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Document 52019SC0358

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento REGOLAMENTO (UE) .../... DELLA COMMISSIONE che stabilisce specifiche per la progettazione ecocompatibile delle sorgenti luminose e delle unità di alimentazione separate a norma della direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga i regolamenti (CE) n. 244/2009, (CE) n. 245/2009 e (UE) n. 1194/2012 della Commissione e REGOLAMENTO DELEGATO (UE) .../... DELLA COMMISSIONE che integra il regolamento (UE) 2017/1369 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura energetica delle sorgenti luminose e abroga il regolamento delegato (UE) n. 874/2012 della Commissione

SWD/2019/0358 final

Scheda di sintesi

Valutazione d'impatto relativa al regolamento che stabilisce specifiche per la progettazione ecocompatibile delle sorgenti luminose e delle unità di alimentazione separate e abroga i regolamenti (CE) n. 244/2009, (CE) n. 245/2009 e (UE) n. 1194/2012 1 e al regolamento concernente l'etichettatura energetica delle sorgenti luminose e che abroga il regolamento delegato (UE) n. 874/2012 della Commissione 2

A. Necessità di intervenire

Per quale motivo? Qual è il problema da affrontare?

I prodotti per l'illuminazione assorbono ancora una quota notevole dei consumi di energia elettrica nell'Unione europea (circa il 12 % della produzione lorda di energia elettrica nell'UE a 28). I risparmi energetici ottenuti grazie alle specifiche vigenti avrebbero dovuto raggiungere 110 TWh nel 2020, ma secondo le stime più recenti non supereranno 70 TWh. Dalla valutazione d'impatto emerge che la mancata realizzazione dei risparmi previsti potrebbe essere dovuta a:

(1)specifiche di efficienza energetica obsolete;

(2)attuazione e sorveglianza gravose a causa di:

a) complessità della normativa;

b) mancanza di chiarezza e ambiguità per quanto riguarda l'ambito di applicazione e le deroghe;

c) troppi parametri soggetti alla verifica delle autorità di vigilanza del mercato e prove di verifica obbligatorie troppo costose/lunghe;

(3)la recente comparsa sul mercato di apparecchi di illuminazione completamente integrati (dai quali la sorgente luminosa non può essere rimossa a fini di verifica): non è chiaro se rientrino nell'ambito di applicazione della legislazione in vigore né quali siano le norme a cui attenersi per verificarne la conformità. I risparmi energetici ottenuti da tali prodotti rischiano di essere limitati.

Qual è l'obiettivo dell'iniziativa?

L'aggiornamento delle specifiche di efficienza energetica e dell'etichetta energetica promuoverà la competitività dell'industria dell'UE e migliorerà la comunicazione rivolta ai consumatori per quanto riguarda l'efficienza dei prodotti, generando ulteriori risparmi di energia.

La semplificazione legislativa, la ridefinizione dell'ambito di applicazione, una maggiore chiarezza nelle deroghe e la semplificazione delle prove colmeranno eventuali lacune, creando condizioni di parità per l'industria e agevolando il raggiungimento della conformità e l'applicazione della normativa.

Qual è il valore aggiunto dell'intervento a livello dell'UE? 

Vi è un chiaro valore aggiunto nel richiedere un'etichetta energetica e livelli minimi di efficienza energetica comuni a tutta l'UE.

In assenza un'armonizzazione a livello dell'Unione, gli Stati membri sarebbero indotti a stabilire specifiche minime nazionali di efficienza energetica nel quadro delle rispettive politiche energetiche e ambientali, il che pregiudicherebbe la libera circolazione dei prodotti. Di fatto, prima delle misure unionali di progettazione ecocompatibile ed etichettatura energetica attualmente in vigore, questo era ciò che avveniva per diversi prodotti.



B. Soluzioni

Quali opzioni strategiche, di carattere legislativo e di altro tipo, sono state prese in considerazione? Ne è stata prescelta una? Per quale motivo? 

Sono state prese in considerazione quattro opzioni strategiche:

1.Scenario di riferimento: nessun intervento.

2.Solo etichettatura energetica (ELOnly): opzione 2, con nuovi parametri e limiti di classe per le etichette energetiche, la ridefinizione dell'ambito di applicazione e delle deroghe e il riscalaggio delle etichette da A a G. Si applicherebbe a decorrere da settembre 2021. La normativa in materia di progettazione ecocompatibile rimarrebbe invariata.

3.Etichettatura energetica e progettazione ecocompatibile 2021 (ECOEL2021): l'opzione 3 aggiunge la revisione della normativa che disciplina la progettazione ecocompatibile, nuovi criteri in materia di efficienza energetica e specifiche funzionali, nonché la ridefinizione del campo di applicazione e delle deroghe. È l'opzione prescelta.

4.Etichettatura energetica e progettazione ecocompatibile 2021-2023 (ECOEL2tiers): nell'opzione 4 l'applicazione delle specifiche per le lampade fluorescenti lineari T8 sarebbe posticipata a settembre 2023.

Chi sono i sostenitori delle varie opzioni? 

Tutti i portatori d'interessi sono a favore della revisione dell'etichetta energetica e delle specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti per l'illuminazione. La revisione della sola etichettatura energetica trascurerebbe importanti segmenti del mercato; l'esito della valutazione d'impatto indica che si perderebbero opportunità di risparmio e le pratiche di dumping risulterebbero in un calo della competitività.

I portatori d'interessi sostengono anche la diffusione di LED di buona qualità, la semplificazione legislativa, la revisione dell'ambito di applicazione della normativa e ulteriori chiarimenti sulle deroghe.

