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Document 41998D0026

Acquis di Schengen - Decisione del Comitato esecutivo del 16 settembre 1998 riguardante l'istituzione della Commissione permanente della Convenzione di Schengen (SCH/Com-ex (98) 26 def.)

OJ L 239, 22.9.2000, p. 138–143 (ES, DA, DE, EL, EN, FR, IT, NL, PT, FI, SV)
Special edition in Czech: Chapter 19 Volume 002 P. 122 - 127
Special edition in Estonian: Chapter 19 Volume 002 P. 122 - 127
Special edition in Latvian: Chapter 19 Volume 002 P. 122 - 127
Special edition in Lithuanian: Chapter 19 Volume 002 P. 122 - 127
Special edition in Hungarian Chapter 19 Volume 002 P. 122 - 127
Special edition in Maltese: Chapter 19 Volume 002 P. 122 - 127
Special edition in Polish: Chapter 19 Volume 002 P. 122 - 127
Special edition in Slovak: Chapter 19 Volume 002 P. 122 - 127
Special edition in Slovene: Chapter 19 Volume 002 P. 122 - 127
Special edition in Bulgarian: Chapter 19 Volume 002 P. 8 - 13
Special edition in Romanian: Chapter 19 Volume 002 P. 8 - 13
Special edition in Croatian: Chapter 19 Volume 009 P. 116 -

No longer in force, Date of end of validity: 25/11/2013; abrogato da 32013R1053

ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/1998/26(3)/oj

41998D0026

Acquis di Schengen - Decisione del Comitato esecutivo del 16 settembre 1998 riguardante l'istituzione della Commissione permanente della Convenzione di Schengen (SCH/Com-ex (98) 26 def.)

Gazzetta ufficiale n. L 239 del 22/09/2000 pag. 0138 - 0143


DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 16 settembre 1998

riguardante l'istituzione della Commissione permanente della Convenzione di Schengen

(SCH/Com-ex (98) 26 def.)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

visto l'articolo 7 di tale Convenzione,

vista la dichiarazione comune relativa all'articolo 139 di cui all'atto finale allegato alla Convenzione,

considerando che l'iniziativa di creare la Commissione permanente si colloca in una volontà di complementarità rispetto agli strumenti esistenti in seno all'Unione europea,

tenuto conto del rispetto del principio della sovranità nazionale,

considerando che tale Commissione dovrà, se del caso, essere adattata in tempo utile tenendo conto del quadro funzionale dell'Unione europea,

DECIDE:

La creazione di una Commissione permanente di valutazione e di applicazione di Schengen (in seguito denominata Commissione permanente) incaricata, sotto la tutela del Comitato esecutivo, da un lato, di constatare che tutte le condizioni richieste per la messa in applicazione della Convenzione in uno Stato candidato a tale messa in applicazione sono adempiute e, dall'altro, di vigilare sulla corretta applicazione dell'acquis di Schengen da parte degli Stati che applicano già la Convenzione, in particolare individuando i problemi e proponendo soluzioni.

Solo la Commissione permanente è competente per la stesura delle relazioni volte a valutare la preparazione degli Stati candidati alla messa in applicazione di Schengen e a verificare l'adempimento di tutte le condizioni richieste ai fini dell'applicazione pratica della Convenzione e della soppressione dei controlli alle frontiere interne.

Il secondo compito della Commissione permanente è quello di creare le basi affinché il Comitato esecutivo possa vigilare sulla corretta applicazione della Convenzione da parte degli Stati che l'hanno già messa in applicazione, in particolare assicurando il follow-up delle raccomandazioni delle commissioni di visita alle frontiere esterne, assicurando il follow-up delle carenze menzionate nella relazione annuale sulle frontiere esterne, interessandosi maggiormente agli sforzi da prodigare congiuntamente per migliorare la qualità dei controlli alle frontiere esterne, ma anche vigilando sull'ottimizzazione dell'applicazione della Convenzione in materia di cooperazione di polizia, giudiziaria e di SIS. La Commissione permanente cercherà soluzioni ai problemi rilevati e avanzerà delle proposte ai fini di un'applicazione soddisfacente ed ottimale della Convenzione. Il controllo della corretta applicazione della Convenzione di Schengen rimane sotto la responsabilità esclusiva degli Stati membri. La Commissione permanente dovrà quindi limitarsi ad effettuare le verifiche definite nel seguente mandato.

