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Document 52005DC0206

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO sulle politiche europee concernenti la gioventù Rispondere alle preoccupazioni dei giovani in Europa - attuare il patto europeo per la gioventù e promuovere la cittadinanza attiva

In force

52005DC0206




[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 30.5.2005

COM(2005) 206 def.

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO

sulle politiche europee concernenti la gioventù Rispondere alle preoccupazioni dei giovani in Europa - attuare il patto europeo per la gioventù e promuovere la cittadinanza attiva {SEC(2005)693}

Comunicazione del Sig. Figel’unitamente al Sig. Špidla

1. INTRODUZIONE

Il destino dell’Europa dipende in misura crescente dalla sua capacità di promuovere società che favoriscano l’infanzia e la gioventù. L’adozione da parte del Consiglio europeo di primavera del 2005[1] del patto europeo per la gioventù – come parte della strategia di Lisbona riveduta finalizzata alla crescita e all’occupazione – un riconoscimento dell’importanza d’integrare i giovani nella società e nella vita lavorativa e di sfruttare meglio il loro potenziale per garantire il ritorno a uno sviluppo sostenuto e sostenibile in Europa.

Quest’iniziativa valorizza il ruolo della gioventù in campi fondamentali del parenariato di Lisbona per la crescita e l'occupazione - in particolare tramite le strategie europee per l'occupazione e l'inclusione sociale nonché il programma di lavoro Istruzione e formazione 2010 – e invita a rendere coerenti gli interventi in questo ambito.

L’adozione del patto coincide con il completamento della prima fase di attuazione del Libro bianco “Un nuovo impulso per la gioventù europea”[2] del 2001, ripreso dalla risoluzione del Consiglio del giugno 2002[3]. Si istituito un quadro di cooperazione europea in materia di gioventù per potenziare la cittadinanza attiva dei giovani, applicando un metodo aperto di coordinamento (OMC) ed includendo la dimensione giovanile in altre politiche.

All’Unione occorre più che mai che l’impegno costante dei giovani contribuisca alla costruzione di un’Europa solidale. Il successo di questa iniziativa dipende dal coinvolgimento di tutte le parti interessate, ed innanzitutto delle organizzazioni giovanili, delle autorità regionali e locali e delle parti sociali.

La comunicazione:

- presenta le modalità di attuazione del patto,

- definisce le priorità dell’OMC in materia di gioventù,

- affronta l’inclusione della dimensione giovanile in altre politiche,

- elenca i programmi europei pertinenti,

- esamina le modalità di un maggior coinvolgimento dei giovani nel processo politico.

2. LA GIOVENTÙ NEL PARTENARIATO DI LISBONA PER LA CRESCITA E L’OCCUPAZIONE

2.1. Contesto

Nel proporre un patto europeo per la gioventù i capi di Stato e di governo di Francia, Germania, Spagna e Svezia hanno individuato quattro temi principali:

- la vulnerabilità dei giovani

- l’esigenza di sviluppare la solidarietà tra le generazioni in una società che invecchia

- l’esigenza di garantire una preparazione ai giovani mediante l’istruzione e la formazione

- l’esigenza di maggior coerenza nelle aree d’intervento concernenti i giovani.

La presente analisi coincide con quella del Libro bianco. Sottoposta alla pressioni di fattori economici e socioculturali, la gioventù sta cambiando natura. I giovani attraversano le varie fasi dell’esistenza più tardi rispetto alle generazioni precedenti e seguendo percorsi meno lineari.

Nell’elaborare la revisione intermedia della strategia di Lisbona, il Consiglio europeo ha tenuto conto dell’importanza dei fattori demografici nel plasmare il futuro dell’Europa.

Come sostiene il Libro verde della Commissione “Affrontare i cambiamenti demografici”[4], tassi di natalità in diminuzione e speranze di vite in aumento hanno trasformato radicalmente la popolazione europea in termini di dimensioni e di struttura per età. Tra il 2005 e il 2050 il numero dei giovani tra i 15 e i 24 anni destinato a ridursi di un quarto, dal 12,6 al 9,7%, mentre il gruppo di chi ha 65 anni e più aumenterà dal 16,4 al 29,9%[5]. Il Libro verde richiama l’attenzione sulle conseguenze per l’Europa di tali cambiamenti, soprattutto per quanto attiene ai giovani. Anche la nuova agenda sociale 2005-2010[6] tiene conto dell’importanza dell’impostazione intergenerazionale.

