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Document 61973CJ0146

Sentenza della Corte del 12 febbraio 1974.
Rheinmühlen-Düsseldorf contro Einfuhr- und Vorratsstelle für Getreide und Futtermittel.
Domanda di pronuncia pregiudiziale: Hessisches Finanzgericht - Germania.
Differenztheorie.
Causa 146-73.

Raccolta della Giurisprudenza 1974 -00139

ECLI identifier: ECLI:EU:C:1974:12

61973J0146

SENTENZA DELLA CORTE DEL 12 FEBBRAIO 1974. - RHEINMUEHLEN-DUESSELDORF CONTRO EINFUHR- UND VORRATSSTELLE FUER GETREIDE UND FUTTERMITTEL. - (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DALLO HESSISCHES FINANZGERICHT). - CAUSA 146/73.

raccolta della giurisprudenza 1974 pagina 00139
edizione speciale greca pagina 00085
edizione speciale portoghese pagina 00085


Massima
Parti
Oggetto della causa
Motivazione della sentenza
Decisione relativa alle spese
Dispositivo

Parole chiave


++++

1 . QUESTIONI PREGIUDIZIALI - RINVIO ALLA CORTE - POTERI DEI GIUDICI NAZIONALI - AMPIEZZA

( TRATTATO CEE, ART . 177 )

2 . AGRICOLTURA - ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI - CEREALI - ESPORTAZIONE - DOCUMENTI - PAESE DI DESTINAZIONE - INDICAZIONI ERRONEE - RESTITUZIONE - IMPORTO - LIMITI OBBLIGATORI - COMPETENZA DEGLI STATI MEMBRI

( REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 19, ART . 20, N . 2 )

Massima


1 . IL FATTO CHE UNA NORMA DI DIRITTO INTERNO VINCOLI IL GIUDICE DI GRADO INFERIORE ALLE VALUTAZIONI GIURIDICHE ESPRESSE DA UN GIUDICE DI GRADO SUPERIORE NON PUO', DI PER SE, PRIVARE IL PRIMO DELLA FACOLTA, CONFERITAGLI DALL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, DI RINVIARE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE .

TRATTANDOSI DI UN GIUDICE CHE NON E DI ULTIMA ISTANZA, L' ART . 177 NON ESCLUDE, TUTTAVIA, CHE I RELATIVI PROVVEDIMENTI DI RINVIO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA SIANO SOGGETTI AI NORMALI MEZZI D' IMPUGNAZIONE PREDISPOSTI DAL DIRITTO INTERNO .

PER CHIAREZZA, E PER GARANTIRE LA CERTEZZA DEL DIRITTO, LA CORTE DI GIUSTIZIA DEVE COMUNQUE ATTENERSI AL PROVVEDIMENTO DI RINVIO, CHE PRODURRA I SUOI EFFETTI FINCHE NON SARA STATO REVOCATO .

2 . QUALORA IL PAESE DI DESTINAZIONE DELLA MERCE NON RISPONDESSE ALLE INDICAZIONI CONTENUTE NEI DOCUMENTI REDATTI PER L' ESPORTAZIONE :

A ) L' ART . 20, N . 2, DEL REGOLAMENTO N . 19/62 IMPONEVA ALLE AUTORITA NAZIONALI DI RIDURRE LE RESTITUZIONI ATTRIBUITE, IN MODO DA NON SUPERARE I LIMITI MASSIMI STABILITI PER IL PAESE IN CUI LA MERCE ERA STATA REALMENTE ESPORTATA;

B ) FATTO SALVO QUEST' OBBLIGO, SPETTAVA ALLE SUDDETTE AUTORITA DI DECIDERE, IN CONFORMITA AL PROPRIO DIRITTO INTERNO, SULLE ULTERIORI CONSEGUENZE .

Parti


NEL PROCEDIMENTO 146-73,

AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE, A NORMA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, DAL FINANZGERICHT DELL' ASSIA, VII SEZIONE, NELLA CAUSA DINANZI AD ESSO PENDENTE TRA

RHEINMUEHLEN-DUESSELDORF, CON SEDE IN DUESSELDORF-HOLTHAUSEN,

E

EINFUHR - UND VORRATSSTELLE FUER GETREIDE UND FUTTERMITTEL, FRANCOFORTE SUL MENO,

Oggetto della causa


DOMANDA VERTENTE SULL' INTERPRETAZIONE DELL' ART . 177, N . 2, DEL TRATTATO CEE NONCHE DEL COMBINATO DISPOSTO DEGLI ARTT . 19, N . 2, E 20, N . 2, DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 4 APRILE 1962, N . 19 ( GU 1962, PAG . 933 E SEGG .), E DEGLI ARTT . 14 E 15 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 21 OTTOBRE 1964, N . 141 ( GU 1964, PAG . 2666 ),

Motivazione della sentenza


1 CON ORDINANZA 7 MAGGIO 1973, PERVENUTA IN CANCELLERIA IL 20 GIUGNO 1973, IL FINANZGERICHT DELL' ASSIA HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE, A NORMA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, TRE QUESTIONI VERTENTI SULL' INTERPRETAZIONE DELLO STESSO ART . 177 E SU QUELLA DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO CEE N . 19/62 ( GU 1962, PAG . 933 ).

