COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 25.6.2019
COM(2019) 299 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE
AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E ALLA CORTE DEI CONTI
Relazione annuale per il 2018 sulla gestione e il rendimento del bilancio dell'UE
Indice
PREMESSA
3
SINTESI
7
INTRODUZIONE
21
SEZIONE 1 — RENDIMENTO E RISULTATI
22
1.Un bilancio dell'UE orientato ai risultati
23
2.Competitività per la crescita e l'occupazione (rubrica di bilancio 1A)
32
3.Coesione economica, sociale e territoriale (rubrica di bilancio 1B)
68
4.Crescita sostenibile: risorse naturali (rubrica di bilancio 2)
81
5.Sicurezza e cittadinanza (rubrica di bilancio 3)
97
6.Ruolo mondiale dell'Europa (rubrica di bilancio 4)
116
7.Strumenti speciali
140
SEZIONE 2 — CONTROLLO INTERNO E GESTIONE FINANZIARIA
144
1.Il bilancio dell'UE è gestito correttamente
144
2.I sistemi di controllo sono efficaci in termini di costi
149
3.Le rettifiche finanziarie e i recuperi mostrano che il ciclo di controllo pluriennale protegge il bilancio dell'UE
160
4.La strategia antifrode della Commissione è stata aggiornata
165
5.La gestione fornisce garanzie ragionevoli e l'incidenza finanziaria delle riserve è limitata
168
6.Garanzia ottenuta tramite l'attività del servizio di audit interno
174
7.Sintesi delle conclusioni sull'attività del comitato di controllo degli audit
176
8.Audit esterno e discarico: imparare dal passato per migliorare il futuro
179
9.Gestione organizzativa
181
ALLEGATI
PREMESSA
Sono lieto di presentare la relazione annuale per il 2018 sulla gestione e il rendimento del bilancio dell'UE. La relazione fornisce una panoramica del rendimento, della gestione e della protezione del bilancio dell'UE, oltre a spiegare in che modo detto bilancio sostenga le priorità politiche dell'Unione e a descrivere sia i risultati raggiunti sia il ruolo della Commissione nel garantire i più elevati standard di gestione finanziaria. La presente relazione fa parte del pacchetto integrato di informativa finanziaria e in materia di responsabilità della Commissione. Essa adempie ai nostri obblighi nel quadro del regolamento finanziario e costituisce un elemento essenziale del nostro sistema di responsabilità finanziaria altamente sviluppato.
Nonostante le sue dimensioni relativamente modeste, il bilancio dell'UE ha un impatto decisivo per milioni di europei. Integra i bilanci nazionali e sostiene le priorità politiche in ambiti in cui ha un valore reale e in cui può conseguire risultati nella maniera più efficace. Il mio principio guida è che il bilancio dell'UE dovrebbe concentrarsi sui settori nei quali può avere un'incidenza maggiore rispetto alla spesa pubblica a livello nazionale. Ad esempio, nessuno Stato membro è in grado di autofinanziare grandi infrastrutture o progetti di ricerca di una portata tale da poter competere con attori mondiali quali la Cina o gli Stati uniti. Alcune delle sfide poste all'UE sono di portata mondiale. Il terrorismo, la criminalità organizzata, i cambiamenti climatici, le catastrofi naturali o le epidemie non conoscono confini. Tali sfide possono essere affrontate al meglio a livello paneuropeo con il contributo del bilancio dell'UE.
Tuttavia, il bilancio dell'UE, pur essendosi dimostrato flessibile, è di dimensioni limitate. Il processo decisionale deve essere pertanto più che mai informato e fondato su elementi concreti, affinché i fondi possano essere stanziati laddove sono maggiormente necessari. Nella presente relazione vengono descritti i vari modi in cui il bilancio dell'UE ha contribuito alla realizzazione dei nostri obiettivi comuni nel 2018.
Nel 2018 ci si è concentrati sul rafforzamento della ripresa economica investendo in settori fondamentali e promuovendo la creazione di posti di lavoro. Il Fondo europeo per gli investimenti strategici, il meccanismo per collegare l'Europa e i fondi strutturali e d'investimento europei hanno tutti svolto un ruolo importante in questo processo. Vi invito a scoprire le storie alle spalle di molti investimenti dell'UE sul portale InvestEU (https://europa.eu/investeu). Il bilancio dell'UE ha anche fornito un valido sostegno in altri settori prioritari quali l'approccio globale nei confronti della migrazione, l'unione della sicurezza, le attività di ricerca all'avanguardia e l'azione esterna dell'UE, oltre ad aver contribuito al conseguimento di obiettivi politici trasversali quali l'azione per il clima e la biodiversità.
La presente relazione passa altresì in rassegna i passi che stiamo compiendo affinché il bilancio dell'UE sia gestito conformemente ai più elevati standard di sana gestione finanziaria. Tramite la presente relazione la Commissione assume la responsabilità politica complessiva della gestione del bilancio dell'UE nel 2018.
La Commissione monitora attentamente l'esecuzione del bilancio dell'UE sul campo. Qualora si riscontri che gli Stati membri o i beneficiari finali abbiano speso il denaro dell'UE in modo errato, la Commissione interviene immediatamente per correggere tali errori e recuperare i fondi secondo necessità. La Commissione prevede che, a seguito delle rettifiche e dei recuperi, il livello di errore residuo per la spesa del 2018 sarà inferiore all'1 %, molto al di sotto della soglia di rilevanza.
Il 2018 ha confermato i progressi alquanto significativi compiuti negli ultimi anni in materia di gestione finanziaria. I sistemi dell'UE per rilevare e correggere errori e per contrastare le frodi sono solidi e maturi, come riconosciuto dalla Corte dei conti europea. Rimarremo vigili e continueremo a garantire che il bilancio dell'UE sia adeguatamente protetto negli anni futuri. Ciò è particolarmente importante nel contesto di un ambiente politico sempre più impegnativo. Una rendicontazione coerente ed efficace aumenta la responsabilità della spesa dell'UE, non soltanto al fine del semplice rispetto degli obblighi normativi. Contribuisce a coinvolgere i cittadini e le altre parti interessate e a restituire loro fiducia nell'Unione europea.
Il 2018 è stato anche l'anno nel quale la Commissione ha presentato, a maggio e a giugno, le sue proposte per il quadro finanziario pluriennale futuro. È stata organizzata una spending review approfondita (
), con un'analisi del rendimento di tutti i programmi. Abbiamo adottato un approccio incentrato sul valore aggiunto dell'UE come criterio fondamentale per sostenere ogni spesa futura, accrescere i finanziamenti per le nuove priorità, modernizzare i programmi esistenti, cogliere le opportunità di semplificazione e razionalizzazione e dare all'Unione un bilancio più flessibile. Ritengo che la Commissione abbia proposto un bilancio moderno per un'Unione che protegge, dà forza e difende e che è al tempo stesso equilibrata e realistica. Un accordo tempestivo sul futuro quadro confermerebbe l'impegno condiviso delle istituzioni dell'UE a sfruttare al meglio ogni euro investito attraverso il bilancio dell'UE.
Günther H. Oettinger
Commissario per il Bilancio e le risorse umane
Sintesi
La relazione annuale sulla gestione e il rendimento del bilancio dell'UE presenta le informazioni più recenti sui risultati ottenuti attraverso il bilancio dell'UE (sezione 1), nonché sulla gestione e sulla protezione di detto bilancio (sezione 2).
La sezione 1 è strutturata per rubriche di bilancio. Illustra il modo in cui i programmi finanziari dell'UE hanno contribuito alle priorità politiche dell'Unione. Riassume inoltre gli ultimi risultati delle valutazioni in merito al rendimento di tali programmi.
Il 2018 è stato il quinto anno dell'attuale quadro finanziario pluriennale, che va dal 2014 al 2020. A causa dell'adozione tardiva del quadro finanziario pluriennale, si sono registrati ritardi all'inizio del periodo. Attualmente i programmi finanziari dell'UE sono pienamente operativi. Essi offrono un sostegno solido e tangibile alle priorità politiche dell'UE in diversi settori.
Rubrica di bilancio 1A — Stimolare l'occupazione, la crescita e gli investimenti
Quando si è insediata, all'indomani della crisi economica e finanziaria, la Commissione Juncker ha promesso di inserire un maggior numero di persone nel mondo del lavoro. Insieme agli Stati membri ha mantenuto la promessa. Il numero di europei occupati non è mai stato così elevato, con 240,7 milioni di persone che svolgono un'attività lavorativa. Più di 12 milioni di questi posti di lavoro sono stati creati dall'inizio del mandato dell'attuale Commissione. La disoccupazione giovanile si è attestata al livello più basso registrato dal 2008, nonostante permanga ancora troppo elevata in molte parti dell'UE. Il bilancio dell'UE è stato fondamentale per il conseguimento di tali risultati e continua a rappresentare una fonte vitale di investimenti in tutta Europa.
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Dall'inizio del mandato della Commissione Juncker sono stati creati più di 12 milioni di posti di lavoro.
La disoccupazione giovanile è scesa dal 24 % nel 2014 al 14 % nel dicembre 2018.
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La priorità per il bilancio dell'UE nel 2018 è stata quella di fare leva sulla ripresa economica, in particolare stimolando ulteriormente gli investimenti. Gli investimenti hanno registrato una ripresa significativa grazie a investimenti del valore di oltre 408 miliardi di EUR (
) promossi dal Fondo europeo per gli investimenti strategici. Tale fondo, istituito nel 2015 dalla Commissione insieme al Gruppo Banca europea per gli investimenti (
), attrae finanziamenti privati in settori quali trasporti, energia, assistenza sanitaria, piccole e medie imprese nonché tecnologia dell'informazione e della comunicazione. L'impatto del bilancio dell'UE ne risulta in tal modo amplificato. La durata del Fondo europeo per gli investimenti strategici è stata estesa dalla metà del 2018 alla fine del 2020, con un nuovo obiettivo di investimento pari a 500 miliardi di EUR (
). Secondo le stime, tale piano contribuirà a creare 1,4 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2020, mentre il prodotto interno lordo dell'UE aumenterà dell'1,3 %. Grazie a questi investimenti, ulteriori 11 milioni di famiglie dispongono di un accesso a Internet ad alta velocità, oltre 4 milioni di famiglie utilizzano energia proveniente da fonti rinnovabili e 30 milioni di europei beneficiano di una migliore assistenza sanitaria.
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Al 31 dicembre 2018 il Fondo europeo per gli investimenti strategici ha mobilitato oltre 370 miliardi di EUR sotto forma di investimenti in tutta Europa a partire dal 2015, un importo nettamente superiore all'obiettivo iniziale di 315 miliardi di EUR ed è sulla buona strada per raggiungere l'accresciuto obiettivo per il 2020 di 500 miliardi di EUR.
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Il Fondo europeo per gli investimenti strategici ha contribuito a finanziare la costruzione di mezzo milione di alloggi a prezzi accessibili, a migliorare i servizi di assistenza sanitaria per 30 milioni di europei, ad ammodernare le infrastrutture urbane e ferroviarie per 95 milioni di passeggeri e a sostenere l'accesso ai finanziamenti per oltre 280 000 piccole e medie imprese.
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Gli investimenti strategici hanno anche stimolato la crescita economica e la competitività finanziando infrastrutture chiave per i trasporti, l'energia e le telecomunicazioni. Tali investimenti si concentrano nei settori in cui l'UE consente di incidere maggiormente rispetto alla spesa pubblica a livello nazionale. Il meccanismo per collegare l'Europa svolge un ruolo importante nello sviluppo di tali infrastrutture, che inoltre gettano le basi per una rete energetica dell'UE a minore intensità di carbonio. Nel 2018 il meccanismo ha stanziato 1,4 miliardi di EUR sotto forma di sovvenzioni UE, da aggiungere ai finanziamenti provenienti dal Fondo europeo per gli investimenti strategici e da altre fonti.
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Il meccanismo per collegare l'Europa finanzia in parte un nuovo tunnel sotto lo stretto di Fehmarn, largo 18 km, tra Rødby in Danimarca e Puttgarden in Germania. Il tempo di percorrenza in automobile tra Copenaghen e Amburgo diminuirà di circa 1 ora e di 2 ore per il trasporto ferroviario di merci.
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Il bilancio dell'UE sta producendo risultati anche grazie ai programmi spaziali come Galileo, Copernicus ed EGNOS. Nessuno Stato membro sarebbe stato in grado di mettere in orbita 26 satelliti in autonomia, a vantaggio di 500 milioni (
) di utenti a livello mondiale entro la fine del 2018. Nel 2018 sono stati lanciati altri quattro satelliti Galileo per un migliore monitoraggio di oceani, territorio e atmosfera. I segnali e i dati spaziali dell'UE stanno trasformando le nostre vite con servizi quali navigazione potenziata, agricoltura di precisione, monitoraggio delle colture, risposta alle calamità naturali, salvataggio di vite in mare, ricerca e soccorso di persone munite di radiofari di soccorso e monitoraggio di imbarcazioni e spandimenti di idrocarburi.
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Alla fine del 2018 315 aeroporti in quasi tutti i paesi dell'UE utilizzano il Servizio europeo di copertura per la navigazione geostazionaria, che rende l'atterraggio più sicuro in condizioni meteorologiche difficili ed evita ritardi e deviazioni di rotta.
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Da aprile 2018 Galileo è integrato in tutti i nuovi modelli di autoveicoli venduti in Europa e supporta il sistema di chiamata di emergenza eCall.
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Copernicus ha fornito cartografia di emergenza per l'80 % delle inondazioni in Europa, consentendo così ai servizi di emergenza nazionali di disporre di una migliore panoramica della situazione e di essere più efficaci durante le operazioni di salvataggio.
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Il 2018 ha anche segnato l'inizio di un nuovo capitolo nella cooperazione europea in materia di difesa attraverso il Fondo europeo per la difesa. Nel 2018 sono stati stanziati 40 milioni di EUR per la ricerca collaborativa in tecnologie e prodotti di difesa innovativi. La Commissione ha adottato i programmi di lavoro biennali per cofinanziare progetti per lo sviluppo congiunto della capacità di difesa nel 2019-2020 con un contributo di 500 milioni di EUR da parte dell'UE.
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L'UE sta investendo (
) 35 milioni di EUR nel progetto di ricerca Ocean2020. Tale progetto riunisce 42 partner provenienti da 15 Stati membri dell'UE e sostiene le missioni di sorveglianza marittima in mare attraverso l'integrazione di droni e sottomarini senza equipaggio nelle attività della flotta.
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Sostegno alle attività di ricerca e innovazione all'avanguardia
Il bilancio dell'UE ha continuato a sostenere l'impegno dell'UE a favore di attività di ricerca e innovazione all'avanguardia, concentrandosi su collaborazione transnazionale, pertinenza industriale ed economie di scala. Orizzonte 2020, il programma quadro dell'UE per la ricerca e l'innovazione, è il più grande programma transnazionale di finanziamento della ricerca al mondo. È anche il più grande programma di ricerca e innovazione dell'UE di sempre, con quasi 80 miliardi di EUR disponibili sotto forma di finanziamenti nell'arco di 7 anni (
). Nel 2018 sono stati pubblicati inviti a presentare proposte per un valore di 10 miliardi di EUR nell'ambito di Orizzonte 2020.
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Tramite i finanziamenti di Orizzonte 2020, il Centro comune di ricerca ha sviluppato e gestisce l'unico sistema di allerta tsunami automatico a livello mondiale. Tale sistema è in grado di calcolare rapidamente l'altezza stimata e il tempo di spostamento dell'onda e di inviare automaticamente un messaggio d'allarme mediante il
sistema globale di allerta e coordinamento delle catastrofi.
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Orizzonte 2020 offre un quadro strategico comune per i finanziamenti all'innovazione e alla ricerca dell'UE. È fondamentale per garantire che l'UE continui a produrre scienza e tecnologia di livello mondiale. Contribuisce a eliminare gli ostacoli all'innovazione e agevola la collaborazione tra il settore pubblico e privato nel fornire soluzioni a importanti sfide per la società. Il sostegno dell'UE alla ricerca e all'innovazione promuove la cooperazione tra le équipe di ricerca di paesi diversi e tra le discipline, elemento fondamentale per realizzare scoperte rivoluzionarie. Tale sostegno consente all'UE di realizzare priorità quali l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici (
). Orizzonte 2020 ha contribuito direttamente all'obiettivo generale di potenziare la leadership industriale e la competitività europee. È stato particolarmente efficace nell'incentivare l'innovazione da parte delle piccole e medie imprese. L'obiettivo generale del 20 % di partecipazione è stato persino superato (
).
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L'impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni è divenuta operativa nel novembre 2018. Essa metterà in comune le risorse dell'UE e dei paesi partecipanti per realizzare in Europa un'infrastruttura di dati e di supercalcolo all'avanguardia e un ecosistema competitivo per l'innovazione nelle tecnologie e nelle applicazioni pertinenti in Europa.
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Grazie alla ricerca e ai finanziamenti parziali nell'ambito di Orizzonte 2020 erogati nel 2018, una quarantacinquenne svedese si è sottoposta a un intervento chirurgico per l'impianto di una mano robotica permanente che può utilizzare quotidianamente.
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Sostegno ai giovani europei
Il bilancio dell'UE ha creato opportunità per studiare e viaggiare all'estero e ha aiutato i giovani disoccupati a trovare lavoro o a iscriversi a corsi di formazione per aumentare le proprie possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Ogni anno, più di 3,5 milioni di giovani registrati nella Garanzia per i giovani ricevono un'offerta di lavoro, di istruzione, di tirocinio o di apprendistato. A partire dal 2014, un totale di oltre 14 milioni di giovani ha beneficiato di tale regime.
Erasmus+ è uno dei principali strumenti attraverso i quali gli europei possono sperimentare l'identità europea in tutta la sua diversità. Nel 2018 Erasmus+ ha consentito a circa 800 000 insegnanti, professori, formatori, membri del personale didattico e animatori giovanili di acquisire nuove competenze all'estero potenziando la loro futura occupabilità. Il programma faro ha dimostrato la sua flessibilità con il sostegno alla creazione di "università europee" e agli scambi virtuali Erasmus+.
Inoltre, la Commissione ha lanciato un'iniziativa pilota, intitolata "DiscoverEU" (
), che offre ai giovani di 18 anni l'opportunità di viaggiare attraverso l'Europa, imparare da altre culture ed esplorare la loro identità europea. La Commissione intende sviluppare ulteriormente DiscoverEU e ha pertanto inserito l'iniziativa nelle sue proposte per il prossimo programma Erasmus.
Il programma Corpo europeo di solidarietà (
) è stato dotato di norme e bilancio propri e ha consentito a un vasto numero di giovani di fornire assistenza, esplorare, apprendere e svilupparsi attraverso attività quali l'aiuto ai cittadini socialmente svantaggiati, la salvaguardia dell'ambiente o la ricostruzione e la rinascita della speranza nelle comunità colpite da calamità naturali.
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Dal suo avvio nel 1987, più di 10 milioni di persone hanno partecipato al programma Erasmus.
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Tra i mesi di luglio e ottobre 2018 circa 15 000 giovani hanno potuto esplorare l'Europa in treno con un biglietto DiscoverEU. Altri 14 500 sono stati selezionati nella tornata di candidature del mese di novembre 2018.
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Entro la fine di dicembre 2018, circa 100 000 giovani dallo spiccato senso civico si erano registrati per entrare a far parte del Corpo europeo di solidarietà. Quasi 11 000 di loro avevano assistito persone e comunità bisognose in tutta Europa, soprattutto attraverso attività di volontariato.
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Il contributo del bilancio dell'UE all'attuazione della Garanzia per i giovani è stato fondamentale, offrendo ai giovani opportunità di studiare e viaggiare all'estero e aiutandoli a trovare lavoro o ad accedere a corsi di formazione per aumentare le loro possibilità di trovare lavoro.
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Dal suo lancio (
), oltre 3,5 milioni di giovani registrati nella Garanzia per i giovani hanno ricevuto ogni anno un'offerta di lavoro, di istruzione continua, di tirocinio o di apprendistato.
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Rubrica di bilancio 1B — Incentivare la creazione di posti di lavoro, la crescita sostenibile e l'innovazione tramite la politica di coesione
La politica di coesione, con un bilancio di 352 miliardi di EUR (per il periodo 2014-2020), quasi un terzo del bilancio totale dell'UE, è volta a ridurre le disparità e a sostenere la coesione economica, sociale e territoriale dell'UE. L'importanza del contributo di tale politica è messa in risalto dal marcato recupero degli Stati membri e delle regioni meno sviluppate nei confronti del resto dell'UE in termini di produttività e prodotto interno lordo pro capite. I fondi sostengono direttamente la realizzazione delle priorità chiave dell'UE e l'attuazione di raccomandazioni specifiche per paese nel contesto del semestre europeo, oltre a garantire le condizioni di investimento necessarie tramite il follow-up delle condizioni ex ante definite per i programmi 2014-2020.
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Si prevede che ogni euro destinato agli investimenti della politica di coesione realizzati nel periodo 2007-2013 genererà 2,74 EUR di prodotto interno lordo aggiuntivo entro il 2023. Nello stesso periodo sono stati creati 1,3 milioni di posti di lavoro.
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Il bilancio dell'UE ha continuato a sostenere Stati membri e regioni nell'affrontare sfide nuove e persistenti, come gestire la globalizzazione, contrastare la disoccupazione, affrontare il cambiamento industriale, accogliere l'innovazione e la digitalizzazione, riqualificare le persone, gestire la migrazione a lungo termine e combattere i cambiamenti climatici, compresa la transizione verso un'economia e trasporti a minore intensità di carbonio.
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Gli investimenti dell'UE nei trasporti si sono concentrati sull'eliminazione delle strozzature contribuendo alla riparazione e al miglioramento di 7 500 km di vecchie strade e alla realizzazione di 3 100 km di nuove strade (progetti selezionati fino alla fine del 2018).
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Grazie agli investimenti della politica di coesione, gli edifici pubblici hanno ridotto di 5,2 terrawattora il loro consumo energetico annuo rispetto al passato. Inoltre, sono stati realizzati 748 km di linee tramviarie e metropolitane nuove o migliorate e quasi 7 500 km di linee ferroviarie nuove o ammodernate.
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Alla fine del 2017, oltre 15 milioni di persone hanno usufruito del sostegno del Fondo sociale europeo per trovare migliori opportunità lavorative e sviluppare le proprie competenze, mentre più di 1,7 milioni di disoccupati hanno trovato un lavoro e oltre 2 milioni di persone hanno acquisito nuove qualifiche.
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Rubrica di bilancio 2 — Il bilancio dell'UE contribuisce a modernizzare il settore agricolo dell'UE, a garantire cibo sicuro e di alta qualità e a creare un'agricoltura e uno sviluppo rurale sostenibili.
La politica agricola comune ha contribuito al raggiungimento di uno sviluppo territoriale equilibrato e alla riduzione del divario di reddito tra il settore agricolo e gli altri settori, nonché tra gli Stati membri e le regioni. La politica contribuisce altresì al mantenimento della sostenibilità della produzione di alimenti indispensabili nell'UE. I pagamenti diretti stimolano i redditi e offrono una relativa stabilità di reddito agli agricoltori che risentono della notevole volatilità dei prezzi e della produzione.
Il bilancio dell'UE fornisce gli strumenti necessari per un'agricoltura resiliente, sostenibile e competitiva. Circa 6,5 milioni di agricoltori hanno beneficiato di pagamenti diretti che hanno rappresentato il 38 % del loro reddito agricolo.
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A partire dal 2014, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale ha contribuito all'ammodernamento delle aziende agricole di oltre 51 400 giovani agricoltori e alla formazione di più di 1 milione di partecipanti, ha sostenuto l'agricoltura biologica su quasi 16 milioni di ettari e ha investito oltre 255 milioni di EUR nella produzione di energia rinnovabile.
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Il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca sostiene la pesca e l'acquacoltura ecosostenibili, efficienti sotto il profilo delle risorse, innovative, competitive e basate sulla conoscenza. Tali sforzi consentono all'UE di continuare a essere un leader internazionale nella gestione sostenibile degli oceani.
L'UE è all'avanguardia a livello mondiale nell'ambito delle politiche climatiche e della sostenibilità
Nel quadro del suo impegno nella lotta contro i cambiamenti climatici, l'UE ha integrato la spesa di 32 miliardi di EUR a favore dell'azione per il clima in tutti i suoi programmi, in particolare quelli relativi a politica di coesione, energia, trasporti, ricerca e innovazione, politica agricola comune e politica di sviluppo dell'UE, rendendo il bilancio dell'UE un promotore chiave della sostenibilità. Tale spesa rappresenta il 20,7 % del bilancio 2018. Secondo le più recenti stime, essa ammonterà a 210 miliardi di EUR (19,7 %) per l'intero periodo di programmazione.
Tra il 2014 e il 2020, il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione avranno investito 54,8 miliardi di EUR (
) per il raggiungimento di obiettivi climatici. Tali investimenti sostengono la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio promuovendo la produzione e la distribuzione di energia da fonti rinnovabili, incentivando l'efficienza energetica e attuando sistemi di distribuzione intelligenti e attività di ricerca e innovazione in materia di tecnologie a basse emissioni di carbonio, nonché investendo nell'adattamento ai cambiamenti climatici, promuovendo investimenti destinati a far fronte a rischi specifici, garantendo la resilienza alle catastrofi e sviluppando sistemi di gestione delle catastrofi.
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I progetti sostenuti dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo di coesione consentono la ristrutturazione di alloggi per 875 000 famiglie, che beneficeranno di un utilizzo di energia ridotto, e il collegamento di 3,3 milioni di nuovi utenti di energia alle reti intelligenti. I progetti hanno inoltre sostenuto una capacità supplementare di produzione di energia rinnovabile (7 670 megawatt).
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Nel 2018 un totale di 522 milioni di EUR è stato stanziato per il programma LIFE. Attraverso tale programma il bilancio dell'UE sostiene progetti ambientali e di conservazione della natura e l'azione per il clima. Esso prevede importanti investimenti in progetti che consentiranno di riutilizzare maggiori quantità di plastica. Trasformare tali rifiuti in materie prime di elevata qualità per il settore automobilistico, delle costruzioni e degli imballaggi è uno dei modi in cui LIFE sostiene concretamente gli obiettivi della strategia europea per la plastica in un'economia circolare.
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I progetti sostenuti dal programma LIFE hanno contribuito alla transizione verso un'economia efficiente nell'uso delle risorse, circolare, a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima; ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità; ad affrontare il degrado degli ecosistemi migliorando la qualità dell'ambiente, inclusi aria, acqua e suolo, nonché a migliorare la governance ambientale e climatica a tutti i livelli.
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Rubrica di bilancio 3 — Il bilancio dell'UE è una componente essenziale dell'approccio globale dell'UE alla politica migratoria
Il bilancio dell'UE ha sostenuto la risposta europea costante ed esauriente alle sfide migratorie e alla gestione delle frontiere esterne dell'UE. Nel 2018 l'approccio globale dell'UE alla migrazione ha continuato a operare su tutti i fronti attraverso: una cooperazione più approfondita con i paesi partner, una migliore gestione delle frontiere esterne e una serie di strumenti più efficaci e operativi per proteggere le nostre frontiere e gestire la migrazione all'interno dell'UE in uno spirito di solidarietà e di responsabilità. Alcuni strumenti specifici, quali il Fondo Asilo, migrazione e integrazione, hanno svolto un ruolo importante nel fornire risposte immediate alle questioni migratorie, al pari del sostegno mirato a titolo della politica di coesione per l'integrazione a lungo termine di migranti e degli strumenti esterni dell'UE. L'attività svolta nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione ha contribuito positivamente a trasformare la migrazione non sicura e incontrollata in una migrazione sicura, ordinata e regolare.
Nel quadro del programma di reinsediamento dell'UE, 20 Stati membri si sono impegnati a reinsediare più di 50 000 persone entro ottobre 2019. Alla fine del 2018, oltre 24 000 di tali impegni si erano già concretizzati nell'offerta di alloggi nell'UE.
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Dopo il picco di arrivi nell'UE registrato nel 2015, i flussi migratori sono scesi al di sotto dei livelli pre-crisi.
Gli attraversamenti irregolari nell'UE sono diminuiti a 150 100 nel 2018. Si tratta del valore più basso registrato in 5 anni.
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Dal 2015, sono aumentati i canali legali di migrazione verso l'UE per le persone bisognose di protezione internazionale. I programmi di reinsediamento hanno offerto percorsi sicuri e legali a quasi 50 000 persone (al 31 dicembre 2018).
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La dichiarazione UE-Turchia e lo strumento per i rifugiati in Turchia del 2016 rimangono di vitale importanza per ridurre gli attraversamenti irregolari e pericolosi verso le isole greche dalla Turchia continentale, salvare vite umane in mare e incentivare il reinsediamento dei siriani che necessitano di protezione internazionale. L'UE ha sostenuto la Turchia nei suoi sforzi volti a fornire alloggi e sostegno a oltre 4 milioni di rifugiati siriani registrati. Alla fine del 2018, l'assistenza umanitaria aveva permesso di prestare soccorso a 1,5 milioni di persone fra i rifugiati più vulnerabili attraverso la rete di sicurezza sociale di emergenza, un programma di aiuto e sicurezza sociale, e di sostenere più di 410 000 studenti nella frequenza scolastica (nel quadro del programma di trasferimento condizionale di denaro contante a favore dell'istruzione). Altri 600 000 bambini sono stati aiutati a inserirsi nel sistema scolastico turco. Grazie allo strumento per i rifugiati in Turchia, sono state costruite 136 nuove scuole, 410 000 bambini rifugiati frequentano la scuola e 60 000 studenti hanno partecipato a corsi di recupero. 178 centri sanitari sono attualmente operativi, sono stati finanziati quattro milioni di visite mediche di base e 650 000 bambini rifugiati sono stati vaccinati (
).
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Così come in Turchia, l'UE ha fornito un considerevole sostegno umanitario agli sfollati interni in Siria e ai rifugiati e alle comunità d'accoglienza in Giordania e in Libano, e anche aiutato l'Iraq e l'Egitto. Complessivamente, nel 2018, il Fondo fiduciario regionale dell'UE in risposta alla crisi siriana è venuto in aiuto a circa 2 milioni di rifugiati siriani e comunità d'accoglienza.
Finanziata dal bilancio dell'UE, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, con l'ampliamento del suo mandato, ha rafforzato significativamente la propria presenza alle frontiere esterne dell'UE, con l'obiettivo di sostenere gli Stati membri nelle attività di gestione delle frontiere e di attuare congiuntamente tale gestione integrata a livello dell'UE.
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Nel 2018 l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera europea ha inviato circa 11 000 guardie di frontiera per assistere gli Stati membri in prima linea. In tal modo è stato possibile soccorrere 37 000 migranti, catturare quasi 1 200 trafficanti di esseri umani e coordinare/organizzare il rimpatrio di quasi 14 000 migranti. Inoltre, il Fondo Asilo, migrazione e integrazione ha consentito il rimpatrio volontario di quasi 39 500 persone ().
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Il bilancio dell'UE continua a contribuire a rendere l'UE un posto più sicuro in cui vivere e lavorare
Le minacce alla sicurezza si sono intensificate e diversificate in Europa, sotto forma di attentati terroristici, nuove forme di criminalità organizzata e criminalità informatica. Per proteggere i cittadini da tali minacce, l'UE ha fornito finanziamenti e ha sostenuto la cooperazione in ambiti quali, tra gli altri, il contrasto al riciclaggio di denaro, l'intercettazione e il sequestro di prodotti contraffatti e la lotta alle campagne di disinformazione.
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Il meccanismo per collegare l'Europa ha istituito una piattaforma di cooperazione volontaria per rafforzare la preparazione e la risposta nei confronti degli attacchi informatici. In tal modo l'UE sta contribuendo a una soluzione a livello europeo per una minaccia che non rispetta i confini nazionali.
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L'UE ha mostrato solidarietà all'interno delle sue frontiere coordinando e finanziando interventi di soccorso in seguito a calamità naturali, sostenendo gli agricoltori colpiti da siccità o i dipendenti coinvolti in massicce ristrutturazioni aziendali. Alla luce delle difficoltà affrontate dagli agricoltori durante la siccità estiva sono stati aumentati i pagamenti anticipati per aiutare gli agricoltori a nutrire i propri animali.
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Nel 2018, 4,5 milioni di EUR provenienti dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione hanno sostenuto 730 lavoratori in esubero nel settore dell'abbigliamento portoghese.
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Dal 2003 l'UE è impegnata in 163 missioni ufficiali e ha inviato 560 esperti a proteggere persone in tutto il mondo. Nel 2018 un'operazione di protezione civile dell'UE da record ha aiutato la Svezia a combattere gli incendi boschivi, mobilitando oltre 360 vigili del fuoco, sette aeroplani, sei elicotteri e 67 veicoli.
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Rubrica di bilancio 4 — Il bilancio dell'UE ha contribuito a rafforzare il ruolo dell'UE a livello mondiale
Il bilancio dell'UE ha consentito all'Unione di continuare a concentrarsi sugli investimenti nella sostenibilità e nella resilienza dei nostri partner, in particolare attraverso lo strumento europeo di vicinato e lo strumento di assistenza preadesione. L'UE sta aiutando i paesi vicini a sviluppare ulteriormente istituzioni democratiche stabili e, al tempo stesso, a raggiungere una maggiore prosperità. Ciò ha contribuito al conseguimento della stabilità lungo le frontiere europee.
Nel 2018 l'UE ha svolto un ruolo guida e ha sostenuto l'accordo sul nucleare iraniano (
), l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU, i nuovi accordi commerciali con una forte componente relativa allo sviluppo sostenibile, la cooperazione con l'Unione africana (
) e i rapporti con le Nazioni unite.
Insieme ai suoi Stati membri l'UE è il maggior donatore mondiale di aiuti umanitari. Ciò le consente di fornire sostegno per salvare vite umane in occasione di calamità naturali e conflitti provocati dall'uomo a livello mondiale.
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Nel 2018 sono stati spesi oltre 1,4 miliardi di EUR in aiuti umanitari in più di 90 paesi. Una parte significativa è stata utilizzata per sostenere le popolazioni vittime dei conflitti in Siria e i rifugiati nei paesi limitrofi.
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Nel 2018 altri 15 milioni di EUR sono stati impegnati per contribuire alla creazione delle condizioni necessarie a un rimpatrio volontario, sicuro e dignitoso dei rifugiati rohingya fuggiti dal Myanmar/Birmania in Bangladesh (
).
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Diversi strumenti nel settore della cooperazione allo sviluppo sostengono l'UE nel suo impegno ad attuare l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile in linea con il consenso europeo in materia di sviluppo (
). L'UE cerca di indirizzare i finanziamenti verso i paesi maggiormente bisognosi. Ha anche proposto un cambiamento di paradigma nei rapporti tra l'UE e l'Africa verso la realizzazione di un partenariato equo e concreto, incentrato sul reciproco interesse economico e pienamente in linea con l'Agenda 2063 dell'Africa (
) e con iniziative faro quali la zona continentale di libero scambio per l'Africa.
Nel quadro del piano per gli investimenti esterni per l'Europa, nel 2018 il bilancio dell'UE ha sostenuto la mobilitazione di finanziamenti verso l'Africa e il vicinato europeo (
). A tal fine il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile viene impiegato per stimolare maggiori investimenti privati. Nel 2018 la Commissione ha firmato il primo accordo di garanzia (meccanismo di condivisione del rischio Nasira). Si prevede che tale accordo UE, per un importo massimo di 75 milioni di EUR, mobiliterà investimenti per imprenditori nell'Africa subsahariana e nel vicinato europeo. Esso dovrebbe contribuire a creare fino a 800 000 posti di lavoro e apportare vantaggi per coloro che hanno difficoltà a ottenere prestiti accessibili quali gli sfollati interni, i rifugiati, i rimpatriati, le donne e i giovani.
La Commissione attribuisce la massima priorità all'obiettivo di garantire che il bilancio dell'UE sia gestito correttamente e sia protetto da errori e frodi
La Commissione si adopera per il raggiungimento dei massimi standard di gestione finanziaria in termini di efficacia, efficienza ed economia. Si prefigge altresì di garantire che gli audit e le verifiche (in appresso "controlli") siano efficaci in termini di costi. La sezione 2 della presente relazione si concentra su tale aspetto.
Alla Commissione spetta la responsabilità di garantire che i fondi dell'UE siano spesi correttamente, a prescindere dal fatto che tali fondi siano spesi direttamente dai servizi della Commissione oppure dai partner di attuazione. Il 71 % della spesa è eseguito dalle autorità degli Stati membri in regime di gestione concorrente e l'8 % tramite entità delegate in regime di gestione indiretta.
Per adempiere alle sue responsabilità la Commissione ha predisposto un efficace modello di garanzia e responsabilità, nonché un solido quadro di controllo interno. Nell'ambito di tale quadro, ove possibile in collaborazione con Stati membri ed entità delegate (sulla base dei loro obblighi di tutela del bilancio dell'UE), i servizi della Commissione adottano misure per prevenire errori, irregolarità e frodi; qualora questi si verifichino, intervengono per porvi rimedio. Inoltre, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode è incaricato di effettuare indagini indipendenti su casi di frode e corruzione riguardanti i fondi dell'UE e di sviluppare politiche antifrode a livello di Unione.
Nel 2018 si è assistito anche all'adozione del nuovo regolamento finanziario che introduce in particolare una notevole semplificazione della normativa finanziaria per i beneficiari.
Il rischio relativo alla legittimità e regolarità delle operazioni finanziarie è inferiore al 2 %
L'obiettivo della Commissione per il "rischio al pagamento", che interessa le spese e le entrate dell'UE e viene stimato dopo lo svolgimento dei controlli preventivi, ma prima dell'applicazione delle misure correttive, è di mantenersi al di sotto del 2 %, obiettivo nuovamente raggiunto nel 2018. Nel complesso si stima che il rischio al pagamento sarà pari all'1,7 % della spesa complessiva pertinente per il 2018. I servizi stanno intervenendo nei segmenti in cui il rischio al pagamento è superiore al 2 %.
La natura pluriennale dei programmi finanziari dell'UE consente di correggere gli errori anche negli anni successivi ai pagamenti, fino alla chiusura dei programmi. I servizi hanno stimato che le rettifiche complessive future ammonteranno allo 0,9 % della spesa complessiva pertinente per il 2018.
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Durante il 2018 la Commissione ha efficacemente recuperato 3,2 miliardi di EUR. Tali rettifiche finanziarie e recuperi sono misure preventive e correttive essenziali per proteggere il bilancio dell'UE.
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L'obiettivo della Commissione nel gestire il bilancio dell'UE è garantire che, alla chiusura di un programma e al completamento di tutte le verifiche, il "rischio alla chiusura" residuo sia molto basso. Nel complesso, la Commissione stima che esso corrisponda soltanto allo 0,8 % della spesa complessiva pertinente per il 2018, ossia a meno dell'1 %.
Per il secondo anno consecutivo, nel 2018 la Corte dei conti europea ha emesso un giudizio con rilievi, anziché un giudizio negativo sulla legittimità e regolarità dei pagamenti nel quadro del bilancio dell'UE 2017. Ciò conferma i progressi significativi compiuti e rappresenta un giudizio positivo in merito a una parte rilevante del bilancio dell'UE.
Intensificare la lotta contro le frodi
La Commissione adotta una linea ferma e collaudata di tolleranza zero nei confronti delle frodi. La strategia antifrode riveduta e rafforzata della Commissione fornisce un quadro politico solido per la prevenzione, l'individuazione, l'indagine e il contrasto delle frodi e per il buon funzionamento dei servizi della Commissione nella protezione degli interessi finanziari dell'UE. La strategia antifrode riveduta contribuirà a garantire che i servizi della Commissione siano pienamente preparati per l'attuazione del quadro finanziario pluriennale 2021-2027.
La nuova strategia tiene conto di importanti sviluppi nella normativa antifrode dell'UE (quali l'istituzione della Procura europea) nonché delle recenti risultanze della Corte dei conti europea per quanto concerne la gestione del rischio di frode nella spesa dell'UE. L'adozione della strategia riveduta migliorerà ulteriormente la lotta contro le frodi.
Le proposte per i nuovi programmi finanziari sono state anche sottoposte a una verifica dell'impermeabilità alle frodi da parte dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode. Il nuovo regolamento finanziario 2018 ha rafforzato il trattamento dei conflitti di interesse e la Commissione ha presentato importanti proposte per tutelare il bilancio dell'UE da carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri, tra cui l'assoggettamento della prosecuzione dei pagamenti dell'UE al rispetto dei principi dello Stato di diritto. Il sistema di individuazione precoce e di esclusione è stato ulteriormente rafforzato. Tali misure tuteleranno il bilancio dell'UE in maniera ancora più efficace nei prossimi anni.
La gestione fornisce garanzie ragionevoli e la Commissione assume la responsabilità politica della gestione del bilancio dell'UE.
Sulla base degli elementi di affidabilità a sostegno della sua dichiarazione, ciascun ordinatore delegato ha fornito garanzie ragionevoli che 1) le informazioni contenute nella sua relazione annuale di attività fornissero una rappresentazione veritiera e corretta; 2) le risorse assegnate alle sue attività fossero state utilizzate per i fini previsti e 3) le procedure di controllo in atto fornissero le necessarie garanzie in merito alla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti, se necessario corredate di una o più riserve circa la piena trasparenza e da ulteriori provvedimenti.
Sono state emesse 40 riserve, due in più rispetto allo scorso anno. Per ogni riserva è in atto un piano d'azione per affrontare le carenze sottostanti e attenuare i relativi rischi. La metà delle riserve riguarda programmi preesistenti per il periodo 2007-2013 e ha un impatto finanziario assai ridotto.
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Sulla base delle dichiarazioni di affidabilità da parte degli ordinatori delegati della Commissione, il collegio dei commissari si assume la responsabilità politica della gestione del bilancio dell'UE.
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Un nuovo bilancio a lungo termine per un'UE che protegge, dà forza e difende
Oltre all'attività di esecuzione del bilancio, nel 2018 si è assistito anche all'avvio del processo verso un nuovo quadro finanziario pluriennale per l'Unione europea. Nel maggio 2018 la Commissione ha presentato le sue proposte per un nuovo e moderno bilancio a lungo termine dell'UE per il periodo 2021-2027.
Le proposte sono volte a realizzare le priorità politiche concordate dai leader a Bratislava e a Roma. Tali proposte prevedono il rafforzamento dei finanziamenti in una serie di settori fondamentali per il futuro dell'Europa, tra cui la risposta europea coordinata alle sfide poste da migrazione, lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, trasformazione digitale, azione per il clima, programmi per giovani e ricerca e innovazione, garantendo al contempo che le politiche tradizionali a sostegno dell'obiettivo chiave di solidarietà dell'Unione vengano modernizzate e mantengano un livello di finanziamenti significativo per tutti gli Stati membri e tutte le regioni per quanto riguarda la politica di coesione.
Le proposte della Commissione sono fondate su una spending review, una valutazione globale degli insegnamenti tratti dagli attuali programmi e dai precedenti. Tale approccio ha consentito alla Commissione di proporre elementi di modernizzazione essenziali, quali:
·il forte accento sul valore aggiunto europeo e sulla necessità di fornire un sostegno adeguato a priorità nuove e urgenti, tra cui la ricerca e l'innovazione, l'economia digitale, i giovani, la gestione dei flussi migratori e delle frontiere, la sicurezza, la difesa e l'azione esterna, nonché una maggiore enfasi sulla sostenibilità, compreso un obiettivo più ambizioso per l'integrazione del clima;
·la struttura più razionale e trasparente del bilancio futuro;
·la radicale riduzione del numero di programmi e la creazione di nuovi programmi integrati in settori quali gli investimenti nelle persone, il mercato unico, gli investimenti strategici, i diritti e i valori e le azioni esterne, nonché la maggiore attenzione alle sinergie tra gli strumenti;
·la semplificazione delle norme di finanziamento, volta a ridurre le formalità burocratiche per i beneficiari e le autorità di gestione, e una maggiore attenzione al rendimento e ai risultati, nonché
·un bilancio più flessibile, per reagire con tempestività in un mondo in rapida evoluzione.
L'Eurogruppo ha raggiunto un accordo sulle caratteristiche di uno strumento di bilancio per la convergenza e la competitività della zona euro. Lo strumento promuoverà la coesione all'interno dell'UE rafforzando la resilienza dell'Unione economica e monetaria. È altresì ampiamente riconosciuto che il nuovo meccanismo atto a garantire che le carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto non rappresentino un rischio per il bilancio sarà un elemento essenziale di un accordo sul futuro quadro finanziario pluriennale. Sono stati inoltre compiuti progressi sulla proposta della Commissione di modernizzare il versante delle entrate del bilancio dell'UE. Il raggiungimento di un accordo sul futuro quadro finanziario rappresenta un'importante priorità per i prossimi mesi, pur continuando nelle attività volte a massimizzare il contributo degli attuali programmi finanziari alla prosperità e alla sicurezza dell'UE.
Rafforzare la governance istituzionale della Commissione
Nel novembre 2018 la Commissione ha adottato una serie di misure mirate per rafforzare la governance istituzionale. Tale riforma rafforza il già efficace e consolidato modello di responsabilità finanziaria della Commissione, fondato su una netta divisione delle responsabilità tra i livelli politico, istituzionale e amministrativo. Il fulcro della riforma risiede nella razionalizzazione degli organi di governance interna sotto l'autorità generale dell'organo di gestione interno di alto livello, presieduto dal segretario generale. L'organo di gestione interno assicurerà il controllo e l'orientamento strategico in ambiti quali l'assegnazione delle risorse umane, la gestione del rischio, la pianificazione e la programmazione strategica, la protezione dei dati, la sicurezza e la continuità operativa, la comunicazione istituzionale e la politica antifrode. Tale riforma semplifica anche la governance delle tecnologie dell'informazione e il panorama della sicurezza, rafforza la gestione del rischio e chiarisce il ruolo del comitato di controllo degli audit.
RELAZIONE ANNUALE PER IL 2018
SULLA GESTIONE E
IL RENDIMENTO
Introduzione
La relazione annuale per il 2018 sulla gestione e il rendimento del bilancio dell'UE rappresenta il contributo principale della Commissione alla procedura annuale di discarico (
), tramite la quale il Parlamento europeo e il Consiglio controllano l'esecuzione del bilancio dell'UE. La Commissione attribuisce grande importanza all'obiettivo di garantire che il bilancio dell'UE sia gestito in maniera responsabile e corretta e alla collaborazione con tutte le parti interessate per assicurare il raggiungimento di risultati concreti sul campo.
La relazione presenta una panoramica delle informazioni più recenti sul rendimento del bilancio e contiene un resoconto dettagliato delle questioni relative alla gestione e alla protezione del bilancio dell'UE. La presente relazione si articola nelle seguenti due sezioni principali.
La sezione 1 descrive, con esempi, il modo in cui il bilancio dell'UE sostiene le priorità politiche dell'Unione e fornisce gli ultimi dati disponibili riguardo ai risultati conseguiti a fine 2018. Queste comunicazioni attingono alle informazioni contenute nelle relazioni annuali di attività per il 2018 elaborate da tutti i servizi della Commissione, nonché in altre fonti quali dichiarazioni programmatiche, relazioni di valutazione, studi e relazioni di attuazione in merito ai programmi dell'UE. L'interrogativo centrale della presente sezione è se il bilancio dell'UE sia utilizzato al meglio per fornire risultati tangibili per tutti gli europei. La Commissione non può garantirlo da sola, in quanto si tratta di una responsabilità condivisa con gli Stati membri, le regioni, le organizzazioni non governative, i beneficiari e tutti gli interessati all'attuazione del bilancio dell'UE. La presente sezione include la valutazione (
) delle finanze dell'UE basata sui risultati conseguiti. È possibile reperire ulteriori informazioni sul rendimento nelle dichiarazioni programmatiche e nella panoramica sul rendimento del programma pubblicata dalla Commissione insieme al progetto di bilancio annuale.
La sezione 2 descrive gli sviluppi in relazione al controllo interno, alla gestione finanziaria e alla protezione del bilancio dell'UE. Questa sezione si basa anche sulle relazioni annuali di attività prodotte da ciascuno dei servizi della Commissione, nelle quali sono descritti nei dettagli l'ambiente di controllo interno e le questioni correlate. In caso di problemi sorti nel corso dell'anno, la relazione descrive il modo in cui i servizi della Commissione li hanno affrontati. Questa sezione sintetizza le informazioni relative ai seguenti ambiti:
·gestione dei rischi inerenti alla legittimità e regolarità;
·gestione dell'efficacia dei controlli in termini di costi e revisione delle strategie antifrode;
·protezione del bilancio dell'UE, nonché
·garanzia di gestione fornita al collegio dei commissari.
La garanzia di gestione ottenuta da tutti i servizi e la garanzia acquisita tramite l'attività di audit interno costituiscono la base su cui si fonda la conclusione generale della presente relazione. Questa conclusione consente alla Commissione, con l'adozione della relazione, di assumere la responsabilità politica generale della gestione del bilancio 2018 dell'UE.
La relazione annuale per il 2018 sulla gestione e il rendimento del bilancio dell'UE fa parte del più ampio pacchetto integrato di informativa finanziaria e in materia di responsabilità (
). Esso comprende anche i conti annuali (
), una previsione a lungo termine degli afflussi e dei deflussi futuri (
) riguardante i prossimi 5 anni, la relazione sugli audit interni (
) e la relazione sul seguito dato (
) al discarico.
Sezione 1
Rendimento e risultati
La creazione di valore aggiunto per ogni euro speso è di fondamentale importanza per la Commissione. Il presidente Juncker ha dettato la tendenza generale fin dall'inizio del suo mandato: "Non basta stanziare saggiamente le risorse finanziarie. Dobbiamo fare di più, con meno. Dobbiamo sfruttare al meglio il bilancio e spendere con intelligenza. […] I cittadini ci chiedono risultati. E vogliono sapere come spendiamo il denaro dei contribuenti" (
).
Il bilancio dell'UE si concentra su aree in cui la condivisione delle risorse per affrontare i problemi comuni consente di ottenere, a favore di tutti gli europei, risultati impossibili da raggiungere autonomamente con la stessa efficacia o efficienza dagli Stati membri da soli. Questo vale per svariati settori, dalle infrastrutture transfrontaliere, alla gestione delle frontiere esterne, ai progetti spaziali su grande scala e alla ricerca paneuropea. L'attenzione al valore aggiunto dell'UE è al centro delle proposte della Commissione per il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027.
La presente sezione si apre con una panoramica del bilancio dell'UE e del relativo quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione, cui fa seguito una sintesi delle modalità con cui l'attuale e futuro bilancio a lungo termine contribuisce all'agenda politica per l'UE definita dai leader a Bratislava, Roma e Sibiu, nonché alle priorità internazionali quali gli obiettivi climatici e gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU.
La sezione presenta poi le informazioni più recenti sui risultati realizzati attraverso il bilancio dell'UE fino al termine del 2018. Tali informazioni sono strutturate in base alle rubriche dell'attuale quadro finanziario pluriennale. La relazione descrive inoltre il modo in cui questi programmi contribuiscono alle priorità politiche della Commissione Juncker. Il tipo di dati riportati dipende dal grado di maturità dei programmi, spaziando dai dati di input fino ai risultati della spesa dalla prima parte di questo periodo. Le valutazioni finali dell'impatto dei programmi non sono ancora disponibili, pertanto una comunicazione definitiva sul rendimento sarà possibile solo in seguito. La relazione si occupa di settori il cui rendimento non ha soddisfatto le aspettative o in cui le valutazioni e le attività di audit hanno rilevato carenze nella progettazione del programma. Queste informazioni fungono da base per le decisioni di attuazione relative ai programmi finanziari attuali, ma anche per i legislatori che concretizzano il futuro bilancio a lungo termine.
Un bilancio dell'UE orientato ai risultati
Il bilancio dell'UE
Il bilancio dell'UE è uno strumento fondamentale per l'attuazione delle politiche e delle priorità europee. A differenza dei bilanci nazionali, il bilancio dell'UE è incentrato principalmente sul sostegno agli investimenti strategici nel medio-lungo termine e sul ricorso al suo effetto leva per stimolare gli investimenti provenienti da altre fonti pubbliche e private. Esso integra i bilanci nazionali rispondendo alle sfide comuni che si presentano agli Stati membri e creando opportunità per tutta l'UE. I programmi finanziari dell'UE sono gestiti in alcuni casi direttamente dalla Commissione, ad esempio nel settore della ricerca, oppure congiuntamente con gli Stati membri (gestione concorrente), come nel caso della politica di coesione. Circa due terzi del bilancio dell'UE sono gestiti in regime di gestione concorrente.
L'UE utilizza gli strumenti finanziari innovativi quale metodo intelligente per mobilitare le risorse di bilancio dell'UE. Gli strumenti finanziari innovativi attirano finanziamenti da altri investitori pubblici o privati per progetti economicamente validi in settori in cui sono presenti carenze del mercato o lacune in termini di investimenti. Tra gli esempi figurano i settori ad elevata crescita economica o le attività commerciali innovative. Il fatto che l'UE investa capitale di rischio in un determinato fondo oppure copra parte del rischio relativo a un determinato tipo di progetti può rassicurare altri investitori e incoraggiarli a investire al suo fianco. Lo strumento di garanzia dei prestiti e lo strumento di equity per la crescita nell'ambito del programma per la competitività delle imprese e le piccole e medie imprese sono ottimi esempi di tali strumenti finanziari. Gli strumenti finanziari sono impiegati anche nel quadro di altri programmi dell'UE, quali Orizzonte 2020, il programma dell'UE per l'occupazione e l'innovazione sociale, il programma Europa creativa, il meccanismo per collegare l'Europa e nel quadro dei programmi di politica esterna dell'UE.
Quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione per il bilancio dell'UE
Un solido quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione per il bilancio dell'UE costituisce il presupposto affinché vi siano programmi UE orientati ai risultati e ben gestiti. Per il quadro finanziario pluriennale 2014-2020, i quadri di riferimento dell'efficacia dell'attuazione sono stati inclusi come un nuovo elemento obbligatorio nella base giuridica di tutti i programmi finanziari, consentendo una maggiore attenzione ai risultati in tutto il bilancio. Tali quadri comportano la definizione di obiettivi e indicatori chiari e misurabili, nonché di disposizioni per le necessarie attività di monitoraggio, comunicazione e valutazione.
Gli indicatori previsti da tali quadri, insieme ad altre fonti di informazioni qualitative e quantitative sul rendimento, tra cui le valutazioni, forniscono una base solida per valutare il rendimento dei programmi e, sulla base di questo, procedere verso il raggiungimento degli obiettivi concordati. Inoltre, essi contribuiscono ad anticipare e risolvere i problemi qualora questi si verifichino.
Durante i primi anni di attuazione di un programma, le informazioni relative al rendimento sono fondate sui dati in ingresso (ossia la dotazione finanziaria di un particolare programma) e, progressivamente, su quelli in uscita (ossia i risultati diretti di un dato progetto). Questo tipo di informazioni fornisce una buona indicazione iniziale di come e dove viene speso il bilancio dell'UE. Con il proseguimento dell'attuazione del programma, si renderanno disponibili informazioni sui risultati e, in misura minore, sull'impatto a lungo termine della spesa.
Affinché i fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) siano maggiormente orientati al rendimento, è stato previsto un meccanismo con una riserva di efficacia dell'attuazione. Tale riserva sarà svincolata nel 2019 per i programmi che hanno raggiunto i propri traguardi predefiniti entro la fine del 2018. Nel caso di programmi e priorità che non abbiano raggiunto il traguardo stabilito, le risorse saranno riassegnate ad altre priorità.
Oltre al quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione, anche gli audit svolti dai revisori interni ed esterni contribuiscono a migliorare il rendimento dei programmi nonché l'efficienza e l'efficacia delle operazioni, dei sistemi di gestione e delle procedure degli organismi e delle istituzioni che gestiscono i fondi UE. L'attività di audit ha altresì aiutato la Commissione a migliorare la qualità delle comunicazioni in merito al rendimento. Le recenti raccomandazioni della Corte dei conti europea hanno reso possibile un'informazione più equilibrata nelle relazioni annuali di attività, nelle quali è stata prestata maggiore attenzione alle difficoltà incontrate, all'affidabilità e alla qualità dei dati e sono state fornite spiegazioni più chiare sulle modalità di utilizzo dei dati sul rendimento ai fini del miglioramento del medesimo.
Proposte di un nuovo bilancio a lungo termine moderno e mirato, saldamente orientato alle priorità politiche
I servizi della Commissione hanno svolto una spending review complessiva del bilancio dell'UE nel 2017 e 2018, definendo gli elementi di prova e la base analitica per le proposte della Commissione per il futuro quadro finanziario pluriennale e i relativi programmi settoriali. Il riesame è stato concepito per individuare le caratteristiche degli attuali programmi che si sono dimostrate valide e che dovrebbero essere replicate o amplificate nei futuri programmi finanziari. Ha individuato altresì gli ambiti in cui sono state necessarie riforme per sfruttare pienamente il potenziale del bilancio dell'UE, vale a dire: (i) attenzione al valore aggiunto dell'UE; (ii) razionalizzazione del bilancio e sfruttamento delle sinergie tra programmi; (iii) semplificazione e sana gestione finanziaria; (iv) flessibilità e capacità di rispondere alle crisi; (v) attenzione al rendimento; (vi) coerenza con i principali obiettivi e valori politici.
Nelle proposte la Commissione si è concentrata in misura crescente sul valore aggiunto europeo della spesa UE. Le proposte comprendono anche misure volte a migliorare il quadro di riferimento complessivo dell'efficacia dell'attuazione, ad esempio ottimizzando il numero di programmi e migliorando le modalità di interazione, creando maggiore flessibilità e utilizzando un minor numero di indicatori di qualità superiore per monitorare e riferire in merito al rendimento del programma.
Il bilancio dell'UE riflette le priorità comuni dell'Unione e mostra come è possibile attuarle. L'agenda politica definita dai leader a Bratislava e a Roma rappresenta la tabella di marcia per il futuro bilancio a lungo termine proposto dalla Commissione (
) nel maggio 2018 e che copre il periodo 2021-2027.
Le proposte ammodernano il bilancio stimolando in maniera significativa i finanziamenti in diversi settori strategici fondamentali. Dall'innovazione all'economia digitale, dalla formazione e occupazione per i giovani all'azione per il clima e all'ambiente, dalla migrazione e gestione delle frontiere fino alla sicurezza, alla difesa e all'azione esterna, il bilancio investirà nei settori di reale interesse.
Il prossimo bilancio a lungo termine dovrebbe anche essere più semplice e più trasparente per consentire alle parti interessate di trarne il massimo vantaggio. Sono stati il Parlamento europeo, il Consiglio e i piccoli e grandi beneficiari a chiederlo: la Commissione ha ascoltato le loro richieste e proposto un bilancio radicalmente semplificato.
Le caratteristiche fondamentali del prossimo bilancio dell'UE sono le seguenti:
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Aumento dei finanziamenti per i settori prioritari
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Un nuovo meccanismo per proteggere il bilancio dell'UE dai rischi finanziari legati allo Stato di diritto
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Un forte accento sul valore aggiunto europeo e sui risultati
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Meno formalità burocratiche per i beneficiari
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Un bilancio più flessibile e snello con un'architettura più chiara e agile
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Il bilancio dell'UE e la strategia Europa 2020
L'attuale bilancio a lungo termine contribuisce alla strategia Europa 2020 per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Gli obiettivi sono una responsabilità condivisa dell'UE e dei suoi Stati membri e la loro realizzazione richiede la combinazione di molteplici strumenti di politica, compresi i bilanci dell'UE e nazionali.
La Commissione utilizza nove indicatori per monitorare gli obiettivi principali di Europa 2020 (
). Le informazioni in merito ai progressi vengono aggiornate regolarmente e pubblicate sul sito web di Eurostat. La tabella seguente presenta gli ultimi dati disponibili per questi indicatori.
Gli Stati membri stanno compiendo progressi verso il raggiungimento degli obiettivi fissati nove anni fa nella strategia Europa 2020. Nel complesso, l'UE si sta avvicinando ai suoi obiettivi in tema di istruzione, energia, clima e occupazione. Quattordici Stati membri hanno già raggiunto i propri obiettivi nazionali in termini di riduzione dell'abbandono scolastico e aumento della quota di popolazione con un'istruzione superiore. Undici Stati membri hanno già raggiunto una quota di energia rinnovabile che corrisponde al proprio obiettivo nazionale per il 2020. L'UE è sulla buona strada verso l'obiettivo di conseguire un tasso di occupazione del 75 % entro il 2020, ipotizzando che la tendenza attuale continui, e sette Stati membri hanno già raggiunto i rispettivi obiettivi nazionali. Si tratta di un risultato considerevole, dato il grave impatto della crisi sull'occupazione. Tuttavia, il numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale ha toccato la punta massima nel 2012, sebbene da allora sia sceso quasi fino ai livelli pre-crisi. Di conseguenza, è improbabile che l'obiettivo venga raggiunto nel 2020. Analogamente, l'obiettivo di un investimento del 3 % del prodotto interno lordo in ricerca e sviluppo è ben lontano e il suo conseguimento richiederà sostanziali sforzi.
Il contributo a Europa 2020 non deve essere confinato entro i limiti di un singolo programma, ma dovrebbe essere considerato un contributo sinergico del bilancio dell'UE nel suo complesso. Nell'insieme, si stima che il 59 % degli impegni del bilancio dell'UE nel 2018 fosse legato alla strategia Europa 2020.
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Obiettivi di Europa 2020 per l'UE
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Dati del 2010
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Dati più recenti disponibili
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Nel 2020, sulla base dell'andamento recente
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1. Aumentare ad almeno il 75 % il tasso di occupazione della popolazione tra i 20 e i 64 anni
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68,6 %
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73,5 % (3° trimestre 2018)
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Raggiungimento dell'obiettivo: probabile
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2. Portare gli investimenti combinati pubblici e privati nella ricerca e nello sviluppo al 3 % del prodotto interno lordo
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1,93 %
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2,07 % (2017)
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Raggiungimento dell'obiettivo: poco probabile
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3a. Ridurre le emissioni di gas a effetto serra almeno del 20 % rispetto ai livelli del 1990
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Riduzione del 14,2 %
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Riduzione del 22 %
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Raggiungimento dell'obiettivo: probabile
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3b. Aumentare al 20 % la quota di energie rinnovabili nel consumo finale di energia
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12,5 %
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17,5 % (2017)
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Raggiungimento dell'obiettivo: probabile
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3c. Progredire verso l'obiettivo del 20 % in materia di efficienza energetica ()
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11,8 % (distanza dall'obiettivo 2020 per il consumo di energia primaria)
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5,3 % (2017)
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Raggiungimento dell'obiettivo: probabile
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4a. Ridurre il tasso di coloro che abbandonano precocemente l'istruzione e la formazione (18-24 anni) a meno del 10 %
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13,9 %
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10,6 % (2017)
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Raggiungimento dell'obiettivo: probabile
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4b. Portare almeno al 40 % la quota della popolazione tra i 30 e i 34 anni che ha completato un ciclo di istruzione superiore
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33,8 %
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39,9 % (2017)
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Raggiungimento dell'obiettivo: probabile
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5. Eliminare il rischio di povertà e di esclusione sociale per almeno 20 milioni di persone
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Aumento di 1,4 milioni (rispetto all'anno di riferimento 2008)
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Diminuzione di 5,2 milioni (rispetto all'anno di riferimento 2008) nel 2017
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Raggiungimento dell'obiettivo: poco probabile
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Tabella: Progressi verso gli obiettivi di Europa 2020
Fonte: COM(2019) 150 final, 27.2.2019.
Spesa trasversale a favore dell'azione per il clima e della biodiversità
Il bilancio dell'UE rappresenta anche uno strumento importante per la realizzazione di obiettivi politici trasversali come l'azione per il clima e la biodiversità. Per raccogliere le sfide e soddisfare le esigenze di investimento relative ai cambiamenti climatici, l'UE ha deciso di spendere in azioni riguardanti il cambiamento climatico almeno il 20 % del suo bilancio 2014-2020, ossia circa 200 miliardi di EUR per l'intero periodo. Tale approccio è definito "integrazione delle questioni climatiche". A tale scopo, azioni di mitigazione e adattamento vengono inserite in tutti i principali programmi di spesa dell'UE, in particolare per lo sviluppo regionale e il Fondo di coesione, le politiche dell'energia, dei trasporti, della ricerca e dell'innovazione, la politica agricola comune e la politica di sviluppo dell'UE. Le stime per le spese connesse al clima sono oggetto di monitoraggio annuale secondo i "marcatori climatici dell'UE", adattati sulla base dei "marcatori di Rio" dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici. Nel 2018 l'importo superava i 32 miliardi di EUR, pari al 20,7 % (
) del bilancio totale per il 2018. Il totale cumulativo per l'integrazione delle questioni climatiche a fine 2018 ammontava a oltre 141 miliardi di EUR. Secondo le stime più recenti (
) ammonterà a 210 miliardi di EUR (19,7 %) per l'intero periodo di programmazione.
Diagramma: Integrazione dell'azione per il clima nel 2018. Tutti gli importi del diagramma sono in milioni di EUR.
Fonte: Commissione europea.
L'UE sta anche compiendo uno sforzo concertato a sostegno della biodiversità. La relativa spesa superava i 13 miliardi di EUR, pari all'8,5 % (
) del bilancio del 2018. Tali fondi sono destinati a limitare e invertire il declino della biodiversità nell'UE, recando così un importante contributo agli obiettivi di crescita sostenibile di Europa 2020.
Il bilancio dell'UE e gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile rappresentano il programma generale per ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti. Affrontano le sfide che ci si presentano a livello mondiale, incluse quelle relative a povertà, disuguaglianza, clima, degrado ambientale, prosperità, pace e giustizia. L'ONU ha adottato tali obiettivi nel settembre 2015 nel quadro della sua agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Tale agenda ha dato un nuovo slancio ai tentativi mondiali di realizzare uno sviluppo sostenibile.
L'UE ha dato un contributo importante alla definizione dell'agenda 2030, attraverso consultazioni pubbliche, il dialogo con i partner e ricerche approfondite. L'UE si impegna a rivestire un ruolo attivo per massimizzare i progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile, come delineato nella sua comunicazione (
) dal titolo "Il futuro sostenibile dell'Europa: prossime tappe". Gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono fermamente radicati nei trattati europei e integrati in tutti i relativi programmi, politiche settoriali e iniziative.
Ogni anno l'Unione, attraverso i suoi strumenti normativi e di politica, porta avanti l'impegno a perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e ricopre un ruolo essenziale nel sostegno, nel coordinamento e nell'integrazione delle politiche degli Stati membri, anche in termini finanziari, attraverso il bilancio dell'UE.
Le dichiarazioni programmatiche per il 2018 hanno evidenziato in particolare le iniziative più recenti e pertinenti che hanno contribuito agli obiettivi di sviluppo sostenibile, sebbene spesso in modo indiretto e non quantificabile. Questi elementi vengono forniti con finalità informative e non costituiscono la comunicazione ufficiale in merito al contributo apportato dal bilancio dell'UE agli obiettivi di sviluppo sostenibile. Trattandosi di obiettivi interconnessi, molte azioni dell'UE possono contribuire a molteplici obiettivi.
Bilancio dell'UE del 2018
Il 2018 è stato il quinto anno di attuazione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020. Per il bilancio 2018 sono state formulate due priorità specifiche. La prima era la risposta europea alle nuove sfide derivanti dal complesso contesto geopolitico, che spaziano dalla gestione della migrazione alla protezione delle frontiere esterne dell'Unione europea e alla sicurezza dei suoi cittadini. L'altra consisteva negli investimenti strategici e nella crescita sostenibile, a sostegno della coesione economica e della creazione di posti di lavoro, in particolare per i giovani (
). È possibile reperire informazioni più dettagliate sui progressi compiuti dai programmi relativamente a indicatori e obiettivi specifici nella panoramica sul rendimento del programma (
), estratta dalle dichiarazioni programmatiche allegate al progetto di bilancio.
Diagramma: Bilancio dell'UE 2018, stanziamenti di impegno, per rubrica di bilancio. Tutti gli importi sono espressi in milioni di EUR.
Fonte: Commissione europea.