L’inserimento nel mercato del lavoro si presenta difficile per i giovani, che registrano un tasso di disoccupazione più che doppio rispetto al tasso globale europeo (17.9% per chi ha meno di 25 anni, rispetto al 7.7% per chi ha 25 anni e più)[7]. I giovani sono particolarmente esposti al rischio di povertà (19% dai 16 ai 24 anni, rispetto al 12% tra i 25 e i 64 anni).[8]

I giovani hanno un contributo significativo da dare allo sviluppo sostenibile e agli obiettivi di Lisbona di incrementare l'occupazione e la crescita, in quanto costituiscono la forza lavoro del futuro e in avvenire forniranno le capacità di ricerca, l’innovazione e l’imprenditorialità di cui vi estremo bisogno. Questi obiettivi si possono raggiungere solo se i giovani vengono adeguatamente provvisti di conoscenze, capacità e competenze mediante un'istruzione e una formazione appropriate e di alta qualità. Sarà impossibile riuscirci senza eliminare ostacoli quali la crescita nella poverà e l’esclusione sociale. Occorre anche affrontare le disuguaglianze di genere, poiché le giovani donne sono più esposte dei loro coetanei al rischio di disoccupazione e di povertà, pur essendo più numerosi i giovani che abbandonano precocemente gli studi.

2.2. Patto europeo per la gioventù

In tale contesto, conformemente agli obiettivi strategici 2005-2009 della Commissione[9], il Consiglio europeo ha concluso che i giovani devono fruire di una serie di politiche e di misure pienamente integrate nella strategia di Lisbona riveduta e ha adottato un patto che si articola in tre parti (si veda l’allegato 1):

- occupazione, integrazione e promozione sociale

- istruzione, formazione e mobilità

- conciliazione tra vita familiare e professionale.

Le azioni pertinenti a questi campi devono essere specificamente definite nella strategia europea per l’occupazione, nella strategia per l’inclusione sociale nonché nel programma di lavoro Istruzione e formazione 2010. L’inclusione della dimensione gioventù nel partenariato di Lisbona per la crescita e l’occupazione non richiederà nuove strutture. Rafforzando le misure a favore dei giovani si contribuirà a massimizzare l’incidenza della strategia di Lisbona.

Nel presentare i propri progammi nazionali di riforme di Lisbona nell’autunno 2005, gli Stati membri potranno avvalersi degli “orientamenti integrati per la crescita e l’occupazione” (che associano indicazioni di tipo economico e occupazionale) proposti dalla Commissione nell’aprile 2005[10] (si veda l’allegato 2).

Le relazioni periodiche previste nell’ambito della strategia di Lisbona includeranno anche le verifiche dell’attuazione del patto. La relazione annuale della Commissione sullo stato di avanzamento della strategia di Lisbona si baserà sulle relazioni sui progressi dei programmi nazionali di riforme di Lisbona presentate in autunno dagli Stati membri. La relazione verrà esaminata dal Consiglio nelle sue formazioni competenti e discussa al Consiglio europeo di primavera.

A livello di Comunità la Commissione ha annunciato un programma comunitario di Lisbona che definisce le priorità della revisione a medio termine della strategia di Lisbona approvata dal Consiglio di primavera 2005.

I punti che seguono evidenziano gli aspetti degli orientamenti integrati e del futuro programma comunitario di Lisbona più significativi per il patto.

2.2.1. Misure per l’occupazione, l’integrazione e la promozione sociale dei giovani

Gli orientamenti per l’occupazione proposti per il 2005-2008, ora ricompresi negli orientamenti integrati, sono il fulcro della strategia europea per l'occupazione e svolgono un ruolo centrale dil coordinamento delle politiche dell’occupazione degli Stati membri. Nel concentrarsi su contributo di tali politiche alla creazione di nuovi e migliori posti di lavoro, essi individuano le tre seguenti priorità sostanziali:

- occupare e mantenere occupato un maggior numero di persone e modernizzare i sistemi di protezione sociale

- rendere più adattabili i lavoratori e le imprese e più flessibili i mercati del lavoro

- aumentare gli investimenti in capitale umano migliorandone l’istruzione e le capacità.

Particolarmente significativi per i giovani sono i seguenti orientamenti:

- promuovere una concezione del lavoro basata sul ciclo di vita (comprendente tra l'altro un rinnovato impegno a creare percorsi occupazionali rivolti ai giovani e a ridurre la disoccupazione giovanile, nonché risoluti interventi per eliminare le differenze di occupazione, disoccupazione e retribuzione tra uomini e donne)

- garantire mercati del lavoro che favoriscano l’inclusione di chi cerca un’occupazione e delle persone svantaggiate

- combinare meglio domanda e offerta sul mercato del lavoro

- potenziare e migliorare gli investimenti in capitale umano

- adattare i sistemi di istruzione e formazione alle nuove richieste di competenze.

Per l’attuazione delle misure pertinenti gli Stati membri ricevono il sostegno finanziario dei fondi strutturali europei, ed in particolare del Fondo sociale europeo. Essi vengono anche invitati ad avvalersi dei servizi prestati dalla Banca europea per gli investimenti.

Una parte del programma di apprendimento reciproco nel settore dell’occupazione, che promuove gli scambi di buone pratiche tra gli Stati membri, nel 2005 dedicata all'occupazione giovanile. La Commissione continuerà inoltre ad impegnarsi per garantire recepimento ed attuazione completi della normativa CE che vieta le discriminazioni in materia di occupazione fondate sull’età [11].

