COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 28.9.2022
COM(2022) 488 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Costruire un futuro senza amianto: un approccio europeo nell'affrontare i rischi dell'amianto per la salute
1.Introduzione
L'amianto è una sostanza cancerogena altamente pericolosa. È noto che l'esposizione ambientale e professionale all'amianto contribuisce all'elevata incidenza del cancro in Europa e causa molti decessi evitabili. Il 78 % dei tumori riconosciuti come professionali nell'UE e l'88 % dei casi di cancro del polmone di natura professionale sono connessi all'amianto. Nel 2019 l'esposizione professionale all'amianto ha causato oltre 70 000 vittime nell'UE-27. Sebbene siano principalmente dovuti a un'esposizione pregressa correlata all'attività lavorativa, tali decessi confermano le gravi conseguenze che derivano dall'esposizione a questa sostanza.
Negli ultimi 40 anni l'UE ha adottato varie misure per limitare e successivamente vietare l'uso dell'amianto. Tra il 1983 e il 1985 ha limitato l'uso di sei varietà di fibre di amianto. Nel 1991 ha vietato l'immissione sul mercato e l'uso di cinque di esse come pure l'uso dell'amianto crisotilo in vari prodotti, alcuni dei quali erano ampiamente usati nel settore edilizio. Nel 1999 ha vietato tutte e sei le varietà di fibre di amianto, con effetto del divieto a livello dell'UE dal 2005. Il divieto si applica sia alle merci prodotte nell'UE sia a quelle importate nel suo territorio.
La lotta contro il cancro è una priorità dell'UE. La Commissione si è impegnata a ridurre efficacemente l'esposizione alle sostanze cancerogene come l'amianto nel quadro del piano europeo di lotta contro il cancro e del piano d'azione per l'inquinamento zero. Poiché l'amianto è ancora presente in molti edifici, comprese le abitazioni private, è necessario adottare un approccio globale e integrato, in diversi ambiti strategici, per affrontare questo annoso problema. Adottando ulteriori misure per gestire i rischi legati all'esposizione all'amianto si proteggeranno le persone dalle malattie, si promuoverà il benessere e si contribuirà a rafforzare l'Unione europea della salute.
Proteggere ulteriormente la popolazione contro l'esposizione all'amianto è particolarmente importante nel momento in cui l'UE attua il Green Deal, tra le cui ambizioni vi è l'aumento del tasso di ristrutturazioni edilizie. Agli edifici è imputabile il 36 % delle emissioni di gas a effetto serra connesse all'energia. Poiché si stima che oltre l'85 % degli edifici esistenti sarà ancora in uso nel 2050, le ristrutturazioni a fini di efficienza energetica saranno essenziali per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo. In tale contesto la strategia per avviare un'ondata di ristrutturazioni mira a raddoppiare il tasso annuo di ristrutturazione energetica entro il 2030. Specifici interventi di ristrutturazione per ridurre il consumo energetico possono migliorare le condizioni di vita e di salute degli occupanti, migliorare la qualità dell'aria, ridurre la povertà energetica e promuovere l'inclusione sociale; possono inoltre incrementare il valore a lungo termine dei beni immobili, creare posti di lavoro e indurre investimenti spesso radicati in filiere di approvvigionamento locali. Tuttavia, poiché molti edifici con scarse prestazioni energetiche sono stati costruiti utilizzando l'amianto, accelerare il tasso di ristrutturazione degli edifici potrebbe anche aumentare in modo significativo il numero di persone esposte a rischi sanitari legati all'amianto, data la possibilità che questa sostanza presente negli edifici sia rilasciata durante i lavori di ristrutturazione. Si prevede che il numero di lavoratori esposti, attualmente compreso tra 4,1 e 7,3 milioni, aumenti del 4 % all'anno nei prossimi dieci anni.
Nell'ottobre 2021 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione, invocando una strategia europea per la rimozione dell'amianto. Nella risoluzione il Parlamento ha esortato l'UE a intraprendere ulteriori azioni per proteggere i lavoratori e i cittadini contro i rischi sanitari connessi all'esposizione all'amianto, soprattutto nel contesto della transizione energetica. Anche il Comitato economico e sociale europeo ha invocato la rimozione completa dell'amianto, sottolineando che gli interventi di ristrutturazione energetica creano sinergie con la rimozione delle sostanze nocive. Analogamente, le raccomandazioni dei cittadini nel quadro della Conferenza sul futuro dell'Europa hanno evidenziato l'importanza di garantire condizioni di lavoro eque, con particolare riferimento alla revisione della direttiva sull'esposizione all'amianto durante il lavoro, e di adottare un approccio olistico nei confronti della salute.
Un approccio europeo all'amianto è necessario per proteggere la salute umana e l'ambiente, in particolare nell'attuare il Green Deal europeo e il piano europeo di lotta contro il cancro. Per conseguire tale obiettivo, la presente comunicazione illustra un approccio basato sul ciclo di vita sostenuto da un obiettivo generale di salute pubblica. Essa include le azioni necessarie per individuare l'amianto presente negli edifici e registrare le relative informazioni al fine di garantire la rimozione o, a seconda dei casi, il trattamento sicuri di tale sostanza nonché il trattamento dei rifiuti contenenti amianto, massimizzando al contempo la protezione dei lavoratori e assicurando un adeguato follow-up delle malattie legate all'amianto. La presente comunicazione colloca l'UE nella posizione di leader internazionale nella lotta contro i rischi derivanti dall'amianto. Evidenzia inoltre i finanziamenti dell'UE disponibili per la rimozione sicura dell'amianto a livello nazionale, regionale e locale, sulla base di programmi già in essere o pianificati. Le azioni intraprese contribuiranno anche al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS).
