REX/603
Libro bianco congiunto sulla prontezza europea alla difesa per il 2030
PARERE
Sezione Relazioni esterne
Libro bianco congiunto sulla prontezza europea alla difesa per il 2030
[JOIN(2025) 120 final]
Relatore: Marcin NOWACKI
Correlatore: Carlos Manuel TRINDADE
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Consigliere
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Paulo José FERNANDES PEDROSO (per il correlatore)
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Consultazione
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11/4/2025
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Base giuridica
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Articolo 304 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea
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Sezione competente
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Relazioni esterne
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Adozione in sezione
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12/6/2025
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Esito della votazione
(favorevoli/contrari/astenuti)
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76/3/6
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Adozione in sessione plenaria
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D/M/YYYY
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Sessione plenaria n.
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…
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Esito della votazione
(favorevoli/contrari/astenuti)
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…/…/…
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1.Conclusioni e raccomandazioni
1.1Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) sostiene una strategia europea di difesa globale e inclusiva che integri la prontezza militare con la preparazione civile, la resilienza sociale, la diplomazia, il diritto internazionale e la promozione della pace, della democrazia e dei diritti umani. Approva il Libro bianco della Commissione europea e chiede un approccio coordinato dell'UE che consideri la difesa, la pace e la sicurezza come beni pubblici condivisi, fondati su solidi quadri giuridici, istituzionali e finanziari con un controllo democratico.
1.2L'UE deve affrontare con urgenza le minacce ibride e convenzionali, ridurre la dipendenza da soggetti esterni e rafforzare l'autonomia strategica. Ciò richiede investimenti nelle tecnologie critiche, con particolare attenzione al rafforzamento delle capacità industriali e tecnologiche dell'Europa, garantendo che l'Europa rimanga competitiva nel mercato globale della difesa.
1.3Il CESE sottolinea la necessità di un sostegno mirato alle PMI e allo sviluppo regionale, e chiede procedure semplificate, un accesso equo ai finanziamenti e una maggiore integrazione nelle catene del valore della difesa. Ciò stimolerà l'innovazione e rafforzerà la competitività dell'industria della difesa dell'UE, garantendo nel contempo il mantenimento di rigorose norme sociali, ambientali e del lavoro.
1.4Gli investimenti nel settore della difesa devono comprendere le infrastrutture civili, l'istruzione e le tecnologie a duplice uso, anche nei settori della medicina militare e della cibersicurezza. La previsione strategica, la formazione della forza lavoro e il sostegno alla ricerca e allo sviluppo in questi ambiti sono fondamentali per garantire il vantaggio tecnologico e la capacità di difesa a lungo termine dell'Europa.
1.5Il CESE sostiene l'invito ad agire formulato nelle conclusioni del Consiglio europeo sulla difesa europea, pubblicate il 6 marzo 2025. L'UE deve agire rapidamente per rimediare alle carenze critiche in termini di capacità, mobilitando gli strumenti necessari per consolidare la sicurezza dell'UE e rafforzare la protezione dei suoi cittadini. Gli investimenti nelle infrastrutture di trasporto, energetiche e digitali devono essere allineati alla mobilità militare e alla resilienza della catena di approvvigionamento, garantendo che le capacità di difesa dell'Europa siano sostenute da una solida base industriale.
1.6Il CESE accoglie con favore i meccanismi di finanziamento proposti, ma sottolinea la necessità di garantire che ciascuno Stato membro abbia un accesso equo e trasparente ai finanziamenti. È inoltre essenziale che tali meccanismi sostengano l'equità fiscale e promuovano la coesione sociale, oltre a garantire la stabilità necessaria alla prosperità delle industrie legate alla difesa, consentendo in tal modo al settore imprenditoriale, comprendente soggetti pubblici e privati, di svolgere un ruolo molto importante nel rafforzamento delle capacità strategiche di difesa dell'Europa.