Come annunciato nella comunicazione sull’agenda sociale[12], la strategia per l’inclusione sociale comprenderà una dimensione giovanile e terrà conto della risoluzione del Consiglio relativa all'integrazione sociale dei giovani[13]. Si prospetta quindi l’attribuzione di una priorità elevata al miglioramento della situazione dei giovani più vulnerabili, all’eliminazione della povertà infantile e alle iniziative per prevenire l’insuccesso scolastico. Uno studio sull’integrazione sociale dei giovani più svantaggiati ne analizzerà in particolare l’integrazione nel mercato del lavoro, l’autonomia e la partecipazione attiva alla società.

La Commissione approva ed incoraggia l’impegno delle parti sociali a contribuire a questa iniziativa mediante azioni comuni nel quadro del dialogo sociale[14].

Azioni nel campo dell’occupazione e dell’inclusione sociale

( Gli Stati membri intraprendono azioni per promuovere l’occupazione dei giovani, ad esempio per:

- ridurre la disoccupazione giovanile

- creare percorsi occupazionali

- elaborare piani d’azione personalizzati con assistenza nella ricerca di occupazione, orientamento e formazione

( Nel 2005 la Commissione e gli Stati membri assegnano ai giovani un ruolo prioritario nel programma di apprendimento reciproco nel settore dell'occupazione

( Mediante la strategia per l’inclusione sociale la Commissione e gli Stati membri migliorano la situazione dei giovani più vulnerabili

( Nel 2005 la Commissione avvia uno studio sull’integrazione sociale dei giovani più svantaggiati

2.2.2. Misure per l’istruzione, la formazione e la mobilità

Gli orientamenti integrati proposti sottolineano l’esigenza europea di potenziare e migliorare gli investimenti in capitale umano e di adattare i sistemi di istruzione e formazione alle nuove richieste di competenze. Vengono tra l’altro assegnate priorità alla riduzione degli abbandoni scolastici prematuri; all'ampliamento dell'accesso all'istruzione professionale, secondaria e terziaria, con possibilità di apprendistato e formazione per imprenditori; all’elaborazione di quadri comuni che rendano i sistemi di qualifica più trasparenti e al riconoscimento dell’apprendimento non formale e informale.

Sono tutte priorità del programma di lavoro Istruzione e formazione 2010, che contribuisce all’attuazione delle componenti istruzione e formazione del partenariato di Lisbona per la crescita e l’occupazione e contribuirà al nuovo ciclo di governance di Lisbona. Gli orientamenti sottolineano l’importanza di ricorrere ai riferimenti e strumenti europei concordati per sostenere le riforme dei sistemi nazionali di istruzione e di formazione.

Nell’ambito del programma di lavoro 2010, le attività di apprendimento tra pari 2005 comprendono temi significativi per i giovani:

- raggiungere gli obiettivi di riferimento relativi a abbandoni scolastici prematuri, tassi di completamento e alfabetizzazione;

- attuare il quadro delle competenze chiave a livello nazionale;

- raggiungere gli obiettivi di riferimento relativi all’aumento del numero dei laureati in matematica, scienze e tecnologia, prestando particolare attenzione alla riduzione dello squilibrio tra i sessi e al rapporto con l'istruzione primaria e secondaria.

Nel 2005 una proposta della Commissione di raccomandazione del Consiglio e del Parlamento europeo relativa alle competenze chiave ne sottolineerà l’importanza per i giovani con meno opportunità.

Nell’intento di definire un riferimento comune per i sistemi e i quadri di qualificazione in tutta Europa, la Commissione proporrà un programma di quadro europeo delle qualifiche, che fruirà delle connessioni e delle sinergie con i dispositivi di trasferimento dei crediti e di garanzia della qualità, con i principi comuni europei di identificazione e di riconoscimento dell'apprendimento non formale e informale e con Europass (quadro unico europeo per la trasparenza dei diplomi, dei certificati e delle competenze).

Verrà sperimentato uno strumento specifico di riconoscimento del lavoro giovanile, nell’intento di includere in Europass uno “Youthpass”. La fase sperimentale dovrebbe iniziare nel 2006.

Un altro elemento fondamentale del programma di lavoro il miglioramento della conoscenza delle lingue straniere, che sia una precondizione che un risultato della maggior partecipazione dei giovani europei alla società della conoscenza e alla mobilità europea e globale.

Poiché l’attività economica sta sempre più incorporando livelli elevati di scienza e di tecnologia, per i giovani diventa particolarmente importante accedere all’istruzione nei campi delle scienze e delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni.

Nel 2005 la Commissione intende adottare una comunicazione sull’istruzione e l’apprendimento in materia di imprenditorialità, che sottolinea il collegamento tra capacità imprenditoriali e capacità di base per la vita dei giovani. Il piano d’azione della Commissione sull’imprenditorialità si propone di “alimentare la cultura imprenditoriale” tra i giovani.

