoscenza della Carta e stanno aggiornando le informazioni sullo strumento di informazione sui diritti fondamentali.
-L'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) ha ulteriormente aggiornato la propria banca dati Charterpedia e ha creato nuovi corsi online incentrati sull'ambito di applicazione della Carta.
-Per rafforzare la consapevolezza delle persone in merito ai diritti sanciti dalla Carta, nel 2021 la Commissione ha lanciato la campagna #RightHereRightNow. Informazioni sulla Carta sono consultabili anche nella sezione "I tuoi diritti" del portale europeo della giustizia elettronica e sul sito web Europa.
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Nella strategia per la Carta, la Commissione si è impegnata a sostenere un contesto favorevole agli attori della società civile e a intraprendere azioni contro le misure che violano il diritto dell'Unione, compresa la Carta, quando tali misure colpiscono le organizzazioni della società civile. La strategia per la Carta ha inoltre sottolineato l'importanza di istituire e mantenere istituzioni nazionali per i diritti umani forti e indipendenti.
Per questo motivo la relazione del 2022 si concentra sullo spazio civico e il suo ruolo nella protezione e nella promozione dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta.
Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti sono essenziali nelle società democratiche costituzionali per attuare e proteggere i valori e i diritti sanciti dall'articolo 2 del trattato sull'Unione europea (TUE) e dalla Carta. Tali soggetti mettono le loro competenze a disposizione dell'elaborazione delle politiche e dell'attività legislativa delle autorità nazionali e delle istituzioni dell'UE e contribuiscono a garantire che detti organismi siano chiamati a rispettare i diritti fondamentali e lo Stato di diritto. Come messo in luce nella presente relazione, gli Stati membri e l'UE hanno adottato, a diversi gradi, misure volte a proteggere, sostenere e responsabilizzare gli attori della società civile, offrendo loro una serie di opportunità di cooperazione. Tuttavia negli ultimi anni le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti hanno incontrato crescenti difficoltà a causa della progressiva restrizione dello spazio civico. Varie misure giuridiche, amministrative e politiche hanno gradualmente limitato le loro libertà fondamentali, compromettendo la loro capacità di svolgere attività a sostegno dei diritti fondamentali in qualità di partner strategici dell'UE e degli Stati membri.
Malgrado le difficoltà, le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti portano avanti le proprie attività dimostrando una notevole resilienza. In alcuni Stati membri hanno svolto un ruolo essenziale durante la pandemia di COVID‑19 e nel contesto della guerra di aggressione mossa dalla Russia nei confronti dell'Ucraina e sono stati in prima linea nel garantire la comprensione, la comunicazione e il soddisfacimento dei bisogni delle persone e la difesa dei loro diritti.
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L'importanza delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti in periodi di crisi
Durante la pandemia di COVID‑19 le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti si sono adoperati a favore dell'adozione di misure trasparenti e proporzionate per affrontare l'emergenza sanitaria e in alcuni Stati membri hanno fornito assistenza di base alle persone colpite
.
Le organizzazioni della società civile svolgono un ruolo fondamentale nella lotta alla disinformazione durante le emergenze, in cooperazione con l'UE, le organizzazioni europee di verifica dei fatti e le istituzioni pubbliche degli Stati membri.
Dall'inizio della guerra di aggressione mossa dalla Russia nei confronti dell'Ucraina, le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti si sono adoperati per accogliere e assistere gli sfollati interni in Ucraina e le persone che sono fuggite negli Stati membri
. Hanno inoltre istituito un apposito servizio volto a rimettere in contatto i minori scomparsi durante la fuga dal conflitto con le loro famiglie e i loro tutori
e si impegnano a condividere le migliori pratiche in materia di tutela dei minori non accompagnati e separati dalle famiglie che giungono nell'UE dall'Ucraina.
Per agevolare la condivisione delle informazioni e il coordinamento delle iniziative tra gli attori della società civile, la Commissione ha istituito un'apposita rete di portatori di interessi del settore sanitario denominata "Sostegno all'Ucraina, agli Stati membri dell'UE confinanti e alla Moldova" sulla piattaforma per la politica sanitaria dell'UE.
Le organizzazioni dalla società civile rivestono altresì un ruolo significativo nel documentare le atrocità, esaminando le segnalazioni di crimini internazionali e deportazioni forzate di cittadini ucraini in Russia, e stanno attuando misure di sviluppo delle capacità delle autorità di contrasto e della magistratura ucraine per far fronte all'elevato numero di denunce pervenute e favorire lo svolgimento di indagini e il perseguimento di presunti crimini di guerra e crimini contro l'umanità
.
Nell'ambito di entrambe le crisi, le organizzazioni della società civile hanno svolto un ruolo determinante nel rilevare sul campo le difficoltà supplementari incontrate da determinati gruppi, come le donne, i minori, le persone con disabilità, le persone LGBTIQ, i Rom e gli anziani, e hanno pertanto contribuito all'adozione di decisioni informate su come rispondere al meglio alle loro specifiche esigenze.
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La presente relazione è elaborata in un momento critico per lo spazio civico dell'UE. Essa rientra tra gli sforzi compiuti dalla Commissione per riconoscere il contributo delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti alla difesa dei valori fondamentali dell'UE e fa parte dell'impegno della Commissione a sostenere il loro operato nell'ambito della sua azione sia interna che esterna. In un'Unione fondata sui diritti fondamentali, lo Stato di diritto e la democrazia, gli attori della società civile svolgono un ruolo cruciale nella promozione e nella tutela dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta e contribuiscono a garantirne la corretta applicazione. La presente relazione integra le relazioni annuali sullo Stato di diritto
, il piano d'azione per la democrazia europea, il quadro di valutazione UE della giustizia e l'attività della FRA sullo spazio civico. La relazione ribadisce che le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti dovrebbero poter operare in un contesto in cui i loro diritti fondamentali sono rispettati, e presenta esempi di come ciò sia realizzato o messo in questione a livello nazionale e dell'UE. La relazione risponde alle richieste di un ulteriore intervento da parte dell'UE, comprese quelle formulate nell'ambito della Conferenza sul futuro dell'Europa.
Su quali informazioni si basa la presente relazione?
La relazione si basa su una valutazione qualitativa dei risultati delle consultazioni svolte dalla Commissione e analizzate dall'Agenzia per i diritti fondamentali e su altre fonti, tra cui:
-quattro consultazioni mirate con: i) Stati membri; ii) sei organizzazioni ombrello delle organizzazioni della società civile europee che operano nel settore dei diritti fondamentali; iii) due organizzazioni internazionali; e iv) la rete europea delle istituzioni nazionali per i diritti umani (ENNHRI) e la rete europea di enti per le pari opportunità (Equinet);
-una consultazione online con 150 organizzazioni della società civile attraverso la piattaforma per i diritti fondamentali, che costituisce la rete di cooperazione con la società civile dell'Agenzia per i diritti fondamentali;
-i contributi ricevuti durante la preparazione di altre relazioni della Commissione, come la relazione annuale sullo Stato di diritto;
-le relazioni di altre istituzioni e agenzie dell'UE, in particolare quelle dell'Agenzia per i diritti fondamentali incentrate sullo spazio civico, e di organizzazioni internazionali.
Gli esempi contenuti nella presente relazione sono stati scelti per mettere in luce gli sviluppi significativi che hanno avuto luogo negli ultimi anni e presentare sia le sfide che gli aspetti positivi individuati dai portatori di interessi negli Stati membri. Gli esempi e le descrizioni delle misure e delle iniziative nazionali non sono esaustivi e hanno mero scopo illustrativo. Le relazioni di sintesi delle consultazioni e i contributi individuali presentano ulteriori misure e iniziative. I temi affrontati in ciascun capitolo (la protezione, il sostegno e la responsabilizzazione degli attori della società civile) sono stati scelti come indicatori chiave interdipendenti di un contesto favorevole alla società civile.
2.Il ruolo cruciale delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti
Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti svolgono numerose attività negli Stati membri e a livello dell'UE. Trattandosi di un gruppo diversificato, la gamma delle organizzazioni della società civile spazia da quelle che hanno ampi mandati in materia di diritti fondamentali a quelle che forniscono consulenza specialistica o sostegno in relazione a determinati diritti, da quelle che operano a livello nazionale a quelle attive a livello regionale o locale e da quelle che svolgono un ampio ventaglio di attività a quelle che si concentrano solo su determinate azioni, come la promozione dei diritti o la fornitura di servizi adattati alle esigenze dei loro membri o beneficiari. Altrettanto importanti sono le istituzioni nazionali per i diritti umani, gli organismi per la parità e i difensori civici, che contribuiscono in svariati modi alle attività di attuazione del diritto e delle politiche dell'UE.