1.7Il CESE sostiene le iniziative volte a valutare la fattibilità di soluzioni accettate dagli Stati membri per la creazione di un meccanismo permanente di finanziamento della difesa, che potrebbe fondarsi su un accordo intergovernativo e coinvolgere paesi terzi.
1.8Esprime preoccupazione per il fatto che la limitata flessibilità proposta dalla Commissione europea attraverso l'attivazione di clausole di salvaguardia nazionali per la spesa per la difesa non eliminerà il rischio di compromessi tra tale spesa e la spesa sociale. In tale contesto, il CESE propone alla Commissione, al Consiglio, al Parlamento europeo e agli Stati membri di rivedere il patto di stabilità e crescita al fine di consentire l'adozione di misure volte a promuovere gli investimenti pubblici che favoriscano la crescita nel quadro di bilancio. Propone inoltre di stabilire chiaramente che i fondi di coesione sociale e regionale non dovrebbero essere destinati alla spesa per la difesa, né a livello europeo né a livello di Stati membri.
1.9Il CESE sottolinea l'importanza strategica del fianco orientale dell'Europa e chiede una cooperazione rafforzata con gli Stati in prima linea. Ciò comprende investimenti mirati nelle infrastrutture di difesa, iniziative di formazione congiunte e una maggiore mobilità transfrontaliera per rafforzare la sicurezza e la resilienza dell'UE nella regione.
1.10È indispensabile una stretta cooperazione con la NATO, i paesi terzi e i partner chiave come l'Ucraina. L'UE dovrebbe dare priorità alla formazione congiunta, alla condivisione delle tecnologie e alla mobilità transfrontaliera, che promuoverebbero l'innovazione condivisa e aumenterebbero la collaborazione in materia di capacità di difesa.
2.Contesto
2.1Il CESE sottolinea che la strategia di sicurezza dell'UE deve essere integrata da una più ampia strategia di pace in tutta Europa, con l'obiettivo ultimo di conseguire una pace giusta e duratura. Tale strategia dovrebbe anche comportare maggiori sforzi per promuovere la pace nelle zone di conflitto in altre parti del mondo. Come sottolineato dal CESE in precedenti pareri, una pace duratura può essere conseguita solo affrontando preventivamente le cause profonde dei conflitti e promuovendo la dignità umana, l'uguaglianza e il progresso sociale. Tutte le misure devono rispettare rigorosamente la Carta delle Nazioni Unite (ONU) e il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario.
2.2I beni pubblici europei contribuiscono al benessere e alla sicurezza collettivi di tutti gli europei. La difesa dovrebbe essere considerata una componente essenziale del bene comune, che richiede un'azione coordinata a livello di UE, in linea con i valori e gli obblighi internazionali dell'UE.
2.3Il CESE riconosce che le minacce alla democrazia sono strettamente legate alla sicurezza dell'Europa. L'emergere di regimi autoritari e totalitari, in particolare nelle regioni limitrofe, pone sfide alla stabilità regionale e ai valori democratici. Questo panorama globale in evoluzione sottolinea quanto sia importante che l'UE rafforzi la sua strategia in materia di sicurezza, salvaguardando nel contempo i suoi principi democratici.
2.4Il CESE esprime inoltre preoccupazione per le recenti tendenze al populismo e all'autocrazia, sia all'interno dell'UE che tra i partner della NATO, compresi alcuni segnali preoccupanti emersi dalle azioni intraprese dall'attuale amministrazione statunitense.
2.5Il presente parere risponde direttamente al Libro bianco congiunto sulla prontezza alla difesa europea per il 2030, presentato dalla Commissione il 19 marzo 2025. Tale Libro bianco, unitamente al piano "ReArm Europe", segna un significativo passo avanti nella ridefinizione del panorama della difesa dell'UE ed è collegato alle proposte concernenti la strategia dell'Unione in materia di preparazione e la nuova strategia europea di sicurezza interna ProtectEU.
