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Document 52019SC0353

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento REGOLAMENTO (UE) …/… DELLA COMMISSIONE che stabilisce specifiche per la progettazione ecocompatibile degli apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta in applicazione della direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/… DELLA COMMISSIONE che integra il regolamento (UE) 2017/1369 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura energetica degli apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta

SWD/2019/0353 final

Scheda di sintesi

Valutazione d’impatto sull’introduzione di specifiche di progettazione ecocompatibile e di etichettatura energetica per gli apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta

A. Necessità di agire

Per quale motivo? Qual è il problema affrontato?

Gli apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta (ad esempio armadi da supermercato, refrigeratori per bevande, piccoli congelatori per gelati, vetrine per gelato mantecato, distributori automatici) sono fondamentali per conservare la qualità dei prodotti della catena alimentare nell’Unione e anche per offrire ai consumatori altri prodotti alimentari non deteriorabili (ad esempio le bevande) che sono solitamente consumati a temperature inferiori alla temperatura ambiente. Nell’adempiere a tale funzione, tuttavia, questi apparecchi sono energivori e contribuiscono all'emissione di gas a effetto serra con un consumo di circa 65 TWh nell’UE-28, equivalente a circa lo 0,46 % del consumo totale di energia finale dell’UE.

Si stima peraltro un aumento di questi apparecchi dai 14 milioni di unità nel 2013 a 17 milioni di unità nel 2030 (dati UE-28).

Il consumo energetico durante l'uso rappresenta fino all’80 % del consumo totale di energia del prodotto. Molti sono gli apparecchi in funzione 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.

Il potenziale di risparmio economico e miglioramento ambientale è notevole per questo gruppo di prodotti; potenziale che resterà tuttavia inutilizzato nella misura in cui:

(1)non esiste una legislazione dell’UE che disciplini specificamente il consumo di energia degli apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta;

(2)le informazioni disponibili sul consumo energetico dei prodotti sono limitate;

(3)le decisioni di acquisto non sono sistematicamente basate sui costi del ciclo di vita del prodotto;

(4)vi è una frammentazione degli incentivi se l’acquirente delle apparecchi non è l’utilizzatore finale, ad esempio per i piccoli congelatori per gelati, i refrigeratori per bevande e i distributori automatici sistemati da una marca di prodotti alimentari o di bevande nei supermercati, piccoli negozi di quartiere, aeroporti, stazioni ferroviarie, club sportivi, ecc.

Qual è l’obiettivo di questa iniziativa?

Ridurre il consumo medio di energia degli armadi frigoriferi commerciali; ridurre inoltre le emissioni di gas a effetto serra, che per la refrigerazione commerciale sono principalmente dovute al consumo di energia, ma anche alle perdite di refrigerante; promuovere l’efficienza energetica, stimolare l’innovazione e ridurre la dipendenza energetica.

Promuovere l’efficienza energetica in quanto contributo alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico nel quadro dell’obiettivo unionale di ridurre del 20 % il consumo energetico dell’UE entro il 2020.

Obblighi specifici sulla fine del ciclo di vita dovrebbero porre rimedio alle attuali carenze nello smantellamento degli armadi e contribuire a conseguire gli obiettivi della direttiva RAEE.

Qual è il valore aggiunto dell'intervento a livello dell'UE? 

È evidente il potenziale non sfruttato di efficienza energetica degli armadi in vendita attualmente o nei prossimi anni. Senza un intervento specifico supplementare sugli armadi frigoriferi commerciali, la trasformazione del mercato verso apparecchi più efficienti sarà molto più lenta, e persisterebbero le ripercussioni negative sull’ambiente e sulla salute che si potrebbero invece facilmente evitare.

È necessaria un'azione a livello dell’UE, in quanto la mancanza di regolamentazione unionale specifica e armonizzata comporta il rischio che i requisiti di efficienza energetica nazionali fissati dagli Stati membri ostacolino il funzionamento del mercato interno dell’UE. La direttiva sulla progettazione ecocompatibile (in particolare l’articolo 16), la cui base giuridica del trattato è il mercato interno, e la direttiva sull’etichettatura energetica (articolo 1) forniscono alla Commissione europea la base giuridica per adottare misure di esecuzione che riducano il consumo di energia degli armadi frigoriferi commerciali e orientino i consumatori verso gli apparecchi più efficienti.