Sensibilizzazione
Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti sensibilizzano, informano, educano e formano il pubblico, specifici gruppi e le autorità degli Stati membri in merito ai diritti fondamentali e alla loro applicazione, al processo decisionale democratico e allo Stato di diritto. In tal modo, le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti promuovono una cultura dei diritti e della responsabilità democratica nell'UE. In Croazia, ad esempio, il difensore civico eroga ai funzionari pubblici e alla magistratura attività di formazione sulla Carta, sugli obblighi derivanti da essa e sul suo potenziale utilizzo nell'ambito di campagne, attività di promozione e azioni a sostegno delle vittime di violazioni dei diritti umani. In Lituania alcune organizzazioni della società civile hanno recentemente organizzato un evento internazionale interattivo per sensibilizzare i giovani in merito ai discorsi di odio e alle loro conseguenze sulla società, per formarli e per incoraggiarli a sviluppare competenze in grado di contrastare tale fenomeno.
Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti forniscono anche informazioni su questioni che potrebbero interessare il pubblico e sulle modalità con cui le persone possono partecipare ai processi decisionali democratici. Gli attori della società civile mobilitano le persone affinché esprimano pubblicamente le loro opinioni attraverso manifestazioni, petizioni, referendum e panel di cittadini. Possono inoltre sensibilizzare e promuovere congiuntamente politiche e normative al di là dei confini dei singoli Stati membri, trasmettendo conoscenze preziose dal livello nazionale ai decisori politici dell'UE o internazionali e viceversa.
Monitoraggio
Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti monitorano in che modo i diritti fondamentali vengono rispettati nella pratica e svolgono un'importante funzione di controllo. Sono spesso i primi a ricevere informazioni sugli effetti delle misure legislative e politiche e sono quindi nella posizione ideale per formulare suggerimenti su come sviluppare ulteriormente le misure esistenti. Ottengono inoltre informazioni di prima mano su potenziali violazioni dei diritti. In Irlanda, ad esempio, le organizzazioni della società civile hanno un ruolo ufficialmente riconosciuto nel controllo dell'attuazione delle strategie nazionali per la parità in materia di migrazione, uguaglianza di genere, diritti dei Traveller e dei Rom, inclusione delle persone LGBTIQ e diritti delle persone con disabilità. In Romania, durante la pandemia il difensore civico ha valutato l'impatto delle misure nazionali sui diritti fondamentali e ha formulato una raccomandazione sul rispetto dei diritti umani e le misure eccezionali disposte durante il periodo dello stato di emergenza e dello stato di allerta. In diversi Stati membri le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti contribuiscono in misura significativa alle periodiche procedure di monitoraggio a livello nazionale attuate da organismi internazionali per i diritti umani.
Sostegno ai titolari dei diritti
Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti assistono i titolari dei diritti e le vittime di violazioni dei diritti fondamentali spiegando, difendendo e facendo rispettare i loro diritti. A tal fine raccolgono e forniscono informazioni, indagano sulle presunte violazioni e comunicano con gli organismi di monitoraggio nazionali, regionali e internazionali. Possono assistere le vittime di violazioni nell'intraprendere azioni giudiziali o stragiudiziali, offrire assistenza legale o avviare contenziosi strategici. Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti possono svolgere attività analoghe a livello internazionale e aiutare singoli denuncianti a informare gli organismi di monitoraggio dei diritti umani di circostanze che destano preoccupazione. Ad esempio, l'organismo belga per la parità agisce in giudizio per conto di dipendenti che sono stati oggetto di presunte discriminazioni fondate sul sesso, mentre in Slovenia il difensore civico può presentare ricorsi costituzionali in merito a violazioni dei diritti fondamentali in singoli casi. Nei Paesi Bassi una coalizione di organizzazioni della società civile e di privati cittadini ha avviato un procedimento giudiziario per lamentare la violazione degli articoli 7 e 8 della Carta sul rispetto della vita privata e della vita familiare e sulla protezione dei dati di carattere personale e per contestare la legittimità di uno strumento giuridico per l'individuazione delle frodi.
Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti sostengono inoltre i titolari dei diritti fornendo servizi a singoli individui. Possono integrare i servizi forniti dalle autorità nazionali, regionali o locali o essere incaricati di fornire servizi per conto dello Stato. In Svezia, ad esempio, le case rifugio per le donne senza scopo di lucro offrono alloggio e riabilitazione alle vittime della violenza di genere e della tratta di esseri umani, mentre altre organizzazioni della società civile assistono i richiedenti asilo e le persone che ritengono di essere state discriminate. In Cechia diverse organizzazioni della società civile hanno collaborato per istituire due centri di assistenza dedicati alle vittime della sterilizzazione illegale.
Promozione
Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti contribuiscono anche al processo decisionale democratico promuovendo i diritti fondamentali nell'ambito dell'elaborazione delle leggi e delle politiche. Sulla base di accordi strutturati o su iniziativa delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti, possono avere luogo attività di consultazione che offrono alle persone la possibilità di partecipare direttamente al processo decisionale su questioni che le riguardano. Alcune organizzazioni della società civile e alcuni difensori dei diritti sostengono inoltre la partecipazione democratica di gruppi vulnerabili. In Belgio, ad esempio, alcuni rappresentanti della società civile partecipano al Consiglio consultivo di Bruxelles per le persone con disabilità e al Consiglio di Bruxelles per la parità tra uomini e donne (entrambi istituiti dal governo), che possono formulare pareri su proposte legislative. In Francia le organizzazioni della società civile sono rappresentate in seno alla Commission nationale consultative des droits de l'homme, che presenta relazioni annuali al governo su diverse questioni, tra cui la lotta contro il razzismo, la xenofobia e l'antisemitismo, la tratta di esseri umani e la discriminazione delle persone LGBTIQ. Vari Stati membri coinvolgono le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti nell'attuazione di piani d'azione per la pubblica amministrazione aperta con l'obiettivo di promuovere la trasparenza, la responsabilità, la partecipazione, l'integrità pubblica e la collaborazione nella società.
Sostegno all'applicazione della normativa dell'UE
Il diritto dell'Unione spesso affida esplicitamente alle organizzazioni della società civile compiti fondamentali per l'effettiva attuazione pratica delle norme. Ad esempio, il regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori
conferisce alle organizzazioni dei consumatori il diritto di notificare alle autorità le violazioni del diritto dell'UE in materia di protezione dei consumatori. La direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione impone agli Stati membri di prevedere che, a determinate condizioni, le organizzazioni della società civile possano avviare le pertinenti procedure giudiziarie e amministrative per conto o a sostegno della persona che si ritiene lesa.
Il regolamento Aarhus modificato rafforza il diritto delle organizzazioni ambientaliste di chiedere alle istituzioni e agli organi dell'UE di riesaminare le loro decisioni per garantire la conformità al diritto ambientale dell'UE
. La modifica ha notevolmente ampliato il numero e le tipologie di decisioni impugnabili. Analogamente, la proposta di direttiva relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità prevede il diritto delle organizzazioni di presentare reclami direttamente a un'impresa qualora le sue operazioni o catene del valore possano pregiudicare i diritti umani o l'ambiente.
La direttiva sui diritti delle vittime
prevede l'istruzione di servizi di sostegno erogati sotto forma di servizio pubblico o da organizzazioni della società civile
. Analogamente, quando forniscono servizi di sostegno alle vittime del terrorismo ai sensi della direttiva antiterrorismo
, molti Stati membri combinano servizi erogati direttamente dallo Stato con servizi prestati da organizzazioni della società civile
. Anche la proposta di direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica
conferma che le organizzazioni della società civile possono fornire assistenza specialistica alle vittime di tali forme di violenza e propone inoltre di obbligare gli Stati membri a consultare le organizzazioni della società civile per quanto riguarda i servizi di sostegno, l'elaborazione delle politiche, l'informazione e la sensibilizzazione, i programmi di ricerca ed educativi, la formazione e il monitoraggio.