2.6Il Libro bianco fornisce un quadro strategico in linea con l'attenzione che il CESE dedica da tempo alla politica industriale e di difesa. Il presente parere si basa sui precedenti lavori del CESE, sostenendo un approccio coordinato dell'UE volto a rafforzare le capacità di difesa e la resilienza industriale. Rispecchia inoltre il recente parere esplorativo del CESE sul tema Finanziamenti per la difesa nell'UE, nel contesto del quale si ribadisce la necessità di un quadro finanziario globale e stabile.
2.7Come sottolineato nel Libro bianco, tanto la relazione Niinistö quanto la relazione Draghi mettono in rilievo il fatto che la mancanza di collaborazione ha portato a notevoli inefficienze nello sviluppo delle capacità di difesa, generando costi aggiuntivi per gli Stati membri. La frammentazione e l'inadeguatezza della spesa per la difesa, in particolare per quanto riguarda l'innovazione, ha ostacolato i progressi nelle tecnologie emergenti e di rottura che sono fondamentali per il futuro della difesa dell'Europa.
2.8Il rafforzamento delle capacità di difesa dell'Europa deve rientrare nel contesto di una più ampia strategia di industrializzazione dell'UE nel cui ambito si eviti di adottare misure che:
a)siano in contrasto con gli sforzi volti a creare un ambiente di pace e a rafforzare la coesione economica, sociale e regionale nell'UE; e
b)rischino di compromettere la sicurezza dell'UE a medio e lungo termine. Il Libro bianco segna una svolta importante e chiede una strategia di difesa che combini capacità industriali, tecnologiche, sociali e militari.
Il presente parere richiama l'attenzione sul fatto che il rafforzamento della prontezza alla difesa dell'UE richiede un approccio a vasto raggio, nel contesto del quale l'innovazione, le infrastrutture e la resilienza sono fondamentali tanto quanto la preparazione militare e civile.
2.9Rafforzare la capacità dell'Europa di innovare e produrre tecnologie di difesa critiche è essenziale al fine di ridurre la dipendenza da fornitori esterni. Il parere chiede un maggiore sostegno alle PMI e una più stretta collaborazione con gli istituti di ricerca al fine di soddisfare le esigenze in materia di difesa e di salvaguardare l'autonomia strategica.
2.10Al fine di ridurre il rischio derivante dalle dipendenze esterne, i finanziamenti nazionali e dell'UE dovrebbero sostenere lo sviluppo dell'industria e garantire la protezione e la creazione di posti di lavoro di qualità in Europa, e non solo nel settore della sicurezza. L'acquis sociale dell'UE (normative e legislazione vigenti) deve essere consolidato e non devono essere consentite deroghe giustificate dalla necessità di potenziare la produzione militare.
2.11Il CESE sottolinea l'importanza di ampliare la cooperazione internazionale in materia di difesa, in particolare con i principali partner globali, al fine di rafforzare la posizione dell'Europa in materia di sicurezza. Il rilievo che il Libro bianco riserva alla collaborazione internazionale trova riscontro nel presente parere, che invita a rafforzare i partenariati attraverso la condivisione di tecnologie, strategie di difesa coordinate e altri mezzi adeguati a tal fine.
3.Osservazioni generali
3.1L'UE dovrebbe prendere in considerazione una strategia di sicurezza globale che comprenda la sicurezza militare, la preparazione civile, la resilienza sociale, la sicurezza economica e la protezione da altre minacce alla democrazia, quali le ingerenze straniere, gli attacchi informatici e la disinformazione. Dovrebbe inoltre affrontare i cambiamenti climatici, la transizione digitale, le catastrofi naturali e i rischi sanitari globali, rafforzando nel contempo i servizi pubblici e le infrastrutture, nonché garantendo l'autonomia strategica attraverso una forte politica industriale.