Nel 2018, l'importo totale di impegni eseguiti dal bilancio dell'UE, compresi i bilanci rettificativi, ammontava a 160 miliardi di EUR (
). La metà circa di tale importo (il 50 %, ossia 77,5 miliardi di EUR) era destinata alla rubrica 1 "Crescita intelligente e inclusiva", suddivisa tra la rubrica 1A "Competitività per la crescita e l'occupazione" (28 %) e la rubrica 1B "Coesione economica, sociale e territoriale" (72 %). La rubrica 2 "Crescita sostenibile: risorse naturali" è stata il secondo settore del bilancio più rilevante con 58,8 miliardi di EUR, pari al 37 %. 3,5 miliardi di EUR sono stati stanziati a favore della rubrica di bilancio 3 "Sicurezza e cittadinanza", per rafforzare le frontiere esterne dell'UE e affrontare la crisi dei rifugiati e la migrazione irregolare. 10,4 miliardi di EUR sono stati assegnati ad azioni esterne all'UE e 9,5 miliardi di EUR sono stati spesi per l'amministrazione delle istituzioni dell'UE.
Nel 2018 sono stati adottati sei progetti di bilanci rettificativi. Oltre alle rettifiche normali sul versante delle entrate, sono stati adottati due progetti di bilanci rettificativi per la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'UE. La presente relazione descrive i molti casi in cui tale fondo sostiene i paesi dell'UE colpiti da calamità naturali contribuendo alla loro rapida ripresa.
Sono state necessarie ulteriori rettifiche per il contributo apportato dal bilancio dell'UE allo strumento per i rifugiati in Turchia, tra cui l'annullamento della riserva relativa al sostegno alla Turchia proveniente dallo strumento di assistenza preadesione e il rafforzamento dello strumento europeo di vicinato per finanziare ulteriori azioni, ad esempio connesse alla rotta migratoria del Mediterraneo centrale.
Il bilancio dell'UE contribuisce a trasformare le priorità politiche in realtà. Pertanto, l'UE sta indirizzando il denaro laddove necessario. Il bilancio 2018 dell'UE, un bilancio per tutti, ha creato più posti di lavoro, più crescita e più investimenti.
Elenco dei programmi trattati nella presente relazione
Orizzonte 2020
Euratom
ITER
Fondo europeo per gli investimenti strategici
Meccanismo per collegare l'Europa
Competitività delle imprese e delle piccole e medie imprese
ERASMUS+
Corpo europeo di solidarietà
Occupazione e innovazione sociale (EaSI)
Spazio (Copernicus, Galileo e il Servizio europeo di copertura per la navigazione geostazionaria)
Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa
Dogana 2020
Fiscalis 2020
Hercule III
Pericle 2020
Sistema di informazione antifrode
ISA2 — Soluzioni di interoperabilità e quadri comuni per le pubbliche amministrazioni, le imprese e i cittadini europei
Programma statistico europeo
Programmi di assistenza alla disattivazione nucleare in Bulgaria, Slovacchia e Lituania
Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo di coesione
Fondo sociale europeo
Fondo di aiuti europei agli indigenti
Fondo europeo agricolo di garanzia
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale
Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca
Organizzazioni regionali di gestione della pesca e accordi in materia di pesca
LIFE — programma per l'ambiente e l'azione per il clima
Fondo Asilo, migrazione e integrazione
Fondo sicurezza interna
Programma Salute
Alimenti e mangimi
Programma Consumatori
Europa creativa
Programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza
Programma Giustizia
Programma L'Europa per i cittadini
Meccanismo unionale di protezione civile
Strumento di assistenza preadesione
Strumento europeo di vicinato
Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI)
Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD)
Programma di aiuti umanitari dell'UE
Iniziativa Volontari dell'Unione per l'aiuto umanitario
Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani
Politica estera e di sicurezza comune
Strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace
Strumento di partenariato per la cooperazione con i paesi terzi
Cooperazione con la Groenlandia
Strumento di sostegno finanziario per promuovere lo sviluppo economico della comunità turco-cipriota
Strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare
Strumento per i rifugiati in Turchia
Fondo di garanzia per le azioni esterne
Meccanismo unionale di protezione civile
Riserva per gli aiuti d'urgenza
Strumento di flessibilità
Fondo di solidarietà dell'UE
Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione
Competitività per la crescita e l'occupazione (rubrica di bilancio 1A)
Nel definire i suoi orientamenti politici all'inizio del suo mandato, il presidente Juncker ha dichiarato: "La mia prima priorità come presidente della Commissione sarà rafforzare la competitività in Europa e incoraggiare gli investimenti finalizzati alla creazione di nuovi posti di lavoro". La Commissione ha mantenuto la promessa di inserire più persone nel mondo del lavoro. Il numero di europei occupati non è mai stato così elevato, con 12,4 milioni di nuovi posti di lavoro creati dal 2014, la disoccupazione scesa al 6,8 % e la disoccupazione giovanile (14 %) tornata al livello del 2008. Gli investimenti sono pressoché tornati ai livelli precedenti la crisi e le finanze pubbliche sono migliorate in termini di livelli di debito e di disavanzo.
Il bilancio dell'UE è stato fondamentale per il conseguimento di tali risultati e rappresenta una fonte vitale di investimenti in tutta Europa. Nel 2018 sono stati destinati 22 miliardi di EUR ai programmi per la competitività per la crescita e l'occupazione (impegni nella rubrica 1A), pari a quasi il 14 % della spesa a bilancio totale annua.
La presente relazione tratta in primo luogo i programmi relativi a ricerca e innovazione (programma quadro Orizzonte 2020, Euratom e ITER). A questi seguono i programmi rivolti agli investimenti strategici (Fondo europeo per gli investimenti strategici, il meccanismo per collegare l'Europa finalizzato allo sviluppo delle reti transeuropee dei trasporti, dell'energia e del settore digitale) e i programmi a sostegno del mercato unico (competitività, antifrode, coordinamento fiscale). Il programma Erasmus+ per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport ha consentito a circa 600 000 giovani e 190 000 membri del personale di istituti di istruzione e organizzazioni giovanili di partecipare ad attività di apprendimento.
Diagramma: programmi principali finanziati nel 2018 nell'ambito della rubrica 1A "Competitività per la crescita e l'occupazione". Tutti gli importi sono espressi in milioni di EUR. La categoria "altri programmi" comprende tra gli altri: sicurezza nucleare e disattivazione, dogane, Fiscalis e lotta antifrode, progetti energetici per la ripresa economica (EERP), agenzie decentrate, altre azioni e programmi, progetti pilota e azioni preparatorie, nonché azioni finanziate a titolo delle prerogative della Commissione e delle competenze specifiche conferite alla Commissione.
Fonte: Commissione europea.
La prosperità futura dell'Europa dipende dalle decisioni di investimento prese oggi. In vista del futuro quadro finanziario pluriennale, la Commissione ha proposto di intensificare gli investimenti in settori chiave quali ricerca, infrastrutture strategiche e trasformazione digitale.
I programmi compresi in questa rubrica di bilancio contribuiscono soprattutto alle seguenti priorità della Commissione Juncker: "occupazione, crescita e investimenti", "mercato unico digitale", "unione dell'energia e politiche in materia di cambiamento climatico" e "un'unione economica e monetaria più profonda e più equa". Migliorare la competitività e stimolare l'occupazione e la crescita sostenibile rappresentano il fulcro dei dibattiti sull'agenda strategica per il futuro.
Orizzonte 2020
Obiettivi del programma
Orizzonte 2020, il programma quadro dell'UE per la ricerca e l'innovazione, è il più grande programma al mondo di finanziamento alla ricerca a livello transnazionale. È anche il più importante programma per la ricerca e l'innovazione mai esistito, con un finanziamento di quasi 80 miliardi di euro disponibile nell'arco di sette anni (dal 2014 al 2020). Inoltre, Orizzonte 2020 ha mobilitato circa 13 miliardi di fondi privati e 29,6 miliardi di EUR tramite finanziamento del debito.
Il programma svolge un ruolo centrale nel fornire un quadro strategico comune per i finanziamenti all'innovazione e alla ricerca dell'UE. Esso aspira a garantire che l'Europa produca scienza e tecnologia a livello mondiale, a eliminare gli ostacoli all'innovazione e ad agevolare la collaborazione tra il settore pubblico e privato nel fornire soluzioni alle importanti sfide affrontate dalla nostra società. Il sostegno dell'UE alla ricerca e all'innovazione fornisce valore aggiunto promuovendo la cooperazione tra le équipe di ricerca di paesi diversi e tra le discipline, il che è fondamentale per compiere scoperte rivoluzionarie. Tale sostegno consente all'UE di realizzare priorità quali l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
L'obiettivo generale del programma consiste nel creare una società e un'economia fondate sulla conoscenza e sull'innovazione in tutta l'UE, contribuendo al contempo allo sviluppo sostenibile. Gli obiettivi specifici sono illustrati di seguito.
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Generare l'eccellenza scientifica e ampliare la partecipazione
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Incentivare la leadership industriale europea
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Affrontare le sfide per la società
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Promuovere la scienza con e per la società
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Attuazione e risultati più recenti
Alla fine del 2018 erano stati portati a termine 679 inviti a presentare proposte nell'ambito di Orizzonte 2020. I beneficiari hanno risposto in gran numero a tali inviti presentando quasi 192 000 proposte ammissibili, pari a una richiesta di contributo finanziario complessivo dell'UE di 290 miliardi di EUR. Di queste, 23 250 proposte sono state selezionate ai fini del finanziamento, portando al 12 % la percentuale complessiva di successo delle proposte complete ammissibili nei primi cinque anni. Alla fine di dicembre 2018 erano state firmate complessivamente 21 599 convenzioni di sovvenzione, per uno stanziamento di bilancio complessivo pari a 39 miliardi di EUR sotto forma di finanziamenti dell'UE. Si prevede un ulteriore aumento di tale stanziamento in quanto alcune sovvenzioni degli inviti del 2018 saranno firmate nel 2019.
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Sono stati scoperti nuovi pianeti
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Sono stati compiuti importanti progressi nella cura del cancro
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Sono ora disponibili 1,6 milioni di dosi di vaccino contro l'ebola
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È stata sviluppata una batteria con una potenza 100 volte superiore a quella tradizionale
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Nelle nostre città sono in fase di sperimentazione nuove tecniche per immagazzinare energia tramite pile a idrogeno
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L'impatto del programma dipende in ultima analisi dalla diffusione e dallo sfruttamento dei dati e dei risultati della ricerca e dell'innovazione. Pertanto il programma di lavoro è stato perfezionato al fine di migliorare la disponibilità di tali dati e risultati. Nel 2018 sono state introdotte anche iniziative per incentivare innovazioni di mercato, in particolare l'avvio della fase pilota del Consiglio europeo per l'innovazione, con un bilancio di 2,7 miliardi di EUR.
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Migliaia di progetti Orizzonte 2020 hanno un impatto diretto e tangibile
Tecnologie quantistiche
Le tecnologie quantistiche utilizzano le proprietà degli effetti quantici, ossia le interazioni di molecole, atomi e anche particelle più piccole note come oggetti quantici, per creare applicazioni pratiche in svariati settori. L'iniziativa faro sulle tecnologie quantistiche è partita nell'ottobre 2018. È una delle iniziative della Commissione europea a lungo termine e su vasta scala più ambiziose in materia di ricerca e innovazione. Essa coinvolge oltre 5 000 ricercatori, punta a porre la ricerca europea in prima linea nella seconda rivoluzione quantistica e ad avviare un'industria europea competitiva nel settore delle tecnologie quantistiche, compiendo progressi trasformativi a livello di scienza, industria e società.
Tecnologia spaziale
Le tecnologie, i dati e i servizi spaziali sono diventati indispensabili nella vita quotidiana dei cittadini europei e sono fondamentali per consentire all'Europa di portare avanti i propri interessi strategici. I satelliti leggeri e di piccole dimensioni sono fondamentali per migliorare la connettività spaziale, i servizi Internet, la geolocalizzazione e la generazione di immagini della Terra. Per questo motivo l'UE ha istituito un premio del valore di 10 milioni di EUR per una soluzione innovativa e commercialmente sostenibile che offra servizi di lancio a basso costo per satelliti leggeri. Il premio contribuirà agli obiettivi della
strategia spaziale per l'Europa
della Commissione, volta a rafforzare l'autonomia europea nell'accedere allo spazio e a incoraggiare lo sviluppo di mercati commerciali per i servizi di lancio a basso costo.
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Soluzioni per i trasporti pubblici europei
Entro il 2050 due terzi della popolazione mondiale vivranno in città. L'inquinamento proveniente dal traffico stradale rappresenta un problema significativo in molte città, tuttavia le autovetture non possono essere completamente eliminate.
I veicoli senza conducente cambieranno le nostre vite, proprio come hanno fatto i treni a vapore e le auto a motore in passato. AVENUE è un progetto finanziato dall'UE nel quadro di Orizzonte 2020, partito il 1º maggio 2018. Il progetto AVENUE dimostra il potenziale economico, ambientale e sociale dei veicoli autonomi, sia per le aziende che per i pendolari del trasporto pubblico, e valuta al contempo la sicurezza del comportamento su strada dei veicoli.
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Fotografia: © Unione europea
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Un esempio di approccio a zero emissioni di carbonio in fase di sperimentazione nelle città europee è costituito dai parchi di autobus alimentati con celle a combustibile a idrogeno. Gli autobus, del tutto identici a quelli tradizionali, sono alimentati tramite l'energia elettrica prodotta utilizzando la tecnologia delle celle a combustibile sviluppata dall'industria con il sostegno dell'UE. Tali celle necessitano soltanto di idrogeno e aria ed emettono vapore acqueo innocuo.
L'impresa comune "celle a combustibile e idrogeno" ha stanziato notevoli risorse per perfezionare il processo di elettrolisi, consentendo all'Europa di assurgere a leader mondiale nella tecnologia chiave, quella della membrana a scambio protonico. Oggi si assiste alla nascita di siti "verdi" per la produzione di idrogeno in tutta Europa.
A Göteborg, in Svezia, i partner del progetto hanno dimostrato la fattibilità e il potenziale di una fermata dell'autobus "al coperto" che offre uno spazio interno accogliente e un riparo dalle intemperie. Ciò significa che destinazioni specifiche come una biblioteca, un ospedale o un centro commerciale potrebbero in futuro fungere da fermate dell'autobus. Il nostro modo di utilizzare i trasporti pubblici sarà drasticamente modificato da una serie di cambiamenti rivoluzionari a livello di progettazione, funzionamento e manutenzione degli autobus.
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Prima immagine di un buco nero
L'UE ha sostenuto diversi anni di ricerca e una cooperazione internazionale di scienziati senza precedenti per partecipare al consorzio Event Horizon Telescope. Gli scienziati sono riusciti a ottenere la prima immagine di un buco nero utilizzando le osservazioni di Event Horizon Telescope. L'immagine mostra la formazione di un anello luminoso durante la curvatura della luce dovuta all'intensa forza di gravità che circonda un buco nero, che ha una massa 6,5 miliardi di volte superiore a quella del sole. L'immagine, a lungo ricercata, fornisce la migliore prova attualmente disponibile dell'esistenza di buchi neri supermassicci e apre la strada allo studio dei buchi neri, del loro orizzonte degli eventi e della loro gravità.
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Fotografia: © In collaborazione con Event Horizon Telescope (EHT). Su licenza Creative Commons Attribution (CC-BY), 2018
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Valutazione e analisi
La valutazione intermedia 2017 (
) ha sottolineato che Orizzonte 2020 è un programma di finanziamento alla ricerca estremamente attraente e valido. Tale attrattività e validità costante sono tuttavia sfociate in un eccessivo numero di richieste su vasta scala. La valutazione ha registrato un tasso di successo dell'11,6 % rispetto al 18,5 % del suo predecessore, il settimo programma quadro. Sarebbero stati necessari ulteriori 62,4 miliardi di EUR per finanziare tutte le proposte valutate in modo indipendente al di sopra della rigorosa soglia di qualità stabilita. Il costo opportunità in termini di spreco di risorse per i richiedenti che presentano progetti di alta qualità ma che non sono selezionati è stimato pari a 636 milioni di EUR l'anno (
).
La valutazione intermedia ha anche indicato che il programma potrebbe essere ulteriormente semplificato. La Corte dei conti europea ha riconosciuto nella sua relazione speciale n. 28/2018 (
) che Orizzonte 2020 ha compiuto enormi progressi in termini di semplificazione rispetto al settimo programma quadro. L'onere amministrativo per coloro che richiedono e gestiscono sovvenzioni alla ricerca è stato ridotto e sono stati inseriti ulteriori suggerimenti di semplificazione all'interno della proposta sul nuovo programma Orizzonte Europa. La semplificazione delle norme di finanziamento nell'ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale rappresenta la caratteristica principale della nuova generazione di programmi. Ad esempio, il finanziamento forfettario consentirebbe di effettuare i pagamenti sulla base del conseguimento di obiettivi concordati piuttosto che in base ai costi ammissibili. La semplificazione alleggerirà l'amministrazione e ridurrà il rischio di errore. Tale metodo è stato sperimentato nel 2018 tramite inviti pilota e la sperimentazione proseguirà nel 2019.
Nel 2018 la Commissione ha proposto un pacchetto di misure per il futuro programma quadro per la ricerca e l'innovazione, denominato Orizzonte Europa (
). Esso contribuirà a mantenere l'Europa in prima linea nel campo della ricerca e dell'innovazione a livello mondiale. Come sottolinea la relazione (
) del gruppo ad alto livello presieduto da Pascal Lamy, gli investimenti nella ricerca consentiranno all'UE di competere con altre economie sviluppate ed emergenti, garantire un futuro prospero per i suoi cittadini e preservare il suo modello sociale unico. Sulla scia del successo di Orizzonte 2020, il nuovo programma continuerà a promuovere l'eccellenza della ricerca e a rafforzare l'attenzione sull'innovazione, ad esempio attraverso lo sviluppo di prototipi e beni immateriali e il trasferimento delle conoscenze e delle tecnologie.
Un nuovo Consiglio europeo per l'innovazione fungerà da "sportello unico" per gli innovatori ad alto potenziale e di rottura, affinché l'Europa diventi pioniera dell'innovazione che crea nuovi mercati.
Euratom
Obiettivi del programma
Le tecnologie radiologiche nucleari e ionizzanti continuano a svolgere un ruolo importante, che si tratti dell'energia e del contributo alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico, dell'utilizzo delle radiazioni nelle applicazioni mediche e industriali o della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi. Un utilizzo sicuro di queste tecnologie è di fondamentale importanza e i programmi di ricerca contribuiscono a preservare i più elevati standard di sicurezza, protezione e salvaguardia in questo settore. Il programma Euratom (
) si concentra anche sullo sviluppo dell'energia da fusione, una fonte di energia potenzialmente inesauribile e rispettosa del clima.
Il programma opera tramite finanziamenti di azioni indirette a favore di terze parti e tramite azioni "dirette" condotte dal Centro comune di ricerca della Commissione.
Attuazione e risultati più recenti
Gran parte dei progetti selezionati rientra nei seguenti settori: sicurezza nucleare (41 %), infrastrutture di ricerca (22 %), gestione dei rifiuti (15 %) e protezione contro le radiazioni (13 %).
Lo sviluppo di un superconduttore ad alta temperatura ha conseguito il premio Euratom 2016 per l'innovazione nella ricerca sulla fusione. Oggi può essere fabbricato in lunghezze di 7 metri ed è stato anche testato a freddo alla temperatura dell'azoto liquido e a corrente elevata, ossia in condizioni di fusione.
Il Centro comune di ricerca contribuisce alla Collaborative International Evaluated Library Organisation, un'iniziativa che aspira alla standardizzazione mondiale dei dati nucleari valutati per ottenere valutazioni armonizzate della sicurezza nel settore dell'energia nucleare.
Valutazione e analisi
Dalla valutazione intermedia 2017 (
) si evince che una parte fondamentale del valore aggiunto europeo delle azioni indirette Euratom risiede nella capacità dell'UE di mobilitare un bacino più ampio di eccellenza, esperienza e multidisciplinarità nella ricerca nucleare rispetto ai singoli Stati membri. Attraverso la ricerca cooperativa e l'innovazione, il programma Euratom consente altresì un approccio a livello europeo per migliorare la sicurezza nucleare e la protezione contro le radiazioni in tutti gli ambiti di applicazione. Ciò integra le direttive Euratom in materia di sicurezza nucleare, gestione dei rifiuti radioattivi e norme fondamentali di sicurezza e comporta progressi scientifici e tecnologici dimostrabili in tutti i settori, un risultato che non sarebbe stato possibile senza un approccio paneuropeo collaborativo. Il programma Euratom consente inoltre un coordinamento molto più ampio tra istruzione e formazione in tutta Europa, l'uso delle infrastrutture di ricerca e la cooperazione internazionale. Ciò è particolarmente vantaggioso per gli Stati membri più piccoli, che possono quindi trarre benefici dalle economie di scala generate dalla messa in comune delle risorse a livello europeo.
I lavori preparatori per il futuro programma Euratom di ricerca e formazione comprendevano due studi di valutazione, due gruppi di esperti di alto livello che assistevano la Commissione, una consultazione pubblica delle parti interessate e contributi alla valutazione d'impatto di Orizzonte Europa (
). Nell'affrontare le carenze del programma individuate nella valutazione, la proposta del nuovo programma Euratom è stata semplificata (riducendo ad esempio il numero di obiettivi da 14 a quattro) e le sinergie con Orizzonte Europa saranno sfruttate meglio (ad esempio nella ricerca in ambito sanitario e nelle azioni Marie Skłodowska-Curie).
ITER
Obiettivi del programma
ITER è oggi uno dei progetti energetici più ambiziosi del mondo. Il progetto è stato sviluppato grazie alla collaborazione tra sette parti: UE, Cina, India, Giappone, Corea, Russia e Stati Uniti. L'obiettivo è costruire e mettere in esercizio un reattore sperimentale a fusione che sarà utilizzato per esplorare e dimostrare la fattibilità scientifica e tecnica dell'utilizzo della fusione come fonte di energia (
). ITER non produrrà elettricità, in quanto il suo obiettivo è prevalentemente di carattere sperimentale: risolvere aspetti scientifici e tecnici critici al fine di portare la fusione a un punto tale da rendere possibile la progettazione di applicazioni industriali. Si prevede che ITER sarà il primo dispositivo a fusione al mondo a generare più energia di quanta ne richieda e sarà pertanto la prova di principio che aprirà la strada alla fase successiva: una centrale nucleare a fusione dimostrativa (
).
Attuazione e risultati più recenti (
)
La costruzione di ITER è iniziata nel 2007. L'UE è responsabile del 45 % della costruzione. Nel suo sviluppo sono coinvolte industrie dell'ingegneria civile ad alta tecnologia e avanzate. Ad oggi sono stati aggiudicati oltre 700 contratti e sovvenzioni a società di 24 paesi, tra cui piccole e medie imprese, per un valore di quasi 5 miliardi di EUR.
La costruzione in situ procede in maniera visibile e costante e, a novembre 2018, la percentuale di completamento era del 60 %. Il bio-scudo dell'edificio Tokamak è completo e le sue impalcature sono state rimosse nel febbraio 2018. Alla sua base, la costruzione della corona, un elemento essenziale sotto la responsabilità dell'Euratom, è stata completata in agosto nei tempi previsti. Nello stesso mese sono stati installati tre serbatoi di scarico forniti dagli Stati Uniti e quattro vasche di soppressione del vapore fornite dalla Cina. È stato completato più dell'80 % del primo settore della camera a vuoto, in costruzione in Corea. La Russia ha ultimato la produzione di un conduttore di campo poloidale per il sistema di magneti di ITER e l'India ha quasi completato la realizzazione della base e del cilindro inferiore del criostato in situ a Cadarache. La costruzione di winding pack di bobine per campi toroidali, nonché il collaudo a freddo e l'inserimento in casse fabbricate con precisione, sono già in fase avanzata in Europa e in Giappone. Nel complesso, si stanno compiendo progressi sostanziali per ogni principale componente, sistema e struttura di ITER (
).
ITER è un progetto internazionale su larga scala, unico nel suo genere, e, in quanto tale, ha affrontato sfide significative che hanno portato a un aumento dei costi e a ritardi. Tuttavia, i progressi compiuti nel 2018 hanno confermato la solidità delle azioni intraprese per affrontare tali questioni (
).
Valutazione e analisi
La valutazione di ITER (
) conclusa di recente ha sottolineato un miglioramento nella gestione del progetto. In primo luogo, l'agenzia europea Fusione per l'energia (Fusion for Energy, F4E) responsabile del contributo dell'UE a ITER ha migliorato le proprie pratiche di controllo e monitoraggio. Si sta ora monitorando da vicino una serie di indicatori chiave di prestazione che misurano i progressi del progetto e la sua efficienza sotto il profilo dei costi (
). In secondo luogo, il cosiddetto approccio in più fasi è una delle parti più cruciali della svolta gestionale, in quanto suddivide il lavoro in quattro fasi, ciascuna delle quali tende a un obiettivo fondamentale. Durante ciascuna delle fasi del progetto, vengono svolte solo le attività fondamentali ai fini del conseguimento dell'obiettivo di una determinata fase (
).
Nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale l'UE continuerà a sostenere ITER tramite F4E, assicurandosi che l'erogazione dei finanziamenti sia basata sulle prestazioni e sulla consegna effettiva in situ.
Fondo europeo per gli investimenti strategici
Obiettivi del programma
Il piano di investimenti per l'Europa, noto anche come "piano Juncker", lanciato dal presidente Jean-Claude Juncker nel 2015, rappresentava una risposta fondamentale alla crisi economica e finanziaria e al suo impatto negativo sul livello degli investimenti nell'UE. Il piano, rimasto una delle priorità principali della Commissione nel 2018, si compone di tre pilastri: il Fondo europeo per gli investimenti strategici mira a mobilitare gli investimenti privati mediante la garanzia dell'UE; il polo europeo di consulenza sugli investimenti e il portale dei progetti di investimento europei forniscono assistenza tecnica e danno maggiore visibilità alle opportunità di investimento; il terzo pilastro punta a migliorare il contesto imprenditoriale eliminando gli ostacoli normativi agli investimenti nell'intera UE.
Il Fondo europeo per gli investimenti strategici, noto anche come "Fondo Juncker", mira entro il 2020 a mobilitare 500 miliardi di EUR (
) di ulteriori investimenti pubblici e privati in settori strategici quali le infrastrutture, la ricerca e l'innovazione, l'istruzione, l'energia rinnovabile e l'efficienza energetica, l'ambiente e il capitale di rischio per le piccole e medie imprese. Tale risultato è ottenuto per mezzo di una garanzia di bilancio dell'UE a favore del gruppo della Banca europea per gli investimenti, che consente a quest'ultimo di aumentare i finanziamenti destinati a progetti con profilo di rischio più elevato. Il Fondo sostiene investimenti che stimolano la crescita, soprattutto nei seguenti settori:
Diagramma: investimento per settore al 15 maggio 2019.
Fonte: Gruppo Banca europea per gli investimenti -
http://www.eib.org/efsi/
Attuazione e risultati più recenti
Alla fine del 2018 il Fondo europeo per gli investimenti strategici aveva sostenuto con esito positivo progetti innovativi e strategici e aveva contribuito a mobilitare più di 370 miliardi di EUR () di investimenti pubblici e privati. Ciò rappresenta già quasi il 75 % dell'obiettivo per il 2020.
Nell'ambito dello sportello relativo alle infrastrutture e all'innovazione la Banca europea per gli investimenti ha approvato 514 progetti per un valore di investimento pari a circa 244,3 miliardi di EUR e, in tale contesto, si prevede che i finanziamenti della BEI garantiti dal Fondo europeo per gli investimenti strategici ammonteranno a 52,9 miliardi di EUR.
Nel contesto dello sportello per le piccole e medie imprese, sono state 517 le operazioni approvate dal Fondo europeo per gli investimenti per un valore complessivo di investimento pari a 131,2 miliardi di EUR. Si prevede che ne beneficeranno circa 858 000 società di piccola e media capitalizzazione in tutti gli Stati membri. Delle 1 031 operazioni approvate, 869 sono state sottoscritte in tutti gli Stati membri. Il Fondo europeo per gli investimenti strategici sta rispettando la tabella di marcia per la realizzazione dei propri obiettivi.
Il Fondo europeo per gli investimenti strategici aveva un effetto moltiplicatore aggregato di 13,5 (
) nel 2018, il che significa che ogni euro del bilancio dell'UE mobilita 14,96 EUR di ulteriori investimenti (calcolo riferito al Fondo nel suo complesso).
Il Fondo europeo per gli investimenti strategici ha anche svolto un importante ruolo nel convogliare gli investimenti verso il raggiungimento degli obiettivi strategici dell'UE. Un terzo degli investimenti totali del Fondo europeo per gli investimenti strategici sostiene le piccole e medie imprese; il 25 % sostiene la ricerca e lo sviluppo; il 18 % sostiene i progetti energetici; l'11 % sostiene i progetti digitali; il 7 % sostiene i progetti nel settore dei trasporti; il 4 % sostiene le infrastrutture sociali e il 4 % l'ambiente e l'uso efficiente delle risorse ().
Fornire nuove strutture per i pazienti in Polonia (
)
Gli ospedali spesso non dispongono di fondi per investire nel miglioramento dello standard delle cure sanitarie. La regione di Kujawsko-Pomorskie è stata la prima in Polonia a ottenere un prestito per un progetto nel settore pubblico a titolo del Fondo europeo per gli investimenti strategici. Attraverso la combinazione di un prestito della Banca europea per gli investimenti di 57 milioni di EUR con fondi provenienti dal proprio bilancio e altri finanziamenti dell'UE, la regione si sta ampliando l'ospedale Rydygier a Toruń. Con particolare attenzione alla ricerca e alla moderna tecnologia, il progetto fornirà ai residenti l'accesso a una gamma completa di trattamenti e alle cure mediche più all'avanguardia. Il numero di posti letto per i pazienti raddoppierà, passando da 551 a 1 059. La superficie utile, attualmente di 20 000 m2, supererà i 50 000 m2 e saranno creati 57 000 m2 di spazi verdi. L'ospedale realizzerà risparmi migliorando l'efficienza dell'amministrazione e introducendo misure ecocompatibili e di risparmio energetico. I nuovi spazi dell'ospedale apriranno ai pazienti nel 2019.
Ammodernare le reti energetiche in Italia (
)
La Banca europea per gli investimenti ha concesso a Dolomiti Energia prestiti per 100 milioni di EUR per rinnovare e sviluppare le sue reti di distribuzione dell'elettricità e del gas. Il finanziamento è finalizzato al potenziamento e alla manutenzione di impianti idroelettrici nella provincia di Trento, dove Dolomiti Energia è operativa con 1 400 dipendenti.
Fondo per la banda larga in Europa (
): la banda larga raggiunge le aree meno popolate d'Europa (
)
Il Fondo relativo alla banda larga in Europa è la prima piattaforma di investimento a investire nell'infrastruttura a banda larga nell'ambito del piano Juncker. Il Fondo combina i finanziamenti da parte della Banca europea per gli investimenti, del meccanismo per collegare l'Europa, di banche di promozione nazionali e investitori privati. Il nuovo Fondo relativo alla banda larga aiuterà l'Europa a raggiungere l'obiettivo di fornire a tutte le abitazioni dell'Unione un accesso a Internet a 30 megabit al secondo entro il 2020. Inoltre, tutte le scuole, gli hub di trasporto, i principali fornitori di servizi pubblici e le aziende ad attività digitale intensiva dovrebbero avere accesso a una connessione Internet di 1 gigabit al secondo entro il 2025 (obiettivi della European Gigabit Society). Esso risponde alla crescente domanda di finanziamento di progetti di banda larga di dimensioni ridotte e a più alto rischio in Europa, che attualmente non hanno accesso ai fondi europei. Il Fondo mira a raccogliere 500 milioni di EUR entro il 2020 per investimenti nella banda larga e si prevede che mobiliterà investimenti totali per 1,0-1,7 miliardi di EUR. Il primo progetto del Fondo è stato firmato a gennaio 2019 per la diffusione della rete FTTH (Fiber-To-The-Home) di alta qualità e accesso aperto negli ambiti residenziale, commerciale e della pubblica amministrazione nelle aree rurali delle regioni di Primorje-Gorski Kotar e dell'Istria (Croazia) per raggiungere più di 135 000 località.
Valutazione e analisi
Gli elementi di prova forniti dalla valutazione del 2018 suggeriscono un evidente valore aggiunto per quanto riguarda la risposta del Fondo europeo per gli investimenti strategici alle esigenze d'investimento insoddisfatte e il sostegno alla necessità di investimenti anticiclici. Da un punto di vista politico, il fondo è riuscito a spostare il dibattito dall'austerità alle misure di sostegno agli investimenti. In considerazione delle operazioni effettuate fino alla fine del 2017, il Fondo europeo per gli investimenti strategici ha sostenuto oltre 750 000 posti di lavoro, una cifra destinata a crescere fino a 1,4 milioni di posti di lavoro entro il 2020. Ha determinato un aumento dello 0,6 % del prodotto interno lordo dell'UE e dovrebbe favorirne l'incremento dell'1,3 % entro il 2020.
Sebbene il quadro generale sia migliorato a livello macrofinanziario in termini di entità del divario di finanziamento e delle condizioni di finanziamento (soprattutto per le piccole e medie imprese), permangono esigenze di investimento sostanziali e pressanti. Gli elementi di prova forniti dalla valutazione suggeriscono che si osservano ancora divari di mercato persistenti che frenano gli investimenti in diversi settori politici. La recente accelerazione degli investimenti nell'UE non è ancora riuscita a portare i tassi di investimento ai livelli delle medie storiche. Inoltre, è necessario che gli sforzi continuino oltre il 2020 per riportare gli investimenti alle loro tendenze sostenibili di lungo termine, con particolare attenzione alle priorità politiche attuali ed emergenti dell'UE.
Tra le carenze evidenziate nella valutazione del 2018 vi è la necessità di concentrare maggiormente l'attenzione sugli obiettivi climatici di lungo termine dell'UE. La questione è stata affrontata in occasione dell'estensione del Fondo europeo per gli investimenti strategici nel 2018. Almeno il 40 % dei progetti dello sportello relativo alle infrastrutture e all'innovazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici dovrebbe contribuire all'azione a favore del clima in linea con l'accordo di Parigi. Inoltre, la Commissione si è servita della propria rappresentanza negli organismi responsabili della governance della Banca europea per gli investimenti e del Fondo europeo per gli investimenti e nei comitati direttivi di tali strumenti per garantire che la Banca europea per gli investimenti e il Fondo europeo per gli investimenti aderiscano strettamente agli obiettivi politici dell'UE nell'attuazione degli strumenti finanziari, inclusi il sostegno all'imprenditorialità sociale, la lotta alla disoccupazione giovanile, la lotta ai cambiamenti climatici, la lotta all'elusione fiscale e la promozione di norme internazionali di buona governance fiscale.
In passato il Fondo europeo per gli investimenti strategici ha sostenuto solo un numero limitato di progetti transfrontalieri, generalmente caratterizzati da un elevato valore aggiunto per l'UE. Continua a essere importante garantire un'ampia copertura geografica in tutta l'UE, aspetto che è migliorato negli anni di esercizio del Fondo. Dal punto di vista della coerenza vi è ancora margine per migliorare ulteriormente la complementarità e il sostegno reciproco fra i tre pilastri del Fondo e attenuare i potenziali rischi di concorrenza tra il Fondo e altri strumenti finanziari dell'UE.
Nel gennaio 2019 la Corte dei conti europea ha pubblicato una relazione speciale (n. 03/2019) riguardante il Fondo europeo per gli investimenti strategici. Sebbene dalla conclusione generale dell'audit emerga che il Fondo si è dimostrato efficace nel reperire finanziamenti a sostegno di cospicui investimenti supplementari nell'UE, la Corte ha sollevato alcune obiezioni. Queste includono la verifica della possibilità che alcune operazioni del Fondo abbiano sostituito altre operazioni della Banca europea per gli investimenti e strumenti finanziari dell'UE e della possibilità che una parte del sostegno del Fondo sia andata a beneficio di progetti che avrebbero potuto essere finanziati da altre fonti, seppure a condizioni diverse. La Corte ha inoltre posto l'accento sulla continua necessità di garantire una distribuzione geografica equilibrata degli investimenti sovvenzionati dal Fondo.
Nell'ambito del pacchetto di proposte relativo al quadro finanziario pluriennale e alla luce degli esiti positivi conseguiti dal piano Juncker e dal Fondo europeo per gli investimenti strategici, la Commissione ha proposto una nuova iniziativa per mobilitare investimenti pubblici e privati per il periodo 2021-2027: il programma InvestEU. Il nuovo programma ha introdotto cambiamenti che affrontano le questioni sollevate dalla Corte dei conti europea al fine di rendere il finanziamento dell'UE per i progetti di investimento in Europa più semplice, più efficiente e più flessibile. Il programma InvestEU punterà a ovviare alle profonde carenze di investimenti nei settori chiave del futuro attraverso una garanzia di bilancio dell'UE di 38 miliardi di EUR. In tal modo stimolerà ulteriormente la creazione di posti di lavoro e sosterrà gli investimenti e l'innovazione nell'UE. L'iniziativa dovrebbe mobilitare circa 650 miliardi di EUR di finanziamenti pubblici e privati in tutta l'UE entro la fine del 2027 e dovrebbe fornire sostegno attraverso quattro finestre delle politiche: infrastrutture sostenibili, ricerca, innovazione e digitalizzazione, piccole e medie imprese (PMI), nonché investimenti sociali e competenze.
Meccanismo per collegare l'Europa
Obiettivi del programma
Per stimolare la creazione di posti di lavoro e promuovere i tassi di crescita, l'UE necessita di un'infrastruttura ad elevate prestazioni al passo con i tempi per aiutare a connettere e integrare l'UE e tutte le sue regioni nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia. Tali interconnessioni sono fondamentali per la libera circolazione delle persone, dei beni, dei capitali e dei servizi.
Il meccanismo per collegare l'Europa sostiene pertanto gli investimenti nelle infrastrutture dei trasporti, dell'energia e del digitale attraverso lo sviluppo di reti transeuropee. Queste reti facilitano le connessioni e l'interoperabilità transfrontaliere, promuovono una maggiore coesione economica, sociale e territoriale e contribuiscono a un'economia del mercato sociale più competitiva.
Gli obiettivi specifici del meccanismo per collegare l'Europa sono i seguenti:
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Meccanismo per collegare l'Europa – Trasporti
·Eliminare le strozzature, accrescere l'interoperabilità ferroviaria, realizzare i collegamenti mancanti e, in particolare, migliorare le tratte transfrontaliere.
·Garantire nel lungo periodo sistemi di trasporto sostenibili ed efficienti, al fine di prepararsi ai futuri flussi di trasporto previsti e di consentire la decarbonizzazione di tutti i modi di trasporto mediante la transizione verso tecnologie di trasporto innovative a basse emissioni di carbonio ed efficienti sul piano energetico, ottimizzando nel contempo la sicurezza.
·Ottimizzare l'integrazione e l'interconnessione dei modi di trasporto e accrescere l'interoperabilità dei servizi di trasporto, assicurando nel contempo l'accessibilità alle infrastrutture di trasporto.
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Meccanismo per collegare l'Europa – Energia
·Accrescere la competitività promuovendo l'ulteriore integrazione del mercato interno dell'energia e l'interoperabilità transfrontaliera delle reti elettriche e del gas.
·Migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'UE.
·Contribuire allo sviluppo sostenibile e alla tutela dell'ambiente, attraverso, tra l'altro, l'integrazione dell'energia da fonti rinnovabili nella rete di trasmissione e attraverso lo sviluppo di reti energetiche intelligenti e reti dell'anidride carbonica.
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Meccanismo per collegare l'Europa – Telecomunicazioni
·Contribuire all'interoperabilità, alla connettività, allo sviluppo sostenibile, al funzionamento e alla manutenzione evolutiva delle infrastrutture transeuropee di servizi digitali, nonché al coordinamento a livello europeo.
·Contribuire al flusso efficiente di investimenti pubblici e privati volti a promuovere la diffusione e l'ammodernamento delle reti a banda larga in vista di contribuire agli obiettivi di banda larga dell'Agenda digitale europea.
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Attuazione e risultati più recenti
Il meccanismo per collegare l'Europa fornisce sostegno allo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti completando connessioni transfrontaliere, realizzando i collegamenti mancanti ed eliminando le strozzature. Tra il 2014 e il 2018 sono stati selezionati 688 progetti ai fini del finanziamento nell'ambito del settore dei trasporti del meccanismo per collegare l'Europa ed erogati 22,8 miliardi di EUR di fondi dell'UE che hanno mobilitato un volume di investimenti di 48 miliardi di EUR. Nel 2018 il meccanismo per collegare l'Europa ha erogato fondi per 1,7 miliardi di EUR, mobilitando un investimento complessivo di circa 7 miliardi di EUR per 88 progetti nel settore dei trasporti incentrati sulle reti transeuropee (RTE). È stato inoltre pubblicato un invito specifico a mobilitare fondi a favore della sicurezza dei trasporti, della digitalizzazione e della multimodalità, con un finanziamento disponibile di 450 milioni di EUR.
Il settore relativo alle telecomunicazioni del meccanismo per collegare l'Europa consente l'interoperabilità mediante l'impiego di un ecosistema di infrastrutture transfrontaliere affidabili di servizi digitali che sono fondamentali per avviare la trasformazione digitale degli Stati membri. In termini di connettività il meccanismo per collegare l'Europa stimola gli investimenti per la diffusione e l'ammodernamento delle reti a banda larga e fornisce una connettività locale senza fili (wireless) di alta qualità nelle comunità locali (Wifi4EU). Le infrastrutture di servizi digitali facilitano l'interazione transfrontaliera tra pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini in un ampia gamma di ambiti quali la cibersicurezza, i dati aperti e la sanità elettronica (e-health). Il programma di lavoro per il 2018 ha sostenuto la diffusione, il funzionamento e la manutenzione evolutiva di 16 infrastrutture digitali, sulla base di investimenti effettuati negli anni precedenti. Inoltre, sono stati aggiunti tre nuovi elementi costitutivi all'ecosistema del meccanismo per collegare l'Europa, vale a dire l'archiviazione elettronica, il Context Broker (mediatore dei dati di contesto) e l'infrastruttura per sperimentare con i grandi dati (
).
L'elemento costitutivo dell'identificazione elettronica affronta la sfida del riconoscimento transfrontaliero dei documenti di identificazione elettronica rilasciati a livello nazionale. Una volta che questo è impiegato in uno Stato membro, il riconoscimento reciproco di tali documenti di identificazione nazionali diventa possibile tra Stati membri partecipanti. Ciò significa che, ad esempio, un cittadino dell'UE sarà in grado di accedere a un servizio pubblico di un altro Stato membro utilizzando i propri mezzi di identificazione nazionali. Nel 2018 il meccanismo per collegare l'Europa ha finanziato un ambizioso progetto che prepara il terreno per l'utilizzo effettivo dei documenti di identificazione elettronica nei Paesi Bassi, consentendo ai cittadini dell'UE di dimostrare la propria identità per via elettronica con i propri documenti rilasciati a livello nazionale per l'accesso a più di 200 servizi pubblici in 90 comuni. Tale soluzione è attualmente disponibile per i possessori di documenti di identificazione elettronica austriaci, tedeschi e belgi e dovrebbe essere progressivamente estesa ad altri paesi (
).
Il 2018 ha visto il completamento dell'invito misto del 2017 nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa relativo ai trasporti, che ha adottato un approccio innovativo attraverso lo stanziamento di una dotazione indicativa totale di 1,4 miliardi di EUR di sovvenzioni UE da abbinare ai finanziamenti del Fondo europeo per gli investimenti strategici, della Banca europea per gli investimenti, di banche di promozione nazionali o investitori privati. Più di 250 milioni di EUR di cofinanziamenti saranno dedicati alla promozione di carburanti alternativi nei trasporti. Fra questi progetti figurano:
·rendere più ecologico il collegamento di trasporto marittimo tra il porto di Swinoujscie in Polonia e il porto di Ystad in Svezia;
·diffondere l'infrastruttura dell'idrogeno per il trasporto pubblico in Danimarca, Lettonia e Regno Unito;
·costruire una rete di stazioni del biogas naturale liquefatto sulle strade che collegano la Spagna meridionale e la Polonia orientale attraverso il Belgio, la Germania, la Francia e i Paesi Bassi;
·elettrificare le linee di autobus urbane e regionali in Croazia, Italia, Slovenia e Slovacchia (
).
Nell'ambito dell'invito misto è stato selezionato il progetto per una rete di servizi per il trasporto pubblico a zero emissioni per collegare Amsterdam e l'aeroporto Schiphol di Amsterdam. Ciò contribuirà all'aumento della multimodalità e al conseguente passaggio dai combustibili fossili ai carburanti alternativi nei nodi urbani della rete transeuropea dei trasporti attorno ad Amsterdam (Mare del Nord - Mar Baltico, Mare del Nord - Mediterraneo e Reno - Alpi).
I programmi di lavoro pluriennali per il settore dell'energia del meccanismo per collegare l'Europa hanno portato tra il 2014 e il 2018 a uno stanziamento totale di 3,4 miliardi di EUR per 122 azioni che hanno contribuito a 91 progetti di interesse comune (
).
Nel 2018 è stata firmata l'assegnazione per il SuedOstLink, uno dei più grandi progetti tedeschi di infrastrutture energetiche. Il progetto consiste di 580 chilometri di cavi ad alta tensione posati interamente sottoterra. La linea elettrica permetterà di creare un collegamento, urgentemente necessario, tra l'energia eolica prodotta nel nord della Germania e i centri di consumo ubicati nel sud del paese, garantendo così una migliore integrazione delle energie rinnovabili e rafforzando lo scambio di energia a livello transfrontaliero con gli Stati membri dell'UE confinanti.
Un finanziamento di 27 milioni di EUR è stato inoltre erogato a sostegno della costruzione di un nuovo elettrodotto interno da 400 kV tra Cernavoda e Stalpu in Romania, che contribuirà ad aumentare la capacità di interconnessione tra Bulgaria e Romania e aiuterà a integrare l'energia eolica proveniente dalla costa del Mar Nero.
Inoltre, è stata firmata una convenzione di sovvenzione a sostegno dell'introduzione del gas naturale a Cipro mediante il progetto CyprusGas2EU (con un sostegno dell'UE pari a 101 milioni di EUR), che porrà fine all'attuale isolamento energetico dell'isola, porterà diversificazione in una regione prevalentemente dominata da un'unica fonte di approvvigionamento e contribuirà a ridurre l'inquinamento atmosferico e le emissioni rendendo possibile il passaggio dall'olio combustibile pesante al gas nella produzione di energia. Il progetto permetterà inoltre di migliorare la sicurezza energetica e la competitività dei prezzi (
).
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Nel 2018 una sovvenzione di 578 milioni di EUR, la più grande di sempre del meccanismo per collegare l'Europa per il settore dell'energia, è stata assegnata alla costruzione dell'interconnessione Francia-Spagna del golfo di Guascogna. Il nuovo elettrodotto permetterà di integrare meglio la penisola iberica nel mercato interno dell'energia elettrica. Il progetto, che comprende una sezione in mare di 280 km, utilizza soluzioni tecnologicamente innovative nella progettazione del tracciato sopra il canyon di Capbreton e nella sezione continentale in Francia (interamente posata sottoterra). Il nuovo collegamento raddoppierà quasi la capacità di interconnessione tra i due paesi – portandola da 2 800 MW a 5 000 MW – e avvicinerà la Spagna all'obiettivo di interconnessione del 10 % (rispetto al livello attuale del 6 %). Tale balzo consentirà una maggiore integrazione delle energie rinnovabili, contribuendo così in modo significativo alla transizione verso l'energia pulita e alla pertinente politica dell'UE.
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L'iniziativa WiFi4EU è stata annunciata dal presidente Juncker nel 2016 come parte della strategia del mercato unico digitale, un quadro che include nuove misure per venire incontro alle crescenti necessità di connettività degli europei e per dare impulso alla competitività dell'Europa. L'iniziativa WiFi4EU mira a fornire ai cittadini e ai visitatori un accesso a Internet di alta qualità in tutta l'UE tramite hotspot Wi-Fi gratuiti in spazi pubblici quali parchi, piazze, uffici pubblici, biblioteche e centri sanitari. Buoni del valore di 15 000 EUR, ciascuno dei quali è finanziato dalla Commissione europea, saranno destinati al sostegno di circa 9 000 comuni in tutta l'UE, in Norvegia e in Islanda per l'installazione di hotspot Wi-Fi in questi centri della vita pubblica, ricorrendo ai servizi delle imprese di installazione di impianti Wi-Fi (
).
Il primo invito a presentare proposte WiFi4EU ha avuto luogo nel novembre 2018, con domande presentate da oltre 13 000 comuni in tutta Europa e 2 800 buoni assegnati (
).
Valutazione e analisi
La valutazione del meccanismo per collegare l'Europa (
) ha riscontrato che il raggruppamento dei settori dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni all'interno di un quadro di finanziamento comune ha consentito di ottenere economie di scala a livello di programma, con un'unica agenzia esecutiva e procedure comuni. A livello di progetto, tuttavia, il meccanismo per collegare l'Europa non è pienamente riuscito a creare le sinergie attese.
I risultati della valutazione sono stati utilizzati per preparare il prossimo meccanismo per collegare l'Europa ponendo l'accento su semplificazione, maggiore flessibilità e migliore monitoraggio delle prestazioni (
).
Le sfide future per l'economia dell'UE legate agli obiettivi di decarbonizzazione e digitalizzazione comporteranno una crescente convergenza dei settori dei trasporti, dell'energia e digitale. Fra i settori in cui queste sinergie potrebbero realizzarsi si annoverano la mobilità autonoma e interconnessa, la mobilità pulita basata sui carburanti alternativi, lo stoccaggio dell'energia e le reti intelligenti. La proposta di un meccanismo per collegare l'Europa dopo il 2020 (
) cerca di aumentare queste sinergie: al fine di promuovere progetti che riguardino più di un settore, fra gli incentivi sarà prevista la possibilità che venga applicato il tasso di cofinanziamento più elevato ammesso per i settori interessati. Sarà inoltre possibile accettare per ciascun settore elementi ausiliari relativi a un altro settore come costi ammissibili, come ad esempio la produzione di energia rinnovabile nell'ambito di un progetto relativo al settore dei trasporti. Per incentivare le proposte intersettoriali e stabilirne la priorità, nell'ambito dei criteri di aggiudicazione saranno valutate le possibilità di sinergie insite nelle iniziative proposte. Le sinergie saranno attuate mediante programmi di lavoro congiunti e finanziamenti congiunti per i tre settori. Si prevede che determinate attività, attualmente svolte nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa per le telecomunicazioni, saranno portate avanti nel contesto del nuovo programma Europa digitale.
Competitività delle imprese e delle piccole e medie imprese
Obiettivi del programma
Il
programma per la competitività delle imprese e delle piccole e le medie imprese
prevede azioni a sostegno delle piccole imprese attraverso sovvenzioni, strumenti finanziari e servizi di sostegno.
Aiutare le imprese europee a raggiungere il loro pieno potenziale
2014-2020
2,4 miliardi
di EUR
Migliorare il contesto imprenditoriale
Le piccole e medie imprese rappresentano il 99 % del totale delle imprese
Le piccole e medie imprese forniscono l'85 % del totale dei nuovi posti di lavoro
Fonte: Commissione europea
Il programma sta migliorando l'accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese attraverso due strumenti finanziari, lo strumento di garanzia per i prestiti e lo strumento di equity per la crescita. Entrambi gli strumenti sono gestiti dal Fondo europeo per gli investimenti e facilitano l'accesso a prestiti e finanziamenti di capitale per le piccole imprese più rischiose, che altrimenti non sarebbero state in grado di ottenere i finanziamenti di cui hanno bisogno.
Attuazione e risultati più recenti
Dal 2015 e nel quadro del piano di investimenti per l'Europa, sono state incrementate le opportunità di finanziamento nell'ambito dello strumento di garanzia per i prestiti con il sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici. L'anticipazione iniziale (front-loading) nel 2017 è stata convertita in un'integrazione permanente del bilancio dello strumento di garanzia per i prestiti di 550 milioni di EUR dal Fondo europeo per gli investimenti strategici. Ciò ha consentito di rendere disponibili nel 2018 molti più finanziamenti a società più piccole e più rischiose, incluse le start-up, per le quali è molto difficile accedere ai finanziamenti in quanto il loro livello di rischio è percepito come più elevato o perché esse non dispongono di garanzie sufficienti. Nel corso del 2018 il Fondo europeo per gli investimenti aveva sottoscritto 36 accordi per garanzie di prestiti per un volume totale di 387 milioni di EUR, 33 dei quali erano sostenuti congiuntamente dal Fondo europeo per gli investimenti strategici e dallo strumento di garanzia per i prestiti (
). Questi accordi, insieme a quelli firmati negli anni precedenti, hanno consentito a più di 381 000 piccole imprese di ricevere oltre 20 miliardi di EUR di sostegno finanziario entro la fine di settembre del 2018.
La sottoscrizione di accordi per lo strumento di equity per la crescita ha richiesto più tempo, dato che il capitale richiede processi di diligenza dovuta e raccolta di fondi più complessi. Alla fine del 2018 il Fondo europeo per gli investimenti aveva investito in 14 fondi attraverso lo strumento di equity per la crescita per un importo totale di 163,5 milioni di EUR (
). Di questi, cinque erano fondi multi-stadio, in combinazione con lo strumento di equity InnovFin per la fase iniziale (
), istituito nell'ambito di Orizzonte 2020.
La rete Enterprise Europe offre sostegno alle piccole imprese europee per internazionalizzarsi attraverso servizi di consulenza e trovando partner commerciali, tecnologici e di innovazione all'estero. I servizi della rete sono disponibili per le imprese più piccole nell'UE e nei paesi associati al programma attraverso 607 organizzazioni intermediarie. Secondo le stime, nel 2018 i servizi della rete hanno aiutato 250 000 piccole e medie imprese a sviluppare la propria attività al di fuori del loro paese d'origine e hanno facilitato circa 75 000 incontri di cooperazione commerciale tra piccole imprese, da cui è conseguita la sottoscrizione di 2 611 accordi di partenariato internazionali tra esse (
). I rinnovati servizi di sostegno di consulenza della rete nel 2018 hanno aiutato 1 796 piccole e medie imprese a migliorare la propria competitività e innovazione. Sono stati impiegati consulenti della rete Enterprise Europe specializzati nelle scale-up, come previsto dall'iniziativa Start-up e scale-up della Commissione (
), con l'attuazione di un'azione specifica che interessa 56 regioni dell'UE e aiuta le scale-up a superare gli ostacoli alla crescita. È stata preparata una nuova visione strategica della rete Enterprise Europe per garantire che essa continui a fornire servizi che rispondano alle esigenze future delle piccole imprese.
Le piccole imprese apprezzano la rete e il supporto che essa offre: l'89 % delle piccole e medie imprese si aspetta un miglioramento della propria situazione del mercato grazie a tale supporto. Inoltre, quasi una su due ritiene che la propria competitività migliorerà grazie ai miglioramenti nell'innovazione ottenuti con l'aiuto della rete. Quasi sei su dieci hanno previsto che i servizi della rete le aiuteranno a mantenere o creare posti di lavoro.
Il programma Erasmus per giovani imprenditori organizza inviti annuali a presentare proposte. Nel 2018 il programma Erasmus per giovani imprenditori aveva già raggiunto quota 7 000 scambi tra imprenditori novizi ed esperti in tutta l'Europa dall'inizio del programma (
). Al fine di testare l'estensione geografica del programma Erasmus per giovani imprenditori a nuove destinazioni al di fuori dell'Europa, nell'aprile 2018 è iniziata l'attuazione del progetto pilota Erasmus per giovani imprenditori Global, della durata di ventiquattro mesi.
Il programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese contribuisce anche in vari modi al miglioramento delle condizioni quadro per la competitività delle imprese dell'UE. Nel quadro dell'iniziativa internazionale "cluster go", nel 2018 il programma ha consentito l'istituzione di 25 partenariati di cluster UE che hanno aiutato 134 cluster in Europa a internazionalizzarsi, a beneficio delle loro piccole e medie imprese (
). Questa iniziativa incoraggia i cluster partecipanti e le piccole imprese ad accedere a catene del valore globali e a trovare partner strategici al di fuori dell'Europa. Nel 2018 sono stati istituiti nove partenariati di cluster strategici europei per la specializzazione intelligente e gli investimenti. Questi partenariati riuniscono 57 cluster in tutta Europa e raggiungono più di 6 000 piccole e medie imprese.
La piattaforma europea per la collaborazione tra i cluster (
) è divenuta uno degli snodi principali che facilitano la collaborazione tra cluster a livello comunitario e mondiale. Riunisce più di 930 organizzazioni di cluster che raggiungono circa 100 000 piccole imprese. Grazie alla facilitazione di oltre 1 100 incontri organizzati per l'abbinamento internazionale tra cluster a cui ha preso parte nel 2018, la piattaforma europea per la collaborazione tra i cluster è diventata uno strumento chiave dell'UE a sostegno dell'internazionalizzazione di tali imprese.
Valutazione e analisi
Da uno studio di valutazione del programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese (
) è emerso un forte allineamento del programma con le necessità in evoluzione delle piccole imprese in Europa e un'elevata rilevanza per il pubblico grazie al fatto che il programma si concentra sulla promozione delle opportunità di occupazione e sulla creazione di crescita. La dimensione UE è al centro del programma ed è di fondamentale importanza per la maggior parte delle azioni. Il programma ha posto in essere gli elementi costitutivi per il raggiungimento dei risultati attesi. La forza del programma risiede nell'uso di organizzazioni intermediarie (intermediari finanziari, membri della rete Enterprise Europe, organizzazioni intermediarie per il programma Erasmus per giovani imprenditori e organizzazioni di cluster). Il programma utilizza la vicinanza degli intermediari locali alle piccole imprese e facilita l'integrazione dei servizi del programma con i servizi forniti da tali intermediari nazionali e regionali. Il riscontro dei beneficiari è generalmente positivo e una maggioranza sostanziosa segnala il buon rapporto costi-benefici legato alla sua partecipazione. La dimensione europea è il valore aggiunto del programma.
Lo studio ha formulato proposte per migliorare le carenze riscontrate nella realizzazione del programma: la frammentazione del bilancio in numerose piccole azioni dovrebbe essere ridotto per migliorare l'efficienza e l'efficacia sotto il profilo dei costi; la disponibilità dei dati di monitoraggio dovrebbe essere fornita a livello centrale per guidare in modo strategico l'attuazione. Non vi sono sovrapposizioni di rilievo tra le attività del programma e altre iniziative politiche, sia a livello dell'UE sia a livello nazionale e regionale. Tuttavia, per alcune azioni si potrebbero migliorare le sinergie e la complementarietà con altre azioni dell'UE, nazionali e regionali.
Lo studio è stato utilizzato per la preparazione delle proposte di programmi successivi per il quadro finanziario pluriennale post-2020. Il programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese (ad eccezione degli strumenti finanziari) sarà integrato in un nuovo programma denominato "programma per il mercato unico" (
). Il programma sosterrà tipi specifici di azioni negli ambiti del miglioramento della competitività, in particolare delle piccole e medie imprese, della normazione, della tutela dei consumatori, della lotta al riciclaggio di denaro, della concorrenza, dell'informativa finanziaria e della revisione contabile, delle misure nei settori veterinario e fitosanitario lungo la filiera alimentare e delle statistiche europee. Gli strumenti finanziari del programma saranno integrati in un nuovo fondo denominato InvestEU, che raggrupperà i finanziamenti dell'UE sotto forma di strumenti finanziari di debito e di capitale.
ERASMUS+
Obiettivi del programma
Erasmus+ è il programma faro dell'UE per sostenere e rafforzare azioni in materia di istruzione, formazione, gioventù e sport. Da tre decenni il programma Erasmus+ e i programmi precedenti offrono a giovani, studenti, discenti nell'ambito dell'istruzione e della formazione professionale e adulti opportunità di mobilità per studiare, formarsi, acquisire esperienza e svolgere attività di volontariato all'estero, in Europa o altrove. Il programma Erasmus+ svolge un ruolo importante nel sostenere la cooperazione tra università, scuole, istituti di formazione professionale e organizzazioni giovanili e sportive, nonché le opportunità di apprendimento per futuri insegnanti e lo sviluppo professionale per insegnanti e dirigenti scolastici. Il programma promuove inoltre la mobilità dei discenti e del personale nell'istruzione e nella formazione professionale, nonché del personale nel settore dell'istruzione degli adulti, sostenendo al contempo anche l'internazionalizzazione attraverso partenariati strategici che portano avanti le priorità relative a istruzione e formazione professionale definite nelle conclusioni di Riga e nell'agenda europea per l'apprendimento degli adulti.
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Sostenere l'istruzione e la formazione
·Verso uno spazio europeo dell'istruzione entro il 2025.
·Migliorare il livello di competenze e abilità chiave per una società più coesa, in particolare attraverso la mobilità per l'apprendimento e la cooperazione con il mondo del lavoro.
·Favorire il miglioramento della qualità, l'innovazione, l'eccellenza e l'internazionalizzazione degli istituti di istruzione e formazione.
·Stimolare sviluppi innovativi delle politiche, il dialogo e l'attuazione relativi alle politiche e lo scambio di conoscenze in materia di istruzione, formazione e gioventù.
·Sensibilizzare in merito all'importanza del settore dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita.
·Sostenere la dimensione internazionale dell'istruzione e della formazione.
·Insegnare e apprendere le lingue.
·Promuovere l'insegnamento e la ricerca nell'integrazione europea attraverso le attività Jean Monnet.
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Gioventù
·Migliorare il livello di competenze e abilità chiave dei giovani, in particolare attraverso maggiori opportunità di mobilità legate all'apprendimento non formale.
·Rafforzare la cooperazione tra organizzazioni nel campo della gioventù.
·Sostenere la dimensione internazionale delle attività dei giovani e il ruolo degli operatori e delle organizzazioni del settore della gioventù.
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Sport
·Affrontare le minacce transfrontaliere all'integrità dello sport.
·Sostenere il buon governo nello sport e la duplice carriera degli atleti.
·Promuovere attività di volontariato nello sport.
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Attuazione e risultati più recenti
Nel 2018 in tutte le azioni del programma, l'accento è stato posto sulle attività a sostegno dell'inclusione sociale e dell'equità nell'istruzione, nella formazione, nella gioventù e nello sport, in linea con la dichiarazione di Parigi sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l'istruzione e con il piano d'azione della Commissione sull'integrazione dei cittadini di paesi terzi.
Nel 2018 il programma ERASMUS+ ha dimostrato la propria flessibilità nell'affrontare specifiche priorità politiche attraverso diverse azioni.
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800 000
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320 000
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13 000
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47 000
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55 000
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172 000
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Nel 2018 i partecipanti hanno beneficiato della possibilità di studiare, lavorare o svolgere attività di volontariato all'estero (10 milioni dall'avvio del programma)
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Partecipanti alla mobilità studentesca nell'ambito dell'istruzione superiore nel 2018
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Partecipanti alla mobilità basata sul lavoro (dicembre 2018)
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Utenti della piattaforma elettronica per l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita (dicembre 2018)
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Numero di volte in cui l'applicazione per dispositivi mobili Erasmus+ è stata scaricata (dicembre 2018)
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Partecipanti alla mobilità relativa all'istruzione e formazione professionale nel 2018
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Nel campo dell'istruzione superiore, nel 2018 è stata data priorità al miglioramento della qualità e della pertinenza delle conoscenze e delle competenze degli studenti, a un utilizzo migliore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e al miglioramento dell'inclusività dei sistemi di istruzione superiore e dei legami tra gli istituti di istruzione superiore e i datori di lavoro o le imprese sociali. Nel 2018 si sono svolti più di 320 000 programmi di mobilità studentesca nell'ambito dell'istruzione superiore.
Nel campo dell'istruzione scolastica è stata data priorità al rafforzamento dei profili delle professioni dell'insegnamento, alla promozione dell'acquisizione di competenze chiave, ad esempio affrontando i risultati insufficienti nelle competenze di base della matematica, delle scienze e dell'alfabetizzazione, e al sostegno alle classi plurilingue. L'accesso al programma Erasmus+ da parte delle scuole è stato facilitato nel 2018 dall'introduzione nel programma di una nuova forma di partenariato nell'ambito degli scambi scolastici. Ne è conseguito un aumento dei progetti assegnati del 40 %. Gli insegnanti possono inoltre aderire alla comunità eTwinning per realizzare progetti collaborativi con lezioni in altri paesi, per seguire opportunità di sviluppo professionale online e faccia a faccia e ottenere un riconoscimento per il proprio lavoro. Dal suo avvio nel 2005 hanno aderito all'eTwinning 640 000 utenti e 218 000 scuole. Nel 2018 si sono registrati 103 000 nuovi utenti e sono stati avviati 14 000 progetti.
Per quanto riguarda l'istruzione e la formazione professionale, Erasmus+ sostiene lo sviluppo di partenariati imprese-istruzione che puntano alla promozione dell'apprendimento basato sul lavoro in tutte le sue forme, con un'attenzione speciale all'apprendistato, nonché allo sviluppo di qualifiche e programmi di studio comuni che rispondano alle attuali e future necessità di competenze settoriali. La mobilità di lunga durata (da 3 a 12 mesi) dei partecipanti ammissibili è stata promossa mediante l'introduzione dell'attività ErasmusPro (
) nel programma Erasmus+ a partire dal 2018. Di conseguenza, tale mobilità è aumentata di più del 60 % (in media 8 000 all'anno nel periodo 2014-2017 e quasi 13 000 nel 2018).
Per quanto concerne l'inclusione sociale e l'equità, il programma Erasmus+ sostiene azioni che mirano a prevenire la radicalizzazione violenta e a promuovere i valori democratici, i diritti fondamentali, la comprensione interculturale e la cittadinanza attiva e a favorire l'inclusione dei discenti svantaggiati, compresi gli individui provenienti da un contesto migratorio, al contempo prevenendo e lottando contro le pratiche discriminatorie. Il filone relativo allo sport ha continuato a sostenere iniziative per affrontare minacce transfrontaliere all'integrità dello sport, quali il doping, le competizioni truccate e la violenza, così come tutti i tipi di intolleranza e discriminazione. Ha promosso il buon governo nello sport, la duplice carriera degli atleti e le attività di volontariato nello sport, insieme all'inclusione sociale, anche per i rifugiati e i migranti.
Inoltre, nel campo dell'istruzione degli adulti, nel 2018 è stata data priorità al miglioramento e all'ampliamento dell'offerta di opportunità di apprendimento di alta qualità adattate alle necessità degli individui adulti con un livello basso di competenze o di istruzione, affinché acquisissero competenze quali l'alfabetizzazione, l'apprendimento del calcolo numerico o le competenze digitali, anche attraverso la convalida delle competenze acquisite mediante l'apprendimento informale e non formale. L'estensione e lo sviluppo delle competenze degli educatori sono inoltre evidenziati come prioritari per questo settore.
Istruzione degli adulti: La piattaforma elettronica per l'istruzione degli adulti in Europa, con più di 47 000 utenti registrati (con un aumento del 38 % nell'arco di un anno), ha evidenziato nel 2018 un aumento significativo degli utenti. La piattaforma è una comunità multilingue e aperta di professionisti dell'istruzione degli adulti, tra cui educatori e formatori per gli adulti, personale di orientamento e sostegno, ricercatori, accademici e decisori politici.
Per quanto riguarda la dimensione internazionale, Erasmus+ ha continuato a fornire opportunità di mobilità tra l'Europa e il resto del mondo per il personale dell'istruzione superiore, gli studenti, i giovani e gli operatori del settore della gioventù, con particolare attenzione al sostegno all'ulteriore sviluppo della regione del vicinato europeo (Balcani occidentali, partenariati orientali (
) e Mediterraneo meridionale). Il 18 gennaio 2018 la Commissione ha adottato il piano d'azione per l'istruzione digitale (
), che interviene nei settori dell'istruzione formale con azioni specifiche rivolte a scuola, istruzione e formazione professionale e istruzione superiore. Il piano identifica tre priorità per garantire che le tecnologie digitali siano utilizzate opportunamente per innovare e migliorare l'insegnamento e l'apprendimento. Le undici azioni del piano includono il sostegno alla banda larga ad alta capacità in tutte le scuole, la creazione di una piattaforma a livello europeo per l'istruzione digitale superiore e la cooperazione rafforzata e la fornitura di programmi di formazione sulle competenze digitali e imprenditoriali e sulla sensibilizzazione relativa alla sicurezza online.