2.sostegno alle vittime: migliorare la diagnosi e la cura delle malattie legate all'amianto
Una politica decisa e ambiziosa in materia di amianto produrrà notevoli benefici per la salute e il benessere umani. L'esposizione all'amianto può causare patologie quali il mesotelioma, l'asbestosi e il cancro del polmone. I tumori causati dall'amianto sono patologie gravi con bassi tassi di sopravvivenza. Non esiste cura per il mesotelioma e i pazienti hanno un'aspettativa di vita media compresa tra 4 e 18 mesi. All'esposizione all'amianto è ascrivibile il 92 % di tutti i casi di mesotelioma. Il cancro del polmone, che è la seconda forma di cancro più frequentemente diagnosticata negli uomini e la terza nelle donne, presenta un tasso di sopravvivenza relativamente basso rispetto ad altri tipi comuni di tumore.
Le malattie connesse all'amianto presentano un lungo periodo di latenza. Poiché i primi segni della malattia potrebbero manifestarsi mediamente a trent'anni di distanza dal momento dell'esposizione, si prevede che le malattie e i decessi dovuti a un'esposizione all'amianto avvenuta prima del divieto del 2005 si verificheranno fino alla fine degli anni 2020 e 2030.
Lo screening e la diagnosi precoce sono fondamentali per la prevenzione del cancro. Nel quadro del piano europeo di lotta contro il cancro, la Commissione si è impegnata a proporre un nuovo programma di screening dei tumori sostenuto dall'UE per aiutare gli Stati membri a migliorare l'accesso alla diagnosi precoce. Uno degli elementi principali di questo nuovo programma è la proposta della Commissione riguardante l'aggiornamento della raccomandazione del Consiglio del 2003 sullo screening dei tumori, che prevede di estendere al cancro del polmone lo screening della popolazione. Il programma inoltre sarà sostenuto dall'iniziativa europea sulla diagnostica per immagini (imaging) dei tumori. Basandosi su un "atlante" di immagini e di dati oncologici, nonché su nuovi strumenti come il calcolo ad alte prestazioni e l'intelligenza artificiale, l'iniziativa creerà l'ecosistema per lo sviluppo di nuovi metodi e algoritmi di screening. Gli investimenti nello screening e nella diagnosi precoce possono fornire un notevole aiuto alle vittime dell'esposizione all'amianto, in quanto una diagnosi e un trattamento tempestivi attenueranno gli effetti delle malattie connesse all'amianto, compresi i tumori. Inoltre molte delle azioni chiave del piano contro il cancro mirano ad ottimizzare la diagnosi, il trattamento e l'assistenza dei pazienti, compresi i pazienti affetti da tumori complessi con prognosi infausta, come quelli causati dall'esposizione all'amianto. Ad esempio, l'istituzione di una rete dell'UE che collegherà i centri oncologici integrati nazionali riconosciuti in ogni Stato membro migliorerà l'accesso a diagnosi e cure di alta qualità, l'iniziativa di diagnosi e trattamento del cancro per tutti migliorerà l'accesso a diagnosi e trattamenti innovativi dei tumori e il programma di formazione interspecialistica, incentrato su oncologia, chirurgia, radiologia e assistenza infermieristica migliorerà le competenze del personale impegnato nella cura dei pazienti oncologici.
Il rischio di esposizione all'amianto è maggiore negli ambienti di lavoro. Si stima che nel 2016, nell'UE-27, 66 808 decessi fossero attribuibili a una precedente esposizione professionale all'amianto. Nel 2019 questo numero è salito a 71 750
. Affinché questi lavoratori possano avere accesso ai regimi di indennizzo pertinenti, è necessario che sia riconosciuta l'origine professionale della malattia connessa all'amianto. Poiché il trattato non consente alla Commissione di proporre uno strumento giuridicamente vincolante in questo settore, la base principale per promuovere il riconoscimento delle malattie professionali a livello dell'UE è la raccomandazione della Commissione 2003/670/CE
. Detta raccomandazione riguarda attualmente i cancri e altre malattie dovute all'esposizione professionale all'amianto. La Commissione consulterà il Comitato consultivo tripartito per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro (CCSS) riguardo alla necessità di aggiornare la raccomandazione alla luce degli ultimi risultati scientifici.
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La Commissione intende:
·avviare l'iniziativa europea sulla diagnostica per immagini (imaging) dei tumori (2022);
·consultare il CCSS in merito alla necessità di aggiornare la raccomandazione della Commissione per quanto riguarda l'elenco europeo delle malattie professionali aggiungendo altre malattie connesse all'amianto.
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3.Proteggere i lavoratori contro l'esposizione all'amianto
Il rischio di esposizione all'amianto è legato principalmente alla manipolazione di questa sostanza e alla dispersione delle fibre durante i lavori di costruzione, ossia durante la ristrutturazione e la demolizione degli edifici. Si stima che i lavoratori esposti all'amianto siano tra 4,1 e 7,3 milioni; il 97 % di essi è occupato nel settore dell'edilizia, comprese le professioni correlate (ad esempio copritetti, idraulici, carpentieri o pavimentatori) e il 2 % nell'industria della gestione dei rifiuti. Il cancro professionale è la prima causa di morte correlata al lavoro nell'UE; il 78 % dei tumori professionali riconosciuti negli Stati membri è legato all'amianto
. Contrastare l'esposizione all'amianto sul luogo di lavoro è pertanto una delle priorità del quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro 2021-2027.
