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Document 41998D0002

Acquis di Schengen - Decisione del Comitato esecutivo del 21 aprile 1998 riguardante la relazione sull'attività della Task Force (SCH/Com-ex (98) 1, 2a rev.)

OJ L 239, 22.9.2000, p. 191–192 (ES, DA, DE, EL, EN, FR, IT, NL, PT, FI, SV)
Special edition in Czech: Chapter 19 Volume 002 P. 161 - 162
Special edition in Estonian: Chapter 19 Volume 002 P. 161 - 162
Special edition in Latvian: Chapter 19 Volume 002 P. 161 - 162
Special edition in Lithuanian: Chapter 19 Volume 002 P. 161 - 162
Special edition in Hungarian Chapter 19 Volume 002 P. 161 - 162
Special edition in Maltese: Chapter 19 Volume 002 P. 161 - 162
Special edition in Polish: Chapter 19 Volume 002 P. 161 - 162
Special edition in Slovak: Chapter 19 Volume 002 P. 161 - 162
Special edition in Slovene: Chapter 19 Volume 002 P. 161 - 162
Special edition in Bulgarian: Chapter 19 Volume 002 P. 35 - 36
Special edition in Romanian: Chapter 19 Volume 002 P. 35 - 36
Special edition in Croatian: Chapter 19 Volume 009 P. 135 -

In force

ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/1998/2(3)/oj

41998D0002

Acquis di Schengen - Decisione del Comitato esecutivo del 21 aprile 1998 riguardante la relazione sull'attività della Task Force (SCH/Com-ex (98) 1, 2a rev.)

Gazzetta ufficiale n. L 239 del 22/09/2000 pag. 0191 - 0192


DECISIONE DEL COMITATO ESECUTIVO

del 21 aprile 1998

riguardante la relazione sulla attività della Task Force

(SCH/Com-ex (98) 1, 2a rev.)

IL COMITATO ESECUTIVO,

visto l'articolo 132 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen,

visto l'articolo 6 di tale Convenzione,

DECIDE:

Tenendo conto dell'aumento dell'immigrazione di cittadini di Stati terzi, in particolare di iracheni e di altri cittadini stranieri, nel territorio delle Parti contraenti Schengen, è necessario - nel quadro delle raccomandazioni adottate ed ancora in discussione nell'ambito dell'Unione europea - intensificare anche i controlli alle frontiere esterne secondo un piano comune e adottare misure concrete che favoriscono l'effettività di tali controlli.

Nel quadro della delimitazione delle competenze, in ambito Schengen l'attenzione può essere incentrata soprattutto sui "pull factors" di tale movimento d'immigrazione irregolare tenendo presente che spetta ad altri organi occuparsi delle cause di tale fenomeno nelle regioni di provenienza e di transito.

Per quanto concerne il controllo alle frontiere esterne, il Comitato esecutivo, tenendo conto delle raccomandazioni prese in considerazione in altri settori nell'ambito dell'Unione europea e sottolineando la necessità di intraprendere passi appropriati anche nel quadro dell'attuazione della Convenzione di Dublino, propone alle Parti contraenti le seguenti misure la cui applicazione deve essere avviata senza indugio:

- Rafforzare i controlli all'ingresso alle frontiere esterne, ricorrendo a personale supplementare ed utilizzando strumenti tecnici moderni.

- Assicurare la protezione delle aree non aperte al pubblico negli aeroporti per quanto concerne i voli extra-Schengen ed i transfer passengers; adottare misure parallele nei porti aperti al traffico internazionale.

- Garantire una reciproca assistenza nell'ambito della formazione e dei corsi di aggiornamento degli agenti preposti ai controlli nei porti e negli aeroporti nonché del personale delle compagnie aeree, per esempio mediante programmi di scambio bilaterali; sviluppare l'utilizzo delle apparecchiature tecniche moderne, assicurarne la reciproca messa a disposizione e rafforzare l'organico.

- Controllare i traghetti già al momento dell'imbarco e della partenza.

- Eseguire e promuovere l'armonizzazione di sanzioni nei confronti dei vettori che trasportano immigranti clandestini, nonché concludere intese con tali vettori.

- Effettuare pre-boarding checks nei luoghi d'imbarco a rischio da definire.

- Scambiare informazioni sugli itinerari e le modalità dell'introduzione illegale di stranieri, intensificare la cooperazione pratica tra servizi di polizia e autorità di frontiera, intensificare la cooperazione tra queste autorità e funzionari di collegamento di Stati Schengen operanti in Stati terzi; distaccare, reciprocamente e di comune accordo, funzionari degli Stati Schengen incaricati di osservare l'efficacia di misure di lotta contro l'immigrazione illegale.

- In conformità del diritto nazionale, raccogliere le impronte digitali di ogni straniero che entra clandestinamente nel territorio Schengen, la cui identità non può essere accertata con certezza sulla base di documenti validi, e archiviare tali impronte ai fini dell'informazione delle autorità di altre Parti contraenti; in tale contesto occorre osservare i principi adottati nel quadro dell'Unione europea in materia di protezione dei dati di natura personale.

- In conformità del diritto nazionale, impedire che si rendano irreperibili cittadini stranieri che entrano illegalmente nel territorio Schengen la cui identità è incerta, fintantoché sarà stata chiaramente accertata o saranno state disposte ed eseguite le misure richieste dalla polizia degli stranieri.

- Allontanare senza indugio i cittadini di Stati terzi entrati illegalmente nel territorio delle Parti contraenti, nella misura in cui non abbiano il diritto di restarvi.

- Sostenere negoziati ai fini della conclusione di un accordo di riammissione tra i partner Schengen da un lato e la Turchia, la Repubblica ceca, la Slovacchia, l'Ungheria e la Slovenia dall'altro.

- Migliorare la cooperazione pratica tra Stati Schengen nel quadro dell'applicazione della Convenzione di Dublino.

L'esecuzione di tali misure sarà effettuata:

- nel rispetto della sovranità di ogni Stato;

- in conformità della legislazione degli Stati parte, vale a dire se lo ammette la legislazione nazionale;

- fatte salve le disposizioni previste negli accordi bilaterali esistenti;

- in conformità della Convenzione di applicazione di Schengen e in particolare degli articoli 134 e 142, segnatamente per quanto riguarda la Convenzione di Dublino.

Considerata la necessità di dirigere e di sviluppare ulteriormente l'applicazione di tali misure, si prega la presidenza di istituire una task force composta almeno dei rappresentanti dei sei principali Stati interessati. Tale task force deve riunirsi a scadenze ravvicinate e presentare una relazione al prossimo Comitato esecutivo.

L'applicazione della presente decisione deve essere complementare rispetto al piano d'azione dell'UE. La necessaria concertazione ha luogo in sede di Comitato K4/Gruppo centrale.

Bruxelles, 21 aprile 1998.

Il Presidente

J. Vande Lanotte

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