Azioni nel campo dell’istruzione e della formazione

( Gli Stati membri intraprendono azioni per i giovani, ad esempio:

- ridurre il numero degli abbandoni scolastici precoci

- migliorare l’accesso all’istruzione e alla formazione professionale, con possibilità di apprendistato e formazione per imprenditori

- predisporre quadri a sostegno della trasparenza e del riconoscimento delle qualifiche e delle competenze, nonché del riconoscimento dell’apprendimento non formale e informale

( Gli Stati membri attuano la decisione Europass

( Nel 2005 la Commissione adotta una comunicazione sull’istruzione in materia d’imprenditorialità

( Nel 2006 la Commissione proporrà un quadro europeo delle qualifiche

( Nel 2006 la Commissione adotterà una raccomandazione sulle competenze chiave

( A partire dal 2006 la Commissione e gli Stati membri sperimenteranno “Youthpass”

Gli orientamenti integrati proposti invitano gli Stati membri a garantire maggiore trasparenza e informazione sulle possibilità di occupazione e di formazione per agevolare la mobilità, nel quadro della modernizzazione dei servizi per l’occupazione. Durante l’anno europeo della mobilità dei lavoratori 2006 verranno intraprese speciali iniziative per i giovani esordienti sul mercato del lavoro. A partire dal 2007 le fasi successive al piano d’azione della Comunità e degli Stati membri per le competenze e la mobilità 2002-2005 prevederanno un maggior impegno a migliorare le opportunità dei giovani sul mercato del lavoro attraverso un aumento della mobilità. Se necessario, gli Stati membri dovrebbero rafforzare le proprie strategie di rimozione degli ostacoli alla mobilità, come rileva la relazione della Commissione[15] sul seguito della raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilità nella Comunità degli studenti, delle persone in fase di formazione, di coloro che svolgono attività di volontariato, degli insegnanti e dei formatori[16].

Per incentivare ulteriormente la mobilità dei giovani in Europa la Commissione ha proposto programmi rafforzati rivolti ai giovani, agli studenti e ai volontari, con nuove forme di attività di volontariato, al fine di ampliare e agevolare l’accesso al Servizio volontario europeo (SVE). I portali per l’informazione EURES (portale europeo per la mobilità professionale) e PLOTEUS (portale delle opportunità di apprendimento in Europa) terranno meglio conto delle esigenze dei giovani ed uno studio della Commissione formulerà raccomandazioni per l’estensione della carta della mobilità per i giovani in Europa. La Commissione promuoverà lo scambio di buone pratiche in materia di mobilità, come ad esempio l’iniziativa francese “Jobs d’été”, che dopo la valutazione dei primi risultati potrebbe estendersi a tutta l’Europa.

Azioni di promozione della mobilità

( Gli Stati membri sono invitati a garantire maggior trasparenza e informazione per agevolare lo studio e il lavoro all’estero

( Durante l’anno europeo della mobilità dei lavoratori 2006 verranno intraprese azioni speciali per i giovani

( La Commissione predispone strumenti quali EURES e PLOTEUS per migliorare le possibilità dei giovani di lavorare e studiare all’estero

( Nel 2005 la Commissione formula raccomandazioni sulla carta della mobilità per i giovani in Europa

( Nel 2006 la Commissione studierà l’estensione dell’iniziativa “Jobs d’été”

( Nel 2007 la Commissione e gli Stati membri attueranno nuove forme di SVE

( A partire dal 2007, nelle fasi successive al piano d’azione per le competenze e la mobilità, verranno intraprese azioni per migliorare la mobilità geografica e professionale dei giovani

2.2.3. Misure per la conciliazione tra vita familiare e professionale

Gli orientamenti integrati invitano gli Stati membri ad intraprendere azioni per meglio conciliare vita familiare e professionale. Un miglior equilibrio tra famiglia e lavoro può anche essere utile per affrontare i problemi connessi all’invecchiamento demografico, ed in particolare la sfida dei bassi tassi di natalità. Rientra in questa tematica la prestazione di servizi assistenziali all’infanzia e ad altre persone non autosufficienti. Verrà accordata particolare attenzione alla sperimentazione di soluzioni lavorative innovative che favoriscano la vita familiare. La conciliazione tra vita privata e professionale fondamentale per promuovere tra i giovani l’uguaglianza tra uomini e donne.

A seguito del Libro verde sui cambiamenti demografici in Europa, la Commissione ha avviato una consultazione al fine di individuare le politiche da portare avanti o rafforzare a livello europeo e nazionale.

Azioni di conciliazione tra vita familiare e professionale

( Gli Stati membri prestano all’infanzia e ad altre persone non autosufficienti servizi assistenziali più accessibili, economicamente più sostenibili e di miglior qualità

( Con il sostegno della Commissione gli Stati membri sperimentano nuove forme di organizzazione del lavoro, ad esempio l’orario flessibile, il telelavoro, il congedo parentale e di maternità, ecc.