3.2Il CESE ritiene che l'UE debba adoperarsi per una politica di difesa comune nel quadro più ampio della sua politica estera e di sicurezza e istituire un solido pilastro europeo della difesa. A tal fine, le misure legislative e finanziarie necessarie devono essere adottate con urgenza. Allo stesso tempo, l'UE deve assumere un ruolo diplomatico attivo nella ricerca di una pace giusta in Ucraina e in altre zone di conflitto come il Medio Oriente, in particolare per quanto riguarda la Palestina e Israele, in stretta cooperazione con i governi interessati e nel quadro delle risoluzioni delle Nazioni Unite.
3.3Il CESE sottolinea la necessità di rafforzare il quadro di sicurezza dell'UE alla luce dell'aggressione russa. Sostiene il ruolo chiave dell'Ucraina quale Stato in prima linea con competenza in materia di difesa, sottolineando l'importanza della cooperazione UE-Ucraina per rafforzare le capacità, l'innovazione e la resilienza. Il CESE sostiene inoltre l'integrazione dell'Ucraina nella mobilità militare, nella difesa comune e nelle risorse spaziali dell'UE per una collaborazione strategica.
3.4Dando la priorità al fianco orientale dell'UE, che sarebbe in prima linea in qualsiasi aggressione ibrida e militare diretta all'Unione, il CESE sostiene l'iniziativa dello scudo di frontiera orientale, una strategia di gestione integrata delle frontiere guidata dagli Stati in prima linea, che rappresenta un passo proattivo e cooperativo volto a rafforzare la difesa e la coesione collettive dell'UE. In tale contesto, il CESE sottolinea inoltre la necessità di sostenere gli Stati membri nello sviluppo rapido delle loro capacità di difesa nazionali per salvaguardare gli interessi essenziali in materia di sicurezza, senza ritardare l'adozione di misure urgenti.
3.5Il CESE riconosce la crescente importanza strategica dell'Artico per la sicurezza dell'UE. Poiché i cambiamenti climatici aprono nuove rotte marittime e l'accesso alle risorse diventa sempre più spesso oggetto di controversie, l'UE deve rafforzare il suo coinvolgimento nella governance artica, garantendo stabilità, sviluppo sostenibile e cooperazione pacifica in questa regione critica.
3.6Sottolinea l'importanza della sicurezza del Mediterraneo per l'UE, in particolare per quanto riguarda la migrazione e la sicurezza marittima, in quanto il trasporto marittimo è essenziale per l'economia dell'UE.
3.7Il CESE è favorevole a un periodo transitorio che consenta agli Stati membri di acquistare materiale militare in modo indipendente. Pur sostenendo l'obiettivo a lungo termine dell'autonomia europea in materia di difesa, le esigenze immediate di ricostituzione delle riserve devono essere affrontate con tutti i mezzi disponibili. Nei prossimi cinque anni, consentire acquisti di materiale presente in commercio permetterà agli Stati membri di rispondere rapidamente alle minacce emergenti e di mantenere la prontezza operativa.
3.8Il CESE ritiene fondamentale concentrare gli sforzi per rimediare alle attuali carenze critiche in termini di capacità di difesa, al fine di garantire una preparazione globale in materia di difesa e aumentarne la capacità di deterrenza, come deciso dal Consiglio europeo del 6 marzo 2025 e delineato nel Libro bianco, e ulteriormente confermato dall'adozione da parte del Consiglio del regolamento (UE) 2025/1106, del 27 maggio 2025, che istituisce lo strumento di azione per la sicurezza dell'Europa (SAFE).
3.9Lo sviluppo e la diffusione di tecnologie avanzate di comunicazione e difesa, come il 5G e i sistemi quantistici, sono essenziali per operazioni sicure ed efficaci. Il rafforzamento della collaborazione tra l'industria, la ricerca e il mondo accademico accelererà l'innovazione e la modernizzazione in tali settori. Sebbene i partenariati siano fondamentali, alcune tecnologie sensibili dal punto di vista strategico possono richiedere iniziative su misura o indipendenti sostenute dall'UE per salvaguardare il controllo strategico e la resilienza.
