PARERE

Comitato economico e sociale europeo

Rafforzare la competitività digitale

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Rafforzare ulteriormente la competitività digitale dell'UE
(parere esplorativo)

INT/1010

Relatore: Gonçalo LOBO XAVIER

Correlatore: Philip VON BROCKDORFF

IT

Consultazione

Presidenza del Consiglio europeo, 14/11/2022

Base giuridica

Articolo 304 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea

Sezione competente

Mercato unico, produzione e consumo

Adozione in sezione

04/04/2023

Adozione in sessione plenaria

27/04/2023

Sessione plenaria n.

578

Esito della votazione
(favorevoli/contrari/astenuti)

145/0/0

1.Conclusioni e raccomandazioni

1.1Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) è assolutamente convinto che la competitività digitale sia cruciale per la competitività globale dell'UE e che dovrebbe quindi essere considerata una componente essenziale dell'agenda dell'UE per la competitività, come sottolineato in precedenti pareri del CESE. Perché l'UE abbia successo in un contesto concorrenziale mondiale, la sua competitività deve migliorare in modo considerevole. A tal fine, il CESE ha chiesto l'introduzione di una verifica della competitività conforme alle politiche e agli obiettivi dell'UE, da integrare nei processi di elaborazione delle politiche e delle normative dell'UE. Tale verifica dovrebbe includere una valutazione completa dell'impatto di eventuali nuove iniziative sulla competitività e garantire che gli aspetti relativi alla competitività siano adeguatamente considerati nel processo decisionale. Il CESE ritiene che, in questa prospettiva e in presenza di messaggi chiari, sarebbe più facile coinvolgere i cittadini e motivarli a raggiungere gli obiettivi generali.

1.2Il CESE sostiene la posizione secondo cui l'UE deve creare un contesto imprenditoriale favorevole, basato su una strategia globale che riunisca e allinei diversi settori politici, e in cui la competitività, la dimensione sociale e l'impatto delle imprese sul benessere dei cittadini abbiano una posizione prioritaria. Secondo il CESE, l'obiettivo dovrebbe essere quello di rafforzare la competitività basata sul digitale migliorando le condizioni, da un lato, per lo sviluppo e la fornitura di soluzioni digitali da parte delle imprese dell'UE e, dall'altro, per l'adozione e l'utilizzo di soluzioni digitali in tutta l'ampia gamma di imprese dell'UE, compresi settori quali l'industria manifatturiera, i trasporti e la logistica, il commercio al dettaglio, l'agricoltura e l'edilizia, solo per citare i più rilevanti.

1.3I cittadini europei devono essere coinvolti nella strategia per la competitività digitale e nutrire fiducia nei confronti di uno degli aspetti più importanti della digitalizzazione e della raccolta di dati: la cibersicurezza. Il CESE ritiene che l'UE debba promuovere un'economia dei dati europea migliorando la disponibilità, l'accessibilità e il trasferimento dei dati, accompagnati da un'adeguata protezione degli stessi. A tal fine, l'UE ha bisogno di un approccio maggiormente strategico che consenta alle parti interessate di raccogliere, conservare, mettere in comune, condividere e analizzare i dati secondo modalità sicure. È essenziale accelerare le iniziative a favore di spazi di dati transeuropei settoriali per consentire una migliore analisi e un miglior utilizzo dei dati a vantaggio della società europea, dell'UE e della competitività delle sue imprese. Gli spazi di dati potrebbero creare e promuovere nuove start-up e nuovi innovatori industriali scalabili. Un mercato unico dei dati ben funzionante è essenziale anche perché intrinsecamente legato al mercato unico dei beni, servizi, capitali e persone, nonché ai sistemi energetici e di trasporto.

1.4Per il CESE, investire in un'infrastruttura digitale globale, efficace e sicura è uno dei fondamenti necessari per qualsiasi sviluppo digitale, ed è quanto si riscontra chiaramente in altre aree geografiche che sono all'avanguardia, su scala mondiale, in alcuni campi. Oltre che per le reti digitali, i centri di dati, la capacità di calcolo, ecc., il discorso deve valere anche per l'accesso all'energia a basse emissioni di carbonio e alle materie prime critiche richieste nei prodotti e nei sistemi digitali.