( Nel 2005 la Commissione avvia consultazioni sull’incidenza dei cambiamenti demografici e sulle possibili risposte politiche

3. CITTADINANZA ATTIVA DEI GIOVANI

Il metodo aperto di coordinamento (OMC) si pone come obiettivo la cittadinanza attiva dei giovani. Il Libro bianco sulla gioventù ha preso atto del divario crescente tra giovani e affari pubblici. Per miglorare la partecipazione, l’informazione, le attività di volontariato e la conoscenza dei problemi della gioventù, nel 2003 e 2004 il Consiglio ha adottato 14 obiettivi comuni (si veda l’allegato 3)[17].

Nella comunicazione dell’ottobre 2004[18] la Commissione ha valutato positivamente le attività svolte a livello europeo, sottolineando nel contempo la necessità di idonee misure nazionali per attuare gli obiettivi comuni.

Entro la fine del 2005 gli Stati membri devono presentare relazioni sugli obiettivi comuni relativi alla partecipazione e all’informazione. Le relazioni sulle attività di volontariato e su una miglior conoscenza dei problemi della gioventù verranno presentate nel 2006. In entrambi i casi la Commissione presenterà al Consiglio una relazione sullo stato d'avanzamento.

La partecipazione e l’informazione dei giovani, le attività di volontariato e una maggior comprensione e conoscenza della gioventù restano elementi fondamentali per creare società sane. Poiché gli obiettivi comuni sono stati adottati dal Consiglio solo di recente, la loro attuazione a livello nazionale appena iniziata e dovrebbe essere al centro dell’azione degli Stati membri nel quadro dell’OMC in materia di gioventù. La Commissione ritiene che occorra mantenere e rafforzare tali priorità.

Quanto alla partecipazione, occorre continuare ad impegnarsi particolarmente nell’aumento della partecipazione a livello locale, nel quadro della democrazia rappresentativa, e in un maggior sostegno all’apprendimento della partecipazione. Occorre inoltre impegnarsi maggiormente nel migliorare l’accesso all’informazione, nel fornire più informazioni di qualità e nel migliorare la partecipazione dei giovani all’elaborazione e alla divulgazione di informazioni.

L’obiettivo politico di rafforzare il volontariato giovanile nell’UE come mezzo per la partecipazione e lo sviluppo personale dei giovani conserva la propria validità. Il contributo che i volontari danno alla società resta al centro dell’attenzione, come hanno dimostrato le recenti calamità naturali e le esigenze di risistemazione a lungo termine delle aree colpite.

Per effetto del patto e delle sue conseguenze nel quadro del ciclo di governance di Lisbona, nei campi individuati - più specificamente l'occupazione, l'inclusione, l'imprenditorialità e la mobilità giovanili, nonché il riconoscimento del lavoro giovanile - si dovrebbero ottenere una maggior comprensione e conoscenza della gioventù grazie ai meccanismi di Lisbona. Un uso migliore dei risultati della ricerca in questi campi dovrebbe promuovere politiche basate su dati certi.

Azioni di rafforzamento della cittadinanza attiva dei giovani

( La Commissione conferma le priorità della cittadinanza attiva dei giovani: partecipazione, informazione, attività di volontariato

( Dall’inclusione del patto nel ciclio di governance di Lisbona dovrebbe derivare una miglior conoscenza dei campi dell’occupazione, dell’inclusione, dell’imprenditorialità e della mobilità giovanili nonché del riconoscimento del lavoro giovanile

4. INCLUSIONE DELLA DIMENSIONE GIOVANILE IN ALTRE POLITICHE

Anche se le tematiche della gioventù interessano gran parte delle politiche messe a punto a livello europeo, la Commissione raccomanda di concentrarsi sulle aree d’intervento del patto europeo per la gioventù.

Segue un elenco di altre politiche che interessano i giovani:

La Commissione porterà avanti le proprie azioni contro il razzismo e la xenofobia a livello giovanile. A partire dal 2005 stata estesa ai giovani la campagna su scala UE “Per la diversità – contro la discriminazione”[19] di promozione della partecipazione attiva dei giovani e di sensibilizzazione sulla legislazione e le politiche CE di lotta alla discriminazione.

La Commissione s’interesserà anche della salute dei giovani, ad esempio nei campi dell’alimentazione e dell’obesità, del consumo di alcol e droghe e delle strategie di promozione della buona salute. Per il 2006 prevista un’iniziativa europea sulla salute dei bambini e dei giovani.

A titolo del sesto programma quadro di ricerca verranno condotte ricerche specifiche sulla gioventù concernenti gli atteggiamenti, gli stili di vita e le forme di partecipazione tipici della gioventù europea. A titolo del settimo programma quadro la ricerca sulla gioventù potrebbe concentrarsi sulle conseguenze della partecipazione dei giovani alla democrazia rappresentativa e alle attività di volontariato.

La Commissione intende avviare una consultazione pubblica sulle azioni che l’Unione potrebbe intraprendere nel campo dello sport, in materia di valori educativi e sociali dello sport e di stile di vita dei giovani.