Questi due compiti giustificano il conferimento alla Commissione permanente di due mandati diversi:

1) preparare le relazioni che dovranno servire a constatare l'adempimento di tutte le condizioni di applicazione della Convenzione di Schengen in uno Stato candidato alla messa in applicazione. In tal caso, sarà denominata Commissione di valutazione e sarà incaricata di valutare il livello di preparazione di tali Stati;

2) creare le basi affinché il Comitato esecutivo possa vigilare sulla corretta applicazione della Convenzione negli Stati che applicano già la Convenzione al fine di ottimizzare tale applicazione e la cooperazione tra partner Schengen. Si tratta innanzi tutto di cercare la soluzione di problemi rilevati dal momento della messa in applicazione e di formulare proposte volte ad ottimizzare i controlli in conformità degli obiettivi perseguiti e dello spirito della Convenzione. In tal caso, sarà denominata Commissione di applicazione.

I. COMMISSIONE DI VALUTAZIONE PER GLI STATI CANDIDATI ALLA MESSA IN APPLICAZIONE

1. COMPITI DELLA COMMISSIONE DI VALUTAZIONE

Nell'ambito del suo compito di valutazione, la Commissione permanente dovrà stendere, ogni volta che uno Stato è candidato alla messa in applicazione, una relazione che determina l'elenco dei criteri che gli Stati candidati sono tenuti ad adempiere. Si tratta di fissare con precisione il livello da conseguire in tutti i settori coperti dalla Convenzione. Una volta approvati tali criteri in seno al Comitato esecutivo, la Commissione permanente dovrà valutare se lo Stato candidato alla messa in applicazione adempie i criteri e ha raggiunto il livello fissato.

Per ciascuno dei settori di competenza della Commissione, quest'ultima potrà incaricare un gruppo di esperti competenti di elaborare una relazione riguardante il proprio specifico settore. Le relazioni verteranno sia sugli aspetti qualitativi, quantitativi, operativi, amministrativi che organizzativi e dovranno constatare le carenze o i punti deboli e proporre soluzioni.

2. SETTORI DI COMPETENZA

La Commissione dovrà stendere una relazione circostanziata ed esaustiva e valutare il livello di preparazione degli Stati candidati alla messa in applicazione in tutti i settori contemplati dalla decisione SCH/Com-ex (93) 10 del 14 dicembre 1993, nonché vigilare sull'osservanza di tutte le condizioni necessarie all'applicazione dell'acquis di Schengen. La valutazione verterà in particolare sulle seguenti materie:

- controllo alle frontiere esterne, in particolare l'applicazione del Manuale comune;

- sorveglianza delle frontiere esterne terrestri e marittime;

- visti, in particolare l'applicazione dell'Istruzione consolare comune;

- condizioni di circolazione degli stranieri, compresa la lotta contro l'immigrazione illegale ed il soggiorno irregolare;

- titoli di soggiorno e segnalazioni ai fini della non ammissione;

- cooperazione di polizia;

- assistenza giudiziaria in materia penale, compreso in materia di estradizione;

- stupefacenti;

- SIS, in particolare l'applicazione del Manuale SIRENE;

- protezione dei dati di natura personale;

- politica in materia di allontanamento e di riammissione;

- regime di circolazione negli aeroporti.