L'articolo 4, paragrafo 3, della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, cui l'UE aderisce, prevede la rigorosa consultazione delle persone con disabilità attraverso le loro organizzazioni rappresentative per quanto concerne le politiche che le riguardano. In relazione ai diritti dei passeggeri, il diritto dell'UE prevede che dette organizzazioni siano consultate anche quando gli operatori di aeroporti, navi e terminali portuali adottano norme sui passeggeri con disabilità e quando gli operatori ferroviari, navali e di autobus adottano norme sull'accesso non discriminatorio ai servizi.
Il regolamento generale sulla protezione dei dati e la direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie stabiliscono che, in caso di trattamento illecito di dati personali, a un organismo, un'organizzazione o un'associazione senza scopo di lucro può essere conferito il diritto di proporre un reclamo all'autorità di controllo e all'autorità giurisdizionale nazionale competenti.
Il regolamento sui servizi digitali riconosce l'importanza della società civile nel fare fronte efficacemente ai contenuti online illegali garantendo nel contempo il rispetto dei diritti fondamentali e nel controllare le solide misure di trasparenza che i servizi digitali dovranno adottare quando il regolamento entrerà in vigore. Il regolamento sui servizi digitali riconosce inoltre la necessità di tenere conto delle conoscenze approfondite apportate dalla società civile in merito ai rischi per la società ed esorta le piattaforme online e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi a consultare la società civile nell'adempimento dei loro obblighi di gestione dei rischi.
Gli organismi per la parità svolgono un ruolo cruciale nell'attuazione della normativa dell'UE in materia di parità di trattamento. Per assisterli in tale compito, la Commissione adotterà proposte di atti legislativi volti a estendere il mandato degli organismi attivi nel campo della parità per la promozione della parità di trattamento e a rafforzarne i poteri, le risorse e l'indipendenza.
Oltre a espletare i compiti assegnati alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti dalla normativa dell'UE, le organizzazioni della società civile contribuiscono all'efficacia delle politiche dell'Unione. A norma del codice di condotta dell'UE del 2016 per lottare contro le forme illegali di incitamento all'odio online, una rete di organizzazioni della società civile monitora l'attuazione degli impegni assunti dalle piattaforme online, contribuendo a proteggere i gruppi a rischio dall'incitamento all'odio in tutta l'UE. Analogamente, il forum dell'UE su internet riunisce rappresentanti dei governi, delle autorità di contrasto, dell'industria tecnologica e della società civile con l'obiettivo di limitare la diffusione di contenuti violenti di natura estremista, terroristica o pedopornografica. Dal 2022 il forum si concentra anche sulla dimensione online della tratta di esseri umani. La Commissione coordina inoltre la rete per la sensibilizzazione alla radicalizzazione, una rete europea di operatori che lavorano quotidianamente in prima linea con persone vulnerabili alla radicalizzazione e con persone che sono già state radicalizzate.
Il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025 esorta gli Stati membri a coinvolgere le organizzazioni della società civile nella concezione, nell'attuazione e nella valutazione dei piani d'azione nazionali contro il razzismo.
3.Proteggere le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti
Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti promuovono e tutelano concretamente i diritti sanciti dalla Carta e devono poter operare in un contesto favorevole, in cui siano rispettati in primo luogo i loro diritti fondamentali. Devono poter svolgere le loro attività senza ingerenze statali ingiustificate e gli Stati devono adottare attivamente misure volte a proteggere e promuovere lo spazio civico e coloro che operano al suo interno. Sebbene la maggior parte degli Stati membri si adoperi già a tal fine, le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti segnalano la persistenza di una serie di difficoltà, ostacoli e restrizioni che limitano la loro capacità di svolgere le loro attività in taluni Stati membri. La portata delle loro attività è spesso influenzata da vincoli di bilancio, di risorse umane o giuridici.
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Feedback ottenuti nell'ambito della consultazione
Il 61 % delle organizzazioni della società civile che hanno risposto alla consultazione effettuata in preparazione della presente relazione ha riferito di aver incontrato ostacoli che limitano lo "spazio sicuro" in cui operano tali organizzazioni. In particolare, il 44 % di esse è stato oggetto di vessazioni e attacchi verbali, intimidazioni, denigrazioni o campagne diffamatorie e di disinformazione. Tra gli altri ostacoli incontrati figurano gli attacchi digitali (19 %), la criminalizzazione dell'attività umanitaria o dell'impegno a favore dei diritti fondamentali (18 %), le vessazioni amministrative (15 %), gli attacchi fisici ai danni di persone e beni (15 %), la violazione della protezione dei dati (14 %), la sorveglianza (12 %), gli ostacoli connessi all'uso etico della tecnologia o dell'intelligenza artificiale (9 %) e le azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP) (7 %). Particolarmente colpiti sono gli operatori attivi negli ambiti dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne, dei diritti delle persone LGBTIQ, dei diritti dei migranti e dei richiedenti asilo e della protezione dell'ambiente.
I difensori dei diritti, come le istituzioni nazionali per i diritti umani, si confrontano con sfide analoghe. Come riferito dalla FRA, un numero significativo di dipendenti e volontari è stato oggetto di minacce o vessazioni (verbali o scritte, anche online) correlate alla loro attività in seno alla rispettiva istituzione nazionale per i diritti umani. In alcuni Stati membri le istituzioni nazionali per i diritti umani hanno incontrato ostacoli per quanto riguarda la loro indipendenza, l'ottenimento di risorse adeguate e l'adempimento del loro ampio mandato. Lo stesso vale per i difensori civici. Gli organismi per la parità hanno inoltre segnalato crescenti difficoltà dovute al calo del consenso sociale su questioni correlate all'uguaglianza e alla crescente accettabilità di affermazioni discriminatorie illegali. Sono inoltre stati segnalati casi di organismi per la parità privi di indipendenza e che non riescono a operare con efficacia a causa di pressioni esterne e dell'insufficienza di personale.
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3.1.Esempi di come gli Stati membri proteggono lo spazio civico
Un contesto favorevole è un presupposto essenziale affinché le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti possano svolgere le loro attività e salvaguardare il loro diritto di associazione. In molti Stati membri tali soggetti vengono sostenuti e incoraggiati nel loro lavoro e sono tutelati giuridicamente. Negli ultimi anni si sono registrati in tutta l'UE diversi sviluppi positivi atti a promuovere un contesto favorevole alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti e alcuni Stati membri stanno apportando cambiamenti a livello legislativo e istituzionale. Ad esempio, la Croazia e la Germania stanno elaborando piani d'azione nazionali volti a migliorare la situazione delle organizzazioni della società civile. In Slovenia una legge sulle organizzazioni non governative punta a creare un contesto favorevole alle organizzazioni della società civile. In altri Stati membri, come la Bulgaria e la Lituania, specifici organi governativi sono incaricati di elaborare politiche a sostegno della società civile. In Finlandia il comitato consultivo del governo sulla politica in materia di società civile ha elaborato una strategia per la società civile.
In alcuni Stati membri le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti hanno tuttavia manifestato preoccupazione per il fatto che la loro libertà di associazione è condizionata dalla legislazione, in particolare in materia di ordine pubblico o sicurezza, preoccupazione che in alcuni casi è stata sollevata dinanzi alle autorità giurisdizionali. Ulteriori ostacoli segnalati dai portatori di interessi sono correlati alle leggi in materia di trasparenza
, lotta al terrorismo
e lotta al riciclaggio di denaro
. Tra gli altri impedimenti segnalati dalla società civile figurano misure dissuasive, quali audit e indagini sui finanziamenti, e ostacoli all'accesso ai finanziamenti.
Nella maggior parte degli Stati membri non esistono procedure specifiche per segnalare e monitorare le minacce e gli attacchi. Di conseguenza le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti stessi svolgono un ruolo essenziale nel monitoraggio dello spazio civico e nella rendicontazione in merito. Ad esempio, il Centro nazionale slovacco per i diritti umani documenta le minacce, le intimidazioni, le vessazioni e le restrizioni dei diritti subite da organizzazioni della società civile operanti nel campo della protezione dell'ambiente, dei diritti delle persone LGBTIQ e dei diritti delle donne, anche per quanto riguarda la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti. In Finlandia un'organizzazione della società civile ha sviluppato lo strumento "Together Against Hate" per raccogliere dati sulle minacce o sugli attacchi nei confronti delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti. Inoltre la piattaforma di ricerca online CIVICUS Monitor monitora la libertà della società civile in 197 paesi e territori, mentre Civic Space Watch raccoglie le constatazioni dei gruppi europei che si occupano delle condizioni della società civile e individua le tendenze nazionali e transeuropee.