1.5Per assumere un ruolo guida in settori cruciali come la cibersicurezza, l'UE deve quindi, da un lato, promuovere e sostenere la cibersicurezza e, dall'altro, rafforzare la competitività delle sue imprese. A questo proposito, il CESE ritiene che la certificazione dell'UE debba continuare ad essere orientata al mercato e basata sulle norme internazionali esistenti. L'UE dovrebbe innalzare i livelli di sicurezza "europeizzando" i sistemi di certificazione nazionali esistenti per garantire un mercato armonizzato tra gli Stati membri, prima di elaborare nuove proposte di sistemi a norma del regolamento sulla cibersicurezza. Inoltre, deve assicurare un quadro legislativo coerente e armonizzato al proprio interno ed evitare incoerenze nella propria legislazione (ad esempio il rischio di requisiti non allineati con le disposizioni in materia di cibersicurezza contenute nella legislazione verticale del nuovo quadro legislativo).

1.6Agli occhi del CESE è chiaro che, per conseguire l'eccellenza nelle tecnologie chiave, si rendono necessari un aumento significativo degli investimenti pubblici e privati nella ricerca e nell'innovazione, lo sviluppo di infrastrutture di RSI di livello mondiale, l'attrazione di talenti e la creazione di ecosistemi basati sulla cooperazione tra imprese, università e istituti di ricerca. Sebbene sia importante migliorare la diffusione dell'intelligenza artificiale, delle tecnologie quantistiche e di altre tecnologie avanzate, va altresì riconosciuto che molte PMI hanno grandi difficoltà perfino ad adottare le tecnologie digitali di base. L'UE e gli Stati membri dovrebbero concentrare i propri sforzi in particolare sul sostegno e sull'agevolazione della digitalizzazione delle PMI. A tal fine, queste andranno coinvolte nei poli di innovazione, negli spazi di dati e negli ecosistemi commerciali. È inoltre necessario sensibilizzare le PMI alle opportunità offerte dalla digitalizzazione, al sostegno destinato allo sviluppo delle competenze, nonché alle competenze tecniche e alla consulenza disponibili in materia di regolamentazione di questo settore.

1.7Anche in questo caso, il CESE è convinto che i cittadini siano una delle più importanti risorse europee in grado di modificare il ritmo dello sviluppo economico e sociale. Gli Stati membri devono investire con convinzione nei sistemi di istruzione e formazione, compreso l'apprendimento permanente, al fine di venire incontro alle esigenze attuali e future dello sviluppo di strumenti e soluzioni digitali e della loro applicazione. L'UE deve inoltre incoraggiare e agevolare la mobilità transfrontaliera dei lavoratori e dei talenti, sia all'interno dell'UE che in cooperazione con i paesi terzi. Il CESE ritiene inoltre che la fascia della popolazione denominata "terza età" vada coinvolta in questo processo in cui deve impegnarsi attivamente.

1.8Affinché il quadro normativo possa contribuire alla competitività digitale, l'UE deve garantire norme adatte allo scopo, incoraggiare l'innovazione e gli investimenti, ed assicurare parità di condizioni e di trattamento nel mercato unico. Inoltre, deve cooperare con i paesi che condividono gli stessi principi, al fine di migliorare le norme e gli standard internazionali comuni. Qualsiasi regolamentazione deve contribuire alla riuscita della digitalizzazione e alla competitività delle imprese, mantenendo nel contempo standard elevati. Il settore pubblico deve inoltre digitalizzare le proprie operazioni e i propri servizi, compresi i processi amministrativi. L'accelerazione delle procedure di autorizzazione per gli investimenti e altre operazioni commerciali è un esempio di necessità urgente per la quale la digitalizzazione costituirebbe parte della soluzione.