B. Soluzioni

Quali opzioni, di carattere legislativo e di altro tipo, sono state prese in considerazione? È stata preferita un'opzione? Per quale motivo? 

Sono state considerate le opzioni descritte di seguito:

0.scenario di riferimento: nessun intervento;

1.autoregolamentazione/accordi facoltativi: l’industria definisce le proprie regole non obbligatorie;

2.solo progettazione ecocompatibile: è introdotta solo la legislazione sulla progettazione ecocompatibile;

3.solo etichettatura energetica: è introdotta solo la legislazione sull'etichettatura energetica;

4.etichettatura energetica e progettazione ecocompatibile in 3 fasi: combinazione delle opzioni 2 e 3, con le specifiche per la progettazione ecocompatibile gradualmente più rigorose in tre fasi;

5.etichettatura energetica e progettazione ecocompatibile in 2 fasi: combinazione delle opzioni 2 e 3, con le specifiche per la progettazione ecocompatibile gradualmente più rigorose in due fasi. Tale opzione è ulteriormente suddivisa nelle opzioni 5.1 e 5.2, in cui l’opzione 5.2 distingue gli armadi da supermercato tra integrati e con gruppo remoto. L'opzione preferita è la 5.2.

Le opzioni 1, 2 e 3 sono state eliminate nella fase iniziale senza ulteriore valutazione.

Chi sono i sostenitori delle varie opzioni? 

Gli scenari sono stati discussi nella riunione del forum consultivo del 2 luglio 2014.

ONG e Stati membri ritengono le soglie dell’opzione 4 non abbastanza rigorose, preferiscono l’opzione 5. L’industria non ha formulato osservazioni sul livello di ambizione dei requisiti di efficienza energetica.

Austria, Paesi Bassi e Regno Unito, EPEE (Partenariato europeo per l'energia e l'ambiente) e EuroCommerce sono favorevoli alle due fasi (opzione 5), mentre le ONG e la Germania preferiscono le tre fasi (opzione 4). Il riesame avviene dopo l’ultima fase (opzione 5); questa posizione è sostenuta dalla maggior parte dei portatori d'interessi, solo l'Associazione europea della distribuzione automatica (European Vending Association - EVA) ha chiesto un riesame rapido in vista della pubblicazione di un nuovo criterio di prova.

La maggior parte degli Stati membri e delle ONG sono favorevoli all'approccio di funzionalità (opzioni 4 e 5), mentre l’industria è del parere che non rifletta la diversità dei prodotti sul mercato. L’industria e alcuni Stati membri sono favorevoli a una distinzione tra armadi integrati e armadi con gruppo remoto (opzione 5.2).

Gli argomenti a favore di specifiche sulla fine del ciclo di vita (opzioni 4 e 5) sono ampiamente sostenute dagli Stati membri e dalle ONG, solo la Federazione europea dei produttori di apparecchi per il catering (European Federation of Catering Equipment Manufacturers - EFCEM) è contraria.

La maggior parte degli Stati membri ha chiesto una struttura unica di classi di etichettatura energetica per tutti i vari apparecchi (opzioni 4 e 5), ossia il segmento supermercati, i refrigeratori per bevande, i piccoli congelatori per gelati, i distributori automatici. Prima del forum consultivo sono state proposte strutture diverse per i vari tipi di apparecchi.

C. Impatto dell'opzione prescelta

Quali sono i vantaggi dell’opzione prescelta (se ve ne è una sola, altrimenti delle opzioni principali)? 

Entro il 2030, l’opzione 5.2 avrà i seguenti risultati:

·uscita dei modelli meno efficienti dal mercato;

·sinergia dell’effetto spinta delle specifiche di progettazione ecocompatibile e dell’effetto trainante di una scala di etichettatura che funziona;

·rispetto allo status quo, un risparmio di energia elettrica di 19 TWh/anno, che si situa tra lo 0,83 % e l'1,3 % dell’obiettivo di risparmio del consumo di energia finale fissato dalla Commissione per il 2030, e una riduzione di 7,4 Mt CO2eq./anno;

·un quadro giuridico chiaro per la progettazione dei prodotti che accorda flessibilità ai fabbricanti nel conseguimento dei livelli di efficienza energetica;

·un aumento del costo di acquisto è possibile, ma sarà comunque ampiamente compensato dal risparmio ottenuto durante l’uso del prodotto;