Per far fronte agli attacchi fisici e online ai danni delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti in Francia, il ministero dell'Interno monitora le segnalazioni di atti illeciti nei confronti di tali gruppi e può mettere in atto misure adeguate attraverso il suo servizio di protezione. Il Lussemburgo e i Paesi Bassi hanno attuato progetti che consentono ai difensori dei diritti stranieri che sono oggetto di minacce o pressioni nel proprio paese di soggiornare in condizioni di sicurezza per un periodo massimo di tre mesi. La Svezia ha adottato un piano d'azione nazionale per far fronte alle minacce e all'odio nei confronti, tra l'altro, delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti.
Le istituzioni nazionali per i diritti umani e gli organismi per la parità si adoperano inoltre per promuovere un contesto sicuro e favorevole alle organizzazioni della società civile a livello nazionale. Le istituzioni nazionali per i diritti umani collaborano strettamente con le organizzazioni della società civile, ad esempio erogando loro formazione e contribuendo allo sviluppo delle loro capacità. In Grecia la Commissione nazionale per i diritti umani ha raccomandato l'adozione di una proposta legislativa volta a proteggere i difensori dei diritti da attacchi, rappresaglie e limitazioni dei loro diritti.
3.2.Iniziative dell'UE per proteggere lo spazio civico
L'UE ha adottato una serie di misure per proteggere le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti. Gli strumenti elaborati per promuovere e proteggere la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali mirano a creare, sostenere e salvaguardare un contesto favorevole alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti.
In particolare, la relazione annuale della Commissione sullo Stato di diritto, nell'ambito del suo quarto pilastro relativo alle questioni istituzionali relative al bilanciamento dei poteri, include una valutazione della situazione dello spazio civico in tutti gli Stati membri, riconosce che "[anche] la società civile svolge un ruolo fondamentale nel sistema di bilanciamento dei poteri" ed esamina gli sviluppi relativi a un quadro favorevole alla società civile. Nel 2022 nell'ambito della relazione sullo Stato di diritto sono state formulate raccomandazioni destinate agli Stati membri, in alcuni casi anche in merito alla situazione dello spazio civico.
L'iniziativa anti-SLAPP intrapresa dalla Commissione nel 2022 introduce misure concrete per proteggere i soggetti attivi nella partecipazione pubblica da procedimenti giudiziari manifestamente infondati o abusivi, contribuendo così a creare un contesto sicuro e favorevole per le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti.
La proposta di una nuova direttiva sulla tutela penale dell'ambiente conferma che le persone, compresi i membri delle organizzazioni della società civile, che segnalano reati ambientali dovrebbero beneficiare del sostegno e dell'assistenza necessari nell'ambito di un eventuale procedimento penale. I difensori dell'ambiente sono coperti anche dalla proposta di direttiva e dalla raccomandazione sulla protezione dalle SLAPP, conformemente alle prescrizioni della convenzione di Aarhus.
La proposta di legge europea per la libertà dei media migliorerà il funzionamento del mercato interno dei media aumentando la trasparenza e affrontando le distorsioni del mercato, rafforzando in tal modo anche la libertà e il pluralismo dei media in tutti gli Stati membri, e garantirà che i giornalisti e gli editori possano lavorare senza interferenze. Analogamente, la raccomandazione della Commissione relativa alla garanzia della protezione, della sicurezza e dell'empowerment dei giornalisti e degli altri professionisti dei media mira a garantire ai professionisti dei media condizioni di lavoro più sicure, sia online che offline.
Su invito del Parlamento europeo, la Commissione sta inoltre lavorando a un'iniziativa legislativa sul riconoscimento transfrontaliero delle associazioni nell'UE, che si concentrerà sulle attività transfrontaliere delle associazioni, consentendo loro di godere appieno del mercato unico e dei loro diritti fondamentali sanciti dalla Carta.
Oltre che con misure giuridiche, la Commissione protegge le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti anche adottando misure di applicazione nei confronti dei provvedimenti che li riguardano e che sono contrari al diritto dell'UE, compresa la Carta. La Commissione ha avviato due procedure d'infrazione nei confronti dell'Ungheria in merito a una legge sui finanziamenti esteri per la società civile e a un progetto di legge che qualifica come reato l'assistenza ai richiedenti asilo. Le sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) in queste due cause dettano un orientamento giurisprudenziale per quanto riguarda normative simili e mettono in risalto il ruolo chiave della Corte nella protezione dello spazio civico e dei diritti fondamentali nell'UE.
L'impegno dell'Unione a contribuire a proteggere e promuovere lo spazio civico si riflette anche nella sua azione esterna, compreso il piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia (2020-2024), ed è illustrato inoltre negli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani.
Dal 2015 la Commissione sostiene meccanismi per proteggere i difensori dei diritti umani maggiormente esposti a rischi. Attraverso sovvenzioni di modesta entità, il fondo di emergenza dell'UE per i difensori dei diritti umani a rischio fornisce sostegno ai difensori dei diritti umani. ProtectDefenders.eu è una coalizione di organizzazioni della società civile attiva a livello internazionale che riceve, gestisce e risponde a richieste di sostegno dei difensori dei diritti umani. La coalizione fornisce un servizio flessibile e permanente di progettazione del sostegno, che spazia dallo sviluppo delle capacità e dalla consulenza giuridica e in materia di sicurezza ai servizi di ricollocazione e di accoglienza. Lo strumento per le crisi in materia di diritti umani eroga sovvenzioni a organizzazioni della società civile con l'obiettivo di garantire la sopravvivenza di movimenti per i diritti umani nei contesti operativi più repressivi.
La Commissione ha inoltre finanziato lo sviluppo del CSO Meter, un progetto che valuta l'apertura dello spazio civico nei paesi del partenariato orientale nell'ambito dello strumento europeo di vicinato.
Per proteggere lo spazio civico, l'UE ha sviluppato una stretta cooperazione e un dialogo con organizzazioni internazionali. In particolare, l'UE si avvale pienamente delle norme e delle conoscenze sviluppate dal Consiglio d'Europa e dai suoi organismi di monitoraggio. Il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha adottato tre atti non vincolanti sullo spazio civico. Il Comitato direttivo intergovernativo per i diritti dell'uomo esamina l'impatto della normativa, delle politiche e delle prassi nazionali sulle attività delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti e individua le migliori pratiche per promuovere e proteggere lo spazio civico. Il Consiglio di esperti sul diritto delle organizzazioni non governative monitora l'attuazione di una raccomandazione sullo status giuridico delle organizzazioni non governative e fornisce consulenza su come allineare il diritto e le prassi nazionali alle norme europee. Inoltre la piattaforma per la sicurezza dei giornalisti monitora gli attacchi contro i giornalisti, indicando se siano stati perpetrati da attori statali o non statali e la gravità degli attacchi.
Un altro partner fondamentale sono le Nazioni Unite, e in particolare i relativi meccanismi di monitoraggio volti a contrastare gli attacchi, le vessazioni, la criminalizzazione e le campagne diffamatorie che negli ultimi anni hanno colpito la società civile in tutto il mondo, compresa l'UE.
Anche la cooperazione con l'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) è fondamentale. L'ODIHR aiuta le autorità nazionali a rispettare i loro impegni relativi alla protezione dei difensori dei diritti umani monitorando la loro capacità di operare e contribuendo allo sviluppo delle loro capacità attraverso l'istruzione e la formazione in materia di diritti umani.
4.Sostenere le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti
L'accesso alle risorse finanziarie e la libertà di utilizzarle sono parte integrante del diritto alla libertà di associazione
. Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti necessitano di risorse finanziarie sufficienti per svolgere efficacemente le loro missioni. Diversi Stati membri riferiscono di aver incrementato il sostegno finanziario a favore delle organizzazioni della società civile in generale
e al fine di compensare l'impatto della pandemia di COVID‑19
; i donatori internazionali e l'UE hanno integrato tali sforzi in misura significativa negli ultimi anni. Tuttavia in tutta l'UE le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti faticano a finanziare le loro attività specifiche, una tendenza aggravata dalla pandemia e dall'attuale crisi del costo della vita
, in particolare per quanto riguarda le attività di promozione e di controllo.
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Feedback ottenuti nell'ambito della consultazione
Nell'ambito della consultazione effettuata in preparazione della presente relazione, le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti hanno individuato nella mancanza di finanziamenti una delle principali sfide per il loro lavoro e hanno riferito che in molti Stati membri vi sono poche opportunità di finanziamento, in particolare per le attività inerenti allo Stato di diritto, alla democrazia e ai diritti fondamentali
.