Azioni che evidenziano la dimensione giovanile in altre politiche

( A partire dal 2005 la Commissione promuove la partecipazione dei giovani alla campagna “Per la diversità – contro la discriminazione”

( Nel 2006 la Commissione avvierà un’iniziativa europea di promozione della buona salute dei giovani e dei bambini

( Nel 2005 la Commissione avvia una consultazione pubblica sullo sport intesa a raffozarne i valori educativi e sociali per i giovani

5. PROGRAMMI A SOSTEGNO DELLE POLITICHE

Le azioni politiche rivolte ai giovani dovrebbero essere accompagnate da programmi a sostegno di progetti che incoraggino i giovani a diventare cittadini attivi e partecipi e che li aiutino a sviluppare le proprie capacità. I progetti dovrebbero essere messi a punto a livello locale, regionale, nazionale e europeo.

Detti progetti vengono promossi da vari programmi europei (si veda l’allegato 4):

- Fondo sociale europeo

- Fondo europeo di sviluppo regionale

- Fondi di sviluppo rurale

- Gioventù e gioventù in azione

- Programma integrato di apprendimento permanente

- Cittadini per l’Europa

- Programma quadro competitività e innovazione

- Programma Marie Curie

- Iniziativa sull’insegnamento delle scienze in Europa.

6. PARTECIPAZIONE DEI GIOVANI

Nell’intento di sostenere la partecipazione dei giovani e delle loro organizzazioni, il Libro bianco sulla gioventù definisce un metodo per consultarli.

Il Consiglio europeo sottolinea che il successo del patto presuppone il coinvolgimento di tutti gli attori ed innanzitutto delle organizzazioni giovanili, nonché delle autorità regionali e locali e delle parti sociali. Occorre consultare i giovani e le loro organizzazioni per mettere a punto i provvedimenti per questa iniziativa nel quadro dei programmi nazionali di riforme di Lisbona e per verificarne l'attuazione. Anche se compete a ciascun Stato membro definire le modalità di partecipazione dei giovani, i consigli nazionali della gioventù dovrebbero essere consultati.

Sulla politica della gioventù la Commissione intende anche organizzare una consultazione di giovani e del Forum europeo della gioventù, che si concluderà con gli “stati generali” della gioventù da tenersi nel 2005. Per prepararli la Commissione organizzerà un’ampia consultazione di giovani su Internet e inviterà gli Stati membri a programmare discussioni a livello nazionale. A seguito degli stati generali la Commissione intende organizzare incontri annuali tra i giovani e i Commissari.

Questo dialogo diretto con i giovani non sostituisce il dialogo sociale, ma ne rappresenta una valida integrazione. Dovrebbe far parte di un insieme di iniziative di consultazione della Commissione volte soprattutto a favorire l’appropriazione degli obiettivi di Lisbona da parte della società civile.

Azioni di consultazione dei giovani

( Entro l’autunno 2005 gli Stati membri consultano i giovani sui provvedimenti per il patto

( Nel 2005 la Commissione organizza una consultazione di giovani su Internet

( Nel 2005 la Commissione convoca gli “stati generali”, cui seguiranno incontri annuali con i giovani

7. CONCLUSIONI

Con l’adozione del patto europeo per la gioventù si contribuito allo sviluppo della cittadinanza attiva dei giovani mediante l’OMC in campo giovanile, tenendo conto delle loro preoccupazioni nel quadro delle politiche a sostegno del partenariato di Lisbona per la crescita e l’occupazione. Per la prima volta l’Unione europea dispone di una strategia politica veramente integrata per i giovani. Per tradurre in pratica questo indirizzo di razionalizzazione:

- A livello nazionale gli Stati membri, consultandosi con i giovani, devono mettere a punto provvedimenti per il patto nel quadro dei programmi nazionali di riforme di Lisbona.

- A livello europeo la Commissione, conformemente al futuro programma comunitario di Lisbona, intende intraprendere azioni nei campi definiti nella presente comunicazione.

- La Commissione ritiene che le priorità dell’OMC in materia di gioventù debbano essere confermate e rafforzate.

- La Commissione intende continuare ad includere la dimensione giovanile in altre politiche pertinenti.

- Nei limiti delle prospettive finanziarie la Commissione sottolinea l’importanza dei programmi che favoriscono l’apprendimento permanente, la mobilità, l’imprenditorialità e la cittadinanza dei giovani.

- La consultazione e la partecipazione dei giovani e delle loro organizzazioni sono fondamentali per attuare tutte le misure contenute nella presente comunicazione.

La Commissione invita il Consiglio ad approvare queste conclusioni. Essa trasmette la presente comunicazione al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.

ANNEXES

Communication from the Commission to the Council Addressing the concerns of young people in Europe – implementing the European Youth Pact and promoting active citizenship

Annex 1

The European Youth Pact

Annex 2

Extracts from the Commission proposal for integrated guidelines 2005-2008 reflecting European Council action lines for the European Youth Pact

Annex 3

Common objectives in the framework of the open method of coordination in the youth field

Annex 4

Community programmes relevant to youth policy

ANNEX 1

European Youth Pact

(Annex 1 of Presidency Conclusions of the European Council, Brussels, 22 and 23.3.2005 (7619/05))

Against the background of Europe's ageing population, the European Council sees a need for young Europeans to benefit from a set of policies and measures forming a fully integrated part of the Lisbon Strategy. The Youth Pact aims to improve the education, training, mobility, vocational integration and social inclusion of young Europeans, while facilitating the reconciliation of working life and family life. The Pact should ensure the overall consistency of initiatives in these areas and provide the starting point for strong, ongoing mobilisation on behalf of young people. Its success depends on the involvement of all parties concerned, first and foremost national, regional and local youth organisations as well as the European Youth Forum, regional and local authorities and the social partners.