Abbassare il limite di esposizione professionale all'amianto
La protezione giuridica offerta dall'UE ai lavoratori nei confronti dei rischi specifici dell'esposizione all'amianto risale al 1983. Da allora è stata aggiornata più volte. L'atto legislativo più recente è la direttiva 2009/148/CE sull'esposizione all'amianto durante il lavoro, che impone obblighi stringenti ai datori di lavoro in termini di protezione, pianificazione e formazione. Inoltre, poiché l'amianto è un agente cancerogeno, la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni o a sostanze tossiche per la riproduzione durante il lavoro si applica quando sia più favorevole alla salute e alla sicurezza dei lavoratori.
Nel complesso, la direttiva sull'esposizione all'amianto durante il lavoro rimane adatta allo scopo
. Tuttavia le conoscenze scientifiche più recenti indicano che sarebbe opportuno abbassare l'attuale limite di esposizione professionale (OEL)
. Quattro Stati membri (Danimarca, Francia, Germania e Paesi Bassi) hanno attuato OEL vincolanti che si collocano al di sotto dell'attuale OEL dell'UE. La Germania, oltre all'OEL vincolante, ha introdotto un valore limite corrispondente a una concentrazione accettabile. Al fine di mantenere l'esposizione al di sotto del livello di accettabilità, esistono orientamenti obbligatori che impongono di prendere in considerazione l'adozione di misure concrete. Gli altri Stati membri utilizzano l'OEL attualmente applicato nell'UE.
La Commissione adotta in data odierna una proposta legislativa volta ad abbassare in misura significativa gli OEL attuali per l'amianto da 0,1 fibre per centimetro cubo (f/cm³) a 0,01 f/cm³, ossia a un valore dieci volte più basso di quello attuale. La revisione degli OEL per l'amianto porterà a una maggiore armonizzazione dei valori limite in tutta l'UE. Ciò dovrebbe indurre un miglioramento delle condizioni di lavoro, anche per i numerosi lavoratori distaccati del settore edilizio, nonché una distribuzione più equa dei costi sanitari tra gli Stati membri.
Al fine di proteggere i lavoratori dall'esposizione all'amianto, è importante utilizzare i metodi scientifici più aggiornati per misurare la concentrazione di fibre nell'aria, in modo da ottenere una valutazione accurata dei rischi e dunque garantire una migliore protezione dei lavoratori. Sebbene il metodo attualmente più utilizzato sia la microscopia a contrasto di fase, raccomandata dall'Organizzazione mondiale della sanità nel 1997, sono disponibili anche altri metodi efficaci. Le evidenze scientifiche indicano che un metodo basato sulla microscopia elettronica potrebbe fornire un conteggio più preciso delle fibre e potenzialmente condurre a misure di protezione più efficaci. La Commissione ha pertanto trattato l'uso di metodi di misurazione nella proposta di modifica della direttiva sull'esposizione all'amianto durante il lavoro.
Orientamenti a sostegno dell'attuazione della direttiva sull'esposizione all'amianto durante il lavoro
L'elevato numero di ristrutturazioni e demolizioni previsto per i prossimi anni impone che la direttiva sull'esposizione all'amianto durante il lavoro sia adeguatamente attuata per garantire la piena protezione dei lavoratori. Gli Stati membri, i datori di lavoro (soprattutto le piccole e medie imprese (PMI), che rappresentano il 99 % di tutte le imprese che lavorano con l'amianto) e i lavoratori potrebbero trarre beneficio da un sostegno aggiuntivo che garantisca l'ottemperanza alla normativa. A tal fine la Commissione intende elaborare orientamenti per agevolare l'attuazione della direttiva riveduta sull'esposizione all'amianto durante il lavoro, una volta adottata. Gli orientamenti forniranno informazioni approfondite sulle disposizioni della direttiva attualmente in vigore (ad esempio per quanto riguarda la formazione e l'uso dei dispositivi di protezione individuale) per le quali è opportuno offrire chiarimenti e consigli. È fondamentale promuovere una formazione adeguata per i lavoratori che manipolano amianto nell'ambito di lavori di costruzione, ristrutturazione e demolizione. Gli orientamenti potrebbero aiutare gli Stati membri e i datori di lavoro, in particolare le PMI, a garantire che i lavoratori siano consapevoli delle precauzioni necessarie, per conseguire il massimo livello di protezione. Potrebbero anche riguardare alcune disposizioni di competenza degli Stati membri (come la certificazione delle imprese di rimozione dell'amianto), qualora sia utile fornire ulteriori spiegazioni. Ciò consentirebbe a tutte le parti coinvolte di effettuare gli interventi di ristrutturazione previsti, garantendo al contempo ai lavoratori il massimo livello di protezione dall'esposizione all'amianto.