Dalla consultazione online è emerso che quasi la metà delle organizzazioni rispondenti (49 %) ha segnalato ostacoli nell'ambito del quadro di finanziamento. In particolare, il 40 % ha segnalato barriere d'accesso ai finanziamenti. Una percentuale più esigua di organizzazioni (meno del 15 %) ha fatto riferimento a ostacoli riguardanti lo status degli enti di beneficenza, i finanziamenti esteri, i regimi fiscali, la corruzione in materia di contabilità e revisione contabile e le restrizioni alla raccolta di fondi online.
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4.1.Esempi di come gli Stati membri sostengono gli attori della società civile
Una fonte fondamentale di finanziamenti e risorse per le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti sono gli Stati membri. Tutti gli Stati membri erogano finanziamenti pubblici alle organizzazioni della società civile a livello nazionale, regionale e locale, mettendo a disposizione numerosi programmi di finanziamento diversi. Ad esempio, i fondi per le organizzazioni della società civile predisposti in Estonia
, Lettonia
, Lituania
e a Malta forniscono sostegno istituzionale allo sviluppo delle capacità delle organizzazioni della società civile. In Finlandia le organizzazioni della società civile ricevono finanziamenti statali da varie fonti, comprese le entrate di un'impresa statale che opera nel mercato del gioco d'azzardo regolamentato
. In alcuni Stati membri, come Danimarca, Paesi Bassi e Svezia, sono disponibili finanziamenti pubblici per la promozione dei diritti fondamentali
. Diversi Stati membri offrono inoltre finanziamenti per coprire in certa misura i costi amministrativi e infrastrutturali delle organizzazioni della società civile.
Alcuni Stati membri prevedono inoltre sistemi di imposizione fiscale agevolata per le donazioni alle organizzazioni della società civile
, che incoraggiano i privati a fare donazioni. La maggior parte degli Stati membri consente alle organizzazioni della società civile di ricevere sostegno finanziario, sovvenzioni e donazioni in esenzione da imposte. Ad esempio, in Italia le donazioni alle organizzazioni della società civile sono fiscalmente deducibili e in Cechia le organizzazioni della società civile sono esenti dall'imposta sul reddito, dall'imposta di circolazione e dall'imposta sugli immobili quando i costi sono a fini organizzativi.
Anche quando i finanziamenti sono disponibili, le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti segnalano ostacoli nell'accesso a tali finanziamenti, tra cui criteri di ammissibilità e procedure di domanda e di rendicontazione complessi, onerosi e non sempre trasparenti, e l'elevata domanda di finanziamenti disponibili
. Un'ulteriore sfida segnalata dalle organizzazioni della società civile è rappresentata dal finanziamento a breve termine dei progetti, che sta gradualmente sostituendo il finanziamento a lungo termine o il finanziamento delle spese amministrative
.
Diversi Stati membri si stanno adoperando per far fronte alle suddette sfide in materia di disponibilità, accessibilità e sostenibilità dei finanziamenti, cercando di garantire un'equa distribuzione mediante criteri trasparenti e pubblicando inviti a presentare proposte con modalità che li rendano ampiamente accessibili. In Spagna, ad esempio, l'equa distribuzione dei fondi è garantita dalla legislazione
, che impone la pubblicazione dei criteri di valutazione.
La maggior parte degli Stati membri ha inoltre elaborato piani per semplificare e accelerare l'accesso ai finanziamenti, anche attraverso la digitalizzazione, Ad esempio, la Slovacchia e la Croazia stanno introducendo nuovi sistemi online per semplificare le procedure amministrative di finanziamento pubblico. Parallelamente, in Slovenia, per semplificare il sistema di finanziamento sono utilizzati tassi fissi e importi forfettari.
In alcuni Stati membri ulteriori ostacoli sono dovuti alla distribuzione politicizzata dei finanziamenti pubblici, che esclude le organizzazioni della società civile che mantengono posizioni critiche nei confronti del governo e predilige invece le organizzazioni non governative organizzate dal governo
. Tali ostacoli possono consistere in pratiche che bloccano l'accesso delle organizzazioni della società civile ai fondi pubblici qualificando le loro attività di promozione come attività politiche
, incidendo così sulla loro esenzione dalle imposte
, nonché norme atte a disciplinare le donazioni estere
. Le organizzazioni della società civile che operano in determinati ambiti sensibili, come i diritti delle persone LGBTIQ e la parità di genere, intraprendendo anche attività di promozione e contenziosi strategici, sono ulteriormente escluse dai finanziamenti pubblici.
4.2.Sostegno dell'UE agli attori della società civile
4.2.1.Programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (CERV)
Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti sono sempre stati tra i beneficiari dei programmi di finanziamento della Commissione, la quale integra in tal modo gli sforzi degli Stati membri. Con un bilancio di 1,55 miliardi di EUR per il periodo 2021-2027, il programma CERV è il più grande fondo per i diritti fondamentali mai realizzato nell'UE. Il suo obiettivo è proteggere e promuovere i diritti e i valori sanciti nei trattati dell'UE, nella Carta e nelle convenzioni internazionali sostenendo le organizzazioni della società civile e altri portatori di interessi a livello locale, regionale, nazionale e transnazionale.
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Feedback ottenuti nell'ambito della consultazione
Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti hanno accolto il programma CERV come uno sviluppo positivo. Dalle consultazioni emerge che la maggior parte delle organizzazioni della società civile era a conoscenza del programma, anche se in misura variabile
. Il 28 % dei partecipanti alle consultazioni per la presente relazione ha presentato una domanda di finanziamento a titolo del CERV, mentre il 39 % intende presentare domanda.
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Il programma CERV si compone di diverse sezioni di finanziamento. La nuova sezione valori dell'Unione sostiene le organizzazioni della società civile, i difensori dei diritti e altri portatori di interessi che promuovono una cultura dei valori nell'UE basata sui diritti fondamentali, sulla democrazia e sullo Stato di diritto. Sono disponibili finanziamenti per lo sviluppo delle capacità e la sensibilizzazione in merito alla Carta, nonché per le attività che rafforzano le conoscenze degli operatori, dei professionisti del diritto, delle organizzazioni della società civile e degli organismi indipendenti per i diritti umani al fine di avviare efficacemente contenziosi a livello nazionale ed europeo e di migliorare l'accesso alla giustizia e l'applicazione dei diritti attraverso la formazione, la condivisione delle conoscenze e lo scambio di buone pratiche. I finanziamenti per lo sviluppo delle capacità e i contenziosi saranno notevolmente incrementati nell'ambito del programma di lavoro 2023-2024.
Introducendo una nuova opportunità nell'ambito della sezione valori dell'Unione, la Commissione ha selezionato mediante un invito aperto a presentare proposte intermediari delle organizzazioni della società civile. Tali soggetti forniranno sostegno finanziario alle organizzazioni della società civile attraverso un meccanismo di risovvenzionamento (trasferimento di sovvenzioni dell'UE a terzi) al fine di contribuire allo sviluppo delle capacità di numerose organizzazioni della società civile di base che promuovono e proteggono i valori dell'UE. La Commissione sostiene inoltre partner quadro, come ad esempio reti europee, organizzazioni della società civile attive a livello dell'UE e gruppi di riflessione europei che operano nel settore dei valori dell'UE
. La Commissione sostiene in particolare l'ENNHRI e diverse reti di organizzazioni della società civile, quali la Civil Liberties Union, lo European Center for Not-for-profit Law (ECNL) e il Forum civico europeo, che si adoperano per creare e mantenere uno spazio civico favorevole.
Le organizzazioni della società civile hanno inoltre accesso a cospicui finanziamenti nell'ambito delle altre sezioni del programma CERV, ossia la sezione uguaglianza, diritti e parità di genere, la sezione lotta alla violenza di genere e alla violenza contro i minori (Daphne) e la sezione coinvolgimento e partecipazione dei cittadini, in cui le organizzazioni della società civile rappresentano quasi la metà dei beneficiari. Nel 2021 il programma CERV ha erogato finanziamenti per circa 91,8 milioni di EUR. Nel 2022 l'importo è salito a circa 200 milioni di EUR
.