La Commissione permanente trarrà spunto, da un lato, in particolare dai seguenti compiti nei settori frontiere esterne, cooperazione di polizia, SIS e visti; dall'altro, la Commissione permanente definirà una lista dei compiti che gli esperti dovranno assolvere negli altri settori:

a) Il controllo delle frontiere esterne e dei flussi migratori, comprese, tra l'altro, la cooperazione bilaterale e multilaterale con i paesi terzi e la questione della riammissione

Tenuto conto delle caratteristiche geografiche locali e in funzione del tipo di frontiera esterna dello Stato Schengen da visitare gli esperti potranno:

- visitare tutte le frontiere marittime esterne al fine d'informarsi sul posto sull'efficacia delle misure di sorveglianza adottate sia in mare che sulla terraferma, in particolare durante le ore notturne. Nei porti importanti assisteranno all'esecuzione del controllo del trasporto delle persone e delle merci;

- osservare le misure di controllo attuate alle frontiere terrestri allo scopo di verificarne l'efficacia sia di giorno che di notte. Essi dovranno informarsi, incontrando tra l'altro le autorità di controllo, sulla lotta all'immigrazione clandestina;

- visitare tutti gli aeroporti per verificarvi le modalità di attuazione delle disposizioni Schengen;

- visitare inoltre i servizi centrali incaricati del controllo delle frontiere esterne e dell'immigrazione ed esaminare l'organizzazione amministrativa ed il coordinamento tra il livello nazionale e quello locale;

- informarsi, in occasione della loro visita ai valichi di frontiera ed alle autorità centrali, sulla prassi seguita in materia di rilascio di visti in frontiera;

- accertarsi, in occasione della loro visita ai valichi di frontiera ed alle autorità centrali, della capacità di implementare il SIS;

- valutare le modalità di esecuzione dei controlli alle frontiere esterne, ai valichi e negli spazi tra i valichi;

- valutare i mezzi tecnici disponibili alle frontiere esterne, in particolare in materia di lotta contro i falsi documentali;

- valutare la sorveglianza delle frontiere terrestri e marittime;

- verificare l'adeguatezza del numero degli agenti rispetto alle specificità delle frontiere visitate, nonché il livello di formazione degli stessi, in particolare nel settore dei falsi documentali;

- verificare le misure adottate alle frontiere esterne visitate ai fini della lotta contro l'immigrazione illegale e, più in generale, contro la criminalità;

- verificare le misure prese nei confronti delle persone respinte alla frontiera o in situazione irregolare;

- verificare i mezzi impiegati in materia di lotta contro le reti d'immigrazione irregolare;

- esaminare la cooperazione con lo Stato o gli Stati limitrofi.

Obiettivo della visita è quello di accertarsi sul posto dell'efficacia delle misure di sorveglianza e della loro conformità allo standard di controllo Schengen quale definito nella Convenzione di Schengen, nel Manuale comune e nelle pertinenti decisioni del Comitato esecutivo.

b) La cooperazione alle frontiere comuni con gli Stati che applicano già la Convenzione, principalmente a livello della cooperazione di polizia e giudiziaria, in particolare la conclusione di accordi bilaterali e l'invio di funzionari di collegamento

In tale contesto, la Commissione permanente è incaricata di verificare:

- l'efficacia della cooperazione giornaliera nelle regioni di frontiera comuni, in applicazione della Convenzione e degli accordi bilaterali;

- la capacità e la volontà di attuare e di sviluppare, in applicazione della Convenzione e degli accordi bilaterali, operazioni transfrontaliere congiunte;

- la capacità e la volontà di attuare e di sviluppare la cooperazione con i funzionari di collegamento;

- l'efficacia della cooperazione con gli Stati limitrofi alle frontiere esterne dello spazio Schengen nella lotta alla criminalità, in particolare nella lotta alle reti d'immigrazione clandestina;

- l'accesso degli agenti di polizia ai dati informatici e la loro formazione in generale;

- l'efficacia delle strutture di cooperazione alle frontiere;

- la cooperazione diretta e le relazioni tra i servizi dello Stato candidato e gli Stati Schengen;

- il livello dei mezzi e dell'organico che concorrono alla sicurezza della zona transfrontaliera.

c) Il SIS, i SIRENE, la protezione degli impianti e dei dati a carattere personale