SULLA PRIMA QUESTIONE

2 CON LA PRIMA QUESTIONE SI CHIEDE SE IL GIUDICE CHE NON SIA DI ULTIMA ISTANZA POSSA EFFETTUARE IL RINVIO PREGIUDIZIALE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA SOLO QUALORA SI OCCUPI DELLA CAUSA PER LA PRIMA VOLTA, OVVERO ANCHE QUALORA DEBBA STATUIRE SU RINVIO, DOPO L' ANNULLAMENTO DI UNA PRECEDENTE SENTENZA .

3 LA PRESENTE QUESTIONE E SOSTANZIALMENTE IDENTICA A QUELLA CHE E STATA SOTTOPOSTA IN VIA PREGIUDIZIALE A QUESTA CORTE DAL BUNDESFINANZHOF, NELLA STESSA CAUSA PRINCIPALE, ED HA COSTITUITO OGGETTO DELLA SENTENZA 16 GENNAIO 1974 ( 166-73 ), ALLA QUALE SI RIMANDA IN PROPOSITO .

SECONDO DETTA GIURISPRUDENZA, IL FATTO CHE UNA NORMA DI DIRITTO INTERNO VINCOLI IL GIUDICE DI GRADO INFERIORE ALLE VALUTAZIONI GIURIDICHE ESPRESSE DA UN GIUDICE DI GRADO SUPERIORE NON PUO' DI PER SE PRIVARE IL PRIMO DELLA FACOLTA, CONFERITAGLI DALL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, DI RINVIARE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE . TRATTANDOSI DI UN GIUDICE CHE NON E DI ULTIMA ISTANZA, L' ART . 177 NON ESCLUDE, TUTTAVIA, CHE I RELATIVI PROVVEDIMENTI DI RINVIO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA SIANO SOGGETTI AI NORMALI PREZZI D' IMPUGNAZIONE PREDISPOSTI DAL DIRITTO INTERNO . PER CHIAREZZA, E PER GARANTIRE LA CERTEZZA DEL DIRITTO, LA CORTE DI GIUSTIZIA DEVE COMUNQUE ATTENERSI AL PROVVEDIMENTO DI RINVIO, CHE PRODURRA I SUOI EFFETTI FINCHE NON SARA STATO REVOCATO .

SULLA SECONDA E SULLA TERZA QUESTIONE

4 CON LA SECONDA QUESTIONE SI CHIEDE SE GLI ARTT . 19, N . 2, E 20, N . 2, DEL REGOLAMENTO N . 19/62, IN RELAZIONE AGLI ARTT . 14 E 15 DEL REGOLAMENTO N . 141/64 ( GU 1964, PAG . 2666 ) VADANO INTERPRETATI NEL SENSO CHE L' ESPORTATORE IL QUALE HA CHIESTO E OTTENUTO LA RESTITUZIONE " PAESI TERZI " PER L' ESPORTAZIONE DI ORZO PERLATO IN UN DETERMINATO PAESE TERZO HA DIRITTO ALMENO ALLA RESTITUZIONE " PAESI MEMBRI ", QUALORA DA UN SUCCESSIVO CONTROLLO RISULTI CHE LA MERCE E STATA INVECE ESPORTATA IN UN PAESE MEMBRO, OVVERO CHE IN TAL CASO EGLI NON HA DIRITTO AD ALCUNA RESTITUZIONE .

5 CON LA TERZA QUESTIONE SI CHIEDE SE L' ART . 20, N . 2, DEL REGOLAMENTO CEE N . 19/62, IN RELAZIONE ALL' ART . 15 DEL REGOLAMENTO N . 141/64, VADA INTERPRETATO NEL SENSO CHE L' ESPORTATORE HA DIRITTO ALLA RESTITUZIONE " PAESI TERZI " SOLO QUALORA ESPORTI LE MERCI NEL PAESE DICHIARATO, OVVERO CHE E SUFFICIENTE CHE LE MERCI SIANO GIUNTE IN UN QUALSIASI PAESE TERZO .

6 IN FORZA DEL COMBINATO DISPOSTO DEL REGOLAMENTO N . 19/62 E DEGLI ATTI EMANATI PER LA SUA ATTUAZIONE - IN PARTICOLARE I REGOLAMENTI DEL CONSIGLIO N . 55/62 ( GU 1962, PAG . 1583 ) E N . 141/64 ( GU 1964, PAG . 2666 ) - AGLI STATI MEMBRI VENIVA ATTRIBUITA LA FACOLTA DI CONCEDERE O MENO LE RESTITUZIONI PER LE ESPORTAZIONI DEI PRODOTTI AGRICOLI .