The European Council calls on the Union and Member States, each within the limits of its own powers and in particular under the European employment strategy and under the social inclusion strategy, to draw upon the following lines of action:

Employment, integration and social advancement

- specifically monitoring policies for the sustained integration of young people into the labour market, in the context of the mutual learning programme on employment;

- endeavouring to increase employment of young people;

- giving priority under national social inclusion policy to improving the situation of the most vulnerable young people, particularly those in poverty, and to initiatives to prevent educational failure;

- inviting employers and businesses to display social responsibility in the area of vocational integration of young people;

- encouraging young people to develop entrepreneurship and promoting the emergence of young entrepreneurs.

Education, training and mobility

- ensuring that knowledge matches the needs of a knowledge-based economy and, to this end, encouraging the development of a common set of core skills; in this context, concentrating primarily on the problem of drop-outs from the school system;

- expanding the scope for students to undertake a period of study in another Member State;

- encouraging mobility of young people by removing obstacles for trainees, volunteers and workers and for their families; for researchers, stepping up ongoing initiatives under the Marie Curie programme;

- developing, between Member States, closer cooperation on transparency and comparability of occupational qualifications and recognition of non-formal and informal education.

Reconciliation of working life and family life

- promoting the reconciliation of working life and family life by sharing the responsibility between partners, particularly by expanding the child care network and developing innovative forms of work organisation;

- considering child-friendly policies, in the light of discussions on the Commission Green Paper on demographic change.

ANNEX 2

Extracts from the Commission proposal for integrated guidelines 2005-2008 reflecting European Council action lines for the European Youth Pact

(From Commission Communication on the Integrated Guidelines for Growth and Jobs(2005-2008), COM(2005) 141, 12.4.2005)

Microeconomic reforms

Guideline - Promote a more entrepreneurial culture & create a supportive environment for SMEs

- Member States should reinforce entrepreneurship education and training

Guideline – Increase and improve investment in R&D

- Member States should further develop the mix of measures to foster business R&D through, amongst others, ensuring a sufficient supply of qualified researchers by attracting more students into scientific, technical and engineering disciplines and enhancing the career development and the transnational and intersectoral mobility of researchers

Employment guidelines

1 Attract and retain more people in employment and modernise social protection systems

Guideline – Promote a lifecycle approach to work

- Renewed endeavour to build employment pathways for young people

- Reduce youth employment

- Eliminate gender gaps in employment, unemployment and pay

- Better reconciliation between work and private life

- Provision of childcare facilities

Guideline - Ensure inclusive labour markets for job-seekers and disadvantaged people

- Early identification of needs

- Job search assistance, guidance and training as part of personalised action plans

- Provision of social services necessary to support labour market inclusion of disadvantaged people

Guideline - Improve matching of labour market needs through

- Modernisation and strengthening of labour market institutions, notably of employment services

- Greater transparency of employment and training opportunities at national and European level to facilitate mobility across Europe

2. Improve adaptability of workers and enterprises and the flexibility of labour markets

Guideline – Ensure employment-friendly wage and other labour cost developments

- Reviewing the structure and level of non-wage labour costs and their impact on employment, especially for the low-paid and those entering for the first time the labour market

3. Increase investment in human capital through better education and skills

Guideline - Expand and improve investment in human capital

- Significantly reduce the number of pupils leaving school early

- Increased access to initial vocational, secondary and higher education including apprenticeships and entrepreneurship training

Guideline - Adapt education and training systems in response to new competence requirements

- Better identification of occupational needs and key competences, and anticipation of future skill requirements

- Broadening the supply of education and training tools

- Developing frameworks to support the transparency of qualifications, their effective recognition and the validation of non-formal and informal learning

- Ensuring the attractiveness, openness and high quality standards of education and training systems

ANNEX 3

14 OBJECTIVES FOR YOUTH COMMITMENT

(From Council Resolutions of 25.11.2003 and 15.11.2004)

Participation[20]

To develop participation by young people, by introducing and supporting action to encourage them to exercise their citizenship actively and by enhancing their effective participation in democratic life:

1. Increase the participation by young people in the civic life of their community

2. Increase participation by young people in the system of representative democracy

3. Greater support for various forms of learning to participate

Information[21]

To develop information for young people, by improving access for young people to information in order to increase their participation in public life and facilitate the realisation of their potential as active, responsible citizens:

4. Improve access for young people to information services

5. Increase provision of quality information

6. Increase participation by young people in youth information, for example, in the preparation and dissemination of information

Voluntary activities of young people[22]