In tale contesto, la Commissione è incaricata di verificare:

Aspetti tecnici

- Gli aspetti qualitativi, quantitativi, operativi, organizzativi e tecnici dei futuri N.SIS;

- la soluzione tecnica e le procedure scelte per trasferire l'informazione dai sistemi informativi nazionali all'N.SIS (alimentazione del SIS dai sistemi nazionali);

- la soluzione tecnica scelta al fine di mettere i dati SIS a disposizione degli utenti sul campo e assicurare la sincronizzazione dei dati con il C.SIS;

- la dotazione tecnica degli N.SIS.

Aspetti riguardanti i dati ed il loro utilizzo

- L'importanza numerica dei dati che lo Stato è pronto ad integrare nel SIS;

- la qualità dei dati da inserire (compilazione delle rubriche);

- l'ubicazione dei terminali, il loro numero e il loro stato di funzionamento (accesso ai dati SIS da parte degli utenti finali);

- la formazione degli agenti dei servizi chiamati ad utilizzare i dati contenuti nel SIS;

- le procedure interne e le istruzioni messe in atto per effettuare le segnalazioni e da applicare in caso di risposte positive;

- l'utilizzo delle varie possibilità di segnalazione;

- la capacità operativa degli uffici SIRENE (coordinamento tra servizi, termine di risposta).

Protezione degli impianti e dei dati

- Gli aspetti organizzativi e tecnici della protezione degli impianti e dei dati a carattere personale;

- le misure adottate per impedire l'accesso agli impianti e ai dati;

- le misure attuate per assicurare un trattamento diverso a seconda delle competenze dell'utente;

- le condizioni di cancellazione delle segnalazioni non più attuali.

d) Rilascio di visti

- Condizione generali di rilascio dei visti in confronto a quelle contemplate dall'Istruzione consolare comune;

- modalità di applicazione delle consultazioni preliminari al rilascio dei visti;

- modalità di consultazione del SIS prima del rilascio dei visti;

- modalità di approvvigionamento di vignette Schengen e condizioni di conservazione.

La Commissione permanente assicura il coordinamento di tali relazioni e la presentazione di una relazione globale al Comitato esecutivo.

II. COMMISSIONE DI APPLICAZIONE PER GLI STATI CHE APPLICANO GIÀ LA CONVENZIONE

1. COMPITI

La Commissione deve consentire di individuare gli eventuali problemi riscontrati alle frontiere esterne e le situazioni che non rispondono al livello stabilito in conformità dello spirito e degli obiettivi perseguiti dalla Convenzione. Deve consentire di segnalare allo Stato visitato e al Comitato esecutivo i problemi riscontrati, nonché proposte di soluzioni per un'applicazione soddisfacente ed ottimale della Convenzione. Circa i problemi riscontrati dal momento della messa in applicazione della Convenzione, alla Commissione spetterà formulare proposte tecniche volte a migliorare i controlli, la sicurezza e la mutua assistenza giudiziaria, compresa quella in materia di estradizione.

La Commissione dovrà inoltre verificare se le raccomandazioni e le osservazioni formulate dalle commissioni per le visite alle frontiere esterne hanno prodotto effetti e consentito di rimediare ai deficit di sicurezza eventualmente constatati. Alla Commissione spetterà peraltro assicurare il follow-up dei problemi rilevati nella relazione annuale sulla situazione alle frontiere esterne degli Stati che applicano la Convenzione.

La Commissione dovrà infine assolvere il suo compito in modo flessibile e obiettivo in collaborazione con le autorità competenti e nel rispetto delle regole giuridiche e deontologiche applicabili a livello nazionale e ciò nel quadro dell'obiettivo comune della ricerca di una maggiore sicurezza e della presa in considerazione degli interessi degli altri Stati che applicano la Convenzione.