CIONONDIMENO, GLI STATI MEMBRI, NEL FISSARE LE CONDIZIONI PER LA CONCESSIONE DI TALI RESTITUZIONI ED IL LORO IMPORTO, ERANO TENUTI A RISPETTARE I LIMITI MASSIMI STABILITI DALLA COMUNITA, COME PURE LE NORME NECESSARIE PER L' ATTUAZIONE DEL SISTEMA GENERALE CONTEMPLATO DAL REGOLAMENTO N . 19/62 . PER CONTRO, ESSI AVEVANO LA FACOLTA DI SERVIRSI, FRA L' ALTRO IN MATERIA DI ESPORTAZIONI NEI PAESI TERZI, DI CRITERI PIU RESTRITTIVI DI QUELLI CONTEMPLATI DAI REGOLAMENTI COMUNITARI .

7 GLI STATI MEMBRI, NELL' AMBITO DELLA FACOLTA LORO RICONOSCIUTA DI CONCEDERE RESTITUZIONI ALL' ESPORTAZIONE, ERANO QUINDI TENUTI A PRENDERE IN CONSIDERAZIONE IL PAESE DI DESTINAZIONE, VALE A DIRE LA QUESTIONE DEL SE SI TRATTASSE DI UN PAESE TERZO O DI UNO STATO MEMBRO DELLA COMUNITA .

DI CONSEGUENZA, NELL' IPOTESI IN CUI IL PAESE DI DESTINAZIONE NON FOSSE UN PAESE TERZO, MA UN ALTRO STATO MEMBRO, LE AUTORITA NAZIONALI ERANO QUANTO MENO TENUTE A RIDURRE L' IMPORTO DELLA RESTITUZIONE, IN MODO DA EVITARE CH' ESSO SUPERASSE IL LIMITE STABILITO PER L' ESPORTAZIONE NELLO STATO MEMBRO IN CUI LA MERCE ERA STATA REALMENTE ESPORTATA .

LA SITUAZIONE ERA ANALOGA, NEL CASO IN CUI IL PAESE DI DESTINAZIONE FOSSE UN PAESE TERZO DIVERSO DA QUELLO INDICATO NEI DOCUMENTI RELATIVI ALLA RESTITUZIONE .

FATTO SALVO QUEST' OBBLIGO, SPETTAVA ALLE AUTORITA DEGLI STATI MEMBRI DI DECIDERE, IN CONFORMITA AL PROPRIO DIRITTO INTERNO, SULLE ULTERIORI CONSEGUENZE DI UN FATTO DEL GENERE .

8 SI DEVE QUINDI CONCLUDERE CHE, NELL' IPOTESI IN CUI IL PAESE DI DESTINAZIONE DELLA MERCE NON RISPONDESSE ALLE INDICAZIONI CONTENUTE NEI DOCUMENTI REDATTI PER L' ESPORTAZIONE :

A ) L' ART . 20, N . 2, DEL REGOLAMENTO N . 19/62 IMPONEVA ALLE AUTORITA NAZIONALI DI RIDURRE LE RESTITUZIONI ATTRIBUITE, IN MODO DA NON SUPERARE I LIMITI MASSIMI STABILITI PER IL PAESE IN CUI LA MERCE ERA STATA REALMENTE ESPORTATA;

B ) FATTO SALVO QUEST' OBBLIGO, SPETTAVA ALLE SUDDETTE AUTORITA DI DECIDERE, IN CONFORMITA AL PROPRIO DIRITTO INTERNO, SULLE ULTERIORI CONSEGUENZE .

Decisione relativa alle spese


9 LE SPESE SOSTENUTE DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, CHE HA SOTTOPOSTO OSSERVAZIONI ALLA CORTE, NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI, IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO NEL CORSO DELLA CAUSA PENDENTE DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE, CUI SPETTA QUINDI DI PRONUNCIARSI SULLE SPESE .

Dispositivo


LA CORTE,

PRONUNZIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DAL FINANZGERICHT DELL' ASSIA CON ORDINANZA 7 MAGGIO 1973, AFFERMA PER DIRITTO :

1 ) IL FATTO CHE UNA NORMA DI DIRITTO INTERNO VINCOLI IL GIUDICE DI GRADO INFERIORE ALLE VALUTAZIONI GIURIDICHE ESPRESSE DA UN GIUDICE DI GRADO SUPERIORE NON PUO', DI PER SE, PRIVARE IL PRIMO DELLA FACOLTA, CONFERITAGLI DALL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, DI RINVIARE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE .

2 ) QUALORA IL PAESE DI DESTINAZIONE DELLA MERCE NON RISPONDESSE ALLE INDICAZIONI CONTENUTE NEI DOCUMENTI REDATTI PER L' ESPORTAZIONE :

A ) L' ART . 20, N . 2, DEL REGOLAMENTO N . 19/62 IMPONEVA ALLE AUTORITA NAZIONALI DI RIDURRE LE RESTITUZIONI ATTRIBUITE, IN MODO DA NON SUPERARE I LIMITI MASSIMI STABILITI PER IL PAESE IN CUI LA MERCE ERA STATA REALMENTE ESPORTATA;

B ) FATTO SALVO QUEST' OBBLIGO, SPETTAVA ALLE SUDDETTE AUTORITA DI DECIDERE, IN CONFORMITA AL PROPRIO DIRITTO INTERNO, SULLE ULTERIORI CONSEGUENZE .

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