Per il periodo di finanziamento 2021-2027 è stato elaborato un sistema di gestione del rischio in tutte le fasi di svolgimento dei progetti. Il rispetto dei valori dell'UE si applica a tutti gli inviti a presentare proposte e per l'intera durata dei progetti. Tutti i richiedenti e i beneficiari sono soggetti a controlli periodici volti a verificare la loro conformità ai valori dell'UE nelle fasi di domanda, valutazione e attuazione.
Finanziamenti dell'UE a sostegno delle organizzazioni della società civile nell'ambito della guerra di aggressione mossa dalla Russia nei confronti dell'Ucraina
I beneficiari del programma CERV si trovano in una posizione ideale per rispondere ai bisogni urgenti delle persone colpite dalla guerra di aggressione mossa dalla Russia nei confronti dell'Ucraina, in particolare mediante la raccolta e il monitoraggio dei dati, la sensibilizzazione, la promozione, l'orientamento e l'assistenza alle vittime. Quando la guerra di aggressione russa ha avuto inizio, molti degli inviti a presentare proposte del 2022 erano già aperti e ai richiedenti è stata data la possibilità di adattare le loro proposte alle esigenze derivanti dalla guerra. Nell'ambito di alcuni inviti sono inoltre stati prorogati i termini per la presentazione delle proposte. Alcuni partner quadro che ricevono finanziamenti hanno sviluppato attività per rispondere alle esigenze emergenti, come ad esempio campagne sui social media, misure di sostegno psicologico o attività di formazione di tutor volontari. A partire dal 2023 i partner quadro inizieranno a riassegnare i fondi alle rispettive organizzazioni aderenti a livello locale, che potranno promuovere azioni più specifiche per rispondere alla situazione di emergenza.
4.2.2.Sostegno nell'ambito di altri programmi dell'UE
Oltre al programma CERV, l'UE sostiene in misura considerevole la società civile attraverso molti altri programmi. Il programma Giustizia garantisce l'accesso effettivo dei cittadini alla giustizia sostenendo la formazione giudiziaria ed erogando sovvenzioni alle organizzazioni della società civile per l'attuazione di progetti in collaborazione con le autorità giudiziarie
, ad esempio progetti di formazione transfrontaliera sul diritto dell'UE per gli operatori della giustizia. Anche i programmi di finanziamento della ricerca e dell'innovazione, Orizzonte 2020 e il successivo programma Orizzonte Europa, sostengono le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti in una serie di ambiti tematici
.
Il programma Erasmus+ finanzia progetti che promuovono i diritti fondamentali e i valori dell'UE. Erasmus+ fornisce un sostegno finanziario strutturale (sovvenzioni di funzionamento) alle organizzazioni della società civile europee attive nel settore dell'istruzione e della formazione o della gioventù e a partire dal 2021 propone anche sovvenzioni annuali di azioni. Infine, il programma di responsabilizzazione della società civile finanzia la formazione della società civile per diffondere messaggi in contrasto con l'estremismo violento
.
Nelle sue azioni esterne l'UE ha stabilito pratiche consolidate di finanziamento, dialogando con la società civile e individuando le sfide con cui essa si confronta attraverso programmi tematici e geografici. Gli strumenti geografici, come lo strumento di assistenza preadesione e lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI-Europa globale), forniscono un sostegno mirato alle organizzazioni della società civile attraverso dotazioni regionali e nazionali (programmi dello strumento per la società civile) allo scopo di rafforzare le capacità di dette organizzazioni, consolidare il dialogo tra queste ultime e lo Stato e promuovere uno spazio civico aperto. Le organizzazioni della società civile sono inoltre i principali destinatari del sostegno offerto dal programma tematico per le organizzazioni della società civile e dal programma tematico per i diritti umani e la democrazia nell'ambito dello strumento NDICI-Europa globale.
5.Responsabilizzare le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti
La società civile è un partner attivo e indipendente nel sistema dei diritti fondamentali dell'UE. L'Unione e gli Stati membri devono riconoscere il ruolo delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti, consentire loro di agire e garantire che sussistano le condizioni necessarie affinché possano essere coinvolti in modo significativo nei processi decisionali e nell'attuazione delle politiche nazionali e dell'UE a beneficio delle democrazie europee. Tale responsabilizzazione è fondamentale per garantire uno spazio civico dinamico e consentire alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti di contribuire alla definizione delle politiche nazionali e dell'UE. Tuttavia numerosi portatori di interessi segnalano che le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti hanno difficoltà ad accedere alle consultazioni e ai dialoghi con i portatori di interessi in alcuni Stati membri. Non sempre sono disponibili informazioni sulle consultazioni aperte o orientamenti chiari per accedervi.
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Feedback ottenuti nell'ambito della consultazione
Nell'ambito della consultazione effettuata in preparazione della presente relazione, oltre la metà delle organizzazioni (53 %) ha segnalato ostacoli alla partecipazione e alla collaborazione con le autorità. Le maggiori problematiche individuate in questo ambito sono gli ostacoli che limitano l'accesso delle organizzazioni alle consultazioni e alla partecipazione ai processi decisionali (45 %) e l'accesso alle informazioni e ai documenti (42 %). Inoltre un numero significativo di organizzazioni (30 %) ha dichiarato di aver incontrato ostacoli ad accedere al dialogo civile in termini più generali. Secondo le constatazioni della FRA, anche le minoranze e i gruppi vulnerabili non sono sufficientemente rappresentati nelle consultazioni.
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5.1.Esempi di come gli Stati membri responsabilizzano gli attori della società civile
Coinvolgere le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti è essenziale per formulare, attuare e monitorare la legislazione e le politiche. Diversi Stati membri hanno istituito meccanismi di consultazione per garantire che le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti possano essere coinvolti e abbiano l'opportunità di valutare in che modo le misure proposte possano incidere su di loro, sui loro membri o, più in generale, sui diritti fondamentali.
Molti Stati membri raccolgono contributi da parte delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti attraverso consultazioni pubbliche aperte. In Spagna, ad esempio, prima dell'elaborazione di una normativa si tengono una consultazione pubblica aperta e un'audizione pubblica, durante le quali le organizzazioni della società civile possono condividere le loro conoscenze e opinioni. Analogamente, molti Stati membri agevolano la partecipazione dei portatori di interessi attraverso piattaforme di consultazione online, che forniscono informazioni sulle consultazioni in corso. In Austria l'elaborazione del piano strategico nazionale sulla politica agricola comune è stata sostenuta da un processo in cui tutti hanno avuto la possibilità di ottenere informazioni e fornire contributi.
In diversi Stati membri le norme generali sulla realizzazione di valutazioni dell'impatto della legislazione consentono di valutare l'impatto di una proposta legislativa sulla società civile. In alcuni Stati membri si tratta di un obbligo per il legislatore. In Germania, ad esempio, devono essere valutati tutti gli impatti normativi dei progetti di legge elaborati dal governo federale, compreso il loro impatto sullo spazio civico. In Lettonia gli impatti delle proposte sui diritti umani, sui valori democratici e sullo sviluppo della società civile sono valutati come impatti orizzontali.
Per sostenere lo sviluppo della società civile sono essenziali strutture di dialogo permanenti. Diversi Stati membri coinvolgono le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti attraverso apposite piattaforme e reti, che mettono a loro disposizione un meccanismo ufficiale per contribuire all'attuazione e al monitoraggio della legislazione e delle politiche. In Cechia, ad esempio, il Consiglio per le organizzazioni non governative discute questioni chiave inerenti all'attività delle organizzazioni della società civile e ha partecipato alla definizione della strategia di collaborazione tra la pubblica amministrazione e le organizzazioni non governative. È inoltre in fase di sviluppo una metodologia per agevolare ulteriormente la partecipazione di queste ultime. In Finlandia, allo scopo di promuovere l'interazione tra il governo e la società civile è stato istituito il Comitato consultivo per la politica in materia di società civile. In Irlanda le autorità locali possono entrare in contatto con i gruppi della comunità, comprese le organizzazioni della società civile, attraverso una rete di partecipazione pubblica, il cui obiettivo primario è consentire ai partecipanti di manifestare le loro opinioni in seno alle strutture decisionali ufficiali a livello locale.