Sensibilizzazione
Nel quadro del piano europeo di lotta contro il cancro, l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) sta preparando un sondaggio sull'esposizione dei lavoratori a una serie di fattori di rischio del cancro in Europa. L'indagine esaminerà le situazioni di esposizione più diffuse, nonché il numero e le caratteristiche dei lavoratori esposti a una serie di fattori di rischio del cancro, compreso l'amianto. Ciò consentirà di elaborare campagne di sensibilizzazione e misure preventive più mirate e di contribuire alla definizione di politiche basate su dati oggettivi. L'indagine sarà particolarmente importante, dato che la rimozione dell'amianto interesserà un maggior numero di imprese, lavoratori e proprietari di immobili pubblici e privati. Per gli stessi motivi la Commissione collaborerà con il comitato degli alti responsabili dell'ispettorato del lavoro (CARIP) per avviare una campagna di sensibilizzazione aggiornata.
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La Commissione:
·propone di rivedere la direttiva sull'esposizione all'amianto durante il lavoro allo scopo di abbassare il valore limite di esposizione professionale attuale e di chiarire le relative disposizioni (che accompagnano la presente comunicazione) e invita il Parlamento europeo e il Consiglio a procedere a una rapida adozione;
·provvederà a elaborare orientamenti aggiornati per sostenere gli Stati membri, i datori di lavoro e i lavoratori nell'attuazione della direttiva sull'esposizione all'amianto durante il lavoro, a seguito della sua revisione;
·collaborerà con il CARIP per avviare una campagna di sensibilizzazione aggiornata sulla rimozione sicura dell'amianto, rivolta a imprese, lavoratori, proprietari e amministrazioni pubbliche.
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4.Affrontare il problema dell'amianto presente negli edifici
Prima del divieto dell'UE, l'amianto era ampiamente utilizzato, soprattutto nel settore edilizio. Il 70-80 % dell'amianto era utilizzato per i prodotti in cemento e la percentuale rimanente soprattutto per altri prodotti da costruzione, quali rivestimenti per pavimentazioni, tessili, cartone e pannelli isolanti. Nel 1970 sono stati consumate più di 920 000 tonnellate di amianto grezzo nei paesi che ora compongono l'UE, con un picco di 1 200 000 tonnellate nel 1980, prima che il consumo scendesse a meno di 40 000 tonnellate nel 2000. Dato che più di 220 milioni di unità immobiliari (l'85 % di tutte le unità) sono stati costruiti prima del 2001
, è probabile che una quota significativa del parco immobiliare odierno contenga amianto
.
Il periodo di picco del consumo di amianto varia da uno Stato membro all'altro (cfr. figura 1). Tra il 1970 e il 1990 tutti gli Stati membri hanno registrato un elevato tasso di consumo di amianto. Tuttavia a Cipro, in Belgio, in Danimarca, in Lussemburgo, nei Paesi Bassi e in Svezia il maggior consumo di amianto è avvenuto prima degli anni '70; Croazia, Irlanda, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia hanno invece registrato livelli di consumo elevati negli anni '90 o nei primi anni 2000.
Figura 1 Percentuale stimata del consumo di amianto durante i principali periodi di costruzione di edifici nella UE-27
Fonte: dati JRC
L'entità della sfida posta dalla presenza di amianto negli edifici varia a seconda delle regioni. Sulla base dell'età media degli edifici residenziali e della quantità media stimata di amianto (kg/abitazione), la cartina in appresso indica la vulnerabilità delle regioni dell'UE all'amianto: si va da bassi livelli di amianto incorporato negli edifici (bassa quantità di amianto, edifici più nuovi) a livelli elevati di questa sostanza (elevata quantità di amianto, edifici più vecchi). Si osserva che le regioni centrali dell'UE hanno prevalentemente edifici vecchi e quantità elevate di amianto, mentre in generale nelle regioni orientali e nordorientali dell'UE si rilevano massicce quantità di amianto in edifici più recenti. I risultati potrebbero fornire indicazioni riguardo agli Stati membri e alle regioni in cui dovrebbe essere prioritario verificare la presenza dell'amianto prima di eseguire i lavori di ristrutturazione.
Figura 2. Rappresentazione bivariata dell'età media degli edifici residenziali (anni) e della quantità media di amianto (kg/abitazione)
Fonte: dati JRC
Maggiori informazioni e più trasparenza in merito all'amianto presente negli edifici
L'amianto costituisce una minaccia per la salute umana in particolare quando i materiali che lo contengono vengono danneggiati, perché in tal caso le fibre potrebbero essere rilasciate nell'aria e di conseguenza inalate. Anche il deterioramento nel tempo di alcuni prodotti contenenti amianto potrebbe provocare il rilascio di fibre nell'aria. Poiché l'amianto è presente soprattutto nei materiali da costruzione, e tali materiali sono sottoposti a modifiche sostanziali durante le ristrutturazioni, occorre prestare particolare attenzione alla costruzione al momento di definire le misure di protezione. La probabilità di rilascio delle fibre varia in base al tipo di amianto e alla sua ubicazione. Ad esempio, l'amianto friabile è particolarmente pericoloso, in quanto le sue fibre sono rilasciate con maggiore facilità rispetto all'amianto non friabile. Viceversa l'amianto incorporato nei materiali solidi si danneggia meno facilmente e, se non manomesso, presenta rischi notevolmente inferiori.