L'applicazione per dispositivi mobili Erasmus+ ha continuato a fungere da sportello unico digitale che orienta i partecipanti e i giovani interessati nella ricerca di tutte le informazioni necessarie sulle opportunità di recarsi all'estero con Erasmus+. L'applicazione fornisce informazioni, suggerimenti, notifiche e altri servizi utili a semplificare l'organizzazione dei loro periodi di mobilità. L'applicazione è stata scaricata e installata quasi 30 000 volte nel corso del 2018, portando a più di 55 000 il numero totale di volte in cui essa è stata scaricata a partire dal suo lancio (a metà del 2017). Sono state inoltre avviate discussioni sulle modalità di miglioramento e ampliamento della gamma di servizi online per studenti che intraprendono un periodo di mobilità transfrontaliera ai fini dell'apprendimento, tra cui l'eventuale miglioramento dell'applicazione nell'ambito di un più ampio punto di accesso unico online ai servizi per gli studenti in mobilità.
L'iniziativa relativa ai modelli di riferimento (
), una rete di modelli di riferimento positivi a sostegno della prevenzione della radicalizzazione che conduce all'estremismo violento, è ulteriormente realizzata dalle agenzie nazionali Erasmus+ partecipanti. Dopo le prime attività pilota avviate nel 2017, l'iniziativa ha assunto una dimensione più ampia nel corso del 2018 (ne è un esempio l'evento di lancio, con esito positivo, dell'iniziativa sui modelli di riferimento in Italia nel marzo 2018). In aggiunta a questa iniziativa realizzata dalle agenzie nazionali Erasmus+, la Commissione sta promuovendo l'approccio dei modelli di riferimento attraverso un invito a presentare proposte Erasmus+ per l'inclusione sociale.
L'iniziativa sulla creatività e il pensiero critico nell'istruzione superiore, avviata all'inizio del 2018, mira alla realizzazione di un prototipo e al collaudo a livello internazionale di uno strumento di valutazione utile per aiutare le facoltà a sviluppare e valutare le capacità creative e di pensiero critico dei loro studenti. Attraverso il programma Erasmus+ la Commissione sta finanziando la prima fase di questo progetto, che consiste nel coinvolgere il personale dell'istruzione superiore nel rendere operativi la creatività e il pensiero critico e nel raccogliere esempi di compiti pedagogici e di elaborati di studenti al fine di illustrare il modo in cui gli stessi possono dimostrare il possesso di tali capacità in contesti diversi.
Valutazione e analisi
La valutazione di medio termine del programma Erasmus+ 2014-2020 (
), che ha analizzato i progressi compiuti nell'attuazione del programma e l'impatto a lungo termine dei programmi precedenti, ha evidenziato che l'attuale programma Erasmus+ assicura una combinazione unica di risultati nel campo dell'istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport ed è molto apprezzato sia dai portatori di interessi che dall'opinione pubblica. Ha posto l'accento sul forte valore aggiunto europeo di Erasmus+ e dei programmi precedenti. Ha inoltre evidenziato gli effetti positivi del carattere integrato del programma, che contempla l'apprendimento in tutti i suoi contesti.
La valutazione ha indicato alcuni punti da migliorare, in particolare: in termini di rilevanza, la valutazione ha sottolineato la necessità per il programma Erasmus+ di coinvolgere maggiormente i soggetti con minori opportunità, di facilitare la partecipazione delle organizzazioni più piccole per rendere il programma più inclusivo e di rafforzare le misure per promuovere una migliore comprensione dell'integrazione europea e del senso di appartenenza all'Europa, in particolare tra le generazioni più giovani; in termini di efficacia, il programma Erasmus+ dovrebbe rafforzare il volume delle attività nei settori che mostrano la performance migliore ma che hanno finora ricevuto finanziamenti relativamente inferiori, ad esempio nei settori della scuola, dell'istruzione e della formazione professionale e della gioventù, contribuendo in tal modo anche a potenziare la dimensione inclusiva del programma; in termini di efficienza, il programma Erasmus+ dovrebbe semplificare ulteriormente le procedure di presentazione delle domande e redazione delle relazioni al fine di ridurre l'onere amministrativo a carico dei beneficiari e dovrebbe ulteriormente ottimizzare le sue procedure online.
La Corte dei conti, nella sua relazione speciale (
) sulla mobilità nel quadro di Erasmus+ ha altresì concluso che il programma è un marchio UE ben noto e di successo. Erasmus+ svolge un ruolo cruciale nel potenziare la mobilità per l'apprendimento all'estero ed ha un effetto positivo sull'atteggiamento dei partecipanti nei confronti dell'UE. La Corte ha identificato lo strumento di garanzia per i prestiti destinati agli studenti quale ambito che necessita di miglioramenti e ha raccomandato che gli indicatori offrano una migliore copertura degli obiettivi del programma.
Queste proposte di miglioramento sono state prese in considerazione dalla Commissione nel programma successivo proposto, Erasmus: il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport (
) nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2021-2027. Il nuovo programma si concentrerà in particolare sull'intensificazione della mobilità e degli scambi per tutte le categorie di discenti, sull'aumento degli forzi per coinvolgere i discenti che beneficiano di minori opportunità e sulla moltiplicazione delle opportunità di cooperazione, anche per le organizzazioni di minori dimensioni. Il nuovo programma cercherà di razionalizzare e riorientare alcune azioni esistenti. A titolo di esempio, alcune azioni saranno specificamente incentrate su attività che favoriscono lo sviluppo di competenze in settori orientati al futuro; altre saranno volte a favorire l'innovazione nell'istruzione, nella formazione, nella gioventù e nello sport; le attività Jean Monnet saranno parzialmente riorientate per rivolgersi a gruppi più ampi di discenti; le azioni nel settore dell'apprendimento degli adulti saranno rafforzate. Il programma proposto rafforza al tempo stesso la dimensione inclusiva del programma, adattando alcune azioni esistenti e introducendo nuove misure (quali la mobilità a breve termine di gruppo e la cooperazione virtuale).
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"Ogni singolo euro che investiamo in Erasmus è un investimento nel futuro: il futuro dei giovani e il futuro del nostro ideale europeo. Non riesco ad immaginare nulla che meriti i nostri investimenti più di questi leader di domani.
30 anni di scambi "Erasmus" all'estero: la Commissione celebra l'anniversario con il lancio di un'applicazione mobile -
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-1574_it.htm
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Corpo europeo di solidarietà
Obiettivi del programma
Il presidente Juncker ha annunciato l'istituzione del Corpo europeo di solidarietà nel suo discorso sullo stato dell'Unione 2016. Il Corpo europeo di solidarietà offre ai giovani dai 18 ai 30 anni la possibilità di partecipare a un'ampia gamma di attività solidali in tutta l'UE, con l'obiettivo di creare 100 000 opportunità entro la fine del 2020. Dal dicembre 2016 fino all'adozione del regolamento sul Corpo europeo di solidarietà (
) sono stati mobilitati otto diversi programmi per dare ai giovani l'opportunità di prendere parte a una serie di attività di solidarietà che affrontano situazioni complesse in tutta l'UE. La partecipazione non solo favorisce lo sviluppo personale dei giovani, la loro partecipazione attiva alla società e la loro occupabilità, ma aiuta anche le organizzazioni non governative, gli enti pubblici e le imprese nei loro sforzi per far fronte alle sfide sociali e di altro genere. Oltre a offrire attività di volontariato, tirocini e posti di lavoro, il Corpo europeo di solidarietà dà ai partecipanti anche la possibilità di creare i propri progetti di solidarietà o di aderire come gruppo di volontariato.
Il Corpo europeo di solidarietà mira a rafforzare la partecipazione dei giovani e delle organizzazioni ad attività di solidarietà. Il corpo è un mezzo per contribuire a rafforzare la coesione, la solidarietà e la democrazia in Europa e all'estero e per affrontare le sfide sociali e umanitarie sul campo, con particolare attenzione alla promozione dell'inclusione sociale.
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Promuovere la solidarietà come valore, attraverso il volontariato, e incrementare l'impegno dei giovani e delle organizzazioni.
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Contribuire a rafforzare la coesione, la solidarietà, la democrazia e la cittadinanza in Europa.
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Rispondere alle sfide della società e rafforzare le comunità, adoperandosi in particolare per promuovere l'inclusione sociale.
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Attuazione e risultati più recenti
Dal dicembre 2016 la Commissiona concentra la propria attenzione sull'elaborazione e lo sviluppo del Corpo europeo di solidarietà, nonché sulla promozione e sulle attività di sensibilizzazione rivolte a potenziali partecipanti.
Alla fine del 2018 sono stati raggiunti diversi traguardi intermedi fondamentali, tra cui:
·l'adozione del regolamento (
) che istituisce il Corpo europeo di solidarietà, che fornisce al Corpo una propria base giuridica, facilitando l'attuazione del programma e dotandolo di un proprio bilancio;
·il primo invito a presentare proposte del Corpo, nel 2018, è stato un successo, con oltre 1 400 domande di candidatura ricevute dalle organizzazioni che ospitano o sostengono le attività di solidarietà; tra queste domande, 255 proposte sono pervenute da gruppi di giovani iscritti al portale del Corpo per l'attuazione di progetti di solidarietà; in totale, le attività proposte potrebbero offrire fino a 13 000 opportunità per i giovani;
·alla fine del 2018 oltre 10 000 giovani avevano già iniziato le loro attività e il numero di giovani registrati nel portale (
) aveva superato quota 96 000, dalla data di inizio del programma, a dimostrazione di una forte domanda che verosimilmente aiuterà a occupare tutte le posizioni offerte dal programma.
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Fotografia: © Unione europea
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Géraldine Maitreyi Gupta è una delle decine di migliaia di giovani europei che si sono proposti come volontari per il Corpo europeo di solidarietà. Il Corpo ha ricevuto il premio "Innovazione in politica" per la categoria "Civiltà", conferito dall'Istituto di innovazione in politica di Vienna il 17 novembre 2018.
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Valutazione e analisi
La valutazione ex ante del Corpo (
) ha indicato la necessità per l'UE di affrontare queste sfide nell'ambito di un Corpo europeo di solidarietà ampliato. In particolare, tale necessità è data dalla confusione iniziale tra i potenziali partecipanti in merito al ruolo del Corpo per quanto riguarda i programmi sottostanti e le differenze e gli elementi di continuità con l'iniziativa Volontari dell'Unione per l'aiuto umanitario.
Per il prossimo bilancio dell'UE 2021-2027 la Commissione ha presentato la sua proposta di un nuovo programma per il Corpo europeo di solidarietà (
), che mira ad ampliare le opportunità che esso offre. Il nuovo programma creerà almeno 350 000 opportunità per i giovani di sostenere comunità bisognose tra il 2021 e il 2027 attraverso attività di volontariato, tirocini e collocamenti in una posizione lavorativa. È per questo motivo che la Commissione ha proposto di riservare 1,3 miliardi di EUR per un periodo di sette anni nell'ambito del prossimo bilancio dell'UE a lungo termine.
La proposta prende le mosse dai successi ottenuti dal Corpo nei suoi primi anni di esistenza e consolida ulteriormente gli sforzi tesi ad attuare un punto di accesso unico per i giovani disposti ad impegnarsi in attività solidali. In particolare, il Corpo includerà anche le attività di volontariato a sostegno di attività di aiuto umanitario e operazioni nei paesi terzi. Questo regime di aiuti umanitari ben consolidato dell'UE ha finora operato sotto il nome di "Volontari dell'Unione per l'aiuto umanitario".
Occupazione e innovazione sociale (EaSI)
Obiettivi del programma
Il programma per l'occupazione e l'innovazione sociale promuove un'occupazione di elevato livello e sostenibile, garantendo una protezione sociale adeguata e dignitosa, combattendo l'emarginazione sociale e la povertà e migliorando le condizioni di lavoro. È fondato su tre assi: sostegno alla modernizzazione del lavoro e delle politiche sociali (Progress), mobilità professionale (servizi europei per l'impiego: EURES) e accesso a microfinanziamenti e imprenditoria sociale.
Il programma intende perseguire i seguenti obiettivi specifici:
al fine di contribuire al raggiungimento di:
Attuazione e risultati più recenti (
)
Nel 2018 il programma ha finanziato 39 progetti attraverso sette inviti a presentare proposte, con un bilancio di 33 milioni di EUR. Ha sostenuto studi e azioni sulla mobilità del lavoro, i progetti in materia di scambio elettronico di informazioni sulla sicurezza sociale, una maggiore cooperazione tra i servizi pubblici europei per l'impiego e altre organizzazioni attraverso la rete EURES e la realizzazione di progetti mirati di mobilità ("Il tuo primo lavoro EURES"). È inoltre proseguita l'attuazione della garanzia per l'occupazione e l'innovazione sociale e alla fine del 2018 erano state sottoscritte 76 operazioni di microfinanziamenti e 25 operazioni di imprenditoria sociale in 29 paesi, per un totale di 179 milioni di EUR. Si prevede che tali azioni mobiliteranno più di 2 miliardi di EUR di finanziamenti per le microimprese e le imprese sociali.
a) Nell'ambito dell'asse Progress, nel 2018 si è registrato un ulteriore sviluppo delle esperienze di cooperazione amministrativa in un altro Stato membro dell'UE e di promozione della cooperazione amministrativa tra le autorità di controllo e le parti sociali nel settore del distacco dei lavoratori.
Il progetto "EU Post Lab" si è concentrato sui settori dell'edilizia di Austria, Belgio, Bulgaria, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Turchia. Il progetto ha identificato il modo in cui la cooperazione tra autorità di controllo e parti sociali può produrre dati e informazioni pertinenti che possono essere adeguatamente registrati e condivisi a livello nazionale e transnazionale al fine di ridurre l'onere amministrativo per i datori di lavoro, migliorando al contempo la protezione dei diritti dei lavoratori.
Nell'ambito dell'innovazione sociale il sostegno si è concentrato sull'accesso alla protezione sociale, ma anche su strategie innovative di equilibrio tra vita professionale e vita privata per facilitare la riconciliazione delle responsabilità professionali e di assistenza.
b) Nell'ambito dell'asse EURES, per via del miglioramento del contesto del mercato del lavoro negli Stati membri, l'utilizzo del portale EURES della mobilità professionale è diminuito rispetto al 2017, ma rimane tuttora significativo (0,9 milioni di visite ogni mese nel 2018). Nel 2017 si sono stati registrati 8 512 collocamenti in una posizione lavorativa a seguito delle consultazioni con coloro che cercano un impiego grazie all'azione preparatoria "Il tuo primo lavoro EURES" e a progetti mirati di mobilità (e 1 204 ulteriori collocamenti nei primi sei mesi del 2018). Secondo gli ultimi dati forniti dal quadro di valutazione del mercato unico dell'UE, il numero di offerte di lavoro nazionali condivise su EURES nel 2017 è stato in media del 59 %.
"Il tuo primo lavoro EURES" è un progetto di mobilità professionale che aiuta i giovani dai 18 ai 35 anni a trovare un'opportunità di lavoro, tirocinio o apprendistato in un altro paese dell'UE, in Norvegia, in Islanda, in Liechtenstein o in Svizzera e assiste i datori di lavoro nel reperimento di forza lavoro qualificata. Mira ad abbinare i giovani in cerca di impiego alle offerte di lavoro retribuito in tutta Europa.
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2017
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2018
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Differenza
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Numero di persone in cerca di occupazione registrate sul sito web EURES
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287 850
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337 991
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▲ 17 %
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Numero di datori di lavoro registrati sul sito web EURES
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10 726
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13 231
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▲ 23 %
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c) Nell'ambito dell'asse microfinanziamenti e imprenditoria sociale, alla fine del 2018 erano state sottoscritte 101 operazioni (76 di microfinanziamenti e 25 di imprenditoria sociale) in 29 paesi per un importo totale di 178,6 milioni di EUR (129,2 milioni di EUR per i microfinanziamenti e 49,4 milioni di EUR per l'imprenditoria sociale). Alla fine del 2016 la dotazione di 56 milioni di EUR per i microfinanziamenti del programma iniziale dell'UE per l'occupazione e l'innovazione sociale era stata interamente assorbita. Ciò ha portato, di conseguenza, a un'integrazione di 100 milioni di EUR dal Fondo europeo per gli investimenti strategici nel dicembre 2017, che è stata ulteriormente maggiorata di un'integrazione supplementare di 200 milioni di EUR dal Fondo europeo per gli investimenti strategici 2.0 nel dicembre 2018. Alla luce di ciò, l'iniziale bilancio totale dell'UE destinato allo strumento di garanzia per il programma dell'UE per l'occupazione e l'innovazione sociale per il periodo 2014-2020 è aumentato da 96 milioni di EUR a 396 milioni di EUR sia per i microfinanziamenti che per l'imprenditoria sociale. Le operazioni del Fondo europeo per gli investimenti alla fine del dicembre 2018 suggeriscono un effetto leva atteso del contributo dell'UE compreso tra 5,5 e 30,4, con un valore di leva medio stimato pari a 12. Tale effetto leva è superiore al doppio dell'effetto leva minimo stabilito nell'accordo di delega e suggerisce importanti guadagni in termini di efficacia (risultati migliori rispetto a quelli inizialmente previsti) e in termini di incrementi di efficienza (maggiore effetto leva e uso più efficiente del contributo UE).
Valutazione e analisi (
)
I risultati della valutazione intermedia confermano che gli obiettivi generali e specifici del programma dell'UE per l'occupazione e l'innovazione sociale continuano a essere pertinenti, in particolare alla luce del difficile contesto socioeconomico attuale, che risente delle conseguenze della crisi economica e finanziaria.
Il programma ha ottenuto risultati di buona qualità, anche se su scala ridotta, date le sue limitate risorse. Ad esempio, l'espansione dei progetti è ostacolata dalla mancanza di un seguito adeguato che ne garantisca la sostenibilità nel lungo termine.
Anche se i tre assi (Progress, EURES e microfinanziamenti e imprenditoria sociale) sembrano operare in modo indipendente, sono stati identificati alcuni settori che potrebbero determinare un aumento dell'efficacia (in appresso "sinergie"). È il caso, ad esempio, delle sinergie tra i diversi progetti Progress, ma anche tra i progetti Progress e quelli degli assi microfinanza/imprenditoria sociale.
La valutazione intermedia ha evidenziato una serie di modi per migliorare l'attuazione del programma per l'occupazione e l'innovazione sociale, soprattutto attraverso una maggiore flessibilità e la concentrazione sui gruppi bisognosi di un sostegno specifico, la semplificazione delle procedure e il miglioramento della coerenza interna e dei collegamenti con altri Fondi.
A tale scopo, nella proposta della Commissione per il prossimo quadro finanziario pluriennale, l'attuale programma per l'occupazione e l'innovazione sociale è integrato nel Fondo sociale europeo Plus, al fine di far fronte alla frammentazione dei Fondi e al limitato potenziale di espansione. Anche gli strumenti finanziari attualmente finanziati nell'ambito del terzo asse saranno riuniti nel futuro programma InvestEU, che include uno "sportello sociale" rafforzato.
Spazio (Copernicus, Galileo e il Servizio europeo di copertura per la navigazione geostazionaria)
Obiettivi
La politica spaziale dell'UE sostiene molte altre politiche e priorità strategiche dell'UE. Ad esempio, svolge un ruolo determinante nell'affrontare efficacemente le sfide poste dai cambiamenti climatici, dallo sviluppo sostenibile, dal controllo delle frontiere, dalla sorveglianza marittima e dalla sicurezza dei cittadini.
Copernicus è il sistema europeo di monitoraggio della Terra. Offre sei servizi gratuiti all'UE, alle istituzioni nazionali e regionali nonché al settore privato, quali: il monitoraggio dell'atmosfera, dell'ambiente marino, del territorio e dei cambiamenti climatici, oltre alla gestione delle emergenze e alla sicurezza (
). Copernicus fornisce informazioni sulla base di un sistema di satelliti e infrastrutture in situ (
). Le informazioni fornite da Copernicus possono essere utilizzate per un'ampia gamma di applicazioni in una varietà di settori, tra cui la gestione delle aree urbane, lo sviluppo sostenibile e la tutela dell'ambiente, la pianificazione regionale e locale, l'agricoltura, la silvicoltura e la pesca, la sanità, la protezione civile, le infrastrutture, i trasporti e la mobilità, nonché il turismo. Ad esempio, il servizio di Copernicus per i cambiamenti climatici fornisce informazioni riguardo al clima del passato, del presente e del futuro, nonché strumenti per consentire la mitigazione dei cambiamenti climatici e strategie di adattamento ai medesimi da parte dei decisori politici e delle imprese.
Galileo è il sistema globale di navigazione satellitare proprio dell'UE, che fornisce servizi sicuri di posizionamento, navigazione e misurazione del tempo. Galileo è utilizzato nei sistemi di navigazione dei telefoni cellulari e a bordo degli autoveicoli, nonché in applicazioni cruciali quali la sincronizzazione delle reti elettriche o di telecomunicazione.
Il Servizio europeo di copertura per la navigazione geostazionaria (noto anche come EGNOS) è un sistema regionale di radionavigazione via satellite (
). Il sistema fornisce servizi di navigazione per la sicurezza della vita umana agli utenti nei settori dell'aviazione, marittimo e terrestre in Europa. Se ne avvale più dell'80 % degli agricoltori europei che utilizzano la radionavigazione via satellite per la conduzione di trattori durante l'irrorazione e la raccolta delle colture.
Il settore spaziale dell'UE
Le tecnologie, i dati e i servizi spaziali sono diventati indispensabili nella vita quotidiana e svolgono un ruolo strategico fondamentale per l'Europa. L'Europa ha un settore spaziale di punta a livello mondiale.
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Nel 2018 le persone impiegate nel settore spaziale erano oltre
231 000.
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Secondo le stime, il valore del settore nel 2017 era il secondo più alto al mondo: 53-62 miliardi di EUR.
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Un terzo dei satelliti di tutto il mondo è fabbricato in Europa.
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Il settore continua a perfezionare la famiglia di lanciatori europei con la prossima generazione Ariane 6 e Vega C.
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I dati spaziali dell'UE stanno trasformando la nostra vita con servizi quali:
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Risposta alle calamità naturali: nel 2017 le mappe di Copernicus indicanti la portata e l'entità dei danni hanno aiutato le squadre di soccorso ad affrontare, tra gli altri, incendi boschivi (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo), terremoti (Messico), uragani (i paesi colpiti dagli uragani Harvey, Irma e Maria) e inondazioni (Irlanda, Germania).
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Monitoraggio degli spandimenti di idrocarburi: l'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) utilizza i dati di Copernicus per il monitoraggio degli spandimenti di idrocarburi e delle imbarcazioni.
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Atterraggio degli aerei: alla fine del 2018, 315 aeroporti in quasi tutta l'UE utilizzavano EGNOS, rendendo l'atterraggio più sicuro ed evitando di conseguenza ritardi e deviazioni di rotta.
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Salvare vite in mare: Copernicus offre assistenza alle missioni nel Mediterraneo dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, contribuendo all'individuazione di navi non sicure e al salvataggio di persone. Galileo, che può essere utilizzato su tutte le navi mercantili nel mondo, offre una maggiore accuratezza e un posizionamento più resiliente che rendono più sicura la navigazione.
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Sicurezza stradale: dall'aprile 2018 Galileo è integrato in ogni nuovo autoveicolo venduto in Europa e, a partire dal 2019, supporterà il sistema di chiamata di emergenza eCall e sarà integrato nei tachigrafi digitali dei camion per garantire il rispetto delle norme relative ai tempi di guida e migliorare la sicurezza stradale.
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Ricerca e salvataggio: un servizio di Galileo riduce a meno di dieci minuti il tempo necessario a rilevare una persona munita di radiofaro di emergenza in diversi luoghi, anche in mare, nel deserto, in montagna o nelle aree urbane. Il sistema conferma alla persona in difficoltà che i soccorsi stanno arrivando.
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Agricoltura: l'80 % degli agricoltori che utilizzano la navigazione satellitare per l'agricoltura di precisione utilizza EGNOS. I dati di Copernicus sono utilizzati per monitorare le colture e prevedere i raccolti.
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Attuazione e risultati più recenti
L'attuazione complessiva del programma Copernicus è in linea con i progressi attesi, con sette satelliti in orbita e operativi che consentono il funzionamento dei sei servizi di Copernicus. L'ultimo lancio di un satellite è stato quello di Sentinel 3B nell'aprile 2018.
Il servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus è passato alla fase operativa nell'estate 2018. È divenuto un'importante e riconosciuta risorsa sulle informazioni climatiche per gli organismi internazionali. Il servizio di gestione delle emergenze di Copernicus si è attivato più di 86 volte per assistere le autorità in occasione di calamità quali incendi boschivi, tempeste, inondazioni ed eruzioni vulcaniche, terremoti e cedimenti del terreno ().
I servizi di accesso ai dati e alle informazioni sono stati avviati nel giugno 2018, consentendo una migliore utilizzazione dei dati di Copernicus e portando il numero degli utenti registrati a più di 200 000. Inoltre, sono stati firmati ulteriori accordi di cooperazione con paesi e organizzazioni non UE ("terzi"), tra cui l'Unione africana, il Brasile, il Cile, la Colombia, l'India, la Serbia e l'Ucraina, e di promozione dell'adozione di Copernicus a livello globale (
).
Galileo è operativo dal 2016 e da allora fornisce servizi in modo continuo. In parallelo è in corso la realizzazione delle infrastrutture spaziali di Galileo. Nel luglio 2018 sono stati lanciati con esito positivo quattro satelliti, portando a 26 il numero totale di satelliti nello spazio. Per garantire il monitoraggio indipendente dei servizi di Galileo, il centro di riferimento Galileo ha iniziato ad operare a Noordwijk (Paesi Bassi). L'alta precisione del servizio commerciale (noto come servizio di alta precisione) offrirà una precisione di posizionamento di 20 cm e sarà fornita gratuitamente (
). Tale livello di precisione è fondamentale per lo sviluppo delle tecnologie emergenti, quali gli autoveicoli automatizzati connessi. La diffusione sul mercato di Galileo e del Servizio europeo di copertura per la navigazione geostazionaria ha conosciuto un rapido aumento nel 2018, con più di 500 milioni di dispositivi compatibili con Galileo sul mercato al 31 dicembre 2018. L'innovazione è in corso e a metà maggio 2019 già 714 milioni di dispositivi erano compatibili con Galileo.
È importante notare che nel novembre 2018 Galileo è divenuto il primo sistema di navigazione satellitare globale non statunitense ad essere autorizzato negli Stati Uniti. L'uso del sistema Galileo dell'UE in combinazione con il sistema di posizionamento globale (GPS) degli Stati Uniti aprirà il mercato statunitense a Galileo e migliorerà l'esperienza dei consumatori negli Stati Uniti mediante una maggiore disponibilità, affidabilità e resilienza di questi servizi di posizionamento, navigazione e misurazione del tempo.
Galileo sta contribuendo a salvare vite umane. Il servizio di ricerca e salvataggio di Galileo riduce drasticamente il tempo di rilevazione dei segnali di emergenza trasmessi da radiofari da tre ore ad appena dieci minuti. Poiché la localizzazione delle posizioni del radiofaro di emergenza è determinata in modo più accurato, le persone disperse in mare o in montagna possono essere tratte in salvo più rapidamente (
).
Valutazione e analisi
La valutazione intermedia di Copernicus ha confermato che il programma sta realizzando i suoi obiettivi. Tuttavia, anche se i dati raccolti hanno un buon livello di qualità, la valutazione ha evidenziato la necessità di migliorare la distribuzione e l'accesso ai dati con l'obiettivo di aumentare l'adozione da parte degli utenti (
). L'avvio dei servizi di accesso ai dati e alle informazioni nel giugno 2018, così come l'estensione delle varie attività per massimizzare l'uso delle applicazioni di Copernicus (anche attraverso la sottoscrizione di accordi di cooperazione internazionale), mira ad affrontare le sfide relative all'accesso ai dati e all'adozione da parte degli utenti.
Galileo e i servizi europei di copertura per la navigazione geostazionaria stanno compiendo buoni progressi nella realizzazione dei loro obiettivi, secondo quanto emerge dalla valutazione intermedia (
). Tuttavia, la valutazione ha individuato alcune problematiche di inefficienza legate alla governance, dato il numero di attori coinvolti e a causa delle differenze nelle strutture di governance e nell'organizzazione del lavoro tra dispiegamento e fase operativa. La valutazione ha inoltre individuato inefficienze legate alla governance della sicurezza.
La proposta di regolamento sul programma spaziale dell'Unione per il quadro finanziario pluriennale post-2020 mira ad affrontare le problematiche relative alla governance (
) gettando luce sulle relazioni tra i vari portatori di interessi e sul ruolo di ciascuno di essi [in particolare gli Stati membri, la Commissione e l'Agenzia spaziale europea (ESA)] e istituendo un sistema di governance unificato per tutte le componenti del programma. La normativa potenzia il ruolo dell'ex-Agenzia del sistema globale di navigazione satellitare (GNSS) europeo, ampliandone l'ambito di attività, per quanto riguarda l'accreditamento di sicurezza, a includere tutte le componenti del programma spaziale dell'UE e le attività finalizzate alla diffusione sul mercato. Il nuovo regolamento specifica e uniforma il quadro di sicurezza per il programma spaziale dell'UE.
Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa
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Nei prossimi mesi la Commissione continuerà a lavorare affinché diventino pienamente operativi il Fondo europeo per la difesa e la cooperazione strutturata permanente in materia di difesa.
Presidente Jean-Claude Juncker, stato dell'Unione 2018
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Obiettivi del programma
In un mondo in cui l'instabilità e le minacce transfrontaliere alla nostra sicurezza sono in aumento, nessun paese può farcela da solo. Per questo motivo la Commissione Juncker sta compiendo uno sforzo senza precedenti per proteggere e difendere gli europei. L'Unione europea non può sostituirsi agli Stati membri nei loro sforzi in materia di difesa, ma può incoraggiare la collaborazione tra loro per sviluppare e acquisire le tecnologie e i materiali necessari ad affrontare le sfide comuni nel campo della difesa e della sicurezza.
Il 18 luglio 2018 il programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa è stato adottato nell'ambito del bilancio dell'UE per il 2019 e 2020. Il programma sostiene la competitività e la capacità innovativa dell'industria della difesa dell'UE, in particolare nello sviluppo di prototipi, equipaggiamenti e tecnologia per la difesa mediante il cofinanziamento da parte del bilancio dell'Unione. Il programma è attuato direttamente dalla Commissione.
Il programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa contribuisce a creare un approccio collaborativo tra le industrie della difesa negli Stati membri. Il contributo finanziario dell'UE sblocca progetti di sviluppo che altrimenti non sarebbero stati realizzati a causa di un alto fabbisogno di finanziamento o di rischi tecnologici elevati. Il programma è un fattore abilitante che porta a ulteriori progetti di sviluppo di capacità collaborative in aree chiave della difesa.
Gli Stati membri possono ad esempio investire congiuntamente nello sviluppo della tecnologia dei droni o della comunicazione via satellite, o possono acquistare in blocco elicotteri per ridurre i costi. Solo i progetti collaborativi saranno ammissibili e una parte del bilancio complessivo sarà destinata a progetti che prevedono la partecipazione transfrontaliera di piccole e medie imprese.
La cooperazione europea in materia di difesa appare giustificata sotto il profilo economico. Vi sono validi argomenti a favore del valore aggiunto europeo di un Fondo europeo per la difesa.
·Si stima che la mancanza di cooperazione tra gli Stati membri nel settore della difesa costi ogni anno tra 25 e 100 miliardi di EUR.
·Ogni anno si potrebbero risparmiare 600 milioni di EUR se gli eserciti europei condividessero i veicoli di fanteria e 500 milioni di EUR se disponessero di un sistema di certificazione unico per le munizioni.
·In Europa vi sono 178 tipi di sistemi d'arma, negli Stati Uniti ve ne sono 30.
·In Europa vi sono 20 diversi tipi di aeroplani da caccia, negli Stati Uniti ve ne sono 6.
·In Europa vi sono 17 diversi sistemi di carri armati, negli Stati Uniti ve ne è uno.
·Vi sono in Europa più tipi di elicotteri di quanti siano i governi per comprarli.
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Unione europea
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Stati Uniti
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Spesa per la difesa
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Importo totale
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227 miliardi di EUR
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545 miliardi di EUR
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% del prodotto interno lordo
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1,34
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3,3
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Investimento per soldato
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27 639 EUR
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108 322 EUR
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Duplicazione dei sistemi in uso
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Numero di tipi di sistemi d'arma per categorie esaminati nello studio
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178
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30
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Carri armati da combattimento principali
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17
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1
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Cacciatorpediniere/fregate
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29
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4
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Aeroplani da caccia
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20
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6
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Fonte: NATO, Istituto internazionale di studi strategici, SIPRI, Rapporto di Monaco sulla sicurezza, 2017.
Valutazione e analisi
La cooperazione in materia di ricerca nel settore della difesa si sta già concretizzando. Tra le prime convenzioni di sovvenzione dell'UE nell'ambito del bilancio 2017 figurava il progetto di ricerca Ocean2020, che ha riunito 42 partner provenienti da 15 Stati membri dell'UE per sostenere missioni di sorveglianza in mare e a tal fine integrerà droni e sottomarini senza equipaggio nelle attività della flotta.
Una valutazione ex ante (
) che accompagna la proposta del programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa ha concluso che l'industria europea della difesa affronta sfide significative legate agli scarsi investimenti in progetti di sviluppo delle capacità, alla frammentazione e alla mancanza di cooperazione. La valutazione ex ante ha evidenziato la necessità di un'iniziativa europea a sostegno della competitività e della capacità di innovazione della base industriale e tecnologica della difesa europea. Ciò rafforzerà l'autonomia strategica e ridurrà le dipendenze per le capacità di difesa essenziali. La valutazione ha mostrato che la cooperazione è un modo efficace per conseguire questo obiettivo, in quanto è verosimile che nel lungo termine nessun singolo Stato membro dell'UE potrà permettersi di mantenere autonomamente una base industriale di difesa a tutto spettro e le corrispondenti capacità di difesa. L'UE può apportare un contributo significativo. Il programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa apporterà un notevole valore aggiunto incentivando la collaborazione e sbloccando ulteriori progetti di sviluppo delle capacità.
Sulla base dei programmi attuali, vale a dire il programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa e l'azione preparatoria sulla ricerca in materia di difesa, nel giugno 2018 la Commissione ha proposto un Fondo europeo per la difesa a pieno titolo del valore di 13 miliardi di EUR nell'ambito del prossimo bilancio a lungo termine dell'UE comprendente sia il filone della ricerca che quello dello sviluppo delle capacità. Il Fondo sosterrà progetti collaborativi e competitivi nel settore della difesa lungo l'intero ciclo della ricerca e dello sviluppo per produrre un impatto più incisivo. L'UE finanzierà direttamente i costi totali durante la fase di ricerca, in particolare tramite sovvenzioni. Dopo tale fase, il Fondo integrerà gli investimenti degli Stati membri con un cofinanziamento fino al 20 % dei costi relativi allo sviluppo dei prototipi e fino all'80 % delle conseguenti attività di certificazione e collaudo. L'UE non finanzierà la fase di acquisizione, ma la Commissione può offrire sostegno pratico agli Stati membri che desiderano acquistare congiuntamente prodotti e tecnologie.
Dogana 2020
Nel territorio dell'unione doganale dell'UE vigono norme e procedure comuni stabilite dal codice doganale dell'UE (
). Tali norme richiedono un'attuazione e un'applicazione corrette e uniformi in tutta l'UE. Inoltre, la politica doganale e le amministrazioni doganali devono costantemente adattarsi alle moderne realtà commerciali e ai moderni strumenti di comunicazione.
Dogana 2020 è un programma volto a facilitare e rafforzare la cooperazione tra le amministrazioni doganali nazionali. Tale cooperazione contribuisce a migliorare la capacità amministrativa delle autorità doganali e a rafforzare la competitività delle imprese europee, ad esempio mediante la riduzione dei costi di conformità e degli oneri amministrativi. La cooperazione aumenta inoltre la protezione e la sicurezza, tutelando i cittadini e l'ambiente.
Il codice doganale dell'UE è una tappa importante nella modernizzazione delle dogane dell'Unione e il programma d'azione dell'UE Dogana 2020 è indispensabile per sostenerne l'attuazione.
La principale rete di scambio è la rete comune di comunicazione, altamente affidabile e comune all'ambito doganale e fiscale. È composta da 112 gateway basati su Internet in 49 siti, ubicati in 33 paesi diversi. Negli anni delle precedenti edizioni del programma doganale si è registrato un aumento costante del numero e del volume dei dati scambiati. Solo nel 2017 sono stati scambiati quasi 4,8 miliardi di messaggi per un volume di 5,5 terabyte (TB). Sono stati effettuati più di 11,2 milioni di movimenti di transito attraverso il nuovo sistema di transito informatizzato, con una media di oltre 44 000 movimenti per giorno lavorativo. Sono stati registrati 5,1 milioni di movimenti di esportazione indiretti nel sistema di controllo delle esportazioni e sono state presentate circa 48 milioni di dichiarazioni sommarie di entrata nell'UE attraverso il sistema di controllo delle importazioni. La diffusione del programma non è sempre semplice da misurare, poiché migliaia di funzionari e di imprese utilizzano i sistemi informatici sostenuti dal programma Dogana 2020 senza rendersi conto della loro provenienza.
Il programma ha anche sostenuto svariati tipi di azioni congiunte. Nei primi quattro anni di funzionamento del programma sono stati organizzati 16 864 riunioni di gruppi di progetto, 1 897 seminari di approfondimento, 1 106 visite di lavoro, 947 seminari, 203 azioni di comunicazione congiunta, 180 azioni di sviluppo delle capacità e di sostegno e 72 attività di monitoraggio in tutti i paesi partecipanti.
Nel 2018 la Commissione ha effettuato una valutazione intermedia del programma Dogana 2020 (
), che ha confermato che il programma funziona bene, è necessario e conferisce un valore aggiunto. La maggior parte delle azioni congiunte del programma, delle attività di formazione e dei sistemi di informazione europei aiuta direttamente le amministrazioni doganali a preparasi a un'unione doganale moderna e ben funzionante.
I sistemi di informazione europei sono dispendiosi in termini di risorse, ma apportano una serie di vantaggi in tutti i settori delle attività doganali. I vantaggi includono l'armonizzazione delle procedure doganali, l'attuazione uniforme del diritto doganale, la condivisione di informazioni e la creazione di economie di scala, in particolare tramite i sistemi centralizzati. Tali sistemi sono interconnessi e interoperabili, nonché largamente utilizzati nelle operazioni doganali quotidiane. La loro importanza nel perseguire la modernizzazione delle dogane verso un ambiente privo di supporti cartacei è stata ritenuta inestimabile e la loro architettura informatica complessivamente ineguagliata e irriproducibile a livello nazionale.
Il programma Dogana 2020 promuove la cooperazione e crea fiducia tra le amministrazioni doganali e i loro funzionari. Le attività di formazione favoriscono inoltre la comprensione condivisa, l'allineamento delle interpretazioni delle disposizioni doganali, la standardizzazione della terminologia e, in ultima analisi, una maggiore uniformità nell'applicazione del diritto dell'UE in tutti gli Stati membri.
La valutazione intermedia del programma, tuttavia, ha individuato un margine di miglioramento in determinati settori, come la semplificazione del quadro di misurazione delle prestazioni o l'aumento dell'interoperabilità di taluni sistemi informatici.
La Commissione ha proposto la prosecuzione del programma oltre il 2020. Le cooperazioni a livello doganale e lo sviluppo delle capacità si concentrerebbero da un lato sullo sviluppo di reti interpersonali e di competenze e, dall'altro, sullo sviluppo di capacità informatiche. Come avviene nell'attuale edizione del programma, gran parte del bilancio proposto sarà destinata allo sviluppo di capacità informatiche, perseguendo l'approccio basato su un modello di architettura informatica nel quale i sistemi elettronici europei sono costituiti da una combinazione di componenti comuni e nazionali. Questo modello è stato preferito rispetto a un'architettura completamente centralizzata, lasciando una certa flessibilità agli Stati membri nella progettazione delle applicazioni nazionali tenendo conto delle loro preferenze, dei loro requisiti e dei loro vincoli.
Fiscalis 2020
Il programma Fiscalis 2020 è una delle misure principali per sostenere l'attuazione della politica fiscale dell'Unione europea. Esso fornisce un quadro inteso a migliorare il corretto funzionamento dei sistemi di imposizione nel mercato unico attraverso una cooperazione rafforzata tra i paesi partecipanti, le loro autorità fiscali e i loro funzionari. I paesi partecipanti sono gli Stati membri dell'UE e i paesi con i quali sono in corso negoziati di adesione all'UE ("paesi candidati"), nonché i paesi potenzialmente candidati (
). Tenendo conto della struttura e degli obiettivi del programma, la maggior parte dei finanziamenti è destinata allo sviluppo e al funzionamento dei sistemi informatici (circa il 75 %), seguito dall'organizzazione delle azioni congiunte, degli studi e delle attività di formazione.
La Commissione ha effettuato una valutazione intermedia del programma Fiscalis 2020 nel corso del 2018, che ne esamina i risultati ottenuti nei primi 4 anni di funzionamento (
).
Tale valutazione ha confermato che il programma funziona bene, è necessario e conferisce un valore aggiunto. Fiscalis 2020 ha svolto un ruolo fondamentale nel rafforzamento della cooperazione tra le autorità fiscali negli Stati membri e negli altri paesi partecipanti attraverso i suoi tre tipi principali di attività (azioni congiunte, sistemi d'informazione europei e formazione). Il programma fornisce il quadro e i mezzi tecnologici necessari per lavorare insieme e condividere informazioni; in tal modo, esso attua la legislazione fiscale dell'UE e la lotta contro la frode fiscale, l'evasione fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva in un'Europa caratterizzata da sempre maggiore mobilità. I contributi più importanti concernono la lotta contro la frode/evasione fiscale nell'ambito dell'imposta sul valore aggiunto e delle accise (per quanto riguarda tecnologie dell'informazione quali il mini sportello unico, i formulari elettronici o il sistema di scambio di informazioni sull'IVA).
I sistemi di informazione sostenuti dal programma Fiscalis hanno prodotto risparmi di costi sostanziali, seppur difficili da quantificare, per le amministrazioni nazionali, sotto forma di minori spese per le tecnologie dell'informazione e le risorse umane. Sviluppare e attuare sistemi a livello centrale è più economico che avere 28 sistemi nazionali diversi. Ciò evita anche i costi legati all'interoperabilità tra i vari paesi. Nei casi in cui i sistemi sono suddivisi in componenti dell'UE e componenti nazionali, il programma garantisce l'interconnettività e una coesistenza efficiente.
In termini di funzionalità, anche i principali sistemi d'informazione europei come il sistema informatizzato per i movimenti e i controlli dei prodotti soggetti ad accisa e il mini sportello unico sono stati definiti "rivoluzionari" nei loro settori da diversi interpellati, offrendo possibilità completamente nuove per il monitoraggio, la condivisione delle informazioni e la prevenzione delle frodi. I vantaggi secondari includono nuove opportunità per l'analisi dei Big Data, ad esempio per la gestione del rischio di conformità. Si prevede che l'espansione del mini sportello unico nel prossimo programma (che coprirà i prodotti fisici) creerà vantaggi particolarmente rilevanti per la riscossione delle imposte e l'agevolazione degli scambi commerciali.
Hercule III
Hercule III è un programma (
) che aiuta i paesi dell'UE a combattere le irregolarità, le frodi e la corruzione che danneggiano il bilancio dell'UE. Il programma mira a tutelare gli interessi finanziari dell'Unione e, di conseguenza, il denaro dei contribuenti e a incrementare la competitività dell'economia dell'UE. Il programma finanzia inoltre progetti pratici, quali l'acquisto da parte delle autorità nazionali di scanner a raggi X, cani da fiuto e altre apparecchiature di rilevamento e di indagine per eliminare il contrabbando e altre attività criminali.
Un settore chiave è la lotta al contrabbando del tabacco, che resta una preoccupazione fondamentale, con perdite annue stimate di almeno 10 miliardi di EUR per i bilanci nazionali e dell'UE. Il contributo al finanziamento di scanner a raggi X e di altre attrezzature tecniche nei porti e negli aeroporti, ad esempio, mira a rafforzare la capacità delle autorità nazionali di combattere il contrabbando. Hercule III finanzia anche la condivisione delle migliori pratiche su questioni quali la prevenzione della corruzione nelle procedure di appalto. Un altro aspetto è la formazione antifrode, compresa la formazione volta a rafforzare e aggiornare le competenze in materia di informatica forense e di analisi del personale addetto all'applicazione della legge.
La valutazione intermedia della Commissione (
) ha dimostrato che il programma Hercule III ha ampiamente assolto al proprio compito. La valutazione ha messo in luce l'efficienza e l'efficacia complessive del programma sia per le azioni di formazione che per le attività di assistenza tecnica. Le parti interessate hanno riferito che il programma è stato attuato in modo efficiente e ha al contempo risposto in modo efficace alle esigenze degli Stati membri.
L'introduzione della presentazione e della concessione elettronica delle richieste di sovvenzione rappresenta uno sviluppo importante che ha notevolmente ridotto i tempi di notifica ai richiedenti sul risultato della procedura di valutazione.
Il nuovo programma antifrode dell'UE (2021-2027) mira a proseguire e rafforzare il sostegno agli Stati membri nella loro lotta contro la frode, le irregolarità e la corruzione che danneggiano il bilancio dell'UE.
Pericle 2020
Il programma Pericle 2020 finanzia scambi di personale, seminari, attività di formazione e studi per la polizia e le autorità giudiziarie, le banche e altri enti coinvolti nella prevenzione e nella lotta alla falsificazione delle banconote e delle monete in euro. Le azioni possono avere luogo all'interno della zona euro, nei paesi dell'UE non appartenenti all'area dell'euro e nei paesi terzi che rappresentano un polo per la contraffazione. I finanziamenti vengono utilizzati per: (i) la concessione di sovvenzioni alle autorità nazionali competenti (ANC) interessate all'attuazione delle azioni ("azioni attuate dalle ANC"); (ii) il finanziamento delle azioni attuate direttamente dalla Commissione europea ("azioni dirette"). Le distribuzioni annuali variano, ma circa il 70 % del bilancio annuale viene comunemente assegnato alle azioni attuate dalle autorità nazionali competenti (ANC) e il 30 % alle azioni dirette.
Nel 2018 il programma ha finanziato 11 progetti; otto di questi provenivano dalle autorità nazionali competenti degli Stati membri della zona euro, mentre tre erano iniziative della Commissione.
Sistema di informazione antifrode (
)
Il sistema di informazione antifrode definisce e finanzia una serie di applicazioni informatiche antifrode gestite dalla Commissione europea. Queste garantiscono lo scambio tempestivo e sicuro delle informazioni relative alle frodi tra le amministrazioni competenti nazionali e dell'UE. Il sistema riguarda due settori principali: l'assistenza reciproca in materia doganale e la gestione delle irregolarità. Il sistema è sostenuto da un portale, che costituisce un'infrastruttura singola e comune per la consegna di tali servizi a più di 8 000 utenti finali registrati in più di 1 200 servizi competenti presso Stati membri, paesi terzi partner, organizzazioni internazionali, servizi della Commissione e altre istituzioni dell'UE. Il portale consente economie di scala significative e vantaggi reciproci nello sviluppo, nella manutenzione e nel funzionamento di un insieme così ampio e diversificato di servizi e strumenti IT.
Il sistema di informazione antifrode comprende anche un sistema per la gestione delle irregolarità. Esso ha fornito assistenza alla Commissione europea e agli Stati membri nella lotta contro le frodi doganali e nell'amministrazione della quota di spesa del bilancio dell'UE.
Ad esempio, nel 2018, il sistema di informazione antifrode ha sostenuto attività di assistenza reciproca, comprese le operazioni doganali congiunte co-organizzate dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e dalla missione dell'Unione europea di assistenza alle frontiere in Moldova e Ucraina, o organizzate dagli Stati membri o da Europol, con il sostegno dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF). Nel corso del 2018, cinque operazioni doganali congiunte sono state co-organizzate o sostenute nell'ambito del sistema. Per uno scambio sicuro di informazioni in tali operazioni doganali congiunte sono stati utilizzati i moduli del sistema. Il numero di casi attivi di frode doganale sui quali sono disponibili informazioni nelle banche dati di reciproca assistenza del sistema ammontava a 18 340 nel 2018, con un aumento di 2016 casi rispetto all'anno precedente. Nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, il sistema di informazione antifrode sarà integrato nel futuro programma antifrode.
Il futuro programma contribuirà a rafforzare e semplificare l'attuale sostegno fornito dall'Unione alle iniziative volte a tutelare gli interessi finanziari dell'UE e favorire l'assistenza amministrativa reciproca nel settore doganale, nonché a sfruttare le sinergie e garantire la flessibilità tra le varie azioni esistenti (
).
ISA2 — Soluzioni di interoperabilità e quadri comuni per le pubbliche amministrazioni, le imprese e i cittadini europei
Le questioni di coordinamento ostacolano l'interoperabilità transfrontaliera e intersettoriale. Esse emergono principalmente a causa della complessità istituzionale, con i molteplici livelli di governance e le differenze tra le amministrazioni pubbliche nazionali dei vari Stati membri e le amministrazioni pubbliche regionali e locali all'interno degli Stati membri. Il programma ISA2 sulle soluzioni di interoperabilità e quadri comuni per le pubbliche amministrazioni, le imprese e i cittadini europei sostiene lo sviluppo di soluzioni digitali che consentono alle amministrazioni pubbliche, alle imprese e al pubblico di trarre vantaggio da servizi pubblici interoperabili transfrontalieri e intersettoriali.
Il programma fa parte di un quadro politico più ampio relativo alla digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche nell'UE. Esso sviluppa soluzioni di interoperabilità in modo autonomo o per integrare e sostenere altre iniziative dell'UE. Inoltre, promuove e mantiene il quadro europeo di interoperabilità in collaborazione con gli Stati membri e la Commissione. Il programma di lavoro "a staffetta" del 2018 consisteva di 53 azioni, rispetto alla gestione di 39 azioni nel primo anno di funzionamento e di 43 azioni nel 2017. Finora il programma è stato attuato in modo efficiente, con quasi tutte le azioni in corso d'opera come previsto alla fine del 2018.
I risultati preliminari della valutazione intermedia confermano la rilevanza e l'efficacia del programma e che la sua attuazione procede regolarmente (
). Il programma ha contribuito a incrementare l'interoperabilità transfrontaliera nell'UE. Ad esempio, esso rafforza la consapevolezza dell'interoperabilità tra gli Stati membri dell'UE e contribuisce a inserire l'argomento nelle agende nazionali. Unisce inoltre le persone, creando reti e aiutando le organizzazioni internazionali a incontrare le loro controparti in paesi diversi, agevolando così gli scambi tra gli Stati membri nel settore della interoperabilità.
Tali fattori esterni sono presi in considerazione nella selezione di nuove azioni per i programmi di lavoro annuali ISA2. Nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, il programma ISA2 verrà seguito dal programma Europa digitale, che amplierà l'ambito di intervento e sfrutterà le sinergie con le azioni dell'attuale meccanismo per collegare l'Europa e del programma Orizzonte 2020.
Programma statistico europeo
Il programma statistico europeo, come stabilito dal regolamento (UE) n. 99/2013 (
), definisce il quadro giuridico per lo sviluppo, la produzione e la diffusione di statistiche europee per il periodo 2013-2020. Le statistiche prodotte nell'ambito del quadro del programma sono indispensabili per il processo decisionale dell'UE e per la misurazione delle prestazioni e dell'impatto delle iniziative principali quali il piano di investimenti per l'Europa, il pilastro europeo dei diritti sociali o l'Unione dell'energia.
Il programma statistico europeo è volto a fornire informazioni statistiche di qualità in maniera tempestiva, mantenendo al contempo un equilibrio tra i settori economico, sociale e ambientale. Esso soddisfa le esigenze della vasta gamma di utenti delle statistiche europee, compresi i responsabili delle decisioni, i ricercatori, le imprese e il pubblico in generale, in maniera efficace sotto il profilo dei costi e senza un'inutile duplicazione di sforzi.
Nel 2018 è stata effettuata una seconda valutazione intermedia del programma statistico europeo 2013-2020 che copre il periodo 2015-2017. La valutazione indica che il programma viene gestito in modo efficiente, che apporta un chiaro valore aggiunto dell'UE ed è coerente sia internamente che esternamente con altre iniziative volte a produrre statistiche. I risultati mostrano inoltre che il programma statistico europeo ha contribuito e continua a contribuire a soddisfare le esigenze degli utenti e all'elaborazione e al monitoraggio delle politiche, ma occorre fare di più. Eurostat e il sistema statistico europeo stanno modernizzando i processi di produzione statistica per rispondere a tali esigenze, sfruttando al contempo le nuove tecnologie. Nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale tali attività saranno integrate nel nuovo programma per il mercato unico, pur mantenendo la necessaria indipendenza professionale nella trasmissione delle statistiche europee. L'integrazione di diversi strumenti relativi al mercato unico, gestiti a livello centrale dalla Commissione, in un unico programma ridurrà le sovrapposizioni, aumenterà le sinergie e agevolerà la comunicazione e le attività di rete con tutti i diversi gruppi di portatori di interessi. Un simile consolidamento di iniziative offre un miglior rapporto costi-benefici e maggiore efficienza in termini di costi.
Programmi di assistenza alla disattivazione nucleare in Bulgaria, Slovacchia e Lituania
Bulgaria, Lituania e Slovacchia hanno accettato, nell'ambito della loro adesione all'UE, di chiudere e disattivare una serie di reattori nucleari in centrali nucleari di prima generazione (otto unità in tre siti diversi: rispettivamente Kozloduy, Ignalina e Bohunice) prima della fine della durata di vita utile prevista. Dato l'onere finanziario che il processo comporterebbe e riconoscendo la natura a lungo termine della disattivazione delle centrali nucleari, l'UE si è impegnata a fornire assistenza finanziaria ai tre paesi.
In Bulgaria (
) il programma ha visto importanti infrastrutture di gestione dei rifiuti diventare operative. Nel 2018, in particolare, è entrato in funzione un impianto ad alte prestazioni per la riduzione del volume dei rifiuti radioattivi. Il feedback operativo sarà di grande interesse per altre organizzazioni che trattano i residui radioattivi nell'UE, poiché si trovano ad affrontare sfide analoghe.
In Slovacchia (
), nel 2018 si sono registrati progressi significativi, in particolare per quanto riguarda la decontaminazione e lo smantellamento sia delle sale turbine sia degli edifici ausiliari (demolizione delle quattro torri di raffreddamento) e dell'edificio del reattore (decontaminazione delle piscine del combustibile esaurito e degli altri serbatoi). La demolizione delle torri di raffreddamento ha trovato ampia risonanza presso l'opinione pubblica ed è stata una dimostrazione visibile dei progressi del sito verso la bonifica. La decontaminazione nell'edificio del reattore ha contribuito notevolmente alla riduzione dell'esposizione alle radiazioni del personale interessato.
In Lituania (
) il secondo reattore è stato completamente svuotato del combustibile nel febbraio del 2018, con mesi di anticipo rispetto alla data prevista. Due reattori sono adesso svuotati del combustibile. Al 31 dicembre 2018, oltre il 50 % degli elementi di combustibile esaurito era stato inserito in fusti e stoccato in condizioni di sicurezza, ottenendo una notevole riduzione del livello di rischio radiologico e del rischio per il pubblico.
Un aspetto molto importante, come evidenziato anche dalla valutazione completata nel 2018 (
), è il valore aggiunto che il programma di assistenza alla disattivazione nucleare apporta in termini di sviluppo di conoscenze e competenze. Ciò è stato di aiuto per i tre paesi interessati. Ad esempio, la Slovacchia ha aiutato la Bulgaria a redigere il capitolato d'oneri per la gara d'appalto a sostegno della preparazione dell'edificio del reattore per la decontaminazione del circuito primario, dopo aver completato con successo la decontaminazione del proprio circuito primario (
). Anche le conoscenze sono importanti, visto il numero non trascurabile di centrali nucleari in tutta l'UE che dovranno essere disattivate in futuro.
Nella sua proposta per il quadro finanziario pluriennale, la Commissione ha incluso il sostegno alla prosecuzione di tali attività.
Coesione economica, sociale e territoriale (rubrica di bilancio 1B)
Nel 2018 sono stati stanziati 55,5 miliardi di euro ai programmi nell'ambito della rubrica 1B, pari al 35 % del bilancio totale dell'UE per l'esercizio. La rubrica comprende l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, il Fondo di aiuti europei agli indigenti e tre fondi che lavorano insieme per sostenere la coesione tra tutti gli Stati membri dell'UE (
):
·Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR)
·Fondo sociale europeo (FSE)
·Fondo di coesione.
Diagramma: principali programmi finanziati nel 2018 (stanziamenti di impegno) nell'ambito della rubrica 1B, Coesione economica, sociale e territoriale. La categoria "altri programmi" comprende, tra l'altro, le regioni ultraperiferiche e scarsamente popolate, l'assistenza tecnica, il contributo al meccanismo per collegare l'Europa (MCE), i progetti pilota e le azioni preparatorie
Fonte: Commissione europea.
La politica di coesione contribuisce alla coesione economica, sociale e territoriale dell'UE riducendo le disparità economiche e sociali che ancora esistono tra le regioni e i paesi. Tale politica è uno dei principali strumenti d'investimento dell'UE e contribuisce al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 a sostegno della crescita e della creazione di posti di lavoro a livello dell'UE e delle riforme strutturali a livello nazionale. I fondi sono integrati dal Fondo europeo per gli investimenti strategici, che incentiva gli investimenti pubblici e privati, sostiene le riforme strutturali e migliora l'accesso ai finanziamenti.
La politica di coesione sostiene il completamento del mercato unico digitale e l'Unione dell'energia e, investendo in energia, ambiente, clima e trasporti sostenibili, fornisce un contributo significativo alla transizione dell'Europea verso un'economia a basse emissioni di carbonio. La politica di coesione contribuisce inoltre allo sviluppo del mercato interno, a un approccio globale nei confronti della politica migratoria e all'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Tale risultato è ottenuto, ad esempio, moderando gli effetti della povertà e dell'esclusione sociale delle persone che si trovano in condizioni di grave deprivazione e sostenendo l'occupazione (giovanile).
Nonostante un avvio più lento rispetto al periodo 2007-2013, il tasso di selezione dei progetti nell'attuale periodo di programmazione ha ormai raggiunto un livello equivalente. A dicembre 2018, il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione, il Fondo sociale europeo e l'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile avevano selezionato più di 1 milione di progetti di sostegno in tutta l'Europa, per un importo pari a 362 miliardi di EUR del finanziamento totale disponibile per il periodo. Questo livello di selezione dei progetti nell'arco del 2014-2018 è paragonabile a quello dello stesso arco di tempo del periodo 2007-2013.
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Gli investimenti del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo di coesione sostengono tutte le regioni dell'UE
Fornendo loro gli strumenti per il successo in un'economia globalizzata
·I fondi della politica di coesione hanno contribuito a creare 1,3 milioni di posti di lavoro nell'UE negli ultimi 10 anni e più di 8,9 milioni di persone hanno ottenuto nuove qualifiche (a).
·Oltre 43 000 imprese che collaborano con gli istituti di ricerca hanno ricevuto finanziamenti.
·Sono stati creati più di 284 000 posti di lavoro grazie al sostegno alle piccole imprese.
·90 000 start-up hanno ricevuto finanziamenti.
Aiutandole ad accogliere la rivoluzione digitale
·Sono stati selezionati circa 7 800 progetti per sostenere il mercato unico digitale collegato,
corrispondenti a 10,3 miliardi di EUR di investimento totale (fondi dell'UE combinati al cofinanziamento nazionale).
Investendo nell'istruzione e nella sanità
·La politica di coesione investe nelle infrastrutture sociali:
—1,8 milioni di bambini beneficiano di scuole e strutture per l'infanzia nuove o ammodernate.
—51 milioni di persone hanno accesso a servizi di assistenza sanitaria migliorati.
Collegando i territori e riducendo le distanze
·Più di 2 700 km di linee ferroviarie rinnovate e quasi 7 500 km di strade rinnovate, nonché 3 100 km di strade nuove.
·Grazie agli investimenti della politica di coesione, città come Varsavia, Sofia e Bucarest disporranno di sistemi metropolitani moderni.
Proteggendo il loro ambiente e utilizzando le risorse oculatamente
·Più di 36 milioni di persone in Europa sono tutelate da misure di protezione contro le inondazioni.
·18 milioni di persone in Europa sono tutelate da misure di protezione delle foreste contro gli incendi.
·7 milioni di ettari di habitat beneficiano di misure di conservazione.
·8,5 milioni di persone in Europa beneficiano di un migliore approvvigionamento di acqua potabile migliorato.
·Più di 14,5 milioni di persone in Europa hanno accesso a un migliore trattamento delle acque reflue.
·Le azioni finanziate dal Fondo di coesione consentono una riduzione annua stimata delle emissioni di gas serra pari a 9,7 milioni di tonnellate di CO2 e una classificazione del consumo energetico migliorata per 330 000 unità abitative.
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Nota: le cifre, tranne (a), rappresentano l'impatto previsto dei progetti della politica di coesione 2014-2020 che hanno iniziato a ricevere sostegno prima del 31 dicembre 2018.
Fonti: piattaforma Open Data sui fondi strutturali e d'investimento europei (
https://cohesiondata.ec.europa.eu/
); relazione annuale di attività per il 2018 della direzione generale della Politica regionale e urbana; settima relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale; indicatore comune e relazioni annuali di attuazione.
Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo di coesione
Obiettivi del programma
Il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione sono due dei principali strumenti di investimento dell'UE e forniscono una massa critica di investimenti agli ambiti prioritari dell'UE. Essi contribuiscono in maniera cospicua all'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese indirizzate ai singoli Stati membri nell'ambito del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche. I programmi per il periodo 2014-2020 sono stati i primi programmi esplicitamente collegati al semestre europeo. In particolare, le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese (RSP) hanno rappresentato un punto focale per l'efficacia della programmazione e si riflettono negli accordi di partenariato e nei programmi in corso, che attualmente stimolano gli Stati membri nell'attuazione di cambiamenti strutturali e riforme politiche attraverso investimenti mirati al superamento delle debolezze strutturali e degli ostacoli alla crescita. I fondi hanno svolto un ruolo importante nel contrastare gli effetti immediati della crisi economica e finanziaria, nonché nel rafforzare il potenziale strutturale delle regioni europee nel lungo termine. Di seguito sono elencate le priorità d'investimento per il periodo 2014-2020.
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Rafforzamento della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dell'innovazione
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Miglioramento dell'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), nonché dell'impiego e della qualità delle medesime
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Potenziamento della competitività delle PMI
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Sostegno alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori
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Promozione dell'adattamento al cambiamento climatico e della prevenzione e gestione dei rischi
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Preservazione e tutela dell'ambiente e promozione dell'uso efficiente delle risorse
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Promozione di sistemi di trasporto sostenibili ed eliminazione delle strozzature nelle principali infrastrutture di rete
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Promozione dell'occupazione sostenibile e di qualità e sostegno alla mobilità dei lavoratori
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Promozione dell'inclusione sociale e lotta contro la povertà e contro ogni discriminazione
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Investimento nell'istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per sviluppare capacità e favorire l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita
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Rafforzamento della capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e dell'efficienza della pubblica amministrazione
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Attuazione e risultati più recenti
La politica di coesione, che rappresenta quasi un terzo del bilancio totale dell'UE, è stata una principale fonte di investimenti pubblici in molti Stati membri durante e dopo la crisi fornendo, ad esempio, quasi il 9 % della spesa pubblica in conto capitale in media nell'UE-28 e il 41 % (
) negli Stati membri dell'UE-13 nel periodo 2015-2017 (
). La politica di coesione svolge anche un ruolo fondamentale nel sostegno alla realizzazione delle priorità della Commissione Juncker e nel contributo alla solidarietà e all'unità in Europa. Gli investimenti in un paese generano ricadute positive (circa lo 0,12 % del PIL (
) nei paesi che non rientrano nell'obiettivo coesione.
La politica di coesione genererà un PIL addizionale pari a circa mille miliardi di EUR entro il 2023. La politica ha favorito le economie di tutti gli Stati membri dell'UE e le ha sostenute nei periodi di difficoltà economica.
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346,5 MILIARDI di EUR
Investiti nel periodo 2007-2013
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Rendimento stimato pari a quasi mille miliardi di EUR di
prodotto interno lordo addizionale entro il 2023
Effetto duraturo in tutti gli Stati membri: oltre il 4 % in Bulgaria, Cipro, Cechia, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia (
).
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A cinque anni dall'inizio del periodo di finanziamento 2014-2020, l'attuazione dei programmi di politica di coesione continua a pieno regime, con 270 miliardi di EUR già assegnati a progetti negli Stati membri a dicembre 2018, pari a quasi il 77 % della dotazione finanziaria totale dei fondi. Tale cifra equivale oltre 290 000 progetti. Restano da destinare 80 miliardi di EUR ai progetti, con il completamento degli investimenti entro il 2023, data di chiusura del periodo di finanziamento. Si tratta di un'ulteriore accelerazione rispetto ai risultati registrati alla fine del 2017, che si attestavano al 55 % dei finanziamenti totali assegnati ai progetti. In particolare, tale tendenza è leggermente superiore a quella dell'ultimo periodo di programmazione (linea tratteggiata nel diagramma seguente) e prevede un ritmo sostenuto di attuazione nella seconda metà del periodo di programmazione.
Diagramma: selezione dei progetti, confronto tra il periodo 2007-2013 e il periodo corrente. Calcolo basato sul costo totale (UE e nazionale) dei progetti selezionati. L'anno N rappresenta il 2007 per i programmi del periodo 2007-2013 e il 2014 per i programmi del periodo 2014-2020.
Fonte: Commissione europea.
Gli investimenti nella ricerca e nell'innovazione hanno continuato fare progressi a un ritmo notevole nel 2018, registrando buoni risultati nella maggior parte degli Stati membri. Alla fine del 2018, sono stati selezionati oltre 50 000 progetti specifici di ricerca e innovazione, pari al 73 % della quantità totale prevista. Dal 2014, più di 15 200 ricercatori hanno beneficiato di infrastrutture di ricerca migliorate e 7 000 imprese stanno collaborando con centri di ricerca in tutta l'UE. Come risultato dei progetti attuati finora, sono stati introdotti sul mercato più di 3 200 nuovi prodotti dalle imprese che hanno beneficiato dei finanziamenti.
Il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione aiutano le imprese ad aumentare la loro competitività, sviluppare nuovi prodotti, trovare nuovi mercati e creare nuovi posti di lavoro, con particolare attenzione all'innovazione, alle imprese ad alto tasso di crescita e ai programmi volti a sostenere la capacità innovativa delle piccole e medie imprese. L'ampia gamma di sostegno offerto alle piccole e medie imprese è fondamentale anche per realizzare un mercato interno più profondo e più equo con una solida base industriale. Alla fine del 2018, si stima che l'88 % dell'importo totale sia stato assegnato a oltre 95 000 progetti volti a migliorare la competitività delle piccole e medie imprese.
La politica di coesione è la principale fonte di finanziamento dell'UE per modernizzare il sistema europeo dei trasporti e adattarlo alle nuove sfide. Il sostegno alla TEN-T ferroviaria e stradale svolge un ruolo fondamentale, così come gli investimenti nella mobilità urbana sostenibile, che renderanno gli spostamenti quotidiani più puliti, rapidi e sicuri per i cittadini europei. Alla fine del 2018, sono stati sostenuti circa 2 500 progetti per le infrastrutture di rete.
Con il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale, nel 2018 è stato completato un importante tratto della "cycle highway" (autostrada ciclistica) tra Anversa e Bruxelles. La cycle highway offre ai pendolari un'alternativa sicura e conveniente. Essa rappresenta una risposta sostenibile alle sfide della congestione del traffico e contribuisce alla decarbonizzazione dei trasporti.
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Fotografia: © Unione europea
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Una parte sostanziale dei finanziamenti è destinata a migliorare il contesto imprenditoriale e a sostenere l'imprenditorialità. Ad esempio, il sostegno è erogato a più di 90 000 start-up. Un aspetto importante è agevolare l'accesso ai finanziamenti; dall'inizio del periodo di programmazione, sono stati investiti 2,7 miliardi di EUR utilizzando l'effetto leva degli strumenti finanziari.
Croazia — Fondo di capitale di rischio ESIF per il sostegno alle start-up innovative
Nel giugno 2018 la Croazia ha istituito il "Fondo di capitale di rischio ESIF", il primo strumento di capitale di rischio sostenuto dal Fondo europeo di sviluppo regionale. Grazie ai 35 milioni di EUR provenienti dal Programma operativo per la competitività e la coesione 2014-2020, il fondo investirà in fondi di capitale di rischio destinati alle piccole e medie imprese locali ad alto potenziale di crescita, consentendo loro di espandersi e competere a livello globale. Il Fondo di capitale di rischio ESIF privilegerà in particolare gli investimenti nelle fasi iniziali e offrirà un programma di accelerazione a pieno titolo. Esso aggiunge un nuovo elemento al portafoglio di successo degli strumenti di debito sostenuti dal Fondo europeo di sviluppo regionale e contribuirà a sviluppare un solido e dinamico ecosistema per le start-up nel paese.