Diversi Stati membri coinvolgono le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti attraverso piattaforme e reti dedicate alla tutela dei diritti fondamentali di specifici gruppi. In Grecia, ad esempio, le organizzazioni della società civile partecipano al Consiglio nazionale contro il razzismo e l'intolleranza e collaborano con l'Ufficio del relatore nazionale per le questioni relative alla tratta di esseri umani. In Spagna le organizzazioni della società civile prendono parte al Consiglio per la partecipazione delle donne, che si adopera per promuovere l'uguaglianza e la non discriminazione, nonché al Consiglio nazionale sulla disabilità e al Consiglio per la promozione della parità di trattamento e della non discriminazione delle persone sulla base dell'origine razziale o etnica. In Portogallo il Consiglio economico e sociale costituisce un forum per il dialogo tra le parti sociali e le organizzazioni della società civile su questioni socioeconomiche.
Le istituzioni nazionali per i diritti umani e gli organismi per la parità mantengono contatti regolari con le organizzazioni della società civile e fungono da collegamento tra queste ultime e i diversi livelli della pubblica amministrazione. Tali enti coinvolgono le organizzazioni della società civile in consultazioni, comitati consultivi, progetti congiunti ed eventi di dialogo. La maggior parte degli organismi per la parità ha integrato le organizzazioni della società civile nei propri organi direttivi. Sebbene diverse istituzioni nazionali per i diritti umani e vari organismi per la parità segnalino una buona collaborazione con le autorità, permangono sfide per quanto riguarda la tempestività e la trasparenza delle consultazioni, la fornitura di informazioni e il coinvolgimento sistematico dei suddetti enti, anche non su loro iniziativa. Quattro Stati membri non hanno ancora costituito un'istituzione nazionale per i diritti umani accreditata conformemente ai principi di Parigi delle Nazioni Unite.
5.2.Azione dell'UE per responsabilizzare gli attori della società civile
I trattati istitutivi dell'UE riconoscono l'importanza della partecipazione della società civile e del dialogo con essa. L'articolo 11 TUE impone alle istituzioni dell'Unione di dare ai cittadini e alle associazioni rappresentative la possibilità di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell'UE. L'articolo obbliga inoltre le istituzioni a mantenere un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile e a procedere ad ampie consultazioni sulle nuove iniziative. L'articolo 15, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea esige che le istituzioni, agli organi e agli organismi dell'Unione operino nel modo più trasparente possibile al fine di promuovere il buon governo e garantire la partecipazione della società civile.
La Carta riconosce i diritti alla libertà di espressione e d'informazione (articolo 11) e alla libertà di riunione pacifica e di associazione (articolo 12). In linea con la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, la CGUE ha confermato che il diritto alla libertà di associazione costituisce uno dei fondamenti essenziali di una società democratica e pluralista, in quanto consente ai cittadini di agire collettivamente in settori di interesse comune, e contribuisce in tal modo al buon funzionamento della vita pubblica
.
Tale riconoscimento del ruolo chiave dello spazio civico si riflette nel funzionamento dell'UE e nelle sue politiche.
Coinvolgimento nella definizione delle politiche
Dal 2015 l'agenda "Legiferare meglio" prevede che in sede di elaborazione delle iniziative legislative si tenga conto dell'impatto sui diritti fondamentali, oltre che degli impatti economici, sociali e ambientali in termini più generali. Ciò richiede che le istituzioni dell'UE valutino il modo migliore per promuovere e tutelare concretamente i diritti fondamentali nell'ambito dei fascicoli e consente alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti di constatare in che modo il processo legislativo dell'UE tiene conto del potenziale impatto esercitato sulla società civile per quanto riguarda i diritti umani. Appositi meccanismi di consultazione e dialogo consentono inoltre alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti di manifestare le loro opinioni sulla normativa e sulla politica dell'UE durante l'intero ciclo programmatico, dalla preparazione iniziale dell'iniziativa fino ai negoziati tra i colegislatori, il Parlamento europeo e il Consiglio.
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Consultazione formale e meccanismi di reclamo
Il pacchetto di strumenti per legiferare meglio conferma l'importanza del coinvolgimento dei portatori di interessi, compresa la società civile, nella definizione delle politiche dell'UE. La consultazione dei portatori di interessi è una componente significativa del processo di definizione di politiche basate su dati concreti e apporta un contributo prezioso alla legittimità di tale processo.
Tutti i contributi alle proposte legislative, alle valutazioni, ai controlli dell'adeguatezza e alle comunicazioni possono essere trasmessi attraverso il portale "Di' la tua", che consente a tutte le parti interessate di contribuire alle iniziative prima e dopo la loro adozione fornendo un feedback generale o condividendo opinioni e conoscenze nell'ambito di una consultazione pubblica aperta. La raccolta di feedback offre ai portatori di interessi l'opportunità di condividere le loro opinioni su un documento specifico (solitamente un "invito a presentare contributi").
Una consultazione pubblica si articola in domande rivolte al pubblico e, se del caso, domande specialistiche per gli esperti delle organizzazioni della società civile, le imprese, le autorità pubbliche, il mondo accademico, ecc. I rispondenti possono integrare le proprie risposte con contributi scritti, quali documenti di sintesi. I contribuiti possono essere formulati in una qualsiasi delle 24 lingue ufficiali dell'UE.
I rappresentanti delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti possono anche presentare denunce formali alla Commissione qualora sospettino una violazione del diritto dell'UE da parte delle autorità degli Stati membri. Dopo aver valutato la denuncia, la Commissione decide se avviare una procedura di infrazione.
Inoltre il Mediatore europeo ha il compito di indagare su denunce presentate da singoli individui e organizzazioni in merito a casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'UE, anche in caso di violazione dei diritti fondamentali.
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Gli attori della società civile sono partner importanti nella preparazione delle iniziative dell'UE. Un esempio recente è il ruolo svolto dalle organizzazioni della società civile nel definire l'approccio dell'Unione a un'intelligenza artificiale antropocentrica e affidabile. Oltre 160 organizzazioni della società civile hanno contribuito alla consultazione pubblica sul libro bianco sull'intelligenza artificiale, fornendo un prezioso contributo alla proposta di regolamento sull'intelligenza artificiale
, che mira a creare un mercato unico per un'intelligenza artificiale affidabile, sicura e rispettosa dei diritti fondamentali.
Tra gli altri esempi recenti figurano la proposta di direttiva relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità, il pacchetto anti-SLAPP, la proposta sull'istituzione di uno spazio europeo dei dati sanitari, la raccomandazione della Commissione sulla protezione, la sicurezza e l'empowerment dei giornalisti e degli altri professionisti dei media
e l'iniziativa legislativa volta a rafforzare il ruolo e i poteri degli organismi per la parità. Le consultazioni con la società civile sono parte integrante anche della preparazione e dell'attuazione degli accordi commerciali dell'UE. La Commissione ha istituito il gruppo di esperti sulle opinioni dei migranti nel settore della migrazione, dell'asilo e dell'integrazione, composto da rappresentanti della società civile con competenze pertinenti e incaricato di fornire consulenza sulle politiche in materia di migrazione.
La strategia dell'UE per l'uguaglianza LGBTIQ prevede una consultazione costante con le organizzazioni della società civile in merito alla sua attuazione. La strategia coinvolge inoltre le organizzazioni della società civile in molte delle sue azioni, compreso il dialogo con gli Stati membri. Il quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom pone fortemente l'accento sulla partecipazione, in particolare da parte della società civile Rom, a tutte le fasi del processo di elaborazione delle politiche.
Attuazione dei fondi dell'UE
A norma del regolamento sulle disposizioni comuni, è possibile affidare compiti alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti. In base a tale normativa, gli Stati membri devono predisporre efficaci meccanismi volti a garantire che i programmi finanziati dall'UE siano concepiti e attuati nel rispetto delle pertinenti disposizioni della Carta. Tale obbligo rientra nell'ambito della condizione abilitante orizzontale sull'effettiva applicazione e attuazione della Carta (la "condizione abilitante orizzontale"). È inoltre previsto un "partenariato" con una serie di organismi regionali, locali e della società civile, come gli organismi per i diritti fondamentali. Lo Stato membro coinvolge tali organismi in tutte le fasi della preparazione, dell'attuazione e della valutazione dei programmi, anche attraverso la partecipazione a un comitato incaricato di monitorare l'attuazione dei programmi di finanziamento, in cui è garantita una rappresentanza equilibrata dei partner coinvolti.
Sempre più spesso gli Stati membri adottano disposizioni per coinvolgere le organizzazioni della società civile nell'attuazione della condizione abilitante orizzontale. Se del caso, devono destinare risorse adeguate a titolo dei fondi allo sviluppo delle capacità amministrative delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile.