3.10Il CESE sostiene lo strumento SAFE proposto formulata dalla Commissione e volto a stimolare gli investimenti nel settore della difesa attraverso prestiti sostenuti dall'UE, e sottolinea nel contempo la necessità di trasparenza, accesso equo e coerenza con le iniziative dell'UE esistenti. Rilancia inoltre la sua richiesta di un meccanismo di finanziamento stabile per garantire la coerenza a lungo termine e il controllo democratico.
3.11Il Libro bianco affronta il coinvolgimento della Banca europea per gli investimenti (BEI) nel finanziamento della difesa con una cautela opportunamente misurata. Il CESE sostiene l'invito del Consiglio europeo al Consiglio dei governatori della BEI a continuare ad adeguare con urgenza le pratiche in materia di prestiti all'industria della difesa, in particolare rivalutando l'elenco delle attività escluse e aumentando il volume dei finanziamenti disponibili nel settore della sicurezza e della difesa. Ritiene che gli investimenti necessari, in tutti i settori, dovrebbero essere finanziati mediante l'emissione di debito comune dell'UE denominato in euro. L'assunzione di prestiti a livello di UE può sostenere la domanda aggregata e la coesione sociale, nonché contribuire a rafforzare la resilienza.
3.12Gli investimenti nel settore della difesa devono dare priorità agli obiettivi a lungo termine rispetto alle soluzioni di breve periodo per garantire che la capacità dell'Europa rimanga solida e adattabile all'evoluzione delle sfide in materia di sicurezza. Inoltre, la spesa per la difesa deve includere investimenti nella preparazione civile e nella resilienza sociale. Il CESE osserva che questo approccio più ampio manca nel Libro bianco, nonostante l'obiettivo dichiarato di prevenire conflitti e crisi.
3.13L'elevato costo dell'energia in Europa rappresenta una sfida per la produzione di materiale di difesa ad alta intensità energetica. Di conseguenza numerosi componenti critici sono prodotti al di fuori dell'Europa, dove i costi dell'energia sono inferiori. Per affrontare tale questione, occorre concentrarsi sull'aumento della produzione interna di energia e sull'adozione di misure volte a contrastare i prezzi elevati dell'energia.
3.14Il CESE concorda sul fatto che le catene di approvvigionamento critiche dovrebbero essere sostenute al fine di attenuare i rischi e rafforzare la resilienza della produzione. Tuttavia occorre prestare pari attenzione anche alla messa in sicurezza di tutti i fattori produttivi utilizzati durante l'intero processo di produzione, dato che trascurare tali rischi può creare strozzature.
3.15Chiede che le parti sociali siano coinvolte nelle discussioni in corso, come riconosciuto nel patto per il dialogo sociale europeo, tanto nel contesto dell'industria della difesa quanto, più in generale, a livello intersettoriale, in quanto tali decisioni hanno ripercussioni sulla società nel suo complesso.
3.16Il CESE chiede inoltre di rafforzare i meccanismi di dialogo con la società civile al fine di garantire che la strategia europea in materia di difesa sia condivisa, compresa e sostenuta dai cittadini e sia realmente globale, comprendendo l'educazione civica e la dimensione civile della difesa.
3.17Sottolinea l'importanza di investire nell'istruzione in materia di difesa, nello sviluppo delle capacità e nella previsione strategica. A questo proposito, l'educazione civica della popolazione in generale sarà essenziale per generare consapevolezza e preparazione. Per conseguire gli obiettivi di difesa dell'UE, è fondamentale mantenere una forza lavoro qualificata, compresi ingegneri, tecnici ed esperti di cibersicurezza. A tal fine è necessario allineare l'istruzione all'evoluzione delle esigenze settoriali, migliorare la formazione professionale e promuovere percorsi di duplice carriera. Inoltre il sostegno alle tecnologie di medicina militare è essenziale per migliorare la salute e la prontezza del personale.