Si tratta di un valido esempio di come la politica di coesione investa nell'occupazione e nella crescita, in linea con il piano di investimenti per l'Europa. Almeno 50 di imprese in fase seed e 15 start-up riceveranno un sostegno essenziale. Si prevede inoltre che lo strumento avrà forti effetti di ricaduta in termini di business angels, seminari sull'imprenditorialità e aziende e costituirà un valido collegamento verso un interesse più marcato dei fondi di capitale di rischio regionali verso gli investimenti in Croazia.
Sono stati compiuti importanti progressi anche nel settore della tutela dell'ambiente e della promozione della efficienza delle risorse, in cui alla fine del 2018 erano stati sostenuti 12 500 progetti. Nonostante tali investimenti abbiano un lungo ciclo di vita, sono numerosi i risultati già raggiunti. Milioni di cittadini sono ora protetti da calamità naturali quali inondazioni e incendi. Centinaia di migliaia di cittadini beneficiano di strutture che migliorano l'approvvigionamento idrico e il trattamento dell'acqua. L'attuazione varia da uno Stato membro all'altro e all'interno degli Stati membri. Restano leggermente più lenti i progressi per quanto riguarda gli obiettivi relativi al miglioramento della capacità di riciclaggio dei rifiuti e di risanamento dei suoli, poiché i progetti finora selezionati coprono solo una minima parte dell'obiettivo previsto. Ciò è dovuto segnatamente alle lunghe procedure di pianificazione di tali progetti.
Il Fondo europeo di sviluppo regionale è il principale strumento di investimento per la digitalizzazione del settore pubblico e delle piccole e medie imprese e per la realizzazione delle reti a banda larga. Esso mira a realizzare incrementi di efficienza grazie a soluzioni di e-government, energia intelligente e soluzioni di trasporto, fornendo un sostegno su misura sul campo e andando incontro alle esigenze e alle opportunità locali. Alla fine del 2018, sono stati selezionati circa 7 800 progetti sul campo per sostenere la realizzazione di un mercato unico digitale connesso, pari al 63 % del totale previsto. Sebbene nel 2018 siano stati registrati notevoli progressi in diversi Stati membri, alcune difficoltà hanno rallentato l'attuazione dei progetti nel campo della banda larga nelle prime fasi di esecuzione in alcuni paesi (tra le altre, le difficoltà di mappatura delle zone d'intervento e di selezione dei beneficiari e le questioni relative agli aiuti di Stato). In risposta a tali difficoltà, continuano a essere attuate azioni mirate volte a migliorare la capacità amministrativa delle autorità di programma in questo settore.
È stato garantito un seguito adeguato al piano d'azione per la banda larga nelle zone rurali (
), con visite ai paesi interessati (Bulgaria, Croazia, Cechia, Romania, Slovacchia), per il quale sono state esaminate anche le richieste di riprogrammazione e sono state discusse le strozzature nell'attuazione. Tra le altre iniziative, il lavoro della rete dei centri di competenza per la banda larga negli Stati membri, sostenuto da un ente con sede a Bruxelles, ha iniziato a dare risultati positivi. Tramite i punti di contatto unici degli Stati membri, tale rete fornisce informazioni e/o consulenza a qualsiasi autorità pubblica che intenda realizzare la banda larga ad alta velocità, nonché a qualsiasi potenziale promotore di progetti nel campo della banda larga che desideri informarsi sui finanziamenti UE/nazionali/regionali disponibili per la banda larga. Si prevede che tutte queste azioni aiuteranno a migliorare le prestazioni digitali delle regioni e degli Stati membri, contribuendo quindi positivamente al raggiungimento dell'obiettivo fissato per l'indicatore di impatto che misura la competitività digitale degli Stati membri.
Rafforzamento della governance strategica digitale negli Stati membri: il caso dell'Italia
Esiste un "divario digitale", o distribuzione ineguale, nell'accesso e nell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione tra le regioni dell'Italia (soprattutto dell'Italia meridionale) e il resto dell'Europa. L'Italia ha adottato una strategia per la crescita digitale, intesa a: garantire una copertura internet a banda larga (di almeno 30 Mbps) a tutta la popolazione italiana; fornire agli uffici, agli edifici pubblici e all'85 % delle abitazioni private una velocità di connessione molto elevata (di almeno 100 Mbps) e portare la banda larga ad alta velocità nelle zone industriali. Sono stati destinati investimenti per 2,6 miliardi di EUR a favore di progetti che sostengono la crescita digitale nel periodo 2014-2020.
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Realizzare un'unione dell'energia garantirà sicurezza, accessibilità economica e sostenibilità dell'approvvigionamento energetico in Europa, rendendo al contempo l'UE meno dipendente dal mercato internazionale e dalle risorse esterne di materie prime energetiche. La politica di coesione è la più grande fonte di investimenti dell'UE per rendere l'unione dell'energia possibile sul campo e sostenere le regioni e le città dell'UE nel loro percorso per raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici di UE 2020 e 2030 e realizzare una transizione socialmente equa.
Ungheria: sostegno alla realizzazione della più grande centrale elettrica del paese
La prima centrale a energia solare nell'ambito del progetto fotovoltaico 2018-2019 del gruppo MVM è stata costruita nelle vicinanze di Felsőzsolca e Onga su un'area di quasi 45 ettari, grazie a un investimento complessivo di circa 28 milioni di EUR fornito dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal bilancio nazionale. Ha iniziato la produzione di elettricità come impianto dotato di una potenza installata di 20 megawatt, la più ampia in Ungheria. La centrale elettrica solare di Felsőzsolca è stato il primo dei 110 impianti solari pianificati ad avviare la produzione di elettricità.
Paesi Bassi: potenziamento dell'energia solare fotovoltaica per i locatari.
Il progetto facilita l'installazione su larga scala di impianti fotovoltaici presso alloggi in locazione. Il consorzio di operatori di mercato mira a rimuovere le strozzature esistenti e a garantire al tempo stesso la possibilità di soddisfare l'enorme domanda di pannelli solari tra i locatari. La cooperazione integrata tra operatori di mercato esperti e specializzati, affiancati da specialisti esterni, facilita la diffusione su larga scala dell'energia solare fotovoltaica tra i locatari. L'installazione degli impianti fotovoltaici, inizialmente in 8 500 alloggi, ma destinata a raggiungere 30 000 abitazioni nei prossimi anni, creerà numerose opportunità di occupazione. Inoltre, essa sarà un fattore di crescita anche per le aziende incaricate del montaggio e dell'installazione di pannelli fotovoltaici e convertitori e dei lavori di alloggiamento dei cavi.
La politica di coesione è anche la fonte di finanziamento principale dell'UE per la gestione del rischio di catastrofi. Sono stati selezionati oltre 25 000 progetti nel settore dell'economia a basse emissioni di carbonio che saranno o sono già attuati sul campo. Per gli investimenti destinati agli obiettivi connessi ai cambiamenti climatici, sono stati selezionati quasi 2 500 progetti.
Le misure sostenute dal Fondo europeo di sviluppo regionale rispondono alle esigenze generate dallo straordinario flusso di migranti in Europa, concentrandosi sul sostegno all'accoglienza e all'effettiva integrazione degli immigrati legali e dei richiedenti asilo nel campo dell'occupazione, dell'inclusione sociale e dell'istruzione. Un contributo significativo verso tali obiettivi deriva dal sostegno alle piccole e medie imprese, attraverso il quale i servizi di sostegno alle imprese raggiungono tutti i potenziali imprenditori, compresi quelli appartenenti a gruppi più vulnerabili come i migranti, con l'obiettivo di rendere l'UE più forte e più coesa nel suo insieme. Il tasso di selezione dei progetti nel settore dell'inclusione sociale supera il 60 % alla fine del 2018, con quasi 8 000 progetti già selezionati e in fase di attuazione.
Valutazione e analisi
L'analisi dei programmi precedenti (
) ha rivelato che le regioni e i paesi dell'UE beneficiano dei fondi di coesione sia grazie agli effetti diretti (attraverso gli investimenti) che a quelli indiretti (attraverso l'incremento degli scambi commerciali).
Dall'analisi è emerso che il sostegno alle piccole e medie imprese ha un elevato impatto potenziale, a condizione che si concentri maggiormente sull'aiuto allo sviluppo di piccole e medie imprese dinamiche, sulle strategie di specializzazione intelligente e sull'incoraggiamento delle regioni ad avanzare nella catena economica, invece di tentare di mantenere la "vecchia" economia del passato. Inoltre, l'elevato valore aggiunto dei contributi è evidenziato in settori come l'economia a basse emissioni di carbonio, lo sviluppo urbano sostenibile e la cooperazione regionale. Tali osservazioni sono state prese in considerazione nella proposta della Commissione (
) per il prossimo quadro finanziario pluriennale, che mantiene la concentrazione tematica e ha come principali priorità il sostegno all'innovazione, all'economia digitale e alle piccole imprese, nonché all'economia circolare e a basse emissioni di carbonio.
L'analisi ha inoltre concluso che la strategia più efficace per attirare le grandi imprese non è proporre incentivi finanziari, bensì migliorare le condizioni locali quali il contesto imprenditoriale locale. Gli investimenti nelle infrastrutture aeroportuali hanno spesso ottenuto risultati insoddisfacenti, tranne nelle regioni ultraperiferiche, dove appaiono giustificati. La proposta relativa al prossimo quadro finanziario pluriennale include un elenco di attività escluse, come l'aiuto diretto alle grandi imprese, alle infrastrutture aeroportuali e ad alcune operazioni di gestione dei rifiuti, ad esempio le discariche.
È emerso inoltre che gli strumenti finanziari possono costituire un mezzo più efficace per finanziare gli investimenti in alcuni settori strategici, tuttavia vi sono stati ritardi nell'attuazione e ostacoli alla loro diffusione. Tali questioni sono state affrontate nella proposta della Commissione di un regolamento recante le disposizioni comuni (
) per il periodo post-2020, in quanto prevede flessibilità e capacità di risposta alle esigenze future, ad esempio consentendo piccoli trasferimenti di risorse senza modifiche al programma operativo. Inoltre, le dotazioni destinate al programma operativo sono stabilite per i primi 5 anni e vengono poi assegnate per gli ultimi 2 anni sulla base di un riesame. L'attuazione degli strumenti finanziari è semplificata mediante l'allineamento di molte delle disposizioni pertinenti a quelle relative alle sovvenzioni.
L'analisi ha rilevato la complessità dei sistemi di gestione, controllo e audit. Ciò ha comportato incertezza amministrativa e ritardi nell'esecuzione. Un recente studio (
) richiesto dalla Commissione ha individuato notevoli costi amministrativi, stimati al 2,2 % dei costi totali ammissibili per il Fondo europeo di sviluppo regionale e all'1,8 % per il Fondo di coesione (la cifra complessiva è del 4 % per i fondi strutturali e di investimento europei in generale). La Commissione ha tratto insegnamenti da tale studio e la proposta per i futuri programmi comprende numerose misure volte a semplificare e ridurre gli oneri amministrativi. Il maggiore ricorso a opzioni semplificate per quanto riguarda i costi e i pagamenti basati sul rispetto delle condizioni potrebbe ridurre notevolmente i costi amministrativi totali. Sono state eliminate determinate regole per i grandi progetti e gli investimenti che generano entrate. Inoltre, un approccio più proporzionato al controllo e agli audit comporterà una riduzione importante del numero di verifiche e degli oneri di audit per i programmi operativi a basso rischio.
La Corte dei conti europea ha rilevato (
) che la Commissione ha attuato diverse misure volte a incentrare maggiormente l'attenzione sui risultati nel periodo 2014-2020; ha accolto con favore i miglioramenti, ma ha anche evidenziato i punti deboli nella qualità del monitoraggio delle informazioni relative alla spesa per la politica di coesione. La Corte ha osservato che le informazioni sul monitoraggio rimangono per lo più incentrate sulle realizzazioni e ha raccomandato alla Commissione di stabilire indicatori di risultato comuni per il Fondo europeo di sviluppo regionale. In risposta, la proposta della Commissione (
) relativa ai fondi per il periodo 2021-2027 riprende e affina anche la serie comune di indicatori di output, aggiungendo per la prima volta una serie comune di indicatori di risultato per i quadri di riferimento dell'efficacia dell'attuazione che devono essere stabiliti dagli Stati membri per il monitoraggio, la comunicazione e la valutazione delle prestazioni del programma. La proposta consentirebbe di inserire i risultati regolarmente aggiornati sulla piattaforma Open Data (
) e di effettuare un confronto tra i programmi e gli Stati membri, che contribuirà alla valutazione e alle analisi delle prestazioni.
Il legame dei programmi con il semestre europeo è rafforzato per il periodo 2021-2027. Nell'ambito del ciclo del semestre europeo 2019, la Commissione ha fornito un'analisi specifica per ogni paese relativa alle esigenze di investimento e alle strozzature che frenano gli investimenti, tenendo conto delle disparità regionali e territoriali in tal senso. Sulla base di tali elementi analitici e tenendo conto degli obiettivi della politica di coesione, sono stati sviluppati e sintetizzati orientamenti sugli investimenti specifici per paese in un allegato alle relazioni per paese (allegato D). Tale allegato getta le basi per il dialogo tra gli Stati membri e i servizi della Commissione in vista della programmazione dei fondi della politica di coesione per il periodo 2021-2027.
Fondo sociale europeo
Obiettivi del programma
Rendere l'Europa coesa, resiliente e competitiva in futuro significa investire nei suoi cittadini oggi: nella loro istruzione e formazione, nelle loro competenze, nella loro occupabilità, nelle loro potenzialità di creare imprese e di innovare, nella loro salute e più in generale nel miglioramento delle loro condizioni di vita. L'investimento nelle persone e la creazione di un'UE più equa e sociale sono state fin da subito due delle principali priorità dell'attuale Commissione.
Il Fondo sociale europeo è il principale strumento a disposizione dell'UE per sostenere l'occupazione, aiutare le persone a trovare un impiego migliore, assicurare opportunità di impiego più eque per tutti e favorire lo sviluppo delle competenze e la riqualificazione professionale. Esso ha un legame diretto con le priorità e gli obiettivi principali della strategia Europa 2020 in termini di occupazione, istruzione e povertà ed è uno strumento fondamentale per attuare i principi e i diritti sanciti nel pilastro europeo dei diritti sociali. Gli obiettivi tematici sono i seguenti.
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Promozione dell'occupazione sostenibile e di qualità e sostegno alla mobilità dei lavoratori
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Promozione dell'inclusione sociale e lotta contro la povertà e contro ogni discriminazione
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Investimento nell'istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per sviluppare capacità e favorire l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita
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Rafforzamento della capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e dell'efficienza della pubblica amministrazione
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Lotta alla disoccupazione giovanile per le persone di età inferiore ai 25 anni che non sono impegnate in attività lavorative, né educative o formative
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Attuazione e risultati più recenti (
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A fine 2017, il Fondo sociale europeo e l'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile avevano sostenuto 15,3 milioni di persone, di cui 7,9 milioni erano disoccupate e 4,9 milioni erano inattive. All'epoca, gli Stati membri avevano dichiarato che già 2,4 milioni di giovani avevano beneficiato dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile. Di tutti i partecipanti, 1,4 milioni svolgevano un lavoro, 1,9 milioni avevano acquisito una qualifica e 870 000 partecipanti frequentavano corsi di istruzione o di formazione grazie al sostegno del Fondo sociale europeo e dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile.
Gli investimenti provenienti dal Fondo sociale europeo e dall'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile sono la fonte principale del sostegno a livello dell'UE alle riforme strutturali negli Stati membri, in particolare in settori connessi alla riforma dei servizi pubblici dell'occupazione, alle misure di attivazione, allo sviluppo di percorsi integrati individualizzati per l'occupazione, alla creazione e all'attuazione di sistemi di istruzione e formazione professionale in alternanza, alle azioni di apprendistato o agli investimenti in servizi di custodia (dei bambini) volti a incrementare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.
Utilizzare appieno il Fondo sociale europeo (
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Con un bilancio di 86,4 miliardi di EUR per il periodo 2014-2020, il Fondo sociale europeo è uno degli strumenti fondamentali dell'UE per sostenere l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese. I programmi operativi contribuiscono direttamente alla promozione dell'occupazione sostenibile e di alta qualità, dell'inclusione sociale, degli investimenti nell'istruzione e nella formazione e dello sviluppo delle capacità istituzionali. L'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile è uno strumento specifico con un bilancio di 8,8 miliardi di EUR, metà dei quali proveniente dal Fondo sociale europeo. L'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile si rivolge specificamente ai giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano, nelle regioni dell'UE con i tassi più elevati di disoccupazione giovanile nel 2012, fornendo loro opportunità di lavoro e formazione.
Fra il 2014 e il 2017, oltre 15 milioni di partecipanti hanno beneficiato del Fondo sociale europeo e dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, compresi quasi 3 milioni di disoccupati di lungo periodo (17 %). I giovani di età inferiore ai 25 anni (42 % del totale dei partecipanti) e le persone con un basso livello di qualifiche che hanno completato l'istruzione primaria o secondaria di primo grado (44 % del totale dei partecipanti) sono i principali gruppi destinatari di questi interventi. Nel 2017 vi è stata una netta accelerazione dell'attuazione, che dovrebbe proseguire di buon passo negli anni futuri.
Più di 2,4 milioni di persone hanno ricevuto sostegno dall'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile fra il 2014 e il 2017:
·780 000 giovani erano impegnati in un percorso di istruzione/formazione, nell'acquisizione di una qualifica o in un'occupazione, anche autonoma, al momento della conclusione della loro partecipazione all'intervento;
·550 000 giovani hanno ricevuto un'offerta di lavoro, istruzione continua, apprendistato o tirocinio.
Il fatto che il numero di partecipanti del Fondo sociale europeo e dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile sia raddoppiato dalla fine del 2016 indica una netta accelerazione nell'attuazione dei progetti sul campo.
Gli Stati membri stanno intensificando le loro attività di sensibilizzazione, rendendo i servizi più accessibili ai giovani e garantendo una migliore identificazione delle persone in stato di bisogno.
In Finlandia i centri unici di orientamento per la gioventù (Ohjaamo, originariamente operanti nell'ambito del Fondo sociale europeo) sono divenuti permanenti e riceveranno un forte sostegno finanziario allo scopo di raggiungere un totale di 10 000 giovani. In Germania sono in corso di realizzazione agenzie per l'occupazione giovanile. Cipro ha avviato un progetto di sensibilizzazione sostenuto dal ministero dell'Istruzione, in collaborazione con il ministero del Lavoro e con il Consiglio per la gioventù di Cipro, volto a coinvolgere 4 000 persone inattive che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano e a fornire loro sostegno all'attivazione attraverso consulenza e formazione specifica. In Croazia è operativo da novembre 2017 un sistema di mappatura dei partecipanti ammissibili, finalizzato a identificare i non iscritti e le loro caratteristiche per orientare meglio le misure rivolte a questo gruppo.
Il Fondo sociale europeo sostiene lo sviluppo delle capacità e le riforme strutturali in diversi Stati membri (
). Ad esempio,
in Lettonia il Fondo sociale europeo sostiene il rafforzamento del dialogo sociale. L'obiettivo è quello di sviluppare un quadro giuridico atto a facilitare il dialogo sociale in diversi settori.
In Spagna il fondo ha sostenuto la strategia per l'integrazione nel mercato del lavoro. Analogamente, Il Fondo sociale europeo sta attualmente investendo risorse nel sostegno al "contratto di apprendistato", sia per i programmi di formazione sia per ridurre i contributi sociali delle aziende. Il contratto di apprendistato è anche una delle offerte nell'ambito della garanzia per i giovani spagnola (Garantía Juvenil) e si rivolge in particolare ai giovani senza alcuna qualifica precedente o con una qualifica di livello molto basso.
In Cechia, il Fondo sociale europeo e il Fondo europeo di sviluppo regionale hanno fornito un notevole impulso agli stanziamenti per le strutture di custodia dei bambini (circa 220 milioni di EUR per tutti i programmi del Fondo sociale europeo per la Cechia e del Fondo europeo di sviluppo regionale, ossia un importo pressoché triplicato). La domanda di servizi sul campo è stata confermata da un notevole interesse dei richiedenti. Sono state introdotte modifiche legislative per ampliare i requisiti per l'apertura di un istituto di istruzione prescolare e consentire ai datori di lavoro di creare asili di infanzia. Finora sono stati creati più di 9 000 posti in asili di infanzia.
In Portogallo, il Fondo sociale europeo sostiene lo sviluppo delle capacità istituzionali delle parti sociali in considerazione del loro importante ruolo nella modernizzazione delle politiche attive del mercato del lavoro e nelle attività di istruzione e formazione professionale.
Valutazione e analisi (
)
A metà 2018, gli Stati membri avevano completato 164 valutazioni del Fondo sociale europeo e dei plurifondi relative al periodo 2014-2020. Tali valutazioni esaminano sia il processo sia l'attuazione del fondo. La Commissione ha avviato quattro valutazioni tematiche nel 2018 (sul sostegno all'occupazione giovanile, sul sostegno all'occupazione e alla mobilità, sul sostegno all'istruzione e alla formazione e sul sostegno all'inclusione sociale).
Nel 2018 la Commissione ha predisposto la valutazione d'impatto e la proposta per il Fondo sociale europeo Plus 2021-2027 (FSE+) Tra i settori principali per cui è emersa la necessità di miglioramenti figurano (
):
·un migliore allineamento delle politiche alle priorità politiche e alla gestione economica a livello dell'UE nell'ambito del semestre europeo;
·pur se rafforzato, l'orientamento ai risultati per il periodo 2014-2020 non si è dimostrato finora un incentivo sufficiente per gli Stati membri;
·a dispetto dei progressi compiuti, la gestione e la realizzazione del fondo sono ancora troppo complesse e il passaggio da una logica basata su input a una logica basata sui risultati, nonostante i miglioramenti registrati nel periodo 2014-2020, non si è ancora del tutto concretizzato;
·iniziativa a favore dell'occupazione giovanile: le procedure di gestione finanziaria (il finanziamento proviene da due fonti: le dotazioni dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e del Fondo sociale europeo) e i requisiti di rendicontazione supplementari (gli indicatori comuni del Fondo sociale europeo e gli indicatori di risultato dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile) sono percepiti dai beneficiari e dalle autorità responsabili dell'attuazione come elementi responsabili dell'aumento dell'onere amministrativo. L'obiettivo principale per un ulteriore miglioramento dovrebbe essere quello di coinvolgere maggiormente i giovani più lontani dall'istruzione, dalla formazione e dall'occupazione, nonché di migliorare la qualità complessiva delle offerte di lavoro e di formazione finanziate dall'iniziativa nell'ambito dei programmi di garanzia per i giovani.
Il 30 maggio 2018, la Commissione ha adottato una proposta che istituisce il Fondo sociale europeo Plus (
). Nel quadro più ampio dei fondi strutturali e d'investimento europei, tale fondo permetterà di concentrare maggiormente il sostegno sulle sfide individuate nell'ambito del semestre europeo. In tale contesto, il Fondo sociale europeo Plus unificherà:
·il Fondo sociale europeo e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile
·il Fondo di aiuti europei agli indigenti
·il Programma dell'UE per l'occupazione e l'innovazione sociale
·il programma dell'UE per la salute.
Fondo di aiuti europei agli indigenti
Obiettivi del programma
Il Fondo di aiuti europei agli indigenti sostiene le azioni degli Stati membri dell'UE per fornire assistenza agli indigenti. L'assistenza comprende generi alimentari, abiti e altri beni essenziali per uso personale.
Il fondo mira ad attenuare le forme più gravi di povertà nell'UE, quali la deprivazione alimentare, la mancanza di una fissa dimora e la povertà infantile, ed è attuato in regime di gestione concorrente, con regole semplificate e prescrizioni amministrative ridotte rispetto al Fondo sociale europeo. La dotazione per il Fondo di aiuti europei agli indigenti per il periodo 2014-2020 ammonta a quasi 3,8 miliardi di euro.
Attuazione e risultati più recenti (
)
·Nel 2017, il Fondo di aiuti europei agli indigenti ha fornito sostegno a 12,9 milioni di persone.
·Si stima che circa la metà dei destinatari finali sia costituita da donne, il 30 % da minori al di sotto dei 15 anni di età e circa il 10 % da migranti, partecipanti di origine straniera o persone appartenenti a una minoranza (ivi incluse comunità emarginate quali i Rom).
·Il sostegno all'inclusione sociale ha raggiunto più di 36 000 persone.
·Nel periodo 2014-2017 risultavano essere state distribuite complessivamente oltre1,3 milioni di tonnellate di cibo, di cui circa 370 000 tonnellate solo nel 2017 (ossia circa il 30 %).
Il valore monetario del sostegno materiale distribuito fino al 2017 ha raggiunto 19,5 milioni di EUR. Rispetto al 2016, il valore monetario dell'assistenza materiale di base è aumentato del 25 %.
Valutazione e analisi
I risultati della valutazione intermedia del 2018 (
) mostrano che il Fondo di aiuti europei agli indigenti produce un notevole effetto di volume in quasi tutti gli Stati membri. Il sostegno fornito in termini di prodotti alimentari, aiuti materiali e misure di integrazione sociale fa la differenza per le persone indigenti, comprese quelle che potrebbero altrimenti essere escluse dall'assistenza sociale ordinaria o che necessitano di un sostegno immediato.
Le attività di rete e la condivisione di conoscenze tra le istituzioni, le organizzazione partner e i servizi sociali, nonché tra le diverse organizzazioni partner hanno svolto un ruolo importante nella diffusione delle buone pratiche. Ciò vale in particolare per l'assistenza non finanziaria alle persone indigenti.
La valutazione intermedia ha individuato una serie di debolezze nell'attuazione del Fondo di aiuti europei agli indigenti. Interpretazioni erronee del quadro normativo dell'UE o dei requisiti nazionali hanno talvolta causato a) ritardi nella fase di avviamento del programma; b) ostacoli amministrativi legati soprattutto alle politiche nazionali in materia di appalti e a ulteriori requisiti; c) procedure di documentazione e istruzioni lunghe; d) procedure eccessive per la certificazione dei destinatari finali.
Analogamente, la definizione di un elenco ristretto di criteri di ammissibilità per i destinatari finali ha lo svantaggio di escludere coloro che non hanno accesso al sistema sociale e non consente una pronta risposta alle emergenze.
La Corte dei conti ha rilevato (
) che il Fondo di aiuti europei agli indigenti contribuisce agli approcci degli Stati membri per alleviare la povertà e che contiene misure innovative di inclusione sociale, ma potrebbe essere meglio indirizzato a coloro che ne hanno più bisogno e potrebbe essere maggiormente incentrato sull'inclusione sociale piuttosto che sull'assistenza alimentare e materiale di base.
Il 30 maggio 2018, la Commissione ha proposto il Fondo sociale europeo Plus, nel quale saranno accorpati il Fondo di aiuti europei agli indigenti e il Fondo sociale europeo. Ciò consentirà di abbinare più facilmente la fornitura di prodotti alimentari/assistenza materiale al sostegno dell'inclusione sociale e alle misure attive. Aiuterà a creare sinergie, rafforzando così ulteriormente la dimensione dell'inclusione sociale del sostegno e fornendo un percorso integrato per uscire dalla povertà. Contribuirà inoltre a colmare le attuali lacune individuate nelle valutazioni, poiché l'assenza di un approccio strategico comune impedisce talvolta una transizione diretta dei partecipanti vulnerabili da progetti finanziati dal Fondo di aiuti europei agli indigenti a progetti del Fondo sociale europeo.
Crescita sostenibile: risorse naturali (rubrica di bilancio 2)
Tramite la politica agricola comune (nello specifico il Fondo europeo agricolo di garanzia e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) e le politiche per gli affari marittimi e la pesca (in particolare attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca), il bilancio dell'UE ha sostenuto la produzione alimentare sostenibile, la gestione sostenibile delle risorse naturali, l'azione per il clima e lo sviluppo territoriale equilibrato. La produzione alimentare sostenibile contribuisce a promuovere l'occupazione, la crescita e gli investimenti, poiché da essa dipendono numerosi posti di lavoro nel settore agricolo, della trasformazione, della vendita al dettaglio di prodotti alimentari e della ristorazione. La promozione della gestione sostenibile delle risorse naturali e delle azioni per il clima garantisce che la base per l'occupazione nel settore agricolo rimanga sostenibile. Anche favorire uno sviluppo territoriale equilibrato delle zone rurali contribuisce alla crescita, all'occupazione e agli investimenti. Colmare il divario digitale tra le aree urbane e quelle rurali è un importante strumento che consente alle imprese di rimanere competitive nelle zone rurali. La produzione alimentare sostenibile con standard elevati di sicurezza alimentare svolge anch'essa un ruolo attivo in una politica commerciale equilibrata e innovativa per gestire la globalizzazione. L'UE riveste inoltre un ruolo di primo piano nell'affrontare le crescenti sfide legate agli oceani, non solo a livello europeo ma anche su scala internazionale.
Diagramma: programmi principali finanziati nel 2018 nell'ambito della rubrica 2, Crescita sostenibile: risorse naturali. Tutti gli importi sono espressi in milioni di EUR. La categoria "altri programmi" comprende, tra l'altro, agenzie decentrate, altre azioni e misure, progetti pilota e azioni preparatorie, azioni finanziate a titolo delle prerogative della Commissione e competenze specifiche conferite alla Commissione
Fonte: Commissione europea.
Per il 2018 sono stati stanziati 58,8 miliardi di EUR a favore della rubrica 2, pari al 37 % del bilancio totale dell'UE per il 2018. La rubrica 2 riguarda i due pilastri della politica agricola comune: il pilastro I prevede le misure di sostegno del mercato e i pagamenti diretti finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia, mentre il pilastro II comprende il sostegno allo sviluppo rurale finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. La rubrica comprende altresì il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e la dimensione internazionale della politica comune della pesca, nonché le attività realizzate nel settore climatico e ambientale attraverso LIFE, il programma per l'ambiente e l'azione per il clima (
Fondo europeo agricolo di garanzia
Obiettivi del programma
Il Fondo europeo agricolo di garanzia favorisce la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, contribuendo a raggiungere gli obiettivi della politica agricola comune di produzione alimentare sostenibile, gestione sostenibile delle risorse naturali (con l'azione per il clima) e sviluppo territoriale equilibrato. I pagamenti diretti forniscono una tutela di base al reddito agricolo dalle crisi alle quali è esposta l'agricoltura (in particolare legate ai prezzi e alle condizioni atmosferiche). Gli obiettivi specifici principali del fondo sono i seguenti:
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Migliorare la competitività del settore agricolo e rafforzarne il valore nella filiera alimentare
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Promuovere la stabilità del mercato
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Sostenere la stabilità del reddito degli agricoltori fornendo un sostegno diretto al reddito
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Promuovere un'agricoltura più orientata al mercato, garantendo un livello significativo di sostegno dei redditi su base fissa
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Contribuire al miglioramento delle prestazioni ambientali della politica agricola comune
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Promuovere la produzione agricola locale e garantire un equo livello dei prezzi dei prodotti per il consumo diretto e della trasformazione da parte delle industrie locali nelle regioni ultraperiferiche
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Attuazione e risultati più recenti
Pagamenti diretti
Circa 6,5 milioni di aziende agricole, che occupano il 90 % della superficie agricola, hanno beneficiato di pagamenti diretti. Nel 2017 (
), tale sostegno ha rappresentato il 38 % del loro reddito agricolo (
). Dall'ultima riforma della politica agricola comune nel 2015, i pagamenti diretti sono stati indirizzati con maggiore efficacia grazie a diversi "strati" di pagamento che rispondono alle esigenze specifiche dei giovani agricoltori, dei piccoli agricoltori, di settori specifici o regioni in difficoltà, nonché dell'ambiente e del clima. Tali modifiche alla struttura del sistema dei pagamenti diretti, unitamente alla ridistribuzione e alle possibilità di imporre un massimale, hanno iniziato a contribuire a una distribuzione dei pagamenti più equa. L'effetto di stabilizzazione dei pagamenti diretti è integrato da strumenti di mercato, che adesso operano a livello di "rete di sicurezza" invece di orientare il mercato dell'UE, come spesso accadeva in passato.
Poiché i pagamenti diretti sono concessi per ettaro di superficie ammissibile, esiste una forte correlazione tra la distribuzione dei pagamenti diretti e la distribuzione della superficie tra gli agricoltori. Di conseguenza, le aziende agricole più grandi ricevono la quota maggiore del sostegno (
) e il numero di piccoli beneficiari è molto elevato, il che riflette la forte frammentazione del settore agricolo nell'UE e il contributo relativo di questi gruppi di aziende agricole all'economia del settore. Per l'esercizio 2017, quasi il 50 % dei beneficiari dei pagamenti diretti possedeva meno di 5 ettari e occupava meno del 5 % della superficie totale sovvenzionata.
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Numero di aziende
(in milioni)
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Terreno agricolo gestito
(milioni di ettari)
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Sostegno diretto
(miliardi di EUR)
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Piccole aziende
< 5 ettari
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3,19
(49 %)
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7,4
(5 %)
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2,3
(6 %)
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Aziende (familiari)
professionali
5-250 ettari
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3,25
(50 %)
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107,0
(67 %)
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29,3
(71 %)
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Grandi aziende
> 250 ettari
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0,08
(1 %)
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44,3
(28 %)
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9,2
(23 %)
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Diagramma: distribuzione del sostegno diretto dell'UE agli agricoltori.
Fonte: CATS control data (anno di domanda 2016).
La riforma della politica agricola comune del 2013 ha consentito la ridistribuzione dei pagamenti diretti tra i beneficiari, in particolare a favore delle piccole e medie imprese agricole. Gli Stati membri devono ridurre almeno del 5 % le entrate superiori a 150 000 EUR che ogni beneficiario riceve dal regime di pagamento di base o dal regime di pagamento unico per superficie. Essi possono anche imporre un massimale ai pagamenti diretti (dal 2015, nove Stati membri hanno deciso di imporre un massimale). In alternativa, gli Stati membri hanno la possibilità di ridistribuire fino al 30 % della loro dotazione nazionale di pagamenti diretti per i primi ettari di ogni azienda ("pagamento ridistributivo"). Nel 2017 nove Stati membri hanno attuato questo regime, utilizzando tra lo 0,5 % e il 15 % della loro spesa totale per i pagamenti diretti.
Inoltre, gli Stati membri devono ridurre le differenze tra livelli di pagamento per ettaro ai beneficiari nei rispettivi territori ("convergenza interna"). Esiste anche una disposizione per adeguare gradualmente la dotazione finanziaria per Stato membro al fine di avvicinare i livelli medi dei pagamenti tra paesi ("convergenza esterna"). Infine, una clausola relativa agli agricoltori in attività permette di escludere dal sostegno coloro che hanno solo un'attività agricola marginale.
A partire dall'anno di domanda 2018, la normativa dell'UE denominata "regolamento Omnibus" (
) contribuisce a migliorare il funzionamento dei regimi di pagamento diretto in questione e a semplificarne l'attuazione.
Per quanto riguarda il livello di inverdimento nei pagamenti diretti, le modifiche introdotte tramite il regolamento Omnibus concedono agli Stati membri la facoltà di non classificare i prati come "permanenti" se arati entro un periodo di 5 anni, al fine di tenere conto dell'eterogeneità dei sistemi agricoli dell'UE. Nel 2018 otto Stati membri hanno deciso di avvalersi di tale facoltà. È stata ottenuta una certa flessibilità supplementare per gli agricoltori grazie a esenzioni semplificate delle norme sulla diversificazione delle colture o sulle aree di interesse ecologico per le aziende con quote sostanziali di prati, terreni lasciati a riposo, leguminose o colture sommerse. A loro volta, nuovi tipi di aree di interesse ecologico hanno ampliato la scelta che gli Stati membri possono offrire agli agricoltori per soddisfare tale requisito. Nel 2018 diversi Stati membri hanno utilizzato tali aree e hanno inserito nuovi tipi di aree di interesse ecologico nei loro elenchi. Nel 2018, l'80 % della superficie agricola totale dell'UE era soggetta ad almeno un obbligo di inverdimento. Nell'ambito delle norme modificate, nel 2018 è stato attuato per la prima volta un divieto di uso di prodotti fitosanitari nelle aree di interesse ecologico.
Nel 2018, come nel 2017, in risposta alle conseguenze delle condizioni meteorologiche eccezionali in diversi Stati membri (siccità, forti precipitazioni, nevicate, gelate), la Commissione ha concesso deroghe ad alcune norme di inverdimento (area di interesse ecologico, diversificazione delle colture) per migliorare la situazione degli agricoltori colpiti in tali Stati. Per alleviare gli effetti della siccità sulla disponibilità di foraggio per il bestiame, 11 Stati membri (su 13 autorizzati) hanno applicato deroghe ad alcuni requisiti relativi ai terreni lasciati a riposo e alle colture intercalari. In base alle informazioni ricevute sull'anno di domanda 2018, tali aree di interesse ecologico soggette a deroghe sembrano aver in qualche misura integrato le superfici totali disponibili per la produzione di foraggio.
A partire dal 2018 (
), una nuova normativa dell'UE (
), insieme agli orientamenti tecnici forniti dalla Commissione, ha consentito agli Stati membri di sfruttare i dati di satelliti gratuiti (programma Copernicus) per monitorare le aree per le quali è stato richiesto l'aiuto. A partire dal 2019, diversi Stati membri hanno deciso di introdurre "controlli effettuati tramite monitoraggio" per alcuni dei regimi di aiuto e/o aree. Si prevede che l'approccio di monitoraggio offrirà un grande potenziale per la semplificazione delle mansioni amministrative e di controllo, ma anche per monitorare le prestazioni della politica agricola comune in senso più ampio. Tale approccio viene ulteriormente perseguito nelle proposte per la politica agricola comune post-2020.
Spese connesse al mercato (
)
Dopo diversi anni in cui le misure di sostegno del mercato nel settore ortofrutticolo e zootecnico hanno contribuito a riequilibrare i settori interessati, nel 2018 è stata raggiunta una sostanziale stabilizzazione del mercato, in base alla quale le misure straordinarie di ritiro nel settore ortofrutticolo e zootecnico sono state sospese a partire dalla metà dell'anno.
A fine 2018, il 99 % delle 380 000 tonnellate di latte scremato in polvere delle scorte pubbliche destinate all'intervento costituite dal 2015 al 2017 era stato rivenduto sul mercato (
), il che riflette il miglioramento della situazione del mercato lattiero-caseario. L'agricoltura europea ha dimostrato la sua resilienza a seguito delle recenti crisi, individuando mercati alternativi sia interni che esteri (in particolare in Asia e negli Stati Uniti), come rilevato dalle statistiche commerciali.
Con la generale evoluzione dei prezzi, nel 2018 non è stato necessario introdurre nuove misure di intervento sul mercato.
Nel 2018 sono state altresì adottate misure eccezionali di sostegno per compensare le restrizioni sanitarie e veterinarie imposte agli agricoltori in Francia e in Italia per combattere l'influenza aviaria.
Dopo diversi anni di discussioni a livello dell'UE, la Commissione ha adottato una proposta di direttiva in materia di pratiche commerciali sleali. La direttiva mira a proteggere i fornitori vulnerabili nella filiera alimentare, soprattutto gli agricoltori e le piccole imprese di trasformazione, dalle pratiche commerciali sleali da parte di acquirenti più importanti. Limitando l'abuso di potere di mercato lungo la filiera, essa contribuisce a un migliore funzionamento della filiera alimentare e rafforza la resilienza del settore agroalimentare dell'UE.
Il programma dell'UE di distribuzione di frutta, verdura e latte nelle scuole, che accorpa i precedenti programmi di distribuzione di frutta e verdura nelle scuole in un quadro giuridico unico, è stato applicato per la prima volta durante l'anno scolastico 2017/2018. Nell'ottobre 2018, la Commissione ha organizzato un incontro con i rappresentanti delle istituzioni dell'UE, dei governi nazionali e di altri organismi pubblici e privati [imprese, organizzazioni commerciali, organizzazioni non governative (ONG) per l'ambiente e la salute, società civile] per fare il punto sui risultati ottenuti, imparare dalle buone pratiche e riflettere su possibili ulteriori miglioramenti. Sono emersi esempi concreti della migliorata dimensione sanitaria ed educativa nell'ambito del regime riformato. Circa 20,3 milioni di bambini di quasi 160 000 scuole (
) hanno partecipato al programma dell'UE di distribuzione di frutta, verdura e latte nelle scuole nell'anno scolastico 2017/2018.
Valutazione e analisi
Lo studio condotto a sostegno della valutazione dell'impatto delle misure della politica agricola comune verso l'obiettivo generale di una "produzione alimentare sostenibile" (
) conferma che i pagamenti diretti consentono agli agricoltori di affrontare meglio gli effetti negativi sul reddito causati dai cali dei prezzi agricoli e contribuiscono pertanto alla stabilità del reddito delle aziende agricole. Tuttavia, anche con il sostegno diretto della politica agricola comune, un'ampia percentuale (74 % nel 2015) di aziende non raggiunge un livello di riferimento di reddito per unità di lavoro equivalente alla produttività media del lavoro nazionale. Lo studio ha osservato che la politica agricola comune 2014-2020 ha permesso di aumentare l'efficienza indirizzando meglio il sostegno alle aziende che ne avevano più bisogno (la quota di aziende con un reddito per unità di lavoro che supera la produttività media del lavoro nazionale grazie al sostegno diretto è diminuita dal 29 % nel 2013 al 26 % nel 2015). La decisione di alcuni Stati membri di distribuire le risorse per il sostegno accoppiato facoltativo a un elevato numero di settori ne ha limitato l'efficacia/efficienza rispetto all'obiettivo. Secondo l'analisi delle parti interessate, in tali casi il sostegno accoppiato facoltativo non ha raggiunto il suo obiettivo di sostenere i settori in difficoltà e ha comportato un aiuto al reddito supplementare e generalizzato per le aziende beneficiarie. Le misure a sostegno dei mercati hanno contribuito a limitare la volatilità dei prezzi applicati sul mercato interno della maggior parte dei prodotti agricoli, che è minore rispetto a quella dei prezzi internazionali. L'esistenza di misure a sostegno dei mercati dell'UE sembra avere un ruolo deterrente nell'adozione di attività speculative. La quota di importazioni nel consumo interno è progressivamente aumentata. Sul mercato internazionale, il valore delle esportazioni dell'UE è aumentato durante il periodo di analisi. Tuttavia, gli scambi commerciali mondiali sono aumentati a un tasso più elevato. Ciononostante, l'evoluzione della posizione competitiva dell'UE è simile a quella del suo principale concorrente (Stati Uniti) e, nel 2016, essa ha mantenuto la seconda posizione dopo gli Stati Uniti nelle esportazioni mondiali dei prodotti trattati nella valutazione.
Nel 2018 la Corte dei conti ha valutato un nuovo regime di pagamento di base per gli agricoltori, introdotto dalla riforma della politica agricola comune del 2013. La Corte ha rilevato che detto regime è sulla buona strada dal punto di vista operativo, ma sta avendo un impatto modesto su semplificazione, indirizzamento e convergenza dei livelli di aiuto (
).
Lo studio condotto a sostegno della valutazione delle misure della politica agricola comune nel settore vitivinicolo (
) ha rilevato che, a livello dei viticoltori, il sostegno fornito dai programmi nazionali di sostegno alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti ha comportato una notevole meccanizzazione, nonché un aumento globale dell'efficacia della gestione sotto il profilo dei costi. A livello dei produttori, i programmi – in particolare la misura a favore degli investimenti – hanno contribuito al miglioramento della competitività dei produttori di vino dell'UE e hanno promosso l'integrazione verticale a valle. Le norme di etichettatura dell'UE hanno favorito la parità di condizioni e un'equa concorrenza per i concorrenti dell'UE, nonché informazioni chiare per i consumatori. Lo studio ha sottolineato che i programmi nazionali di sostegno sono generalmente coerenti con gli obiettivi ambientali dell'UE, tuttavia avrebbero potuto svolgere un ruolo più rilevante nell'adattamento dei vigneti dell'UE ai cambiamenti climatici e avrebbero potuto promuovere la sostenibilità in maniera più diretta. Ha raccomandato di richiedere agli Stati membri di giustificare meglio le scelte strategiche per quanto riguarda le misure attuate e di monitorare meglio gli effetti ottenuti dalle diverse misure.
Lo studio di sostegno (
) alla valutazione del livello di inverdimento nei pagamenti diretti è stato pubblicato alla fine del 2017 e un successivo documento di lavoro dei servizi della Commissione è stato adottato nel novembre 2018 (
). Tale valutazione ha concluso che gli effetti complessivi delle misure di inverdimento, così come applicate attualmente, sulle pratiche di gestione delle aziende agricole e sull'ambiente/clima sembrano essere piuttosto limitati, nonostante vi siano variazioni tra gli Stati membri. Le misure di inverdimento non sembrano aver avuto alcun effetto significativo sulla produzione agricola o sulla sostenibilità economica delle aziende agricole. La valutazione ha mostrato che gli Stati membri, nonché gli agricoltori, possono compiere ancora molti progressi per realizzare pienamente l'inverdimento; inoltre, ci si potrebbe adoperare maggiormente anche a livello dell'UE per semplificare il regime. Gli Stati membri godono di notevole flessibilità nell'attuazione delle misure, eppure, in generale, non sfruttano tale flessibilità per massimizzare i vantaggi ambientali e climatici. Le decisioni sembrano essere state motivate piuttosto da questioni amministrative e considerazioni di carattere agricolo, compresa la volontà di perturbare il meno possibile le pratiche agricole.
Nelle proposte della Commissione per la politica agricola comune post-2020, i requisiti di inverdimento esistenti sono integrati in un quadro più ampio che comprende una nuova serie di condizioni (quali un sistema migliorato di obblighi che incombono ai beneficiari dei pagamenti erogati dalla PAC per le superfici e gli animali) e che risponde, tra l'altro, a tre obiettivi specifici: contribuire alla mitigazione e all'adattamento ai cambiamenti climatici, promuovere lo sviluppo sostenibile e la gestione efficiente delle risorse naturali e contribuire alla protezione della biodiversità.
La futura politica agricola comune – oltre a rafforzare la tutela dell'ambiente e l'azione per il clima – mira altresì a incoraggiare la resilienza del settore agricolo e a migliorare la qualità della vita nelle zone rurali.
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale
Obiettivi del programma
Il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale finanzia il contributo dell'UE ai programmi di sviluppo rurale, i quali favoriscono una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nell'UE sostenendo i settori agroalimentare e forestale nonché altri soggetti che operano nelle zone rurali, quali imprese extra-agricole, organizzazioni non governative ed enti locali.
Il fondo è altresì un valido strumento per mitigare i cambiamenti climatici e sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima, in quanto aiuta gli agricoltori e le imprese rurali a ridurre le emissioni di gas serra e ammoniaca nonché ad adattarsi alle conseguenze dei cambiamenti climatici. Il fondo persegue sei priorità specifiche.
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Promuovere il trasferimento di conoscenze e l'innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali
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Potenziare in tutte le regioni la redditività delle aziende agricole e la competitività dell'agricoltura in tutte le sue forme e promuovere tecnologie innovative per le aziende agricole e la gestione sostenibile delle foreste
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Promuovere l'organizzazione della filiera agroalimentare, comprese la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo
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Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all'agricoltura e alla silvicoltura
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Incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale
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Adoperarsi per l'inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali
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Attuazione e risultati più recenti
Alla fine del 2018 (
) i pagamenti totali a favore dello sviluppo rurale stanziati dal bilancio dell'UE e destinati agli Stati membri ammontavano a 36,5 miliardi di EUR (compresi il prefinanziamento e i pagamenti intermedi), una cifra pari al 36 % degli impegni totali per il periodo 2014-2020. Nel 2018 gli Stati membri hanno presentato la loro terza relazione annuale di attuazione, riguardante il periodo fino al 31 dicembre 2017 (
).
Il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale sostiene soluzioni volte a promuovere l'imprenditorialità e l'occupazione nell'agricoltura e nelle imprese rurali e a migliorarne la sostenibilità economica e la resilienza. Alla fine del 2017 più di 112 000 aziende agricole avevano ricevuto sostegno agli investimenti per incentivare la ristrutturazione e l'ammodernamento e migliorare la produttività (25 % dell'obiettivo) e oltre il 49 % del bilancio stanziato per le start-up e il sostegno agli investimenti a favore delle attività non agricole nelle zone rurali risultava impegnato; 51 400 giovani agricoltori che apportano nuove energie e sono potenzialmente in grado di sfruttare appieno i vantaggi della tecnologia in termini di aumento della produttività e della sostenibilità avevano ricevuto un sostegno per l'avvio dell'attività; 125 200 aziende agricole avevano ricevuto sostegno sotto forma di strumenti di gestione del rischio per ridurre l'incertezza sul futuro che può compromettere la competitività degli agricoltori e 60 327 aziende agricole erano state aiutate a partecipare a regimi di qualità (
).
Nel 2017 (
), nello stato di attuazione delle misure che avrebbero contribuito significativamente agli obiettivi ambientali e climatici dello strumento, figurava quanto segue:
·un totale di 2,9 milioni di ettari di terreni agricoli e forestali era oggetto di contratti di gestione che contribuiscono al sequestro o alla conservazione del carbonio (72,5 % dell'obiettivo di 4 milioni di ettari);
·283 000 ettari di terreni irrigui erano passati a sistemi di irrigazione più efficienti (22 % dell'obiettivo): dato il lungo intervallo di tempo che intercorre tra la definizione dei piani e la realizzazione degli investimenti, l'attuazione è a buon punto;
·il 14,8 % dei terreni agricoli e lo 0,34 % della superficie boschiva erano oggetto di contratti di gestione che contribuiscono alla biodiversità: si tratta di percentuali vicine agli obiettivi, rispettivamente, del 18 % e 2 %.
Il sostegno fornito dal fondo mira a migliorare l'accesso all'infrastruttura e ai servizi delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione per 18 milioni di cittadini rurali per mezzo di 4 400 progetti di investimento. Nel 2017 ai progetti era stato assegnato il 36 % dei fondi destinati al miglioramento dei servizi delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e 1 255 000 abitanti delle zone rurali (il 7 % del rispettivo valore-obiettivo) beneficiavano già di servizi migliorati (
).
Alla fine del 2017 erano stati spesi, nell'ambito del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, oltre 246 milioni di EUR per favorire l'occupazione nell'agricoltura e nelle zone rurali, promuovere l'inclusione sociale nonché sostenere l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e la formazione professionale nei settori dell'agricoltura e della silvicoltura. Più di 1 milione di beneficiari ha ricevuto una formazione professionale nell'agricoltura, pari a quasi il 28 % dell'obiettivo per il periodo. Nelle zone rurali le risorse dell'UE destinate allo sviluppo rurale sostengono strategie di sviluppo locale che promuovono l'inclusione sociale, riducono la povertà e stimolano lo sviluppo economico nell'ambito dell'approccio Leader. A oggi, il 59 % degli abitanti delle zone rurali (pari a circa il 113 % dell'obiettivo) è interessato da oltre 3 400 strategie di sviluppo locale attuate da gruppi di azione locale che hanno beneficiato del 18 % dei fondi pubblici disponibili (
).
Alla fine del 2018, nell'ambito del partenariato europeo per l'innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura, erano attivi quasi 900 gruppi operativi (
) che portavano avanti progetti innovativi basati sulla partecipazione di più soggetti con l'obiettivo di trovare una soluzione a un problema specifico o di creare un'opportunità concreta per i settori agricolo e forestale. Questi progetti presentano importanti potenzialità in termini di creazione di soluzioni innovative volte a rendere l'agricoltura più intelligente, più efficiente e più sostenibile.
Partenariato europeo per l'innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura: esempi di progetti dei gruppi operativi.
BRIDE — Biodiversity regeneration in a dairying environment (Rigenerazione della biodiversità in un contesto lattiero-caseario)
In Irlanda i terreni agricoli a coltura intensiva registrano volumi relativamente ridotti di partecipazione a regimi agroambientali. Il progetto di rigenerazione della biodiversità in un contesto lattiero-caseario è un partenariato innovativo con sede nel bacino idrografico di River Bride, nella parte nordorientale della contea di Cork, in Irlanda. Il progetto mira a definire e attuare un approccio efficace sotto il profilo dei costi e orientato ai risultati al fine di contrastare la perdita di biodiversità nell'allevamento di bestiame da latte e sensibilizzare l'opinione pubblica nazionale sulle opzioni disponibili per preservare e promuovere la fauna selvatica dei terreni agricoli a coltura intensiva senza compromettere indebitamente la produzione agricola. Il partenariato è composto da diversi partner (quali agricoltori, consulenti, ricercatori, piccole e medie imprese, enti pubblici e un'organizzazione non governativa) e il progetto prevede la partecipazione di 65 agricoltori, che non sono partner formali, affinché adottino e sperimentino i regimi proposti nelle loro aziende agricole. Durante il progetto, le aziende agricole che attuano le misure sono monitorate in momenti prestabiliti (per esempio all'inizio, a metà percorso e alla fine) e sono compensate con un pagamento basato sui risultati. All'inizio la misurazione della biodiversità è stata effettuata a livello di azienda agricola e ha riguardato, tra gli altri, uccelli, pipistrelli, impollinatori e popolazioni di fiori selvatici.
Il risultato atteso è un accrescimento delle zone in cui viene gestita la biodiversità nonché un miglioramento della qualità complessiva della stessa. Questo progetto mira altresì allo sviluppo di un'etichetta alimentare per la biodiversità, che sarà particolarmente importante per i portatori di interessi dell'industria, comprese anche una cooperativa di produttori di latte e un'impresa di produzione di carne che sono partner del progetto. Per quanto concerne la collaborazione interregionale, il progetto ha permesso di entrare in contatto con gli agricoltori tedeschi che sono a loro volta impegnati a tutelare la biodiversità nelle pratiche agricole. È previsto uno scambio di pratiche con gruppi operativi analoghi in Germania e in Irlanda del Nord.
SOCROSense — Soil- and crop-sensing technologies (Tecnologie di rilevamento del suolo e delle colture)
L'obiettivo del progetto SOCROSense (Fiandre, Belgio) è sostenere gli innovatori del settore agricolo che hanno esperienza nell'utilizzo delle tecniche di rilevamento a distanza ravvicinata del sistema di posizionamento globale, con particolare riguardo ai sensori per suoli e colture. Detti innovatori sono un gruppo misto composto da agricoltori, orticoltori, tre vivaisti e appaltatori agricoli che, assieme ad altri soggetti provenienti da istituti di ricerca e imprese attive nel settore, mira a creare un valore aggiunto e una visione a medio-lungo termine per tali sensori. Il progetto studia il modo in cui è possibile combinare il flusso di dati di sensori diversi e il potenziale della tecnologia di rilevamento del sistema di posizionamento globale nell'orientare la gestione delle colture da parte delle imprese.
Valutazione e analisi
Nel 2018 è stata effettuata un'analisi (
) dei gruppi operativi approvati e attivi nell'ambito del partenariato europeo per l'innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura fino all'aprile 2018 (612 in tutto). Detta valutazione si è soffermata sulla situazione attuale in termini di istituzione e avviamento dei gruppi operativi. Lo studio ha confermato il grande interesse nutrito nei confronti dello strumento e del quadro del partenariato. Il 91 % dei gruppi sottoposti all'indagine ha espresso un giudizio positivo sulla propria esperienza e raccomanderebbe ad altri soggetti e/o altre organizzazioni di partecipare a un progetto di gruppo operativo. I partner dei gruppi operativi hanno sottolineato che tali progetti non avrebbero potuto essere realizzati con altri quadri di finanziamento nazionali o europei. I gruppi si impegnano a rispondere alle esigenze degli agricoltori in modo pratico e collaborativo, dimostrando di essere un quadro unico, versatile e flessibile che affronta le varie sfide e necessità concrete degli agricoltori dal basso verso l'alto. Inoltre, collegano la comunità degli agricoltori a consulenti esterni complementari per contribuire a una risoluzione congiunta di queste sfide in partenariati di diversa composizione. I vari progetti dimostrano che l'obiettivo dei partenariati di gruppi operativi è chiaramente quello di sviluppare (congiuntamente) soluzioni, metodi o strumenti nuovi o adattati che siano direttamente applicabili dagli agricoltori. Questi partenariati fungono da veicoli che permettono di entrare in contatto con altre iniziative e altri soggetti attivi nel settore dell'innovazione (rurale). Nonostante l'attuale quadro di finanziamento non possa coprire tutti i costi, il 90 % dei gruppi operativi ha già avviato relazioni con organizzazioni esterne al partenariato oppure è intenzionato a farlo. Lo studio sottolinea la necessità di agevolare meglio questo processo, per esempio fornendo informazioni più strutturate e accessibili in merito ai temi trattati dai gruppi operativi e agli approcci da essi adottati. È altresì importante migliorare la comunicazione sui gruppi operativi in modo tempestivo e completo.
Nel 2017 è stato effettuato uno studio, pubblicato nel 2018, sulla gestione del rischio nell'agricoltura dell'UE (
) al fine di gettare luce sui rischi cui devono far fronte gli agricoltori e comprendere meglio la formulazione e la possibile introduzione di diversi strumenti che possano contrastare tali rischi. Lo studio indica che gli agricoltori europei sono esposti a diversi rischi (per esempio legati al clima, alla salute degli animali e delle piante, nonché alle dinamiche di mercato che incidono sulle prospettive di reddito e sulla praticabilità delle aziende agricole) che sono distribuiti in maniera disomogenea negli Stati membri dell'UE. Al contempo, nell'UE la disponibilità e l'adozione complessive degli strumenti di gestione dei rischi analizzati non sono particolarmente sviluppate e presentano differenze a livello di strumenti, settori e paesi (per esempio, l'assicurazione è lo strumento più diffuso). Lo studio pone in risalto la necessità di rafforzare le competenze e le capacità pertinenti (sia a livello amministrativo che di azienda agricola) e presenta diverse raccomandazioni, compresa la creazione di una banca dati per la condivisione delle informazioni relative alla gestione del rischio nell'agricoltura, volte a sostenere la ricerca e promuovere azioni pilota in materia di gestione del rischio.
Nel 2018 l'audit della Corte dei conti (
) ha esaminato tre nuovi metodi (denominati "opzioni semplificate in materia di costi") per calcolare il contributo finanziario dell'UE a progetti e attività di sviluppo rurale, concludendo che le nuove opzioni sono più semplici ma non orientate ai risultati.
La proposta legislativa relativa alla politica agricola comune dopo il 2020 tiene conto dei principali insegnamenti tratti dall'attuale periodo di sviluppo rurale, riducendo il livello di prescrizione degli interventi e migliorando le sinergie con gli strumenti della PAC (vale a dire i pagamenti diretti e i programmi settoriali). I nuovi piani strategici della PAC dovranno mirare soprattutto ad attirare i giovani agricoltori e promuoveranno anche l'occupazione, la crescita, l'inclusione sociale e lo sviluppo locale nelle zone rurali.
Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca
Obiettivi del programma
Il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (
) sostiene la conservazione delle risorse biologiche del mare e aiuta gli Stati membri a conseguire gli obiettivi della politica comune della pesca. Il fondo persegue quattro priorità specifiche.
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Promuovere una pesca e un'acquacoltura competitive, sostenibili sotto il profilo ambientale, redditizie sul piano economico e socialmente responsabili
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Promuovere l'attuazione della politica comune della pesca
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Promuovere uno sviluppo territoriale equilibrato e inclusivo delle zone di pesca e acquacoltura
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Favorire lo sviluppo e l'attuazione della politica marittima integrata dell'Unione europea in modo complementare rispetto alla politica di coesione e alla politica comune della pesca
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Attuazione e risultati più recenti
Nel 2018 l'applicazione del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca ha subito una notevole accelerazione rispetto agli anni precedenti. Più di 7 143 pescherecci hanno tratto beneficio (
) dal fondo, il 50 % dei quali appartenente alla flotta della pesca costiera artigianale. Il sostegno fornito continua a promuovere un equilibrio sostenibile tra risorse e flotte da pesca e la tutela degli ecosistemi marini. Il fondo ha inoltre fornito sostegno per il miglioramento della gestione di oltre 100 000 km² di zone Natura 2000 e di quasi 95 000 km² di altre zone marine protette.
I progetti finanziati hanno effetti positivi sui beneficiari diretti delle operazioni e un effetto moltiplicatore lungo la catena di approvvigionamento e di produzione, nonché sulle relative imprese di servizi. Si stima che più di 35 000 pescatori, i loro coniugi/partner e membri di associazioni di produttori beneficino del sostegno, oltre a 33 000 altri soggetti (quali i dipendenti delle imprese di trasformazione e gli utenti dei porti).
Alla fine del 2017 (
), nell'ambito del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca erano state finanziate oltre 18 000 operazioni, di cui più della metà progettate per aiutare le piccole e medie imprese attive nei settori della pesca e dell'acquacoltura a diventare più competitive e più di un terzo progettate altresì per preservare e proteggere l'ambiente marino, nonché per promuovere l'efficienza delle risorse.
Fresh fish from Vienna (
) (Pesce fresco da Vienna)
Grazie al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca è ora possibile acquistare pesce e ortaggi freschi prodotti direttamente nella capitale austriaca.
La start up di acquaponica, avviata nel 2016 con un contributo di circa 30 000 EUR da parte del fondo, combina la coltivazione di ortaggi con la piscicoltura all'interno di grandi serre per produrre melanzane, pomodori, cetrioli, peperoni nonché i pesci gatto e persico.
L'azienda coltiva ortaggi su una superficie di circa 400 m² e può produrre fino a 12 tonnellate di pesce all'anno. L'acqua di scarto dell'impianto di piscicoltura, che è ricca di nutrienti, è utilizzata per irrorare le piante, mentre il calore di scarto della serra viene usato per riscaldare l'impianto di piscicoltura.
Nel 2018 la Commissione ha continuato a orientare la sua politica di conservazione nel settore della pesca verso l'obiettivo di ottenere il rendimento massimo sostenibile (
) per gli stock ittici entro e non oltre il 2020 nonché risultati sostenibili da parte della flotta. Rendimenti più elevati e stabili favoriscono l'occupazione, la crescita e gli investimenti nell'UE. La relazione economica annuale sulla flotta peschereccia europea del 2018 (
) ha nuovamente confermato una chiara correlazione tra la pesca ai livelli di rendimento massimo sostenibile, il rendimento economico e la redditività delle flotte. La relazione ha registrato un livello record di utili per il 2016 (ultimi dati disponibili). Con un valore stimato al 16,9 % di margine di profitto netto per la media della flotta dell'UE, sono già stati raggiunti non solo il traguardo intermedio stabilito per il 2017 (9 %), ma anche l'obiettivo per il 2023 (10 %). I migliori risultati economici della flotta peschereccia dell'UE sono dovuti principalmente allo sfruttamento sostenibile degli stock ittici. La relazione indica che il rendimento economico è stagnante quando le flotte dipendono da stock che sono tuttora sovrasfruttati. Le flotte che pescano in modo sostenibile, il cui numero è in costante aumento, registrano chiari miglioramenti nella loro redditività. L'uso sostenibile delle risorse marine è alla base della crescita economica della flotta e la solidità dei risultati economici è stata influenzata anche dal calo dei prezzi del carburante e dall'aumento dei prezzi medi del pesce.
L'UE attua la sua agenda a favore di una migliore governance internazionale degli oceani nel contesto della sua politica marittima integrata. L'UE ha continuato a svolgere un ruolo guida nella promozione e nella diffusione di una pesca sostenibile a livello internazionale. Il successo dei negoziati tra l'UE e la Cina ha portato all'avviamento del partenariato per gli oceani UE-Cina, sottoscritto il 16 luglio 2018 in occasione del vertice tra Unione europea e Cina. Si tratta del primo partenariato per gli oceani di questo tipo, che stabilisce un quadro globale per il dialogo e la cooperazione su tematiche di interesse comune in materia di oceani.
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Lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN)
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La pesca è illegale se:
·effettuata senza autorizzazione
·viola le misure di conservazione e di gestione delle ORGP*
·viola le normative nazionali o gli obblighi internazionali
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La pesca non è dichiarata se:
·non sono presentate dichiarazioni o se queste contravvengono le disposizioni e le normative internazionali, nazionali o delle ORGP
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La pesca non è regolamentata se:
·il peschereccio è
privo di nazionalità
·le attività di pesca compromettono gli stock ittici
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ORGP: organizzazioni regionali di gestione della pesca.
Fonte: relazione annuale di attività 2018 della direzione generale degli Affari marittimi e della pesca.
Il nuovo accordo volto a impedire la pesca non regolamentata nelle acque d'altura del Mar Glaciale Artico centrale, negoziato dalla Commissione e approvato dal Consiglio per conto dell'UE nell'ottobre 2018, ha rappresentato un traguardo storico. Questo accordo impedirà la pesca commerciale non regolamentata nelle acque d'altura del Mar Glaciale Artico centrale, un'area di approssimativamente 2,8 milioni di km2, pari a circa le dimensioni del Mar Mediterraneo, proteggendo di conseguenza il fragile ecosistema dell'Artico a beneficio delle generazioni future e promuovendo al contempo uno sviluppo sostenibile della regione.
Valutazione e analisi
La valutazione del programma precedente ha rilevato che gli obiettivi del fondo sono stati in gran parte raggiunti, sebbene vi siano margini di miglioramento: è necessario rafforzare il legame tra finanziamenti e obiettivi strategici, promuovere ulteriormente lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca, migliorare il sistema di attuazione nonché concentrarsi in maniera più netta sui risultati. L'attuale programma per il periodo 2014-2020 affronta molte di tali questioni: ha raggruppato in un unico quadro di riferimento tutti i diversi finanziamenti a sostegno degli obiettivi della politica comune della pesca, compreso quello di rendere la pesca e l'acquacoltura sostenibili sotto il profilo ambientale, economico e sociale. Il programma attuale ha inoltre introdotto un nuovo quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione incentrato sul conseguimento degli obiettivi e ha stabilito target intermedi e finali. Per il dopo 2020, la valutazione ha raccomandato di migliorare il legame tra i finanziamenti e lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca. È inoltre necessario adottare un approccio più strategico per rendere più competitiva l'acquacoltura, aumentando la produzione, e tenere in maggiore considerazione le sfide specifiche cui deve far fronte la pesca costiera artigianale.
Poiché le valutazioni hanno concluso che il programma attuale è tuttora percepito come troppo complesso e oneroso, per il prossimo periodo di programmazione la Commissione ha proposto (
) un'architettura semplificata basata su quattro priorità che delineano il campo di applicazione del sostegno erogato dal fondo, in linea con gli obiettivi delle azioni della politica comune della pesca, della politica marittima e della governance internazionale degli oceani. Le misure prescrittive non sono più necessarie; al loro posto si descrivono i diversi settori di sostegno per ogni priorità, in modo da fornire flessibilità al nuovo programma. Questa nuova architettura ottimizzerà l'attuazione del programma orientandola verso obiettivi strategici, sulla base delle prestazioni e del conseguimento dei risultati. Gli Stati membri elaborerebbero il proprio programma operativo indicando gli strumenti più adatti per il raggiungimento degli obiettivi fissati nella normativa, seguendo il principio fondamentale secondo cui ciò che la stessa non vieta esplicitamente è consentito. Per la politica della pesca sarebbero stilati un elenco di settori "vietati", in modo da evitare effetti negativi in termini di conservazione delle risorse della pesca (per esempio un divieto generale per gli investimenti che accrescono la capacità di pesca), nonché restrizioni ai costi operativi o ai casi in cui non vi sia alcuna disfunzione comprovata del mercato, il che rappresenta un profondo cambiamento rispetto alle norme attuali e passate in materia di finanziamento.
Organizzazioni regionali di gestione della pesca e accordi in materia di pesca
Obiettivi dei programmi
L'UE promuove la gestione e la conservazione sostenibili delle risorse della pesca e sostiene l'azione esterna della politica comune della pesca nell'ambito di varie organizzazioni regionali di gestione della pesca (
) e organizzazioni internazionali, quali l'Autorità internazionale dei fondi marini e il Tribunale internazionale per il diritto del mare, istituiti nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Inoltre, la Commissione negozia e attua accordi bilaterali di partenariato per una pesca sostenibile tra l'Unione europea e paesi "terzi" extra-UE. L'obiettivo è di attuare un quadro di regolamentazione per la flotta peschereccia d'altura dell'UE, garantendo al contempo uno sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca dei paesi terzi. Questi accordi consentono alle flotte dell'UE di accedere agli stock ittici eccedentari che non sono pescati dalle flotte locali dei paesi terzi, nonché di garantire un approvvigionamento alimentare sostenibile ai cittadini europei.