2. SETTORI DI COMPETENZA

Per gli Stati che applicano già la Convenzione, la Commissione avrà una sfera di competenza più ampia rispetto a quella delle commissioni per le visite, pur rimanendo incentrata sulle questioni pratiche. I settori suscettibili di valutazione e che pertanto devono essere presi in considerazione coprono l'intero acquis di Schengen ed in particolare:

- il controllo e la sorveglianza delle frontiere esterne;

- la cooperazione di polizia nelle zone di frontiera degli Stati che applicano già la Convenzione;

- il Sistema d'informazione Schengen;

- le condizioni di rilascio dei visti Schengen (in particolare le modalità di consultazione preliminare dei partner in caso di nazionalità "sensibili");

- le misure volte a porre fine al soggiorno degli stranieri in situazione irregolare;

- la mutua assistenza giudiziaria in materia penale, compresa quella in materia di estradizione.

Andrebbero affrontati in via prioritaria i seguenti aspetti:

a) Il controllo e la sorveglianza delle frontiere esterne

- Modalità di esecuzione dei controlli alle frontiere esterne, ai valichi di frontiera e negli spazi tra i valichi;

- mezzi tecnici disponibili alle frontiere esterne, per quanto concerne in particolare la lotta ai falsi documentali;

- adeguatezza del numero di agenti rispetto alle specificità delle frontiere visitate;

- sorveglianza della frontiera esterna e controlli mediante pattuglie mobili, nonché sistemi e tecniche di sorveglianza fissi;

- formazione degli agenti, in particolare nel settore dei falsi documentali;

- misure adottate alle frontiere esterne visitate ai fini della lotta contro l'immigrazione illegale e, più in generale, contro la criminalità;

- misure adottate nei confronti delle persone respinte alla frontiera o in situazione irregolare;

- mezzi impiegati in materia di lotta contro le reti d'immigrazione irregolare;

- cooperazione con lo Stato o gli Stati limitrofi;

- organizzazione amministrativa del(i) servizio(i) incaricato(i) della lotta contro l'immigrazione illegale e coordinamento tra gli stessi a livello nazionale e locale;

- implemetazione del SIS nei posti di frontiera.

b) La cooperazione di polizia nelle zone di frontiera degli Stati che applicano già la Convenzione

- Esistenza di accordi bilaterali;

- esercizio del diritto di inseguimento e di osservazione;

- strutture di cooperazione alle frontiere;

- cooperazione diretta tra servizi;

- mezzi ed organico che concorrono alla sicurezza della zona transfrontaliera;

- cooperazione tramite i funzionari di collegamento.

c) Il Sistema d'informazione Schengen

- Alimentazione del SIS dai sistemi nazionali;

- dotazione tecnica degli N.SIS e degli uffici SIRENE;

- accessibilità dei dati SIS per gli utenti finali;

- condizioni di cancellazione delle segnalazioni non più attuali;

- utilizzo delle varie possibilità di segnalazione;

- capacità operativa degli uffici SIRENE: termine di risposta, ...

d) Le condizioni di rilascio dei visti Schengen

- Modalità di applicazione delle consultazioni preliminari al rilascio dei visti previste all'allegato 5B dell'Istruzione consolare comune;

- modalità di consultazione del SIS prima del rilascio dei visti Schengen;

- rilascio di VTL: quantità, cerchia di persone interessate, motivi;

- modalità di approvvigionamento di vignette Schengen e condizioni di conservazione.

III. PRINCIPI CHE DISCIPLINANO LA COMMISSIONE PERMANENTE

Composizione della Commissione permanente

La Commissione è permanente. Essa è composta di un rappresentante di alto livello per Stato firmatario della Convenzione o dell'Accordo di cooperazione. (Tale rappresentante di alto livello può essere accompagnato.) La Commissione si farà assistere dal segretariato nel quadro delle sue riunioni e dei suoi vari compiti.

La Commissione visiterà tutti i Paesi, secondo un ordine e una frequenza definiti dal Comitato esecutivo.