3.18Il CESE sottolinea la necessità di: a) investire proattivamente nella coesione sociale e nelle misure volte a combattere la povertà e le disuguaglianze nell'UE al fine di garantire il mantenimento di una base popolare di sostegno al progetto europeo, in modo che la sicurezza dell'UE non sia minata dall'interno; e b) contrastare la crescita dei movimenti populisti, antidemocratici e neofascisti attuando politiche dell'UE e degli Stati membri che affrontino le profonde privazioni economiche e sociali dei circa 100 milioni di persone povere o a rischio di povertà.
3.19Il CESE ribadisce la propria raccomandazione alla Commissione di comunicare ai cittadini in merito alle sfide poste dal finanziamento della difesa congiunta, con l'obiettivo di costruire la sicurezza e mantenere un'integrazione europea basata sulla pace e sulla solidarietà. Ciò dovrebbe includere la sensibilizzazione in merito al servizio militare per i giovani e al ruolo delle forze armate.
3.20Raccomanda vivamente di elaborare strategie mirate volte a sostenere le PMI, che prevedano altresì un migliore accesso a finanziamenti, procedure semplificate e meccanismi di integrazione migliori, al fine di promuovere la cooperazione tra i grandi consorzi e le imprese più piccole e di garantire che la pianificazione degli armamenti sia trasparente e inclusiva.
3.21Le PMI costituiscono fattori trainanti fondamentali dell'innovazione nel settore della difesa. Dare priorità alla semplificazione normativa e garantire parità di accesso ai finanziamenti pubblici in tutti gli Stati membri contribuirà a creare un settore della difesa più resiliente e competitivo. Inoltre la semplificazione normativa deve rientrare nel contesto di una strategia più ampia per coltivare un'industria europea della difesa competitiva e diversificata, come sottolineato nella proposta omnibus nel settore della difesa. Tuttavia, il CESE sottolinea che le misure volte a ridurre gli oneri burocratici non dovrebbero andare a scapito della trasparenza o dell'efficienza del mercato. Un equilibrio tra competitività e sostenibilità è fondamentale per evitare di compromettere gli obiettivi sociali e ambientali a lungo termine.
3.22Il CESE raccomanda l'uso di strumenti finanziari come i prestiti a tasso agevolato per i produttori del settore della difesa, garantiti dai governi nazionali, per aiutare le PMI e le imprese a media capitalizzazione a superare gli ostacoli all'accesso e ad espandere le loro attività. Sebbene i finanziamenti pubblici siano essenziali, è fondamentale integrarli con partenariati pubblico-privati, accelerando l'innovazione e la diffusione in settori critici.
3.23Pur sostenendo la mobilitazione di un massimo dell'1,5 % del PIL per la difesa, il CESE sottolinea la necessità di assegnare equamente i contributi del Fondo europeo per la difesa, garantendo che le industrie meno sviluppate del settore non siano svantaggiate.
3.24Il CESE raccomanda un impegno ancora maggiore, ed esorta i membri della NATO a puntare a una spesa minima per la difesa pari al 2,5 % del PIL, come già indicato nel parere sul tema Finanziamento per la difesa nell'UE. Tale aumento migliorerebbe la prontezza dell'UE ad affrontare le minacce geopolitiche e rafforzerebbe il partenariato transatlantico, rispettando nel contempo la sovranità degli Stati membri e integrando il quadro di sicurezza della NATO.
3.25Raccomanda vivamente che il finanziamento della difesa e della sicurezza preveda condizionalità sociali, con l'obiettivo di salvaguardare la localizzazione delle imprese e di garantire posti di lavoro di qualità, condizioni di lavoro e di occupazione migliori, la contrattazione collettiva e il pieno rispetto dei diritti dei lavoratori e dei diritti sindacali.
3.26Riconoscendo il ruolo cruciale della mobilità militare, il CESE sostiene le proposte del Libro bianco volte a rafforzarla. Al fine di agevolare movimenti militari rapidi e migliorare le reti di trasporto europee, è essenziale semplificare le procedure transfrontaliere, armonizzare le normative e potenziare le infrastrutture a duplice uso. Rimane inoltre una priorità il sostegno immediato alla produzione di mezzi, attrezzature e materiali per la difesa di cui vi è attualmente carenza.