1.9Il CESE sostiene l'idea secondo cui l'accesso ai finanziamenti, siano essi capitale di rischio, finanziamenti pubblici o qualsiasi altra fonte di finanziamento, sia un altro presupposto per una trasformazione digitale riuscita ed efficace. Per quanto riguarda il quadro finanziario pluriennale, il finanziamento del programma Europa digitale andrebbe incrementato per rafforzare, tra l'altro, il ruolo, la visibilità e l'accessibilità dei poli dell'innovazione digitale. Ciò è del tutto giustificato, visto che le imprese digitali crescono, in media, a un ritmo due volte e mezzo superiore rispetto a quelle non digitali. Evidentemente, il CESE non chiede una linea di investimento destinata esclusivamente alla "trasformazione digitale", ma una strategia combinata e ragionevole per il processo di finanziamento della digitalizzazione, al fine di creare condizioni adeguate per tutte le parti interessate coinvolte nell'ecosistema dell'innovazione.

1.10Come già per molti settori diversi dell'economia e della società (strategia industriale, sistemi sanitari, commercio al dettaglio, ecc.), il CESE chiede una strategia intelligente e combinata in materia di competenze. Numerosi settori stanno già preparando progetti su vasta scala che riguardano la riqualificazione e il miglioramento delle competenze della loro forza lavoro e sono basati sulla digitalizzazione e la transizione verde. Il CESE chiede un programma coordinato per le competenze che consenta alla forza lavoro esistente e a quella nuova di superare le relative difficoltà. Gli Stati membri dovrebbero stanziare risorse sufficienti per affrontare questa sfida – da considerare una priorità immediata – soprattutto per sostenere le PMI ancora alle prese con le difficoltà legate alla crisi della COVID-19 e alla guerra in Ucraina.

1.11Il CESE ritiene che degli indicatori chiave di prestazione ambiziosi e impegnativi siano essenziali per promuovere e misurare la competitività digitale dell'UE. Gli attuali indicatori (basati sull'indice di digitalizzazione dell'economia e della società, DESI) e gli obiettivi fissati nel contesto della Bussola per il digitale dovrebbero essere valutati e integrati dal punto di vista della competitività digitale, al fine di monitorare non solo i facilitatori, ma anche i benefici dello sviluppo digitale, come i nuovi prodotti digitali e la loro quota sui mercati, processi di produzione più efficienti e il relativo impatto sulla produttività, nonché la diffusione di soluzioni digitali per le sfide per la società (ad esempio la salute e il clima). Il monitoraggio degli indicatori deve tenere conto dei progressi compiuti nel tempo nell'UE e nei suoi Stati membri e prevedere un confronto con i concorrenti internazionali. Anche la motivazione dei cittadini, attraverso una migliore comunicazione e il loro coinvolgimento nel processo, svolge un ruolo importante.

2.Contesto del parere

2.1Il presente parere costituisce una risposta alla richiesta rivolta dalla presidenza svedese del Consiglio dell'Unione europea al CESE di elaborare un parere esplorativo in tema di competitività dell'Unione, sulla scia del parere INT/1000 1 dal titolo Verifica della competitività adottato su richiesta della presidenza ceca. La presidenza svedese del Consiglio ha chiesto al CESE di esaminare il seguente tema: Cosa è necessario affinché l'UE rafforzi ulteriormente la sua competitività digitale, in particolare per consentire alle imprese di beneficiare della digitalizzazione? Il parere intende porre l'accento sulla competitività dell'UE nel contesto della transizione digitale verso un modello di crescita economica più sostenibile. Esso affronta le misure e le politiche necessarie per rafforzare ulteriormente la competitività digitale dell'UE e, in particolare, per consentire alle imprese e ai lavoratori di beneficiare del processo di digitalizzazione.

2.2Va ricordato che, nel parere INT/1000, il CESE riconosceva che il mercato unico e il modello di crescita dell'economia sociale di mercato dell'UE hanno contribuito notevolmente a sostenere la crescita economica e il benessere sociale in tutta l'Unione. Questa base è importante in qualunque proposta volta a rafforzare la competitività digitale, e questo caso non fa eccezione.