Attuazione e risultati più recenti
Nel 2018 la Commissione ha continuato a mantenere il suo impegno a favore di una pesca più sostenibile a livello mondiale. Il target intermedio delle misure di conservazione adottate nell'ambito delle organizzazioni regionali di gestione della pesca, in linea con i pareri scientifici, era già stato raggiunto nel 2017. Nel 2018 cinquantadue delle 59 (88 %) misure di conservazione (
) adottate dalle organizzazioni regionali di gestione della pesca di cui l'UE fa parte erano in linea con i pareri scientifici.
Nel 2018 sono stati svolti negoziati a favore di un accordo in materia di pesca con un totale di otto paesi. Tali negoziati sono stati portati a termine con successo, il che ha permesso il rinnovo del protocollo d'intesa con Costa d'Avorio, Marocco, Capo Verde e Guinea-Bissau. Inoltre, un nuovo accordo e un nuovo protocollo sono stati concordati con il Gambia, sono in corso negoziati con San Tomé e Principe, Kiribati e Madagascar e sono iniziati i colloqui con Gabon e Mozambico per il rinnovo dei protocolli con questi paesi.
Nel 2018 all'incirca 250 navi (
) battenti bandiera di uno degli Stati membri dell'UE hanno tratto beneficio da un'autorizzazione di pesca concessa nell'ambito di un accordo in materia di pesca, che consente loro di accedere agli stock ittici del paese terzo. Al contempo, questi accordi bilaterali svolgono un ruolo essenziale per sviluppare in modo sostenibile la governance del settore della pesca nel paese partner attraverso l'erogazione di aiuti settoriali. Nei paesi partner gli accordi di partenariato per una pesca sostenibile incoraggiano il miglioramento della governance e della gestione del settore ittico locale favorendo il monitoraggio, il controllo e la sorveglianza delle attività delle flotte nazionali e terze, nonché erogano finanziamenti significativi a favore dello sviluppo sostenibile delle attività di pesca locale e della lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
Garantendo lo sfruttamento sostenibile delle risorse biologiche marine eccedentarie, gli accordi in materia di pesca hanno contribuito alla creazione di occupazione e crescita nei paesi terzi e nell'UE. Dato che il 70 % delle catture effettuate nel quadro degli accordi in materia di pesca è trasformato nel paese partner, si stima che gli accordi di partenariato per una pesca sostenibile abbiano creato 6 000 posti di lavoro diretti e 9 000 posti di lavoro indiretti (
).
Valutazione e analisi
Nel 2018 sono state condotte valutazioni in merito agli accordi con Capo Verde, Costa d'Avorio e Madagascar, i cui risultati sono stati presi in considerazione durante i negoziati per il rinnovo dei rispettivi accordi nei seguenti settori: il livello concordato delle opportunità di pesca, le disposizioni tecniche pertinenti applicabili e le norme relative all'attuazione e al monitoraggio dei programmi settoriali pluriennali.
Nel 2015 la Corte dei conti europea ha segnalato (
) che gli accordi di partenariato per la pesca sono generalmente ben gestiti dalla Commissione. Tuttavia, ha concluso che vi sono ancora margini di miglioramento per quanto riguarda il processo negoziale e l'attuazione dei protocolli e ha fornito raccomandazioni pertinenti in materia. Nel 2018 la Corte ha effettuato un audit di follow-up per verificare l'attuazione delle sue raccomandazioni.
Come parte del prossimo quadro di bilancio dell'UE per il periodo 2021-2027, la Commissione europea ha proposto una dotazione a favore della dimensione internazionale della politica comune della pesca, compresi i contributi obbligatori alle organizzazioni regionali di gestione della pesca e ad altre organizzazioni internazionali, nonché degli accordi di partenariato per una pesca sostenibile.
LIFE — programma per l'ambiente e l'azione per il clima
Obiettivi del programma
LIFE (
) è l'unico programma dell'UE dedicato esclusivamente all'ambiente, alla conservazione della natura e all'azione per il clima, che sono motivi di crescente preoccupazione per i cittadini. Il programma finanzia un'ampia gamma di attività, che spaziano dalla protezione della biodiversità alla promozione dell'economia circolare, dalla presentazione di nuovi processi e tecnologie per la riduzione delle emissioni allo svolgimento dei lavori preparatori per i negoziati internazionali e dall'applicazione della normativa in materia di ambiente e clima alla riduzione degli effetti negativi. Il programma LIFE svolge anche un importante ruolo di catalizzatore per l'elaborazione e lo scambio di migliori pratiche e conoscenze.
Il compito del programma è di sviluppare e rafforzare le capacità, accelerare l'attuazione della normativa dell'UE, aiutare i soggetti privati, in particolare le imprese, nella conduzione di test su piccola scala di tecnologie e soluzioni nonché mobilitare altri fondi. Il fondo persegue sei obiettivi specifici.
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Contribuire a un'economia più verde e più efficiente sotto il profilo delle risorse nonché allo sviluppo e all'attuazione delle politiche e della legislazione dell'UE in materia di ambiente (settore prioritario Ambiente e uso efficiente delle risorse)
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Ridurre le emissioni di gas serra e sviluppare e attuare le politiche e la legislazione dell'UE in materia di clima (settore prioritario Mitigazione dei cambiamenti climatici)
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Arrestare e invertire la tendenza alla perdita di biodiversità, sostenere la rete Natura 2000 e contrastare il degrado degli ecosistemi (settore prioritario Biodiversità)
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Accrescere la resilienza dell'UE ai cambiamenti climatici (settore prioritario Adattamento ai cambiamenti climatici)
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Sostenere maggiormente la governance e l'informazione in materia di ambiente a tutti i livelli (settore prioritario Governance e informazione in materia di ambiente)
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Sostenere maggiormente la governance e l'informazione in materia di clima a tutti i livelli (settore prioritario Governance e informazione in materia di clima)
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Attuazione e risultati più recenti
Considerando che la durata media dei progetti LIFE tradizionali è di 4-5 anni, nel 2018 sono stati portati a compimento solo pochi progetti (
), il che rende complicato valutare i risultati in questa fase iniziale. I progetti in corso di svolgimento contribuiscono al passaggio a un'economia efficiente in termini di risorse, con minori emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici e alla protezione dell'ambiente, comprese la biodiversità e la rete Natura 2000, mediante le misure indicate di seguito.
·Migliorare lo stato di conservazione di 186 specie selvatiche e 106 habitat diversi su una superficie paragonabile a quella della Polonia.
·Ridurre le emissioni di CO2 di circa 13 milioni di tonnellate all'anno, paragonabili alle emissioni di CO2 equivalente prodotte dalla Lituania nel 2015.
·Ridurre il consumo energetico di circa 1 000 000 MWh/anno, che rappresenta il consumo di energia elettrica medio di circa 280 000 abitazioni.
·Ridurre la quantità di rifiuti non adeguatamente gestiti di circa 1 milione di tonnellate/anno, che approssimativamente corrisponde al totale dei rifiuti urbani prodotti dalla Slovenia nel 2016.
Per quanto concerne i progetti integrati, ne sono stati finanziati 37 in 21 Stati membri. Questi progetti aiutano le autorità degli Stati membri ad attuare la normativa ambientale e climatica nella misura massima possibile e permettono anche il ricorso ad altre fonti di finanziamento dell'UE, compresi i fondi per l'agricoltura e la ricerca nonché quelli strutturali e regionali, i fondi nazionali e gli investimenti del settore privato. I progetti integrati avviati nell'ambito del sottoprogramma per l'ambiente sono progetti volti ad attuale i piani o le strategie ambientali su una grande scala territoriale (regionale, pluriregionale, nazionale o transnazionale). Grazie al cofinanziamento di 367,8 milioni di EUR erogato da LIFE, i progetti integrati dovrebbero mobilitare un totale di 9,2 miliardi di EUR provenienti da altre fonti dell'UE nonché da fonti pubbliche e private.
Al fine di sperimentare approcci innovativi, sono stati introdotti i due strumenti finanziari pilota indicati di seguito.
Lo Strumento di finanziamento privato per l'efficienza energetica sostiene gli investimenti tesi all'attuazione dei piani d'azione per l'efficienza energetica mediante intermediari finanziari e contribuisce all'immissione sul mercato di un nuovo prodotto finanziario mirante all'efficienza energetica, favorendo di conseguenza la decarbonizzazione della nostra economia. Alla fine del 2018 erano stati sottoscritti nove accordi con le banche di nove Stati membri, con prestiti a livello dei destinatari finali per un totale di 60 milioni di EUR.
Lo Strumento di finanziamento del capitale naturale sostiene il finanziamento di prestiti e capitale ed è stato concepito per dimostrare che i progetti inerenti al capitale naturale possono generare entrate o far risparmiare sui costi. Alla fine del 2018, nell'ambito dello Strumento di finanziamento del capitale naturale, erano state sottoscritte tre operazioni con beneficiari provenienti da Irlanda, Croazia e Grecia, per un totale di 32,5 milioni di EUR, a sostegno della silvicoltura e dell'agricoltura sostenibili, dell'ecoturismo e dello sviluppo di soluzioni fondate sulla natura per la gestione dei terreni, nonché delle attività di rinaturalizzazione.
I progetti in corso di svolgimento contribuiscono al passaggio a un'economia efficiente in termini di risorse, con minori emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici e alla protezione dell'ambiente, comprese la biodiversità e la rete Natura 2000, mediante, tra l'altro, le seguenti misure: (1) migliorare lo stato di conservazione di 186 specie selvatiche e 106 habitat diversi su una superficie paragonabile a quella della Polonia; (2) ridurre le emissioni di CO2 di circa 13 milioni di tonnellate all'anno, paragonabili alle emissioni di anidride carbonica equivalente prodotte dalla Lituania nel 2015; (3) ridurre il consumo energetico di circa 1 000 000 MWh/anno, che rappresenta il consumo di energia elettrica medio di circa 280 000 abitazioni; (4) ridurre la quantità di rifiuti non adeguatamente gestiti di circa 1 milione di tonnellate/anno, che approssimativamente corrisponde al totale dei rifiuti urbani prodotti dalla Slovenia nel 2016.
Nel quadro del programma LIFE, nel 2018 è stata avviata la prima iniziativa dell'UE per contrastare il declino degli insetti impollinatori selvatici, la quale stabilisce obiettivi strategici e un insieme di azioni da avviare a livello unionale e degli Stati membri per affrontare il declino degli impollinatori nell'UE e contribuire agli sforzi mondiali in materia di conservazione.
A seguito degli inviti a presentare proposte pubblicati nel periodo 2014-2018 per i progetti tradizionali, sono pervenute all'incirca 5 000 proposte che hanno portato allo stanziamento di 588 sovvenzioni: 455 finanziate nell'ambito del sottoprogramma per l'ambiente, 133 nell'ambito del sottoprogramma per il clima. I beneficiari spaziano da piccole a grandi imprese (40 % in tutto, di cui il 35 % è composto da PMI) fino a organizzazioni private non commerciali (25 %) ed enti pubblici (35 %).
Valutazione e analisi
La recente valutazione intermedia di LIFE (
) ha confermato che l'attuale programma è a buon punto e contribuisce alla strategia Europa 2020. Inoltre, la maggior parte dei portatori di interessi vede LIFE come uno strumento estremamente importante per affrontare le priorità ambientali e climatiche.
La valutazione, tuttavia, ha anche individuato opportunità per un ulteriore miglioramento dell'efficacia complessiva del programma, della coerenza tra il programma LIFE e altri fondi dell'UE nonché del ruolo di catalizzatore del programma. Ulteriori opportunità di miglioramento riguardano l'orientamento strategico del programma nonché l'aumento dell'efficienza e la semplificazione della gestione di LIFE.
Sebbene le attività condotte nel periodo 2014-2020 affrontino determinati problemi direttamente sul campo, il principale effetto del programma è quello che si ottiene indirettamente grazie al suo ruolo catalizzatore e che si traduce nel sostegno ad azioni su scala ridotta intese ad avviare, ampliare o accelerare pratiche sostenibili di produzione, distribuzione e consumo, e proteggere il capitale naturale: — facilitando lo sviluppo e lo scambio di migliori prassi e conoscenze; — rafforzando le capacità, accelerando l'attuazione della legislazione e delle politiche in materia di ambiente e clima e favorendo una transizione all'energia pulita; — aiutando i portatori di interessi a condurre test su piccola scala di tecnologie e soluzioni e — mobilitando fondi provenienti da altre fonti per promuovere investimenti finanziari globalmente sostenibili.
Questo approccio continuerà a essere seguito nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027.
La proposta relativa alla prosecuzione di LIFE dopo il 2020 (
) è incentrata sullo sviluppo e sull'attuazione di metodi innovativi per rispondere alle sfide ambientali e climatiche, catalizzando in tal modo le modifiche apportate in termini di formulazione, attuazione e applicazione delle politiche. Sarà sufficientemente flessibile da poter rispondere alle nuove priorità cruciali via via che emergeranno nel corso del periodo di validità. Il nuovo programma LIFE risulterà di più agevole attuazione per i candidati e i beneficiari e prevederà misure per equilibrare meglio la copertura territoriale.
Questo approccio continuerà a essere seguito nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027.
Sicurezza e cittadinanza (rubrica di bilancio 3)
Sentirsi al sicuro è uno dei diritti più fondamentali e universali. Per la Commissione Juncker la sicurezza è stata una priorità assoluta fin dal primo giorno. Tuttavia, negli ultimi anni le minacce alla sicurezza si sono evolute. Gli Stati membri dell'UE hanno già in passato collaborato per garantire una risposta efficace a diverse minacce alla sicurezza, tra cui le nuove forme di attentati terroristici, la radicalizzazione, i nuovi tipi di criminalità organizzata e le minacce alla cibersicurezza, e dovranno continuare a farlo anche in futuro.
Le minacce alla sicurezza non conoscono frontiere e stanno assumendo un carattere sempre più internazionale. La natura complessa di queste sfide è tale che nessuno Stato membro può o deve essere tenuto a farvi fronte da solo. Il bilancio dell'UE sostiene gli Stati membri nelle loro responsabilità e nei loro sforzi. I programmi della rubrica 3 del bilancio dell'UE (3,5 miliardi di EUR, pari al 2 % del bilancio totale dell'UE per il 2018) affrontano sfide politiche fondamentali quali la sicurezza, l'asilo, la migrazione e l'integrazione dei cittadini di paesi extra-UE ("paesi terzi"), la salute e la tutela dei consumatori nonché la cultura e il dialogo con i cittadini.
Diagramma: programmi principali finanziati nel 2018 nell'ambito della rubrica 3, Sicurezza e cittadinanza. Tutti gli importi sono espressi in milioni di EUR. La categoria "altri programmi" comprende, tra l'altro, iniziative in materia di consumatori, lo strumento per il sostegno di emergenza all'interno dell'Unione, sistemi informatici, giustizia, diritti, uguaglianza e cittadinanza, meccanismo di protezione civile dell'Unione europea, Europa per i cittadini, salute, agenzie decentrate, progetti pilota e azioni preparatorie, nonché azioni finanziate nell'ambito delle prerogative della Commissione e delle competenze specifiche conferite alla Commissione.
Fonte: Commissione europea
Le sfide migratorie sono di natura transnazionale e non possono essere affrontate in modo adeguato dai singoli Stati membri. Nel 2018 l'approccio globale dell'UE alla migrazione ha continuato a produrre risultati tangibili rivolgendo l'attenzione all'approfondimento della cooperazione con i paesi partner, all'aumento della protezione delle frontiere dell'UE nonché al miglioramento della gestione dei flussi migratori in uno spirito di solidarietà e responsabilità.
L'
agenda europea sulla migrazione
ha contribuito a una significativa riduzione del numero di arrivi irregolari, in particolare nelle rotte del Mediterraneo centrale e orientale, e degli attraversamenti irregolari nell'UE, che sono scesi al sotto di quelli registrati nel 2014; ha fornito assistenza finanziaria e operativa immediata agli Stati membri in prima linea nonché aiuti diretti ai bisognosi e ha aumentato i percorsi legali e sostenuto il rimpatrio di coloro che non avevano il diritto di entrare nell'UE mediante la negoziazione di accordi di riammissione.
Altrettanto importante è il fatto che nel 2018 l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha schierato 11 000 guardie di frontiera in servizio per contribuire al pattugliamento delle frontiere esterne, soprattutto in Bulgaria, Grecia, Italia e Spagna.
Riconoscendo l'importanza di questo sostegno, nel giugno 2018 gli Stati membri hanno chiesto un ulteriore consolidamento del ruolo dell'agenzia, compresa la cooperazione con i paesi extra-UE, tramite un aumento delle risorse e un rafforzamento del mandato. In risposta, nel settembre 2018 la Commissione ha presentato nuove proposte sulle quali è stato raggiunto un accordo, nel marzo 2019, che prevede di ampliare e rafforzare ulteriormente l'agenzia con attrezzature proprie e un corpo permanente, costituito da 5 000 guardie di frontiera entro il 2021 e 10 000 entro e non oltre il 2027, nonché un mandato più forte in termini di rimpatri. Inoltre, la Commissione ha proposto un nuovo regolamento volto a istituire l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO), ampliando così il proprio mandato.
Diagramma: numero di attraversamenti irregolari delle frontiere rilevati alle frontiere esterne dell'UE.
Fonte: Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex).
La risposta dell'UE alla crisi migratoria richiedeva un intervento rapido e sostanziale sostenuto dal bilancio dell'UE. Per adeguarsi all'entità delle esigenze, i finanziamenti inizialmente destinati alla sicurezza e alla migrazione nell'attuale quadro finanziario pluriennale sono stati raddoppiati. Il bilancio ha svolto un ruolo centrale nella definizione della risposta comune fornendo finanziamenti per la gestione dei richiedenti asilo e dei migranti in arrivo, sviluppando capacità di ricerca e salvataggio per salvare vite umane, gestendo efficacemente i rimpatri e garantendo sostegno operativo agli Stati membri sottoposti a maggiori pressioni. Senza tale sostegno, la crisi migratoria senza precedenti del 2015 non sarebbe stata gestita in modo efficace.
Il 18 marzo 2016 i capi di Stato o di governo dell'UE e la Turchia hanno concordato e adottato la dichiarazione UE-Turchia nell'intento di porre fine al flusso di migrazione irregolare dalla Turchia verso l'UE, migliorare le condizioni di accoglienza dei rifugiati in Turchia e aprire vie organizzate, sicure e legali di accesso all'Europa per i rifugiati siriani. Due anni e mezzo dopo, gli arrivi irregolari nelle isole del Mar Egeo rimangono inferiori del 96 % (
) rispetto al periodo precedente all'entrata in vigore della dichiarazione e il numero di vite umane perse in mare è diminuito drasticamente. Alla fine del 2018, in virtù della dichiarazione, gli Stati membri avevano reinsediato 18 640 persone provenienti dalla Turchia con il sostegno del Fondo Asilo, migrazione e integrazione. L'UE ha sostenuto la Turchia nei suoi sforzi per accogliere i rifugiati con lo strumento per i rifugiati in Turchia di cui alla rubrica 4, "Ruolo mondiale dell'Europa" (cfr. l'analisi sottostante).
Sebbene sia necessario un impegno costante di tutte le parti e di tutti gli Stati membri dell'UE, e sebbene servano ulteriori rinvii in Turchia per alleviare la pressione sulle isole greche (
), la dichiarazione UE-Turchia è diventata un elemento importante dell'approccio globale dell'UE alla migrazione. Gli effetti della dichiarazione UE-Turchia sono stati immediati. Grazie in particolare alla cooperazione con le autorità turche, gli arrivi sono diminuiti drasticamente, il che dimostra chiaramente che il modus operandi dei trafficanti che sfruttano i migranti e i rifugiati può essere smantellato. Gli attraversamenti giornalieri dalla Turchia sono passati dai 10 000 dell'ottobre 2015 a una media (
) di circa 88 nell'arco del 2018.
Fondo Asilo, migrazione e integrazione
Obiettivi del programma
La solidarietà e l'equa ripartizione di responsabilità tra gli Stati membri rappresentano il nucleo delle politiche comuni in materia di asilo, immigrazione e frontiere esterne. La gestione dei flussi migratori e le minacce alla sicurezza non possono essere affrontate dai singoli Stati membri. Il Fondo Asilo, migrazione e integrazione (
) promuove la gestione efficace dei flussi migratori e lo sviluppo di un approccio comune dell'Unione in materia di asilo e migrazione.
Il fondo persegue quattro obiettivi specifici.
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Asilo: rafforzare e sviluppare il sistema europeo comune di asilo garantendo l'applicazione efficace e uniforme della normativa UE pertinente.
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Rimpatrio: rafforzare le strategie di rimpatrio eque ed efficaci, che contribuiscono alla lotta contro la migrazione irregolare, valorizzando la sostenibilità e l'efficacia del processo di rimpatrio.
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Migrazione legale e integrazione: sostenere la migrazione legale verso gli Stati membri dell'UE in linea con le esigenze del mercato del lavoro e promuovere l'integrazione effettiva dei cittadini di paesi terzi.
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Solidarietà: garantire che gli Stati membri dell'UE maggiormente esposti ai flussi di migranti e richiedenti asilo possano contare sulla solidarietà da parte degli altri Stati membri.
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Attuazione e risultati più recenti
In totale le risorse finanziarie mobilitate nell'ambito del fondo nel periodo 2014-2020 sono ammontate a 7,0 miliardi di EUR più 1 miliardo di EUR di finanziamenti di emergenza. In un contesto di solidarietà e di equa distribuzione degli oneri con gli Stati membri più interessati, il bilancio iniziale è stato drasticamente aumentato mediante integrazioni a sostegno della ricollocazione e del reinsediamento, dell'integrazione e del rimpatrio (le risorse erogate erano connesse alla revisione del regolamento di Dublino). Alla fine del 2018, nell'ambito del Fondo Asilo, migrazione e integrazione, erano già stati assegnati oltre 5 miliardi di EUR (
).
Nel 2018 il Fondo Asilo, migrazione e integrazione ha continuato a perseguire tutti e quattro gli obiettivi specifici. Nel 2018 il numero totale di attraversamenti irregolari rilevati alle frontiere esterne dell'UE è stato di circa 150 000, il 25 % in meno rispetto al 2017 nonché il dato più basso degli ultimi cinque anni. Il numero totale di attraversamenti irregolari rilevato nel 2018 è stato del 92 % inferiore rispetto al totale del 2015, anno di punta della crisi migratoria.
L'UE ha altresì garantito un'adeguata accoglienza dei rifugiati. L'assistenza di emergenza ha risposto ai bisogni immediati e di base, fornendo vitto, alloggio e assistenza medica ai rifugiati, e garantito sostegno ai minori non accompagnati. La capacità dei servizi di asilo è stata migliorata per permettere di gestire l'elevato numero di domande di asilo.
Nel 2018 l'assistenza finanziaria erogata alla Grecia ha contribuito al miglioramento della situazione nei punti di crisi ubicati nelle isole del Mar Egeo e, più in generale, in tutto il paese. Il Fondo Asilo, migrazione e integrazione ha sostenuto il trasferimento di 29 540 persone verso il continente per decongestionare i punti di crisi. Con l'assistenza di emergenza, nelle strutture di emergenza sono state fornite coperte, giacche e altre attrezzature invernali ed è stata assicurata la presenza di agenti di polizia per aumentare la sicurezza dei migranti e del personale. Nel 2018 la Commissione e l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo hanno continuato a sostenere il funzionamento del servizio greco per l'asilo e le commissioni di ricorso, anche mediante l'acquisto di strumenti di lavoro (attrezzature informatiche, comprese 158 stazioni di lavoro), un gruppo di interpreti, la formazione di 300 membri del personale e lo spiegamento di 20 agenti di polizia al fine di attuare il piano d'azione di cui alla dichiarazione UE-Turchia (
). Inoltre, vari progetti di assistenza di emergenza hanno fornito sostegno ai servizi e alle attività a favore dei minori:
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520 posti alloggio sono stati resi operativi nel corso dell'anno.
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1 845 minori sono stati accompagnati presso scuole pubbliche.
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784 hanno beneficiato di servizi di alloggio e protezione.
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Fonte: Dichiarazione programmatica per il 2018, pag. 3.
Per quanto riguarda l'Italia i progetti hanno mirato soprattutto a garantire servizi di protezione psicosociale efficaci e coordinati a beneficio dei minori non accompagnati presenti nei punti di crisi, a fornire alloggio e servizi di accoglienza ai candidati alla ricollocazione, a sostenere le sezioni "asilo" degli uffici della polizia di frontiera e per l'immigrazione e ad attuare rimpatri volontari assistiti dall'Italia e attività di reintegrazione nel paese di origine dei migranti.
Il reinsediamento (
) offre percorsi sicuri e legali a coloro che necessitano di protezione internazionale. Dal 2015 fino alla fine del 2018 i programmi di reinsediamento dell'UE hanno aiutato oltre 48 700 dei soggetti più vulnerabili a trovare riparo nell'UE; di questi, quasi 21 000 sono stati reinsediati dagli Stati membri nel 2018 (
) nel quadro di un impegno comune a reinsediare più di 50 000 persone bisognose di protezione entro la fine dell'ottobre 2019 nel più vasto programma di reinsediamento mai avviato dall'UE.
Il meccanismo di ricollocazione (
) si è concluso nel 2018. Grazie agli sforzi congiunti degli Stati membri e di altri portatori di interessi pertinenti, alla fine del 2018 erano state ricollocate 34 709 persone (12 710 dall'Italia e 21 999 dalla Grecia), pari a più del 95 % di tutti i candidati alla ricollocazione ammissibili e registrati in Italia e Grecia ai sensi delle decisioni del Consiglio del 2015. Di queste persone, 1 556 sono state ricollocate nel 2018.
Nel settore dell'integrazione, nel 2018 due milioni di cittadini di paesi terzi sono stati assistiti mediante misure di integrazione nell'ambito di strategie nazionali, locali e regionali, per un totale complessivo di 5,38 milioni di persone nel periodo 2014-2018. Le azioni consistevano in misure di istruzione e formazione, comprese la formazione linguistica e le azioni preparatorie volte ad agevolare l'accesso al mercato del lavoro. Inoltre, sono state fornite consulenza e assistenza in settori quali l'alloggio, i mezzi di sussistenza e l'orientamento giuridico e amministrativo, nonché l'assistenza medica e psicologia.
Nel 2018, con il sostegno del Fondo Asilo, migrazione e integrazione, sono state rimpatriate volontariamente dall'UE 39 500 (
) persone (nel 2017 erano state 16 049). Sul numero totale di rimpatriati, 23 843 persone hanno ricevuto assistenza al reinserimento prima o dopo il rimpatrio cofinanziata dal fondo. Circa 9 260 dipendenti hanno tratto beneficio da una formazione orientata allo sviluppo delle capacità in tematiche attinenti al rimpatrio. Al fine di garantire il rispetto dei diritti umani e della dignità dei rimpatriati durante gli allontanamenti, 3 510 di queste operazioni sono state monitorate con il sostegno finanziario del fondo. Il numero di rimpatri volontari permane inferiore a quello previsto (
). Per aumentare il numero complessivo di rimpatri è urgente intervenire in parallelo sugli aspetti interni ed esterni della politica migratoria, migliorando il quadro giuridico dei rimpatri e aumentando il numero di accordi di riammissione con i paesi extra-UE ("terzi"). La rapida adozione della proposta di revisione della direttiva sui rimpatri (
) migliorerà e accelererà le procedure, ridurrà le possibilità di fuga e di movimenti secondari non autorizzati e aiuterà a trasformare le decisioni di rimpatrio in rimpatri effettivi.
Valutazione e analisi
Una valutazione (
) dei fondi precedenti (
) e la valutazione intermedia (
) del fondo attuale hanno concluso che, in generale, gli strumenti hanno sostenuto gli Stati membri nel garantire una migliore attuazione delle politiche dell'UE in materia di asilo e migrazione, nonostante le diverse esigenze nazionali. I fondi hanno svolto un ruolo importante nel migliorare i sistemi di asilo e nel rafforzare la capacità di accoglienza degli Stati membri.
La valutazione intermedia ha indicato che, in generale, il fondo ha svolto un ruolo determinante al momento di gestire la difficile situazione correlata alle sfide migratorie e ha conseguito una significativa semplificazione rispetto ai suoi predecessori. Con il Fondo Asilo, migrazione e integrazione sono stati affrontati vari aspetti trasversali fondamentali individuati come carenze nella valutazione degli strumenti precedenti: ridurre gli oneri amministrativi raggruppando tre strumenti in un unico fondo; introdurre un approccio pluriennale, definire un quadro iniziale per il monitoraggio e la valutazione, aumentare la flessibilità del meccanismo di assegnazione introducendo una dotazione considerevole destinata all'assistenza di emergenza nonché migliorare l'impegno solidale tra gli Stati membri a favore del reinsediamento e del trasferimento intra-UE dei beneficiari di protezione internazionale. Nonostante i notevoli miglioramenti apportati al momento della creazione del Fondo Asilo, migrazione e integrazione, la valutazione intermedia ha comunque individuato una serie di carenze, quale la necessità di continuare ad aumentare la flessibilità sia del fondo che del sistema di distribuzione dei finanziamenti, ridurre la frammentazione dei programmi nazionali e rafforzare la coerenza e il coordinamento con altri fondi dell'UE. Inoltre, la valutazione intermedia ha rilevato la necessità di migliorare ulteriormente il sistema di monitoraggio e valutazione introducendo indicatori meglio definiti e procedure semplificate.
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Non possiamo continuare a bisticciare per trovare soluzioni ad hoc ogni volta che arriva una nuova nave. Le soluzioni ad hoc non bastano. Abbiamo bisogno di più solidarietà per il presente e il futuro: la solidarietà deve essere duratura. (
)
Presidente Jean-Claude Juncker
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La Corte dei conti ha annunciato la sua intenzione di esaminare la questione migratoria e le modalità con la quale è gestita nell'UE (
). In particolare, l'audit valuterà se il sostegno fornito alla Grecia e all'Italia abbia raggiunto gli obiettivi perseguiti e se le procedure di asilo, ricollocazione e rimpatrio siano state rapide ed efficaci.
La Commissione ha tenuto pienamente conto dei risultati delle diverse valutazioni nella proposta di rafforzamento del Fondo Asilo e migrazione per il quadro finanziario pluriennale post-2020 (
). In particolare, la proposta aumenta considerevolmente la flessibilità del fondo in ragione degli insegnamenti tratti dall'esperienza recente: che le sfide nel settore della migrazione non sono prevedibili e che gli sviluppi geopolitici possono avere conseguenze dirette sui flussi migratori. In concreto, sarà possibile riassegnare parte dei finanziamenti disponibili per far fronte a nuove o ulteriori pressioni sugli Stati membri mantenendo la revisione intermedia della procedura di valutazione delle necessità (
).
La proposta prevede inoltre un forte aumento dei finanziamenti destinati agli aspetti esterni della migrazione. La portata dei programmi sarà ampliata in modo da permettere di sostenere azioni al di fuori dell'UE. Una quota considerevole sosterrà i settori del rimpatrio, della riammissione e della reintegrazione nonché la cooperazione operativa con i paesi terzi partner.
Fondo sicurezza interna
Obiettivi del programma
Il Fondo sicurezza interna (
) promuove l'attuazione della strategia di sicurezza interna, la cooperazione nel campo dell'applicazione della legge e la gestione delle frontiere esterne dell'Unione. Il fondo si compone di due strumenti: Fondo sicurezza interna — Frontiere e visti e Fondo sicurezza interna — Polizia. L'abolizione dei controlli alle frontiere interne dell'UE ("spazio Schengen") rende altamente necessario garantire che le frontiere esterne siano efficacemente protette e deve essere corredata da misure comuni per il controllo efficace delle frontiere esterne dell'UE. Su alcuni Stati membri grava un peso enorme a motivo della loro specifica situazione geografica e della lunghezza delle frontiere esterne dell'Unione che devono gestire.
Il Fondo sicurezza interna, nelle sue componenti, persegue gli obiettivi specifici indicati di seguito.
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Fondo sicurezza interna — Polizia
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Lotta alla criminalità: prevenire la criminalità, combattere i reati gravi, transfrontalieri e di criminalità organizzata, compreso il terrorismo.
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Gestione dei rischi e delle crisi: aumentare la capacità degli Stati membri e dell'Unione di gestire efficacemente i rischi per la sicurezza e le crisi.
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Fondo sicurezza interna — Frontiere e visti
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Visti: trattare in modo efficace i visti Schengen sostenendo una politica comune in materia di visti.
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Frontiere: conseguire un livello uniforme ed elevato di controllo delle frontiere esterne sostenendo una gestione integrata delle frontiere.
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Attuazione e risultati più recenti (
)
Le risorse mobilitate per il Fondo sicurezza interna nel periodo 2014-2020 sono state di 3,9 miliardi di EUR, con 2,7 miliardi di EUR destinati alle frontiere e ai visti e 1,2 miliardi di EUR a favore della cooperazione di polizia. Sull'importo totale, 390,2 milioni di EUR sono stati stanziati come finanziamenti di emergenza.
Nel 2018 il Fondo sicurezza interna — Polizia ha continuato a sostenere la prevenzione e la lotta contro i rischi per la sicurezza e le crisi (compreso il terrorismo) al fine di assicurare un livello elevato di sicurezza nell'UE. Nel 2018 le azioni finanziate dagli Stati membri in quest'ambito hanno raggiunto un totale di 150 milioni di EUR provenienti da finanziamenti dell'UE, il 55 % in più rispetto al 2017.
Nell'ambito del fondo, nel 2018 sia lo scambio di informazioni che le operazioni sono stati ulteriormente sviluppati. Con il sostegno del fondo, nel 2018 sono state istituite 413 squadre investigative comuni nonché la piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità. Inoltre, al 31 marzo 2019 i progetti finalizzati alla prevenzione della criminalità erano 164, mentre i progetti volti a migliorare gli scambi di informazioni tra le autorità di contrasto in merito ai sistemi Europol erano 69: si tratta di un aumento del 13 % rispetto ai dati relativi a progetti analoghi registrati nel 2017. Gli Stati membri hanno intensificato le attività di formazione e, di conseguenza, il personale delle autorità di contrasto formato su tematiche inerenti alla dimensione transfrontaliera ha superato le 27 526 unità nel 2018, in aumento del 230 % rispetto al 2017.
A sostegno degli sforzi per combattere il terrorismo, il Fondo sicurezza interna — Polizia ha finanziato attività volte a contrastare le nuove modalità operative del terrorismo e a sostenere lo sviluppo di azioni di collaborazione e partenariati tra autorità pubbliche ed enti privati. Nel 2018 sono stati selezionati tre nuovi progetti per un totale di 2,6 milioni di EUR di finanziamenti. Il Fondo sicurezza interna — Polizia ha inoltre erogato 6 milioni di EUR per sostenere il funzionamento della rete di sensibilizzazione al problema della radicalizzazione, che collega tra loro circa 5 000 operatori degli Stati membri. Inoltre, al fine di sostenere gli sforzi delle città volti a proteggere meglio gli spazi pubblici, il Fondo sicurezza interna — Polizia ha finanziato diversi progetti promossi dalle città che cercano modi innovativi di tutelare i propri abitanti e gli spazi pubblici.
Nell'esercizio finanziario 2018, nell'ambito del Fondo sicurezza interna — Frontiere e visti, sono stati spesi in totale 234 milioni di EUR provenienti da finanziamenti dell'UE, il 13 %in più rispetto al 2017.
Nel 2018, nel quadro del sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (Eurosur) (
), gli Stati membri hanno speso in totale 234 milioni di EUR di finanziamenti dell'UE assegnati ai programmi nazionali del Fondo sicurezza interna — Frontiere e visti. Il numero di attraversamenti delle frontiere esterne dell'UE avvenuti presso i cancelli per il controllo automatizzato alle frontiere (finanziati dal fondo Frontiere e visti) è costantemente aumentato e nel 2018 ha raggiunto i 21 milioni di attraversamenti.
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Assistenza di emergenza (
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Nell'ambito del Fondo sicurezza interna, la Grecia ha attuato un progetto di assistenza di emergenza (7,1 milioni di EUR) per potenziare il personale addetto ai servizi di accoglienza e identificazione, che prevedeva la presenza di agenti della polizia nazionale greca all'interno dei cinque punti di crisi al fine di aumentare la sicurezza dei migranti e del personale.
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Nel 2018 l'Italia ha attuato progetti (contributo dell'UE pari a 62,9 milioni di EUR), inerenti a punti di crisi e altre zone di sbarco, che comprendevano l'acquisto di attrezzature per i controlli alla frontiera, servizi di interpretazione e di mediazione interculturale nonché l'ammodernamento e il funzionamento degli strumenti di sorveglianza alla frontiera. Inoltre, nell'ambito dell'assistenza di emergenza, nel 2018 sono stati erogati a favore dell'Italia ulteriori 4,41 milioni di EUR.
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Sistemi informatici su larga scala: negli ultimi anni l'UE ha sviluppato sistemi informatici centralizzati su larga scala finalizzati alla raccolta, al trattamento e alla condivisione di informazioni relative a sicurezza, migrazione e gestione delle frontiere esterne. Tali sistemi sono essenziali per la cooperazione in materia di sicurezza nonché per la gestione delle frontiere esterne e della migrazione nell'UE.
·Il sistema d'informazione Schengen è un sistema informativo su larga scala attivo in tutta l'UE che memorizza, segnala e fornisce informazioni su determinate categorie di persone o oggetti scomparsi o ricercati. Nel 2018 il sistema è stato consultato 6 miliardi di volte, rispetto ai 5 miliardi del 2017. In tal modo si riduce la probabilità che le persone che rappresentano una minaccia per la sicurezza, compresi i cittadini dell'UE che rientrano nell'Unione, superino le frontiere senza essere individuate.
·Il sistema automatico per il riconoscimento delle impronte digitali contribuisce all'identificazione di criminali e terroristi che entrano e si spostano nello spazio Schengen sotto falsa identità.
·Nel 2018 sono stati adottati due regolamenti (
) relativi al sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), finanziato nell'ambito del Fondo sicurezza interna. Il sistema raccoglierà informazioni su tutte le persone che viaggiano in Europa senza visto e garantirà l'individuazione di eventuali problemi di sicurezza e di migrazione irregolare prima che sia effettuato il viaggio verso lo spazio Schengen. Ciò contribuirà a una gestione più efficace delle frontiere esterne dell'Unione, potenziando la sicurezza interna dell'UE e consentendo una migliore gestione della migrazione irregolare.
·Lo sviluppo del sistema di ingressi e uscite è stato avviato alla fine del 2018 con il finanziamento del Fondo sicurezza interna. Il sistema modernizzerà la gestione delle frontiere esterne dell'UE sostituendo la timbratura manuale dei passaporti con la registrazione elettronica dei dati d'identità dei cittadini di paesi terzi (nonché dell'orario, della data e del luogo di ingresso e di uscita).
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Valutazione e analisi
La valutazione intermedia (
) ha confermato che il Fondo sicurezza interna ha risposto bene alle mutevoli esigenze prodotte dalla crisi migratoria e della sicurezza e ha permesso il trasferimento di risorse agli Stati membri interessati.
I risultati della valutazione hanno dimostrato l'importanza del Fondo sicurezza interna — Frontiere e visti nel garantire un'efficace gestione integrata delle frontiere attraverso un maggiore scambio di informazioni e una più ampia cooperazione, anche con l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, il che ha contribuito allo sviluppo di sistemi informatici finalizzati alla sorveglianza e alla gestione delle frontiere. La valutazione ha sottolineato che il Fondo sicurezza interna — Polizia ha svolto un ruolo essenziale nel migliorare la capacità degli Stati membri di far fronte alle minacce alla sicurezza di dimensione transnazionale, quali il terrorismo, la criminalità organizzata e la corruzione. Il fondo ha promosso la cooperazione nelle operazioni di contrasto della criminalità a livello europeo mediante lo scambio di informazioni e la divulgazione delle migliori pratiche, l'istituzione di reti e progetti transazionali nonché la partecipazione degli Stati membri a squadre investigative comuni.
I principali insegnamenti da trarre da questa valutazione riguardano la necessità di aumentare la sostenibilità del fondo, dato che la continuità delle azioni dipende in larga misura dai finanziamenti dell'UE. Occorre adottare ulteriori misure al fine di alleviare gli oneri amministrativi, mentre il quadro di valutazione e monitoraggio potrebbe essere migliorato attraverso una migliore definizione degli indicatori, che andrebbero introdotti fin dall'inizio. I calendari di rendicontazione andrebbero sincronizzati con quelli degli Stati membri, la maggior parte dei quali ha indicato la necessità di ulteriori orientamenti da parte della Commissione in merito all'attuazione del fondo. Per quanto concerne il Fondo sicurezza interna — Frontiere e visti, ci si sarebbe potuto attendere un maggiore valore aggiunto dell'UE nei settori della cooperazione consolare e della cooperazione con i paesi terzi, mentre, per quanto riguarda il Fondo sicurezza interna — Polizia, si devono ancora compiere progressi nel miglioramento della capacità degli Stati membri di proteggere le infrastrutture critiche, nello sviluppo dei programmi di formazione e di scambio, nonché nell'adozione di misure di concerto con paesi terzi e organizzazioni internazionali. Si incoraggiano gli Stati membri a essere più flessibili nell'elaborazione dei programmi nazionali e nello stanziamento di fondi (
).
La Commissione ha tenuto pienamente conto dei risultati della valutazione nella proposta relativa al rafforzamento del Fondo sicurezza interna (
). In particolare, la proposta prevede una nuova serie di obiettivi che aiuteranno gli Stati membri a intervenire in modo più flessibile ed efficace sulle priorità in materia di sicurezza: la lotta contro il terrorismo e la radicalizzazione; forme di criminalità gravi e organizzate; criminalità informatica nonché protezione delle vittime di reato. La proposta incrementa la flessibilità del fondo accantonando una parte sostanziale dei finanziamenti per le sfide impreviste in materia di sicurezza, il che consente di rispondere rapidamente alle emergenze e di convogliare i fondi verso gli Stati membri che ne hanno più bisogno. Poiché la sicurezza è una questione globale che dipende dalle nostre azioni al di là delle frontiere dell'UE e un tema di carattere trasversale che richiede una risposta coordinata da parte dell'UE, il fondo migliorato continuerà a sostenere l'attuazione di misure nei paesi terzi, garantendo al contempo piena complementarità con le priorità interne in materia di sicurezza e gli obiettivi generali dell'UE in quei paesi. Inoltre, interagirà in maniera più efficace con altri fondi dell'UE, compresi i fondi di coesione e Orizzonte Europa, nonché il Fondo per la gestione integrata delle frontiere e il Fondo Asilo e migrazione, al fine di massimizzare la risposta dell'UE alle sfide alla sicurezza su tutti i fronti.
Per gestire meglio e in modo più integrato le frontiere esterne dell'UE, l'attuale fondo Frontiere e visti sarà stralciato dal Fondo sicurezza interna per confluire nel nuovo Fondo per la gestione integrata delle frontiere (
). Il Fondo per la gestione integrata delle frontiere favorirà l'ulteriore sviluppo della politica comune in materia di visti e garantirà una gestione integrata europea delle frontiere esterne dell'UE al fine di gestire in modo efficiente l'attraversamento delle frontiere esterne dell'Unione. La chiave per la distribuzione dei finanziamenti sarà la flessibilità, che permetterà di determinare il giusto modo di erogazione e gli ambiti cui destinare i finanziamenti, mantenendo al contempo una massa critica di finanziamenti anticipati per investimenti strutturali e grandi investimenti pluriennali in linea con le esigenze degli Stati membri. L'assegnazione dei fondi terrà altresì pienamente conto della necessità che gli Stati membri concentrino gli investimenti sulle priorità fondamentali dell'UE conformemente al corpus legislativo dell'UE (l'acquis dell'Unione).
Programma Salute
L'obiettivo del programma Salute è integrare, sostenere e aggiungere valore alle politiche degli Stati membri per migliorare la salute della popolazione e ridurre le disuguaglianze in termini di salute incoraggiando l'innovazione in ambito sanitario e accrescendo la sostenibilità dei sistemi sanitari.
In totale, nel 2018 sono stati stanziati 60,7 milioni di EUR per consentire all'UE di continuare a sostenere le attività degli Stati membri nel settore della salute. Per il periodo 2014-2020 il bilancio disponibile ammonta a 449,4 milioni di EUR (
). Nel 2018 da tale bilancio sono stati erogati: 6,9 milioni di EUR per le gravi minacce sanitarie transfrontaliere; 7,4 milioni di EUR per sistemi sanitari efficaci, accessibili e resilienti (
); 22 milioni di EUR per migliorare l'accesso alle competenze mediche e alle informazioni concernenti patologie specifiche.
Nel 2018 sono state sottoscritte con gli Stati membri sei azioni comuni in materia di: (a) disuguaglianze sanitarie, (b) partenariato innovativo per la lotta contro il cancro, (c) vaccinazione, (d) preparazione e azione ai valichi di ingresso (attraversamenti aerei, marittimi e terrestri), (e) azione a sostegno della rete eHealth e (f) informazioni sanitarie a favore di un sistema d'informazione sostenibile nel settore sanitario dell'UE che promuova le attività di ricerca sulla salute, la definizione delle politiche e le conoscenze nazionali (
).
L'azione comune in materia di vaccinazione (2018-2021) interessa venti paesi, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, l'Organizzazione mondiale della sanità, l'industria e i portatori di interessi ed è coordinata dall'istituto nazionale francese per la sanità e la ricerca medica. L'azione comune, attraverso la condivisione di strumenti atti a rafforzare le risposte nazionali alle sfide alla vaccinazione, mira a stimolare una cooperazione europea di lunga durata nella lotta contro le malattie prevenibili da vaccino (
).
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Proteggere la salute, salvare vite umane
Cooperazione dell'UE nella lotta contro le malattie prevenibili da vaccino
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In tutto il mondo,
i vaccini prevengono
ogni anno
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{
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milioni di casi di
MORBILLO
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milioni di casi di
TETANO
NEONATALE
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milione di casi di
PERTOSSE
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Fonte: Commissione europea.
Nel 2019 l'attuazione del programma Salute tiene conto sia delle raccomandazioni di cui alla valutazione ex post del secondo programma in materia di salute 2008-2013, sia di quelle contenute nella valutazione intermedia del terzo programma in materia di salute, vale a dire: migliorare il monitoraggio del programma e garantire una divulgazione più proattiva dei risultati, nonché promuovere una migliore collaborazione all'interno della Commissione.
Per il periodo di bilancio 2021-2027, la Commissione ha proposto di integrare il programma in materia di salute in un programma globale e ottimizzato dal nome Fondo sociale europeo Plus (
), che riguarderà la resilienza e l'efficacia dei sistemi sanitari e delle politiche di sanità pubblica, le disuguaglianze nell'accesso alla sanità pubblica e nella qualità dell'assistenza sanitaria tra gli Stati membri, nonché la protezione da gravi minacce sanitarie transfrontaliere.
Alimenti e mangimi
Obiettivi del programma
L'obiettivo del programma Alimenti e mangimi consiste nel contribuire a un livello elevato di protezione della salute dell'uomo, degli animali e delle piante lungo l'intera filiera alimentare e nei settori correlati, attraverso la prevenzione e il debellamento delle malattie e degli organismi nocivi e assicurando un livello elevato di protezione dei consumatori e dell'ambiente, rafforzando al contempo la competitività dell'industria alimentare e dei mangimi dell'Unione e favorendo la creazione di posti di lavoro.
Attuazione e risultati più recenti (
)
Nel 2018 è stato stanziato un totale di 282,2 milioni di EUR (
) per consentire all'UE di continuare a sostenere le proprie attività nel settore della sicurezza alimentare e dei mangimi. Per il periodo 2014-2020 il bilancio disponibile ammonta a 1,892 miliardi di EUR (
), comprese le sovvenzioni erogate a favore degli Stati membri per debellare le malattie degli animali (137,6 milioni di EUR), coprire i fondi per le emergenze veterinarie (48,4 milioni di EUR), garantire la salute delle piante [15,6 milioni di EUR()] e altre misure di sostegno (74,6 milioni di EUR) (
).
Il programma ha cofinanziato 139 programmi veterinari nazionali finalizzati al controllo e al debellamento delle malattie degli animali, comprese quelle trasmissibili all'uomo. Per esempio, a partire dal 2014 la peste suina africana (una malattia devastante per maiali e cinghiali) è andata diffondendosi dai paesi extra-UE dell'Europa orientale fino a raggiungere i paesi della frontiera orientale dell'UE. Questa malattia virale è propagata da cinghiali e maiali o materiali infetti, quali veicoli e stivali. Nel 2018 nove Stati membri si erano dotati di programmi nazionali approvati dall'UE per il controllo e il debellamento della peste suina africana, finanziati con un totale di 13,7 milioni di EUR. Misure di emergenza sono state cofinanziate con una dotazione di 36,1 milioni di EUR. Inoltre, due paesi confinanti non appartenenti all'UE (Moldova e Ucraina) hanno ricevuto aiuti finanziari. Nel 2018 il numero di Stati membri in cui sono state registrate infezioni è passato da sei a dieci.
Il programma ha cofinanziato 24 programmi di indagine sulla sanità delle piante, che garantiscono l'individuazione e il debellamento precoci dei focolai di parassiti nelle piante. Per esempio, il programma finanzia misure contro il batterio vegetale Xylella fastidiosa, che infetta gli ulivi e le drupacee (
). Dal 2017 l'UE contribuisce finanziariamente al risarcimento dei proprietari per il valore delle piante distrutte.
Il programma sostiene l'applicazione della normativa dell'UE in materia di alimenti e mangimi mediante due azioni: gli ispettori alimentari sono formati nell'ambito dell'iniziativa "Migliorare la formazione per rendere più sicuri gli alimenti" (160 corsi di formazione in aula con oltre 500 partecipanti e all'incirca 6 500 partecipanti ai corsi di formazione per via elettronica) e i laboratori nazionali di controllo dell'applicazione sono sostenuti da 46 laboratori europei di riferimento (16,9 milioni di EUR), i quali forniscono assistenza tecnica e coordinata agli Stati membri dell'UE affinché conducano audit ufficiali su alimenti e mangimi (in appresso "controlli"). Entrambe le azioni contribuiscono a garantire un'applicazione uniforme e, in definitiva, a garantire condizioni paritarie nel mercato unico.
Valutazione e analisi
La valutazione intermedia del programma ha contribuito allo sviluppo della sezione dedicata ad alimenti e mangimi di cui alla proposta relativa al mercato unico (
). Le azioni concernenti la catena alimentare sostenute dal programma proposto, quali misure veterinarie e fitosanitarie volte a promuovere un livello elevato di salute e benessere degli animali e un livello elevato di salute delle piante, nonché a prevenire crisi di sanità animale e delle piante, sono in larga misura una prosecuzione del programma esistente.
Nella valutazione intermedia del programma Alimenti e mangimi (
), l'assenza di indicatori che rendessero possibile una valutazione dell'efficacia in termini di costi è stata individuata come carenza e inserita in una raccomandazione della Corte dei conti.
Nel 2018 la Commissione ha provveduto alla formulazione e all'attuazione di un insieme completo di indicatori dell'efficacia sotto il profilo dei costi per i principali settori di spesa del programma Alimenti e mangimi, i quali saranno applicati nella valutazione ex post del programma e, nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, costituiranno inoltre la base del quadro di monitoraggio della sezione dedicata ad alimenti e mangimi di cui al programma per il mercato unico.
Programma Consumatori
Il programma Consumatori (
) sostiene le politiche UE dei consumatori aiutando i cittadini a esercitare appieno i loro diritti di consumatori e a partecipare attivamente al mercato unico. Il programma sostiene quindi la crescita, l'innovazione e il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020.
Sweep di telecomunicazioni e altri siti Internet fornitori di servizi digitali
Nell'ambito della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori, le autorità di 21 Stati membri dell'UE più Norvegia e Islanda hanno esaminato 207 siti web di operatori che offrono servizi quali accesso alla telefonia fissa e mobile, internet, streaming audio e video.
Dall'indagine sono emerse irregolarità e due terzi dei siti web sono stati segnalati per ulteriori accertamenti. Il problema principale è risultato essere l'assenza di informazioni chiare relative alla gestione dei reclami. Le autorità hanno chiesto ai siti web interessati di allineare le loro pratiche alla legislazione dell'UE in materia di tutela dei consumatori. È possibile consultare online i risultati dettagliati dell'indagine all'indirizzo
(
https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/results_of_2017_-_telecommunication_sweep_0.pdf
)
Dai risultati preliminari della valutazione intermedia (
) si evince che il programma Consumatori sta svolgendo un ruolo fondamentale nel sostenere le politiche UE dei consumatori e nell'apportare vantaggi concreti per i consumatori europei e le altre parti interessate. Nel complesso, le attività finanziate attraverso il programma Consumatori 2014-2020 hanno compiuto progressi verso il raggiungimento degli obiettivi specifici del programma nei settori della sicurezza, dell'informazione e dell'educazione dei consumatori, dei diritti, dei mezzi di ricorso e dell'applicazione della normativa e apportano un valore aggiunto a livello di UE. Tuttavia, la valutazione ha anche individuato margini di miglioramento del programma, soprattutto per quanto riguarda la semplificazione e gli oneri amministrativi (giudicati elevati dalle parti interessate). Potrebbe inoltre essere migliorato il livello di utilizzo di processi decisionali basati su dati di fatto. La valutazione conclude evidenziando la necessità di rafforzare in futuro la capacità del programma di reagire alle nuove sfide legate agli sviluppi del mercato, alla digitalizzazione e alle nuove esigenze politiche.
I risultati della valutazione sono stati accolti nella recente proposta per un nuovo programma per il mercato unico nell'ambito del futuro quadro finanziario pluriennale che comprende una sezione relativa ai consumatori, in particolare per responsabilizzarli e proteggerli. Il nuovo programma assicurerà il rispetto dei diritti dei consumatori, garantirà un elevato livello di protezione dei consumatori e la sicurezza dei prodotti e assisterà i consumatori in caso di problemi, ad esempio legati agli acquisti online. Agevolerà inoltre l'accesso dei consumatori ai mezzi di ricorso, come proposto nel "New Deal" per i consumatori (
). Sostenendo le attività in materia di politica dei consumatori, il futuro programma per il mercato unico svilupperà anche vantaggi reciproci con il Fondo per la giustizia, i diritti e i valori, al fine di garantire il rispetto della legislazione relativa alla tutela dei consumatori.
Europa creativa
Obiettivi del programma
Europa creativa è il programma quadro della Commissione europea per il sostegno ai settori europei della cultura e degli audiovisivi. Il programma è composto da due sottoprogrammi, Cultura e MEDIA, e da una sezione transettoriale. I suoi obiettivi sono promuovere la diversità linguistica e culturale europea e rafforzare la competitività del settore culturale e creativo, sviluppando la capacità di operare a livello transnazionale attraverso il sostegno alle case di produzione e distribuzione indipendenti del settore audiovisivo nonché a una vasta gamma di imprese del settore culturale.
Attuazione e risultati più recenti
MEDIA sostiene il quadro normativo rafforzato consentendo la circolazione transfrontaliera delle opere. Le nuove norme contribuiranno a una più ampia distribuzione delle opere audiovisive in tutta l'UE: la direttiva riveduta sui servizi di media audiovisivi rinforza gli obblighi dei fornitori di servizi a richiesta di promuovere le opere europee; il regolamento relativo alla portabilità transfrontaliera di servizi di contenuti online consente ai cittadini europei di fruire dei servizi di contenuti online quando viaggiano nell'UE; la direttiva sulle trasmissioni e ritrasmissioni online di programmi TV e radio; la nuova direttiva sul diritto d'autore nel mercato unico digitale mira a garantire un maggiore accesso online e transfrontaliero ai contenuti protetti dal diritto d'autore, in particolare agevolando la concessione di licenze per opere audiovisive e fuori commercio. MEDIA accompagna questo quadro normativo in evoluzione promuovendo la collaborazione lungo tutta la catena del valore al fine di sostenere progetti con un elevato potenziale di circolazione.
Un contributo fondamentale alla cooperazione culturale a livello di UE, nonché importante risultato del 2018, è stata l'adozione di una nuova agenda europea per la cultura (
). La nuova agenda mira a rispondere alle sfide sociali ed economiche che l'UE si trova ad affrontare, utilizzando la cultura per creare un'unione più giusta e inclusiva, a sostegno dell'innovazione, della creatività, dell'occupazione e della crescita sostenibili. La nuova agenda prevede oltre 25 azioni in cinque dimensioni (sociale, economica, esterna, patrimonio culturale, Digital4Culture) e propone un maggiore coinvolgimento degli Stati membri nella collaborazione politica e nell'attuazione dei risultati politici attraverso progetti comuni, anche con organizzazioni culturali internazionali e istituti culturali nazionali di paesi terzi.
Nel 2018 è stato presentato un totale di 5 290 domande nell'ambito del programma Europa creativa (748 nell'ambito del sottoprogramma Cultura e 4 542 nell'ambito del sottoprogramma MEDIA), 2 429 delle quali sono state prescelte per un finanziamento (234 per Cultura e 2 195 per MEDIA).
Sempre nel 2018, MEDIA ha condiviso storie attraverso svariati canali, raggiungendo 122 milioni di persone mediante cinema (55 milioni), TV (57 milioni), festival ed eventi (8,5 milioni) e video su richiesta (1,82 milioni).
MEDIA apporta un contributo fondamentale nella diffusione dei film europei al di fuori dei loro mercati nazionali. Complessivamente, nel 2018 il sottoprogramma ha sostenuto la distribuzione di 563 film nelle sale cinematografiche oltre confine. Un sostegno mirato è stato concesso a 19 singoli film da distribuire in media in 25 territori attraverso un consorzio di distributori, al fine di promuovere l'accesso transfrontaliero.
Nell'ambito del sottoprogramma Cultura, nel 2018 il sostegno ha dato luogo a 132 progetti di cooperazione europea, di cui 29 relativi a un invito speciale sul patrimonio culturale come contributo all'Anno europeo del patrimonio culturale. Questi progetti sottolineano la diversità culturale dell'Europa e apportano vantaggi economici alle piccole e medie imprese e alle microimprese attive in settori culturali quali la musica, l'editoria e il design.
Una modifica del programma di lavoro adottato nell'aprile 2018 ha reso possibile il finanziamento di un maggior numero di piccoli progetti di cooperazione, ampliando la partecipazione al concorso per i premi dell'Unione europea per il patrimonio culturale e per la letteratura, aumentando l'azione di creazione delle capacità per le future capitali europee della cultura, assegnando tre sovvenzioni al Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (Unesco) e al Consiglio d'Europa per l'attuazione di obiettivi specifici dell'Anno europeo del patrimonio culturale, e lanciando un nuovo programma sperimentale di mobilità per artisti e creativi.
Nell'ambito della sezione transettoriale, lo strumento di garanzia per i settori della cultura e della creatività è uno strumento innovativo orientato al mercato che colma il deficit dei finanziamenti alle piccole e medie imprese attive in questi settori. Alla fine del terzo trimestre del 2018, lo strumento ha siglato 11 accordi di garanzia con 10 intermediari finanziari di Belgio, Cechia, Spagna, Francia, Italia, Polonia, Portogallo e Romania. Complessivamente, nell'ambito del programma sono stati concessi oltre 630 prestiti a beneficiari finali, di cui il 60 % provenienti dal settore audiovisivo e il 40 % da altri settori culturali.
Inoltre, grazie a stanziamenti supplementari al bilancio 2018 è stato possibile finanziare un progetto intersettoriale, nel contesto dell'Anno europeo del patrimonio culturale, per promuovere il patrimonio cinematografico attraverso la digitalizzazione dei classici e l'organizzazione di proiezioni in luoghi che rispecchiano la ricchezza dell'architettura europea.
Nel novembre 2018 è stato avviato il progetto politico "Spazi e Città culturali e creative", che proseguirà fino a marzo 2021. Il progetto si propone di sostenere gli spazi culturali e creativi e gli altri attori, in particolare quelli a livello locale. Verrà inoltre esplorato il contesto più ampio degli hub creativi, dei centri culturali e del contesto locale per utilizzare meglio gli spazi pubblici per la rigenerazione sociale attraverso la cultura, per collegare meglio lo sviluppo urbano, l'inclusione sociale, la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo delle competenze e le politiche di innovazione, creando uno spazio di sperimentazione politica e di sostegno di nuovi approcci, per sperimentare idee sulla cultura e l'economia creativa nel contesto dell'economia collaborativa. Città e autorità regionali saranno attivamente coinvolte nel progetto e nell'organizzazione di una serie di laboratori urbani.
Attraverso la partecipazione di paesi terzi al programma Europa creativa, la Commissione ha rafforzato la cooperazione culturale dell'UE, in particolare con i Balcani occidentali nonché con le vicine regioni meridionali e orientali, contribuendo alla promozione della diversità culturale e al sostegno delle industrie culturali e creative. La sottoscrizione di due accordi per la partecipazione dell'Armenia e del Kosovo (
) a Europa creativa ha portato a 13 il numero di paesi terzi che aderiscono al programma. La partecipazione di tutti i paesi dei Balcani occidentali (Albania, Macedonia del Nord, Kosovo, Montenegro, Serbia, Bosnia-Erzegovina) al programma Europa creativa consente di rafforzare la strategia dell'UE per i Balcani occidentali.
Valutazione e analisi
Secondo la valutazione intermedia (
), il programma Europa creativa ha complessivamente ottenuto buoni risultati, con un elevato livello di domanda e di partecipazione delle parti interessate. Il programma rimane altamente valido e in grado di rispondere alle sfide attuali del settore, quali la frammentazione dei mercati e la loro crescente digitalizzazione. Sostenendo la circolazione di contenuti diversificati, esso ha inoltre contribuito alla diffusione e alla difesa dei valori europei. Il programma Europa creativa è inoltre risultato rilevante per le mutevoli priorità dei settori, per le strategie perseguite dagli Stati membri e per le priorità politiche dell'UE. Tuttavia, nonostante i risultati positivi, esso deve fare di più per sostenere i settori culturali e creativi nel cogliere appieno le opportunità offerte dal passaggio al digitale, tenendo conto dei nuovi modelli di pubblico e di consumo e delle modalità di creazione, produzione, accesso e monetizzazione delle opere culturali e creative nell'economia digitale.
Per il prossimo quadro finanziario pluriennale, la Commissione ha proposto di aumentare i finanziamenti a favore del programma Europa creativa (
). Il nuovo programma si basa sui risultati del programma attuale, rafforzando al contempo la risposta volta ad affrontare la trasformazione dei settori culturali e creativi. Il nuovo programma Europa creativa intende concentrarsi sulla potenza delle reti e sulla cooperazione per contribuire all'espansione di questi settori. Esso offrirà ai beneficiari la possibilità di sviluppare iniziative transfrontaliere a livello europeo innovative dal punto di vista tecnologico e artistico al fine di scambiare, creare insieme, coprodurre nonché distribuire e promuovere opere europee e renderle accessibili a un pubblico ampio e diversificato. Si prevede che il programma intensificherà l'innovazione, anche attraverso la collaborazione intersettoriale, per sfruttare al meglio la tecnologia digitale per la creazione e lo sviluppo del pubblico. Il nuovo programma sosterrà anche il settore dei mezzi di informazione per promuovere la diversità e il pluralismo dei media, rafforzando il giornalismo di qualità e favorendo l'alfabetizzazione mediatica. L'attuazione del programma sarà inoltre razionalizzata per migliorare il rapporto costo-efficacia e ridurre gli oneri amministrativi.
Programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza
Il programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza (
) intende contribuire all'ulteriore sviluppo di un'Unione europea in cui l'uguaglianza e i diritti delle persone, quali sanciti dai trattati UE, dalla Carta dei diritti fondamentali e dalle convenzioni internazionali sui diritti umani, siano promossi ed attuati in modo efficace. Il programma è attuato in regime di gestione diretta. Con un bilancio di 62 milioni di EUR nel 2018, il programma ha finanziato azioni di autorità pubbliche, università, organizzazioni non governative e altre organizzazioni che sostengono le politiche in materia di diritti fondamentali della Commissione.
Nel 2018, il programma ha finanziato azioni per combattere la discriminazione e promuovere la parità, quali la piattaforma per le carte delle diversità a livello UE e il relativo forum del 2018 dal titolo "Diversity in Diverse Europe" (
). Al fine di promuovere la parità tra donne e uomini, il programma ha finanziato una campagna in favore dell'eliminazione del divario di retribuzione tra i generi in occasione della giornata europea della parità retributiva. Il programma ha inoltre alimentato il dibattito politico sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro e sulle priorità future per le attività sulla parità di genere finanziando la conferenza europea "Gender Equality & YOU" (ottobre 2018, Vienna). Per quanto riguarda la protezione della privacy e dei dati personali, il programma ha contribuito a sensibilizzare le piccole e media imprese, le autorità pubbliche e il pubblico sulle nuove regole in materia di protezione dei dati (
) attraverso uno strumentario di orientamento online disponibile sul sito web della Commissione in tutte le lingue dell'UE, oltre a opuscoli e schede informative. Il programma rappresenta inoltre il principale pilastro finanziario delle politiche relative alle persone con disabilità della Commissione e sostiene l'attuazione della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e della Strategia europea sulla disabilità.
Il programma ha inoltre sostenuto importanti progetti nel settore della prevenzione e della lotta contro il razzismo, la xenofobia e altre forme di intolleranza, concentrandosi su forme specifiche di intolleranza quali l'antisemitismo, l'odio anti-islamico, l'afrofobia e il razzismo contro i neri, l'omofobia e la transfobia.
Facing facts!
"Facing facts!" è un'iniziativa della società civile il cui scopo è quello di migliorare il riconoscimento e la registrazione di (e la risposta a) crimini d'odio e discorsi d'odio a livello nazionale e non solo, operando tra la società civile e le autorità pubbliche. Il progetto ha sviluppato una serie di corsi online sul riconoscimento, il monitoraggio e il contrasto dei crimini d'odio e dei discorsi d'odio, rivolti a singoli attivisti, organizzazioni della società civile, forze dell'ordine e rappresentanti governativi.
La valutazione intermedia (
) ha concluso che, in generale, il programma ha migliorato il livello di conoscenza del diritto e delle politiche dell'UE e dei diritti, dei valori e dei principi su cui si fonda l'obiettivo generale di rafforzare la parità e i diritti delle persone. La valutazione ha mostrato che, in generale, rispetto ai programmi precedenti, le prestazioni del programma sono migliorate in termini di orientamento ed efficacia delle attività. Tuttavia, la valutazione ha anche individuato la necessità di miglioramento, in particolare attraverso una maggiore concentrazione dell'attenzione sulle esigenze emergenti, tra le quali la violenza elettronica, una revisione degli indicatori di monitoraggio, il conseguimento di un maggior equilibrio geografico tra i beneficiari e la riduzione dell'onere amministrativo (tuttora percepito come elevato dalle parti interessate del programma).
Nell'ambito del quadro finanziario pluriennale dopo il 2020, la Commissione ha proposto un nuovo Fondo per la giustizia, i diritti e i valori (
). Il fondo comprende due programmi di finanziamento: il programma Diritti e valori (
) e il programma Giustizia (
). Con tale proposta, la Commissione intende tutelare i valori, i diritti e la giustizia dell'UE nella vita quotidiana delle persone. Il programma si concentrerà principalmente sulle persone e i soggetti che contribuiscono a rendere vivi e dinamici i nostri valori, i nostri diritti e la nostra ricca diversità, con l'obiettivo ultimo di alimentare e promuovere una società fondata sui diritti, equa, inclusiva e democratica. Si eviterà la duplicazione delle attività nell'ambito di questo fondo di più ampia portata e le risorse potranno essere condivise tra il programma Diritti e valori e il programma Giustizia" per sviluppare vantaggi reciproci, pur tenendo conto delle specificità politiche. L'attuazione sarà inoltre razionalizzata per migliorare il rapporto costo-efficacia e ridurre gli oneri amministrativi.
Programma Giustizia
Il programma Giustizia (
) contribuisce all'ulteriore sviluppo di uno spazio europeo di giustizia basato sul riconoscimento e sulla fiducia reciproci. Il programma promuove tanto la parità tra donne e uomini quanto i diritti dei minori, anche mediante una giustizia a misura di minore nell'attuazione di tutte le sue azioni. Le attività del programma rispettano il divieto di discriminazione fondata su uno qualsiasi dei motivi elencati all'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali (
).