·i risparmi della spesa annuale sono stimati a 400 milioni di euro nel 2020 e a circa 2,9 miliardi di euro entro il 2030;

·riduzione dei costi grazie alle economie di scala di tecnologie economicamente efficaci;

·correzione delle carenze del mercato e adeguato funzionamento del mercato interno;

·fabbricanti e rivenditori al dettaglio non segnaleranno oneri amministrativi significativi;

·rispetto del mandato specifico impartito dagli Stati membri alla Commissione;

·concorrenza leale con definizione di parità di condizioni;

·nessun impatto negativo sull’occupazione;

·nessun impatto negativo rilevato sul commercio.

Quali sono i costi dell’opzione prescelta (se ve ne è una sola, altrimenti delle opzioni principali)? 

È probabile che nel breve termine i costi di produzione aumentino a causa dell’uso di componenti più efficienti come ventilatori e compressori ad alta efficienza, migliore isolamento, ecc. Inoltre i fabbricanti ripercuotono sul costo del prodotto i costi dell'adeguamento dei macchinari e della linea di produzione, la formazione del personale, i costi dei processi/sperimentazioni, collaudi, ecc. Grazie alle economie di scala, alla concorrenza e a vendite in più ampie proporzioni, si prevede che i costi di componenti e armadi diminuiscano a medio e a lungo termine, una volta introdotte le specifiche per la progettazione ecocompatibile. Inoltre, l’introduzione dei requisiti minimi di prestazione energetica e dell'etichettatura energetica richiederà collaudi più sistematici.

Tutti questi fattori aumentano il costo di acquisto degli apparecchi di 0,4 miliardi di EUR entro il 2030 rispetto a uno scenario di mantenimento dello status quo. Tuttavia, questa spesa supplementare per il consumatore sarà ampiamente compensata dalla riduzione dei costi di esercizio di 2,7 miliardi di euro.

Non si prevede che i prezzi iniziali più alti degli armadi refrigeranti inducano i rivenditori al dettaglio a rinviare gli investimenti in nuovi impianti più efficienti sotto il profilo energetico: le decisioni d’acquisto sono prese nel contesto di grandi ristrutturazioni o della costruzione di nuovi negozi, nel qual caso il prezzo d'acquisto degli apparecchi di refrigerazione incide meno sul bilancio totale e un lieve aumento non ritarda le decisioni.

Quale sarà l’incidenza su aziende, PMI e microimprese?

Complessivamente, il totale delle entrate del settore aumenterà. L’etichettatura energetica e le specifiche per la progettazione ecocompatibile svolgono un ruolo importante per l’industria dell’UE, nella misura in cui le consentono di distinguersi per qualità e innovazione.

La politica proposta non incide specificamente su fabbricanti grandi o piccoli, anche se quelli che operano su un’ampia gamma di prodotti e/o con esperienza di armadi ad elevata efficienza e strutture proprie di collaudo otterranno vantaggi di mercato.

L’impatto sulle PMI è lieve grazie all'approccio in due fasi: nella prima fase, transitoria, è eliminato dal mercato solo un numero limitato di apparecchi, e la seconda fase, più rigorosa, si applica 3 anni dopo la prima fase per tener conto del ciclo di progettazione degli apparecchi di refrigerazione commerciale. In questo modo è possibile introdurre requisiti rigorosi assicurando nel contempo che le PMI dispongano di tempo sufficiente per sviluppare prodotti conformi ai nuovi requisiti. Inoltre i parametri possono essere calcolati in base al progetto o per estrapolazione da un altro modello, o con entrambi i metodi. Ciò ridurrà l’onere della prova per le società che non dispongono di strutture di collaudo.

L’impatto sui bilanci e sulle amministrazioni nazionali sarà considerevole? 

Non vi sono ripercussioni supplementari sui bilanci /sulle amministrazioni nazionali oltre quelle indicate sopra.

Sono previsti altri effetti significativi? Massimo 6 righe

L'effetto duplice e sinergico delle specifiche per la progettazione ecocompatibile e dell'etichettatura energetica è introdotto in modo equo per tutti i fabbricanti e stimolerà la concorrenza e l’innovazione in materia di efficienza energetica.

D. Tappe successive

Quando saranno riesaminate le misure proposte?

È prevista una clausola di riesame 5 anni dopo l'adozione.

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