With a view to enhancing active citizenship and solidarity of young people, voluntary activities should be developed, facilitated, promoted and recognised at all levels:

7. Encourage the development of voluntary activities of young people with the aim of enhancing awareness of the existing possibilities, enlarging their scope and improving their quality

8. Make it easier for young people to carry out voluntary activities by removing existing obstacles

9. Promote voluntary activities with a view to reinforcing young people’s solidarity and engagement as responsible citizens

10. Recognise voluntary activities of young people with a view to acknowledging the value of their personal skills thus acquired and their engagement for society and the role that voluntary activities play in terms of facilitating the transition from education to work and adult life

Greater understanding and knowledge of youth[23]

For timely, efficient and sustainable policy making, it is important to encourage the development of a coherent, relevant and qualitative knowledge area in the youth field in Europe and to anticipate future needs, through exchange, dialogue and networks:

11. Identify – including at local and regional level – existing knowledge in priority areas of the youth field namely, participation, information and voluntary activities and implement measures to supplement, update and facilitate access to it

12. In a second stage identify – including at local and regional level – existing knowledge in further priority areas of interest to the youth field such as autonomy, non-formal learning, the fight against discrimination, education & training, employment, entrepreneurship, creativity, transition from education to employment, social inclusion and health, and implement measures to supplement, update and facilitate access to it

13. Ensure quality, comparability and relevance of knowledge in the youth field by using appropriate methods and tools

14. Facilitate and promote exchange, dialogue and networks to ensure visibility of knowledge in the youth field and anticipate future needs.

ANNEX 4

COMMUNITY PROGRAMMES RELEVANT TO YOUTH POLICY

- The European Social Fund supports projects targeting young people, in the areas of employment, training and social inclusion.

- The community programmes financed by the European Regional Development Fund cover fields of development in which projects intended for young people can be supported, for example, education and training, university research, entrepreneurship, health, culture, urban regeneration.

- Under the Rural Development Regulation (EC) N° 1257/1999 young farmers can benefit from several measures : support for the initial setting-up of their business, increased aid rates for further investments in their agricultural holdings and the acquisition of the necessary skills and know-how through the training measure. These tools are also included in the proposal for a Council regulation on rural development for the next programming period COM (2004) 490 final.

- The Youth and proposed Youth in Action programme will contribute both to the Pact, in particular regarding mobility, non-formal learning and youth entrepreneurship, and to the active citizenship of young people.

- The Integrated Lifelong Learning Programme has set ambitious new targets for participation in European education and training programmes (Comenius, Erasmus, Leonardo da Vinci), and thus is a major instrument for implementing the Pact.

- The Citizens in Europe programme will give citizens, including young people, the opportunity to interact and experience cultural diversity, forging a European identity, and improving mutual understanding.

- The Competitiveness and Innovation Framework Programme will promote youth entrepreneurship.

- The Marie Curie Programme and the underlying integrated policy to make European more attractive to researchers support initiatives for training, mobility and career development of researchers, including at the early stage of their careers, and encourage interest among young people in science and technology as well as in a career in research.

- The European Science Education Initiative seeks to stimulate young people’s interest in science at the primary and secondary level by helping teachers to access and use best practice, science demonstrations and learning objects.

- The Commission supports activities specifically aimed at the inclusion of disadvantaged groups – including young people with a handicap, different ethnic groups, young women, and young people from disadvantaged or outlying and remote regions – in the processes that lead to careers in science.

- The revised Sustainable Development Strategy will pay attention to education for sustainable development.

[1] Allegato 1 alle conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo, Bruxelles, 22-23.3.2005 (7619/05).

[2] COM(2001) 681.

[3] GU C 168 del 13.7.2002.

[4] COM(2005) 94.

[5] Proiezioni demografiche Eurostat 2004, variante di base.

[6] COM(2005) 33.

[7] COM(2005) 94.

[8] Ibidem

[9] COM(2005) 12.

[10] COM(2005) 141.

[11] Direttiva 2000/78/CE del 27.11.2004, GU L303 del 2.12.2000.

[12] COM(2005)33.

[13] Risoluzione del Consiglio 9601/04 del 28.5.2004.

[14] Contributo di ETUC, CEEP, UNICE/UEAPME del 22 marzo 2005

[15] COM(2004) 21.

[16] GU L 215 del 9.8.2001.

[17] GU C 295 del 5.12.2003.

Risoluzioni del Consiglio 13996/04 e 13997/04 del 15.11.2004.

[18] COM(2004)694.

[19] Campagna quinquennale d’informazione paneuropea sostenuta dal programma d’azione della Commissione per combattere le discriminazioni (www.stop-discrimination.info).

[20] Council Resolution of 25.11.2003 on common objectives for participation by and information for young people (OJ C 295, 5.12.2003).

[21] Ditto.

[22] Council Resolution of 15.11.2004 on common objectives for voluntary activities for young people (13996/04 JEUN 89).

[23] Council Resolution of 15.11.2004 on common objectives for a greater understanding and knowledge of youth (13997/04 JEUN 90).

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