3.27Investimenti costanti nei corridoi di trasporto essenziali per uso sia militare che civile sono importanti per garantire la resilienza a livello di UE e per intensificare le iniziative volte a garantire un funzionamento più agevole del mercato unico. Sono inoltre necessarie analisi complete delle infrastrutture di trasporto, comprese analisi delle piattaforme ferroviarie e dei carri per lo spostamento di munizioni, equipaggiamenti pesanti, materie prime e componenti di difesa.
3.28Il CESE accoglie con favore il riconoscimento degli investimenti infrastrutturali come un aspetto fondamentale per agevolare la rapida circolazione di truppe e attrezzature in tutta Europa, un elemento essenziale per migliorare la preparazione. Sottolinea inoltre la necessità di prendere in considerazione la connettività insieme alla mobilità militare al fine di garantire un funzionamento integrato e senza soluzione di continuità delle reti e delle strutture di trasporto in tutta l'UE.
3.29Sottolinea l'importanza di allineare i programmi infrastrutturali dell'UE, quali il meccanismo per collegare l'Europa (MCE), all'evoluzione delle priorità in materia di sicurezza e difesa. Integrando le esigenze di difesa in una pianificazione più ampia delle proprie infrastrutture, l'UE può affrontare le disparità regionali, migliorare la connettività a lungo termine e rafforzare la propria resilienza in materia di difesa.
3.30Il CESE sottolinea altresì quanto sia importante rafforzare la cooperazione internazionale in materia di difesa attraverso uno scambio regolare di informazioni, riunioni congiunte e funzionari di coordinamento dedicati di ciascuna nazione partner. Analogamente, sottolinea la necessità di apertura alla collaborazione con paesi terzi, riconoscendo che i partenariati globali sono essenziali.
Bruxelles, 12 giugno 2025
Il presidente della sezione Relazioni esterne
Dimitris DIMITRIADIS
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ALLEGATO al PARERE
del
Sezione Relazioni esterne
A norma dell'articolo 60, paragrafo 2, del Regolamento interno, sono riportati in questo allegato
gli emendamenti che, pur essendo stati respinti, hanno ottenuto il voto favorevole
di almeno un quarto dei membri che hanno espresso il loro voto:
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EMENDAMENTO 2
REX/603
Libro bianco congiunto sulla prontezza europea alla difesa per il 2030
Punto 3.24
Modificare come segue:
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Presentato da:
BUZEK Tanja
JEAMBRUN Denis
KOLLER Erika
ÖNGÖRUR Berivan
PALMIERI Stefano
QUAREZ Christophe
TRINDADE Carlos Manuel
WAGNSONNER Thomas
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Progetto di parere
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Emendamento
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Il CESE raccomanda un impegno ancora maggiore, ed esorta i membri della NATO a puntare a una spesa minima per la difesa pari al 2,5 % del PIL, come già indicato nel parere sul tema Finanziamento per la difesa nell'UE. Tale aumento migliorerebbe la prontezza dell'UE ad affrontare le minacce geopolitiche e rafforzerebbe il partenariato transatlantico, rispettando nel contempo la sovranità degli Stati membri e integrando il quadro di sicurezza della NATO.
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Il CESE raccomanda un impegno ancora maggiore, ed esorta i membri della NATO a far fronte con urgenza ai propri impegni di spesa nel quadro della NATO e a stabilire l'entità del finanziamento aggiuntivo necessario per i prossimi dieci anni. Tale aumento migliorerebbe la prontezza dell'UE ad affrontare le minacce geopolitiche e rafforzerebbe il partenariato transatlantico, rispettando nel contempo la sovranità degli Stati membri e integrando il quadro di sicurezza della NATO.
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Esito della votazione:
Voti favorevoli
42
Voti contrari:
42
Astensioni:
4
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