Una delle principali difficoltà legate alla rimozione dell'amianto dal parco immobiliare è costituita dalla mancanza di informazioni che consentano di stabilire se gli edifici contengono amianto. Le ristrutturazioni previste nei prossimi anni e l'obiettivo a lungo termine di ristrutturare il parco immobiliare europeo per conseguire la neutralità climatica giustificano inequivocabilmente la necessità di una valutazione globale degli edifici che potenzialmente contengono amianto e la cui ristrutturazione potrebbe rappresentare un rischio per la salute. L'individuazione tardiva dei materiali contenenti amianto potrebbe ritardare le ristrutturazioni, mentre il rilevamento inatteso durante i lavori potrebbe provocare il rilascio accidentale di fibre di amianto, che rappresenta un rischio potenzialmente grave per i lavoratori, gli abitanti e le persone circostanti. La direttiva 2009/148/CE sull'esposizione all'amianto durante il lavoro prevede già l'obbligo di valutare il rischio di esposizione all'amianto prima dell'inizio dei lavori. Tuttavia, poiché le strategie di verifica e registrazione della presenza, come pure di rimozione dell'amianto variano ampiamente da uno Stato membro all'altro, sarebbe utile disporre di un quadro comune dell'UE che agevoli l'individuazione e la successiva rimozione dell'amianto presente nel parco immobiliare dell'UE.
La Commissione presenterà una proposta legislativa concernente la verifica e la registrazione obbligatorie della presenza di amianto negli edifici, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità e delle competenze degli Stati membri. In aggiunta all'obbligo attuale di verificare la presenza di amianto prima dell'inizio dei lavori di ristrutturazione, la proposta legislativa potrebbe prevedere l'obbligo di controllare e registrare la presenza di amianto negli edifici contestualmente alle operazioni economiche (ad esempio prima della vendita o della locazione) e/o in altri momenti cruciali del ciclo di vita di un edificio. La proposta inviterebbe inoltre gli Stati membri a definire strategie nazionali di rimozione dell'amianto che riflettano i rispettivi regolamenti edilizi e che tengano conto delle circostanze nazionali, nonché dei dati storici sull'uso dell'amianto.
Nell'elaborare la proposta legislativa la Commissione prenderà in considerazione anche l'introduzione di requisiti minimi per la raccolta e la diffusione dei dati relativi alla presenza di amianto negli edifici. È di cruciale importanza disporre di informazioni trasparenti sulla presenza di amianto nell'intero ciclo di vita degli edifici, al fine di ridurre al minimo i rischi di esposizione e facilitarne la rimozione. La registrazione in formato digitale consentirebbe di accedere più facilmente a tali informazioni, come descritto nella sezione successiva.
La proposta sarà elaborata tramite una vasta consultazione con esperti e portatori di interessi. Essa attingerà inoltre a uno studio di valutazione d'impatto per individuare le migliori opzioni strategiche disponibili sulla base dei migliori dati scientifici a disposizione, nel rispetto della base giuridica fornita dal trattato.
La proposta si baserà altresì sulla valutazione e l'individuazione delle migliori pratiche di gestione dei rischi legati all'amianto negli Stati membri, anche nel quadro dell'attuazione del piano d'azione per un'ondata di ristrutturazioni.
·Ad esempio, la Francia ha legiferato in modo da rendere obbligatorio il rilevamento dell'amianto prima dell'esecuzione di determinate operazioni negli edifici (decreti del maggio 2017 e del luglio 2019). Per i lavori di ristrutturazione che potrebbero comportare un rischio di esposizione, la persona o l'ente che commissiona i lavori (ad esempio il proprietario dell'immobile o l'amministrazione aggiudicatrice) deve effettuare un controllo preliminare per individuare l'eventuale presenza di amianto prima dell'inizio dei lavori. Ciò significa ricercare, individuare e localizzare i materiali e i prodotti contenenti amianto che potrebbero essere oggetto dei lavori.
·Anche la Polonia dispone di un programma nazionale per la rimozione sicura dell'amianto (2009-2032) e gestisce una banca dati dell'amianto dal 2013. Il programma nazionale comprende misure legislative per la rimozione dell'amianto, l'informazione e la formazione, come pure il monitoraggio attraverso sistemi di informazione territoriali.
·In Belgio il governo fiammingo intende eliminare completamente l'amianto dagli edifici e dalle infrastrutture al massimo entro il 2040. A tal fine ha adottato una serie di misure che prevedono, ad esempio, la rimozione dell'amianto quale condizione preliminare per l'installazione di pannelli solari e ha in programma di introdurre, nel 2022, un certificato relativo all'amianto in edifici destinati alla vendita.
L'ondata di ristrutturazioni e l'efficienza energetica
La strategia per un'ondata di ristrutturazioni evidenzia l'importanza di mantenere gli edifici a livelli sicuri e sostenibili. È dunque importante intervenire per garantire la rimozione delle sostanze pericolose, in particolare l'amianto, e la protezione contro di esse. Il piano d'azione per l'attuazione dell'ondata di ristrutturazioni comprende misure normative che rafforzano il quadro legislativo dell'UE, in particolare la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia. A dicembre del 2021 la Commissione ha proposto una revisione di tale direttiva che sottolinea l'importanza di creare un ambiente interno salubre. La proposta prevede che gli Stati membri prendano in considerazione l'eliminazione delle sostanze pericolose, tra cui l'amianto, negli edifici sottoposti a ristrutturazioni importanti.