La tempistica per l'eliminazione graduale delle lampade fluorescenti di tipo T8 è il punto più delicato. Alcuni portatori d'interessi (parte dell'industria e una minoranza di Stati membri) ritengono infatti che a settembre 2021 potrebbero non essere disponibili ricambi LED per tutte le applicazioni che si avvalgono di tali sorgenti luminose, e preferirebbero che il provvedimento fosse rinviato di qualche anno. La maggior parte degli Stati membri è favorevole all'eliminazione delle lampade T8 il prima possibile, con deroghe mirate per i settori problematici. Le ONG e le associazioni di consumatori sono contrarie al rinvio della misura.

C. Impatto dell'opzione prescelta

Quali sono i vantaggi dell'opzione prescelta (o in mancanza di quest'ultima, delle opzioni principali)? 

L'opzione 3 (ECOEL20219) permetterà di conseguire i seguenti risultati entro il 2021:

·risparmi energetici aggiuntivi pari a 41,9 TWh/anno e una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di 14,3 Mt CO2 eq./anno, ossia il 2,88 % dell'obiettivo 2030 della Commissione per quanto riguarda i risparmi di energia finale e l'1,34 % dell'obiettivo 2030 della Commissione per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra;

·7,7 miliardi di EUR di risparmi aggiuntivi sulle spese annuali sostenute dagli utenti finali e 1,1 miliardi di EUR l'anno di entrate supplementari per le imprese;

·allineamento con i progressi tecnologici e le specifiche minime di efficienza energetica in altre economie;

·garanzia della competitività dell'industria dell'UE e del ruolo di primo piano nella fabbricazione di prodotti alta qualità;

·tutela delle PMI europee. 

Quali sono i costi dell'opzione prescelta (o in mancanza di quest'ultima, delle opzioni principali)? 

I costi stimati sono i seguenti:

·Consumatori: 1,1 miliardi di EUR aggiuntivi nel 2030 per costi di acquisizione (ma la spesa totale, compreso il consumo di energia, diminuirà di 7,7 miliardi di EUR);

·Installatori: diminuzione delle entrate di 0,2 miliardi di EUR nel 2030 (ma le entrate commerciali totali aumenteranno);

·Fornitori: 0,03 miliardi di EUR una tantum nel 2022 per la rietichettatura;

·Distributori: 0,004 miliardi di EUR una tantum nel 2022 per la rietichettatura.

I costi a carico dei distributori e dei fornitori sono una conseguenza dell'applicazione del nuovo regolamento quadro sull'etichettatura energetica.



Quale sarà l'incidenza su aziende, PMI e microimprese?

Le entrate complessive del settore aumenteranno, soprattutto per quanto concerne l'industria, il commercio all'ingrosso e al dettaglio e i servizi di manutenzione. I produttori asiatici stanno espandendo rapidamente la quota di mercato mondiale nel comparto dell'illuminazione, puntando soprattutto sul prezzo. L'etichettatura energetica e le specifiche per la progettazione ecocompatibile sono fondamentali per permettere all'industria dell'Unione di distinguersi per qualità e innovazione.

Una nuova scala di etichettatura stimolerà l'innovazione industriale, incentivando lo sviluppo di LED in grado di soddisfare le specifiche delle nuove classi superiori.

I fabbricanti di apparecchi di illuminazione, che sono in gran parte PMI europee, beneficeranno della riduzione degli oneri amministrativi derivante dall'eliminazione dell'etichetta energetica specifica per tali apparecchi.

L'impatto sui bilanci e sulle amministrazioni nazionali sarà significativo?

Non vi sono ripercussioni sui bilanci nazionali e delle amministrazioni oltre a quelle indicate in precedenza.

Sono previsti altri impatti significativi?

Sì, si prevede che l'opzione prescelta avrà un impatto positivo sulla competitività e l'innovazione nell'UE.

D. Tappe successive

Quando saranno riesaminate le misure proposte?

Gli atti includeranno una clausola che ne prevede il riesame cinque anni dopo l'adozione.

(1)

   Regolamento (CE) n. 244/2009 della Commissione recante modalità di applicazione della direttiva 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in merito alle specifiche per la progettazione ecocompatibile delle lampade non direzionali per uso domestico (GU L76 del 24.3.2009, pag. 3), modificato dai regolamenti (CE) n. 859/2009 e (UE) 2015/1428 della Commissione; regolamento (CE) n. 245/2009 della Commissione recante modalità di esecuzione della direttiva 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le specifiche per la progettazione ecocompatibile di lampade fluorescenti senza alimentatore integrato, lampade a scarica ad alta intensità e di alimentatori e apparecchi di illuminazione in grado di far funzionare tali lampade (GU L 76 del 24.3.2009, pag. 17), modificato dai regolamenti (CE) n. 347/2010 e (UE) n. 2015/1428 della Commissione; regolamento (UE) n. 1194/2012 della Commissione recante modalità di applicazione della direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in merito alle specifiche per la progettazione ecocompatibile delle lampade direzionali, delle lampade con diodi a emissione luminosa e delle pertinenti apparecchiature (GU L 342 del 14.12.2012, pag. 1), modificato dal regolamento (UE) n. 2015/1428 della Commissione.

(2)

    Regolamento delegato (UE) n. 874/2012 della Commissione che integra la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo d'energia delle lampade elettriche e degli apparecchi d'illuminazione (GU L 258 del 26.9.2012, pag. 1), modificato dal regolamento (UE) n. 518/2014 della Commissione.

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