I risultati conseguiti dal programma Giustizia nel 2018 (
) sono strettamente connessi all'attività della Commissione volta a preparare, sostenere e garantire la corretta attuazione di un numero importante di strumenti giuridici dell'UE in materia civile e penale, migliorare le loro capacità in termini di applicazione e ricorso negli Stati membri e garantire un'adeguata cooperazione transfrontaliera e a livello dell'UE. Ad esempio, i finanziamenti sono stati utilizzati per sostenere l'applicazione del mandato d'arresto europeo che, con oltre 10 000 casi all'anno, è lo strumento unionale più efficace in materia penale. Il programma finanzia inoltre la rete giudiziaria europea in materia penale e civile, il cui scopo è quello di rafforzare la cooperazione tra le autorità giudiziarie nazionali. Migliorando l'applicazione pratica e l'attuazione degli strumenti di giustizia civile dell'UE, la rete contribuisce a creare ponti e fiducia reciproca tra gli Stati membri. Il programma Giustizia ha finanziato studi di controllo di conformità per la legislazione UE recepita negli Stati membri dell'UE. Il programma ha inoltre finanziato reti e formazione in materia giudiziaria (
).
Portale europeo della giustizia elettronica
Il programma Giustizia finanzia il portale europeo della giustizia elettronica (
). Si tratta di un'iniziativa congiunta della Commissione e del Consiglio dell'UE che fornisce contenuti informativi multilingue e servizi elettronici quali le interconnessioni dei registri nazionali. Nel corso del tempo, il portale si è evoluto per offrire contenuti sempre più ampi, fino a diventare uno sportello unico per il pubblico, le imprese, i professionisti legali e la magistratura. Il portale è stato potenziato con un motore di ricerca su larga scala per la giurisprudenza europea e nazionale e consente ora la ricerca decentrata nei registri delle imprese e delle imprese degli Stati membri. Sono stati compiuti progressi verso un rinnovamento completo dell'aspetto del portale. Nel 2018, il numero di visite da parte degli utenti, vicino ai 3 milioni, ha mostrato un incremento di quasi sei volte rispetto allo scenario di riferimento del 2012.
La valutazione intermedia dell'attuazione del programma Giustizia per il periodo 2014-2020 portata a termine nel 2018 (
) ha dimostrato che il programma è valido e ha contribuito alla realizzazione di uno spazio europeo di giustizia, basato sul riconoscimento reciproco e sulla fiducia reciproca, in particolare promuovendo la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale. I metodi di finanziamento sono stati ritenuti adeguati agli obiettivi del programma e alle esigenze dei gruppi destinatari. Il programma ha apportato un elevato valore aggiunto europeo. La valutazione ha inoltre individuato una serie di carenze relative principalmente all'ambito ristretto del gruppo destinatario, allo squilibrio nella distribuzione geografica dei beneficiari e agli indicatori di monitoraggio. Le parti interessate hanno percepito l'onere amministrativo come elevato. La valutazione ha dimostrato la necessità di rafforzare i vantaggi reciproci e la collaborazione con altre iniziative dell'UE.
Per il periodo 2021-2027, la Commissione ha proposto un nuovo programma Giustizia (
) che, insieme al programma Diritti e valori, farà parte di un nuovo Fondo per la giustizia, i diritti e i valori. Tale architettura tiene conto dei risultati della valutazione intermedia affrontando, ad esempio, il carattere frammentario e le risorse limitate degli attuali programmi di finanziamento dell'UE dedicati a valori, diritti, cittadinanza e giustizia, che limitano la capacità dell'UE di rispondere alle sfide attuali e future nel sostenere società aperte, democratiche e inclusive in Europa.
Programma L'Europa per i cittadini
L'obiettivo del programma L'Europa per i cittadini (
) è contribuire a una migliore comprensione dell'Unione, della sua storia, del suo patrimonio culturale e della sua diversità, promuovere la cittadinanza europea e migliorare le condizioni per una partecipazione civica e democratica a livello dell'UE. Il programma riveste un ruolo importante nel promuovere la partecipazione civica e l'impegno democratico dei cittadini.
Il programma è attuato (
) mediante sovvenzioni per azioni e sovvenzioni di funzionamento concesse a organizzazioni europee della società civile e gruppi di riflessione attivi nelle aree tematiche oggetto del programma e dell'azione delle autorità locali. L'attuazione del programma è demandata principalmente all'Agenzia esecutiva dell'UE per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA).
I finanziamenti nell'ambito del programma Europa per i cittadini, 185,5 milioni di EUR per il periodo 2014-2020 (
), contribuiscono all'attuazione delle tre componenti. Nel 2018, su 1 796 domande ricevute, sono stati selezionati 417 progetti, per un totale di circa 1 200 000 partecipanti presumibilmente coinvolti nelle attività del programma. Complessivamente, il programma è stato attuato in 34 paesi partecipanti ammissibili.
Componente 1. Impegno democratico e partecipazione civica: finanzia attività per lo sviluppo di una migliore comprensione da parte dei cittadini del processo di elaborazione politica dell'Unione e crea condizioni propizie all'impegno sociale e interculturale e al volontariato a livello di Unione. Nel 2018, sono stati selezionati 255 progetti di gemellaggio tra città, 35 reti di città e 31 progetti della società civile ammissibili al finanziamento e 24 organizzazioni della società civile e gruppi di riflessione sono stati finanziati attraverso sovvenzioni di funzionamento.
Componente 2. Memoria europea: finanzia attività che incoraggiano il dibattito ("riflessione") sulla diversità culturale europea e sui valori comuni. Sostiene inoltre iniziative di riflessione sulle origini dei regimi totalitari nella storia europea moderna e di commemorazione delle vittime dei loro crimini. È stato selezionato un totale di 37 progetti di commemorazione ammissibili al finanziamento e sei organizzazioni commemorative sono state finanziate attraverso sovvenzioni di funzionamento.
Componente 3. Azione orizzontale: Valorizzazione: mira a trarre maggiori insegnamenti dall'esperienza, favorire la trasferibilità dei risultati e, di conseguenza, aumentare gli effetti a lungo termine delle attività finanziate.
Information vs manipulation: how to stand up against propaganda? (Informazione contro manipolazione: come opporsi alla propaganda?)
Questo progetto, coordinato dal POLIN Museo della storia degli ebrei polacchi (
), si è rivolto agli studenti delle scuole superiori cechi, ungheresi e polacchi con l'obiettivo di migliorarne le conoscenze e consentire loro di acquisire la capacità di analisi critica nei confronti dei media moderni e diventare cittadini responsabili di una società democratica. Sono stati esaminati i meccanismi del linguaggio persuasivo e della propaganda, sulla base di specifici eventi storici del 1956 in Ungheria e del 1968 nell'ex Cecoslovacchia e in Polonia. Gli studenti hanno imparato a realizzare i propri progetti mediatici, partecipando a workshop sull'allestimento di mostre, conducendo dibattiti, raccogliendo e documentando la storia orale ed effettuando ricerche sociali, riprese video e attività di montaggio. Nella serata di gala finale, tenutasi al Museo POLIN, gli studenti hanno presentato 10 progetti di scuole creative.
Questo progetto, coordinato dal POLIN Museo della storia degli ebrei polacchi (
), si è rivolto agli studenti delle scuole superiori cechi, ungheresi e polacchi con l'obiettivo di migliorarne le conoscenze e consentire loro di acquisire la capacità di analisi critica nei confronti dei media moderni e diventare cittadini responsabili di una società democratica. Sono stati esaminati i meccanismi del linguaggio persuasivo e della propaganda, sulla base di specifici eventi storici del 1956 in Ungheria e del 1968 nell'ex Cecoslovacchia e in Polonia. Gli studenti hanno imparato a realizzare i propri progetti mediatici, partecipando a workshop sull'allestimento di mostre, conducendo dibattiti, raccogliendo e documentando la storia orale ed effettuando ricerche sociali, riprese video e attività di montaggio. Nella serata di gala finale, tenutasi al Museo POLIN, gli studenti hanno presentato 10 progetti di scuole creative.
La valutazione intermedia (
) ha confermato l'utilità del programma nel promuovere la partecipazione civica, nel rafforzare il senso di appartenenza comune e nel sostenere la comprensione reciproca. La sua struttura, con le tre componenti e una misura trasversale sull'analisi, la diffusione e l'utilizzo dei risultati del progetto, si è dimostrata efficace. Le sovvenzioni di funzionamento e quelle per azioni hanno contribuito al raggiungimento dei risultati desiderati. Il programma L'Europa per i cittadini ha dimostrato il suo valore aggiunto a livello dell'UE sia per quanto riguarda l'incidenza sui partecipanti, sia per il ruolo che ha avuto come complemento di altri programmi di finanziamento e altre iniziative politiche dell'UE in materia di istruzione, cultura e cittadinanza dell'UE. La valutazione ha identificato margini di miglioramento in relazione all'aumento della visibilità del programma, dei benefici reciproci e delle sinergie con altri programmi esistenti dell'UE e al riesame degli indicatori di monitoraggio.
Nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2021-2027, la Commissione ha presentato una proposta di regolamento che istituisce il programma Diritti e valori (2021-2027) (
), che riunisce le attività del programma L'Europa per i cittadini e del programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza in un nuovo quadro comune. Tali programmi sono strumenti di piccole dimensioni, non in grado di raggiungere una massa critica e la cui efficacia è limitata dai loro bilanci relativamente modesti. Pertanto, riunirli è sinonimo di semplificazione, benefici reciproci, collaborazione, rafforzamento e contributo al miglioramento della loro efficacia. Il sostegno all'iniziativa dei cittadini europei sarà garantito anche attraverso il futuro programma Diritti e valori, il cui scopo è quello di proteggere e promuovere i diritti e i valori quali sanciti dai trattati UE e sostenere società aperte, democratiche e inclusive.
Meccanismo unionale di protezione civile
L'obiettivo del meccanismo unionale di protezione civile è sostenere, coordinare e integrare le azioni di gestione e coordinamento degli Stati membri nel campo della protezione civile, al fine di migliorare l'efficacia dei sistemi per la prevenzione, la preparazione e la risposta alle catastrofi naturali e causate dall'uomo. Attraverso un approccio globale che comprende la prevenzione, la preparazione e la risposta alle catastrofi, il programma mira a ridurre la perdita di vite umane e a ridurre al minimo i danni ambientali e materiali causati dalle catastrofi.
Gli Stati membri mettono insieme risorse ed esperti in un pool volontario e li tengono pronti per le missioni di protezione civile dell'UE. Le squadre coinvolte devono soddisfare criteri minimi di qualità ed essere sottoposte a un processo di certificazione per garantire la qualità e l'interoperabilità. Mezzi di risposta ed esperti formati e certificati garantiscono una reazione efficace alle catastrofi. Il pool volontario permette inoltre di ridurre i tempi di mobilitazione.
Nel 2018 il meccanismo unionale di protezione civile è stato attivato in risposta a nove emergenze nel territorio dell'Unione europea (
). Gli incendi boschivi nell'Europa meridionale (ma anche nell'Europa settentrionale nel 2018) hanno causato una notevole distruzione di beni e mezzi di sussistenza con il loro impatto sull'economia, compresi i danni alle infrastrutture di rete, alle imprese, alle attività agricole e forestali. Il meccanismo unionale di protezione civile è stato attivato cinque volte per far fronte a incendi boschivi in Grecia, Lettonia, Portogallo e Svezia (
).
Fotografie: © Unione europea 2018/Pavel Koubek
Svezia: lotta contro gli incendi boschivi.
Fonte: Direzione generale per la Protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario europee, Relazione annuale di attività 2018, pag. 30.
La valutazione (
) del meccanismo unionale di protezione civile ha concluso che l'aggiunta di nuovi mezzi tramite il pool volontario ha migliorato la preparazione globale alle catastrofi a livello dell'UE e ha consentito di mobilitare immediatamente risorse di risposta che riuniscono una serie di squadre, esperti e attrezzature di soccorso degli Stati partecipanti.
Nel 2018 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo su una proposta (
) per rafforzare maggiormente il meccanismo. Il nuovo quadro giuridico (
) potenzierà i mezzi di risposta alle catastrofi a livello unionale, in particolare istituendo una riserva supplementare di mezzi, denominata "rescEU", per rispondere alle calamità. Tali mezzi comprenderanno aerei ed elicotteri per interventi antincendio nonché altri mezzi per rispondere a situazioni in cui le capacità complessive dell'UE sono insufficienti per garantire una risposta efficace (ad esempio emergenze mediche, chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari).
Ruolo mondiale dell'Europa (rubrica di bilancio 4)
La rubrica 4 del quadro finanziario comprende un ampio spettro di azioni esterne, quali la cooperazione allo sviluppo, l'assistenza preadesione e gli aiuti umanitari.
Diagramma: principali programmi finanziati nel 2018 nell'ambito della rubrica 4, Ruolo mondiale dell'Europa. Tutti gli importi sono espressi in milioni di EUR. La categoria "altri programmi" comprende, tra gli altri, l'assistenza macrofinanziaria (AMF), il Fondo di garanzia per le azioni esterne, il meccanismo unionale di protezione civile, l'iniziativa volontari dell'Unione per l'aiuto umanitario (EUAV), il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), lo strumento di partenariato (PI), lo strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare (INSC), agenzie decentrate, altre azioni e programmi, progetti pilota e azioni preparatorie, azioni finanziate nell'ambito delle prerogative della Commissione e delle competenze specifiche conferite alla Commissione.
Fonte: Commissione europea.
10,4 miliardi di EUR di stanziamenti di impegno iscritti in bilancio (6 % del bilancio totale dell'UE per il 2018) sono assegnati ai programmi connessi alla rubrica "Ruolo mondiale dell'Europa". L'assistenza UE allo sviluppo risulta rafforzata dal Fondo europeo di sviluppo, finanziato non già dal bilancio dell'UE, bensì da contributi diretti degli Stati membri dell'Unione.
L'Unione europea e i suoi Stati membri hanno continuato ad essere il principale fornitore mondiale di aiuti pubblici allo sviluppo: 74,4 miliardi di EUR nel 2018.
Diagramma: contributo all'aiuto pubblico allo sviluppo
Fonte: Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE). Gli importi comprendono l'aiuto fornito dagli Stati membri al di fuori del bilancio UE
Strumento di assistenza preadesione
Obiettivi del programma
Lo strumento di assistenza preadesione (
) sostiene i paesi candidati e candidati potenziali nell'adozione e nell'attuazione delle riforme politiche, istituzionali, giuridiche, amministrative, sociali ed economiche necessarie per conformarsi ai valori dell'UE e per allinearsi progressivamente a norme, disposizioni, politiche e prassi dell'UE ai fini dell'adesione. Lo strumento contribuisce alla sicurezza, alla stabilità e alla prosperità nei paesi beneficiari (
). Esso offre ai cittadini dei paesi beneficiari migliori opportunità e consente di sviluppare standard all'altezza di quelli dell'UE. L'assistenza finanziaria è fornita in cinque settori politici: (a) le riforme in preparazione dell'adesione all'Unione e il correlato rafforzamento delle istituzioni e delle capacità; (b) lo sviluppo socioeconomico e regionale; (c) l'occupazione, le politiche sociali, l'istruzione, la promozione della parità di genere e lo sviluppo delle risorse umane; (d) l'agricoltura e lo sviluppo rurale ed (e) la cooperazione regionale e territoriale.
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Sostegno alle riforme politiche.
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Sostegno allo sviluppo in campo economico, sociale e territoriale mirante alla crescita sostenibile, intelligente e inclusiva.
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Rafforzamento della capacità dei paesi beneficiari di adempiere agli obblighi UE inerenti all'adesione tramite il sostegno al progressivo allineamento con e all'adozione, all'attuazione e all'applicazione dell'acquis unionale.
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Rafforzamento dell'integrazione regionale e della cooperazione territoriale, coinvolgendo i paesi beneficiari, gli Stati membri ed eventualmente i paesi terzi.
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Attuazione e risultati più recenti
L'agenda 2018 è stata caratterizzata dall'adozione, il 6 febbraio 2018, di una strategia per "una prospettiva di allargamento credibile per un maggiore impegno dell'UE nei Balcani occidentali" (
) volta a imprimere un nuovo slancio alle riforme nei Balcani occidentali e a sostenere meglio i preparativi per il successo dell'adesione all'UE. La strategia ha presentato un piano d'azione globale costituito da 57 azioni basate su sei iniziative faro a sostegno della trasformazione dei Balcani occidentali: Stato di diritto, sicurezza e migrazione, sviluppo socioeconomico, connettività, agenda digitale e riconciliazione e relazioni di buon vicinato.
Nel corso del 2018 sono stati compiuti progressi in tutte le iniziative faro della strategia. Tra le azioni intraprese dalla Commissione, dalle agenzie dell'UE e dagli Stati membri dell'UE per portare avanti la strategia figurano: il rafforzamento del dialogo politico (visite e incontri ad alto livello), l'intensificazione della cooperazione tra i partner dei Balcani occidentali e le diverse agenzie dell'UE, l'allestimento e il rafforzamento degli strumenti finanziari dell'UE (ad esempio il quadro per gli investimenti nei Balcani occidentali e il suo fondo di garanzia), l'apertura e la promozione dell'accesso ai programmi dell'UE (Europa creativa, meccanismo per collegare l'Europa o l'Europa per i cittadini), il rafforzamento delle capacità e il riorientamento dell'impegno finanziario nell'ambito dello strumento di assistenza preadesione.
In tale contesto, il miglioramento della connettività all'interno dei Balcani occidentali e tra i Balcani occidentali e l'UE è un fattore chiave. Sono stati realizzati progressi costanti nel programma per la connettività (
): lo strumento di assistenza preadesione ha destinato fino a 1 miliardo di EUR a progetti di investimento sulla connettività e assistenza tecnica per il periodo 2015-2020. A seguito dei vertici dei Balcani occidentali (Vienna 2015, Parigi 2016, Trieste 2017 e Sofia/Londra 2018), lo strumento ha stanziato 700 milioni di EUR per progetti di connettività nel settore dei trasporti e/o dell'energia, che hanno mobilitato investimenti complessivi superiori a 2,4 miliardi di EUR. Particolare attenzione è stata rivolta alla preparazione e al finanziamento di progetti regionali di investimento infrastrutturale concreti, nonché all'attuazione delle norme tecniche e delle misure di riforma di accompagnamento. Ne sono un esempio l'allineamento e la semplificazione delle procedure di attraversamento delle frontiere, le riforme ferroviarie, i sistemi di informazione e i programmi di manutenzione e sicurezza stradale. Tra i risultati attesi figurano la costruzione o l'ammodernamento di: 450 km di linee di trasmissione dell'energia e sottostazioni associate, 108 km di gasdotti, 320 km di linee ferroviarie e stazioni connesse, 141 km di autostrade, due ponti di frontiera e due porti.
Per quanto riguarda la migrazione, il numero di migranti irregolari nei Balcani occidentali si è ridotto significativamente, ma le attività di contrabbando si sono confermate in aumento e sono emerse nuove rotte secondarie. L'UE ha continuato a fornire sostegno finanziario ai paesi colpiti dalla pressione migratoria lungo la rotta dei Balcani occidentali. Lo strumento di assistenza preadesione ha stanziato fondi a sostegno (in particolare) di Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord e Serbia e della gestione del flusso migratorio. Con il mutare della natura della crisi, il sostegno si concentra maggiormente su un approccio strutturale per migliorare le condizioni dei centri di accoglienza. Parallelamente, la lotta contro il contrabbando e il miglioramento dei controlli alle frontiere sono sostenuti a livello regionale.
Alcuni esempi di risultati concreti nel 2018 nell'ambito dello strumento di assistenza preadesione sono indicati di seguito.
Il ponte di Svilaj che collega la Bosnia-Erzegovina alla Croazia
I lavori di costruzione del collegamento del ponte a valle del fiume Sava sul Corridoio Vc nei pressi di Svilaj sono stati completati con successo alla fine di febbraio 2019. Il nuovo ponte di frontiera fa parte del primo progetto di connettività approvato nell'ambito del programma per la connettività del 2015 e finanziato attraverso il quadro per gli investimenti nei Balcani occidentali. L'UE ha erogato 25,1 milioni di EUR in sovvenzioni per un investimento totale di 109,5 milioni di EUR attraverso lo strumento di assistenza preadesione.
Sostegno alle riforme nel settore della giustizia
In Albania, la Commissione ha avviato l'operazione internazionale di monitoraggio per sorvegliare il processo di ri-valutazione dei giudici e dei pubblici ministeri ("controllo"). Le attività principali di monitoraggio sono svolte da un gruppo di osservatori internazionali (sette provenienti dagli Stati membri dell'UE e uno dagli Stati Uniti) impegnati in ogni fase del lavoro svolto dalle istituzioni nazionali di controllo. Il processo di controllo ha prodotto risultati concreti. Sono stati elaborati oltre 200 fascicoli di indagine e sono state adottate circa 100 decisioni. In media, per ogni magistrato confermato in carica, uno è stato esonerato dall'incarico. L'operazione internazionale di monitoraggio ha garantito un controllo esterno e indipendente del processo di controllo, contribuendo così a consolidare la credibilità complessiva di questo sforzo.
Programma regionale per gli alloggi
Nel 2018 l'UE ha contribuito con 40 milioni di EUR supplementari al programma regionale per gli alloggi (
). Il sostegno totale ammonta così a 287 milioni di EUR, di cui l'UE è il maggior donatore con 234 milioni di EUR, pari a oltre l'80 % di tutti i contributi.
Alla fine del 2018, sono state 12 000 le persone bisognose che hanno ricevuto un alloggio di qualità e duraturo (quasi 4 000 unità abitative) grazie al programma regionale per gli alloggi. Esso ha inoltre fornito un'assistenza supplementare per migliorare la vita delle persone così reinsediate, anche garantendo loro l'accesso ai servizi (sanità, istruzione, ecc.) e il godimento dei diritti (pensioni, indennità, documenti, ecc.). Il programma ha anche sostenuto la creazione di oltre 30 000 posti di lavoro e garantito 1 000 contratti alle imprese locali. Ha inoltre migliorato le competenze dei lavoratori e collaborato con le imprese e le amministrazioni locali alla fornitura di servizi migliori.
Valutazione e analisi
Nel corso del 2018 la Commissione europea ha portato a termine due valutazioni tematiche, riguardanti l'ampliamento dell'UE a nuovi Stati membri (in appresso "allargamento") e la regione del vicinato.
La valutazione del sostegno dell'UE alla riforma del settore della sicurezza nei paesi dell'allargamento e nella regione del vicinato (relativo al periodo 2010-2016) è stata condotta per contribuire a rafforzare la responsabilità democratica e la trasparenza e migliorare le politiche e le pratiche attraverso un apprendimento basato su dati concreti. La valutazione ha confermato il raggiungimento da parte dell'UE di effetti positivi attraverso la promozione dei valori e degli interessi dell'UE nelle regioni dell'allargamento e del vicinato. La valutazione ha individuato raccomandazioni politiche volte a consolidare il ruolo dell'UE in quanto attore strategico, rafforzare la titolarità nazionale, migliorare l'efficacia delle procedure di finanziamento e conseguire risultati migliori.
La valutazione del sostegno dell'UE alla protezione sociale nell'azione esterna (per il periodo 2007-2013) ha analizzato in che misura tale sostegno abbia contribuito al raggiungimento degli obiettivi della cooperazione dell'UE nel settore della protezione sociale. Essa ha concluso che l'UE dovrebbe promuovere un ampio approccio strategico con maggiore attenzione alla sostenibilità, esaminare l'opportunità di intensificare la protezione sociale e sostenere lo sviluppo di sistemi di monitoraggio e valutazione adeguati.
Le priorità politiche della Commissione europea continuano a essere sostenute dagli interventi dello strumento di assistenza preadesione II del 2019, in particolare gli elementi fondamentali dell'allargamento, quali lo Stato di diritto e la governance democratica, la crescita economica e l'occupazione, nonché altre importanti priorità come il programma per la connettività e la sicurezza. Le priorità derivanti dallo stato dell'Unione e le priorità fissate nella strategia per i Balcani occidentali (
) del febbraio 2018 si rifletteranno nei programmi 2019 e 2020. In seguito all'adozione della strategia per i Balcani occidentali, della dichiarazione di Sofia (
) e del pacchetto allargamento, si presterà maggiore attenzione alla dimensione regionale della competitività, della ricerca e dell'innovazione e alle misure che i paesi devono adottare per la creazione dello spazio economico regionale. Anche il sostegno all'istruzione e all'occupazione rimane una priorità, attraverso azioni volte a sostenere la riforma dei sistemi di formazione professionale, nonché dei servizi occupazionali e sociali, con particolare attenzione ai giovani, alle donne e ai gruppi vulnerabili (compresi i Rom).
La continuità deve essere garantita nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2021-2027. Il forte elemento basato sui risultati è mantenuto e semplificato per facilitare il monitoraggio e la comunicazione e fornire un reale incentivo ai beneficiari.
Strumento europeo di vicinato
Obiettivi del programma
Creare uno spazio di prosperità condivisa e buon vicinato che coinvolga l'UE e i paesi partner sviluppando relazioni speciali fondate sulla cooperazione, la pace e la sicurezza, la responsabilità reciproca e l'impegno comune per i valori universali della democrazia, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani ai sensi del trattato sull'UE.
Lo strumento europeo di vicinato (
) è il principale strumento finanziario per l'attuazione della politica europea di vicinato (PEV) (
), che sostiene le riforme politiche ed economiche al fine di creare uno spazio di stabilità, sicurezza e prosperità nei paesi direttamente confinanti con l'UE. Lo strumento sostiene le priorità fondamentali nelle relazioni bilaterali tra l'UE e i paesi vicini (
): democrazia e Stato di diritto, sviluppo economico sostenibile, sicurezza e migrazione e mobilità.
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Promuovere i diritti umani e le libertà fondamentali, lo Stato di diritto, i principi di uguaglianza e la lotta contro la discriminazione in tutte le sue forme.
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Garantire la progressiva integrazione nel mercato interno dell'Unione e una più intensa cooperazione settoriale e transsettoriale.
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Creare i presupposti per una migliore organizzazione della migrazione legale e favorire la gestione efficace della mobilità delle persone.
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Favorire tutti gli aspetti dello sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo.
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Promuovere le misure per la creazione di fiducia, le relazioni di buon vicinato ed altre misure a favore della sicurezza in tutte le sue forme e della prevenzione e risoluzione dei conflitti.
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Intensificare la cooperazione a livello subregionale, regionale e di vicinato europeo e la cooperazione transfrontaliera.
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Attuazione e risultati più recenti
Nel 2018, 2,38 miliardi di EUR sono stati impegnati per programmi di cooperazione bilaterali, regionali e transfrontalieri (compresi progetti attraverso i fondi fiduciari dell'UE: il Fondo fiduciario regionale dell'Unione europea in risposta alla crisi siriana, il Fondo fiduciario di emergenza dell'Unione europea per l'Africa e il Fondo di investimento per la politica di vicinato), per rispondere alle sfide poste dalla politica di vicinato.
In linea con la politica europea di vicinato riveduta (
), la stabilizzazione rimane il principale obiettivo politico relativo al vicinato meridionale. Progressi si registrano grazie al sostegno alla crescita economica, al buon governo, allo Stato di diritto, al rispetto dei diritti umani e al rafforzamento della sicurezza e della cooperazione in materia di migrazione e mobilità con i paesi partner.
Lo strumento si è rivelato flessibile e reattivo nell'affrontare le priorità politiche e reagire a crisi prolungate (crisi dei rifugiati, crisi in Siria e Ucraina).
Lo strumento europeo di vicinato è stato fondamentale nella risposta dell'UE alle crisi nel vicinato meridionale.
Tramite tale strumento, l'UE ha risposto alla crisi siriana sostenendo le esigenze generali della popolazione siriana sia all'interno del paese che nei vicini Iraq, Giordania e Libano. Una parte di tali finanziamenti è stata convogliata ai fini dell'attuazione nel Fondo fiduciario regionale dell'UE per la risposta alla crisi siriana. Al 30 settembre 2018, più di 1,9 milioni di persone ricevevano sostegno attraverso svariati progetti. I dati si basano sui primi 40 progetti del Fondo fiduciario dell'UE, per un finanziamento di 800 milioni di EUR. Il Fondo fiduciario dell'UE è attivo principalmente in Iraq, Giordania, Libano e Turchia e si occupa dei settori dell'istruzione, dei mezzi di sussistenza, della sanità e dei servizi idrici e igienico-sanitari.
Le azioni nel campo dell'istruzione e della protezione hanno compiuto progressi soddisfacenti. Più di 200 000 bambini e giovani hanno ora accesso all'istruzione di base e superiore, al sostegno psicosociale e alla protezione contro la violenza di genere. Ad oggi, nel settore dell'istruzione sono complessivamente ottenuti i seguenti risultati: 180 356 persone hanno accesso all'istruzione di base; 12.646 insegnanti sono stati formati; 177 strutture scolastiche sono state costruite o ristrutturate; 6.501 giovani hanno avuto accesso all'istruzione superiore e al perfezionamento professionale.
Lo strumento europeo di vicinato finanzia i fondi fiduciari regionali dell'UE, insieme ad altri strumenti quali lo strumento di cooperazione allo sviluppo. Tra tali fondi vi è il Fondo fiduciario regionale dell'Unione europea in risposta alla crisi siriana, che promuove migliori condizioni di vita per i rifugiati e le comunità ospitanti, attraverso una migliore occupabilità, una maggiore capacità finanziaria e migliori capacità produttive dei gruppi destinatari. Per quanto riguarda le condizioni di vita, i risultati hanno riguardato finora 75 317 persone e 738 organizzazioni, in particolare micro, piccole e medie imprese della regione.
Il citato fondo fiduciario dell'UE ha fornito accesso all'assistenza sanitaria a 856 889 persone, formazione a 3 838 professionisti sanitari e attrezzature o ristrutturazioni a 66 centri sanitari di base e ospedali della regione. Per quanto riguarda le questioni idriche e igienico-sanitarie, 59 944 persone hanno beneficiato del Fondo fiduciario dell'UE. In totale sono stati completati 37 (su 128 previsti) impianti idrici e di trattamento delle acque reflue.
Quale strumento specifico per affrontare la crisi migratoria nel vicinato dell'UE nel nord dell'Africa, il Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa (
) ha continuato a espandere considerevolmente la sua portata, con 10 nuovi programmi approvati in cinque paesi per un totale di 285 milioni di EUR nel 2018, compresi i contributi a due programmi interregionali e l'espansione delle azioni in corso. In Libia l'UE ha potenziato il sostegno ai comuni e ai governi locali per tutto il 2018, portandolo complessivamente a oltre 100 milioni di EUR nel 2018, per un totale di 49 comuni interessati (ossia il 42 % di tutti i comuni libici). Le attività sono distribuite su tutto il territorio nazionale, mirate a diverse regioni e incentrate sullo sviluppo delle capacità delle autorità municipali nonché sul consolidamento delle relazioni tra gli attori a livello municipale, tanto statali quanto non statali.
La Corte dei conti europea ha esaminato il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa e, nella sua relazione speciale (
), ha concluso che il Fondo fiduciario di emergenza dell'Unione europea per l'Africa è uno strumento flessibile, ma dovrebbe essere più mirato. La Corte dei conti ha rilevato la rapidità con cui tale fondo fiduciario ha avviato i progetti rispetto agli strumenti tradizionali e la sua capacità di accelerarne nel complesso l'attuazione. La Corte dei conti ha individuato margini di miglioramento per quanto riguarda la qualità degli obiettivi del Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa, la procedura di selezione dei progetti, la rapidità di attuazione e il monitoraggio del fondo stesso.
L'UE rimane un partner importante per i paesi del partenariato orientale. Il vertice del partenariato orientale di Bruxelles ha sancito un nuovo approccio di questo stretto partenariato con l'adozione dei "20 obiettivi per il 2020" (
), che fissano obiettivi comuni concordati per le riforme in atto nei paesi partner in quattro aree prioritarie: un'economia più forte, una governance più forte, una connettività più forte e una società più forte.
Lo strumento europeo di vicinato ha raggiunto i seguenti risultati concreti:
·dall'avvio del partenariato orientale nel 2009, l'UE ha sostenuto più di 70 000 imprese, garantito prestiti per un valore di 2 miliardi di EUR e creato oltre 28 000 posti di lavoro;
·dal 2009, il programma Erasmus+ ha consentito a oltre 30 000 studenti e professori universitari dei paesi partner orientali di studiare o insegnare nei paesi europei. Nel settembre 2018 la prima scuola europea oltre i confini dell'UE è stata inaugurata e ha accolto i primi 30 studenti. Sono in corso i preparativi per un secondo anno scolastico;
·"EU4Business", un'iniziativa globale che copre l'intero sostegno dell'UE alle piccole e medie imprese nella regione del partenariato orientale, migliora sia l'accesso ai finanziamenti che l'ambiente delle piccole e medie imprese in tutta la regione. Con un porafoglio attivo di oltre 260 milioni di EUR di aiuti dell'UE (integrati da altre forme di sostegno), EU4Business ha sostenuto più di 57 000 piccole e medie imprese (altre 50 000 imprese riceveranno ulteriore assistenza negli anni a venire).
·Nel 2016 è stata adottata una decisione sull'estensione delle reti transeuropee di trasporto al vicinato orientale entro il 2030, quale passo concreto verso collegamenti migliori e un approccio razionalizzato agli investimenti infrastrutturali. La decisione integra le riforme del settore, rendendo i trasporti più sicuri e più rispettosi dell'ambiente.
·Oltre 300 comuni, per una popolazione interessata di 20 milioni di persone nei paesi partner orientali, hanno sottoscritto il Patto dei sindaci dell'UE. Il Patto ridurrà le emissioni di CO2 di quasi 20 milioni di tonnellate entro il 2020, l'equivalente della piantumazione di quasi 500 milioni di alberi.
Valutazione e analisi
Secondo la valutazione intermedia (
), lo strumento europeo di vicinato è complessivamente pertinente e adeguato allo scopo. Ha consentito all'UE di attuare la politica di vicinato riveduta. Lo strumento ha inoltre dimostrato la sua capacità di rispondere in modo flessibile alle molteplici crisi e alle nuove sfide del vicinato, in particolare in Ucraina e Tunisia.
Nel 2018, la Commissione ha effettuato una valutazione dell'impatto (
) relativa all'intera rubrica "Ruolo mondiale dell'Europa" dell'azione esterna nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2014-2020. La valutazione ha concluso, in particolare, che la maggior parte degli strumenti esterni (ad eccezione di quelli di natura molto specifica) trarrebbe beneficio dall'integrazione in un unico strumento, compreso lo strumento europeo di vicinato. Uno strumento ampio offrirebbe un approccio più completo sul piano geografico e tematico, agevolando l'attuazione delle diverse politiche dal punto di vista transregionale, multisettoriale e globale. L'UE faciliterebbe risposte coerenti e sinergie, abbattendo divisioni tematiche e geografiche.
In tale contesto, il 14 giugno 2018 la Commissione ha adottato una proposta che istituisce lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (
). Il nuovo strumento propone di preservare le specificità fondamentali del partenariato speciale con i partner del programma europeo di vicinato, garantendo al tempo stesso maggiore coerenza, vantaggio reciproco ("sinergie"), flessibilità e semplificazione. Esso include un capitolo dedicato alla regione del vicinato, recante disposizioni specifiche applicabili esclusivamente ai vicinati orientale e meridionale. Tali specificità e principi fondamentali, in particolare l'approccio basato sulle prestazioni (“more for more”) e sulla differenziazione, vengono mantenuti e rafforzati, offrendo così incentivi all'attuazione delle riforme politiche ed economiche concordate. Visti i risultati alquanto positivi ottenuti finora, si propone inoltre di proseguire la cooperazione transfrontaliera tra gli Stati membri dell'UE e i paesi partner, sia nel vicinato orientale che in quello meridionale.
Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI)
Obiettivi del programma
L'obiettivo principale dello strumento di cooperazione allo sviluppo (
) è la riduzione e, a lungo termine, l'eliminazione della povertà. Lo strumento contribuisce al raggiungimento di una serie di obiettivi dell'azione esterna dell'UE, in particolare: promuovere uno sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile nonché promuovere la democrazia, lo Stato di diritto, il buon governo e il rispetto dei diritti umani; preservare la pace e prevenire i conflitti; migliorare la qualità dell'ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali mondiali; aiutare le popolazioni, i paesi e le regioni colpiti da calamità naturali o provocate dall'uomo nonché promuovere un sistema internazionale basato su una cooperazione multilaterale rafforzata e il buon governo mondiale. Attraverso lo strumento di cooperazione allo sviluppo, l'UE intende inoltre garantire che le strategie di sviluppo nazionali e regionali tengano conto degli effetti sia positivi che negativi della migrazione sullo sviluppo. Lo strumento fornisce inoltre assistenza ai paesi che desiderano rafforzare la governance della migrazione per ottenere risultati in materia di sviluppo.
Lo strumento di cooperazione allo sviluppo ingloba tutti i paesi in via di sviluppo ad eccezione di quelli ammissibili ai finanziamenti nell'ambito dello strumento di preadesione. Esso è costituito da tre componenti: (1) i programmi geografici, (2) i programmi tematici che finanziano (2.1) beni pubblici globali e sostengono (2.2) organizzazioni della società civile e autorità locali e (3) il programma panafricano, che finanzia l'attuazione della strategia comune Africa-UE.
Obiettivo generale: la riduzione e, a lungo termine, l'eliminazione della povertà
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Promuovere uno sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile.
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Consolidare e sostenere la democrazia, lo Stato di diritto, il buon governo, i diritti umani e i pertinenti principi del diritto internazionale.
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Attuazione e risultati più recenti
Nel 2018 sono stati destinati allo strumento di cooperazione allo sviluppo 2,981 miliardi di EUR. Le risorse stanziate per il periodo 2014-2020 ammontano a 19,661 miliardi di EUR (
). Il programma è attuato in regime di gestione diretta (prevalentemente sovvenzioni) e indiretta, in cooperazione con organizzazioni internazionali, agenzie degli Stati membri e paesi beneficiari.
L'aiuto bilaterale dell'UE nell'ambito dello strumento di cooperazione allo sviluppo si è concentrato in misura crescente sui paesi maggiormente bisognosi. Un ordine di priorità analogo viene stabilito a livello nazionale, concentrando gli aiuti su un numero limitato di settori in ciascun paese partner.
Sfide che incidono sull'efficacia dei programmi di cooperazione allo sviluppo (
)
Nel corso del complesso mandato del 2018, diverse crisi hanno esacerbato i contesti già fragili e instabili che colpiscono molti dei paesi partner. Un gran numero di paesi partner rimane caratterizzato da fragilità, tra cui questioni politiche, conflitti, corruzione e governi deboli. Le situazioni di crisi, la volatilità politica e l'instabilità economica mettono a repentaglio l'attuazione dei programmi (soprattutto in settori "sensibili" come i diritti umani e la democrazia, la migrazione e la sicurezza), rendendo ancora più necessarie azioni di resilienza. Il continuo restringimento dello spazio per la società civile, lo Stato di diritto, la democrazia e i diritti umani compromette i risultati, indebolendo nel contempo i nostri partner. Le questioni transnazionali, tra cui terrorismo e migrazione irregolare, hanno continuato a evolversi e ad acquisire importanza. Le crisi e/o gli incidenti politici e di sicurezza hanno condizionato i lavori delle delegazioni dell'UE in diversi paesi nel 2018. L'insieme di tali minacce di fondo e condizioni impegnative ha rappresentato una sfida importante per i paesi partner, per i programmi di cooperazione gestiti dalla Commissione e per il lavoro delle delegazioni dell'UE.
Le delegazioni dell'UE incontrano particolari difficoltà nell'assunzione di personale esperto e qualificato, il che si traduce in posti vacanti per diversi mesi, difficili da gestire soprattutto in considerazione del già pesante carico di lavoro. Tali difficoltà sono particolarmente accentuate nei paesi in condizioni di disagio o di insicurezza.
Inoltre, molte regioni sono soggette a catastrofi legate al cambiamento climatico e sono particolarmente vulnerabili alle calamità naturali e agli effetti negativi di tale fenomeno.
Fondo fiduciario dell'UE per la Colombia
In Colombia, il sostegno agli sforzi di costruzione della pace è da venti anni un elemento centrale delle relazioni UE-Colombia e il ruolo chiave dell'UE quale attore di sostegno nell'accordo di pace colombiano è riconosciuto da tutte le parti. Il sostegno viene erogato principalmente attraverso il Fondo fiduciario dell'UE per la Colombia, che nel 2018 ha selezionato un totale di 18 progetti per un importo pari a 59,5 milioni di EUR. Tutti i progetti si concentrano sullo sviluppo rurale nelle regioni più povere e più colpite dai conflitti, attraverso il reinserimento degli ex combattenti, la promozione dell'attività economica e della produttività e il ripristino del tessuto sociale.
Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa
Il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa (EUTF) si propone di affrontare la migrazione e i trasferimenti forzati e di favorire lo sviluppo socioeconomico, contribuendo, tra l'altro, alla creazione di nuovi posti di lavoro dignitosi in molti paesi africani partner. Al 31 dicembre 2018, 187 progetti, per un valore di 3 589,9 milioni di EUR, sono stati approvati nell'ambito del Fondo fiduciario nelle regioni del Sahel e del lago Ciad, del Corno d'Africa e del Nord Africa. Il programma è incentrato sul sostegno a livelli elevati di occupazione produttiva e dignitosa, anche attraverso l'istruzione e la formazione professionale, nonché sull'estensione della copertura della protezione sociale attraverso l'istituzione di sistemi e piani di protezione sociale definiti a livello nazionale.
Fondo fiduciario Bêkou per la Repubblica centrafricana
Il Fondo fiduciario Bêkou per la Repubblica centrafricana, che opera nel cuore del nesso tra aiuto umanitario e sviluppo, svolge un ruolo unico nel promuovere la stabilizzazione e la pace attraverso la creazione di posti di lavoro, la fornitura di servizi di base, la promozione del dialogo sociale e il rafforzamento della capacità di resilienza della comunità. Con oltre 694 000 sfollati interni e 543 000 rifugiati nei paesi vicini, il rimpatrio sicuro dei civili e il loro reinserimento nelle comunità costituiscono un elemento cardine del processo di costruzione della pace nella Repubblica centrafricana.
Kit di insegnamento e di formazione professionali
Tra i risultati degni di nota del 2018, in particolare per quanto riguarda l'occupabilità dei giovani, si ricordano il lancio del kit di strumenti per l'istruzione e la formazione professionali, un dispositivo che fornisce servizi di consulenza per rafforzare i legami tra il sistema di istruzione e formazione professionali e l'industria dei paesi partner, contribuendo così agli obiettivi di sviluppo sostenibile 4 (istruzione di qualità) e 8 (lavoro dignitoso e crescita economica). Si tratta di un esempio dell'impostazione più globale in materia di occupazione, come sostenuto nella comunicazione (
) riguardante una nuova alleanza Africa-Europa per gli investimenti e l'occupazione sostenibili annunciata nel settembre 2018 dal presidente Juncker.
L'Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico plus (
)
L'Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico plus (
) è un'iniziativa faro dell'UE che contribuisce all'obiettivo di sviluppo sostenibile numero 13 (agire per il clima). Essa viene utilizzata per sostenere i paesi partner più vulnerabili al cambiamento climatico (soprattutto i piccoli Stati insulari in via di sviluppo e i paesi meno sviluppati) nello sviluppo della resilienza a tale fenomeno.
Diagramma: Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico plus — distribuzione geografica dei progetti dall'avvio del programma (
).
Fonte: relazione annuale di attività per il 2018 della direzione generale della Cooperazione internazionale e dello sviluppo, pag. 16.
I nuovi progetti approvati nel 2018 comprendono 10 azioni nazionali e un programma plurinazionale (Local Climate Adaptive Living Facility), per migliorare l'accesso delle autorità locali ai finanziamenti per il clima.
Switch to Green (
)
La Commissione ha continuato a sostenere "Switch to Green", l'azione faro dell'UE sull'economia verde, per la quale l'UE ha stanziato circa 300 milioni di EUR negli ultimi 10 anni. La recente valutazione (
) della cooperazione dell'UE in materia di economia verde è giunta a conclusioni positive sul "Passaggio all'economia verde" (Switch to Green), rilevando in particolare il suo forte impatto in termini di adozione di pratiche di consumo e produzione sostenibili e di aumento dei livelli di investimento da parte delle micro, piccole e medie imprese, che ha contribuito in misura significativa alla creazione di posti di lavoro verdi (
).
Per i paesi africani esiste un reale interesse economico ad investire nell'energia solare. Una quota maggiore di energia solare nel mix energetico allevierà le finanze pubbliche dai disavanzi strutturali delle aziende pubbliche di fornitura di energia elettrica. Soprattutto in Africa occidentale, sono stati compiuti i primi passi positivi nel settore delle energie rinnovabili. Gli impianti solari e le turbine eoliche collegate alla rete, attualmente in preparazione, costruiti o in attività, produrranno oltre 600 MW.
Nel 2018, la centrale solare da 33 MWp di Zagtouli (Burkina Faso), cofinanziata dall'UE, è diventata pienamente operativa.
Attualmente l'UE sta cofinanziando altre cinque centrali solari in Africa occidentale: Gorou Banda e Agadez (Niger), Defissol (Benin), Odienné (Costa d'Avori) e Bauchi (Nigeria). In Africa occidentale, i fondi UE contribuiscono in totale alla produzione supplementare di energia solare di 206 MWp.
Valutazione e analisi
La valutazione (
) dello strumento di cooperazione allo sviluppo effettuata in occasione della revisione intermedia ha stabilito che esso rimane nel complesso pertinente e adeguato allo scopo. Lo strumento è ampiamente in linea con le nuove politiche (ad esempio, il nuovo consenso europeo in materia di sviluppo e l'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile) anche la sua forma attuale potrebbe rendere difficile l'attuazione di alcune priorità. La valutazione ha inoltre sottolineato che, sebbene vi siano prove di coerenza sia tra lo strumento di cooperazione allo sviluppo e altri strumenti di finanziamento esterno che con le politiche di azione esterna dell'UE, è necessario un approccio più strategico.
Tale questione è stata presa in considerazione nel 2018, durante la valutazione dell'impatto relativa all'intera rubrica "Ruolo mondiale dell'Europa" dell'azione esterna nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 effettuata dalla Commissione. È stato ritenuto che la fusione di una serie di strumenti in un unico strumento di ampio respiro offrirebbe la possibilità di razionalizzarne i sistemi di gestione e di controllo, in modo da ridurre l'onere amministrativo per tutte le parti interessate. Un sistema di controllo semplificato permetterebbe alle istituzioni competenti di avere una visione migliore e più globale della spesa esterna dell'UE. Nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2021-2027, il Fondo europeo di sviluppo è integrato in un nuovo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (
) che risponde agli obiettivi dell'azione esterna dell'UE.
Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD)
Lo scopo generale del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (
) è quello di contribuire al conseguimento degli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, in particolare l'eliminazione della povertà, e degli impegni assunti nel quadro della politica europea di vicinato, riveduta di recente. Promuovendo gli investimenti in Africa e nel vicinato, il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile si prefigge inoltre di affrontare le specifiche cause socio-economiche profonde della migrazione, compresa quella irregolare, e contribuire al reinserimento sostenibile dei migranti che ritornano nei loro paesi di origine e al rafforzamento delle comunità di transito e d'accoglienza.
La garanzia del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile coprirà portafogli di investimenti, che dovranno essere realizzati da controparti ammissibili in aree mirate, le cosiddette finestre d'investimento. Una prima serie di finestre d'investimento comprende: l'energia sostenibile e la connettività; il finanziamento delle micro, piccole e medie imprese; l'agricoltura sostenibile, lo sviluppo rurale e l'industria agro-alimentare; città sostenibili e digitale per l'ambiente.
Alla fine del 2018 (
) è stata siglata la prima garanzia con la FMO (De Nederlandse Financieringsmaatschappij voor Ontwikkelingslanden), la banca olandese per lo sviluppo, per il meccanismo di condivisione del rischio (
) Nasira (
). La garanzia utilizzerà 75 milioni di EUR di fondi UE per mobilitare fino a 1 miliardo di EUR di investimenti per gli imprenditori dell'Africa subsahariana e del vicinato. Si prevede che in questo modo saranno generati o sostenuti fino a 800 000 posti di lavoro e apportati vantaggi per coloro che hanno difficoltà a ottenere prestiti accessibili quali gli sfollati interni, i rifugiati, le donne e i giovani.
La garanzia del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile contribuisce ad aumentare gli investimenti necessari nei paesi partner, anche nelle zone e nei settori ad alto rischio, e ha registrato un avvio promettente (
). In tale contesto, la proposta per uno strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale per il quadro finanziario pluriennale post-2020 comprenderà il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile plus. L'integrazione del fondo in uno strumento di ampio respiro dovrebbe semplificare il quadro giuridico e aumentare l'efficienza dei processi e delle operazioni. Dovrebbe inoltre migliorare la visibilità degli attuali strumenti frammentari e facilitare una migliore comunicazione dell'impatto e dei risultati, determinando un maggiore allineamento delle politiche e una maggiore complementarità delle azioni (
).
Programma di aiuti umanitari dell'UE
Obiettivi del programma
Il programma di aiuti umanitari mira a fornire assistenza, soccorso e protezione alle popolazioni colpite da catastrofi naturali o provocate dall'uomo. Poiché l'UE e i suoi Stati membri rappresentano il maggiore donatore di aiuti umanitari al mondo, essi svolgono un ruolo centrale nell'affrontare le sfide umanitarie. Il programma di aiuti umanitari sostiene le popolazioni più vulnerabili nei paesi in crisi, comprese le cosiddette "crisi dimenticate" (crisi con attenzione e copertura limitate da parte dei media).
Attuazione e risultati più recenti
Nel 2018 (
), la Commissione europea ha erogato oltre 1,4 miliardi di EUR (
) di aiuti alle persone più vulnerabili in più di 90 paesi, raggiungendo oltre 144 milioni di beneficiari (
).
Nel 2018, più della metà del bilancio per gli aiuti umanitari è stata destinata ai paesi più vulnerabili e un ulteriore 33,9 % è stato assegnato alle "crisi dimenticate". Il 62 % dei contratti è stato emesso in tempi molto brevi (11 giorni). Inoltre, l'UE si è impegnata a sviluppare le capacità e la resilienza delle comunità vulnerabili e ha messo in atto un piano d'azione per la resilienza, le cui azioni hanno raggiunto i propri obiettivi nell'80 % dei casi (
).
Come esempio della risposta dell'Unione alle crisi gravi, l'UE continua a fornire assistenza e sostegno per salvare la vita a milioni di persone in tutta la Siria. Gli aiuti sono forniti da tutti gli hub umanitari, anche al di là delle linee di conflitto e dei valichi di frontiera. L'assistenza contribuisce a fornire cibo, medicine, acqua e riparo indispensabili a milioni di siriani direttamente colpiti o sfollati all'interno del paese a causa del conflitto. Nel vicino Libano, i finanziamenti dell'UE hanno fornito sostegno in denaro ai rifugiati più vulnerabili, assistenza sanitaria secondaria per i casi di emergenza, istruzione non formale e alloggio, compresi acqua e impianti igienico-sanitari, per migliorare le condizioni di vita delle famiglie vulnerabili maggiormente colpite dallo sfollamento. In Turchia e in Giordania, l'UE sostiene i rifugiati più vulnerabili anche attraverso l'assistenza in denaro, considerato il metodo più efficiente in termini di costi oltre che il più dignitoso (
).
La crisi nello Yemen (
)
Per la maggior parte del 2018, la situazione nello Yemen è rimasta caratterizzata da un conflitto aperto, che colpisce direttamente i civili e con evidenti violazioni del diritto internazionale umanitario. La crisi dello Yemen è la più drammatica crisi umanitaria del mondo. Secondo le Nazioni Unite, alla fine del 2018 le persone che avevano bisogno di aiuti umanitari e/o di protezione erano 22,2 milioni.
Nel 2018 l'UE ha compiuto sforzi significativi per aumentare la sua risposta alla crisi yemenita, raggiungendo uno stanziamento totale di 127,5 milioni di EUR. Con questi fondi, l'UE sostiene interventi salvavita per le popolazioni colpite dai conflitti e per le persone colpite da insicurezza alimentare, crisi sanitarie e nutrizionali. La protezione, la logistica, l'educazione all'emergenza e la sensibilizzazione sono integrate o sostenute da progetti autonomi. Grazie a questo tipo di assistenza sono stati raggiunti oltre 14 milioni di persone vulnerabili.
Valutazione e analisi
Dalla valutazione globale degli aiuti umanitari dell'UE nel periodo 2012-2016 (
) è emerso che gli aiuti dell'UE hanno contribuito positivamente a salvare vite umane, a ridurre la morbilità e le sofferenze e a migliorare la dignità della vita delle popolazioni colpite da catastrofi. L'entità dei finanziamenti destinati alle azioni di aiuto umanitario ha consentito all'UE di esercitare un impatto reale sul territorio, rispondendo alle esigenze di un numero significativo di beneficiari in tutto il mondo. Nelle regioni in cui l'UE ha stanziato finanziamenti limitati rispetto alla sua dotazione finanziaria globale, la valutazione ha dimostrato che l'impatto positivo è stato reso possibile anche dalla selezione di progetti con un elevato potenziale di effetto leva o di effetto moltiplicatore.
Dalla valutazione è emersa tuttavia anche la possibilità per la Commissione di procedere verso una maggiore e più strategica cooperazione con i principali partner, di semplificare le procedure e di consentire un approccio più coerente e collegato all'aiuto umanitario, soprattutto quando ciò è accompagnato dal passaggio a una programmazione e a un finanziamento pluriennali. Parallelamente, la Commissione continuerà ad avere bisogno del suo eterogeneo gruppo di partner quadro, compresi quelli di dimensioni relativamente piccole o medie, data la loro specifica presenza geografica e/o la loro competenza settoriale o tematica (
). Il programma di aiuti umanitari dell'UE continuerà a fornire, nell'ambito del prossimo programma quadro pluriennale 2021-2027, assistenza salvavita e di primo soccorso alle persone colpite da calamità naturali o provocate dall'uomo.
Iniziativa Volontari dell'Unione per l'aiuto umanitario
L'iniziativa Volontari dell'Unione per l'aiuto umanitario riunisce volontari e organizzazioni di diversi paesi, fornendo sostegno pratico ai progetti di aiuto umanitario e contribuendo a rafforzare la capacità locale e la resilienza delle comunità colpite da calamità.
Le catastrofi umanitarie hanno aumentato drammaticamente la pressione sulle organizzazioni umanitarie e si rende necessario un maggior numero di persone qualificate. L'iniziativa Volontari dell'Unione per l'aiuto umanitario offre ai cittadini europei la possibilità di dimostrare la loro solidarietà collaborando a progetti umanitari in tutto il mondo, aiutando nel contempo le organizzazioni a coprire le loro esigenze di personale specifiche.
Al dicembre 2018, l'iniziativa Volontari dell'Unione per l'aiuto umanitario ha finanziato 728 organizzazioni d'invio e di accoglienza (
). Il sostegno comprendeva il rafforzamento delle loro capacità, l'assistenza tecnica e la gestione dell'invio di volontari nelle comunità colpite da calamità.
Per sostenere l'attuazione di questo programma, è stata sviluppata una piattaforma (la piattaforma dei volontari dell'Unione per l'aiuto umanitario (
)) che fornisce uno spazio per la pubblicazione di offerte di volontariato, un forum di discussione (per i volontari, le organizzazioni di invio di volontari e le organizzazioni locali di accoglienza) e la pubblicazione di storie dal campo. La piattaforma sostiene i partenariati e la collaborazione tra progetti, ospita le attività di volontariato online e consente alle organizzazioni di gestire l'apprendimento e lo sviluppo, il tutoraggio e la creazione di certificati per i volontari dell'Unione per l'aiuto umanitario (
).
Nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale (2021-2027), l'iniziativa Volontari dell'Unione per l'aiuto umanitario dovrebbe essere integrata nel Corpo europeo di solidarietà (
), allo scopo di facilitare l'impegno dei giovani nelle attività di solidarietà in Europa e all'estero nell'ambito di un unico strumento UE. In questo modo si cercherà di ottenere vantaggi reciproci e una razionalizzazione con altri programmi di volontariato dell'UE, in particolare con il Corpo europeo di solidarietà. La Commissione mirerà a fornire maggiore chiarezza ai cittadini dell'UE (
) alla ricerca di opportunità di volontariato all'interno e all'esterno dell'UE.
Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani
Obiettivi del programma
Lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (
) fornisce assistenza allo sviluppo e al consolidamento della democrazia, dello Stato di diritto e del rispetto di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali. Il programma contribuisce a rendere la società civile una forza efficace nell'ambito della riforma della politica e della difesa dei diritti umani. Facendo leva sul proprio principale punto di forza – la capacità di intervenire tempestivamente – lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani è in grado di concentrarsi su questioni politiche delicate, adottare approcci innovativi e cooperare direttamente con le organizzazioni locali della società civile che devono mantenere la propria indipendenza dalle autorità pubbliche, assicurando maggiore flessibilità e una più ampia capacità di rispondere alle circostanze in evoluzione.
Il programma punta a rafforzare la protezione, la promozione, l'attuazione e il monitoraggio dei diritti umani e delle libertà fondamentali, principalmente sostenendo le pertinenti organizzazioni della società civile, i difensori dei diritti umani e le vittime di repressioni e abusi. Nel contempo, lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani opera a favore del consolidamento della democrazia nei paesi terzi, rafforzando la democrazia partecipativa e rappresentativa, consolidando il ciclo democratico nel suo complesso e lo Stato di diritto nonché migliorando l'affidabilità dei processi elettorali. Lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani considera intrinsecamente interconnessi i programmi sui diritti umani e la democrazia.
Lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani è concepito come strumento "di nicchia", orientato in particolare a far fronte alle situazioni più difficili sotto il profilo dei diritti umani e a proteggere gli attivisti che si battono per i diritti umani e la democrazia in situazioni rischiose, sostenendo alcuni dei principali attori e processi selezionati nel settore dei diritti umani e intervenendo in ambiti in cui l'UE ha un interesse particolare e offre un valore aggiunto (ad esempio la lotta contro la pena di morte e il sostegno a processi elettorali equi).
Attuazione e risultati più recenti
Nel 2018 alla promozione della democrazia e dei diritti umani sono stati destinati complessivamente 188 milioni di EUR, a fronte di un importo totale di 1 333 milioni di EUR per il periodo di programmazione 2014-2020 (
).
Sostegno ai difensori dei diritti umani a rischio
ProtectDefenders.eu è il primo meccanismo globale dell'UE per i difensori dei diritti umani, concepito per proteggere i difensori che si trovano in condizioni di rischio elevato e che fanno fronte alle situazioni più difficili in tutto il mondo. Il meccanismo, istituito nel 2015 ed ampliato nel 2018 con una dotazione senza precedenti di 19,95 milioni di EUR per un periodo di quattro anni, ha riunito un consorzio di 12 organizzazioni indipendenti della società civile specializzate nella tutela dei diritti umani e della democrazia e attive in tutto il mondo; fornisce sostegno in situazioni di emergenza, assistenza materiale, ricollocamento/riparo temporaneo nonché sostegno alla formazione e allo sviluppo delle capacità dei difensori dei diritti umani.
Sostegno alla democrazia
Il programma di sostegno alla democrazia (4,6 milioni di EUR), istituito nel quadro dell'Iniziativa per la democrazia, è incentrato sul sostegno alle delegazioni dell'UE negli ambiti della partecipazione della società civile ai processi democratici.
I risultati conseguiti sinora comprendono il Forum degli osservatori dei cittadini, che nel 2016 ha riunito 250 organizzazioni nazionali di osservatori di tutto il mondo, agevolando gli scambi tra pari e promuovendo la dichiarazione di principi globali per gli osservatori elettorali, la formazione di osservatori nazionali in Afghanistan, nella Repubblica democratica del Congo, in Libano, in Madagascar e nelle Maldive, nonché l'avvio della compagna mondiale annuale "EU4Democracy", che promuove il sostegno dell'UE a favore della democrazia nei paesi partner.
Sostegno ad attori e processi chiave mirati
Il "Campus globale per i diritti umani e la democrazia" (contributo approssimativo pari a 5 milioni di EUR all'anno) è una rete mondiale unica nel suo genere, comprendente più di 100 università che insegnano e promuovono i diritti umani e la democrazia. Sostenuto dall'UE sin dalla sua fondazione, il Campus globale conferisce ogni anno lauree magistrali in diritti umani e democrazia a più di 150 studenti, è presente in sette regioni del mondo (
) e rappresenta un centro di eccellenza per l'istruzione in materia di diritti umani e democrazia.
Il sostegno costante all'Alleanza globale delle istituzioni nazionali per i diritti umani e alle sue quattro reti regionali (Africa, Europa, Asia e America latina) di istituzioni per i diritti umani (contributo dell'UE pari a 3,75 milioni di EUR per il periodo 2019-2021) è strategico e tempestivo: la consulenza e l'assistenza fornite da queste reti alle singole istituzioni nazionali per i diritti umani in ambiti fondamentali consentono una partecipazione più strategica, pertinente ed efficace di tali istituzioni a livello mondiale, regionale e nazionale. Il programma mirato triennale sarà gestito dall'Istituto danese per i diritti umani, incaricato dall'Alleanza globale delle istituzioni nazionali per i diritti umani, e si baserà sui risultati del precedente programma svoltosi nel periodo 2015-2018, che ha assicurato opportunità fortemente necessarie di formazione e sviluppo delle capacità, piatteforme di scambio e comunicazione, sviluppo istituzionale e sostegno rapido alle istituzioni nazionali per i diritti umani in situazioni critiche.
Valutazione e analisi
Come confermato dalla revisione intermedia (
), lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (per il periodo 2014-2017) è riuscito a conseguire i suoi obiettivi, fungendo da strumento efficace, flessibile e reattivo. I suoi principali valori aggiunti sono stati l'indipendenza di azione e la copertura mondiale, che consentono interventi tempestivi nelle situazioni nazionali più difficili e la creazione di sinergie e complementarità laddove altri strumenti e donatori non possono intervenire o non intervengono. Lo strumento è riuscito ad affrontare sfide in materia di diritti umani e democrazia anche nei contesti più difficili, confermandosi più rilevante che mai per le priorità politiche dell'UE.
Lo strumento è altresì giudicato generalmente efficiente grazie a un livello relativamente ridotto di spese amministrative e ai suoi strumenti integrati, essenziali e flessibili (ad esempio sostegno diretto ai difensori dei diritti umani, piccole sovvenzioni dirette, collaborazione con partner informali).
Sebbene sia dotato di risorse limitate rispetto ad altri strumenti di finanziamento esterno, è al centro dei valori dell'UE. Dato che la democrazia e i diritti umani sono sempre più sotto pressione, potrebbero essere necessari finanziamenti supplementari.
All'interno del prossimo quadro finanziario pluriennale, lo strumento per la democrazia e i diritti umani sarà integrato nel nuovo strumento proposto di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (
). Nell'ambito dell'ampio strumento, le azioni per la democrazia e i diritti umani potrebbero avere un maggiore accesso a risorse non assegnate. In questo modo sarebbe possibile rendere meno rigidi i confini con altri strumenti e assicurare approcci più integrati e coerenza con le azioni adottate dai singoli paesi interessati.
Politica estera e di sicurezza comune
Obiettivi
Le azioni della politica estera e di sicurezza comune dell'Unione europea contribuiscono a preservare la pace, prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza internazionale.
Nel quadro della politica estera e di sicurezza comune sono possibili quattro tipi di azioni:
·lo svolgimento di missioni civili volte a promuovere la stabilità e a creare resilienza, rafforzando lo Stato di diritto a livello strategico e operativo in contesti fragili;
·l'attività dei rappresentanti speciali dell'Unione europea, che promuovono le politiche e degli interessi dell'UE in regioni e paesi instabili e svolgono un ruolo attivo nel quadro degli sforzi volti a consolidare la pace e promuovere la stabilità e lo Stato di diritto;
·azioni operative (
) e sostegno all'Accademia europea per la sicurezza e la difesa (
);
·progetti per contrastare la proliferazione delle armi di distruzione di massa (compresi i relativi meccanismi di approvvigionamento) e combattere la diffusione illecita e il traffico di altre armi convenzionali, in particolare attraverso il sostegno ad attività multilaterali.
Affinché la politica estera e di sicurezza comune sia efficace, l'UE deve essere pronta a rispondere in maniera rapida e flessibile alle minacce emergenti nei confronti dei suoi interessi strategici e, di conseguenza, le azioni non possono essere programmate in anticipo: data la loro natura, le azioni specifiche vengono spesso annunciate con breve anticipo e hanno periodi di attuazione brevi, che possono successivamente richiedere adattamenti, proroghe o interruzioni, a seconda del mutamento delle esigenze e delle priorità concrete.
Attuazione e risultati più recenti
Nel 2018 gli impegni totali per le azioni della politica estera e di sicurezza comune ammontavano a 369,9 milioni di EUR. Nel periodo 2014-2018 erano in corso 13 missioni civili in diverse fasi ed erano attivi 11 rappresentanti speciali dell'Unione europea (quello in Afghanistan ha concluso le proprie attività nel 2018) (
).
La missione consultiva in Iraq, istituita nell'ottobre 2017, è la missione civile avviata più di recente. La missione consultiva dell'UE (i) mette a disposizione delle autorità irachene consulenze e competenze tecniche a livello strategico in merito agli aspetti civili del programma di sicurezza nazionale iracheno e dei piani associati, (ii) valuta opportunità per un ulteriore impegno dell'UE e (iii) assiste la delegazione dell'UE nel coordinamento del sostegno dell'Unione e degli Stati membri. Nel quadro del sostegno della missione alla strategia irachena sulla lotta alla criminalità organizzata, il suo mandato contempla anche taluni aspetti della tutela del patrimonio culturale. A ottobre 2018 il mandato della missione è stato prolungato di altri 18 mesi (
).
La politica estera e di sicurezza comune sostiene inoltre progetti volti a promuovere il disarmo, la non proliferazione delle armi di distruzione di massa e il controllo delle esportazioni di armi. Nel periodo 2014-2018 sono stati avviati 29 progetti di non proliferazione e disarmo, mentre altri 22 sono stati completati (
).
Valutazione e analisi
La politica estera e di sicurezza comune rimarrà uno degli strumenti chiave utilizzati per attuare la strategia globale per la politica estera e di sicurezza comune dell'UE nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale.
Per il periodo successivo al 2020 l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ha avanzato, con l'appoggio della Commissione, una proposta su uno strumento europeo per la pace (
): un fondo al di fuori del bilancio (non soggetto al quadro finanziario pluriennale) di importo pari a 10,5 miliardi di EUR per un periodo di sette anni coincidente con la durata del prossimo quadro finanziario pluriennale. L'iniziativa è intesa a incrementare la capacità dell'UE di finanziare azioni operative nel quadro della politica estera e di sicurezza comune che hanno implicazioni miliari o di difesa e che non possono dunque essere finanziate dal bilancio dell'UE (
).
Si propone che lo strumento europeo per la pace:
·finanzi le spese comuni delle operazioni militari dell'UE nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune;
·contribuisca al finanziamento di operazioni militari di sostegno alla pace sotto la guida di altri soggetti internazionali;
·si impegni in azioni più ampie volte a sostenere le forze armate dei paesi partner mediante infrastrutture, attrezzature o assistenza militare e in altre azioni operative nel quadro della politica estera e di sicurezza comune dell'UE con implicazioni militari o di difesa, ove così deciso dal Consiglio.
Strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace
Obiettivi del programma
Lo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace fornisce un sostegno rapido e a breve termine nei paesi o nelle regioni in cui sta emergendo o è in corso una situazione di emergenza. Fornisce inoltre sostegno a più lungo termine ad attività di prevenzione dei conflitti, consolidamento della pace e preparazione in caso di crisi, nonché ad attività che fanno fronte a minacce mondiali e transregionali e a minacce emergenti.
Attuazione e risultati più recenti
Nel 2018 l'UE ha continuato a rispondere a situazioni di crisi in Europa, Africa, Medio Oriente, Asia e nelle Americhe attraverso lo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (
). Sono stati complessivamente impegnati 360 milioni di EUR, di cui 254,1 milioni a titolo della componente sulla risposta alle crisi nel breve termine e 33,7 milioni a titolo della componente di consolidamento strutturale della pace. I 254,1 milioni di EUR sono stati destinati alla risposta alle crisi e alla loro prevenzione in tutto il mondo, reagendo direttamente alle priorità politiche dell'UE, e hanno contemplato diverse aree tematiche, comprese la stabilizzazione e la riforma della sicurezza, la mediazione, il dialogo e il consolidamento della fiducia, le elezioni e la transizione politica, nonché la lotta al terrorismo e la prevenzione dell'estremismo violento (
).