I membri permanenti hanno la possibilità, nell'esercizio delle loro attribuzioni, di fare appello agli Stati Schengen affinché questi mettano a loro disposizione, per missioni di durata limitata, esperti in ciascuno dei settori di competenza della Commissione, in particolare al fine di svolgere i lavori nei paesi secondo le modalità stabilite dai membri permanenti. Taluni compiti di perizia potranno essere comuni o specificamente incentrati su uno di questi settori. Ogni Stato ha il diritto, per ciascun settore di competenza, di designare un esperto incaricato di effettuare le missioni nel quadro della Commissione permanente. La Commissione permanente si adopererà tuttavia al fine di mantenere il numero dei membri delle delegazioni in una proporzione compatibile con le limitazioni tecniche di tali missioni.

In caso di visite simultanee effettuate da gruppi di esperti specializzati in ciascuno dei settori specifici, sarà organizzata una riunione di coordinamento tra tutti gli esperti prima del termine della visita.

Gli esperti dovranno possedere le qualifiche richieste; è auspicabile in generale assicurare una certa continuità nella loro designazione.

La Commissione europea parteciperà in qualità di osservatore ai lavori della Commissione permanente e alle attività dei gruppi di lavoro destinate a quest'ultima, al Gruppo centrale e al Comitato esecutivo.

Autorità di controllo comune

L'esecuzione dei compiti della Commissione permanente lascia impregiudicate le competenze dell'Autorità di controllo comune. La Commissione permanente è autorizzata a consultare l'Autorità di controllo comune nei settori di sua competenza.

Sedi da visitare

Le sedi da visitare e le informazioni da raccogliere sono selezionate caso per caso dalla Commissione permanente di concerto con i rispettivi gruppi di lavoro.

Regime linguistico

Il regime linguistico da adottare durante le visite verrà stabilito di volta in volta.

Agevolazione delle attività della Commissione

Le autorità dello Stato visitato si adopereranno affinché le loro autorità prestino la necessaria collaborazione ed assistenza al fine di consentire il corretto svolgimento delle attività della Commissione. Le informazioni utili alla visita riguardanti le sedi da visitare, nonché tutti i dati pertinenti, siano essi statistici, fattuali, analitici o di altra natura, dovranno essere messi a disposizione della Commissione dallo Stato da visitare (in una lingua delle lingue ufficiali Schengen) almeno un mese prima dell'inizio della visita.

Spese di viaggio e di soggiorno relative alle visite

Le spese di viaggio e di soggiorno dei membri della Commissione o dei loro esperti sono a carico di ognuno di loro. Lo Stato visitato sosterrà le spese logistiche sul posto.

Stesura della relazione

La relazione verrà stesa in conformità di un modello uniforme definito dalla Commissione permanente di concerto con i gruppi di lavoro interessati. Tale modello potrà essere adattato in funzione delle necessità e delle specificità.

Un primo progetto di relazione sui compiti eseguiti dagli esperti verrà steso dalla presidenza e sottoposto al gruppo di esperti che cercherà un consenso sulla stesura di tale relazione. In seno a tale gruppo di esperti, i rappresentanti dello Stato visitato avranno uno statuto di osservatore. Una volta che gli esperti avranno elaborato la relazione, essa verrà trasmessa allo Stato visitato che potrà formulare un parere. La relazione ed il parere verranno sottoposti alla Commissione permanente. Quest'ultima tenterà di contemperare i due documenti. Se rimangono punti controversi, la relazione della Commissione permanente presenterà la posizione di ciascuna delle Parti.

Le relazioni dovranno indicare chiaramente quali sono i settori in cui sono o non sono stati raggiunti gli obiettivi fissati, con proposte concrete di misure da adottare per porvi rimedio o per migliorare la situazione. Spetta in ogni caso al Comitato esecutivo prendere la decisione finale.

Riservatezza

I membri della Commissione e gli esperti dovranno rispettare il carattere riservato delle informazioni raccolte nell'assolvimento dei loro compiti. Le relazioni stese in attuazione della presente decisione sono considerate riservate.

Königswinter, 16 settembre 1998.

Il Presidente

M. Kanther

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