In Danimarca, ad esempio, le organizzazioni della società civile e le istituzioni nazionali per i diritti umani sono state incluse in consultazioni bilaterali e pubbliche organizzate dall'autorità di gestione dei programmi contemplati dal regolamento sulle disposizioni comuni e partecipano anche al monitoraggio dell'attuazione di tutti i programmi. In Romania le autorità di gestione di ciascun programma hanno istituito comitati di sorveglianza che comprendono le organizzazioni della società civile per tutti i programmi. In Cechia le organizzazioni della società civile sono incluse tra gli organismi che preparano, attuano e monitorano i fondi contemplati dal regolamento sulle disposizioni comuni. Ciò consente loro di influenzare il contenuto dei programmi e delle richieste di fondi e di partecipare alla valutazione e al monitoraggio, anche per quanto riguarda la conformità delle operazioni alla Carta.
Dialoghi strutturali migliorati
Oltre alle consultazioni, la Commissione ha creato diversi meccanismi di dialogo su misura per consentire ai portatori di interessi, compresi le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti, di contribuire regolarmente all'elaborazione e all'attuazione delle politiche in settori specifici. Il dialogo strutturale con la società civile si svolge, ad esempio, attraverso forum e piattaforme riguardanti ampi settori d'intervento, quali il forum permanente della società civile contro il razzismo, la piattaforma sulla disabilità, il forum europeo sulla migrazione e la piattaforma dell'UE per la politica sanitaria. La rete dell'UE per i diritti dei minori è stata istituita per sostenere l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione della strategia dell'UE sui diritti dei minori. La piattaforma per i diritti delle vittime è stata inaugurata nel 2020 per agevolare il dialogo e lo scambio delle migliori pratiche e di informazioni tra i suoi membri, due terzi dei quali fanno parte della società civile
.
L'UE ha inoltre istituito dialoghi su questioni più specifiche, come ad esempio il forum della società civile per l'uguaglianza LGBTIQ, la piattaforma europea per l'inclusione dei Rom e il Roma Civil Monitor 2025, il forum della società civile sulle droghe e la piattaforma della società civile dell'UE contro la tratta di esseri umani. Il forum della società civile sulla lotta contro l'antisemitismo riunisce rappresentanti della Commissione e delle comunità ebraiche, della società civile e altri portatori di interessi allo scopo di creare collegamenti e massimizzare l'effetto delle azioni congiunte. In qualità di firmatari del codice di buone pratiche sulla disinformazione e di membri della task force permanente del codice, le organizzazioni della società civile forniscono consulenza specialistica su una migliore comprensione dei fenomeni di disinformazione emergenti o sul conseguimento di risultati chiave, come ad esempio lo sviluppo di indicatori per misurare l'impatto del codice sulla disinformazione nell'UE.
La società civile è inoltre un partner fondamentale dell'UE per quanto riguarda la promozione di una cultura dello Stato di diritto più solida. In preparazione delle relazioni annuali sullo Stato di diritto, la Commissione tiene riunioni con portatori di interessi quali reti europee, organizzazioni della società civile nazionali ed europee e organizzazioni professionali. Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti forniscono inoltre contributi scritti alle relazioni. Ciò è essenziale per effettuare una valutazione informata degli ambiti che sono oggetto delle relazioni, vale a dire i sistemi giudiziari, i sistemi anticorruzione, il pluralismo e la libertà dei media e altre questioni istituzionali relative al bilanciamento dei poteri.
Anche su questioni riguardanti la sfera del commercio dell'UE si tiene un dialogo regolare con la società civile e vengono istituiti gruppi consultivi interni. Gruppi di dialogo civile aiutano inoltre la Commissione a mantenere un dialogo costante su tutte le questioni inerenti alla politica agricola comune. La Commissione tiene anche un dialogo civile strutturato con organizzazioni della società civile attive in materia di disabilità, esclusione sociale e povertà e nei settori culturali e creativi.
Un'importante opportunità di scambio con la società civile e i difensori dei diritti umani nell'ambito dell'azione esterna dell'UE è il forum annuale UE-ONG sui diritti umani, organizzato congiuntamente dal servizio europeo per l'azione esterna, dalla Commissione e dalla Rete per i diritti umani e la democrazia (HRDN), un'organizzazione ombrello della società civile. L'evento riunisce centinaia di organizzazioni della società civile, difensori dei diritti umani e rappresentanti delle istituzioni delle Nazioni Unite e dell'UE per discutere delle questioni più urgenti in materia di diritti umani.
La principale piattaforma dell'Unione per il dialogo strutturale tra l'UE e le reti delle organizzazioni della società civile sulle questioni inerenti allo sviluppo, comprese le questioni relative a un contesto favorevole alla società civile nei paesi partner dell'Unione, è il forum politico per lo sviluppo.
A livello dei paesi partner dell'UE, il sostegno alla società civile è illustrato in 110 tabelle di marcia per paese sulle organizzazioni della società civile, strategie dell'UE e degli Stati membri per l'impegno con la società civile che rispecchiano le priorità fondamentali dell'Unione, compresa una maggiore attenzione al sostegno a un contesto favorevole alla società civile. La nuova generazione di tabelle di marcia si concentra inoltre sull'inclusione della società civile, comprese le organizzazioni femminili, giovanili e locali, nel dialogo politico a livello nazionale.
6.Conclusioni
La società civile è una componente essenziale delle nostre democrazie e un elemento determinante per mettere in pratica i valori fondamentali su cui si basa l'UE. Le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti sono partner preziosi per rendere i diritti fondamentali una realtà nella vita delle persone. Essi hanno costantemente dimostrato una grande forza e un'eccezionale resilienza in circostanze molto difficili, in particolare durante le recenti crisi.
È pertanto necessario uno sforzo continuo e congiunto da parte degli Stati membri e dell'UE per garantire che le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti possano operare in un contesto favorevole in qualità di partner chiave per proteggere le nostre democrazie, anche da autocrati stranieri che prendono di mira i nostri paesi.
La presente relazione mostra che gli Stati membri e l'UE stanno adottando, in varia misura, misure per proteggere, sostenere e responsabilizzare gli attori della società civile. Mette inoltre in evidenza la gamma di opportunità di cui dispongono le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti, in quanto preziosi partner dei decisori politici, per rendere note le loro opinioni sulla legislazione e sull'elaborazione delle politiche. Nel contempo permangono numerose sfide.
Come sottolineato dalle organizzazioni della società civile, dal Parlamento europeo e dalla Conferenza sul futuro dell'Europa
, è necessario intensificare gli sforzi per realizzare uno spazio civico favorevole e in grado di responsabilizzare gli attori della società civile attraverso misure concrete e mirate, adattate alle caratteristiche specifiche delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti. Le sfide che tali soggetti si trovano ad affrontare e le risposte necessarie possono variare in funzione della situazione nazionale e dell'ambito di intervento. Tuttavia l'obiettivo comune dell'UE dovrebbe rimanere lo stesso: proteggere, sostenere e responsabilizzare le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti.
La Commissione si compiace del forte impegno e dei contributi forniti dagli attori della società civile, dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dagli Stati membri, nonché dal Comitato economico e sociale europeo e dall'Agenzia per i diritti fondamentali, ai fini dell'elaborazione della presente relazione. Ciò getta solide fondamenta per continuare a lavorare insieme sul tema.
La Commissione incoraggia le altre istituzioni dell'UE, gli Stati membri e i portatori di interessi a discutere i risultati della presente relazione e a utilizzarla per avviare un dialogo sullo spazio civico nell'UE. La Commissione esorta in particolare il Parlamento europeo e il Consiglio a tenere una discussione specifica sui risultati della relazione. A sostegno di tale dibattito, la Commissione avvierà un dialogo mirato con i portatori di interessi attraverso una serie di seminari tematici sulla salvaguardia dello spazio civico, che si concentreranno sulle modalità con cui l'UE può sviluppare ulteriormente il proprio ruolo nell'ambito della protezione, del sostegno e della responsabilizzazione delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti per far fronte alle sfide e cogliere le opportunità individuate nella presente relazione. Tali seminari potrebbero esaminare temi quali la protezione dello spazio civico digitale, le modalità per orientare meglio i finanziamenti dell'UE e nazionali a sostegno delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti, nonché i modi per responsabilizzare la società civile al fine di consolidare la resilienza democratica. I risultati del dibattito saranno presentati e discussi nel 2023 nell'ambito di una tavola rotonda europea ad alto livello.