2.3Bisogna inoltre riconoscere che negli ultimi anni la competitività dell'Europa rispetto ai suoi principali paesi concorrenti si è deteriorata, come dimostrato dai principali indicatori economici della competitività e della crescita della produttività. La digitalizzazione, tuttavia, è un settore in cui l'UE ha compiuto importanti progressi e potrebbe costituire la base per aumentare la competitività e la redditività delle imprese e per migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori. È necessaria una prospettiva lungimirante a medio termine per tracciare la via da seguire nel processo verso la transizione digitale.

3.La digitalizzazione nel contesto dell'agenda per la competitività

3.1Il CESE ha invitato la Commissione a fare dell'agenda per la competitività una delle sue priorità, con l'obiettivo principale di rafforzare la competitività dell'UE. Le iniziative della Commissione nel settore della digitalizzazione sono tutte volte ad agevolare la transizione digitale nelle economie e nelle società sull'intero territorio dell'UE. Una transizione riuscita richiede, tuttavia, un impegno fermo e instancabile da parte degli Stati membri. Questo impegno trova già espressione nelle misure per la ripresa e la resilienza a livello dei singoli Stati membri, ma il CESE ritiene che non tutti gli Stati membri possano procedere verso la digitalizzazione allo stesso ritmo e con la stessa intensità, aspetto questo fondamentale per rendere l'UE più competitiva.

3.2Ora più che mai l'UE deve affidarsi al mercato unico, ma concentrarsi sui seguenti aspetti, altrettanto importanti: l'accesso ai mercati esteri, gli investimenti e l'accesso ai finanziamenti, i sistemi fiscali, la ricerca e l'innovazione, le competenze e il rafforzamento dei mercati del lavoro, nonché le micro, piccole e medie imprese (MPMI) e la duplice transizione, tenendo anche conto del quadro per la finanza sostenibile, secondo cui la competitività deve essere coerente con gli obiettivi sociali e ambientali 2 . La transizione digitale è fondamentale per tutto ciò, in quanto fornisce la base per l'innovazione, l'aumento della competitività e lo sviluppo del mercato del lavoro, offrendo nel contempo opportunità di migliori condizioni di lavoro, nel contesto di un'economia sociale di mercato.

3.3Il CESE ritiene che la digitalizzazione sia il motore che consente al mercato unico di realizzare il suo potenziale. Dopo 30 anni di benefici sociali ed economici derivanti dal mercato unico, il CESE è dell'avviso che si possa ottenere molto di più e che la digitalizzazione, se attuata con successo e con la medesima intensità e inclusione in tutta l'UE, farà un'enorme differenza per le imprese, i lavoratori e i cittadini di ogni età ed estrazione sociale.

3.4Il CESE ritiene inoltre che, per rafforzare la competitività dell'Europa, sia fondamentale il sostegno politico a un'economia imprenditoriale e basata sulle conoscenze in grado di trattenere e attrarre talenti, nonché offrire migliori condizioni di lavoro. Ed è questo ciò che il CESE intende per processo completo di transizione digitale nelle imprese. Per il CESE è chiaro che l'UE deve offrire un contesto imprenditoriale favorevole nel suo complesso, basato su una strategia globale che riunisca diversi settori politici e li allinei tra loro.

3.5Il CESE prende atto delle numerose iniziative e politiche introdotte in passato per aumentare la competitività – senza dubbio con le migliori intenzioni. La realtà ha però dimostrato che l'UE è attualmente in ritardo rispetto agli Stati Uniti e alla Cina in termini di produttività. In questo contesto, la digitalizzazione offre l'opportunità di recuperare terreno rispetto sia agli Stati Uniti che alla Cina, applicando nel contempo un modello di crescita economica più sostenibile, incentrato sul benessere sia economico che sociale dei cittadini dell'UE.