Nel 2018 lo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace ha avviato il suo primo progetto finanziato dall'UE nella regione nord-orientale della Siria, in aree che la Coalizione internazionale è riuscita a liberare dal Daesh. Il progetto d'azione antimine (10 milioni di EUR) si propone di migliorare le condizioni fisiche di sicurezza e agevolare l'accesso ai terreni e alle infrastrutture, anche attraverso misure di istruzione sul rischio collegato alle mine per rimpatriati, sfollati e comunità ospitanti. Esso rappresenta il primo intervento non umanitario dell'UE nel settore da quando è iniziato il conflitto (
).
L'UE continua a nutrire notevoli preoccupazioni in relazione alla Repubblica centrafricana. Nel 2018 lo strumento ha destinato finanziamenti supplementari per un valore di 40,5 milioni di EUR a sostegno dell'impegno dell'UE nel paese. I finanziamenti hanno dato uno slancio nuovo e costante al processo di pace, che stava per collassare alla fine del 2017, alimentando le speranze di una cessazione negoziata delle ostilità e di un accordo politico globale, che alla fine del 2018 hanno destato una cauta fiducia (
).
Inoltre, il 2018 è stato il primo anno di attuazione delle azioni di potenziamento delle capacità a sostegno della sicurezza e dello sviluppo, in particolare laddove il funzionamento delle istituzioni dello Stato è gravemente minacciato. Otto di queste azioni sono state avviate in Mali, nella Repubblica centrafricana, in Somalia e in Libano (
).
Valutazione e analisi
La valutazione (
) ha concluso che lo strumento consegue i propri obiettivi. Per quanto riguarda le misure di risposta alle crisi, la valutazione ha rilevato che tale componente ha onorato i suoi impegni, ha prodotto risultati importanti ed è reattiva e flessibile, a fronte dei rapidi mutamenti dello stato della pace e della sicurezza. Lo strumento ha consentito all'UE di apportare contributi importanti alla lotta alle minacce nei confronti della pace e della sicurezza internazionali e dell'UE, facendo fronte a minacce mondiali esistenti ed emergenti. Ha inoltre offerto la possibilità di avviare un più ampio scambio politico su questioni riguardanti le politiche di sicurezza con i governi beneficiari e i partner istituzionali.
La valutazione ha sottolineato che la capacità dell'UE di reagire rapidamente a eventi imprevisti e affrontare questioni chiave per la sicurezza a livello globale deve essere ulteriormente rafforzata in tutti i futuri strumenti di azione esterna (
). Di conseguenza, la Commissione propone, nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, di riunire diversi strumenti di azione esterna al fine di adottare un approccio globale basato su uno strumento integrato di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (
), che assicuri, tra l'altro, flessibilità nell'assegnazione delle risorse agli ambiti che ne hanno maggiormente bisogno in un quadro internazionale in costante mutamento (
).
Strumento di partenariato per la cooperazione con i paesi terzi
Lo strumento di partenariato per la cooperazione con i paesi terzi è il primo strumento specificamente dedicato a promuovere gli interessi strategici dell'UE in tutto il mondo consolidandone le strategie, le politiche e le azioni esterne. Il programma ha quattro obiettivi principali:
·offrire sostegno strategico e rispondere alle sfide globali;
·proiettare la dimensione internazionale di Europa 2020;
·rafforzare l'accesso al mercato e stimolare il commercio, gli investimenti e le opportune commerciali per le imprese dell'UE;
·promuovere la diplomazia pubblica e la cooperazione accademica.
L'UE ha sottoscritto numerosi accordi internazionali con paesi partner in tutto il mondo, il che le conferisce un'influenza in numerosi ambiti delle relazioni internazionali. Combinando il peso di tutti gli Stati membri che operano nell'ambito di politiche e strategie comuni, l'UE dispone del peso politico necessario per rispondere alle sfide globali (
).
Il bilancio destinato ad azioni nel quadro dello strumento di partenariato ammontava nel 2018 a 126,9 milioni di EUR (
). Le attività finanziate possono essere suddivise in tre categorie principali:
·scambi, eventi e condivisione delle conoscenze;
·competenze e assistenza tecnica;
·promozione, sensibilizzazione, impegno (
).
Lo studio condotto a sostegno della valutazione (
) ha dimostrato che lo strumento di partenariato ha avuto un ruolo favorevole spesso essenziale, rafforzando e ampliando gli ambiti della cooperazione e del dialogo tra l'UE e i paesi terzi. La valutazione dello strumento (
) ha rilevato che esso ha un impatto sui processi strategico-politici nei paesi partner, in linea con gli interessi dell'UE, e che ha contribuito allo sviluppo di relazioni reciprocamente vantaggiose con tali paesi (
).
Lo strumento di partenariato sarà integrato in un nuovo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (
) nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, assicurando maggiore coerenza ed efficienza nel sostegno delle politiche esterne dell'UE.
Cooperazione con la Groenlandia
Nel 2014 (
) la Commissione ha concordato con il governo della Groenlandia un "documento di programmazione per lo sviluppo sostenibile della Groenlandia 2014-2020".
L'obiettivo del programma è quello di contribuire a un tenore di vita più elevato attraverso il miglioramento dell'istruzione, lo sviluppo di competenze e le conoscenze. Ciò garantirà che la Groenlandia continui a progredire economicamente nel quadro di un'economia mondiale sempre più globalizzata grazie a un corpo essenziale di persone qualificate e forze di lavoro competitive. L'aumento della produttività tra la popolazione in età lavorativa attenuerà le pressioni crescenti sulle finanze pubbliche dovute alla quota in aumento delle persone anziane. Inoltre, una manodopera altamente istruita e qualificata ridurrà la dipendenza economica da taluni settori e costituisce un presupposto per lo sviluppo e la crescita inclusiva nei settori emergenti.
Nel nuovo quadro finanziario pluriennale (
) proseguirà la cooperazione dell'UE con i paesi e territori d'oltremare, compresa la Groenlandia, in sinergia con le azioni svolte nel quadro dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale.
Strumento di sostegno finanziario per promuovere lo sviluppo economico della comunità turco-cipriota
Lo strumento agevola la riunificazione di Cipro incoraggiando (a) lo sviluppo economico della comunità turco-cipriota, (b) l'integrazione economica dell'isola, (c) il miglioramento dei contatti tra le due comunità e con l'UE e (d) la predisposizione di un corpus di leggi a seguito di una risoluzione politica completa della questione cipriota.
La Commissione ha incontrato alcune difficoltà nell'attuazione (
) del programma, dovute ad esempio al mancato riconoscimento internazionale dello status del beneficiario (la comunità turco-cipriota), alla scarsa capacità di assorbimento delle risorse e a controversie con gli appaltatori. Ciononostante, nel 2018 sono state completate importanti opere infrastrutturali, i cui contratti di appalto sono stati aggiudicati perlopiù nel 2009. Verranno inoltre effettuati ulteriori investimenti nelle infrastrutture, prestando un'attenzione particolare all'ambiente e alla cooperazione tra comuni. Il rafforzamento del settore privato e delle misure riguardanti il mercato del lavoro continuerà a beneficiare di sostegno costante, con un'attenzione particolare all'innovazione e all'aumento dell'occupabilità. Analogamente, sono state attuate misure concrete volte a debellare le malattie degli animali e a migliorare le norme di sicurezza alimentare.
È attualmente in corso una valutazione del programma di sostegno attuato nel periodo 2013-2018, che dovrebbe essere ultimata entro la fine del 2019.
Il programma dovrebbe proseguire nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale allo scopo di agevolare la riunificazione di Cipro, incoraggiando lo sviluppo economico della comunità turco-cipriota.
Strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare
Lo strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare (
) contribuisce a promuovere l'attuazione dei trattati e delle convenzioni internazionali e ad adottare le norme più rigorose in materia di sicurezza, integrando l'attività svolta all'intero dell'UE. Esporta inoltre l'acquis dell'Unione nel mondo e promuove la cooperazione in materia di sicurezza nucleare. Lo strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare è l'unico strumento specifico dell'Unione europea che affronta le questioni di sicurezza nucleare nei paesi partner, andando a integrare altri strumenti di finanziamento esterno, ad esempio nel quadro della politica di vicinato. Esso contempla la cooperazione in materia di salvaguardie nucleari, un ambito essenziale per la politica mondiale di non proliferazione.
Uno dei risultati principali è legato alla gestione sicura dei rifiuti radioattivi. Il 29 novembre 2016 è stato raggiunto un traguardo importante, ossia rendere il sito di Chernobyl ecologicamente stabile e sicuro, applicando una nuova struttura di contenimento sicuro al reattore nucleare distrutto nell'aprile 1986. Il nuovo contenimento sicuro consiste in un'enorme struttura a forma di arco che copre l'unità 4 danneggiata di Chernobyl allo scopo di prevenire ulteriori fuoriuscite radioattive. Il nuovo contenimento sicuro contiene inoltre attrezzature comandate a distanza in grado di rimuovere definitivamente il reattore danneggiato e il materiale radioattivo. Questo importante traguardo nel progetto è stato raggiunto grazie agli sforzi congiunti intrapresi dall'Unione europea, dall'Ucraina, dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e dalla comunità internazionale. Il costo complessivo del progetto è nell'ordine di 1,5 miliardi di EUR, cui l'UE ha contribuito con oltre 430 milioni di EUR, a titolo del programma di assistenza tecnica che stimola la creazione di partenariati tra l'UE e la Comunità di Stati indipendenti e la Georgia (Tacis) (
) (210 milioni di EUR) e a titolo dei programmi di cooperazione in materia di sicurezza nucleare (220 milioni di EUR).
La Commissione ha proposto di istituire, nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2021-2027, uno strumento europeo per la sicurezza nucleare volto ad integrare lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale sulla base del trattato Euratom (
).
Strumento per i rifugiati in Turchia
La Turchia ospita attualmente quasi 4 milioni di rifugiati e l'UE si impegna ad assisterla nell'affrontare tale sfida. Lo strumento dell'UE per i rifugiati in Turchia, che gestisce complessivamente 6 miliardi di EUR (3 miliardi per il periodo 2016-2017 e 3 miliardi per il periodo 2018-2019), fornisce un meccanismo di coordinamento congiunto, concepito per garantire che le esigenze dei rifugiati e delle comunità ospitanti in Turchia siano affrontate in maniera attenta e coordinata. Gli ambiti cui viene prestata maggiore attenzione sono l'assistenza umanitaria, l'istruzione, la salute, le infrastrutture comunali e il sostegno socioeconomico. Nello strumento confluiscono contribuiti finanziari provenienti dal bilancio dell'UE, principalmente a titolo del programma di aiuto umanitario e dello strumento di assistenza di preadesione, nonché contribuiti erogati dagli Stati membri.
La dotazione di 3 miliardi di EUR per il periodo 2016-2017 è stata impiegata completamente per lo svolgimento di 72 progetti che hanno mostrato risultati tangibili. In cooperazione con il ministero turco dell'Istruzione nazionale sono stati investiti 300 milioni di EUR nel settore dell'istruzione, allo scopo di favorire l'integrazione dei bambini siriani nel sistema d'istruzione turco, fornendo accesso all'istruzione a oltre 600 000 minori. Tale sostegno prosegue anche nella seconda tranche e insieme al ministero dell'Istruzione nazionale è stato concordato un nuovo progetto del valore di 400 milioni di EUR.
Lo strumento ha erogato aiuti per un totale di 300 milioni di EUR affinché fosse garantito ai rifugiati l'accesso ai servizi di assistenza sanitaria. In questo modo sono state effettuate più di 4 milioni di visite mediche primarie e sono stati vaccinati oltre 500 000 bambini siriani rifugiati. Inoltre, sono attualmente operativi 143 centri sanitari per migranti, presso i quali lavorano oltre 2 000 dipendenti. Lo strumento continuerà a fornire assistenza nei settori della sanità, dell'istruzione, delle infrastrutture comunali e dello sviluppo socioeconomico, prestando particolare attenzione alla creazione di opportunità di sostentamento per i rifugiati in Turchia. Ogni mese 1,5 milioni di rifugiati in condizioni di maggiore vulnerabilità riceve trasferimenti di denaro nel quadro della rete di sicurezza sociale d'emergenza (
).
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1,5 milioni di beneficiari hanno ricevuto aiuti erogati dalla rete di sicurezza sociale d'emergenza
per soddisfare le loro esigenze di base
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4 500 insegnanti di lingua turca impiegati in 23 provincie hanno erogato formazione linguistica a oltre 400 000 minori
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470 000 bambini che frequentano la scuola e le loro famiglie hanno ricevuto sostegno attraverso il trasferimento condizionale di denaro per il programma d'istruzione
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136 nuove scuole sono attualmente in costruzione per rispondere alla domanda di istruzione
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Sono state effettuate oltre 1,2 milioni di visite prenatali
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Oltre 60 000 studenti hanno beneficiato di corsi di recupero e consolidamento
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Più di 635 000 bambini siriani rifugiati hanno accesso all'istruzione
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Quasi 67 500 bambini hanno beneficiato di trasporti scolastici
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Il dialogo dell'UE con la Turchia ha inoltre contribuito a diminuire gli attraversamenti irregolari e pericolosi della frontiera dell'UE e ha permesso di ridurre la perdita di vite umane in mare.
Nella sua relazione speciale sullo strumento per i rifugiati in Turchia (
), la Corte dei conti ha analizzato se esso abbia sostenuto efficacemente i rifugiati in Turchia, concentrandosi sulla gestione della prima tranche di finanziamenti e sui risultati conseguiti nel settore del sostegno umanitario. La Corte ha rilevato che lo strumento ha mobilitato tempestivamente le risorse necessarie a fornire una risposta rapida alla crisi dei rifugiati. Tuttavia, lo strumento non ha conseguito pienamente l'obiettivo di coordinare efficacemente detta risposta.
Fondo di garanzia per le azioni esterne
Le operazioni di prestito coperte dal fondo di garanzia per le azioni esterne riguardano tre diversi strumenti: il mandato per i prestiti esterni, che beneficia di una garanzia a carico del bilancio dell'UE alla Banca europea per gli investimenti, i prestiti esterni dell'Euratom e i prestiti a titolo di assistenza macrofinanziaria dell'UE a favore di paesi terzi. La dotazione del fondo proviene dal bilancio dell'UE e deve essere mantenuta a una certa percentuale (attualmente il tasso obiettivo è del 9 %) dell'importo in essere dei prestiti e dei prestiti garantiti.
I programmi (
) di assistenza macrofinanziaria (
) forniscono sostegno finanziario ai paesi partner affetti da una crisi della bilancia dei pagamenti e coinvolti in un programma del Fondo monetario internazionale. Tale sostegno assume perlopiù la forma di prestiti a medio e lungo termine, talvolta combinati con sovvenzioni. L'obiettivo dell'assistenza macrofinanziaria è quello di ripristinare una situazione finanziaria sostenibile, incoraggiando nel contempo adeguamenti economici e riforme strutturali. Le erogazioni sono subordinate al rispetto di specifiche condizioni strategiche (elencate nel memorandum d'intesa e concordate congiuntamente con il paese beneficiario) e all'esito positivo dei riesami.
Nel 2018 la Commissione ha presentato due nuove proposte legislative sulle operazioni di assistenza macrofinanziaria, che sono state adottate dal Parlamento e dal Consiglio nel 2018. Si tratta di Georgia II (45 milioni di EUR, compresi 10 milioni di EUR in sovvenzioni) e Ucraina IV (1 milione di EUR in prestiti). In entrambi i casi l'erogazione della prima tranche è avvenuta con un'unica operazione nel dicembre 2018: Georgia II (15 milioni di EUR) e Ucraina IV (500 milioni di EUR).
L'obiettivo del mandato per i prestiti esterni della Banca europea per gli investimenti è quello di sostenere lo sviluppo del settore privato in specifici paesi terzi, lo sviluppo delle infrastrutture sociali ed economiche, l'attenuazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ai medesimi nonché la resilienza economica a lungo termine in relazione alla migrazione. Nel 2018 la Banca europea per gli investimenti ha sottoscritto progetti per un importo totale di 4,5 miliardi di EUR.
Le relazioni di valutazione ex post sull'assistenza macrofinanziaria (
) e la revisione intermedia del mandato per i prestiti esterni della Banca europea per gli investimenti (
) hanno concluso che gli strumenti di finanziamento esterno sono stati complessivamente all'altezza del loro scopo e che stavano emergendo tendenze positive in relazione al conseguimento degli obiettivi. Le relazioni dimostrano che servono maggiori risorse per gli strumenti di finanziamento esterno perché sono stati utilizzati al massimo della loro capacità finanziaria.
In risposta alla revisione intermedia e al marcato aumento del numero di persone che cercano di migrare in Europa irregolarmente, la Commissione ha proposto un piano per gli investimenti esterni volto a intervenire sulle cause alla radice della migrazione da paesi vicini all'Unione europea, che prevede un Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile e modifiche quantitative e qualitative del mandato per i prestiti esterni. Per il prossimo quadro finanziario pluriennale la Commissione si baserà ulteriormente su di esso. Il nuovo Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus dovrebbe comprendere un pacchetto finanziario integrato in grado di fornire capacità finanziaria sotto forma di sovvenzioni, garanzie di bilancio e strumenti finanziari in tutto il mondo. Il fondo dovrebbe sostenere il piano per gli investimenti esterni e combinare le operazioni di finanziamento misto e di garanzia di bilancio coperte dalla garanzia per le azioni esterne, comprese quelle riguardanti i rischi sovrani associati alle operazioni di prestito, precedentemente effettuate nell'ambito del mandato per i prestiti esterni della Banca europea per gli investimenti. Dato il ruolo che le è stato attribuito dai trattati e l'esperienza maturata nel corso degli ultimi decenni nel sostenere le politiche dell'Unione, la Banca europea per gli investimenti dovrebbe rimanere per la Commissione il partner naturale per l'attuazione delle operazioni sostenute dalla garanzia per le azioni esterne.
Meccanismo unionale di protezione civile
L'obiettivo del meccanismo unionale di protezione civile è sostenere, coordinare e integrare le azioni di gestione e coordinamento degli Stati membri nel campo della protezione civile, al fine di migliorare l'efficacia dei sistemi per la prevenzione, la preparazione e la risposta alle catastrofi naturali e causate dall'uomo. Attraverso un approccio globale che comprende la prevenzione, la preparazione e la risposta alle catastrofi, il programma mira a ridurre la perdita di vite umane e a ridurre al minimo i danni ambientali e materiali causati dalle catastrofi. Gli Stati membri mettono insieme risorse ed esperti in un pool volontario e li tengono pronti per le missioni di protezione civile dell'UE.
Risposta del meccanismo unionale di protezione civile nel 2018
17 Stati partecipanti hanno contribuito a 20 emergenze
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Risorse e competenze
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Assistenza materiale
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Più di 500 vigili del fuoco
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1 728 kit di sopravvivenza
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30 esperti del meccanismo unionale di protezione civile
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Tende/ripari per 8 500 persone
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9 funzionari di collegamento dei centri di coordinamento della risposta alle emergenze
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2,2 milioni di compresse per la purificazione dell'acqua
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11 aerei antincendio
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24 milioni di litri di acqua lanciati
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6 elicotteri antincendio
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76 generatori di energia elettrica
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2 moduli di purificazione dell'acqua
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2 milioni di litri di acqua purificati
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2 navette d'isolamento per l'Ebola
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13 container e moduli
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Nel 2018 sono state presentate 11 richieste di assistenza da paesi esterni all'UE per emergenze improvvise e di vasta portata. Il meccanismo ha messo a disposizione assistenza ed esperti a Bangladesh, Colombia, Repubblica democratica del Congo, Guatemala, India, Nigeria, Indonesia e Papua Nuova Guinea (
).
Meccanismo unionale di protezione civile – richieste di assistenza nel 2018
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Bangladesh
Preparazione e prevenzione
novembre
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Indonesia
Terremoto
ottobre
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Bulgaria
Inquinamento marino
agosto
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Lettonia
Incendi boschivi
luglio
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Colombia
Incidente ambientale
aprile, maggio
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Nigeria
Inondazioni
settembre
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Repubblica democratica del Congo
Disordini civili
maggio
Epidemia
maggio, agosto
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Papua Nuova Guinea
Terremoto
febbraio
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Francia
Inquinamento marino
ottobre
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Portogallo
Preparazione e prevenzione
aprile
Incendi boschivi
agosto
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Grecia
Incendi boschivi
luglio
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Romania
Emergenza medica
marzo
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Guatemala
Eruzione vulcanica
giugno
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Svezia
Incendi boschivi
giugno, luglio
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India
Inondazioni
settembre
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Fonti: ECHO, sistema di informazione geografica della Commissione (GISCO).
Fuori dall'UE il meccanismo unionale di protezione civile può colmare importanti lacune nella gestione delle emergenze nei casi in cui non è possibile sfruttare pienamente l'assistenza umanitaria e/o in cui sono necessarie specifiche competenze tecniche o risorse. Inoltre, le valutazioni effettuate dagli esperti di protezione civile impiegati nel quadro del meccanismo unionale di protezione civile possono contribuire in maniera utile ai più ampi quadri di recupero dalle catastrofi.
È importante che il meccanismo unionale di protezione civile trovi il giusto equilibrio tra l'essere un quadro di assistenza reciproca tra i paesi europei a seguito di catastrofi naturali e di origine umana e l'evolversi in uno strumento più complesso, in grado di affrontare crisi di molteplice natura e di portata mondiale (
). A tal fine, il meccanismo è stato rafforzato (
) per garantire un migliore coordinamento tra l'azione dell'UE e gli interventi delle Nazioni Unite.
Strumenti speciali
Gli strumenti speciali sono concepiti per rendere più flessibile il quadro finanziario. Essi comprendono la riserva per gli aiuti d'urgenza, lo strumento di flessibilità, il Fondo di solidarietà dell'UE e il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione.
Riserva per gli aiuti d'urgenza
Nel 2018 sono stati mobilitati 372,2 milioni di EUR della riserva per gli aiuti d'urgenza allo scopo di finanziare operazioni umanitarie e di protezione e gestione di crisi civili in paesi terzi. Tali risorse sono state utilizzate, ad esempio, per finanziare la fornitura di farmaci, alimenti e protezione al popolo venezuelano colpito dalla crisi locale. La riserva è stata inoltre utilizzata per il finanziamento dell'assistenza sanitaria, della nutrizione e della sicurezza alimentare, dell'igiene e delle risorse idriche nei campi dei rifugiati rohingya in Bangladesh.
Nell'ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale la riserva per gli aiuti d'urgenza continuerà a far fronte a situazioni straordinarie che non possono essere affrontate utilizzando finanziamenti d'emergenza a titolo di programmi specifici quando si verifica una crisi. Il suo ambito d'applicazione verrà ampliato in modo che la riserva possa essere utilizzata anche per emergenze all'interno di uno degli Stati membri.
Strumento di flessibilità
Lo strumento di flessibilità fornisce finanziamenti per spese chiaramente definite che non possono essere coperte dal bilancio dell'UE senza superare il massimale annuo di spesa stabilito nel quadro finanziario pluriennale. Nel 2018 sono stati mobilitati 837,2 milioni di EUR a titolo dello strumento, principalmente per finanziare misure di bilancio immediate volte a far fronte alle sfide poste dalla migrazione, dagli arrivi di rifugiati e dalle minacce alla sicurezza nonché per finanziare l'ampliamento del programma di sostegno alle riforme strutturali.
Per il prossimo quadro finanziario pluriennale la Commissione propone di razionalizzare le procedure atte a mobilitare tali strumenti e accrescere la dimensione dello strumento di flessibilità.
Fondo di solidarietà dell'UE
Obiettivi del programma
La solidarietà è uno dei valori fondamentali dell'UE e un principio guida del processo di integrazione europea. Il Fondo di solidarietà dell'UE, istituito nel 2002, è una delle manifestazioni più concrete di solidarietà nei confronti degli Stati membri e dei paesi che stanno negoziando la propria adesione all'UE. Il fondo può essere utilizzato in caso di gravi calamità naturali nazionali o regionali (terremoti, inondazioni, siccità, incendi boschivi, temporali, ecc.) per finanziare misure di emergenza sin dal giorno stesso in cui si verifica la catastrofe, ad esempio il ripristino del funzionamento delle infrastrutture di base, la fornitura di alloggi temporanei, il finanziamento dei servizi di salvataggio per aiutare la popolazione colpita, la garanzia di operazioni preventive infrastrutturali e di pulizia.
Attuazione e risultati più recenti
Dall'istituzione del Fondo di solidarietà dell'UE nel 2002, è stato fornito sostegno in risposta a 80 catastrofi, tra cui inondazioni, incendi boschivi, terremoti, temporali e siccità. Il fondo ha fornito aiuti a operazioni di emergenza e di recupero in 24 paesi per un totale di oltre 5 miliardi di EUR.
Nel 2018 il Fondo di solidarietà dell'UE ha continuato a fornire sostegno vitale, erogando aiuti finanziari ma dando alle popolazioni colpiti anche un segno chiaro e tangibile della solidarietà europea.
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Per le regioni di Saint-Martin e Guadalupa, colpite dagli uragani Irma e Maria
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A seguito degli incendi boschivi estivi
dell'ottobre 2017
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A seguito del terremoto del 2017
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A seguito delle tempeste e delle piogge dell'agosto 2017
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A seguito delle piogge e
delle inondazioni del 2017
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A seguito delle tempeste e delle
inondazioni dell'ottobre 2017
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A seguito delle inondazioni
del 2017
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Totale: 151,9 milioni di EUR
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Nel 2018 sono stati erogati in totale 152 milioni di EUR (
) a otto Stato membri affinché potessero finanziare operazioni di emergenza e di recupero nei settori delle infrastrutture di base, dell'assistenza alla popolazione, degli alloggi provvisori, della protezione del patrimonio culturale e della pulizia. Il sostegno fornito nel 2018 era destinato principalmente a calamità naturali verificatesi l'anno precedente, tra cui gli uragani Irma e Maria nei territori francesi d'oltremare di Saint-Martin e Guadalupe, i terremoti che hanno colpito le isole greche di Lesbo e Coo, le inondazioni in Lettonia e Lituania e gli incendi boschivi in Portogallo e Spagna.
Nel 2018 la Commissione ha ricevuto quattro domande di sostegno per le inondazioni verificatesi a Burgas (Bulgaria) alla fine del 2017, la siccità in corso a Cipro, le inondazioni nella regione nord-orientale della Romania nei mesi estivi e gli eventi meteorologici estremi verificatisi nei mesi di ottobre-novembre in tutta Italia. La Bulgaria ha ricevuto un contributo finanziario di 2,3 milioni di EUR nel novembre 2018. La valutazione degli altri tre casi è proseguita nel 2019.
Il sostegno offerto dal Fondo di solidarietà contribuisce a consolidare la resilienza degli Stati membri e delle regioni e la loro preparazione a far fronte alle conseguenze delle calamità naturali.
Valutazione e analisi
La Commissione ha effettuato la sua prima valutazione del Fondo di solidarietà dell'UE (
) riguardante il periodo 2002-2017 e ha concluso che esso assolve efficacemente il suo compito ed è apprezzato per la tempestività con cui fornisce risorse finanziarie supplementari. È stato inoltre osservato che il fondo promuove l'ulteriore apprendimento delle amministrazioni pubbliche nazionali nel settore della gestione del rischio di catastrofi. La valutazione ha rilevato che l'integrazione della gestione del rischio di catastrofi nei sistemi nazionali genererà probabilmente sinergie a favore di un'attuazione più efficace.
La valutazione ha constatato che il Fondo di solidarietà è uno strumento adattabile e flessibile per gli interventi dell'UE in caso di catastrofi. A livello dell'UE il meccanismo istituito per la disponibilità annuale di risorse assicura che il fondo sia in grado di fornire assistenza anche in situazioni catastrofiche, come testimoniato dalla sovvenzione record di oltre 1 miliardo di EUR approvata per rispondere alla serie di terremoti che hanno colpito l'Italia nel 2016 e nel 2017. A livello operativo questa flessibilità è garantita dalla possibilità per i paesi beneficiari di utilizzare la sovvenzione a copertura di spese sostenute con effetto retroattivo, ossia per progetti avviati e attuati già prima dell'effettiva mobilitazione concreta del Fondo di solidarietà.
Una delle caratteristiche maggiormente criticate del Fondo di solidarietà è invece il tempo necessario all'erogazione della sovvenzione, che rimane mediamente di un anno. Nell'attuale quadro normativo, il Fondo di solidarietà non è uno strumento adatto a interventi rapidi in caso di catastrofi ed occorre discutere ulteriormente soluzioni che contribuiscano ad affrontare la questione delle tempistiche della sua mobilitazione.
Il Fondo di solidarietà verrà riconfermato, con l'aggiunta di alcune nuove caratteristiche in grado di assicurare maggiore flessibilità nella sua attuazione.
Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione
Obiettivi del programma
Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione fornisce sostegno ai lavoratori licenziati e ai lavoratori autonomi la cui attività è cessata in conseguenza dei grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali dovuti alla globalizzazione o per il persistere della crisi economica e finanziaria mondiale.
Attuazione e risultati più recenti (
)
Nel periodo 2014-2018 il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ha offerto sostegno a 49 062 lavoratori interessati e persone che non hanno un lavoro né seguono un percorso scolastico o formativo (NEET) in 27 diversi settori economici. Il tasso di reintegro dei lavoratori licenziati nel mercato del lavoro è migliorato rispetto al precedente periodo di finanziamento 2007-2013 (dal 49 % al 56 %) (
). Nel 2018 gli Stati membri hanno ricevuto 27,7 milioni di EUR per sostenere ex lavoratori collocati in esubero. Alcuni esempi di lavoratori che hanno ricevuto sostegno nel 2018 (
) sono:
·550 ex lavoratori nel settore dell'editoria in Grecia;
·730 ex lavoratori nel settore dell'abbigliamento in Portogallo;
·1 858 ex lavoratori di Air France;
·2 285 ex dipendenti di Caterpillar in Belgio;
·646 ex lavoratori di Goodyear in Germania;
·303 ex lavoratori nel settore dell'abbigliamento in Galizia (Spagna);
·900 ex lavoratori di Ericson in Svezia.
Il sostegno finanziario è stato utilizzato per aiutare i lavoratori a cercare nuovi impieghi, fornire consulenza in materia di carriera professionale, istruzione e formazione, orientamento e tutoraggio o incoraggiare l'imprenditorialità e la creazione di attività commerciali.
Valutazione e analisi (
)
I risultati della valutazione intermedia 2018 del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (
) mostrano che esso offre ai lavatori licenziati una combinazione unica di strumenti personalizzati, che determinano risultati più sostenibili, un aumento dell'autostima dei beneficiari (che adottano infine un approccio più proattivo alla ricerca di un impiego) e un miglioramento della loro occupabilità.
Tuttavia, la valutazione indica anche che i criteri di ammissibilità del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione limitano i finanziamenti agli esuberi dovuti alla globalizzazione o alla crisi economica e finanziaria e non contemplano altri importanti sviluppi economici. Ad esempio, se i lavoratori vengono licenziati a causa dell'automazione o della digitalizzazione, non possono beneficiare del sostegno del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione. Inoltre, la presentazione della domanda di sostegno comporta oneri non necessari (è necessaria una motivazione dettagliata) e il processo di approvazione richiede molto tempo. Infine, la valutazione ha messo in luce che il monitoraggio e la rendicontazione devono essere migliorati al fine di analizzare meglio l'efficacia del fondo.
Sulla base di tali risultanze, il 30 maggio 2018 la Commissione ha adottato una proposta che prevede un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione rafforzato e più efficiente (
) a partire dal 2021, con un ambito di applicazione più vasto che copre anche casi di ristrutturazione di ampia portata, come quelli dovuti all'automazione e alla digitalizzazione, e con una soglia di intervento più bassa e un meccanismo di bilancio più semplice e rapido.
Sezione 2
Controllo interno e gestione finanziaria
1. Il bilancio dell'UE è gestito correttamente
La Commissione europea attribuisce grande importanza al corretto impiego del bilancio dell'UE. I suoi sistemi di controllo ben concepiti riducono i rischi per la legittimità e la regolarità delle operazioni finanziarie.
In tale contesto, vengono adottate misure di gestione volte a prevenire, individuare e correggere eventuali errori, irregolarità o frodi. Nel 2018, per il secondo anno consecutivo, il livello complessivo di errore stimato è inferiore al 2 % (
). Per quanto riguarda i segmenti che presentano un rischio al pagamento superiore al 2 % sono previste misure di gestione.
Diagramma: rischio complessivo al pagamento e alla chiusura nel corso del tempo.
Fonte: relazioni annuali di attività della Commissione europea.
Nel 2018 tutti gli ordinatori delegati (
) hanno fornito una garanzia ragionevole riguardo ai loro sistemi di verifica ("controllo") e alla loro gestione finanziaria. Ove opportuno, su tale garanzia sono state poste riserve, un elemento chiave nella catena di responsabilità. Le riserve assicurano trasparenza riguardo alle sfide e alle carenze rilevate in ambiti specifici e riguardo alle misure necessarie per affrontarle. Nelle relazioni annuale di attività 2018 l'impatto finanziario delle riserve resta limitato.
Il modello di governance, affidabilità e responsabilità della Commissione è stato ulteriormente rafforzato nel 2018 (si vedano gli "elementi costitutivi" nel diagramma che segue). Inoltre:
·è stato adotto il regolamento finanziario rivisto, che riduce la burocrazia per i beneficiari di risorse dell'UE e semplifica ciascuna fase significativa della procedura di finanziamento. Tali misure di semplificazione sono integrate nei nuovi programmi di spesa proposti dalla Commissione;
·il quadro rivisto di controllo interno della Commissione è ora pienamente operativo;
·al di fuori della Commissione, sono stati rafforzati la gestione dei conflitti di interesse e il regolamento finanziario quadro delle agenzie decentrate (
), e la Commissione ha elaborato proposte volte a salvaguardare il bilancio dell'UE da carenze generalizzate in termini di Stato di diritto negli Stati membri;
·la gestione finanziaria è ulteriormente migliorata, comportando tassi di errore inferiori, pagamenti tempestivi, ulteriori miglioramenti in termini di efficienza e costi di controllo adeguati alla luce dell'ambiente di gestione;
·l'individuazione delle eventuali carenze determina un livello costante di correzioni finanziarie e recuperi;
·il revisore interno, nel suo parere globale, ha ritenuto che nel 2018 la Commissione abbia attuato procedure di governance, gestione del rischio e controllo interno idonee, nel complesso, a fornire una garanzia ragionevole circa il conseguimento dei suoi obiettivi finanziari, fatta eccezione per gli ambiti su cui i direttori generali hanno posto una riserva (cfr. sezione 2, sottosezione 5).
Il miglioramento costante dei sistemi di gestione e controllo finanziari è stato confermato anche dalla Corte dei conti europea. Nel 2018, per il secondo anno consecutivo, la Corte dei conti europea ha espresso un parere favorevole con riserva, anziché un parere negativo, sulla legittimità e la regolarità dei pagamenti del 2017 a titolo del bilancio dell'UE. Inoltre, per l'11º anno consecutivo, la Corte dei conti europea ha espresso un parere positivo (senza riserva) in merito ai conti annuali dell'UE.
Sulla base delle garanzie e delle riserve contenute nelle relazioni annuali di attività (
), il Collegio adotta la presente relazione annuale per il 2018 sulla gestione e il rendimento del bilancio dell'UE e si assume la responsabilità politica complessiva della gestione di detto bilancio.
La Commissione ha conseguito detti risultati positivi grazie al proprio modello di affidabilità e a un solido ambiente di controllo.
La Commissione ha rafforzato il suo solido modello di affidabilità e responsabilità
La Commissione ha predisposto solide disposizioni per garantire la sana gestione finanziaria. Gli elementi costitutivi principali della sua rigorosa catena di consolidamento dell'affidabilità e di responsabilità, sorretti da ruoli e competenze chiari, sono presentati nel diagramma che segue.
Il modello di affidabilità e responsabilità di base è stato rafforzato nel 2018 intensificando il controllo a livello centrale, preservando nel contempo la responsabilità decentrata degli ordinatori delegati nei confronti della sana gestione finanziaria delle risorse assegnate ai loro servizi (cfr. anche la sezione 2, sottosezione 9.1, sul "solido assetto di governance" della Commissione).
Diagramma: consolidamento dell'affidabilità e responsabilità della Commissione: ruoli e competenze chiari.
Fonte: Commissione europea.
Il quadro rivisto di controllo interno è stato attuato
Il quadro di controllo interno della Commissione si basa sul quadro proposto nel 2013 dal Committee of Sponsoring Organisations of the Treadway Commission (COSO) ed è conforme alle norme internazionali più rigorose.
Nell'ambito di tale quadro centrale e conformemente al modello di governance decentralizzata della Commissione, ciascun servizio predispone la struttura organizzativa e i sistemi di controllo interno più adatti a garantire la realizzazione della propria politica e dei propri obiettivi operativi, compresa la sana gestione finanziaria.
Il 2018 è stato il primo anno in cui il quadro rivisto di controllo interno è stato pienamente attuato da tutti i servizi della Commissione. Grazie a intensi sforzi di comunicazione, seminari e scambi di buone pratiche, la cultura del controllo interno è migliorata sostanzialmente. In tutta la Commissione il quadro di controllo interno viene percepito in maniera crescente come un potente strumento di gestione. Conformemente a tale maggior livello di maturità, i servizi della Commissione monitorano sempre di più l'efficacia dei loro sistemi di controllo interno, andando oltre meri aspetti di conformità. Verranno compiuti ulteriori sforzi per ampliare ulteriormente i progressi compiuti.
In generale, i servizi della Commissione hanno giudicato efficaci i propri sistemi di controllo interno (cfr. la tabella sottostante). I principali punti di forza indicati riguardano l'ambiente di controllo e la valutazione dei rischi. Ciò riflette la recente revisione dell'assetto di governance della Commissione e il rafforzamento della sorveglianza istituzionale sulla gestione dei rischi nel 2018.
Nelle loro attività di controllo alcuni servizi della Commissione hanno inoltre individuato aspetti migliorabili, che sono in linea con le relative risultanze dell'audit e/o con le riserve espresse. Per far fronte alle carenze individuate vengono attualmente adottate talune misure, tra cui l'adeguamento delle strategie di controllo interessate.
Diagramma: valutazione 2018 dei 17 principi del quadro di controllo interno della Commissione. Il grafico mostra il numero di servizi (asse X) che ritengono che il relativo principio sia ben funzionante, richieda alcuni miglioramenti oppure richieda miglioramenti considerevoli.
Fonte: relazioni annuali di attività della Commissione europea.
Convalida dei sistemi locali
Dato che l'accuratezza dei sistemi finanziari locali che alimentano il sistema finanziario e contabile centrale della Commissione è essenziale per garantire l'affidabilità complessiva dei conti annuali, il contabile effettua una convalida distinta di tali sistemi finanziari locali. Ciò si aggiunge alle valutazioni di gestione operate dai servizi della Commissione sui loro stessi sistemi di controllo interno.
Nessuna delle carenze identificate nel quadro dell'attività svolta nel 2018 è relativa alla progettazione o all'attuazione di sistemi locali che non soddisfano i criteri di convalida. Inoltre, nessuna delle carenze individuate avrà verosimilmente un'incidenza sostanziale sui conti annuali.
Dall'analisi è tuttavia scaturita una serie di raccomandazioni volte a migliorare l'ambiente di controllo e la qualità contabile nei servizi ordinatori (
), attenuando così i rischi relativi all'accuratezza delle relazioni sulla gestione finanziaria e normativa (
).
2. I sistemi di controllo sono efficaci in termini di costi
La Commissione aspira a garantire che i propri sistemi di gestione e controllo siano efficaci in termini di costi. Si definiscono efficaci in termini di costi i controlli che raggiungono il giusto equilibrio tra efficacia nel raggiungimento degli obiettivi di controllo previsti, efficienza e accettabilità dei costi. Vogliamo controlli che siano sufficientemente rigorosi da garantire che i sistemi di gestione finanziaria e le operazioni finanziarie soddisfino le norme giuridiche e contrattuali e sostengano la lotta contro le frodi. Tuttavia, tali controlli non devono essere così onerosi da impedire il rapido trattamento delle firme dei contatti e dei pagamenti. I costi corrispondenti devono altresì rimanere a un livello accettabile.
Nel 2018, in seguito alla valutazione combinata della loro efficacia, efficienza ed economia, tutti i servizi della Commissione concludono che, nel complesso, i loro controlli sono efficaci in termini di costi.
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Ciò significa che essi hanno raggiunto il giusto equilibrio fra i tre fattori.
Protezione efficace del bilancio dell'UE: il rischio alla chiusura è dello 0,8 % (cfr. sottosezione 2.1). Inoltre, la strategia antifrode è in atto (cfr. sottosezione 4).
Efficienza: i tempi medi dei pagamenti della Commissione sono di soli 18 giorni (ben al di sotto del limite massimo di 30 giorni previsto dalla legge) e continuano gli sforzi per conseguire maggiori sinergie ed efficienze (cfr. sottosezione 2.2).
Economia: nel complesso, i costi di controllo stimati della Commissione risultano accettabili (cfr. sottosezione 2.3).
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Fonte: Commissione europea.
Inoltre, laddove siano individuate carenze emerse dalle risultanze degli audit e/o che danno luogo a riserve, le strategie di controllo vengono rafforzate di conseguenza. I miglioramenti possono anche scaturire da cambiamenti nell'ambiente di controllo o da riorganizzazioni interne.
L'efficacia dei controlli in termini di costi richiede strategie di controllo differenziate in base ai rischi e comporta un livello di controllo più elevato e/o una maggiore frequenza dei controlli nei settori più a rischio e controlli meno intensi, meno costosi o meno onerosi nei settori a basso rischio. Esistono anche altri modi di garantire l'efficacia dei controlli in termini di costi, quali: (i) la riduzione dei rischi mediante programmi e/o procedure semplificati (
), (ii) il riconoscimento reciproco di audit e controlli svolti da altre entità (
) e/o (iii) la realizzazione di economie di scala mediante la condivisione delle funzioni di controllo. Tali aspetti sono stati altresì presi pienamente in considerazione in sede di elaborazione delle proposte di nuovi programmi di spesa (cfr. anche il punto sull'elaborazione del programma post-2020 alla fine della sottosezione 5).
2.1. I sistemi di controllo sono efficaci: le carenze del sistema e gli errori finanziari vengono prevenuti, individuati e corretti
I controlli efficaci garantiscono il raggiungimento degli obiettivi di controllo interno. Tale raggiungimento viene valutato alla luce dei vantaggi dei controlli, alcuni dei quali, a differenza di altri, possono essere quantificati. Il vantaggio principale dei sistemi di controllo ben concepiti consiste nella riduzione del rischio inerente alla legittimità e regolarità delle operazioni finanziarie, nonché nel prevenire, individuare e perseguire le frodi (cfr. sottosezione 4).
Il rischio inerente alla legittimità e regolarità delle operazioni finanziarie resta al di sotto del 2 %
Il ciclo di controllo pluriennale della Commissione: uno strumento di gestione per prevenire, individuare e correggere gli errori finanziari e le loro cause
Sebbene la spesa dell'UE sia soggetta a caratteristiche di controllo comuni, i programmi di spesa singoli possono essere molto diversificati. Pertanto, è necessario adattare le strategie di controllo alla diversità di modalità di gestione, settori e/o procedure di finanziamento specifiche ("modalità") nonché ai relativi rischi. I settori più a rischio attiveranno un livello più elevato di controllo e/o frequenza dei controlli, mentre i settori a basso rischio comporteranno controlli meno intensi, meno costosi o meno onerosi.
Ogni anno, la Commissione fornisce garanzie riguardo alla sua spesa pertinente, che si attestava a 150,3 miliardi di EUR nel 2018 (cfr. il diagramma di seguito; per le definizioni e i dettagli, cfr. l'allegato 2).
Diagramma: Spesa pertinente della Commissione europea del 2018 per settore d'intervento
[le "spese pertinenti" comprendono i pagamenti effettuati, detratti i nuovi prefinanziamenti versati (ancora detenuti dalla Commissione) e sommati i prefinanziamenti precedenti liquidati (proprietà trasferita ai beneficiari) durante l'esercizio finanziarlo].
Fonte: relazioni annuali di attività della Commissione europea.
Alla Commissione spetta la responsabilità di garantire che i fondi UE (compresi il Fondo europeo di sviluppo e i fondi fiduciari dell'UE) vengano spesi correttamente, indipendentemente da fatto che i fondi siano attuati dai servizi della Commissione stessi (gestione diretta; pari a circa al 21 % delle spese del 2018), delegati a entità esterne (gestione indiretta; pari a circa l'8 %) o eseguiti dalle autorità degli Stati membri (gestione concorrente; pari a circa il 71 %).
Di conseguenza, per il 79 % del bilancio la Commissione dipende dall'affidabilità delle informazioni di gestione e di controllo comunicate dagli Stati membri e da altri organismi delegati in base ai rispettivi sistemi di controllo. Pertanto, prima di accettarli come partner nella co-gestione del bilancio, la Commissione verifica in via preventiva che soddisfino tutte le condizioni di gestione finanziaria (cfr. la procedura di "designazione" o "accreditamento" delle autorità degli Stati membri, la "valutazione in base ai pilastri" delle entità delegate). Inoltre, la Commissione può effettuare audit basati sul rischio per verificare l'affidabilità dei sistemi di controllo, dei risultati dei controlli e/o delle relazioni sulla gestione di tali entità, ma senza duplicare i livelli di controllo.
La maggior parte dei servizi utilizza solo una modalità di gestione. Mentre la gestione diretta viene utilizzata da tutti i 50 servizi, quella indiretta viene utilizzata da 22 di essi e la gestione concorrente da sette.
La Commissione analizza i rischi in merito alla legittimità e regolarità delle operazioni finanziarie non solo a fini informativi, ma anche perché tale analisi è un importante strumento di gestione. Essa comporta l'individuazione e correzione di ogni carenza a livello di programma, l'identificazione delle cause alla base degli errori sistemici e la prevenzione di errori futuri, nonché la preparazione del nuovo programma tenendo conto degli insegnamenti tratti. Questo approccio garantisce il miglioramento continuo della gestione finanziaria della Commissione nel corso degli anni.
Diagramma: ciclo di controllo pluriennale della Commissione europea
Fonte: Commissione europea.
Poiché i programmi di spesa dell'UE sono concepiti come pluriennali, i relativi sistemi di controllo e cicli di gestione si riferiscono anch'essi a più anni. Ciò significa che, sebbene sia possibile rilevare errori in qualsiasi determinato anno, gli stessi vengono rettificati nell'anno corrente o in uno o più anni successivi fino al termine del ciclo di vita di un programma. Di conseguenza, il rischio (sia in termini di incidenza percentuale che di importo) viene stimato a due livelli fondamentali del ciclo: al pagamento e alla chiusura (cfr. il grafico precedente). La Commissione ritiene che il bilancio sia protetto in modo efficace quando il rischio alla chiusura è inferiore al 2 % della soglia () di rilevanza.
·Il rischio al pagamento quantifica gli errori che possono persistere dopo l'applicazione dei controlli preventivi e l'esecuzione dei pagamenti (
). Generalmente, tali errori vengono individuati dai servizi della Commissione mediante indagini o audit. La misurazione in questa fase permette agli ordinatori di correggere gli errori e di adottare, se necessario, misure preventive aggiuntive (ad esempio, orientamenti aggiuntivi per i beneficiari), nonché di valutare l'efficacia dei loro controlli (ex ante) e di adattarli laddove necessario.
Una volta individuato un errore, questo viene successivamente corretto mediante recupero o compensazione rispetto ai pagamenti futuri. Poiché sia l'individuazione che la correzione potrebbero non essere immediati, spesso tali rettifiche non vengono effettuate nel corso dello stesso esercizio finanziario del relativo pagamento. Tuttavia, i sistemi di controllo pluriennali garantiscono che le necessarie rettifiche siano effettuate nell'ambito del ciclo di vita del programma pertinente.
·Per determinare il rischio alla chiusura, le rettifiche future stimate vengono dedotte dal rischio al pagamento. Si tratta delle rettifiche che ciascun servizio stima di attuare a seguito di controlli (ex post) negli anni successivi. Queste stime prudenti e previsionali si basano in una certa misura sulle rettifiche finanziarie e sui recuperi medi effettuati negli anni precedenti, adeguati laddove necessario, in particolare per neutralizzare elementi non più validi per i programmi attuali.
La sottosezione 3 mostra il quadro completo di tutte le misure applicate nel 2018 per proteggere il bilancio dell'UE. Tali cifre effettive del 2018 non devono essere confuse con le stime delle future rettifiche qui descritte. In primo luogo, l'ambito delle cifre effettive è più ampio in quanto comprende sia le misure preventive che correttive, non solo le rettifiche ex post. In secondo luogo, la tempistica è diversa in quanto le cifre effettive si riferiscono alle spese degli anni precedenti (durante i quali gli errori possono essere stati più elevati), rispetto alle rettifiche future stimate, calcolate in modo da riferirsi solo alle spese del 2018.
Se da una parte tale approccio è applicato in modo uniforme in seno alla Commissione, dall'altra i singoli servizi forniscono anche ulteriori informazioni sulle specificità della loro area, se pertinenti. Ulteriori spiegazioni riguardo alla metodologia sono riportate nell'allegato 2.
Tali concetti sono stati sviluppati per adattarsi al contesto gestionale della Commissione, ma in gran parte coincidono con quelli utilizzati dalla Corte dei conti europea nel suo approccio di audit (cfr. anche la tabella comparativa alla pagina seguente).
·Il rischio al pagamento è quello che corrisponde maggiormente al "livello di errore più probabile" della Corte dei conti europea. Negli ultimi anni, la Corte ha riconosciuto che le cifre della Commissione sono, nella maggior parte dei casi, ampiamente in linea con le proprie stime e/o entro i limiti delle stesse (
).
·Come base di calcolo dell'importo o degli importi a rischio, le "spese pertinenti" comprendono i pagamenti effettuati, detratti i nuovi prefinanziamenti versati (ancora detenuti dalla Commissione) e sommati i prefinanziamenti precedenti liquidati (proprietà trasferita ai beneficiari) durante l'esercizio finanziarlo. Ciò è pienamente in linea con l'approccio della Corte dei conti europea (
).
·La "soglia di rilevanza" fissata, nella maggior parte dei casi (
), al 2 % delle spese pertinenti, è altresì in linea con la metodologia della Corte (
).
Inoltre, al fine di essere in grado di fornire una garanzia di gestione dal basso verso l'alto e di identificare e affrontare questioni in aree specifiche, la Commissione calcola il tasso di errore per programma (o per altro segmento pertinente). Ciò significa che le informazioni della Commissione riguardo al tasso di errore sono più dettagliate rispetto a quelle della Corte. Inoltre, la metodologia della Commissione tiene conto della natura pluriennale dei programmi di spesa, in special modo del fatto che gli errori non identificati al momento del pagamento possono ancora essere individuati e corretti nel corso dell'anno o degli anni successivi.
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Commissione europea
prospettiva di gestione
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Corte dei conti europea
prospettiva di audit
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Obiettivo
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·fornire una garanzia di gestione annuale
·individuare le carenze e intervenire su base pluriennale
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·fornire un parere di audit riguardo a legittimità e regolarità delle operazioni finanziarie di un determinato esercizio
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Livello di granularità
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·bilancio dell'UE nel suo complesso e tassi di errore per singolo servizio e settore d'intervento in base a tutte le rubriche del QFP (da 1 a 5), nonché per le entrate
·tassi di errore calcolati per settore d'intervento, programma e/o (sotto)segmenti pertinenti
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·bilancio dell'UE nel suo complesso e tassi di errore per le rubriche 1a, 1b, 2 e 5, nonché per le entrate
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·spese ed entrate dell'esercizio (o di due esercizi nel caso della ricerca) in una prospettiva pluriennale
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·spese ed entrate dell'esercizio
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Pluriennalità
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·due tassi di errore ("rischio al pagamento" e "rischio alla chiusura"); prospettiva pluriennale presa in considerazione per il rischio alla chiusura, mediante le rettifiche future stimate per tutti i programmi
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·un tasso di errore ("errore più probabile"): pluriennalità presa in considerazione retroattivamente, solo mediante le rettifiche finanziarie attuate per i programmi chiusi
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Materiality threshold (soglia di rilevanza)
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·2 %
·ad eccezione delle entrate (1 %) e di Orizzonte 2020 (tra il 2 % e il 5 %)
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·2 %
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Ulteriori informazioni
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·allegato 2 della presente relazione
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·relazione annuale della Corte dei conti europea; allegato 1.1
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Tabella: metodologia utilizzata dalla Commissione per stimare il rischio al pagamento e alla chiusura rispetto alla metodologia della Corte dei conti europea
Fonte: relazioni annuali di attività della Commissione europea e relazione annuale della Corte dei conti europea.
I risultati dei controlli del 2018 mostrano che, con un rischio alla chiusura stimato dello 0,8 % della spesa dell'UE, il bilancio dell'UE è protetto
I grafici a seguire mostrano i rischi al pagamento e alla chiusura per il periodo dal 2016 al 2018 sia per l'intera Commissione che per i principali settori d'intervento del bilancio dell'UE (in %). L'allegato 2 fornisce ulteriori dettagli e definizioni.
Diagramma: rischi al pagamento e alla chiusura per il periodo 2016-2018 per l'intera Commissione, in %.
Fonte: relazioni annuali di attività della Commissione europea
Diagrammi: rischi al pagamento e alla chiusura per il periodo 2016-2018 per settori d'intervento, in %.
Fonte: relazioni annuali di attività della Commissione europea
Il rischio al pagamento stimato (1,7 %) resta stabile al di sotto del livello del 2 %. Le future rettifiche (0,9 %) vengono stimate in modo prudenziale. Il rischio alla chiusura stimato (0,8 %) resta molto basso.
Per quanto riguarda l'agricoltura, il rischio al pagamento mantiene l'andamento discendente (ulteriore leggera diminuzione), sia in termini assoluti che percentuali (2,1 %). Come negli anni precedenti, il rischio resta più elevato (3,2 %) nello sviluppo rurale (pilastro II della politica agricola comune) rispetto a quello degli interventi sul mercato del fondo di garanzia (2,5 %) e dei pagamenti diretti (1,8 %) (congiuntamente il pilastro I della politica agricola comune). Grazie alla concezione di programmi e di sistemi di controllo, si prevede che quasi tutti gli errori relativi ai pagamento non ancora individuati alla fine dell'anno saranno coperti da successive rettifiche finanziarie. Ciò spiega l'elevato livello di rettifiche future stimate (1,9 % per il 2018, 2,1 % nel 2017). Pertanto, il rischio stimato alla chiusura (qui denominato "importo a rischio finale" — in assenza di una chiusura formale dei programmi dei fondi di garanzia) resta basso allo 0,2 %.
Per quanto riguarda il settore coesione, migrazione e pesca, l'attuazione dei programmi attuali è ora pienamente a regime. Il rischio al pagamento è aumentato dall'1,1 % nel 2017 all'1,7 % nel 2018, ma sono aumentate anche le rettifiche future stimate (allo 0,4 %). Il rischio alla chiusura è stimato all'1,3 %, ampiamente in linea con quello del 2017 (1,1 %).
Per quanto riguarda la coesione, nel 2018 alcuni programmi operativi negli Stati membri hanno proceduto ai primi pagamenti. Ciò ha comportato un aumento significativo dei pagamenti tra il 2017 e il 2018, pari a circa 20 miliardi di EUR. I revisori hanno potuto esaminare l'intero processo per un numero maggiore di programmi e un volume di spesa più elevato. Ciò ha condotto a un aumento del numero di programmi operativi soggetti a riserva rispetto al 2017, nonché a un tasso di errore medio ponderato più elevato. Per quanto riguarda il Fondo europeo di sviluppo regionale, in particolare, che rappresenta la quota maggiore della spesa in questo settore d'intervento, il rischio al pagamento è aumentato al 2,0 %.
Nel 2018, le autorità di audit degli Stati membri hanno segnalato irregolarità nell'ambito di una tipologia comune concordata con la Commissione e da questa raccomandata. Le irregolarità in materia di spese non ammissibili e di appalti pubblici sono le principali fonti di irregolarità individuate, che corrispondono anche ai tipi più comuni di irregolarità individuate dai servizi della Commissione tramite i loro audit. Inoltre, la documentazione mancante o le questioni relative alla pista di controllo costituiscono un'altra importante fonte delle risultanze dell'audit.
Al fine di affrontare gli errori più frequenti, oltre alle rettifiche finanziarie per le spese passate e alle misure correttive sul sistema per tutti i casi futuri, i servizi della Commissione incoraggiano le autorità di audit a riferire alle autorità di gestione e di certificazione sulle principali fonti delle irregolarità individuate. Ciò consente alle autorità di programma di adeguare i controlli interni, rafforzare le loro liste di controllo e formare ulteriormente il loro personale e i beneficiari. Vengono inoltre organizzati eventi per lo sviluppo delle capacità e seminari congiunti con le autorità di programma, in particolare con le autorità di audit (ad esempio, per determinare quale documentazione minima dovrebbe essere disponibile per garantire una pista di controllo adeguata, raccomandazione formulata dalla Corte nella sua relazione annuale 2017).
Data l'importanza degli appalti pubblici per la politica di coesione, il piano d'azione della Commissione in materia di appalti pubblici è stato aggiornato per migliorare la conformità delle procedure di appalto pubblico (
) in questo settore d'intervento. Particolare rilievo viene dato alle azioni volte ad aiutare gli Stati membri a professionalizzare ulteriormente i committenti, in linea con il pacchetto sugli appalti pubblici adottato dalla Commissione nell'ottobre 2017. La Commissione mette a disposizione online un'ampia gamma di orientamenti, buone pratiche e spiegazioni e nell'ambito del presente piano d'azione sono promossi scambi tra pari per aiutare le amministrazioni aggiudicatrici e le autorità di programma ad affrontare tali questioni e ridurre gli errori.
Tutti gli errori individuati dagli Stati membri, dalla Commissione o dalla Corte dei conti nei rispettivi audit sono sistematicamente soggetti a rettifiche finanziarie. Nell'ambito della gestione concorrente, i programmi vengono chiusi solo quando tutte le rettifiche finanziarie sono state effettuate e, per la politica di coesione, la Commissione applica ulteriori rettifiche finanziarie quando il livello di errore (segnalato o ricalcolato) rimane superiore al 2 % nei conti annuali dei programmi.
Per quanto riguarda le relazioni esterne, gli studi effettuati annualmente mostrano che i tassi di errore sono ulteriormente diminuiti, il che comporta un rischio di pagamento inferiore (0,9 % per il 2018, rispetto all'1,2 % nel 2017) (cfr. anche la sottosezione 5). Le strategie di controllo utilizzate portano a rettifiche sistematiche ex post, ma solo quelle relative agli anni più recenti vengono utilizzate come base per le rettifiche future stimate.
Per quanto riguarda l'ampio settore d'intervento ricerca, industria, spazio, energia e trasporti, il rischio al pagamento medio ponderato risulta per la prima volta inferiore al 2 % (1,9 % per il 2018, rispetto al 2,4 % del 2017). In questo settore d'intervento, il rischio al pagamento per i programmi di ricerca e competitività rimane superiore al 2 %. Un rischio più elevato è inerente alle sovvenzioni basate sul rimborso dei costi effettivi ammissibili dichiarati, utilizzate nei programmi di Orizzonte 2020 e di competitività per le piccole e medie imprese. La complessità nel determinare con esattezza i costi diretti e indiretti che possono essere imputati ai progetti comporta errori nelle dichiarazioni di spesa e nei relativi pagamenti. Sebbene molti di questi errori siano individuati successivamente e corretti mediante i controlli ex post (cfr. sotto), essi incidono comunque sul rischio nella fase del pagamento. Tuttavia, i servizi di ricerca si sforzano continuamente di ridurre il livello di errore: ad esempio, mediante un'ulteriore semplificazione del modello di convenzione di sovvenzione, una comunicazione più chiara delle norme di ammissibilità (15 eventi organizzati) e un'ulteriore estensione del finanziamento forfettario. La proposta della Commissione per il programma di ricerca di prossima generazione (Orizzonte Europa) comprende anche opzioni di costo semplificate. Nel frattempo, la strategia di controllo ex post per il programma di ricerca Orizzonte 2020, comune a tutti i servizi interessati, è ben consolidata e ha portato a rettifiche ex post significative nel corso degli anni, che vengono utilizzate come base per le rettifiche future stimate.
Tuttavia, al di fuori delle sovvenzioni di Orizzonte 2020, i rischi al pagamento e alla chiusura per il meccanismo per collegare l'Europa (trasporto, energia e telecomunicazioni), attuato dall'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (INEA), sono inferiori al 2 %. Inoltre, il tipo di finanziamento e il relativo controllo completo delle entità delegate attive per i (sotto)programmi dello spazio e del posizionamento globale a mezzo satellite (
) — come l'Agenzia spaziale europea (ESSA) e l'Agenzia del GNSS europeo (GSA) — comportano rischi al pagamento e alla chiusura intrinsecamente inferiori, fissati tuttavia prudenzialmente tra lo 0,5 e lo 0,6 %.
Per quanto riguarda le altre politiche interne, il rischio al pagamento, le rettifiche future stimate e il rischio alla chiusura restano stabili e contenuti, rispettivamente allo 0,7 %, allo 0,1 % e allo 0,6 %. Alcuni programmi riguardanti l'istruzione e la cultura presentano un profilo di rischio più elevato (in genere sono anche programmi di rimborso complessi; cfr. sopra) che ha dato luogo a riserve (cfr. la sottosezione 5).
Infine, i servizi riguardanti l'amministrazione e altri servizi gestiscono per lo più tipi di spese a basso rischio. Tuttavia, si adotta un approccio prudente e si applica un tasso di errore prudenziale dello 0,5 %, da cui risulta un rischio al pagamento medio ponderato dello 0,2 %. Poiché la maggior parte di questi servizi dispone di sistemi di controllo con controlli prevalentemente ex ante, si applica una stima prudente dello 0,0 % in termini di rettifiche future sistemiche ex post. Pertanto, il rischio alla chiusura è quasi uguale al rischio al pagamento e rimane molto basso allo 0,2 %.
Considerando che il rischio alla chiusura complessivo è stimato a meno del 2 % della spesa complessiva pertinente, i sistemi di controllo pluriennali dei servizi della Commissione assicurano in generale la gestione adeguata dei rischi connessi alla legittimità e alla regolarità delle operazioni e garantiscono che le rettifiche finanziarie e i recuperi eseguiti nel corso dell'intero ciclo di vita dei programmi proteggano il bilancio dell'UE nel suo complesso.
2.2.
I sistemi di controllo sono efficienti: portano a procedure meno onerose e consentono pagamenti tempestivi
Nel corso del 2018 la Commissione ha portato avanti le azioni volte a generare sinergie ed efficienze nella gestione finanziaria.
La revisione del 2018 del regolamento finanziario ha ridotto la burocrazia (
). Ha introdotto semplificazioni concrete per i beneficiari di fondi UE in termini di accesso ai fondi, utilizzo dei fondi e controlli. Ad esempio, i beneficiari devono fornire meno informazioni, ma più mirate; le informazioni (ad esempio la prova dello status giuridico nel contesto delle sovvenzioni o degli appalti per via elettronica) vengono richieste solo una volta; la Commissione può fare affidamento sulle valutazioni esistenti (autorità nazionali/organizzazioni internazionali affidabili) invece di controllare lo stesso elemento due volte (ad esempio, capacità tecnico/finanziaria); i pagamenti possono essere basati sulle realizzazioni o sui risultati ottenuti, invece che sui costi sostenuti (quest'ultimo criterio richiedeva di comprovare ogni costo con documenti giustificativi); inoltre, l'accettazione delle prassi contabili abituali dei beneficiari viene verificata ex ante e non può essere contestata mediante controlli ex post. Le misure di semplificazione concrete nella gestione concorrente comprendono regole finanziarie più semplici, armonizzate e più flessibili, la modifica di sette fondi e il rinnovo delle attuali designazioni delle autorità di attuazione negli Stati membri. In materia di frodi, le possibilità di semplificazione per i futuri programmi offrono l'opportunità di migliorare la resistenza di tali programmi alle frodi.
Ulteriori progressi sono stati realizzati nell'ambito di un punto di accesso unico comune per tutti gli offerenti/richiedenti, che è entrato in funzione nella seconda metà del 2018.
Per il prossimo quadro finanziario pluriennale, la Commissione ha dato priorità all'ulteriore semplificazione e armonizzazione della prossima generazione di programmi di spesa. Ha proposto un assetto del bilancio dell'UE più coerente, mirato e trasparente, con una struttura chiara e maggiormente in linea con le priorità politiche. Ad esempio, la Commissione ha proposto di ridurre di oltre un terzo il numero di programmi, riunendo le fonti di finanziamento. La Commissione propone inoltre programmi di spesa più coerenti e interoperabili, armonizzando le norme tra i programmi, al fine di facilitare la combinazione dei sostegni nell'ambito di più programmi e di evitare sovrapposizioni. Inoltre, i nuovi programmi di spesa proposti dalla Commissione consentono il ricorso alle misure di semplificazione previste dal nuovo regolamento finanziario.
I servizi della Commissione hanno riferito di aver effettuato puntualmente il 92 % dei pagamenti. Nel 2018, i tempi medi di pagamento della Commissione sono stati pari a 18 giorni (ben al di sotto del limite di legge di 30 giorni). Inoltre, il numero dei pagamenti interessati dai ritardi è ulteriormente diminuito, passando dal 10,4 % nel 2017 al 7,6 % nel 2018 (cfr. maggiori informazioni all'allegato 6).
I continui sforzi della Commissione per migliorare l'ambiente di controllo e sfruttare le sinergie contribuiscono a rendere meno onerose le procedure e ad aumentare l'efficienza dei controlli. Ciò consente, tra l'altro, di effettuare pagamenti tempestivi ai beneficiari e ad altri destinatari dei fondi UE.
2.3.
I costi dei controlli sono economici
I costi dei controlli variano notevolmente da un servizio all'altro. Ciò può essere motivato da una serie di fattori: cfr. gli esempi nel seguente riquadro.
Esempi di fattori di costo:
·i diversi gradi di complessità dei programmi gestiti;
·i volumi e gli importi da trattare (vale a dire, il trattamento di un numero elevato di transazioni di basso valore necessita di maggiore personale);
·i profili di rischio specifici dei programmi gestiti;
·le eventuali diseconomie di scala per alcuni programmi di minore entità o per fondi gestiti da entità delegate minori
Pertanto, un mero confronto tra gli aspetti quantificabili riferiti dai servizi sarebbe di limitata utilità. Ad esempio, nonostante alcuni programmi e/o servizi di minore entità (
) possano beneficiare in misura ridotta delle economie di scala, i controlli sugli appalti possono essere irriducibili indipendentemente dall'importo interessato.
Nelle relazioni annuali di attività per il 2018, la maggior parte dei servizi ha riferito che, nel complesso, i propri costi di controllo stimati sono rimasti stabili nel tempo (
). Ciò è dovuto principalmente al fatto che l'ambiente di controllo e le strategie in vigore per i programmi attuali sono rimasti immutati. La maggior parte dei servizi ha riferito inoltre che i costi erano adeguati in considerazione dell'ambiente di controllo. I servizi che hanno riferito di un costo apparentemente elevato dei loro sistemi di controllo pertinenti o di alcune parti di essi hanno motivato tale circostanza facendo riferimento a specifici fattori di costo propri di tali casi.
Inoltre, per motivi di trasparenza, i servizi che si occupano della gestione concorrente e/o indiretta hanno rilevato il costo dei controlli negli Stati membri e negli organismi incaricati separatamente dal costo dei controlli della Commissione.
3. Le rettifiche finanziarie e i recuperi mostrano che il ciclo di controllo pluriennale protegge il bilancio dell'UE
L'obiettivo primario delle rettifiche finanziarie e dei recuperi è quello di assicurare che sia finanziata dal bilancio dell'UE soltanto la spesa conforme al quadro giuridico.
Nell'esecuzione del bilancio dell'UE è particolarmente importante prevenire ovvero individuare e successivamente rettificare le carenze del sistema che portano a errori, irregolarità o frodi. La Commissione e, per i programmi in gestione concorrente, le autorità degli Stati membri adottano misure preventive e correttive (rettifiche finanziarie e recuperi) previste dalla normativa UE per proteggere il bilancio dell'Unione da spese illegittime o irregolari (cfr. anche la precedente sottosezione 2 e l'allegato 2).