Garantire una buona qualità dell'aria interna sarà ancora più importante, in particolare nel contesto della riduzione delle perdite energetiche attraverso un migliore isolamento degli edifici. Sebbene le politiche dell'UE abbiano preso in considerazione vari fattori che contribuiscono a una buona qualità dell'aria (aria ambiente, sistemi di riscaldamento, raffreddamento e ventilazione, materiali da costruzione e prodotti di consumo, come pure il fumare e comportamenti analoghi degli occupanti), i principali strumenti normativi per disciplinare tali aspetti, vale a dire i regolamenti edilizi, sono di competenza degli Stati membri e delle loro regioni. Pertanto a livello dell'UE manca un approccio globale e integrato per quanto riguarda la qualità dell'aria interna. Ciononostante, come annunciato nel piano d'azione per l'inquinamento zero, entro il 2023 la Commissione valuterà i percorsi e le opzioni strategiche per migliorare la qualità dell'aria interna, concentrandosi sui fattori chiave della qualità dell'aria e sulle fonti d'inquinamento principali, compreso l'amianto, ed esplorerà modi per sensibilizzare maggiormente il pubblico e ridurre i rischi.
Registro digitale degli edifici
Le tecnologie digitali possono facilitare la registrazione e la condivisione dei dati relativi all'amianto raccolti durante le verifiche. Nei registri digitali degli edifici sono conservati tutti i dati degli edifici; in tal modo sono possibili la condivisione e l'uso di tutti i tipi di informazioni generate lungo il ciclo di vita dell'edificio, dalle fasi di progettazione e costruzione fino alla ristrutturazione e alla demolizione.
La Commissione proporrà un approccio normativo per definire un modello di registro digitale degli edifici dell'UE. Tale approccio si fonderà sulle iniziative obbligatorie e volontarie esistenti nei vari Stati membri e sull'elaborazione di strumenti digitali e certificati per gli edifici a livello dell'UE (ad esempio gli attestati di prestazione energetica). I registri potranno anche contenere qualunque informazione disponibile relativa agli indicatori fondamentali del quadro "Level(s)" che monitorano la sostenibilità e le prestazioni degli edifici. Tale proposta di modello comprenderà un approccio standardizzato alla raccolta e alla gestione dei dati e all'interoperabilità, con indicazione del relativo quadro di attuazione, anche per quanto riguarda i dati raccolti nell'adempimento dell'obbligo di esecuzione delle verifiche. Le informazioni sulla presenza di amianto negli edifici dovrebbero essere rese disponibili tramite i registri ed essere collegate ad altri insiemi di dati all'interno dei registri stessi (ad esempio schema dell'edificio).
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La Commissione intende:
·presentare una proposta legislativa concernente la verifica e la registrazione della presenza di amianto negli edifici e invitare gli Stati membri a definire strategie nazionali per la rimozione dell'amianto (2023);
·proporre un approccio normativo per l'introduzione di un modello dell'UE di registri digitali degli edifici (2023);
·sostenere gli Stati membri che intendono introdurre i registri digitali degli edifici o ampliare i sistemi nazionali esistenti allineandoli al modello dell'UE;
·valutare i percorsi e le opzioni strategiche per migliorare la qualità dell'aria interna, concentrandosi sui fattori chiave della qualità dell'aria e sulle fonti d'inquinamento principali, compreso l'amianto, ed esplorare modi per sensibilizzare maggiormente il pubblico e ridurre i rischi (2023).
La Commissione invita gli Stati membri a:
·accelerare la digitalizzazione delle informazioni relative agli edifici e dei registri esistenti, migliorare la raccolta, la conservazione, la comparabilità e le modalità di scambio dei dati sulle caratteristiche degli edifici;
·introdurre i registri digitali degli edifici, o migliorare le iniziative esistenti, sulla base degli orientamenti dell'UE.
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5.Smaltimento sicuro dei rifiuti di amianto - inquinamento zero
Sebbene l'uso dell'amianto sia vietato da tempo nell'UE, è tuttora necessario intervenire per gestire e smaltire i prodotti derivanti dai lavori di demolizione e dalla rimozione dell'amianto. I rifiuti da costruzione e demolizione rappresentano più di un terzo di tutti i rifiuti prodotti nell'UE
. Il volume dei materiali contenenti amianto, per lo più integrati negli edifici, è nell'ordine delle decine di milioni di tonnellate e probabilmente supererà i 100 milioni di tonnellate. La strategia per un'ondata di ristrutturazioni si prefigge di raggiungere almeno l'obiettivo del raddoppio del tasso annuo di ristrutturazioni entro il 2030. Ciò evidenzia l'importanza di prendere in considerazione l'intero ciclo di vita dell'amianto.
La legislazione dell'UE in materia di rifiuti disciplina in modo completo la gestione sicura e compatibile con l'ambiente dei rifiuti di amianto una volta che sono stati prodotti
. Poiché l'amianto è classificato come rifiuto pericoloso, la produzione, il trasporto e la gestione di questo tipo di rifiuto è già soggetta a specifiche disposizioni rigorose ai sensi della normativa dell'UE in materia di rifiuti. Tali disposizioni riguardano, tra l'altro, obblighi in materia di comunicazione e tracciabilità volti a garantire che la gestione dei rifiuti avvenga nel rispetto dell'ambiente. La Commissione ha pubblicato due documenti di orientamento per aiutare i portatori di interessi ad attenersi a detti obblighi: il protocollo UE per la gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione (2016) e gli orientamenti per le verifiche dei rifiuti prima dei lavori di demolizione e di ristrutturazione degli edifici (2018).