4.Politiche a sostegno della digitalizzazione nel contesto dell'agenda per la competitività

4.1In molti dei suoi pareri il CESE ha affermato che la transizione digitale richiede ulteriori investimenti più mirati nello sviluppo delle competenze digitali. Esiste inoltre una forte argomentazione economica a favore di un aumento degli investimenti nelle risorse umane e, in particolare, nel legame tra lo sviluppo delle competenze e la produttività e, in via indiretta, la competitività. Per sostenere l'innovazione sul posto di lavoro il ventaglio di competenze digitali va sviluppato. Il CESE ritiene che l'innovazione sul posto di lavoro debba concentrarsi in particolare sui metodi di organizzazione del lavoro e sul modo in cui le competenze sono utilizzate e sviluppate sul posto di lavoro, e non solo sull'offerta di lavoratori. Le condizioni di lavoro e di occupazione sono tanto importanti quanto gli investimenti in nuove tecnologie o attrezzature. Il CESE raccomanda pertanto alle imprese e al settore pubblico di riflettere su quali tipi di politiche e forme di organizzazione del lavoro si siano dimostrati efficaci nelle storie di successo e abbiano rafforzato l'innovazione attraverso investimenti nelle competenze. Queste storie di successo potrebbero allora essere imitate da altre imprese.

4.2In pareri precedenti il CESE ha inoltre raccomandato di investire nelle infrastrutture necessarie a sostenere la digitalizzazione in tutta l'UE. Anche in questo caso, i piani per la ripresa e la resilienza sono destinati proprio a questo scopo. Il CESE teme però che tali investimenti possano essere in gran parte indirizzati al settore pubblico, pur riconoscendo che il passaggio a servizi pubblici digitalizzati, ad esempio nel caso del sistema giudiziario, aumenterebbe indirettamente la competitività grazie a una maggiore efficienza. Ciò detto, anche le imprese necessitano di un livello relativamente elevato di investimenti e, in mancanza di un sostegno finanziario disponibile, le imprese di tutte le dimensioni, in particolare le PMI, possono avere difficoltà a sostenere gli oneri finanziari necessari per digitalizzare i loro processi lavorativi e per investire nella forza lavoro.

4.3Il CESE raccomanda una revisione delle opportunità di finanziamento offerte attualmente dagli enti statali in tutta l'UE a favore della digitalizzazione. In generale, i programmi volti a fornire sostegno finanziario alle imprese nel settore della digitalizzazione ruotano su singoli progetti e richiedono la presentazione di una domanda formale che, per poter ottenere il finanziamento, deve essere approvata prima dell'inizio delle attività previste da ciascun progetto. Oltre alle procedure amministrative precedenti all'aggiudicazione che accompagnano di consueto tali programmi e che possono costituire un onere per alcune imprese (anche se nel tempo tali procedure sono state snellite), i processi attuali tendono a ritardare l'avvio di progetti e iniziative a sostegno della digitalizzazione nelle imprese.

4.4Queste attese possono non essere sostenibili per le imprese che necessitano di risultati immediati per avviare il processo di commercializzazione volto a migliorare i prodotti/servizi/processi al fine di mantenere un vantaggio competitivo, puntare a nuovi mercati e ridurre i costi o semplicemente soddisfare le esigenze dei clienti. Tali programmi incentrati sui progetti possono quindi dissuadere le imprese private dal presentare una domanda di finanziamento. Il CESE chiede pertanto una nuova forma di finanziamento, pur complementare, basata sulle attività digitali piuttosto che sui soli progetti. Secondo tale approccio, alle imprese sarebbero erogati crediti d'imposta o pagamenti in contanti sulla base delle loro spese annuali dichiarate per le attività digitali, con spese ammissibili definite in precedenza per motivi di chiarezza. Tra i costi ammissibili figurerebbe qualunque spesa per la formazione e lo sviluppo del personale in materia di digitalizzazione.