3.1. Panoramica dei controlli ex ante ed ex post
3.1.1. Controlli ex ante
La prevenzione è la prima linea di difesa contro gli errori. I principali meccanismi preventivi utilizzati dalla Commissione includono l'interruzione o la sospensione dei pagamenti (
), nonché l'esecuzione di verifiche (in appresso "controlli") ex ante che portano all'esclusione di importi non ammissibili prima che la Commissione accetti la spese e proceda ai pagamenti. La Commissione si concentra in misura crescente su tali misure preventive per proteggere al meglio il bilancio dell'UE. Tali misure fungono anche da incentivo per gli Stati membri a ridurre i pagamenti irregolari. Nel 2018, le misure preventive confermate sono ammontate a 449 milioni di EUR e le misure preventive attuate a 551 milioni di EUR. Tali controlli ex ante comprendono le detrazioni prima del pagamento/dell'accettazione da parte della Commissione, le detrazioni degli Stati membri dalle nuove spese dichiarate alla Commissione (detrazioni "alla fonte") e altri adeguamenti ex ante che, se non effettuati, avrebbero comportato spese non conformi al quadro giuridico.
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Misure preventive confermate
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2018
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Misure correttive attuate
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2018
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Politica agricola:
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87
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Politica agricola:
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87
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Fondo europeo agricolo di garanzia
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87
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Fondo europeo agricolo di garanzia
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87
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Sviluppo rurale
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-
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Sviluppo rurale
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-
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Politica di coesione:
|
-
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Politica di coesione:
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105
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Fondo europeo di sviluppo regionale
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-
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|
Fondo europeo di sviluppo regionale
|
105
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Fondo di coesione
|
-
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Fondo di coesione
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–
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Fondo sociale europeo
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-
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Fondo sociale europeo
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-
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Strumento finanziario di orientamento della pesca/SFOP
|
-
|
|
Strumento finanziario di orientamento della pesca/SFOP
|
-
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Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia
|
-
|
|
Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia
|
-
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Politiche interne
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196
|
|
Politiche interne
|
195
|
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Politiche esterne
|
162
|
|
Politiche esterne
|
161
|
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Amministrazione
|
3
|
|
Amministrazione
|
3
|
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Totale
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449
|
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Totale
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551
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Tabelle: panoramica delle misure preventive per il 2018 (milioni di EUR). Va notato che, a causa dell'arrotondamento delle cifre in milioni di EUR, alcuni dati finanziari delle tabelle precedenti potrebbero in apparenza non coincidere con il totale indicato.
Fonte: Commissione europea.
3.1.2. Controlli ex post
Laddove i meccanismi di prevenzione non siano efficaci, la Commissione, nell'ambito del suo ruolo di vigilanza, applica meccanismi correttivi. I principali meccanismi correttivi utilizzati dalla Commissione includono gli audit (in appresso "controlli") ex post sugli importi accettati e pagati. Nella gestione concorrente, tali meccanismi portano a rettifiche finanziarie e, nella gestione diretta e indiretta, a recuperi presso i destinatari finali. Nel 2018, le misure correttive confermate sono ammontate a 1,2 miliardi di EUR e le misure correttive attuate a 2,6 miliardi di EUR. Queste comprendono gli ordini di riscossione emessi, l'attuazione dei risultati dei controlli ex post nelle dichiarazioni di spesa e nelle fatture, le rettifiche finanziarie applicate e la sostituzione delle spese ("ritiri").
|
Misure correttive confermate
|
2018
|
|
Misure correttive attuate
|
2018
|
|
Politica agricola:
|
730
|
|
Politica agricola:
|
1 579
|
|
Fondo europeo agricolo di garanzia
|
358
|
|
Fondo europeo agricolo di garanzia
|
876
|
|
Sviluppo rurale
|
372
|
|
Sviluppo rurale
|
702
|
|
Politica di coesione:
|
414
|
|
Politica di coesione:
|
965
|
|
Fondo europeo di sviluppo regionale
|
286
|
|
Fondo europeo di sviluppo regionale
|
902
|
|
Fondo di coesione
|
90
|
|
Fondo di coesione
|
48
|
|
Fondo sociale europeo
|
34
|
|
Fondo sociale europeo
|
12
|
|
Strumento finanziario di orientamento della pesca/Fondo europeo per la pesca
|
-
|
|
Strumento finanziario di orientamento della pesca/Fondo europeo per la pesca
|
-
|
|
Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia
|
3
|
|
Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia
|
3
|
|
Politiche interne
|
53
|
|
Politiche interne
|
47
|
|
Politiche esterne
|
25
|
|
Politiche esterne
|
18
|
|
Amministrazione
|
0
|
|
Amministrazione
|
0
|
|
Totale
|
1 222
|
|
Totale
|
2 609
|
Tabelle: panoramica delle misure correttive per il 2018 (in milioni di EUR).
Va notato che, a causa dell'arrotondamento delle cifre in milioni di EUR, alcuni dati finanziari delle tabelle precedenti potrebbero in apparenza non coincidere con il totale indicato.
Fonte: Commissione europea.
3.2. Meccanismi preventivi e correttivi: dalla conferma all'attuazione
Il flusso di lavoro dei meccanismi preventivi e correttivi applicati dalla Commissione comporta due fasi significative, vale a dire la fase di conferma e la fase di attuazione. Ad esempio, una detrazione prima dell'accettazione della spesa viene confermata non appena decisa dai servizi competenti della Commissione, mentre una rettifica finanziaria viene confermata quando è accettata dallo Stato membro o decisa con decisione ufficiale della Commissione.
Alcuni meccanismi preventivi e correttivi sono attuati nell'anno in cui sono stati confermati, ma nella maggior parte dei casi il beneficiario del programma di spesa dispone, in base alla normativa UE, di un termine per inviare commenti o fornire materiale supplementare sulle rettifiche/detrazioni/rifiuti proposti. Una volta concluso il contraddittorio, la Commissione deve recuperare l'importo corrispondente alla rettifica proposta, cosicché l'attuazione avviene nel corso di uno o spesso più anni successivi alla conferma.
Una rettifica finanziaria è considerata attuata quando la stessa è stata applicata e registrata nei conti della Commissione, il che significa che l'operazione finanziaria è stata convalidata dall'ordinatore responsabile nei seguenti casi: detrazione della rettifica finanziaria dagli importi dichiarati dallo Stato membro in una domanda di pagamento intermedio o finale, un ordine di riscossione e/o l'annullamento ("disimpegno") dello stanziamento o degli stanziamenti dell'impegno corrispondente all'importo della rettifica finanziaria (
).
Esempio: il flusso di lavoro dei meccanismi correttivi.
3.3. Misure preventive e correttive applicate nel 2018
La tabella seguente fornisce un quadro completo (comprese le misure una tantum) di tutte le misure preventive e correttive applicate nel 2018 per proteggere il bilancio dell'UE: 1,7 miliardi confermati e,3.2 miliardi attuati. Tali importi coprono le azioni preventive e correttive intraprese nel corso del 2018 indipendentemente dall'anno in cui è stata effettuata la spesa iniziale. Ulteriori dettagli sono riportati nell'allegato 4.
|
Fondo
|
Pagamenti totali dal bilancio dell'UE nel 2018
|
Totale importi confermati nel 2018
|
% dei pagamenti del bilancio dell'UE
|
Totale importi attuati nel 2018
|
% dei pagamenti del bilancio dell'UE
|
|
Politica agricola:
|
56 777
|
817
|
1,4
|
1 666
|
2,9
|
|
Fondo europeo agricolo di garanzia
|
44 310
|
445
|
1,0
|
964
|
2,2
|
|
Sviluppo rurale
|
12 467
|
372
|
3,0
|
702
|
5,6
|
|
Politica di coesione:
|
54 040
|
414
|
0,8
|
1 070
|
2,0
|
|
Fondo europeo di sviluppo regionale
|
30 070
|
286
|
1,0
|
1 007
|
3,3
|
|
Fondo di coesione
|
9 252
|
90
|
1,0
|
48
|
0,5
|
|
Fondo sociale europeo
|
13 932
|
34
|
0,2
|
12
|
0,1
|
|
Strumento finanziario di orientamento della pesca/Fondo europeo per la pesca
|
786
|
0
|
0,0
|
0
|
0,0
|
|
Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia
|
0
|
3
|
n. d.
|
3
|
n. d.
|
|
Politiche interne
|
26 213
|
249
|
0,9
|
243
|
0,9
|
|
Politiche esterne
|
9 519
|
188
|
2,0
|
179
|
1,9
|
|
Amministrazione
|
9 944
|
3
|
0,0
|
3
|
0,0
|
|
Totale
|
156 493*
|
1 671
|
1,1
|
3 161
|
2,0
|
Tabella: panoramica delle rettifiche finanziarie e dei recuperi per il 2018 (
) (in milioni d EUR).
Va notato che, a causa dell'arrotondamento delle cifre in milioni di EUR, alcuni dati finanziari delle tabelle precedenti potrebbero in apparenza non coincidere con il totale indicato. * Non include 180 milioni di EUR erogati nel quadro della rubrica Strumenti speciali.
Fonte: Commissione europea
3.3.1. Tipi di meccanismi ex ante ed ex post nel 2018
Diagramma: tipi di rettifiche finanziarie e recuperi attuati nel 2018 (in milioni di EUR)
Fonte: Commissione europea
Le rettifiche nette che portano a un rimborso a favore del bilancio dell'UE di importi precedentemente pagati sono caratteristiche dell'agricoltura e sviluppo rurale e della gestione diretta e indiretta. Per quanto riguarda l'agricoltura, nel 2018 la Commissione ha continuato ad applicare le rettifiche finanziarie nette come negli anni precedenti.
Per quanto concerne la politica di coesione, le rettifiche nette costituivano un'eccezione prima del periodo di programmazione 2007-2013. Tali rettifiche sono state applicate solo nei casi in cui gli Stati membri non sono stati in grado di sostituire le spese irregolari con nuove spese o, dopo la corrispondente procedura in contraddittorio, non hanno accettato di attuare le rettifiche finanziarie proposte dalla Commissione. Nell'ambito del quadro giuridico per il periodo 2014-2020, la Commissione applica rettifiche finanziarie nette, nonostante lo Stato membro concordi sulle rettifiche proposte, laddove dagli audit dell'UE/ECA risulti che una grave carenza determina un livello rilevante di rischio nelle spese rimborsate che non sia stata rilevata, corretta e segnalata dallo Stato membro. In tutte le altre circostanze, la Commissione continuerà ad applicare le rettifiche finanziarie come in precedenza, il che significa che lo Stato membro può ancora riutilizzare i fondi se accetta le rettifiche e disporre di nuove spese supplementari sufficienti per sostituire gli importi ritirati in quanto irregolari.
La Commissione applica una serie di strumenti preventivi disponibili, quali l'interruzione, la sospensione e la riduzione dei finanziamenti dell'UE al fine di tutelare più efficacemente il bilancio dell'UE e di offrire agli Stati membri maggiori incentivi a ridurre i pagamenti irregolari.
3.4. Carattere pluriennale dei programmi di spesa dell'UE
Diagramma: rettifiche finanziarie e recuperi cumulativi confermati per il periodo 2012-2018 (in milioni di EUR)
Fonte: Commissione europea
Le cifre cumulative forniscono informazioni più utili sull'importanza dei meccanismi correttivi utilizzati dalla Commissione, in quanto tengono conto del carattere pluriennale della maggior parte delle spese dell'UE e neutralizzano l'incidenza di eventi una tantum, cfr. allegato 4.
Per quanto riguarda il Fondo europeo agricolo di garanzia, il tasso medio di rettifica per le rettifiche finanziarie della Commissione nel quadro della verifica di conformità dei conti per il periodo dal 1999 a fine 2018 è stato pari all'1,7 % della spesa (si tratta in tutti i casi di rettifiche finanziarie nette), cfr. allegato 4, sezione 2.4.
Per quanto concerne i finanziamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo sociale europeo per il periodo 2007-2013, a fine 2018 il tasso combinato delle rettifiche finanziarie, basato soltanto sull'attività di vigilanza della Commissione, è stato pari al 2,0 % degli stanziamenti, cfr. allegato 4, sezione 3.4.1.
Nel corso del periodo 2012-2018, l'importo medio delle rettifiche finanziarie e dei recuperi confermati è stato di 3,2 miliardi di EUR, pari al 2,3 % dell'importo medio dei pagamenti effettuati dal bilancio dell'UE, mentre l'importo medio attuato nello stesso periodo è stato di 3,5 miliardi di EUR, pari al 2,4 % dei pagamenti.
4. La strategia antifrode della Commissione è stata aggiornata
La strategia antifrode della Commissione e le strategie antifrode dei servizi
Nell'ambito della sana gestione finanziaria del bilancio dell'UE, la Commissione, in gestione concorrente con gli Stati membri in prima battuta, è responsabile della lotta contro la frode (
). Inoltre, la Commissione persegue l'obiettivo specifico di prevenire, individuare, rettificare e controllare le frodi e le irregolarità (
).
Quale strumento essenziale in questo sforzo, la strategia antifrode della Commissione (
) fornisce un quadro politico per la prevenzione, l'individuazione, l'indagine e il risarcimento delle frodi a livello della Commissione e per il buon funzionamento dei servizi della Commissione nelle loro responsabilità di gestione per la tutela degli interessi finanziari dell'UE. La strategia antifrode della Commissione è stata adottata per la prima volta nel 2011 (
) e recentemente riveduta (
) sotto la guida dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode.
Un risultato fondamentale della strategia del 2011 è consistito nel fatto che ogni servizio della Commissione abbia sviluppato, attuato e aggiornato regolarmente la propria strategia antifrode per il settore d'intervento per il quale ciascuno di essi è competente. Fino al 2018, i servizi hanno svolto questo compito come illustrato nella tabella seguente.
|
Anno dell'aggiornamento delle strategie antifrode a livello di servizio
|
2018
|
2017
|
2016
|
2015 o prima
|
Totale
|
|
Numero di
servizi della Commissione
|
13
|
18
|
9
|
10
|
50
|
Tabella: aggiornamenti delle strategie antifrode definite dai servizi della Commissione.
Fonte: relazioni annuali di attività della Commissione europea.
Inoltre, una valutazione della strategia antifrode della Commissione del 2011 ha individuato un aumento dell'efficienza delle procedure di selezione e di indagine dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode, nonché uno scambio più efficace di informazioni in materia di frode tra i servizi della Commissione e l'Ufficio europeo per la lotta antifrode. Sono stati tuttavia richiesti ulteriori miglioramenti (
).
La revisione della strategia antifrode della Commissione prepara i servizi della Commissione alle sfide del quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e tiene conto: (i) degli importanti sviluppi nella legislazione antifrode dell'UE (adozione della "direttiva sulla tutela degli interessi finanziari" (
) e istituzione della Procura europea (
), (ii) di una relazione speciale della Corte dei conti europea sulla gestione del rischio di frode nella spesa dell'UE (
), (iii) di un audit del servizio di audit interno della Commissione sulle attività antifrode nel settore delle entrate (
) e (iv) di una comunicazione sulla governance nella Commissione europea adottata il 21 novembre 2018 (
).
La nuova strategia mira a una maggiore coerenza e a un maggiore coordinamento nella lotta contro la frode e si basa su misure antifrode fondate sulla conoscenza e sui dati. Tutti i servizi della Commissione contribuiranno alla sua attuazione, coordinati dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode.
Parallelamente, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode si trasformerà in futuro in un centro di conoscenza e consulenza per la lotta contro le frodi. Esso intensificherà il lavoro con i servizi della Commissione e con gli Stati membri per individuare, raccogliere, migliorare e analizzare i dati relativi alle frodi in modo più completo e accurato.
L'Ufficio europeo per la lotta antifrode attuerà o coordinerà la maggior parte di queste misure per ampliare e migliorare l'individuazione, la comprensione e la valutazione dei rischi di frode. Un'analisi più completa dei rischi di frode sarà utile agli operatori finanziari, ai revisori e agli investigatori e contribuirà a un'applicazione più efficace sotto il profilo dei costi dei controlli antifrode.
Nuovo regolamento finanziario
L'adozione della proposta della Commissione rivolta a semplificare il regolamento finanziario e 15 atti giuridici settoriali ha fornito ai servizi una base semplificata per la preparazione dei programmi di finanziamento per il periodo successivo al 2020. Il nuovo regolamento finanziario è entrato in vigore il 2 agosto 2018. Altri atti secondari hanno dovuto essere allineati al nuovo regolamento finanziario, in particolare per quanto riguarda il regolamento finanziario quadro per gli organismi dell'UE.
È stata attribuita un'elevata priorità all'attuazione delle norme rafforzate sul conflitto di interessi nel nuovo regolamento finanziario nel settore della gestione concorrente, in stretto coordinamento con i servizi di gestione concorrente. È stata avviata un'indagine sulla legislazione nazionale in questo settore per contribuire all'elaborazione di orientamenti per le autorità degli Stati membri sulle modalità di applicazione delle nuove norme. Sono stati avviati negoziati sulla proposta relativa alla tutela del bilancio dell'UE in caso di carenze generalizzate in materia di Stato di diritto.
La Commissione ha inoltre concentrato i suoi sforzi su una sostanziale semplificazione delle proposte relative ai programmi di finanziamento per il periodo successivo al 2020 e su una maggiore flessibilità e interoperabilità di tali programmi. Attuata e monitorata correttamente, tale semplificazione offre la possibilità di rendere i programmi di spesa ancora più resistenti alle frodi. Il lavoro in questo contesto comprendeva anche la verifica dell'impermeabilità alle frodi dei futuri programmi di spesa.
Sistema di individuazione precoce e di esclusione
Parallelamente, l'azione di prevenzione delle frodi è proseguita anche mediante il sistema di individuazione precoce e di esclusione che consente di individuare tempestivamente ed escludere dai fondi UE gli operatori economici inaffidabili.
L'istanza competente per il sistema di individuazione precoce e di esclusione specializzata nella valutazione dei casi di sanzioni previste nei confronti di operatori economici inaffidabili è diventata pienamente operativa. Le sue raccomandazioni hanno portato, ove opportuno, alle decisioni degli ordinatori di escludere gli operatori dai finanziamenti UE. Ciò ha rappresentato un importante passo avanti nella lotta contro le frodi.
Un audit interno ha valutato positivamente il ruolo dell'istanza dalla sua creazione nel 2016. Il servizio di bilancio sta attuando la raccomandazione di sensibilizzare maggiormente i servizi della Commissione e le altre istituzioni per garantire che tutti i casi possibili siano deferiti all'istanza.
L'entrata in vigore del regolamento finanziario 2018 ha rafforzato il sistema di individuazione precoce e di esclusione integrando l'istanza specializzata in irregolarità finanziarie, consentendo così un processo decisionale armonizzato.
In termini di risultati, dal 2016 l'istanza competente per il sistema di individuazione precoce e di esclusione:
·ha adottato 27 raccomandazioni (di cui tre in cui l'istanza ha raccomandato di non escludere perché l'operatore economico aveva adottato misure correttive);
·ha inviato una risposta formale all'ordinatore competente in sette casi (ad esempio, un caso inammissibile dovuto alla mancata constatazione di fatti, un caso di società sciolta e un caso che non rientra nelle competenze dell'istanza), nonché
·ha chiesto agli ordinatori delegati di ritirare la loro richiesta in quattro casi (ad esempio, mancanza di base giuridica per l'imposizione di una sanzione amministrativa).
Dato che la responsabilità ultima spetta ai singoli ordinatori, è importante notare che tutte le raccomandazioni dell'istanza sono state pienamente seguite dai pertinenti funzionari richiedenti.
Il sistema di individuazione precoce e di esclusione mira a rafforzare la tutela degli interessi finanziari dell'UE garantendo (i) l'individuazione precoce degli operatori economici che rappresentano rischi per gli interessi finanziari dell'UE, (ii) l'esclusione di operatori economici inaffidabili dall'ottenimento di fondi dell'UE e/o l'imposizione di una sanzione pecuniaria e (iii) nei casi più gravi, la pubblicazione sul sito web della Commissione di informazioni relative all'esclusione e/o alla sanzione pecuniaria, al fine di rafforzare l'effetto deterrente.
Questo sistema, che è stato istituito nel 2016, rappresenta un notevole miglioramento nell'applicazione di norme sulle sanzioni amministrative in relazione ai diritti fondamentali, all'indipendenza e alla trasparenza. In assenza di una sentenza nazionale definitiva o, se del caso, di una decisione amministrativa definitiva, le istituzioni, le agenzie, gli organi e gli organismi dell'UE possono decidere di imporre sanzioni a operatori economici inaffidabili soltanto dopo aver ottenuto una raccomandazione dal comitato interistituzionale centralizzato.
L'istanza non ha poteri di indagine. In linea di massima, essa fonda la sua valutazione su fatti e cifre stabiliti nel contesto di audit o indagini condotti dalla Corte dei conti europea, dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode o dal Servizio di audit interno, o di qualsiasi altra verifica, revisione o controllo effettuati sotto la responsabilità dell'ordinatore competente. L'istanza si compone di un presidente permanente di alto livello e indipendente, due rappresentanti permanenti della Commissione in quanto proprietaria del sistema e un rappresentante dell'ordinatore del servizio che richiede la raccomandazione. Essa rispetta il diritto di difesa dell'operatore economico interessato e applica il principio secondo cui un livello di governo non deve intraprendere alcuna azione che vada al di là di quanto necessario per svolgere i compiti previsti ("proporzionalità").
Nel 2018, vari servizi ordinatori hanno presentato 23 casi, di cui 16 relativi all'individuazione precoce; di questi, sette sono già stati rinviati all'istanza tramite il suo segretariato permanente. Per quanto riguarda l'esclusione, l'istanza ha formulato quattro raccomandazioni, compresa la pubblicazione dell'esclusione per ognuna di esse. Le esclusioni raccomandate si basavano su gravi illeciti professionali, violazioni significative degli obblighi principali nell'esecuzione di un contratto e frodi. Per quanto riguarda gli altri tre casi sottoposti all'istanza, in un caso questa non ha formulato una raccomandazione, ma ha inviato una risposta formale all'ordinatore competente (poiché la situazione di esclusione non era stata stabilita giuridicamente) e gli altri due casi sono attualmente in corso di esame.
La Commissione deve inoltre riferire in merito alle decisioni prese dagli ordinatori (i) di non escludere gli operatori economici, in modo da garantire la continuità del servizio per un periodo limitato in attesa dell'adozione di misure correttive da parte degli operatori interessati e (ii) in merito alla non pubblicazione di informazioni sulle sanzioni amministrative sul sito Internet della Commissione, per tutelare la riservatezza delle indagini o per rispettare il principio di proporzionalità nei casi in cui sia coinvolta una persona fisica. Gli ordinatori non hanno adottato alcuna decisione di questo tipo.
5. La gestione fornisce garanzie ragionevoli e l'incidenza finanziaria delle riserve è limitata
Nelle loro dichiarazioni di affidabilità per il 2018 (
), tutti i 50 ordinatori hanno dichiarato di avere la ragionevole certezza che: (i) le informazioni contenute nella loro relazione forniscono una "rappresentazione veritiera e corretta" (ossia affidabile, completa e corretta) della situazione nei rispettivi servizi, (ii) le risorse assegnate alle rispettive attività sono state utilizzate per lo scopo previsto e in conformità del principio della sana gestione finanziaria e (iii) le procedure di controllo messe in atto forniscono le necessarie garanzie in merito alla legittimità e regolarità delle transazioni sottostanti.
Nell'ambito del loro processo generale di garanzia di affidabilità e dal loro punto di vista della gestione, gli ordinatori delegati effettuano anche un'analisi più dettagliata per ciascun programma o segmento del loro portafoglio. Essi utilizzano tutte le informazioni disponibili, in particolare i risultati dei controlli ex ante ed ex post, per individuare eventuali carenze significative in termini quantitativi o qualitativi. Alla fine di ogni esercizio finanziario, essi stabiliscono se l'impatto in termini finanziari e/o di reputazione di tale carenza sarà probabilmente superiore alla soglia di rilevanza. In caso affermativo, corredano la loro dichiarazione di affidabilità di una riserva per il settore specifico all'interno del programma interessato (
).
Le riserve costituiscono un elemento fondamentale nella struttura contabile. Sono un indicatore della trasparenza della Commissione per quanto riguarda le sfide o le carenze incontrate e il loro potenziale impatto finanziario. Il fatto che le riserve possano condurre all'espressione di riserve su una dichiarazione di affidabilità contenuta in una relazione annuale di attività è un elemento della sana gestione finanziaria. Le riserve sono anche uno strumento per affrontare le carenze persistenti. Nonostante la maggior parte di esse sia ispirata dalle risultanze relative alla gestione e al controllo di pagamenti passati, le riserve hanno anche un effetto positivo preventivo, per mezzo dei piani di azione sviluppati per attenuare i rischi futuri e per rafforzare i sistemi di controllo.
Inoltre, il numero di riserve non è un indicatore della qualità della gestione finanziaria. Ciò è dovuto in parte all'assenza di un legame diretto tra il numero di riserve e il loro impatto finanziario e in parte al fatto che alcune carenze danno origine a molteplici riserve. Ad esempio, le riserve multiple possono derivare da segmenti di programma attuati da più di un servizio oppure dal fatto che la carenza che comporta una "nuova" riserva per l'attuale periodo di programmazione è la continuazione di quella di un periodo di programmazione precedente (ad esempio la riserva del 2018 per il programma sulla competitività delle piccole e medie imprese, che fa seguito al programma per la competitività e l'innovazione). Tuttavia, questo metodo di rendicontazione fornisce maggiore precisione e trasparenza.
Per l'anno di rendicontazione 2018, 30 ordinatori delegati hanno rilasciato dichiarazioni di affidabilità senza riserve, mentre 20 hanno rilasciato dichiarazioni con riserve per un totale di 40 (cfr. il grafico che segue). Tali riserve riguardano sia le entrate che le spese. In tutti i casi, gli ordinatori delegati interessati hanno adottato piani di azione per affrontare le carenze sottostanti e attenuare i rischi che ne derivano. L'elenco completo delle riserve per il 2018 è riportato nell'allegato 3.
Delle 40 riserve, 38 sono ricorrenti e due sono nuove (una dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese e una del servizio Affari interni). Sono state aggiornate cinque riserve ricorrenti, da quantificate a non quantificate (o viceversa) o per una modifica del campo di applicazione (cfr. maggiori informazioni nel riquadro sottostante). Per tutte le riserve, è stato calcolato o ricalcolato l'impatto sulle spese del 2018.
Diagramma: riserve per settore d'intervento
Fonte: relazioni annuali di attività della Commissione europea.
Dieci riserve sono interamente o parzialmente non quantificate per il 2018. Non è possibile quantificare una riserva quando l'impatto finanziario è pari a zero, quando non è possibile valutarne accuratamente l'impatto o quando l'effetto sarà esclusivamente di ordine reputazionale.
La metà delle riserve riguarda i programmi preesistenti per il periodo 2007-2013. Per tali programmi preesistenti rimane solo un numero molto limitato di operazioni. Tali riserve sono state mantenute nonostante il loro basso impatto finanziario, in quanto i relativi livelli di errore rimangono al di sopra della soglia di rilevanza del 2 %. [Cfr. anche la considerazione che segue (pagina 173) sull'eventuale introduzione di una norma de minimis per le riserve, che si applicherebbe alla maggior parte dei programmi preesistenti.]
Riserve nuove e aggiornate nel 2018
Due riserve sono di nuova introduzione.
L'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese ha emesso una riserva supplementare per il programma di sovvenzioni a favore della competitività delle piccole e medie imprese a causa di un tasso di errore residuo superiore al 2 %. Questo programma è succeduto al programma per la competitività e l'innovazione, che era stato anch'esso oggetto di riserve. I risultati degli audit iniziali effettuati indicano che la complessità del programma (modalità di pagamento basate sul rimborso dei costi ammissibili) potrebbe non essere stata ancora sufficientemente semplificata per ridurre il livello di errore. Questa ipotesi sarà riesaminata nel 2019, quando saranno disponibili i risultati di un maggior numero di audit.
Il servizio Affari interni ha emesso un'ulteriore riserva (di ordine reputazionale) relativa all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. La Corte dei conti europea ha riscontrato una procedura di appalto irregolare (servizi di trasporto su traghetto in Grecia) per la quale sono stati effettuati pagamenti nel 2018 e il Parlamento europeo ha menzionato diverse carenze nei controlli nella più recente relazione di discarico dell'Agenzia.
Sono state aggiornate cinque riserve ricorrenti.
I servizi regionali e per l'occupazione hanno modificato le riserve quantificate per il 2017 per i programmi 2007-2013 in riserve non quantificate per il 2018. Ciò è dovuto al fatto che nel 2018 non sono stati effettuati nuovi pagamenti per i programmi operativi interessati, sebbene i relativi pagamenti finali siano in sospeso per i prossimi anni.
Il servizio di assistenza per le riforme strutturali ha modificato la sua riserva non quantificata del 2017 in una riserva quantificata, poiché il campo di applicazione ristretto appare chiaro. Il tasso di errore residuo per le sovvenzioni alla gestione diretta è stato valutato al di sopra 2 % sulla base dei primi risultati dei controlli ex post attualmente in vigore. Tuttavia, questa riserva è limitata alle sovvenzioni provenienti da programmi di assistenza tecnica concordati con organizzazioni che non sono state preventivamente sottoposte a una valutazione per pilastro. Queste rappresentano solo una minoranza di tutte le organizzazioni con cui sono state concordate tali sovvenzioni.
Il servizio del bilancio ha modificato la sua riserva quantificata del 2017 per le risorse proprie tradizionali in una riserva non quantificata. Ciò si spiega con l'assenza di una nuova esposizione significativa da parte del Regno Unito per il 2018 e con l'impossibilità di quantificare, per il momento, l'entità della potenziale frode per sottovalutazione in altri Stati membri. Il recupero delle risorse proprie tradizionali perse tra il 2011 e il 2017 viene perseguito mediante procedimenti d'infrazione.
L'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura ha modificato la portata della sua riserva del 2017 (non quantificata) (relativa alle carenze del controllo interno individuate dal servizio di audit interno) per tener conto dei progressi compiuti finora (nessuna delle raccomandazioni pendenti è oggi ritenuta essenziale). Tuttavia, la riserva è stata mantenuta per il 2018 in quanto il follow-up completo dell'audit avrà luogo nel 2019.
Nei casi in cui il tasso di errore residuo sia superiore alla soglia di rilevanza, l'impatto finanziario derivante da una riserva si ottiene moltiplicando la spesa del programma o del segmento in questione per il tasso di errore residuo. L'importo totale per il 2018 (1 078 milioni di EUR) e l'evoluzione rispetto agli anni precedenti sono presentati nella tabella e nel grafico che seguono:
|
Settore
|
Pagamenti totali 2018
|
Impatto finanziario delle riserve
|
|
Agricoltura
|
56 830
|
725
|
|
Coesione, migrazione e pesca
|
56 802
|
284
|
|
Relazioni esterne
|
13 281
|
16
|
|
Ricerca, industria, spazio, energia e trasporti
|
16 242
|
42
|
|
Altre politiche interne
|
6 712
|
9
|
|
Altri servizi e amministrazione
|
6 881
|
0
|
|
Totale
|
156 749
|
1 078
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di cui: programmi correnti
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1 037
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di cui: programmi preesistenti
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41
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Settore
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Totale risorse proprie 2018
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Impatto finanziario delle riserve
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Risorse proprie
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142 355
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0
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Diagramma e tabella: impatto finanziario ("esposizione") delle riserve quantificate del 2016, 2017 e 2018 (milioni di EUR)
Fonte: relazioni annuali di attività della Commissione europea.
I risultati costanti nel 2017 e nel 2018 sono stati ottenuti grazie ai seguenti elementi:
·la stabilità nel settore dell'agricoltura: l'impatto finanziario derivante dalle riserve rimane abbastanza stabile (leggera diminuzione) rispetto all'anno scorso nel caso delle misure di mercato, dei pagamenti diretti e dello sviluppo rurale;
·un aumento nel settore coesione, migrazione e pesca: in questo caso il raddoppio può essere spiegato con l'attuazione pienamente operativa degli attuali programmi in corso e con l'aumento della relativa spesa di circa 20 miliardi di EUR rispetto al 2017. Vi sono anche altri casi individuati, che riguardano programmi operativi in più Stati membri caratterizzati da livelli di errore elevati;
·una diminuzione negli altri settori di intervento: in questi settori l'impatto finanziario si è più o meno dimezzato. Ciò è dovuto ai tassi di errore residuo ulteriormente diminuiti, a un numero inferiore di segmenti interessati da riserve rispetto al passato e/o a volumi di spesa inferiori nei segmenti interessati (ad esempio, le sovvenzioni dirette del servizio Sviluppo).
Per quanto riguarda le riserve sui programmi preesistenti, il loro impatto finanziario continua logicamente a diminuire, scendendo a 41 milioni di EUR nel 2018 (129 milioni di EUR nel 2017). Finché i relativi tassi di errore residuo superano la soglia di rilevanza del 2 %, le riserve non possono essere revocate, anche se il loro impatto finanziario è sceso a livelli molto bassi.
Come negli anni precedenti, i servizi di ricerca e le agenzie esecutive non hanno espresso riserve e non hanno emesso dichiarazioni di affidabilità accompagnate da riserve in relazione al programma Orizzonte 2020. Ciò è dovuto al fatto che essi applicano una soglia di rilevanza specifica del 2 %-5 % al programma per tener conto dei rischi intrinseci e dei limiti di controllo (
). L'attuale livello di errore residuo sembra essere inferiore al 5 % e vicino al 2 % (cfr. anche la sottosezione 1).
Progressi compiuti nel consolidamento della garanzia di affidabilità durante il 2018
Nel 2018, i servizi della Commissione hanno continuato a rafforzare la loro attività di garanzia di affidabilità mediante le loro relazioni annuali di attività. Per esempio:
I servizi coesione hanno rivisto, semplificato e armonizzato in modo significativo la presentazione dei loro tassi di errore, come raccomandato e affrontato dalla Corte dei conti europea e concordato con il servizio finanziario centrale della Commissione. Inoltre, alla presentazione delle tabelle del rischio globale al pagamento/alla chiusura è stato aggiunto un totale parziale relativo alla coesione economica, sociale e territoriale come da rubrica di bilancio 1B (cfr. la sottosezione 1 e l'allegato 2).
Nell'ambito della gestione concorrente, a partire dal 2018 le autorità di audit degli Stati membri riferiscono sui principali tipi di carenze che determinano irregolarità riguardanti una tipologia comune condivisa dalla Commissione e dagli Stati membri (cfr. maggiori informazioni e azioni di cui alla sottosezione 2.1). Inoltre, essi riferiscono su possibili conflitti di interesse in generale e sulle azioni intraprese per attenuare tali situazioni al fine di proteggere il bilancio dell'UE.
I servizi relazioni esterne per lo sviluppo e la politica di vicinato hanno ulteriormente migliorato il consolidamento della garanzia di affidabilità “a segmenti" per i loro portafogli, concentrando così le loro riserve sul pertinente segmento a rischio più elevato (sovvenzioni dirette). Entrambi i servizi hanno anche risposto alle osservazioni della Corte dei conti europea e hanno fornito ulteriori dettagli per migliorare la trasparenza dei loro studi sul tasso di errore residuo.
I servizi ricerca continuano ad agire per ottenere un'ulteriore riduzione del livello di errore: ad esempio, tramite un'ulteriore semplificazione del modello di convenzione di sovvenzione, una comunicazione più chiara delle norme di ammissibilità (15 eventi organizzati) e un'ulteriore estensione del finanziamento forfettario. La proposta della Commissione per il programma di ricerca di prossima generazione (Orizzonte Europa) comprende anche opzioni di costo semplificate (cfr. anche la sottosezione 2.1).
Dalla sua istituzione nel 2016, il servizio di assistenza per le riforme strutturali ha compiuto progressi significativi nella creazione di un sistema maturo per il controllo interno e la gestione, per consentire una gestione adeguata del suo bilancio in espansione. La funzione di controllo ex post è diventata operativa nel corso del 2018. Ciò ha permesso al servizio di quantificare la propria esposizione al rischio nella gestione delle sovvenzioni (cfr. sopra).
Parere generale e paragrafo d'enfasi del servizio di audit interno
A corredo del suo parere complessivo per il 2015, 2016 e 2017, il servizio di audit interno ha ribadito nei suoi paragrafi d'enfasi (
) la necessità per i servizi che si affidano a entità delegate per implementare parti della loro politica e/o del loro budget di rafforzare le strategie e le attività di monitoraggio e vigilanza, pur tenendo anche debitamente conto dei mandati e dei ruoli specifici (a volte limitati) assegnati ai servizi in questo contesto. Tale concetto è stato ribadito anche per il 2018. Cfr. ulteriori dettagli nella sottosezione 6 e/o all'allegato 5.
Un punto a cui rivolgere una particolare attenzione per la Commissione restano le quattro riserve riguardanti questioni relative ad agenzie e ad altre entità incaricate (l'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura, l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e la Commissione dell'Unione africana). Nel 2018, i servizi e i dipartimenti centrali hanno istituito gruppi di lavoro congiunti per chiarire e delineare il ruolo dei dipartimenti nella supervisione di tali organismi.
Le azioni per migliorare la situazione sono intraprese dalle agenzie, dai dipartimenti partner e dai servizi centrali. Tali azioni comprendono il miglioramento dell'assetto di governance (è stato adottato un nuovo regolamento finanziario quadro) e la preparazione di una gestione del rischio rafforzata da parte delle agenzie decentrate.
Possibili sviluppi per il 2019
La Commissione valuterà la possibilità di esaminare con la Corte dei conti europea l'introduzione di una norma de minimis per le riserve. Se concordate, le riserve non sarebbero più considerate significative per i segmenti al di sotto di una certa percentuale del portafoglio di un servizio (ad esempio, meno del 5 %) e con un impatto finanziario al di sotto di una determinata soglia (ad esempio, meno di 5 milioni di EUR). Tale principio si applicherebbe a molti dei programmi preesistenti.
Guardando avanti oltre il 2019 e/o il 2020
Il nuovo regolamento finanziario rivisto è entrato in vigore nel 2018 e fornisce una base semplificata per i programmi di finanziamento post-2020 per i quali sono in corso i negoziati interistituzionali. Particolare attenzione è rivolta a massimizzare le semplificazioni, le sinergie e le efficienze, nonché i sistemi di controllo differenziati in base al rischio ed efficaci in termini di costi. Il fine consiste nel raggiungere sia gli obiettivi di politica/programma che gli obiettivi di controllo interno, vale a dire pagamenti rapidi, bassi tassi di errore e costi del controllo economici. Tra gli esempi che possono contribuire a questi tre obiettivi vi sono l'aumento del ricorso a sovvenzioni forfettarie (che riduce inoltre la necessità di una registrazione dettagliata) e la possibilità di finanziamento in base alle realizzazioni o ai risultati (che elimina la necessità di tenere traccia delle ore di lavoro attraverso le schede di registrazione della durata delle operazioni).
6. Garanzie acquisite attraverso il lavoro del servizio di audit interno
I servizi della Commissione hanno basato la loro dichiarazione di affidabilità anche sull'attività del servizio di audit interno. L'allegato 5 alla presente relazione annuale sulla gestione e il rendimento contiene ulteriori informazioni sulla garanzia fornita dal servizio di audit interno. Una sintesi del lavoro del revisore interno viene trasmessa dalla Commissione all'autorità di discarico conformemente all'articolo 118, paragrafo 8, del regolamento finanziario.
Il servizio di audit interno ha messo in atto una rigorosa politica di follow-up per valutare l'attuazione delle sue raccomandazioni. L'operato del servizio di audit interno ha confermato che il 97 % delle sue raccomandazioni cui è stato dato seguito nel periodo 2014-2018 era stato attuato in maniera efficace e tempestiva dalle entità controllate.
Al fine di contribuire all'adozione da parte della Commissione di una cultura basata sulle prestazioni e conformemente alle sue indicazioni di accordare maggiore attenzione al rapporto qualità/prezzo, nel 2018 il servizio di audit interno ha condotto audit delle prestazioni e audit contenenti importanti elementi sulle prestazioni (audit integrati) nel quadro del suo piano di audit strategico per il 2016-2018.
(i) Per quanto riguarda i processi orizzontali, il servizio di audit interno ha formulato raccomandazioni per contribuire a migliorare le prestazioni complessive di diversi processi chiave nei settori della governance, della sicurezza delle tecnologie dell'informazione, delle risorse umane, delle sinergie e dell'uso delle risorse.
·In particolare, il servizio di audit interno ha verificato lo stato di avanzamento della revisione delle "sinergie ed efficienze" avviata nel 2016 e ha raccomandato miglioramenti proporzionati volti a garantire che questa iniziativa sia, in ultima analisi, efficace nel conseguimento dei suoi obiettivi. A seguito dell'audit del servizio di audit interno, la Commissione ha pubblicato, ad aprile 2019, una nuova comunicazione relativa al bilancio e alle prospettive future dell'iniziativa "Sinergie ed efficienze".
·Per quanto riguarda le procedure di governance, nel novembre 2018 la Commissione ha pubblicato una serie di comunicazioni e decisioni ("pacchetto governance") per affrontare le questioni individuate dal servizio di audit interno nella sua relazione di audit pubblicata nel gennaio 2018 e aggiornare le disposizioni in materia governance interna della Commissione. Nel 2018 il servizio di audit interno ha formulato ulteriori raccomandazioni nei settori della governance del programma sulle telecomunicazioni del meccanismo per collegare l'Europa e della governance informatica presso la direzione generale della Cooperazione internazionale e dello sviluppo.
·Per quanto riguarda la gestione delle risorse umane, sono state formulate diverse osservazioni al Centro comune di ricerca negli audit del servizio di audit interno e, alla luce di problemi analoghi individuati negli ultimi anni in altri servizi della Commissione, il servizio di audit interno ha inviato una lettera di raccomandazioni alla direzione generale Risorse umane e sicurezza, sollevando una serie di questioni da esaminare per aiutare la Commissione a rispondere efficacemente alle sfide che le direzioni generali e i servizi devono affrontare in materia di risorse umane.
·Un adeguato coordinamento delle attività e la cooperazione con le parti interessate sono essenziali per garantire un'azione coerente ed efficace tra i diversi settori d'intervento. Il servizio di audit interno ha formulato raccomandazioni specifiche riguardanti le attività di coordinamento tra la Commissione (direzione generale della Cooperazione internazionale e dello sviluppo, direzione generale della Politica di vicinato e dei negoziati di allargamento e il servizio degli strumenti di politica estera) e il servizio europeo per l'azione esterna e la cooperazione tra Eurostat e gli organismi dell'UE e le organizzazioni internazionali.
·Vari audit hanno concluso che si possono compiere ulteriori progressi anche per migliorare le prestazioni complessive di altri processi orizzontali, come illustrato nell'allegato 5.
·Sono stati esaminati diversi aspetti legati a una migliore regolamentazione (come illustrato nell'allegato 5), ma non sono state individuate questioni significative in questi settori.
(ii) Prestazioni relative all'esecuzione degli stanziamenti operativi e amministrativi di bilancio.
·Il servizio di audit interno ha svolto diversi audit per valutare le procedure di gestione dei programmi e di pagamento nell'ambito della gestione concorrente, ma non ha individuato carenze significative in questi settori.
·Nell'ambito dei fondi a gestione diretta, diversi audit hanno valutato la gestione delle sovvenzioni da parte delle agenzie esecutive (Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura, Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese, Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca, Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti, Agenzia esecutiva per la ricerca), ma non sono state individuate carenze significative in termini di prestazioni, ad eccezione dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura. In tale agenzia sono state individuate gravi carenze che incidono sull'efficacia del sistema globale di controllo interno istituito per la gestione dei progetti di borse Erasmus+ ed Europa creativa. Il servizio di audit interno ha rilevato che l'agenzia ha già iniziato ad affrontare tali questioni (cfr. sottosezione 5), in linea con le raccomandazioni di audit.
·Per quanto riguarda i fondi a gestione indiretta, diversi audit hanno esaminato le modalità di vigilanza adottate dai servizi. Se, da un lato, non sono state individuate carenze significative in termini di prestazioni nel servizio mercato interno, Industria, imprenditorialità e piccole e medie imprese, dall'altro il servizio di audit interno ha individuato carenze in relazione a questioni specifiche nella gestione degli strumenti finanziari del servizio azione per il clima, del servizio ambiente e del servizio politica di vicinato e dei negoziati di allargamento. Il servizio di audit interno ha inoltre formulato raccomandazioni al servizio della cooperazione internazionale e dello sviluppo per quanto riguarda il processo di garanzia di affidabilità nella sede centrale, in particolare il processo di monitoraggio delle dichiarazioni annuali di gestione che devono essere fornite dalle istituzioni finanziarie internazionali e/o dalle agenzie nazionali che attuano progetti a gestione indiretta.
Oltre ai propri audit, nel febbraio 2019 il servizio di audit interno ha inviato conclusioni limitate sullo stato dei controlli interni a tutti i servizi. Tali conclusioni hanno contribuito alle relazioni annuali di attività del 2018 dei servizi interessati e riguardano tutte le raccomandazioni aperte formulate dal servizio di audit interno in relazione ai sistemi di gestione e di controllo nei processi verificati nei servizi negli ultimi tre anni. Nelle conclusioni limitate rivolte all'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura, una particolare attenzione è stata riservata a una raccomandazione critica e a due raccomandazioni molto importanti emesse nel contesto dell'audit su Erasmus+ e Europa creativa — gestione delle sovvenzioni (fase 2 — dal monitoraggio dei progetti al pagamento). L'agenzia ha formulato una riserva in linea con la conclusione limitata del servizio di audit interno (cfr. a sottosezione 5).
Infine, come prevede il suo mandato, il Servizio di audit interno ha presentato un parere complessivo annuale sulla gestione finanziaria della Commissione. Tale parere si basa sul lavoro di audit nel settore della gestione finanziaria presso la Commissione, svolto dal Servizio di audit interno nei tre anni precedenti (2016-2018). Tiene altresì conto delle informazioni provenienti da altre fonti, segnatamente delle relazioni della Corte dei conti europea.
Sulla base di queste informazioni di audit, il revisore interno rileva che, nel 2018, la Commissione ha messo in atto procedure di governance, gestione dei rischi e controllo interno che, nel complesso, sono in grado di fornire una ragionevole garanzia in merito alla realizzazione dei suoi obiettivi finanziari. Tuttavia, il parere complessivo rispecchia le riserve formulate dall'ordinatore delegato nelle dichiarazioni di affidabilità e contenute nelle rispettive relazioni annuali di attività.
Nella formulazione del giudizio globale, il revisore interno ha anche considerato l'impatto combinato di tutti gli importi stimati per il rischio al pagamento, poiché essi eccedono gli importi oggetto di riserva. Gli importi globali a rischio rappresentano la migliore stima effettuata dagli ordinatori delegati nelle loro relazioni annuali di attività del 2018 dell'importo della spesa autorizzata non conforme alle disposizioni contrattuali e alle normative applicabili al momento del pagamento nel 2018. Nell'insieme, queste cifre corrispondono a un importo complessivo inferiore alla soglia di rilevanza del 2 % della spesa complessiva pertinente (
) nel bilancio della Commissione, nel Fondo europeo di sviluppo e nei fondi fiduciari dell'UE nel 2018. Questi importi a rischio al pagamento nel 2018 non comprendono ancora le rettifiche finanziarie e i recuperi relativi a carenze ed errori che i servizi individueranno e correggeranno nei prossimi anni, come previsto dai meccanismi correttivi pluriennali integrati nei sistemi di controllo interno della Commissione. Alla luce di questi elementi, ilservizio di audit interno ritiene che il bilancio dell'UE sia adeguatamente tutelato in totale e nel corso del tempo.
Pur non esprimendo ulteriori riserve, il revisore interno ha aggiunto un "paragrafo di enfasi" sulle strategie di vigilanza relative a terzi che attuano politiche e programmi, oggetto di descrizione nell'allegato 5 della presente relazione.
7. Sintesi delle conclusioni sull'attività del comitato di controllo degli audit
Il comitato di controllo degli audit ha concentrato la sua attività su quattro obiettivi fondamentali definiti nei suoi programmi di lavoro per il 2018 e il 2019, ossia: considerare la pianificazione dell'audit del revisore interno; analizzare i risultati del lavoro di audit interno ed esterno per individuare i rischi potenzialmente significativi, anche in modo tematico; monitorare il seguito dato ai rischi residui significativi individuati dalle attività di audit; garantire l'indipendenza del revisore interno e monitorare la qualità del lavoro di audit interno.
Il comitato di controllo degli audit è soddisfatto dell'indipendenza e della qualità dell'attività di audit interna e ritiene che la pianificazione del revisore interno copra in modo adeguato l'universo di audit e i principali settori di rischio. Dopo la revisione del suo mandato nell'autunno 2018, il comitato di controllo degli audit ha potuto per la prima volta confrontare la valutazione dei rischi del revisore interno con i rischi critici individuati dalla gestione.
Il comitato ha apprezzato il fatto che il parere complessivo del revisore interno per il 2018 sia positivo ed esprima una riserva solo per quanto riguarda le riserve di gestione espresse nelle relazioni annuali di attività degli ordinatori delegati. Tuttavia, per il quarto anno consecutivo, il revisore interno pone l'accento sulla questione dell'esternalizzazione ("outsourcing"). Il comitato ha sottolineato in numerose occasioni le sue preoccupazioni in merito a tali rischi e ha ribadito ancora una volta che gli sforzi per attenuarli attraverso adeguate strategie e strumenti di controllo devono essere proseguiti in via prioritaria.
Il comitato ha preso atto delle conclusioni generali del revisore interno sugli audit delle prestazioni, in particolare per quanto riguarda la governance, gli strumenti finanziari, le risorse umane e le procedure di gestione del rischio e ha rilevato il parallelismo con le proprie priorità tematiche e il fatto che la maggior parte delle principali risultanze degli audit evidenziate è stata discussa dal comitato.
Il comitato di controllo degli audit ha rilevato che tutte le raccomandazioni di audit formulate dal revisore interno nel 2018 sono state accettate dalla direzione e che sono in corso di attuazione piani d'azione soddisfacenti per far fronte ai rischi individuati.
Nel periodo di comunicazione il revisore interno ha formulato una raccomandazione critica rivolta all'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura. Questa è la seconda raccomandazione critica riguardante la procedura di gestione delle sovvenzioni nell'agenzia ed è il risultato della seconda fase di un audit in tre fasi. Il comitato si è impegnato con l'agenzia e le sue direzioni generali di riferimento a garantire un'azione intensa e tempestiva per dare seguito alle raccomandazioni formulate. Tutte le raccomandazioni della fase I dell'audit sono state valutate come pienamente attuate dal revisore interno e sono ora chiuse. Sono stati compiuti progressi sufficienti per attenuare parzialmente i rischi alla base della raccomandazione critica formulata nella fase II, in base alla quale il revisore interno ne declassa il livello a "molto importante".
Il comitato di controllo degli audit ha preso atto delle conclusioni del revisore interno sui progressi compiuti nell'attuazione dell'iniziativa Sinergie ed efficienze e ha accolto con favore il rinnovato impegno politico a favore dell'iniziativa, come dimostrato nella recente comunicazione della Commissione (
). Il comitato ha sottolineato la necessità di ulteriori sforzi continui per garantire che questa modalità di lavoro sia pienamente integrata nella cultura dell'istituzione a tutti i livelli.
Il comitato ha continuato a dare seguito alle questioni sollevate nelle sue precedenti relazioni annuali e ha prestato particolare attenzione alla governance, alla gestione dei rischi, alla lotta antifrode, alla sicurezza delle tecnologie dell'informazione, all'esternalizzazione e alle prestazioni.
·Progressi significativi sono stati compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni contenute nella relazione del revisore interno sulle disposizioni in materia di governance e di vigilanza della Commissione per quanto riguarda la gestione dei rischi, l'informativa finanziaria e la funzione di verifica ex post/audit, in particolare con l'adozione del pacchetto governance nel novembre 2018. Tale pacchetto comprendeva la revisione della carta del comitato di controllo degli audit, in linea con la quale il comitato considera ora, unitamente alla valutazione dei rischi del revisore interno, le informazioni consolidate nell'elenco dei rischi critici individuati dalla gestione e controlla il seguito dato alle raccomandazioni della Corte dei conti europea in materia di audit relative all'affidabilità dei conti consolidati dell'Unione europea. Sebbene il comitato avesse già soddisfatto pienamente i requisiti del nuovo regolamento finanziario nel corso di molti anni, questi ulteriori sviluppi gli hanno permesso di apportare un ulteriore valore aggiunto, consolidando il ruolo che ha svolto nel corso del mandato precedente in quanto attore maturo ed efficace nella struttura generale di governance della Commissione.
·Nell'ambito di una discussione tematica sulle risultanze dell'audit interne ed esterne nel settore delle strategie antifrode, il comitato ha dato seguito alle raccomandazioni di audit per combattere le frodi nei settori delle risorse proprie e della fiscalità. Con l'adozione della strategia antifrode rafforzata della Commissione nell'aprile 2019 (
) tutte le raccomandazioni sono considerate dalla gestione come attuate.
·Nel settore dell'esternalizzazione e in aggiunta ai summenzionati sviluppi dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura, sono state chiuse tutte le raccomandazioni dell'audit interno sul monitoraggio delle politiche di sicurezza aerea e marittima del dipartimento dei trasporti.
·Per quanto riguarda la sicurezza dell'informazione, la raccomandazione di livello "molto importante", da tempo attesa, sulla sicurezza dell'informazione del sistema di scambio di quote di emissioni è stata recentemente valutata dal revisore interno come adeguatamente attuata.
·Nel settore delle prestazioni, le tre raccomandazioni di audit interno di livello "molto importante" al servizio statistico per quanto riguarda il processo di produzione e la qualità delle statistiche diverse da quelle prodotte da tale servizio devono ancora essere attuate (una di esse è in ritardo di quasi sei mesi).
·Una delle due raccomandazioni di audit interno di livello molto importante rivolte al servizio dei pagamenti in merito al bilancio del Comitato di vigilanza dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode è stata riaperta dopo il lavoro di follow-up del revisore interno, ma, date le misure di attenuazione adottate, la valutazione del rischio è stata abbassata al livello "importante". Il comitato di controllo degli audit ha fortemente incoraggiato il servizio dei pagamenti a completare i passi necessari per dare piena attuazione a questa raccomandazione, attesa da oltre 12 mesi.
Il tasso di esecuzione effettivo delle raccomandazioni del revisore interno (pari al 97 % delle raccomandazioni formulate nel periodo 2014-2018) è elevato. Il numero di raccomandazioni di audit molto importanti in ritardo di oltre 6 mesi è diminuito significativamente negli ultimi anni, da una media di 28 nel periodo compreso tra giugno 2015 e ottobre 2016 a una media di 15 da gennaio 2017.
Diagramma: numero di raccomandazioni critiche e molto importanti scadute da oltre 6 mesi
Fonte: Commissione europea.
Nel corso del periodo di riferimento, il comitato di controllo degli audit ha ulteriormente integrato le considerazioni sulle relazioni di audit e le relazioni speciali della Corte dei conti europea nelle sue discussioni tematiche e ha rafforzato il controllo del seguito dato alle raccomandazioni della Corte. Dopo l'intervento del Comitato, molte raccomandazioni tardive sono state segnalate come prese in considerazione. Al marzo 2019, solo 10 raccomandazioni della Corte dei conti europea per gli anni dal 2001 al 2015 sono ancora in ritardo, comprese otto raccomandazioni del 2015, che costituiscono il fulcro dell'ultimo esame di follow-up della Corte dei conti europea. Il Comitato ha contribuito a garantire che la Commissione fosse preparata per tale revisione, anche discutendo le raccomandazioni attese da tempo con i rispettivi servizi oggetto dell'audit. A seguito della revisione della sua carta, il comitato di controllo degli audit si è inoltre impegnato per la prima volta con il contabile per quanto riguarda il seguito dato alle risultanze dell'audit della Corte sull'affidabilità dei conti dell'UE.
Il comitato di controllo degli audit continuerà a prestare attenzione a queste e ad altre questioni emergenti nel resto del suo mandato. Negli ultimi cinque anni le responsabilità e il carico di lavoro del comitato sono aumentati, mentre migliorando i metodi di lavoro e la composizione e concentrandosi maggiormente su temi di rilevanza trasversale per l'istituzione nel suo complesso, il Comitato ha aumentato la qualità e il valore aggiunto della sua supervisione e della sua consulenza e si è evoluto in un attore maturo ed efficace nelle strutture di governance della Commissione.
8. Audit esterno e discarico: imparare dal passato per migliorare il futuro
La Commissione è responsabile dell'esecuzione del bilancio dell'UE in cooperazione con gli Stati membri in linea con i principi di sana gestione finanziaria, secondo i quali i fondi devono essere spesi in modo efficace, efficiente ed economico. Esiste un quadro di responsabilizzazione basato su relazioni complete, audit esterno e controllo politico per fornire la ragionevole garanzia che i fondi UE siano spesi correttamente e in modo adeguato.
Procedura di discarico
Ogni anno la Corte dei conti europea, che è il revisore esterno indipendente dell'Unione europea, esamina l'affidabilità dei conti, la legittimità e la regolarità delle entrate e delle spese sostenute e la sana gestione finanziaria. La pubblicazione della relazione annuale della Corte dei conti europea è il punto di partenza della procedura di discarico. I revisori redigono inoltre relazioni speciali su spese o settori d'intervento specifici o su questioni di bilancio o di gestione.
La decisione riguardante il discarico si basa anche sulle informative finanziarie e in materia di responsabilità integrate della Commissione, sulle audizioni dei Commissari e sulle risposte alle interrogazioni scritte rivolte alla Commissione.
La procedura annuale di discarico consente al Parlamento europeo e al Consiglio di ritenere la Commissione politicamente responsabile dell'esecuzione del bilancio dell'Unione europea. Il Parlamento europeo decide, a seguito di una raccomandazione del Consiglio, se concedere o meno la sua approvazione definitiva, nota come "discarico", alla modalità con cui la Commissione ha eseguito il bilancio dell'UE in un dato esercizio.
Diagramma: ciclo di responsabilità del bilancio dell'UE
Discarico per il 2017
Il Parlamento europeo ha concesso il discarico alla Commissione per l'esercizio finanziario 2017 con una netta maggioranza il 26 marzo 2019, dopo aver esaminato le relazioni della Corte dei conti europea, il pacchetto integrato di informativa finanziaria della Commissione e la raccomandazione del Consiglio sul discarico. La Commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo ha inoltre invitato membri della Commissione e direttori generali selezionati a uno scambio di opinioni nel corso della procedura di discarico.
La risoluzione del Parlamento europeo sul discarico per il 2017 contiene numerosi esempi di storie di successo per il bilancio dell'UE e sottolinea i notevoli miglioramenti nella gestione finanziaria del bilancio dell'UE (un migliore quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione, tassi di errore più bassi e un migliore assorbimento dei fondi). Comprende inoltre raccomandazioni per il miglioramento dell'esecuzione del bilancio, nonché raccomandazioni relative a settori e situazioni politiche specifiche (in particolare in relazione a specifici conflitti di interesse segnalati).
La Commissione riferisce ogni anno sul seguito dato alle richieste rivolte dal Parlamento europeo e dal Consiglio alla Commissione. La presente relazione di follow-up fa parte del pacchetto integrato di informativa finanziaria e in materia di responsabilità della Commissione. La relazione di follow-up della Commissione per il 2016 è stata inserita nella procedura di discarico per il 2017, mentre la relazione di follow-up per il 2017 sarà pubblicata nel giugno 2019.
Seguito dato agli audit della Corte dei conti europea
Negli ultimi anni la Corte dei conti europea ha inoltre aumentato il numero e la portata delle relazioni speciali. Nel 2018, la Corte ha pubblicato 32 relazioni speciali indirizzate alla Commissione, rispetto alle 23 del 2017, con il risultato che la Commissione ha dovuto affrontare un numero crescente di raccomandazioni (la Commissione ha accettato, in tutto o in parte, 297 raccomandazioni). La Commissione continuerà a garantire un seguito adeguato a queste raccomandazioni e riferirà nel suo strumento informatico "RAD" (
) e nelle relazioni annuali di attività sulle misure adottate. Inoltre, la Commissione riferisce periodicamente in merito all'attuazione delle raccomandazioni al comitato di controllo degli audit, che svolge talune attività di monitoraggio nel quadro del suo mandato.
La Corte dei conti europea monitora anche l'attuazione delle raccomandazioni da parte della Commissione e fornisce un riscontro che aiuta quest'ultima a rafforzare ulteriormente le sue attività di seguito. Nella sua relazione annuale per il 2017, la Corte dei conti europea ha valutato la qualità delle misure di follow-up della Commissione sulla base di un campione di 100 raccomandazioni di audit risultanti da 17 relazioni speciali pubblicate nel 2014. La Corte dei conti europea ha osservato che la Commissione aveva pienamente attuato il 58 % delle raccomandazioni, che il 17 % delle raccomandazioni risultava attuato nella maggior parte degli aspetti e il 19 % era attuato in alcuni aspetti, mentre il 6 % non era stato attuato (le raccomandazioni che non sono state affatto attuate non sono state accettate dalla Commissione). Gli effetti delle raccomandazioni attuate integralmente sono sostanzialmente in linea con le cifre degli anni precedenti.
9. Gestione organizzativa
9.1. Solido assetto di governance
Il sistema di governance utilizzato dalla Commissione europea (
) è adattato alla sua struttura e al suo ruolo unici. Questo sistema è stato istituito nel quadro delle riforme amministrative del 2000 (
). Le riforme hanno notevolmente rafforzato il sistema di governance della Commissione e stabilito linee di affidabilità e responsabilità chiare. Questo assetto di governance aiuta il Collegio a realizzare gli obiettivi della Commissione, a utilizzare le risorse in modo efficiente ed efficace e a gestire il bilancio dell'UE secondo i principi della sana gestione finanziaria. In base a questo sistema, il Collegio delega la responsabilità della gestione operativa quotidiana ai direttori generali e ai caposervizio, che dirigono la struttura amministrativa della Commissione. Inoltre, essi gestiscono e modellano i loro servizi secondo le regole e le norme stabilite dalla Commissione per realizzare i loro vari obiettivi, tenendo conto delle risorse disponibili. Sono responsabili dell'esecuzione operativa del bilancio dell'UE, sotto la supervisione del commissario competente. I direttori generali e i caposervizio sono coadiuvati in questo ruolo dai servizi presidenziali e centrali della Commissione, dall'organo di gestione interno e da altri organi specializzati di governo.
Questo sistema di governance ha continuato ad evolversi, adattandosi alle mutate circostanze e mantenendo la Commissione all'avanguardia della buona prassi amministrativa. Lo ha dimostrato nel 2018 l'adozione da parte della Commissione di un "pacchetto di governo" (
), che ha notevolmente razionalizzato e rafforzato le sue disposizioni in materia di governance istituzionale e ha fatto leva sui recenti lavori di audit della Corte dei conti europea (
) e del servizio di audit interno della Commissione (
).
Il nuovo pacchetto chiarisce il ruolo a livello di governo, fornendo consulenza al Collegio nonché supervisione e direzione strategica ai servizi su tutte le questioni relative alla gestione interna.
In particolare, il pacchetto:
·ha formalizzato e chiarito il ruolo dell'organo di gestione interno: una nuova decisione della Commissione (
) ha formalmente istituito l'organo di gestione interno quale principale organo di governo; agendo sotto l'autorità del Presidente, l'organo di gestione interno supporta i servizi attraverso la supervisione e la direzione strategica in tutti i settori di governo;
·ha razionalizzato i sottogruppi che riferiscono all'organo di gestione interno: alcuni sottogruppi e organi specializzati sono stati formalmente posti sotto l'autorità dell'organo di gestione interno; ad esempio, un nuovo comitato per le tecnologie dell'informazione e la sicurezza informatica ha sostituito i due precedenti organi per garantire che la tecnologia dell'informazione della Commissione sia efficace, sicura ed efficiente; in questo contesto, sovrintenderà anche all'attuazione della nuova strategia digitale della Commissione europea (
);
ha rafforzato la sorveglianza istituzionale sulla gestione dei rischi: il Segretariato generale e il servizio di bilancio hanno organizzato un processo di valutazione inter pares per garantire che i rischi critici siano individuati e valutati in modo coerente e che siano adottate le misure necessarie per gestire tali rischi; l'organo di gestione interno riesamina ora l'elenco dei rischi critici, sia trasversali che specifici di ciascun servizio; i risultati sono comunicati al Collegio e messi a disposizione del Servizio di audit interno;
ha chiarito il ruolo del comitato di controllo degli audit in relazione alla gestione dei rischi e ai conti consolidati dell'UE (
).
Oltre alla revisione delle disposizioni della Commissione in materia di governance interna, nel 2018 l'organo di gestione interno e i suoi sottogruppi hanno continuato a fornire coordinamento, consulenza e orientamento strategico sulle questioni relative alla gestione interna. Tali interventi hanno riguardato: la realizzazione di sinergie ed efficienze in tutta la Commissione in settori quali l'informatica, la traduzione e la logistica; la creazione di una strategia della Commissione in materia di dati; l'attuazione di nuove norme sulla protezione dei dati; la sicurezza del personale, delle informazioni e dei beni; l'ulteriore modernizzazione delle soluzioni informatiche della Commissione nonché la lotta contro le frodi e la gestione dei rischi.
9.2. Codice di condotta rafforzato per i membri della Commissione
Nell'esercizio delle loro funzioni, tutti i membri della Commissione europea sono tenuti a seguire le norme in materia di etica e integrità stabilite nei trattati e nel codice di condotta dei commissari.
Un nuovo codice di condotta per i membri della Commissione è entrato in vigore il 1º febbraio 2018 e pone la Commissione all'avanguardia nel campo dell'etica tra le organizzazioni del settore pubblico. Le norme modernizzate fissano nuovi standard in Europa. Con il nuovo codice prosegue la spinta impressa dal presidente Juncker sin dall'inizio del suo mandato a favore di una maggiore trasparenza e si estende il "periodo di incompatibilità" da 18 mesi a due anni per gli ex commissari e a tre anni per il presidente della Commissione. La modernizzazione compie un ulteriore passo avanti definendo norme più chiare e standard etici più elevati, oltre a introdurre una maggior trasparenza in numerosi settori.
9.3. Protezione dei dati
L'11 dicembre 2018 (
) è entrato in vigore il nuovo regolamento sulla protezione dei dati. Nel luglio 2018, il responsabile della protezione dei dati della Commissione e il segretario generale hanno trasmesso a tutti i servizi della Commissione una tabella di marcia per l'attuazione. Il 7 novembre 2018 è stata adottata la comunicazione alla Commissione intitolata "The Commission’s data protection action plan" (il piano d'azione della Commissione per la protezione dei dati) per l'attuazione del nuovo regolamento interno. Il piano indicava gli attori chiave, i compiti precisi e un periodo di tempo per l'attuazione del nuovo regime da parte dei servizi della Commissione. La collaborazione strutturata con i servizi della Commissione è stata realizzata nel corso dell'anno tramite riunioni mensili della rete dei coordinatori della protezione dei dati, presieduta dal responsabile della protezione dei dati.
Nelle loro relazioni annuali di attività, quasi tutti i servizi hanno fornito un chiaro resoconto della loro attuazione del nuovo quadro di protezione dei dati.
Nel luglio 2018 la Commissione ha nominato un nuovo responsabile della protezione dei dati.
Nella seconda metà del 2018 sono stati attuati nuove procedure operative (
) e un nuovo sistema informatico (il sistema di gestione della protezione dei dati). Tali misure hanno consentito di continuare a conformarsi al nuovo regolamento nel 2018 senza alcun ritardo. Le informazioni sull'entrata in vigore del regolamento (UE) 2018/1725, insieme al nuovo materiale di orientamento, sono state pubblicate sui portali web interni della Commissione e sul sito web del responsabile della protezione dei dati della Commissione.
Il responsabile della protezione dei dati ha proseguito la sensibilizzazione interna attraverso un'ampia gamma di attività, quali le pubblicazioni sulla rete intranet della Commissione e sul proprio portale dedicato, ma anche attraverso interventi e incontri con i dirigenti, la collaborazione con gli enti di gestione della governance competenti e la revisione del materiale formativo per i corsi in aula sul nuovo regolamento. Il numero dei corsi di formazione è stato incrementato per rispondere alla forte domanda.