Nel perseguire l'obiettivo di una gestione sicura e compatibile con l'ambiente delle ingenti quantità di rifiuti contenenti amianto, il collocamento in discarica resta il principale approccio allo smaltimento sicuro di questi rifiuti. I metodi di trattamento diversi da questo sono pochi, a causa dei volumi elevati dei rifiuti in questione, della scarsità di impianti in grado di offrire trattamenti alternativi, dei loro costi elevati e della loro alta intensità energetica
. Il collocamento in discarica, pur non distruggendo le fibre di amianto, le stabilizza e le contiene, offrendo pertanto la possibilità di gestire in sicurezza questo tipo di rifiuti, in attesa che siano disponibili, a un costo accessibile, opzioni di trattamento alternative. La legislazione dell'UE in materia di rifiuti stabilisce norme rigorose per lo smaltimento sicuro dell'amianto nelle discariche
.
Sondare modalità alternative per un trattamento sicuro e compatibile con l'ambiente dei rifiuti di amianto è una priorità. Nella gerarchia dei rifiuti, secondo l'ordine di priorità, il recupero dei rifiuti precede lo smaltimento. Entro la fine del 2022 la Commissione avvierà uno studio per individuare tecnologie e pratiche di trattamento dei rifiuti di amianto, come pure per effettuare un'analisi comparativa di tali tecnologie e pratiche e del loro impatto ambientale. Lo studio comprenderà anche un'analisi delle carenze nella gestione dei rifiuti di amianto e le prospettive future. I risultati dello studio saranno utilizzati per valutare se eventuali modifiche della legislazione dell'UE in materia di rifiuti siano giustificate per migliorare la gestione sicura e compatibile con l'ambiente dei rifiuti contenenti amianto, in particolare dei rifiuti da demolizione.
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La Commissione intende:
·avviare una revisione del protocollo UE per la gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione e degli orientamenti per le verifiche dei rifiuti prima dei lavori di demolizione e di ristrutturazione degli edifici, concentrandosi in particolare sugli interventi di ristrutturazione e sull'amianto (2023);
·avviare uno studio per individuare pratiche di gestione dei rifiuti di amianto e nuove tecnologie di trattamento i cui risultati saranno utilizzati per valutare se eventuali modifiche della legislazione dell'UE in materia di rifiuti siano giustificate (entro la fine del 2022).
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6.Finanziamenti
L'UE fornisce tramite il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) finanziamenti ingenti che possono essere utilizzati a sostegno di misure nazionali per la rimozione dell'amianto nel contesto delle ristrutturazioni. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza mette a disposizione 723,8 miliardi di EUR (a prezzi correnti), sotto forma di prestiti (385,8 miliardi di EUR ) e sovvenzioni (338 miliardi di EUR), per promuovere investimenti e riforme negli Stati membri al fine di rendere le economie e le società europee più sostenibili, resilienti e meglio preparate per le sfide e le opportunità delle transizioni verde e digitale. Una delle sette iniziative faro dell'RRF è quella relativa alle ristrutturazioni e riguarderà milioni di metri quadri di edifici residenziali e pubblici sottoposti a ristrutturazioni medie o profonde. Gli Stati membri possono utilizzare l'RRF per finanziare la rimozione dei materiali contenenti amianto dagli edifici nell'ambito dei lavori di ristrutturazione per il miglioramento dell'efficienza energetica previsti nei rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza. Gli Stati membri possono inoltre utilizzare i fondi dell'RRF, in particolare nell'ambito del pilastro 6 (politiche per la prossima generazione) e dell'iniziativa faro 7 (riqualificare e aggiornare le competenze), per promuovere l'acquisizione di competenze da parte dei lavoratori che manipolano l'amianto (ad esempio nel settore dell'edilizia o della gestione dei rifiuti) e per aggiornare le competenze dei lavoratori affinché soddisfino le nuove esigenze del mercato.
Inoltre i fondi strutturali e d'investimento europei possono sostenere una serie di misure correlate alle ristrutturazioni. Uno degli obiettivi principali del Fondo sociale europeo Plus (FSE+) è aiutare gli Stati membri a finanziare riforme strutturali e politiche volte a promuovere la riqualificazione, l'aggiornamento delle competenze e l'apprendimento permanente per tutti, nonché l'adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti, compresi quelli determinati dalle azioni intraprese nell'ambito della transizione verde, ad esempio gli interventi di ristrutturazione. Nel periodo di programmazione 2014-2020 il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) ha cofinanziato progetti su larga scala per la rimozione dell'amianto in Polonia, in Italia e in altri paesi. Vari Stati membri hanno manifestato interesse all'inserimento di progetti simili nei loro programmi per il periodo 2021-2027. La Commissione può inoltre fornire sostegno per lo sviluppo di capacità amministrative e per lo scambio di competenze e conoscenze tra le autorità nazionali che gestiscono i programmi della politica di coesione attraverso l'iniziativa REGIO Peer2Peer+, disponibile su richiesta degli Stati membri.
Data l'ampia gamma di meccanismi di finanziamento dell'UE disponibili per sostenere le ristrutturazioni energetiche e l'efficienza energetica, occorre che gli Stati membri siano in grado di individuare le modalità di utilizzo ottimale di questi fondi, affinché possano essere impiegati anche per gli interventi di individuazione e rimozione dell'amianto.