4.5Pur riconoscendo la capacità dell'UE nel campo della digitalizzazione, compresi i progressi compiuti riguardo agli aspetti legislativi e tecnologici, il CESE continua a ritenere fondamentali gli investimenti diretti a livello sia nazionale che estero, soprattutto per sostenere la ricerca e l'innovazione in materia di digitalizzazione. A suo avviso, ciò rafforzerà anche la competitività dell'UE sul mercato globale. È bene aspirare all'autonomia strategica nella produzione di semiconduttori, e il CESE ritiene che l'UE non possa permettersi di trovarsi di fronte a carenze che rischiano di perturbare le industrie europee. I semiconduttori sono al centro della politica industriale dell'UE volta a conseguire l'autonomia strategica nella sfera digitale. Pur di fronte alla necessità di attenuare questi rischi, il CESE mette in guardia contro un approccio protezionistico che metta in pericolo i partenariati di ricerca con le imprese del settore delle tecnologie digitali in tutto il mondo.

4.6Una crescita economica sostenibile basata sul successo della transizione digitale è fondamentale per la prosperità dell'UE. Ciò è anche in linea con l'obiettivo dell'UE di conseguire un'economia sociale di mercato altamente competitiva, che punta alla piena occupazione e al progresso sociale, nonché a un grado elevato di tutela e miglioramento della qualità dell'ambiente. Il CESE ritiene che tale obiettivo possa essere conseguito solo aumentando la crescita della produttività rispetto ai livelli attuali in tutti i settori dell'economia. È dell'avviso che la digitalizzazione stia svolgendo un ruolo chiave nel conseguimento dei suddetti obiettivi economici e sociali, e possa continuare a farlo. Il CESE osserva inoltre che, nel settore manifatturiero, la crescita della produttività è stata più rapida nelle industrie basate sulla tecnologia, a conferma dell'opinione secondo cui la digitalizzazione può aumentare sia i profitti delle imprese sia i redditi reali dei lavoratori. Inoltre, la digitalizzazione è una condizione fondamentale per far progredire la transizione verde. L'UE deve pertanto massimizzare le opportunità, promuovendo contemporaneamente entrambi i percorsi della duplice transizione.

4.7Per conseguire una vera competitività digitale in campo economico e sociale, il CESE chiede una strategia intelligente e combinata in materia di competenze. Diversi settori stanno già preparando progetti su vasta scala che riguardano la riqualificazione e il miglioramento delle competenze della loro forza lavoro e sono basati sulla digitalizzazione e la transizione verde. Il CESE chiede, in via prioritaria, un programma coordinato per le competenze che consenta alla forza lavoro esistente e a quella nuova di superare le relative sfide.

5.Verifica della competitività e valutazione dei programmi di digitalizzazione

5.1La competitività digitale è cruciale per la competitività complessiva dell'UE e dovrebbe essere considerata una parte essenziale dell'agenda dell'UE per la competitività. Perché l'UE abbia successo in un contesto di forte concorrenza mondiale, la sua competitività deve migliorare in modo considerevole. A tal fine, il CESE ha anche chiesto l'introduzione di una verifica della competitività conforme alle politiche e agli obiettivi dell'UE, da integrare nei processi decisionali e legislativi dell'UE. Servono inoltre strutture di governance adeguate, in modo da garantire che la verifica della competitività e l'agenda si concretizzino pienamente nella pratica.

5.2Il CESE prende atto degli attuali orientamenti e strumenti per legiferare meglio, ma osserva che, come sottolineato dal comitato per il controllo normativo, vi è un'evidente necessità di miglioramenti, in particolare per quanto riguarda l'attuazione delle misure necessarie per il rafforzamento della competitività.

5.3Il CESE chiede infine un uso efficace delle risorse finanziarie destinate all'innovazione e alle attività di R&S collegate al processo di digitalizzazione. In tale contesto, è altrettanto essenziale valutare l'impatto e la corretta attuazione dei programmi esistenti che possono essere stati messi a punto per creare le condizioni necessarie per la digitalizzazione. I cittadini europei e in particolare la società civile organizzata possono percepire come positiva la priorità attribuita all'accesso ai finanziamenti, per quanto riguarda gli investimenti sia privati che pubblici.

Bruxelles, 27 aprile 2023

Oliver RÖPKE
Presidente del Comitato economico e sociale europeo

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(1)     GU C 100 del 16.03.2023, pag. 76 .
(2)     GU C 100 del 16.03.2023, pag. 76 .