I piani nazionali per la ripresa e la resilienza possono anche apportare miglioramenti sostanziali a livello di investimenti e riforme nel settore della sanità, che si focalizzino sulla prevenzione e sul miglioramento della qualità della diagnosi e del trattamento, anche per i pazienti affetti da cancro. In particolare, gli investimenti nei dispositivi medici per la diagnosi e il trattamento, i programmi oncologici nazionali, lo sviluppo di cure oncologiche specializzate e la creazione di un'infrastruttura per la prevenzione del cancro possono rafforzare la resilienza complessiva del sistema di prevenzione e cura del cancro. Infine, il piano europeo di lotta contro il cancro sarà attuato e sostenuto ricorrendo all'intera gamma di strumenti di finanziamento della Commissione, con un totale di 4 miliardi di EUR stanziati per azioni di contrasto alla malattia, anche a titolo del programma EU4Health, di Orizzonte Europa e del programma Europa digitale.
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La Commissione invita gli Stati membri a:
·utilizzare nel miglior modo possibile tutte le opportunità specifiche offerte dai programmi e dai fondi dell'UE per finanziare iniziative incentrate sulla verifica della presenza e sulla rimozione dell'amianto;
·integrare le proprie strategie di rimozione dell'amianto in tutti i programmi e le politiche nazionali, in particolare nell'attuazione dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza;
·diffondere informazioni sulle opportunità di finanziamento dell'UE a livello locale e regionale.
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7. L'UE quale leader mondiale nella lotta contro l'amianto
L'UE deve continuare a ricoprire un ruolo guida a livello mondiale per porre fine all'utilizzo di tutti i tipi di amianto. Vari paesi terzi continuano a produrre e utilizzare prodotti contenenti amianto, con una produzione mondiale che nel 2021 ha raggiunto circa 1,2 milioni di tonnellate. Mediante l'assistenza tecnica erogata nel quadro della convenzione di Rotterdam, l'UE aiuta i paesi a sostituire i materiali contenenti amianto con altri più sicuri e a migliorare i servizi di diagnosi precoce, trattamento e riabilitazione per le patologie correlate all'amianto.
L'UE assume un ruolo esemplare nell'azione svolta a livello mondiale per proteggere i lavoratori dall'amianto, nel contesto della sua ambizione di conseguire l'autonomia strategica aperta. Attualmente, al di fuori dell'UE solo la Svizzera (0,01 f/cm3) e il Giappone (0,03 f/cm3) hanno un limite di esposizione professionale più rigoroso rispetto al limite attuale dell'UE. La proposta di revisione della direttiva sull'esposizione all'amianto durante il lavoro renderebbe l'OEL dell'UE il più rigoroso al mondo, accanto a quello della Svizzera. Nel 2017 l'UE ha sollevato per la prima volta la necessità di riconoscere la salute e la sicurezza sul lavoro come principio e diritto fondamentale sul luogo di lavoro nel quadro dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO). Dopo cinque anni di azione ininterrotta da parte dell'UE, la Conferenza internazionale del lavoro del 2022 ha convenuto di integrare nel quadro dei principi e dei diritti fondamentali sul luogo di lavoro dell'ILO il diritto a un ambiente di lavoro sicuro e salubre. L'UE continuerà a collaborare con la Conferenza internazionale del lavoro per promuovere ambienti di lavoro sicuri e salubri e condizioni di lavoro dignitose per tutti. La Commissione offre inoltre sostegno ai paesi candidati e potenziali candidati, affinché possano allineare al diritto UE i loro quadri giuridici in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
L'UE è impegnata a garantire la protezione dei lavoratori nelle catene di approvvigionamento globali. Di recente la Commissione europea ha adottato una proposta di direttiva relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità per garantire che le imprese adottino misure volte a minimizzare gli impatti negativi sui diritti umani e sull'ambiente nelle attività che svolgono all'interno e all'esterno dell'UE, comprese le attività delle loro controllate e lungo la catena del valore. L'UE contribuisce inoltre a finanziare una serie di progetti internazionali per il miglioramento della salute e della sicurezza sul lavoro, che sono pertinenti anche per affrontare i rischi derivanti dall'amianto. A complemento del suo impegno a livello mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro nelle catene di approvvigionamento globali, l'UE partecipa anche ad iniziative quadro quali il fondo "Vision Zero" del G7, l'accordo del G20 per luoghi di lavoro più sicuri e la rete di esperti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
8. Conclusioni
Sebbene sia vietato nell'UE dal 2005, l'amianto rimane un annoso problema e continua a rappresentare una notevole minaccia per la salute pubblica. Al fine di proteggere la popolazione dall'esposizione all'amianto e di impedire che i rischi siano trasferiti alle generazioni più giovani, è importante potenziare l'azione a livello nazionale e dell'UE, in modo da individuare e rimuovere l'amianto.
La presente comunicazione è pubblicata in un momento in cui l'UE è determinata a migliorare nettamente l'efficienza energetica degli edifici e a rendere il proprio parco immobiliare neutro in termini di emissioni di carbonio entro il 2050. Nel contesto di tale obiettivo, affrontare i rischi sanitari che derivano dall'esposizione all'amianto è essenziale per conseguire la transizione verde, imperniata sulla salute pubblica e su condizioni di vita e di lavoro dignitose.
La Commissione invita tutte le istituzioni dell'UE, gli Stati membri, le parti sociali e altri portatori di interessi ad accelerare il conseguimento di un'UE senza amianto a beneficio delle generazioni attuali e future.